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I tre Obiettivi di questo corso:

1) Introdurre il “Metodo Scientifico”

2) Richiamare le Leggi Fisiche che controllano i


fenomeni di interesse Medico-Biologico.

3) Descrivere le basi fisiche delle procedure diagnostiche


e terapeutiche
Il “Metodo Scientifico”

Necessità

Individuazione dei parametri


che si modificano col fenomeno
Fenomeno
Fenomeno

Invenzione degli strumenti


di misura dei parametri

Evoluzione tecnologica
Campagna di misure

Analisi dei risultati

Nuove conoscenze
Applicare il Metodo Scientifico

Applicare il “ Metodo Scientifico” significa garantire che tutte le affermazioni siano


basate su misure obiettive, ripetibili e documentabili.
documentabili

La “percezione personale”, il riferimento all’esperienza ed ai maestri perde ogni valenza


se quanto si afferma non può essere dimostrato sperimentalmente ( mediante misure)

Metodo Scientifico = Misurare

Nelle pubblicazioni scientifiche la parte fondamentale è quella dei “ Materiali e Metodi”;


infatti procedimenti di misura e di analisi dei dati non ottimali condizionano tutte le fasi
successive, limitando la credibilità di tutte le affermazioni.

Esempio: il Caso Di Bella

Per descrivere un fenomeno attraverso i processi di misura è importante avere buoni strumenti
ma in campo medico è forse più importante saper applicare correttamente le procedure e la
“professionalità” del personale diventa elemento fondamentale di ogni attività scientifica.
Fasi applicative del Metodo Scientifico ( Prelievo ed Analisi )

Grandezze Fisiche (segnali) Display


Sensori
A(t)

B(t)

F(t)
Sistema Monitor

A(t)
Rappresentazione
Modello matematico

A ( t ) = A 0 exp( − kt )
Tempo
Misura delle G.F. Sensibilità dello strumento

Si indica come “sensibilità dello strumento” la misura più piccola che può essere effettuata:
negli strumenti con scala graduata corrisponde al minimo intervallo indicato sulla scala.

80 81 82 83 84 85 86
Sensibilità 0.2

2.0
Sensibilità 0,1

1.5

Negli strumenti con indicazione numerica la sensibilità corrisponde alla minima indicazione
Rappresentabile sul display:
7 8 , 0 1 Sensibilità 0,01

( Negli strumenti con scala non lineare la questione è più complessa)


Errore di Misura

Ripetendo più volte la misura di una G.F., in genere si ottengono valori diversi in ragione
dello strumento usato ( sensibilità) e delle condizioni di misura.
Supponendo che esista un “Valore Vero” del parametro, ogni determinazione sarà una “stima”,
buona o cattiva del valore vero.

Chiamiamo “Errore” la differenza tra il valore ottenuto e quello Vero ( che non conosciamo).

L’errore può essere Sistematico o Casuale:

Errore Sistematico : è dovuto allo strumento o alla procedura e si ripete sempre nello stesso
Senso (sovrastima, sottostima). Si elimina effettuando la misura di una grandezza campione e
confrontando il risultato con il valore noto.

Errore Casuale : è dovuto allo strumento o alla procedura, può essere di sovrastima o sottostima,
si riduce ripetendo la misura molte volte e calcolando la media dei valori ottenuti.

Se non è presente un errore sistematico, il valore medio di molte misure è la migliore stima
del valore vero
Variabilità Statistica

Se scegliamo una popolazione omogenea ( es. Militari di leva) e misuriamo un parametro


Su ciascuno degli individui riducendo al minimo l’errore strumentale, otterremo comunque
valori diversi . La causa della diversità dei valori misurati risiede nei molteplici fattori che
rendono di fatto ogni individuo diverso dall’altro.

Anche in questo caso si può assumere che tutti gli individui siano identici, che esista un
valore unico del parametro misurato ( Valore vero) e che le differenze rilevate siano dovute
ad eventi casuali che determinano sovrastima o sottostima.

Non possiamo parlare di errore di misura ma di “Variabilità Statistica”.

Anche in questo caso il calcolo della media aritmetica dei valori porta a compensare le
sovrastime con le sottostime ed il Valore Medio è la migliore stima del Valore Vero.

Per evidenziare correttamente la Variabilità Statistica di un parametro in una popolazione è


necessario rendere minimo l’errore strumentale, altrimenti le due variabilità si confondono.
Il Valore Medio resta comunque la migliore stima del Valore Vero.
Distribuzione Statistica
Se rappresentiamo graficamente, come istogramma, l’insieme dei valori misurati, in genere
otteniamo un andamento che presenta un massimo di misure in vicinanza del valore medio
calcolato ed un minore numero di misure per valori più lontani: una tipica forma a campana,
che viene indicata come “Distribuzione Normale”. Minore è l’errore casuale e la variabilità
statistica, più stretta risulta la campana.

N Osservando il grafico possiamo dire che risultati più vicini


al valore medio hanno una più alta probabilità di essere
attenuti e possiamo dare alla curva un significato statistico.

Indichiamo come “Scarto” la differenza tra il singolo valore


ed il valore medio.

VM
Il parametro che meglio descrive statisticamente la distribuzione dei dati è la Deviazione
Standard, che permette di rappresentare matematicamente la curva e di attribuire ad ogni
Valore la probabilità di uscita.
Errore associato alla misura

Sensibilità dello strumento 0,2 cm

Risultato = valore ± errore


84,2 84,4 84,2 84,6 84,6
80 81 82 83 84 85 86 84,0 84,4 84,2 84,4 84,6
84,2 84,2 84,4 84,4 84,6
84,8 84,4 84,4 84,6 84,4
84,2 84,4 84,6 84,4 84,4
84,2 84,4 84,4 84,4 84,4

N 1 7 15 6 1
∑ xi
15 M = = 84 ,393333
n
Scarto i = x i − M
7
∑ ( xi − M )
2
Varianza =
n
∑ ( xi − M )
2
84.0 84.2 84.4 84.6 84.8 Dev .std = σ =
n
Arrotondamento e notazione scientifica
Risultato= 84,393333± 0,009642 ( es. valor medio calcolato ± dev. std)

Regola di arrotondamento: si parte dall’ultima cifra, se è ≥ 5, viene cancellata e la cifra


precedente viene aumentata di 1, se invece è <5, viene cancellata e la cifra precedente non
viene modificata. Ci si ferma alla cifra corrispondente alla sensibilità dello strumento.
Arrotondamento: 84,393333 0,096426
84,39333 0,09643
84,3933 0,0964
84,393 0,096
84,39 0,10
84,4 0,1 0,2 (sens. Strumento)

Risultato = 84,4 ± 0,2


Notazione scientifica: numero compreso tra 1 e 10 moltiplicato per potenze di 10
Risultato = 8,44 · 101 ± 2,0 ·10-1

Massa terrestre = 5,98 · 1024 kg

Massa dell’elettrone =9,1095 · 10-31 kg

Velocità della luce nel vuoto =2,998 · 108 m/s


Rappresentazione dei risultati di misura

I forma numerica: 37,4 ± 0,2 45 ± 1 3,2 ·104 ± 1·103 4876 ± 100

mV
Peso
kg

I forma grafica
Tempo(s)

Età anni

In forma di immagine
x
y
Interpolazione ed estrapolazione
Interpolazione lineare
Punti sperimentali
Interpolazione curvilinea

? ?

Si può “estrapolare” un andamento solo


Punti sperimentali se i punti misurati individuano una funzione
matematica ben definita

Estrapolazione
La Legge Fisica
Se un fenomeno si ripete sempre allo stesso modo, entro gli errori sperimentali,
possiamo dire che esiste una Legge Fisica che lo controlla

L’evidenza ∆ t = K (h )
h0
1
h(t) La legge h(t) = h 0 − ⋅ 9 .8 ⋅ t 2
2

La Legge Fisica che controlla il fenomeno viene espressa in forma matematica e viene
indicata come “Modello Matematico” .

Ottenuto il modello matematico, molte condizioni sperimentali si possono “simulare”


utilizzando le equazioni matematiche.
Si dice che anche che la Matematica è uno strumento che il ricercatore può e deve
utilizzare nella applicazione del Metodo scientifico
Il “Modello Matematico”
La legge fisica che controlla il fenomeno viene espressa in forma matematica e
viene generalmente indicata come “Modello”

Contatore Geiger

Attività ( dis/s)
A ( t ) = A 0 e − kt
dis/s
Mat. radioattivo

Diremo che il decadimento radioattivo


segue una legge esponenziale ed useremo
la funzione Esponenziale come modello
matematico per fare i calcoli di decadimento
radioattivo

tempo
Le unità di misura delle Grandezze Fisiche
(nel Sistema Internazionale)

Per le Grandezze Fisiche più importanti sono definite unità di misura standardizzate
a livello internazionale.
Grandezza Simbolo Unità di misura campione Simbolo

Lunghezza L metro m

Tempo t secondo s

Massa M Chilogrammo Kg

Intensità di corrente elettrica I ampère A

Temperatura T kelvin k

Intensità luminosa W candela cd

Quantità di sostanza mol mole mol


Analisi dimensionale
Tutte le altre grandezze fisiche, derivate, possono essere espresse come combinazione delle
grandezze fisiche fondamentali e le loro unità di misura come combinazione delle unità di misura
delle grandezze campione.
La combinazione di grandezze fondamentali che esprime una grandezza derivata è indicata come
"dimensione" .

Es.: la velocità media =spazio percorso/tempo impiegato: v=s/t;


[]
la dimensione di v sarà [v] = s = L e l'unità di misura sarà m/s.
[t ] t

Siccome ogni grandezza fisica è espressa come combinazione di altre grandezze fisiche, la sua
dimensione è la combinazione delle dimensioni delle grandezze fisiche coinvolte.
D
C = A⋅ B ⋅ (26)
E
[C ] = [A] ⋅ [B] ⋅ [D]
[E ]

Principio di omogeneità dimensionale: i due termini di una equazione devono essere


dimensionalmente coerenti
Dimensione ed unità di misura di alcune Grandezze Fisiche derivate

∆s [s] L
v= Dimensione [v] = [t ] = t = Lt
−1
Velocità: ∆t Unità di misura m ⋅ s−1

∆v Dimensione [a] = [∆v] = Lt


−1

Accelerazione: = Lt −2 Unità di misura ms −2


a= [∆t ] t
∆t
Forza: F =m⋅a Dimensione [F] = [m] ⋅ [a] = MLt−2 Unità di misura Kg ⋅ m −1 ⋅ s −2

F Dimensione [P] = [F ] = MLt


−2
Pressione: P= = ML−1t −2 Unità di misura kg ⋅ m −1 ⋅ s −2
S [S ] L 2
Grandezze Fisiche scalari e vettoriali

Alcune grandezze Fisiche vengono definite in modo compiuto dal


loro valore ed unità di misura, altre richiedono ulteriori attributi.

Es: Temperatura
Tempo
Posizione
Velocità
Accelerazione
Forza
Lavoro
Energia
Spostamento
Intensità di corrente elettrica
Intensità luminosa.
Operazioni numeriche tra G.F.

Tra le G.F. scalari si possono effettuare le normali operazioni algebriche;


Le operazioni algebriche tra G.F. scalari forniscono sempre G.F. scalari.

Tra le G.F. vettoriali possono essere effettuate operazioni di somma e prodotto


Le operazioni tra G.F. vettoriali possono fornire G.F. vettoriali o scalari.

1) Prodotto di uno scalare per un vettore = vettore con uguale direzione; modulo
e verso dipendono dallo scalare.
r
C
B positivo
r
A = (Ax , Ay , Az )
r
C
v r B negativo
C = B ⋅ A = ( BA x , BA y , BA z )

Significa moltiplicare ogni componente ortogonale del vettore per lo scalare


Somma e differenza di grandezze vettoriali

Somma di vettori
r r r
r A + B= C
A
(Ax , Ay , Az ) + (Bx , By , Bz ) = (Ax + Bx , Ay + By , Az + Bz ) = (Cx ,Cy ,Cz )

r r
B A

r
C
r
B

r r
A − B = (Ax , Ay , Az ) − (Bx , By , Bz ) = (Ax − Bx , Ay − By , Az − Bz ) = (Cx , Cy ,Cz )
r
A
r r
B A
r
C
r
B
Prodotto “scalare” tra vettori
Il prodotto scalare tra due vettori è un numero ottenuto come somma dei prodotti
delle componenti ortogonali dei due vettori .
r
A ( Ax , Ay , Az ) ⋅ ( Bx , B y , Bz ) = ( Ax Bx + Ay B y + Az Bz )
θ r r
A ⋅ B = A ⋅ B ⋅ cos(θ )
r
B

Es.Circuitazione
r
F B r r
B
C = ∫ E ⋅ dl
r A
dl r r
B
A L = ∫ F ⋅ dl
A

Il lavoro fisico è la circuitazione del vettore forza, lungo


una traiettoria, dal punto iniziale al punto finale
Prodotto vettoriale
Il prodotto vettoriale tra due vettori è ancora un vettore orientato perpendicolarmente
al piano formato dai primi due, di modulo uguale al prodotto dei moduli per il seno
dell’angolo compreso tra le due direzioni.

r
B
r
B
r
r r r C
A ∧ B=C
r θ
A r
A

r r
A ∧ B = 0 Se i due vettori sono paralleli
r r
A ∧ B = A ⋅ B ⋅ senθ Massimo quando i due vettori sono perpendicolari
Campi scalari e vettoriali

Campo scalare: distribuzione di una grandezza scalare nello spazio (es. pressione )

990

1000
1020 1010
Campo vettoriale
Campo vettoriale: distribuzione di una grandezza vettoriale nello spazio (es. velocità del vento ).

Il campo vettoriale può essere descritto in forma analitica ( matematica) o in forma grafica.
Nella rappresentazione grafica il vettore associato al campo in ogni punto dello spazio è tangente
alla linea di campo che passa nel punto, ha il verso indicato sulla linea ed ha una intensità
inversamente proporzionale alla distanza tra le diverse linee.

990
1000

1010

1020
Correlazione tra campi scalari e campi vettoriali

In molti casi, come nell’esempio, i campi scalari e vettoriali sono tra loro correlati (es. la velocità
del vento è maggiore dove si hanno grandi differenze di pressione su breve distanza)

E’ possibile passare dal campo vettoriale al campo


scalare attraverso la circuitazione;

E’ possibile passare dal campo scalare al campo


990 vettoriale attraverso il “gradiente”.
1000
1010
1020
r
E(x, y, z) = −gradU(x, y, z)
r ∂U(x, y, z) r ∂U(x, y, z) r ∂U(x, y, z) r
E(x, y, z) = − i− j− k
∂x ∂y ∂z
Nella realtà le cose non sono così semplici, infatti la rotazione terrestre determina delle forze
( forze di Coriolis) che nell’emisfero settentrionale producono un moto vorticoso antiorario.
Flusso di un vettore attraverso una superficie

Se le linee di un campo vettoriale attraversano una superficie, su ha un flusso che è massimo


quando la superficie è perpendicolare alle linee e nullo quando la superficie è parallela alle
linee.
Matematicamente il Flusso elementare può essere espresso come prodotto scalare tra il vettore
del campo e la superficie elementare orientata (vettore)attraversata dalla linea di campo.
Il flusso totale sarà l’integrale esteso alla superficie di tutti i contributi elementari.

r r r r
dφ = E ⋅ ds = E ⋅ ds ⋅ n
r r r r
φ E = ∫ E ⋅ dS = ∫ E ⋅ dS ⋅ n
S S S
r
E
r
dS ⋅ n È in ogni punto l’area di superficie perpendicolare al vettore di campo
Circuitazione di un vettore lungo una linea chiusa

Si definisce “circuitazione” di un vettore di campo lungo una linea la somma dei prodotti
Scalari tra vettore e spostamento. La circuitazione è nulla se vettore e spostamento sono
sempre ortogonali.

L r
r dL
E
r r r r r r
Circ(E) = L = ∫ E ⋅ dL = ∫ E ⋅ (dLn + dLρ)
L L

Es. Il lavoro fisico è la circuitazione del vettore forza lungo una linea