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Storia del teatro antico C Prof.

ssa Sevieri

1° Lezione 03/10/2008

Il teatro antico comico e tragico e vari autori:

"Persiani" di Eschilo del 472 a.c. era una commedia più tarda, del V sec.
Delle maschere teatrali non abbiamo reperti e scenografie. L'ambientazione
in teatro era semplice, non c'erano effetti naturalistici; non è semplice per
questo ricostruire la scenografia. Esistono repliche delle maschere, in
terracotta o marmo, ritrovate a Lipari. Le raffigurazioni vascolari sono
spesso riguardanti storie mitologiche, teatrali o di vita comune. Si cerca di
ricostruire il modo in cui il pubblico recepiva il teatro.

 Il teatro comico: Nella commedia critica, l'attore esprime


consapevolezza di rappresentanza, scherza con il pubblico. Teatralità
spiccata, costumi e maschere per far ridere, imbottiture e "fallo" per
ridicolizzare. Il coro era composto di 24 elementi,era fantasioso, ed
era la parte fondamentale della commedia, tra l'altro molto apprezzata.
Il Ceranografo cercava di rappresentare l'aspetto divertente.
 Il teatro tragico: Storie di mito, personaggi di un altro mondo,
la tragedia non interrompe la scena, non rompe la 4° parete, chiedono
un'immedesimazione totale da parte del pubblico, che non provochi
rotture. Le immagini si ispirano/cercano di farci vedere il personaggio
del mito in quel momento, non un attore in quel momento. Solo due
rappresentazioni dell' Edeporè? di Sicilia fanno eccezione. Vengono
visti come attori tragici solo nel "Backstage", gioco dello
sdoppiamento di identità, nel momento di rappresentare, si indossa la
maschera e cambia identità. Sia la maschera che il costume erano
naturalistici, non come la commedia che era fatta per ridere. Solo
dopo nel IV/III sec si sviluppano aspetti grotteschi ed esagerati. Non è
facile quindi individuare i personaggi della tragedia; il coro qui non si
vede mai. Più si diffonde il teatro, più si diffonde la conoscenza,
anche dei testi scritti, che rimane marginale, erditario; a teatro ci
andavano tutti, quindi più conosciuto come spettacolo che come testo.
Quindi le ceramiche del IV sec, si può immaginare che siano
ricostruite dal teatro e non dal testo letterario.

La conoscenza della poesia epica, non veniva appresa solo grazie alle statue,
ma anche per le rappresentazioni nei templi o vasilari. Quindi il
tragediografo doveva tener conto che il pubblico le aveva già viste, quindi
curava molto l'aspetto. Si notano casi in cui la tradizione iconografica viene
"scartata", cambia il modo di rappresentare e interpretare il personaggio. Il
modo di rappresentare aspetti terrificanti lasciano il segno. Il ceranografo
non rappresenta mai dal vero, ma cerca di raccontare a sua volta. Ad
esempio Eschilo: l'Erinni sono già presenti prima del matricidio di Oreste,
per anticipare. Le espressioni delle maschere erano fisse, quindi c'erano dei
mutamenti nei gesti e nelle parole. Le scene cruente non venivano
rappresentate, ma immaginate, attraverso il racconto di un messaggiero. Il
cerenografo prende questi dettagli e sviluppa le parole in immagini. Le
raffigurazioni di un vaso riproduce tutta una intera tragedia o trilogia, in un
unica scena, mettendo insieme i personaggi fondamentali.

 1° Lucido: 390 a.c. Cratere attico. Sei personaggi uguali, quindi


è il coro, che danzano e cantano (bocche aperte e lettere che
fuoriescono), sono riconoscibili come guerrieri perchè si vedono le
corazze, hanno il diadema per le cerimonia evocativa ad una tomba,
dove emerge uno spirito definito e sono visibili delle offerte sulla
tomba. Non c'è marca di teatralità specifica, però sembra che lo sia per
il numero dei personaggi che per la figura estetica.
 2° Lucido: Coro comico, vaso da vino (490/480 a.c.), sono
travestiti da uccelli, hanno delle creste e barba rossa, calzamaglia con
le penne attaccate e le ali aperte.
 3° Lucido (dettaglio): C'è un auleta (suonatore di 2 auloi), nelle
tragedie non si vede mai ma nelle commedie si.
 4° Lucido: Frammento, metà IV sec, ritrovato in Puglia.
Rappresenta un attore con la maschera in mano, senza di essa non si
sarebbe riconosciuto che fosse un attore. Sbarbato e senza capelli per
infilare meglio la maschera. Ha un mantello appoggiato sul braccio
sinistro e ha una spada. Ha i calzari alti fino al ginocchio, come anche
la veste, e sono a suola bassa. Solo nel III sec il costume diventa
diverso, le suole saranno più alte (circa 5 cm) e i vestiti avranno degli
strascichi. Embates o ?, sono le calzature più resistenti. L'uomo ha le
maniche lunghe e aderenti, forse una calzamaglia sotto la veste (ma
non in vita comune), serviva per praticità, soprattutto per
rappresentare una donna (le donne non recitavano!) e per cambi scena.
 Fotocopia: vaso famoso, attico, ritrovato in Puglia, del 400 a.c.
circa, rappresenta un dramma satiresco, costante è il coro dei satiri;
pasticcioni, avidi, golosi, creano dissonanza con i personaggi della
tragedia.
 5° Lucido: Persone normali e giovani del coro con i reali nomi
da anagrafe (non ci sono i nomi reali degli attori), con le maschere in
mano, con il gonnellino che reggeva il fallo eretto e la coda
caratteristica dei satiri. C'è uno che ha ancora la maschera addosso,
nel mondo di Dioniso, che suona ancora, insieme all'auleta Pronomos
che ha il ruolo più importante nel la scena. Si riconosce a sinistra
Eracle, grazie alla clava e alla pelle di leone, e ? a destra, peloso e
anziano (si capisce dai peli bianchi), con maschera barba lunga e
capelli bianchi, ha un bastone e la pelle di leopardo, collegamento con
Dioniso, al quale si rende onore. Dopo queste rappresentazioni
venivano offerte a quest'ultimo. I personaggi, di solito sbarbati e
rasati, sono con capelli e barba, per dar loro un'identità.
 6° Lucido: Cratere Campano, metà del IV sec, anfitrione di
Plauto. Creato da Aste. Hanno una calzamaglia e maschere poco serie
perchè rappresentano una commedia. Zeus anfitrione e Mercurio che
fanno la corte ad Alcmena affacciata alla finestra.

2° Lezione 04/10/2008

Pur ci fosse vasto materiale, il tragediografo tendeva ad usare sempre gli


stessi argomenti, soprattutto "Oreste" di Eschilo, o Sofocle. Gli argomenti
erano già noti per il "Coagone" o comunque per tradizione. Quese storie
sono presentate con le variazioni di qualche argomento, per questo erano in
competizione. Anche in "Andromaca" di Euripide, è stato cambiato
qualcosa.

 Agamennone, figlio di Atrio, fratello di Menelao, al termine


della guerra di Troia, torna a Micene e viene ucciso dalla moglie
Clitennestra e dal cugino Egisto, suo amante. I rispettivi padri si erano
già lottati in passato. Menelao aveva esiliato Atrio per prendersi il
trono, ma quest'ultimo riesce a riprendersi il potere, vendicandosi
cruentemente. Il movente di Egisto è quindi la vendetta del padre. La
famiglia di Agamennone domina su Argo, i suoi figli sono Oreste ed
Elettra dal loro zio è Strofio. Oreste a 18 anni comincia a vendicarsi
della madre e del patrigno usurpatore, per questo l'Erinni lo
perseguitano per aver versato sangue di famiglia. Fa un processo ad
Atene, presidiato dalla dea Atena, Apollo è il difensore e l'Erinni
l'accusa, ma fu assolto. Famiglia degli Atridi, violenza su
consanguinei. Conflitto di interessi, Oreste vendica il padre ma non
dovrebbe uccidere la madre, chi la vendicherebbe?

La trilogia di "Orestea" del 458 a.c. è l'unica sopravvissuta agli anni in forma
integrale. La prima parte è Agamennone dove si espone il suo omicidio, la
seconda è Coefore dove si espone la vendetta di Oreste, ed Eumenidi dove si
espone invece la conseguenza. Quest'opera era già nota, prima che venisse
presentata in teatro.
Nell' "Odissea" di Omero si fa riferimento a questo episodio. Odisseo ha un
destino travagliato, invece Agamennone tornò prima di lui a casa, ma trovò
questa pessima sorpresa, oltre l'infedeltà della moglie anche l'uccisione. Il
figlio di Odisseo, Telemaco, era un esempio da seguire, a confronto con
Oreste. Nell' XI Canto dell'Iliade l'ombra di Agamennone fa visita ad
Odisseo, avvertendolo del pericolo che potrebbe incontrare al suo ritorno a
casa, nel caso Penelope voglia fargli la stessa congiura. Egisto era messo in
cattiva luce. Del sacrificio di Ifigenia non si fa parola, tendenza di Omero di
tralasciare gli aspetti più cruenti. Ma l'uccisione di Egisto entra nell'aspetto
della vendetta, quindi positiva. Di Clitennestra non si parla molto, ma nella
rappresentazione di Eschilo, assume un ruolo molto importante, nelle parole
e nei gesti. La vicenda è trattata anche da Stesicoro e da altre storie liriche,
dove sembra avere più importanza che in Eschilo.

 1° Lucido: Uccisione di Agamennone, segno più antico,


placchetta in terracotta da Creta, 630/610 a.c. fine VI sec. Attacco alla
figura seduta in trono, centrale, corpo frontale e gambe laterali. La
scena si svolge al chiuso in una sala. Agamennone ed Egisto
indossano un mantello sulle spalle. Ha una spada nel fodero ed
impugna una lancia scettro. Ha una forma stabile ma per i piedi si
capisce che cerca di alzarsi, o è in equilibrio, come la lancia che forma
una diagonale immaginaria che collega Clitennestra. Nelle
raffigurazioni l'attaccante entra in scena sempre da sinistra.
Clitennestra ha il viso frontale e il corpo a 3/4. Indossa un lungo
chitone e i capelli hanno un'acconciatura dedalica da Creta (Dedalo
era un architetto), guarda l'osservatore. La mano sinistra pugnala alle
spalle il marito e con la destra gli ferra il polso, il quale con la sua
rispettiva mano destra cerca di fermarla. Egisto con la mano sinistra
ferma la lancia della vittima e con la destra gli prende i capelli, questo
è un gesto di sopravvento, morte che incombe, simbolo di violenza ai
danni di qualcuno. Attorno alla testa di Agamennone si vede un
tessuto tipo mantello o un acconciatura (o forse solo un errore di
esecuzione). Si dice che in realtà Agamennone sia stato avvolto nel
tessuto apposito per asciugarsi dal bagno, visione simbolica: rete di
inganni e ingiustizie. Del sacrificio di Ifigenia non si parla, sacrificio
per ottenere più uomini e vincere la guerra; questo è il movente di
Clitennestra per uccidere il marito, vendetta per la figlia. E' da notare
che già in antichità a Creta, non solo l'opera era già nota ma che la
figura della donna era pari a quella di Egisto.
 Fotocopia: Lamina bronzea, schema non differente dal
precedente; però la lancia è appoggiata alla parete, Agamennone sta
per cadere, Clitennestra pugnala alle spalle dove c'è Egisto.
 2° Lucido: Etrusca, 500 a.c., Agamennone è al suolo; il braccio
sinistro scivola e il destro chiede pietà, Egisto lo prende per i capelli,
Clitennestra arriva da sinistra, con la mano destra che impugna l'arma
e con l'altra incita l'amante; veste con un chitone.
 3° Lucido: Cratere a calice, Attico, del pittore dell'Euchimasia;
questo reperto è stato datato 458 a.c. perciò precedentemente all'opera
di Eschilo, però ha un incredibile assomiglianza alla sua opera. La
parte più simile è nella scena di uccisione, Agamennone è racchiuso
nel drappo, cerca di difendersi ma non riesce a liberarsi. Cosa
interessante e simile, è che nelle due facciate del vaso sono
rappresentate le due scene più importanti, l'uccisione di Agamennone
e quella di Egisto. Altezza 1/2 m, è grande la parte delle
raffigurazioni, che di solito è più piccolo, questo è più ampio e le
figure lo occupano tutto. Le due scene sono separate da due colonne
con capitello eolico che si usava per gli interni (nel mediaron), che si
trovano appena sopra i manici del vaso. Dietro Agamennone si
trovano Elettra e Cassandra (schiava trofeo dalla guerra), e dietro
Egisto Clitennestra e forse un'altra figlia, con i capelli sciolti quindi
non sposata; abito leggero e mani in alto perchè inorridita dalla scena,
sta fuggendo e sembra che stia andando addosso alla colonna dietro di
lei. Clitennestra è vestita con un abito leggero e pregiato, si intravede
il seno, e ha un mantello sopra il chitone. Accorre, con la mano
sinistra incita l'amante e con la destra impugna un ascia (c'è il dubbio
però se fu ucciso con un ascia o con una spada). Nell'uccisione di
Egisto invece, per la sua difesa impugna una scure; si utilizza uno
schema usuale del 470 a.c. dell'uccisione di Egisto e di Agamennone.
La figura di Elettra tende la mano destra per chiedere pietà del padre,
capelli sciolti (non sposata) e ondeggianti per far capire che sta
correndo. Dietro di lei Cassandra, schiava, lo si capisce dai capelli
corti (alle schiave non erano accettati i capelli lunghi, erano solo per
le nobili), ha un abito semplice, e fugge perchè vogliono uccidere
anche lei; per Clitennestra è un'altro movente. Agamennone è al
centro, nudo, indifeso, attorno a lui tutti agitati, gioco di braccia, il suo
equilibrio è precario. E' già stato colpito ed Egisto è pronto a colpire
un'altra volta; fra i due personaggi si intravedono delle lettere (e, e)
che sono le grida di dolore. Hanno entrambi gli occhi chiari, da qui si
capisce il legame di parentela, Egisto è più giovane infatti ha i capelli
più scuri. La capigliatura è molto curata, si vede il fodero della spada
e il mantello. La gamba destra è piegata dall'impeto dell'azione. In
Egisto, lui seduto sul Klismos, poltrona comoda da banchetto, ha in
mano il Barbiton/os, strumento musicale a corde. Non ferma Oreste,
ma chiede pietà.

3° Lezione 10/10/2008

Rovescio della situazione che Eschilo da alla trilogia. Delitto contrario, ogni
azione crea un'altra consecutiva. Ruolo di chi è fuori fase, il ruolo centrale lo
ha lei, l assassina, tutta la tragedia ruota su di lei a causa del matricidio. Per
tutta la tragedia si parla di lei e del suo omicidio. Una parte molto
importante è il drappo fatale, è una metafora scenica, rete di necessità per
atti impuri prima e durante la guerra di Troia. Clitennestra è l'elemento
dominante, anche le sue parole sono una rete di inganni, che intrappolano
anche prima del drappo. Eschilo dà un motivo molto forte, cioè per Ifigenia,
per la vincita della guerra. Clitennestra sconta il suo atto, ma anche il
sacrificio a scapito di Ifigenia viene scontato. Principio di diche,
conseguenze x ogni atto, soprattutto x atti in famiglia. Allusioni al drappo
fatale, che il pubblico già sapeva grazie ad altre rappresentazioni o testi
orali. Clitennestra ragiona, pensa come un uomo e agisce come tale, natura
spaventosa, ibrida. Parodos, ingresso coro, rievoca i momenti salienti della
partenza per troia e il sacrificio di Ifigenia. In casa attende l'ira che rivendica
i figli. L'incontro fra i due sposi è ambivalente, le sue parole sono una rete di
inganni, gli fa vedere che le aspettative del marito ci sono, ma in realtà mette
in controluce la rivelazione della falsità, i veri obiettivi di Clitennestra.
Cassandra è una delle figlie di Priamo, sacerdotessa di Apollo. Clitennestra
non fa entrare in casa il marito se non prima di mettere i tappeti rossi;
Agamennone torna da trionfatore, ma nn entra in casa sua come e quando
vuole; è la scena di lui che cammina verso casa su una scia di sangue, verso
la casa che gronda sangue. Una volta entrato non esce più. Cassandra rimane
con il coro, ha la parte lirica per il suo dono profetico, che anticipa quello
che sta per accadere, che non viene rappresentato, ma solo anticipato. Il
bagno è un usanza, dopo un rientro glorioso, e il drappo veniva messo
addosso, ma questo è un bagno funebre non di accoglienza. L'uccisione
viene presentata come sacrificio, che dovrà a sua volta essere rivendicato. Le
sue parole sono l'arma più potente contro Agamennone perchè non ne
comprende il vero significato. La femmina che uccide il maschio è un
rovesciamento delle cose, la donna di solito è subortinata, qui lo è l uomo.
Amfisbena, camminare in un senso o nell'altro, azione a doppio senso,
Clitennestra è vista come un mostro orrendo da Cassandra, l attraversare le
porte della casa è un segno di morte (chi entra non esce più); il teatro greco è
grande e all'aperto (eisodoi, entrate laterali), ma la casa è il luogo della
schenea dove succede sempre qualcosa di brutto, che non si vede al pubblico
ma si immagina.

 Fotocopia (1): lamina bronzea dal santuario di Heraia di Argo,


parte di un mobile. Clitennestra afferra i capelli di Cassandra e la
pugnala. La parte di sopra è a metà, si riconosce una donna e un
uomo, Agamennone conduce nella casa Cassandra (solo ipotesi).
 Fotocopia (2): Kylix interno di una coppa. Ferrara, acropoli di
Spina, 455/425 a.c. Si vede un'albero di alloro (albero di Apollo,
Cassandra ne era profeta) Cassandra cade in ginocchio nei pressi
dell'altare, il mantello si apre e si intravede un seno, segno di
vulnerabilità. Ha le mani alzate per chiedere pietà. L'ascia e il piede
dell'assassina escono fuori dall'immagine, l'ascia veniva usata per i
sacrifici. Il tripode delimita lo spazio sacro, tipico del santuario di
Apollo. Anche l'abbigliamento di Clitennestra, il chitone e il mantello
legati in vita, è un segno tipico del sacrificio.

L'Esodo è la parte conclusiva della tragedia. Si udono le grida di


Agamennone e poi si vede Clitennestra attraverso i portoni. ? Piattaforma su
ruote, veniva fatta uscire dalla porta della schene e serviva a rendere visibili
le scene dell interno della casa; gli studiosi sono ostili sul macchinario,
pensano che ciò che si deve vedere, rimane visibile. Si intravede la scena
(Clitennestra con i cadaveri); DiBenedetto presupponeva che venisse tolta la
schenea e messi dei teli per aprire la scena, per la cosa importante da far
vedere bene, ma che non dovrebbe essere visibile (perchè all'interno di una
casa), linguaggio convenzionale.

Coefore: Dibattito fra Egisto e il coro, tanto da arrivare quasi alle mani, ma
interviene Clitennestra che li fa smettere, e dice che il sangue versato è già
troppo e che ora dovevano pensare a governare, e il coro ricorda che Oreste
è vivo e che li vendicherà.
Sette anni dopo, Oreste ha 18 anni, passa di status, dall'infanzia alla fase
adulta, e prepara la vendetta che è il rituale iniziatico del suo cambiamento.
Tutto ciò è ordinato da Apollo, dice che deve essere compiuto con l'astuzia e
con l'inganno.

Prologo Coefore: Oreste torna ad Argo, davanti al palazzo degli Atridi, c'è
una statua di Hermes sulla tomba di Agamennone, in scena entra Oreste e si
avvicina alla tomba del padre. Qui vede che si avvicinano delle donne vestite
in lutto, e tra loro riconosce la sorella Elettra. Si nasconde per non farsi
vedere.

4° Lezione 11/10/2008

Mascalismos rituale dove venivano tagliati mani e piedi e poi veniva legato
da sotto le ascelle (rito che subì Agamennone). Elettra qui si chiede in che
modo può dare delle offerte al padre, cosa deve fare. Lei e il coro arrivano
dal palazzo, non direttamente dalla porta centrale, ma dagli ingressi laterali.
Si siede sul tumulo del padre e si confida con la Corifea; chiede alle ancelle
(che sono fedeli e sono prigioniere di guerra Troiane), come può fare, e tutte
loro covano odio per i padroni di casa.
Corifea spinge Elettra a nominare Oreste per la vendetta, ma lei aspetta a
dirlo, vuole che esca dalla sua bocca. Le dice che bisogna fare vendetta, ma
alla ragazza preoccupa l'empietà del matricidio. Ora Elettra prega verso
Hermes. Il coro intona il Peana del morto, che è un canto di vittoria, in
questo caso prelude alla vittoria di Agamennone contro i suoi assassini,
attraverso il vendicatore. Lei si accorge di una ciocca di capelli sulla tomba
(che era stata offerta da Oreste poco prima), e sospettano, scena di
riconoscimento (che troviamo anche nell'"Elettra" di Euripide); può essere
anche che lui non sia li fisicamente, potrebbe averle mandate(come in "Sette
contro Tebe"), ma qui poi trovano le impronte. Le segue e le compara alle
sue, qui Oreste fa il suo ingresso, ma Elettra non lo riconosce subito. Le
dimostra chi è, le fa vedere la ciocca recisa e il mantello che prima di partire,
ricamò lei stessa. Cosi la sorella lo riconosce, da manifestazioni di gioia, il
suo affetto per il padre, madre e sorella perduti, ora spetta ad Oreste.
Pregano a Zeus, gli dicono di guardare la situazione che si è creata, e che sia
fatta vendetta. Il sangue versato macchia e non scompare mai più, rimane e
si propaga, attraverso l'assassino, su chiunque stia vicino ad esso, solo delle
cerimonie possono purificare. Chi si macchiava e non si purificava, veniva
bandito, esiliato. Oreste deve cedere comunque, altrimenti sarebbe rimasto
davvero esule dalla sua casa, privo del potere e del rispetto che gli spettava.
Commo: rito di canto alterno di Oreste ed Elettra, sulla scena era una parte
imponente, con il coro danzante attorno.

 Fotocopia (3): Rilievi in terracotta, 445/430 a.c., incontro tra


Oreste ed Elettra, entrambi rendono onore alla tomba del padre,
legame di fratellanza, valori di famiglia.
Oreste osserva Elettra versare le libagioni al padre. Pilade è
seduto, pensieroso, medita, situazione di supporto, indossa il Pilos
sul capo, che era il cappello che indossavano i viaggiatori.
Elettra ha i capelli corti, da schiava, indossava un Peplo, veste
povera, scalza. Oreste ha il Pilos e una spada che dedica alla
vendetta del padre, indossa dei calzari. Sguardo verso il suolo, quindi
sguardo verso il padre.
 Fotocopia (4): Oreste, chitone corto, mantello sulle spalle e il
cappello, Petaso, più largo dell'altro, ma sempre da viaggiatore.
Sguardo in avanti, verso Elettra, infatti si intravede un piede che
avanza verso di lui. La figura femminile dietro di lui, forse è un
ancella che porta delle libagioni alla tomba, c'è anche un vaso sul
gradino vicino alla mano. Seduto su una roccia grezza, forse ancora
non si sono riconosciuti, Oreste sta osservando la sorella. Ha la fronte
molto alta, rimanda alla ciocca che si era tagliato per la sepoltura.
 1° Lucido e Fotocopie: Coppa con due manici (Skyphos), meno
ricercata, a volte senza decorazioni, 440 a.c., raffigura la tomba di
Agamennone; il pittore ha voluto identificare persone comuni che
portano delle offerte, e si riconosce la tomba dal nome inciso. Si
vedono delle offerte, vaso Ohinohoe, ghirlande, bende e fascie per
sepolture, l'ancella ha la patera o phiale, con offerte. Elettra a sinistra,
capelli corti e velo, segno di lutto e che viene trattata da schiava,
infatti è molto simile all'ancella. Nel lato B, scena più semplice, due
giovani (Oreste e Pilade), osservano Elettra che da le libagioni.
Entrambi nudi, con il mantello chiuso al collo con una fibia, hanno il
Petaso, e portano due lancie, sguardo rivolto verso le donne, chiaro
riferimento fra le due parti della scena.
- Seceriota, 500/400 sec, disegno, sempre la tomba di
Agamennone, altare, dietro c'è una colonnina con il capitello
eolico, Elettra è seduta sulla tomba, abbigliamento sottile e il
mantello attorno al corpo, capelli raccolti, non corti, di parte
c'è l'ancella con le offerte sul capo, con una mano regge un nastro
funebre. Ci sono due giovani, si immagina che siano Pilade e Oreste,
con il Petaso e le lancie in mano.
 2° Lucido e Fotocopie: Frammento di Peliche, vaso attico,
390/380 a.c., rappresenta il momento in cui Oreste taglia la ciocca di
capelli, sulla tomba c'è il nome di Agamennone e sul capo di Elettra è
inciso il suo nome. Oreste ha il solito Petaso e il mantello con fibia, e
colto nel momento in cui taglia la ciocca di capelli, Pilade lo osserva,
Elettra con capelli corti con offerte per le libagioni. C'è l'altra figura in
alto che non si capisce chi è, forse divinità ma non c'è nessun
elemento che lo identifica.

5° Lezione 17/10/2008

 Fotocopia: Frammento di cratere, 390 a.c. Elettra seduta sulla


tomba e guarda la ciocca di capelli che ha in mano. Dall'altra parte si
immagina che sia Oreste anche lui seduto. Con Elettra c'è una donna,
forse nutrice, con i capelli bianchi, che indica la ciocca, per
concentrare l'attenzione dell'osservatore sulla figura della donna con
la ciocca. Ha in mano una stoffa decorata, probabile nastro funebre.
"Elettra" di Sofocle ed Euripide hanno lasciato pochissime traccie a livello
iconografico.
 1° Lucido: Cratere a campana Lucano, Metaponto, 360/340 a.c.
Elettra di Sofocle. La scena di riconoscimento è complicata, perchè
Oreste si è fatto dichiarare morto, l'anziano pedagogo racconta molto
il fatto della morte di Oreste. Nel V secolo diventa molto importante
questo pezzo, anche grazie agli attori, il pubblico si emozionava ad
ascoltare. Qualcuno doveva entrare per consegnare le ceneri di Oreste,
scena molto articolata del pianto della sorella per la morte del fratello,
e di conseguenza il riconoscimento. La scena del cratere è proprio
quella di Oreste e Pilade che consegnano l'urna delle ceneri ad Elettra,
poi avviene il riconoscimento. Certe scene suggestionavano il
pubblico.
 Fotocopia: Anfora lucana, del pittore Brooklin, 400/375 a.c.
Tomba di Agamennone, con vaso sul gradino, al centro c'è una
colonna e in cima ad essa un elmo, simbolo di condottiero. Il vaso
dipinto sul vaso, spiega se stesso, il contesto di destinazione d'uso,
legame fra la scena reale e del mito, dipinto a figure nere. Elettra
seduta e appoggiata alla colonna, capelli corti con orecchini, chitone e
mantello, non ha ancora riconosciuto il fratello che è alle sue spalle, il
quale la indica. Accanto a lei c'è l'ancella di supporto morale . Il
ragazzo accanto ad Oreste dovrebbe essere Pilade, ma viene
raffigurato molto giovane, quindi c'è il dubbio che potrebbe essere
uno schavo. Hermes che osserva dall'alto la scena. Oggetti che
sembrano appesi, una spada e uno scudo, sfera militare, riprende il
simbolo dell'elmo, ma rimanda anche all'atto cruente della vendetta di
Oreste.
Idria lucana, del pittore delle coefore, metà del IVsecolo. Elettra
eduta sulla tomba, c'è la colonna ma non l'elmo, altri vasi di offerte
unebri, crateri e idrie, frutti (melograno,devozione a Persefore).
orme maschili con delle lancie, Oreste porta il Petaso e Pilade il
ilos; il fratello ha in mano una ghirlanda, omaggio reso alla tomba
el padre ma anche rimanda alla sua futura vittoria. Ancella con il
esto delle offerte in testa. Consente a chi osserva, di riconoscere
'iconografia, attraverso nomi scritti o comunque dall'immagine
stessa.
 2° Lucido: Anfora del IVsecolo, da Paestum, tomba con
colonna, a terra delle specie di uova, a destra Elettra vestita in lutto,
mano sx anfora, mano dx nastro funebre. Nel lucido abbiamo sempre
più o meno la stessa scena, i personaggi si indicano a vicenda. Eroi
nudi, solo con il mantello con la fibia e il petaso, e con i calzari. La
parte che ancora non si è visto, su tutti e due i vasi, figure in alto
femminili alate, sfera divina, nascoste da una linea di puntini bianchi,
sfera non umana e quindi non visibili, solo a noi osservatori, per
percepire il senso della storia per anticipare, per comunque a chiarire
il significato della scena, chi osserva ne sa di più dei personaggi.
Hanno il capo cinto da serpenti, quindi sono le Erinni, nella
rappresentazione iconografica la tragedia ha impresso il modo di
rappresentare. Non si hanno raffigurazioni delle Erinni prima
dell'Orestea. Il modo in cui Eschilo le ha rappresentate, ha lasciato il
segno, facendolo diventare un modello standard. Nella fotocopia una
delle Erinni ha il serpente in mano puntato verso la tomba. La scena
iconografica cerca di riassumere la storia.

La scena successiva al riconoscimento, è il Commo, canto. L' episodio si


conclude quando Oreste chiede al coro, come mai la madre ha portato le
libagioni. Aveva fatto un sogno dove lo spirito di Agamennone era irato con
lei, partorisce un serpente, lo allatta fra le fascie e nel nutrirlo prende anche
il suo sangue, rimanda a Oreste che è suo figlio che la uccide. Oreste spiega
il suo piano di vendetta (pag.7). La morte di Egisto a confronto con quella di
Agamennone, è stata molto più importante a livello iconografico. Atto eroico
dell'uccisione dell'usurpatore che viene ucciso dal figlio della vittima.

 Fotocopia: Morte di Egisto, cratere proto-attico avoide,


670/650 a.c. Sulla sinistra Oreste, spinge Egisto. Spada in mano e con
mano sx, prende i capelli. Egisto prende la sua barba, simbolo di pietà.
Clitennestra ha un braccio in avanti e con l'altro si graffia il viso,
simbolo di dolore.

6° Lezione 18/10/2008

 Fotocopia: Cratere del pittore di Berlino, 510/500 a.c. Due


facciate, incorniciate, morte di Egisto, assiso sul trono che ha
usurpato, volute stile eolico sul trono, equilibrio precario anche da
seduto per l'attacco di Oreste, mantello che sta scivolando. Con un
braccio cerca di fermarlo, ha due ferite, una già inflitta e un'altra che
si sta aprendo nel momento, viene preso per capelli. Oreste è girato
verso sinistra, indossa una corazza, simbolo di guerriero. Attratto dalla
figura accanto a lui, che a sua volta ci incita a girare il vaso, è
Crisoteni,l'altra sorella, capelli raccolti, chitone pregiato. Entrambi
distratti da Clitennestra (lat.b), con ascia, trattenuta da Taltibio, araldo
di Agamennone, indossa solo il chitone, non ha avuto il tempo di
indossare un mantello, capelli in disordine, colta di sorpresa, è di
fretta, cerca di reagire con un arma di emergenza, domestica. Le due
parti del vaso ci incitano a girarlo, per completare la storia. Parti in
sequenza che si completano a vicenda. Le due donne per lato,
esprimono due comportamenti diversi, una per bene che si spaventa
per la situazione, e l'altra che è presa dall'impeto di difesa, che
reagisce.
 Fotocopia: Due vasi di dimensioni grandi, 475/470 a.c., morte
di Egisto, molto in voga come scena in questo periodo. Cratere
Stamnos, del pittore di Copenaghen, e sotto altro cratere del pittore di
Egisto. Prodotti simili, ma ha differenze. Nel primo meno figure
fisiche, Oreste con armatura, ben definita, Egisto ha solo il mantello,
sul trono che non ha lo schienale ma ha il poggia piedi. Con la sx
cerca di sedersi, con la dx cerca di fermare l'attacco dell'aggressore.
Elettra arriva da destra, chitone decorato e mantello, capelli raccolti,
un braccio sulla testa per segno di orrore, e l'altra per incitare e per
farlo stare attento all'aggressore alle spalle. Clitennestra ha un chitone
sottile e un Peplo sopra, ha l'ascia pronta a difendere. Quindi la scena
non promette bene per Oreste. Essa si concentra sulle figure centrali,
quelle laterali li incornicia, da una parte ha il suo obiettivo e dall'altra
deve invece difendersi, Elettra fa da contrappeso. Intreccio fra le
gambe e le braccia di Egisto e Oreste. Nell'altra figura invece, Oreste
è nudo, ha solo il mantello drappeggiato, cinghia che regge il fodero
della spada, che sta colpendo all'altezza del collo, acconciatura
decorata. Egisto è vestito, chitone e mantello sopra, trono privo di
schienale ma senza poggiapiedi. Equilibrio precario, con la mano sx
cerca di rimanere seduto, con la dx cerca di fermare l'aggressore.
Nell'altra figura Oreste è molto concentrato nell' uccidere, che non si
accorge della madre alle spalle, in questa invece si accorge,
Clitennestra viene fermata da Pilade, con pilos e mantello, anche lui
nudo, non solo ferma la mano di lei ma anche l'ascia. Elettra ha una
mano tesa verso il fratello per incitare. Egisto è circondato; Prima la
scena si concentrava sul centro, qui invece ci si concentra solo su
Oreste, sulla prima è in una situazione pericolosa, in questa invece ha
una situazione favorevole, perchè ai lati della scena ci sono i
difensori. Nella figura 1, c'è una Kylix del pittore di Berlino, stessa
epoca, scena solo di Clitennestra, accorre con l'arma, ha un chitone
molto pregiato, con cinture da l'effetto del rimborso, capigliatura
elegante e raccolta, movimento deciso e verso una porta. Situazione
nuova, accorre ma non è ancora in loco, non è ancora arrivata nella
sala dove Egisto viene ucciso.
 1° Lucido: Cratere attico, stessa epoca. Estratto della scena,
Clitennestra con Taltibio, lei ha l'ascia in mano e lui cerca di fermarla.
Capelli nel Saccos che è una specie di cuffia, chitone e mantello. Non
completa molto la scena, solo chi conosce la storia può capire che
cosa sta succedendo.
 2° Lucido: Stamnos, stesso periodo circa, frammenti. Egisto
che viene ucciso alla gola, sangue che sgorga, Elettra che incoraggia,
alle spalle si intravedono due lancie, forse Pilade. Egisto è in
posizione quasi frontale, acconciatura riccioluta, coroncina rossa,
usata a banchetto. Un braccio teso verso il basso, forse sta reggendo
un'oggetto.
 3° Lucido: Frammenti di uno Stamnos del pittore di Berlino,
disegno. Scena di Egisto seduto sul Klismos e ha in mano il Barbitos.
 Fotocopia: Anfora di produzione etrusca, 470 a.c., questa scena
interessava non solo l'acquirente ma anche il pittore. Scena sobria,
Oreste attacca Egisto, Clitennestra è d'avanti all'aggressore stavolta. Il
fodero è avanti, spada appena estratta, Scena del Tirannicidio (gruppo
statuario del 477 a.c., modo di raffigurare una scena di uccisione),
questa scena cosi accresce la sua figura eroica. Sul lato b, serie di
figure femminili, non c'è una separazione fra le scene, donne in ansia
e inorridite, classica della scena di violenza, dove vengono raffigurate
queste donne, che hanno una reazione alla scena principale, figure
secondarie che non per forza si devono identificare, spingono a chi è
fuori dalla scena, di sentirsene parte.
 Fotocopia: Cratere a calice attico, del pittore di Egisto, 475
a.c., uno dei più grandi per le dimensioni. Un pò malconcio, è stato
uno dei tanti vasi trafugati clandestinamente e restituito di recente.
Egisto colto nello stesso momento della sorpresa da Oreste.
Clitennestra arriva con grande impeto e trattenuta da Taltibio. Oreste
nudo, colpisce Egisto alla gola. Elettra dietro, con una mano ha il
senso di orrore, con l'altra incita. Figura nuova femminile, schiava con
in braccio un bambino, forse nutrice di eventuale figlio dei due.
Alcuni fonti parlano di due figli, Alete e Irigone, Oreste ha ucciso il
fratellastro e stava per uccidere anche la sorellastra, ma è stato
fermato dalla Dea Artemide. Egisto ha un chitone con pieghe sottili,
sul trono, cerca di fermare Oreste, ma ormai ha la spada infilzata nella
gola. Nel proseguire la scena, si ha una serie di figure che stanno
reagendo alla scena, un uomo dietro la madre con un bastone, delle
donne con chitoni.

In una fase si hanno meno attestazioni, 465 a.c. prima della rappresentazione
dell Orestea di Eschilo (458 a.c.). Dopo si ha invece spesso la scena del
riconoscimento di Oreste da parte di Elettra. In ambito italiota ci sono un
altro paio di immagini:

 Fotocopia: Oinokoe, prodotto a Taranto, 320 a.c. epoca tarda,


ricchezza curativa nei dettagli. Vaso piccolo, l'immagine centrale è
quella che spicca di più, perchè poi bisogna girarlo. Egisto assiso in
trono, ricco di dettagli, in bianco e risalta, abito sontuoso, sgabello ai
piedi, attaccato da due giovani, Oreste e Pilade, seminudi, pilos caduto
all'indietro, calzari alti allacciati, fodero vuoto della spada, Pilade non
ha i calzari. Presenza di un Erinni, serpenti nel capo e sul braccio,
senza ali, Embades, calzari di chi corre, va per boschi, segno della
natura di persecutrici e cacciatrici instancabili. Abito corto, per essere
più agile. Con il serpente fa un gesto come per comunicare.
7° Lezione 24/10/2008

 Fotocopia: Oinokoe, 320 a.c. La centrale, Egisto in trono, abito


ricco e sontuoso, ha la barba, assalito da Oreste e Pilade. Egisto ha lo
scettro in mano, con la destra cerca di trattenere la mano di Oreste,
che ha il mantello ondeggiante, per il movimento, Pilade invece è
fermo. A sinistra c'è Clitennestra, a destra Elettra, solleva un oggetto
sopra il capo, forse lo sgabello del trono. Entrambe chitone lungo, e
mantello agiato sulle spalle; fatto singolare, indossano la Nèbride,
pelle di animale, pantera, lince, simbolo di seguaci del Dio, le
Baccanti o Mènadi. Comunione con la forza selvaggia, simbolo di
Dioniso, altro culto è il Tirso ramo con ciuffo di foglie di edera, natura
selvaggia. Non perforza devono essere seguaci, ma è per creare la
situazione selvaggia, violenta.
 Fotocopia: Uccisione di Clitenestra, anfora da Paestum, 340
a.c. visione molto più concreta, rispetto a quella teatrale. Terreno
roccioso, Oreste ha solo il mantello, ha il pilos, fodero della spada, e
indossa i calzari. Posizione vigorosa, la gambe sinstra appoggiata
sulla roccia, con la destra sguaina la spada e la sinistra prende per i
capelli la madre. Lei hai capelli corti, ha il chitone, in ginocchio e
busto verso il figlio, e mostra il seno, segno del matricidio. Sopra si
vede il busto dell' Erinni, chitone e ferma abito, capelli raccolti e
serpenti, anche sulle braccia, un serpente nella sinistra punta
Clitennestra, quello di destra punta Oreste.
 Fotocopia: Sigillo di anello, in oro, 420/400 a.c. Clitennestra è
seduta su un'altare, simbolo di tentativo di supplica, non ci sono
Erinni, ma c'è il seno scoperto, segno di identificazione, la veste nella
parte inferiore è molto decorata, vicino al seno ha un colpo già inflitto,
cerca appena di difendersi. Oreste ha solo il mantello, ha il pilos e la
spada. Ci sono anche i nomi incisi dei personaggi.
Metopa e Anfora: Oreste aggredito e fugge dalle Erinni. Anfora con
raffigurato il matricidio di Alcmeone, che vendica il padre Eriphile,
scappa dal serpente barbuto che esce dalla tomba. 570/500 a.c.
 Fotocopia: Cratere attico, pittore di Oreste, 450/440 a.c. Oreste
sta cercando rifugio presso un altare, mantello drappeggiato, pilos,
spada in mano destra puntata verso l'Erinni, antropomorfa, femminile,
non ripugnante, chitone corto, le ali e corna. Fra i due contendenti
erge Apollo, corona alloro e ramo in mano, contrasta i due, Apollo
aveva detto che lo avrebbe difeso dalla conseguenza del suo consiglio.
Cratere attico, Oreste sull'altare di pietre, sfodera la spada, e cerca di
difendersi dalle Erinni, sempre antropomorfe, con le ali, anche qui in
mezzo troviamo il difensore Apollo. In alto, Lucranio, cranio di bue,
simbolo che sono in uno spazio sacro, tempio.
 Fotocopia: Presenza di Athena, fa parte della soluzione che si
trova nelle Eumenidi, i sassi sono simbolo di tribunale, di giustizia,
infatti abbiamo anche Athena, che lo giudicherà più avanti.

8° Lezione 25/10/2008

Eumenidi ambientata a Delphi, parte segnata da un entrata ed un uscita del


coro. Nel santuario di Apollo, entrata in scena della Pizia, profetessa di
Apollo. La funzione delle maschere delle gorgoni, è di allontanare il male.
La Pizia entra nel santuario, dove trova Oreste vicino all' Omphalos, pietra
conica centro del mondo (ombelico). Insime a lui vedeva anche le Erinni.

 Fotocopia: Cratere aculo a calice, 360/350 a.c. Santuario di


Apollo a Delphi, al centro dell'altare c'è l'Omphalos, con le bende di
lana bianca. Oreste siede abbracciando la pietra, nudo con calzari e
mantello che svolazza, appena arrivato di corsa, come i capelli, con la
mano sinistra tene il fodero e con la destra la spada. A destra c'è la
Pizia, che fugge inorridita, sulla spalla ha le chiavi del santuario,
indica la sua funzione. Scappa perchè ai piedi di Oreste si vedono le
Erinni addormentate, nere, senza ali, abiti chiari per contrasto con il
corpo, abbandonate per terra.
 Fotocopia: Cratere aculo, 390/380 a.c., pittore delle Eumenidi,
diverse tematiche di scena. Delphi, santuario con Omphalos, Oreste
appoggiato con la schiena, spada in mano e medita. Sulla destra si
vede Apollo, ramo alloro, mantello ricamato, tiene in mano sulla testa
di Oreste un porcellino, per le cerimonie di purificazione, per togliere
il sangue versato, si lava con altro sangue, in questo caso dell'animale,
riassume l'idea che Apollo lo sta proteggendo. Accanto c'è Artemide,
sorella di Apollo, veste di cacciatrice, messa per bilanciare la scena di
sinistra. Si hanno le Erinni e lo spettro di Clitennestra. Poco
ripugnanti, capelli corti, calzari e chitone corto e bende incrociati,
Clitennestra cerca di svegliarle, una lo è già ed emerge dal suolo.
Appaiono comunque spaventose, ma nelle Eumenidi poi avranno un
ruolo benevolo e importante.

9° Lezione 07/11/2008

 Fotocopia: Cratere attico, 450/440 a.c. Oreste posizione di


supplice, ginocchia sulle pietre, semicoperto dal mantello, capelli
agitati dall'azione,alza la mano sinistra il mantello per difesa, e con la
destra sguaina la spada contro l' Erinni, chitone agitato, come i capelli,
ha le ali e il serpente in mano in direzione di Oreste. Apollo con la
destra incita l'Erinni a fermarsi, ha una corona d'alloro, abito ricamato
e lungo, tipo di veste per cerimonie sacre, solenne, faceva anche parte
di un vestiario teatrale. La figura femminile alle sue spalle è Artemide
(pretese lei il sacrificio di Efigenia), ha un lungo chitone e mantello
con il velo sul capo, ha una torcia in mano, simboli di purificazione, di
rito.
 Fotocopia: Cratere apulo, in Puglia, 425/390 a.c. Oreste
abbraccia la statua di Atena, cerca protezione dalle due Erinni.
 Fotocopia: Python, 340 a.c. Oreste in ginocchio supplice, spada
in mano destra e lancie a sinistra, nudo con mantello, scambio di
sguardi con Atena, riconoscibile con l' Egida, la corazza, elmo e
lancia, piede posato su un pilastrino. A questi sguardi si
contrappongono quelli di Apollo e l'Erinni. Ha gli allori sul capo, e
l'Erinni ha un chitone decorato, calzari e bretelle incrociati, e
ovviamente i serpenti. Sopra il tripode ne è visibile un'altra, piena di
serpenti, e più che con Oreste sembra prendersela con Atena. La
figura maschile che spunta in alto a destra, ha il pilos, quindi
probabile Pilade, la femminile sull'angolo sinistro invece, è
Clitennestra, appare come spettro nelle Eumenidi, ha il Polos,
copricapo delle divinità, ma c'è chi pensa che sia Latona, madre di
Apollo e di Atena. Dal cielo spunta il sole, che di solito viene
rappresentata o in forma umana, o che spunta, come l'occhio che
veglia, testimone degli avvenimenti.
 Fotocopia: Mestolis anfora, 475 a.c. Oreste in piedi, non
supplice, cerca di difendersi dall Erinni, che non hanno proprio un
vestiario da cacciatrice, hanno uno specchio, elemento funerario,
simbolo aldilà, si intravede il profilo di un volto femminile, ovvero
Clitennestra, rimanda ad Oreste i momenti che lo tormentano. Il vaso
è stato molto restaurato, quindi ci sono dei dubbi su quel che si vede.
Nel lato b c'è Apollo, alloro in capo, vicino a lui c'è Oreste nudo, con
spada e lancia, gamba alzata, sulla destra è la Pizia, riconoscibile sul
tripode, sacerdotessa di Apollo. Vicino a lei è Pilade, tenuta da
viaggio, ha il petaso, mantello e calzari. Dietro Oreste c'è una
probabile ancella del tempio, bilancia con la Pizia.
 Fotocopia: Cratere campano, metà IV sec. Che ci troviamo a
Delphi lo capiamo dal tripode. Oreste di nuovo in ginocchio,
abbracciato al tripode, mantello fluttuante, alza la spada per difendersi
dall'Erinni, un pò inconsueta perchè è nuda, alata e non ha serpenti.
Apollo di spalle, lunga veste con maniche aderenti, stasaettando
contro l'Erinni. Pilade accanto, con il cavallo, sembra che abbia
accompagnato Oreste.
 Fotocopia: Cratere apulo a volute, 330 a.c. Oreste al centro ed
in piedi, sfodera la spada per difendersi dalle due Erinni, è vicino ad
un altare, l'oca in alto è simbolo di ambiente sacro. L'Erinni in basso
sembra che stia ancora sorgendo da terra, essere legato al mondo
dell'oltretomba, ali e serpenti e lancia, come l'altra in alto che ha
anche il fodero. Apollo arriva in volo sul cigno, pronto a saettare le
nemiche.
 Fotocopia: Cratere apulo a volute, prima metà del IV secolo.
Interno struttura architettonica, colonne laterali e una sullo sfondo, per
dare profondità, tutte sullo stilobate. Ci sono anche oggetti appesi, e
Omphalos, simboli di Delphi, albero di alloro. Oreste abbracciato all'
Omphalos, la mano destra regge la spada, sembra in ginocchio, guarda
preoccupato alle sue spalle. Apollo si impone con la mano destra, con
la sinistra tiene un arco, pronto a saettare l'Erinni che qui è nera.
Vicino a lui c'è la Pizia, che nella fuga fa cadere le chiavi del tempio.
Sulla destra fa di contrappeso Artemide, abbigliamento da cacciatrice,
chitone sottile e corto, mantello, capelli raccolti, lancie e cani da
caccia, fa il gesto dell'Aposkopein, guardare per vedere lontano, gesto
che appartiene alla sua identità da cacciatrice, ma serve per spingere
noi a guardare l'Erinni, guarda e tiene a bada la situazione.
 Fotocopia: Oinochoe per vino, 360 a.c. Forma centrale di
Atena, arriva in groppa ad un grifone alato, attorno ha un nimbo
luminoso, simbolo di apparizione vera e concreta, fa anche qui il gesto
dell'Aposkopein. Oreste si sta allontanando dall'Erinni, ha la spada e
si volge indietro ad osservare, con il mantello fa segno di difesa, al
quale accorre Apollo. Erinni fa un gesto come se abbagliata
dall'apparizione di Atena.

10° Lezione 08/11/2008

Tragedia di Euripide Andromaca, Neuttolomo presentato in maniera più


positiva, reggia a Ftia, si reca a Delphi per chiedere scusa al Dio, per
l'uccisione di Achille. Durante la sua assenza, la moglie Ermione, figlia di
Elena e Menelao, Andromaca si reca sull'altare per non essere uccisa. Peleo
padre di Achille, riesce a salvarla e calmare Ermione. Teme che quando il
marito tornerà a casa, il marito si arrabbi per quello che ha fatto, minaccia di
suicidarsi. Oreste è cugino di Ermione, che doveva essere data in moglie a
lui, giunge da lei per pregarla di andare via con lui. Organizza un'agguato a
Neuttolamo, che verrà ucciso a Delphi. Non si sa se Oreste ha proprio
partecipato all'uccisione o ha solo organizzato.

 Fotocopia: Cratere apulo a volute, metà IV secolo, Neuttolomo


vittima a Delphi, riconoscibili con i nomi sul vaso. Il pittore ha
riempito gli spazi con le immagini.Tempio con colonne, ipinte in
bianco per il marmo, profondità con prospetiva, porte del tempio
aperte. Presenza dell' Omphalos, tripode e palma, simbolo di Apollo.
In primo piano altare con barriere laterali, sangue per i sacrifici.
Neuttolomo è sull'altare a cercare riparo, Oreste stavolta è colui che
minaccia, la vittima ha il braccio alzato e nel mantello per difesa,
Petaso da viaggiatore, spada nella mano destra, posizione da supplice,
è già ferito. Oreste è in agguato, posto in posizione di chi trama,
osserva la vittima. Ha il mantello è il pilos, con la mano sx ha il
fodero e con la mano dx ha la spada. Asinistra c'è una figura non
identificata, forse uno dei compagni di Oreste o uno dei Delphi, alcuni
pensano sia Pilade. Fra il registro inferiore e superiore, con il tempio,
si ha il tripode, la sua posizione sembra sia un collegamento fra le de
parti, tutti gli elementi circondano Neuttolomo, lo soffocano,
circondato da un ambiente ostile. In alto a sx c'è la Pizia, la
sacerdotessa, figura chiara dalla chiave e dalle bende, segni di orrore.
Gli sguardi sono tutti puntati sulla vittima. A destra c'è Apollo, più
disinvolto, meno partecipe, assiso in posizione rilassata, ha l'arco in
mano, ma non sembra che guardi verso la vittima, forse il tripode.
Interessante il modo in cui il pittore ha rappresentato la scena, senza
avere altri modelli a livello iconografico, ha riadattato degli elementi
che il pubblico poteva riconoscere. Ha messo lo stesso schema di
Oreste tormentato dall' Erinni, difeso da Apollo.

Ifigenia in Tauride di Euripide, anche qui scena di riconoscimento. Schema:


i due personaggi, non conoscenti casuali ma legati, si incontrano e si devono
riconoscere, uno sa dell'altro, intrigo per unire le loro forze contro
qualcun'altro. Scena interessante per il pubblico, sa già come andranno le
cose, può godere più tranquillamente la scena, sanno già chi sono i
personaggi. Scena dopo il processo di Oreste, non tutte l'Erinni hanno
accettato il cambio di posizione, alcune continuano a perseguitarle. Apollo
gli dice che deve recarsi a Tauride, a prendere la statua di Artemide e
portarla da lui, dove c'è Ifigenia, nel tempio è la sacerdotessa, ma lui non sa
che cosa troverà. Nel corso della notte fa un sogno premonitore, viene a
sapere che i visitatori vengono da Argo, decide che solo uno deve essere
sacrificato, cosi l'altro può tornare a casa a dare notizie ai suoi cari.
Ovviamente ancora non sa che quello che ha davanti è proprio suo fratello.

 Fotocopia: Cratere apulo a volute, . Simile all'altro vaso,


tempio quasi uguale, altare, Oreste non cerca rifugio, è pronto alla
morte, si appoggia su un bastone. Alle spalle dell'altare c'è l'alboro di
alloro, è simbolo di Apollo solo per rimandare alla storia di Oreste.
Assisi ed in conversazione, non interessati alla scena, ci sono Apollo e
Artemide. Accanto ad Oreste c'è Pilade, calzari per il viaggio di
ritorno, un pò perplesso dalla situazione. Dall'altra parte Ifigenia con
l'ancella che porta il necessario per il sacrificio. Ifigenia fa il gesto con
il quale si capisce che sta parlando, con la mano. Tutto sta per finire,
ma si sa che grazie a quelle parole, tutto invece sta per iniziare. La
scena scelta dal pittore è diversa dall'altra, che era raccontata e
movimentata, mentre questa è solo una scena tranquilla, un evento,
qui manca l'elemento della lettera, è interessante però che gli stessi
elementi (tempio, sacerdotessa ecc...), ma in argomenti diversi, la
sacerdotessa prima fuggiva, ora invece si avvicina. Gli animali nella
parte in alto, sono solo elementi decorativi, hanno funzione di marchio
della stessa fabbrica, pittore.
 Fotocopia: Cratere campano, 350 a.c. Oreste e Pilade in
Tauride, spazio chiuso, senso di profondità grazie ai puntini sotto i
piedi. Sono due palazzi diversi, a sx tempio e a dx palazzo. Figura di
Artemide sul tempio, non è una statua, perchè in grandezza naturale
ed è una figura mossa. Le figure centrali stanno parlando con lei.
Forse è una rappresentazione teatrale, ma forse non di Euripide.
 Disegno: Cratere apulo a volute, metà IV secolo. Ifigenia
consegna la lettera a Pilade, che è pronto a partire, con il cappello e i
calzari. Oreste è pronto per il sacrificio con la corona e appoggiato
sulla bacinella per l'evento. Ifigenia è con l'ancella che porta le offerte.
In alto Artemide in persona non è una statua, perchè ha anche la
fiaccola e la lancia. In alto a sx c'è un satiro, ha la funzione di
spettatore integrato alla scena, lo sguardo punta sulla tavoletta che
hanno in mano.