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CORDE CHITARRA

Le corde giuste producono un suono migliore e durano più a lungo, mentre una muta
di corde sbagliate vi porterà un peggioramento del suono, con rotture improvvise nei
momenti meno opportuni. Il consiglio è quello di acquistare sempre le corde per
chitarra migliori che vi possiate permettere, dove migliori non vuol dire le più costose
ma quelle più adatte al proprio genere ed al proprio strumento.

Ma proviamo a fare un po’ di chiarezza analizzando gli aspetti tecnici in modo da


districarci in maniera consapevole nel mondo delle corde per chitarra elettrica.

SENZA LE BASI NON SI RAGGIUNGONO LE ALTEZZE

Partiamo dal principio. Che cosa vuol dire 09 o 010?

E’ lo spessore della prima corda misurato con il calibro e viene espresso in pollici,
nel caso di una corda 010 sarà di 0,010 pollici e cioè l’equivalente di 0,25 millimetri.

Le corde possono essere plain cioè lisce, oppure wound cioè composte da una corda
liscia rivestita da un filo metallico che la avvolge a spirale. Le prime due corde (il mi
alto ed il si) sono sempre plain, mentre la terza a seconda della scalatura può essere
plain o wound.

Al momento dell’acquisto come facciamo a sapere la natura della terza corda? se sul
retro della scatola è indicato il numero con la lettera p, o non è indicata alcuna lettera,
sarà sicuramente liscia (es. 018p o solo 018) mentre se il numero è seguito dalla
lettera w allora sarà rivestita (es. 024w).

Apriamo una piccola parentesi sui materiali. Le corde possono essere di vari materiali
che influenzano il tocco ed il suono dello strumento. Con le chitarre elettriche si
utilizzano materiali costituiti da leghe magnetiche (in modo da sollecitare i pick-up),
le tipologie più comuni sono:

NICKEL PLATED (placcate in nichel): le più comuni corde per elettrica, costituite
da acciaio e rivestite con un bagno di nichel

PURE NICKEL (puro nichel): costituite quasi interamente da nickel, hanno un suono
più caldo ed una maggiore morbidezza, a scapito però della brillantezza.

STAINLESS STEEL (acciaio inossidabile): producono un suono ancora più brillante


delle nickel plated; vengono utilizzate soprattutto nel rock e nell’hard rock.
CHROME: spesso utilizzate nel jazz per il caratteristico suono caldo e rotondo.
L’avvolgimento rispetto all’anima della corda non è rotondo ma appiattito (flat
wound): la resistenza del plettro sulle corde è minore e il suono è meno squillante.

Ci sono poi le Polymer Coated, corde il cui avvolgimento esterno è a sua volta
rivestito da un sottile strato di fluoropolimeri che ne allunga notevolmente la durata
(vedi il marchio Elixir Strings).

LA DIFFERENZA SOSTANZIALE

Più le corde sono leggere, più sono facili da suonare, richiedendo meno forza sulle
dita. Per contro produrranno volume più scarso e poco sustain, con maggior rischio di
fret buzzing e di rotture improvvise.

Corde di maggiore spessore producono più risonanza e quindi più volume e sustain
ma al tempo stesso richiedono più pressione sui tasti per essere suonate e più forza
per fare bending, pull off o hammer on. Un ulteriore vantaggio è il basso rischio di
rotture.

Una scalatura sottile viene per lo più consigliata ai principianti, che non hanno ancora
sviluppato abbastanza forza nelle dita, data la morbidezza delle corde che le rende più
facili da suonare.

Sono spesso usate anche in contesti molto tecnici, alleate degli shredders che
utilizzano corde più sottili per aiutare la mano sinistra durante i passaggi al
fulmicotone.

Le scalature più corpose sono generalmente utilizzate da chitarristi blues-rock,


jazzisti, suonatori di slide e chitarristi ritmici oltre che da tutti gli amanti dei generi
più “heavy” che spesso prediligono accordature alternative più basse rispetto alla E
standard.

PRIMA CORDA UGUALE MA DIVERSA SCALATURA

Di solito le cordiere per chitarra seguono una scalatura standard: 9-11-16-24-32-42 o


10-13-7-26-36-46, ma talvolta le misure delle corde contenute in un set variano da un
produttore all’altro, una cordiera 09 può avere come bassi 22-32-42 come 26-36-46.
Se questo può sembrare, a prima vista, un elemento di confusione, in realtà è un
ulteriore parametro che può tornarci utile nell’adattare la tipologia di corde al genere
suonato.

Quindi, prima di chiedere un set 09, controlliamo sul retro lo sviluppo dell’intera
cordiera in modo da non avere sorprese in fase di montaggio.

09 SU FENDER, 010 SU GIBSON, SARA’ VERO?

La stessa corda, a parità di diametro, può risultare eccellente su una chitarra, meno
buona su un’altra: qui gioca anche la sonorità e la suonabilità dello strumento stesso e
la disponibilità di questo o di quel legno a vibrare meglio con questo o quel metallo.

Le chitarre ed i chitarristi, si sa, da sempre si dividono in Fenderiani e Gibsoniani ed


anche qui la leggenda vuole che una Stratocaster richieda le zeronove mentre una Les
Paul le zerodieci.

Non è una regola da seguire alla lettera ma un fondo di verità c’è e spieghiamo subito
il perché.

La lunghezza della scala di una chitarra, da non confondere con la scalatura delle
corde, prende il nome di diapason. Equivale alla lunghezza della corda vibrante, dal
punto in cui si appoggia al capotasto fino alla selletta del ponte. Un concetto
estremamente semplice ma essenziale per capire le peculiarità e le differenze tra le
varie chitarre. Grazie alle due lunghezze standard del diapason si classificano gli
strumenti:

A scala lunga, come la Fender Stratocaster, con un diapason di 25.50″

A scala corta, come la Gibson Les Paul, con un diapason di 24.75″


Bene, fin qui è tutto chiaro e semplice, si tratta di numeri, misure. Ma dietro a questo
concetto cosa si nasconde?

La lunghezza del diapason influenza direttamente la tensione delle corde, il suono ed


il feeling con la tastiera. Analizziamo il perché di questi effetti.

La tensione delle corde è direttamente proporzionale alla lunghezza del diapason: ciò
significa che, a parità di diametro della corda e di accordatura, più lunga è la scala più
tesa risulterà la corda.

Per rendersi conto fisicamente di questo fenomeno basta alternarsi tra una Les Paul e
una Stratocaster a parità di scalatura corde e noteremo che intonare lo stesso bending
su una Les Paul è più semplice, serve meno forza rispetto alla Stratocaster. Così i
gibsoniani convinti che incontrano per la prima volta una Stratocaster si ritrovano
automaticamente con i bending tutti calanti, perché abituati ad utilizzare meno forza
per ottenere lo stesso effetto. Viceversa gli stratocasteristi incalliti si trovano a tirare
troppo le morbide corde di una Les Paul.

Quindi, una chitarra a scala lunga richiede sicuramente una corda più leggera, mentre
una a scala corta essendo più morbida ci consente di utilizzare corde più pesanti.

NON ESISTONO SOLO 09 e 010

Fino ad ora abbiamo parlato solo di 09 e 010 come se sul mercato non esistesse altro,
ma in realtà il panorama delle cordiere per chitarra elettrica è ben più ampio, se un set
più leggero (008) è abbastanza raro ed utilizzato solo in contesti particolari a causa
della fragilità delle prime corde, molto più utilizzati sono quelli di spessore maggiore
(da 011 a 013).

Fin qui abbiamo considerato solo chitarre elettriche con accordatura standard E-B-G-
D-A-E, ma alcuni generi spesso richiedono accordature in Re o addirittura in Do: una
corda di spessore standard sarebbe troppo morbida se abbassata di un tono o anche
più da risultare insuonabile. Ecco che a questo punto ci vengono incontro i set
“heavy” 012 o 013.

Una corda di spessore maggiore ci consente di mantenere la stessa tensione sullo


strumento che avremmo utilizzando un accordatura standard.

PRIMA DI MODIFICARE LA SCALATURA


Sarebbe buona norma annotarsi la misura del diametro di ciascuna corda che
compone la muta che si sceglie, piuttosto che chiamare i gauges approssimativamente
ultra, extra light, o light o medium o heavy.

Ad esempio una muta .008, .010, .015, .020w, .030w, .042w, quindi avente tensione
più bassa, avrà bisogno di controbilanciamento inferiore, per mezzo del truss rod, che
non una .011, .013, .018, .026w, .038w, .050w.

Quindi, passando da una muta all’altra, sarà buona norma controllare che il manico
abbia mantenuto la corretta posizione e curvatura.

Non a caso, se si decide di montare corde di scalatura diversa rispetto quella


utilizzata, è importante prendere alcuni accorgimenti per evitare che la chitarra ne
risenta negativamente.

Come precisato sopra, la chitarra esce dalla fabbrica con un suo settaggio modulato in
base al tipo di corda montata, ed è naturale che, andando a cambiare il diametro delle
corde, cambierà anche il loro impatto sullo strumento.

Anzitutto è bene partire con cambiamenti graduali. Se la chitarra ha sempre avuto


corde 010 e si vuole una scalatura maggiore, sarà meglio spostarsi prima sulla 011 e
solo successivamente, nell’eventualità, sulla 012.

Una volta cambiate le corde, occorre controllare sia l’action che la curvatura del
manico. Aumentando la tensione per via di una scalatura maggiore, è facile che il
manico accusi il colpo piegandosi, con possibili problemi di fret buzzing. Questi
problemi si possono facilmente risolvere rivolgendosi ad un liutaio o regolando
manualmente il truss rod.

Ovviamente gli stessi controlli vanno effettuati se si decide di passare ad una


scalatura inferiore.