Sei sulla pagina 1di 32

DIRITTO TRIBUTARIO

L1
Il Diritto tributario è definita materia di secondo grado, in quanto
si poggia per alcuni istituti ad altre materie giuridiche come il diritto
amministrativo, costituzionale, penale. Ad esempio una violazione di una
norma tributaria oltre all'irrogazione delle maggiori imposte, può
comportare (se oltre la soglia di 50000 euro), una comunicazione di
notizia di reato alla procura (CNR). Quindi vediamo che una violazione di
una noma tributaria, può comportare contemporaneamente la violazione di
norme tributarie e penali. L'ambito delle notifiche degli atti invece
deriva dal diritto civile.

Principio di giusta imposizione


art. 53 Cost. Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in
ragione della loro capacità contributiva (principio di riparto,
effettività), (II comma) il sistema tributario è informato a criteri di
progressività (il legislatore pensava all'IRPEF). Questo è un principio
fondamentale, la tassazione ideale deve colpire la reale ed effettiva
capacità di produrre reddito di ogni cittadino. Deve essere effettiva,
non potenziale, presunta o supposta.
Va considerato comunque che l'ordinamento tributario ha diversi
strumenti di accertamento presuntivo del reddito, che farebbero pensare
il contrario, ma queste presunzioni si conciliano con il principio di
effettività in quanto sono presunzioni relative, cioè ammettono la prova
contraria. Un esempio sono gli studi di settore (parametrici, analitici,
presuntivi), o tutti quelli che prendono il nome di accertamento
sintetico, che si basano su elementi certi come le fonti di spesa. (si
faccia il collegamento tra Art 53 -> effettività -> strumenti presuntivi
relativi che generalmente da soli non sono sufficienti ad avere un
rilievo).
Ipotizzando incongruenza tra fonti di spesa e quanto dichiarato,
l'A.F. chiama il contribuente al contraddittorio, questo, documenti alla
mano dimostra la propria posizione all'A.F., e in caso non dimostrata,
l'A.F. iscrive a ruolo la pretesa tributaria. In questi casi l'A.F. (lato
attivo), ribalta sul contribuente (lato passivo), l'onere di dimostrare
la correttezza delle operazioni. Comunque l'onere della prova
generalmente spetta all'A.F. (si ricordino le 3 fasi + 1 dell'attuazione
del tributo, procedimentale, accertamento, riscossione ed eventualmente
il contenzioso).

Fase procedimentale è tutto quello che sta a monte dell'atto


impositivo (avviso di accertamento o iscrizione a ruolo), che è un
procedimento amministrativo (D.P.R. 600/73), tutto quello che sta a valle
dell'avviso di accertamento è la riscossione o una eventuale fase
processuale. Nella fase procedimentale, devono essere presentati tutti
gli atti difensivi, affinché siano utilizzabili successivamente. Il
contraddittorio si basa su documenti, in quanto in fase processuale non è
ammessa la prova testimoniale.
Inoltre vi sono le presunzioni assolute, che non ammettono prova
contraria. Sono poche e tassativamente previste, es. la tassazione delle
piccole società di persone, dove il reddito della società si presume
ricada sui singoli soci.
Criterio di progressività
L'art. 53 dice che tutti devono concorrere, quindi un criterio di
riparto, cioè di distribuzione del carico della spesa pubblica. E al
secondo comma, dice che per il prelievo tributario vige un criterio di
progressività, cresce in ragione dell'aumento della capacità contributiva
(es. le aliquote IRPEF crescono in funzione del reddito, così le tasse
universitarie), ma la Cost. (art. 2), ci dice che in funzione del
principio di solidarietà, la tassazione non deve colpire chi non ha le
possibilità economiche per sostenerla.
Principio di irretroattività, ogni imposizione contributiva deve
colpire redditi attuali, non del passato.
Principio del divieto di doppia imposizione, un soggetto non può
essere tassato due volte, per la medesima fattispecie (es. dallo Stato e
dalla Regione). La tassazione inoltre non può avere un effetto
espropriativo, non può essere tale da determinarne un insopportabile
sostenibilità fiscale.
L2
Le fonti
La piramide vede in cima la carta costituzionale e le leggi
costituzionali, sotto le fonti primarie (lo Statuto dei Diritti del
Contribuente, leggi ordinarie, D.lgs., D.l.), infine le fonti secondarie
(L. regionali, regolamenti).
Riserva di legge: Art. 23 Cost. nessuna imposizione fiscale può essere
imposta se non in base alla legge.

Elementi essenziali della norma tributaria


Ogni norma tributaria deve prevedere quattro elementi essenziali:
indicazione del presupposto impositivo (oggetto), i soggetti passivi
(soggetto), la base imponibile, l'aliquota. Le norme di rango inferiore
(es. regolamenti comunali), possono intervenire solo sulla disciplina di
dettaglio, cioè possono integrare la disciplina impositiva senza
stravolgerla, ad esempio possono stabilire una aliquota in funzione di un
range dettato dallo Stato. Non possono stabilire tributi ma li possono
istituire.

Principio di sufficiente motivazione


L'art. 7 L. 212/2000, (Statuto del Contribuente), dice che un atto
non sufficientemente motivato è nullo. Per motivazione si intendono i
fatti che hanno imposto l'amministrazione finanziaria a emettere
quell'atto impositivo.
La motivazione è rivolta a tre soggetti (contribuente, l'A.F. e i
giudice tributario), in primo luogo al contribuente, che deve essere
posto in grado di comprendere le ragioni dell'A.F. Il contribuente
valutato se quella pretesa è o meno dovuta, potrà utilizzare strumenti
che evitano di arrivare al contenzioso. Se si tratta di pretese dovute, e
il contribuente eviterà il contenzioso, avrà un effetto sanzionatorio
premiale, infatti le sanzioni saranno ridotte di 1/3.
La motivazione inoltre è rivolta all'A.F., che è parte attiva. Il
terzo soggetto al quale è rivolta la motivazione è il Giudice Tributario.
Se l’A.F. nel motivare un atto, fa riferimento ad un altro atto,
anch’esso dovrà essere allegato all’atto che lo richiama (si pensi ad un
avviso di accertamento in seguito a PVC, che hanno un rapporto
simbiotico).
Istituto di autotutela: strumento deflattivo, attraverso il quale
l'A.F. ha il potere di riesaminare i propri atti e di annullarli
autonomamente. Questo istituto risponde al principio di buon andamento e
imparzialità dell'A.F. (una delle poche eccezioni al principio di
indisponibilità del tributo proprio dell'A.F.).

L’A.F., nell’iter procedimentale (tutto il momento che precede


l’emissione dell’atto impositivo, avviso di accertamento o iscrizione a
ruolo), autonomamente o attraverso i soggetti ausiliari (Guardia di
Finanza), può procedere alla verifica di un determinato contribuente.
Poteri istruttori (accesso, ispezione e verifica). La G.d.F. accede
presso la sede di una società, acquisisce la documentazione e conclude
questa verifica attraverso un atto che si chiama Processo Verbale di
Constatazione che è l'atto che conclude una verifica fiscale. Questo è un
verbale che riepiloga tutte le attività svolte durante quella verifica.
(n.b. la G.d.F. non accerta ma constata, perché la capacità impositiva,
di accertare, spetta solo all’A.F., che accerta maggiori imponibili,
liquida maggiori imposte, irroga le sanzioni). Come detto, questo atto
deve essere allegato all'avviso di accertamento a pena di nullità
(principio della sufficiente motivazione di cui all'art 7 L. 212/2000
Stat. Contr.). I passaggi dettagliati della verifica si trovano nel
verbale giornaliero.

Fasi di attuazione del tributo (3 + 1)


sono tre, fase procedimentale (poteri istruttori, ispezioni,
verifiche), fase di accertamento (controllo della verifica, dove l’A.F. o
archivia o emette l'atto impositivo), terza la riscossione, eventuale
fase è il contenzioso, dove il contribuente non riconoscendo le pretese
dell’Amministrazione Finanziaria, si rivolgerà al giudice.
Dal 2011 l’avviso di accertamento viene definito atto impo-esattivo,
oltre a accertare maggiori imponibili, liquidare maggiori imposte e
erogare le sanzioni, contiene anche l’intimazione di pagamento entro 60
gg. (propria della cartella di pagamento). Quindi in mancanza di
impugnazione diventa esecutivo. E per avere una sospensione del pagamento
l’unica via è quella giudiziale. Se non lo si fa l’agente della
riscossione (Equitalia), è legittimata ad azioni riscossorie molto forti,
si pensi al pignoramento presso terzi senza passare per il giudice
ordinario, l'agente riscossore intima terzi o la banca, di pagare
direttamente l'agente della riscossione.

Nullità dell'atto impositivo


Vi sono almeno quattro ragioni che legittimano la nullità dell'atto:
1) L'art. 7 L. 212/2000 S.C., ci dice che sono nulli gli atti che
non siano sufficientemente motivati.
2) L'art. 6 ci dice che è nullo l'atto che non sia portato a
conoscenza del contribuente. Questo anche in funzione dell'art. 24 Cost.
Diritto di difesa.
3) L'atto è nullo anche per carenze di notifica (es. una cartella di
pagamento, avvisi di accertamento), la notifica si rifà alle norme del
diritto civile, devono essere notificati da un Ufficiale Giudiziario
attraverso una relata di notifica, alcuni soggetti possono notificare per
posta.
4) E' nullo l'atto effettuato senza chiamare il contribuente al
contraddittorio, senza avviso bonario.
Controllo sostanziale
è un controllo di verifica, che opera nella sostanza, l'ufficio si
intromette nell'attività attraverso i suoi organi ausiliari, (es. è il
controllo che esegue la G.d.F., che accede, ispeziona e verifica). Come
detto, l'atto conclusivo del controllo sostanziale è l'avviso di
accertamento, che si trova esclusivamente a conclusione della verifica
fiscale. Se l'A.F., ritiene che la verifica (attraverso il Processo
Verbale di Constatazione, e eventuali altri documenti), sia
sufficientemente motivata, emetterà appunto l'avviso di accertamento.
Controllo formale
è un controllo di verifica, quello che l'A.F. esegue direttamente
dall'ufficio, senza accessi, ispezioni e attività di verifica.
L'amministrazione verifica che non vi siano incongruenze tra quanto
dichiarato e quanto risulta dall'anagrafe tributaria, ad es. verificando
minori versamenti, deduzioni e detrazioni non dovute, ecc. Se l'A.F.
dovesse appunto trovare incongruenze, attraverso un avviso bonario
convoca il contribuente ad un contraddittorio. Attraverso questo si
invita il contribuente a fornire i dati che avvalorano la propria
posizione.
Se il contribuente non va al contraddittorio, l'A.F. non avrà
elementi sufficienti a cambiare idea, farà un'iscrizione a ruolo (mezzo
di conclusione del controllo formale), e in seguito sarà emessa la
cartella di pagamento, che attraverso l'agenzia di riscossione
(Equitalia), dovrà essere notificata. Al contribuente non resterà che
impugnare la cartella di pagamento davanti al giudice tributario.

L'avviso bonario è l'atto attraverso il quale il contribuente è


chiamato al contraddittorio, è un invito a comparire per chiarire le
ragioni (fornendo documenti), per le quali l'A.F. ritiene che la
dichiarazione presenta delle anomalie.
Il contraddittorio è uno strumento di difesa del contribuente, un
momento di incontro tra le parti al fine di chiarire le rispettive
posizioni in merito alla pretesa tributaria.
Il ruolo è un elenco di debitori formato dall'A.F., dove vi è
l'indicazione della pretesa tributaria e l'ammontare dovuto. Da questo
nasce la cartella di pagamento.

Principio di affidamento e buona fede, art. 10 Statuto del


Contribuente. Si pensi al caso in cui l'A.F. crea delle circolari (atti
interni all'A.F., non è legge), dando indirizzi su come operare. E
inganni un cittadino su come operare in una determinata fattispecie,
questo potrà rivalersi sull'A.F. in funzione del principio di
affidamento, con cui il cittadino si affida appunto in buona fede
all'A.F.

Abuso del diritto (ora equiparato all'elusione) è l'utilizzo di norme


legittimamente previste dall'ordinamento tributario, per averne un
trattamento fiscale più favorevole. Disciplinato dall'art. 10 bis L.
212/2000.

Tipi di norme
Norme procedimentali, disciplinano l'ambito procedurale, es.
controlli formali e sostanziali. Sono retroattive
Norme processuali, quelle che regolano il processo
Norme sostanziali, non sono retroattive, sono impositrici (es.
IRPEF)
In materia tributaria secondo il principio della riserva di legge (art 23
cost), non è consentita l'analogia (come per il diritto penale), la
fattispecie deve essere espressamente prevista dalla legge.

Statuto del Contribuente L. 212/2000


Legge ordinaria rafforzata (richiama criteri costituzionali),
regolamenta il rapporto tra Amministrazione Finanziaria e Contribuente,
finalizzata a garantire correttezza e giustizia nelle norme tributarie.
La legge ha reso effettivo il riconoscimento di alcuni diritti
fondamentali tra i quali quelli all'informazione e all'assistenza, alla
chiarezza delle norme tributarie, alla semplificazione degli adempimenti,
alla tutela dell'affidamento, all'equità e ragionevolezza delle sanzioni,
all'equo e regolare svolgimento delle procedure di accertamento, diritto
al contraddittorio. Tutti questi principi hanno una forza costituzionale,
nella gerarchia delle fonti, questo statuto si trova a metà strada tra
leggi costituzionale e leggi ordinarie.
Ecco i punti salienti
1. Irretroattività delle norme tributarie
2. Diritto a conoscere le conseguenze delle proprie azioni
nell'applicazione delle norme fiscali attraverso l'interpello
3. Obbligo di informare il contribuente del diritto ad essere difesi
nelle verifiche fiscali
4. Verifiche fiscali non superiori a 30 giorni prorogabili per altri
30
5. Termini Certi e improrogabili delle norme tributarie
6. Obbligo di emettere un avviso bonario di pagamento prima di ogni
azione esecutiva
7. Creazione della figura del garante del Contribuente
8. Diritto d'interpello
L3
FEDERALISMO FISCALE
Le finalità del processo federalista sono quelle di ripartire la
potestà impositiva tra stato regioni ed enti locali, lasciando le somme
riscosse alle regioni da cui provengono. Una maggiore
responsabilizzazione delle amministrazioni locali. Oggi alle regioni
spetta una competenza residuale, che riguarda materie non attribuite alla
competenza legislativa dello stato. Questa competenza residuale, si sta
restringendo, con un processo legislativo che sempre più tende ad un
accentramento da parte dello stato.
E' necessario capire come vengono ripartiti i criteri di imposizione
fiscale tra Stato, Regione ed enti locali.
Ricordiamo, la legge ordinaria (statale), deve prevedere quattro
elementi tipici di ogni norma impositiva, l'oggetto, il fatto dal quale
deriva un'imposizione tributaria (il possesso di un'immobile fa sì che vi
sia un obbligo tributario), i soggetti passivi (coloro che sopporteranno
l'obbligo tributario), la base imponibile (la grandezza sulla quale si
imporrà l'aliquota), l'aliquota. In funzione di questo scaturirà la
liquidazione dell'imposta.
A livello regionale o comunale è possibile solo un'integrazione di
questi elementi. Quindi non imporre ad esempio basi imponibili o altro,
ma solo determinare l'aliquota all'interno di un range previsto dalla
norma statale. Accanto a questo si pone il divieto di doppia imposizione,
si noti che l'autonomia tributaria regionale (regioni ordinarie), è più
limitato rispetto a quella delle regioni a statuto speciale. Le regioni
ordinarie possono stabilire tributi in funzione a presupposti che non
siano già stati annoverati dallo stato. Va considerato che gli spazi per
applicare nuove imposizioni fiscali sono sempre meno, forse l'unico
spazio in cui si può intervenire è quello relativo ai tributi ambientali
e turistici.
Nelle regioni a statuto speciale, questi limiti non sono
applicabili, queste possono replicare tributi già imposti dallo stato.
I comuni non hanno potestà impositiva, non possono stabilire tributi
(decidere di introdurre nuovi tributi), possono istituire tributi
(introdurre un tributo sulla base di una legge statale che lo consente
es. IMU, imposte di soggiorno). La Regione Sardegna può stabilire tributi
propri (tributi dove vengono regolamentati tutti gli elementi
essenziali). Eppure non ha mai emanato alcun tributo (esclusi i
cosiddetti tributi sul lusso del governo Soru, successivamente dichiarati
illegittimi dalla Corte Costituzionale perché distingueva residenti e non
residenti).
Le norme comunitarie sono immediatamente applicabili all’ordinamento
interno (art 10 cost), si possono dividere in fonti primarie (direttive,
regolamenti e decisioni) e fonti derivate. Tra le direttive abbiamo
l’IVA, che è uguale in tutta Europa. Importanti sono le sentenze
interpretative della Corte di Giustizia, queste obbligano i giudici
nazionali a disapplicare le proprie norme in contrasto con norme
comunitarie, questo è il principio di prevalenza del diritto comunitario
sulle norme interne. Il diritto comunitario prevale sulle norme interne.

OBBLIGAZIONE TRIBUTARIA
Per far fronte alle spese pubbliche, lo stato acquisisce le risorse
utilizzando principalmente entrate di diritto pubblico, i tributi, questa
macrocategoria comprende tasse, imposte e sanzioni. Inoltre acquisisce
risorse anche attraverso entrate di diritto privato, che sono risorse che
lo stato acquisisce attraverso la gestione del proprio patrimonio,
utilizzando norme di diritto privato (es. locazione). Le entrate si
distinguono in entrate commutative (tasse), e entrate contributive
(imposte).
Tassa
è un tributo caratterizzato da un rapporto di scambio
(sinallagmatico, rapporto corrispettivo), tra lo stato e il contribuente,
questo riceve un beneficio, e in ragione di questo deve corrispondere una
somma pecuniaria. (es. si pensi alle tasse universitarie).
Imposta
In questo tributo non vi è un rapporto di scambio, ma acquista la
funzione di riparto di cui all'art. 53 cost., l'ordinamento prevede che
ogni cittadino contribuisca (in ragione della loro capacità), alle spese
pubbliche.
Condono fiscale
è una procedura residuale, sono delle acquisizioni immediate che non
rispondono alla logica dell'art 53, anzi discrimina coloro che hanno
adempiuto al loro obbligo tributario e premia chi non ha adempiuto, che
approfittano del condono per pagare in ritardo e meno del dovuto. Lo
stato periodicamente lo utilizza per acquisire risorse. In funzione della
prevalenza delle norme comunitarie sulle norme interne, va precisato che
la Corte di Giustizia ha stabilito che lo stato italiano può introdurre
norme condonistiche, ma che riguardino solo norme interne (es. non può
interessare l'IVA). (a proposito del condono è bene sollevare una
questione etica)
Contributi
sono sempre riconducibili a una imposta o a una tassa, a seconda che
rilievi o meno un rapporto di scambio. es. i contributi di
urbanizzazione. (Bucalossi)
Monopoli fiscali
determinare un prezzo superiore per un determinato bene, che in
regime di libero mercato avrebbe un prezzo inferiore. es. le sigarette,
il gioco. Anche in questo caso saranno entrate di diritto pubblico. E'
più simile ad una imposta, perché si tratta appunto di un sovrapprezzo.

Elementi caratterizzanti del tributo


L'imposta ha una natura coattiva, prevista dalla legge, che obbliga
i soggetti passivi ad adempiere ad un obbligo tributario (principio di
riserva di legge). Ha inoltre funzione di riparto, funzione solidaristica
tra i consociati, secondo il principio di progressività, per il quale chi
più ha, più contribuisce, e chi ha poco non contribuisce (no tax area).
La fonte è statale. l'obbligazione consiste in una prestazione
pecuniaria (pagamento di una somma), e il gettito sarà destinato alle
spese pubbliche. L'obbligo tributario nasce quando un soggetto compie
uno dei presupposti impositivi, tassativamente previsti dalle norme
tributarie.
La tassa ha natura coattiva, prevista dalla legge, ma il rapporto è
di tipo sinallagmatico, uno scambio di prestazione, dove vi è un
beneficio per il consumatore.

Elementi comuni tra imposta e tassa sono: la natura coattiva, ma


l'imposta rispetto alla tassa non ha rapporti corrispettivi tra chi eroga
la prestazione e chi vi beneficia.

Le parti dell'obbligazione tributaria


il soggetto attivo è solo uno, l'erario (in caso di tributi
regionali la regione o tributi locali i comuni). I soggetti passivi
possono essere uno o più di uno. Con questo si introduce il concetto di
solidarietà passiva.
Sul fronte del soggetto attivo si collocano i soggetti ausiliari,
questi non hanno potestà impositiva (non possono accertare maggiori
imponibili, liquidare maggiori imposte, erogare sanzioni). Il soggetto
ausiliario per eccellenza è la Guardia di Finanza, questo è delegato
dall'Agenzia delle Entrate in tutte quelle attività di verifica fiscale
(controlli sostanziali), quindi accesso, ispezione, verifica. La G.d.F.
constata non accerta, l'atto che conclude la verifica fiscale si chiama
Processo Verbale di Constatazione PVC, che è un riepilogo dei rilievi che
la G.d.F. effettua nei confronti di un determinato contribuente.
L'accertamento spetta all'Agenzia delle Entrate. Dell'A.E. ha particolare
rilievo il Direttore, perché è lui che autorizza la verifica fiscale,
senza questa autorizzazione, la verifica è nulla.
Inoltre vi è un ulteriore soggetto ausiliario che è l'agente della
riscossione (Equitalia), che non ha una propria potestà impositiva,
questa esegue una attività di riscossione anche a proprio vantaggio,
perché sulle poste iscritte a ruolo aggiunge l'aggio, che è il
corrispettivo che spetta all'agenzia di riscossione per la propria
attività. E' una pretesa richiesta al contribuente che si aggiunge
all'obbligazione tributaria e alle sanzioni. L'aggio è in misura del 6%,
e se si paga entro i 30 gg., viene ridotto al 3%.

Solidarietà passiva (art 64 DPR 600/73)


Sul fronte del soggetto passivo (contribuente), possiamo avere più
di un soggetto passivo, la solidarietà passiva può essere paritetica o
dipendente. (n.b. sono anche queste obbligazioni solidali, quindi
assimilabili alle norme civilistiche (art. 1292 cc).
Obbligazione solidarietà paritetica si ha quando più soggetti
realizzano attraverso un unico atto, lo stesso presupposto impositivo.
Obbligazione solidale si ha quando tutti sono tenuti all'obbligazione, e
l'adempimento di uno solo libera tutti gli altri.(es. imposta di
successione che interessa più soggetti, il pagamento di uno libera
tutti).
Obbligazione solidale dipendente si ha quando un soggetto, pur non
avendo realizzato il presupposto impositivo, adempie (con diritto di
rivalsa), all'obbligazione dovuta dal soggetto che ha realizzato il
presupposto. (es. il sostituto d'imposta, dove il datore di lavoro
adempie al tributo in capo al lavoratore dipendente, avrà la rivalsa
attraverso il meccanismo delle ritenute, in questo caso ritenute
d'acconto. Con questo lo stato ha il vantaggio di avere una maggiore
certezza di incassare e in tempi brevi, mensilmente e non al termine
dell'anno). Si noti che l'obbligo del versamento rimane in capo al
dipendente.
Si definiscono ritenute d'acconto perché alla fine dell'anno, in
funzione di particolari sgravi fiscali, il soggetto potrebbe aver subito
ritenute eccessive e trovarsi a credito. Queste somme o le chiede
indietro o le porta a compensazione l'anno successivo.
L4
L'avviso di accertamento deve essere impugnato entro 60 gg., ma se
impugnato da un condebitore, in funzione dell'art 1306 C.C., nonostante
siano trascorsi i termini, nel caso di sentenza favorevole, possono
opporre la sentenza al creditore.
continua - Sostituto d'imposta
Nel caso del sostituto di imposta (obbligazione solidale
dipendente), l'ufficio potrà rifarsi su entrambi gli obbligati, verranno
sovrapposti i dati relativi alla dichiarazione del datore di lavoro (mod.
770), con i dati che il dipendente riuscirà a fornire (es. estratti
conto). In funzione del principio del divieto di doppia imposizione, se
il lavoratore, riuscirà a dimostrare (in seguito ad avviso bonario e
contraddittorio), di aver subito le ritenute e di non aver ricevuto
quelle somme, non gli verrà richiesto di pagare le stesse somme, in
quanto ha già assolto all'obbligazione tributaria. Ciò nonostante
l'ufficio ha discrezione (essendo obbligazione solidale), di chiedere
l'adempimento a entrambe le parti. Se l'ufficio non si dovesse
accontentare delle giustificazioni e della documentazione allegata dal
contribuente, emetterà sempre una iscrizione a ruolo, che come detto è lo
strumento conclusivo del controllo formale. Ripetiamo, mai un avviso di
accertamento, che si trova esclusivamente a conclusione della verifica
fiscale. Se l'ufficio, ritiene che la verifica (attraverso il Processo
Verbale di Constatazione), sia sufficientemente fondata, emetterà
l'avviso di accertamento.

CONTR. FORM. -> (ufficio) -> contraddittorio (con avviso bonario) ->
ruolo -> cartella
CONTR. SOST. -> (G.d.F.) -> PVC -> contraddittorio -> avviso di accert. -
> impugnazione o pagamento (decorsi i termini viene inviato a equitalia)
Si noti che dal 2011 non è più previsto il ruolo per imposte dirette e
IVA (avv. acc. impo-esattivo.

CONTROLLI SOSTANZIALI DPR 600/73 disposizioni in materia di accertamento


dei redditi
Il principio che anima la materia tributaria è l'autoliquidazione
delle imposte, il soggetto che autodetermina la propria capacità
contributiva attraverso la dichiarazione dei redditi. L'A.E. in questa
fase è un soggetto estraneo, ma interverrà in una fase successiva per
verificare se questa autoliquidazione è veritiera. Quindi l'A.E. assume
un ruolo determinante solo in una fase successiva, e per far questo ha
poteri molto incisivi, che sono gli accessi, le ispezioni e le verifiche
(poteri istruttori).
Accesso, è materialmente l'ingresso nei locali ove si svolge
l'attività, quindi chiedere informazioni, copiare documenti, sequestrare
doc., ecc., per fare questo è necessaria una autorizzazione (ordine di
accesso), rilasciato dal direttore dell'A.E.. Questa autorizzazione deve
specificare per quale motivo si sta eseguendo il controllo, per quali
anni. Queste azioni devono essere motivate, non le si può fare in modo
aleatorio (L. 212/2000).
La G.d.F. non può agire di propria iniziativa. Ha necessità di
un'autorizzazione di chi ha la capacità impositiva. Ma la G.d.F. può
agire anche come organo di P.G. (ausiliario della Procura della
Repubblica). Su ordine comunque del P.M.. La G.d.F. è organo ausiliario,
o dell'A.E. o della Procura della Repubblica.
L'A.F. preferisce indirizzare il proprio lavoro su determinate
categorie "fiscalmente pericolose". Quindi quelle categorie professionali
che maggiormente sono soggette a rischio di frodi fiscali.
L’atto con il quale la G.d.F. chiude la verifica e riassume le
azioni svolte presso la sede del contribuente, è il Processo Verbale di
Constatazione, questo deve essere comunicato al soggetto controllato,
affinché possa difendersi e possa valutare di depositare delle memorie
difensive (entro 60 gg.), trovando infondati i contenuti del PVC. Con il
PVC, si conclude la fase procedimentale. Successivamente l’ufficio potrà
emettere l’avviso di accertamento, scaduti appunto i 60 gg., pena di
nullità. Il rapporto tra PVC e Avv. Acc. si definisce simbiotico (stretto
rapporto)

Il PVC è un momento di tra la fase procedimentale e la fase


dell’accertamento. perché il contribuente potrebbe:
1) aderirvi (se valutata la fondatezza del PVC, acquiescenza),
aderendo a quei rilievi senza attendere che l’ufficio emani l’avviso di
accertamento (vantaggio di ottenere una riduzione delle sanzioni, 1/3)
2) sollevare questioni rispetto a rilievi infondati (e spingere
l’ufficio ad ulteriori sforzi motivazionali)
3) spingere l’ufficio ad attivare il diritto di autotutela (se
riscontra effettiva infondatezza del PVC).
4) attendere l'avviso di accertamento

Nella fase procedimentale il contribuente deve sapere quali sono le


possibilità di difesa, perché le note difensive devono essere messe a
conoscenza dell’ufficio in questa fase (entro 60 gg., termine di difesa
del contribuente), queste non potranno essere utilizzate nella seconda
(accertamento). La terza fase è la riscossione. Tra la fase di
accertamento e la riscossione può esservi una ulteriore fase, il
contenzioso. Gli strumenti deflattivi al contenzioso hanno un fine
premiante, il trattamento sanzionatorio è più mitigato. Tanto prima il
contribuente aderisce, tanto più saranno ridotte le sanzioni. Es. se il
contribuente aderisce al PVC avrà una sanzione ridotta di 1/3, se aspetta
l'emissione dell'atto impositivo (fa quiescenza), la riduzione sarà di
1/6.
L5
Ispezione, una volta che la G.d.F., accede nei locali, procede
all’ispezione, raccoglie materiale utile sotto il profilo del controllo
della regolarità della contabilità del contribuente. Dopodiché tirerà le
somme di questo controllo e produrrà il PVC. Questo verrà trasmesso
all’A.E., che ritenendolo positivo, potrà emettere un avv. acc., ed
eventualmente valutato vi possano essere particolari rilievi di illecito
penale, lo comunicherà alla Procura (CNR) che aprirà un fascicolo e potrà
emettere delle misure cautelari (sequestro preventivo). Attraverso il
sequestro preventivo si ha il congelamento di beni fino all'equivalenza
dell'ammontare dell'imposta evasa (sequestro preventivo per equivalente).
Il contenuto del PVC, fa fede fino a querela di falso, nel senso che
si presume che siano vere, il procedimento per contestarlo è complesso e
difficile.
La G.d.F. può chiedere elementi anche a soggetti terzi. Il
contribuente ha l'obbligo di essere collaborativo, anche perché tutti i
documenti non presentati in sede di verifica, non possono essere
presentati in sede di ricorso. Tutto ciò che non conferisce in sede di
contraddittorio nella fase procedimentale, non può essere utilizzato
dopo.
Il PVC non è un atto impugnabile direttamente, ma indirettamente
attraverso l'impugnazione dell'avviso di accertamento (es. contestare
l'illegittimità del modo di acquisizione dei dati da parte della G.d.F.,
principio di legalità).
L'avviso di accertamento non deve per forza seguire una verifica
fiscale dal parte di organi ausiliari, ma potrebbe essere emanato
direttamente dall'A.E.

Strumenti deflattivi del contenzioso


sono istituti che consentono al contribuente e l'A.F. di evitare il
contenzioso tributario, e sono: L'autotutela, ravvedimento operoso e
acquiescenza, accertamento con adesione, conciliazione, mediazione,
ristrutturazione del debito, interpello. (acquiescenza = accettazione
dell'atto)
La logica degli strumenti deflattivi, è quella di fare cassa,
l'erario rinuncia a parte delle sanzioni, ma incamera con rapidità quanto
dovuto dal contribuente.

Il processo penale con il processo tributario, seguono binari che


non si incontrano mai. potrebbe succede che il giudice penale assolva
l'imputato, ma questa sentenza non ha rilievo sul processo tributario, il
giudice tributario ne prenderà atto, ma non ne sarà vincolato.

CONTROLLI FORMALI art. 36bis, 36ter del DPR 600/73


La liquidazione automatica e il controllo formale consentono
all'ufficio di controllare la posizione dei contribuenti direttamente
dall'ufficio, senza bisogno di accessi, ispezioni e verifiche.
L'A.F. mette a confronto le dichiarazioni dei contribuenti con i
dati contenuti nell'anagrafe tributaria (versamenti e quant'altro), e
verifica se vi sono incongruenze. Nel caso vengano trovate, chiama il
contribuente al contraddittorio (attraverso avviso bonario). Lo invita a
chiarire le ragioni di questa discrepanza, dove sarà tenuto a portare le
giustificazioni del caso. Queste giustificazioni devono essere documenti
cartacei, non bastano giustificazioni verbali. A questo punto l'A.F.,
sarà tenuta a replicare alle nuove fonti difensive. Se l'A.F. riterrà
fondato il suo operato, si formerà la pretesa tributaria e iscriverà le
somme a ruolo e quindi la cartella di pagamento, altrimenti attraverso
l'autotutela annullerà l'atto impositivo.

cartella di pagamento
è lo strumento attraverso il quale l'A.F. porta a conoscenza il
contribuente dell'iscrizione a ruolo di un credito verso l'erario. è atto
tipico della riscossione. Anche la cartella dovrà contenere la
motivazione. La cartella può essere impugnabile per vizi propri (es.
difetto di notifica).

Differenza tra le due tipologie di controllo, generalmente il controllo


formale è indirizzato ad una specifica dichiarazione, quello sostanziale
può interessare più elementi diversi, e può avvalersi di controlli presso
terzi.

L6
L'atto che conclude il controllo sostanziale è il Processo Verbale
di Constatazione (riepiloga tutti i rilievi fatti dalla G.d.F), questo
non è un atto impositivo, questo verrà esaminato dall'A.E., che è organo
che detiene la potestà impositiva, che se ritiene, lo farà proprio e lo
utilizzerà per motivare e provare la pretesa impositiva attraverso
l'avviso di accertamento. La motivazione e la prova sono due elementi
fondamentali che determinano la legittimità dell'atto. Motivazione e
prova sono due facce della stessa medaglia.

L'atto che conclude il controllo formale è il ruolo, in questa forma


di controllo non troveremo mai un avviso di accertamento. Il ruolo è
l'atto che chiude il controllo formale e cristallizza la pretesa
tributaria, questo è anche titolo per la riscossione.

Avviso di accertamento
L'Avv.Acc. è un atto amministrativo, impositivo, autoritativo,
attraverso cui l'ufficio esercita potestà impositiva. Non è discrezionale
(principio di legalità), l'A.F. non ha discrezionalità se non nel caso di
riconosciuta illegittimità dell'atto e annullare in autotutela.
L'avviso di accertamento prima del 2011 non aveva efficacia
esecutiva, accertava esclusivamente il maggior imponibile, liquidando
maggiori imposte ed erogando le sanzioni, ma non era un titolo per la
riscossione. Per costituire titolo esecutivo, era necessario che
l'accertamento divenisse definitivo (non venisse impugnato nei 60 gg., o
si formasse il giudicato). A questo punto, l'accertamento consentiva la
formazione del ruolo a titolo definitivo (per l'intero delle somme).
In caso di impugnazione, l'ufficio può nel corso del giudizio
iscrivere delle somme a titolo provvisorio, per somme equivalenti ad 1/3
della somma. Il contribuente comunque potrà richiedere la sospensione
dell'esecutività dell'atto attraverso un'istanza di sospensione.
Dal 2011 non è necessario che l'Avv.Acc. diventi definitivo, la
riscossione è anticipata nell'avviso di accertamento (impo-esattivo),
questo dal momento della notifica è già un potenziale atto esecutivo
(riscossione). Questo per le imposte dirette e IVA. L'Avv.Acc.
costituisce ruolo e cartella di pagamento (accelerazione della
riscossione nell'accertamento), finisce tutto in un unico atto. Dal 2011
è atto impositivo, ruolo e cartella di pagamento. Per le altre imposte
resta valida la procedura prevista prima del 2011.
L7
Fonte dell'obbligazione tributaria
vi sono due teorie, la teoria dichiarativa sostiene che
l'obbligazione trib. nasca quando un soggetto compie atti o fatti idonei
a produrre presupposti impositivi previsti dall'ordinamento, a
prescindere dall'avviso di accertamento (che non fa nascere obbligazione
tributaria). La teoria costitutiva, sostiene che l'obbligazione
tributaria nasca quando l'A.F. accerta l'obbligo di pagare le imposte
attraverso l'avviso di accertamento.

PROCEDIMENTO DI ATTUAZIONE DEL TRIBUTO


Fino al 2011 la sequenza era: emissione dell'avviso di accertamento,
termine di 60 gg. per l'impugnazione, se l'avviso non veniva impugnato la
conseguenza era la definitività dell'atto e l'iscrizione a ruolo delle
somme a titolo definitivo dell'intera somma indicata nell'Avv.Acc. (che
si differenzia dall'iscrizione a ruolo a titolo provvisorio, che
l'ufficio può fare in caso di ricorso, quindi con Avv.Acc. non
definitivo, iscrizione delle somme per 1/3). Questi due tipi di
iscrizione a ruolo, costituiscono titolo per l'emissione della cartella
di pagamento, il ruolo è la cristallizzazione della pretesa. L'A.E.
trasmette il ruolo all'agenzia di riscossione che notifica la cartella di
pagamento (entro termini precisi a pena di decadenza). Questa procedura si
applica ancora per Imposte di registro, contributi locali, ecc.
Dal 2011, non vi è più iscrizione a ruolo e cartella di pagamento.
In un momento di crisi di liquidità per l'erario, il legislatore ha
pensato di anticipare i tempi per incamerare le somme, e ha anticipato il
momento della riscossione nella fase dell'accertamento. L'avviso di
accertamento oggi è un atto impo-esattivo. L'atto presenta sia i
caratteri tipici dell'accertamento (motivazione e dispositivo), sia i
caratteri tipici della riscossione (liquidazione delle imposte e
irrogazione delle sanzioni). Oggi sono atti immediatamente esecutivi,
decorsi i 60 gg. per l'impugnazione, e i successivi 30 gg. per il
pagamento. Non è necessaria l'iscrizione a ruolo. Si applica alle imposte
dirette (IRPEF, IRES, IRAP)e IVA. Una volta diventato esecutivo, è titolo
per la riscossione, e la pretesa, viene trasmessa all’agenzia della
riscossione (Equitalia).
Da notare che in caso di controlli formali il ruolo e la cartella
continuano ad esistere.

L'avviso deve essere notificato, la notifica è il momento


perfezionativo della fattispecie impositiva. Principio di effettiva
conoscenza degli atti (art 6 L. 212/2000). Il contribuente deve avere
chiara la pretesa che eventualmente può impugnare (diritto di difesa).
Sanatoria degli atti nulli, può succedere che l'Avv.Acc. non sia
stato notificato, in questo caso se viene provato che il contribuente è
venuto ugualmente a conoscenza della pretesa (es. avvisato dalla banca),
l'atto si considera sanato, quindi valido. In ogni caso rimangono nulli
gli atti che abbiano superato il limite di decadenza, 4 o 5 anni in caso
di omessa dichiarazione. n.b. se emerge un reato tributario il termine di
decadenza si raddoppia. Quindi, l'art. 156 Cod. di Proc. Civ., riguarda
la sanatoria degli atti nulli, ci dice che non può essere dichiarato
nullo un atto che comunque ha prodotto i suoi effetti (es. consentendo al
contribuente di fare ricorso).

Contenuto dell'Avviso di accertamento


Nell'Avv.Acc. sono presenti avvertimenti, che riguardano le
possibilità d'azione che si offrono al contribuente nel momento in cui
riceve l'Avv.Acc., ad esempio può chiedere un'adesione (l'A.F. non ha
poteri discrezionali, le parti cercano di trovare un accordo, basato su
specifici allegati documentati dal contribuente, es. contribuente che
cade sugli sci che presenta certificati medici). Inoltre deve essere
indicato l'ufficio cui presentare il ricorso o che può riesaminare l'atto
in autotutela. Elemento essenziale è che l'atto deve essere sottoscritto
dal capo dell'ufficio al fine di ricondurre l'atto ad uno specifico
soggetto. la pena è la nullità. Deve essere indicato la motivazione
(serve a delimitare l'ambito della pretesa, deve indicare tutti gli
elementi sufficienti a fondare la pretesa tributaria), e il dispositivo
(la prova, due colonne, a sinistra il dichiarato, a destra l’accertato).
Inoltre, dal 2011, comprende l’intimazione ad adempiere (che è atto
tipico della cartella di pagamento).

Motivazione per relazionem, è la necessità di allegare l'atto


richiamato. O nel caso di particolari esigenze, allegare atti specifici
(es. allegare stime del catasto, verbali dell'INPS), elementi al quale
l'ufficio può fare riferimento, sempre comunque allegando l'atto.
Accertamento per trasparenza (presunzione assoluta), l'A.F. tratta le
piccole soc. di capitali (es. SRL con pochi soci e parenti), come soc. di
persone, l'ufficio presume siano soc. di persone perché prevale la natura
familiare, quindi applica tassazione per trasparenza, imputare ai soci il
maggior reddito maturato dalla società. Quindi l'A.F. fa una valutazione
più sulla sostanza che sulla forma.

PRESUNZIONE (si ricordi l'art 53, principio di effettività)


La presunzione, è un procedimento logico deduttivo, che consente
partendo da un fatto noto, certo, di raggiungere un fatto che non è noto
e non è certo. Elemento importante per tutte le metodologie di
accertamento. Si basa su regole di comune esperienza.
Si distinguono in assolute o relative. Si differenziano in funzione
dell'onere della prova, la presunzione assoluta non ammette prova
contraria, quelle relative consentono l'onere della prova (es.
accertamenti sintetici, come il possesso di una grossa moto non è
riconducibile al reddito del soggetto). Le presunzioni possono essere
legali o semplici, la legale (riconosciuta dalla legge), è quella ad es.
prevista per accertamenti su movimenti bancari, utilizzando strumenti
ritenuti certi. Questo strumento ribalta l'onere della prova in capo al
contribuente, alleggerendo l'onere probatorio dell'A.F. Le presunzioni
semplici (meri indizi), al contrario non ribaltano l'onere della prova
(es. lo studio di settore). Le presunzioni semplici, per avere rilevanza
di tipo probatorio, devono avere requisiti di gravità, precisione e
concordanza. Non sono ammissibili le presunzioni di secondo grado (es.
presumo che la soc. abbia prodotto maggiori redditi, e presumo che questi
redditi siano stati distribuiti ai soci, vi è una doppia presunzione).
Le prove nella fase procedimentale e nella fase del contenzioso,
sono documentali (precostituite, esistono già), non è ammessa la prova
testimoniale. Però l'A.F. può avvalersi di dichiarazioni di terzi.
L8
TIPOLOGIE DI ACCERTAMENTO artt 38, 39 DPR 600/73
I modi di accertamento, variano in funzione della presenza o meno di
dati contabili attendibili. Vi sono due tipologie principali,
l’accertamento analitico (presuppone la presenza di una contabilità
attendibile. Questo comporta un maggior onere probatorio a carico
dall’ufficio, l’ufficio farà controlli su singole poste), e
l'accertamento induttivo (o extracontabile, dove la contabilità non è
presente o è inattendibile, in questo caso l’onere probatorio è
rovesciato sul contribuente, l’ufficio ha mano libera, e può
rideterminare il reddito nel suo complesso e sulla base di presunzioni
semplici).

Accertamento analitico (art 38 II comma)


è applicabile sia alle persone fisiche o giuridiche obbligati a
tenere la contabilità. Nel caso di persone fisiche è sufficiente una
presunzione semplice, ma questa deve essere grave, precisa e concordante.
L'effetto dell'accertamento è che non può interessare il reddito nel suo
complesso, ma singole categorie reddituali e singole poste. (es.
accertamento di detrazioni su figli a carico). L'onere della prova spetta
all'ufficio. Per i soggetti esercitanti arti o professioni, si applica
l'accertamento analitico contabile ad esempio quando vi è discordanza tra
quanto dichiarato è quanto emerso dal bilancio, o quanto dichiarato non
corrisponde a quanto risulta dai questionari (strumento attraverso cui
l'ufficio acquisisce elementi utili).

Accertamento induttivo (extracontabile)


si verifica quando il contribuente non tiene la contabilità o l'ha
tenuta male, questi sono gravi comportamenti che impediscono l'attività
istruttoria dell'A.F. es. omessa dichiarazione, oppure contabilità
completamente inattendibile. L'ufficio può agire sulla base di
presunzioni semplicissime, quindi anche quando non siano gravi, precise e
concordanti. Questa metodologia libera completamente l'ufficio dall'onere
probatorio.

Accertamento analitico induttivo (lett. D art 39)


è una via di mezzo, si applica sempre agli imprenditori (es.
accertamento basato su studi di settore), l'onere probatorio si ribalta
sul contribuente.

Accertamento sintetico
nel caso si basi su fonti di spesa, questo ha per destinatari
persone fisiche (non esercenti arti o professioni). In caso di capacità
di spesa che si discosti di almeno 1/5 della capacità reddituale,
l’ufficio deve chiamare al contraddittorio il contribuente. L’ufficio
presume che vi sia un maggior reddito da assoggettare a imposizione
fiscale. Al contribuente spetta l’onere della prova.

N.B. Tanto più il contribuente si mostra non puntuale alla tenuta della
contabilità, tanto più alleggerirà l'ufficio dall'onere probatorio, e
viceversa.
L9
Accertamento d'ufficio è un accertamento induttivo, gli uffici
procedono quando vi è omissione della dichiarazione (o presentata su
modello non conforme, oltre i termini di presentazione, si consideri che
oltre il 90° giorno si considera omessa). Si basa su presunzioni
semplicissime, non qualificate (prive di gravità, precisione e
concordanza).
Accertamento parziale, si tratta di segnalazioni pervenute degli
organi qualificati (G.d.F.), che siano certi e precisi rispetto
all'ipotesi di evasione, es. un processo verbale di costatazione (atto
tipico di accertamento parziale).
Accertamento integrativo, entro i termini di decadenza, nel caso
l'ufficio sia venuto a conoscenza di nuovi elementi, l'ufficio può
integrare con ulteriori atti di imposizione, o modificarlo. E'
un'eccezione alla regola, gli elementi devono essere nuovi di
sopravvenuta conoscenza in epoca successiva all'originario avviso di
accertamento, di regola l'avviso di accertamento non può essere
modificato.
Accertamento plurisoggettivo, che riguarda più soggetti, es. quando
si è in presenza di piccole società di capitali (soc. a ristretta base
sociale), dove i soci vengono trattati come se fossero società di
persone, la tassazione non la subisce la società, ma i soci, anche se non
vi è la prova di questa divisione degli utili. L'imputazione avviene in
ragione delle quote di partecipazione agli utili. In questo caso il socio
contribuente può difendersi dimostrando ad es. una piccola quota di
partecipazione (5%), o dimostrare uno stato di conflitto all'interno
della società. L'avviso di accertamento sarà uno per la società e uno
singolo per ogni socio, in funzione della quota di partecipazione. Altro
es. è l'acquisto di un immobile da parte di più soggetti, che
successivamente si valuti pagato una cifra non consona. L'accertamento
sarà plurisoggettivo.

STUDIO DI SETTORE DPR 600/73 e altri riferimenti


è uno strumento parametrico di tipo analitico presuntivo. Studiato
dal legislatore per far fronte alla cospicua evasione in atto da parte di
soggetti esercenti arti e professioni. Si forma su informazioni fornite
all'A.F. dalle diverse categorie lavorative, (consumo energetico,
superficie azienda, magazzino, ecc.). Queste informazioni formeranno un
modello (gerico). Questo sarà valutato secondo coerenza e congruità,
all'interno di un range di tolleranza (ricavo puntuale e ricavo minimo).
Si tratta di una presunzione semplice, non è elemento sufficiente al fine
dell'emanazione dell'avviso di accertamento, per avere un rilievo
probatorio, dovrà essere accompagnato da altre presunzioni (si pensi al
termine "concordanza"), così rovesciando l'onere della prova sul
contribuente., A questo punto l'A.F. potrà emanare un avviso di
accertamento. (es. un'impresa che non rientra nel range, e inoltre
risultano spese incompatibili con quanto dichiarato).
L11
RISCOSSIONE (DPR 602/73 regola la riscossione di imposte dirette e IVA)
modalità di estinzione dell'obbligazione tributaria, strumento
attraverso il quale il contribuente adempie all'obbligazione tributaria.
in questo fenomeno rientrano anche le situazioni di rimborso
(contribuente in posizione attiva). Normalmente il contribuente è
soggetto passivo del rapporto.
Dal lato attivo del rapporto, l'ente impositore (A.E.), può
procedere autonomamente, ma spesso affida la riscossione ad un ente
riscossore (Equitalia). Dal lato passivo, può esservi un unico soggetto
(il contribuente, che può essere anche un ente pubblico), ma può essere
anche plurisoggettivo, ove vi siano più soggetti passivi (basti pensare
all'imposta di registro in caso di più eredi, si parla di coobligazione).
La riscossione può avvenire spontaneamente (ritenuta e versamenti
diretti), o coattivamente (iscrizione a ruolo).

Riscossione spontanea: La ritenuta (es. sostituto d'imposta).


Versamenti diretti (avviene attraverso appositi moduli F24, anche per
acconti, questo sistema si trova in molte tipologie di imposta).
Riscossione coattiva: avviene forzosamente, e comprende ruoli che
derivano da accertamenti (definitivi e parziali), da controlli formali ex
artt. 36bis, 36ter DPR 600/73 (controllo dell'A.E. dal quale possono
emergere degli errori e controllo formale, dove l'A.E. affianca quanto
dichiarato con i dati dell'anagrafe tributaria). Infine vi sono si sono i
ruoli straordinari, nel caso vi sia il pericolo di perdere l'intero
carico tributario (il contribuente si sta liberando del capitale), L'A.F.
può chiedere l'intero importo anche in caso di impugnazione.

Si ricordi che l'atto impositivo comprende: avviso di accertamento


(che contiene la pretesa tributaria) e la sanzione.

Tutela del contribuente rispetto agli atti riscossivi


Sospensione dell'esecuzione: come detto, la riscossione coattiva
avviene sempre attraverso notifica della cartella di pagamento, che a
norma del 36bis, 36ter, può essere impugnata. Accanto alla cartella di
pagamento vi è l'avviso di accertamento. Il ricorso del contribuente
(entro 60 gg), sospende il pagamento per tutto il primo grado di
giudizio, ma il contribuente può comunque chiedere (sempre alle
commissioni tributarie provinciali), la sospensione dell'esecutività del
ruolo (istanza di sospensione dell'esecuzione), dimostrando che il
pagamento di quelle somme può creare gravi danni al soggetto.
Riscossione frazionata nel giudizio: nel caso il contribuente abbia
perso un giudizio, sono iscritti a ruolo i 2/3 di quanto deciso dal
giudice. Ma se va in appello può chiedere la sospensione del pagamento.
Istanza di rateizzazione: il contribuente può chiedere che sia
rateizzata la somma dovuta.
In caso di imposte locali, il contribuente non ha le stesse tutele
disposte dai tributi erariali, il problema si risolve attraverso un
ricorso all'ente domandando la sospensione dell'esecuzione.
L12
Principio di indisponibilità del tributo
Le parti dell'obbligazione tributaria non possono disporre
dell'obbligazione, l'A.F. non può rinunciare neanche in parte al gettito
risultante dall'obbligazione tributaria, così il contribuente non ha la
possibilità di negoziarla. Questo anche al fine di rispettare il criterio
di giusta imposizione e del principio di buon andamento e imparzialità,
non può operare con discrezionalità. La pretesa tributaria non può essere
mercanteggiata dalle parti.

ACCERTAMENTO CON ADESIONE D.lgs. 218/97


Istituto deflattivo. Può essere attivato sia dall'A.F., sia dal
contribuente. Una volta ricevuto l'avviso bonario, il contribuente va al
contraddittorio, per portare elementi difensivi, ed analizzare il quantum
della pretesa. Il contraddittorio si conclude con un verbale, se
positivo, quindi vi è accordo (si accerta definitivamente la pretesa),
avremo un avviso di accertamento con adesione, che si perfeziona con il
versamento dell'intera somma o almeno della prima rata. Peculiarità
dell'istituto: Il contribuente contribuisce alla determinazione della
pretesa tributaria. La pubblica amministrazione ha il potere di
rideterminare la pretesa. In questo caso la pretesa viene decisa in
concerto tra le parti, natura consensuale. (Il contribuente deve portare
all'attenzione dell'A.F. elementi che non conosce, si pensi all'es. del
soggetto che cade sugli sci e non può lavorare in azienda, attraverso
certificati proverà la sua assenza. Essendo presunzioni relative, il
principio di indisponibilità del tributo non è violato.
Nel caso non si versi almeno la prima rata, l'ufficio rimane
comunque vincolato a quanto stabilito con l'accertamento con adesione.
Il beneficio per il contribuente sarà la rideterminazione del
quantum è un trattamento sanzionatorio più mitigato, 1/3.
Effetti dell'accordo sono: il contribuente non potrà più impugnare
quell'accordo, dal quale scaturisce l'accertamento con adesione (atto
unilaterale dell'ufficio). Il contribuente cristallizza la pretesa
tributaria, così l'A.F., salvo subentrino nuovi elementi che potrebbero
sorgere in seguito e quindi accertamenti integrativi. Inoltre vengono
prorogati i termini di impugnazione, 150 gg, di modo che vi siano i tempi
per la rideterminazione della pretesa.

La pretesa tributaria può essere rivista, con adesione, anche in sede di


contenzioso, attraverso una conciliazione, il trattamento sanzionatorio
sarà meno conveniente.

Transazione fiscale
istituto del 2008, introdotto in ambito di procedure concorsuali.
Società in crisi posso utilizzare strumenti per far fronte alla crisi,
continuando a operare e pagare i creditori. L'imprenditore che non ha
assolto all'obbligazione tributaria, prima chiarisce con l'A.F. il
quantum (consolidamento del debito), successivamente può trovare un
accordo traslativo dell'obbligazione, consentendo all'ufficio di
acquisire risorse (anche ridotte), almeno pari a quelle del riparto
fallimentare. (meglio pochi soldi che niente). L'effetto è quello (per
l'erario) di rinunciare a una parte della pretesa tributaria (ormai
consolidata), inoltre vi può essere una dilazione del pagamento della
pretesa. Il tutto attraverso un piano studiato da un terzo soggetto.
L13
SANZIONI D.lsg. 472/97
La disciplina e i principi sono tratti dalla disciplina penale, si
applica il principio di legalità, nessuna disciplina si applica a fatti
antecedenti all'entrata in vigore della norma. Eccezioni alla regola: se
secondo una legge posteriore il fatto non è più punibile, non si potrà
affliggere alcuna sanzione (principio dell'abrogatio criminis). Se più
norme disciplinano il fatto, si utilizza quella con la sanzione più
favorevole (favor rei). Principio di personalità: la sanzione è
riconducibile ad una persona fisica, e il soggetto deve essere imputabile
(art. 428 cc), e vi deve essere dolo o colpa grave (es. quella del
commercialista che non presenta la dichiarazione). Le sanzioni non si
trasmettono agli eredi.
Le sanzioni possono essere pecuniarie (pagamento di una somma in
denaro), o accessorie (accessorie alla sanzione pecuniaria, ad es.
interdizione, non poter esercitare particolari cariche). Le sanzioni
vanno da un minimo del 120% dell'evaso ad un massimo del 240% (es. in
caso di recidiva), l'A.F. ha un range entro cui determinare la sanzione.
Nel caso vi sia concorso di persone, ciascuno risponde della sanzione
prevista dalla norma.
Nel caso di concorso di illeciti tributari, concorso di violazioni
che possono essere concorsi formali (con una sola azione si violano più
norme, es. non presentare la dichiarazione), o concorsi materiali (con
più azioni si violano più norme). L'A.F. applicherà la sanzione più
favorevole al contribuente tra il cumulo giuridico (sanzione più grave
prevista tra le sanzioni), e il cumulo materiale (somma delle sanzioni).

L'atto di irrogazione delle sanzioni è solitamente contenuto


nell'avviso di accertamento, ma può anche essere autonomo (atto di
contestazione). Deve essere motivato (pena di nullità).
Il contribuente pagando (acquiescenza), avrà un premio sotto il
profilo sanzionatorio, ridotte 1/3 e niente sanzioni accessorie.
Altrimenti può aprire un contraddittorio con l'ufficio, che sarà tenuto a
rispondere (navetta). Se non farà ricorso (60 gg.), l'atto sanzionatorio
diviene definitivo, e sarà impugnabile solo davanti al giudice
tributario.
Ravvedimento operoso: condotta del contribuente che ritorna sui suoi
passi e sconta la sanzione prevista dall'ordinamento, in questo modo la
sanzione viene ridotta in funzione del tempo trascorso tra l'avviso e il
ravvedimento. L'effetto premiale c'è sempre, ma sfuma nel tempo.

Una violazione di una norma tributaria può comportare un illecito


penale, se si superano determinate soglie, l'ufficio deve informare la
Procura. principio del doppio binario: I procedimenti amministrativi e
penali viaggiano su binari paralleli, il giudice penale non è vincolato
dalla decisione del giudice amministrativo. Questo perché si utilizzano
metodologie differenti, es. in ambito penale le presunzioni (largamente
usate in ambito amministrativo), non si utilizzano, oppure la prova per
testimoni (valida in ambito penale), non è accettata in campo
amministrativo.
L14
PROCESSO TRIBUTARIO
Norma di riferimento D.lgs 546/92. Il processo tributario è un
processo di tipo impugnatorio, perché si possa proporre ricorso davanti
al giudice, contro un atto proveniente dall'A.F., è necessario che il
contribuente abbia ricevuto un atto impositivo (cartella di pagamento,
avviso di accertamento, comunque un atto impugnabile, atti elencati
nell'art 19), che porti una pretesa tributaria e/o sanzionatoria
dell'A.F. N.b. non importa la forma, ma la sostanza, se l'atto non
rispetta la forma, ma sostanzialmente si tratta di una pretesa
tributaria, l'atto è impugnabile.
E' un processo dispositivo, la materia su cui è chiamato il giudice
la determinano le parti, l'A.E. deve inserire tutti gli atti su cui si
fonda la pretesa tributaria, così il contribuente dovrà fornire tutti i
motivi che lo portano a contestare la pretesa. Il giudice non può
supplire a mancanze di una delle parti del rapporto tributario. Questo
vale anche sul profilo probatorio, devono dar conto al giudice della
fondatezza delle rispettive ragioni, non è sufficiente affermare
circostanze, ma devono essere prodotti i documenti, è infatti un processo
di tipo documentale. Non è ammessa la prova testimoniale, sono ammesse le
dichiarazioni di terzi (generalmente raccolte dalla G.d.F, sono indizi di
prova).
Nel processo tributario vi è uno scambio di ruoli, l'A.F. si dice
sia l'attore sostanziale (attraverso un suo atto si determina il
ricorso), il contribuente interviene nel giudizio con un atto difensivo,
il contribuente impugnando l'atto impositivo si difende.

I modi con cui si fa iniziare il ricorso sono tre:


1) Notifica mediante consegna a mano del ricorso alla Direzione
Provinciale dell'A.E., questa darà una ricevuta di avvenuta consegna, una
copia conforme all'originale (con tutti gli altri documenti difensivi
formando il fascicolo), dovrà essere consegnata presso la commissione
tributaria.
2) Presso l'ufficio postale si fa un piego del ricorso e si
spedisce, allegando la velina accertante l'invio della notifica agli
atti, l'atto conforme e si formerà il fascicolo, che verrà consegnato
presso la commissione tributaria.
3) Il ricorrente si reca dall'Ufficiale Giudiziario con l'atto del
mandato ad agire, l'originale e la copia dell'atto viene consegnata
all'Uff. Giud., che apporrà lo stampo di relata di notifica, l'Uff. Giud.
consegnerà la copia (con gli atti del fascicolo) in commissione
tributaria e tratterrà l'originale che verrà riconsegnato al ricorrente.
L'importante è rispettare i termini di decadenza di 60 gg., fa fede
la data di protocollo, il timbro postale o la data della relata di
notifica.

Passaggio propedeutico alla presentazione del ricorso è la


mediazione, al fine di evitare il giudizio, quando si presenta il ricorso
va presentata una istanza di mediazione, per invitare le parti a trovare
un accordo prima di arrivare davanti al giudice. Consiste in una istanza
che si allega all'atto di ricorso. Il contribuente può proporre
all'ufficio una soluzione diversa da quanto proposto nell'avviso di
accertamento. N.b. la Corte Costituzionale non l'ha ritenuta più
condizione di procedibilità, anche se il legislatore ha ridato spazio a
questa pratica ampliando lo spettro dei tributi a quali si può applicare
la mediazione. Il beneficio è sempre un trattamento sanzionatorio più
favorevole.
In commissione tributaria si forma il fascicolo d'ufficio, che è
composto dal fascicolo del ricorrete e dal fascicolo dell'A.F. Questo
fascicolo viene assegnato ad una sezione del tribunale. A questo punto
viene fissata l'udienza di sospensione o discussione. E le parti verranno
informate della data di discussione del ricorso. venti gg. prima di
questa data le parti avranno la possibilità di produrre documenti, dieci
gg. prima possono depositare memorie illustrative. Sarà possibile
depositare documenti aggiuntivi di cui prima non si aveva conoscenza.
L'ufficio avrà la possibilità di replicare a questi nuovi documenti. La
discussione può avvenire anche a "porte chiuse", in camera di consiglio,
perché è appunto un processo documentale. In seguito alla decisione
avremo il dispositivo della sentenza, per leggere le motivazioni dovremo
fare richiesta alla commissione tributaria.
L16
Quando si parla di imposte sui redditi si deve pensare all'art. 53
Cost, perché rileva il principio della progressività, perché queste
imposte vengono corrisposte sulla base imponibile in funzione di aliquote
che saranno progressive in funzione della grandezza della base imponibile
(es. IRPEF). Questa progressività non vale per altri tipi di tributo dove
vige ad es. un rapporto di proporzionalità (es. IRES, dove il criterio di
progressività viene attuato attraverso la doppia tassazione).

CLASSIFICAZIONE DEI REDDITI


L'art 1 TUIR, ci dice che le imposte sui redditi si applicano al possesso
di redditi (la somma di tutti i redditi). La classificazione dei redditi
è stabilita dall'Art 6 TUIR, e sono 6 categorie, redditi fondiari, di
capitali, di lavoro dipendente, di lavoro autonomo, di impresa, e redditi
diversi.
n.b. quando si parla di accertamento sintetico, l'accertamento riguarda
tutte le categorie di reddito (somma dei redditi), invece l'accertamento
per studi di settore è un accertamento per singola categoria.

Reddito fondiario (art 25)


Norma di riferimento art 25 TUIR 917/86, le norme base sono comunque
gli articoli del c.c. (2082, 2135, ecc).
E' un reddito derivante dal possesso di immobili, sono redditi
fondiari quelli inerenti terreni e fabbricati, e che devono essere
iscritti nel catasto terreni o urbano. Il catasto attribuisce ad ogni
singolo bene un valore, e attraverso questo valore si determina il
reddito. Si è tenuti al tributo indipendente dal fatto che vi sia o meno
uno sfruttamento del terreno.
Nella categoria dei redditi fondiari di terreni, vi è un'ulteriore
distinzione tra redditi dominicali e agrari.
Il reddito dominicale è il reddito del proprietario, e si paga una
quota perché quel terreno può avere un uso agricolo. Ipotizzando che il
proprietario sia anche agricoltore, dovrà corrispondere all'erario
tributi sia in funzione del reddito dominicale sia del reddito agricolo.
L'applicazione del reddito dominicale si calcola in base a tariffe
d'estimo stabilite secondo la qualità e la classe (es. seminativo I^).
Il reddito agrario è il reddito di chi utilizza il fondo attraverso
un'impresa agricola (2135), nei limiti della potenzialità del terreno. Se
il fondo è dato in affitto, pagherà il valore più alto tra reddito
agrario e reddito da affitto.

I redditi dei fabbricati, si dividono in fabbricati propri, concessi


in locazione, destinati al culto, strumentali. Il criterio è sempre
quello catastale, l'imponibile si calcola prendendo la rendita catastale
moltiplicandola per un coefficiente (questi cambiano in funzione di
decisioni politiche). Le pertinenze sono inglobate nell'unità
immobiliare. I fabbricati adibiti a luogo di culto non sono soggetti ad
imposizioni tributarie, così in caso di ristrutturazione edilizia per
tutto il periodo della ristrutturazione. In caso sia concesso in
locazione, l'imponibile da utilizzare è il maggiore tra reddito dei
fabbricati e reddito da locazione.
E' obbligo del proprietario iscrivere il fabbricato in catasto, e
indicare la rendita, comunque l'ufficio se non la ritiene consona ha la
facoltà di modificarla.
Nel caso si tatti di fabbricati di interesse storico artistico, si è
soggetti ad uno sconto del 35%. In caso di seconda casa il reddito è
aumentato di 1/3.
Nel caso di immobile strumentale (utilizzato nell'ambito di attività
d'impresa, es. ufficio), questo non è soggetto a tassazione se utilizzato
dal proprietario del fabbricato.
L17
Reddito da lavoro dipendente (art 51)
Sono quelli che derivano da rapporti di lavoro alle dipendenze di
altri, vi deve essere un vincolo di subordinazione (2094, eterodirezione,
assoggettamento). Altro principio è l'omnicomprensività (qualsiasi
provento provenga dal rapporto lavorativo è soggetto a imposizione
fiscale (stipendi, premi, indennità, rimborsi spese (non deducibili,
mentre nel reddito lavoro autonomo si), escluso TFR). Il TFR è
assoggettato a tassazione separata, in funzione della non giusta
tassazione che avrebbe data la grande quantità di denaro, quindi
utilizzando aliquote alte nonostante sia stato accantonato in molti anni,
violando il principio di progressività (art 53 cost). Sono comprese anche
le quote che il giudice riconosce al lavoratore vincitore di processo.
Sono assimilati (perché manca vincolo di subordinazione), ai redditi da
lavoro dipendente i lavoratori con contratti co.co.co. I costi e le spese
in linea di massima non sono deducibili.

Redditi da lavoro autonomo (art 53)


derivano dall'esercizio di arti o professioni (natura intellettuale,
iscrizione ad albo professionale), deve essere un esercizio abituale (non
occasionale), anche se non in via esclusiva, e non deve essere attività
commerciale (altrimenti rientra nei redditi d'impresa), deve essere
svolta in autonomia (non subordinazione). La base imponibile si calcola
attraverso la somma algebrica dei compensi (somme ricevute per la propria
attività, dove si applica il principio di cassa: le somme maturate anche
in più anni, vanno dichiarate nell'anno in cui vengono incamerate,
percepite dal contribuente). A questa parte attiva vanno scorporate le
spese (componenti negativi), vanno dedotti attraverso il principio della
inerenza, che è il costo sostenuto per avere il risultato finale. N.b.
non tutto è inerente, es. computer dell'ufficio si, spumante per
festeggiare no.
Nel caso un lavoratore autonomo in un anno ha perdite e non
guadagni, li può dedurre dai redditi imponibili dei futuri cinque anni.
L20
Redditi da capitale (art 44)
Sono quelli che derivano dal possesso del capitale nel tempo.
L'imponibile si calcola secondo la naturale valutazione del capitale nel
tempo, sia in forma di interessi (derivanti da rapporti di finanziamento,
scontano un'imposizione del 26%), sia in forma di dividendi (derivanti da
partecipazione in società, si evidenzi il problema della doppia
imposizione, si risolve tassando in via esclusiva gli utili in capo al
soggetto che li ha prodotti, chi li percepisce rimane indenne dal
prelievo). Si noti che in caso di piccole società di capitali, l'A.F. le
tratta come fossero società di persone, quindi presume che gli utili
siano percepiti dai soci (per presunzione assoluta). Principio della
forza attrattiva del reddito d'impresa (tutti i proventi percepiti
nell'esercizio d'impresa non costituiscono reddito da capitale), così
andranno annoverati nei redditi d'impresa.
La tassazione di questi redditi è calcolata al lordo, senza
deduzioni. E vengono tassati secondo il principio di cassa (gli utili si
considerano al momento della percezione e non a quello della
maturazione).
La tassazione può avvenire a titolo d'acconto o a titolo d'imposta
(si estingue l'obbligazione tributaria, si pensi alla banca che versa una
percentuale (26%) dell'interesse del capitale).

Redditi diversi (art 67)


Carattere residuale, rientrano tutti i redditi che non rientrano
nelle categorie precedenti. Tra ipotesi elencate vi sono le plusvalenze
(differenza positiva tra prezzo di cessione e prezzo di acquisto), tra i
casi di plusvalenza vi è la realizzazione di lottizzazione di terreni
(aumento di valore rispetto al terreno originario). Così la cessione di
immobili (entro 5 anni, così si presuppone intento speculativo), se cedo
ad un prezzo superiore al prezzo di acquisto, genero plusvalenza.
Altra categoria sono la cessione di partecipazioni (capital games),
queste partecipazioni vengono tassate dal 49,72% delle qualificate al 20%
per le non qualificate.
Altra ipotesi è la vincita di lotterie, concorsi, sono tassate alla
fonte.

I redditi di provenienza illecita (prostituzione), vengono


assoggettati a tassazione secondo la categoria reddituale più vicina, in
questo caso sono assimilabili come reddito da lavoro autonomo o reddito
diverso.
L21
Redditi d'impresa (IRES, art 72 ss)
Il punto di partenza è il bilancio, che racchiude costi e ricavi. I
soggetti IRES passivi sono le soc di capitali, cooperative, gli enti
pubblici e privati, i trust con attività commerciale (nelle soc di
persone il reddito viene imputato direttamente ai soci, che pagano
l'IRPEF). I comuni (che svolgono attività istituzionale e commerciale),
non pagano IRES, ma non sono completamente esenti da tassazione, pagano
IVA).
L'imposta è periodica (coincide con l'anno solare), anche se la
perdita di esercizio può essere riportata all'esercizio successivo e
scontarla dalle imposte, così le ritenute (acconti IRES versati durante
l'anno, in caso di perdite aziendali, si sarà in credito IRES).
L'aliquota è proporzionale, è del 27,5% (per conformarsi all'U.E.).
L'IRES si paga sul reddito d'impresa, che si determina attraverso la
distinzione dei componenti positivi (ricavi, plusvalenze e
sopravvenienze), e negativi (principio di inerenza, tutti i costi devono
essere inerenti all'azienda). Attraverso il conto economico (accoglie
solo costi e ricavi), che si trova all'interno del bilancio, e si paga in
funzione dell'utile (potrebbe essere negativo, quindi si va a credito per
l'anno successivo).
riepilogando - Il reddito IRES si calcola attraverso il conto
economico (che è dato dalla differenza tra componenti positivi e
negativi), quindi utile o perdita d'esercizio, al quale vanno apportate
delle variazioni.
Appalto, si paga in percentuale degli stati di avanzamento
incassati, e con la stessa percentuale le spese.
L18
Elusione o Abuso del diritto (art. 10bis 212/2000)
complesso di atti attraverso sui il soggetto passivo tiene un
comportamento che formalmente è ineccepibile, ma gli consente di evitare
una disciplina fiscale prevista per quella fattispecie (Tesauro la
definisce: a metà strada tra risparmio lecito di imposta e evasione). Il
contribuente sceglie le disposizioni fiscali a lui più favorevoli. Non vi
è violazione di norme fiscali, ma vi è un raggiro della norma. Da vita a
un risparmio fiscale non dovuto perché non conforme alla ratio della
norma stessa.
Per contrastarla il legislatore ha legiferato norme con ratio
antielusiva, altra tecnica è rinegoziazione dei negozi antielusivi (es.
imposta di registro). Con l'art 37bis D.lgs 600/73 (abrogato), vi era un
elenco delle fattispecie elusive. Ora c'è l'art 10bis L. 212/2000 statuto
del contribuente, è una norma che ha carattere generale antielusivo nello
statuto del contribuente, con questo art. elusione e abuso di diritto
sono equiparati. Il legislatore sostiene che si deve guardare la sostanza
e non la forma. L'operazione è elusiva quando è fatta esclusivamente per
ragioni fiscali.
In questo modo, saranno considerate abuso di diritto le operazioni
prive di sostanza economica che, nel rispetto formale delle norme
fiscali, realizzano vantaggi fiscali indebiti. Le condizioni in cui
scatta l’abuso di diritto sono tre: l’assenza di sostanza economica delle
operazioni effettuate, la realizzazione di un vantaggio fiscale indebito
e il fatto che questo vantaggio sia l’effetto essenziale dell’intera
operazione. La fattispecie in questione sarà applicata a tutte le imposte
dirette e indirette, ma non a quelle doganali. In ogni caso, l’abuso non
potrà essere rilevato d’ufficio dal giudice tributario.

Evasione
violazione diretta della norma tributaria, prevede sanzioni
amministrative e/o penali. Possono essere omissioni pure e semplici o
attraverso modi più raffinati come finzione, simulazione, ecc. (vendo un
immobile dichiarando 100 invece l'ho venduto a 150).
PRINCIPIO DI INERENZA

ASSENZA DI UNA NOZIONE ESPRESSA DI INERENZA : Per capirne il concetto è


necessario individuare il quadro normativo tributario.
IN GENERALE: inerenza come autonoma condizione di deducibilità dei costi
nelle imposte sui redditi.
Inerenza come relazione tra il concetto di spesa e di impresa assumendo
rilevanza il costo... in virtù di una correlazione con un’attività potenzialmente
idonea alla produzione di utili (Cass. 16826/2007).
Inerenza del costo ed imputazione al conto economico (art. 109, c. 5 T.U. 917/1986)
La regola generale della previa imputazione è derogata per le componenti
negative diverse dagli interessi passivi qualora le stesse si riferiscono ad
attività o beni da cui derivano ricavi o altri proventi che concorrono a formare il
reddito o che non vi concorrano in quanto esclusi.

Riferibilità: concetto a cui dare un contenuto:


• Richiamare la nozione di impresa civilistica (art. 2082 c.c.) ed il concetto di
durata
• Art. 55 T.U. 917/1986 e rapporto con il diritto civile.

Il principio d'inerenza costituisce un fondamentale requisito nella determinazione del


reddito d'impresa (ma più ampiamente di qualsiasi reddito che sia tassato al netto dei costi,
ovvero anche di lavoro autonomo o diverso) ed anche per la detrazione dell'Iva.
In prima approssimazione può dirsi che l'inerenza intende stabilire un collegamento tra il
costo e l'attività d'impresa produttiva del reddito che viene tassato. Sulla base di questa
definizione, non sono certamente inerenti e pertanto non rilevano nella determinazione del
reddito, le spese di carattere personale dell'imprenditore.
Il concetto di inerenza, pur basilare, non trova una puntuale definizione normativa
all'interno del DPR 917/1986: buona parte degli studiosi lo ritiene un principio non
strettamente di carattere fiscale, ma che deriva dalle norme generali che regolano la
formazione del bilancio d'esercizio. In sostanza sarebbero i principi civilistici ad escludere
l'indicazione nel bilancio di elementi negativi estranei all'attività imprenditoriale. Tale
principio assumerebbe poi rilevanza anche fiscale, in forza del richiamo dell'art. 83 DPR
917/1986, al risultato del bilancio quale punto di partenza per il calcolo del reddito imponibile.
Secondo altri studiosi invece il principio di inerenza sarebbe in realtà normativamente
disciplinato dall'art. 109 c. 5 DPR 917/1986 laddove si prevede che "Le spese e gli altri
componenti negativi diversi dagli interessi passivi, tranne gli oneri fiscali, contributivi e di
utilità sociale, sono deducibili se e nella misura in cui si riferiscono ad attività o beni da cui
derivano ricavi o altri proventi che concorrono a formare il reddito o che non vi concorrono
in quanto esclusi". Si tratta in realtà di una conclusione discutibile, atteso che più
propriamente l'art. 109 c. 5 non contiene una disciplina generale del concetto di inerenza,
ma fissa i criteri per il calcolo del cosiddetto pro-rata di deducibilità dei costi. In altre
parole, quando un'impresa genera sia ricavi imponibili e ricavi esenti, si pone il problema
(risolto con il predetto comma) di individuare quali spese sono riferibili ai ricavi imponibili
e quindi deducibili.
La giurisprudenza si è ripetutamente occupata del principio di inerenza dei costi:
• un orientamento più recente, richiede per la deduzione un legame tra il costo sostenuto e
l'attività d'impresa in generale (con esclusione quindi delle spese di carattere extra
aziendale);
• un orientamento più risalente, probabilmente in forza di una rigorosa lettura dell'art. 109
c. 5 DPR 917/1986, si spingeva a richiedere uno stretto collegamento tra il costo e la
produzione del ricavo, cosicché erano da considerarsi non inerenti tutti quei costi che
non producevano ricavi (quali ad esempio spese per migliorare l'immagine dell'impresa
che infatti sono oggetto di specifiche disposizioni normative).
Anche la più recente giurisprudenza, in taluni casi, si è spinta a ritenere non inerenti, almeno
in parte, costi sostenuti dall'imprenditore che per il loro ammontare apparivano assolutamente
eccessivi o sproporzionati rispetto alla logica economica, così da indurre il sospetto di
violazioni fiscali (cosiddetta inerenza quantitativa). Tale impostazione non incontra completo
consenso nella dottrina.
Un principio sostanzialmente analogo si rinviene nell'Iva: l'art. 19 DPR 633/1972 prevede
espressamente che il soggetto passivo ha diritto di detrarre (dall'imposta da versare allo Stato)
"l'imposta assolta o dovuta (...) o a lui addebitata a titolo di rivalsa in relazione ai beni ed ai
servizi importati o acquistati nell'esercizio dell'impresa, arte o professione." In tal modo per il
soggetto passivo si realizza la cosiddetta neutralità dell'imposta, poiché riesce a recuperare
totalmente (salvo altre limitazioni) l'imposta che ha pagato nell'ambito dell'attività
economica. Rimane invece a suo carico, alla stregua di un consumatore finale, l'imposta
pagata su operazioni estranee all'attività.

PARTE SPECIALE: DOMANDE FREQUENTI


IVA –
D- perché è tendenzialmente neutrale?
D- per quali soggetti è tendenzialmente neutrale l'IVA?
D- quali istituti consentono la tendenziale neutralità dell'IVA?
D- Come opera la rivalsa e la detrazione?

QUALI SONO I CRITERI DI IMPUTAZIONE TEMPORALE

QUALI SONO I COMPONENTI POSITIVI DEL REDDITO DI IMPRESA

QUALI sono i presupposti, invece, per cui un componente negativo possa


essere portato in deduzione?
TEST 18/12/2016
D. 1- Il tributo è una prestazione patrimoniale?
R. Coattiva da soggetti residenti sia in Italia che all'estero.
Qual è il criterio che obbliga i residenti all'estero a pagare imposte in
Italia.
Es. il possesso nel territorio dello Stato italiano di immobili → IMU
IMMOBILI pagano imposte per il luogo in cui si trovano a prescindere
dalla residenza.
- TEMA: MACROCATEGORIE distinte IMPOSTE e TASSE
D. Qual'è il tratto distintivo tra un'imposta e una tassa?
TASSE= TRATTO DI SINALLAGMATICITA'

Nella tassa abbiamo un rapporto di sinallagmaticità-→ rapporto esistente


tra ghi eroga la prestazione e chi gode del beneficio di questa
prestazione →
prestazione: es. pagamento tasse universitarie-
controprestazione: poter seguire lezioni – dare esami ecc.

IMPOSTA = OBBLIGO CONTRIBUTIVO che esula dal tratto di sinallagmaticità


ed obbliga chiunque ai sensi dell'art.53 manifesti un'attitudine a
produrre un reddito-→ UNA CAPACITA' CONTRIBUTIVA -OBBLIGO QUESTI SOGGETTI
A CONTRIBUIRE ALLE SPESE PUBBLICHE.

TRATTO COMUNE → IMPOSTE E TASSE


• NATURA COATTIVA
• PREVISTE DA NORMA LEGISLATIVA-→ LEGGE

CAPACITA' CONTRIBUTIVA-→ importante- ci porta all'art.53 cost.-→ tt sono


tenuti a concorrewre alle spese pubbliche in ragione della loro capacità
contributiva. - Il sistema tributario è informato a criteridi
progressività
D. 6- Quali sono le caratteristiche della capacità contributiva?
R.- ATTUALITA' ED EFFETTIVITA'

D. Quale caratteristica deve avere per avere rilevanza al fine della


partecipazione al sostenimento delle spese pubbliche?
R.ATTUALE – EFFETTIVA – IRRETROATTIVA
La capacità di produrre reddito deve avere natura effettiva.

D. Quale altro argomento abbiamo incontrato vedendo le METODOLOGIE DI


ACCERTAMENTO sulla base del quale l'agenzia delle Entrate ridetermina il
reddito non dichiarato o dichiarato da parte del contribuente?
NON PUO' ESSERE POTENZIALE
NON PUO' ESSERE MERAMENTE PRESUNTA
Quando ragioniamo di capacità contributiva e sua effettività, dobbiamo
pensare
EFFETTIVITA' = IMPOSSIBILITA' DI RIDETERMINARE IN MANIERA POTENZIALE O
PRESUNTIVA IL REDDITO DICHIARATO
Questa affermazione va chiarita perché nel nostro ordinamento troviamo
diverse metodologie di accertamento TIPO PRESUNTIVO →
come sta in piedi un sistema se
da un lato l'art.53 ci dice che la capacità contributiva deve essere
effettiva e
dall'altro, però, l'ordinamento tributario affievolisce notevolmente
l'onere probatorio che sta in carico all'amministrazione finanziaria
quale entre creditore → soggetto attivo dell'obbligazione tributaria.
Lo affievolisce perché attribuisce all'ente, Amministrazione Finanziaria,
diversi strumenti di accertamento preventivo del reddito → studi di
settore – accertamento sintetico, accertamento extracontabile tout court-
accertamento induttivo = tutti strumenti con cui l'ufficio ridetermina in
maniera presuntiva il reddito.
Ma effettività rimane parola vuota o mantiene rilevanza e coerenza di
fronte alla possibilità dell'ufficio di operare in maniera induttiva?
No, perché anche se l'A.F. opera presuntivamente ha degli obblighi
procedimentali, imposti dalla legge es. chiamare al contradditorio il
contribuente e in questo il contribuente può portare delle prove-→
fornendo le prove il contribuente cosa è tenuto a dimostrare? es sciatore
che cade e x 6 mesi non può lavorare-→ accertamento presuntivo su studi
di settore , in quel contradditorio contribuente si è difeso a fronte di
un accertamento presuntivo basato solo sugli studi di settore e in quella
sede il contribuente ha portato a sua difesa tutti gli elementi da cui
potesse emergere la sua capacità contributiva effettiva: certificati
medici da cui si evince l'infortunio-→ ha dimostrato documentalmente
fase procedimentale = tt quella che sta a monte dell'emissione del
dispositivo → contradditorio → momento centrale della pretesa fiscale nel
quale contribuente e amm.ne interloquiscono per colmare quel gap
informativo esistente. A.F. non ha tt le informazioni utili per
determinare il reddito effettivo del contribuente, gli studi di settore
sono uno strumento generalizzato e astratto che riguarda tutti i
contribuenti che ricadono in quella det categoria e quindi è onere del
contribuente far emergere nel contradditorio eventuali discostamenti
dovuti a situazioni straordinarie.
Studio di settore si basa su una presunzione di 12 mesi e se contribuente
dimostra che per otto mesi non ha potuto prestare attività lavorativa,
sarà ovvio che quello studio di settore non potrà essere applicato a quel
contribuente. Pertanto il tratto caratterizzante della natura effettiva
della capacità contributiva non è in contrasto con il fatto che il
legislatore abbia previsto strumenti di accertamento di tipo presuntivo,
perché le presunzioni sono tendenzialmente di tipo RELATIVO → consente la
prova contraria e quindi consente al contribuente di dimostrare qual'è la
sua effettiva capacità contributiva.

D 9- In base alla c.d. solidarietà (+ soggetti) nell'obbligazione


tributaria.
R. il pagamento è valido se effettuato da uno qualsiasi dei coobbligati.
→ principio cardine delle obbligazioni solidali

SOLIDARIETA' TRIBUTARIA : quali sono le 2 categorie che possiamo citare?


Solidarietà di tipo paritetico e dipendente
norma di riferimento art.64 DPR 600/73 , disciplina accertamento delle
imposte sui redditi
dipendente→ chi è il soggetto che realizza il presupposto di imposta?
rapporto tra datore di lavoro e dipendente
Il sostituto di imposta è il datore di lavoro- responsabile di imposta
il sostituito è il dipendente, soggetto che presta propria attività
lavorativa
Sostituto d'imposta è colui che in luogo di altri versa somme a titolo di
imposta in relazione a un presupposto impositivo che riguarda un altro
soggetto → il sostituito.
Nella sostituzione di imposta bisogna sempre tener presente che il
rapporto tributario rimane sempre quello che sorge tra sostituito di
imposta ed erario, presupposto impositivo è del lavoratore che lo
realizza nel momento in cui percepisce le somme, corrisposte dal datore
di lavoro, per l'attività lavorativa prestata dal lavoratore → il
sostituito ( lavoratore) realizza il presupposto di imposta. Il
sostituito realizza la fattispecie collaterale → trattenere una ritenuta
( 20% delle somme che vengono corrisposte mensilmente: su €.100
lavoratore riceve 80 e 20 vanno versate all'erario direttamente dal
datore di lavoro).
Questa trattenuta viene esercitata attraverso il diritto di rivalsa da
parte del datore di lavoro.
Domanda classica: Qual'è la ragione per cui il legislatore si è inventato
questo sistema di attuazione del tributo? I soggetti, lavoratori, non
potevano presentare una dichiarazione e procedere loro stessi a liquidare
l'imposta? Perchè c'è un altro soggetto che ci pensa, qual'è la ragione?
L'immediatezza- anticipazione del momento di incamerazione delle somme,
certezza della riscossione da parte dell'erario. Il datore di lavoro non
avrebbe interesse di riversare nelle casse dell'erario le ritenute che
mensilmente opera perché il datore di lavoro è indifferente versare
all'erario o lavoratore, sempre quella somma deve esborsare.
Con l'immediatezza l'erario incamera anticipatamente le somme a titolo di
imposta, avrà subito la sua liquidità senza dover aspettare le
dichiarazioni, che di norma avvengono a fine anno.

D- Se datore di lavoro opera la ritenuta al lavoratore e invece non versa


le somme all'erario, che succede? E, soprattutto il legislatore
attraverso quale strumento di controllo può fare emergere questa
situazione?
A.F.
Ogni datore di lavoro dovrà fare la dichiarazione attraverso il mod.770,
da cui si evinceranno tutte le ritenute operate nei confronti dei
sostituiti di imposta, a quel punto l'ufficio andrà a verificare se c'è
stato effettivamente il versamento.
D- Attraverso quale strumento l'Agenzia delle Entrate, senza uscire dal
proprio ufficio, verifica l'esatto adempimento degli obblighi tributari?
Attraverso la LIQUIDAZIONE DELLA DICHIARAZIONE → art.36 bis = CONTROLLO
FORMALE o 36 ter → confronto dei dati della dichiarazione -770 =
ritenute operate e dall'altra parte con l'anagrafe tributaria si
verificherà se a quelle ritenute siano seguiti gli effettivi versamenti
di quanto trattenuto. INCROCIO DATI → ritenuto operate e non versate-→
obbligazione solidale, cosa può fare l'Ufficio? Caratteristica
dell'obbligazione solidale è che l'ufficio può chiedere l'adempimento
dell'obbligazione indistintamente ad uno dei due soggetti obbligati es.
lavoratore, Che cosa fa?
Lavoratore può pagare poi avrà diritto di rivalsa nei confronti del
datore di lavoro (tutela differita), oppure dimostra all'Ufficio, con
documenti alla mano es buste paga, che ha ricevuto solo le somme a lui
dovute e la ritenuta è stata effettivamente trattenuta dal datore di
lavoro → buste paga- estratto conto. Dimostriamo che effettivamente
abbiamo ricevuto le somme al netto della ritenuta.
D- Quale PRINCIPIO IN MATERIA TRIBUTARIA dovrebbe indurre l'ufficio ad
archiviare questa posizione attraverso l'emissione dell'atto che
definisce il controllo formale?
Il principio del divieto di doppia imposizione
violazione art.53, principio di giusta imposizione perché ciò che
dovrebbe indurre l'A.F. ad archiviare questa posizione risiede nel
principio del divieto di doppia imposizione-→ duplicazione della pretesa
sulla base del medesimo presupposto impositivo.
AVVISO DI ACCERTAMENTO E MOTIVAZIONE
D In che cosa consiste la motivazione, quali soggetti è rivolta e che che
serve la motivazione nell'avviso di accertamento?
D.15- La motivazione dell'avviso di accertamento
R- E' l'iter logico giuridico seguito dall'ufficio in relazione alla
individuazione del presupposto ed alla determinazione della base
imponibile e dell'aliquota

SCHEMATICAMENTE CONCETTO DI MOTIVAZIONE →


ragioni di fatto prima ancora che di diritto
quelle di diritto riguardano l'individuazione del presupposto impositivo,
la determ della base imponibile e l'aliquota.
In realtà quello che riguarda la det della base imponibile e l'aliquota
non riguarda propriamente la motivazione quanto il dispositivo
dell'avviso di accertamento →
motivazione: ragioni di fatto→ c'è stata una verifica → emesso PVC →
rilievi sono stati … e quindi si è pervenuti ad accertare un maggior
reddito ai sensi degli artt….. norme applicate
dispositivo: parte dell'avviso di accertamento che ha due colonne
sx → dichiarato→ contribuente ha dichiarato nella sua dichiarazione
dx → accertato→ maggior reddito accertato→ rilevato che ho effettuato
acquisti per un importo superiore di almeno il 20% delle somme che ho
speso in quell'anno
TRATTO CARATTERIZZANTE DI OGNUNA DELLE TIPOLOGIE DI ACCERTAMENTO
accertamento sintetico→ si basa sulle fonti di spesa → e la discrepanza
tra la fonte di spesa che viene rilevata dall'ufficio e il reddito
dichiarato → discreparanza 20%= reddito imponibile che il contribuente
non ha assoggettato a tassazione.
DISPOSITIVO= det del maggior reddito imponibile e liquidazione delle
imposte. Alla base imponibile così det, se persona fisica, si applica
l'aliquota marginale → quella che corrisponde allo scaglione del reddito
per quel contribuente.
D- La motivazione a quali soggetti si rivolge?
Può essere declinata in 3 prospettive
D- Se l'atto non è sufficientemente motivato, qual'è la conseguenza?
L'atto è nullo- art.42 DPR 600/1973
1. L'obbligo di motivazione, innanzitutto si rivolge all'A.F. che ha
l'obbligo di motivare in maniera autoportante l'atto impositivo.
2. Si rivolge al soggetto passivo perché tutela il diritto di difesa
del contribuente perché, attraverso la motivazione può comprendere
se la pretesa è fondata oppure no e può fare le scelte difensive del
caso e se ritiene che l'avv.acc non è fondato non lo pagherà e
instaurerà un contradditorio attraverso la presentazione di
un'istanza DI ACCERTAMENTO CON ADESIONE - D- Qual'è lo strumento
attraverso il quale il contribuente può instaurare un contradditorio
con l'ufficio? → NON RICORSO perché col ricorso propongo
impugnazione e vado davanti al giudice tributario, AUTOTUTELA
chiedo all'ufficio di annullare in tt o in parte l'atto, l'ufficio
non ha obbligo di rispondermi e con questa autotutela, come spesso
accade, non si ha più traccia perché l'ufficio non ha obbligo di
risposta e non c'è alcuna conseguenza rispetto al silenzio protratto
da parte del contribuente. ISTANZA DI ACCERTAMENETO CON ADESIONE →
D.LGS 217/1997 è la disciplina cardine che riguarda il
contradditorio in generale- tra un ufficio e il contribuente ed è
importante perché vi è una differenza come una vera autotutela in
quanto l'ufficio ha l'obbligo di convocare il contribuente entro 15
giorni → con questa istanza ottengo il risultato di confrontarmi con
l'ufficio e non come nel caso in cui faccio istanza in autotutela e
non è detto che vi sia davvero un contradditorio.- Se contribuente
si può difendere- es. sciatore- instaura contradditorio e avrà il
vantaggio che in quell'occasione può produrre documenti, memorie
difensive- si difenda. Il contribuente non inizia a difendersi nel
momenti in cui presenta il ricorso ma molto prima, NELLA FASE
PROCEDIMENTALE- NEL CONTRADDITORIO che deve essere riempito di
contenuti. A che serve il contradditorio se non ha ricadute
pratiche: dimostrare proprie ragioni con la presentazione di
documenti. In che modo il contribuente può sfruttare a proprio
vantaggio il contradditorio? Quale obbligo impone a carico
dell'A.F.: nel momento in cui il contribuente afferma circostanze,
questo non è sufficiente perché deve allegare i fatti e darne prova
attraverso documenti→ allegato il fatto di non aver potuto lavorare
per otto mesi- come lo dimostro? Con la certificazione medica e
quant'altro. In questo quale obbligo rovescio a carico dell'A.F. -
quello per il quale l'A.F. se non ritiene sufficienti le
giustificazioni prodotte nel contradditorio- emettere avviso di
accertamento e non accogliere le giustificazioni, nell'avviso di
accertamento l'ufficio dovrà dar conto le ragioni per le quali le
ragioni del contribuente non sono state ritenute soddisfacenti e, se
non lo facesse→ carenza di motivazione- motivazione insufficiente=
atto nullo. Vantaggio pratico assai rilevante = obbligare l'A.F. a
un onore motivazionale aggiuntivo che è sempre richiesto ai sensi
dell'art.42 del DPR 600/73. In questo caso il contribuente con il
ravvedimento operoso potrà pagare, sconterà delle sanzioni ridotte.
3. ….
D-17 il c.d. controllo formale della dichiarazione-
Qual'è l'atto che conclude il controllo formale- (36 bis e ter → l'atto
che definisce il controllo è l'iscrizione a ruolo).
l'ISCRIZIONE A RUOLO

L'avviso di accertamento nei controlli sostanziali


il ruolo = spartiacque tra l'accertamento del tributo, intesa come fase
nella quale si determina l'an e il quantum della pretesa tributaria e il
passaggio alla fase successiva→ RISCOSSIONE DEL TRIBUTO, in quanto il
ruolo costituisce titolo per l'emissione della cartella di pagamento.
A.F. emette il ruolo→ elenco infinito di debitori con indicato per
ciscuno del titolo del debito e importo dovuto- ,lo trasmette all'agente
della riscossione → Equitalia → estrapolata per ciascun debitore sua
posizione = ESTRATTO DI RUOLO che troviamo dentro la CARTELLA DI
PAGAMENTO. Nell'estratto di ruolo troviamo la motivazione della cartella
di pagamento e se fa riferimento a un controllo formale leggeremo art.36
bis- ter ecc. e anche alla comunicazione dell'AVVISO BONARIO- ADEMPIMENTO
IMPORTANTE perché se l'ufficio scrive a ruolo delle somme senza aver
prima comunicato quali fossero le discrepanze rilevate, attroverso
l'avviso bonario, se l'ufficio quindi non avesse instaurato il
contradditorio l'iscrizione a ruolo sarebbe NULLA, qst ce lo dice LO
STATUTO DEI DIRITTI DEL CONTRIBUENTE → ART.6 ultimo comma- L.212/2000.
N.B.- AVERE MOLTO CHIARO-
Qnd parliamo di CONTROLLO FORMALE la sequenza sarà questa:
CONTROLLO
AVVISO BONARIO
GIUSTIFICAZIONI DA PARTE DEL CONTRIBUENTE
ACCOGLIMENTO O MENO- se vengono accolte nessun seguito altrimenti RUOLO
rappresenterà quel titolo per l'emissione della cartella di pagamento,
NON AVREMMO MAI UN ACCERTAMENTO.
Viceversa quando parliamo di CONTROLLI SOSTANZIALI la sequenza sarà
diversamente
le due MACROCATEGORIE SONO: CONTROLLO FORMALE e CONTROLLO SOSTANZIALE
formale l'abbiamo visto
CONTROLLO SOSTANZIALE
Quali sono le norme cui facciamo riferimento? DPR 600/1973→ ARTT 32 e ss
E 633/1972 sull’IVA → art.54- sono speculari, identici uno riguarda
l'accertamento sull'imposta dei redditi e l'altro le rettifiche ai fini
IVA

COME RIFERIMENTO: POTERI ISTRUTTORI, quali sono? La trilogia


ACCESSO - ISPEZIONI – VERIFICHE
ACCESSO= poter accedere nei locali dove si svolge l'attività
professionale o imprenditoriale→ occorre →
1. atto autorizzativo da parte del direttore dell'Agenzia delle
entgrate nel cui territorio ha il domicilio fiscale il soggetto che
viene verificato
2. dovrà essere aut motivata,
3. indicato anno di imposta per cui si opera la verifica,
4. i tributi per cui si effettua la verifica, altrimenti l'ufficio o la
GDF che è il soggetto ausiliario non può entrare nei locali dove si
svolge l'attività imprenditoriale o professionale e mettere a
soqquadro tutto e recuperare quello gli pare, NO, la verifica deve
svolgersi secondo dei moduli procedimentali che sono quelli
porevisti dalle norme citate →innanzitutto autorizzazione-
conseguenza pratica della violazione di una norma di questo tipo→
nullità degli atti se GDF acquisisce documentazione
illegittimamente, redige PVC- tutta l'attività svolta è illegittima
e quindi anche se vi sono rilievi che sono stati sollevati nei
confronti di quel contribuente, qst non è utilizzabile e pertanto se
utilizzato per motivare l'avviso di accertamento questo sarebbe
nullo perché manca l'atto a monte di tutta l'attività svolta nella
fase procedimentale e poi conferita nell'atto finale.

ISPEZIONE = attività propria di ispezionale, controllare i locali al fine


di recuperare materiale utile dal punto di vista di emersione di utile
non dichiarato;

VERIFICA= Consiste sia nella redazione dei processi di verifica


giornalieri- devono essere compilati per ogni giorno in cui si protrae la
verifica poi l'atto che compendia tutta l'attività→ PROCESSO VERBALE DI
CONSTATAZIONE = PVC

Qual'è il rapporto tra processo verbale di constatazione e l'avviso di


accertamento?
Rapporto SIMBIOTICO perché per l'A.F. quell'atto rappresenta la
fondatezza della pretesa tributaria , la fondatezzza,la legittimità, la
fondazione e la prova.
MOTIVAZIONE/Riscontro probatorio→ L'A.F. può motivare splendidamente
l'avviso di accertamento ma se poi non ne da prova , quella è una
motivazione che non ha un riscontro probatorio.
MOTIVAZIONE/PROVA= due facce della stessa medaglia e nella sequenza
immaginata ma che giustifica: VERIFICA FISCALE - accesso ispezioni-
verifiche)che si conclude col PVC, il PVC rappresenta l'atto rispetto al
quale l'A.F. motiverà per relationem, richiamando la propria pretesa.
In questa sequenza l'atto sarà motivato-
rapporto simbiotico→ costituisce motivazione e prova della pretesa
tributaria.

Il PVC è un atto impugnabile? → NO non è impugnabile perché non è un atto


nel quale vengono liquidate le imposte.

Attraverso il PVC la GDF constata le violazioni delle norme tributarie,


ma poi qualè il soggetto che ha la potestà impositiva→ l'A.F. che la
esercita con l'emissione dell'avviso di accertamento.

FASE PROCEDIMENTALE→ ACCESSO -ISPEZIONI-VERIFICHE: richiesta poi


autorizzazione nel caso in cui si faccia accesso presso il domicilio
fiscale del contribuente -art.14 cost. Ecc.
PVC→ 1° snodo
EMISSIONE DELL'AVVISO DI ACCERTAMENTO
3^ FASE è quella della RISCOSSIONE → OGGI CAMBIATA DA COM'ERA FINO AL
2011 -PRIMA AVVISO ACCERTAMENTO NON ERA UN ATTO IMMEDIATAMENTE ESECUTIVO,
NON CONSENTIVA ALL'AGENTE DI RISCOSSIONE DI PROCEDERE CON QUELLA
RISCOSSIONE- era necessario che quell'avviso di accertamento divenisse
definitivo→ se non veniva impugnato nei termini di 60 giorni- oppure
perché seppure impugnato l'avviso veniva confermato dai 3 gradi di
giudizio. Qnd diveniva esecutivo l'ufficio avrebbe potuto formare il
RUOLO e quindi emissione della CARTELLA.
Questa sequenza oggi è valida per tutti i tributi che non siano IMPOSTE
DIRETTE IVA IRES IRPEF IRAP
Rimane in piedi nelle ipotesi residuali IMPOSTE DI TRASFERIMENTO-
REGISTRO- IPOTECARIA CATASTALE- TRIBUTI LOCALI.
Per tutte le altre OGGI l'avviso di accertamento è un atto IMPO-ESATTIVO=
sia ancora mantiene le caratteristiche dell'atto impositivo: accerta
maggiori redditi, liquida le maggiori imposte, irroga le sanzioni;
ma ha incamerato, inoltre, anche le caratteristiche del RUOLO e della
cartella di pagamento – pag 2 avviso c'è scritto:” questo avviso di
accertamento è anche atto utile per il pagamento delle somme ivi indicate
entro il termine di 60 giorni”. Quindi Avv.Accertaemnto è uno e trino, è
atto impositivo, rappresenta titolo e ruolo per la riscossione .
Qual'è l'atto tipico della riscossione? LA CARTELLA DI PAGAMENTO
ED è immediatamente esecutivo Perché SE NON IMPUGNO L'ATTO ENTRO 60
GIORNI L'ATTO DIVENTA DEFINITIVO E NEI 30 GG SUCCESSIVI SE IO NON PAGO
L'UFFICIO → EQUITALIA mette in moto la macchina per la riscossione
coattiva.

Le 3 FASI
PROCEDIMENTALE
DI ACCERTAMENTO
DI RISCOSSIONE

vanno individuate distinguendo


CONTROLLI FORMALI
CONTROLLI SOSTANZIALI
nell'ambito dei controlli SOSTANZIALI distinguendo tra

ACCERTAMENTO ESECUTIVO riguarda solo imposte quali IMPOSTE DIRETTE= IVA


IRES IRPEF IRAP = TRIBUTI PORTANTI

4^ FASE- LATENTE che si innesta nel procedimento del tributo→


FASE DEL CONTENZIOSO perché ancor più oggi che l'avv.accert. È esecutivo,
se io decido di impugnare, e quindi non verso un euro, quell'avviso di
accertamento decorso il termine di 90 gg , potrebbe consentire ad
Equitalia di agire e quindi notificarmi un fermo amministrativo,
procedere all'iscrizione ipotecaria, pignoramento presso terzi, ecc.

Qual'è la via che ha il contribuente per sospendere l'efficacia esecutiva


di questo avviso?
Quello di richiedere un provvedimento di sospensione al giudice
tributario, come? Attraverso l'atto di impugnazione che ho proposto dovrò
inserire anche un'ISTANZA CAUTELARE , con la quale chiedo al giudice
di sospendere finché non si decida nel merito della pretesa se quelle
somme sono dovute o meno, di SOSPENDERE L'ESECUZIONE.
Anche prima l'ufficio non doveva aspettare la sentenza definitiva per
poter iscrivere le somme a ruolo, doveva aspettare solo per iscrivere le
somme definitive, per l'intero importo. Anche in pendenza di giudizio,
come oggi, l'ufficio può iscrivere a ruolo le SOMME A TITOLO PROVVISORIO
ART 15 DPR 602/73 sulla riscossione –Z l'ufficio può iscrivere fino ad
1/3 delle somme iscritte a ruolo.
Se l'ufficio iscrive le somme a titolo provvisorio, qual’è la via che ho
per sospendere l'esecuzione? Nel proporre ricorso dovrò , ancora una
volta, introdurre L'ISTANZA DI SOSPENSIONE.
ALTERNATIVA è quella di CHIEDERE ALL'UFFICIO DI SOSPENDERE L'ESECUZIONE,
cioè UN'ISTANZA IN VIA AMMINISTRATIVA, ma non è affatto efficace.
ALTRA SOLUZIONE PRATICA CHE OBBLIGA L'UFFICIO A SOSPENDERE L'ESECUZIONE è
quella di CHIEDERE UNA DILAZIONE DI PAGAMENTO→ FACCIO FRONTE ALMENTO AL
PAGAMENTO DELLA PRIMA RATA – l'ufficio ha l'obbligo di NON PROCEDRE- NON
PUO' RISCUOTERE PER INTERO.
DILAZIONE DI PAGAMENTO istituto incoraggiato dal legislatore anche
consentendo di mantenere in piedi la dilazione anche se il contribuente
ogni tanto ometta di versare le rate - consentito saltare fino a 8 rate.