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“L’unico viaggio possibile


è quello all’interno di noi stessi.
Almeno finché
non mi riparano l’auto.”
Leo Ortolani

BODY YOGA è un testo originale per insegnanti e praticanti di yoga,


ma non proviene esclusivamente da questa disciplina.
È frutto del confronto e delle riflessioni tra un’insegnante di yoga
che ha lasciato il mondo aziendale per esplorare le applicazioni
dello yoga stesso nell’ambito delle relazioni umane,
e un medico e ricercatore che ha focalizzato la propria professione
sullo studio dell’anatomia per via esperienziale, per comprendere

BODYYOGA
in che modo i cambiamenti fisici incidano sulla nostra mente
e sulla nostra personalità.

www.Body Thinking.com
BODYTHINKINGBOOK S

Imagen de la portada: Max Logan, cedida por Yoga Journal Italia


WWW.BODYTHINKING.COM Gli effetti dello yoga sul corpo e sulla mente
Immagine di copertina: Max Logan, in prestito da Italia Yoga Journal
VENT’ANNI DI YOGA, Era un giorno del luglio del 2007, e Noe, col
mio consueto caffè di metà mattina, mi
portò la rivista CuerpoMente del mese. “C’è
E POI? un articolo sul parto in acqua che ti piacerà”
– disse, dato che sono specializzata in yoga
Come il body thinking mi ha spinto a preparto. Avevo un po’ di tempo, e l’idea di
una bella lettura mi stuzzicava; aprendo a
riscoprire lo yoga caso il periodico apparve un’intervista il cui
titolo attirò la mia attenzione: “L’intelligenza
corporea”. Incuriosita, iniziai a leggere e da
“Interessante…” le mie reazioni diventarono
subito “Sì! Esatto! Proprio così!”.
Ho una relazione con lo yoga da più di
venticinque anni. Io e lo yoga abbiamo Non so se abbiate mai avuto
attraversato molte fasi: innamoramento e quest’impressione: che qualcuno riesca
completa dedizione, dubbio, separazione, finalmente a dar voce, con le parole giuste,
ritorno di fiamma… per arrivare infine a a un insieme di sensazioni indefinite che vi
quello stato in cui si ama placidamente, si portate dentro da anni. Questo fu ciò che
apprezza ciò che piace, si accetta quello che mi accadde in quel momento e,
piace meno e si pensa, con una certa immediatamente, mi resi conto che i miei
rassegnazione, che gli angoli nascosti dubbi, intuizioni e misteriose certezze
dell’altro, con ogni probabilità, ci rimarranno potevano avere una spiegazione.
ignoti.
Finii per incontrarmi con lo studio
Da tre anni ero proprio a quel punto, e di dell’anatomia per via esperierienziale e lo
certo non mi immaginavo che stesse per studio di come i cambiamenti fisici si
entrare in scena qualcosa che avrebbe manifestino nella nostra mente e nella nostra
capovolto il mio modo di intendere, personalità.
praticare e insegnare yoga, rovesciando il Questa visione, questo modo di intendere il
concetto che fino a quel momento avevo corpo, la mente, l’anima, la cultura e le loro
“All’improvviso, avuto del corpo, della mente, dell’anima e relazioni, cioè questo modo di intendere la “Dare voce ai sensi,
tutto aveva una spiegazione” delle loro correlazioni. vita, risvegliarono la mia passione intiepidita sentire i pensieri”
e tornai ad immergermi nella pratica dello
yoga con l’entusiasmo degli inizi, ma con un
prospettiva del tutto differente e una nuova
consapevolezza.

Così, ho ricominciato la mia ricerca nello


yoga e sono riuscita a trovare nuovi, eccitanti
passaggi, mai scoperti in precedenza, a
dispetto dei molti anni trascorsi
gironzolando per gli stessi luoghi, e orizzonti
che erano sembrati irraggiungibili, perfino
inimmaginabili, ora iniziano ad essere una
realtà vicina e tangibile.

Questo progetto nasce dalla voglia di


condividere quel processo. Qui troverete i
concetti dello studio esperienziale
dell’anatomia che per me sono stati più
significativi in questa parte del mio cammino
verso una migliore comprensione dello yoga
e dei suoi effetti sul nostro modo di sentire,
pensare, agire ed essere. “Perché la stessa
“Ripercorrere tecnica può dare come
lo stesso cammino Scriviamo a partire dall’esperienza finora risultato un miglior
con nuovi occhi raccolta e riportiamo alcune delle embodiment oppure, al
ti mostra nuovi profili, conclusioni alle quali siamo giunti sapendo contrario, una maggiore
ti apre a nuovi bene che, di certo, continueranno ad dissociazione
orizzonti” evolversi insieme ai nostri vissuti. (t.p.) interiore?”
LA LA DIFFERENZA
permettendo così l’integrazione tra questi
livelli, che per ottenere invece l’esatto
contrario.
Tra incarnarsi e disincarnarsi
Mi ha sempre colpito il fatto che sia le
persone più integrate che quelle meno
integrate, incontrate tenendo seminari di
anatomia esperienziale fossero praticanti della
Sperimentando diverse forme di psicoterapia stessa disciplina: lo yoga. Sono giunto
ho verificato che possiamo utilizzarle per pertanto alla conclusione che non è la tecnica
arrivare a noi stessi, oppure che possono di per sé a favorire o meno l’incarnazione, ma
“Quando, da studente,
anche l’ennesimo modo per ingannare noi il modo in cui la si pratica e la si insegna. ( j.t.)
iniziai a praticare yoga,
stessi, aiutandoci a evitare ciò che siamo. arrivare a sentire
gli organi interni,
La sofisticazione intellettuale maturata come ad esempio
durante anni di analisi può diventare un aiuto suggerivano alcuni
per vedere in modo più onesto chi siamo autori, mi sembrava
davvero, così come può essere usata per irraggiungibile:
sviare qualsiasi riscontro che ci danno gli non era il mio
“Esiste un’affinità amici e la realtà e fornirci gli strumenti linguaggio,
profonda tra lo yoga concettuali per rimandare indietro tutto ciò le ed era frustrante.
e l’anatomia persone ci rimandano. Ho dovuto elaborare
sperienziale. un modo di intendere
L’anatomia Tutto questo vale anche per le tecniche che partisse dalla mia
esperienziale è, corporee? Indagandole da un bel po’ – non cultura occidentale.
in qualche modo, necessariamente per praticarle o insegnarle, In questo modo
un’organizzazione ma soprattutto per comprendere come l’ho compreso,
in forma occidentale cambia la mente al modificarsi del modo in e ho potuto
delle percezioni cui il corpo si organizza – è emerso un riavvicinarmi allo yoga
già presenti in fattore: la stessa tecnica, per esempio lo yoga, con maggiore piacere e
alcuni aspetti della può essere usata sia per favorire tutt’altra”
tradizione yogica" l’incarnazione della mente e dello spirito nel soddisfazione”
LA DISTRIBUZIONE
questa è la posizione che Juan
come facciamo abitualmente, attiviamo quelle cerca di raggiungere.

che hanno minore capacità di movimento.

UNIFORME Questa sarà l’unica cosa importante, per me,


se ciò che cerco è conoscere il mio corpo e
radicarmi al meglio in esso. Pertanto, perché
Come la corda di una chitarra, il tessuto connettivo nessuna zona compia un lavoro eccessivo,
per funzionare correttamente deve avere una tensione e di conseguenza pregiudizievole, è necessario
ampliare la nostra consapevolezza delle zone
distribuita in maniera uniforme. che abitualmente non sentiamo o che non Nella zona evidenziata'
la mobilità delle vertebre di
richiamano la nostra attenzione. Juan è inferiore a quella che
Riconoscere l’intelligenza corporea lui ritiene dovrebbe essere.

Qual è l’obiettivo
È molto frequente che le zone più sane si
Se Juan' nonostante la
incarichino del lavoro che le parti più L’obiettivo dello yoga non è deformare il limitazione del movimento
contratte non riescono a compiere. corpo creando mobilità esagerata in una zona delle sue vertebre' vuole

Per esempio, se alcune vertebre hanno poca ed eccessive limitazioni in altre. allungare le braccia' la
soluzione che gli rimane è
mobilità, le vertebre vicine devono sostenere Accade facilmente che ci si dimentichi dello questa iperestensione.
un movimento eccessivo, per compensare le scopo della pratica e si rimanga focalizzati
prime. Mettendo in moto le zone più libere sul raggiungimento di una posizione,
impedisco che le altre entrino in azione, e così piuttosto che sullo sviluppo della coscienza
richiedo alla zona flessibile livelli di corporea, l’embodiment. In questo modo si
“Per comprendere spostamento superiori a quello considera un buon risultato ottenere un
come arrivare fisiologicamente normale, e la distruggo. cambio dell’angolo o della distanza verso la
a una pratica L’ernia al disco è un chiaro esempio: di solito postura che è stata idealizzata, e si tralascia
equilibrata e agevole, compare tra due vertebre che acquisiscono lo sviluppo dell’attenzione e della
non possiamo pensare una mobilità eccessiva per compensare il consapevolezza.
ai muscoli del corpo movimento limitato di quelle vicine.
come a unità separate, Pensiamo a una posizione come l’arco. ma se segue le richieste del

ma dobbiamo tener conto Perché la tensione si distribuisca in modo Non è importante l’estensione massima che corpo' arriverà all’estensione
che gli permette di usare il
della natura uniforme è necessario che, invece di stirare otteniamo. L’essenziale è la distribuzione potenziale a sua disposizione
del tessuto connettivo” zone che sono già sufficientemente aperte, equilibrata di rilassamento e forza lungo il in questo momento.
cercando di usare il potenziale che le offre il proprio corpo in In questo caso il movimento
corpo, e quindi che ogni vertebra possa questo momento' Marta arriva ad una posizione come questa. di ciascuna vertebra sarà
sostenere il lavoro che le spetta: limitato alla propria fruizione

approssimativamente 1/33 del totale. E’ per fisiologica (1/33)'


e il risultato sarà armonico
questo che abbiamo almeno 33 vertebre. Se
una vertebra lavora meno, altre tenderanno a
compensare, se lavora di più, si distruggerà la
continuità e di conseguenza le altre vertebre
smetteranno di muoversi. Se applico più
forza riduco la mobilità. Se voglio dare più
libertà di movimento, devo ridurre la forza
esercitata.

Nella posizione delle figure, la catena


muscolare posteriore aumenta il proprio
tono, mentre la catena anteriore lo
diminuisce. Per sentirsi integri ed equilibrati,
il cambio di tono muscolare, che sia per invece' se ciò che vuole è arrivare a ridurre al minimo la mentre in questo caso' forzare
distanza tra le sue mani e il suolo' eviterà di ascoltare vertebre già troppo mobili'
contrarsi o per rilassarsi, deve essere i bisogni del proprio corpo e arriverà a questa posizione distrugge l’integrità
realizzato uniformemente. Se l’obiettivo è
avanzare nella pratica senza compromettere
l’integrità fisica, sarà più importante la
capacità di distribuire la tensione applicata
piuttosto che la quantità di tensione che si
può esercitare. Se l’intero stiramento si
concentra in un punto della corda della
chitarra, essa si romperà e il corpo, come la
“Coinvolgendo l’intero corpo chitarra, smetterà di suonare.
nel movimento, Fissandoci esclusivamente sull’ottenere quella
eviti di focalizzarti sulle che consideriamo la posizione ideale, E in questo caso'
forzare vertebre
zone meglio conosciute rischiamo di forzare zone del corpo che sono già troppo mobili'
o che sono già ipercontratte” già alla massima apertura, per compensare la distrugge l’integrità
mancanza di movimento di altre parti. Così
Se si lascia trasportare
arriviamo soltanto a superare il punto di dalla voglia di arrivare
equilibrio della porzione aperta e a bloccare alla posizione idealizzata'
ulteriormente il tratto più rigido. In questo la zona troppo mobile si
apre in eccesso.
modo avremo l’illusione di aver prodotto un
cambiamento positivo perché il risultato
visibile, estetico, è un arco più ampio e
pronunciato, ma non più armonioso, e nella
realtà avremo accentuato la contrazione della
parte più accorciata e pregiudicato la zona più
mobile.

Un cambio di visuale

In una posizione, il risultato visibile


dell’equilibrio può essere meno spettacolare
di quello che si ottiene con una deformazione
o una frammentazione del corpo.
Come si può vedere nel serpente di legno, se
lo seziono posso avere una curva più
pronunciata. Però se valorizzo l’armonia
invece dell’ampiezza della curva, scopro
l’elemento che fa la differenza: l’integrazione.
E la ottengo unicamente se la tensione è questa è la posizione
di partenza di Lisa
uniforme, dall’inizio alla fine.

La pratica che rispetta le necessità individuali


non è accompagnata dal miglior risultato
visibile o estetico, ma dalla massima armonia.
Parliamo di un cambio di focalizzazione, di
punto di vista e di concetto di successo. Utilizzando il respiro' arriva
ad uno stiramento inferiore'
“Non si tratta di cosa, E questo accade solo se ci si libera della fretta che però le apre uno spazio
ma di come” e dal risultato. interno più ampio
INDICE

IL PERCHÉ PIANI DI MOVIMENTO


25 anni di yoga, e poi? Un piano di movimento, una struttura fisica, un profilo psicologico
La differenza Piani di movimento e tappe di sviluppo
Il piano orizzontale
EMBODIMENT Il piano frontale
Lo yoga e il processo di embodiment Il piano sagittale
Come mai la pratica dello yoga sta migliorando il mio embodiment? Scoprire su quale piano abbiamo maggior potenziale
Permeabilità tra corpo e anima La sequenza naturale e le sequenze individuali di movimento
La natura frattale nelle sequenze di movimento
PIACERE
Due madri e la loro relazione col piacere I PRINCIPI
Cosa ci dicono le sensazioni fisiche? L’anatomia esperienziale al servizio della pratica dello yoga
Piacere fisico, piacere mentale Congruenza
Il piacere nella pratica dello yoga Coercizione positiva
Yogin o impresario? Partecipazione di tutto il sistema
Andare nella direzione del problema
INTEGRAZIONE L’aumento graduale
Un furto sulle Ramblas Cambio di piano
Il tessuto connettivo Inversione prossimo-distale e cambio di orientamento
E…le viscere?
Subcorticalità AUTENTICITÀ
La distribuzione uniforme L’apprendimento e l’insegnamento
Tensegrità Coltivare l’autenticità
Yoga e integrazione L’insegnante giusto al momento giusto