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Toledot Yesu

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Le Toledòt Yeshu (‫ )תולדות ישו‬sono "una serie di racconti non codificati di matrice ebraica su Gesù e sul
primo Cristianesimo, una sorta di antivangelo a uso interno, ironico, dissacrante, sarcastico"[1].

Indice
Origine e diffusione fra tarda antichità e medioevo
Contenuto schematico
Concordanze e discordanze coi vangeli canonici
La diffusione fra i cristiani e le prime traduzioni
Le reazioni dei cristiani
Note
Bibliografia
Voci correlate
Collegamenti esterni

Origine e diffusione fra tarda antichità e medioevo


I nuclei originali di questi racconti, che inizialmente furono trasmessi in forma orale, sono antichissimi
(II secolo?) e connessi probabilmente alle prime polemiche tra ebrei e cristiani, testimoniate già negli
Atti degli Apostoli, 13 (http://www.laparola.net/wiki.php?riferimento=Atti13&formato_rif=vp). In virtù
dei suoi contenuti ampiamente polemici, l'opera ebbe una notevole diffusione in ambiti culturali ostili ai
cristiani, allora non infrequenti e animati da pregiudizi sulla presunta perversione della, per l'epoca,
nuova fede. Ne è dimostrazione il fatto che il pagano Celso cita quest'opera presumendone la veridicità
per polemizzare contro i cristiani e che il cristiano Origene la confuta in un suo libro. Alcune accuse, che
compaiono nelle Toledòt, si ritrovano anche in Tertulliano e sembrano attestate anche dal Talmud.

Si suppone che i racconti siano stati posti in forma scritta fra il IV e il VI secolo, se non più tardi[2]. Le
Toledòt si diffusero, sia pure in versioni differenziate, in tutta l'Europa e nel Medio Oriente (Yemen, Irak,
Persia) e ne sopravvivono un centinaio di redazioni. La lingua originaria era forse l'aramaico, ma la
maggioranza dei manoscritti sono in ebraico, con versioni più tarde in arabo, giudeo-persiano, giudeo-
tedesco (Yiddish) e giudeo-spagnolo (Ladino).[3]

Le diverse redazioni vengono normalmente ripartite in tre gruppi, definiti dal nome di colui, che nel
racconto giudica Gesù: Ponzio Pilato, il re Erode o la regina Elena di Adiabene[4].

Contenuto schematico
Il libro contiene un resoconto di carattere aneddotico di episodi della vita di Gesù Cristo, figura centrale
della religione cristiana. Il racconto si distingue per gli elementi diffamatori in esso contenuti. Gesù è
presentato come il frutto di un adulterio e come un eretico blasfemo, che si è macchiato di stregoneria e
ha violato la legge di Mosè per la propria arroganza, ambizione e malvagità.

Concordanze e discordanze coi vangeli canonici


Nelle Toledòt compaiono affermazioni correlate alla narrazione evangelica (fra parentesi le
contrapposizioni)[5]:

Gesù è figlio di Giuseppe e Maria (in alcune versioni il legittimo sposo di Maria si chiamava
Giovanni, un eretico, in altre era Giuseppe, Maria e Giuseppe fanno parte delle famiglie dei
sommi sacerdoti del Tempio ed il loro matrimonio era stato combinato);
Nasce a Betlemme (solo in alcune versioni mentre in altre nasce a Gerusalemme mentre
nazareno non significa proveniente da Nazaret ma "iniziato alla sapienza segreta",
impartitagli da Giovanni Pantera)
Incontra i Dottori (ai quali contesta la dignità di profeta per Mosè in quanto iniziato da Jetro
e loro ne diventano nemici spargendo la voce della sua nascita illegittima fino a costringerlo
ad abbandonare la città, a seguito di ciò cambia il suo nome in quello noto cioè Gesù);
Pretende di essere nato da una vergine e di essere figlio di Dio (ma in realtà è nato da un
rapporto adulterino di Giovanni Pantera con Maria, mestruata, che in altre é colui che
l'aveva fatta apostatare dalla fede ebraica per il paganesimo);
Compie miracoli, cammina sull'acqua, risuscita un morto e guarisce un lebbroso (utilizza
come strumento di magia il nome impronunciabile di Dio cucendoselo in una coscia per
aggirare i demoni guardiani che glielo avrebbero fatto dimenticare; che in alcune versioni ha
rubato nel tempio in altre appreso dal battista dal quale si fece rivelare il nome anche Giuda
Iscariota per combattere Gesù);
Manda in visibilio i giudei ed entra in Gerusalemme sul dorso di un asino seguendo la
profezia ebraica sul messia (solo in alcune versioni mentre in altre sono gli ebrei a inventare
la sua identità messianica);
Applica a sé molte profezie bibliche (Isaia 7,14; Zaccaria 9,9; Salmi 2 e 110) (che davanti
alla regina i dottori contestano punto per punto mentre in altre versioni sono gli ebrei a
inventare la sua identità messianica);
Fu combattuto da Giuda Iscariota inviato dagli ebrei, frustato e incoronato di spine (durante
il processo alla sinagoga di Tiberiade dalla quale fugge nei paesi pagani, Egitto o Asia
minore, dopo essere stato liberato dai suoi seguaci);
Gli fu dato da bere aceto, morì in occasione della Pasqua e fu sepolto prima dell'inizio del
sabato (dopo essere tornato dall'estero al tempio per riottenere il nome divino fattogli
dimenticare da Giuda durante uno scontro in aria che gli provoca un'impurità, a seguito del
quale cade a terra dando luogo alla festa del venerdì santo ossia muore contraddicendo il
seguito, la sua esecuzione avviene per impiccagione ad un albero dopo essere stato
riconosciuto da Giuda mentre tentava consecutivamente di nascondersi dietro le sembianze
acquisite miracolosamente dei suoi apostoli, come nel docetismo);
I suoi dodici apostoli raccontarono che era risorto (ma il cadavere era stato nascosto dal
giardiniere).
Pietro e Paolo ne divengono continuatori (ma erano infiltrati degli ebrei l'uno per uccidere
Gesù, in alcune versioni identificato in Giuda Iscariota, e l'altro per cambiarne le dottrine,
introdurre le festività ebraiche tra i cristiani tra cui la Pasqua e l'identificazione di Gesù nel
messia ebraico)
Queste somiglianze e contrapposizioni suggeriscono che le Toledòt Yesu siano una parodia dei vangeli
scritta molto dopo gli eventi e perciò priva di qualsiasi contenuto storico. Alcuni studiosi, tuttavia, hanno
scelto di credere all'autenticità del racconto al punto di affermare che Gesù sarebbe effettivamente stato
un personaggio ebraico vissuto un secolo prima di Cristo. I primi a sostenere questa tesi sono stati i
teosofi H.P.Blavatsky e G.R.S. Mead. In realtà il regno di Alessandro Janneo del primo secolo avanti
Cristo quale epoca della narrazione viene citato solo in alcune versioni mentre in altre si parla di "Erode
II"[6]

La diffusione fra i cristiani e le prime traduzioni


Il testo delle Toledòt, scritto in ebraico, rimase di fatto inaccessibile per secoli alla maggior parte dei dotti
non ebrei. La prima versione in latino delle Toledòt, tratta da un testo molto simile a quella contenuta nel
Manoscritto di Strasburgo[7], fu redatta nel 1278 da Raimondo Martí[8]. La traduzione di Martí fu inserita
da Porchetus Salvagus nel suo Victoria (Porcheti) adversus impios Hebraeos (circa 1303)[9]. La Victoria
fu edita a stampa nel 1520 e letta da Martin Lutero, che attaccò violentemente le Toledot Yesu e gli ebrei
nel suo pamphlet Vom Shem Hamphoras und vom Geschlecht Christi (1543)[10].

L'edizione a stampa del testo ebraico, dal titolo Sepher toldos Jeschut e basata su una delle redazioni più
ampie, è dovuta al protestante Johann Wagenseil, che definì il racconto nefandum et abominabilem
libellum...cacatum a Satana. Il testo e la sua confutazione furono pubblicati nel secondo tomo della Tela
ignea Satanae. Hoc est arcani et horribiles Judaeorum adversum Christum Deum et Christianam
Religionem libri anekdotoi (Friburgo, 1681). Il primo tomo è interamente dedicato al Carmen memoriale
del rabbino Yom Tov Lipmann-Mulhausen (la versione abbreviata e in versi dell'anonimo Liber Nizachon
"vetus" in cui viene confutata la religione cristiana); il secondo tomo contiene anche gli atti di due
dispute fra rabbini e teologi cristiani e il Chissuk Emuna ("La fede rafforzata") di Isaac Troki[11].

Poco dopo, nel 1705, un testo ebraico leggermente diverso fu pubblicato anche in Olanda con traduzione
latina, note e confutazioni del pastore protestante svizzero Giangiacomo Huldrich (1683 - 1731). Il titolo
di questa edizione è Sepher toledot Jesco[12].

Nel 1902 lo studioso ebreo Samuel Krauss utilizzò nove manoscritti, di cui due completi (quello di
Strasburgo e quello di Vienne), per produrre un'edizione critica (cfr. bibliografia).

Nel 1681 il teologo e studioso Johann Christof Wagenseil pubblica l'opera Tela Ignea Satanae. Hoc est:
Arcani, & horribiles Judaeorum adversus Christum Deum, & Christianam Religionem Libri Anekdotoi,
anche nota con il nome abbreviato di Tela ignea. Questo libro, edito tanto in ebraico che in latino, è una
raccolta di testi scritti in epoca passata da autori ebrei per utilizzarli come argomentazioni da opporre ai
cristiani nel corso di dissertazioni dotte sulla teologia. Tra i testi raccolti dal Wagenseil c'era il Sèfer
Toledot Jeshu, identificato con il nome di Libellus Toldos Jeschu o, più semplicemente, di Libellus
Toldos, sino ad allora dimenticato nell'ambito culturale europeo. L'autore ha dunque il merito di averlo
riscoperto. L'opera tornò immediatamente a suscitare clamore per via del suo contenuto, venendo
condannata dalla Chiesa e divenendo oggetto di critiche da molti studiosi, in quanto giudicata portatrice
di affermazioni false o falsificate su Gesù e la sua vita. Tra i polemici c'era anche Voltaire, che nel suo
Dizionario Filosofico afferma: «Di tutte le opere prodotte dalla loro cecità, nessuna è così odiosa e
stravagante come l'antico libro intitolato: Sepher Toldos Jeschut, disseppellito dal signor Wagenseil, nel
secondo tomo della sua opera intitolata: Tela ignea ecc. È in questo Sepher Toldos Jeschut che si legge
una storia mostruosa della vita del nostro Salvatore, fabbricata con tutta la passione e la malafede
possibili. Così, per esempio, si è osato scrivere che un tale Panther o Pandera, abitante a Betlemme, si era
innamorato di una giovane donna maritata a Jochanan. Egli ebbe da questo commercio impuro un figlio
chiamato Jesua o Gesù. Il padre del bambino fu costretto a fuggire e si rifugiò a Babilonia. Quanto al
piccolo Gesù, fu mandato a scuola; ma, aggiunge l'autore, ebbe l'insolenza di alzare la testa e di scoprirsi
il capo davanti ai sacrificatori, invece di presentarsi davanti a loro a testa bassa e col viso coperto,
com'era costume: arditezza che fu vivamente riprovata, e indusse a esaminare la sua nascita, che fu
trovata impura ed espose ben presto il bimbo alla pubblica ignominia. Questo detestabile Sepher Toldos
Jeschut era conosciuto fin dal II secolo: Celso lo cita con rispetto, e Origene lo confuta nel suo nono
capitolo.» (Estratto dalla voce Messia del Dizionario Filosofico di Voltaire)

Il Sèfer Toledot Jeshu ha ispirato, dopo la sua scoperta, un altro libro, di titolo omonimo e scopo simile,
pubblicato nel 1705 dallo scrittore svizzero John James Huldrich. A proposito, Voltaire commenta: «C'è
un altro libro, anch'esso intitolato Toldos Jeschut, pubblicato nel 1705 da Huldrich, che segue più da
presso il Vangelo dell'infanzia, zeppo di anacronismi e di errori grossolani. Fa nascere e morire Gesù
Cristo sotto il regno di Erode il Grande e pretende che davanti a questo principe sia stata mossa l'accusa
di adulterio fra Panther e Maria, madre di Gesù. L'autore, che prende il nome di Jonathan e si dice
contemporaneo di Gesù Cristo e abitante di Gerusalemme, sostiene che Erode consultò, a proposito della
nascita di Gesù Cristo, i senatori di una città nella terra di Cesarea. Non seguiremo un autore così assurdo
in tutte le sue contraddizioni. È col favore di tante e tali calunnie che gli ebrei si mantengono nel loro
odio implacabile contro i cristiani e contro il Vangelo; niente han trascurato per alterare la cronologia del
Vecchio Testamento e spargere dubbi e difficoltà sul tempo della venuta del nostro Salvatore.» (Estratto
dalla voce Messia del Dizionario Filosofico di Voltaire)

Le reazioni dei cristiani


Il primo esplicito e dettagliato resoconto di una versione ebraica sacrilega delle vicende di Gesù risale al
IX secolo ed è dovuto all'arcivescovo di Lione Agobardo (778-840)[13]. Delle Toledòt parlano anche il
suo successore Amolone (841-852), nel suo Liber Contra Iudaeos, e Rabano Mauro, arcivescovo di
Magonza (Contra Iudaeos, 847), testimoniando che la notizia delle Toledòt e del loro contenuto offensivo
si stava diffondendo ampiamente, suscitando violenta indignazione fra i cristiani e diventando stimolo e
pretesto di persecuzioni violente.

Il contenuto delle Toledòt, perlopiù denunciato agli inquisitori da ebrei convertiti, è probabilmente la
causa principale delle cosiddette Controversie sul Talmud con il loro contorno di roghi di libri ebraici. La
prima di queste ebbe luogo a Parigi nel 1250 (si veda: Impia Judaeorum perfidia). Ancora fra il 1509 e il
1520 ebbe luogo in Germania (con interventi anche dell'imperatore e del papa) un'accesa controversia
sulla confisca e distruzione dei libri ebraici blasfemi. Da un lato la fazione guidata dal macellaio
Johannes Pfefferkorn, un ebreo convertito, e da Jakob van Hoogstraten, priore dei domenicani di Colonia
e dall'altro gli umanisti tedeschi, guidati da Johannes Reuchlin. Mentre i primi auspicavano una confisca
generalizzata di ogni libro ebraico, Reuchlin mise in evidenza che i libri veramenti blasfemi erano pochi
e di scarsa rilevanza anche per i giudei stessi: fra questi appunto il Toledòt Yeshu e il Liber Nizachon.

Il 29 maggio 1554 la bolla Cum sicut nuper di papa Giulio III chiarì che dovevano essere confiscati e
bruciati solo i libri blasfemi ("Omnes et singuli libri in quibus Jesu Salvatoris nostri, quod Jeshui
Hanozri dicitur, cum blasphemia aut alias ignominiose nominatur"), mentre proibiva ogni molestia degli
ebrei per il possesso di qualunque altro libro[14].

Note
1. ^ Calimani, Gesù ebreo, p. 186.
2. ^ Michael Maas, The Cambridge Companion to the Age of Justinian, Cambridge University
Press, 2005, pg 406, ISBN 0-521-81746-3.
3. ^ (DE, EN) Stephan Gero, Apocraphyl Gospels: A Survey, in Aufsteig und Niedergang Der
Romischen Welt, Teil II, Band 25 (5 teilband), 1988, pp. 3391f, ISBN 3-11-001885-3.; si
veda p. 3992
4. ^ Essa si convertì al giudaismo nel 30 d.C. e si trasferì a Gerusalemme. Alcuni manoscritti,
però, identificano questa Elena con la madre dell'imperatore Costantino e altri ancora
collocano la nascita di Gesù nel 93 a.C., ai tempi del re Alessandro Ianneo anticipando di un
secolo tutti gli eventi e sostituendo a Elena la regina Salomé, moglie di Alessandro.
5. ^ Joseph Samuel C.F. Frey, Joseph and Benjamin: a Series of Letters on the Controversy
between Jews and Christians, vol. 1, New York, Peter Hills, 1837, pp. 214.
6. ^ Did Jesus Live 100 B.C.? (1903).
7. ^ La versione delle Toledoth contenuta in questo manoscritto è una delle più note perché è
uno dei due manoscritti completi tradotti in tedesco dallo studioso ebreo Samuel Kreuss.
L'anno successivo il manoscritto di Strasburgo fu pubblicato in inglese da George Robert
Stowe Mead della "Theosophical Publishing Society" di Londra in An Enquiry into the
Talmud Jesus Stories, the Toldoth Jeshu, and Some Curious Statements of Epiphanius:
Being a Contribution to the Study of Christian Origins. I due manoscritti completi studiati da
Krauss sono entrambi simili a quello utilizzato da Wegensail.
8. ^ Un frate domenicano, autore del celebre Pugio fidei ("Il pugnale della fede")
9. ^ Jean-Pierre Osier, Jésus raconté par les Juifs, éd. Berg International, 1999, p. 161.
10. ^ Si veda: Jean-Pierre Osier, Jésus raconté par les Juifs, éd. Berg International, 1999, p.
161 et 167.
11. ^ Si veda (http://gluedideas.com/content-collection/cyclopedia-of-biblical-literature/Isaac-B-A
braham-Troki.html)
12. ^ Per approfondimenti cfr. voce "Huldrich" in John Aikin, rev. Thomas Morgan e William
Johnson, General Biography: Or Lives, Critical And Historical, Of The Most Eminent Person
Of All Ages, Countries, Conditions and Professions, arranged according to alphabetical
order, volume V, 1804, (editore) T.davison, White-Friars (http://books.google.it/books?id=ekg
_AAAAcAAJ&pg=PA313&lpg=PA313&dq=M.+huldrich+1705&source=bl&ots=k7anfOU9cE&
sig=efkkSI-wno4TNWvjZOHoIDX7zS0&hl=it&ei=WPE1TevCAonIswas9O2jCg&sa=X&oi=bo
ok_result&ct=result&resnum=1&ved=0CBoQ6AEwAA#v=onepage&q=huldrich%201705&f=f
alse)
13. ^ Ne parla nel suo: De Judaicis Superstitionibus, scritto nell'826.
14. ^ Cherubini, SS Iulius III Bullarium, Vol I, p. 804

Bibliografia
Testi

Peter Schäfer Michael Meerson (eds.), Toledot Yeshu: the Life Story of Jesus, Tübingen,
Mohr Siebeck, 2014.

Studi

Samuel Krauss, Das Leben Jesu nach jüdischen Quellen, S. Calvary & Co., Berlin 1902.
Jean Pierre Osier, L'Evangile du Ghetto ou comment les Juifs se racontaient Jésus, Parigi
1984.
Riccardo Di Segni, Il vangelo del Ghetto, Roma 1985.
Riccardo Calimani, Gesù ebreo, Rusconi Milano 1990, pp. 184–189.
Marcello Craveri, La vita di Gesù, Milano 1966.
Peter Schäfer, Michael Meerson, Yaacov Deutsch (eds.), Toledot Yeshu ("The life story of
Jesus") revisited : a Princeton conference, Tübingen, Mohr Siebeck, 2011.

Voci correlate
Anni perduti di Gesù
Fonti storiche non cristiane su Gesù
Gesù
Vangelo di Barnaba

Collegamenti esterni
Il testo delle Toledot Jeshu. Prima parte, su deiricchi.it.
Toledoth Yeshu (http://jewishchristianlit.com//Topics/JewishJesus/toledoth.html), translation
of Morris Goldstein (Jesus in the Jewish Tradition) and Alan Humm.
The Anti-Gospel of Yeshu the Magician, su lost-history.com.
"Tela Ignea Satanae" di Wagenseil, testo originale in latino ed ebraico del solo primo tomo,
cioè senza il libellus toldos Jeschut, su books.google.it.
Controllo di
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