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Perché questa Notte di Luci?

Come scout vogliamo camminare, crediamo nella strada.

Come scout vogliamo vivere la città, crediamo nella cittadinanza attiva.

Come scout abbiamo dei valori, e vogliamo parlarne anche con te.
La scoperta

“Gli sto insegnando le Parole


Maestre che gli permetteranno di
parlare a tutta la giungla, se solo le
ricorderà –rispose serissimo Baloo a
Bagheera– avanti Mowgli, ripeti la
parola del Popolo Cacciatore”.

“Siamo dello stesso sangue, tu ed io”


disse Mowgli dando alle parole
l’accento dell’orso.

(Il libro della Giungla, Rudyard


Kipling)

In fondo al paese c’è una strada che porta al mare, una che porta in città e
una che non va in nessun posto. Lo sapevano tutti e tutti ci credevano.
Martino Testadura invece no, un bel giorno prende la strada che non va in
nessun posto e, dopo un bel po’ di strada e di difficoltà che quasi stava per
tornare indietro, arriva a un castello, dove viene accolto e a questo punto
inizia una favola dentro la favola, con avventure e tesori ed esperienze
nuove.

Quando torna a casa, Martino racconta la sua storia. È contento, porta dei
regali (primo fra tutti la sua conoscenza) e così anche altri, pervasi dal suo
entusiasmo, provano a percorrere la stessa strada. Ma non andranno da
nessuna parte, non arriveranno mai al castello e torneranno al paese delusi,
perché certi tesori esistono soltanto per chi batte per primo una strada
nuova.

(La strada che non andava in nessun posto, Gianni Rodari)


Fratellanza

La mia traccia è la tua traccia, la mia tana è la tua tana, la mia preda è la
tua preda se avrai fame fratellino. (Parola Maestra di Fratel Bigio)

Qualcuno che la sa lunga


mi spieghi questo mistero:
il cielo è di tutti gli occhi
di ogni occhio è il cielo intero.

È mio, quando lo guardo.


È del vecchio, del bambino,
del re, dell’ortolano,
del poeta, dello spazzino.

Non c’è povero tanto povero


che non ne sia il padrone.
Il coniglio spaurito
ne ha quanto il leone.

Il cielo è di tutti gli occhi,


ed ogni occhio, se vuole,
si prende la luna intera,
le stelle comete, il sole.

Ogni occhio si prende ogni cosa


e non manca mai niente:
chi guarda il cielo per ultimo
non lo trova meno splendente.

Spiegatemi voi dunque,


in prosa o in versetti,
perché il cielo è uno solo
e la Terra è tutta a pezzetti?

(Il cielo è di tutti, Gianni Rodari)


La Buona Azione

Del nostro meglio! (Motto dei lupetti)

In un villaggio indiano il consiglio ha deciso che la “prova di forza e coraggio”


per i giovani indiani consisterà nel trovare la penna d'aquila dorata,
nascosta sull’altra sponda del lago.
Tutti sono indaffarati nei preparativi quand'ecco arrivare Falco Stanco, un
vecchio indiano che abita dall'altra parte del lago. Egli si avvicina ai ragazzi
e dice loro: “Devo tornare a casa. Se dovessi andare a piedi non arriverei che
a notte inoltrata. Qualcuno di voi mi potrebbe portare sulla sua canoa?”.
Tutti concordano: “Ci dispiace, ma non è possibile. Oggi dobbiamo correre”.
Eccetto uno di loro, Penna Bianca, che è di un altro avviso e lo fa salire sulla
sua canoa. In quel momento spunta il primo raggio di sole e con un grido
di gioia tutti volano in acqua. Un po’ più di fatica fa Penna Bianca, che deve
remare per due. È iniziata la grande prova.
Penna Bianca teme che arriverà troppo tardi, ma poi guarda Falco Stanco
che sorride felice e sente interiormente una voce che lo rassicura: “Hai fatto
bene, Penna Bianca!”. Mentre gli altri commentano la sua poca furbizia. Un
peccato, lui che è tra i più abili…
Uno dopo l’altro tutti arrivano e corrono a cercare nei posti più impensati,
ma nessuno è fortunato. In ritardo, arriva anche Penna Bianca. Saluta Falco
Stanco e fa per correre via. Ma il vecchio indiano lo trattiene: “Ieri sera
Bisonte Nero, il grande capo, mi ha detto: ‘A quello dei piccoli indiani che
ti porterà sull’altra sponda, consegnerai
questa!'” e tira fuori, da sotto il suo poncho,
fra lo stupore di tutti, una meravigliosa
penna d’aquila; la penna d’aquila dorata!
“Sì –continua Falco Stanco mettendo una
mano sulla spalla di Penna Bianca– hai
vinto la Prova perché la forza più grande è
la forza dell'amore, e tu hai dimostrato di
averla quando mi hai preso sulla tua
canoa.” E conclude, rivolgendosi agli altri:
“Questo è un giorno importante per voi,
piccoli indiani, avete imparato che essere
buoni è qualcosa, fare il bene è molto
meglio”.
La scoperta

L’esploratore è cortese e tollerante. (Punto 5 della Legge scout)

L’esploratore rispetta e protegge i luoghi, gli animali e le piante. (Punto 6


della Legge scout)

Voglio girare il mondo anche se la gente ride,


anche se tutti quanti mi consigliano di restar.
E voglio andarmene via proprio perché secondo loro
dormire sotto le stelle vuol dire solo sentir freddo.
Voglio girare il mondo anche se sul mio cammino
incontrerò la pioggia che scendendo mi bagnerà.
Anche con l’acqua negli occhi
potrò veder tutte le cose
che in una stanza all’asciutto
io non potrei sognare mai.

(Tratto da “Voglio girare il mondo”, I girasoli)


Fratellanza

L’esploratore è leale, forte e coraggioso. (Punto 2 della Legge scout)

L’esploratore è amico di tutti e fratello di ogni altro esploratore. (Punto 4


della Legge scout)

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti.

Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli
altri in spirito di fratellanza.

(Art. 1 Dichiarazione universale dei diritti umani)


Servizio

L’esploratore è buono e generoso. (Punto 3 della Legge scout)

L’esploratore è sobrio, economo, laborioso e perseverante. (Punto 9 della


Legge scout)

Il volontario è una persona che, oltre a comportarsi correttamente nella vita


di tutti i giorni come studente o lavoratore, figlio o figlia, donna o uomo,
mette spontaneamente a disposizione del tempo per gli altri. Per fare, con
passione, qualcosa di utile, di realmente efficace. Il volontario non è un eroe,
una persona eccezionale, ma un cittadino responsabile.

Un cittadino è responsabile
quando ha cura di sé, degli
altri e dell’ambiente in cui vive.

Un cittadino responsabile è
una persona che rispetta le
regole di convivenza, che
partecipa alla vita sociale, che
chiede il rispetto dei propri
diritti e tutela quelli degli altri.
Questo si chiama cittadinanza
attiva.

Il volontario deve “far bene il


bene”, preparandosi e
migliorandosi costantemente,
assumendosi delle
responsabilità insieme agli
altri e portando fino in fondo
un impegno preso.
La scoperta

Per il rover della Compagnia Timshel i rapporti umani sono fondamentali


e vissuti con Impegno. Tale impegno si concretizza in due strade, una
personale e una rivolta agli altri. Entrambe le strade conducono alla stessa
scoperta. La prima non va vissuta in maniera passiva ma richiede
partecipazione attiva. La seconda riguarda il rapporto con gli altri creato e
nutrito tramite coinvolgimento e sostegno. La fiducia nell’altro ne
costituisce le fondamenta. L’unione di queste due strade conduce in
un’unica direzione: un gruppo che diventa famiglia. Famiglia significa che
nessuno è abbandonato o dimenticato. (Carta di Compagnia, Compagnia
Timshel)

Una grande amicizia ha due ingredienti principali: il primo è la scoperta di


ciò che ci rende simili, il secondo è il rispetto di ciò che ci fa diversi.

(Stephen Littleword)

La persona per noi…Considera gli altri come persone indipendentemente


da questioni di etnia, credo, convinzioni politiche, differenze di sesso, di
origine sociale e di cultura. (Carta d’Identità del CNGEI)
Fratellanza

Sono parte di una compagnia basata sui valori di uguaglianza ed


accoglienza. Ho una mentalità aperta e rispettosa; in questo modo mi
impegno a portare il mio esempio nel mondo che mi circonda. (Carta di
Compagnia, Compagnia del Sole)

Nel 1946 a Moisson, in Francia, si svolse il primo Jamboree del dopoguerra.


Le rovine dei bombardamenti erano immense e le attrezzature scarsissime:
eppure gli scout sopravvissuti non si arresero. Tutti stavano montando le
loro tende quando accadde che gli scout tedeschi vennero invitati a
sistemarsi proprio davanti ai francesi.

Fino a pochi mesi prima, l’odio e le vendette tra francesi e tedeschi erano
state enormi: la Germania di Hitler aveva invaso la Francia e vi aveva fatto
eseguire stragi atroci. Fra gli scout francesi c’era certamente grande motivo
di risentimento verso i tedeschi. I due gruppi si trovarono di fronte: i
tedeschi, consapevoli delle colpe dei loro padri, stavano timidamente
chiusi fra di loro. I francesi li osservavano da lontano, incerti sul da farsi.
Improvvisamente accadde il miracolo: i francesi lasciarono i loro zaini e si
precipitarono di corsa verso i tedeschi. Un attimo di esitazione e un numero
sterminato di abbracci, saluti,
strette di mano fecero scomparire
ogni incertezza. Lo scautismo
aveva vinto: quei ragazzi stavano
vivendo davvero il punto della
Legge che dice di essere fratelli di
tutti.

La fratellanza è, non v’è dubbio, la


base d’ogni società, la condizione
di ogni progresso.

(Giuseppe Mazzini)

La persona per noi…Educa all’accoglienza della diversità, favorendo la lotta


contro luoghi comuni e stereotipi, incentivando il dialogo e
l’interiorizzazione di valori. (Carta d’Identità del CNGEI)
Servizio

Io, Rover della Terza Compagnia della Quercia, mi impegno a rendere il


mondo migliore e lo concretizzo con il servizio che arricchisce me e gli altri.
(Carta di Compagnia, Compagnia della Quercia)

Come dicono sia la promessa che il Motto Rover, per noi Servizio significa
aiutare il prossimo senza chiedere nulla in cambio. (Carta di Compagnia,
Compagnia Karakorum)

Servire non è la stessa cosa che aiutare. Aiutare implica una disuguaglianza,
non prevede un rapporto alla pari. Quando si aiuta, si usa la propria forza a
beneficio di qualcuno che ne ha meno. Ponendoci nell’ottica dell’aiuto
possiamo inavvertitamente sottrarre all’altro più di quanto gli diamo,
indebolirne il senso di dignità e l’autostima. Quando aiuto, sono cosciente
della mia forza. Ma per servire dobbiamo mettere in gioco qualcosa di più
della nostra forza. Dobbiamo mettere in gioco la totalità di noi stessi,
attingere all’intera gamma delle nostre esperienze. Servono anche le
nostre ferite, i nostri limiti, perfino i nostri lati oscuri. La nostra
interezza serve l’interezza dell’altro e l’interezza della vita. Aiutare crea un
debito. L’altro sente di doverci qualcosa. Il servizio, al contrario, è reciproco.
Quando aiuto provo soddisfazione; quando servo provo gratitudine.
Servire è inoltre diverso dal provvedere. Quando cerco di provvedere a
qualcuno, vedo nell’altro qualcosa che non va. È un giudizio implicito, che
mi separa dall’altro e crea una distanza. Fondamentalmente, aiutare,
provvedere e servire sono modi differenti di vedere la vita. Quando aiutiamo,
la vita ci appare debole. Quando cerchiamo di provvedere, ci sembra che
abbia qualcosa che non va. Ma quando serviamo, la vita ci appare completa,
e siamo consapevoli di fare da canale a qualcosa di più grande di noi.

(Rachel Remen)

La persona per noi…Rinuncia coscientemente al proprio tempo libero per


mettersi al servizio degli altri con atteggiamento proattivo, in un’ottica di
miglioramento della società. (Carta d’Identità del CNGEI)
La scoperta

Quando guardate, guardate lontano, e anche quando credete di star


guardando lontano, guardate ancor più lontano. (Baden-Powell, fondatore
dello Scautismo)

Io sono l'altro: sono


quello che spaventa,
sono quello che ti
dorme nella stanza
accanto.
Io sono l'altro: puoi
trovarmi nello
specchio, la tua
immagine riflessa… il
contrario di te stesso.
Io sono l'altro: sono
l'ombra del tuo
corpo, sono l'ombra
del tuo mondo,
quello che fa il lavoro sporco al tuo posto.
Sono quello che ti anticipa al parcheggio e ti ritarda la partenza. Il marito
della donna di cui ti sei innamorato. Sono quello che hanno assunto
quando ti hanno licenziato. Quello che dorme sui cartoni alla stazione,
sono il nero sul barcone, sono quello che ti sembra più sereno perché è
nato fortunato o solo perché ha vent'anni in meno.
Quelli che vedi sono solo i miei vestiti, adesso facci un giro e poi mi dici.
E poi io sono il velo che copre il viso delle donne, ogni scelta o posizione
che non si comprende.
Io sono l'altro: quello che il tuo stesso mare lo vede dalla riva opposta. Io
sono tuo fratello, quello bello. Sono il chirurgo che ti opera domani, quello
che guida mentre dormi, quello che urla come un pazzo e ti sta seduto
accanto. Il donatore che aspettavi per il tuo trapianto, sono il padre del
bambino handicappato che sta in classe con tuo figlio, il direttore della
banca dove hai domandato un fido, quello che è stato condannato, il
presidente del consiglio.
Quelli che vedi sono solo i miei vestiti, adesso vacci a fare un giro e poi mi
dici.

(Tratto da “Io sono l’altro”, Niccolò Fabi)


Fratellanza

Più che mai ho adesso la sensazione che per mezzo dello spirito di
fratellanza degli scout, estesosi in tutto il mondo, potremo fare un primo
passo verso una pace internazionale riportando un concreto risultato. Tale
pace non può ottenersi con leggi, ma solo essere fondata su un reciproco
sentimento di fratellanza tra popoli. (Baden-Powell, fondatore dello
Scautismo)

Un rabbino riunì i suoi allievi e domandò loro: “Come possiamo conoscere


il momento preciso in cui finisce la notte e comincia il giorno?”
“Quando, a una certa distanza, siamo in grado di distinguere una pecora
da un cane” disse un ragazzino.
“In verità, si può affermare che è ormai giorno quando, a una certa distanza,
siamo in grado di distinguere un olivo da un fico” replicò un altro allievo.
“Non sono soluzioni particolarmente convincenti.”
“Qual è la risposta giusta allora?” domandarono tutti.
E il rabbino rispose: “Quando si avvicina uno straniero e noi lo confondiamo
con un nostro fratello, ponendo fine a ogni conflitto. Ecco, questo è il
momento in cui finisce la notte e comincia il giorno.”

(Il momento dell’aurora, Paulo Coelho)


Servizio

Mentre vivete la vostra vita terrena, cercate di fare qualche cosa di buono
che possa rimanere dopo di voi. […] E ricordate che essere buoni è qualche
cosa, ma che fare il bene è molto di più.

Il vero modo di essere felici è quello di procurare la felicità agli altri.

(Baden-Powell, fondatore dello Scautismo)

Il volontariato è l’espressione del coinvolgimento dell'individuo nella


propria comunità. La partecipazione, la fiducia, la solidarietà e la reciprocità,
fondata su una visione condivisa e un senso di obblighi comuni, rafforzano
i valori alla base della buona cittadinanza. Il volontariato non è una reliquia
nostalgica del passato. E la nostra prima linea di difesa contro
l'atomizzazione sociale in un mondo globalizzato.

Oggi, forse più che mai, la cura e la condivisione sono una necessità, non
un atto di carità.

(Dichiarazione United Nations Volunteer Programme)


La scoperta del mondo, dell’altro e della natura.

Lo spirito di fratellanza.

La buona azione e il servizio.

E ora che ne abbiamo parlato?

Prenditi qualche minuto per riflettere su quali sono i valori che giorno per
giorno vivi e trasmetti al prossimo; e se poi vorrai condividerli con noi…ne
saremo felici.

cngeibergamo@gmail.com
CENTOPERCENTO
(Francesco Agliardi ed Elena Pesenti, 2014)
Cento compleanni e mille candeline,
una luce accesa per ogni vita che è passata
tra le pieghe di questa rivoluzione
che non fa rumore e tra le dita ha una canzone

INT 1. E assomiglia a noi, forti più dei nostri guai


che stringiamo un sogno per noi

Gente con una promessa dentro al cuore


il futuro è nelle mani e le radici danno il sale,
mica fiabe dentro ai libri su in soffitta
ma una storia ben giocata, altro che bella addormentata

INT 2. E assomiglia a noi, forti più dei nostri guai…


che stringiamo un sogno che non ha paura

RIT 1. Cento, cento, cento… (1° voce)


prendi il tempo, il tuo, il mondo balla (2° voce)
Cento, cento, cento… (1° voce)
tienti forte in questa lunga danza (2° voce)
Cento, cento, cento… (1° voce)
che ti scalda come una famiglia (2° voce)
Cento per cento, questa storia ci somiglia (Tutti)
INT 1.

Scarpe sul sentiero di pietre grosse


e risa che risuonano per sempre nelle orecchie,
la fatica è coccola dimenticata
ma cent'anni son passati e la bella s’è svegliata

INT 2.
RIT 1.
INT 2.
RIT 2. Cento, cento, cento… (1° voce)
e la strada s’apre ancora lunga (2° voce)
Cento, cento, cento… (1° voce)
e qui ogni giorno è un po’ una giungla (2° voce)
Cento, cento, cento… (1° voce)
ma è un abbraccio che è una meraviglia (2° voce)
Cento per cento, questa storia ci somiglia (Tutti)
INT 1.