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Singer

a uno pseudonimo

LETT
Tornano i temi
Avvenire - 20/12/2019 a lui cari: l’inganno,
Copia ridotta al 63% del formato originale a4 della pagina
Pagina : A12
l’amore e il mistero

Luccone

ROMANZO
FULVIO PANZERI

N
on sembrano essere del
tra crisi tutto chiusi i conti con
l’opera di un grande del

e allegoria Novecento del calibro di Isaac Ba-


shevic Singer visto che riesce a ri-
servarci ancora sorprese, a di-
stanza di quasi trent’anni dalla
ALESSANDRO ZACCURI sua morte, avvenuta nel 1991. In-
fatti da ciò che lo scrittore proba-

P
oi viene il giorno in cui tutto bilmente aveva messo da parte,
si concentra in un istante: pur pensando a un’eventuale fu-
l’amore e l’ambizione, il tura pubblicazione, affiorano te-
fallimento della rivoluzione hacker sti che risultano fondamentali per
e quello di un matrimonio, i testi una rilettura più approfondita o
che si accumulano nel faldone di per un confronto con altri suoi ro-
Moses Sabatini (nome da cabalista manzi. Lo sta a dimostrare il pre-
e destino da intellettuale errante) e zioso lavoro di riscoperta che ha
i racconti che Emanuele ha intrapreso la casa editrice A-
inventato davanti allo specchio nei delphi, recuperando opere che e-
diciotto anni in cui si è meritato il rano rimaste in forma di dattilo-
soprannome di «Capitan Parola». È scritto negli archivi e che possia-
un esordio romanzesco mo a ragione considerare non cer-
inconsueto, questo La casa mangia to minori, ma alla pari, come va-
le parole che Leonardo G. Luccone lore, dell’opera conosciuta. Si trat-
pubblica da Ponte alle Grazie dopo ta di romanzi che Singer aveva
una lunga militanza editoriale nella pubblicato a puntate su un quo-
quale rientrano numerose tidiano yiddish di New York, nel-
traduzione dalla letteratura la seconda metà degli anni Ses-
angloamericana, la creazione dello santa, utilizzando uno pseudoni-
studio Oblique e un saggio di mo, quello di Ytzkhok Warshaw-
divertita erudizione, Questione di ski, con il quale ha firmato anche
virgole, edito a Laterza nel 2018. numerosi pezzi giornalistici. La
Esordio inconsueto, si diceva, non motivazione per cui non aveva u-
solo per la mole di oltre 500 pagine, sato il proprio nome era quella di
ma anche e specialmente per distinguere una produzione che,
l’impianto, abilmente sostenuto da negli intenti dello scrittore, vole-
un alternarsi di piani temporali che va essere più popolare, ma si sa
l’autore in parte segnala e in parte che l’esito e la riuscita di un’ope-
lascia intuire. Per quanto ra non sempre dipendono dal ca-
sfaccettata e corale, la storia che La rattere che vuole imprimergli l’au- Lo scrittore Isaac Bashevis Singer (1902-1
casa mangia le parole ricostruisce è
in fondo unitaria e compatta nel

RACCONTI
suo esito, che si condensa in un
finale tanto misurato nella sua
formulazione quanto essenziale
per cogliere l’equilibrio
Le eroine del mito riviv
complessivo. Anche per effetto di BIANCA GARAVELLI Da Michela Mur
alcuni elementi a Valeria Parrella

I
dell’ambientazione (una buona miti delle eroine tristi che si trovano sot- otto autrici di ogg
parte della trama è occupata dalle to il titolo di Eroidi, “eroine”, compon-
vicende della Bioambiente, gono una delle opere più interessanti e si ispirano all’ope
un’azienda romana che opera, in moderne di Ovidio: ventuno lettere che so- di Ovidio per ind
modo più o meno persuaso, nel no altrettante riscritture di una leggenda na- la complessità
mercato delle energie sostenibili), ta nel mondo greco o in quello latino. Il poe-
si ha spesso la sensazione che ta immagina che a scriverle siano le prota-
della condizione f
Luccone abbia voluto darci un goniste (e solo in tre casi i loro amati), met- fino a ribaltare
Underworld italiano, sostituendo al tendo a nudo le loro profonde ferite, e i desi- la propsettiva nar
misticismo di Don DeLillo una deri e le passioni che le hanno causate.
moderna morale stoica di cui è Otto scrittrici si cimentano altrettante nuo-
portatore – non senza cedimenti e ve riscritture, tutte dal punto di vista delle e- conti le protagoniste sviluppa
incertezze – il già ricordato Moses. roine di Ovidio: Ilaria Bernardini dà voce a di sostenere pesi inauditi, am
Italoamericano di origini modeste, Ero; Caterina Bonvicini a Penelope; Teresa comunque vivere, trasforman
è stato brillantissimo studente Ciabatti a Medea; Antonella Lattanzi sceglie forza le proprie debolezze.
dell’Mit, dove per poco non è Fedra; Michela Murgia Elena; Valeria Par- Michela Murgia nel racconto
diventato professore. Alla carriera rella mette in scena Didone; Veronica Raimo delle poche nel mito che non
accademica ha però preferito la Laodamia; Chiara Valerio Deianira. Ciascu- gliersi la vita, scava nella psicol
suggestione di una Roma na autrice decide tempo e ambientazione, bella”, rivelandone il disincanto
accidentata e materna, che con il dando nuovo respiro alla sua eroina, che da no è il disagio che la sua bellezz
tempo è diventata lo sfondo di una icona di una realtà lontana diventa simbo- bertà le crea, diventando la co
riflessione, tra l’autobiografico e lo di una problematica presente. In alcuni infligge per non cadere vittima
l’epocale, sfociata in un libro che – casi le protagoniste rimangono nel mondo forse per compensare un privi
particolare non irrilevante – entra antico; in altri casi l’eroina è impersonata te di non meritare. Si attribuisc
nel catalogo di uno degli editori da una donna di oggi, con le sue fragilità che no di sposare un uomo medioc
frequentati dallo stesso Luccone. hanno ben poco di eroico; oppure ancora è rata da tutti i re del Mediterran
Moses è nel contempo profeta suo in bilico fra due mondi, interpretando i fat- da un fratello minore a un al
malgrado e testimone della ti antichi alla luce di ipotesi attuali. In ogni mara constatazione di aver m
lacerante crisi coniugale in cui si caso, le anime femminili, non più filtrate da spetto proprio a se stessa.
dibattono i De Stefano, innominati uno sguardo maschile, mostrano un lato i- Tragica, ma narrata con ironia
entrambi: il collega fragile e nedito di sé, a volte sorprendente, in un gio- Deianira nella versione di Chia
spavaldo, da cui Moses potrebbe co drammatico che ha per posta la vita stes- la moglie di Ercole «sono sem
essere tradito, e la moglie irrequieta sa. Se la lezione classica è che le donne pos- cavalli» e questo la rende vuln
fino all’autolesionismo. Più che sono essere eroine solo se hanno una fine scino del centauro Nesso, d
altro, il ribelle apparentemente tragica o un destino doloroso, in questi rac- compagnatore che offre la sua g
pentito (ma c’è un laboratorio
segreto che Moses non ha mai
smesso di frequentare) è il
complice d’elezione di Emanuele,
il figlio dei De Stefano, che dalla

Per chi
Q
dislessia infantile si sta ueste mie Darw
emancipando verso una forma di considerazioni nascono ques
creatività e di indipendenza nella da una casuale vede
quale sembra risiedere una
superstite ragione di speranza.
non guarda circostanza. Vedo per la
strada e poi sul tram tre bambini
perco
form
Scandito da un intreccio di
dialoghi straordinariamente
il mondo dai quattro ai dieci anni a
testa bassa a manovrare sui
natur
non l
verosimile, La casa mangia le
parole tradisce forse, a tratti, un non esiste display dei loro aggeggi
senza alzare per un
osser
una v
eccesso di rifinitura, del resto più momento gli occhi e dare perce
che comprensibile per un romanzo uno sguardo a quello che Sia p
così elaborato. Ma questo non ALFONSO BERARDINELLI hanno intorno. Nella loro vita Darw
impedisce di riconoscere che cosa ricorderanno di aver sguar
l’autenticità della voce del visto con i loro occhi, l’organo cono
narratore e, più ancora, il carattere più strettamente collegato alla saper
universale, e quasi allegorico, che mente? Che cosa è, che cosa sarà una l
la trama finisce per rivelare. il mondo per loro? Il secondo non g
© RIPRODUZIONE RISERVATA lato della circostanza è che sto non h
leggendo contemporaneamente mond
Leonardo G. Luccone i diari di viaggio di due uman
La casa mangia le parole grandissimi naturalisti moderni, Leon
Ponte alle Grazie il tedesco Alexander von osser
Pagine 532. Euro 18,00 Humboldt e l’inglese Charles pitto
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