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AUGUSTO INNOCENTI – CARLO PRUNETI

PRINCIPI DI PSICOBIOLOGIA DELLA NUTRIZIONE E DELLO STRESS

ALIMENTAZIONE
ALIMENTO:Qualsiasi prodotto,naturale,trattato o manipolato che può essere usato come cibo da
parte dell'organismo.

L'alimentazione può essere definita come l insieme degli eventi che attraverso
l'ACQUISIZIONE,INGESTIONE,UTILIZZO degli alimenti,fornisce all'organismo le molecole necessarie
per la sopravvivenza,ossia i nutrienti.La scelta degli alimenti può dipendere da:

 abitudini familiari;
 cultura;
 convenienza economica;
 compensazione emotiva;
 mode;
 valore nutrizionale(ritenuta l'unica scelta sana in quanto considera gli alimenti in relazione
del loro significato nutrizionale per mantenere un corretto stato di salute)
A queste si può anche aggiungere anche COLORE,ODORE,PRESENTAZIONE in grado di condizionare
la scelta alimentare.
NUTRIZIONE
NUTRIENTE:sostanza contenuta negli alimenti con un ruolo definitivo nei processi fisiologici e nel
metabolismo dell'organismo.Si dividono in
1. MACRONUTRIENTI:carboidrati,proteine e lipidi(grassi),di cui il nostro organismo ne ha
bisogno in dosi elevate ogni giorno per fornire l'energia per il mantenimento delle funzioni
corporee sia a riposo che durante l'attività fisica
2. MICRONUTRIENTI:vitamine e sali minerali(calcio,fosforo)chiamati cosi perchè il corpo ne
ha bisogno in piccole quantità ma svolgono un ruolo molto importante nella produzione di
enzimi,ormoni e altre sostanze che aiutano a regolare la crescita,lo sviluppo e il
funzionamento del sistema immunitario e riproduttivo

La nutrizione può essere definita come la successione di eventi(fisiologici/biochimici) che inizia con
INGESTIONE e continua con una serie di trasformazioni:

 DIGESTIONE
 ASSORBIMENTO(passaggio nel sangue delle sostanze digerite)
 METABOLISMO(trasformazione di energia e materia)
 ESCREZIONE(eliminazione dei prodotti di scarto)
DIETA E STILE DI VITA
Il termine dieta viene sempre associato in maniera sbagliata ad una pratica fortemente restrittiva
con un alimentazione ipocalorica(poche calorie) associata a alimenti definiti "vietati". In realtà il
termine DIETA vuol dire "stile di vita".Negli ultimi anni il cambiamento dello stile di vita ha portato
a delle modifiche consistenti nel comportamento alimentare verso delle direzioni errate dal punto
di vista nutrizionale causato da:abitudini alimentari sbagliate,l'aumento dell'utilizzo di piatti
pronti,mancanza di tempo e per l'influenza degli spot pubblicitari.Se a questo si associa l'aumento
della sedentarietà si può comprendere come abitudini scorrette mancanza di attività fisica
possono aver portato un incremento di soggetti in sovrappeso fino all'obesità e dall'altro un
aumento anche dei disturbi del comportamento alimentare come ANORESSIA E BULIMIA. Si sta
quindi cercando di inserire nelle scuole un intervento finalizzato all'insegnamento di un corretto
comportamento alimentare.

BIOENERGETICA E METABOLISMO : le molecole contenute negli alimenti che possono fornire


materia o energia all’organismo sono dette nutrienti e sono classificate in base a precise
caratteristiche chimiche in cinque grandi gruppi : proteine, carboidrati, lipidi, vitamine e Sali
minerali, ad essi si deve inoltre aggiungere l’acqua. In base al fabbisogno giornaliero si possono
dividere i nutrienti in macronutrienti e micronutrienti. I macronutrienti, che comprendono
carboidrati, proteine e lipidi sono molecole di cui il nostro organismo ha bisogno quotidianamente
in dosi elevate, e forniscono attraverso varie vie metaboliche, l’energia necessaria al
mantenimento delle funzioni corporee sia a riposo che durante l’attività fisica. I macronutrienti
hanno anche la funzione di mantenere l’integrità strutturale e funzionale dell’organismo. I
micronutrienti , che comprendono vitamine e Sali minerali , sono sostanze che pur se necessarie in
piccole quantità all’organismo, svolgono un ruolo importante nell’andamento dei processi
fisiologici e biochimici dell’organismo. Infatti i micronutrienti, legandosi agli enzimi (molecole che
svolgono la funzione di catalizzatori nei sistemi biologici cioè svolgono il ruolo di facilitare le
interazioni biochimiche aumentandone la velocità di reazione); agiscono da coenzimi o cofattori e
ne aumentano la capacità catalitica, facilitano cioè le varie reazioni enzimatiche contribuendo alla
produzione e al trasferimento dell’energie, alla sintesi tissutale , al trasporto dell’ossigeno,
all’azione muscolare ed alla crescita. Oltre a questo, alcune minerali e vitamine sono parte attiva
nei processi anti-ossidativi proteggendo l’organismo dai danni da radicali liberi (atomi o molecole
con uno o più elettroni non impegnati in legami chimici e quindi reattivi. ) I nutrienti forniscono
quindi all’organismo:
- ENERGIA CHIMICA
- SUBSTRATI PLASTICI
- MOLECOLE REGOLATRICI
- IDRATAZIONI
ENERGIA E MATERIA
Gli organismi viventi sono costituiti da materia composta da particelle chiamate atomi(formati da
neutroni,/protoni+/elettroni-)che legandosi tra di loro formano le molecole.Questo legame viene
definito legame chimico.Più forte è questo legame più alta sarà l'energia necessaria per
romperlo.Questa energia prende il nome di ENERGIA DI LEGAME.

REAZIONI CHIMICHE
Sono le trasformazioni della materia dove gli atomi si legano e si ridistribuiscono in modo diverso
da quello originario formando sostanze diverse rispetto a quelle iniziali.4 tipi di reazioni chimiche:
1. IDROLISI(molecola viene divisa in 2 o più parti grazie all'intervento di una molecola
d'acqua)
2. CONDENSAZIONE(unione di 2 o più molecole con l'eliminazione di una molecola d 'acqua)
3. OSSIDAZIONE(perdita di un elettrone)
4. OSSIDORIDUZIONE(trasferimento di elettroni da una specie ad un'altra)

METABOLISMO
Il mantenimento delle funzioni vitali e la capacità di lavorare,studiare,muoversi dipendono dalla
capacità individuale di estrarre energia dai MACRONUTRIENTI e trasferirla alle cellule dei tessuti e
degli organi.Queste reazioni di trasformazione in energia prende il nome di METABOLISMO e può
avvenire attraverso 2 fasi(CATABOLISMO E ANABOLISMO):
- CATABOLISMO:trasformazioni di grandi molecole in molecole più piccole attraverso reazione
ossidative con liberazione di energia attraverso molecole di ATP(Adenosintrifosfato).Il catabolismo
è composto da 3 stadi:
 IDROLISI dei macronutrienti,
 demolizione della GLICOLISI(per gli zuccheri)e OSSIDAZIONE(per gli acidi grassi)
 CICLO DI KREBS

CATABOLISMO DEI CARBOIDRATI


La principale funzione dei carboidrati è quella di fornire ENERGIA alle varie cellule.E' importante
che ci sia sempre una certa quantità di carboidrati catabolizzata per consentire il catabolismo dei
lipidi.Il catabolismo dei carboidrati può avere inizio dal glucosio libero nel sangue (attraverso la
GLICOLISI) o dalle riserve di glicogeno (riserve di glucosio nel fegato - muscoli).Quando il glucosio
in circolo non basta il fegato trasforma il glicogeno in glucosio( questo meccanismo viene chiamato
GLICOGENOLISI)il quale viene trasformato nuovamente in energia.Qst meccanismo (quello della
trasformazione)viene regolato da 2 ormoni l'insulina e il glucagone
• l'insulina blocca la glicogenolisi (trasformazione di glicogeno in glucosio)
• glucagone stimola la glicogenolisi

CATABOLISMO DEI LIPIDI


Anche per i lipidi la funzione principale è quella di produrre energia.Vengono immagazzinati nel
tessuto adiposo (grasso) sotto forma di trigliceridi( hanno la funzione di riserva di energia ovvero
quando l'organismo ha bisogno di energia e non c e se la prende da li )e attraverso un processo
chiamato LIPOLISI vengono trasformati fino a produrre energia.Dalla trasformazione si ha la
formazione di CORPI CHETONICI che vengono eliminati con le urine e con la respirazione ma se se
ne producono troppi a causa di diete iperproteiche e povere di glucidi(carboidrati) o in caso di
digiuno prolungato si parla di chetosi (in cui l'alito ha un odore di mele marce e può comparire
nausea e vomito frequente nei bambini) in casi gravi si può arrivare al coma.

CATABOLISMO DELLE PROTEINE


Nel caso delle proteine,contrariamente a quanto detto per i carboidrati e i lipidi,la funzione
energetica è secondaria.In soggetti ben nutriti,a riposo il catabolismo proteico ricopre solo il 2-4%
dell'intero fabbisogno energetico.Questa percentuale aumenta in caso di:
-digiuno prolungato
-esercizio fisico intenso e non integrato dai glucidi.
Il catabolismo proteico inizia con l'idrolisi di PROTEINE e AMMINOACIDI i quali per poter essere
utilizzati devono staccarsi. Questo processo viene chiamato DEAMINAZIONE ed avviene nel fegato
e muscolo grazie a degli enzimi chiamati transaminasi.Una volta che gli amminoacidi si staccano
vengono trasferiti ad altri composti o eliminati sotto forma di urea.Inoltre la maggior parte di
questi amminoacidi dopo questo processo contribuiscono alla formazione di glucosio nel processo
di gluconeogenesi.

CICLO DELL'ALALINA
Quando si fà attività fisica i muscoli per muoversi hanno bisogno di GLUCOSIO che viene preso da
quello in circolo portando così ad un abbassamento di livello di glucosio nel sangue.Il corpo attiva
cosi il ciclo dell'alalina permettendo al fegato di ricavare glucosio da un amminoacido che prende il
nome di ANALINA prodotto dal muscolo durante l'attività fisica.

CICLO DI KREBS
E' un ciclo metabolico di importanza fondamentale in tutte quelle cellule che utilizzano ossigeno
nel processo della respirazione cellulare.In questi organismi avviene una degradazione dei
carboidrati,grassi e proteine in anidride carbonica e acqua con la formazione di energia.

- ANABOLISMO :l'insieme di processi che permettono partendo da piccole molecole di creare


grandi molecole con consumo di energia.I processi anabolici posso essere anche definiti
BIOSINTESI e sono 3:

1. BIOSINTESI DEI CARBOIDRATI


Il quale comprende due catene di reazioni:
-GLUCONEOGENESI cioè trasformazione di proteine e grassi in glucosio nel fegato con la funzione
di mantenere i livelli di glucosio necessari per il buon funzionamento del cervello e tessuto
muscolare;
-GLICOGENOSINTESI trasformare il glucosio eccessivo in glicogeno che verrà poi immagazzinato nel
fegato e nei muscoli

2. BIOSINTESI DEI LIPIDI


La biosintesi dei lipidi è divisa in biosintesi di acidi grassi(detta anche LIPOGENESI) quando le
riserve sono piene si ha la conversione dei glucidi in lipidi(grassi) ecco perche anche i carboidrati
come pane e pasta specialmente i dolciumi se assunti in quantità elevate fanno ingrassare.E
biosintesi del colesterolo che è diviso a sua volta da tre processi.

3. BIOSINTESI DEGLI AMMINOACIDI E PROTEINE


La biosintesi proteica è un processo di creazione delle proteine che coinvolge diverse strutture
genetiche e cellulari.In pratica è la parte finale dell'insieme dei processi biochimici che portano
all'espressione delle informazioni contenute nel patrimonio genetico di un organismo ed è in grado
di fabbricare migliaia di esemplari di ognuna delle proteine di cui necessita un essere vivente.

IL BILANCIO ENERGETICO

E' il rapporto tra energia immessa con il cibo e energia consumata (movimento).Tale risultanza
deve essere in equilibrio altrimenti si avrà un aumento o perdita del peso.L'energia in entrata
deriva dai macronutrienti,quella in uscita dal dispendio energetico totale giornaliero composto da :
 metabolismo di basale(energia necessaria per mantenere l'omeostasi)e viene preso in
considerazione quando si è in una situazione di riposo;
 attività fisica;
 termogenesi indotta dagli alimenti (temperatura corporea)

ENERGIA PRODOTTA DAGLI ALIMENTI


Grazie all'utilizzo del CALORIMETRO è possibile stabilire la quantità di energia che si ottiene
bruciando i diversi tipi di sostanze nutritive.Sebbene anche le proteine possono essere
catabolizzate per ottenere energia,la maggior parte del metabolismo avviene grazie alla
demolizione di carboidrati e lipidi(grassi).In situazioni particolari però come ad esempio un intensa
attività fisica l'organismo ha bisogno anche di utilizzare le proteine a fini energetici o in casi estremi
anche dai propri tessuti.

FASI DEL METABOLISMO


L'assunzione del cibo include quattro fasi(scritte sopra nella nutrizione).Tali fasi possono essere
associate ad altrettante 4 fasi del metabolismo:
1. fase cefalica (fase consumatoria del pasto)si inizia ad avere una piccola produzione di
insulina che ha un ruolo preparatorio per gestire l'arrivo dei carboidrati,acidità
gastrica,iperproduzione di saliva. Tutto ciò viene indotto dal sistema nervoso a seguito di
stimoli come odore,profumo o il semplice desiderio del cibo.
2. fase gastrica(inizio digestione del cibo nello stomaco)gli elementi sono stati ingeriti ma non
ancora assorbiti.Piccolo incremento nella produzione di insulina
3. fase del substrato(fase di assorbimento dei nutrienti)Durante questa fase massiccia
produzione di insulina la quale dipende dalla velocità con cui vengono assimilati i carbo e
dal carico glicemico del pasto
4. fase di digiuno(tempo che va dalla fase di assorbimento a quella di una nuova cefalica)In
questa fase il metabolismo utilizza le riserve di energia accumulate.L'abbassamento della
glicemia provoca un abbassamento di concentrazione e per questo che in una dieta
corretta questa fase avviene prevalentemente durante la notte.

EQUILIBRIO OMEOSTATICO

L'equilibrio omeostatico è quell'equilibrio che l'organismo cerca di creare e mantenere per non
dispendere energia. Al variare delle condizioni ESTERNE e INTERNE, attraverso dei processi
automatici di autoregolazione l'organismo cercherà di adattarsi mantenendo il miglio livello di
stabilità. A questo processo partecipano con ruoli e meccanismi diversi tutti gli apparati del corpo
comunicando con il cervello attraverso dei meccanismi di retroazione denominati FEEDBACK. Si
distinguono due tipi di feedback,uno inibitorio(NEGATIVO)ed uno stimolatorio (POSITIVO). Quello
negativo viene definito come un processo che mette in atto delle modifiche volte a riportare
l'organismo alla situazione iniziale prima che l'equilibrio venisse alterato,quello positivo invece
porta l'organismo a reagire con un'azione che va nello stesso senso dello stimolo,producendone
così un rinforzo dello stimolo.La centrale di controllo di tutto questo meccanismo di controllo
dell'omeostasi è il sistema nervoso al quale si ricollega con un ruolo fondamentale il sistema
endocrino prendendo il nome di sistema neuroendocrino. I due sistemi agiscono in maniera
sinergica e complementare,infatti mentre le risposte del sistema nervoso sono rapide e durano
poco,quelle del sistema endocrino al contrario sono lente e con una durata molto lunga.

L’APPARATO DI CONTROLLO: IL SISTEMA NEUROENDOCRINO


Negli organismi viventi vari sistemi contribuiscono al mantenimento dell’omeostasi , ma il
principale centro di controllo è rappresentato dal sistema nervoso che determina il tipo di risposta
più appropriata. Ad esso si ricollega, poi con un ruolo fondamentale , il sistema endocrino, che
tramite la secrezione di ormoni , controlla e regola gli altri sistemi dell’organismo. Il sistema
endocrino a sua volta dipendente da quello nervoso, attraverso il controllo esercitato
dall’ipotalamo, andando a costituire un sistema di regolazione complesso che possiamo definire
come neuroendocrino. Gli stimoli rappresentati dalle modificazioni dell’ambiente esterno e interno
sono riconosciuti e convogliati, tramite i nervi afferenti, al midollo spinale e all’encefalo, che gli
analizzano , li associano e li confrontano per mezzo di un processo di integrazione. Dopo essere
esaminati, i messaggi in risposta di stimoli sono inviati, attraverso le vie nervose efferenti, tanto ai
muscoli quanto alle ghiandole.
Attività che assicurano la capacità dell’individuo di sopravvivere, come per esempio l’assunzione di
cibo e liquidi, come ad esempio il comportamento sessuale, la cura della prole, promuovono
sensazioni di piacere e di necessità nell’individuo. Tale adattamento assicura la sicurezza che tali
comportamenti di fondamentale importanza per la sopravvivenza dell’individuo e della specie
siano continuamente sollecitati ad essere compiuti e ripetuti. Questi bisogni interni, definiti come
motivazioni, attivano , modulano e orientano verso particolari direzioni l’attività dell’organismo , in
modo da raggiungere o evitare obiettivi specifici. La motivazione assolve tre funzioni nella
regolazione di un comportamento:
- orienta e dirige il comportamento verso specifici obiettivi.
- Attiva lo stato generale di allerta e spinge l’individuo all’azione.
- Organizza i singoli schemi comportamentali in sequenze coerenti e finalizzate al
raggiungimento dell’obiettivo.

FAME,APPETITO,SAZIETA'

Fame:stimolo dovuto ad una reale carenza energetica che spinge un individuo ad ingerire cibo.Tale
sensazione è spesso accompagnata da una sensazione di stanchezza,malessere e sofferenza che
scompaiono subito dopo l'assunzione del cibo.
Appetito:desiderio di assumere un particolare tipo di cibo.Generalmente è strettamente correlato
ad un bisogno di piacere,infatti la sua ingestione si accompagna ad una sensazione di piacere.
Sazietà:fa riferimento a due momenti che susseguono a distanza il pasto:
-una fase precoce(inizia con l'assunzione del cibo e termina poco dopo il pasto);
-una fase tardiva(assenza di fame tra un pasto e l'altro).Questa fase dura diverse ore che
dipendono dalla quantità del cibo ingerito e dalla distribuzione dei macronutrienti nel
pasto.Spesso i fattori che provocano questa sazietà tardiva sono la quantità di calorie presenti in
un pasto e il contenuto di fibre.Per poter quantificare il potere saziante di un alimento è stato
creato un indice di sazietà.
Il centro di controllo di fame e sazietà è l'IPOTALAMO(è una struttura del sistema nervoso centrale
posto nella zona interna ai due emisferi. L’ipotalamo è caratterizzato dalla presenza di
raggruppamenti di cellule nervose in grado di produrre sostanze ormonali. Svolge una duplice
funzione : controllo del sistema nervoso autonomo e funzione di controllo del sistema endocrino.
L’ipotalamo ha un ruolo centrale nella regolazione dell’assunzione del cibo, in particolare
esperimenti condotti sugli animali portarono alla formulazione di un modello a due centri
indipendenti , un centro della fame e uno della sazietà, localizzate in due aree distinte
dell’ipotalamo.
(IPOTALAMO LATERALE E MEDIALE)
Il cento della fame : ipotalamo laterale: formato da due popolazioni di neuroni, che producono
diversi neurotrasmettitori: L’ORESSINA E L’ORMONE STIMOLANTE LA MELANINA.
SISTEMA LIMBICO : L’INCENTIVO  Comprende una serie di strutture cerebrali distinte,
comprendono entrambi gli emisferi e includono l’ipotalamo.

IL POTERE SAZIANTE DEGLI ALIMENTI


Con potere saziante di un alimento si intende la capacità che ha una quantità fissa di quel dato
alimento di indurre una sensazione di sazietà tardiva e prolungata nel tempo. I fattori che
maggiormente influenzano il potere saziante degli alimenti sono tre, densità calorica, contenuto in
fibre e in macronutrienti. Con il termine densità calorica si intende il quantitativo di calorie
contenute in cento grammi di alimento. Il fatto che alimenti ad alto contenuto di fibre abbiano un
alto potere saziante è abbastanza intuitivo in quanto le fibre sebbene abbiano un contenuto
calorico praticamente nullo, devono transitare nello stomaco e nell’intestino rallentando la
digestione degli alimenti e prolungando quindi il senso di sazietà.

TEORIA DEI VALORI DI RIFERIMENTO


Secondo questa teoria le sensazioni di fame/sazietà e di conseguenza i comportamenti alimentari
sono regolate dall’oscillazione attorno ad un valore di riferimento definito come set point. In
pratica, secondo questa teoria, dopo un pasto le riserve energetiche dell’organismo arrivano a un
valore critico, il set point appunto. Durante il digiuno le riserve sono consumate e scendono al di
sotto di tale valore fino a scatenare la fame e quindi attivare il comportamento alimentare.
Nell’ambito di tale teoria sono stati proposti due diversi sistemi di regolazione che agiscono sulla
concentrazione dei due principali nutrienti energetici: i carboidrati e i lipidi.

TEORIA DELL’INCENTIVO POSITVO


Secondo questa teoria il comportamento viene attivato non da pulsioni interne , quindi gli animali ,
e l’uomo in particolare, sono spinti a mangiare non da deficit interni ma dal desiderio, dato
dall’anticipazione del piacere di farlo, cioè del suo valore incentivante. Questa teoria spiega
l’aumento di “ fame” data dalla deprivazione con un aumento del valore incentivante del cibo,
dovuto alla deprivazione stessa. Quando il cibo è disponibile liberamente la periodicità
dell’alimentazione viene spiegata con la variazione del valore incentivante del cibo che funziona del
tempo trascorso dall’ultimo pasto. Si arriva cosi all’inserimento delle teorie dell’incentivo di fattori
interni e si associano ai valori incentivanti del cibo anche i fattori funzionali che ne determinano la
richiesta da parte dell’organismo. In pratica la motivazione ad alimentarsi nasce dall’interazione tra
l’attività neuroendocrina prodotta dallo stato fisiologico in corso e l’attività nervosa centrale
prodotta dallo stimolo ambientale. L’importanza dell’incentivo in un dato momento dipende dallo
stato fisiologico in quello stesso momento, ad esempio, si può avere una spinta motivazionale di
mangiare un gelato quando si ha fame o caldo. Appetiti naturali come, per esempio, la sete, la
fame o l’appetito di sale sono in grado di potenziare l’intensità incentivante dello stimolo
corrispondente, ad esempio, la fame potenzia gli stimoli alimentari.
Si può dire che il comportamento alimentare viene indotto da quattro tipologie fondamentali di
stimoli, che, si influenzano tra loro, sono modulate da fattori esterni ed interni e tendono tutte a
mantenere l’omeostasi dell’organismo.
- Nutrizionale. In questa componente c’è uno stato di carenza nutrizionale, sia energetica che
strutturale o funzionale.
- Enterico-endocrina. L’insorgenza della fame è direttamente influenzata dall’apparato
gastrointestinale. Lo svuotamento gastrico agisce sui centri nervosi che controllano la fame
anche attraverso un ormone: la grelina.
- Edonistica. Il cibo ha un effetto stimolante che attiva i centri del piacere.
- Appresa. Stimoli anche diversi, associati regolarmente all’assunzione di cibo sono in grado
di influenzare il consumo, come certi colori, odori, immagini o frasi. Questo è il motivo per
cui spesso stimoli sensoriali, ambientali e sociali inducono appetito o comunque
aumentano il senso di fame.

L’APPETIBILITA’:
In accordo con la teoria dell’incentivo positivo i vari alimenti hanno una proprietà incentivante, che
possiamo chiamare appetibilità, e induce un anticipazione degli effetti piacevoli del cibo,
stimolando la fame. Nonostante la preferenza di un organismo per un determinato alimento possa
variare a seconda delle condizioni esterne o interne si hanno comunque delle caratterizzazioni
genetico-evolutive. Le papille gustative possono distinguere cinque gusti base o fondamentali, che
mescolandosi tra loro, dando vita ad un infinità di combinazioni: dolce, amaro, salato, acido ecc..
LA SCELTA DEGLI ALIMENTI:
Appaiono di estrema importanza nel caratterizzare l’appetibilità e la desiderabilità di cibi e bevande
determinandone di conseguenza il consumo. Quindi, in accordo con la legge del rinforzo e
dell’incentivo, quando un organismo, si trova in condizioni di abbondanza di risorse e quindi non
necessariamente costretto mangiare per sopperire ad una carenza energetica dell’organismo, esso
diventa particolarmente sensibile alla partecipazione degli effetti gradevoli degli alimenti o
all’evento stesso del mangiare. Quindi, sia fattori interni che esterni agli individui e relativamente
svincolati dai nutrienti, modificano il grado di incentivo rappresentato dagli stessi alimenti. Proprio
per questo, anche se è vero che l’uomo biologicamente mangia perché ha fame, non è certo solo la
fame a guidare le scelte alimentari della maggior parte delle persone.
Cosi come la stimolazione della fame, anche l’induzione della sazietà precoce, è attivata da stimoli
di varia natura che coesistono e contribuiscono in modo variabile a seconda delle varie condizioni
ad inviare le informazioni di fine pasto al sistema nervoso centrale.
Anche il mantenimento dello stato di sazietà, ossia la sazietà tardiva, è dovuto a vari stimoli che
agiscono in sinergia sia stimolando un senso di sazietà, sia inibendo l’insorgenza precoce dello
stimolo della fame.
Altro fattore di estrema importanza nella determinazione della quantità di cibo assunto è la sazietà
senso specifica. Questa, nella specie umana è maggiore e più duratura di quella di pasta, pane, riso,
dolci e insalata, anche se in questo giocano ruolo fondamentale anche gli aspetti socioculturali e le
abitudini della famiglia e della cultura di provenienza.
GLICEMIA
Ha un ruolo fondamentale nell'insorgenza della fame ,specialmente in stati di emergenza come ad
esempio negli atleti che essendo sottoposti ad elevati dispendi di energia sono spesso soggetti se
non alimentati nel modo giusto a crisi di fame collegate a cali drastici della glicemia.Condizioni
simili si possono anche avere in seguito ad un consumo di pasti ad elevato carico glicemico(pasti
pieni di zuccheri)che provocando picchi d'insulina determinano un calo glicemico inducendo
stimoli di fame a distanza di poco tempo dal pasto.In condizioni di normale nutrizione con un
alimentazione bilanciata e un carico energetico ben distribuito nell'arco della giornata certamente
l'influenza della glicemia nell'induzione della fame è relativa.

Disturbi del comportamento alimentare

Anoressia:Vera e propria malattia in quanto riguarda mente e corpo.La persona affetta da


anoressia tenta in ogni modo di limitare se non del tutto evitare il cibo.La persona anoressica
diventa ben presto sotto peso fino a raggiungere una magrezza che può metterla a rischio di
vita.Pur essendo diventata così magra continua a non piacersi fisicamente e non accetarsi
vedendosi grassa cosa che la porterà a continuare ad avere quest'atteggiamento sbagliato con il
cibo.La scarsa alimentazione e il digiuno totale possono portare poi a problemi di
amenorrea(scomparsa del ciclo),ma anche alla pelle,capelli,sistema digerente e soprattutto al
cuore.
Anoressia con RESTRIZIONE(senza abbuffate ma perdita di peso dovuta a troppo esercizio
fisico,diete o digiuni)
Anoressia con ABBUFFATE E CONDOTTE DI ELIMINAZIONE(abbuffate e condotte di eliminazione
come vomito autoindotto,uso inappropriato di lassativi,diuretici,clisteri)

Bulimia:Così come l'anoressia è considerata una vera e propria malattia.Al suo contrario le persone
affette da bulimia vorrebbero resistere al cibo ,ma molto spesso non ci riescono e si gettano sul
cibo abbuffandosi.Tutto ciò è quasi sempre seguito da vomito autoindotto e sensi di colpa
arrivando o a mantenere un peso normale o a volte ad un dimagrimento nei soggetti in
normopeso.Per questo la bulimia benchè piu frequente dell'anoressia è più difficile da individuare
in quanto non lascia tracce visibili esternamente sulle persone anche se crea dei danni alla salute
interni soprattutto all'apparato digerente con rischio di ulcere,emorragie interne,ma anche alla
pelle,alla vista,addirittura al cuore causando aritmie e scompensi cardiaci.
Bulimia con condotte di eliminazione(vomito autoindotto,lassativi,diuretici)
Bulimia senza condotte di eliminazione

Disturbi da alimentazione incontrollata: Viene chiamata anche BINGE EATING ,chi ne è affetto
sono molto spesso gli adolescenti che arrivano quasi sempre a situazioni di obesità o
sovrappeso,ma anche soggetti adulti.Queste persone sono sottoposte a ricorrenti episodi di
abbuffate con le seguenti caratteristiche:
 introduzione in un definito periodo di tempo di una quantità di cibo troppo elevata;
 perdita di controllo sul cibo(avere la sensazione di non poter smettere di mangiare);
 ricorrenti comportamenti di condotte di eliminazione;
 consumo di cibo nascosto per vergogna
 provare subito dopo disgusto verso se stessi e sensi di colpa

Molti dei pazienti affetti da disturbi da alimentazione incontrollata cercano di seguire delle diete
per poter perdere peso senza riuscirci,ricavandone solo frustrazione.Circa la metà di queste
persone è poi anche affetta da depressione,insorta precedentemente o successivamente al
disturbo.Può portare a problemi di DIABETE,IPERTENSIONE,ALTERAZIONI ORMONALI,DIFFICOLTA'
RESPIRATORIE.

Pica:Consiste nell'ingerire ripetutamente per un periodo prolungato(almeno un mese)sostanze


NON COMMESTIBILI(sapone,carta,colla,ghiaccio)cosa molto frequente in bambini piccoli,per
questo viene presa in considerazione nel momento in cui viene a verificarsi dopo quest'età.Tende
nella maggior parte dei casi ad insorgere soprattutto in persone con disturbi mentali come
schizzofrenia o autismo o in gravidanza per quanto riguarda la voglia di mangiar ghiaccio.Questo
disturbo del comportamento alimentare può portare a problemi legati all'apparato gastroenterico
con lesioni allo stomaco o ad intossicazioni.

Ruminazione:Ripetuto rigurgito del cibo per un periodo di almeno un mese che può essere
rimasticato,nuovamente ingerito o sputato.Non è dovuto ad un problema gastrointestinale ma
dalla volontà dell'individuo dovuta in alcuni casi da difficoltà relazionali (genitore/figlio)o da
situazioni ritenute troppo stressanti.Può portare problemi nello sviluppo fisico,psicologico e
intellettivo.Si manifesta in maniera più frequente nell'infanzia e nell'adolescenza.

ADHD
Il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività chiamato anche ADHD, è un disturbo evolutivo
dell’autocontrollo.Si manifesta generalmente prima dei 7 anni ed è caratterizzato da
iperattività,impulsività e deficit attentivi in diversi contesti(scuola,casa).Le cause si pensa che
possano essere legate o alla genetica(difetto evolutivo nei circuiti cerebrali che stanno ala base
dell'autocontrollo)o all'alimentazione(cibi ricchi di coloranti artificiali,conservanti ed allergeni).Per
poter essere diagnosticata è indispensabile che :

 si stia manifestando da 6 mesi;


 sia avvenuta prima dei 7 anni;
 che si verifichi in più contesti

La diagnosi clinica viene basata sull'osservazione e raccolta di informazioni da più


fonti(genitori,parenti,insegnanti).Il trattamento viene fatto attraverso uno psicologo con
trattamenti di NEUROFEEDBACK.

PSICOBIOLOGIA DELLO STRESS

Il termine stress viene impiegato per denotare la complessa e multimodale risposta dell’organismo
ad un evento percepito come problematico dal soggetto che lo intraprende. La sindrome generale
di adattamento di Selye , può provocare le più svariate cause delle malattie organiche: aumento di
volume e di attivazione della corteccia surrenale, diminuzione del volume del timo,
ingrossamento o, in alcuni casi, diminuzione del volume dei linfonodi , ulcerazioni gastro-
duodenali, oltre che , ovviamente, altri sintomi più specifici di qualunque malattia. E’ di
fondamentale importanza ricordare che lo stress non è di per sé una malattia ma una reazione
aspecifica dell’organismo nei confronti di qualsiasi agente stressante, definito con il termine
“stressor” . La risposta si stress è essenzialmente caratterizzata dal punto di vista fisiologico , da
un’attivazione ipotalamico ipofisaria con relativa produzione di ormoni, tra i quali la prolattina , e
della stimolazione della corteccia e della midollare del surrene, con conseguente produzione di
ormoni. Selye suggerì che la reazione di stress potesse essere direttamente attivata solo da quegli
stimoli emozionali che riescono a superare una sorta di filtro, definito “ valutazione cognitiva”.
Ovvia conseguenza di ciò è che proprio i fattori di tipo cognitivo ovvero i pensieri, le sensazioni e le
emozioni rappresentano , in ultima analisi, l’innesco della risposta di stress in quanto, nell’uomo,
ricordi, fantasie, rapporti interpersonali, rappresentano la parte predominante della sua attività
psichica. Proprio il significato e il peso delle proprie esperienze, ricordi, condizionamenti, sono
infatti alla base della nascita e del mantenimento di quella sorta di filtro attraverso il quale le
persone danno un proprio senso alla realtà denominato “schema cognitivo di riferimento” che non
è altro il sistema dei significati personali attribuiti a se stessi e alla vita ma che , in taluni ambienti o
situazioni può essere in grado di attivare livelli anche molto elevati di tensione e ansia. Secondo
tale schema, difronte ad un problema, l’attivazione è immediata e forte ; a ciò segue un primo
tentativo di adattamento alla situazione ma se questi falliscono e il problema o la sofferenza
perdura oltre un certo limite di tempo, sino a diventare intollerabile , ciò può condurre prima a
tensioni esagerate , poi a squilibri o a disturbi di vario genere e entità.

STRESS E COMPORTAMENTO ALIMENTARE

Così come sono molti e variegati i fattori coinvolti nel comportamento alimentare, anche il
rapporto tra stress e alimentazione e particolarmente complesso poiché influenzato non solo dal
tipo di situazione più o meno stressante , ma anche dallo stile comportamentale individuale di
gestione dello stress e della vita più in generale. Per quanto riguarda il rapporto tra stress e
alimentazione , alcuni ricercatori hanno parlato di “ fame da noradrenalina” in quanto tale
neurotrasmettitore sembra in grado di indurre la fame. Nelle reazioni di stress , l’aumento di
produzione di NA (NORADRENALINA) si osserva soprattutto in quelle forme di situazioni
caratterizzate da “ inibizione dell’azione” , nelle quali cioè il soggetto ha ben presente cosa
potrebbe essere fatto ma , per tutta una serie di ragioni, vi è un blocco nell’attuazione di
comportamenti idonei alla gestione della situazione. In questi casi è presente un forte
sbilanciamento nel rapporto tra adrenalina e noradrenalina a favore di quest’ultima.

Ci possono essere delle situazioni per le relazioni tra depressione e gravi disturbi
dell’alimentazione come l’obesità e la bulimia nervosa. Infatti è frequente osservare , in soggetti
affetti da tali disturbi alimentari, quadri depressivi associati a bassi livelli dii serotonina circolanti,
per cui è possibile pensare che questi possono essere delle conseguenze sia pur dovute a
meccanismi assai complessi , di situazioni di stress prolungato. La serotonina, infatti, è
fisiologicamente un potente inibitore della fame e un suo deficit a livello cerebrale potrebbe,
almeno in parte, spiegare un eccesso nel consumo di cibo.

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