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Mt. 5, 37: a a cid che Ma il ein ma S l Sl n 0 n © oi parlare vien dal sia maligno. Ubi Veritas et lustitia, ibi Caritas FAivelasone © Religions Attussione © informarione - Disamina Anno XV-n. 1 undic See, Francesco Putt Direttre: Sac. Emmanuel de Tavens 15 Gennaio 1989 (COUASORAZIONE APERTA A TURE UE - PENNE PERO NON VOLEA GAPERE CHI LHA DETTO MA PON MENTE A CO ONE ETT LA SFIDA DELLE CONFERENZE EPISCOPALI 30 Giorni, agosto-settembre 1988, pp. 78:80 pubblica un servizio dai titolo Provaci ancora, Roma: quasi una sfida a Roma delle Conferenze epi- scopali nazionali, da parte delle quali si profila una lunga serie dirriserve e di ctitiche nei confronti della bozza va- ticana sullo status teologico delle me- desime Conferenze Al centro delle critiche tre punti basilar: 1a comprensione della colle- gialita, il tuolo magisteriale delle Con- ferenze episcopal e idea della Chiesa ‘come «communion. Incominciamo dal primo punto, de- cisivo. La «collegialita»: un’ineredibi: le baggianata Nella rubrica: Il Magistero della Chiesa, sola norma di verita, il 26 ottobre 1969, il settimanale Lo Spec- chio pubblicava un interessante ser vizio di Hilarius: «Primato o colle ialita?» «Le “tested 'uovo” — scriveva arti colista — che durante il Concilio han fatto tanto chiasso, tanta propaganda a favore della collegialité episcopale, che dopoil Concilio han voluto il Sinodo € hanno insistito per Uelezione dei tren- ta {teologi internazionali_ per illumi- nare, in prossimita del Sinodo, sulla dottrina cattolica la... Congregazione per la dottrina cattolical, si sono ben guardate dal fondare teologicamente le loro “novita”, In piena assemblea dell'episcopato italiano — Vabbiamo ricordato altra volta — sua ecc.2a Carlo Colombo confessava: “Non ci sono argomenti nella Sacra Serittura, nei Padri, per la dottrina detia collegialité. Soltanto in- dizi nella storia e anche questo non regge|, Ma noi dobbiamo varare questa dottrina, altrimenti il Vaticano II sa- rebbe un fallimento”. Incredibile per un teologo! Lo stesso discorso fece il car dinale Alfrink alla commissione teolo gica: “Variamo la dottrina, i teologi troveranno poi gli argomenti”. Incre dibile per un esegeta! ‘Allo stesso discorso fa eco, mons. Salvatore Baldassarri, Varcivescovo di Ravenna, in un'intervista al Regno dei Dehoniani di Bologna: “L'argomento del Sinodo nella sua sostanza vera, se Nell’impossibilita di far- lo singolarmente, ringrazia- mo i nostri affettuosi letto- ri, che, numerosi, ci hanno espresso la loro solidarieta incoraggiandoci e sostenen- doci in vari modi. A tutti auguriamo un 1989 pieno di serenita nel Signore. non m’inganno, é ilrapporto tra il Papa e il collegio episcopale nel governo della Chiesa, E qui mi incontro con due difficolta che toccano Uazione collegia- le: a) il primato visto in tutti i documen- ti; b) Vimpossibilita di convocare il col: legio, tranne che per i concili ecumenici. Se il primato é quello che 8, non c’ che concludere che la collegialita é una bella teoria inapplicabile”. Tuttavia sua eec.2a Baldassari non @ pessimista, egli ha chiesto alla CEI “che i biblisti, i teologi, gli storici della Chiesa si applichino con ogni serieté a studiare nelle proprie fonti se si pud trovare la soluzione” Veda, caro eccellenza, “con tutta serieta” queste ricerche sono state fatt, da secoli, ¢ recentemente V. A. Berto ha pubblicato su La pensée catholique, n 90, 1964, una precisazione esegetica: integralmente riportata da Palestra del Clero, n. 18 del 15 settembre 1964, con questa nota: “I! nostro collaboratore, prof. F. Spadafora, ci trasmette Vinte- ressante precisazione 0 messa a punto: Collegio apostolico e ‘‘collegio episto: pale”. Egli la ritiene ineccepibile per quanto attiene ai testi evangelici ¢ ai riferimenti agli altri testi del Nuovo Testamento”. Gli Apostoli han formato un colle- gio? Nel senso largo, € incontestabile (Anche i professor formano un “colle- io” in senso largo). Assolutamente no, in senso stretto, cio’ una persona mo- rale (come ad esempio i giudici di un tribunale) provvista come tale di attr- buti che ciascuno di quelli che lo com- pongono non potrebbe arrogarsi Non c’é una parola di cid nella Serittura, né nel Magistero della Chie- sa. “Il solo uso del plurale non prova nulla, Andate... battezzate... A coloro ai ‘quali rimetterete i peccati saran rimes- si! (Anche la confessione da ammi- nistrare collegialmente?) Nessuno pud dimostrare che questi plurali esprimano potere collegiate, Tl maestro che si rivolge agli alunni: “Do- mani farete..” 0 “preparerete per do- mani..”, nessuno dice che intende pre- serivere ‘azioni “collegiali" 2 sisi nono 15 gennaio 1989 Quanto agli indizicaria Colombo — una dottrina cattolica fondata su indi- zi!” — ebbene, ha scritto Raymond Dulac, Per una storia teologica del potere pontificale, radotto egualmente in Palestra del Clero, n. 19, del 1 ottobre 1964. il risultato di un’accuratissima Fea rear iae) alone L'autore dimostra il Primato in fun zione, e Vinconsistenza dei pretesi faiti addotti. Sua ece.2a Baldassari ¢ ser- viton. E Hilarius concludeva: «Una baggianata simile, che sem- brava davveroimpossibile ai nostritem- i, &invece una realté: far tanto chiasso suuna teoria, (un nome sine re), che non hha fondamento alcuno, Anche gli sritti del Nuovo Testamento chiaramente af- fermano il contrario: cio¢ il Primato, la Sovranité assoluta di uno solo, Pietro ei suoi successor Nonostante il trascorrere degli an- nila saggezza tarda aritornare in molti vescovi, Le eccessive facolta loro con- cesse nell'infausto nuovo codice Ii i coraggiano in questa persistenza nell erronea illusione del super-potere del- le Conferenze episcopali. E necessario liberare la Chiesa da queste tumorali «