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Prova d’esame (Dicembre)

Luca Damonte

3/12/2019

1 Quiz
1. Sia f derivabile due volte su R e si consideri la funzione g(x) = ef (x)
(a) se f è convessa in x0 ∈ R allora g è concava in x0
(b) se x è un punto di minimo per f allora x è un punto di massimo per g
(c) i punti critici di f sono i soli punti critici di g
(d) Im(f ) = Im(g)
Soluzione 1. (c) I punti critici di f sono i soli punti critici di g. g 0 (x) = f 0 (x)ef (x) si annulla
R
solamente nei punti x̃ ∈ tali che f 0 (x̃) = 0, ovvero i punti critici di f .arcsin

2. Sia data f : [0, 1] → R tale che f (x) = πx + cos(πx) − 1. Dire quale affermazione è FALSA
(a) ha un punto di flesso in x = 1/2
(b) ha un unico punto di Lagrange
(c) soddisfa le ipotesi del teorema di Lagrange
(d) soddisfa le ipotesi del teorema di Rolle

Soluzione 2. (d) soddisfa le ipotesi del teorema di Rolle. Infatti f (0) 6= f (1). Analizziamo la
risposta (b). Un punto di Lagrange c viene definito come un punto interno all’intervallo (0, 1)
tale che
f (1) − f (0)
= f 0 (c).
1−0
Sostituendo i valori di f nei punti 1 e 0 e calcolando la derivata in c troviamo che la precedente
equazione risulta
π − 2 = π − π sin(πc),
ovvero c = arcsin(2/π)/π. Quanti c esistono nell’intervallo (0, 1) che soddisfano questa ugua-
glianza? Per rispondere correttamente dobbiamo ricordarci che f (x) = arcsin(x) è definita
solamente per x ∈ [−1, 1]. Da qui concludiamo che esiste solamente un unico punto di Lagran-
ge. In questo caso la risposta è contro intuitiva vista la presenza di un flesso. Dunque, fate
sempre i conti!

3. Sia f derivabile sull’intervallo (a, b) con f (x)f 0 (x) > 0 ∀x ∈ (a, b); allora
(a) la funzione f (x) è crescente su (a, b)
(b) ∃x1 ∈ (a, b) tale che f 0 (x1 ) < 0 =⇒ ∃x2 ∈ (a, b) tale che f 0 (x2 ) > 0
(c) f ((a + b)/2) > 0 =⇒ f 0 (x) > 0 ∀x ∈ (a, b)
(d) f ((a + b)/2) < 0 =⇒ ∃x ∈ (a, b) tale che f 0 (x) > 0

1
2

Soluzione 3. (c) f ((a + b)/2) > 0 =⇒ f 0 (x) > 0 ∀x ∈ (a, b). Basta notare che: f (x)f 0 (x) > 0
è soddisfatta solamente se f (x) e f 0 (x)
hanno lo stesso segno. Notiamo che non ci sono punti
critici e che la funzione non si annulla mai, ovvero non cambia segno. Dunque, se esiste un
punto tale per cui la funzione ha segno positivo allora f dovrà essere positiva su tutto (a, b).
√ 
4. Sia data la funzione f (x) = ln 2019 · ex x2 − 1 . Allora
(a) lo sviluppo di McLaurin della funzione derivata è 1 − x + x3 − x5 + o(x5 ).
(b) la funzione derivata è dispari
(c) la funzione derivata è pari
(d) f ha la stessa derivata della funzione 2−1 [ln(x − 1) + ln(x + 1)] + x .
Soluzione 4. (d) f ha la stessa derivata della funzione 2−1 [ln(x − 1) + ln(x + 1)] + x.

5. Sia f derivabile sull’intervallo I. Dire quali delle seguenti affermazioni è FALSA


(a) se f è convessa su I, allora f 0 è crescente su I
(b) se f 0 è convessa su I, allora f è crescente su I
(c) se f 0 è crescente su I, allora f è convessa su I
(d) se f è crescente su I, allora f 0 (x) ≥ 0 per ogni x ∈ I
Soluzione 5. (b) se f 0 è convessa su I, allora f è crescente su I. Il fatto che f 0 sia convessa
non implica che sia positiva. Dunque visto che non conosco il segno della derivata prima non
posso concludere nulla sulla monotonia di f .

f (m) (x0 )
6. Sia f derivabile n volte (n ≥ 2) in x0 e valga f (x) = f (x0 ) + m! (x − x0 )m per un certo
valore di m tale che 2 ≤ m ≤ n, con f (m) (x0 ) 6= 0. Allora
(a) se m è dispari f ha un punto a tangente orizzontale nel punto x0
(b) se m è pari f ha un punto a tangente orizzontale nel punto x0
(c) se m è pari f è una funzione pari
(d) se m è pari f ha un punto a tangente verticale nel punto x0
Soluzione 6. (b) se m è pari f ha un punto a tangente orizzontale nel punto x0 . Notare che
un punto a tangente orizzontale può essere un minimo, un massimo o un flesso.

7. La funzione inversa della funzione f (x) = sin x + e2x ha come retta tangente al suo grafico,
nel suo punto di ascissa x = eπ
2eπ
(a) y = 2e2π −1 (x − eπ ) + π
eπ π
(b) y = 2e2π −1 (x − e ) + π
1 π
(c) y = 2e2π −1 (e − 1) + π
e π
(d) y = e2π −1 (x − e ) + π
π
Soluzione 7. (a) y = 2e2e π
π −1 (x − e ) + π. In parole povere, ci viene chiesto di scrivere lo

sviluppo di Taylor arrestato al primo ordine della funzione inversa f −1 nel punto y0 = eπ :
0
f −1 (y) = f −1 (y0 ) + f −1 (y0 ) (y − y0 ) + o(y − y0 ).

R √
Calcolare f −1 (eπ ) significa trovare la x0 ∈ tale che eπ = sin x0 + e2x0 . La x0 che soddisfa
0
l’equazione è x0 = π. Per trovare f −1 (y0 ) invece utilizziamo la formula


0 0
f −1 (y0 ) = 1/ (f (x0 )) .

2
3

La derivata di f risulta
cos x + 2e2x
f 0 (x) = √
2 sin x + e2x
e dunque il coefficiente della retta tangente alla funzione inversa nel punto y0 = eπ risulta
0 2eπ
f −1 (y0 ) = .
2e2π−1
Mettendo assieme i risultati otteniamo che
2eπ
f −1 (y) = π + (y − eπ ) + o(y − eπ )
2e2π − 1

ln(x + β) se x > 0
8. f (x) = è derivabile in 0 per
eαx − sin(xα ) se x ≤ 0

(a) α = e−1 ; β = e
(b) α = e−1 ; β = e−1
(c) α = e; β = e
(d) ∀α; β = e

Soluzione 8. (a) α = e−1 ; β = e. Bisogna imporre le condizioni di continuità e derivabilità


in 0. Per trovare β impongo che i limiti sinistro e destro di f (x) siano uguali per x → 0. Per
trovare α impongo che i limiti sinistro e destro di f 0 (x) siano uguali per x → 0.

9. Sia f una funzione continua e derivabile su R, dispari tale che f (0) = f (1) = 0 e g(x) =
x arctan(x) − 21 ln(1 + x2 ) allora g ◦ f
(a) non ha punti critici
(b) ha esattamente tre punti critici
(c) ha almeno 5 punti critici
(d) ha esattamente 6 punti critici
Soluzione 9. (c) ha almeno 5 punti critici. La derivata di g(f (x)) è

f (x)f 0 (x) f (x)f 0 (x)


g 0 (f (x)) = f 0 (x) arctan(f (x)) + − .
1 + f (x)2 1 + f (x)2

Visto che gli ultimi due termini si eliminano basta concentrarsi sul primo. Osserviamo che
g 0 (f (x)) si annulla per x = 0, x = 1 e x = −1 poiché f è dispari. Inoltre, per il teorema di
Rolle, esiste un punto x in (0, 1) tale che f 0 (x) = 0. Sempre per la simmetria di f anche −x è
tale che f 0 (−x) = 0. Dunque esistono almeno 5 punti.

sin(ex −1)
10. Sia data la funzione f (x) = ln(ex + sin x) + ln(1+x) . Lo sviluppo di McLaurin è

(a) 1 + 3x − 43 x2 + o(x2 )
(b) 1 + 2x − 43 x2 + o(x2 )
(c) 1 − 3x − 43 x2 + o(x2 )
(d) 1 − 3x − 43 x2 + o(x2 )

3
4

Soluzione 10. (a) 1+3x− 43 x2 +o(x2 ). Sviluppo separatamente le funzioni f1 (x) = ln(ex +sin x
x
−1)
e f2 (x) = sin(e
ln(1+x) .

f1 (x) = ln(ex + sin x


x2
= ln(1 + x + + o(x2 ) + x + o(x2 ))
2
x2
= ln(1 + 2x + + o(x2 ))
2
2
x2 x2

2 1 2
= 2x + + o(x ) − 2x + + o(x )
2 2 2
3
= 2x − x2 + o(x2 )
2

sin(ex − 1)
f2 (x) =
ln(1 + x)
x2
x+ 2 + o(x2 )
= x2 x3

x− 2 + o(x3 )
+ 3
−1
x2 x x2
   
2 3
= x+ + o(x ) x 1 − + + o(x )
2 2 3
2 !
x2 x x2 x x2
    
1 2 4
= x+ + o(x ) 1+ − + − + o(x )
x 2 2 3 2 3
x2 x x2
  
1
= x+ + o(x2 ) 1+ − + o(x2 )
x 2 2 12
2
x
=1+x+ + o(x2 ).
6
Dunque otteniamo
3 x2
f (x) = 2x − x2 + o(x2 ) + 1 + x + + o(x2 )
2 6
4
= 1 + 3x − x2 + o(x2 )
3

11. Siano date le funzioni f (x) = ln(x2 + 1) e g(x) = sin(x2 ), allora


(a) f (g(x)) ≤ g(f (x)) in un intorno di zero
(b) f (g(x)) è convessa e g(f (x)) è concava
(c) f (g(x)) è concava e g(f (x)) è convessa
(d) f (g(x)) ≥ g(f (x)) in un intorno di zero
Soluzione 11. (d) f (g(x)) ≥ g(f (x)) in un intorno di zero. Anche in questo caso ci viene chie-
sto di studiare gli sviluppi di Taylor in un intorno del punto x0 = 0. Svolgiamo separatamente
gli sviluppi.
 2 
f (g(x)) = ln 1 + sin(x2 )
1 2
= sin2 (x2 ) − sin2 (x2 ) + o(sin4 (x2 ))
2
2 4
x6 x6
 
1
= x2 − + o(x6 ) − x2 − + o(x6 )
6 2 6
= x4 + o(x6 )

4
5

g(f (x)) = sin ln2 1 + x2




= ln2 1 + x2 + o ln2 1 + x2
 
 2
2 1 2 2 4
= x − (x ) + o(x )
2
= x4 − x6 + o(x6 )

Dunque otteniamo x4 + o(x6 ) ≥ x4 − x6 + o(x6 ), ovvero f (g(x)) ≥ g(f (x)) per ogni x in un
intorno di 0.

2 Scritto
Esercizio 1. Si consideri la funzione f (x) = x3 ex
1. Identificare il dominio di f (x) e studiarne la continuità/discontinuità.
2. Studiare i limiti agli estremi del dominio ed eventuali asintoti.
3. Determinare gli intervalli di monotonia, i massimi, i minimi ed i punti di flesso.
4. Disegnare qualitativamente il grafico della funzione.
Soluzione 12. Studio di funzione

1. domf = R
poiché prodotto di due funzioni definite su tutto R. Visto che il dominio è tutto
R
non ci sono problemi di discontinuità.
2.
lim x3 ex = 0, lim x3 ex = ∞
x→−∞ x→∞

La retta orizzontale y = 0 è un asintoto orizzontale per x → −∞. Per x → ∞ la funzione


cresce più che linearmente dunque concludiamo che non presenta asintoti obliqui.
3. La derivata prima della funzione risulta

f 0 (x) = 3x2 ex + x3 ex
= x2 ex (3 + x) .

Notiamo che f 0 (x) si annulla nei punti x0 = 0 e x1 = −3. Studiamo dunque il segno della
derivata prima, ovvero cerchiamo i punti x tali che f 0 (x) > 0; visto che x2 e ex sono funzioni
non negative troviamo che f 0 (x) > 0 se e solo se x > −3. Allora f (x) risulta crescente in
(−3, ∞) e decrescente in (−∞, −3). Con queste considerazioni sulla monotonia concludiamo
che x1 = −3 è un punto di minimo mentre x0 = 0 è un punto di flesso a tangente orizzontale.
Un altro modo per capire la natura dei punti è quello di studiare il valore della derivata seconda
f 00 (x) in x0 e x1 . La derivata seconda risulta

f 00 (x) = 6xex + 3x2 ex + 3x2 ex + x3 ex


= xex x2 + 6x + 6 .


Per studiare la natura di x1 calcoliamo f 00 (x1 ) = −3e−3 (−3) < 0. Visto che f (x) risulta
convessa in un intono di x1 possiamo concludere che x1 è un punto di minimo. Per quanto
riguarda x0 troviamo invece che f 00 (x0 ) = 0; per capire se x0 è un flesso ascendente o discen-
dente abbiamo due alternative: calcolare la derivata terza in zero oppure studiare il segno della
derivata seconda. Il mio consiglio è quello di studiare il segno della derivata seconda poiché in
ogni caso bisognerà studiare gli intervalli di convessità di f (x).
Visto che ex > 0 studiamo il segno di x2 + 6x + 6 e x. Risolvendo√ la disequazione
√ di secondo
grado troviamo facilmente che f 00 (x) > 0 se e solo se x ∈ (−3 − 3, −3 + 3) ∪ (0, ∞). Il punto

5
6

x0 risulta quindi un flesso ascendente poiché f (x) è concava in un intorno sinistro e convessa

in un intorno
√ destro di x0 . Inoltre la derivata seconda si annulla nei punti x2 = −3 + 3 e
x3 = −3 − 3; visto il segno di f 00 (x) concludiamo che x2 è un flesso discendente mentre x3 è
un flesso ascendente.

4. Disegniamo finalmente il grafico.

Figura 1: Funzione f (x) dell’esercizio in nero. I punti rossi evidenziano punti di flesso mentre il
punto blu evidenzia il minimo.