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Animare la preghiera

9-10-2004

Don Mauro Agreste


Indice

1) Il nostro essere inseriti in una cultura e in una società


2) Modo diverso di animare la preghiera
3) Quando dovete animare, che tutti vedano in voi che ci credete veramente
4) Il progetto del Signore, un progetto molto chiaro fin dall'inizio della creazione
5) Dobbiamo rivolgerci a Dio se vogliamo capire qualcosa dell'uomo
6) Non puoi servire l'uomo se prima non servi Dio
7) Se osservate i comandamenti rimarrete nel mio amore
8) Dio non ti può rivelare il significato che hai tu della storia
9) Ti da quel giusto suggerimento per camminare e per migliorare
10) I dieci comandamenti dell'antico testamento
11) Essere in peccato, la scomunica
12) Peccato contro lo Spirito Santo: l'impenitenza

1) Il nostro essere inseriti in una cultura e in una società


Anche in momenti che sembrano meno importanti, invece ci interpellano per renderci conto se
quello che stiamo facendo lo facciamo veramente perché ci crediamo o perché ci assoggettiamo ad
una assemblea, ci lasciamo trascinare dalla corrente.

E chiaramente ci sono visi nuovi, che è la prima volta che vedo e resto sempre un po' incuriosito e
penso:

2) Modo diverso di animare la preghiera


Ma queste sorelle e questi fratelli nuovi che sono qui, cosa penseranno di questo modo diverso di
animare la preghiera?

Ebbene c'è una ragione per cui si fanno tutte queste cose, la ragione è che siamo coinvolti dalla
presenza del Signore, per cui quello che la nostra bocca dice, anche si deve vedere in tutto il nostro
modo di essere e di agire.

Ecco perché ci sono alcune espressioni di movimento che è importante avere la disponibilità e
l'umiltà di cominciare a fare.

Per varie ragioni. Chi sta approfondendo il proprio cammino cristiano per diventare un catechista,
oppure per approfondire il proprio cammino catechistico, si rende conto che non è sufficiente la
trasmissione orale di alcune verità di fede, perché quello sia un incontro in cui vi è una vera
evangelizzazione.

È necessario che ci sia la partecipazione di tutta la persona, non solo la partecipazione intellettuale,
la partecipazione verbale, ma anche la partecipazione fisica.
3) Quando dovete animare, che tutti vedano in voi che ci
credete veramente
Quindi quando dovete animare una piccola liturgia, quando dovete far fare un canto, ecc. che tutti
vedano in voi che ci credete veramente, che non state recitando una parte, che non vi state
assoggettando, prendendo la medicina amara che vi fa fare delle cose strane.

In fondo per il Signore io credo che possiamo fare qualunque cosa e forse vale la pena di
soffermarci e domandarci, ma per il Signore quali cose sono disposto a fare?

Il re Davide di fronte all'arca che stava entrando nella città che non si chiamava ancora
Gerusalemme, la chiamavano la città di Davide, ecco non si vergognava affatto di mettersi a
danzare di felicità perché l'arca dell'Alleanza stava arrivando in città.

Ora dobbiamo domandarci, noi non siamo chiamati a danzare per le strade della città, ma che cosa
siamo disposti a fare?

Ecco, dunque il modo di trasmettere un messaggio passa attraverso l'intelligenza, ma passa anche
attraverso la nostra semplicità.

Se non abbiamo abbastanza semplicità, siamo nel posto giusto dobbiamo chiederla al Signore.

Siete d'accordo? Bene allora adesso un attimo di raccoglimento, ci prepariamo a prendere lo schema
della preghiera, il numero 2 alla pagina 12.

4) Il progetto del Signore, un progetto molto chiaro fin


dall'inizio della creazione
Il brano di Vangelo che ci viene proposto oggi ci presenta il progetto del Signore.

Il progetto del Signore non è nascosto nel suo segreto, nel suo cuore, nella sua intelligenza.

Se noi apriamo la Scrittura, già nei primi capitoli ci rendiamo conto che il Signore ha un progetto
per tutto ciò che ci circonda, e soprattutto un progetto per ciò che riguarda noi personalmente.

Dio crea tutto quello che vediamo, il sole, la luce, le tenebre eccetera ecc. e a coronamento di tutto
quello che lui ha creato, pensa di fare esistere l'essere umano e dice facciamo l'uomo a nostra
immagine e somiglianza.

Dunque dire facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza significa avere un progetto molto
chiaro di come è l'uomo, di che cos'è l'uomo, di come vive l'uomo, di quello che è il progetto
dell'uomo.

Lo dice lì, a nostra immagine e somiglianza.

Questo vuol dire che è molto difficile capire l'essere umano se non ci mettiamo in contemplazione
di Dio, ci avevate mai pensato?
Non possiamo capire l'uomo studiando solo l'uomo, per capire l'uomo abbiamo bisogno di stare alla
presenza di Dio, perché in fin dei conti, chi è che ha inventato l'uomo? Dio.

5) Dobbiamo rivolgerci a Dio se vogliamo capire qualcosa


dell'uomo
Se noi vogliamo capire qualche cosa sull'uomo dobbiamo rivolgerci a Dio.

C'era una volta un credente dopo la guerra di secessione negli Stati Uniti nel 1865, e negli Stati
Uniti del sud c'era una grave crisi economica, le grandi piantagioni erano distrutte, migliaia di
famiglie rischiavano di morire di fame, ma c'era un credente, è bastato uno che tra tutte le cose, per
dare un pochino di senso a tutto quello che era accaduto, si è messo curiosamente a studiare le
arachidi.

Però non capiva bene come potessero essere utili per tutte quelle famiglie, allora si è ritirato nel suo
laboratorio, nella sua cabina, che era un laboratorio con un angolo di preghiera e lì si inginocchiò e
disse, Signore rivelami tutto quello che c'è da sapere sull'arachide e il Signore gli rispose nel cuore
dicendogli, la tua mente è troppo piccola per capire il significato di un arachide, ma ti illustrerò
qualche cosa che ti potrà essere utile.

Diede dei suggerimenti nel cuore, lui incominciò a fare degli esperimenti e scoprì diversi modi per
utilizzare l'arachide.

In quel modo molte famiglie poterono dedicarsi a questa coltivazione e risollevarsi dalla rovina che
era susseguente a una guerra di quel genere.

Per la fede di una persona, intere generazioni furono salvate.

Come mai? Perché questa persona, invece di rivolgersi subito all'arachide, si rivolse a colui che l'ha
creata, e disse che cosa posso imparare da questo?

6) Non puoi servire l'uomo se prima non servi Dio


Tu sei qui a servizio di Dio e a servizio dell'uomo, non puoi servire l'uomo se prima non servi Dio.

Quindi è necessario mettere in chiaro una gerarchia di movimenti, prima Dio che è la sorgente di
ogni realtà, e poi tu al servizio di Dio, quindi servirai i tuoi fratelli.

Qui nella Genesi dice, facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza, la rivelazione è questa,
che l'uomo assomiglia a Dio, quindi come è Dio così dovrebbe essere l'uomo.

Lo so anch'io che ci troviamo dopo il peccato originale e quindi il progetto di Dio è stato sfregiato,
a causa del peccato originale, ma non è cambiato.

Il peccato originale ha sfregiato il progetto di Dio, ma non l'ha cambiato.

7) Se osservate i comandamenti rimarrete nel mio amore


Dio non ha affatto cambiato idea, infatti qui dice, se osservate i comandamenti rimarrete nel mio
amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre e rimango nel suo amore.

C'è una corrispondenza. Quando sentiamo dire la parola comandamenti, possiamo subito intuire la
parola suggerimenti.

Allora sono i suggerimenti di Dio, che sono così veri, sono così totalmente veri, così
indubitabilmente veri, che una persona sana di mente li prende come oro colato.

Non comando, perché il Signore ti ordina, comando perché il Signore suggerisce la verità dei fatti ,
non ti può rivelare l'intera portata della verità, perché la verità è talmente grande che coincide con
Dio e se tu capisci Dio, vuol dire che sei già nell'al di là.

8) Dio non ti può rivelare il significato che hai tu della storia


Allora Dio non ti può rivelare immediatamente tutta la verità che si riferisce ad una arachide, perché
la tua mente è troppo piccola per concepire il significato che ha una arachide nella storia della
salvezza.

Immagina se ti dovesse rivelare il significato che hai tu nella storia della salvezza, è una cosa
talmente grandiosa che ne saresti così stupefatto da morire all'istante dalla gioia.

Allora il Signore non ti dà la rivelazione intera della tua verità, ti suggerisce la direzione che devi
prendere qui e ora.

Il Signore conosce quello che noi siamo, ma se ad un certo momento ci rivelasse all'istante la verità
del nostro stato della nostra anima, come resteremmo?

Non credo che nessuno di noi si esalterebbe, è vero? Forse ci terrorizzeremmo.

Ma il Signore è buono, e dice, ad ogni giorno basta la sua pena.

9) Ti da quel giusto suggerimento per camminare e per


migliorare
Quindi ti dà quel giusto suggerimento per camminare quel giorno, e per migliorare in quel giorno.

Se lui ci rivelasse tutto quello che ancora dobbiamo compiere, e che non abbiamo ancora compiuto,
se Lui ci facesse vedere la distanza che c'è tra noi e lui, e tutte le nostre debolezze, tutte le nostre
fragilità, noi ci terrorizzeremmo talmente tanto che ci bloccheremmo e non faremmo più nulla.

Ecco perché il Signore non rivela completamente immediatamente tutta la verità, ma dà dei
suggerimenti.

Dei suggerimenti che a volte sono molto limitati nel tempo, a volte sono suggerimenti che danno un
senso di più ampio respiro, per esempio quando il Signore ti suggerisce per quale genere di vita tu
sei nato.

Ti suggerisce che tu sei nato per la vocazione matrimoniale, per esempio, o per la vocazione
sacerdotale, o per quella religiosa.
Ti suggerisce questo, ma non ti dice niente di più, non ti dice che cosa succederà, ti suggerisce
questa è la tua strada.

Allora, chi è abituato ad ascoltare la voce del Signore prende quel suggerimento come un comando,
perché dice; scherzi l'ha detto il Signore, vuoi mica che io non approfitti di un suo suggerimento.

10) I dieci comandamenti dell'antico testamento


Lo stesso medesimo discorso vale anche per i famosi dieci comandamenti dell'Antico Testamento,
che però Gesù non ha affatto abolito e vi dirò una novità, neanche il concilio vaticano II li ha
aboliti.

Lo sapevate? Ci sono ancora tutti e dieci.

Sono dieci parole, dieci suggerimenti, dieci protezioni, per proteggere ciò che vi è di più prezioso
nella nostra esistenza individuale e sociale.

E quindi i primi tre sono per difendere il nostro spirito e la relazione con Dio.

Vuoi difendere la tua relazione con Dio?

Allora ricordati che lui viene prima di tutto, ricordati che il suo nome non deve essere svalutato, non
deve essere denigrato, ricordati che c'è un giorno dedicato a lui.

Poi si parte con le relazioni sociali, la famiglia.

E poi si parte con le relazioni con se stessi e con gli altri.

Dio insegna a vivere attraverso i suoi suggerimenti che sono dieci, che sono quelli ufficiali
contenuti nella Scrittura.

Che sono quelli meno ufficiali, che sono i suggerimenti che tu senti nel tuo cuore, perché il Signore
ti parla nel cuore, ti dice questo va bene, questo non va bene.

Ci sono suggerimenti altrettanto ufficiali che sono gli insegnamenti del magistero della Chiesa. Il
magistero della Chiesa non inventa nulla, il magistero della Chiesa, attualizza, concretizza con la
cultura del nostro tempo, gli insegnamenti di Dio.

Le conseguenze degli insegnamenti di Dio devono trovare un riscontro nel nostro modo di vivere e
di pensare? Sì.

Allora è necessario un magistero della Chiesa, cioè il Papa e tutti i vescovi riuniti in concordanza
con lui che confermano, ecco questa dottrina è conforme a quello che c'è scritto nella Bibbia, quindi
il buon cristiano, il vero cattolico si comporta in questo modo.

Non si comporta in questo modo?

11) Essere in peccato, la scomunica


Essere in peccato. Che non vuol dire necessariamente non è più cristiano, salvo che nei casi in cui il
cristiano compia degli atti così gravemente contrari agli insegnamenti biblici da dire: uno che fa
così non fa più parte del cristianesimo.

Esempio l'aborto. Lo sapevate no?

Si chiama la scomunica, uno è scomunicato, non appartiene più al corpo di Cristo, perché ha fatto
un attentato così grave contro la legge di Dio, che non fa più parte del corpo di Cristo che è la
Chiesa.

Qualcuno se lo sentisse dire per la prima volta potrebbe dire, allora che succede, la misericordia di
Dio non c'è più?

Certo che c'è la misericordia di Dio, infatti c'è la grazia del pentimento, e della confessione.

Il Signore perdona tutto qualunque cosa.

12) Peccato contro lo Spirito Santo: l'impenitenza


Qual è l'unico peccato che il Signore non perdona? Quello contro lo Spirito Santo Perché?

Perché il peccato contro lo Spirito Santo in generale si chiama impenitenza, cioè non chiedere
perdono.

Ora se tu non chiedi perdono, come fai ad ottenerlo?

Il perdono non è un biglietto che ti danno gratuito per andare a fare una consumazione.

Il perdono è qualche cosa di prezioso che se ti fa gola lo chiedi, se non ti fa gola, non lo chiedi, ma
Dio non ti violenta, non ti scaraventa in Paradiso se non lo desideri.

Questi sono alcuni accenni di temi che affronteremo sia nelle lezioni, che nelle nostre riflessioni
all'inizio della giornata.

Tenete presente se avete delle domande, fatemi la carità di scrivere su un foglietto, in modo tale che
io sappia che c'è qualche argomento su cui vale la pena di soffermarsi.

E ora conservando queste che sono delle piccole provocazioni, vedete due righe ho commentato del
brano del vangelo che è suggerito nella preghiera di oggi.

Ecco rileggiamo silenziosamente questo Vangelo e continuiamo con la nostra preghiera. Sia lodato
Gesù Cristo.
Antropologia Paolina

17-10-2009

Don Mauro Agreste


Indice

1) Essere di natura razionale e di sostanza individuale


2) Dire che dire la parola persona significa dire essere che si mette in relazione
3) Le relazioni non sempre sono quelle costruttive, a volte sono relazioni distruttive.
4) Per il bambino è la stessa cosa quindi il primo impatto, la prima relazione con il mondo esterno è
abbastanza difficile
5) Questa relazione con le cose fa maturare la percezione dell'individuo
6) Quindi ci vuole un certo periodo di tempo per confrontare queste impressioni luminose con altre
impressioni luminose
7) Queste relazioni con il mondo sono necessarie per formare le basi della razionalità
8) Il bambino dopo un po' di tempo percepisce che c'è un modo per mettersi in relazione con il
mondo e con gli altri
9) Quando cominciano le prime parole in cui riconosce la mamma e il papà
10) Dio ha soffiato la sua vita divina quindi nel primo istante del concepimento quella è persona
11) Per il semplice fatto che c'è un insediamento vuol dire che è qualcosa di differente
12) Persino biologicamente il sacco che contiene il bambino è fatto in modo tale da non permettere
un passaggio del sangue dalla mamma al bambino e viceversa, si chiama tessuto semipermeabile
13) Le cellule del cancro hanno lo stesso DNA e quindi per ammazzare le cellule del cancro non
servono i globuli bianchi.
14) Cosa vuol dire individuo?
15) Questa relazionalità è quello che permette all'essere umano di diventare completamente tale
16) Maturazione dell'umanità in vista di una relazione più profonda con il Signore
17) Le relazioni della persona umana non terminano mai e fanno progredire nel tuo essere figlio di
Dio.
18) Perché nel Paradiso ci può essere spazio e tempo? Perché Gesù è risorto con un corpo
19) Con la risurrezione della carne tutto sarà trasfigurato, quindi le nostre relazioni saranno
relazioni umane immerse in Dio
20) Questo è diverso dalle altre divinità che gli uomini si sono create alle quali si deve rispetto.
21) Bene vieni, immergiti nel Padre e nel Figlio e nello Spirito Santo, e tu esci figlio di Dio senza
smettere di essere un essere umano
22) Ma nessuna di queste fasi giunge alla sua pienezza perché è in continua crescita
23) Quali sono le relazioni della persona umana?
24) C'è una relazione con Dio di contrapposizione, potremmo chiamarla una specie di antirelazione

1) Essere di natura razionale e di sostanza individuale


Allora chi me la legge questa definizione di Boezio?

Essere di natura razionale e di sostanza individuale.

Va bene. « Rationalis naturae individua substantia »: questa è la definizione classica della persona
che ne indica la sua struttura sotto un certo aspetto.
La persona in ogni caso non si può ridurre semplicemente alla sua struttura razionale, individuale
ecc. perché il termine persona indica un essere che si pone in mezzo a un insieme di altri esseri nei
quali lui si pone in una relazione.

2) Dire che dire la parola persona significa dire essere che si


mette in relazione
Quindi potremmo dire che dire la parola persona significa dire essere che si mette in relazione, che
è in relazione, costituito di relazione.

Naturalmente un essere razionale e individuale è capace di relazione perché essere relazione vuol
dire avere coscienza di sé nel senso che l'essere umano ha consapevolezza di essere distinto da un
altro essere, fa distinzione e riconosce l'alterità, vi piace questa parola?

Vuol dire l'altro, lo riconosce come altro, diverso da se stesso.

Vi dico una cosa che fa un po' ridere che però credo che molti di voi conoscano già: se qualcuno di
voi ha un gatto a casa, qualcuno ha un gatto?

Allora voi dovete sapere che il gatto che abita in casa vostra non vi considera come altri, non vi
considera come esseri umani: vi considera come gatto dominante.

Voi siete un gatto, il capo branco dove lui è l'altro membro del branco, perché non ha coscienza di
sé quindi non ha neanche coscienza dell'alterità.

Ci sono delle strutture, chiamiamole gerarchie che funzionano all'interno del branco, quando questa
struttura viene avulsa, cioè si crea una struttura diversa, atipica, l'animale non fa distinzione, quindi
tu fai parte del gruppo che lui si immagina, sei un gatto strano, senza coda con gli orecchi diversi
ecc., però sei un gatto.

Ti segue, ti ubbidisce perché sei tu che decidi, e regoli la sua vita.

Per l'essere umano non è così, per l'essere umano, anche se siamo 7 miliardi non facciamo parte
semplicemente di un branco perché sono 7 miliardi di individui, unici e irripetibili, questo vuol dire
ognuno dotato di una sua specificità, delle sue caratteristiche.

Ciò che ci accomuna è l'essere persona, cioè essere che si mette in relazione tanto è vero che uomini
che provengono da paesi diversi possono mettersi in relazione tra di loro.

3) Le relazioni non sempre sono quelle costruttive, a volte sono


relazioni distruttive.
Ogni essere umano è costituito di almeno quattro tipi di relazioni diverse

Le relazioni non sempre sono quelle costruttive, a volte sono relazioni distruttive, i conflitti, le
guerre, le contese ecc., però sono sempre relazioni, ogni essere umano è costituito di almeno quattro
tipi di relazioni diverse: una all'interno di se stesso dove l'essere umano riconosce se stesso come
diverso dagli altri quindi: l'essere umano ha relazione con se stesso e ha relazione con gli altri ,
quindi sono già due relazioni, con se stesso e con gli altri; ha relazione con il mondo circostante e
quindi con Dio.

Concretamente l'essere umano prima di avere coscienza di se stesso comincia a prendere coscienza
del mondo, quindi di ciò che è diverso da sé.

Quando nasce, il bambino ha un impatto immediato con il mondo che lo circonda, anzi, non ha
coscienza di sé nel tempo della gestazione percepisce qualche genere di relazione ma a livello
inconscio, non ne è consapevole, tuttavia sappiamo molto bene che il livello inconscio custodisce in
sé la forza della persona.

É stato riscontrato in molti casi che sono riportati anche su alcuni libri, dei bambini che non erano
desiderati che tuttavia sono venuti alla luce ugualmente, una volta venuti al mondo sono stati amati,
circondati da ogni tipo di affetto, inspiegabilmente, dopo alcuni anni di vita hanno manifestato delle
turbe psicologiche senza motivi apparenti.

Per esempio improvvisamente all'età della scuola materna cominciavano a disegnare tutte cose nere,
coltelli e cose di questo genere: la bambina portata dallo psichiatra, dallo psicologo sembrava non si
riuscisse a capire come mai manifestava delle emozioni profonde fino a quel punto perché
apparentemente non aveva motivo, era amata, era benvoluta nella sua casa, nella sua famiglia era
stata accettata ecc., poi si scoprì che al tempo della gestazione la mamma aveva cercato di abortire,
tant'è vero che la bambina senza sapere perché le diceva: « Perché non mi vuoi bene? »

Allora c'è un certo tipo di percezione a livello subconscio che lascia le sue radici, le sue
conseguenze lungo il corso della vita tuttavia è una percezione dall'esterno verso l'interno, ci vuole
molto tempo perché queste cose possano essere razionalizzate e cioè bisogna arrivare al tempo in
cui l'individuo si percepisce diverso dagli altri, si percepisce come individuo, si riconosce un io
distinto da un tu.

4) Per il bambino è la stessa cosa quindi il primo impatto, la


prima relazione con il mondo esterno è abbastanza difficile
Ora tutto questo è un'evoluzione normale, il bimbo nel tempo della gestazione ha relazione con il
mondo esterno ma il suo mondo esterno è molto limitato, quindi ha una percezione di suoni, di
calore, di tranquillità più o meno.

Percepisce anche il nervosismo, le paure che sono affrontate dalla mamma, ma dal momento in cui
viene alla luce il suo impatto con il mondo esterno è immediato e violento.

Primo, immaginate la temperatura completamente diversa, poi la quantità di suoni che ora non
vengono più percepiti in modo ovattato ma in modo diretto, violento come se tu improvvisamente
avessi continuamente qualcuno che dietro l'angolo ti fa scoppiare un petardo vicino, ti spaventi o
non ti spaventi?

Ecco, per il bambino è la stessa cosa quindi il primo impatto, la prima relazione con il mondo
esterno è abbastanza difficile e anche abbastanza traumatica.

Quindi il freddo, la temperatura, la luce, i rumori, le voci, tante voci che prima non si sentivano così
distintamente, quindi il senso di solitudine, di perdita di sicurezza perché non percepisce più
direttamente solo il suono della voce della mamma ma percepisce tanti altri suoni che non sa
gestire, non sa riconoscere non sa che cosa siano e quindi c'è tutto un insieme chiamiamoli di
microtraumi che poi vengono superati mediante l'affettività e tutto quello che concerne la vita
infantile ma che però immediatamente costituiscono il primo impatto con la realtà esterna che dà la
percezione di essere qualche cosa di diverso da quello che c'è intorno, è una relazione con le cose.

5) Questa relazione con le cose fa maturare la percezione


dell'individuo
Questa relazione con le cose fa maturare la percezione dell'individuo perché diventi consapevole di
essere diverso dalle cose che lo circondano; l'intelligenza, la razionalità si deve allenare per
imparare a distinguere una cosa dall'altra, voi lo sapete, anche a livello semplicemente fisico il
bambino prima che riesca a riconoscere il volto della mamma passano alcuni mesi perché non si
vede con gli occhi, si vede con il cervello.

Quindi le impressioni luminose che ti raggiungono hanno bisogno di essere memorizzate prima che
siano riconosciute, diversamente il bambino vede solo delle macchie di colore che non sa
interpretare, non sa cosa siano.

Allora solo dopo molte volte che gli occhi hanno percepito quelle macchie di colore che vengono
poi interpretate, vengono sempre rese più nitide ecc. ecc., lui associa una macchia con quella stessa
macchia, con quell'altra ecc. ecc., riconosce che queste macchie di colore quando si avvicinano
arriva il cibo, o arriva il cambio, allora percepisce piacevolezza e quelle macchie di colore, quindi
entra in funzione la memoria che associa le due cose.

La memoria di impressioni luminose, perché la vista è tutta fatta su impressioni luminose e


impressioni emozionali e sensoriali costituiscono il nucleo della prima maturazione, le prime
banche dati sul mondo esterno bene inteso.

6) Quindi ci vuole un certo periodo di tempo per confrontare


queste impressioni luminose con altre impressioni luminose
Quindi ci vuole un certo periodo di tempo perché questa banca dati abbia dei dati sufficienti per fare
dei confronti, perché riesce a confrontare dopo un po' di tempo queste impressioni luminose con
delle altre impressioni luminose e dice: « Ah questo non è lo stesso, queste macchie non sono le
stesse macchie di prima, queste qui sono le macchie del viso della mamma, queste invece sono le
macchie del viso del papà, quindi ci vuole un certo periodo di tempo, un certo numero di
impressioni perché la memoria visiva possa associare una cosa all'altra.

Questo costituisce la base per le relazioni con il mondo.

7) Queste relazioni con il mondo sono necessarie per formare


le basi della razionalità
Queste relazioni con il mondo sono necessarie per formare le basi della razionalità.

Con l' intelligenza si confrontano i dati della razionalità, i dati della razionalità sono immessi dentro
di noi attraverso i sensi.
É abbastanza chiaro fin qui? É un po' come per un programma di computer, tu puoi avere un
computer perfettamente dotato di tutti i materiali adatti ma se non ha il programma adatto non
riceve niente dall'esterno e non elabora nulla.

Allora è necessario un certo numero di chiamiamoli input, chiamiamoli stimoli perché permettono
alla razionalità di avere del materiale da confrontare, con l'intelligenza.

8) Il bambino dopo un po' di tempo percepisce che c'è un


modo per mettersi in relazione con il mondo e con gli altri
Ora tutto questo costituisce la prima relazione, infatti il bambino dopo un po' di tempo percepisce
che c'è un modo per mettersi in relazione con il mondo e con gli altri, un modo che sta imparando a
gestire, si chiama la voce, si chiama l'udito, che con l'udito percepisce ciò che gli arriva, con la voce
si fa percepire dagli altri.

Non conosce ancora razionalmente il linguaggio per inserirsi in una relazione con gli altri ma solo
con il mondo, tanto è vero che quando ha fame piange, quando ha sonno piange, quando deve essere
cambiato piange, quando è felice sorride, fa tutte quelle vocine strane che tutti i bambini piccoli
fanno, è un modo per mettersi in relazione con il mondo circostante per dire: « Oh adesso sto
proprio bene » oppure « Sto proprio male » ma non è ancora razionale perché non c'è ancora una
sufficiente capacità della memoria di contenere le differenze tra i suoni e mettere in relazione i
suoni con quello che significano.

Percepirà prima ciò che gli viene dall'esterno, riconoscerà allora la voce della mamma quando gli
dice pappa capisce che è qualche cosa che gli piace ma non è in grado di dire lui quello che vuole
perché ci vuole una capacità di mettere in relazione la sua volontà con il dominio su se stesso, ma
lui ancora non ha relazione con se stesso, ha relazione con il mondo che lo fa lamentare se c'è
qualcosa che non gli piace, che lo fa gioire, con la famosa lallazione, quando cerca di esprimere
qualche cosa.

Ci vogliono lunghi mesi, anche anni prima che il nuovo individuo si percepisca differente dall'altro.

9) Quando cominciano le prime parole in cui riconosce la


mamma e il papà
Quando cominciano le prime parole in cui riconosce la mamma e il papà comincia ad avere
relazioni con le persone perché riconosce la differenza che c'è tra un genitore e l'altro e la differenza
che c'è, più o meno, da se stesso con gli altri.

Tutto questo itinerario ci fa intuire come nella natura, nella biologia nella psicologia c'è un
itinerario di crescita, di formazione della persona.

Ora la persona non è semplicemente nel suo massimo sviluppo substantia individuale e di natura
razionale, non è solo questo, certo che è questo ma per arrivare a questo bisogna tenere presente che
c'è questa quadruplice razionalità attraverso queste relazioni l'individuo matura se stesso fino a
diventare pienamente persona.

É un discorso pericoloso quello che vi sto dicendo adesso perché sembrerebbe allora il caso in cui,
in caso di qualunque tipo di patologia, la persona non riesce a giungere alla maturazione allora non
è persona: non è così perché la natura dell'essere umano va considerata persona anche qualora non
si potesse giungere ad una maturazione piena, razionale intellegibile.

Volete un esempio? Un autistico: è una patologia no l'autismo?

Allora uno dice: « Ah poiché non ha relazione con gli altri in un modo naturale, ha una relazione del
tutto individuale con il mondo, con se stesso e con gli altri.

Chissà con Dio che tipo di relazione ha un autistico allora non è persona.

É giusto un ragionamento di questo genere?

E allora sembra come dicevano nel 17° secolo quelli che facevano la tratta degli schiavi « Ah i
negri non hanno l'anima » ha senso una cosa del genere?

Qualche tempo prima dicevano che le donne non hanno l'anima siete d'accordo? C'è qualcuno che
ride come mai?

Però attenzione, la legge non è basata sull'eccezione ma è basata sulla norma, la legge è normativa,
cosa vuol dire normativa, che è una regola che coinvolge tutti nel suo normale svolgimento, nel suo
svolgimento ordinario secondo il funzionamento giusto, più semplice di così non ve lo so dire, per
cui tutte le eccezioni che sono determinate dalle patologie, dalle situazioni dolorose e di fatica non
sono da considerarsi come un qualcosa che smentisce la norma ma sono solo l'eccezione dovuta a
un chiamiamolo cattivo funzionamento.

Gli handicappati mentali sono persone? Anche se non hanno percezione di sé? Sì!

Né più né meno di quanto lo è un bambino nato oppure ancora in gestazione che non ha percezione
di sé, è persona?

Sì, da quando? Da subito, perché?

Intervento: « Perché Dio ha soffiato il suo alito »

10) Dio ha soffiato la sua vita divina quindi nel primo istante
del concepimento quella è persona
Sì questo è vero che Dio ha soffiato la sua vita divina quindi nel primo istante del concepimento
quella è persona però pensateci un po' bene anche dal punto di vista semplicemente biologico questa
è persona per il semplice fatto che si differenzia totalmente da qualsiasi altra cellula dell'organismo
della mamma perché si mette in un tipo di relazione esterno.

Mentre una cellula del fegato trova la sua sistemazione nel fegato ed è perfettamente in relazione
con le altre, la cellula concepita, lo zigote, l'uovo, si mette subito in uno stato di relazione differente
perché ha necessità completamente differenti in quanto è una realtà differente.

11) Per il semplice fatto che c'è un insediamento vuol dire che
è qualcosa di differente
C'è tutto un itinerario che questa cellula compie prima di avere l'insediamento, e per il semplice
fatto che c'è un insediamento vuol dire che è qualcosa di differente perché una cellula del fegato
non ha bisogno di insediamento, si trova già nel fegato, sì o sì?

Quindi anche dal punto di vista semplicemente biologico tutto ti fa capire che quello è un individuo
diverso perché si mette in relazione con l'individuo madre in un modo diverso, in una
contrapposizione.

12) Persino biologicamente il sacco che contiene il bambino è


fatto in modo tale da non permettere un passaggio del sangue
dalla mamma al bambino e viceversa, si chiama tessuto
semipermeabile
Persino biologicamente il sacco che contiene il bambino è fatto in modo tale da non permettere un
passaggio del sangue dalla mamma al bambino e viceversa, si chiama tessuto semipermeabile
perché permette il passaggio dell'ossigeno e di tutto ciò che è un nutrimento per il nuovo organismo
ma non permette il passaggio del sangue perché è diverso, è un sangue diverso, quindi
biologicamente è un individuo diverso.

Se ci fosse un passaggio tra il sangue della mamma e quello del bambino sapete cosa succederebbe?

Ve lo dico? Che arriverebbero subito i globuli bianchi.

I globuli bianchi sono quelli che aggrediscono gli organismi esterni perché sono riconosciuti con
DNA diverso e dicono: « Questo è un intruso, potrebbe provocare un'infezione nell'organismo »
quindi i globuli bianchi, blastociti vengono e lo aggrediscono, per questo c'è questo tipo di tessuto
che non permette il passaggio del sangue.

Quando per qualche difficoltà invece il sangue passa allora succede che molto probabilmente il
bimbo muore perché ogni cellula viene riconosciuta straniera e allora dice: « Cos'è questa,
un'aggressione e quindi la uccidiamo ».

13) Le cellule del cancro hanno lo stesso DNA e quindi per


ammazzare le cellule del cancro non servono i globuli bianchi.
Le cellule staminali embrionali sono molto pericolose facilmente producono dei tumori mentre ce
ne sono altre molto più stabili che provengono per esempio dalle ossa piatte che sono molto più
utilizzabili e lasciano dei risultati straordinari

Non succede la stessa cosa con il cancro perché le cellule del cancro hanno lo stesso DNA e quindi
per ammazzare le cellule del cancro non servono i globuli bianchi.

I globuli bianchi aumentano terribilmente perché capiscono che c'è qualche cosa di strano però non
aggrediscono l'organismo « se stesso »; per questo motivo c'è questa differenza, per questo motivo
le cellule staminali embrionali sono molto pericolose perché hanno dentro di se questa potenzialità
autoriproduttiva che non è controllata e quindi facilmente producono dei tumori.
Ma questo non andate a dirlo agli scienziati laicisti che invece fanno di tutto per utilizzare le cellule
staminali embrionali mentre ce ne sono altre molto più stabili che provengono per esempio dalle
ossa piatte che sono molto più utilizzabili e lasciano dei risultati straordinari, ma questo è un altro
discorso.

Siamo arrivati a questo punto semplicemente per dimostrare come quello che vi sto dicendo non è
semplicemente una riflessione teologica filosofica ma è evidenza biologica, persino nelle leggi della
natura è evidente che c'è una differenza di individuo, quello è un individuo, non è semplicemente
una cellula che è - come dire - riuscita in un modo strano, un grumo di cellule strane, perché
l'organismo della mamma è subito pronto a riconoscere quelle piccole cellule anche qualora fossero
solo due, prima che ci sia tutta la divisione come un organismo a se stante, viene trattato come un
luogo per ospitare un individuo diverso.

Se ci pensate è semplicemente straordinario quello che il Signore ci ha insegnato, ci ha fatto capire


semplicemente attraverso la creazione: lui ci fa capire semplicemente attraverso lo svolgimento
biologico di come Lui ci ha creati lo straordinario rispetto che Lui ha per ogni individuo, un rispetto
che parte dall'istante stesso del concepimento, non semplicemente perché Dio ha soffiato l'anima in
quell'istante ma perché anche realmente, biologicamente quello è considerato dalla natura subito,
all'istante un altro individuo, non si spiegherebbe perché la cura di avere, chiamiamolo un salotto,
un appartamento per l'ospite che sia accolto ma che abbia la sua autonomia, la sua individualità,
tutto ci fa capire la straordinaria unicità dell'essere umano: Dio ha voluto che tutto anche la natura ci
facesse capire quale rispetto, quale importanza Lui dà all'individuo.

14) Cosa vuol dire individuo?


Cosa vuol dire individuo? Vuol dire l'unico, da non confondere con gli altri perché è diverso, non
sei tu, non è l'altra persona, anche nel caso del gemelli monovulari, anche questi hanno una loro
individualità, irripetibilità.

Vi eravate soffermati qualche volta a riflettere su questa straordinaria unicità della persona umana?

Che ci viene detta anche semplicemente dai dati della natura però la saggezza dell'uomo è quella di
confrontare i dati della natura, della biologia ecc., con i dati della Rivelazione, con tutto questo
disegno straordinario che Dio ha inscritto nella storia di ogni essere umano.

15) Questa relazionalità è quello che permette all'essere


umano di diventare completamente tale
Ora questa relazionalità è quello che permette all'essere umano di diventare completamente tale,
questa relazionalità si ha prima con l'ambiente, l'ambiente favorisce la percezione di te stesso perché
ti rende capace di distinguere te dall'ambiente che ti circonda: questa capacità via via si sviluppa
sempre con le nuove esperienze che si fanno in casa, in famiglia ecc. ecc. fino al punto che il bimbo
si percepisce come individuo non in maniera chiara però percepisce che il bimbo non è la mamma,
incomincia ad avere relazione e questa relazione si evidenzia con la « lallazione » cioè il desiderio
di esprimere se stesso, fino al momento in cui riesce a pronunciare qualche parola.

Il pronunciare qualche parola testimonia del fatto che l'individuo si è percepito come individuo,
certo a livello inconscio, però si è percepito come individuo che ha necessità di comunicare qualche
cosa all'esterno di sé quindi il linguaggio diventa uno dei mezzi necessari, utili per esprimere se
stesso riconoscendo quindi se stesso come individuo in relazione con gli altri, quindi dirà sete, dirà
pappa, dirà sonno come è capace, ma è già mettersi in relazione con il mondo e con gli altri perché
non lo sta dicendo alla lavagna, lo sta dicendo a qualcuno che è in grado di percepire quello che lui
dice.

Il bambino si lamenta quando vede che c'è qualcuno che è in grado di percepire e di comprendere il
suo lamento, il bambino piange se tu lo prendi in braccio perché c'è la mamma vicino e lui non
vuole andare con te perché non ti conosce allora dice alla mamma « prendimi tu », ma se dopo un
po' la mamma deve andare al mercato e ce l'hai solo tu, il bambino smette di piangere.

Si lamenterà per un po' di tempo, più o meno lungo ma ad un certo momento deve per forza creare
un tipo di relazione in questa nuova situazione e la sta creando.

16) Maturazione dell'umanità in vista di una relazione più


profonda con il Signore
Intervento: « Con le prove … »

Eh beh sì, tutti noi siamo sottoposti continuamente a delle prove perché tutto quello che facciamo
costituisce per noi un motivo per crescere nella nostra umanità, il vostro essere qui a scuola 10 anni
fa non ve lo sognavate neanche, è vero o no?

Che ci fate qui? Vi state mettendo alla prova, vi state mettendo in relazione con il mondo del
pensiero, della riflessione, della teologia, del Magistero della Chiesa, e queste cose qui: una volta vi
era mai venuto in mente di poter fare questo tipo di esperienza?

Ora anche se voi non doveste avere di fronte di voi una classe di fronte a voi nel vostro prossimo
futuro tutte queste esperienze che state facendo vi fanno progredire come esseri umani e come
persone sì o no?

Quindi questa è maturazione dell'umanità in vista di una relazione più profonda con il Signore, di
gratitudine, di preghiera più intensa, di capacità di comunicare con gli altri le grandi verità di Dio,
però arricchisce la vostra capacità di mettervi in relazione.

Perché vi potete mettere in relazione: ascoltate Corrado Augias alla televisione che parla di Gesù
Cristo e mentre una volta bevevate tutto adesso dite: « Eh! Qui c'è qualcosa che non va! »

É vero o non è vero? Questo vi ha permesso di mettervi in relazione in un modo più ampio?

17) Le relazioni della persona umana non terminano mai e


fanno progredire nel tuo essere figlio di Dio.
Tutto questo avverrà per sempre, una crescita che noi non riusciamo neanche a immaginare

Quindi vedete che le relazioni della persona umana non terminano mai tant'è vero che quando
saremo nella vita eterna saremo in relazione con Dio in un modo immediato, Dio sarà tutto in tutti e
tutti noi saremo in Dio.

Questo essere in Lui non vuol dire come una pietra che viene buttata nel mare, tu la tiri fuori, la
spacchi e dentro è asciutta, non è questo, essere in Dio significa che la tua relazione, tu,
personalmente tu che hai percezione di te stesso, della tua intelligenza, di ciò che c'è intorno a te,
hai la percezione del tuo passato, del tuo presente eterno però è una relazione che è con Dio quindi
questo tipo di relazione ti farà progredire nel tuo esser figlio di Dio, quindi l'essere in Dio nel
Paradiso sarà come adesso seduti a guardare uno spettacolo Dio che si presenta oppure sarà una
relazione che ti fa crescere come individuo?

E tutto questo avverrà per i secoli dei secoli, cioè per sempre, una crescita che noi non riusciamo
neanche a immaginare.

Il Paradiso è solo uno stato? No! Che cos'è? É anche un luogo.

Un luogo prevede che ci sia dello spazio e che ci sia del tempo.

C'è lo spazio e il tempo nel Paradiso? Sì perché ve l'ho detto io? Siete un po' furbi voi!

Perché c'è spazio e c'è tempo nel Paradiso secondo voi? Dài, è talmente facile che direte: "Ah!! è
vero!"

Intervento : « Lo spazio c'è sicuramente, è infinito, è il tempo che non esiste »

Questo è un po' da vedere! « Comunque lei diceva, quando saremo lì, no, noi siamo in
comunicazione diretta in Sua Presenza anche adesso! »

Ma non siamo in Paradiso, io sto parlando del Paradiso.

18) Perché nel Paradiso ci può essere spazio e tempo? Perché


Gesù è risorto con un corpo.
Se c'è un corpo ci deve essere uno spazio per contenerlo.

Uno spazio fisico? C'è anche il tempo? Spazio e tempo ci sono anche nell'aldilà

Perché nel Paradiso ci può essere spazio e tempo? Perché Gesù è risorto.

Come è risorto Gesù? Con un corpo, quindi se c'è un corpo quindi vuol dire che ci deve essere uno
spazio per contenerlo.

Ma è uno spazio spirituale o uno spazio fisico?

Fisico perché il corpo di Gesù è un corpo spirituale o un corpo reale?

Reale, trasfigurato dalla Resurrezione ma Gesù si poteva toccare dopo la Resurrezione, mangiava, si
spostava attraversava i muri, però era sempre il corpo, toccami, metti il tuo dito! Sono io non sono
un fantasma!

Quindi c'è lo spazio, e se c'è lo spazio c'è anche il tempo? « Si! »

Perché? Tu prova a muovere un braccio senza avere il tempo per farlo, provate, riuscite a farlo
senza avere il tempo?
Per fare questo ci vuole il tempo. É un esempio banalissimo, infantile finché volete, ma a noi non
serve fare una disquisizione, non siamo un'accademia pontificia non ci interessa fare delle
elucubrazioni, ci interessa riflettere sul fatto che spazio e tempo ci sono anche nell'aldilà perché
Gesù Cristo è risorto e Maria Santissima è stata assunta in cielo anima e corpo.

Quindi lo spazio c'è, non sappiamo bene come funzioni però c'è è uno spazio trasfigurato dalla
gloria di Dio, è un tempo trasfigurato dalla potenza e dalla maestà di Dio ma c'è, questo vuol dire
che quando noi tutti saremo nella gloria dei cieli, nel Paradiso, c'è la realtà dello stato, cioè
dell'essere con Dio e in Dio ma essere come esseri umani che sono costituiti di anima e corpo.

19) Con la risurrezione della carne tutto sarà trasfigurato,


quindi le nostre relazioni saranno relazioni umane immerse in
Dio
Con la risurrezione della carne alla fine fine dei tempi tutto sarà trasfigurato, quindi le nostre
relazioni saranno relazioni umane immerse in Dio, quindi relazioni con noi stessi, non siamo come
pensano gli orientali delle realtà che si dovranno perdere nel Nirvana dell'essere di Dio, noi non ci
confondiamo in Dio, non ci fondiamo in lui in maniera incomprensibile ma noi siamo come
individui che avranno una piena consapevolezza di se stessi, in più avranno relazione con gli altri e
con Dio.

Gli altri chi sono? Tutti quelli che sono già in Paradiso, sono i santi.

Chiunque è in Paradiso è santo, sia che abbia dovuto aspettare un milione di anni per entrare in
Paradiso sia che ci sia entrato subito se è in Paradiso è santo.

Ma in Paradiso ci sono anche altri esseri spirituali che sono gli angeli, saremo in relazione anche
con gli angeli, li vedremo, li ascolteremo, potremo parlare con loro e così via dicendo.

Ma la nostra relazione sarà anche con tutto ciò che esiste nella perfezione del regno di Dio.

Intervento: « Anche le zanzare, le vespe … »

Vedremo, questo te lo dirò quando ci saremo eh?

Ce ne renderemo conto, ma in quel caso lì invece che pungere invece di faranno solo delle carezze;
sì perché proprio non sappiamo perché esistono, forse per nutrire le carpe nelle risaie così poi si può
mangiare il pesce!

Ecco, naturalmente la quadruplice relazione prevede una relazione interpersonale anche con Dio,
con Dio riconosciuto come persona e l'individuo come persona si mette in relazione con Lui.

Riconoscere Dio come persona non significa sminuirne l'importanza o l'autorità o il valore, significa
riconoscerne la Sua alterità, magari assoluta alterità, però riconoscere che questo essere infinito
creatore e signore del cielo e della terra non solo esiste ma è colui che si rivolge a te dicendo « Io ti
amo, sei degno di stima e io voglio bene a te, tu sei mio figlio oggi io ti ho generato ».

Significa che l'essere umano nella pienezza della sua relazione cioè quando la sua crescita spirituale
è totale ed è autentica si rivolge a Dio dicendogli: « Abbà Padre » tutti coloro che sono figli di Dio
lo sono realmente perché lo spirito di Dio è stato infuso nei loro cuori, lo spirito di Dio grida nei
loro cuori « Abbà Padre », capitolo 8 della lettera ai Romani.

Ma è un tema che è molto caro a S. Paolo, lo troviamo anche in altri scritti ed è tuttavia il nucleo
centrale della novità del Cristianesimo, non solo di avere una relazione con Dio ma di riconoscerlo
come Colui al quale ci si rivolge con affetto di filiale devozione.

20) Questo è diverso dalle altre divinità che gli uomini si sono
create alle quali si deve rispetto. Lui è il Padre nel senso di una
relazione affettiva ideale
Questo è diverso dalle altre divinità che gli uomini si sono create alle quali si deve rispetto,
ubbidienza e sottomissione.

Non esiste alcuna altra esperienza al di sotto dei cieli in cui Dio sia considerato il padre.

É il creatore, è il misericordioso, è tutto quel che volete, ma Padre fa parte solo del Cristianesimo.

Dalla novità del Cristianesimo in poi questo concetto è piaciuto anche ad altri ma quanto ad averne
una consapevolezza piena che Lui è il Padre non solo perché è il creatore ma perché è Padre nel
senso di una relazione affettiva ideale, questo è tipico solo del Cristianesimo e non può che essere
così perché Gesù il Cristo è il vero pieno unico totale figlio quindi c'è una relazione tra Padre e
Figlio che è assoluta è la perfezione della relazione che c'è tra l'uomo e Dio.

La perfezione della relazione che c'è tra l'uomo e Dio è costituita dall'essere figli di Dio allora Gesù
ovviamente è il Figlio di Dio, seconda persona della Santissima Trinità, nella Sua umanità noi
siamo costituiti figli di Dio in Lui e quindi la nostra relazione con Dio diventa perfetta quando
raggiungiamo questo stato di figliolanza divina.

21) Bene vieni, immergiti nel Padre e nel Figlio e nello Spirito
Santo, e tu esci figlio di Dio senza smettere di essere un essere
umano
Non possiamo raggiungerlo con le nostre forze, ci viene donato attraverso la potenza dello Spirito
Santo che ci rende figli di Dio e lo siamo realmente, non solo concettualmente, non è come dire « ci
dobbiamo considerare come figli di Dio », no! lo siamo veramente perché è Dio che opera questo
miracolo con una sua azione diretta che Egli concede a tutti coloro che lo chiedono realmente: «
Voglio diventare tuo figlio »

« Bene vieni, immergiti nel Padre e nel Figlio e nello Spirito Santo, e tu esci fuori da questa
immersione diventato figlio di Dio ».

Senza smettere di essere un essere umano.

É l'altro lato dell'incarnazione no? La seconda persona della Trinità senza smettere di essere Dio si è
fatto realmente uomo affinché con il Battesimo noi essere umani, senza smettere di essere esseri
umani, potessimo diventare realmente figli di Dio.
Quindi senza perdere le prerogative dell'essere umano perché siamo costituiti come esseri umani
quindi con tutto ciò che fa parte dell'essere umano: unità, individualità, razionalità, volontà,
relazionalità.

Quindi l'essere relazionale è costitutivo della persona umana, tu hai relazione con le cose con te
stesso con gli altri e con Dio.

22) Ma nessuna di queste fasi giunge alla sua pienezza perché


è in continua crescita
Questo è un po' l'itinerario quanto al suo accadimento cronologico, naturalmente non è una fase
finita inizia l'altra : una fase inizia innesca l'altra.

Ma nessuna di queste fasi giunge alla sua pienezza perché è in continua crescita.

La relazione con le cose che ci permettono di avere una relazione con noi stessi, non è che
terminino quando noi abbiamo l'uso di ragione; ancora adesso noi abbiamo relazione con le cose del
mondo: fa caldo, fa freddo quindi mi vesto in un modo, mi vesto in un altro modo ecc., questo è
relazione perché a seconda dell'ambiente intorno io percepisco il mio essere inserito in
quell'ambiente.

Questo inserimento nell'ambiente non è semplicemente fisico, è anche culturale.

Fa caldo e fa freddo ma tu per andare in giro non ti metti la crinolina perché adesso fa freddo allora
adesso bisogna mettersi i vestiti, bisogna mettersi i vestiti della cultura del tempo in cui tu sei
inserito adesso quindi è una relazionalità di tipo fisico ma anche di tipo culturale.

Vedete quanto è complessa la persona, la persona è il centro delle relazioni.

23) Quali sono le relazioni della persona umana?


Avete scritto quali sono le relazioni della persona umana?

Le quattro relazioni principali sono: con il mondo, con se stessi, con gli altri e con Dio.

Non dimenticatele queste cose che sono molto importanti.

Queste relazioni non terminano mai più perché continueremo ad avere relazioni con tutto ciò che ci
circonda anche quando saremo nell'aldilà.

Anche quelli che vanno all'inferno? Quelli non hanno relazione con le cose che li circondano, sì o
no?

Noi ovviamente non sappiamo che cosa realmente ci sia in queste realtà ultramondane ma qualcosa
c'è perché se c'è un corpo c'è anche uno spazio.

24) C'è una relazione con Dio di contrapposizione, potremmo


chiamarla una specie di antirelazione
Intervento: « Però se è all'inferno una relazione con Dio non c'è. »

Come non c'è! C'è una relazione con Dio di contrapposizione, potremmo chiamarla una specie di
antirelazione, perché le anime dannate dell'inferno odiano il posto in cui si trovano, odiano se stesse
odiano tutti coloro che ci sono intorno a sè e odiano Dio.

Quindi è una antirelazione perché l'odio è la distruzione delle relazioni.

Per assurdo le anime dell'inferno vorrebbero non esistere quindi non avere nessun tipo di relazione
con tutto ciò che è intorno a sé ma l'assurdità consiste nel fatto che odiano la relazione dalla quale
non possono più svincolarsi.

É una relazione che sussiste perché non dipende da loro, fa parte della loro essenza, esistendo
poiché tu esisti, questa relazione è determinante, fa parte dell'esistere.

Non puoi esistere senza relazioni, va bene?

Sia lodato Gesù Cristo.