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La certezza del diritto nell'ordinamento canonico

La certezza del diritto è un criterio proprio di ciascun ordinamento. Il criterio di certezza del diritto
canonico quindi non può che essere inerente all'azione specifica della Chiesa.
Quindi per comprendere in cosa consista questo criterio è necessario comprendere prima in cosa
consista l'azione specifica che la Chiesa realizza. Per fare ciò non c'è altro modo che vedere e
sentire quello che la Chiesa è e fa e dice di se stessa.

La Chiesa è una società perfetta e visibile (nella storia), costituita dal Figlio di Dio e che continua la
vita e l'insegnamento di Cristo e porta l'umanità alla salus animarum.
Tutti gli istituti fondamentali della Chiesa riposano nel diritto divino.
La Chiesa, facendo capo all'Incarnazione si impianta nel cuore stesso della storia.

Questa società ha un ordinamento giuridico, che fa corpo con la essenza stessa della vita della
Chiesa. Il problema ora è cogliere il nesso tra società e ordinamento e la difficoltà consiste in
questo: tener ferma:
– Natura di ordinamento giuridico
– Ordinamento di una società unica nella storia
Il pericolo è duplice:
– L'ordinamento si presenti staccato dalla società a cui inerisce come se avesse la sua ragione
in se stesso, quasi viva una sua vita (esempio: sdegno di Dante sui canonisti rispetto ai
dottori magni → Ostiense)
– L'ordinamento si risolve nella pura esperienza interiore della società

Cos'è questo ordinamento?


L'ordinamento nella sua radice è l'atto di volontà consapevole, pratico, attivo con cui la Chiesa si
ordina in se stessa nei suoi elementi, nelle sue parti, nelle sue istituzioni secondo la sua profonda
natura e le sue intrinseche esigenze.
Cos'è il nesso?
In questo atto di volontà imperativo si trova il nesso tra società e ordinamento. È un nesso non
logico, ma vivente, dinamico, produttivo della realtà nuova dell'ordinamento.
Infatti sono qui presenti sia società, oggetto e soggetto dell'atto di volontà, che ordinamento, perché
l'atto imperativo è la legge fondamentale che dà carattere giuridico a tutte le posizioni e le
istituzioni e le norme che compongono l'ordinamento. Questa norma è la norma che prescrive la
instaurazione disposta consapevolmente nel sistema dei suoi mezzi e dei suoi fini.

Tutti i valori del messaggio cristiano si unificano nell'unitario valore della società perfetta in Cristo.
La norma, nella quale si concretizza l'atto imperativo, è questo valore unitario diventato proposito
della volontà (salus animae), oggetto dell'imperativo pratico e termine della consapevole intenzione.
Questa norma/atto imperativo è il nesso tra società e ordinamento perché ha in sé come suo oggetto
il valore costitutivo della società cristiana e si pone come tramite vivente tra quel valore e
l'esperienza esistente nei suoi termini empirici e finiti.
Quindi tutto l'ordinamento si risolve in questa norma suprema.

In altri termini, l'ordinamento è un atto consapevole di una società, con i suoi valori e i suoi fini,
mediante il quale la società ordina sé stessa.

Due sono i motivi per cui tutto l'ordinamento canonico si risolve in questa norma suprema:
– Il primo sta nel carattere dell'oggetto della norma: la società che si deve instaurare è perfetta
unità organica e interiore; la norma che la coglie interamente è la norma sintetica e unitaria
che ne comanda la instaurazione → per procedere alla formazione dell'ordinamento questa
norma deve particolarizzarsi in tutti i comandi necessari, perché possa entrare nella
particolarità del caso concreto.