Sei sulla pagina 1di 15

-COLORAZIONE DELLE PIANTE D'ACQUARIO -

(Redatto da Alessandro Sabato)

Dopo vari studi e letture sulla pigmentazione delle piante in natura, da appasionato di piante
acquatiche ho cercato di applicare alcune conoscenze base (che la natura e anni di studi ci
forniscono) alla coltivazione di piante acquatiche. Generalmente sono stato sempre attratto dalle
piante che esprimono una colorazione più intensa piuttosto che quelle verdi, è sempre bello vedere
un'acquario con tante piante colorate piuttosto che una monotonia di colore. Trovare specie
acquatiche che presentino colorazioni naturali ma “particolari” è però cosa impossibile. Nasce così
l'idea di provare a capire un modo per colorare in maniera “artificiale” le piante in acquario,
cercando di ottenere le tonalità più disparate e quindi un effetto visivo davvero gradevole. Comincio
a pormi mille domande : come mai alcune piante si colorano più di altre? Cosa influisce sulla
colorazione e sulle varie tonalità ed intensità? Ma la domanda più importante è sempre stata : è
possibile riuscire a “colorare” anche piante che per natura sono verdi e che difficilmente in acquario
prendono colore?
Sono partito anche io dalle basi che studi, ricerche e sperimentazione precedenti ci hanno fornito; è
ormai opinione diffusa da anni nel mondo acquariofilo che per un acquario dolce la migliore
gradazione per le piante acquatiche sia un mix tra i 4000/4500k e 6500k. Scelta quasi obbligata e
forzata, motivata il più delle volte dal fatto che con queste gradazioni le piante crescono in maniera
ottimale e allo stesso tempo non viene data possibilità alle alghe di proliferare, se non in minima
parte e solo nella fase iniziale di avvio del nostro acquario. Navigando in rete per casualità vedo
alcune foto e video di acquari marini rimanendo stupefatto dai colori che i coralli presentano e
sopratutto dal colore dei neon che gli appassionati di marino usano. Essendo estraneo a questo
mondo per pura curiosità comincio a chiedere informazioni a qualche amico, chiedendo specifiche
relative ai neon utilizzati, alle gradazioni/tonalità di colore e alle marche in commercio. Raccolte le
giuste informazioni penso ad un possibile accostamento del reef e della colorazione dei coralli con
il mondo dell'acquariofilia dolce e della colorazione delle piante acquatiche; la passione e il forte
desiderio di vedere più colore in vasca hanno fatto nascere così in me l'idea di montare luci da
marino nel mio plantacquario. Un'idea folle, contraria ad ogni concezione fino a quel momento
presente in questo hobby, ma provare non costava nulla se non il prezzo dei neon da marino, e in
caso di risultati negativi il costo delle specie acquatiche. Fu così che decisi di partire nella
sperimentazione, nel frattempo però continuai a raccogliere materiale di ricerca e supporto a quello
che stavo per fare. Cominciai a studiare in merito alla pigmentazione delle piante in natura, e cercai
di confrontarmi con altri appassionati di piante acquatiche ma senza ottenere alcun riscontro.
Dagli studi generici appresi informazioni base semplici ed utili dalle quali sono partito per questa
sperimentazione; le piante in natura sono verdi perchè contengono clorofilla, questa è solo una dei 6
pigmenti fotosintetici contenuti dalle piante e responsabili del processo di fotosintesi:

-Carotene (pigmento arancio)


-Xantofille (pigmento giallo)
-Feofitina un (pigmento grigio-marrone)
-Feofitina b (pigmento giallo-marrone)
-Clorofilla a (pigmento blu-verde)
-Clorofilla b (pigmento giallo-verde)

La presenza di quei diversi pigmenti comporta un'assorbimento di luce differente in diverse parti
dello spettro elettromagnetico. Nel dettaglio seguendo questo schema gli spettri di assorbimento
sono i seguenti :

Clorofilla a Clorofilla b Clorofilla c Clorofilla d Clorofilla e


Picco 1 430 nm 480 nm 434 nm (circa 400-470 nm) -
Picco 2 663 nm 650 nm 666 nm 700 nm (700-730 nm) (715-725 nm)

Quello a cui dobbiamo fare attenzione è la regione, il range spettrale 500-600nm dove la clorofilla
assorbe pochissima luce e quindi le piante appaiono verdi perchè questa luce non assorbita viene
riflessa.

Qualche grafico trovato in rete a supporto di questa spiegazione :


Di seguito altri 2 grafici davvero interessanti, uno descrittivo del processo di fotosintesi di piante e
alghe, l'altro rappresenta una scala di conversione kelvin-nm utile per la comprensione del primo :
Collegando entrambi i grafici potrete facilmente notare come la regione di “buio” tra i 500nm e i
600/650nm descritta in precedenza, sia proprio quella associata alle gradazioni kelvin che vanno dai
4000k/4500k ai 6500k, quelle tanto usate nei nostri acquari e quelle che sono sempre state descritte
le migliori sia per la crescita delle piante sia per contrastare la formazione algale.
Per natura quindi le piante assorbono maggiormente proprio in quelle regioni sopra e sotto l'area di
“buio”, aree che nel grafico procedono verso gli estremi (da un lato l'ultravioletto e dall'altro
l'infrarosso). L'uso dei neon da marino mi ha permesso proprio di associare la mia idea a questa
ricerca e garantire in maniera pratica alle piante gradazioni e spettri che con normali neon
commerciali (che mantengono il range 4000k-6000k) non si sarebbero mai avuti. Sono partito
subito con una combinazione ad alte gradazioni senza alcun periodo di passaggio o fase intermedia,
con l'obiettivo di garantire un mix di colore e gradazione che avrebbe coperto la più ampia parte
dello spettro; nel dettaglio il comparto luci era così composto :

n.2 Sylvania Aquastar 8500k


n.1 Sylvania marine Star 15000k
n.1 Ati Purple plus

La scelta di questi neon è stata attuata sulla base del loro spettro ed in maniera del tutto incurante
della possibilità di proliferazione algale, con l'unico obiettivo di garantire un mix più vario
possibile.
Ho portato avanti questa conduzione dell'acquario per un anno, coltivando un gran numero di specie
acquatiche e cercando di ammirare e studiare le differenze di colorazione su ogni specie. Ho
ottenuto risultati davvero eccezionali sulla maggior parte delle specie; su altre sono riuscito a
garantire una colorazione di base completamente differente dalla canonica gestione con i 4000k-
6500k seppur non raggiungendo la massima colorazione della pianta. In questo esperimento ho
aggiunto una variabile interessante, l'altezza della plafoniera, studiando come le varie distanze
possano influire sulla minore o maggiore colorazione delle piante. Sono partito dalla situazione più
estrema (altezza della plafo dal pelo dell'acqua 40cm) per studiare la colorazione con questi neon da
marino, continuando a ridurre settimana dopo settimana la distanza della plafoniera dalla superficie
dell'acqua e osservando attentamente l'evolversi della colorazione. Il risultato è stato una conferma
di quanto appreso da letture, studi e ricerche. A parità di wattaggio (t5 da 24w), l'uso dei neon da
marino ha presentato un'effetto stupefacente sin dagli inizi garantendo una colorazione di specie
acquatiche sin subito dopo la piantumazione (anche con plafoniera distante 30-40cm dal pelo
dell'acqua); talee di coltura emersa lunghe 5-6cm distanti quasi 80cm dalla plafoniera mostravano
colorazioni apicali notevoli già dopo 24h post piantumazione. Ecco alcune foto che descrivono
questo processo :
Queste prime due foto mostrano l'effetto immediato di colorazione dopo 24h/48h; le foto successive
sono una rassegna dei risultati ottenuti su alcune specie.
(in foto Lindernia sp. India)
(in foto Hyptis lorentziana)
(in foto Bucephalandra P.biblis)
(in foto Limnophila hippuridoides)

Il risultato della colorazione non è l'unico vantaggio ottenuto dall'uso di neon da marino, con una
gestione corretta infatti le tanto temute alghe non sono assolutamente comparse, nemmeno nelle fasi
iniziali di avvio della vasca, momento critico di assestamento e di ricerca di equilibrio dove
normalmente anche per i plantari più esperti concedono la formazione di qualche focolaio algale.

Di seguito altri risultati ottenuti su alcune essenze rare e delicate :


(in foto Ludwigia incl.var.vert.Cuba)
(in foto Ludwigia incl.var.vert.Cuba post spostamento neon)
(in foto Ludwigia incl.var.vert.Pantanal)
La mia ricerca non è terminata, confrontandomi all'estero con alcuni esponenti dell'acquariofilia
mondiale ho trovato altre possibile combinazioni da effettuare per studiare la reazione delle piante e
ammirare nuove forme di colorazione.
La sperimentazione proseguirà con un paio di Uri Red Sun per rafforzare i rossi, mentre sul Purple
andrò a rafforzare con più Korallen Zucht Coral Light Fiji Purple, due neon molto interessanti già
utilizzati a livello internazionale che stanno dando ottimi risultati.

A seguire una foto della plafoniera in assetto “marino” del mio amico Don Boyer che ringrazio
sentitamente per i consigli, una persona davvero molto gentile e disponibile.

(foto by Don Boyer)

Tutte le foto delle piante sono state fatte con uno smartphone Samsung Galaxy Nexsus di qualche
annetto fa, questo non ha permesso la migliore rappresentazione dei reali colori delle specie
coltivate, studiate e fotografate, ma è sufficiente per farvi vedere i risultati fin qui ottenuti.
Ringrazio il mio amico Saverio Cannito Lattanzi che mi ha supportato in questa ricerca fornendomi
varie tabelle di studio (lo noterete dalle scritte in spagnolo) e al contrario di altri, unica voce di
supporto pratico in questa sperimentazione, è stato l'unico ad assecondare questa mia “follia”
costruendo subito una nuova vasca ad hoc per sperimentare la mia tesi. Ringrazio inoltre Nicla
Tenerelli che col suo valido aiuto pratico mi ha aiutato nella coltivazione diretta delle specie, nella
piantumazione, fertilizzazione e conduzione giornaliera.
Link di riferimento a supporto della mia ricerca e sperimentazione:

http://www.webexhibits.org/causesofcolor/index.html&usg=ALkJrhh2aZyNra4YZSccY2h07cMVL
cRvtg

http://plantphys.info/plant_physiology/light.shtml

http://venus.unive.it/miche/cicli_ecosis/0052.htm#spettro_di_assorbimento

Articolo e foto ad opera di Alessandro Sabato.