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PRINCIPI DI NEUROSCIENZE

OBIETTIVO PRINCIPALE: mostrare come nei processi emotivi, cognitivi, motivazionali e comportamentali, sani e
patologici, gli aspetti biologici siano collegati con gli aspetti psicologici.

1. PRINCIPALE TAPPE DELLA STORIA DELLA BIOLOGIA


Si deve a G. Mendel la fondamentale scoperta che l’informazione ereditaria necessaria a specificare la
costruzione dell’organismo si tramanda da una generazione all’altra per mezzo delle strutture biologiche
discrete che oggi si chiamano geni.

I geni controllano l’espressione di qualche aspetto dell’organismo.

LOCUS: Sito specifico di un cromosoma in cui è localizzato un gene.


ALLELI: geni che controllano lo stesso tipo di caratteri dell’organismo
OMOZIGOTE: i due alleli di uno stesso gene sono uguali (es: entrambi portano l’informazione per il colore
marrone dei capelli)
ETEROZIGOTE: i due alleli controllano lo stesso tipo di caratteristica ma l’informazione è diversa
GENOTIPO: costituzione genetica di un organismo
FENOTIPO: genotipo + ambiente

2. IL RUOLO DEI GENI NEL COMPORTAMENTO INDIVIDUALE

Il progetto genetico comincia a svilupparsi nella cellula uovo appena fecondata e durerà per tutta la vita. Le
funzioni dei geni:

a. Rendono gli individui tutti uguali


b. Distinguono gli uni dagli altri

3. COME INFLUENZANO I GENI IL COMPORTAMENTO INDIVIDUALE?

I. Trascrizione dell’RNA: si definisce la trascrizione dell’RNA il processo per cui un tratto ovvero gene, di
una delle due eliche del DNA viene copiato in una copia complementare di mRNA. Suddetto processo è
anche noto come “Espressione genica”.
II. Traduzione o sintesi proteica: i geni influenzano il comportamento individuale sintetizzando proteine
che determinano il modo in cui i neuroni si collegano gli uni agli antri. Le conversazioni elettrochimiche
tra i neuroni, organizzati in circuiti ed in sistemi rendono possibili tutte realizzazioni, sane e
patologiche, della mente umana.

-Teoria naturalista: i comportamenti individuali sono determinati geneticamente


-Teoria ambientalista: i comportamenti individuali sono determinati solo dall’ambiente circostante
-Prospettiva interazionista: il comportamento individuale, attraverso la connessione dei circuiti cerebrali,
si realizza attraverso una combinazione di:
→Influenze genetiche
→Influenze ambientali NATURA + CULTURA
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4. INTERAZIONE GENI-AMBIENTE

In che modo i geni ed ambiente interagiscono nell’influenzare i processi emotivi, cognitivi, motivazionali e
comportamentali? Ovvero, a che livello l’ambiente esercita la sua influenza?

I. Funzione modello: i geni servono da “stampi”. Ovvero da mezzi di replicazione affidabile. Questa
funzione modello è esercitata da ciascun gene, in ogni cellula del corpo, gameti inclusi. E’ questa
funzione a dotare le generazioni successive di copie di ciascun gene. La fedeltà della replicazione è alta
ed è un processo non regolato da esperienze sociali di alcun genere. Può essere modificato solo da
mutazioni che sono rare e spesso causali. Questa funzione del gene, di replicazione e trasmissione,
sfugge quindi al nostro controllo individuale e sociale.

II. Funzione trascrizionale: i geni determinano il fenotipo, ovvero la struttura, la funzione e le altre
caratteristiche biologiche della cellula in cui trovano espressione. Questa seconda funzione è chiamata
funzione trascrizionale. Benché quasi ogni cellula del corpo possieda tutti i geni presenti in ogni altra
cellula, in ogni dato tipo di cellula (p. es.: epatica o cerebrale) solo una frazione di geni è espressa, ovvero
trascritta. Tutti gli altri geni sono di fatto repressi.
Ciò, che rende tale una cellula epatica o una cellula cerebrale è la capacità di ogni particolare tipo di
cellula di esprimere solo un particolare sottoinsieme della popolazione totale dei geni.
Quando un gene trova espressione in una cellula esso determina il fenotipo di quella cellula: la
produzione delle specifiche proteine che definiscono il carattere di quella cellula.
Un gene possiede 2 regioni:

i. Regione codificante: codifica l’mRNA che a sua volta codifica una specifica proteina
ii. Regione regolatrice: si trova a monte della regione codificante e comprende due
elementi:
a. L’elemento PROMOTORE è un sito dove un enzima, chiamato RNA polimerasi,
inizia a leggere e a trascrivere la regione codificante del DNA in Mrna
b. L’elemento ENHACER (potenziatore) riconosce le proteine segnale che
determinano in quali cellule, e quando, la regione codificante sarà trascritta dalla
polimerasi.
III. Le influenze sociali vengono incorporare biologicamente attraverso l’espressione
modificata di specifici geni in specifiche cellule nervose si specifiche aree del cervello.
Le modificazioni indotte da fattori sociali sono trasmesse attraverso la cultura,
dunque non sono incorporate nello sperma e nell’ovulo e quindi non si trasmettono
geneticamente.
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5. I 5 PRINCIPI DEL RAPPORTO MENTE-CERVELLO

1. Primo principio mente-cervello:


a. Tutti i processi mentali (compresi i processi psichici più complessi) derivano da operazioni del
cervello. La mente rappresenta un insieme di funzioni svolte dal cervello.
I disturbi del comportamento che caratterizzano la malattia psichiatrica rappresentano anche disturbi
del funzionamento cerebrale, anche quando le loro causa sono chiaramente di origine ambientale. Ci
sono delle specifiche lesioni del cervello che producono specifiche alterazioni del comportamento e si
riflettono in tipici cambiamenti nel funzionamento del cervello.

2. Secondo principio: geni/proteine-connessioni neurali:


a. I geni ed i loro prodotti, le proteine, sono importanti determinanti degli schemi di
interconnessione tra i neuroni cerebrali e delle loro specifiche funzioni. I geni (le combinazione
di geni) esercitano un controllo significativo sul comportamento. La genesi dei principali
disturbi mentali ha una componente genetica.
b. P. es: Gemelli monozigoti : somiglianze e differenze tra gemelli monozigoti separati da piccoli
Kallmann (1938): L’incidenza della schizofrenia nel mondo era uniforme (1%), anche in contesti
ambientali e sociali completamente differenti. L’incidenza della schizofrenia tra i genitori, i figli
ed i fratelli dei pazienti era del 15%, il che mostrava chiaramente come il disturbo fosse
trasmesso dalla famiglia.

3. Terzo principio: fattori ambientali-comportamento:


a. Una modificazione dei geni, da sola, non può spiegare tutta la variabilità osservabile in un dato
disturbo mentale. I fattori sociali ed evolutivi contribuiscono in misura notevole. Come le
combinazioni di geni concorrono a determinare il comportamento, anche il comportamento ed
i fattori sociali possono esercitare un’azione retroattiva sul cervello modificando l’espressione
genica ed il funzionamento delle cellule nervose.
b. Psicopatologie ereditarie:
1. Kallman continuando gli studi sulla schizofrenia tentò di separare i fattori genetici da
quelli ambientali in popolazioni di gemelli, confrontando le percentuali del disturbo in
gemelli monozigoti e gemelli dizigoti. La tendenza dei gemelli ad avere lo stesso
disturbo è chiamata CONCORDANZA.
La CONCORDANZA della schizofrenia nei gemelli monozigoti è pari a circa il 45% (non è
dunque pari al 100%), mentre la concordanza della stessa patologia nei gemelli dizigoti
è pari a circa il 15% (non è dunque al 50%).
Kallman conclude: la maggior parte delle forme di schizofrenia si configura come un
disturbo multigenico su cui intervengono fattori evolutivi ed ambientali.
2. I disturbi psicotici (schizofrenia) a base ereditaria riflettono in parte alterazioni nella
funzione modello del gene, ovvero nella sequenza nucleotidica di diversi geni, che
portano a mRNA e proteine anomali.
3. Psicopatologie acquisite: acquisiti con l’esperienza e implicano alterazioni nella
funzione trascrizionale del gene nella regolazione dell’espressione genica.
n.b.: alcuni individui possono essere più vulnerabili a questa sindrome a causa di una
particolare combinazione di geni ereditati.
-Sindrome post traumatica da Stress
-Disturbi d’ansia
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4. Quarto principio: apprendimento/modificazione espressione genica  modificazione connessione


neurale:
a. Modificazioni dell’espressione genica indotte dall’apprendimento producono cambiamenti
negli schemi di connessione neuronale. L’apprendimento, incluso l’apprendimento che induce
una disfunzione comportamentale, si traduce in una alterazione dell’espressione genica. Tutta
la “cultura” si esprime sotto forma di “natura”.
Studi su modelli animali: L’apprendimento induce alterazioni dell’espressione genica, una delle
principali conseguenze è lo sviluppo di nuove connessioni sinaptiche:
es.: animali soggetti ad un apprendimento controllato che dava origine ad un ricordo a lungo
termine mostravano il doppio delle terminazioni pre-sinaptiche di quelli non addestrati.

5. Quinto principio: psicoterapia-riarrangiamento sinaptico:

a. La psicoterapia e la consultazione psicologica sono efficaci in quanto producono cambiamenti di


lunga durata nel comportamento attraverso il processo di apprendimento che modifica
l’espressione genica agendo sull’efficacia delle connessioni sinaptiche e riscrive i percorsi anatomici
delle interconnessioni tra i neuroni del cervello.
b. INTERVENTO PSICOTERAPICO + INTERVENTO FARMACOLOGICO
I. DOC (Disturbo Ossessivo-Compulsivo): psicopatologia caratterizzata dalla ricorrenza di:
-Pensieri indesiderati
-Ossessioni e comportamenti compulsivi ritualizzati e coscienti che sono ascritti al tentativo
di affrontare l’ansia generata dalla ossessione.
Il ruolo del sistema cerebrale Cortico-Striato-Talamico: iperattività funzionale della
sommità del nucleo caudato destro.
II. Dopo un trattamento efficace del DOC con un SSRI (fluoroxetina-farmaco inibitore selettivo
della ricaptazione della serotonina) ed un trattamento comportamentale (con tecniche di
esposizione e prevenzione delle risposte), si osserva una sostanziale riduzione dell’attività
(misurata dai livelli di metabolismo del glucosio) nella testa del nucleo caudato destro.
Dunque quando un terapeuta parla ad un paziente e il paziente ascolta, non solo si instaura
un contatto visivo e vocale, ma l’azione dell’apparato neuronale del terapeuta influenza
indirettamente l’apparato neuronale del paziente.
In generale, questra prospettiva consente di integrare approccio biologico e approccio
psicologico.