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UN “PATTO” PER L’ITALIA

Un secolo e mezzo fa, una stretta di mano tra due uomini, ha sancito nel nostro Paese la storica unione
tra le terre del nord e quelle del sud. Quest’anno, in occasione dell’anniversario dell’Unità d’Italia, si è
tenuto a Teano giorno 26 ottobre, un incontro nazionale tra Sindaci provenienti da ogni regione, per
suggellare e rafforzare con il loro impegno e attivismo politico, l’Unità del Paese attraverso la
sottoscrizione e condivisione di intenti comuni per una nuova e più forte Unità d’Italia, contenuti nel
documento “Il Patto”.

E’ l’immagine del nostro bel Paese, che attraverso dieci punti fondamentali, con ripresa quasi
caleidoscopica, esorta al coraggio, al disprezzo per l’indifferenza, al rispetto dei popoli, alla pari dignità tra
uomini e donne, che va oltre ogni idea anacronistica.

E’ un PATTO che incita alla rinascita culturale, all’abolizione della pena di morte, al rispetto della memoria
delle vittime, alla democrazia e all’accoglienza solidale dei più diseredati e disadattati.

Ampio il dibattito tra i Sindaci presenti, che hanno gridato fortemente all’unisono l’Unità d’Italia, nel
ricordo e nel rispetto di tutte le genti che hanno patito per raggiungerla e consolidarla.

Unità d’intenti, di azioni, di obiettivi strategici, programmi di sviluppo sostenibile, sono i traguardi posti
come obiettivi da raggiungere unitariamente.

Unità, che come la libertà, non può essere messa al bando da chicchessia o plagiata sotto insane forme di
raggiro politico, ma deve essere priva di pregiudiziali ideologiche.

PATTO, quasi fosse l’acronimo “Per amare tutte le terre con orgoglio”. L’orgoglio di essere un’unica
Nazione, quello che ci lega alla nostra identità nazionale, e che oggi, più che mai, appare essere prigioniero
di spazi temporali e di confini non solo geografici, ma mentali.

Si parla di federalismo, perché esso in termini scarsamente “pragmatici” consentirebbe una separazione
quasi consensuale tra le parti. Regioni del Nord, quelle più ricche e regioni del Sud, quelle più povere. Ma
non bisogna dimenticare che proprio al Sud, l’unione ha portato paradossalmente in se, soprusi e abusi,
causati da parte di coloro che si sono arrogati il diritto con libero arbitrio, di mortificare la dignità morale e
intellettuale della gente del Sud, dignità che è prerogativa di ciascun uomo libero. Ma quello che un tempo
era solo un dualismo interregionale, oggi è divenuto una piaga transfrontaliera. Genti di altre nazioni che
vivono nella nostra ai ghetti di una società che li emargina dal contesto socio-economico, riducendoli in
schiavi; donne violentate, bambini vittime innocenti di guerre, anziani privati di una fondamentale
assistenza socio-sanitaria, immigrati senza nome, vittime e /o carnefici di vite altrui.

E’ stato questo l’accorato appello dei Sindaci riunitisi a Teano per dare le loro testimonianze dirette ed
esempi pratici di come, anche con l’ausilio di poche risorse economiche, siano riusciti a migliorare le
condizioni di vita delle fasce più deboli, la qualità di vita ed a garantire le pari opportunità.

Ancora una volta, dalla Regione Sicilia, la testimonianza diretta del Sindaco Mario Cicero di Castelbuono,
invitato dal Comitato promotore e dal Sindaco di Teano, a dare un contributo e spiegare come all’interno
della sua comunità, sia riuscito a creare una forte integrazione socio –culturale tra tutti i cittadini, ivi
compresi gli stranieri, alleviare il disagio psichico di alcune persone attraverso l’inserimento nel mondo del
lavoro e, a perseguire con caparbia tenacità uno sviluppo sostenibile tutelando e salvaguardando le
tradizioni etico-storico-culturali-enogastronomiche , come patrimonio culturale , a favorire rapporti di
collaborazione con le comunità straniere, a promuovere in rete scambi tra Comuni diversi per favorire e
sviluppare rapporti economici, le attività produttive, a fare un uso sostenibile delle risorse e del
patrimonio naturale, destinato alle generazioni future.

Tuttavia, ha ribadito il Sindaco Cicero, l’ottenimento di buoni risultati avviene non solo attraverso una forte
coesione tra gruppi di etnia diversa, ma è l’impegno civico della amministrazione Comunale, che fa da
timone alla comunità, senza distinzione di colore politico. Ha ribadito, tra l’altro, che la frammentazione
dell’Unità d’Italia, è impensabile così come lo è la segmentazione del pensiero umano e intellettuale.
Occorre dunque capire cos’è la conoscenza , per spiegare e comprenderne in maniera esaustiva i contenuti
della stessa conoscenza, non circoscrivere i confini della umana comprensione e della tolleranza tra tutti i
popoli. Per farlo, occorre eliminare le linee di demarcazione mentale , quelle abbiette ed avverse alla pace,
alla fratellanza ed alla solidarietà.

Oggi, ha aggiunto il Sindaco Cicero, non solo c’è il bisogno di rafforzare i rapporti già esistenti e costituiti
dell’Unità d’Italia, ma occorre costruirne dei nuovi , con l’auspicio che le generazioni future, non subiscano
le stesse indifferenze, le stesse violenze ed emarginazioni che hanno dovuto subire i nostri padri.

Occorre abbattere la barriera del rancore, dell’odio, dell’astio, nonché della atavica indifferenza sociale.

Occorre seminare pace e amore, sviluppare nelle menti e nei cuori gli ideali di amicizia e di solidarietà tra i
popoli. Occorre progettare per il bene comune, quello rivolto ad esempio agli acquisti solidali, alla
cooperazione, alla tutela dei propri territori, alla lotta contro il razzismo, al sostegno della democrazia
partecipata. Una svolta storica, ha sottolineato, può solo arrivare attraverso il contributo di tutti.
Per questo dobbiamo proteggere l’Unità d’Italia rinnovando il nostro impegno attraverso “Il Patto” per
l’Italia.

Ente Parco delle Madonie


dott.ssa Santina la Spada