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DIRITTO COMMERCIALE 8.03.

2018

L’impresa minore è esonerata da liquidazione giudiziaria e da concordato preventivo.


Oggi dobbiamo rispondere a due domande:

1)Quando si applica la disciplina dell’impresa? Da quando a quando il fenomeno è soggetto a


disciplina dell’impresa? ‘’Inizio e fine dell’impresa’’ non in senso aziendalistico ma serve stabilire il
momento a partire dal quale a quell’impresa si applica la disciplina dell’impresa.

2)A chi si applica la disciplina dell’impresa? ‘’Imputazione dell’attività d’impresa’’, criteri che ci
consentono di risalire al soggetto che esercita. Chi è l’imprenditore?

1)PROFILO TEMPORALE DI APPLICAZIONE DELLA DISCIPLINA


INIZIO DELL'IMPRESA
L’attività dev’essere effettivamente iniziata, principio di effettività (Art.2082c.c). E’ necessario
individuare l’inizio dell’attività a prescindere da elementi formali. Principio che vale
necessariamente anche per le società (non è sufficiente la sola costituzione di esse).
Quali sono gli atti che segnano l’inizio dell’impresa? Esistono due categorie di atti inerenti all’inizio
dell’impresa
a. atti DELL’organizzazione -> ATTI DI GESTIONE
b.atti DI organizzazione -> ATTI PRELIMINARE
Gli atti DELL'organizzazione consistono di atti compiuti nell’esercizio della gestione dell’attività una
volta che l’organizzazione è già in funzione, dunque atti di gestione.
Mentre gli atti DI organizzazione, sono quegli atti che avvengono prima del funzionamento
dell’attività quindi organizzazione della futura attività, sono atti preliminari.
L’inizio dell’impresa si ha con gli atti DELL’organizzazione, ma è possibile anticipare l’inizio alla fase
DI organizzazione? Dipende dal grado di evoluzione della fase di organizzazione. Si se si ha un
grado di organizzazione tale che è univoca la destinazione del complesso aziendale ad una specifica
attività.

FINE DELL'IMPRESA
1)Nozione generale escluso il fallimento.
2)Nozione specifica al fallimento.

1)Principi uguali e speculari rispetto a quelli che valgono all’inizio dell’impresa, quindi principio
dell’effettività. Quando un’impresa si può dire effettivamente cessata? Raramente avviene
improvvisamente, generalmente è preceduta da una fase di liquidazione. La fine si ha dopo
l’esaurimento della liquidazione, la società viene cancellata dal registro delle imprese.
La fase di liquidazione non è la fine dell’impresa, ma è anch’essa impresa. In base al principio di
effettività la fine si ha quando il complesso aziendale, l’insieme di beni destinato all’esercizio è
disgregato.

2) Il nuovo articolo 10 legge fallimentare dispone che "gli imprenditori individuali e collettivi
possono essere dichiarati falliti entro un anno dalla cancellazione dal registro delle imprese, se
l'insolvenza si è manifestata anteriormente alla medesima (cancellazione) o entro l'anno successivo
(alla cancellazione)". Nel caso di imprenditore individuale o di cancellazione di ufficio di
imprenditori collettivo è però fatta salva "la facoltà per il creditore o per il pubblico ministero di
dimostrare il momento dell'effettiva cessazione dell'attività da cui decorre il termine del primo
comma".
La fine dell’applicazione della disciplina fallimentare non coincide con la fine dell’impresa, la
disciplina fallimentare continua ad applicarsi ad un anno dalla fine dell’impresa.
Da quando decorre l’anno? Quando l’impresa cessa ai fini fallimentari? Non si seguono i principi
generali e quindi il principio dell’effettività, la fine dell’impresa si ha dunque quando è cancellata
dal registro dell’impresa.
Le società irregolari e le società occulte (non iscritte quindi al registro delle imprese) possono
essere dichiarate fallite senza limiti di tempo finchè sussistono debiti insoluti poichè per loro non
può esistere il termine annuale. Anche l'imprenditore persona fisica non iscrittto resta esposto al
fallimento fino a quando non ha estinto tutti i debiti di impresa.
E' inoltre NECESSARIO che affinchè ci sia effettiva FINE dell'impresa la cancellazione dal registro
delle imprese sia accompagnata dall'effettiva cessazione dell'attività di impresa.

Comma 3 art. 33c.c.


Chi può chiedere il fallimento? Il creditore, il pubblico ministero o l’imprenditore.
L’anno prima partiva dal pagamento dell’ultimo debito dunque si rischiava di non arrivare mai al
fallimento.
Ora l’anno decorre dalla cessazione dell’iscrizione alla categoria di impresa.

2)PROFILO SOGGETTIVO, a chi si applica la disciplina?


Come si imputa l’attività d’impresa? Occorre trovare dei criteri di collegamento o criteri di
imputazione d’impresa. Sono due:
1)Pacifico e non controverso, il criterio giuridico di ‘’spendita del nome’’
2) Controverso, il criterio ‘’dell’assunzione del rischio d’impresa’’. E’ un criterio economico.

1) La disciplina dell’impresa si applica a colui il quale nome sia speso negli atti rilevanti
dell’impresa.
Questo criterio ha due caratteristiche. È innanzitutto un criterio formale perché l’imputazione
dell’impresa deriva dal dato formale della presenza del nome del soggetto nel compimento degli
atti d’impresa. E’ un criterio riferito ai singoli atti dell’impresa.
Quindi questo criterio non è un criterio di imputazione proprio del diritto delle imprese, ma deriva
dal diritto civile, infatti la spendita del nome è il criterio che consente l’imputazione dell’atto a un
determinato soggetto.
La spendita del nome può attuarsi in due modi:
- spendita del nome diretta quando non vi è sostituzione nel compimento dell’atto di impresa, nel
senso che chi compie l’atto spende il proprio nome;
-spendita del nome indiretta cioè il caso in cui vi sia una sostituzione di un soggetto ad un altro nel
compimento dell’atto, non c’è coincidenza tra il soggetto che compie l’atto e il soggetto
destinatario degli effetti dell’atto. Per aversi questa dissociazione è necessario che colui che
spende il nome altrui lo faccia in forza di un potere di rappresentanza.
Nell’impresa possiamo avere due forme di rappresentanza. Da un lato si ha la
rappresentanza volontaria che si fonda su un atto di volontà del rappresentato; mentre la
rappresentanza legale è imposta dalla legge. Le forme di rappresentanza legale intervengono
nell’ipotesi di soggetti incapaci in senso giuridico.
Non per forza chi compare negli atti d’impresa è colui che gestisce l’impresa e ne gode i frutti.
Prestanome o imprenditore occulto.