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Alessandro Bosi – Il fuoco e l'accendino

• Euclide e Apologo → Questo primo capitolo inizia con una domanda che il bambino pone al
padre: come mai gli antichi che possedevano il fuoco, non avevano l'accendino? Il padre
pensò di rispondere che così perchè erano dotati delle braccia degli schiavi e quindi non
avevano bisogno dell'accendino. (concetto di comodità/scomodità) ma come spiegare ciò a
un bambino? Fortunatamente il bambino pose un'altra domanda, che ebbe come risposta un
no secco. Viene poi affrontata l'incapacità da parte dei figli di ascoltare veramente a fondo i
genitori e viceversa; inoltre viene affrontato il tema discorso dell'identità: una volta il
bambino sapeva il mestiere che svolgeva il padre e ne andava orgoglioso ma adesso non è
così. Al tempo stesso, i padri oggi non sanno lo studio che il figlio sta compiendo.
• Il mestiere misterioso → In questo capitolo si parla dell'importanza che c'era dietro alla
conoscenza del mestiere dei nostri avi. Si parla inoltre delle domande “interrogatorie” che
vengono poste a noi ragazzi sin da quando siamo bambini non solo a scuola ma crescendo,
anche dai nostri genitori. Queste domande prevedevano come risposta una risposta già
formulata nella domanda. Ciò trova un cambiamento all'università dove il docente non
vuole, e non si accontenta, di una risposta “ovvia” ma pretende una risposta “ragionata”. Il
ragionamento dovrebbe infatti portare a una domanda di risposta che è diversa da studente a
studente. Questa domanda di risposta va collocata all'interno della “nostra mappa” del corso.
All'interno di questa mappa dobbiamo individuare la fisionomia del corso ovvero, il filo
conduttore del corso.
• Situarsi nella mappa → In questo capitolo ci viene posta una domanda “Che cos'è la società
e da quando esiste?”. Questa domanda comprende talmente tanto che è impossibile trovare
una singola risposta che vada bene per tutti gli individui. Viene poi detta una frase: l'uomo è
un'animale naturalmente sociale. Questo avverbio dovrebbe farci riflettere molto in quanto
indica che è così da sempre, anche da prima che venisse inventata la scrittura e da prima che
venisse utilizzato il linguaggio di tipo verbale.
• L'antefatto della società → Luciano Gallino dice che si può parlare di società già dalla
comparsa dei primi organismi unicellulari (“semplici sistemi cellulari autoriproducentisi”).
Al contrario di ciò che si riteneva un tempo: biologia, società e cultura sono aspetti della
rivoluzione organica che interagiscono simultaneamente a vari livelli modificandosi a
vicenda senza interruzione. Biologia, società e cultura sono dunque aspetti e non stadi. Sulla
teoria di Gallini ci sono stati molti dibattiti in quanto non tutti i sociologi erano d'accordo
con ciò che Gallini sostenne. Si pensava che la divisoria tra preistoria e storia fosse stata
segnata dalla nascita della scrittura. In seguito però, si è sottolineato che gli uomini
primitivi, utilizzavano molti segni per comunicare tra di loro. Pertanto, l'utilizzo del termine
preistoria è un modo sbagliato di pensare che induce fraintendimenti e alimenta pregiudizi.
(Esempio → il sistema geocentrico di Tolomeo venne sostituito da quello eliocentrico di
Copernico).
Il senso delle cose è il valore strumentale, il mezzo in vista del fine che, quando si
sostituisce al fine, cancella il senso del senso, quando però il mezzo si sostituisce al fine,
vediamo solo il senso delle cose e si smarrisce il senso del senso. L'unità ospita la differenza
che è distanza ma all'interno dell'uno (distanza nel). La differenza è prossimità, presagio
nell'uno, del molteplice. La distanza viene perciò chiamata (distanza dal). Nella scheda
Apologo n.2, sono Forza e Resistenza i poli antagonisti che giustificano l'essere virale
dell'ammasso. Solamente Sguardo osservando a debita distanza agisce su di loro
condannandoli ad “conoscersi, amarsi, odiarsi”.
Questo vuol semplicemente dire che con l'intervento di Sguardo, Forza e Resistenza, hanno
continuato a fare quello che hanno sempre fatto perche non c'è verso di non farlo. Tutti noi
infatti “conosciamo, odiamo e amiamo”.
• Andamento ipertestuale → In questo capitolo ci viene spiegato come la pratica di un
pensiero ipertestuale è l'esito di un lungo percorso al quale perveniamo, anche grazie alla
cultura informatica e multimediale, dopo tre fasi storicamente consolidate:
1. Ci esprimevamo attraverso grugniti, gesti, movimenti e odori.
2. Con l'acquisizione della stazione eretta, i nostri avi hanno iniziato a portare il cibo alla
bocca. In seguito iniziarono ad impugnare in mano gli oggetti con cui venivano a
contatto. I nostri avi hanno appreso l'uso della parola. Questa fase è chiamata “aurale”
da Walter Ong (antropologo e filosofo statunitense). Questa fase è caratterizzata da un
pensiero parattattico, uditivo e locale.
3. È definita da Ong come fase chirografica. In questa fase il pensiero divenne
gradualmente ipotattico , visivo e generale.
Il pensiero che inizialmente era normale procede oramai per astrazioni. Con la
multimedialità è stato introdotto il pensiero ipertestuale. La struttura ipotattica lascia il posto
a una scrittura – parlata.
• L'evento vitale → In questo capitolo ci viene esplicitato che all'evento vitale dovrebbe
essere attribuita la capacità di riprodurre ciò che gli necessita per vivere la capacità di
riprodursi e la capacità di avere una culture. Con lo scorrere del tempo, gli oggetti prodotti
retroagiscono sull'uomo modificandolo nei bisogni, nella spiritualità, nell'estetica, ma anche
nell'abilità di usarli e riprodurli.
Attraverso la civiltà, l'uomo imprime un tipo di modificazione dell'ambiente che è diversa
per intensità e qualità rispetto a quella dovuta alle tre prerogative di tutti gli eventi vitali. La
civiltà, stabilisce uno stretto legame con gli accadimenti e può sembrarci eventuale se
confrontata alla monumentalità della cultura. Nel mondo umano, la civiltà agisce
simultaneamente alla cultura . Collaborando tra di loro, cultura e civiltà definiscono le
condizioni della dinamica tra persistenza e mutamento. Dalla cultura, hanno derivazione i
nomi e le definzioni che si assegnano per durare a lungo. La cultura assegna dunque i nomi e
le definizioni mentre la civiltà il mutamento. Il presente dell'uomo, diviene dunque soggetto
alla tensione fra la persistenza e il mutamento.
• L'avvento della società → L'uomo è un animale naturalmente sociale diceva Aristotele. Se si
parla di identità e di relazione sociale, si pensa che la relazione sia nel sociale e che l'identità
può stabilirla soltanto uscendo dalla sua solitudine. Ma ragionando in termini di identità
come relazione sociale situiamo la relazione sociale nell'uno, nell'identico. (identico = il
soggetto storico di una qualsiasi astratta identità). La relazione sociale si distingue perchè
presuppone l'azione di soggetti che entrano in un qualsiasi rapporto sulla base dei loro ruoli
e delle loro funzioni sociali. È bene sottolineare però che l'uso dell'espressione relazione
sociale non comporta necessariamente l'esistenza di una società. Peter e Brigette Berger
(sociologi statunitensi) affermano che sin da quando veniamo al mondo abbiamo esperienza
con la società. Ma cosa s'intende esattamente per società? Per i sociologi Horkheimer e
Adorno, la società è una parola gravida di significati che si depositano nella percezione e
nelle aspettative delle persone. Molti studiosi hanno sottolineato, e continuano a
sottolineare, che la società è l'oggetto scontato della sociologia ma, ritengono che essa
sfugge alla possibilità di essere definita. Il processo che conferisce una forma alla società è
noto come sinecismo e consiste nell'unirsi delle diverse forme di vita collettiva conosciute e
praticate in passato. La società consente dunque di accedere al concetto di umanità che le
precedenti forme di vita collettiva ignoravano. Nell'Apologo n°5 ci viene spiegato che la
società non ha muri, né recinti, né fili spinati. Non vi è un fuori rispetto al quale non si possa
essere dentro la società. Chi è fuori dal “recinto”, ovunque sia, è in società.
• Per concludere → Quando si dice che una disciplina è lo studio di qualcosa, si intende dire
che qualcosa c'è. Per quel che riguarda la sociologia, quest'ultima studia la società in modi
diversi. La sociologia è infatti definita come l'approfondimento delle variazioni nei rapporti
di prossimità e distanza tra gli attori sociali.