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ERRA E SPAZIO

Durante lo scorso mese di


Settembre l’avventura iniziata alcuni
anni fa del radar italiano SHARAD
ha raggiunto una tappa
fondamentale, la più critica tra
quelle sotto il controllo di chi a
realizzato lo strumento. Il fallimento
dell’obiettivo di
questa tappa
avrebbe decretato la
fine, prematura,
degli sforzi di un
manipolo di persone
e delle quattro
Aziende coinvolte
nel progetto.

di Fabrizio Bernardini SHARAD e la sua antenna (Image courtesy of NASA/JPL)

gli strati sotto la superficie fino ad L’antenna di SHARAD

S
HARAD (SHAllow RADar) è
un radar, finanziato una profondità di alcuni kilometri.
dall’Agenzia Spaziale Italiana e Da quando è entrata in orbita Sebbene ogni parte di SHARAD sia
gestito dal Dipartimento Infocom intorno a Marte fino alla fine di di per sé stessa critica, l’antenna lo è
dell’Università “La Sapienza” di Roma, agosto, la sonda MRO ha modificato maggiormente perché, date le sue
per l’esplorazione degli strati di la sua orbita con un processo dimensioni (5 metri per parte per un
terreno al di sotto della superficie di denominato aerobraking mediante il totale di 10 metri) ha viaggiato
Marte. SHARAD è stato realizzato quale, con ripetuti passaggi frenanti ripiegata e chiusa in un contenitore
dall’Alcatel Alenia Space (AAS) ed è nell’alta atmosfera del pianeta, ha che l’ha protetta dal riscaldamento
parte dell’insieme di strumenti della conseguito un’orbita circolare, requisito prodotto dalle manovre di aerobraking.
sonda statunitense MRO, Mars per l’inizio della fase di esplorazione Infatti SHARAD, per esigenze tecniche,
Reconnaissance Orbiter, lanciata il 12 scientifica. è montato sul piano inferiore di MRO
agosto dello scorso anno e che dal Con il mese di Settembre ha allora (vedi illustrazione), vicino ai motori
marzo 2006 orbita intorno al pianeta avuto inizio una serie di attività principali, e non sul piano dove è
rosso. SHARAD è in grado di operare preparatorie alla fase scientifica. Tra allocata la maggior parte degli
fino alla profondità di alcune centinaia queste attività era compresa l’apertura strumenti scientifici.
di metri ed è un cugino di MARSIS, dell’antenna di SHARAD e il primo L’antenna, realizzata con un
l’altro radar italiano dello stesso tipo collaudo completo dello strumento semplice filo conduttore racchiuso in
che, operando a bordo della sonda rimasto in parte inattivo sin dai un tubo di un particolare materiale
europea Mars Express, può esplorare collaudi pre-lancio. plastico, era ripiegata diverse volte su

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sé stessa, un po’ come un metro mobili alla temperatura desiderata completamente. Ci sono volute altre
snodato ma senza dei giunti flessibili. dopo mesi di gelo spaziale. Infine, 12 ore, dopo la ricezione di dati più
Una volta rilasciata, per l’azione posta l’intera sonda MRO in una fitti (nel tempo) e la loro pronta
elastica del materiale plastico, configurazione autonoma e stabile, elaborazione, per scongiurare la
l’antenna avrebbe assunto l’estensione nella quale l’intelligenza di bordo possibilità negativa confermata anche
originale. Il progetto, semplice ed sarebbe stata in grado di perdere e da un’immagine presa, nello spettro
efficace, è caratterizzato anche dal riacquisire autonomamente il degli infrarossi, dallo strumento MCS
bassissimo peso dell’intera struttura collegamento con la Terra, è stato che era riuscito a visualizzare
che può operare correttamente solo in dato il via ad un blocco di comandi l’estremità sospetta del braccio di
assenza di peso. che al momento stabilito avrebbero antenna.
Per far dispiegare l’antenna occorre, dato luogo ad una serie di eventi L’antenna di SHARAD era dunque
in sequenza, far aprire il contenitore pirotecnici per provocare dapprima aperta, ma per poterla dichiarare
che l’ha protetta durante il viaggio e l’apertura della scatola e, dopo pochi funzionante la parola spettava al radar
rilasciare i fermi che tengono i bracci secondi, il rilascio in sequenza dei due stesso. In breve, con una seconda
ripiegati. bracci dell’antenna. misura di rumore subito confrontata
La tensione nel gruppo presente con quella effettuata prima del
La fase di deployment nella sala di controllo di MRO all’alba deployment, si è potuto determinare
del 16 settembre era già alta, ma che il fruscio di fondo ricevuto dal
L’apertura (o deployment) durante quella ventina di minuti radar era effettivamente aumentato più
dell’antenna è stato un evento speciale trascorsi tra la reale esecuzione delle della quantità prevista coi calcoli
per l’intera missione, e ad esso sono attività di rilascio e la ricezione dei teorici stando ad indicare che
stati dedicati giorni di preparazioni e dati relativi a Terra (ritardo dovuto l’antenna, aperta, funzionava a dovere,
simulazioni. E’ caratteristica generale alla grande distanza di Marte dalla con grande sollievo non solo del team
delle missioni spaziali che le attività Terra in quel momento) la suspense italiano, ma di tutti i partecipanti alla
in cui ci sono organi meccanici in era quasi insostenibile. missione di MRO.
movimento siano sempre fonte di Verso la fine dell’attesa tutti gli
preoccupazione, anche se nulla è mai occhi erano puntati su una serie di Le oscillazioni intorno all’asse Z, amplificate dai
pannelli solari della sonda che si sono messi a
lasciato al caso. Tra i vari spettri che schermi che mostravano i moti di
vibrare per “simpatia”. L’antenna si è decisamente
infestano la memoria delle missioni di rotazione della sonda. Ci si aspettava aperta, si cerca però la conferma
spazio profondo va ricordato quello di vedere delle variazioni nonostante definitiva.
della sonda Galileo, la cui grande la massa di MRO fosse molto
antenna principale non si dispiegò maggiore di quella dell’antenna. E
forzando l’intera missione ad usare per fortunatamente i dati degli
le comunicazioni Giove-Terra, con accelerometri di bordo hanno
molti inconvenienti, un’antenna di immediatamente mostrato le
piccole dimensioni. oscillazioni impartite all’intera
Con l’avvicinarsi della fatidica data, struttura del satellite sia a
tutti gli sforzi della sala di controllo causa dall’apertura della scatola
di MRO presso il Jet Propulsion che per il dispiegamento dei
Laboratory della NASA (a Pasadena, due bracci. Una strana
California) si sono concentrati sul incongruenza
deployment dell’antenna. Dopo una nell’ampiezza di tali
serie di attività preliminari, SHARAD oscillazioni ha però
è stato acceso per effettuare una fatto immaginare uno
misura di rumore usando il ricevitore scenario inconsueto,
del radar, mentre l’antenna era ancora quello in cui uno dei
ripiegata. Poi sono stati accesi dei due bracci non si
riscaldatori per portare tutte le parti fosse aperto

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Prime eco un test più impegnativo. Ecco dunque SHARAD producono grandi quantità
che SHARAD è stato autorizzato ad di dati (una caratteristica intrinseca
Dopo una giornata di meritato eseguire una sequenza più lunga a dello strumento) e la durata della
riposto, tra l’altro coincidente con una caccia della superficie di Marte. I dati, suspense per il risultato ha in questo
domenica, la suspense è ricominciata ricevuti a Terra dopo una serie di caso sofferto anche del tempo
per la seconda parte dell’attività: il passaggi e di elaborazioni, hanno necessario per riassemblare i dati
test di trasmissione e la prima mostrato che lo strumento aveva originali a terra e per elaborarli. Due
osservazione scientifica. Prima ricevuto correttamente delle eco dalla gruppi di tecnici separati hanno
dell’apertura dell’antenna l’intera superficie del pianeta esattamente operato sui dati ed in poche,
catena trasmittente di SHARAD non secondo le aspettative dei tecnici dello frenetiche, ore i rispettivi risultati
era mai stata collaudata sin dai giorni strumento. Il semplice test aveva hanno coinciso con quanto sperato, e
precedenti al lancio (questo per dunque dimostrato che tutta la teoria meritato, dopo anni di lavoro:
l’impossibilità di usare in trasmissione alla base del funzionamento di SHARAD ha funzionato bene ed ha
l’antenna ripiegata e, anche, per la SHARAD, uno strumento originale ed osservato correttamente le
mancanza della superficie del pianeta innovativo, era valida. caratteristiche della zona Medusa
da cui ricavare un eco). Un’altra Ma il test più spettacolare doveva Fossae. L’eccitazione è salita alle stelle
grande paura che assilla tutte le ancora avvenire e ciò è potuto e in breve tempo è stata organizzata
missioni di spazio profondo è sempre accadere il giorno dopo, a seguito una presentazione interna per
questa: dopo mesi di inattività, della programmazione del radar per celebrare l’avvenimento. Era il 19
funzionerà ancora tutto a dovere? La un’osservazione non solo Settembre: parafrasando Neil
storia delle missioni spaziali di questo ingegneristica, ma anche di tipo Armstrong, “SHARAD ha le ali” e
tipo insegna che non si deve essere scientifico, di una determinata zona di vola!
ottimisti in questi casi, ma essere Marte. Infatti MRO si trovava a
convinti di non aver trascurato nulla sorvolare in quei giorni una zona del
negli anni di progetto e realizzazione pianeta nota come Medusa Fossae, già
della missione. osservata da MARSIS il quale aveva Un ringraziamento speciale va a tutti coloro che
hanno lavorato alla realizzazione di SHARAD e
Un primo breve test del rivelato possibile strutture sotto la che, guidati dall’esempio di Enrico Zampolini,
trasmettitore ha permesso di verificare superficie. Era il posto ideale per una capo progetto per Alcatel Alenia Space, hanno nel
che la lunga inattività non aveva prova complessiva delle capacità dello corso degli anni contribuito, offrendo spesso più
provocato conseguenze e che non strumento. del dovuto, al successo di questo importante
c’erano motivi per non proseguire con esperimento italiano.
Le osservazioni scientifiche di

DIDASCALIE FOTO

1 Enrico Flamini (SHARAD Program Manager/ASI) e 4 Joe Witte (LM) discute diverse possibilità 8 Parte dello “SHARAD Team” al JPL: stanchi ma
Roberto Seu (SHARAD Team Leader/Univ. di Roma sull’apertura dell’antenna con un manager di Astro soddisfatti. R. Mecozzi e F. Fois (AAS), E. Flamini
“La Sapienza”) molto più rilassati poco dopo la prima (azienda costruttrice dell’antenna) .Insieme a lui (ASI), R. Croci e M. Guelfi (AAS), e R. Seu (Univ.
conferma dell’apertura dell’antenna. Jose Carbajal (LM) e Tracy Drain (JPL). di Roma).

2 Richard Zureck (MRO Project Scientist), Jim Graf 5 “Successful deployment”! 9 Renato Croci (AAS) autorizza lo spegnimento di
(MRO Project Leader) ed Enrico Flamini (ASI), SHARAD e la fine di un’intensa settimana di lavoro.
discutono con Eric Schmitz (Lockheed Martin), le 6 “Roberto Seu (Univ. di Roma) e Roger Phillips Ali Safaeinili (JPL) collabora.
ipotesi derivate dalle osservazioni effettuate sui dati di (Washington University, St. Louis) discutono sui
assetto della sonda. primi risultati daitest di trasmissione.“

3 Joe Witte e Jose Carbajal (Lockheed Martin), 7 Roberto Seu (Univ. di Roma) commenta con
gestiscono le operazioni di SHARAD. Entrambi soddisfazione i risultati della prima osservazione “Tutte le foto sono proprietà dell’Autore e la loro
indossano, come diversi altri presenti quel giorno, una scientifica di SHARAD. pubblicazione è stata autorizzata da NASA/JPL ed
maglietta della Nazionale italiana per “spirito di corpo”. Lo strumento funziona! ASI”.

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Mars Reconnaissance Orbiter è una sonda della NASA gestita dal Jet
Propulsion Laboratory (JPL) e realizzata dalla Lockheed Martin Space
Systems di Denver (Colorado). Il veicolo è di nuova concezione e di
dimensioni maggiori rispetto ai suoi illustri predecessori. Entrato in orbita
intorno a Marte il marzo scorso, MRO ha raggiunto le sonde Mars Global
Surveyor e Mars Odissey (NASA) e Mars Express (ESA) in orbita intorno al
Pianeta Rosso ormai da anni, assieme ai due rovers Spirit ed Opportunity
(NASA) che stanno operando sulla superficie. Dopo la Terra, Marte è
decisamente il pianeta più studiato del Sistema Solare.
MRO reca a bordo il radar italiano SHARAD ed una serie di strumenti
scientifici capeggiati dalla camera ad alta risoluzione HIRISE (High
Resolution Imaging Science Experiment) che ha già dimostrato immagini con
risoluzione sub-metrica. HIRISE è il più grande strumento di questo tipo che
abbia mai volato in una missione interplanetaria. Tra gli altri strumenti
troviamo CRISM (Compact Reconnaissance Imaging Spectrometer for Mars)
Logo della missione MRO, ispirato uno spettrometro per l’identificazione di minerali, CTX (Context Camera) per
all’opera del pittore Mirò (Image immagini del contesto osservato da HIRISE e CRISM, MARCI (Mars Color
courtesy of NASA/JPL) Imager) per l’osservazione di nuvole e tempeste di sabbia e MCS (Mars
Climate Sounder) un radiometro per l’analisi dell’atmosfera del pianeta.
A questi strumenti si aggiunge ELECTRA, un sistema di comunicazioni che permetterà ad MRO di agire da
ponte ripetitore verso la Terra per i rovers che lavorano sulla superficie e per future missioni analoghe.
Gli strumenti di MRO permetteranno di aumentare le nostre conoscenze di Marte in modo drastico e gran parte
delle indagini saranno concentrate sul mistero dell’acqua di Marte e su dov’era,
dove è andata e ce n’è ancora? I dati prodotti da MRO supereranno in volume
quelli prodotti da tutte le altre missioni che hanno osservato il pianeta rosso nei
Autore
primi 50 anni di esplorazione del sistema solare. Tali dati terranno gli scienziati
occupati per anni offrendo allo stesso tempo informazioni utili per la FABRIZIO BERNARDINI
pianificazione delle prossime missioni. fb@aec2000.eu