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MASTER

GESTIONE DEI SERVIZI PORTUALI


GESTIONE DELLE INFRASTRUTTURE
PORTUALI E MARITTIME
FRANCESCO GRANATA

1
Onde in acque basse
Quando le onde, propagandosi, raggiungono un fondale tale che d = Lo /
2, entrano in acque basse, cioè incominciano a sentire la presenza del
fondo e si verifica un fenomeno noto col termine di rifrazione.

Nell’ipotesi di onde monocromatiche del 1° ordine, supponendo che le variazioni


del fondale siano graduali e che il periodo dell’onda in acque basse sia uguale al
periodo dell’onda al largo, propagandosi in acque basse le onde subiscono una
serie di modifiche:

• cambia il profilo dell’onda


• cambiano la lunghezza L e la velocità di propagazione W
• cambia la direzione di propagazione
• cambia l’altezza d’onda

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Onde in acque basse

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Onde in acque basse

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Onde in acque basse
Le orbite delle particelle e il profilo dell’onda

Le orbite descritte dalle particelle liquide in acque basse non sono


più circolari, ma ellittiche con asse maggiore orizzontale e asse
minore verticale, di ampiezza pari all’altezza H dell’onda.

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Onde in acque basse
La velocità di propagazione e la lunghezza d’onda

Come visto in precedenza, la velocità di propagazione delle onde in acque basse,


secondo la teoria del 1° ordine è data da:
gL  2π d 
W= tanh  
2π  L 
Mentre al largo si ha:

gLo
Wo =

Dividendo membro a membro e per la costanza del periodo si giunge a:

L W  2π d 
= = tanh  
Lo Wo  L 

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Onde in acque basse
La rifrazione

Poiché la velocità di propagazione in acque basse dipende dal fondale, i punti che
appartengono a uno stesso fronte d’onda, che si trovano in genere su fondali
diversi, avanzano in un periodo T in maniera differente, per cui il nuovo fronte
d’onda presenta un andamento diverso rispetto al precedente e quindi cambia
anche la direzione della velocità di propagazione

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Onde in acque basse

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Onde in acque basse
Nota la direzione del moto ondoso in acque alte, per conoscere la direzione del
moto ondoso in un generico punto in acque basse è necessario costruire il grafico
della rifrazione (piano d’onda).

La rifrazione è una conseguenza della dipendenza di W dalla profondità d:


quando un treno d’onde si avvicina alla costa la parte del fronte d’onda che
entra prima in acque basse risente prima dell’effetto del fondo e avanza con
velocità minore di quella con cui avanza l’altra parte del fronte, che si
propaga in fondali maggiori.

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Onde in acque basse
Costruzione di un piano d’onda:

Si parte da un fronte d’onda che al largo, su profondità superiori a Lo/2, è rettilineo


e lo si suddivide in un certo numero di tratti della stessa lunghezza.

In corrispondenza dei punti estremi di tali tratti si riportano, perpendicolarmente al


fronte d’onda, dei segmenti pari agli avanzamenti di tali punti in un certo intervallo
di tempo (ad esempio in un periodo); tali avanzamenti vanno stabiliti tenendo
conto della velocità di propagazione W competente alla profondità in detti punti.

Si individua così la nuova posizione del fronte d’onda e si completa la costruzione


con una serie di linee, che hanno origine dai punti estremi dei segmenti in cui era
stato suddiviso il fronte originario

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Onde in acque basse

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Onde in acque basse
Nel caso più semplice di linea di riva e isobate rettilinee e parallele tra loro e
direzione di propagazione del moto ondoso al largo perpendicolare alle
stesse si osserverà che, via via che il fondale diminuisce, diminuiscono anche i
successivi avanzamenti dei fronti d’onda, i quali risultano sempre più vicini tra
loro.

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Onde in acque basse
Sempre nel caso di linea di riva e isobate rettilinee e parallele tra loro, se la
direzione del moto ondoso al largo presenta un certo angolo di incidenza rispetto
alle isobate, si verifica una progressiva rotazione dei fronti d’onda, che riducono il
loro angolo di incidenza rispetto alle isobate man mano che si avvicinano alla riva

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Onde in acque basse

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Onde in acque basse
Variazione dell’altezza d’onda

Si parte dall’assunto che il flusso di energia che si propaga tra due generiche
normali ai successivi fronti d’onda sia costante, come se si trattasse di un tubo di
flusso; quindi si assume che l’energia si propaghi nell’avanzamento dell’onda
senza alcun trasferimento laterale…
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Onde in acque basse
Variazione dell’altezza d’onda

…nella zona di convergenza


delle normali vi è una
concentrazione di energia
con conseguente incremento
dell’altezza H dell’onda,
mentre accade il contrario
nelle zone di divergenza delle
normali stesse.

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Onde in acque basse
Variazione dell’altezza d’onda
Definito il coefficiente di trasmissione dell’energia in acque basse come:

 4π d 

1 
=
n 1+ L 
2  4π d 
 senh  L 
  

Si può dimostrare che:

dlo Co 1
H = Ho
dl C 2n

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Onde in acque basse
Variazione dell’altezza d’onda
dlo Co 1
H = Ho
dl C 2n

Si osserva che l’altezza varia sostanzialmente per tre fattori

dlo
Non è prevedibile a priori (bisogna costruire il piano d’onda)
dl

Co
È > 1 in quanto in acqua bassa C diminuisce
C

1
È < 1: tende a far diminuire l’altezza d’onda
2n

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Onde in acque basse
Variazione dell’altezza d’onda
dlo Co 1
=H H=
o Ho Kr KS
dl C 2n

con

dlo
Kr = Coefficiente di rifrazione
dl

Co
Ks = Coefficiente di shoaling, dipende solo dalla profondità d
2nC

H=
'o H o ⋅ K r Altezza dell’onda al largo corretta per rifrazione

=
H H 'o ⋅ K s

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Onde in acque basse
Variazione dell’altezza d’onda
dlo Co 1 =
H H 'o ⋅ K s
=H H=
o Ho Kr KS
dl C 2n

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Onde in acque basse
Variazione dell’altezza d’onda

d/Lo

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Onde in acque basse

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Onde in acque basse
Il frangimento delle onde

Nell’avvicinarsi alla costa, il moto ondoso subisce l’effetto della rifrazione. Le onde
si propagano mantenendo le caratteristiche oscillatorie del movimento finchè, ad
una certa profondità, si verifica il fenomeno del frangimento, cioè della loro
distruzione, accompagnata dalla formazione di schiuma e di forte turbolenza.

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Onde in acque basse
Il frangimento delle onde

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Onde in acque basse
Il frangimento delle onde

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Onde in acque basse
Il frangimento delle onde
Secondo il criterio di Stokes, il frangimento si verifica quando la velocità orbitale
delle particelle superficiali uguaglia la celerità dell’onda: per velocità superiori si ha
infatti una ricaduta di una massa d’acqua in corrispondenza della cresta e quindi la
rottura dell’onda.

La condizione limite Umax = W corrisponde alla rottura del movimento orbitale, con
inizio di un vero e proprio moto di traslazione e quindi del frangimento.

La ripidità massima che un’onda può raggiungere è pari a d = L/H = 1/7.

Ragionando in termini di L e H, nella propagazione dell’onda in acqua bassa L


diminuisce progressivamente, mentre H non può diminuire oltre certi limiti perché
per fondali molto bassi si ha un forte aumento del coefficiente di shoaling e
dunque la ripidità prima o poi raggiunge il valore limite e si ha il frangimento.

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Onde in acque basse
Il frangimento delle onde
Nei casi pratici è necessario determinare le seguenti grandezze:

- Il fondale di frangimento db
- l’altezza d’onda al frangimento Hb
- la lunghezza d’onda al frangimento Lb
- la celerità al frangimento Wb

Si pone il problema di determinare tutte le grandezze al frangimento, una volta


note le stesse grandezze al largo.
A tale scopo esistono grafici che, in base a osservazioni sperimentali, fanno
dipendere il frangimento esclusivamente dalla ripidità al largo, corretta per
rifrazione, cioè da:

dlo
Ho
H 'o dl
δ 'o
= =
Lo Lo

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Onde in acque basse
Il frangimento delle onde

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Onde in acque basse
Il frangimento delle onde

Si entra nella scala centrale del nomogramma con Lo, lunghezza d’onda in acque profonde e si
suppone inizialmente H’ = Ho.
Si congiunge Lo con il valore approssimato di H’o/Lo intersecando sulla scala intermedia un valore del
fondale di prima approssimazione.
Dal piano d’onda (che deve essere stato necessariamente tracciato) si deduce, in corrispondenza del
fondale d’b, il valore del coefficiente di rifrazione Kr., per cui si ricava un valore di H’o ≠ Ho e quindi un
nuovo valore di H’o/Lo e un nuovo valore del fondale di frangimento.
Si procede iterativamente fino a pervenire a due valori successivi di db sufficientemente prossimi tra
loro.

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Onde in acque basse
Il frangimento delle onde

Successivamente, entrando nel grafico con Lo e la profondità trovata, si legge sull’altro diagramma il
rapporto Cb/Co = Lb/Lo, da cui si determinano i valori di Cb e di Lb.

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Onde in acque basse
Il frangimento delle onde – Teoria di Munk

Munk derivò alcune relazioni dalla teoria dell’onda solitaria, cioè di un’onda unica, perciò valida più
che altro per onde create da perturbazioni che si propagano, per esempio, lungo canali; in realtà in
mare si hanno treni d’onde, per cui tale teoria risulta spesso non molto soddisfacente.
Le caratteristiche del frangimento dipendono, secondo Munk, dall’altezza d’onda in acqua profonda
corretta per rifrazione e dalla lunghezza d’onda in acqua profonda, secondo le relazioni:

Hb 1
= 1/ 3
H 'o H' 
3.3  o 
 Lo 

Hb
= 0.78
db

Occorre procedere in maniera iterativa per la soluzione.

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Onde in acque basse
Il frangimento delle onde – Teoria di Miche
La teroia di Miche è fondata sulle seguenti equazioni

Hb 2π db
= 0.140 tanh
Lb Lb

Hb
= 0.78
db

Anche in questo caso occorre procedere in maniera iterativa per la soluzione.

Ha il pregio di rappresentare anche la condizione di frangimento in acqua alta.

Presenta l’inconveniente di non tenere conto del coefficiente di rifrazione Kr.

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Onde in acque basse
Il frangimento delle onde – Vari tipi di frangente

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Onde in acque basse
Il frangimento delle onde – Vari tipi di frangente

Surging o di rigonfiamento: è il frangente che si ha su fondali a forte


pendenza ( > 4 %); la cresta non riesce a cadere in avanti, ostacolata dal
graduale aumento del livello del mare. Le condizioni di frangimento sono
brusche con la formazione di una intumescenza dell’onda e con una elevata
dissipazione di energia su un breve tratto. 35
Onde in acque basse
Il frangimento delle onde – Vari tipi di frangente

Plunging o a tuffo o a cascata: è il tipo di frangente più comune e si verifica


in fondali a media pendenza (2 % < pendenza < 4 %); si manifesta con
distacco dalla cresta di un getto liquido che cade in avanti; le condizioni di
frangimento vengono raggiunte più gradualmente e interessano un tratto più
ampio. 36
Onde in acque basse
Il frangimento delle onde – Vari tipi di frangente

Spilling o di scivolamento:si verifica nei fondali a bassa pendenza ( < 2%); in


un lungo tratto l’onda è in condizioni prossime all’instabilità, per cui la rottura
dell’onda stessa avviene molto gradualmente, con formazione di schiuma sulla
cresta, che scivola lentamente in avanti. Le condizioni di frangimento
avvengono su un lungo tratto, con difficoltà di apprezzamento visivo. La
dissipazione di energia è modesta. 37
Onde in acque basse
Il frangimento delle onde – Vari tipi di frangente
Numero di Iribarren

m è la pendenza del fondo


in prossimità della riva

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Onde in acque basse
La diffrazione

Si definisce diffrazione o espansione laterale del moto ondoso il fenomeno che,


per effetto dell’espansione laterale dei fronti d’onda, conduce all’esistenza di
un’agitazione ondosa nella zona d’ombra a valle di un ostacolo, di dimensioni
finite, che intercetta un treno d’onde incidente.

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Onde in acque basse
La diffrazione

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Onde in acque basse
La diffrazione

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Onde in acque basse
La diffrazione

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Onde in acque basse
La diffrazione

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Onde in acque basse
La diffrazione

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Onde in acque basse
La diffrazione – Teoria di Iribarren

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Onde in acque basse
La diffrazione – Teoria di Iribarren

Si osserva che, qualora l’andamento


della curva limite di agitazione intersechi
il molo, si ha un moto ondoso che
colpisce il molo stesso, provocando una
riflessione e quindi un’esaltazione del
moto ondoso.

In tal caso è opportuno costruire un molo


con la parete assorbente verso l’interno
del porto e non un molo con la parete
riflettente.

Una efficace soluzione alternativa è


quella di realizzare moli con la testa a
martello: la situazione è migliore in
quanto l’agitazione ondosa si esaurisce
prima di raggiungere la parete lato porto
del molo.
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Onde in acque basse
La diffrazione – Metodo di Wiegel

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Onde in acque basse

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Onde in acque basse
La diffrazione doppia

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Onde in acque basse
La diffrazione doppia

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Onde in acque basse
La diffrazione doppia

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Onde in acque basse
La diffrazione doppia

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Onde in acque basse
La diffrazione doppia

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Onde in acque basse
La diffrazione doppia

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Onde in acque basse
La riflessione del moto ondoso

Le opere a mare, investite da moto


ondoso, possono originare sia il
frangimento, sia la riflessione delle onde.

Il primo caso è più critico, perché


comporta un’elevata dissipazione di
energia con una forte sollecitazione
dell’opera, contrariamente al caso in cui
si ha riflessione.
Tenendo conto che l’energia del moto
ondoso è proporzionale al quadrato
dell’altezza dell’onda, vale la relazione:

H i2 = H r2 + H 2p + H t2

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Onde in acque basse
La riflessione del moto ondoso

L’altezza dell’onda riflessa dipende dalle caratteristiche dell’ostacolo (rugosità,


permeabilità, pendenza del paramento investito) e dalla ripidità dell’onda al largo;
questo vale anche per la riflessione dovuta alla presenza del fondale durante
l’avanzamento dell’onda.

Se la parete dell’opera lato mare aperto è verticale, un’elevata quantità dell’energia


dell’onda viene certamente riflessa: in questo caso la dissipazione di energia dipende
solo dalla rugosità dell’ostacolo ed è molto piccola nel caso di moli con pareti verticali
in calcestruzzo.

Per la riflessione del moto ondoso vale la regola che l’angolo di riflessione è pari
all’angolo di incidenza.
Nella zona di sovrapposizione dei due moti ondosi, si produce un’agitazione difficile da
schematizzare e studiare anche nel caso di ostacoli a parete verticale e fronti d’onda
rettilinei, in quanto le successive onde presentano periodi, altezze e direzioni di
propagazione sempre un po’ diversi tra loro.
L’unico studio agevole da effettuare è quello relativo al caso più semplice e che dà
luogo alla massima altezza d’onda possibile: quello di un ostacolo a parete verticale
piana investito da onde monocromatiche. 56
Onde in acque basse
La riflessione del moto ondoso

Le onde riflesse
sono dirette nel
senso opposto a H
quelle incidenti,
con lunghezze
d’onda e periodi
invariati; il caso in H
cui si verifica la
riflessione totale
delle onde prende
il nome di clapotis.
2H

πH2
2H

s=
 2π d 
L tanh  
 L 
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Onde in acque basse
La riflessione parziale

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Onde in acque basse

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