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Il benessere ambientale…come una delle finalità

P. Johnson, Glass House

… è un atteggiamento mentale di soddisfazione psicofisica per l’ambiente in cui ci


troviamo, senza che la mente sia disturbata da sensazioni spiacevoli provenienti dal
nostro corpo o dalla percezione dello spazio circostante
Il benessere ambientale…
Benessere Integrazione con il contesto
percettivo costruito e naturale
sensoriale
Qualità morfologica,
dimensionale, spaziale,
materiale, cromatica…

Stimolazione sensoriale

Benessere Benessere igrotermico


fisiologico Benessere visivo
ambientale
Benessere acustico

Qualità dell’aria
LA TERMOREGOLAZIONE
SENSAZIONE DI BENESSERE

ESIGENZA DI MANTENERE
L’EQUILIBRIO TRA CALORE
PRODOTTO, IN ECCESSO O IN
DIFETTO, E CALORE SCAMBIATO IN
“USCITA” O IN “ENTRATA” CON
L’ESTERNO.

TERMOREGOLAZIONE
=
EQUILIBRIO

TERMOGENESI TERMODISPERSIONE
GLI SCAMBI TERMICI PER IRRADIAMENTO
L’IRRADIAMENTO, REGOLATO DAL
DIFFERENZIALE DI TEMPERATURA
ESISTENTE TRA LA SUPERFICIE CORPOREA
E LE SUPERCIFI DELLE ENTITA’ MATERIALI,
RISPETTO ALLE QUALI IL SOGGETTO
RISULTA ESPOSTO, RAPPRESENTA IL 55%
DELLE QUANTITA’ DI CALORE SCAMBIATE.
GLI SCAMBI TERMICI PER CONVEZIONE
GLI SCAMBI TERMICI PER CONVEZIONE SI
VERIFICANO QUANDO, TROVANDOSI A
TEMPERATURE DIVERSE, L’ARIA IN MOVIMENTO
INVESTE LA SUPERFICIE CORPOREA DEL SOGGETTO
INTERESSATO.

L’ARIA SI MUOVE CON MAGGIORE O MINORE


INTENSITA’ (VELOCITA’), DA ZONE A PRESSIONE PIU’
ALTA VERSO QUELLA A PRESSIONE PIU’ BASSA, A
CAUSA:
• DELLA FORZA DEL VENTO
• DELLE DIFFERENTI TEMPERATURE

E’ NECESSARIO FAR ATTENZIONE A :


• MODALITA’ DI APERTURA DEGLI INFISSI
• CORRELAZIONE CON LE ALTRE PARTI COSTRUITE
Il benessere termoigrometrico ..
Temperatura dell’aria in funzione
dell’attività fisica svolta

Quantità di calore prodotta da un uomo adulto in funzione


dell’attività fisica svolta
Il benessere termoigrometrico ..
Velocità dell’aria (m/sec)
Il movimento d’aria influenza l’equilibrio termico agendo per convezione
tra aria e pelle e facendo evaporare l’umidità della pelle. Movimenti con
velocità superiori a 0,25 m/sec diventano percettibili e dunque vanno
controllati anche in funzione della temperatura. Oltre 0,5 m/sec può
divenire comunque fastidiosa.

Purezza dell’aria
Il benessere termoigrometrico ..
Umidità relativa dell’aria (%)
Rapporto percentuale fra la pressione di vapore presente
nell’aria ad una certa temperatura e la pressione del vapore
saturo alla stessa temperatura

Condizioni di comfort

Temperatura media radiante (°C)


Media dei valori di temperatura in funzione della quale le pareti
e gli oggetti presenti nell’ambiente emettono radiazione
(calore)
INDICI DI BENESSERE
TEMPERATURA EFFETTIVA (TE) : ambienti con caratteristiche
climatiche diverse possono dare un’impressione soggettiva
equivalente
INDICI DI FANGER : PMV (voto medio previsto) – PPD
(percentuale prevista di insoddisfatti)
TEMPERATURA OPERATIVA (TO): temperatura uniforme di un
ambiente virtuale in cui il complesso degli scambi termici è pari
a quello reale
TEMPERATURA DI COMFORT (TC) : temperatura con PMV
uguale a zero
TEMPERATURA DIFFERENZIALE (TD) : differenza tra TC e TO
GLI SCAMBI TERMICI PER EVAPORAZIONE
SI VERIFICANO QUANDO IL SUDORE EMESSO DALLA SUPERFICIE CORPOREA
EVAPORA E, PER EFFETTO DEL CAMBIAMENTO DI STATO, CEDE CALORE
ALL’AMBIENTE.
RAPPRESENTANO IL 45% DEGLI SCAMBI TERMICI TOTALI.
LA CONSISTENZA DI TALE FENOMENO E’ REGOLATA DALL’UMIDITA’ RELATIVA
PRESENTE NELL’ARIA.

QUANTITA’ DI VAPOR D’ACQUA IN


UMIDITA’ ASSOLUTA p GRAMMI (g) CONTENUTA IN 1 M³ DI ARIA
A UNA DATA PRESSIONE E A UNA DATA
TEMPERATURA.

QUANTITA’ MASSIMA DI VAPORE IN


UMIDITA’ MASSIMA P GRAMMI (g) CHE PUO’ ESSERE
CONTENUTA NELL’ARIA AD UNA
DETERMINATA TEMPERATURA.

RAPPORTO PERCENTUALE TRA UMIDITA’


UMIDITA’ RELATIVA ф ASSOLUTA E UMIDITA’ MASSIMA
Pp
ф= 100
P

DEFICIT DI QUANTITA’ DI VAPOR D’ACQUA CHE


MANCA PER ARRIVARE ALLA
SATURAZIONE SATURAZIONE

PUNTO DI RUGIADA CORRISPONDENTE ALLA TEMPERATURA


ALLA QUALE L’UMIDITA’ ASSOLUTA
DELL’ARIA DIVENTA UMIDITA’ MASSIMA
MISCELA ARIA VAPORE

Definiamo Aria secca una miscela di gas la cui composizione (in volume) assumiamo costante:
· 78% Azoto - 21% Ossigeno - 1% Gas rari (tra cui elio, neon, argon) ed Anidride Carbonica.
All’aria aperta la percentuale di CO2 è circa 0.03%, quindi si può considerare trascurabile.
L’Aria umida è una miscela fra aria secca e vapor acqueo, la fase complessiva è gassosa, inoltre in prima approssimazione tale sarà
considerata una miscela di due gas ideali: infatti il vapor d’acqua presenta una pressione parziale molto piccola, quindi è lecito
trascurare il comportamento da vapore surriscaldato. L’aria che comunemente respiriamo è aria umida, la quantità di vapor acqueo
presente nell’atmosfera è variabile, analizziamo ora un primo esperimento utile per comprendere questo fenomeno oltre che per
trovare un sistema di misurazione della quantità di vapor acqueo nell’aria.
Come mostrato in figura viene posto un contenitore pieno d’acqua sotto una campana dove è presente aria secca mantenendo T e P
costanti. Dopo un certo tempo parte dell’acqua presente nel contenitore evapora. Il vapore formatosi si disperde nella campana,
trasformando l’aria secca in aria umida. Il processo continua fino a che la pressione parziale del vapore saturo eguaglia la pressione
di saturazione dell’acqua in funzione della temperatura T alla quale si opera. Supponiamo di avere una bilancia opportunamente
tarata sotto al contenitore d’acqua. Possiamo ora introdurre il concetto di titolo, così definito:
x = Mvap/ Maria = kg vap/ kg aria
dove Mvap indica la massa del vapore e Maria la massa dell’aria secca. Nel caso dell’aria secca, si avrà x = 0 mentre nel caso di
vapore aqueo puro, x→∞ Il titolo è il rapporto tra pesi di sostanze chimiche diverse e non si tratta quindi di un numero puro,
solitamente il titolo viene espresso in gvap /kg aria. Il secondo metodo per indicare l’umidità dell’aria, è il cosiddetto grado igrometrico
(detta anche umidità relativa, o U.R.), così definito:
ɸ = Pvap / Psat
dove Pvap indica la pressione del vapore nella miscela aria- vapore considerata, e Psat la pressione di saturazione del vapore acqueo
alla temperatura di analisi. Questa grandezza è sempre compresa tra 0 e 1, quindi può essere rappresentata in forma percentuale. E’
evidente che l’umidità relativa non possa mai superare il 100%. Se così fosse, si avrebbe Pvap > Psat, impossibile in condizioni
stazionarie perché in questo caso parte del vapore condenserebbe, e la pressione del vapore tenderebbe quindi ad abbassarsi fino
a tornare ad un valore lecito. Tuttavia il grado igrometrico presenta uno svantaggio: l’U.R. non indica in senso assoluto quanto vapore
acqueo è contenuto nell’aria, ma piuttosto ci da’ un’idea di quanto l’aria sia distante dalla saturazione. Il metodo migliore per legare i
concetti di titolo, grado igrometrico e temperatura è il diagramma psicrometrico,
IL COMPORTAMENTO AL VAPORE Considerato che negli spazi fruiti viene liberato vapore acqueo, sia in
seguito ad attività domestiche che per effetto dell'essudazione dei
presenti, il comportamento al vapore é un attributo che deve essere
controllato al fine di evitare la formazione di condensa sia in superficie
che all'interno delle entità costituenti l'involucro.
Come noto, l'aria ha la capacità di contenere in sospensione una
quantità di vapore acqueo il cui massimo, dipendente dalla
temperatura, corrisponde al valore di saturazione Vs che, espresso in
g/mc, diminuisce con il diminuire della temperatura . Si deduce pertanto
che il vapore acqueo resta in sospensione nell'aria fino a quando la
temperatura si abbassa raggiungendo il valore corrispondente a quello
della saturazione. Se la temperatura si dovesse ridurre ulteriormente,
come a ridosso di superfici particolarmente fredde, la quantità di vapore
in eccesso condensa depositando la corrispondente quantità di acqua
che risulta generalmente dannosa per le caratteristiche originarie delle
entità interessate.
Infatti considerato che l'aria, in condizioni normali, contiene una
quantità di vapore Ve inferiore al valore di saturazione , la
condensazione può verificarsi soltanto quando la temperatura dell'aria
stessa diminuisce oltre il valore che ne determina la saturazione .
Dal diagramma riportato nel riquadro è possibile dedurre le quantità di
vapore che l'aria può contenere, alle diverse temperature , in condizioni
di saturazione; diagramma per mezzo del quale, ad esempio, è
possibile evidenziare che il contenuto di vapore a 20 °C non deve
superare i 15 g/mc per evitare la formazione di condensa.
Il rapporto Ur = Ve I Vs tra il vapore contenuto nell'aria Ve e quello di
saturazione Vs è denominato umidità relativa ed esprime, in
percentuale la quantità di vapore contenuto nell'aria, rispetto a quella
che dovrebbe avere, a parità di temperatura , per raggiungere la
saturazione .
Considerato inoltre che:
-1) l'umidità relativa Ur corrisponde anche al rapporto Pr I Ps tra le
pressioni di vapore, effettiva Pr e di saturazione Ps, in Kgf I mq;
-2) la pressione di saturazione è deducibile, in funzione della
temperatura;
è possibile calcolare la pressione effettiva tramite la relazione Pr = Ur.
Ps.
Il Diagramma Psicrometrico

Sull’asse delle ascisse si trova la temperatura; un percorso lungo una linea retta verticale indica una variazione dello stato
psicometrico a T costante.
· L’ordinata rappresenta il titolo x (misurato in questo caso in gvap /kg aria); quindi uno spostamento orizzontale non determina
una variazione del rapporto fra quantità d’aria secca e vapore.
· Le linee diagonali decrescenti, come si può facilmente dedurre dal diagramma, sono le curve isoentalpiche, l’entalpia specifica
J viene misurata in KJ/kgaria.
· Infine le curve crescenti, ciascuna identificata da un numero compreso tra 10 e 100 sono le curve a grado igrometrico costante.
Per esempio la curva indicata dal numero 10 rappresenta un’umidità relativa del 10%, e così via per le altre. Ovviamente la
prima curva da sinistra indica la regione dove ɸ = 1 (U.R. del 100%); oltre questa curva si entra in una situazione impossibile,
perché come già detto il grado igrometrico non può superare il valore 1 (saturazione).
Un tipico utilizzo di questo diagramma è la conversione da grado igrometrico a titolo (o viceversa) una volta nota la temperatura
dell’aria. Per esempio, supponiamo di conoscere il grado igrometrico di una certa massa d’aria, e sia nota anche la sua
temperatura. In questo modo identifichiamo in modo univoco un punto sul diagramma, come intersezione tra la curva con il ɸ
specificato e la retta verticale corrispondente alla temperatura considerata. Proiettando il punto appena trovato sull’asse
verticale, e misurandone l’altezza, si ottiene immediatamente il titolo della massa d’aria.
Per esempio, sapendo che a una temperatura di 25°C l’umidità relativa dell’aria è dell’80%, si ottiene immediatamente un valore
del titolo pari a x = 16g/kgaria, ossia per ogni kg di aria secca sono presenti 16 g di vapore acqueo.
POROSITA’
Ogni materiale, anche quello che appaia più compatto, è dotato di porosità: una
frazione del suo volume è occupata da piccole cavità presenti nel suo interno. Viene
espressa in percentuale e si calcola dividendo la differenza tra peso specifico reale e
peso di volume per il peso specifico reale (K=Ps-Pv/Ps). La dimensione dei pori varia
nei suoi diametri da meno di un micron a 100 micron.

Piccole fratture e fessurazioni sottili eventualmente presenti all’interno del


materiale hanno comportamento simile a quello dei pori.
Si possono individuare cavità sia sferiche che allungate; alcune sono
comunicanti con l’esterno altre non lo sono. Le prime possono diventare zone di
raccolta di eventuali sostanze liquide presenti nell’ambiente esterno o
addirittura di condensa di vapori
PROCEDIMENTO DI GLASER

Per quanto concerne la formazione di condensa all'interno degli strati costituenti la


parete, il relativo controllo può essere effettuato verificando che la pressione
effettiva Pe del vapore contenuto nell'aria risulti, lungo l'intero spessore della parete
stessa, inferiore alla corrispondente pressione di saturazione Ps .
Il procedimento, detto di Glaser, consente di effettuare tale verifica attraverso le fasi
seguenti
-1).Calcolo delle resistenze termiche parziali Rs in (h mq °C) I Kcal, dei diversi strati
che compongono la parete; resistenze date dall'inverso 1/C della conduttanza
termica C o dal rapporto s/l tra spessore s, in metri, e conducibilità termica l in Kcal I
(h m °C).
-2).Individuazione delle temperature dello spazio esterno Te e di quello interno Ti.
-3).Computo delle temperature sulle facce a e b di ogni strato costituente la parete;
temperature deducibili dalla relazione: Tb -Ta = (Ti -Te) Ri I Rtot nella quale Ri ed
Rtot corrispondono alle resistenza termiche dello strato in esame e rispettivamente ,
dell'intera parete.
-4).Rilevazione delle pressioni di saturazione, dalla tabella citata, in base alle
temperature computate , come sopra, tra i diversi strati della parete.
-5).Graficizzazione, delle pressioni di saturazione di cui sopra , nella sezione di
riferimento.
-6).Calcolo delle resistenze alla diffusione del vapore Rv relative all'intera parete Rv
tot e ai diversi strati Rvi; resistenze che possono essere dedotte dalla relazione:Rvi
= k si µi nella quale k è una costante pari a 160.000 se le pressioni sono misurate
in Kgf I mq, si è lo spessore , in metri, della parete o dello strato in esame ed µi è un
numero puro dato dal rapporto tra la permeabilità al vapore dell'aria in quiete e la
permeabilità al vapore del materiale.
-7).Specificazione delle pressioni effettive Pe rilevabili sulla faccia esterna Pe fe e
sulla faccia interna Pe fi; pressioni date dal prodotto Pe = Ps X Ur tra le
corrispondenti pressioni di saturazione Ps ed umidità relative Ur.
-8). Computo delle pressioni effettive ,Pe corrispondenti alle facce a e b dei diversi
strati costituenti la parete . in esame; pressioni da calcolare tramite la relazione Pe b
- Pe a = ( Ps fi - Ps fe) Rv iI Rv tot nella quale Rv i e Rv tot sono le resistenze alla
diffusione del vapore per lo strato in esame e, rispettivamente, per l'intera parete.
-9). Graficizzazione , delle pressioni effettive, nella sezione di riferimento della
parete.

Tracciati i grafici delle pressioni di saturazione e delle pressioni effettive tramite il procedimento di Glaser, dal loro confronto è possibile dedurre se in alcune zone della parete
si possono verificare fenomeni di condensazione; zone chiaramente rilevabili quando il grafico relativo alle pressioni di saturazione Ps si trova in posizione sottostante a quello
riguardante le pressioni effettive Pe
La tavola comprende due esempi di applicazione del procedimento di Glaser, con le relative grandezze caratteristiche che li determinano :
•nel primo si rileva una zona , A - B, entro la quale esiste la possibilità, se non la certezza , che si verifichino fenomeni di condensazione;
•nel secondo si rileva la completa assenza di condensazione in quanto il grafico delle pressioni di saturazione si trova in posizione sempre superiore a quello relativo alle
pressioni effettive; questo per effetto dell'inserimento , nella parete originaria, di uno lamina in PVC (barriera al vapore) molto resistente alla diffusione del vapore .
Umidità
Di condensazione
Di risalita capillare
Di costruzione
Di penetrazione
Di perdita
I RICAMBI D’ARIA
EFFETTI SOSTITUTIVI E/O COMPLEMENTARI DELL’AERAZIONE
NATURALE POSSONO ESSERE OTTENUTI CON LA
VENTILAZIONE MECCANICA TRAMITE APPOSITI IMPIANTI
CHE SI DIFFERENZIA IN:

 VENTILAZIONE SEMPLICE

L’IMPIANTO IMMETTE NEGLI AMBIENTI PRIVILEGIATI L’ARIA


PRELEVATA DALL’ESTERNO ATTRAVERSO BOCCHETTE E DI ESTRARRE LA
STESSA QUANTITA’ TRAMITE VENTILATORI

 VENTILAZIONE IGROREGOLABILE

L’IMPIANTO PREVEDE L’IMPIEGO DI BOCCHETTE DI IMMISSIONE CHE


CONSENTONO LA REGOLAZIONE AUTOMATICA DELLE APERTURE

 VENTILAZIONE CON RECUPERO DI CALORE

L’IMPIANTO E’ DOTATO DI UN RECUPERATORE ATTRAVERSO IL QUALE


VIENE CONVOGLIATA L’ARIA FRESCA E “PULITA” PRELEVATA
DALL’ESTERNO,E QUELLA CALDA E “SPORCA” ESTRATTA DAGLI
AMBIENTI DI SERVIZIO;COSI’ L’ARIA “PULITA” PRIMA DI ESSERE
IMMESSA NEGLI AMBIENTI RACCOGLIE IL CALORE DI QUELLA
“SPORCA” IN MODO DA ASSICURARE UN PARZIALE RECUPERO DI
ENERGIA TERMICA.
TEMPERATURA ARIA-SOLE

A differenza delle analisi relative al periodo invernale, lo studio delle


prestazioni energetiche estive di un edificio non può essere in alcun modo
condotto assumendo l’ipotesi di regime stazionario.
In estate, infatti, diventa rilevante il ruolo della radiazione solare, che
costituisce una forzante fortemente variabile nell’arco della giornata; è
necessario, inoltre, tener conto dell’inerzia termica dell’involucro opaco, che è
in grado di assorbire la radiazione solare e trasmetterla agli ambienti interni
attenuata e sfasata nel tempo. Tale aspetto può emergere solo attraverso
un’indagine condotta in regime dinamico o di transitorio termico.
Per quanto fin qui esposto, nel valutare il comportamento energetico di un
involucro edilizio in regime estivo bisogna tener conto del profilo orario
assunto da due specifiche forzanti: la temperatura dell’aria esterna e la In fig. sono rappresentati i profili della temperatura
radiazione solare incidente. aria-sole per pareti orientate ad est e ad ovest; le
curve si riferiscono alle condizioni climatiche di
L’effetto combinato delle due forzanti può essere descritto tramite un unico
Catania e sono costruite utilizzando i valori forniti
parametro sintetico, chiamato “temperatura aria-sole”: esso rappresenta la dalla norma UNI 10349. Risulta evidente l’effetto
temperatura che dovrebbe avere l’aria esterna per generare, su una parete in del colore della finitura superficiale: sulla parete
ombra, lo stesso scambio termico realizzato nella realtà dall’azione ovest protetta con intonaco chiaro (as = 0,2, linea
combinata della temperatura esterna e della radiazione solare. Il calcolo della tratteggiata) si raggiunge un valore massimo di
temperatura aria-sole si effettua secondo la relazione: temperatura aria-sole di circa 40°C, contro i 57°C
tas = tE + I . as /hoe che si avrebbero con la stessa parete finita con
in cui: intonaco grigio (as = 0,75, linea continua).
tE = temperatura esterna [°C] Immaginando che all’interno del locale sia
I = irradianza solare [W/m2] mantenuta una temperatura di 26°C, tale situazione
as = coefficiente di assorbimento solare della finitura esterna [ad.] genera il raddoppio del gradiente termico fra
interno ed esterno, e quindi il raddoppio del flusso
hoe = coefficiente di adduzione esterno [W/m2K](5).
di calore trasmesso attraverso la parete
Il valore assunto dalla temperatura aria-sole è quindi funzione anche delle nell’ambiente abitato. Si noti, inoltre, che la parete
proprietà ottiche della finitura superficiale esterna della parete: a parità di soggetta alle condizioni climatiche più gravose è
condizioni climatiche (temperatura, radiazione solare incidente), una parete quella orientata ad ovest, in quanto su di essa il
dal colore scuro, caratterizzata tipicamente da un elevato coefficiente di picco della radiazione solare incidente si verifica
assorbimento, tratterrà una frazione considerevole dell’energia solare su di nelle stesse ore in cui è massima anche la
essa incidente, determinando un flusso termico verso l’ambiente interno temperatura dell’aria esterna.
superiore rispetto ad una parete intonacata di colore chiaro.
PARAMETRI DINAMICI CARATTERISTICI
Nelle analisi in regime estivo, è opportuno studiare il comportamento
dell’involucro opaco in regime non stazionario. A tal fine, occorre considerare
che su una parete di tamponamento che si affaccia verso l’esterno agiscono due
forzanti distinte: la temperatura aria-sole, che tiene conto dell’effetto combinato
della temperatura esterna dell’aria e della radiazione solare incidente sulla
superficie esterna del paramento, e i flussi endogeni, generati all’interno del
locale (persone, luci, macchinari), o associati ai guadagni solari attraverso gli
elementi finestrati Entrambe le forzanti sono fortemente variabili nel tempo: la
prima agisce sulla faccia esterna della parete; la seconda agisce, invece, sulla
faccia interna
Ai fini dell’analisi energetica dell’edificio, la risposta della parete all’azione delle forzanti menzionate è rappresentata dal flusso
termico che essa cederà all’aria all’interno del locale. Per quanto riguarda il flusso termico indotto dall’azione delle forzanti
esterne, gli effetti inerziali si traducono nell’attenuazione e nello sfasamento del trasferimento di calore rispetto alla forzante che
lo ha generato. Assumendo che quest’ultima abbia andamento sinusoidale con periodo pari a 24 h, e che quindi possa essere
descritta dalla somma di un valor medio e di una oscillazione di ampiezza nota e valor medio nullo, si possono definire i
seguenti parametri caratteristici:
• trasmittanza termica periodica (YIE): è il rapporto tra l’ampiezza della parte oscillante del flusso termico trasmesso attraverso il
componente opaco e l’ampiezza della forzante termica esterna, assumendo costante la temperatura interna;
• fattore di attenuazione (fa): è il rapporto tra la trasmittanza termica periodica e la trasmittanza termica stazionaria; esso è
sempre inferiore all’unità, e rappresenta il rapporto fra le ampiezze di due flussi termici, rispettivamente riferiti al caso reale e al
caso in cui la parete sia sprovvista di capacità inerziale;
sfasamento (ɸ): è lo sfasamento temporale, misurato in ore, tra il picco della forzante esterna e il picco del flusso termico da
essa indotto, che si manifesta sempre in ritardo rispetto al primo. Per quanto riguarda il flusso termico indotto dall’azione delle
forzanti interne, anche in questo caso gli effetti inerziali garantiscono il rilascio in ambiente solo di una frazione del flusso
ricevuto dalla parete, e con un certo ritardo temporale. Un parametro legato a tale fenomeno è la capacità termica areica
interna periodica (Cint): essa può essere definita come la quantità di calore per unità di superficie che la parete, in regime
dinamico, è in grado di accumulare in seguito ad una fluttuazione unitaria di temperatura interna agente sulla sua faccia
esposta, misurata in kJ/m2K.
Le prestazioni dinamiche dei paramenti opachi sono senza dubbio influenzate, in primo luogo, dalla massa superficiale Ms degli
stessi (espressa in kg/m2), valutata escludendo gli intonaci, come richiesto dal Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 192.
La trasmissione del calore all’interno di un materiale opaco in regime dinamico è legata a tre grandezze fisiche: la conducibilità
termica (l), la densità ( r) ed il calore specifico ( c ). Dalla combinazione di tali parametri è possibile giudicare le prestazioni di un
materiale
PARAMETRI DINAMICI
CARATTERISTICI

A parità di coefficiente di assorbimento as, la


parete “a cassetta”, pur garantendo un flusso
termico mediamente più basso rispetto al
caso di parete in mattoni pieni, genera delle
oscillazioni molto ampie, a causa del valore
elevato del fattore di attenuazione f a. Il valore
di picco del flusso termico trasmesso, che si
consegue nelle prime ore della sera,
esattamente con un ritardo pari a ɸ rispetto al
picco della temperatura aria-sole, è
notevolmente più elevato rispetto alla parete
in mattoni pieni, e ciò comporta delle
conseguenze sulla taglia dell’eventuale
impianto di condizionamento a servizio del
locale. La parete in mattoni pieni, al contrario,
garantisce un flusso termico poco variabile e
con ridotti valori di picco; grazie all’elevato
sfasamento (ɸ= 14 ore), il picco si verifica,
inoltre, nelle ore notturne, garantendo la
possibilità di ricorrere con efficacia alla
ventilazione naturale per il raffrescamento dei ……. ma garantendo indubbi vantaggi nell’edilizia residenziale, grazie alla
locali. riduzione dei carichi termici pomeridiani e notturni.
Occorre comunque sottolineare che la scelta Oltre che in chiave energetica, gli aspetti dinamici connessi alle soluzioni di
della soluzione costruttiva più idonea è involucro in laterizio possono essere anche interpretati alla luce del comfort
spesso legata allo specifico profilo d’uso del ambientale garantito agli occupanti. In fig. 4, ad esempio, si riportano le
locale; nel caso in esame, ad esempio, il temperature misurate sulla superficie interna delle pareti di tamponamento;
flusso trasmesso dalla parete in mattoni pieni nelle ore serali, la parete “a cassetta” presenta una temperatura superficiale
si mantiene più elevato nelle ore della mattina, di quasi un grado superiore rispetto alla parete in mattoni pieni e ciò
generando dunque potenziali disagi in edifici comporta, a parità di temperatura a bulbo secco dell’aria (per ipotesi fissata
quali scuole ed uffici pubblici, ……………. a 26°C), uno spiccato discomfort di natura radiativa.
LA SCHERMATURA SOLARE
L’OBIETTIVO E’ QUELLO DI CONTROLLARE IL FLUSSO
DI ENERGIA RAGGIANTE GENERATA DAL SOLE CHE SE
INCIDE DIRETTAMENTE SULLE SUPERFICI
DELL’EDIFICIO PUO’ PROVOCARE, IN ESTATE, EFFETTI
INDESIDERATI:
• SULLA TEMPERATURA DELLE SUPERFICI ESTERNE
• SULLA TEMPERATURA DELLE SUPERFICI INTERNE
• SULLA TEMPERATURA DELL’ARIA INTERNA ED
ESTERNA
IL COEFFICIENTE DI EFFICIENZA ESTIVA
PER RIDURRE GLI EFFETTI NEGATIVI DERIVANTI
DALL’ “EFFETTO SERRA” IN PRESENZA DI
SUPERFICI VETRATE SI PUO’ AGIRE:

•SULLE CARATTERISTICHE DEL VETRO

•SULLA CONFIGURAZIONE ESTERNA


DELL’ORGANISMO
L’INERZIA TERMICA
CAPACITA’ TERMICA

QUANTITA’ DI CALORE CHE L’UNITA’ DI MASSA DEI


MATERIALI DEVE IMMAGAZZINARE PER AUMENTARE
DI UN GRADO CENTIGRADO LA TEMPERATURA.

GLI EFFETTI POSITIVI CHE UN INVOLUCRO, CON


VALORI ELEVATI DI INERZIA TERMICA, DETERMINA
SUL MICROCLIMA INTERNO, RIGUARDANO:

• SFASAMENTO NEL TEMPO DELLE TEMPERATURE


• RESTITUZIONE DEL CALORE
• SMALTIMENTO DEL CALORE ACCUMULATO
GLI EFFETTI, GENERATI DALLA CAPACITA’
TERMICA O CALORE SPECIFICO DEI MATERIALI
COSTITUENTI L’INVOLUCRO, SONO
CONDIZIONATI DALL’EVENTUALE PRESENZA E
DALLA POSIZIONE RELATIVA DELLO STRATO DI
ISOLAMENTO; POSIZIONE CHE PUO’ ESSERE
DEFINITA:
• MARGINALE
• PARZIALE
• SOSTANZIALE
LA TRASMITTANZA TERMICA PERIODICA YIE E’ IL
PARAMETRO CHE VALUTA LA CAPACITA’ DI UNA PARETE
OPACA DI SFASARE ED ATTENUARE IL FLUSSO TERMICO CHE
LA ATTRAVERSA NELL’ARCO DELLE 24 ORE. RISPETTO AL
PARAMETRO “MASSA SUPERFICIALE”, LA TRASMITTANZA
TERMICA PERIODICA RISULTA PIU’ RAPPRESENTATIVA DEL
COMPORTAMENTO DELLA PARETE IN REGIME TERMICO
DINAMICO.
PARETI CON GLI STESSI VALORI DI MASSA SUPERFICIALE,
SPESSORE E TRASMITTANZA TERMICA STAZIONARIA
PRESENTANO PRESTAZIONI TERMICHE DIFFERENTI SE
VALUTATE IN REGIME TERMICO VARIABILE.

TUTTE LE SOLUZIONI DI PARETE CONSIDERATE PRESENTANO


VOLUTAMENTE ALCUNE CARATTERISTICHE IN COMUNE:
• SPESSORE CM 33
• MASSA SUPERFICIALE 210 kg/m²
• TRASMITTANZA 0,4 W/M²k

LA CONDIZIONE DI BENESSERE TERMICO CHE SI REALIZZA IN


EDIFICI CON INVOLUCRO DOTATO DI ADEGUATA INERZIA
TERMICA SOPRATTUTTO IN STAGIONI INTERMEDIE ED
ESTIVE,E’ LEGATA ALLA PROPRIETA’ DELLA PARETE DI
SMORZARE E SFASARE L’ONDA DI TEMPERATURA ESTERNA
NELLA SUA PROPAGAZIONE VERSO L’AMBIENTE INTERNO.

ATTUALMENTE MANCA UN QUADRO NORMATIVO


COMPLETO PER IL CALCOLO DELLA PRESTAZIONE
ENERGETICA IN REGIME ESTIVO DELL’EDIFICIO COME QUELLA
DISPONIBILE PER IL CALCOLO INVERNALE.
I modelli di comportamento dell’involucro

MODELLO CONSERVATIVO/involucro passivo

MODELLO SELETTIVO/ involucro filtro

MODELLO RIGENERATIVO/ involucro attivo-impianto


Strategie passive
… invernali

CONSERVAZIONE DEL CALORE/ isolamento

CAPTAZIONE SOLARE / guadagni termici

ACCUMULO DEL CALORE / inerzia termica

DISTRIBUZIONE DEL CALORE/ termocircolazione


INVERNO 1/ Conservazione del calore
STRATEGIE DI INCREMENTO DELLA RESISTENZA
TERMICA
DELL’INVOLUCRO OPACO

MATERIALI CONDUTTIVAMENTE ISOLANTI


(isolanti tradizionali, naturali, t.i.m.)

BARRIERE RIFLETTENTI ALL’IRRAGGIAMENTO


INFRAROSSO
(isolanti termoriflettenti, vip)

RIDUZIONE DELLE INFILTRAZIONI


(infissi, correlazioni dei vani, tenuta all’aria
involucro…)

SFRUTTAMENTO BUFFER ZONE (spazi cuscinetto)


(doppie finestre, doppie pelli, serre…)
E’ un sistema di isolamento termico composto da un o più
superfici riflettenti a bassa emissività confinanti con una o
Isolamento radiativo (o riflettente)
più intercapedini d’aria, dove per intercapedini d’aria si
intende un’area completamente priva di materiali
conduttivi.
le coperte che si usano per rivestire i corpi dei feriti negli
incidenti notturni sono a tutti gli effetti un rivestimento
bassoemissivo che impedisce alla calotta celeste di
sottrarre gran parte dell’energia termica della sorgente
(uomo) per irraggiamento.
In edilizia quindi l’applicazione d’isolamento delle
coperture con materiale riflettente comporta miglioramento
invernale notturno.
Il funzionamento dei thermos per i liquidi caldi (o freddi) e
basato sull’eliminazione del meccanismo di trasmissione
del calore per convezione (nell’intercapedine c’e il vuoto) e
sulla riduzione del meccanismo di trasmissione del calore
per irraggiamento per mezzo di superfici dell’intercapedine
bassoemissive. In edilizia tale applicazione è
rappresentata dall’impiego del materiale in intercapedini tra
murature in laterizio. In questo caso e impossibile
eliminare gli effetti della presenza di aria e quindi dei moti
convettivi ad essa legati.
Nella cotture e nel mantenimento del cibo “caldo”. Le
pellicole in alluminio che si impiegano limitano il
raffreddamento del cibo e dell’aria all’interno di esso
rallentando il meccanismo di trasmissione del calore per
irraggiamento con l’ambiente circostante. In edilizia tale
applicazione e rappresentata dall’impiego del materiale
associato a sorgenti di calore tipo i radiatori
Isolamento radiativo (o riflettente)
Dell’intero spettro elettromagnetico delle onde solo una
parte risulta essere costituita da onde legate alla
trasmissione del calore ed è la radiazione termica emessa a
causa dei moti delle molecole, atomi ed elettroni di una
sostanza. La radiazione termica va da circa 0.1 a 100 μm.
A livello microscopico la temperatura è una misura
dell’intensità di tali processi e quindi all’aumentare della
temperatura aumenta l’energia emessa sotto forma di
radiazione termica: è fondamentale considerare che tutti i
corpi sopra lo zero assoluto emettono energia sotto forma di
radiazione e quindi superfici a diversa temperatura hanno
sempre uno scambio radiativo in atto.
Per i solidi opachi la radiazione è considerata un fenomeno
superficiale e quindi sarà necessario definire le
caratteristiche superficiali dei corpi più che le proprietà della
parte interna.
Quale la legge che governa l’irraggiamento?
La potenza emessa da un corpo nero, ovvero di un corpo
ideale in grado di emettere tutta la radiazione in funzione
della sua temperatura per unità di superficie del corpo
stesso, fu determinata sperimentalmente da Joseph Stefan
nel 1879

Ma se il corpo non è ideale? E’ necessario ricordare che ogni corpo emette una certa quantità di energia per effetto della sua
temperatura assoluta e che tale emissione è solo una parte dell’energia calcolata con l’equazione di Stefan e che questa
quantità dipende dalle caratteristiche superficiali del corpo.
Il parametro che descrive la capacita effettiva di emettere energia è denominato “emissività” e descritto con la lettera epsilon ε.
L’emissività è quindi il rapporto tra la radiazione emessa dalla superficie di un corpo e la radiazione emessa dal corpo nero alla
stessa temperatura. Rappresenta quindi l’attitudine della superficie di un materiale ad emettere energia sotto forma di
irraggiamento per effetto della sua temperatura superficiale. E’ quindi un valore compreso tra il seguente intervallo: 0 < ε < 1.
Minore il valore di emissività, minore l’energia irradiata dalla sua superficie
Per meglio comprendere tali meccanismi si studino i seguenti esempi
semplificativi: vi è un’intercapedine di aria costituita da due superfici interne che
sono le superfici di due pareti in laterizio.
La situazione descritta è propria del periodo invernale con temperatura esterna
dell’aria Tae = 0°C e temperatura dell’aria interna 20°C. Per effetto della
trasmissione del calore le due superfici avranno temperature differenti (ipotizzate a
7°C e 14°C) e quindi sarà in atto uno scambio radiativo tra la superficie a 7°C e la
superficie a 14°C (tralasciando i moti convettivi dell’aria nell’intercapedine).
I corpi reali costituiti da mattoni hanno un’emissività prossima al comportamento
del corpo nero ovvero emettono più del 90% dell’energia che potrebbero emettere
per effetto della loro temperatura. Il caso A descrive la situazione anche
considerata nel trattamento delle intercapedini d’aria non ventilate descritte nella
UNI EN ISO 6946.
Inserendo una pellicola bassoemissiva, caso B, ovvero di emissività pari ad
esempio ε = 0.10 sulla superficie a 14°C le perdite di energia per irraggiamento si
riducono di circa il 90% e quindi il materiale si comporta come “basso emissivo”.
Se la pellicola viene posata sulla parete a 7°C, caso C, la superficie si comporterà
come alto riflettente: la superficie emetterà una piccola parte dell’energia di quella
disponibile per effetto della sua temperatura e rifletterà gran parte dell’energia
incidente della superficie a 14°C. Il materiale si comporta come “riflettente”. I
prodotti in commercio sono generalmente proposti con funzionamento riflettente e
basso emissivo, ovvero posizionando i materiali in due intercapedini ovvero
impiegando due resistenze termiche caso D
Isolamento radiativo (o riflettente)
2. NORMATIVA DI RIFERIMENTO PER IL CALCOLO E INDICAZIONI
LEGISLATIVE
Dichiarazioni dei produttori
I produttori di materiali isolanti riflettenti al fine di informare correttamente i
professionisti delle caratteristiche termiche dei propri prodotti indicano:
- valore di resistenza termica complessiva del sistema (prodotto e
intercapedine/i d’aria) Rt [m2K/W];
- spessore dell’intercapedine/i d’aria associata all’uso della superficie riflettente
[mm];
- valore di emissivita delle superficie impiegata.
La tabella spiega nel dettaglio quali indicazioni il produttore rende disponibile per
il proprio prodotto
I produttori indicano il valore di resistenza termica effettuando delle prove
indirette in accordo con le norme di riferimento per la valutazione della
resistenza termica di prodotti isolanti.
I metodi utilizzati possono essere:
1) piastra calda in accordo con la norma UNI EN 12667:2002;
2) Hot-Box in accordo con la norma UNI EN ISO 8990:1999.
I materiali isolanti riflettenti non possono essere marcati CE attraverso la
procedura derivante dalle norme di prodotto poiche non esiste tale norma a
livello europeo come per altri prodotti impiegati per l’isolamento. I produttori
hanno attivato un gruppo di lavoro per la valutazione delle prestazioni termiche
dei prodotti riflettenti.
Isolamento radiativo (o riflettente)

LA POSA IN OPERA – LA CHECK LIST


Il funzionamento del sistema con isolante riflettente presuppone una corretta posa in opera per assicurare la
corrispondenza tra quanto realizzato e quanto ipotizzato in fase progettuale.
In particolare si possono distinguere diverse tipologie di applicazioni generali per le quali valgono i seguenti criteri:
1) Il posatore deve poter riconoscere la superficie basso emissiva/riflettente che non dovrà essere posata in aderenza a
qualsivoglia superficie.
2) Tra la superficie basso emissiva e la superficie alto emissiva deve essere realizzata un’intercapedine di aria che rispetti
le indicazioni del produttore/progettista della legge 10/91.
3) I componenti necessari alla posa delle pellicole riflettenti (accoppiate ad altri materiali o meno) devono essere costituiti
da materiale non termicamente conduttivo per evitare una prevalenza di trasmissione di calore per conduzione attraverso i
ponti termici. A tal fine si consiglia l’impiego di orditure in legno o in materiale isolante.
4) I rivestimenti riflettenti sono in generale a tutti gli effetti ai fini della trasmissione del vapore delle vere e proprie barriere
al vapore. Per poter funzionare in modo corretto deve essere assicurata la continuità del materiale; è consigliabile un
adeguato trattamento in fase di posa e chiusura dei giunti con nastri bassoemissivi adesivi.
5) La superficie riflettente per poter mantenere le sue caratteristiche deve rimanere “pulita” altrimenti varia peggiorando il
valore di emissività.
INVERNO 1/ Conservazione del calore
STRATEGIE DI INCREMENTO DELLA RESISTENZA
TERMICA
DELL’INVOLUCRO TRASPARENTE

INFISSI TERMOISOLANTI

BARRIERE RIFLETTENTI

VETRI TERMOISOLANTI
Vetro-camera, triplo vetro
Strato bassoemissivo
Gas (argon,kripton) o T.I.M. (aerogel) in intercapedine
Vetri sottovuoto (Ug < 0,6 W/m2K)
INVERNO 1/ Conservazione del calore
INFISSI «TERMOISOLATI» Uf <0,5 W/m2K
INVERNO 2/ Captazione solare
STRATEGIE:
APERTURE E PARETI TRASPARENTI

LOGGE, SERRE (addossate, incorporate, incassate)


INVERNO 2/ Captazione del calore
In maniera indiretta

In maniera diretta
INVERNO 3/ Accumulo del calore

In maniera diretta In maniera indiretta


INVERNO 4/ Distribuzione del calore

STRATEGIE:
Distribuzione naturale dell’aria
(convezione, irraggiamento)

Termocircolazione
(effetto camino)
Il paradigma…passivhaus
Requisiti:

fabbisogno energetico utile richiesto per il riscaldamento ≤ 15


kWh/(m²a)
fabbisogno energetico utile richiesto per il raffrescamento ≤
15 kWh/(m²a)
carico termico invernale ≤ 10 W/m²
carico termico estivo ≤ 10 W/m²
tenuta all'aria n50 ≤ 0,6/h
fabbisogno energetico primario di energia ≤ 120 kWh/(m²a)

Fonte: Istituto di case passive tedesco PHI (Darmstadt)

Super-isolamento dell’involucro edilizio


(chiusure opache U=0,1-0,15 W/m2K – chiusure trasparenti
con tripli vetri con gas- U=0,5-0,6 W/m2K )

Non sono necessari impianti tradizionali di


riscaldamento/raffrescamento (salvo eventuale piccola pompa
di calore e/o impianti solari)

Impianto di ventilazione meccanica controllata (VMC) con


recuperatori di calore ad alta efficienza
… l’involucro super-isolato
Località: Pfitsch (Trentino-Alto Adige)
Anno: 2009, TAAUT architekten
INVOLUCRO:
Costruzione in legno
CV: U-value = 0,122 W/(M²k)
COB: U-value = 0,074 W/(m²K)
COP: U-value = 0,12 W/(m²K)
VETRI:Ug-value = 0,56 W/(m²K)
g-value = 48 %
Tenuta all’aria : n50 = 0,59/h

IMPIANTI:
Imp. Riscaldamento a Pellets 9,9kW
Solare termico per A.C.S.
Impianto V.M.C.

CONSUMI:
Fabbisogno energetico riscaldamento:
9 kWh/(m²a) calculated according to PHPP
Dispersione termica: 12 W/(m²)

Totale fabbisogno energetico primario:


116 kWh/(m²a)
… fra complessità tecnologica e architettura
… dai primi esiti linguistici
… alle successive ricerche architettoniche
Passivhaus Home in Bessancourt, France
Karawitz Architecture
Passivhaus Home
DAMICO in Mesnil Saint
Denis –France, 2008
Karawitz Architecture
Strategie passive
… estive

CONTROLLO SOLARE/ schermatura

GUADAGNI ESTERNI / isolamento-inerzia termica

VENTILAZIONE/RAFFRESCAMENTO
ESTATE 1/ Controllo solare:La lezione del breise soleil

Monastero La Tourrette, Lione, 1956 Chandigart- India, 1957


Alcune conseguenze dell’ involucro smaterializzato:
effetto serra
Citè de Refuge, Parigi, 1932. Le Corbusier e
Pierre Jeanneret
« … Inaugurata nell’aspro dicembre 1933…»

« ... l’edificio si trovò in seri guai al solstizio


seguente»
La consapevolezza wrightiana
Esempi di Praire houses
COMFORT ESTIVO
- Terrazze e spioventi che aggettano in tre direzioni per il controllo solare
-Aperture per ventilazione trasversale (grazie anche ad una pianta con volumi liberi)

Casa Arthur B. Heurtley, Oak Casa Baker, Wilmette- Illinois (1908).


Park - Illinois (1902)
Forma più compatta
(miglior
comportamento
invernale)
Cortile d’ingresso a
nord come serbatoio
di aria fresca

Aggetti della
copertura
pronunciati verso
est ed ovest

Aggetto verso sud


selettivo inverno-
estate

Casa Frederick C. Robie, Chicago (1910), di F.L. Wright.


Dispositivi per il controllo solare
Vetri per il controllo solare
vetro selettivo pirolitico
-vetrate isolanti curve composte da una lastra
esterna stratificata, in cui un vetro float verde é
accoppiato ad un vetro chiaro.
L´abbinamento di questi due vetri si traduce in
un´eccellente protezione solare (ossia bassi
guadagni termici con fattore solare FS = 25%) e
in una bassissima riflessione luminosa (ossia
buona illuminazione nanturale con RL = 9%),
due fattori essenziali in questo contesto
- Lastra interna con vetro bassoemissivo, con una
trasmittanza U di 1.5 W/(m².K)
ESTATE 2/ Riduzione dei guadagni interni

Guadagni interni
ASPETTI DA CONTROLLARE:

ILLUMINAZIONE ARTIFICIALE
APPARECCHI/EQUIPAGGIAMENTI
ELETTRICI
NUMERO DI OCCUPANTI
ESTATE 3/ Riduzione dei guadagni esterni
ASPETTI DA CONTROLLARE:

3.1_GUADAGNI NELLA TRASMISSIONE/ ISOLAMENTO


3.2_SITO (Albedo, superfici sito…)
3.3_CONTROLLO INFILTRAZIONI D’ARIA (di giorno)
3.4_RIFLESSIONE (Infrarosso, visibile…)
3.5 Inerzia termica
Regime termodinamico
transitorio
(non stazionario)

Diffusività termica

Conducibilità termica (W/mK)


Densità (kg/mc)
Calore specifico (J/kgK)

(capacità termica)

Alcuni parametri di riferimento


sull’onda termica:
Sfasamento (h)
Attenuazione
Il dilemma costruttivo…leggero o massivo?

… isolamento o inerzia termica ?


Strategie di accumulo del calore

Accumulo per calore latente

Accumulo per calore sensibile


INERZIA TERMICA VIRTUALE

Uno dei modi più efficaci per ottenere questo effetto


è quello di sfruttare una caratteristica propria di
alcuni materiali (cosiddetti PCM) in grado di
sfruttare la propria energia latente nel momento in
cui cambiano stato di aggregazione e passano dallo
stato solido a quello liquido.

E’ possibile ottenere un effetto spugna portando


letteralmente via l’energia attraverso un fluido
vettore, immaginando ad esempio una parete
percorsa da canali all’interno dei quali scorra un
fluido che assorbe calore dall’involucro
accumulando quell’energia in un altro sistema

Analogamente si possono considerare sistemi di


pareti dotate di microintercapedini all’interno delle
quali fluisce aria che, grazie ai moti ascensionali,
conferisce al sistema una prestazione inerziale.
Durante il periodo invernale l’aria resta in condizione
di calma e la struttura acquisisce un’elevata inerzia
termica passiva
Limiti normativi per la fase estiva
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 2 aprile 2009 , n. 59

Al fine di limitare i fabbisogni energetici per la climatizzazione estiva e di contenere


la temperatura interna degli ambienti, nel caso di edifici di nuova costruzione e nel caso di
ristrutturazioni totali il progettista:
a) valuta puntualmente e documenta l'efficacia dei sistemi schermanti delle superfici vetrate,
esterni o interni, tali da ridurre l'apporto di calore per irraggiamento solare;

b) esegue, in tutte le zone climatiche ad esclusione della F, per le localita' nelle quali il valore medio
mensile dell'irradianza sul piano orizzontale, nel mese di massima insolazione estiva, sia maggiore
o uguale a 290 W/mq:
1) relativamente a tutte le pareti verticali opache con l'eccezione di quelle comprese nel
quadrante nord-ovest / nord / nord-est, almeno una delle seguenti verifiche:
1.1 che il valore della massa superficiale Ms, sia superiore a 230 kg/m²;
1.2 che il valore del modulo della trasmittanza termica periodica (YIE), sia inferiore a 0,12W/m²K;

2) relativamente a tutte le pareti opache orizzontali ed inclinate che il valore del modulo della
trasmittanza termica periodica YIE sia inferiore a 0,20 W/m2 K;

c) utilizza al meglio le condizioni ambientali esterne e le caratteristiche distributive degli spazi


per favorire la ventilazione naturale dell'edificio; nel caso che il ricorso a tale ventilazione non sia
efficace, può prevedere l'impiego di sistemi di ventilazione meccanica. Gli effetti positivi che si
ottengono con il rispetto dei valori di massa superficiale o trasmittanza termica periodica delle
pareti opache possono essere raggiunti, in alternativa, con l'utilizzo di tecniche e materiali, anche
innovativi, ovvero coperture a verde, che permettano di contenere le oscillazioni della temperatura
degli ambienti in funzione dell'andamento dell'irraggiamento solare. In tale caso deve essere
prodotta una adeguata documentazione e certificazione delle tecnologie e dei materiali che ne attesti
l'equivalenza con le predette disposizioni
Il contributo delle superfici verdi
Limiti normativi per la fase estiva
Decreto Ministeriale 26/06/2009
Ministero dello Sviluppo economico - Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici (G.U.10/07/2009
n. 158)

metodo basato sulla determinazione dell’indice di prestazione termica dell’edificio per il


raffrescamento (EPe,invol) ai sensi della UNI/TS 11300-1

Prestazione energetica degli edifici


La prestazione energetica complessiva dell’edificio
è, in linea generale, espressa attraverso l’indice di
prestazione energetica globale EPgl.

EPgl= EPi + EPacs + EPe + EPill

dove:
EPi: è l’indice di prestazione energetica per la
climatizzazione invernale; metodo basato sulla determinazione di parametri qualitativi.
EPacs: l’indice di prestazione energetica per la
produzione dell’acqua calda sanitaria;
Epe: l’indice di prestazione energetica per la
climatizzazione estiva;
EPill: l’indice di prestazione energetica per
l’illuminazione artificiale.
ESTATE 4/ Ventilazione/ raffrescamento

4.1 VENTILAZIONE:

4.1.1_EFFETTO DELLA DIFFERENZA DI TEMPERATURA

4.1.2_EFFETTO DELLA PRESSIONE DEL VENTO

4.2 RAFFRESCAMENTO NATURALE:

4.2.1_RAFFRESCAMENTO PER EVAPORAZIONE

4.2.2_RAFFRESCAMENTO DAL TERRENO

4.2.3_VENTILAZIONE TRASVERSALE
Il dilemma tecnologico …hi-tech o low tech?

… righ-tech