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Lezione 2: Mahler-seconda sinfonia e altro

Anche nella seconda sinfonia ci saranno temi che Mahler aveva evidenziato in passato, come il rapporto tra
musica assoluta e musica a programma, e il rapporto tra lied e sinfonia. Quest'ultimo sarà una vera e propria
costante, un dilemma che arriverà fino alla decima sinfonia, dove troveremo un continuo altalenarsi di parti vocali
e non, dove sinonia e lied cercheranno di fondersi.
Nella seconda sinfonia, oltre ad esser presenti gli stessi dilemmi che c'erano nella prima, si inserisce un'ulteriore
quesito: l'inserimento della voce, contando, oltre al dilemma esistenziale della voce all'interno di una sinfonia, il
confronto con un suo predecessore, Beethoven, che aveva composto qualche decennio prima la nona sinfonia.
Beethoven infatti diceva: "basta con questi suoni, introduciamone degli altri", come per sottolineare che la
musica soltanto, la sinfonia, non bastava più, serviva qualcosa di più, come la voce.

Più si afferma l'esigenza della musica assoluta, più nei romantici, come Schumann, Wagner, Liszt, c'è il bisogno di
legare alla musica un'esigenza poetica.

La musica di Mahler è intrisa della vita personale del compositore, includendo anche momenti di depressione,
solitudine e tristezza, inserendo così elementi non puri, non puliti o comunque non belli all'interno della sua
musica. Ma non fu il primo: già con Beethoven, la musica si apre alla negatività, al brutto, all'impuro. Oltre a
elementi musicali che rimandano alla vita personale di Mahler, nelle sue sinfonie strumentali troviamo alcune
connotazioni, note, appunti riguardanti sensazioni provate dal compositore stesso.

In Germania, si erano create due correnti (?):


-neotedeschi (Liszt, Wagner): coloro che legavano l'evoluzione della musica a qualcosa di extramusicale, come la
parola, che, ad esempio, per Liszt trasformava la sinfonia in poema sinfonico. Nel teatro il cantato non è del tutto
cantato: nelle Valchirie wagneriane ci sono intere scene, azioni composte da gesti, sguardi, e i cantaanti
cantavano melodie, musiche che non andavano con l'orchestra. Secondo Wagner la musica doveva arrivare al
teatro. per lui infatti Beethoven aveva "capito tutto", anche se non fece il passo successivo, che secondo
Wagner, lui stesso fece, ovvero creare uno spazio teatrale adibito a questo step successivo dell'evoluzione
musicale, con una buca per l'orchestra in modo che sparisse completamente, che fuoriuscisse solo la musica,
comunque messa in secondo piano.
-neoclassici (?) (Brahms): coloro che non vogliono, per scelta, creare poemi sinfonici, mettere in un piano
superiore alla musica qualcosa di extramusicale; Brahms infatti scrisse solo (?) quattro sinfonie, cercando di
ritornare a quella perfezione perduta, precedente al romanticismo, anche se non fermandosi alla pura
perfezione, cercando comunque di innovare quel repertorio. Schonberg in un suo libro lo definì "Brahms
l'innovatore".

II Sinfonia
- la seconda sinfonia si intitola Auferstehung, che significa resurrezione o redenzione, ma viene anche più
comunemente chiamata "sinfonia in DO minore".
- è composta da 5 movimenti, e risulta una delle sinfonie più lunghe.
Anche qui l'organico è numerosissimo, con una banda fuori scena, oltre all'orchestra.
Di questa sinfonia redasse due programmi di presentazione:
-nel 1896, per la messinscena di Berlino -> Marschalk (?)
-nel 1901, per la messinscena di Dresda, per agevolare l'ascolto, inserendoci temi e riflessioni legate alla vita e alla
morte.
I movimento: si intitola Totenfeier, che significa cerimonia funebre, e allude al funerale di cui si parla nella prima
sinfonia. Totenfeier originariamente era un poema sinfonico che sfruttò come primo movimento di questa
sinfonia, scritto a getto nel 1888.
Dopo il primo movimento, ci fu una pausa di 5 anni, dovuta al suo impegno come direttore di teatri, di Budapest e
Amburgo. Rimaneva costretto a comporre soltanto durante i ritagli di tempo che riusciva a gudagnare tra un
impegno e l'altro.
Passano 5 anni, e ricominciò a comporre, e compose quelli che furono i 3 movimenti successivi: Andante, Scherzo
con trio e Moderato, nominati da lui intermezzi.

II movimento: del secondo movimento non c'è molto da dire (?)


III movimento: in questo movimento troviamo citazioni di vari lieder, tra i quali la raccolta Des Knaben
Wunderhorn, la quale contiene 10/15 lieder. Era una raccolta di due scrittori romantici che richiamano un ritorno al
canto popolare, alle favole, alle filastrocche. Uno di questi, Des Antonius von Padua Fischpredigt (La predica ai
pesci di Sant'Antonio da Padova), viene quasi letteralmente trascritto come scherzo.

(i lieder per pianoforte e voce richiedevano un cantante molto bravo, dato che poteva spaziare con virtuosismi e
cose simili. Quelli con coro e orchestra non richiedevano una difficoltà elevata, quanto un effetto scenico e
musicale dato dalla quantità di elementi del coro. I lieder per coro e orchestra venivano sfruttati come strumento
di socializzazione, come connotazione popolare. Essendo lieder e sinfonie scritte nello stesso periodo, in Mahler
inevitabilmente c'è un legame, una sovrapposizione e scambi tra lieder e sinfonia)

IV movimento: scritto nell'estate del 1893, questo movimento si chiama Ulricht, ovvero luce primigenia, tratto
dall'omonimo lied. Non c'è uno stacco tra terzo e quarto movimento, attacca subito.

Dopo questo movimento, fece una pausa, fondamentalmente di riflessione: non voleva cadere nell'ovvio, con il
quinto movimento, non voleva fare come Beethoven, concludendo con un coro Mahler non sapeva se sarebbe
riuscito a reggere il confronto, inserendo nel quinto movimento un coro e solisti, essendoci stato prima di lui
Beethoven con la sua nona sinfonia. Nell'estate del 1894 morì un suo amico, Hans Von Bulöw, e al suo funerale
ebbe una epifania: il finale doveva avere un inno cantato da un coro e dei solisti. Per il testo dell'inno si ispirò a
Risorgere di Friedrich Gottlieb Klopstock.

La resurrezione di cui tratta Mahler non è da intendersi soltanto religiosa, ma anche di una resurrezione
spirituale, una redenzione dalla parola, una risurrezione dello spirito attraverso la conoscenza. È un processo che
porta ad una risposta a tutte le cose, compreso il senso della nostra esistenza, cosa che solo la musica poteva
dare all'uomo.

Con Mahler, a partire da inizio Novecento, si può parlare di opera aperta (concetto che non va scambiato con
l’opera aperta a livello interpretativo): le opere, i progetti non si avevano tutti di getto, ma si costruivano strada
facendo. La forma in arte, non solo in musica, nasce da una dimensione lenta, con un processo.

Nello stesso periodo, sia in letteratura che in musica, si parlerà di umorismo e di ironia, ovvero quel mezzo
artistico che permette di alludere alla realtà con parole di significato opposto. Mahler stesso vorrà chiamare una
raccolta di lied "humoresque" proprio per trattare dell'umorismo e dell'ironia. In alcuni tempi di sinfonie
aggiunge mit humor, proprio per far capire come va trattata la musica in quel momento, con ironia (nel senso
lato del termine). Secondo Schumann l'ironia ci permette di battere la banalità con il sublime, e di dare infinità al
finito