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STRU TTU RA E O B IE T T IV I

D E L REG IM E D ’O CCU PA ZIO N E T E D E SC O IN IT A L IA *

La crisi dell’alleanza italo'tedesca.

T ra i paesi occupati dalla Wehrmacht nel corso della seconda


guerra mondiale l’ Italia costituisce assieme all’Ungheria un caso
relativamente anomalo; in entrambi i casi non si tratta infatti di
paesi invasi e sconfitti dalla Germania bensì di paesi legati al
Reich da un patto di alleanza. L ’occupazione dell’ Italia fu ap-
punto l’ultimo atto del dramma politico del paese condotto dal
regime fascista in una guerra obiettivamente contraria agli inte-
ressi del suo popolo e comunque affrontata in condizioni disa­
strose di impreparazione militare. Fu cioè la conseguenza della
volontà ormai manifesta del paese di abbandonare l’alleanza con
la Germania. L ’occupazione dell’Ungheria, dopo la lezione del­
l’esperienza italiana, fu il tentativo di prevenire uno sganciamento
analogo da parte di un altro dei satelliti del sistema di alleanza
creato dal Terzo Reich; fra l’altro la defezione dell’Ungheria
rischiava di far saltare una cerniera decisiva del fronte orientale
tedesco, favorendo una colossale manovra avvolgente e di sfon­
damento delle forze sovietiche e impedendo la ritirata delle ingenti
forze della Wehrmacht impegnate in una dura marcia di arre­
tramento dai Balcani. In entrambi i casi l’azione fulminea della
Werhmacht riuscì a bloccare l’iniziativa centrifuga dei due Stati
associati e trasformò la loro condizione di alleati più o meno su­
balterni del Terzo Reich in quella di territori soggetti ad occu­
pazione militare, alla stessa stregua degli altri territori conquistati
con la forza. E del resto anche in Italia e in Ungheria soltanto un
atto di forza permise alla Wehrmacht di assicurarsi il controllo
della situazione.

* Testo della relazione presentata alla sezione politica del III congresso internazio­
nale di storia della Resistenza svoltosi a Karlovy V ary, in Cecoslovacchia, dal
2 al 4 settembre 1963. La relazione si basa essenzialmente sulla documentazione
e sui risultati delle ricerche raccolte nel volume di ENZO COLLOTTI, L'A m m ini-
strazione tedesca dell’Italia occupata 1943-45, pubblicato nella collana storica del­
l’ Istituto per la storia del movimento di liberazione, Milano, Lerici, 1963.
4 Enzo CollotU

N el caso dell’Italia non sarebbe tuttavia esatto sostenere che


l’occupazione tedesca sia stata la conseguenza pura e semplice deb
l’armistizio con le potenze alleate, annunciato, come è noto, la
sera dell’8 settembre 1943. Almeno a proposito di due circostanze
fondamentali è necessario rettificare la versione che viene fornita
dalla letteratura memorialistica tedesca: anzitutto non risponde a
verità che alla data dell’8 settembre la direzione politica e mili­
tare tedesca sia stata colta di sorpresa dall’armistizio dell’Italia
(come afferma il maresciallo Kesselring); in secondo luogo, altret­
tanto infondata risulta l’asserzione secondo la quale i tedeschi in
Italia si comportarono da forza d’occupazione soltanto in seguito
alla dichiarazione di guerra contro la Germania da parte del go­
verno Badoglio, che si era rifugiato nel mezzogiorno del paese dopo
l’armistizio dell’8 settembre (come insinua l’ambasciatore Rahn).
Per quanto riguarda il secondo punto basta ricordare che il
governo italiano legittimo trasferitosi nelle regioni occupate dagli
anglo-americani dichiarò guerra al Reich il 13 ottobre 19 43; fu,
semmai, proprio questa dichiarazione la risposta all’atteggiamento
ostile che caratterizzò sin dal primo momento la presenza delle
forze tedesche in Italia. E comunque non fu certo a partire dal
13 ottobre che i tedeschi ostentarono un comportamento da pa­
droni effettivi dell’ Italia. A quella data anzi erano già state am­
piamente poste le premesse concrete del dominio tedesco in Italia,
ivi compresa la creazione del governo vassallo della Repubblica
sociale, destinato a costituire null’altro che uno strumento e l’ese­
cutore della volontà tedesca.
Per rispondere al primo problema — se e in quale misura
la Germania fu colta di sorpresa dall’armistizio italiano — è ne­
cessario chiarire preliminarmente quale fu l’origine dell’intervento
tedesco in Italia, che soltanto nelle sue forme più aperte e ine­
quivocabili può considerarsi come reazione all’armistizio dell’ 8 set­
tembre. La realtà è ben diversa, poiché il Quartier generale del
Führer e l’Alto Comando tedesco erano pienamente consapevoli
da mesi della grave crisi interna che stava attraversando l’Italia.
Di questa crisi gli scioperi del marzo 1943 nelle città industriali
del nord, la prima grande manifestazione di massa contro il re­
gime fascista, costituirono il primo esplicito campanello d’allarme;
sintomatico dello stato dell’opinione pubblica italiana è appunto
il fatto che durante gli scioperi, assieme alle istanze rivendica­
Struttura e obiettivi del regime d ’occupazione tedesca in Italia 5

tive, risuonò apertamente la richiesta della pace separata con le


potenze alleate e della rottura dell’alleanza con la Germania.
Prima ancora della caduta del fascismo, quindi, sin dall’inverno
1 942-43, Hitler e i comandi tedeschi erano al corrente dei peri­
coli, e se si vuole anche delle incognite, che presentava la situa­
zione italiana. Hitler sapeva che la perdita dell’ ultima testa di
ponte nell’Africa settentrionale avrebbe scosso definitivamente le
prospettive di resistenza dell’ Italia, mentre lo stesso Mussolini ali­
mentava involontariamente i dubbi che i tedeschi potevano nu­
trire sulla fedeltà dell’ Italia suggerendo ad Hitler di « liquidare
il capitolo russo », ossia di cercare di arrivare ad un compromesso
almeno con l’Unione Sovietica, che si era dimostrata per l’Asse
l’ostacolo più duro da superare e che ora rischiava di diventarne
la tomba \
Le fonti tedesche dimostrano inoltre che nei mesi del 1943
che precedettero la caduta del fascismo, Hitler e i suoi collabo­
ratori, e in particolare alcuni di essi fra i quali l’ammiraglio Donitz,
discussero animatamente l’eventualità di un crollo dell’Italia, di
cui ben conoscevano le carenze di preparazione militare. D ’al­
tronde essi stessi non ritenevano sanabile la situazione militare
italiana, se non altro per la diffidenza e l’ostilità reciproche che
caratterizzavano i rapporti tra i comandi italiani e quelli tedeschi.
Le richieste tedesche al Comando supremo italiano dimostrano
chiaramente la loro completa sfiducia in qualsiasi iniziativa di
ripresa dell’Italia, la loro volontà di asservire interamente sotto
il loro comando il potenziale di guerra italiano; soltanto a queste
condizioni essi presumibilmente sarebbero stati disposti a impe­
gnarsi per fornire un più concreto aiuto all’Italia. In realtà, l’unica
loro speranza risiedeva nella certezza che, qualunque cosa fosse
successo, Mussolini sarebbe sempre rimasto al fianco del Reich.
Ma la stessa posizione di Mussolini trovava un limite, oltre che
nel debole potenziale di resistenza dell’ Italia, nell’impossibilità in
cui egli stesso si trovava di fare ai tedeschi tutte le concessioni
che gli venivano richieste. Fu in questo clima, caratterizzato da
una crisi piena, profonda, esplosiva, all’interno dell’alleanza italo-
tedesca, che maturò e si affermò nel Quartier generale tedesco il
proposito di impedire la defezione dell’Italia dal conflitto proce-1

1 Lettera di Mussolini a Hitler della fine di marzo del 1943 nella raccolta Hitler e
Mussolini, Lettere e documenti, Milano, 1946, pp. 151-154 .
6 Enzo Collotti

dendo, ove si fosse dimostrato necessario, anche all’occupazione


militare del paese per consolidare le sorti vacillanti del fascismo
al potere, che minacciava di essere travolto dai rovesci militari e
dall’insurrezione contro di esso dello stato d’animo popolare.
Già da qualche mese prima del 25 luglio Hitler era alla ri­
cerca di una soluzione che garantisse il consolidamento della posi­
zione di Mussolini, nel quale egli identificava l’unico baluardo
della fedeltà dell’Italia alla alleanza. Nella prima metà di aprile
del 1943 il problema era stato esplicitamente affrontato da Mus­
solini nell’incontro di Klessheim con Hitler e Himmler. Quest’ul­
timo, sollecitato — pare — dallo stesso Mussolini, suggerì al capo
del fascismo di circondarsi di un corpo italiano delle SS per raf­
forzare il suo dominio dispotico e sventare un eventuale colpo
di mano contro la sua persona e contro il regime fascista, del
quale si avvertivano evidentemente già i sintomi attraverso ma­
nifestazioni di opinione pubblica e di ambienti militari che rea­
givano generalmente negativamente, o quanto meno passivamente,
alle ingiunzioni tedesche. Sappiamo che addirittura qualche set­
timana prima dell’incontro di Klessheim Hitler aveva espresso ai
suoi più stretti collaboratori il timore che le armi che i tedeschi
consegnavano ai fascisti finissero, prima o poi, in mano ad ele­
menti che un bel giorno le avrebbero rivolte contro i tedeschi
stessi: pertanto, non sarebbe stato opportuno allestire un certo
numero — precisamente 6 — di divisioni scelte fasciste sulle quali
Mussolini e i tedeschi potessero fare cieco affidamento? 2.
Hitler era dunque informato dello stato reale della situazione
italiana, anche se ovviamente non poteva prevederne gli sbocchi,
e se era in grado di offrire soltanto una soluzione poliziesca, non
politica, della crisi del fascismo. Certo è però che l’eventualità della
defezione dell’ Italia dal conflitto gli si presentava come l’ ipotesi
più probabile, tanto è vero che prima ancora di ricevere il rap­
porto pessimistico (il 20 maggio) sulla missione informativa svolta
in Italia dall’inviato speciale delle SS von Neurath, aveva messo
in moto un dispositivo di sicurezza per premunirsi contro l’uscita

2 Per quanto riguarda i precedenti della preparazione dell’intervento tedesco in


Italia si vedano la ricostruzione di F. W . D eakin , T h e brutal Friendship. Musso­
lini, Hitler and the Fall of Italian Fascism, London, 1962, e il nostro volume cit.
UAmministrazione tedesca dell*Italia occupata, cap. I e II. In quest’ ultimo lavoro
abbiamo potuto tenere conto anche delle Hitlers Lagebesprechungen recentemente
edite dairinstitut fiir Zeitgeschichte di Monaco di Baviera.
Struttura e obiettivi del regime d'occupazione tedesca in Italia 1

dell’Italia dalla guerra. Il primo passo compiuto in questa dire­


zione risale infatti al 19 maggio 1943, data nella quale l’Alto
comando della Wehrmacht redasse un progetto d’ordine per la di­
fesa dei Balcani, che per i tedeschi costituivano oggetto di parti­
colare preoccupazione in quanto paventavano nella penisola bal­
canica un grande sbarco anglo-americano, che avrebbe minacciato
di avvolgere il fianco meridionale di tutto lo schieramento tedesco
nell’Europa orientale. Ebbene, in tale progetto era esplicitamente
contemplata l’ipotesi secondo la quale « l’evoluzione della situa­
zione può richiedere che la difesa dei Balcani deve spettare uni­
camente a truppe tedesche e bulgare » 3. L ’ordine era estrema-
mente rivelatore delle previsioni tedesche: poiché le altre forze
dello schieramento nazifascista che presidiavano i Balcani erano
le armate italiane, nell’ipotesi citata era implicita con tutta evi­
denza l’allusione all’eventualità della defezione dell’Italia.
In effetti, quando von Neurath riferì le impressioni del suo
viaggio in Italia, erano già in corso i preparativi per l’impiego
dell’armata di Rommel in vista della cosiddetta operazione Alarich,
come venne designato l’ intervento in Italia, da affiancare ad una
operazione Konstantin, che era per l’appunto quella destinata alla
sostituzione delle forze italiane nella penisola balcanica. I rapporti
tra gli alleati più che da ambiguità e reticenze erano caratterizzati
quindi da ostilità se non ancora aperta certamente latente. Pare
accertato che prima ancora del colpo di Stato del 25 luglio una
parte dei collaboratori di Hitler, e fra essi principalmente Dònitz,
faceva apertamente pressioni per favorire in Italia un colpo di
Stato che restaurasse la scossa autorità del fascismo e ristabilisse
garanzie per la continuazione della guerra a fianco della Germania;
il 17 luglio Hitler rivelò che aveva intrapreso passi per scovare
in Italia l’uomo adatto per rimettere in sesto la situazione ita­
liana: aveva chiesto lumi all’ambasciatore a Roma von Mackensen,
il quale però non aveva saputo « suggerire nessuno capace di
assumere il governo della nazione » 4. D ’altra parte, nell’incontro
con Hitler avvenuto a Feltre il 19 luglio, l’ultimo prima del colpo
di Stato della monarchia e di Badoglio, Mussolini, nonostante le
pressioni del capo di Stato Maggiore generale Ambrosio, non ebbe

3 Istruzione dell’OKW recentemente pubblicata con il n. 48 b nella raccolta a cura


di W alther H ubatsch , Hitlers Weisungen fiir die Kriegfiihrung 1939-1945,
Frankfurt a. M ., 1962, pp. 217-18.
1 A nthony M artienssen , Hitler e i suoi ammiragli, ed. it., Milano, 1950, pag. 272.
8 Enzo Collotti

il coraggio di significare chiaramente al Führer che l’Italia non


era più assolutamente in grado di continuare l’impari lotta. Il
primo bombardamento aereo subito da Roma in quella stessa mat­
tinata lo sprofondò in una depressione cosi totale da togliergli qual­
siasi ardimento, anche soltanto quello di dichiararsi sconfitto. In
questa atmosfera, di totale sfacelo da parte italiana e di diffidenza
e di doppiezza da parte tedesca, giunse a Berlino la notizia del
colpo di Stato del 25 luglio.

Le reazioni tedesche al 25 luglio e l’ occupazione dell’Italia.

Le settimane che separano la caduta del fascismo dall’armi­


stizio dell’8 settembre furono caratterizzate dal tentativo apparen­
temente astuto ma in realtà banale e irresponsabile del nuovo go­
verno Badoglio di guadagnare tempo nei confronti dei tedeschi
avviando contemporaneamente trattative con le potenze occiden­
tali. Ma le trattative furono condotte in maniera così segreta che
non ne furono tenuti informati neppure i comandi militari, ai
quali in fin dei conti sarebbe spettato il compito di predisporre
le eventuali iniziative difensive contro un aperto intervento della
W ehrmacht.
Era chiaro, e lo era in special modo agli esponenti del movi­
mento antifascista che invano cercarono in quelle settimane di
influenzare e di orientare l’azione del governo in senso chiarifi­
catore e decisamente antifascista, che il logico sbocco del colpo di
Stato poteva essere rappresentato unicamente dalla decisione di
abbandonare rapidamente il conflitto e di rovesciare il fronte. Si
imponeva quindi la richiesta immediata dell’armistizio agli anglo­
americani e la contemporanea mobilitazione di tutte le energie per
prevenire la prevedibile reazione tedesca. Fu perso invece tempo
prezioso sotto ogni punto di vista. Il governo Badoglio temeva le
reazioni dei tedeschi, dei quali in quel momento sopravvalutava
certamente le forze in Italia, ma temeva anche un’ impostazione
decisamente antifascista della lotta che non avrebbe potuto essere
dissociata da una vasta partecipazione popolare e antifascista, ma
che appunto per questo minacciava di travolgere lo stesso istituto
monarchico. Ben più deciso fu il comportamento dell’O K W , che
senza lasciarsi distrarre dalle notizie contraddittorie che proveni­
vano dagli organi tedeschi in Italia (l’ambasciata a Roma continuò
Struttura e obiettivi del regime d’occupazione tedesca in Italia 9

a ostentare un notevole ottimismo per tutto il mese di agosto)


accelerava i tempi per garantirsi il possesso dell’ Italia.
In questo senso spingevano ragioni politiche e interessi mili-
tari. Anzitutto Hitler era deciso a rimettere in piedi ad ogni costo
un governo Mussolini. Ciò egli non voleva soltanto per ragioni
di prestigio politico, poiché Mussolini era l’alleato più prestigioso
della Germania nazista e l’unico che potesse aggiungere lustro alla
piattaforma politica ed ideologica con la quale l’Asse combatteva
la guerra contro l’Europa e il mondo intero.
Ancora un’altra preoccupazione ispirava Hitler, quella di im­
pedire in ogni modo che si potesse sospettare il suo assenso a un
gesto politico — quale la defezione dell’Italia — suscettibile di
incoraggiare ed accelerare altre spinte centrifughe alla periferia
del suo sistema di satelliti, o di legittimare anche in Germania
una presa di posizione degli elementi ostili al regime nazista o
frondisti, i quali ora, dopo i primi gravi rovesci militari, soprat­
tutto dopo lo choc di Stalingrado, andavano stringendo la cerchia
dei contatti e della cospirazione intorno al nucleo dell’opposizione
conservatrice. U n’ultima considerazione era dettata infine da ra­
gioni di ordine strategico: la Germania non poteva disinteressarsi
dell’eventuale perdita dell’Italia, la quale non soltanto rappresen­
tava una utile base di sfruttamento per la sua economia bellica
ma costituiva soprattutto la posizione avanzata del sistema difen­
sivo dei confini meridionali tedeschi. Una volta conquistata l’ Italia
gli eserciti anglo-americani erano alle porte della Germania; inoltre
l'Italia avrebbe costituito la più comoda pista di partenza dei bom­
bardieri alleati lanciati all’assalto della Germania meridionale. Che
gli avvenimenti italiani non rimasero estranei alla stessa situazione
interna tedesca è confermato anche dal fatto, che passa general­
mente inosservato, che proprio in questo frangente Hitler avvertì
la necessità di estendere i poteri di Himmler, capo supremo delle SS
e della polizia, affidandogli anche la carica di ministro degli interni
del Reich (nomina del 25 agosto) e rendendolo quindi pratica-
mente arbitro della vita interna tedesca.
Vediamo rapidamente come reagì in concreto la Germania al
colpo di Stato in Italia. Nonostante lo sforzo compiuto da parte
italiana per nascondere ai tedeschi i propositi reali del nuovo go­
verno e poi le iniziative avviate per trattare con gli alleati, troppi
sintomi avevano tenuto in sospetto i tedeschi. Non più tardi del
IO En£o Collotti

1 agosto, quindi prima ancora che Badoglio avesse concretamente


aperto i negoziati con gli alleati, Hitler si dichiarò convinto che
l’Italia stesse trattando con gli anglo-americani \ Come ha carat'
terizzato la situazione uno scrittore inglese, il Martienssen, « du­
rante tutto il mese di agosto si svolse un gioco oscillante tra la
minaccia aperta della forza e i metodi segreti della Gestapo ».
Una ricostruzione sintetica degli avvenimenti può essere ricon­
dotta a questa affermazione fondamentale: nonostante le pressioni
di Hitler per un intervento clamoroso in Italia, primo obiettivo
della Wehrmacht fu quello di assicurarsi il controllo militare del
paese, senza addossarsi tuttavia la responsabilità politica di una
mossa che potesse essere qualificata come rottura dell’alleanza im­
putabile alla Germania, anche se di fatto la sostanziale invasione
dell’Italia rappresentava una rottura di carattere ben più sostan­
ziale di qualsiasi gesto di formale denuncia dell’ alleanza. A l limite
era anzi, come è stato ben detto, un vero e proprio atto di aggres­
sione. Ma ad esso il governo Badoglio fu impedito di opporre
adeguata resistenza proprio dalla sua stessa politica contraddit­
toria, una volta che ebbe rifiutato la collaborazione del movimento
antifascista, ossia dell’unica forza che nel momento in cui veniva
meno ogni altra autorità — il fascismo, la monarchia — era in
grado di garantire l’ appoggio popolare alla lotta per la pace e
contro i tedeschi. Poiché i due obiettivi non erano in alcun modo
dissociabili, e non si poteva volere seriamente l’uno senza pro­
porsi anche il perseguimento dell’altro.
Seppure variamente mascherata, la risposta tedesca alla cac­
ciata di Mussolini dal potere fu immediata. Alla lunga Hitler spe­
rava di eliminare il nuovo governo italiano impossessandosi di
Roma e di liberare Mussolini. Come obiettivo immediato si trat­
tava di creare intanto le premesse per controllare la situazione dal
punto di vista militare. Il passaggio del Brennero appariva sicuro:
ci si transitava in treno, come sottolineò il gen. Jodl nel corso
della riunione al Quartier generale del Führer nella notte tra il 25
e il 26 luglio. Himmler inoltre confidava che comunque la pene-
trazione attraverso l’Alto Adige avrebbe potuto essere agevolata
dall’insurrezione del gruppo etnico tedesco del Sudtirolo. In pra­
tica, la Wehrmacht agl di conserva nel settore balcanico e nella
penisola italiana. N el primo scacchiere — in base ad apposite5

5 A . M artienssen , op. cit., pag. 279.


Struttura e obiettivi del regime d ’occupazione tedesca in Italia i

istruzioni emanate da Hitler il 26 luglio 8 — fu perfezionata la


subordinazione delle forze italiane ai comandi tedeschi, comple­
tando il loro imbottigliamento in Grecia e in Jugoslavia. La tattica
della Wehrmdcht consisteva nell’aggregare reparti tedeschi alle
unità italiane, con il pretesto di rafforzarne l’efficienza difensiva;
in realtà essi avevano il compito di tenere sotto costante sorve­
glianza le posizioni chiave occupate dagli italiani, e in particolare
i settori costieri e gli aereoporti.
In Italia l’infiltrazione tedesca fu cosi accuratamente studiata
che oggi è possibile confermare l’ipotesi che la maggior parte
delle misure per fronteggiare l’eventualità di un collasso dell’ Italia
erano già state predisposte dai tedeschi prima ancora del 25 luglio.
Sappiamo per esempio dal diario di guerra del gen. Witthoft, il
futuro comandante dell’ Italia settentrionale dopo l’ occupazione,
che sin dal 15 luglio 1943 si teneva pronto in Baviera un corpo
di comando destinato a compiti d’occupazione in territorio stra­
niero. La destinazione per l’Italia fu comunicata ufficialmente il
4 agosto. In data 12 agosto era precisato che per l’ Italia era pre­
visto l’organico di Feldkommandanturen già previsto per le forze
tedesche in Francia 7. Il gen. Witthoft, che il 21 agosto ricevette
istruzioni dirette da Rommel, fece la sua prima comparsa in Italia
il 24 agosto, quando il grosso dei movimenti in prossimità della
frontiera italiana era già avvenuto e si avvicinava il momento di
sferrare l’attacco decisivo. Le istruzioni date da Witthoft ai suoi
collaboratori miravano a mascherare l’azione tedesca come reazione
ad eventuali atti ostili da parte italiana, ma se fosse stato neces­
sario impiegare le armi — egli prescriveva — « bisognerà agire
subito e con tutta durezza impiegando tutte le armi pesanti ».
Witthoft tenne pure ad assicurarsi l’appoggio del movimento
nazionalista tedesco in Alto Adige, prendendo anche contatto
con il Gauleiter del Tirolo Hofer, che in quelle settimane eserci­
tò continue pressioni per accelerare l’intervento in forze della
Wehrmdcht \
6 Testo riprodotto con il n. 48 in W . H ubatsch , raccolta cit., pp. 218-23 ed ivi
anche l’ordinanza n. 2 del 3 agosto 1943 per l’attuazione dell’ istruzione 48,
pp. 223-26.
7 Dalla Einleitung zum K T B / des Gen. Kdos W itthoft per il periodo 27.7.43 '
1.9.43, microfilm presso l’Archivio dell’Istituto nazionale per la storia del movi­
mento di liberazione in Milano.
8 Cfr. il colloquio Rommel-Hofer del 29 luglio 1943 in The Rommel Papers, Edited
by B. H . Liddell H art, N ew York, 1953, p. 433 e inoltre C onrad F. L atour,
Südtirol und die Achse Berlin-Rom 1938-1945, Stuttgart, 1962, p. n i sgg.
12 Enzo Collotti

Alla luce di questa meticolosa preparazione, non è neppure


fuori luogo supporre che in realtà i tedeschi si apprestavano ad
occupare l’Italia indipendentemente dall’eventualità dell’armistizio
italiano. Fatto si è che il concentramento di forze tedesche in
Italia fu accelerato immediatamente dopo la notizia delle forzate
dimissioni di Mussolini. T ra il 26 e il 28 luglio Hitler e i capi
militari elaborarono quattro piani d’operazione, dei quali cono­
sciamo le parole d’ordine e le grandi linee. L ’operazione Student
era il piano politico destinato alla restaurazione del regime fascista,
Eiche (« quercia ») l’ impresa diretta alla liberazione di Mussolini,
Achse e Schwarz (« Asse » e « nero ») le operazioni più propria­
mente militari per il disarmo delle forze italiane e la cattura della
flotta °. Già nelle prime ore del 26 luglio le forze tedesche varca­
rono il Brennero, in treno e a piedi. Esse entrarono in Italia in
formazione di combattimento. N el giro di pochi giorni furono
trasportate in Italia dalla Germania e dalla Francia 8 divisioni,
che in pratica venivano a raddoppiare gli effettivi della Wehrmacht
presenti in Italia (comprese 4 divisioni ancora impegnate in com­
battimento in Sicilia). Le 26 divisioni italiane entro i confini me­
tropolitani (18 nella penisola e il resto nelle isole) avevano
nel complesso un’efficienza combattiva inferiore alle unità della
W ehrm acht9 I0. Inoltre il tentativo dello Stato maggiore italiano
di richiamare in patria le forze italiane di stanza nei Balcani e in
Francia per rafforzare la difesa del territorio nazionale subì un
ritardo decisivo; fra l’altro fu ostacolato anche dai tedeschi che
soltanto il 15 agosto, nel drammatico incontro di Bologna tra
Jodl e Roatta, diedero il loro consenso a questo trasferimento. Ma
ormai era troppo tardi anche per trarre l’utile di una simile ope­
razione.
Le linee della manovra militare tedesca si dispiegarono ben
presto con chiarezza; concentramento di forze al nord, difesa
della valle padana e della costa ligure e presidio dei punti-chiave
delle frontiere italiane, in particolare della linea del Brennero e
dei varchi alpini al confine tra Italia e Germania. Un progetto

9 Nell'operazione Achse furono in pratica unificate dopo il 25 luglio le operazioni


Alarich e Konstantin, originariamente previste per il disarmo delle forze italiane
nella penisola italiana e nei Balcani.
10 Notizie più precise sulla consistenza e la dislocazione delle forze italiane e dei
reparti della Wehrmacht in M ario T orsiello , L ’aggressione germanica all’Italia
nella sua jase preliminare (26 luglio - 7 settembre 1943), nella « Rivista mili­
tare », 1945, pp. 381-400.
Struttura e obiettivi del regime d ’occupazione tedesca in Italia 13

di ordini esecutivi del piano Achse del 3 1 luglio conferma quali


direttrici di marcia ispiravano i movimenti tedeschi. Motivo do-
minante del piano della Wehrmacht non era il semplice consoli'
damento delle posizioni tedesche ma l’effettivo possesso delle pò-
sizioni strategiche, dei punti chiave dell’economia e della rete dei
trasporti in Italia. Il centro di gravità degli interessi tedeschi,
data la scarsa speranza che essi nutrivano di poter tenere l’intera
penisola e il timore di un nuovo sbarco alleato all’altezza delle
coste della Toscana o della Liguria, rimaneva l’ Italia settentrio'
naie, la pianura padana a nord dell’Appennino tosco-emiliano.
Per questo, le basi di approvvigionamento in quest’area non do­
vevano essere rifornite per esigenze contingenti ma dovevano
essere attrezzate in vista di una lunga permanenza e adeguata-
mente protette anche contro eventuali disordini e sabotaggi.
Dal punto di vista politico, lo stesso piano lasciava incerta la
sistemazione generale amministrativa dell’ Italia occupata. La sua
definizione era legata infatti all’incognita rappresentata dalla rea­
zione italiana all’occupazione militare tedesca; in particolare non
poteva essere ancora chiaro se e in quale misura i tedeschi avreb­
bero potuto fare affidamento su organi subalterni italiani al loro
servizio. Ciononostante, nella sua sommarietà il piano tedesco pre­
figurava con sufficiente eloquenza i termini di soggezione dell’I­
talia; la W ehrmacht si riservava di assumere l’esercizio del potere
esecutivo nel territorio italiano; era annunciato un proclama del
Führer al popolo italiano contenente la motivazione politica del­
l’occupazione (all’atto dell’armistizio le condizioni di aperta osti­
lità nelle quali avvenne l’occupazione tedesca fecero considerare
superfluo anche questo proclama: si ebbe invece due giorni dopo
un minaccioso discorso di Hitler che prometteva vendetta); era
prevista la nomina di un consigliere politico e di un rappresen­
tante del capo supremo delle SS e della polizia presso il Comando
del gruppo d’esercito B (maresciallo Rommel), ai quale spettava
l’occupazione dell’ Italia settentrionale.
Dal punto di vista logistico-militare la prima misura prevista
era la chiusura immediata della frontiera settentrionale italiana
dal mar Tirreno all’Adriatico: in tal modo si sarebbe bloccato
fra l’altro il rimpatrio in Italia delle divisioni richiamate dalla
Francia e dai Balcani. Inoltre era previsto lo sfruttamento di im­
pianti e attrezzature italiane nel campo militare, economico e dei
14 Enzo Collotti

trasporti. In caso di ripiegamento era addirittura prescritta l’aspor-


tazione di scorte e di attrezzature industriali era anticipata così
la tattica della terra bruciata e di depredazione sistematica, che
sarà attuata nel corso della ritirata delle forze tedesche dall’Italia
centro-meridionale e che non fu praticata nelle regioni setten­
trionali solo perchè l’insurrezione partigiana ne impedì tempe­
stivamente l’attuazione.
Mentre dunque i tedeschi calavano in forze in Italia e dispie­
gavano il loro piano operativo facendo centro, oltre che nell’arco
di frontiera dal Tirreno all’Adriatico, nella zona circostante Roma
e nella strozzatura della penisola tra Rimini e la Liguria, che cosa
si fece da parte italiana per contrastare il passo alla Wehrmacht?
Ben poco, occorre dire; fu compiuto soltanto qualche modesto
tentativo diplomatico per tenere a bada i tedeschi (incontro di
Tarvisio del 6 agosto tra il nuovo ministro degli esteri Guariglia
e von Ribbentrop). Sotto il profilo militare il Comando supremo
italiano commise l’errore fondamentale di attribuire alle truppe
italiane un compito puramente e passivamente difensivo, nell’e­
ventualità di un attacco tedesco, ma senza predisporre seriamente
neppure la difesa per questa circostanza. Esclusa fu comunque
ogni azione offensiva, l’unica che avrebbe potuto rappresentare
invece il mezzo per togliere l’iniziativa ai tedeschi. Ma nonostante
ogni sollecitazione da parte degli esponenti del movimento anti­
fascista, il governo e i comandi militari furono sordi a questo
tipo di impostazione e di argomentazioni. Il maresciallo Badoglio
aveva certo paura dei tedeschi, ma non meno paventava uno
sbocco rivoluzionario della crisi politica aperta dalla caduta del
fascismo e la possibilità in questa implicita che il suo governo
e la monarchia stessa venissero travolti da una sollevazione popo­
lare. Su queste paure avevano abilmente fatto leva gli stessi
tedeschi, Ribbentrop a Tarvisio con Guariglia e Iodi a Bologna
nel suo incontro con i capi militari italiani. Il risultato fu che le
disposizioni impartite dal Comando supremo italiano si rivela­
rono non soltanto tardive per precostituire un’efficiente resistenza
alle mosse tedesche, ma anche del tutto insufficienti a orientare
le forze armate sul comportamento da tenere nei confronti dei
tedeschi. Paradossalmente se ne deve concludere che l’armistizio
dell’ 8 settembre colse di sorpresa le truppe italiane le quali, ab-1

11 Testo dell’ordinanza del 31 luglio 1943 in W . H u batsch , op. cit., pp. 227-30.
Struttura e obiettivi del regime d ’occupazione tedesca in Italia 15

bandonate a se stesse, non poterono reagire alla fulminea mano-


vra tedesca, ma non la Wehrmacht, che era già da tempo in stato
d’allarme e si teneva pronta per realizzare, non appena fosse stata
impartita la parola d’ordine, l’occupazione palese e non più occulta
dell’ Italia.
N el frattempo, alla fine di agosto, mentre procedevano alacre­
mente le ricerche ordinate da Hitler per rintracciare la località in
cui era tenuto prigioniero Mussolini al fine di tentarne la libe­
razione, era stato realizzato un altro importante anello della ma­
novra tedesca in Italia. Alludiamo alla sostituzione dei rappresen­
tanti tedeschi in Italia, l’ambasciatore von Mackensen e l’addetto
militare gen. Rintelen, i quali avevano costantemente sdramma­
tizzato gli sviluppi della situazione italiana e pertanto non pote­
vano essere considerati gli uomini più adatti per affrontare le
nuove più dure prove cui erano chiamati per 1 prossimi mesi i
rappresentanti del Reich in Italia. Gli uomini nuovi inviati in
Italia, e destinati a svolgere una parte di primissimo piano negli
anni 1943-45, furono l’ambasciatore Rahn e il gen. Toussaint,
proveniente quest’ultimo dalla Cecoslovacchia, dove tornerà nel­
l’estate del 1944.
Alla notizia dell’armistizio non mancava quindi che la tra­
smissione della parola d’ordine per fare scattare il dispositivo d’at­
tacco della Wehrmacht. Fu quanto avvenne nella sera stessa del-
l’8 settembre. E fu appunto quanto tenne a confermare il mini­
stro degli esteri Ribbentrop in un dispaccio inviato all’alba del
9 settembre alle rappresentanze diplomatiche tedesche, che con­
traddiceva in pieno le accuse della propaganda tedesca circa l’im­
provviso voltafaccia dell’ Italia:
« ...La notizia della capitolazione del governo Badoglio non è stata
una sorpresa. Nonostante tutte le dichiarazioni dateci dal governo Bado­
glio dopo gli avvenimenti romani del 25 luglio e continuate ancora sino
ad oggi... il governo del Reich non ha mai prestato fede a queste assi­
curazioni. Da allora ricevemmo, in misura sempre più forte, nel campo
politico come in quello militare, prove continue che il governo Badoglio
tendeva sin dall’inizio al tradimento dei suoi alleati ed alla capitolazione
incondizionata. Ciononostante, per ovvii motivi, ritenemmo giusto... da
parte tedesca prendere tutte le necessarie misure militari, perchè il tradi­
mento del governo Badoglio da noi previsto non potesse metterci in dif­
ficoltà. Nelle scorse 5 settimane queste misure sono state portate innanzi
al punto che ora si trovano in Italia tante divisioni tedesche, che noi ci
i6 Enzo Collotti

sentiamo completamente in grado di fronteggiare qualsiasi prospettiva mi-


litare in Italia... » 12.

Con l’armistizio dell’8 settembre i tedeschi rimasero padroni


dell’Italia: scardinato l’apparato statale, dissolte le forze armate
dopo una fiacca resistenza militare, con casi isolati di sfortunato
eroismo (il più tragico rimane quello di Cefalonia), i tedeschi cat'
turarono oltre mezzo milione di soldati italiani. L ’ unico obiettivo
che la Wehrmacht non riuscì a raggiungere fu la cattura della
flotta salpata tempestivamente per raggiungere le acque alleate
e porsi al servizio della coalizione antinazista. Duro fu il tratta'
mento riservato dal Reich all’ex alleata: « La sorte dell’Italia
— disse Hitler nel discorso al popolo tedesco del io settembre —
dovrà essere per tutti una lezione per non venire mai meno, nei
momenti di maggiore bisogno, ai comandamenti dell’onore nazio'
naie, per rimanere fedeli ai propri alleati ed adempiere con onore
leale ciò che il dovere ci impone ». Era una lezione all’ Italia, ma
anche un monito agli altri satelliti perchè non osassero dissociare
la loro sorte da quella del Terzo Reich.

Cenni generali sugli organi dell'occupazione tedesca.

Ma, in concreto, quale regime Hitler voleva imporre all’ Italia?


In primo luogo è difficile affermare con decisione se la direzione
politica nazista avesse un disegno politico preciso in previsione
dell’uscita dell’Italia dal conflitto, ad eccezione del proposito puro
e semplice di impedire che il territorio italiano sfuggisse mate'
rialmente alla sfera di controllo della Germania. Lo svolgimento
dei fatti dimostrerebbe che per la Germania l’importanza dell’ I'
talia, al di là di questo obiettivo primario di carattere strategico,
era esclusivamente subalterna e strumentale. Certamente Hitler
intendeva rilanciare la posizione di Mussolini, per il quale egli
personalmente avvertiva particolari vincoli politici e sentimentali,
ma paradossalmente l’unico modo per rilanciarlo consisteva nel
renderlo totalmente asservito alla Germania. Hitler in sostanza
voleva avere mano libera in Italia, ma nello stesso tempo servirsi

12 Copia del telegramma di Ribbentrop del 9.9.43, ore 1.05, alle rappresentanze
diplomatiche tedesche di Madrid, Lisbona, Berna, Stoccolma, Atene, Belgrado
e Ankara in Potsdam, Deutsches ZentrahArchiv, Auswàrtiges Am t. Abt. Kult.
Poi. Rs. Verschiedenes Bd. 6.
Struttura e obiettivi del regime d ’occupazione tedesca in Italia 17

di un nuovo governo Mussolini per meglio realizzare la gestione


dell’Italia occupata.
Era, quella di Hitler, una posizione apparentemente contrad­
ditoria; certamente più coerente si presentava per contro l’atteg-
giamento di chi, come Goebbels, concludeva freddamente che in
fin dei conti la liberazione di Mussolini avrebbe posto dei limiti
alla libertà dei tedeschi senza dare in cambio un appoggio sostan­
ziale alla continuazione della lotta: « Finche il duce era fuori
scena — scriveva Goebbels il 13 settembre 1943, all’indomani
della liberazione di Mussolini — potevamo avere le mani libere
in Italia. Senza alcuna restrizione, e basando la nostra azione
sull’enorme tradimento del regime di Badoglio, potevamo im­
porre una soluzione di tutti i nostri problemi concernenti l’ Italia))13.
Ma Hitler aveva bisogno di Mussolini, e non soltanto per una
esigenza di prestigio, ma perchè era consapevole che soltanto fa­
cendo leva sulla sua persona — e non certo per il tramite degli
altri meno qualificati esponenti del fascismo, i Farinacci o i Pre­
ziosi che erano da tempo in Germania per preparare la rivincita
e la vendetta del fascismo — avrebbe potuto ricreare un minimo
di consensi intorno ad una struttura politica che potesse realmente
fungere da organo esecutore della volontà tedesca in Italia. Poiché
non c’è dubbio che soltanto una simile funzione strumentale po­
teva giustificare per i tedeschi l’esistenza della Repubblica di Salò,
come ha confermato ampiamente di recente la ricostruzione della
« brutale amicizia » tra i due alleati dell’ Asse effettuata dal
prof. Deakin. Se in un primissimo tempo Hitler potè sperare di
utilizzare una restaurazione fascista in Italia per avere il contri­
buto di una forza armata italiana (all’indomani del 25 luglio aveva
auspicato una « armata fascista della libertà »), successivamente gli
sforzi dei tedeschi conversero tutti verso una soluzione che re­
stringesse al massimo l’autonomia di una autorità italiana. Questa
cioè era necessaria, ma soltanto nella misura in cui agevolasse il
compito dei tedeschi. Non per nulla la stessa formazione di un
esercito della Repubblica sociale non incontrò affatto il favore dei
tedeschi, ma dovette essere imposta contro la loro volontà.
Rispetto agli altri territori occupati, la posizione dell’Italia,
formalmente governata dal nuovo ministero Mussolini, fu piut­
tosto singolare. Soltanto in Francia (Pétain) e in Norvegia (Quis-

13 Joseph G oebbels , Diario intimo, Milano, 1948, ed. it., p. 597.


18 Enzo Collotti

li n g ) s u s s is t e v a n o e s p e r ie n z e in q u a lc h e m odo a n a lo g h e e com ­
p a t ib ili c o n q u e lla i t a li a n a . C i ò n o n to g lie ch e d i fa tto il r e g i m e
v i g e n t e in I t a l i a d a l l ’ 8 s e t t e m b r e 19 4 3 al 2 5 a p r ile 19 4 5 fu so tto
ogni p u n to di v is ta un r e g im e d ’ o c c u p a z io n e . D el re sto , s u lle
in te n z io n i dei ted esc h i non p o te v a n o esserci dubbi s in dai p r i­
m is s im i g io r n i d e ll’ o c c u p a z io n e : r id u r r e l’ Ita lia a p u ro o g g e tto
d i s fr u tta m e n to e di c o n q u is t a a fa v o re del T e rz o R e ic h , r e p r i­
m endo nel m odo p iù s p ie t a t o ogni te n ta tiv o d e l p o p o lo i t a li a n o
d i so ttra rsi a q u e sta in c o n d i z i o n a t a s o g g e z io n e . U n ’ o r d in a n z a del
m a r e s c ia llo K e s s e l r i n g , c o m a n d a n t e in c a p o d e l s e t t o r e s u d , e p iù
ta rd i c o m a n d a n te su p rem o di tu tto il tea tro di g u e rra it a li a n o ,
d iffu s a s in dal 12 se tte m b re 19 4 3 , d ic h ia r ò il te r r ito r io it a li a n o
« te r r ito r io d i g u e r r a » so g g e tto a lle l e g g i d i g u e r r a t e d e s c h e , a f ­
f e r m a n d o la r e s p o n s a b i li t à d e g l i o r g a n i i t a l i a n i n e i c o n f r o n t i d e lle
fo rz e o cc u p a n ti ai fin i d e l m a n te n im e n to d e ll’ o r d in e p u b b l i c o 14.
N on m eno s ig n ific a tiv o , an ch e per l ’o s tilità ch e m a n ife s ta m e n te
10 is p ir a v a , era l ’ o r d in e del m a r e s c a llo K e ite l del 16 se tte m ­
b re 19 4 3 ch e p r e s c r iv e v a il tra s fe r im e n to fo rz a to d e lla p o p o la ­
z io n e la v o r a tr ic e m a s c h ile d a ll’ I ta lia c e n tr o -m e r id io n a le a ll ’ I t a lia
s e tte n tr io n a le , la s c ia n d o a K e s s e lr in g la « lib e r tà di im p ie g a r e
t u t t e le m is u r e a d e g u a t e » , c o e r c i z io n e c o m p r e s a , p e r a r r i v a r e a llo
s c o p o p e r s e g u i t o , c h e e r a q u e llo d i p o r r e il c o n t i n g e n t e p i ù la r g o
p o s s ib ile d i m a n o d o p e r a a d i s p o s iz io n e d e i t e d e s c h i 15.
P o s sia m o c o n c lu d e r e ch e l ’ o b ie ttiv o dei te d e sc h i di c o n t r o l­
l a r e o g n i a s p e t t o d e lla v ita i t a l i a n a , in una p a r o la d i a s s e r v ir e il
p aese e s c lu s i v a m e n t e in fu n z io n e d e lle lo r o e s ig e n z e b e llic h e , è
f u o r i d i o g n i d is c u s s io n e . P i ù l e n t o e c o n t r o v e r s o f u i n v e c e i l p r o ­
cesso di fo r m a z io n e d e g li o r g a n is m i d e s tin a ti a l c o n t r o llo o a lla
g e s t io n e d e l l ’ I t a l i a o c c u p a t a . N e i p r i m i m e s i il p r i n c i p a le e le m e n t o
di in c e rte z z a fu d e t e r m in a t o d a lla flu id it à d e lla s it u a z io n e m ili­
t a r e . I c o n t o r n i d e f l’ a m m i n i s t r a z i o n e t e d e s c a i n I t a l i a r im a s e r o in ­
ce rti fin quando non r is u lt ò e v id e n te q u a le doveva essere l ’ a rea
d i o c c u p a z io n e d e lla Wehrmacht. I n f a t t i , c o n t r a r i a m e n t e a lle s te s s e
p r e v i s i o n i d e l C o m a n d o s u p r e m o t e d e s c o e d e l m a r e s c ia llo R o m m e l
in p a r t ic o la r e , l a p r o s p e t t i v a l i m i t a t a d i c i r c o s c r i v e r e l ’ o c c u p a z io n e
a lle s o le r e g io n i s e tte n tr io n a li del paese fu ben p re sto su p e ra ta 1

11 II testo dell'ordinanza di Kesselring del 12.9.43 è riprodotto in E . C olutiti,


op. cit., cap. IV ; tutti i testi raccolti in questa opera sono pubblicati nell’origi­
nale oltre che nella traduzione italiana.
15 Testo dell’ordine di Keitel del 16.9.43 in E. C ollotti, op. cit., parte II, doc. n. 4.
Struttura e obiettivi del regime d'occupazione tedesca in Italia 19

d a llo s v ilu p p o d e lle v i c e n d e m i l i t a r i . L a im p r e v is ta re siste n z a del


f r o n t e t e d e s c o a s u d d i R o m a d i la t ò a u t o m a t i c a m e n t e l a s f e r a d ’o c ­
c u p a z io n e te d e sc a s in o a lla ta rd a p r im a v e r a del 19 4 4 , quando
r ip r e s e l ’ a v a n z a t a d e lle a r m a t e a lle a t e v e r s o il n o r d . C o s ì , a lla f in e
di o tto b re , del 19 4 3 , a llo r c h é la lin e a del fro n te si a sse stò tra
N a p o l i e R o m a , f u r is o lt o a n c h e il d u e llo t r a K e s s e l r i n g e R o m m e l
per il c o m a n d o in Ita lia . K e s s e lr in g r im a s e p ad ro n e d e lla s itu a ­
z io n e e in t u t t o il t e r r it o r io d e ll’ I t a l i a c e n t r o - s e t t e n t r i o n a l e t e n u t o
d a lla Wehrmacht fu in tr o d o tto il r e g im e d ’ o c c u p a z io n e .
Com e si p re sen ta v a la stru ttu ra d e lla p o te n z a d ’ o c c u p a z io n e
in Ita lia ? La s u a a r t ic o la z io n e r ip e tè an ch e in Ita lia u n o sch em a
t ip ic o d e ll’o r g a n iz z a z io n e dei t e r r it o r i o c c u p a t i d a lla Wehrmacht.
E ssa fa c e v a capo a tre o r d in i d i a u to rità :

1) dal p u n to di v is ta m ilita r e , il Bevollm'dchtigter General,


g e n e ra le p le n ip o te n z ia r io , n e lla p erso n a del gen. T o u s s a in t, con
f u n z i o n e d i c o m a n d a n t e t e r r i t o r i a le ;

2 ) d a l p u n t o d i v i s t a p o lit ic o , i l Bevollmàchtigter des Grossen


Reiches, in v ia to Rahn, g e r a r c h ic a m e n te d ip e n d e n te dal m in is t e r o
d e g li e s te r i, ra p p re se n ta n te a c c r e d it a t o p re sso il go vern o n a z io ­
n a le fa s c ista it a li a n o ;

3) d al p u n to d i v is ta d e lla p o liz i a , il c o m a n d a n t e d e lle S S e


d e lla p o liz ia , S S -O b e r g r u p p e n fiih r e r e g e n e r a le di p o liz ia K arl
W o llf, com e s e d ic e n t e c o n s ig lie r e s p e c ia le p resso il g o ve rn o na­
z io n a le fa s c ista it a li a n o .

I ra p p o rti che si in s t a u r a r o n o tra q u e sti tre o r g a n is m i r e c i­


p r o c a m e n t e e t r a e s s i n e l lo r o c o m p le s s o d a u n a p a r t e e il g o v e r n o
f a s c i s t a d a l l ’ a lt r o , c o s t it u is c o n o d u e d e g l i a s p e t t i f o n d a m e n t a li c h e
c a ra tte riz z a r o n o il m e c c a n is m o d ’ o c c u p a z io n e in s e d ia t o dai te d e ­
s c h i. S u q u e sti a sp e tti to rn e re m o tra b re v e .

Le Zone d’ operazione.

Q ui b is o g n a a n t ic ip a r e in t a n t o che la stru ttu ra o r g a n iz z a tiv a


d e ll’ a m m in is tr a z io n e te d e sc a fu le g a ta an ch e ad una nuova a r t i-
c o la z io n e t e r r it o r ia le d e ll’ Ita lia . M e n t r e in l i n e a d i m a s s i m a il r e ­
g im e d ’ o c c u p a z io n e s i e s t e n d e v a su l m e d e sim o t e r r it o r io so g g e tto
a ll a s o v r a n i t à f o r m a le d e l g o v e r n o fa s c ista r e p u b b lic a n o , q u e s t ’ u l ­
t im o era estro m esso da d e te r m in a ti t e r r it o r i, d e n o m in a ti « zone
20 Enzo Collotti

d ’ o p e r a z io n e » , le q u a l i e r a n o s o t t o p o s t e n o n g ià a ll’ A m m in is t r a -
z io n e m i l i t a r e b en sì ad a m m in is tr a z io n i c iv ili te d e sc h e . A n c h e in
a lt r e p a rti d ’E u ro p a eran o sta te in s e d i a t e a m m in is tr a z io n i c iv ili
te d e sc h e , e p r e c is a m e n t e nei te r r ito r i f o r m a lm e n t e o di fa tto
a n n essi al R e ic h (co m e avvenne nel caso d e ll’A ls a z ia L o ren a e
d e l L u sse m b u rg o ). In I t a l i a f u r o n o c r e a t e d u e d i t a li z o n e d ’o p e­
r a z io n e , r e t t e d a A l t i c o m m is s a r i i m m e d i a t a m e n t e d ip e n d e n ti d a l
F ü h rer: la « Zona d ’ o p e r a z io n e L ito r a le A d r ia tic o » ( O p e ra -
tio n sZ on e A d r ia tis c h e s K iis te n la n d ) e la « Zona d e lle P r e a lp i »
(V o ra lp e n la n d ).
La « Zona d ’o p e r a z io n e L it o r a le A d r ia t ic o » , a ffid a ta a l G a u ­
l e it e r d e lla C a r in z ia F r ie d r ic h R a in e r , co m p ren d eva le p r o v in c e
o r ie n ta li d ’ Ita lia e la p r o v in c ia d i L u b ia n a a n n e ssa a ll’ Ita lia d o p o
l ’ in v a s io n e d e lla Ju g o s la v ia ( p r o v in c e di U d in e , G o r iz ia , T r ie s te ,
P o la , F iu m e , L u b ia n a ) . La « Zona d e lle P r e a lp i » , a m m in is tr a ta
d a l G a u le it e r d e l T ir o lo e V o r a r lb e r g F ra n z H o fe r, co m p ren d eva
le p r o v i n c e d i B o l z a n o , T r e n t o e B e l l u n o 16. N o n si t r a t t a v a q u i n d i
di te r r ito r i s c e lt i a caso ; q u e ste a m m in is tr a z io n i c iv ili ted esch e
eran o state in s e d i a t e in r e g io n i d i fr o n tie r a in m odo da s t a b ilir e
una c o n tin u ità d ire tta con i te r r ito r i m e r id io n a li del R e ic h , in
m o d o d a c o s t it u ir e in s o s t a n z a u n p r o lu n g a m e n to d e l R e ic h n e lla
fa s c ia d e ll’ Ita lia s e tte n tr io n a le a r id o s s o d e lla d ia g o n a le V e n e z ia -
T r e n t o . U f f i c i a l m e n t e l a c r e a z io n e d i q u e s t e a m m i n i s t r a z i o n i s p e ­
c i a li f u g iu s tific a ta con e s ig e n z e d i ca ra tte re s tra te g ic o ; d i fa tto ,
la p o lit ic a iv i e ffe ttiv a m e n te a ttu a ta d a i te d e s c h i r iv e lò il p r o p o ­
s it o p r e c is o di a n n e tte re al R e ic h le c o s id d e t t e « zone d ’o p e r a ­
z io n e » . In q u e sto sen so la stessa m e m o r i a li s t i c a te d e sc a a p p o rta
c o n fe r m e d e c is iv e .
E v id e n te r is u lt ò a n z itu tto l ’ ip o t e c a p o lit ic a che la nuova s i­
s t e m a z io n e poneva n e i c o n fro n ti d e ll’ A lt o A d ig e (S ü d tir o l). Sap­
p ia m o in fa tti ch e il m o v i m e n t o ir r e d e n tis ta s u d t ir o le s e , te n u to a
f r e n o p e r l u n g o t e m p o d a H i t l e r e s a c r if ic a t o a l l ’ e s i g e n z a d i c o n ­
s o li d a r e i r a p p o r t i c o n l ’ I t a l i a e l ’ a ll e a n z a con il f a s c i s m o , r ip r e s e
v i g o r e n o n a p p e n a l a c a d u t a d i M u s s o l i n i , il 2 5 lu g lio , fe c e v e n ir
m e n o l e r a g i o n i d i o g n i c a u t e la . I n r e a l t à d i e t r o l e p r e s s io n i i r r e ­
d e n t is t ic h e in c a lz a v a n o c h ia r i p r o p o s it i a n n e s s io n is t i c i. G o e b b e ls
r ic o r d a n e l s u o D ia rio l e p r e s s io n i e s e r c it a t e d a i G a u l e i t e r H o f e r

10 La creazione della « zona delle Prealpi » fu annunciata fin dal 18 settembre; la


costituzione del « Litorale Adriatico » fu resa nota solo il 15 ottobre 1943.
Struttura e obiettivi del regime d'occupazione tedesca in Italia 21

e R a i n e r , i q u a l i c o m e s u p r e m i d i g n i t a r i d e lle m a r c h e d i f r o n t i e r a
d e l G r a n d e R e i c h e r a n o t r a i p r i n c i p a li p r o p u ls o r i d e l m o v i m e n t o
e s p a n s io n is t a n e lle r e g io n i lim itr o fe al R e ic h . H o fe r dal T ir o lo
e R a in e r d a lla C a r in z ia c h ie d e v a n o l ’ a n n e s s io n e e s p lic it a del T i-
r o lo m e r id io n a le e d e lla V e n e z ia G iu lia ; si r e a liz z a v a n o co sì le
v e c c h ie a s p ir a z io n i d e i n a z i o n a li s t i a u s t r i a c i p o s t is i a l s e r v i z i o del
nuovo p a n g e r m a n e s im o . E fo rse il lo r o o b ie ttiv o m ir a v a an ch e
o lt r e , g u a r d a v a c io è a i c o n f in i d e l 1 8 6 6 ; l o s te s s o G o e b b e l s a llu d e
a i p r o p o s it i d i H i t l e r d i in c lu d e r e n e l R e i c h l ’ in t e r o V e n e t o , c o m e
r e g io n e a u t o n o m a .
Ma al di là d e lle te s tim o n ia n z e , l ’ e le m e n t o r iv e la to r e d e l­
l ’o b ie ttiv o fin a le d i a n n e tte re a l R e ic h le d u e r e g io n i u n ite a ll’ I ­
t a li a dopo la p r im a g u e rra m o n d ia le fu la p o lit ic a in esse con­
cre ta m e n te a ttu a ta d a i t e d e s c h i. E s s e fu r o n o s o ttra tte a lla so vra­
n ità d e ll’ e ffim e r o go vern o di S a lò ; di co n segu en za non s o lo fu
e s c lu s a la p r e s e n z a d i o g n i a u to rità i t a li a n a che n on fo sse n o m i­
n a ta d a ll’ a m m in is tr a z io n e ted esca, e ch e q u in d i non fo sse p o sta
d i r e t t a m e n t e a l s u o s e r v i z i o . F u e s c lu s a a n c h e l ’ a p p lic a z i o n e a u t o ­
m a t ic a i n q u e s t e r e g i o n i d e lla le g i s l a z i o n e d e lla R e p u b b l i c a s o c ia le ;
fu c r e a t a u n a g i u r i s d i z i o n e s p e c ia le s o t t r a t t a a lle is t a n z e g i u d i z i a ­
r ie i t a li a n e ; f u v i e t a t o l ’ a r r u o la m e n t o p e r le f o r z e a r m a t e it a li a n e ;
f u r o n o c r e a t i c o r p i a r m a t i lo c a li a l s e r v i z i o d e i t e d e s c h i (S iid tiro le r
P o lir e i e T r ie n t in e r S ic h e r u n g s v e r b a n d n e lla zona d e l le P re a lp i
e la G u a r d i a c iv ic a d e l L i t o r a l e a d r ia t ic o ) ; f u c o m p r e s s a la s te s s a
a t t iv it à d e l p a r tito fa s c ista re p u b b lic a n o ; fu o p erato un m a s s ic c io
r e c lu t a m e n t o d i m a n o d o p e r a p e r i t e d e s c h i; a d a p p o g g i a r e la p r o ­
p a g a n d a a n n e s s io n is t i c a f u in t r o d o t t a la s t a m p a d i g i o r n a l i i n l i n ­
gua te d e sc a . O v v ia m e n te , n e ll’ A lt o A d ig e la p o lit ic a a n n e s s io n i­
s t ic a p o te v a fa re le v a su l c o m p a tto n u c le o e tn ic o ted esco ; n e lla
V e n e z ia G iu lia i t e d e s c h i s p e c u la v a n o s u ll’ a n t a g o n i s m o n a z i o n a le
tra i t a li a n i e s l a v i . S fru tta n d o i r a n c o r i s u s c it a t i d a l m a l g o v e r n o
e d a lla p o lit ic a d i s n a z i o n a li z z a z i o n e d e l r e g i m e f a s c i s t a , i t e d e s c h i
si a tte g g ia v a n o i p o c r it a m e n t e e d e m a g o g ic a m e n te ad a rb itri dei
c o n f l i t t i n a z i o n a li e a re sta u ra to r i d e ll’ e q u ilib r io e t n ic o e p o lit ic o
sc o s s o d a lla p o lit ic a fa s c ista . D i fa t t o , si t r a t t a v a di una p o lit ic a
m ir a n te a r iv a lu ta r e le a s p ir a z io n i ir r e d e n t i s t i c h e n e l S u d tir o lo e
q u e lle s e p a r a t is t ic h e n e lla V e n e z i a G i u l i a , e in o g n i c a s o a f a v o ­
r ir e i n e n t r a m b e le r e g io n i i g r u p p i e t n i c i n o n i t a l i a n i ; in p a r ti­
c o la r e n e lla V e n e z i a G i u l i a l ’ o b i e t t i v o p iù c h e e v i d e n t e e r a q u e llo
d i e s a s p e r a r e le t e n s io n i n a z i o n a li p e r p o t e r e m e g l i o a f f e r m a r e la
22 Enzo Collotti

fu n z io n e p a c ific a tr ic e e d e q u ilib r a tr ic e d e l G r a n d e R e i c h . L ’o b ie t -
t i v o c io è n o n e r a , n è p o t e v a e s s e r e , q u e llo d i r e s t i t u i r e i lo r o d i-
r itti a lle m in o r a n z e n a z i o n a li o f f e s e d a l fa s c ism o , m a s o lt a n t o di
p rep arare una nuova s o lu z io n e t e r r i t o r i a le n el q u ad ro d e ll’ e sp a n -
s io n is m o n a z is ta . N e ll’A lt o A d ig e com e n e lla V e n e z ia G iu lia , i
ted esc h i avevano cre a to tu tte le p rem esse per una a m p u ta z io n e
t e r r it o r ia le d e l l ’ I t a l i a , c o m e p r i m o p a s s o p e r l ’ a n n e s s io n e d e f i n i t i v a
d i q u e s t e r e g i o n i a l G r a n d e R e i c h I7.

Struttura e competenze dell’Amministrazione militare tedesca.

F o r m a lm e n t e d iv e r s o fu il r e g i m e in s ta u r a to n e l re sto d e ll’ I ­
t a lia o c c u p a t a , n e l q u a le a l g o v e r n o r e p u b b l i c a n o f a s c i s t a f u a f f i a n ­
ca ta una A m m in is tr a z io n e m ilita r e ted esca, ch e in r e a lt à si so ­
vra p p o se i n t e g r a lm e n t e a ll e a u to rità fa s c iste . Q u e ste avevano un
a m b it o d i s o v r a n ità lim ita tis s im o : in p r a t i c a n o n p o te v a n o p ren ­
d e r e a lc u n a i n i z i a t i v a d i q u a l c h e r e s p ir o c h e n o n f o s s e c o n c o r d a t a
o a u to r iz z a ta d a g li o rg an i d e l la p o te n z a d ’ o c c u p a z io n e . I d e b o li
t e n t a t iv i c o m p iu ti d a lle a u to rità fa sc iste per a ll o n t a n a r e l ’ ip o t e c a
d e l c o n t r o llo t e d e s c o f u r o n o s i s t e m a t i c a m e n t e v o t a t i a l l ’ in s u c c e s s o .
E s e m p la r e in q u e sto sen so — e in fo n d o c a r a tte ristic o di tu tti i
t ip i d i r a p p o r t i c h e si s t a b i l i r o n o t r a il g o v e r n o di S a lò e la p o ­
te n z a o c c u p a n te — è u n e p is o d io c h e d i m o s t r a c o m e n e i c o n f r o n t i
del go vern o n e o fa s c is ta d i S a lò le a u to rità te d e sc h e fu r o n o b en sì
co stre tte a im p o r s i dei lim iti fo r m a li, sen za p erò per q u e sto r i­
n u n c ia r e ad a lc u n a d e lle p r e r o g a tiv e di p o te n z a o c c u p a n te d e r i­
v a n te d a lla lo r o s itu a z io n e d i fa tto . A llu d ia m o a ll’o r d in e im p a r ­
tito d a ll’ O K W il 1 4 o tto b re 1 9 4 3 , c o n il q u a le v e n i v a m o d if i c a t a
la d e n o m in a z io n e d e lla c a r ic a del gen. T o u s s a in t, che era stato
d e s ig n a to co m a n d a n te m ilita r e in Ita lia ; esse n d o M u s s o lin i in te r ­
v e n u t o p r e s s o H i t l e r p e r s a l v a r e a lm e n o le a p p a r e n z e , p e r c h è c io è

17 Sulla politica tedesca nella « zona delle Prealpi » si vedano A ntonino R a d i c e ,


La Resistenza nel Trentino 1943-1945, Trento, i960, pp. 57-76, e C. F . L atour ,
op. cit., cap. V ili.
Per la dominazione tedesca nella Venezia Giulia essenziali:
G alliano F ogar, Sotto l’ occupazione nazista rielle provincie orientali, Udine,
1961: T eodoro S ala , La crisi finale nel litorale adriatico 1944-1945, Udine, 1962;
tra i molti articoli su riviste citiamo solo: M. PESCATORE (E. COLLOTTl), Venti
mesi di alleanza nazifascista nella Venezia Giulia, ne « Il Ponte », gennaio 1954,
pp. 14-28 e C arlo S c h i f f r e r , Trieste nazista, nella rivista « Trieste », novembre-
dicembre 1958.
Struttura e obiettivi del regime d ’occupazione tedesca in Italia 23

non r is u lt a s s e t r o p p o e v id e n te c h e i v e r i p a d ro n i d e ll’ Ita lia e ra n o


i te d e sc h i e c h e i fa s c isti n e r a p p r e s e n ta v a n o s o lt a n t o l ’ a p p e n d ic e
e s e c u tiv a , l ’ O K W o r d in ò d i m o d if i c a r e la d e n o m in a z io n e d i « C o -
m a n d a n te m ilita r e in Ita lia » in q u e lla d i « G e n e r a le p le n ip o t e n -
z ia r i o d e lla W e h r m a c h t t e d e s c a p r e s s o i l g o v e r n o f a s c i s t a i t a l i a n o » .
C a m b ia v a il n o m e , m a n o n la s o s t a n z a . L ’ e le m e n t o p iù s i g n i f i c a -
t iv o d el d o c u m e n to con il q u a l e il m a r e s c ia llo K e ite l fa c e v a tra ­
sm e ttere q u e s t’o r d in e era il fa tto ch e v e n iv a e s p lic it a m e n t e con­
fe r m a to com e il m u ta m e n to di d e n o m in a z io n e n o n im p lic a v a a l­
c u n a m o d if i c a d e i c o m p it i d e l g e n . T o u s s a i n t : si t r a t t a v a c io è d i
u n a s e m p li c e r e t t i f i c a d i f o r m a p e r c o m p ia c e r e M u s s o l i n i e d a r g li
so tto il p r o f ilo p o lit ic o - d ip lo m a t ic o una m o d esta s o d d is f a z i o n e di
p r e s tig io , c h e n e lla s o s t a n z a l a s c i a v a le c o s e a l p o s to d i p r im a 1S.
L ’ o r g a n is m o e s e c u tiv o d e l l ’ o c c u p a z io n e e r a c o s t it u it o d a ll’ A m ­
m in is t r a z io n e m i l i t a r e , c h e e r a p o s t a a lle d i p e n d e n z e d e l g e n . T o u s ­
sa in t p e r l ’ a ttu a z io n e d e i s u o i c o m p it i d i c o m a n d a n t e t e r r it o r ia le
d e ll’ Ita lia . A capo d e ll’ A m m in is t r a z io n e m ilita r e fu n o m in a t o il
S e g r e t a r i o d i S t a t o a ll ’ e c o n o m ia d e l R e i c h L a n d f r i e d , il q u a le f u n ­
g e v a c o n te m p o r a n e a m e n te d a c a p o d e l g r u p p o a m m in is tr a tiv o del
g e n . T o u s s a i n t e d a c o n s i g li e r e d e l l ’ a m b a s c i a t o r e e p l e n i p o t e n z i a ­
r io d e l R e i c h R a h n p e r le q u e s t io n i a m m i n i s t r a t i v e e d e c o n o m ic h e .
L ’ i n s e d ia m e n t o d e l L a n d f r i e d e b b e lu o g o l ’ n fe b b r a io i 944 : con
la su a n o m in a l ’ A m m in is t r a z io n e m ilita r e e n trò n e lla su a fa s e di
a sse sta m e n to e di n o r m a le fu n z io n a m e n to , su p eran d o i c o n tra sti
ch e n e i m esi p re c e d e n ti n e avevano c a ra tte riz z a to la fo r m a z io n e .
A l t e r m in e d e l s u o p r o c e s s o f o r m a t i v o l ’ A m m in is t r a z io n e m ilita r e
(M ilit a r v e r w a ltu n g ) r is u lt ò s u d d i v i s a in q u a ttro d ip a rtim e n ti p r in ­
c i p a li ( A m m i n i s t r a z i o n e g e n e r a le , E c o n o m ia g e n e r a le , A r m a m e n t i
e p r o d u z io n e b e llic a e L avo ro ) c o r r is p o n d e n t i ai se tto ri fo n d a -
m e n t a li d i a t t i v i t à d e lla M V e a lo r o v o l t a s u d d i v i s i in u n a s e r ie
di rip a r tiz io n i s e c o n d a r ie
Q u esta stru ttu ra f o n d a m e n t a le d e lla M ilit a r v e r w a ltu n g a v e v a
un su o p ro lu n g a m e n to e una u lt e r io r e a r t ic o la z io n e p re sso le 18

18 Ordine dell'OKW del 14.10.43, riprodotto in E. COLLOTTI, op. cit., parte II,
doc. n. ig .
10 La ripartizione dei Dipartimenti principali e delle relative sottosezioni era la se­
guente: 1° Amministrazione generale (Amm. generale, finanze, giustizia): II0 Eco­
nomia generale (Commercio estero, credito; Alimentazione e agricoltura; Prezzi;
Foreste e legname); III0 Armamenti e produzione bellica (Comandi armamenti,
pianificazione centrale, gruppo di comando); IV ° Lavoro (Impiego manodopera,
condizioni di lavoro, assicurazioni sociali, tutela del lavoro).
24 Enzo Callotti

19 Militarkommandanturen n e lle q u a li fu s u d d iv is o il t e r r it o r io
i t a li a n o ( F ir e n z e , Padova, T o r in o , F errara, G enova, P arm a, V e­
rona., B r e s c ia , B o lo g n a , M ila n o , A le s s a n d r ia , L u c c a , L iv o r n o , B e r ­
gam o, P e r u g ia , M a c e ra ta , C uneo, N o vara, V ite r b o ); p re sso c ia ­
scu n a M K e r a i n s e d i a t o u n G r u p p o a m m i n i s t r a t i v o p e r il d i s b r i g o
d e i c o m p i t i s p e c if ic i d e lla Militdrverwaltung. La r ip a r tiz io n e d e lle
M K non c o r r is p o n d e v a esa ttam en te a lla r ip a r tiz io n e a m m in is tr a ­
tiv a i t a li a n a seco n d o p r o v in c ie : ogni M K era in s e d ia ta in una
c ittà c a p o lu o g o d i p r o v in c ia m a la su a g iu r is d iz io n e si e s t e n d e v a
g e n e r a lm e n te a p iù p r o v in c e , tra n n e nel caso di F ir e n z e o di
C u n e o ; in q u e s t’ u ltim o ca so l’ im p o r ta n z a d e l la z o n a co m e c e n tro
del m o v im e n to p a r tig ia n o fu e v id e n te m e n te r ite n u ta s u ff ic i e n t e
p e r g i u s t i f i c a r e l ’ in s e d ia m e n t o d i u n a p p o s it o c o m a n d o d i p r e s id io .
M e n z io n e a p a rte v a fa tta p e r la s i t u a z i o n e d i R o m a , c h e fu
s o t t r a t t a a ll a n o r m a le g e r a r c h i a d e lla Militdrverwaltung: qu i dopo
la liq u id a z io n e del com an d o d e lla « C ittà a p e rta » (23 se tte m ­
b re 1943) fu in s e d ia t o a fia n c o del com ando di p r e s id io un
c o s id d e t t o g ru p p o este rn o (Aussenstelle ) d e lla Militdrverwaltung,
com e g ru p p o a m m in is tr a tiv o del com ando su p rem o su d -o v e st, e
d ip e n d e n te q u in d i non dal gen. T o u s s a in t , c o m a n d a n te te r r ito ­
r ia le d e ll’ I ta lia , m a d ire tta m e n te d a l m a r e s c ia llo K e s s e lr in g . T a le
s is t e m a z io n e s e r v iv a p r o b a b ilm e n te s o lt a n t o per c o n v a lid a r e la
te s i d e l l ’ e s is t e n z a di uno sta tu to s p e c ia le per la c ittà di Rom a
( c o s id d e t t a « c i t t à a p e r t a » ), in c o n s id e r a z i o n e d e l s u o v a l o r e m o­
r a le e c u lt u r a le . M a s i t r a t t ò d i u n r e g i m e e s is t e n t e p iù s u lla c a r t a
che nei fa tti, p o ic h é fu s is te m a tic a m e n te v io la to dai t e d e s c h i 20.
A n c h e a p r o p o s it o d i a lt r e c i t t à i t a li a n e , i n c o n s id e r a z i o n e d e l lo r o
p a t r im o n io a r t is t ic o , c o m e p e r F i r e n z e 21 o p e r R a v e n n a 22, f u p ro ­
sp e tta ta la q u e s t io n e d e l la « c i t t à a p e r t a » m a si t r a t t ò sem p re o
di un e s p e d ie n t e p r o p a g a n d is tic o , c h e in n u ll a m o d ific a v a il re­
g im e d ’ o c c u p a z io n e te d e sc o e che m ir a v a s o lt a n t o ad a ttr ib u ir e
a g li e s e r c it i a ll e a t i la r e s p o n s a b i li t à di e v e n tu a li d is tr u z io n i di
o p ere d ’ a rte, o di una m an o vra ta ttic a per a s s ic u r a r e c o n d iz i o n i
p iù fa v o r e v o li a l r itir o d e lle f o r z e ted esch e.

La s t r u t t u r a d e lla Militdrverwaltung c h e a b b ia m o d e s c r it t o r i-

20 Cfr. A lberto G iovannetti, Roma città aperta, Milano, 1962.


21 C arlo F rancovich, ha Resistenza, a Firenze, Firenze, 19 61, cap. V I e V II, in
particolare pp. 230-32.
22 A rrigo B oldrini, Il patrimonio artistico di Ravenna e la guerra, nella rivista « Il
Movimento di liberazione in Italia », gennaio-marzo 1963, pp. 46-62.
Struttura e obiettivi del regime d ’occupazione tedesca in Italia 25

m a s e f o r m a lm e n t e in v a r ia t a per tu tto il p e r io d o d e l l ’ o c c u p a z io n e ,
s in o a lla resa d e lle fo rz e ted esc h e in Ita lia , il 2 m a g g io 19 4 5 ;
o v v ia m e n te v ia v ia che p ro ced eva l’a v a n z a ta a ll e a t a si r id u c e v a
an ch e la s fe ra di g iu r is d iz io n e d e ll’ A m m in is t r a z io n e m ilita r e te-
d esca. T u tta v ia m u ta m en ti im p o r ta n ti so p ra ttu tto dal p u n to di
v is t a p e r s o n a le , ma non s o lt a n t o s o tto q u e sto p r o f ilo , com e ve-
d rem o , avv en n e ro an ch e n e lla stru ttu ra d ’ o c c u p a z io n e ted esca in
Ita lia d o p o l’ a tte n ta to c o n tro H it le r d e l 20 lu g lio 1 9 4 4 . A l l a f in e
di quel m ese, com e g ià era a v v e n u to g e n e r a lm e n te nel R e ic h ,
an ch e in Ita lia fu d e c is o un a c c e n tra m e n to d i p o t e r i n e lle m ani
d e lle S S . I l g e n . T o u s s a i n t f u r itr a s fe r ito in C e c o s l o v a c c h i a , d o v e
aveva g ià p re sta to s e r v iz io p r im a d i essere in v ia t o in Ita lia ; al
su o p o sto n e l l ’ u f f ic io di g e n e r a le p le n ip o te n z ia r io fu n o m in a t o
il c a p o d e lle SS e d e lla p o liz i a W o lff, il q u a l e v e n n e c o s i a c u -
m u la r e n e lla su a p erso n a le due c a r ic h e p iù im p o r ta n ti, q u e lla
m ilita r e e q u e lla r e la t iv a a i p o t e r i d i p o liz i a . A n c h e i l c a p o d e h
l ’ A m m in is tr a z io n e m ilita r e L a n d f r ie d fu s o s t it u i t o da un a lt o u f ­
f ic ia le d e lle S S , lo S S - G r u p p e n f ü h r e r O t t o W à c h t e r , p r o v e n i e n t e
d a l l a P o lo n i a , d o v e s i e r a p a r t i c o l a r m e n t e s e g n a l a t o p e r i l s u o z e lo
d i p e r s e c u t o r e d e g l i e b r e i. I n t a l m o d o , d u e a lt i u f f i c i a l i d e lle SS
— W o lff e W à c h te r — m o n o p o liz z a v a n o le c a r ic h e p iù e le v a te
in Ita lia , esa u to ra n d o u lt e r io r m e n t e le fu n z io n i d e ll’ a m b a s c ia to ­
re Rahn.
Q u a l i c o m p it i s p e t t a v a n o p r e c is a m e n t e a l l ’ A m m i n i s t r a z i o n e m i ­
l it a r e e q u a l i e r a n o g l i o b i e t t i v i a d e s s a a s s e g n a t i ? P e r r is p o n d e r e
a q u e s t i q u e s it i è n e c e s s a r io r ip e r c o r r e r e b r e v e m e n t e le f a s i d i f o r ­
m a z i o n e d e l l ’ A m m i n i s t r a z i o n e m i l i t a r e , p o ic h é la g e n e s i d i q u e s t o
o r g a n is m o e d e l la s u a c o m p o s i z io n e c i a p r e a n c h e l a v i a p e r i n t e n ­
d e re q u a li fu n z io n i e ssa e r a c h ia m a ta a s v o lg e r e . In q u e s to sen so
f o n d a m e n t a le si è r i v e l a t o lo s t u d io d e lle ca rte d e ll’ A m m in is t r a ­
z io n e m ilita r e te d e sc a , a lm e n o per q u e lla p a rte ch e, r in v e n u ta
d a g l i a ll e a t i t r a i d o c u m e n ti d e ll’ A l t o com an d o te d e sc o e tra s fe ­
r ita q u in d i in a r c h iv i a ll e a t i , è sta ta resa a c c e s s ib ile a ll a c o n s u l­
t a z io n e d e g li s t u d io s i. Da q u e sto s t u d io r is u lta a n z itu tto che,
c o m e g i à in a lt r i t e r r i t o r i , a n c h e in I t a l i a g r a v i e f r e q u e n t i f u r o n o
le d isp u te di co m p e te n z a , i c o n flitti e le in t e r f e r e n z e tra i vari
u f f ic i t e d e s c h i. T u t t a v i a n o n è q u e s t o l ’ e le m e n t o che a n o i m a g ­
g io r m e n te in t e r e s s a in q u e sta sed e; ne p r e n d ia m o a tto s o lt a n t o
n e lla m is u r a in cu i an ch e esso c o n t r i b u is c e a r e stitu irc i u n ’ im ­
m a g in e q u a n to p iù fe d e le p o s s ib ile d e ll’ e q u ilib r io di fu n z io n i e
2Ó Enzo Collotti

di p o te ri che si s t a b ilì a l l ’ in t e r n o d e ll’ a p p a r a to d ’ o c c u p a z io n e e


q u in d i del ce n tro di g ra v ità d e g li in t e r e s s i t e d e s c h i.

A cc a n to a g l i o r g a n i s m i p iù tip ic a m e n te r e p r e s s iv i, e m a n a z io n e
d ire tta d e ll’ in t e r v e n t o m ilita r e , che fu ro n o o v v ia m e n te i p r im i a
in s e d ia r s i in Ita lia a f ia n c o d e lla W e h r m a c h t, co m p arv ero ben
p re sto in I t a l i a i r a p p r e s e n t a n t i d i a lt r i d i c a s t e r i e u f f ic i d e l R e i c h
in t e r e s s a t i a lla g e s t io n e del n u o vo te r r ito r io o cc u p ato . I p iù im ­
p o r t a n t i d i q u e s t i e r a n o il r a p p r e s e n t a n t e d e l m in is t r o p e r g l i A r ­
m a m e n ti e la p r o d u z io n e b e llic a , A lb e r t S p e e r, fo rse il m i g li o r e
e le m e n t o t e c n ic o del T erzo R e ic h , e il ra p p re se n ta n te del G au­
l e i t e r S a u c k e l , il p l e n i p o t e n z i a r i o p e r la m a n o d o p e r a , c h e e r a s t a t o
in c a r ic a t o d a H i t l e r d i e f f e t t u a r e le r a z z ie d i l a v o r a t o r i p e r l ’ e c o -
n o m ia b e llic a ted esc a n e l l ’ in t e r a E u ro p a o c c u p a ta . N o to r ia m e n te
q u e s t i d u e u f f ic i e r a n o i m e n o d o c ili a d a c c e t t a r e l ’ i n s e r i m e n t o in
un c o n te sto che p o te sse c irc o s c riv e rn e o fre n a rn e l’ a u to n o m ia e
c o n t r o lla r n e in q u a lc h e m odo l ’ a t tiv ità . E s p e r ie n z e a n a lo g h e si
e r a n o g i à a v u t e in a lt r i t e r r it o r i e p i ù d i u n a v o l t a , c o m e a v v e r r à
an ch e in It a lia , essi a v e v a n o p o tu to a ffe rm a re se n o n l a lo r o su ­
p r e m a z ia p e r lo m e n o u n a lo r o r e l a t i v a a u to n o m ia r is p e t t o al co m ­
p le s s o d e ll’ a p p a ra to a m m in is tr a tiv o ted esco .

Per quel che p o s s ia m o sap ere , in Ita lia la c o n tr o v e r s ia per


c o n c ilia r e g li in t e r e s s i d e l l ’ A m m i n i s t r a z i o n e m ilita r e n e l su o c o m ­
p le s s o c o n le r i v e n d i c a z i o n i d i c o m p e t e n z a e d i p r io r ità d ’ im p o r ­
tan za d e i s u o i c o m p it i a v a n z a t e d a l m in is t e r o p e r g li A r m a m e n t i
e la p r o d u z io n e b e l l i c a f u p a r tic o la r m e n te a c u ta . N e p p u r e il ra p ­
p re se n ta n te d i S a u c k e l si d im o s trò m o lt o in c lin e ad a sso g g e tta rsi
a lla g e r a r c h ia n o r m a le d e ll’ A m m in is tr a z io n e m ilita r e , ma fu co­
m unque p iù d is p o s t o al co m p ro m esso di q u a n to non lo fo sse il
m in is t r o S p eer. E’ il caso di s o ffe r m a r s i b rev e m e n te su q u esto
c o n flitto , p erch è s ia m o c o n v in ti che esso non ebbe c a ra tte re pu­
ra m e n te f o r m a le . D al t ip o di s i s t e m a z io n e d iv is a ta non d ip e n ­
deva s o lt a n t o la c o n fig u r a z io n e di un ce rto o r d in e di ra p p o rti
g e r a r c h ic i, ma so p ra ttu tto la p o s s ib ili t à di g a r a n tir e l ’e s e c u z io n e
d ir e tta d e g li o r d in i d i B e r lin o s e n z a p a ssa re p e r u n tr a m ite b u r o ­
c r a t ic o ch e n e a vreb b e r a ll e n t a t o la s o lle c it a e s e c u z io n e , che co­
m unque a vreb b e p o tu to fra p p o rre rem o re e o s t a c o li a l f u n z i o n a ­
m e n to e a ll’ a r b itr io d i q u esti s p e c ia li o r g a n is m i t e c n ic i . In a lt r e
p a r o le , c iò c h e i m p o r t a v a a S p e e r e a S a u c k e l e r a il f a t t o d i p o t e r
d i s p o r r e d e l la p iù a m p ia lib e r tà d i in iz ia t iv a n e i se tto ri d i r is p e t­
Struttura e obiettivi del regime d ’occupazione tedesca in Italia 27

tiv a c o m p e te n z a sen za d o vere ren d ere co n to a n essu n o d e l lo r o


o p e ra to . M a un m in im o d i c o o r d in a m e n t o e r a n e c e s s a r io , se n o n
a lt r o p e r a s s ic u r a r e la f u n z i o n a l i t à s t e s s a d e l l ’ A m m i n i s t r a z i o n e m i ­
lita r e , che era c o n c e p it a com e un a p p a ra to c o m p le t o per la ge­
s t io n e p o lit ic a e d e c o n o m ic a d e i t e r r it o r i o c c u p a t i 23; e r a t a n t o p iù
n e c e s s a r ia in u n p a e s e c o m e l ’ I t a l i a in c u i l a r a g i o n e p o lit ic a i m ­
p o n e v a d i m a n t e n e r e in v i t a la f i n z i o n e g i u r i d i c a e p o lit ic a d i u n
g o ve rn o r e p u b b lic a n o fa s c ista . E s is te v a p e rtan to il p r o b le m a di
u n if ic a r e g l i o r g a n i s m i t e d e s c h i s o t t o u n ’ u n ic a c o p e r t u r a e d i d a r e
lo ro una ra p p re se n ta n z a u n ita r ia , in e q u iv o c a b ile , t a le da p o te rsi
im p o r r e sen za o m b re di d e b o le z z a o di te n te n n a m e n ti nei con­
fro n ti d e l s e d ic e n t e go vern o i t a li a n o .

Ma le p re te se di Sauckel e di Speer non eran o s ig n ific a tiv e


s o lt a n t o dal p u n to di v is ta te c n ic o -a m m in is tr a tiv o . A noi in te ­
r e s s a n o p r i n c i p a lm e n t e p e r c h è e s s e s o t t o li n e a v a n o l ’ i m p o r t a n z a c h e
lo s f r u t t a m e n t o d e l l ’ e c o n o m ia e d e lla m a n o d o p e r a i t a li a n a r a p p r e ­
s e n t a v a n o p e r il R e i c h a ll ’ i n iz io d e l q u i n t o a n n o d i g u e r r a . S a u c k e l
e S p e e r c h i e d e v a n o in s o s t a n z a c h e i lo r o r a p p r e s e n t a n t i n o n f o s ­
s e r o s u b o r d in a t i a u n g e n e r ic o d i p a r t i m e n t o e c o n o m ic o in q u a d r a t o
n e ll’ A m m in is tr a z io n e m ilita r e , e d ip e n d e n te dal capo di q u e sta ;
essi r iv e n d ic a v a n o p e r i lo r o r a p p r e s e n t a n t i l a c r e a z io n e d i d i p a r ­
tim e n ti a u to n o m i, in m odo da g a r a n tir n e la d ip e n d e n z a t e c n ic a
d ire tta m e n te d a lle r i s p e t t i v e c e n t r a li b e r lin e s i . I n p a r t ic o la r e S a u ­
c k e l si d i m o s t r ò c o n c i l i a n t e : fu d is p o s t o a c o n s e n t ir e l ’ in s e r i m e n t o
d e l l ’ u f f ic io per la m an o d o p era n e lla stru ttu ra deH ’ A m m in is t r a -
z io n e m ilita r e , ponendo l ’ u n ic a c o n d iz i o n e che esso fo sse c o s t i­
t u it o in d ip a r tim e n to di liv e llo p a ri a q u e llo a sse g n a to a ll ’ E c o -
n o m ia . I n t a l m o d o s a r e b b e s t a t o e v i t a t o il p e r ic o lo d i u n a s u b o r ­
d i n a z io n e t e c n ic a al capo d e lla M ilit a r v e r w a ltu n g . Q u e s t o p u n t o
di v is ta fu a p p ro v a to dal Q u a r tie r m a s tr o g e n e ra le d e ll’ O K H ,
gen. W ag n er, ch e su q u e sta b ase im p a rtì il 15 o tto b re 19 4 3
i s t r u z io n i per l ’ o r g a n iz z a z io n e di un D ip a r tim e n t o c e n t r a le La­
v o r o p e r l a M ilit a r v e r w a ltu n g n e i t e r r it o r i o c c u p a t i.

La v ic e n d a fu assai p iù c o m p le s s a nel caso d e lla ra p p re se n ­


ta n za in Ita lia d e l m in is t e r o d i S p e e r , c h e e r a a f f i d a t a t r a l ’ a lt r o 2

2S Sulla genesi e i compiti dell’Amministrazione militare si cfr. il rapporto finale


della Amministrazione militare in Belgio e Francia del nord dal titolo Die Milù
tarverwaltung als Mittel der Kriegfiihrung da noi pubblicato ne « Il Movimento
di liberazione in Italia », gennaio-marzo 1961.
28 Enzo Collotti

a d u n a p e r s o n a lit à d i f o r t e r i l i e v o , il g e n . L e y e r s . N o n r i s u l t a c h e
Speer fo sse c o n t r a r io per p r in c ip io ad a c ce tta re per il su o d ic a ­
stero una s o lu z io n e a n a lo g a a q u e lla a d o tta ta per il ra p p re se n ­
t a n t e d i S a u c k e l . L e c o s e s i c o m p li c a r o n o q u a n d o f u a ffr o n ta to il
p r o b le m a d e lla n o m i n a del capo d e ll’ A m m in is tr a z io n e m ilita r e in
I t a l i a , in q u a n t o H i m m l e r , n e l l a s u a q u a l i t à d i m in is t r o d e g l i i n ­
te rn i del R e ic h , in te n d e v a a ffe r m a r e la su a i n f lu e n z a in m odo
d e t e r m i n a n t e . F u c h ia r o a q u e s t o p u n t o c h e s ia S p e e r c h e H i m m l e r
in te n d e v a n o a s s ic u r a r s i la p ro p ria e g e m o n ia n e ll’ A m m in is tr a z io n e
m i l i t a r e in I t a l i a p r e p o n e d o v i u n u o m o d i p r o p r i a f i d u c i a . H i m m l e r ,
il q u a le g i à a v e v a in I t a l i a u n c o lla b o r a t o r e d ir e t t o n e l g e n . W o l f f ,
capo d e lle SS e d e lla p o l i z i a , p r o p o s e la c a n d id a tu r a di un a lt r o
a lt o u f f ic ia le d e lle SS, il B r ig a d e fiih r e r K a n n s t e i n , a c a p o d e lla
M ilit a r v e r w a ltu n g . Q u e sta c a n d id a tu r a s u s c it ò anch e le p reo ccu ­
p a z io n i d e l D ip a r tim e n t o A m m in is tr a z io n e b e llic a d e ll’ O K H ch e
r it e n n e e c c e s s iv o l’ a cco sta m en to tra a m m in is tr a z io n e e p o liz i a c h e
una t a le s o lu z io n e avreb b e a u to m a tic a m e n te crea to . M a, so p ra t­
tu tto , la c a n d id a tu r a del K a n n s te in si era so v ra p p o sta a q u e lla
d i u n a lt r o f u n z i o n a r i o , il c a p o M V K e y s e r , ch e e ra so ste n u to d a l
m in is t r o S p ee r. Q u esti anzi aveva s u b o r d in a to il c o n s e n s o a l l ’ in -
s e rim e n to del d ip a rtim e n to A rm a m e n ti e p r o d u z io n e b e llic a n e l­
l ’ A m m i n i s t r a z i o n e m i l i t a r e a ll a n o m i n a a c a p o d e lla s t e s s a d i u n a
p erso n a di su o g r a d im e n to , o s s ia del K eyse r. L ’ o p p o s iz io n e di
H im m le r a q u e sta c a n d id a tu r a r im is e in d is c u s s io n e t u t t o il p r o ­
b le m a d ei ra p p o rti con S p ee r. E sso fu su p e ra to s o lt a n t o a llo r c h é ,
essen d o si n e l fra tte m p o c h ia r ita la s itu a z io n e m ilita r e , si d e lin e o
con c h ia r e z z a an ch e il l i m i t e d i e s te n sio n e d e lla co m p e te n z a te r­
r i t o r i a le d e l l ’ A m m i n i s t r a z i o n e m i l i t a r e . L a M ilit a r v e r w a ltu n g , c o n ­
t r a r ia m e n t e a q u a n to era stato p r e v is to in o r ig in e , non doveva
l im it a r s i p i ù a l l ’ I t a l i a s e t t e n t r i o n a l e m a a l l ’ in t e r o t e r r it o r io it a li a n o
o cc u p a to : si a v a n z ò p e r c iò l ’e s i g e n z a d i p o rre a cap o d e l la A m ­
m in is t r a z io n e m ilita r e non un s e m p li c e f u n z i o n a r i o , q u a l e p o te v a
essere il K eyse r, ma « u n ’ im p o r t a n t e p e r s o n a lità p o litic a » . Con
q u e s t a n u o v a s o lu z io n e i l C o m a n d o s u p r e m o i n t e n d e v a f a r e f r o n t e
a d u e d iv e r s e e s ig e n z e : d a r e s u f f ic i e n t e a u t o r i t à a ll a A m m i n i s t r a ­
z io n e m ilita r e n e i c o n fr o n ti del go vern o n e o fa s c is ta e n e llo ste s­
so te m p o o tte n e re l ’ a c c a n to n a m e n to del c a n d id a to so sten u to da
H im m le r . La d e s ig n a z io n e di un terzo uom o o ffr iv a a p p u n to la
p o s s ib ili t à d i r i s o l v e r e il c o n f l i t t o c r e a t o s i t r a le c a n d i d a t u r e c o n ­
Struttura e obiettivi del regime d'occupazione tedesca in Italia 29

te sta te , c h e co n tu tta e v id e n z a n o n e ra u n c o n tra sto d i ca ra tte re


p e r s o n a le , o p e r la m e n o non lo era p r i n c i p a lm e n t e 2\

D i fro n te a q u e s ti s v ilu p p i S p e e r si i r r i g i d ì e revo cò il c o n -


sen so a l l ’in q u a d r a m e n t o del d ip a r tim e n to A rm a m e n ti e p ro d u -
z io n e b e llic a n e ll’A m m in is tr a z io n e m ilita r e , r iv e n d ic a n d o p ie n a
lib e r tà per l ’ o r g a n iz z a z io n e d e l l ’ u ff ic io del su o ra p p re se n ta n te in
Ita lia e d isin te re ss a n d o s i d e lla n o m in a del capo d e lla M ilit a r y er*
w a ltu n g . Q u e sta s o lu z io n e , che p r a t ic a m e n t e la s c ia v a H im m le r
a r b i t r o d e lla d i r e z io n e d e g l i a f f a r i in t e r n i i t a li a n i , f u t u t t a v i a o s t e g -
g ia ta d a l D ip a r tim e n to a m m i n i s t r a z i o n e b e llic a d e ll’ O K H , p o ic h é
q u a lo ra fo sse stata p r iv a ta del D ip a r t im e n t o A rm a m e n ti e p rò -
d u z io n e b e llic a l ’ A m m in is tr a z io n e m ilita r e a vreb b e p erso g ran
p a rte d e lla su a im p o r ta n z a . Per q u e sta r a g io n e , l’O K H to rn ò a
fa rs i m e d ia t o r e n e i c o n fro n ti di S p eer. In so sta n z a , l ’ O K H to r-
n a v a a g a r a n t ir e a S p e e r « il d ir itto d i im p a r tir e d ir e tta m e n te is tr u ­
z io n i t e c n ic h e ai D ip a r t im e n t i c e n t r a li per g li A rm a m e n ti e la
p r o d u z io n e b e llic a » sen za che fo sse ro m essi in d u b b io la com ­
p a t t e z z a e le p r e r o g a t i v e d e l l ’ A m m i n i s t r a z i o n e m i l i t a r e c o m e t a le .
A m e tà g e n n a io del 19 4 4 Speer a d e r ì s o s t a n z ia lm e n t e a ll a s o lu ­
z io n e s u lla q u a l e a v e v a in s i s t i t o l’O K H . Il c o m p ro m e sso fu ra ti­
f ic a t o dopo la n o m in a del capo d e ll’ A m m in is tr a z io n e m ilit a r e ,
n e lla p e r s o n a d e l s e g r e t a r io d i S t a t o a l l ’ e c o n o m ia L a n d f r i e d , l ’ « i m ­
p o r t a n t e p e r s o n a lit à p o lit ic a » i n v o c a t a d a l l ’ O K H . Un m ese d o p o
l ’ i n s e d i a m e n t o d e l L a n d f r i e d , i t e r m in i d e lla s o lu z io n e f u r o n o f i s ­
sa ti in un acco rd o s tip u la to tra il L a n d fr ie d , il gen. T o u s s a in t,
c o m a n d a n t e m i l i t a r e in I t a l i a , e il g e n . W a e g e r in r a p p r e s e n t a n z a
d e l m in is tr o S p e e r . T a l e a c c o rd o è s ig n ific a tiv o a n c h e p e rc h è co n
e s s o S p e e r r iu s c ì a i m p o r r e n e l l a s o s t a n z a il p r i n c i p i o g e n e r a l e d e lla
p r e m in e n z a dei c o m p iti d e l l ’ e c o n o m ia di g u e rra al di so p ra di
ogni a lt r o o b ie ttiv o e di ogni a lt r o u f f ic io del r e g im e di occu­
p a z io n e :

« I Dipartimenti centrali Amministrazione, Economia generale e La­


voro dell’Amministrazione militare hanno il compito di mantenere l’ordine
e la tranquillità nella zona retrostante il fronte di combattimento e di ga-21

21 Per i particolari di questa complessa vicenda siamo costretti a rinviare al nostro


citato lavoro L'amministrazione tedesca dell’Italia occupata, cap. IV . Qui ricordiamo
soltanto che così il Keyser come il Kannstein vennero in Italia per prendere
possesso della carica. Il Keyser annunciò di essersi insediato nel suo ufficio il
22 ottobre 1943, ma non appena ebbe conferma dell’opposizione di Himmler
chiese di essere revocato. Il Kannstein rimase invece in Italia e divenne succes­
sivamente sostituto del capo dell’Amministrazione militare, Landfried.
3° Enzo Collotti

rantire le sue esigenze. Essi devono, fra l’altro, creare le premesse gene'
rali di carattere economico e di politica del lavoro, atte a garantire un
andamento senza attriti dell’economia bellica, in modo particolare degli
armamenti e della produzione bellica » 2\

In a lt r e p a r o le , Speer aveva o tte n u to il r ic o n o s c im e n t o e s p l i ­


c it o d e lla s u b o r d in a z io n e d i t u t t o il l a v o r o d e g l i a lt r i s e t t o r i d e lla
Militaryerwaltung ai c o m p iti e a g li o b ie ttiv i d e l l ’ e c o n o m ia di
g u e r r a . L o s f r u t t a m e n t o d e l l ’ e c o n o m ia i t a li a n a e r a c io è p r o c la m a t o
il f in e u lt im o e su p rem o d e l l ’ o c c u p a z io n e ted esca, ch e era u lte ­
r io r m e n t e s o t t o lin e a t o d a lla n o m i n a a p p u n to d el L a n d fr ie d . A r i­
p ro va i n o lt r e d e l l ’ i m p o r t a n z a c h e le su p rem e g e r a r c h ie d e l R e ic h
a ttr ib u iv a n o a l l ’ e c o n o m ia i t a l i a n a è il c a s o d i r ic o r d a r e c h e a n c h e
il m in is t r o d e l l ’ a g r i c o lt u r a dei R e ic h , H erb ert Backe, si a ffr e ttò
ad avan zare r iv e n d ic a z io n i a fa v o re d e l su o d ic a ste ro , c h ie d e n d o
la c r e a z io n e n e l l ’ a m b i t o d e l l ’ A m m i n i s t r a z i o n e m i l i t a r e d i u n a u t o ­
n o m o d i p a r t i m e n t o d e l l ’ a g r i c o lt u r a . L a r ic h ie s t a d e l B a c k e n o n f u
a c c o lt a , i c o m p iti d e l l ’ a g r i c o lt u r a fu r o n o d e le g a ti s o lt a n t o a una
s o tto se z io n e n e l l ’ a m b it o d e l D ip a r tim e n t o c e n t r a le E c o n o m ia ge­
n e r a le . I n t e r e s s a n t e è c o m u n q u e c i t a r e la l e t t e r a i n v i a t a d a l B a c k e
il 25 fe b b r a io 19 4 4 al q u a r tie r m a s tr o g e n e ra le d e l l ’ e s e r c it o per
m o tiv a r e la su a r ic h i e s t a ; il d o c u m e n t o poneva in r ilie v o il p e s o
che aveva a c q u is ta to l ’ e c o n o m ia it a lia n a « in se g u ito a ll a p e r d ita
d i r ic c h i t e r r i t o r i o r i e n t a l i » , o s s ia d e l g r a n a i o s o v ie t i c o , e d a ffe r­
m ava e s p lic ita m e n te :

« Le perdite di prodotti alimentari dell’Oriente devono essere com­


pensate dal più intenso sfruttamento di questo paese; devono quindi essere
costantemente aumentate le contribuzioni dell’Italia per l’approvvigiona­
mento delle truppe dislocate fuori del nostro paese, a garanzia della situa­
zione alimentare del Reich e per la formazione di eccedenze a favore del
Reich stesso » 2526.

S e q u e s t a e r a l ’ a r t ic o la z io n e in te r n a d e ll’A m m in is tr a z io n e m i­
li t a r e , c o m e a v v e n i v a la s a ld a tu ra tra l ’ a u to rità m ilita r e e l ’ a u t o ­
r i t à p o lit ic a t e d e s c a ? In p a r t ic o la r e , a q u a l e d e lle d u e s p e t t a v a la
ra p p re se n ta n z a d e l R e ic h n e i c o n fro n ti d e l s e d ic e n t e g o v e r n o fa ­
s c is t a r e p u b b l i c a n o ? Il v e r tic e d e lle a u t o r i t à t e d e s c h e in Ita lia era
ra p p re se n ta to d a l g e n e ra le p le n ip o te n z ia r io ( T o u s s a in t) e d a l p ie -

25 Testo integrale dell’ accordo del 18.3.44 >n E. C ollotti, op. cit., parte II,
doc. n. 39.
20 Testo della lettera del ministro Backe del 25.2.44 in E . C ollotti, op. cit., par­
te II, doc. n. 36.
Struttura e obiettivi del regime d ’ occupazione tedesca in Italia 31

n ip o te n z ia r io d e l R e ic h ( R a h n ) . I l p r im o a v e v a c o m p e t e n z a e s c lu ­
s i v a p e r le q u e s t io n i d i c a r a t t e r e m i l i t a r e e d i e s s e si f a c e v a p o r­
ta v o c e d ir e tta m e n te p resso il g o vern o v a s s a l lo d e lla R e p u b b lic a
s o c ia le . Il secon d o ra p p re se n tav a la m a ssim a is ta n z a p o lit ic a del
R e ic h in I ta lia , n o n era c io è s o lt a n t o un n o r m a le in v ia to d ip lo ­
m a t ic o . U n ’ e f f ic a c e d e f in iz io n e e m p ir ic a d e lle s u e f u n z i o n i è s t a t a
d a ta da u n o d e i su o i p iù d i r e t t i c o lla b o r a t o r i, il c o n s o le g e n e r a le
M o e llh a u s e n : « R a h n , o lt r e c h e a m b a s c i a t o r e e r a R e ic h s b e v o llm à c h -
tig te r fü r Ita lie n . Q u a n d o la c a r ic a d i a m b a s c i a t o r e si d i m o s t r a v a
in s u f f ic ie n t e per r is o lv e r e una q u e s t io n e , in m ezzo ai p a reri d i­
s c o r d i d e i v a r i s e r v i z i t e d e s c h i in I t a l i a ( fe n o m e n o m o lt o f r e q u e n t e ) ,
e g l i i n t e r v e n i v a c o m e p le n ip o t e n z i a r io d e l R e i c h ; in t a l m o d o n o n
era s o lo l’ in v ia to d e l m in is t e r o d e g l i e s t e r i ( p r a t ic a m e n t e d i R i b -
b e n t r o p ) , m a a n c h e i l d i r e t t o r a p p r e s e n t a n t e d e llo s te s s o H i t l e r » 2'.
A Rahn sp e tta v a q u in d i la f is s a z io n e d e lle d ir e ttiv e n el cam po
p o lit ic o , e c o n o m ic o e a m m in is tr a tiv o , con le n o te v o li li m i t a z i o n i
i m p li c i t e n e l l e a t t r i b u z i o n i d e i r a p p r e s e n t a n t i d i S p e e r e d i S a u c k e l .
L a s i t u a z i o n e s u b ì u n a m o d if i c a s o s t a n z ia le d o p o l ’ a t t e n t a t o a H i t l e r
d e l l u g l i o d e l 1 9 4 4 , p o ic h é la g i à m e n z io n a t a f u s i o n e d e lle c a r ic h e
d i c a p o d e lle S S e d e lla p o liz i a e d i p le n ip o t e n z i a r io m i l i t a r e n e lla
p e r s o n a d e l g e n . W o l f f s c o n v o ls e l ’ e q u i l i b r i o d i p o t e r i c h e e r a s t a t o
s ta b ilito in o r ig in e , accrescen d o il c o n d iz i o n a m e n t o e l ’ i n f lu e n z a
d e l la W e h r m a c h t e d e lle S S n e i c o n f r o n t i d e ll’ a m b a s c i a t o r e R a h n .
N e g l i u l t i m i m e s i d e l l ’ o c c u p a z io n e R h a n p a ssò s e m p r e p iù in s e ­
con d o p ia n o e le r e d in i del g io c o te d e s c o fu ro n o p r a t ic a m e n t e
m o n o p o l i z z a t e d a l g e n . W o l f f , l o s te s s o , c o m e è n o t o , c h e n e l l ’ i n ­
vern o del 19 4 5 s v ilu p p ò l ’ in iz ia tiv a p e r la r e s a d e lle f o r z e te d e ­
sch e in Ita lia .
F in quando l’ e q u ilib r io d e i c o m p iti tra T o u s s a in t e R a h n fu
r is p e tta to , tra i due m a ssim i u f f ic i fu n g e v a da a n e llo o r g a n ic o
di c o lle g a m e n to il capo d e ll’ A m m in is tr a z io n e m ilita r e L a n d fr ie d
n e lla su a d u p lic e q u a lità di capo del g ru p p o a m m in is tr a tiv o del
g e n . T o u s s a i n t e d i c o n s ig lie r e d i R a h n . Q u e s t a r i p a r t i z i o n e d e lle
c o m p e te n z e s ta b ilita a l c e n tro si r ip e t e v a a lla p e r ife r ia a ttra v e rso
i c o m a n d i d i p r e s id io , d i r e t t a m e n t e d i p e n d e n t i d a T o u s s a in t, d e ­
s t i n a t i a r a p p r e s e n t a r e g l i in t e r e s s i t e d e s c h i n e i c o n f r o n t i d e i p r e ­
fe tti it a lia n i, a p p o g g ia n d o s i ai fu n z io n a r i c o n s o la r i g e r a r c h ic a ­
m e n te d ip e n d e n ti da Rahn. Il g ru p p o a m m in is tr a tiv o c o s t it u it o

" 7 E. F. M o ellhausen , La carta perdente, Roma, 1948, p. 279.


32 Enzo Collotti

p re sso ogni Militàrkommandantur c o n tro lla v a e sp esso di fa tto


g e s tiv a l ’ a m m in is tr a z io n e lo c a le . I ra p p o rti m e n s i li ch e c ia s c u n
g ru p p o a m m in is tr a tiv o in v ia v a a g li o rg a n i c e n t r a li ra p p re se n ta n o
un q u ad ro p re sso ch é c o m p le t o d e ll’ a t t iv it à s v o lta d a g li u ffic i te-
d esch i in ogni se tto re , dei lo r o ra p p o rti con g li u f f ic i i t a li a n i e
d e llo sta to d e ll’o p in io n e d e lla p o p o la z io n e i t a li a n a v is ta a ttra -
v e r s o la le n t e d e lla p o t e n z a d ’ o c c u p a z io n e . Q u a n d o si f a r à l a s t o r ia
d e lla v ita d e ll’ I t a lia so tto l ’ o c c u p a z io n e , q u e sti ra p p o rti c o s titu i­
r a n n o u n a f o n t e d i p r im is s i m o p ia n o . F r a l ’ a lt r o n e r i s u l t a n o l a r ­
g a m e n te d o c u m e n t a t i l ’ o s t r u z io n is m o e sp esso il s a b o t a g g i o d e g li
it a li a n i n e i c o n f r o n t i d e lle i n i z i a t i v e e d e g l i o r d in i t e d e s c h i, n o n ­
ch é g e n e r a lm e n te il s e n tim e n to c o m p a tto di o s tilità d e l la popo­
la z io n e a ll’ in d ir iz z o d e g l i o c c u p a n t i 2S.

Rapporti tra autorità tedesche e governo neofascista.

L a c o lla b o r a z io n e c o n le a u t o r i t à f a s c i s t e s i c o n f e r m a t u t t ’ a lt r o
ch e p r iv a d i a t t r i t i ; c iò c h e s o p r a t t u t t o i t e d e s c h i r im p r o v e r a r o n o
c o n tin u a m e n te a g li i t a l i a n i , e r a lo scarso z e lo c o n il q u a l e e s p li­
c a v a n o i c o m p it i c h e v e n i v a n o lo r o a f f i d a t i ( s o lt a n t o n e l l e r e p r e s ­
s io n i a n t i p a r t i g i a n e lo z e lo d e i f a s c i s t i s u p e r ò s p e s s o la stessa f e ­
r o c ia dei r a s tre lla m e n ti t e d e s c h i) . T a le accu sa non c o lp iv a s o l­
ta n to g li u f f ic i d e ll’ a p p a r a to b u r o c r a t ic o in cu i era p iù fa c ile il
d i la g a r e d e l l ’ o s t r u z io n is m o p r a tic a to da fu n z io n a r i e im p ie g a ti,
ch e dopo l’8 se tte m b re eran o r i m a s t i a l lo r o p o sto n o n in seg n o
d i a d e s io n e a l g o v e r n o n e o f a s c is t a m a p e r s e m p li c i e o v v i e r a g i o n i
d i s u s s is t e n z a p iù c h e d i la v o r o , m a a r r iv a v a a n c h e in a lt o lo c o ,
c o l p i v a l o s te s s o M u s s o l i n i , c o l p i v a il m a r e s c ia llo G r a z i a n i e a lt r i
tra i p r in c ip a li e s p o n e n t i n e o f a s c i s t i . Il gen. T o u s s a in t d e n u n c iò
lo sc a rso im p e g n o c o m b a t t iv o d i M u s s o l i n i e d e l s u o g o v e r n o ; in
un d o c u m e n to d e ll’ 1 1 m a g g io 1 944 e g li in v ita v a a s o lle c it a r e
e s p lic it a m e n t e « u n a c h i a r a p r e s a d i p o s iz io n e d e l g o v e r n o e d e lle
p e r s o n a lit à d i r i g e n t i i t a li a n e i n m e r it o a ll a c o n d o t t a c o m u n e d e lla
g u e rra » ; p ro p o se a d d ir ittu r a ch e fo sse a b o lito il g iu r a m e n to a
M u s s o lin i d a p a r t e d e i m i l i t a r i d e l la R e p u b b lic a d i S a l ò , e v i d e n - 28

28 Questi rapporti, per la parte in cui sono stati conservati, sono stati utilizzati
per ora soltanto parzialmente da noi per quanto concerne le notizie sugli scioperi
e la deportazione della manodopera; cfr. E . C ollotti, op. cit., cap. V I.
Struttura e obiettivi del regime d ’occupazione tedesca in Italia 33

te m e n te per im p e d ire che essi si so ttrae ssero a l l ’ e s e c u z io n e d e g li


o r d i n i t e d e s c h i t r in c e r a n d o s i d ie t r o i d o v e r i d i l e a lt à n e i c o n f r o n t i
di u n a q u a ls ia s i a u t o r i t à i t a li a n a , p e r e f f i m e r a c h e f o s s e 29. D o p o
la li b e r a z i o n e di Rom a da p a rte d e g li a lle a t i, la p r e o c c u p a z io n e
d i s a lv a r e il s a lv a b ile da un p u n to d i v is ta stre tta m e n te m ilita r e
in d u s s e il m e d e s i m o T o u s s a i n t e a lt r i e s p o n e n t i t e d e s c h i a e l a b o ­
ra re p ia n i p e r un ra ffo rz a m e n to dei p o teri g ià p r a t ic a m e n t e illi­
m ita ti d e ll’ a u to rità m ilita r e ted esc a, ch e a vreb b e in e v ita b ilm e n te
s ig n ific a to l ’ e l i m i n a z i o n e c o m p le t a d i o g n i r e s id u o a n c h e f o r m a le
d i a u to rità it a li a n e . T o u s s a i n t t e n d e v a i n o lt r e a c o n c e n t r a r e n e lle
s u e m a n i a n c h e l a r a p p r e s e n t a n z a c o m p le s s i v a d e l R e i c h nei co n ­
fro n ti del go vern o di S a lò , s c a lz a n d o la p o s iz io n e d e ll’ a m b a sc ia ­
to re e p le n ip o te n z ia r io del G ran d e R e ic h Rahn.

S i a m o g i u n t i c o s ì a c o n s id e r a r e q u a l i f o s s e r o i r a p p o r t i i n s t a u ­
ra ti tra la p o te n z a o cc u p a n te e il s e d ic e n t e g o ve rn o n e o f a s c is t a .
S a r e b b e in p r i m o lu o g o i n e s a t t o a f f e r m a r e c h e la p o t e n z a d ’ o c c u ­
p a z io n e a ff ia n c ò la p ro p ria g e s t io n e a un g o vern o fa s c is ta : non
s o lo il p o t e r e r e a le e r a n e lle m ani d ei ra p p re se n ta n ti del R e ic h ,
m a fu p r o p r i o la p o t e n z a o c c u p a n t e a d im p o r r e a ll ’ I t a l i a il n u o v o
g o ve rn o M u s s o lin i. Q u e sto c io è fa c e v a p a rte d e l s is t e m a d ’o c c u ­
p a z io n e , e r a il c u n e o d i c u i i t e d e s c h i a v e v a n o b is o g n o p e r p e n e ­
tra re p iù d ir e tta m e n te , se n o n sem p re p iù in a v v e r tita m e n te , tra
la p o p o la z io n e i t a li a n a , n e lla s te s s a stru ttu ra a m m in is tr a tiv a ed
e c o n o m ic a i t a li a n a . C h e q u e s ta fo sse l ’ e s ig e n z a p r im a r ia d e i te d e ­
sch i s o ste n e n d o la fin z io n e d e l g o v e r n o f a s c i s t a r e p u b b lic a n o n o n
c i p a r e a r g o m e n t o p a s s ib ile d i d is c u s s io n e . I l M o e l l h a u s e n h a c o n ­
f e r m a t o d ra stic a m en te q u e s t o c o n c e t t o a f f e r m a n d o c h e a i t e d e s c h i
e r a n e c e s s a r io a s s ic u r a r s i l a c o lla b o r a z io n e d i u n g o v e r n o fo rm a to
d a g e n t e d i s p o s t a a d a n d a r e a llo s b a r a g l i o p iù t o t a le s e n z a p o s s i­
b ilità di a lt e r n a tiv e , di un go vern o c io è co m p o sto di « u o m in i
c o m p ro m e ssi in m o d o t a le d a n o n a v e r s i p iù a p a v e n t a r e la p o s ­
s i b i l i t à d i u n v o l t a f a c c i a » 30. G e n t e c io è v o t a t a a lla d i s p e r a z io n e ,
c h e f o s s e i n t e r a m e n t e l e g a t a a i t e d e s c h i, e n o n p o t e s s e n o n e s s e r lo .
L a s c i a m o d a p a r t e u n a lt r o a s p e t t o , p e r a l t r o m a r g i n a l e , o s s ia l ’ i p o ­
t e s i s u lla q u a l e in s is t o n o i l R a h n e il M o e l l h a u s e n , d e l la n e c e s s it à
che t a lu n i o r g a n i s m i t e d e s c h i a v v e r t i v a n o d i s e r v ir s i d e l g o v e r n o

39 Proposta contenuta nel documento Toussaint dellT i.5.44 riprodotto in E. CoL-


LOTTI, op. cit., parte II, n. 45.
30 E. F . M oellhausen , op. cit., p. 278.
34 Enzo Collotti

di S a lò q u a le p a ra v e n to e q u a le stru m e n to nei g io c o d e lle p a rti


c h e si s v o lg e v a tra le d iv e rs e a u to rità ted esc h e , e d in p a r t ic o la r e
q u a l e p e d i n a n e l g io c o d e i d i p lo m a t ic i c o n t r o la W e h r m a c h t. S o n o ,
q u e s t i , d e t t a g l i d e l t u t t o s e c o n d a r i, c h e il p i ù d e lle v o l t e d e v o n o
la lo r o o r i g i n e s o lt a n t o a lla f a n t a s i a d i d i p lo m a t i c i a lla r ic e r c a di
p o stu m e g iu s tific a z io n i per la lo r o r i a b i li t a z i o n e .
L ’ a r g o m e n t o s o s t a n z ia le è c h e p e r i t e d e s c h i l ’ e s is t e n z a d i u n a
a u to rità i t a li a n a ra p p re se n tav a u n ’ e s ig e n z a p r a tic a , fu n z io n a le . Se
e s s i r ic o n o b b e r o u n a q u a lc h e v a l i d i t à al g o ve rn o d e lla R e p u b b l i c a
d i S a lò fu s o lt a n t o p erch è q u e sta fu r ite n u ta , m a non s a p p ia m o
n ep p u re f in o a q u a n d o , la fo r m u la p iù v a n ta g g io s a a i fin i d e lla
lo r o p o lit ic a . E si d ic e fo r m u la , p e rc h è p e r e ssi la R e p u b b lic a so -
c i a le n o n doveva e s s e r e n u ll a p iù di una f a c c i a t a c h e c o n s e n t is s e
lo r o d i a t t u a r e la p o lit ic a d i a s s e r v im e n to e d i s fr u tta m e n to deh
l ’ Ita lia so tto la c o p e rtu ra di a u to rità i t a li a n e . Se H itle r n u tr iv a
a n c o r a a m m i r a z i o n e p e r s o n a le p e r M u s s o l i n i , i c a p i t e d e s c h i e r a n o
t u t t a v i a u n a n i m i n e l d i s p r e z z a r e i f a s c i s t i , c h e a v e v a n o c o s ì i n g lo -
r io s a m e n t e c o n c lu s o un v e n te n n io di r e g im e , n e llo s v a lu t a r e le
lo r o p re tese di r in n o v a m e n to id e o lo g ic o , nel m in im iz z a r e la lo ro
d e m a g o g ia s o c ia le d e ll’ u ltim a o r a . L ’ in s e d ia m e n t o di una a u to rità
i t a li a n a era una m is u r a p u ra m e n te fu n z io n a le , da r ic o n o s c e r s i se
e n e i lim it i in cui p o te sse fa c ilita r e l’ o p era d e i t e d e s c h i. T a lu n e
ap p aren ze e ste rn e c o n t r a r ie poco o n u ll a p o tev an o m o d if i c a r e la
so sta n z a d e lle co se. C o sì il r ic o n o s c im e n t o d i p lo m a t i c o d e l R e ic h
n e i c o n fro n ti d e l g o v e rn o d i S a lò non p o te v a avere a lt r o s ig n ifi­
c a to c h e d a l p u n t o d i v i s t a p r o p a g a n d i s t i c o - f o r m a l e ; r i e n t r a v a c io è
s e m p r e n e l q u a d r o d e lle i n i z i a t i v e t e n d e n t i a d a v v a l o r a r e n e i c o n ­
fro n ti dei terzi l ’ e s is t e n z a di un g o ve rn o in d ip e n d e n te , ch e era
p e r a lt r o c l a m o r o s a m e n t e s m e n t i t a d a l l ’ e s is t e n z a d i u n r e g i m e d ’ o c ­
c u p a z io n e e di un a p p a ra to p o litic o -a m m in is tr a tiv o te d e sc o ch e
ra p p re s e n ta v a l ’e ffe t t iv o p o te re d i g o v e rn o in Ita lia . D e l re sto , a
s i g n i f i c a r e q u a le f u il v e r o r a p p o r t o e s is t e n t e t r a l e a u t o r i t à t e d e ­
sch e e i ra p p re se n ta n ti del go ve rn o di S a lò v a lg a l ’ e p is o d io con
il q u a le si c o n c lu s e l ’ e s p e r ie n z a d e l l ’ o c c u p a z io n e d e ll’ Ita lia , o s s ia
la n e g o z ia z io n e d e lla re sa d e lle fo rz e te d e sc h e ad o p era del
gen. W o lff, a v v e n u ta sen za che se n e fo sse m in im a m e n te in fo r ­
m a to il g o vern o fa s c ista !

In fin e , g li a t t i m a t e r i a l i e f o r m a li d e g li o r g a n i d e lla p o te n z a
o cc u p a n te n o n fa n n o ch e c o n fe rm a re a m p ia m e n te q u esto sta to d i
Struttura e obiettivi del regime d'occupazione tedesca in Italia 35

co se. In un ra p p o rto te d e sc o d i q u e l p e r io d o si le g g e che l’A m -


m i n i s t r a z i o n e m i l i t a r e d o v e v a c o n s is t e r e « e s s e n z ia lm e n t e in u n ’ a m ­
m in is tr a z io n e d i c o n t r o llo n e i c o n f r o n t i d e l g o v e r n o i t a li a n o in d i­
p e n d e n t e » 31, dove si vede q u an to fo sse p le o n a s t ic a l ’in d ip e n ­
d en za del go vern o d i S a l ò . A n c o r a p iù e s p lic it a e d e s e m p la r e n e l
d e f i n i r e la f u n z i o n e s u b a lt e r n a e s t r u m e n t a le c h e i t e d e s c h i a t t r i ­
b u iv a n o a lle a u to rità it a li a n e è u n ’ a lt r a in e q u i v o c a b i l e fo r m u la ­
z io n e c o n t e n u t a n e lle d ir e ttiv e p e r l a c o lla b o r a z io n e tra il p l e n i ­
p o t e n z ia r io d e l R e ic h e il g e n e r a le p le n ip o te n z ia r io : « G li u ffic i
m ilita r i te d e sc h i n o n d e v o n o p o s s ib ilm e n t e e n t r a r e in c o n t a t t o d i ­
re tto con la p o p o la z io n e i t a li a n a , m a s e r v ir s i q u a li o r g a n i esecu ­
t i v i d e lle a u t o r i t à i t a li a n e » 323. F u q u e s t a in r e a lt à u n a n o r m a f o n ­
d a m e n ta le , una t a t t ic a di ca ra tte re g e n e r a le , un co m p o rta m e n to
c o sta n te : si tra ttasse d e lla c o s c r iz io n e d e lla m an o d o p era o d e lle
p r e s c r iz io n i p e r g l i a m m a s s i a g r ic o li, i t e d e s c h i m a n d a v a n o a v a n t i
g li u f f ic i i t a li a n i , s ia p erch è p o te v a n o sem p re p ren d ere p re testo
d a l l a lo r o i n e f f ic i e n z a p e r a d o t t a r e m is u r e e r a p p r e s a g l i e p iù d ra­
s t ic h e , s ia p erch è era sem p re p r e fe r ib ile s c a r ic a r e su di lo r o le
m is u r e p iù o d io s e . A nche n e lla fe ro c e fa s e fin a le d e l la q u e s t io n e
e b r a ic a , i te d e sc h i si s e r v ir o n o sp esso di o rg a n i lo c a li it a li a n i " .

Ma an ch e a p r e s c in d e r e d a q u e sti a s p e t t i, l ’ u t i l i t à che aveva


p e r la p o t e n z a o c c u p a n t e u n a s t r u t t u r a a m m i n i s t r a t i v a i t a li a n a e r a
f u o r i d i s c u s s io n e , t a n t o p iù se s i c o n s id e r a c h e in Ita lia la Mtli-
tarverwaltung non d is p o s e m ai di un o r g a n ic o s u p e r io r e al m i­
g lia io di fu n z io n a r i, cui vanno a g g iu n ti a n co ra poco p iù di un
m i g li a i o d i d i p e n d e n t i d a a lt r i u f f ic i e m in is t e r i d e l R e ic h in v ia ti
in Ita lia . Il c a p o d e ll’A m m in is tr a z io n e m ilita r e a R o m a , S e y f a r t h ,
si e s p r e s s e a l r i g u a r d o n e l m o d o p iù e s p l i c i t o : b i s o g n a v a im p e d ir e
la sco m p arsa d e lle a u to rità i t a li a n e per e v ita r e il c a o s c o m p le t o
p r i n c i p a lm e n t e n el cam po d e ll’ e c o n o m ia : « U n ’ u lt e r io r e decaden­
z a d e l l ’ o r d in e p u b b lic o — s c r i v e v a il S e y f a r t h l ’ 8 o t t o b r e 1 9 4 3 —
fa rà fa llir e tu tti g li s fo rz i per lo s fr u tta m e n to del p aese ai fin i
d e l l ’ e c o n o m ia di gu erra, e p ro vo ch e reb b e c o n se g u e n te m e n te , a lle
s p a lle d e l la t r u p p a c o m b a t t e n t e , f o c o la i d i p e r ic o lo d i s t r a o r d i n a ­

31 Rapporto Hufnagel del 20.2.44, riprodotto in E. C ollotti, op. cit., parte II, n. 34.
32 Così si legge nelle Direttive per la collaborazione tra Rahn e Toussaint pub­
blicate in E . COLLOTTI, op. cit., parte II, doc. n. 3 1.
33 R enzo D e F elice , Storia degli ebrei italiani sotto il fascismo, Torino, 1962,
pp. 502 sgg.
36 Enzo Collotti

r ia i m p o r t a n z a » “ . O s s ia , s o lt a n t o il m a n t e n i m e n t o di u n ’ a m m i-
n is tr a z io n e i t a li a n a avreb b e re so p o s s ib ile il p iù in te g r a le s fr u t-
ta m e n to d e ll’ Ita lia c h e e ra a l c e n tro d e g l i o b i e t t i v i t e d e s c h i. N u -
m e ro se fu r o n o le p r e s s io n i d e g l i o r g a n i te d e sc h i p e r a ttr ib u ir e ai
lo r o u f f ic i p o t e r i s e m p r e p iù e s t e s i n e i c o n f r o n t i d e l le a u t o r i t à f a ­
s c is t e e d e g l i s te s s i p r e f e t t i . D o p o la p e r d i t a d i R o m a , q u a n d o si
m o ltip lic a r o n o i p ro g e tti per re n d ere u lte r io r m e n te p iù r ig id a la
s tr u ttu r a d e ll’ a m m in is tr a z io n e te d e sc a e p e r c o n c e n tr a r e u n ic a m e n ­
t e n e l l e m a n i d e i m i l i t a r i il r e g i m e d ’ o c c u p a z io n e , i l c a p o d e l D i ­
p a r tim e n to c e n t r a le d e lla M ilit a r y e r w a ltu n g , H u f n a g e l , a r r iv ò a
c h ie d e r e n e l l e s in g o le p r o v i n c e l ’ « i n s e d ia m e n t o d i u n fu n z io n a r io
s u p e r io r e d e l l ’ A m m i n i s t r a z i o n e m i l i t a r e , co m e co n tro fig u ra d e l p r e '
fe tto ita lia n o » (il c o r s i v o è n o s t r o ) 3435.
Senza il co n sen so o l ’ is p i r a z i o n e o, p iù sp esso an co ra, sen za
l’o r d in e d e lle a u to rità te d e sc h e , b e n poco o a d d ir ittu r a n u ll a era
in g r a d o d i f a r e u n g o v e r n o n e o f a s c i s t a . S i p u ò a f f e r m a r e a g r a n d i
lin e e ch e non ci fu m o m e n to e s s e n z ia le d e lla v ita d e lla Repub­
b li c a s o c ia le c h e n o n f o s s e s t a t o c a r a t t e r i z z a t o c o m u n q u e d a ll’ in i­
z ia tiv a o d a lla v o lo n t à d e i ted esc h i — d a l l a lo r o s t e s s a d e c is io n e
di r im e tte r e in p ie d i un g o ve rn o n e o fa s c is ta p r im a a n co ra d e l la
li b e r a z i o n e di M u s s o lin i, a ll a m o b ilita z io n e d e lla m an o d o p era e
d e l l ’e c o n o m ia p e r l a g u e r r a d e l R e i c h , a ll a s o t t r a z io n e a l l ’ I t a l i a d i
in te re r e g io n i di fa tto an n esse a l R e ic h , a ll a d e p o r ta z io n e d e g li
e b r e i , a l p r o c e s s o s p e t t a c o la r e c o n t r o C i a n o e g l i a lt r i u o m in i d e l
25 lu g lio , a lla so rte dei c o s id d e tti m ilita r i i t a li a n i « in te r n a ti »
in G e r m a n ia , a l l ’ a lle s t im e n t o d e lle fo rz e a rm a te d e lla R e p u b b lic a
s o c ia le . S i a c h e i t e d e s c h i f a v o r i s s e r o ( c o m e n e l c a s o d e l p ro cesso
C ia n o ) o o s t e g g ia s s e r o ( c o m e n e l c a s o d e l la c o s t it u z io n e d e ll’ e s e r­
c it o d i S a lò ) o d ire tta m e n te p ro m u o vessero q u e ste c h e fu r o n o le
t a p p e f o n d a m e n t a li d e l l ’ e s i s t e n z a p o l i t i c a d e l la R e p u b b lic a s o c ia le ,
l a lo r o i n i z i a t i v a fu com unque d e te r m in a n te : al g o ve rn o fa s c ista
non r im a n e v a c h e u b b id ir e o , p e g g io a n c o ra , e s e g u ir e . In q u e ste
c o n s id e r a z i o n i è im p li c i t o o v v ia m e n te an ch e il g iu d iz io p o lit ic o
g e n e r a le c h e d o b b ia m o d a r e d e l l ’ e s p e r i e n z a d i S a l ò s e n z a la s c ia r c i
f u o r v i a r e d a l l a r i v e n d i c a z i o n e d i a t t e n u a n t i a v a n z a t e d a g l i u o m in i
c h e s e r v ir o n o i t e d e s c h i, i q u a l i c o n c u lc a v a n o la v o lo n tà del p o ­
p o lo it a li a n o di liq u id a r e d e fin itiv a m e n te il fa s c ism o ; sen za la ­

34 Testo del rapporto Seyfarth dell’8 .10.43 in E- COLLOTTI, op. cit., parte II, n. 16.
35 Dal rapporto Hufnagel del 26.6.44, cit. in E. COLLOTTI, op. cit., cap. IV , nota 84.
Struttura e obiettivi del regime d'occupazione tedesca in Italia 37

sciarci ingannare da chi avanza benemerenze pretendendo di avere


risparmiato all’ Italia il peggio sacrificandosi alla collaborazione con
i tedeschi. Le responsabilità di costoro furono semmai ancora più
gravi, proprio per il fatto di avere prestato ai tedeschi quella co-
pertura che essi cercavano- per scaricare sugli italiani la responsa­
bilità della guerra civile e presentare la vicenda degli anni 1943-45
come il risultato di una rissa civile tra italiani, come se ad essa i
tedeschi fossero estranei o se di essa fossero le vittime casuali e
non ne fossero invece i principali fomentatori e responsabili.
P e r c o n c lu d e r e , in I t a l i a i t e d e s c h i c r e a r o n o u n ’ e s t e s is s im a r e t e
di p ro p ri u ffic i t a le da c o p r ir e p r a t ic a m e n t e tu tti i se tto ri d e l-
l ’ a m m in is tr a z io n e lo c a le , a lm e n o per i c o m p it i p iù d ir e t t a m e n t e
c o n c e rn e n ti la c o n d o tta p o lit ic a ed e c o n o m ic a d e lla g u e rra. E ssi
e s e r c i t a v a n o c io è u n c o n t r o llo c a p illa r e a s s a i a l d i l à d i q u a n t o n o n
p o s s a a p p a r i r e d a u n a r ic o s t r u z io n e e s t e r n a d e g li o r g a n i d e ll’ A m ­
m i n i s t r a z i o n e m i l i t a r e e d i q u e lli d i r a p p r e s e n t a n z a p o lit ic a , c o m e
è p o s s ib ile d o c u m e n t a r e p i ù d e tta g lia ta m e n te p e r il se tto re d e ll’ e ­
c o n o m ia . Q u i b a s t i c o n c lu d e r e , r ia s s u m e n d o , c h e si e r a v e r ific a to
p ro p rio q u e llo c h e M u s s o lin i a v e v a p a v e n ta to q u a n d o , la m e n ta n d o
la s o v r a p p o s i z i o n e d i u ff ic i t e d e s c h i a g l i u ff ic i i t a li a n i , a v e v a s c r it t o
a R a h n , a ll a f in e d e l g e n n a i o 1 9 4 4 : « N o n si d e v e d a r e a l p o p o lo
i t a li a n o l ’ im p r e s s io n e c h e c i s ia n o d u e m in is t e r i p e r c ia s c u n r a m o
d e ll’ a m m in is tr a z io n e , e p e rta n to due g o v e r n i » 36. Ma g ià a llo r a
era tro p p o ta rd i per sm e n tire l ’ e v id e n z a d ei fa tti, n o n o sta n te lo
s fo rz o dei ted esc h i d i o c c u lt a r e le lo r o r e s p o n s a b i li t à m andando
a llo s b a r a g lio le a u to rità fa s c iste . La p r e v is io n e d i M u s s o lin i va
c o r r e t t a s o lt a n t o n e l s e n s o c h e n o n d i d u e m a d i u n s o lo g o v e r n o
e f f e t t i v o s i p o t e v a p a r la r e e q u e s t o n o n e r a c e r t o q u e llo d e lla R e ­
p u b b lic a s o c ia le b e n s ì l ’ a p p a r a t o p o litic o -a m m in is tr a tiv o d e ll’o c c u ­
p a z io n e im p o s t a a ll’ Ita lia d a lla W e h rm a c h t.
E nzo C ollotti.

36 Lettera di Mussolini citata da F. W . D eakin , op. cit., p. 659.