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Coniugazione batterica

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Meccanismo della coniugazione batterica:


1) La cellula F+ produce il pilo coniugativo
2) Il pilo coniugativo aggancia la cellula F− e le due cellule si avvicinano
3) Il plasmide F viene tagliato e uno dei due filamenti viene trasferito alla cellula F− attraverso il pilo
coniugativo
4) Entrambe le cellule sintetizzano il filamento mancante del plasmide F e producono un pilo coniugativo.

La coniugazione batterica è un processo con il quale una cellula batterica trasferisce porzioni di DNA ad
un'altra tramite un contatto cellula-cellula. Il fenomeno può portare al verificarsi di ricombinazione
genetica nei batteri.

Indice

 1Storia

 2Meccanismo
 3Fattore F

 4Note

 5Voci correlate

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La coniugazione venne scoperta nel 1946 da Joshua Lederberg e Edward Lawrie Tatum, futuri premi Nobel.
Essi concentrarono i loro studi su due ceppi di E. coli mutanti nutrizionali per tre metaboliti ciascuno.
Coltivando i due ceppi separatamente in un terreno povero di nutrienti i batteri non riuscivano a
svilupparsi. Mentre facendoli crescere nello stesso terreno si ottenevano mutanti in grado di sintetizzare
tutti e sei i metaboliti.[1] Si ipotizzò che questi batteri, venendo in contatto tra loro fisicamente, fossero in
grado di scambiarsi le informazioni genetiche, ma la teoria poté essere confermata solo dopo la scoperta
dei plasmidi, segmenti di materiale genico trasferibile, che si trovano liberi nel citoplasma del batterio. I
plasmidi sono di forma circolare e capaci di replicarsi in modo indipendente dal cromosoma batterico. Tra i
principali si hanno il plasmide F e il plasmide R.

Meccanismo[modifica | modifica wikitesto]

Le cellule che possiedono il plasmide F (indicate con F+) sono donatrici, sono quindi in grado di trasferire il
proprio plasmide alle cellule riceventi (indicate con F−). Il fattore F viene trasmesso grazie alla sintesi, a
partire da geni contenuti sullo stesso plasmide, di piccole estroflessioni, dette pili, che prendono contatto
con una cellula ricevente, avvicinandola e rendendo possibile il passaggio del materiale genico, che non
avviene attraverso il pilo, ma grazie alla formazione di un ponte di coniugazione; viene trasferito un solo
filamento del DNA. Un filamento del DNA circolare del plasmide viene tagliato e un filamento parentale
viene trasferito nella cellula ricevente. Si attiva quindi nel donatore la replicazione del DNA mediante il
meccanismo a cerchio rotante, che porterà al rimpiazzamento del filamento che è stato trasferito. Nello
stesso tempo, un filamento complementare al filamento donato viene sintetizzato nel ricevente a
completare la molecola di acido nucleico nel ricevente.

Il fattore può comportarsi da episoma, è quindi in grado di integrarsi nel cromosoma. In questo caso la
cellula batterica viene indicata come cellula HFR (high frequency of recombination). In questo caso tutto il
cromosoma della cellula Hfr, inizialmente circolare, si apre e viene trasferito alla cellula F− secondo una
modalità lineare. L'apertura e il trasferimento hanno inizio da un punto particolare situato ad un'estremità
del fattore F integrato, chiamato oriT. Quanto più un gene è lontano dall'origine, tanto più tardivo sarà il
momento in cui passa all'interno di F−. Vi sono alte probabilità che il processo si interrompa prima che tutto
il cromosoma sia trasferito in F−, comportando il non trasferimento del fattore F che si trova alla fine del
cromosoma.

La coniugazione è stata alla base della costruzione delle prime mappe geniche sfruttando il tempo
d'ingresso dei geni nella cellula ricevente o la frequenza di ricombinazione dei geni contenuti sul DNA
coniugato.

Processi di coniugazione possono essere anche indotti artificialmente per creare ceppi artificiali (ingegneria
genetica); i trasferimenti possono interessare anche alcune specie di eucarioti anche se per loro non è un
processo naturale.

Fattore F[modifica | modifica wikitesto]


Il fattore F (Fertilità) è un plasmide particolare formato da un DNA circolare a doppio filamento lungo 94,5
kb. capace di replicarsi autonomamente. Esso presenta:

 una regione TRA operon, costituita dai geni che codificano per il pilo coniugativo;

 una regione oriT, sta per origine di trasferimento, cioè il punto in cui si realizza un'interruzione di
una delle due eliche e inizia il trasferimento;

 una regione inc, sta per incompatibilità, dove è localizzata l'origine di replicazione. Se due plasmidi
hanno la stessa regione inc non possono coesistere nella stessa cellula;

 trasposoni

Note[modifica | modifica wikitesto]

1. ^ J. Lederberg e E. L. Tatum, Gene recombination in E. coli, in Nature, vol. 158, nº 4016, 1946,
p. 558, DOI:10.1038/158558a0.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

 Trasformazione batterica

 Trasduzione genetica

 Sesduzione

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