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Progetto Babele – Numero Zero

229’235 caratteri
45’634 parole
16 racconti e 16 rubriche
47 illustrazioni
50 pagine

NUMERO ZERO
MAGGIO/GIUGNO
1 2002
Progetto Babele – Numero Zero

INDICE______________________________________ EDITORIALE :

I suoi scaffali registrano tutte le possibili combinazioni


GIALLO_____________________________________________________ dei venticinque simboli ortografici (numero, anche se
vastissimo, non infinito) cioè tutto ciò ch'è datodi
Nick Slade di M.R.Capelli pg.3 esprimere, in tutte le lingue.
Tutto: la storia minuziosa dell'avvenire, le autobiografie
FANTASCIENZA______________________________________________ degli arcangeli, il catalogo fedele della Biblioteca,
migliaia e migliaia di cataloghi falsi, la dimostrazione
La strada di Vittorio Baccelli pg.17 della falsità di questi cataloghi, la dimostrazione della
Dim Secret di Lostchild pg.40 falsità del catalogo fedele, l'evangelo gnostico di
Basilide, il commento di questo evangelo, il commento
GHOST STORY_______________________________________________ del commento di questo evangelo, il resoconto veridico
della tua morte (… )
La svolta di Claude di Paolo Durando pg.9 J.L.Borges, La biblioteca di Babele

HORROR____________________________________________________ Di tutto il lavoro fatto, forse scrivere questo editoriale e’ la


parte piu’difficile, quasi emozionante.
La sedia di Fabio Monteduro pg.29 Volevo iniziare scrivendo semplicemente: ‘Hey, ce l’abbiamo
fatta’.
NOIR_ ___________________________________________________ Ma, se avessi cominciato in quel modo, a qualcuno sarebbe
venuto il dubbio che pensassimo di non farcela. Il che’ e’
Becky di Ivan Visini pg.35 completamente falso : eravamo sicuri fin dal primo momento,
e, soprattutto, siamo dei gran bugiardi…
UN RACCONTO DI… _________________________________________
Ora, voi vi chiederete, ne sono sicuro : “Cos’è Progetto
Il Creativo di Claudio Palmieri pg.5 Babele?”
I biglietti e l’improbabile di Alessandra Libutti pg.7 Rivista, fanzine amatoriale, webzine, dare una definizione e’
Nato senza camicia di Thomas Pololi pg.13 sempre difficile. Volendo provarci, potremmo dire che PB e’
Precipitando di Vittorio Baccelli pg.14 un contenitore. Uno spazio, gratuito, a disposizione di tutti
La Poltrona di Carlo Menzinger pg.40 coloro ai quali piace leggere e di tutti coloro ai quali piace
scrivere, per il solo gusto di farlo. Ma non basta, PB e’ anche
IN BREVE _________________________________________ il prodotto, oltre che della fantasia e della creativita’ degli
autori, di molte notti insonni passate a leggere ed ad
La sesta vittima di Fabio Monteduro pg.28 impaginare, di lunghe discussioni davanti al camino quando
fuori piove come Dio la manda e di molte birre scure bevute
TRADUCENDO TRADUCENDO_____ __________________________ allo Sin’e’.
Partiti senza nessun mezzo e con la sola guida di una idea,
Sherlock Holmes ed il caso dei tre studenti trad. di A. Ternera pg. 23 ancorche’ vaga, siamo riusciti a raccogliere tra queste pagine
alcuni dei nomi più interessanti tra le penne esordienti del
L’AUTORE DEL MESE _______________ nostro paese. Che sia segno che PB ancora non c’era… ma ci
voleva?
I gatti sono verdi di Daniela Manzini Kuschnig pg. 33
Il ‘no’di Daniela Manzini Kuschnig pg. 34 Chi siamo? Altra domanda interessante… Un gruppo di amici,
Chi e’Daniela Manzini Kuschnig? pg. 34 con in comune una passione, un po’ di tempo libero ed il fatto
di essere parecchio lontano da casa.
IL ROMANZO (A PUNTATE) ____________________ ____________ __
Dove trovare progetto babele? Ovviamente PB non e’ in
Take Five di Gery Palazzotto pg. 38 edicola, gli unici euro spesi per la realizzazione del numero
zero sono stati quelli utilizzati per pagare la Murphy’s (
POESIA _____ __________________________ Guinness? No, grazie. ) bevuta allo Sin’e’(che e’all’angolo…

Senza titolo di Silvia Rossetti pg. 5 ( continua a pagina 8 )


L’angolo di Pasquino di Oscar Dabbagno pg. 22
Cesso con le poesie raccolta poetica di Oscar Dabbagno pg. 28
Ascolta la sua voce di Enrico Arlandini pg. 39 Nota sui diritti d’autore :
RUBRICHE _____ __________________________
Tutti i testi pubblicati sono
Consigli di Lettura : John Fante di Thomas Pololi pg. 6 proprieta’intellettuale degli autori.
Consigli di Lettura : W.H.Hodgson di C.Ventura pg. 42 Come tali, non possono essere riprodotti, in tutto o in
La Ghost Story, un genere inglese di C.Ventura pg. 12 parte senza preventivo consenso degli autori stessi.
Il libro in primo piano : Il Colombo Divergente di C.Menzinger pg. 15
Book Reviews : Da Panama in poi a cura di C.Menzinger pg. 20 Invitiamo chiunque fosse interessato a ristampare o
Book Reviews : Mainframe a cura di C.Menzinger pg. 20 comunque ad utilizzare gli articoli ed i racconti qui
Le interviste impossibili di Alex e Pux : Willy il coyote pg. 21 presentati, a contattare gli autori,
Pausa caffe’di Giuseppe Al Khougia pg. 35
Weird Tales, storia breve di un mito di C.Ventura pg. 42
direttamente o tramite la redazione, scrivendo a:
Alchimie di Francesca Baldassarri pg. 43 progetto_babele@yahoo.it
Inquadrature di Rocco Chimera pg. 44
L’Isola della Poesia a cura di A.Cangiano pg. 45
Al Cinema con Poesia a cura di F. Lagomarsini pg. 46
La posta dei lettori pg. 48 In copertina :
Concorsi e Segnalazioni pg. 48 Baltimore (Co.Cork Ireland) foto M.Bitussi ©
I nostri autori pg. 49 Elaborazione grafica Thomas Pololi ©

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Progetto Babele – Numero Zero

GIALLO

Nick Slade di M.R.Capelli


Un detective squattrinato e fuori eta’si nasconde tra i vicoli della metropoli. Qualcuno sta cercando di incastrarlo
accusandolo di un omicidio che non ha commesso. Ma chi vuole morto il vecchio Nick, e perche’?
Nell’ambiente tutti lo conoscevano come ho fatto, e magari con un occhio pesto. Dolly... Michigan. Avevo prenotato da sei mesi, ma
Sloppy 1 Joe, e per capire il perché bastava fortuna che c’è lei nella mia vita. Lei, che mi che io sia dannato, era dal trentacinque che
guardarlo. Ma credo si chiamasse Joe Smith, o guarda con un mezzo sorriso e poi va in cucina non mi divertivo tanto...”.
qualche cosa del genere. In ogni caso, non fu a preparare il caffè. E’ solo quando la vedo Stupido irlandese chiacchierone. I due
facile trovarlo. Eppure, se ne stava lì, sporco tornare con la tazza fumante che capisco che poliziotti erano ancora nell'altra stanza,
ed immobile, seduto con gli occhi sbarrati su vale la pena di affrontare un’altra schifosa distratti da Dolly. Lentamente mi avvicinai
quella schifosa panchina del parco. La testa giornata. Di donne ne ho conosciute, ai miei alla porta, fingendo di cercare la giacca. Poi si
gettata all'indietro, le gambe tese ed il cappello tempi, credetemi, ma come lei non ce ne sono trattò solo di chiudere il catenaccio, sferrare un
storto. Gli scostai la giacca, c'era un piccolo molte in giro. Sono dieci anni che ogni mattina calcio alle palle di O'Brian, afferrare la fondina
foro sulla camicia sudicia proprio all'altezza guardandomi allo specchio mi chiedo come appesa all'armadio e saltare dalla finestra.
del cuore. Qualcuno era arrivato abbia potuto innamorarsi di un tipo come me. Giusto per spiegargli come mai dopo trent'anni
all'appuntamento prima di me ed aveva fatto Voglio dire, una come lei avrebbe potuto avere era ancora sergente. E' un salto di un paio di
un buon lavoro, appena un anello di sangue ed chiunque. Tutti quelli che la conoscevano ne metri, e dieci anni fa me la sarei cavata
una bruciatura sulla stoffa. E' quasi incredibile erano innamorati. Io, Jim, Clay... tutti i ragazzi meglio, comunque ero nel vicolo prima che il
che un uomo possa morire per così poco. Anzi, del pub di Johnny le morivano dietro, sergente riuscisse a rimettersi in piedi ed ad
due uomini, perché, sistemando Sloppy, compresi un paio di fottuti italiani coi baffetti affacciarsi alla finestra. Entrai nel retro del
avevano fregato anche me. Senza la sua che si facevano passare per pezzi grossi di Ristorante Cinese, conoscevo la strada e non
testimonianza non c'era santo che potesse Cosa Nostra. era la prima volta che passavo di là. Il vecchio
salvarmi, così decisi che non era neppure il Purtroppo quella mattina le cose andarono Chan, vedete, mi doveva più di un favore.
caso di andarmene. Mi sedetti di fianco a quel diversamente ed a svegliarmi non furono le
dannato ubriacone e presi una sigaretta dolci manine di Dolly, ma quelle decisamente
dall'impermeabile fradicio. Pioveva ancora. meno gentili del sergente O'Brian. Non gli
Come può piovere solo nelle prime ore del pareva vero a quel dannato irlandese di avermi
mattino quando, qualunque cosa tu faccia, non incastrato. Non gli ero mai piaciuto, fin dai
riesci a tenere asciutto un centimetro di pelle. tempi in cui ero uno sbirro anch'io. Poi c'era
Era la solita maledetta pioggia di questa stata una brutta storia di spionaggio industriale
maledetta città, e sapeva di smog e di traffico. e c'era scappato il morto. Ok, lo ammetto, non
Tutto il parco puzzava di marcio - o forse era ero proprio pulito, quella volta, ma O'Brian
Sloppy? - e le torri di vetro stampate sul cielo non era riuscito a provare nulla e se l'era legata
di piombo sembrava le avessero messe lì per al dito.
dirti: "Ehi, amico, questa è NewYork, la città " Questa volta ti ho fregato, Nick! ",
delle occasioni". sghignazzava.
Già, delle occasioni perdute. Dolly stava appoggiata alla spalla della porta,
in camicia da notte, e guardava sia me che il
In realta’, quel che mi piaceva meno in quella sergente. Aveva una strana espressione, come
dannata storia, era che non riuscivo a ricordare l'ombra di un sorriso. Ma non sono mai stato
come diavolo fosse iniziata. L'ultima cosa che capace di capire che cosa le passi per la testa e
ricordavo era il Bar di Johhny, all'angolo fra la poi non ricordo bene. Avevo la bocca
impastata e mi sembrava che mi scoppiasse la Mi accomodai meglio sulla panchina ed accesi
trentaduesima e la sedicesima. C'eravamo io,
testa. Era molto più facile capire che cosa un'altra sigaretta. Ci mettevano molto ad
Jim e Clay, come tutte le sere da almeno dieci
stessero pensando i due poliziotti nell'altra arrivare, gli sbirri. Mi venne anche la
anni. Jim è un tenente di polizia... o meglio, lo
stanza mentre la guardavano. E non avevano tentazione di scappare, lo confesso. Ma non
era. Anch'io ero poliziotto, una volta. Prima
torto. Per Dolly sembra che il tempo non passi, avrei saputo dove andare, e cinquant'anni sono
che un certo procuratore decidesse che i miei
è più bella oggi a trent'anni di quando l'ho troppi per mettersi a fare i vagabondi con la
metodi non gli piacevano. Ma questa è un'altra
conosciuta e faceva la ballerina nel Night di legge alle calcagna.
storia e ve la racconterò un'altra volta. Clay,
Corleone. Se aveste visto le curve che la seta E poi mi faceva male la schiena per essere
invece, è musicista e da alcuni anni suona il
le disegnava addosso e i capelli neri che le stato per tre giorni nella cantina troppo bassa
sax proprio da Johnny, tutte le sere. Jim diceva
cadevano sulle spalle, capireste perché non mi di una rosticceria di Chinatown a mangiare
sempre che non avrebbe dovuto frequentare
fregava niente delle parole di O'Brian. porcherie ed a leggere quel che scrivevano i
gente come noi, ma scherzava, e noi lo
" Questa volta ti ho fregato! ", gongolava, giornali a proposito di tutto quel pasticcio.
sapevamo. Eravamo amici da sempre, noi tre.
"Hai fatto l'errore più stupido della tua stupida Jim era stato trovato in un vicolo di Brooklyn
Quella sera Clay aveva smesso presto di
vita. Sapevo che prima o poi ti avremmo con due proiettili nello stomaco. L’ora del
suonare, lo sostituiva un jazzista ebreo. Un
beccato, investigatore privato Nick Slade, ma decesso era stata fissata tra le due e le quattro.
tipo magro e buffo, con pochi capelli e gli
così è anche troppo facile. " Nessun testimone, come sempre quando muore
occhiali spessi. Suonava il clarinetto e non se
" Già. " Lo guardai negli occhi, se non avessi un poliziotto. I due proiettili provenivano da
la cavava neanche male.
avuto tanto mal di testa, quel che diceva una 22 come la mia e dal tamburo della mia
Poi devo avere bevuto. Come al solito, del
avrebbe potuto interessarmi. Cominciai a pistola, avevo già controllato, ovviamente,
resto. Beh, forse anche più del solito, l’ultima
vestirmi, lentamente. mancavano due colpi. Il barista aveva
cosa che ricordo è che Clay e Jim avevano
" Quello che non capisco è il movente. Oh, sei dichiarato che noi tre ce n'eravamo andati
dovuto faticare parecchio per caricarmi in
una dannata carogna, a te piace ammazzare la verso le due, sulla macchina di Jim. Clay
macchina. Dovrei smettere di bere, lo so, non
gente. Eri entrato nella polizia per questo... aveva raccontato di essere stato il primo a
reggo più il whiskey come una volta. Che poi
Però Jim era forse l'unico amico che avevi... scendere dall’auto e di essere rientrato presto a
il mattino dopo mi sveglio fra le braccia di
Beh, si arrangerà il giudice. A me basta la casa sua, pare ci fosse una testimone della
Dolly senza ricordare un accidente di quel che
soddisfazione di essere qui. Quando, stanotte, quale i giornali non facevano il nome. Una
mi han detto quel che era successo, ho delle sue amichette, pensai. Neppure di Dolly
1 In ‘slang’: puzzolente. N.d.R. rinunciato alle ferie ed alle trote del lago si parlava, ma la vecchia che ci abita di fianco

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Progetto Babele – Numero Zero

aveva raccontato a poliziotti, giornalisti e poi a cavarsela. Non era neppure la prima Fregato come un pivello, ma che volete che vi
curiosi che ero tornato a casa dopo le quattro, volta che gli chiedevo di tirarmi fuori dai guai. dica? Così va la vita, e non si fa questo
completamente ubriaco. Dannata pettegola, a Si passò per l’ennesima volta la mano fra i mestiere per tanti anni senza averlo capito.
lei avrebbero dovuto sparare. Mi piacerebbe capelli sudati e si accese un’altra sigaretta. Gli Comunque sia, il caso è chiuso, visto che sono
sapere che gusto ci trovi a segnarsi sul cadde l’accendino dalla mano e, quando mi già venuti a dirmi che domattina all'alba mi
calendario tutte le volte che mi sbronzo. Come chinai per raccoglierlo, lo vidi chiaramente, da legheranno a quella dannata sedia.
se non bastasse, vicino al morto era stato sotto il tavolo che gettava un’occhiata ansiosa Hey, poco male. Non state in pena per il
trovato il mio portafogli, la sua auto era verso la porta del bagno. vecchio Nick.
parcheggiata sotto casa mia e qualcuno dei Lo fissai dritto negli occhi. Avevo la netta Ne ho viste tante, perfino troppe, in vita mia
ragazzi del pub si era premurato di raccontare sensazione che in tutta la scena ci fossero ed in fondo, siamo sinceri, come detective non
- imbecille - che quella sera io e Jim avevamo parecchi dettagli fuori posto, ma non mi sono mai stato un granche’.
litigato di brutto. Sai che novità, sono riusciva di capire perche’. Tanto vivere...
vent'anni che litighiamo ogni sera. “ Mi servono diecimila dollari, Clay. Subito.” Perché?
Per un momento gli passò sul viso Non c'è amore a sufficienza
Jim, vecchio stupido. Farsi fregare in quel un’espressione di sollievo. e il sentiero è noioso.
modo. Ma ero sicuro che avrei trovato il “ Hai intenzione di lasciare la città?” Sussurrò G.Lorca
bastardo che lo aveva fatto secco. aggrottando la fronte.
Il vero guaio, era che non ero proprio sicuro di Scossi il capo. Marco R. Capelli © 1996
non essere stato davvero io. “ Sta bene, ho solo bisogno di un po’ di Marco_roberto_capelli@yahoo.com
tempo...”
Poi è arrivato quel messaggio, il messaggio di “ Non sono stato io, Clay.”
Sloppy Joe voglio dire. Sloppy e’, o meglio, Mi guardò stringendo gli occhi. “ Lo so, Nick.
era, un vecchio alcolizzato che, una volta, Lo so.” CITAZIONI CITABILI
quando ancora riusciva a raccattare qualche Andarmene fu ancora più semplice, il
dollaro, frequentava il bar di Johhny. Non so poliziotto giù in strada se ne stava semi- Le undici regole dello scrittore
chi gli avesse detto che stavo da Wong. addormentato sotto l’insegna di una rosticceria secondo Henry Miller.
Diceva di aver visto l'assassino, l'altra sera al ed io gli passai alle spalle sorridendo.
ponte, e di avere paura, perché anche Due giorni dopo avevo i verdoni tra le mani ed
1 - Lavora ad una cosa per volta fino
l'assassino aveva visto lui. Voleva diecimila un appuntamento con Sloppy Joe.
dollari per fuggire dalla città ed in cambio mi a che non l'hai finita.
avrebbe raccontato tutto. A cose fatte era Guardai Sloppy - forse avrei dovuto chiudergli
anche disposto a venire in tribunale. gli occhi - e mi venne voglia di ridere. Io e 2 - Non iniziare nuovi libri, non
Per trovare il denaro dovevo rischiare. Tornare Sloppy stecchito, su quella panchina aggiungere altro a Primavera
da Dolly era impossibile, la casa era dovevamo formare davvero una bella coppia! Nera.
sorvegliata, ma potevo raggiungere Clay. Finalmente arrivò la polizia, e davanti a tutti il
Era notte fonda quando mi azzardai a strisciare grasso O'Brian che mi restituì con gli interessi 3 - Non essere nervoso. Lavora con
fino alla scala di servizio. Clay abita in un loft quanto gli avevo dato. Devo essere svenuto
calma, allegria e
adesso, uno di quegli strani appartamenti senza pronunciare una parola, non si arriva a
ricavati nei vecchi magazzini in disuso del cinquant'anni senza avere imparato a perdere. spregiudicatezza a qualsiasi
centro. Roba da ricchi o da artisti, ed il cosa tu abbia fra le mani.
ragazzo appartiene un po’ a tutte e due le Il resto è tutto sui giornali. Sono ormai tre
categorie. Ha inciso un disco e comincia a fare mesi che me ne sto in carcere. I compagni di 4 - Lavora secondo il programma e
soldi, del resto se lo merita, non suona male. cella, quando hanno saputo che sono un ex- non secondo l'umore. Fermati al
Una volta ero io quello del gruppo che aveva poliziotto, hanno creduto bene di rompermi momento stabilito!
sempre le tasche piene di verdoni. Ma le cose qualche dente. I poliziotti, visto che credono
cambiano. Dal pianerottolo potevo scorgere la che io abbia fatto fuori un loro collega, hanno
5 - Quando non riesci a creare non
sagoma scura dell’agente di guardia, sulla fatto il resto. Ma a parte questo non si sta così
strada principale. Sperai che non mi vedesse e male. Mi rodeva solo la voglia di capire chi mi puoi lavorare.
salii l’ultima rampa strisciando contro il muro. avesse incastrato, poi la settimana scorsa sono
Entrare fu facile, gli ho sempre detto che è venuti a trovarmi Clay e Dolly. Stanno insieme 6 - Concretizza qualcosa tutti i giorni
pericoloso lasciare la chiave sotto lo stuoino. ora, non che me ne importi, sia chiaro. Magari invece di aggiungere nuovi
Allo scatto secco della serratura fece eco il avrei preferito se avessero aspettato ancora un stimoli.
rumore leggero di un paio di piedi nudi che si poco, ecco tutto. Lei era anche più bella del
allontanavano, piedi di donna. Clay uscì solito, volevo avvicinarmi alla grata ma una 7 - Non perdere lo spirito! Vedi
seminudo dalla stanza da letto, imprecando, in guardia mi ha colpito alla schiena.
gente, va' in giro, bevi, se ti va
mano aveva una pistola. “E’ così che si " Ehi, Nick, come va? " Dio, il suo sorriso...
accolgono gli amici?” chiesi. Mi guardò con continuavo a guardare le labbra muoversi di farlo.
l’espressione di chi ha appena visto un mentre le sue parole mi rimbalzavano nel
fantasma. Probabilmente non avevo un cervello. 8 - Non sei un cavallo da soma!
bell’aspetto. " ...insomma, è stato Clay a far fuori Jim e Lavora solo se lo fai volentieri.
“ Scusa se ti disturbo, non sapevo che avessi quel barbone... E' da un pezzo che siamo
compagnia” amanti... Il difficile era sbarazzarci di te, a 9 - Ignora pure il programma se
“ Che dici, Nick? ... ero solo, non riuscivo a volte sei una bella scocciatura, sai? ... Jim vuoi... ma torna a seguirlo il
dormire. Fa caldo. Ti ha visto qualcuno aveva capito e te ne avrebbe parlato, non
giorno dopo. Concentrati.
entrare?“ potevamo permetterglielo... così ci è venuta
Mi alzai per scostare le tendine della finestra. l'idea... Non sei troppo arrabbiato, vero Nick? Seleziona. Escludi.
“ No, non credo, il tuo angelo custode è ancora "
fermo davanti all’idrante.” Io l'ho guardata e, naturalmente, le ho detto 10 - Dimentica i libri che vorresti
“ Ti stanno cercando, lo sai. Se resti qui... “ che no, non m’importava. Non era vero, e lei scrivere, pensa solo al libro che
“ Ho bisogno di aiuto. “ lo sapeva benissimo, ma era l'unica vendetta stai scrivendo adesso.
Lo guardai bene. Avevo di fronte a me un che potessi prendermi. Poi Dolly se n'è andata
uomo terrorizzato, ma non riuscivo a capire ancheggiando e tutte le guardie si sono voltate. 11 - Prima pensa a scrivere, sempre.
perché. Clay non è mai stato un vigliacco, anzi Ehi, Clay, non ti sei chiesto chi sarà il
La pittura, la musica, gli amici,
è il tipo d’uomo che si ficca nei pasticci prossimo?
soltanto per il gusto di vedere come riuscirà il cinema, tutte queste cose
vengono dopo.

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Progetto Babele – Numero Zero

Un racconto di CLAUDIO PALMIERI

Il Creativo
Certi mestieri non sono per tutti. Richiedono fantasia, immaginazione ed una esecuzione perfetta. Per fortuna ci sono
in giro professionisti come Mark.

ark chiuse le tende lasciando Questa componente era molto stimolante senza fermarsi, guardo' tra le spalle della
fuori il sole caldo e la luce e gli comportava molte sfide cerchia di persone. Localizzo'
intensa. Si diresse verso la professionali: doveva districarsi con immediatamente l'oggetto di tanto
scrivania al centro della lingue diverse, reperire le attrezzature interesse: era un uomo esanime, disteso a
stanza e comincio' a riporre necessarie in loco e in ogni nuovo posto, terra tra la strada ed il marciapiedi. Il
accuratamente i suoi attrezzi nello zaino doveva in breve tempo acclimatarsi per volto dell'uomo era insanguinato, ma, con
di tela nero di quelli porta computer, poter preparare il lavoro e operare con un rapido sguardo da professionista,
compatti e con un posto per ogni cosa. tranquillita'. Mark ne focalizzo' la fronte: aveva un
foro di proiettile proprio in mezzo agli
A coloro che gli chiedevano quale fosse Un'altra componente interessante del suo occhi.
il suo lavoro diceva di essere un creativo. lavoro era lo studio dei destinatari dei
Gia', gli piaceva questa definizione: suoi servizi. Mark doveva studiare la loro Una smorfia gli si dipinse sotto gli
creativo. Riteneva fosse quella piu' vita, imparare i loro orari e le loro occhiali scuri. Mark giro' la testa e
calzante per il suo lavoro. In qualche abitudini. Il suo lavoro andava plasmato guardando davanti a se' accelero' il passo
modo cio' che faceva di professione era su di essi. In piu' c'era da considerare che per allontanarsi da quello spettacolo
basato sull'inventiva e richiedeva una ogni volta si trovava a farlo con persone cruento. Gradualmente, con il vociare
buona dose di creativita'. Attenzione diverse, sempre diverse. Una bella sfida. della folla sempre piu' lontano,
pero', non era qualcosa di aleatorio o l'espressione di disgusto si trasformo' in
effimero; al contrario, esso richiedeva Terminata la sua rapida ispezione Mark un sottile sorriso di soddisfazione mentre
sempre una progettazione attenta e non indosso' lo zaino ed usci' dalla stanza. nella sua mente da creativo si faceva
lasciava molto spazio all'istinto. Per Getto' un ultimo sguardo verso l'interno largo un pensiero:
ciascun caso che gli veniva affidato, poi chiuse la porta e si avvio' verso le "Anche questa volta hai fatto un buon
Mark doveva prepararsi con uno studio scale. Mentre scendeva penso' con lavoro".
preliminare a tavolino, doveva pensare in soddisfazione alla buona scelta che aveva
anticipo alle strategie da applicare ed fatto anche questa volta: non era facile
anche prevedere gli eventuali trovare il posto ideale per ogni lavoro. © Claudio Palmieri
inconvenienti per poter intervenire per Ogni volta doveva usare un luogo diverso claupalm@yahoo.com
tempo. Nel suo lavoro, una cosa andata e doveva selezionarlo accuratamente. Il
storta avrebbe potuto compromettere luogo dove lavorare era fondamentale per
irrimediabilmente il risultato finale. Poi, lui: doveva trovare un posto che avesse la
nell'applicazione del progetto, doveva giusta posizione, la luce adatta e, allo
Ho visto due cani baciarsi,
dare il meglio di se', far collimare tutto stesso tempo, fosse tranquillo e discreto.
mantenendo la mente lucida e l'emotivita' Questa ricerca per ogni lavoro gli in strada l’uno,
sotto controllo. comportava un gran dispendio in tempo l’altro in un recinto.
ed energie, ma alla fine pagava sempre. Si baciavano.
Una volta che Mark ebbe terminato di E nulla aveva importanza,
rimettere la sua attrezzatura nello zaino, Arrivato in fondo alle scale Mark
neanche che
si diede un'occhiata attorno per verificare percorse il breve corridoio che lo
che tutto fosse in ordine. L'attenzione al separava dall'uscita e, una volta aperto il uno fosse in un recinto.
particolare era un'altra costante della sua portoncino, fu investito dal caldo e I cani si annusavano
professione: nulla doveva essere fuori dall'intensa luce del sole. Inforco' i sottili e scodinzolavano,
posto. Questa necessita' si adattava bene occhiali scuri e comincio' ad avviarsi ma c’era sempre
al suo carattere perfezionista fino verso l'angolo dell'edificio.
quel recinto.
all'ossessione; la sua metodicita' ed il
rispetto delle procedure erano delle Era l'ora di punta e la gente cominciava Guaivano e saltellavano
caratteristiche che lo avevano aiutato a gia' ad accalcarsi sulla strada, mentre in lungo,
concludere sempre con successo i suoi lontano si sentiva il suono di qualche ma non finiva mai
incarichi. sirena, colonna sonora consueta per quel recinto.
quella citta'. Mark con passo deciso si
Si baciavano.
Certo, guardandola dal di fuori, si poteva diresse proprio verso la strada dove la
pensare che la sua fosse un'attivita' un po' piccola folla si stava radunando. Un Ma c’era sempre
ripetitiva; in fondo i suoi clienti gli poliziotto cercava di tenere indietro i piu' quel recinto.
chiedevano sempre la stessa cosa. Il bello curiosi. Sapevano di quel recinto,
pero' stava nel fatto che ogni volta si eppure si baciavano.
trovava a lavorare in una citta' diversa e Mark si avvicino' al capannello dei
spesso anche in una nazione diversa. passanti che si era appena formato e,
Silvia Rossetti

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Progetto Babele – Numero Zero

CONSIGLI DI LETTURA

JOHN FANTE
John Fante ovvero "uno che sa scrivere – C.B."
A ovest di Roma di Thomas Pololi
FAZI Editore 2002
Prezzo : 8.5 Euro. Caso vuole che Charles
Bukowski (lo scrittore
più maledetto
Un giornalista del Los Angeles Times d’America),
ebbe occasione di scrivere, a proposito rispolverando libri in
di John Fante, che le sue storie una biblioteca di Los
sembrano essere scritte “usando Angeles, si ritrovasse
immagini di mattoni e cemento”. tra le mani una vecchia
copia di Chiedi alla
West of Rome (A ovest di Roma), recentemente ripubblicato da polvere, John Fante.
FAZI Editore, e’, in realta’, la fusione di due romanzi: nel primo «Eureka!», avrebbe
Fante ci racconta di come sia difficile crescere nell’America gridato Archimede.
deglia anni venti, nel secondo, di come sia ancora piu’ difficile Bukowski si limitò a
invecchiare, mezzo secolo dopo. definire Fante «uno che
non ha paura delle
"The Orgy" (L’orgia) e’ ambientato nella citta’ di Boulder, emozioni» e, in un racconto, lo presentò al suo ormai vasto
Colorado, nel 1925. Il narratore e’ un ragazzino cattolico ed un pubblico come «il più grande scrittore vivente».
po’ naïve che riceve una inattesa iniziazione alla realta’ della
vita quando accompagna il padre (un muratore di origini Fante riemerse dalle sue ceneri, ma si rifece cenere poco dopo,
italiane) ed un amico per un ‘drinking-weekend’ in una miniera nel maggio 1983, morendo proprio mentre la Black Sparrow
abbandonata. Press, casa editrice di Bukowski, ristampava le sue opere.
E’ la storia di una forte disillusione, eppure scivola via leggera,
raccontata con la caratteristica ironia quasi gentile di John Fante. John Fante nasce nel 1909 a Boulder, Colorado, da emigrati
abruzzesi: Nick Fante, muratore violento e blasfemo, e Maria
My Dog Stupid (Il mio cane Stupido), e’ ancora una narrazione Antrilli, scampata d’un soffio alla vita monastica (per sposarsi
autobiografica. Una storia permeata di black-humour che ci con Nick).
arriva dall’altro estremo della vita dello scrittore, ora un
invecchiato e disilluso sceneggiatore. Rinchiuso nella sua villa Una famiglia povera, piena di contraddizioni ma volenterosa,
di Malibu, Fante coltiva l’impossibile fantasia di abbandonare nei cui confronti Fante infante vive un rapporto di amore-odio
una famiglia sulla quale non ha nessun controllo ed di fuggire a che scaturirà dalla sua prosa senza patinature.
Roma. Magari soltanto per "a cup of cappuccino at a little table
on the Piazza Navonne, a raven-haired girl at my side.", per Così come il razzismo dei WASP (White Anglo-Saxon
prendere un cappuccino in un caffe’ in Piazza Navona, con Protestant) nei confronti degli italiani, sprezzantemente
accanto una ragazza dai capelli scuri. chiamati dago, il desiderio di rivalsa, di fuga e di ricchezza di
Eppure sa, in qualche modo, di non poter fuggire da quella Fante adolescente, pieno d’emozioni ed energia e forse un po’
moglie stressata, dai quattro figli ribelli, da quella casa, al limite folle.
del mondo, dai surfisti abbronzati e unti. My dog Stupid e’ un
romanzo dolorosamente onesto, che propone una immagine A 23 anni John scappa da Boulder per cercare successo come
senza filtri della vita di una famiglia Americana in un quartiere scrittore a Los Angeles.
‘bene’di Los Angeles durante la guerra in Vietnam. Si mantiene facendo mille mestieri mentre scrive i suoi romanzi
C.Ventura migliori: Aspetta primavera, Bandini, Chiedi alla polvere,
Sogni di Bunker Hill e altri.

Ma non ottiene il successo sperato, e cade nel dimenticatoio.


Nel ’37 sposa Joyce Smart, WASP, e mette su famiglia. Per
mantenersi scende a patti con Hollywood, scrivendo
sceneggiature per film di serie B.
Così facendo può permettersi una vita agiata, ma talmente grigia
da inibire quasi del tutto la sua ispirazione.

La sua vita d’adulto è resa perfettamente nel romanzo breve Il


mio cane Stupido, pubblicato postumo con il racconto L’orgia,
in A ovest di Roma (Fazi editore).
Quasi tutti gli altri suoi romanzi, sono editi da Marcos y Marcos.

West of Rome – Black Sparrow Press 1986 ©Thomas Pololi

I grandi non capiscono mai niente da soli, ed è faticoso, per i bambini, dovergli dare continuamente delle
spiegazioni...
A. de Saint-Exupéry

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Progetto Babele – Numero Zero

Un racconto di ALESSANDRA LIBUTTI

I biglietti e l'improbabile
“Il tennico”, prima o poi, nella vita, tutti ne incontriamo almeno uno…

ono le dieci e trequarti del mattino e Termini è già Ecco ora finalmente il turno del “tennico”. Questa volta gli
una bolgia. I nostri biglietti sono all'interno di un siamo direttamente alle spalle e puntiamo gli occhi per capire se
rivenditore elettronico in attesa di essere ritirati. A quest'aggeggio sia veramente il frutto di un trattato astronomico
dividerci da essi, come Mosé dalla terra promessa, sulla teoria dei Quanti. Lo schermo funziona a contatto digitale.
tre individui improbabili ma altamente comuni: La prima videata propone il primo inquietante quesito: "scegli la
l'apoteosi del viaggiatore. Sono nell'ordine: pole position - una lingua", sotto ci sono quattro bandiere, italiana, britannica,
suora in avanzata menopausa, seconda fila allo starter - francese e tedesca con relativa lingua scritta accanto, di cui una
chiattella confusa, seguita da, motore rombante, il più temuto sola "italiano" è appunto in italiano. Il “tennico” guarda lo
degli individui, quello che Benni in "Bar Sport" ha schermo perplesso muovendo la testa a destra e sinistra
magistralmente descritto come il "“tennico”" (e gli sarò sempre frettolosamente, poi armato di coraggio, avanza una mano verso
grata per avermi insegnato a riconoscerlo in ogni circostanza). lo schermo, ma sembra subito ripensarci come se la scelta della
lingua sia una questione di vitale importanza che non ammette
Il “tennico” è un classico “tennico”: alto uno e settanta, sulla
cinquantina, volto abbronzato e translucido (al contrario del
resto del corpo che s'intravede lattiginoso). Capello scuro e
squadrato, borsello in pelle marrone, camicia in velluto blu
aderente con taschini borchiati. Praticamente un'icona dei '70 di
borgata. Lo osserviamo agitarsi impaziente davanti a noi mentre
la suora (che oltre ad essere rincoglionita è anche straniera e la
dinamica della banconota nostrana le è poco congeniale) è già la
terza volta che ricomincia la procedura daccapo senza venirne
appunto capo. Il “tennico” ovviamente sa tutto, ha il Corriere
dello Sport sottobraccio ed è esperto di tutto. Osservando la
suora attende il momento d'intervenire. Poi, spinto da un
impulso irrefrenabile, dato dalla sua natura di “tennico”, si avvia
in avanti e prende in mano le redini della situazione. La suora
sorride. A quel punto si entra in una vera e propria sequenza alla errori. Passato il primo ostacolo, il secondo trafigge il “tennico”
Stanlio e Olio. Soldi cadono, borse vengono raccolte, pulsanti da parte a parte: "scegli il servizio". O-M-I-O-D-I-O.
premuti, funzioni ripetute, lucette freccianti, cambi posizione. Il
“tennico” davanti alla suora, la suora accanto al “tennico”, Due rettangolini si frappongono tra lui e la partenza: "emissione
suora, “tennico” e chiattella allineati, la borsa della suora sul biglietti", "ritiro prepagati". Rivoli di sudore gli scendono dalla
monitor, la suora con il borsello, la chiattella con la borsa della fronte, si accoccola sullo schermo in cerca di concentrazione,
suora. Il tutto ritmato dalla voce del “tennico” che spiega a suora come se gli sguardi di noi dietro siano la ragione portante della
e chiattella la storia del rivenditore dei biglietti elettronico dalla sua incapacità di scegliere, oppure pensa che gli stiamo
preistoria ad oggi. Dopo circa quindici minuti di questa copiando un compito in classe. Dopo un ambarabaccicciccoccò
manfrina, miracolosamente un biglietto viene vomitato, opta per i prepagati trovandosi davanti ad una richiesta di codice
commuovendo la suora fino alle lacrime che si dirige che lo conduce praticamente alle lacrime, tira un pugno alla
felicemente al treno ignara di essere probabilmente stata spedita macchina e ricomincia da capo "scegli la lingua". Adesso
a Bari invece che Aosta. dovrebbe essere più facile ma non è sicuro di ricordarsi bene.
Ripassa in rassegna la bandiera tedesca e quella inglese. Segue
le linee, fa la conta dei colori. E' confuso. Si perde tra la
francese e l'italiana ed ha una crisi d'identità. Capiamo che si sta
E' ora il turno della chiattella. Stessa scena con due varianti: lo innervosendo. Voilà, si ripassa al secondo ostacolo che prima gli
sguardo della fanciulla convinta che lui sia un vero genio-eroe; è stato fatale: "scegli il servizio". "Emissione biglietti" e "ritiro
lo sguardo del “tennico” sospeso tra una scollatura leggiadra e prepagati" lo attendono al varco come in "Mezzogiorno di
due chiappette accarezzate da un paio di jeans aderenti. Il fuoco" (infatti è dalle undici che siamo in fila e non manca
“tennico” si fa audace. E' ora un laureato in informatica molto alla mezza). Siamo sul fifty-fifty. Ce la farà? Ricorderà?
applicata alla biglietteria automatica. Praticamente scopriamo Tachicardia. Sarà il termine "emissione" a dargli l'ansia?
che l'ingegnere che ha progettato le macchinette è proprio lui o Chiudiamo gli occhi. Sceglie "emissione". Tiriamo un sospiro
almeno un suo parente stretto. Seguono elogi raffinati alle pensando che ce l'abbiamo fatta, ma ci sbagliamo perché il bello
Ferrovie dello Stato. La cadenza è quella tipica da “tennico”. deve ancora venire. Adesso infatti lo attendono schermi con
Inflessione sapientemente strascicata. Accento periferia-Tufello, scelta di stazione partenza, schermi con stazioni d'arrivo,
incapacità assoluta di pronunciare: gl, cn, gn. Parla di tenologia, schermi di scelta fascia oraria, inserimento numero passeggeri,
punni, queii, e meii. Nonostante ciò, l'emissione del biglietto richiesta di prenotazione, metodo di pagamento. Praticamente
richiede sette tentativi, tre segnalazioni di "procedura errata", un un'impresa ai limiti dell'impossibile davanti alla quale la scalata
nostro sbadiglio, un applauso unanime di alcuni giapponesi dell'Everest diventa una scampagnata tra amici. Il “tennico”, è
accodati alla fila accanto dopo un calcio al dispenser del convinto di essere un genio interplanetario ma ha voglia di
“tennico” che, oltre a riportargli fratture multiple, consegue la piangere allora si agita. Poi si innervosisce. Infine, dopo aver
fuoriuscita del biglietto ad effetto catapulta. ricominciato per ben cinque volte l'intera procedura, mentre il

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Progetto Babele – Numero Zero

tragico quesito "scegli la lingua" (al quale ancora ha difficoltà a LA TRACCIA A


rispondere) gli si presenta per l'ennesima volta davanti in un
rigurgito di strazio, esplode. Lo sentiamo imprecare, Ovvero : Progetto Babele non sarebbe una vera rivista se
bestemmiare, rivolgersi a tutti i santi con santa pupa e santo non tentasse di coinvolgere un po’ i propri lettori. Ogni
cacchio in prima linea contorniati da porchi qui e porchi là. numero infatti ospitera’ una ‘traccia’ o spunto per un
Dopo venti minuti (nel corso dei quali si è lussato un polso a racconto. Tutti i lettori possono cimentarsi nello sviluppare
furia di sbatterlo sullo schermo, ha perso tre chili e si è una storia partendo dalla traccia proposta, gli elaborati
destratificato di vari capi di abbigliamento al fine di raggiungere vanno inviati a : progetto_babele@yahoo.it, tempo
il giusto grado di concentrazione) miracolosamente è davanti massimo 30 Luglio 2002, lunghezza limite 3000 caratteri.
all'ultimo ostacolo: deve inserire nella macchinetta trentotto mila Ovviamente i tre migliori elaborati saranno pubblicati sul
cinquecento lire e non ci riesce perché la macchinetta non gliele numero uno della rivista! Buon lavoro.
prende, sebbene continui a premere il tasto VISA invece che
BANCONOTE e insiste pure. E' a quel punto che, esasperati,
con un colpo di mano afferriamo i soldi, li infiliamo in quella IL DONO traccia di C.Ventura
cazzo di macchinetta e gli facciamo uscire il biglietto. Paolo si sveglio’, come ogni mattina, stirandosi pigramente. Poi
scese dal letto, il pigiama, troppo corto, gli solleticava gli stinchi
mentre con i piedi nudi cercava le pantofole, che non c’erano
Poco dopo lo vediamo allontanarsi verso i binari ,barcollando ed proprio. Sembrava davvero una mattina come tante, e, come
imprecando contro l'inefficienza delle Ferrovie dello Stato e il sempre, era in ritardo.
E’ difficile sospettare che il destino possa venirci a cercare proprio
caro-vita.
in una mattina uguale a tutte le altre.
© Alessandra Libutti
In bagno, si lavo’ gli occhi assonnati e si guardo’ nello specchio.
alex@mask23.freeserve.co.uk
Trent’anni, una laurea in economia e commercio, un impiego in
Editoriale ( continua da pag. 2 ) banca, una Fiat Punto blu acquistata a rate, occhiaie sempre piu’
… tra Mc Curtain Street e Patrick’s Bridge per chi (ma chi?) non lo pronunciate, una leggera stempiatura, un fidanzamento decennale
sapesse) dopo il lavoro. In effetti questo era il grosso ostacolo, fin con una compagna di scuola. Tutto in ordine, tutto come al solito.
dall’inizio: non volevamo realizzare una rivista ‘on line’, ce ne sono Gli cadde il sapone, lo avrebbe raccolto al ritorno, penso’, visto
già’ tante, tutte molto valide ed, in più’, noi siamo tutti vecchio stile che adesso era veramente in ritardo. Usci’ dal bagno tentando di
e preferiamo il tocco della carta al baluginare dello schermo. - E poi annodarsi la cravatta ed appoggio’ il piede destro sul pezzo di
provatevi a portare un monitor al pub, mentre con PB sotto braccio sapone in agguato sul pavimento di legno. Invece di cadere
potete andare ovunque, in treno, nella vasca da bagno e persino, se all’indietro, il che’ sarebbe stato preferibile, si sbilancio’ in avanti
siete di quelli che viaggiano sul serio, in aereoplano… - Ovviamente cercando di ristabilire l’equilibrio perduto afferrando il
i costi di stampa e di distribuzione erano assolutamente fuori dalla mancorrente delle scale, ma, assonnato com’era perse l’appiglio e
nostra portata, senza considerare i problemi organizzativi. Se, pero’, precipito’, gradino dopo gradino fino a ritrovarsi sul pavimento
avessimo potuto dividere i costi tra tutti i lettori… Se ognuno, si della sala da pranzo. Poi svenne.
fosse stampato la propria copia… . Ecco l’idea geniale!
Avremmo preparato una ‘vera’ rivista, da stampare su carta, Quando si risveglio’ gli ci vollero alcuni minuti a capire dove
l’avremmo distribuita a costo zero (o quasi) usando Internet – fosse. Pure, riusci’ in qualche modo a mettersi seduto, la testa gli
www.progettobabele.it visitatelo subito, se non lo avete già fatto - ed pulsava da impazzire e non riusciva quasi a muovere la spalla
avremmo lasciato ai lettori il compito di stamparsela, tutta o in parte destra. Ma, apparentemente, era ancora tutto intero. Il che’ gli
a loro discrezione. parve parecchio strano.
Con cautela (non si sa mai) si rialzo’. Un forte capogiro lo
Cosa potete fare per noi? Siamo sicuri che ve lo siete costrinse ad afferrare la spalliera di una sedia. Anche la caviglia gli
chiesti… Veramente molto! faceva male. Si chiese quanto tempo fosse passato.
Era ancora parecchio confuso quando il campanello suono’, due
Prima cosa, leggere P.B. e farci sapere cosa ne pensate. volte.
Ovviamente, a noi sembra che Progetto Babele ci sia riuscito
abbastanza bene, ma siamo sicuri che, leggendolo, a voi, Lettori, - Lettera raccomandata, mi puo’ fare una firma qui?
verrano mille idee su come migliorarlo. Quello che, davvero, ci - Non saprei… ha una penna?
piacerebbe e’ che queste idee non le teneste per voi soli, perche’, per - Certo, signore. Ma guarda che faccia che ha questo qui, cravatta
noi, ogni lettore e’ un potenziale collaboratore. In fondo, PB e’ qui e giacca alle undici del mattino. E, da come e’ conciato, ci ha
per questo, no? Per dare spazio a tutti quelli che hanno qualcosa da dormito dentro di sicuro. Avra’ fatto baldoria tutta la notta, e
dire. probabilmente e’ pure gay. Un altro figlio di papa’ imbottito di
Questo e’ il nostro indirizzo : progetto_babele@yahoo.it cosa coca. Mi sa che la penna te la lascio, mi fa un po’ schifo
aspettate? riprenderla in mano.
- Come dice, scusi???
Seconda cosa, dov’è finito quel manoscritto che avevate nel - Eh? Non ho aperto bocca, signore. Cos’e’, vuoi litigare, testa
cassetto? O quel file salvato in un angolo dell’hard disk? Tutti noi si di… beh, hai scelto la mattina giusta.
scrive per il piacere di farlo, certo, ma anche per il piacere di essere - No, guardi lei non ha capito, non voglio proprio litigare! Sono
letti, apprezzati e, perché no, criticati (che e’ l’unico modo di appena caduto dalle scale, stavo andando a lavorare e sono caduto
imparare davvero). sul sapone… insomma… .ma poi cosa gliene frega a lei sei anche
Mandateci i vostri lavori. Progetto Babele e’ qui per essere il vostro fossi stato fuori tutta la notte?
spazio di espressione, orsu’, zippate e mandate tutto a A Paolo continuava a agirare la testa e si sentiva vomitare.
collaborazioni@progettobabele.it . Il postino lo guardo’ con una stranissima espressione, spalancando
gli occhi mentre camminava lentamente all’indietro.
Last, but definetely not least ( ultimo punto, ma non per importanza): All’improvviso inizio’a correre e spari’ oltre l’angolo.
per favore, aiutateci a distribuire PB. - E poi NON sono gay! – Gli grido’ Paolo reggendosi alla spalla
Quando avete finito di leggere questo numero, fatene una fotocopia e della porta. Ma l’altro era gia’ sparito.
lasciatela in una biblioteca, in un circolo culturale o sportivo,
all’oratorio o alla sede del partito, oppure, semplicemenete, passatela Fu allora che Paolo capi’, pur senza crederci veramente: aveva
ad un amico. Probabilmente, ve ne sara’ grato. appena letto nella mente del postino.
Grazie e buona lettura
(continua… forse)
Cork 01/05/02
M.R.Capelli e la redazione di Progetto Babele

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Progetto Babele – Numero Zero

GHOST STORY

La svolta di Claude di Paolo Durando

o sento anche stavolta il richiamo. immerso nelle mie pratiche fino all’ora di Ogni tanto mia madre mi guarda sottecchi. Si
Tutto è iniziato con piccoli rumori, pranzo. Tornato a casa, trovo mia madre che sente il vento che fischia tra le foglie degli
fruscii, poi è diventato qualcosa di cucina, solida tra i fornelli, concentrata, alberi. Anche stasera forse pioverà.
diverso, di oscuramente mentre la radio o la televisione trasmettono le “Perché non leggi stasera?” mi chiede mia
fondamentale. Dopo aver cenato, ultime notizie. Tolleriamo poco la televisione. madre. Le sue parole sono nitide, con tutte le
sono qui seduto in poltrona nel soggiorno di Le sue immagini sono troppo colorate, troppo vocali e le consonanti esattamente calibrate. E’
casa mia e davanti a me, momentaneamente movimentate. Io e mia madre abbiamo bisogno una voce antica, forte. La usa poco ma sempre
assente, c’è mia madre. Sta cucendo e tra noi di quiete. Dopo mangiato mi capita di a proposito. La voce della mia collega invece è
c’è un tavolino con sopra, in bella mostra, la addormentarmi sul divano, ma presto inizio a debole e tremula, come se le cedesse
Bibbia. In casa nostra la televisione è quasi dedicarmi al giardino. Così, passano le ore. continuamente il terreno sotto le scarpe. Il
sempre spenta. Da quando è morto mio padre Finita la cena abitualmente scelgo un libro da pensiero mi fa sorridere.
abbiamo continuato a vivere in questa casa sfogliare, mentre lei cuce tranquillamente, “Non ho voglia di leggere” rispondo, fingendo
grande, del XVIII secolo, proprietà della sua oppure legge la Bibbia. Stiamo talmente bene di rilassarmi maggiormente sul divano
famiglia dall’ultima guerra. Ha la facciata io e lei soli da non essere mai sfiorati dal abbandonando la schiena indietro. Gli occhi
spoglia, qua e là scrostata, e sin da bambino desiderio di aver bisogno d’altro. mi si socchiudono, cerco di catturare un’idea,
osservavo compiaciuto le cimase sullo sfondo Ma stasera non posso leggere. Per la terza una risposta che mi sta sfuggendo.
del cielo del nord, quasi sempre agitato. E’ volta, da un abisso di impotenza e solitudine, In effetti non ho mai avuto una donna. Mi sono
circondata da un giardino non molto curato qualcosa mi chiede di accorrere nella mia masturbato moltissimo, sin dall’adolescenza,
perché non abbiamo mai potuto permetterci un camera. Ma ancora non mi muovo. In effetti ma non ho mai avuto donne come, del resto,
giardiniere. Fuori la notte è silenziosa e mi ho paura, la casa è troppo grande, il corridoio è non ho mai avuto amici. Mia madre mi
piace pensare all’oscurità del bosco poco lungo. E la sera è buia. Io ho paura del buio. bastava. E se accettavo qualche invito fuori, a
distante, con la strada, mai molto frequentata, Da bambino mia madre mi puniva così mangiare una pizza o a giocare a calcetto mi
che conduce al paese. Il mio mondo di sempre. qualche volta, rinchiudendomi al buio nella sentivo troppo in colpa per voler ripetere
Oggi il tempo è stato bello, ma verso sera il mia stanza. Mia madre è sempre stata di poche quell’esperienza. Sentivo che non era giusto
cielo si è guastato ed ora si sente soffiare il parole, come con i suoi alunni, e quando parla lasciare sola mia madre. Lei non mi aveva
vento e l’aria è molto umida. Forse pioverà. si può stare certi che alle parole seguiranno i proibito di uscire, quelle poche volte, ma al
Guardo mia madre e sospiro. Ha i capelli grigi fatti. Io sono stato suo alunno per tutta la vita. ritorno il suo sguardo era inequivocabile:
impeccabili nella messa in piega. Corpulenta, Una paura invincibile mi inchioda al divano. l’avevo tradita, e per un po’ non mi avrebbe
rocciosa, indossa abiti prevalentemente scuri
o neutri. Si muove con lentezza ma precisione,
autorevole come chi è in fondo certo di una
nobiltà passata. Dietro gli occhiali i suoi occhi
hanno continuato a scrutarmi severamente per
decenni. I suoi occhi appesantiti di maestra
elementare severa, che hanno sempre guidato
ogni mio passo. Superati i settant’anni, è
tuttora dolentemente sicura del suo ruolo nel
mondo e, soprattutto, nei miei confronti. Ma
anche stasera sento il richiamo che da qualche
sera mi incita a sottrarmi alla sua protezione.
E’ quasi una voce, ma non ancora una voce,
che vorrebbe farmi andare nella mia camera
prima del tempo. Tuttavia non mi muovo.
Come potrei interrompere il calore radicato,
atavico, di questo nostro riposo? E’ troppo
presto ed io soffro di insonnia. Domani, come
sempre, mi alzerò alle sette e mezzo. Troverò
la colazione accuratamente preparata e dopo
mangiato mi recherò a piedi in paese, per fare
le mie sei ore in Comune. Ho un ufficio tutto
mio, che ormai non è che un prolungamento
della mia casa. Ho quarant’anni e lavoro da
venti. Quello è l’unico posto in cui riesco a
stare senza mia madre. La collega con cui di
solito scambio due parole è allampanata e
anemica, si muove come se avesse ingoiato
una scopa che le si fosse incastrata
obliquamente nel corpo. Che abbia la scoliosi,
una grave forma di scoliosi, me lo ha
confermato subito lei stessa. I suoi capelli
biondicci coprono il viso slavato con una
bocca larga e dentuta, dall’espressione timida,
come se di continuo si scusasse. Un’altra
compagnia, si fa per dire, è un collega dagli
straripanti capelli neri ispidi, basso di statura,
i piedi piatti, che cerca a suo modo di accettare
di buon grado la vita. Qualche volta mi offre il
caffè e sembra cercare di entrare in
confidenza. Ma non gli do spazio. Resto

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Progetto Babele – Numero Zero

parlato e neppure mi avrebbe guardato devo andare. Mia madre alza gli occhi sopra
direttamente. Una volta aveva addirittura gli gli occhiali, continuando a cucire.
occhi rossi. Doveva aver pianto ed io mi ero “Neanche stasera leggi?” Mi chiede con la sua
sentito davvero un verme. Fu da quella volta voce fonda.
che rinunciai definitivamente ad uscire. “No, anzi, credo che andrò subito a letto”
Andiamo insieme a fare la spesa, ed anche al Mia madre solleva la testa. Mi osserva con
cinema, seppur raramente. La domenica moderata apprensione.
mattina andiamo insieme alla Messa. La gente “Non ti sentirai male, spero”
del paese ci guarda rispettosa, da una certa “No, sono molto stanco”
distanza, e mi imbatto talvolta nella mia “Ti sfruttano sul lavoro”
collega che, vedendomi sul sagrato, pare voler “No, i colleghi sono gentili”
avvicinarsi per scrutarmi meglio, con la sua “Sono tutti sanguisughe, non devi fidarti di
andatura sbilenca; nei suoi occhi appare una nessuno. Tu sei troppo al di sopra di loro. Non
richiesta interrogativa, unita ad una scintilla di ti immischiare”
ilarità. “Non è accaduto nulla”
E stasera vengo di nuovo chiamato. Non saprei “Non è ciò che accade, ma ciò che si sente.
dire di cosa si tratta. Una sorta di grave, Loro non possono capire chi sei tu. Non dargli
struggente promessa. Qualcosa che mi attende corda, Claude”
nella mia camera. Io annuisco nervosamente, in fondo
Nel buio della mia camera. soddisfatto, consapevole che mia madre ha
Il tempo passa in un irresoluto silenzio. ragione, come sempre. Mi alzo quasi a fatica e
Quando è l’ora di andare a letto, circa le mi avvio verso il corridoio. Di nuovo la paura
undici, appare normale ritirarci e nella mia non poteva avere molto senso per me. Mi ero mi immobilizza. Cosa ci sarà in fondo al
stanza nulla, anche stavolta, è diverso dal voltato a guardare i maschietti che avevano corridoio, nella mia camera, che mi aspetta al
solito: il comò, la Madonna sopra il letto, la ricominciato il girotondo, ed un’altra bambina varco?
piccola finestra, l’alto soffitto, la fioca luce aveva preso il posto dell’interrogata. Avrei “Allora vai a letto o no?”, mi chiede mia
dell’abat-jour. Una certa inquietudine mi porta voluto saperne di più, ma non ero in grado di madre.
a tardare a spegnere la luce, perché la paura continuare a porre domande. A mia madre non Il lavoro di cucito la impegna molto. E’
del buio mi ha colto più intensa di quanto non avevo detto nulla. Ed ora sono di nuovo nel l’ennesimo maglione che mi prepara,
sia mai stata nel corso degli ultimi anni. presente, stordito. Rientro in casa e vedo mia scegliendo con cura colore e tessuto.
Trascorre così un’altra notte, con frammenti madre intenta a rimestare ai fornelli. Ci “Sì, vado davvero. Buonanotte”
confusi di sogni agitati e frustrati. Mi appaiono scambiamo un’occhiata rapida, mentre vado a “Buonanotte”.
di continuo membra diafane intente a definirsi, cambiarmi. Dopo mangiato decido di Sento lo sguardo di mia madre dietro la
spasimi di braccia, tensioni di carni che si dedicarmi subito un poco all’orto e al schiena, come un brivido. Percorro il corridoio
gonfiano, che formano gambe, labbra, scapole, giardino. Trascorro il resto del pomeriggio in umido. Macchie di umidità sul soffitto
tutto che confluisce in un corpo palpitante, uno stato di trasognata inquietudine, mi aggiro aspettano da anni di essere sanate. Mi
sconfitto. Allora ho la sensazione di aver già ripetutamente nel soggiorno e ad un tratto apro riconosco sgomento di fronte alla porta della
visto, già saputo. E’ un riconoscimento. In tutti i cassetti, alla confusa ricerca di qualcosa, mia stanza. Non sta succedendo nulla, questa è
quel crogiolo di membra devo trovare qualcosa finché mi accorgo che uno di questi, che la stanza che ho sempre occupato, la mia
e ritrovarmi. E stamani mi ritrovo qui, nel mio raramente è stato aperto, risulta bloccato. stanza di bambino, il paesaggio interiore dei
vecchio ufficio. Non so per quale misterioso Sono riuscito a toglierlo ed ho visto che a miei giocattoli, la grotta segreta delle mie
influsso mi muovo con innaturale efficienza, fermarlo era un vecchio quaderno sgualcito. E’ figurine, la valle nascosta di tutti i pochi
non riconoscendo i miei gesti così rapidi e pieno di polvere e pare esso stesso doversi orpelli della mia infanzia solitaria. Spingo un
mirati; vedo che la collega mi osserva polverizzare da un momento all’altro. Riesco poco la porta e di nuovo mi immobilizzo. Chi
divertita, i denti sporgenti ancora più sporgenti ad aprirlo e vedo che riporta in prima pagina ha cominciato da giorni a chiamarmi da
del solito, perché forse nota questa mia una lunga scritta. L’elegante calligrafia, lontano, fiocamente, ma sempre più a lungo?
stanchezza , questa smania. E al ritorno non tipicamente femminile, è alquanto laboriosa, Possibile che io sia arrivato a quarant’anni
faccio che pensare alla sotterranea novità che come quelle di una volta. La data però è senza notare nulla di irregolare, di
scuote inaspettatamente il mio essere. Una indecifrabile. Maneggiando cautamente quella profondamente estraneo, nel mio mondo?
volta arrivato nei pressi del mio cancelletto, pagina molto ingiallita e fragile, inizio a Il capo mi cede e devo appoggiarlo al muro.
sono sorpreso da un ricordo improvviso. leggere: Mi scende addosso tutto il peso della
Rivivo un episodio di alcuni mesi prima - a cui “Sapevo che non era possibile. Non potevo solitudine di sempre, dell’immutabilità della
non avevo in definitiva prestato troppa anelare a tanto. Meritavo forse di ottenere mia condizione. Poi spingo risolutamente ed
attenzione - in un giorno guasto ed umido di mercede per gli eccessi del mio ardore? Oh entro. Tasto la parete alla cieca per trovare
primavera. Al ritorno dal lavoro avevo visto un caro! Volesti unirti ad un cuore puro d’amore, l’interruttore, ma lascio perdere. In effetti nella
gruppo di bambini che giocava lì vicino. Mi e quello che avesti fu il tradimento del mio stanza c’è luce. Mi accoglie un chiarore
ero meravigliato del fatto che si spingessero voto. Mi sono privata per sempre della pace soffuso, inafferrabile. E sul letto… oh sul letto
fin in quei paraggi. C’era qualcosa di strano, e del chiostro. Io muoio. Il mio patrigno mi ha è distesa una donna. A questo punto mi
mi ero accorto che avevano formato un punita. Ah Dio sa cosa vuol dire questo chiudo la porta alle spalle e mi soffermo
disciplinato girotondo di maschietti che stillicidio della mia anima, in questo mio corpo trasognato a guardare. Una donna bellissima,
cantavano: “la ragazza che non doveva amare esangue. Dunque io amai. Dunque io amo. Ma tutta innervata da una debole luce di sogno, è
cerca ancora il suo sposo, gira bella monaca, il verdetto è inappellabile. Non ho visto abbandonata languidamente sul mio letto e mi
gira bella monaca, chi sceglierai questa volta?” clemenza negli occhi tuoi, né il mio patrigno guarda con dolcezza mista a rimprovero.
Al centro del cerchio stava una bambina l’ha impetrata. E’ forse la fine, l’orrido velo Mi avvicino, man mano che la paura fa posto
giallastra. Mi ero avvicinato ed il cerchio della Signora la soluzione vera del mio ad una strana, mai provata, sicurezza. Mi
subito si era sciolto, avevo preso per un peccato? Perdòno, perdòno!“. avvicino al mio letto e vedo il bel corpo
braccio la bambina conducendola in disparte. Rimango a lungo in silenzio, dopo aver riposto raggomitolarsi lentamente come un’anguilla
Aveva gli occhi piccoli, le labbra sottili e quel quaderno, mentre una ridda di pensieri, addormentata. Ha i capelli ricci quasi azzurri
screpolate “Che gioco è questo? Chi è la senza né capo né coda, si affolla nella mia nel buio, una stoffa impalpabile avvolge il
ragazza che non poteva amare?” La bambina mente. Dopo cena ci sediamo come al solito busto e parte delle cosce. Faccio per toccarla,
aveva distolto lo sguardo e aveva accennato un in soggiorno. Ed ecco, ancora, il richiamo. ma lei scivola impercettibilmente verso il
sorriso di scherno “Quella che si è uccisa nella Stavolta decido che non posso esimermi fondo del letto e scompare. Nel momento
tua casa, tanti anni fa” dall’andare a vedere. Sì, in camera mia c’è stesso in cui svanisce qualcosa viene meno
Sembrava un’accusa ed avevo avuto un qualcosa che attende di essere verificato, di nell’atmosfera della stanza, come se una
mancamento ingiustificato. La cosa, allora, essere conosciuto. So che mi devo alzare e tensione antica si fosse improvvisamente

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Progetto Babele – Numero Zero

scaricata e tutto fosse tornato ad essere come “E’probabile mamma”, rispondo. amplificato, incontenibile. Accarezzo
sempre, senza storia e senza sorprese. Il silenzio è di nuovo assoluto. Il vento soffia protettivo quelle braccia, quelle cosce fervide,
Dormo agitato, senza potermi riavere da uno nel giardino, le nubi sono ancora aumentate di le gambe perfette, il seno marmoreo ed
sbigottimento infantile. La mattina mi ritrovo a consistenza. E’ la fine definitiva, forse, della elastico. Le sue iridi sono talvolta invisibili,
fare colazione con mia madre, che dopo aver mitezza di questo inverno. Ho sempre amato nel culmine del piacere, e le labbra carnose
portato in tavola il caffelatte mi guarda con questa solitudine, questo cielo del nord, mai vanno liquefacendosi tra i denti, dove vedo
sospetto. oscillare mollemente la lingua. I ricci bluastri
“Hai dormito bene?”, mi chiede e mi pone una contornano la fronte imperlata di un sudore
mano sulla fronte per verificare se sono trasparente e senza odore.
febbricitante. Tutto, tutto viene rivisto, ricostruito, rivissuto.
“Sto bene, non ti preoccupare”. Perché sono un uomo nuovo. Infine lei inizia a
Mia madre comincia a rassettare ed io esco. La ritirarsi, a restringersi, mentre un’autentica
mattina scorre normalmente, riesco tra l’altro disperazione si dipinge sul suo viso.
ad accettare un caffè dall’ometto porcospino, “No, no, no”, balbetta, ma qualcosa di
parlando del mite inverno che sta scorrendo. inesorabile la sottrae al mio abbraccio, sempre
Ma al mio rientro non mi trattengo e affronto più, sempre più. Annaspo tra le lenzuola, mi
mia madre di petto. riesce di abbrancare ancora una sua mano, un
“Mamma, tu sai nulla di una giovane donna suo braccio, mi capita di imbattermi nel calore
che si è uccisa in questa casa?”. del suo sesso, ma sono percezioni sempre più
La domanda che avevo evitato in passato è frammentarie. Infine mi ritrovo solo, madido
insopprimibile adesso. Gli occhi di mia madre di sudore, col cuore in tumulto. La stanza
paiono iniettarsi di sangue. irrimediabilmente deserta, tutto al suo posto
“E’ una vecchia storia. La gente del paese la come sempre, in un silenzio assoluto. Il vento
racconta ancora.” che soffia tra gli alberi. La luna piena che
“Infatti” sospiro. inserisce un timido bagliore tra le persiane.
“Una ragazza che doveva farsi monaca si E perciò è finita con la rassegnazione
diede ad un uomo pochi giorni prima di entrare tranquilla della mia vita, delle mie giornate.
in convento. Si uccise. “ Sono stato dunque tradito dal mio stesso
“Quando accadde?” Chiedo, affascinato. saggio rinunciare. Ed ora ho paura. Come
“Agli inizi dell’800, credo” potrò invero tornare al mio lavoro, alla mia
Sono sconvolto. Non so cosa rispondere. Mia esistenza, dopo aver captato qualcosa di così
madre è più che mai glaciale. del tutto sereno, questi alberi mai del tutto grande, di così sommamente meraviglioso? Mi
“Le donne cercano la loro rovina” continua, risparmiati dal vento. sento soffocare. Mi alzo barcollando, vado in
sollevando cucchiaiate di minestrone e Quando sento di poter andare do la buonanotte cucina a versarmi dell’acqua. Mi riprendo
valutando con occhio esperto la consistenza a mia madre e mi reco nella mia stanza. poco a poco ed arriva il momento in cui quasi
dei legumi “le donne sono tutte figlie di Eva”. Rivedo allora, nel buio clemente di questa mi convinco di aver solo sognato, di essere
Si volta pacatamente, guardandomi sin dentro notte di luna piena, la ragazza di ieri, appena stato vittima di un’alterazione dei miei nervi
l’anima. Non sostengo il suo muto rimprovero luminescente d’azzurro. Si è sollevata provati. In quel momento vedo mia madre. Mi
e mi siedo seduto al mio posto a tavola. ginocchioni sopra il letto, con i capelli che sorprende mentre ripongo il bicchiere al suo
Dopo la frutta mi decido a mostrarle il scendono a ricoprire i lati del viso d’avorio. posto E’ spettinata, i capelli grigi sono
quaderno che ho ritrovato. Mia madre, sedutasi Ma quello che più mi sorprende è la sua sparpagliati lungo le sue possenti spalle, gli
in soggiorno, legge con attenzione quello mobile espressione. E’qualcosa che non si può occhi hanno luce interrogativa, malevola, da
sfogo disperato. Poi prende la Bibbia dal descrivere con le parole, qualcosa che mi cui mi devo distogliere.
tavolino e mi invita a sedermi di fronte a lei. ferisce e mi commuove e mi innalza. I suoi “Ti senti bene?” Mi chiede con voce
“Preghiamo per la nostra pace” mormora, occhi sfavillano ora di un desiderio mai visto impastata.
socchiudendo gli occhi, ispirata da una di vita, di piacere, ora di tristezza profonda, “Sì, dovevo bere. Ora torno a letto”
solennità senza nome “preghiamo perché il vissuta goccia a goccia, una desolazione tanto Lei mi osserva indagatrice, diffidente, poi si
Maligno non ci corrompa” esausta da sconfinare nell’ironia. Il suo corpo volta e si riavvia verso la sua stanza,
Non so quanto tempo trascorre, io e lei nel sta assorbendo energia, con una foga quasi strascicando le ciabatte. La sento tossire
soggiorno, persi ciascuno nei nostri pensieri, disperata. Mi avvicino a lei e stavolta riesco a mentre richiude la porta.
seduti uno di fronte all’altra, mentre la luce del toccarla, è evanescente al tatto, ma calda e Il giorno dopo fingo che nulla sia successo, ma
giorno va smorzandosi poco a poco a causa di morbida. Comincio ad accarezzarla, lei mi la sera tutto si ripete, tale e quale. So che è
grosse nubi da temporale e tutto viene invaso abbraccia, mi stringe a sé. Sento un gemito che l’inizio di un’ossessione, forse della mia follia,
da una penombra spossata, che va pare rompere in quel corpo le dighe del tempo. ma non importa. Per giorni e giorni
inghiottendo i soprammobili, il pesante tavolo E’ sensualità allo stato puro, il ricordo e l’ l’appuntamento si rinnova, e sempre
oblungo di ebano, la cristalliera, i quadri espressione di un amore senza limiti. Ed quell’amore appassionato, selvaggio,
anneriti. inaspettatamente è come se tutta la mia vita sconvolge la mia mente ed i miei sensi, sempre
Decido di mettere in ordine la cantina. Le ore venisse passata al setaccio e non rimanesse e comunque raggiungo la vetta di quel sublime
passano dunque tra le cianfrusaglie, gli abiti nulla in superficie, nulla se non quell’ebbrezza che a me era stato negato, sottratto sin dalla
dismessi, i vecchi paralumi. E’ un modo per d’amore, quella fame di gioia, annuncio di un nascita. Così, un po’ per volta, qualcosa di me
non pensare. E dopo cena, di nuovo, vengo abisso indecifrabile. Rivedo la mia vita muta, si trasforma. Il mio viso è meno
chiamato. Questa volta proprio per nome. Mi all’ombra di mia madre, le risa dei compagni olivastro, meno smorto. Il mio corpo acquista
risuona nelle orecchie, nitido e argentino di scuola per il mio corpo debole, la mia in forza e salute. Ora sorrido più spesso. Gli
“Claude, Claude… ”La televisione è guasta e timidezza morbosa. La solitudine di sempre impiegati, meravigliati, si accorgono del
mi accingevo ad accendere la radio quando ho che ora giganteggia nel buio. E sono travolto cambiamento. Anche la mia smarrita collega
capito che dovevo sedermi e ascoltare quello da una grande, affannata complicità. Lei è trova più pretesti per avvicinarsi a me,
che iniziava ad avvenire dentro di me. Mia dunque la ragazza che non poteva amare, io il arrancando con la sua scoliosi, masticando
madre sta sparecchiando, fra poco laverà i ragazzo che cercava la sua sposa. Vengo parole tra i denti sporgenti, con una luce
piatti. Per non suscitare sospetti continuerò a risucchiato da un vortice di aerea, sinfonica vagamente maliziosa nello sguardo. Ho finito
stare seduto qui per un altro po’, poi dirò che felicità, giù nel mio primo amplesso, il mio di essere uno di loro, di essere tutt’uno con le
devo tornare a coricarmi presto, per un primo possesso. Lei si dibatte senza rumore sul loro esistenze dimenticate, invisibili. Comincio
malessere che non demorde. letto, in preda ad un piacere smisurato, che le ad accorgermi degli altri. Della bella
La madre mi previene. fa rifluire aria dai recessi del petto, lasciandola commessa del bar della piazza, del noto attore
“Ti vedo pallido anche stasera. Dovresti fare come svuotata. Ed io accedo ad una realtà in vacanza nella villa sopra il paese.
una cura ricostituente” dove tutto, fisicamente e psicologicamente è Finalmente vedo gli altri. Uomini e donne

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Progetto Babele – Numero Zero

dentro la vita, dentro lo scorrere grandioso la nostra brama, la nostra ansia di unire le tagliarmi le vene dei polsi. Lo faccio
degli avvenimenti e della storia. Perché ora nostre vite. Le nostre ‘vite’? La parola ‘vita’ silenziosamente, osservando affascinato il mio
prendo congedo, amici miei, prendo congedo assume un nuovo significato ai miei occhi, sangue che cola copioso sulle mie ginocchia,
dalla vostra lenta rovina, dall’esistenza nasconde in sé un paradosso. Come fare? sul pavimento, quindi mi sdraio accanto a lei,
sciupata e perduta di cui avete fatto un bozzolo Come fare per raggiungere la vita? Ma forse sopportando la marea montante del dolore,
protettivo e persino piacevole nella sua un modo c’è e un brivido di angoscia mi accanto a lei che si protende verso di me,
assenza di pretese. Perché nulla può essere più percorre tutto anche la notte tra le sue braccia. guardandomi in una condizione perfetta di
dolce dell’irresponsabilità del fallimento. Non ho bisogno di dire nulla. Lei ha capito. attesa. Mentre guarda il suo viso, se
Anche mia madre deve ammettere che non Lei sa. Lei sa da molto tempo. Forse era tutto possibile, si illumina ancora, i capelli
sono più quello di prima. E’ ormai sempre più predisposto sin dall’inizio. Non ho bisogno di scendono ad onde più ricche, più azzurre, il
dire nulla, ma solo di guardarla intensamente, suo sorriso si fa più abissalmente distante. Non
di perdermi nel mare in tempesta dei suoi so quanto tempo passa, ormai il tempo non
occhi liquidi. Così sarà. Per raggiungere la conta più, non si conforma ad un’ordinata
ragazza che non poteva amare, io, il suo successione di minuti e di secondi. Muoio
legittimo sposo. accanto a lei, accanto al suo corpo tornito,
Trascorro la giornata adempiendo muoio intrepidamente, entusiasticamente,
scrupolosamente ai miei doveri, scambiando tanto che il dolore non mi spaventa più anzi mi
qualche battuta melensa con la mia melensa nutre senza saziarmi, entra a far parte della
collega, prendendo un caffè col porcospino dai mia intima esaltazione. Allora mi accorgo che
piedi di papero. Ma quando esco so che è tutto sono davvero felice. Felice come non sono mai
finito, che non mi resta che affidarmi al mio stato in vita mia. Sorrido gagliardamente,
destino. sentendomi vendicato. Subentra poi
Con mia madre sono insolitamente amabile, un’ondata di diversa, indescrivibile dolcezza.
chiusa e diffidente, ma non osa disturbare il cordiale. La aiuto in cucina, le parlo E dal fondo dell’universo arriva il mio passato,
mio buon umore, resta intimamente certa che dell’ufficio, le do notizie svagate sulla vita del la musica misteriosa del mio ritmo personale,
si tratta di un mio passeggero sbandamento e si paese e lei mi ascolta perplessa ma, di nuovo, arriva il mio mondo, il colore ed il sapore dei
trincera in quella sua incipiente vecchiaia con orgogliosa di me, fieramente orgogliosa e miei pensieri e delle mie passioni.
un certo orgoglio doloroso. pronta a difendermi dal mondo. E lei ride, sento la sua risata scrosciante,
Ed il periodo felice, infatti, ha breve durata. Questa sera prima di ritirarmi scendo in ineludibile, la sua risata un po’ amara, mentre
Man mano che passano i giorni sento che cantina a prendere una lama adatta. Quando mi accoglie.
qualcosa mi manca, si sottrae al mio controllo. poi sono seduto sul mio letto, nella © Paolo Durando
Il mio amplesso notturno è sempre consapevole ubriachezza di chi si appresta a dado.d@libero.it
meraviglioso ma ormai non basta a soddisfare compiere un rituale di sacrificio, comincio a

CONSIGLI DI LETTURA La ghost story, un genere ‘Inglese’


di C. Ventura
William Hope Hodgson
Secondo L.P.Hartley la storia di fantasmi e’: “senza dubbio la piu’ impegnativa tra le forme
letterarie, e forse l’unica in cui non c’e’ praticamente via di mezzo tra il successo ed il
fallimento”.

In effetti, la Ghost Story e’ una narrazione complicata ed affascinante. Non c’e’ l’effetto
speciale, ne’ la descrizione di eventi sensazionali, ci si muove in un mondo di ombre, fruscii e
rintocchi di campane inesistenti. Cosi’ come manca la sorpresa, in quanto l’incontro tra il
protagonista ed il mondo invisibile e’ scontato. Pure, la storia ci accompagna pazientemente
attraverso i segni che eterei visitatori provenienti da ‘altrove’ lasciano attorno, distruggendo,
una per una, le rassicuranti leggi di una quotidianita’ dove, siamo seri, le candele non si
spengono da sole e gli oggetti non flutuano nell’aria senza nessuno che li sorregga.
1877 – 1918
Sebbene storie di fantasmi se ne ritrovino in tutte le epoche (si parte sempre dalla Storia vera
Nato a Wethersfield (Essex) nel 1877 di Luciano di Samosata), la ghost story moderna e’ un genere tipicamente inglese,
lascio’ la casa paterna a soli quattordici sviluppatosi tra la fine dell’Ottocento ed il primo Novecento.
anni per arruolarsi nella marina Inglesi sono le ambientazioni (o irlandesi) ed inglesi o irlandesi sono gli autori : Montague
mercantile. Navigo’ per otto anni, Rhodes James, Blackwood, Bram Stocker, Arthur Conan Doyle, Joseph Sheridan LeFanu.
prima come marinaio, poi come Passando da un secolo all’altro la ghost story si fa meno folklorica e piu’ scientifica, via via
ufficiale. Nel 1901, dopo aver che l’illuminazione a gas viene rimpiazzata dai barlumi delle prime lampadine elettriche, ma
ecompiuto per tre volte il giro del non perde il fascino e la malinconia che la contraddistinguono.
mondo, decise di ritirarsi ed apri’ un
palestra di atletica a Blackburn. La sua Poi, lentamente, il declino : la popolarita’della ghost story diminuisce progressivamente nel
produzione letteraria e’ cospiqua e tutta periodo tra le due guerre sino a che il genere (con poche felici eccezioni) si estingue quasi
di alto livello. H.P.Lovecraft fu un suo completamente nella seconda meta’del secolo.
ammiratore e di ispiro’ apertamente al Cambiano i gusti dei lettori ma, soprattutto, cambia il mondo e cambiano le sue paure.
romanzo La casa sull’abisso (se non lo Possiamo immaginarci la ragazza che cammina sola, nel cuore della notte, proteggendo con la
avete mai letto, cercatelo in libreria mano la debole luce di una candela, che ogni soffio di vento puo’ spegnere, ma altro e’
oggi stesso) per il suo ciclo di Cthulhu. identificarci nella sua paura e farla nostra: per noi c’e’ sempre un interruttore alla parete,
L’orrore sul mare fu una costante di un’automobile che passa sulla strada, un telefono che squilla. Holliwood insegna che, per
tutta la sua produzione. A parte i molti spaventare un newyorkesemedio, ci vuole ben altro che una forma indistinta fluttuante sulle
(stupendi) racconti , ricordiamo I scale, ci vuole un serial killer sanguinario (meglio se fa a pezzi le vittime con un rasoio da
romanzi I Pirati fantasma e Naufragio barba), un dirottatore in tuta mimetica, una spora di antrace.
nell’ignoto.
Un’altra sua creazione e’ Carnacki, il E sia, le atmosfere rarefatte della campagna inglese non sono fatte per il XXI secolo. Trovarsi
detective dell’ignoto protagonista di un fantasma in casa, in fondo, e’ un’esperienza quasi rassicurante. Un legame con un passato
nove racconti, che si aggira con fare che non esiste piu’e, perche’no? Una speranza di sopravvivenza.
ironico e sornione tra case infestate e
misteriose presenze. Un serial killer che bussa alla porta, bisogna ammetterlo, e’tutta un’altra cosa.
C.Ventura

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Progetto Babele – Numero Zero

Un racconto di THOMAS POLOLI

Nato senza camicia


E tu, riesci ad andare a dormire la sera senza controllare due volte di avere chiuso il gas in cucina?

l papà non può dormire, se Amo la vita, e pago quindicimila ventimila.


i vetri della macchina non all’ora la boliviana che pulisce i Un sussulto. No, è troppo. Ventimila.
sono coperti. Il papà pavimenti il venerdì. Quella bancarella là in fondo forse
è morto. E’morto da Amo la vita, e verso cinquecentomila c’ha qualcosa di meglio. Niente.
sempre, solo non se ne accorge; sul conto corrente di un’associazione Un sorriso sforzato. Uno schifo di
quando se ne accorgerà, gli verrà un benefica. sorriso, da pugno in bocca.
colpo e ci resterà secco. Amo la vita. Sputatemi in faccia. -Grazie, non fa niente. Magari, la
Ma lui ama la vita. Buttatemi a terra, calpestatemi, prossima volta. Mi scusi, davvero.
Ama la vita. L’ha pure scritto. Una cacatemi sulla camicia. L’ho presa al Il tipo della bancarella lo guarda
volta, mentre cercavo un quaderno mercato, ho vinto la mia timidezza e storto, lui se ne va.
pulito per la scuola, ne ho trovato ho chiesto un piccolo sconto. -Ma va’a cagare.
uno e l’ho aperto. M’hanno detto di no. L’ha sentito. Ma va’a cagare! Ma
Era pulito, c’era scritta solo una L’ho guardata bene, prima di va’a cagare, gli ha
frase. Io, incapace di vivere, amo prenderla. 20mila sono ventimila. detto! A lui, l’ha detto. A papà.
la vita. I bottoni. C’erano tutti. Quello che m’ha cresciuto, il
Io, incapace di vivere, amo la vita. Il collo, i polsini. Tutto. sangue del mio sangue, il cazzo che
Era stato lui, a scriverla. -Scusi. m’ha sputato fuori. Ziocane. Ora
L’aveva scritta bene. In un bel Niente. gli spacca il muso. Gliela fa vedere, a
corsivo, un corsivo da poeta. Una -Ehm, scusi. quel pezzente di merda. A quello
frase importante. La frase della sua Scusi. Scusi! Roba da sputi in faccia. stronzo d’un venditore di camicie.
vita, che lui amava tanto, e non è -Scusi! Pu! Colpiscilo col tuo destro
stato mai capace di vivere. Di -Sì, che c’è? migliore! Dai! Dai, merda, dai!
tuffarcisi a braccia aperte, senza -Non è che potrei vederla meglio? L’ha sentito. Aumenta un po’il
chiudere gli occhi e coprire i vetri -Vuole aprirla? passo, fa finta di niente.
della macchina. Senza andare a -Se si può. Mi scusi, ma di solito le E’la fine. Io, incapace di vivere. Io,
controllare che il gas fosse spento, cose le guardo bene, prima di senzapalle. Io, perdente,
prima d’andare a dormire. prenderle. schiavo, nullità, pivello. Io, incapace
Una, due, tre volte. -La apra, la apra. Solo ventimila. Il di vivere, amo la vita. E aspetto la
Senza entrare in tutte le stanze a tessuto è ottimo, veda lei. morte. E la tredicesima.
controllare che tutto fosse a posto, e Apro la scatola, tiro fuori la camicia,
giustificarsi dicendo -Buonanotte-, e la stendo bene sulla bancarella. Mh. © Thomas Pololi
sentirsi cacciare come un cane. il tessuto non è proprio ottimo.
-Che cazzo c’è?, non vedi che sto Proviamo a tirare un po’qua. Ecco.
dormendo? Perdinci, questa si strappa! Perdinci! Chi ricorda?
Niente. Chiudeva la porta, e tornava Ma che c’ha da guardarmi così, menzione d’onore al lettore (o alla
a girare per la casa, chiuso nel suo questo? lettrice) che ci scrivera’
ridicolo pigiama, con i calzini sopra i Il tipo della bancarella è parecchio (progetto_babele@yahoo.it)
pantaloni per non fare entrare gli infastidito. Li prenderebbe a schiaffi, indicando correttamente l’autore e
spifferi d’aria, o per non far salire quelli così. Ma comprala, no? l’opera da cui e’ tratta la citazione
l’orlo di notte. Ziocane, che cazzo c’hai da guardare, qui riportata:
Io, incapace di vivere, amo la vita. c’ha tutto quella minchia di camicia.
Io, impiegato in una multinazionale Ventimila. è regalata, ziocane. “Nascono, tuttavia, nelle nostre
degli snack al formaggio, figlio Che vuole adesso? valli come altrove, simili fiori,
fallito d’un padre fiero del proprio -Scusi, non è che potrebbe farmi uno nei quali riappaiono, per chissà
cognome, d’un padre che aveva sconticino? quale processo biologico, le
insistito perché non m’accontentassi -EH? caratteristiche del prototipo
di un diploma di perito chimico, -Quindicimila. E’che il tessuto non è femminile, quale poteva essere
io, incapace di vivere, cittadino dello un granché. apparso nella mente di un Dio,
Stato Italiano, tre figli, tre -MACCHE’, ci guardi bene! è un bel prima che la sofferenza e la fatica
milioni al mese, rinuncio a un caffè tessuto. di vivere operasse i suoi disastri
per farne bere due a mia moglie, Lui ci guarda ancora un attimo, nel giro delle discendenze e degli
rinuncio a una vacanza per farla fare strabuzza gli occhi. incroci.”
ai miei figli, rinuncio a me per gli Un pivello. Uno senza palle.
altri, perché amo la vita. -Comunque non facciamo sconti. E’

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Progetto Babele – Numero Zero

Un racconto di VITTORIO BACCELLI

Precipitando
A volte, non c’e’una fine.

la testa, si stropicciano gli occhi e cenno e lui mi ha risposto agitando il


proseguono nelle loro occupazioni da braccio libero, gli ho urlato qualcosa,
stanza come se niente fosse e si ma la voce s’è persa nel vento, allora
dimenticano in fretta del mio ho cercato di raggiungerlo, ma tutto è
passaggio rimovendolo del tutto. stato inutile.
Vedo feste, veglie di morte, giovani Sto ancora precipitando ed ho ancora
amanti, televisori accesi, gente che indosso tutti i vestiti di quella lontana
mangia, che legge, che litiga, che festa e sono incredibilmente ancora
lavora, occupata nei bagni… .. Sono in ordine: un piccolo abito di seta
Sto precipitando, da sempre sto sferzata dal vento, dall’acqua, dalla verde che lascia vedere in
precipitando: sono stata spinta giù da neve, il sole mi riscalda di giorno, la trasparenza tutto il mio corpo nudo,
un’alta terrazza ed ho visto nella mia luna m’illumina la notte. Bevo la un bracciale d’oro ed una collana di
caduta milioni, forse miliardi di pioggia e mangio la neve, non ho perle, solo le scarpe se ne sono
finestre, alcune chiuse, altre aperte, cibo e sembro non risentirne, talvolta andate chissà dove.
altre ancora con uomini e donne che dormo e sogno, ma nessun sogno è Le finestre non sono più rettangolari
mi guardavano stupiti oltre i vetri. mai interamente un sogno. adesso, ma rotonde, tutte rotonde,
Ero ad una festa, una di quelle di E la mia folle discesa prosegue come grandi oblò di nave, ed il
gran lusso con tanta bella gente e poi nell’indifferenza generale, ed anch’io colore della luce dietro queste
sono caduta, no, mi hanno buttata giù sono ormai indifferente alla mia finestre rotonde da lavatrice è
e tutto s’è svolto in un attimo e non sorte. All’inizio quando la curiosità decisamente giallo. E dietro vedo
sono riuscita neppure a vedere i miei della situazione aveva il sopravvento muoversi strane forme con grandi
assassini, poiché incredula e nello riuscivo a guardare con attenzione occhi piatti, rotondi, tutti d’un bianco
stesso tempo terrorizzata ho visto dietro le finestre, rubando scorci abbagliante. E precipito, sto
subito il vuoto sotto di me che mi d’intimità, mandavo baci ai bei continuando nella mia corsa, oppure
attirava irresistibilmente. ragazzi, sorridevo ai bambini, agitavo è il mondo che sale, questo mondo
Ma la morte non è avvenuta, non mi le braccia se mi sembrava d’aver che sta divenendo sempre più strano
sono spiaccicata sull’asfalto riconosciuto qualcuno. Poi e sale sempre più mentre io sono lì
sottostante, come avrebbe dovuto cominciavo anche a sbattere gli arti ferma a mezz’aria, immobile.
esser prevedibile, no, ho continuato a come per volare o nuotare, e riuscivo C’è qualcosa che sta velocemente
cadere, finestra dopo finestra, a compiere qualche piccolo scendendo verso di me, è un animale
grattacielo dopo grattacielo. spostamento nella direzione voluta. marino, sembra una medusa, è
Il terrore prima s’è trasformato in Ma mi sono stancata presto di questi bianco, trasparente e muove
semplice paura, poi in curiosità. giochi e sempre più mi sono chiusa convulsamente dei tentacoli, sul
Anche la curiosità è svanita da in me stessa cercando d’ignorare il manto distinguo chiaramente due
tempo, adesso desidererei solo più possibile questo folle mondo che occhi, vuoti, bianchi, rotondi, piatti,
arrivare in fondo a questa caduta sale vertiginosamente sempre più in sono identici a quelli che mi
senza fine, senza scopo, ma forse non alto. Adesso ne sono sicura: è il guardano con indifferenza da dietro
mi è concesso. Le notti s’alternano ai mondo che viene scagliato in alto nei gli oblò.
giorni, ed i giorni alle stagioni, ma il cieli, mentre io sono ferma, immobile Mi sorpassa veloce scendendo in
sibilo del vento nella mia caduta è a mezz’aria. Per due volte ho picchiata ed a mo’ di saluto agita
costante da tempo… da quanto incrociato persone che erano nel ancor più i tentacoli bianchi e
tempo? Ho la sensazione di cadere da vuoto come me, la prima fu una traslucidi nella mia direzione. Riesco
sempre, che il precipitare sia l’unica bambina che avrà avuto sei o sette a girarmi con la testa rivolta verso il
mia ragione d’esistere. Le finestre anni, completamente nuda, nera di basso, ormai sono brava a compiere
sono solo dei rettangoli che s’aprono pelle, mi ha sorpassato in fretta queste manovre, e lo saluto, come si
in un vuoto in discesa ma infinito, venendo dal basso ed ho lasciato che saluta un amico sulla nave in
rettangoli talvolta illuminati, dietro i volasse sempre più in alto sopra di partenza.
quali si celano timorosi esseri umani me. E precipito, seguito a precipitare, o è
d’ogni tipo, vecchi e bambini, ricchi La seconda era un bel giovane in il mondo che sale ed io sono ferma a
e poveri, uomini e donne, bianchi e abito scuro con una cravatta azzurra, mezz’aria.
di colore. Spalancano tutti la bocca m’è sembrato in abito da cerimonia
nello stesso modo quando mi vedono ma stringeva in una mano una borsa © Vittorio Baccelli
passare, e sgranano gli occhi, ma poi, di pelle nera, mi ha superato
immagino, scuotono ancora una volta scendendo in tutta fretta, gli ho fatto

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Progetto Babele – Numero Zero

IL LIBRO IN PRIMO PIANO

Il libro in primo piano che presentiamo nel numero zero di Progetto Babele e’: IL COLOMBO DIVERGENTE di
Carlo Menzinger di Preussenthal, una “ucronia” divertente ed affascinante edita da Liberodiscrivere. E lo
presentiamo nel modo migliore, lasciando che a farlo siano le parole dell’autore stesso. Buona Lettura.

mormorare con un certo sgomento, malamente sandali di fine lavorazione, segno distintivo
Tenochtitlan celato dal sarcasmo: "Eccoci giunti alle porte del suo rango. Ai polsi ha pesanti bracciali
dell'Inferno". d'oro, ai piedi porta cavigliere non meno
Tratto da: importanti.
IL COLOMBO DIVERGENTE "Sento già rullare i tamburi del giorno del
Di Carlo Menzinger giudizio universale" gli risponde Alvaro Il protocollo di corte impone che ci si presenti
Moreno commentando il rombo possente che a lui in abiti dimessi e a piedi nudi. Tu, invece,
Il "Luogo del frutto del viene dai templi sopra di voi. Ammiraglio, calzi le tue scarpe migliori e,
cactus nopal", ovvero come i tuoi uomini, ti sei opposto agli inviti
Tenochtitlàn, la capitale "Per San Fernando" sussurri "Marco Polo non dei vostri accompagnatori a levarle. Ma
del regno azteco, sorge aveva parlato di nulla di simile, il Cipango soprattutto porti il tuo vistoso abito rosso e
da oltre cento anni là deve essere un regno ben potente!” reggi la bandiera di Spagna ed il tuo vessillo
dove fu eretto il primo da Ammiraglio con la croce verde in campo
tempio di "Non è Cipango, Ammiraglio, questo è bianco. Un vero "oltraggio protocollare" alla
Huitzilopochtli. Tutto l'Egitto" ti corregge Luis de Torres, figura del sovrano.
intorno ed anche rabbrividendo al solo pensiero di quanto
all'interno della grande afferma "guardate le piramidi, è l'Egitto, Gli aztechi sono estremamente attenti agli abiti
metropoli mexica si l'antico Egitto. O forse la perduta Atlantide. che indicano appartenenze e ranghi sociali:
estendono i chinampas, umidi e verdeggianti Mio Dio cosa abbiamo osato fare? Dove travestirsi da alto funzionario è colpa passibile
regni delle zanzare e fonte fondamentale di abbiamo osato spingerci?". della pena capitale. I tuoi abiti sono certamente
cibo per la città, zattere galleggianti nella eccessivi e sembrano denotare un altissimo
palude su cui i mexica raccolgono la terra dal "Non può essere l'Egitto" protesti "non rango. I totonachi che vi accompagnano hanno
fondo e vi coltivano, assieme ad altre piante, il abbiamo neppure raggiunto l'India, non cercato di farvi capire le regole del protocollo
mais, le "grandi spighe d'oro" che hanno tanto possiamo già essere in Egitto. E l'Arabia? E il locale ma non hanno insistito troppo, in tutti
colpito l'immaginazione dei tuoi marinai. Ma Mar Rosso? Come possiamo averli superati loro è infatti sempre fortissimo un sospetto:
non mancano variopinti chinampas coltivati a senza accorgercene?" Un senso profondo di che voi, questi forestieri giunti dal mare, siate
fiori. La gente nella campagna circostante si inquietudine e di stupore continua a permanere il Dio Quetzalcoatl e la sua scorta. Un simile
muove in canoa lungo i canali per andare da nonostante le tue parole, tutto sommato poco sospetto impedisce loro di trattarvi in modo
una casa all'altra. Ogni chinampero ha il suo sicure. poco rispettoso. E del resto se siete delle
rettangolo di terra di pochi metri quadrati su divinità avete tutti i diritti di presentarvi al
cui ha costruito la sua casa. Ahuìtzotl, il Tlatoàni di Tenochtitlàn (e non lo sovrano come meglio credete.
Shogun che avreste trovato se quello fosse
Con i tuoi uomini sei condotto in canoa fino al stato davvero il Cipango), vi attende nel suo
centro della città e da lì siete scortati dal lato palazzo, il tecpan, una città nella città, un Edizioni Liberodiscrivere
opposto della piazza ai piedi del Tempio insieme di svariati edifici uniti da cortili e
Maggiore di Huitzilopochtli e Tlalòc che si circondati di giardini curatissimi (ma,
erge al centro della città. Arrivati in fondo al nonostante la sua magnificenza, non siete nel
canale, restate abbagliati dalla magnificenza Muromachi di Kyoto). Il sovrano vi aspetta nei
delle piramidi. Se questo è Cipango, è un suoi appartamenti al secondo piano. Per
regno ancora più grandioso di come lo arrivarci passate in mezzo ad una folla di
raccontano! dignitari e artigiani che lavorano piume ed oro
ai piedi del palazzo e non potete non
Alla base della scalinata del tempio si emozionarvi a tale vista. Vedete anche
uniscono i quattro quartieri di Tenochtitlàn, numerose gabbie piene di animali misteriosi e
tutto intorno alla piazza si levano alte mura. di altri che, sebbene diversi, ricordano quelli
Sei sconcertato dalla vastità di quella piazza delle vostre terre. Scorgete a distanza
che potrebbe ospitare una città di quindicimila l'immensa voliera reale da cui miriadi di
anime. In cima alla piramide del Tempio uccelli levano le loro grida al cielo ed il cui
Maggiore ci sono due santuari, uno rosso in intenso odore si espande per parecchie
onore di Huitzilopochtli ed uno azzurro per il centinaia di metri. "Eccoci al Sacro Pollaio!"
Dio della Pioggia Tlalòc. Questa piramide è mormora Luis de Torres.
sul lato settentrionale della piazza, mentre ad Collana: Il libro si libera
oriente sorge il Palazzo Imperiale di Ahuìtzotl, Le pareti del palazzo, dipinte con tinte vivaci ISBN: 88-7388-001-0
il Riverito Oratore. sono ornate di statue, bassorilievi e d'ogni Pagine: 188
sorta di decorazione. Prezzo Euro: 9,81
La piazza è inondata di luce e brulica di gente Ahuìtzotl, Mostro d'Acqua (questo è il
che va e viene, sacerdoti, dignitari dai significato del suo nome), ha stabilito la
copricapo di piume, chinamperi, artigiani, propria dimora in un palazzo accanto a quello L'Uey-Tlatoàni - titolo che significa Riverito
guerrieri, mercanti ed ogni sorta d'uomini. Le che era stato di suo fratello Axayacatl, un Oratore ed equivale a quello di Re - nota
mura sono decorate con serpenti di pietra. Da precedente sovrano, al di sopra del canale subito l'imperdonabile mancanza e questo vi
tutte le parti è un continuo sventolio di nord, quello tagliato dalla via che conduce a rende subito antipatici ai suoi occhi. Ma
stendardi, tanto da far passare inosservati i Tlatelolco, la città conquistata proprio da quel Ahuìtzotl, uomo ufficialmente di fede, è
vostri. All'interno delle mura si levano suo fratello Axayacatl, morto ormai da più di intimamente poco religioso e assai pratico. Per
un'ottantina di edifici. I marinai passano dieci anni. lui la probabilità che voi siate invasori è assai
accanto alle fauci spalancate che costituiscono più alta che non quella che siate Dèi. La sua
l'ingresso del santuario di Quetzalcoatl e L'Imperatore vi accoglie nei suoi abiti intelligenza gli fa anche capire subito che non
Rodrigo di Triana non può evitare di cerimoniali. Indossa un imponente mantello di vi è in voi volontà di affronto. La sua idea è
cotone ricamato ed ornato di piume. Calza

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Progetto Babele – Numero Zero

che voi siate importanti funzionari di un regno loro la morte se non una forma della vita?
ignoto, un po' rozzi probabilmente ma che Nascita e morte sono parte di un ciclo: l'una ha Carlo Menzinger presenta :
certo si devono credere molto potenti. Se un origine nell'altra. I mexica non hanno paura IL COLOMBO DIVERGENTE
uomo si comporta da sovrano non è detto sia della Morte ma solo di Tezcatlipòca, il Dio E’ quasi una legge fisica, i libri ci parlano
un re ma potrebbe anche esserlo. Se un popolo della Mala Sorte. Dal sacrificio umano prende sempre, piu’ o meno apertamente, dei loro
si crede padrone del mondo può essere abbia i nuova vita il Sole che dà vita e forza a tutti i autori: e’nella loro natura, non possono farne a
mezzi per esserlo anche se non lo è. Prima di viventi. Come si può provare orrore per un atto meno. Noi , pero’, abbiamo deciso di invertire
inimicarsi un simile re ed un simile popolo dovuto, per un gesto generatore di vita? E' questo rapporto naturale ed abbiamo chiesto a
bisogna capire chi realmente siano e questo il difficile però filosofeggiare quando si teme di Carlo Menzinger di presentare il suo libro ai
Riverito Oratore cerca ora di fare. vedersi strappare il cuore dal petto e voi, ora lettori di Progetto Babele.
siete soprattutto atterriti.
Dunque, poco dopo il vostro arrivo, siete IL COLOMBO DIVERGENTE narra di come
condotti nella piazza dei templi ed invitati ad © Carlo Menzinger Cristoforo Colombo, giunto in America incontri
assistere all'esecuzione di una decina di gli aztechi e, prigioniero, sia costretto a condurli
nemici. Venite fatti accomodare con grandi nel vecchio continente da conquistatori. La voce
ossequi davanti alla Tzompàntli, la Mensola L’INCIPIT: narrante è di un "personaggio" misterioso la cui
dei Teschi, sufficiente ad impressionarvi già identità aggiunge una nota soprannaturale ed
prima ancora che la cerimonia in vostro onore Tre navi nella bonaccia alla allegorica alla descrizione dei viaggi e delle
abbia inizio. avventure del navigatore ligure, ai suoi
ricerca di una nuova via che sentimenti ed ai suoi amori, agli intrighi di corte
I sacerdoti, faccia giungere ancora copiosa la ed alle ambientazioni esotiche in tre continenti.
dopo aver fragranza delle spezie al naso
dipinto la d'un occidente soffocato, già IL COLOMBO DIVERGENTE potrebbe essere
prima vittima definito un’ “ucronia”. Descrive cioè una
con strisce
nella propria culla, dal peso della variante possibile di un evento storico. Reali,
bianche e voluttuosa leggerezza del lusso. infatti, sono i personaggi - non solo Cristoforo
rosse, Novanta uomini ai bordi Colombo, ma anche molti di quelli che gli
l'accompagn dell'infinito. ruotano attorno, persino quelli che
ano in cima "storicamente" lui non ha mai incontrato: gli
Novanta uomini ai limiti aztechi e gli arabi. I personaggi immaginari sono
ad un
tempio, dove dell'ignoto. veramente pochi. Reali vogliono essere anche gli
uno di loro la ambienti e gli spazi in cui questi si muovono. A
saluta con le Da IL COLOMBO DIVERGENTE non esser storica è però la "storia" stessa, la
parole rituali Di Carlo Menzinger trama del romanzo. IL COLOMBO
"Ecco il mio DIVERGENTE narra una vicenda che diverge
benamato da quella reale (da qui il titolo). Il romanzo ha
figliolo". La alla sua base un'idea quasi da racconto
vittima risponde rispettosa "Ecco il mio fantascientifico (o meglio “fantastorico”): da
venerato padre" e si lascia distendere sulla Dove comprarlo? ogni nostra decisione scaturiscono delle
pietra sacrificale, il techcal. conseguenze che da un'altra scelta non sarebbero
Il Colombo Divergente derivate. Da ciascun gesto quindi deriva un
Quattro sacerdoti lo reggono, come previsto mondo possibile, un universo che diverge
e’edito da rispetto all'analogo universo, altrettanto
dal rito, per le gambe e le braccia. Nonostante
la docilità iniziale, infatti, la vittima comincia LIBERODISCRIVERE possibile, determinato dal mancato compiersi di
ad agitarsi disperatamente. Un quinto www.liberodiscrivere.com quel gesto. Da ogni movimento, scelta o azione e
sacerdote, quello che l'ha salutato, "in segno di dai loro opposti nascono dunque infiniti universi
grande affetto", brandendo un coltello di divergenti. Il nostro protagonista si muove in
distribuito dalle librerie uno di questi.
calcedonio, gli squarcia il petto e strappa con
le mani il cuore ancora palpitante offrendolo al FNAC e BibliCafe’
sole, con le braccia levate lungo cui cola il A narrare la storia allo stesso Colombo, si
sangue benedetto. Ed e’ordinabile scrivendo a scoprirà solo alla fine, è la Morte (non una morte
qualunque ma la sua stessa Morte, che lo segue
menzinger@tin.it per tutta la sua esistenza, in attesa che giunga il
Gli altri quattro allora spingono il corpo giù
dalle scale del tempio. Tutto ciò simboleggia il suo momento). Nel romanzo sono presenti dei
sorgere ed il calare del sole. Gli Dèi mexica Altre notizie su : versi, delle cantilene o dei giochi di parole in
sono assetati di sangue umano ed il Sole lo è in www.scrivo.too.it corsivo: è la personificazione della Nascita che
massimo grado. L'offerta del sangue è l'atto www.geocities.com/menzingercarlo/Col commenta le vicende di Colombo che a sua volta
religioso più profondo; gli stessi Dèi diedero ombo.html rappresenta la Vita (insieme costituiscono una
l'esempio immolandosi per il Quinto Sole. Gli trinità indivisibile). Sono presenti anche altre
uomini hanno il dovere di nutrire il Sole con il figure allegoriche (come la Necessità, alias
sacrificio del proprio sangue. Pietro Martire).
Ma niente paura: Non è un romanzo allegorico!
Sotto la folla afferra il
corpo e lo fa a brandelli Chi ama le descrizioni di luoghi esotici, di
e ciascuno si allontana, antiche leggende, di intrighi, di giochi di potere
chi con un braccio, chi potrà accostarsi al COLOMBO DIVERGENTE
con una gamba chi con anche con queste chiavi di lettura.
il fegato o con altre
interiora. Nonostante ciò IL COLOMBO DIVERGENTE
è essenzialmente il racconto di un viaggio, di
E voi? Ovviamente un'avventura e, soprattutto, di un uomo, delle sue
inorridite. Come potete passioni, dei suoi sogni, dei suoi amori e delle
capire il senso della vita sue delusioni.
come lo concepiscono
gli aztechi? Cos'è per Carlo Menzinger

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Progetto Babele – Numero Zero

FANTASCIENZA

La Strada di Vittorio Baccelli


C’e’sicuramente una strada cosi’anche dietro casa vostra. Una strada normale come tante, e magari vi siete chiesti,
una volta, passandoci davanti, dove porti. Puo’darsi che, in un giorno in cui non avete nulla da fare, vi venga persino
voglia di iniziare a percorrerla. In questo caso, lasciate che vi dia un consiglio, leggete questo ottimo racconto di
Vittorio Baccelli prima di incamminarvi…

Sono nato in questa strada, una via ampia che abitazione, cosa che so non vera poiché con le avanti però le case non sono foderate di pietra
scorre dritta, un senso procede a sud verso il esplorazioni in bici arrivammo ben oltre. ed hanno l’intonaco scrostato, si fanno sempre
mare e s’incrocia con l’ampio lungomare Ho riempito l’auto di viveri, acqua e taniche di più brutte, più maltenute, sembrano anche più
sempre trafficato ad ogni ora del giorno. benzina, ho caricato la mia vecchia bici sul antiche, ma questo non è possibile, perché
Il senso opposto, quello che si dirige a nord, portabagagli ed ho girato la chiavetta quando passavo qui da ragazzo queste
prima attraversa una statale, c’è un semaforo d’accensione. abitazioni non c’erano ancora.
all’incrocio, poi si perde verso l’interno Parto lentamente in I giardini non sono più curati come nel mio
mantenendo sempre la stessa direzione. direzione nord: osservo quartiere ed alcuni sono addirittura
Dicevo che sono nato in una casa sita su come fosse la prima abbandonati: qualche abitazione ha
questa via a circa un chilometro più verso il volta il luogo ove nientemeno che due assi incrociati sopra le
mare da dove abito adesso. abito, quanti ricordi porte e le finestre.
Quando ero ragazzo, avevo tutti gli amici che s’affastellano confusi Sono adesso in un agglomerato ove le case si
stavano nella stessa mia strada e talvolta con nella mente, volti di stringono fitte ai lati della strada. Parcheggio e
loro facevamo delle scorribande risalendo con donne e di bambini, scendo per fare un giro. Gli appartamenti sono
le bici verso il nord. interni di case e di ora a due, tre piani, i giardini qui non ci sono,
Inforcavamo i nostri velocipedi e con negozi, fiori sbocciati, ma corti sterrate utilizzate come parcheggio
l’irruenza di quegli anni verdi pedalavamo danze, cerimonie liete dalle auto.
veloci lasciando presto le nostre case a più e tristi… .. Alcune macchine sembrano abbandonate da
piani per trovarci circondati da abitazioni Sfilano palazzi signorili a cinque sei piani, tempo, sono coperte di cocci e di ruggine.
coloniche con capanne, stalle, campi coltivati, foderati in travertino, in preziosi tasselli di La strada è attraversata da innumerevoli fili
covoni di paglia col palo piantato nel mezzo ed ceramiche colorate e marmi, per proteggerli metallici, del telefono, della luce e chissà
un barattolo rovesciato all’estremità del palo. dal salmastro nei giorni di vento, coi giardini d’altro.
Ci venivano incontro vociando torme di ben curati, le siepi di pitosforo recentemente I negozi hanno tutti le saracinesche abbassate
bambini scalzi che chiaramente erano i figli sforbiciate, le rose le buganvillee, gli oleandri ed alcuni carrelli da supermercato, arrugginiti,
dei contadini. in fiore, larghi marciapiedi con alberelli giacciono rovesciati accanto alle porte
La prima scuola, i primi amici, la chiesa che i ornamentali, qualche severo pino maremmano d’ingresso.
miei frequentavano, i negozi nei quali si nello sfondo, lampioni e panchine a distanze Passanti furtivi mi guardano di sottecchi e
faceva la spesa, il cinema, tutto si snodava regolari, le auto lucenti parcheggiate in fila girano veloci gli angoli, un uomo strattona una
lungo la strada, anche il circo ed il luna park accosto ai marciapiedi. giovane ragazza e la conduce a forza in un
che ogni anno montavano le loro tende ed i All’improvviso c’è poi uno slargo di verde, un portone, nessuno sembra notare niente
loro stand, arrivavano da questa via e a lato di grande giardino pubblico, ove spesso andavo, d’insolito e la ragazza vistosamente si ribella,
essa si fermavano per poi ripartire. con siepi e panchine, giochi per ragazzi ed un ma non emette un solo suono.
Andai poi alle scuole superiori, usando la laghetto coi cigni. Scorgo giovani che corrono Turbato risalgo in auto e riparto, voglio andare
metropolitana che portava in centro, finite le ed anziani seduti immersi nella lettura. avanti, ancora più avanti.
scuole trovai un lavoro, sempre in centro, ed Proseguo e salgo il cavalcaferrovia: sotto Mangio un panino imbottito e bevo birra
ho costantemente usato la metropolitana per passano rotaie sulle quali i treni sfrecciano mentre l’auto prosegue, ed i venti chilometri
questi spostamenti quotidiani. veloci. Dal cavalcaferrovia vedo il grande previsti da quella stupida cartina sono già stati
L’auto l’usavo solo la domenica, per centro commerciale ed i negozi che lo abbondantemente superati da altri venti e la
raggiungere il lungomare e talvolta proseguivo circondano. strada prosegue ancora chissà per quanto.
per chilometri e chilometri lungo la costa Mi fermo proprio in cima al cavalcaferrovia e È giunta la notte, parcheggio l’auto e mangio
finchè non trovavo un tratto di mare adatto ad i scendo dall’auto, la strada è grande e non della frutta, lì vicino c’è un’insegna tremolante
miei tuffi. intralcio nessun altro mezzo, guardo verso il BAR, mi farò un caffè poi dormirò nell’auto e
Sono adesso in pensione ed abito ancora in mare e scorgo il mio condominio e più lontano domattina andrò ancora più avanti.
questa stessa via, l’ho già detto, un chilometro la casetta ove sono nato che adesso è stata A piedi faccio i cento metri che mi separano
più a nord da dove sono nato, talvolta incontro ristrutturata e trasformata in villetta. Poi dal bar, entro da una cigolante porta a vetri,
alcuni dei miei vecchi amici dell’infanzia. leggermente a sinistra c’è l’entrata della metro, l’interno è poco illuminato e alcuni avventori,
Guardo non verso il mare ove la strada finisce, più lontano la riga brillante del mare. vestiti come operai del secolo scorso se ne
ma verso nord ove la via prosegue e non so fin Riparto nella mia direzione e mi fermo al stanno giocando a carte con mezzette di vino
dove. semaforo che trovo all’incrocio con la statale. rosso e calici squadrati davanti.
Ho esplorato un pezzo di essa da ragazzo, solo Il semaforo è rosso ed io aspetto Per terra all’ingresso c’è una sputacchiera, le
da ragazzo, poi non sono mai più tornato al pazientemente senza spegnere il motore: la avevo viste solo nei vecchi film, cerco di non
nord. Sono passate diecine di anni da allora, statale è molto trafficata e file di auto guardarla ed entro in quest’ambiente
sicuramente tutto sarà cambiato. multicolori sfrecciano veloci nelle due estremamente fumoso.
La direzione nord della strada mi attira sempre direzioni. Attendo: infine il semaforo passa al Sì, il fumo qui è a strati, c’è odore di sigaro e
più, è una calamita che ruba tutti i miei verde, parto veloce perché so che nella mia di pipa, c’è anche odore d’orina, e mi ricorda
pensieri, mi richiama ogni giorno più direzione il verde dura solo un attimo e non di che devo andare al bagno.
prepotentemente. più. Vedo infatti la massa delle auto che di Mi avvicino al bancone di legno, è lurido, e
Ho finalmente deciso d’imboccare malavoglia s’è arrestata, negli abitacoli i chiedo al barista che indossa una giacca che
nuovamente quella via, voglio vedere ove conducenti nervosi sgasano con rabbia e sicuramente molto, molto tempo prima era
sbocca, sono sempre più curioso, anche perché ripartono facendo stridere le gomme quando io bianca, un caffè.
nelle carte che ho consultato, la strada sembra non ho ancora finito d’attraversare la strada. - Corretto?
interrompersi a soli dieci chilometri dalla mia Proseguo e per qualche chilometro tutto - No, semplice.
sembra essere uguale a dove io abito. Più

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Progetto Babele – Numero Zero

Prendo il caffè, lo zucchero e mi siedo ad un un cartello che indica PARCHEGGIO: traccia, monto allora nuovamente sulla bici e
tavolo vuoto. C’è una porticina ed una nell’area della sosta ci sono solo gli scheletri mi fermo proprio nel mezzo del ponte.
targhetta “LATRINA”, mi alzo, ci vado. E’ un di altre due auto, guardo le targhe, ma sono Immobile guardo l’acqua scorrere, per un po’
bugigattolo puzzolente con un foro circolare illeggibili, la ruggine le ha cancellate. non succede proprio nulla, poi lentamente, una
per terra su un lastra di marmo lurida ed un Le luci sono tutte spente, cespugli sono nati ad una le scille emergono, innalzano il loro
“tappo” anch’esso di marmo con una maniglia tutt’intorno all’area di parcheggio ed in alcuni collo a forma di stelo ed i mortali petali
metallica: mi arrangio mentre l’odore di punti sono riusciti a conquistarsi anche fette s’aprono a corona.
ammoniaca si leva da quel foro nel pavimento, d’asfalto. Sembra non esserci anima viva e Il fiume ora è pieno di grandissimi fiori
poi ritappo il buco ed esco. rottami e fili metallici sono ovunque. colorati, solo in apparenza innocui: ma ogni
Al mio tavolo c’è un ragazza seduta, mi siedo La notte però odo grida, colpi d’arma da tanto un fiore silenziosamente e repentino su
accanto al mio caffè e la guardo: è sudicia ed fuoco, rumori d’ogni tipo: in piena oscurità un tuffa per carpire un pesce, più raramente
ha alcuni denti cariati, è giovane, ma sento che animale si avvicina all’auto, lo vedo cercar di qualche altro fa un guizzo per prendere al volo
pure puzza di sporco. guardare all’interno, appannare il cristallo con con quella bocca rotonda che è circondata dai
La ignoro, bevo il caffè, poi mi accendo una una bocca canina, gli occhi brillanti, i lunghi petali, qualche ignaro uccello.
sigaretta, lei prende una delle mie sigarette e bianchi denti e la lingua gocciolante. Mi faccio Osservo a lungo, non ho mai visto animali del
l’accende. piccolo piccolo sotto il plaid: l’animale annusa genere, poi ricomincio a pedalare e mi sposto
Seguito ad ignorarla e mi guardo attorno: a lungo tutta l’auto, poi addenta più volte i nuovamente più a nord.
sembra un’osteria del 1900, anche la macchina pneumatici, e infine se ne va. Pedalo lungo la dritta strada sterrata e giungo
del caffè è enorme e in ottone di quelle con gli Al mattino ho una gomma forata, la cambio e ad un centro abitato.
stantuffi, pure gli avventori sembrano piovuti riparto e lungo la strada vedo solo edifici che Alcuni ragazzi vestiti di stracci mi osservano
da quel secolo. sembrano aver subito un bombardamento, arrivare e sento i loro occhi penetranti che
Nessuno presta la pur minima attenzione al parte della carreggiata è talvolta occupata da seguono ogni mio avanzamento. Ci sono
sottoscritto, neppure la lurida ragazza che è masse indefinibili di metallo arrugginito. bambini dappertutto e mi osservano con degli
seduta al mio tavolo e che sta con piacere Macerie, macerie, solo macerie per chilometri strani occhiali bianchi, non mi vengono
assaporando la sigaretta che mi ha preso. Vedo e chilometri, interrotte talvolta da alcuni campi incontro, sono quasi immobili.
un quotidiano piagato su una sedia poco incolti. Pedalo finchè non vedo quella che mi sembra
distante, lo prendo per sfogliarlo. Quando si fa notte qualcosa cambia, ci sono un’osteria, scendo dalla bici ed entro:
È scritto in alfabeto cirillico, meravigliato lo degli edifici abitati ed incontro dei campi macchine del caffè non ne vedo, ma boccali da
riposo, c’è un mazzo di carte, mi faccio un coltivati, ma la strada s’è fatta più stretta ed è birra rovesciati sono accatastati lungo il
solitario, poi un altro e questo lo risolvo. sterrata, non più asfaltata. bancone.
La ragazza seduta ha finito la sigaretta e la Proseguo fin quasi al mattino ed ad un certo Dietro c’è una ragazza rossa di capelli e
spenge dentro la tazza vuota del mio caffè, punto l’auto si ferma, la benzina è finita. dall’aspetto florido, meno male che non è
estrae un seno dalla scollatura e mi fa – Carico allora il cibo, l’acqua e le poche cose lurida e non porta quelli strani occhiali
Andiamo? – No, grazie – Le rispondo, mi alzo, indispensabili su uno zaino e prendo la bici. bianchi.
vado al bancone chiedo quanto è, ma il barista Adesso davanti a me c’è un lungo ponte in - Una birra.
mi fissa senza rispondere, gli lascio allora sul legno che attraversa un fossato, ma forse è un Lei mi serve un boccale abbastanza grande
banco un euro e lui guarda la moneta con fiume, mi accorgo che è molto ampio e le sue d’una birra bionda spumeggiante, il sapore è
interesse, ma non dice niente. acque devono essere profonde. un po’aspro, ma gradevole.
Esco e torno all’auto, inclino i sedili, mi metto Il ponte ha delle spallette, anch’esse in legno, Mi siedo su uno sgabello di legno nero e bevo
un plaid addosso e mi addormento. ci appoggio la bici e scendo verso le acque che con calma. Mi accendo una sigaretta e scorgo
Durante la notte qualcuno sbatte con violenza scorrono. uno sguardo di disappunto negli occhi
contro la carrozzeria della mia macchina - Fossi in te non lo farei! dell’ostessa.
emettendo un grido, un ubriaco? Ma non riesce Mi fermo, mi guardo intorno e scorgo un Più tardi pago e lei guarda con attenzione le
a svegliarmi del tutto. uomo sul ponte vestito in jeans e camicione a monete che le ho lasciato sul banco, poi scuote
Al mattino riparto e più mi addentro verso il quadri. la testa e le ripone in un cassetto sotto il
nord, più tutto sembra diverso, il traffico ora è - Scusi, diceva a me? bancone.
quasi inesistente, ho incontrato solo un paio di - Fossi in lei non andrei troppo Con lo zaino in spalla esco, ma la bici più non
carri trainati da cavalli, ed anche i pedoni sono vicino all’acqua. c’è. Faccio segno ad un ragazzo con gli
rari. - Perché? occhiali bianchi, ma quello sparisce, e sono
Bar più non se ne vedono, distributori di - Ci sono le scille! spariti tutti, nella strada non c’è più nessuno.
carburante neppure a parlarne. Ma ho portato - Che cosa? Mi sistemo ammodo lo zaino sulle spalle e
ben due taniche piene di benzina, così mi - Le scille! riparto a piedi nella direzione nord, la strada
fermo e realizzo il pieno con esse. Proseguo - Non so cosa siano. non è più sterrata, ma neppure asfaltata,
senza mai fermarmi per molte ore, poi faccio - Guardi allora. sembra sia stata spennellata con più strati di
una sosta in un’area ove le case sono tutte L’uomo si china e da una cesta di vimini trae silicone. Più vado avanti più le case sono
diroccate, sembra proprio che siano cadute per un pesce e lo lancia in acqua. Il pesce non fa in strane, quasi orientaleggianti, ma con gli
incuria. tempo a cadere nel fiume che un lungo angoli smussati, quasi a pianta circolare, non
Lascio sul selciato i miei bisogni, mi tentacolo s’alza di scatto e lo inghiotte. saprei come definirle, hanno un qualcosa
sgranchisco le gambe, mangio e bevo Il tentacolo poi si mette eretto, dritto verso d’inquietante e d’alieno, sono riapparsi anche i
qualcosa. C’è una casa che è proprio rasa al l’alto e si aprono come dei petali colorati sulla marciapiedi, ma hanno un che di sbagliato.
suolo e tra le macerie si scorgono i resti di una sua sommità, a raggiera, sì che l’effetto finale Incontro anche alcuni passanti, ma i loro
vecchia auto degli anni ’50. Mi avvicino e tra i è quello d’una enorme margherita colorata. sguardi sotto quegli assurdi occhiali bianchi,
detriti distinguo delle bianche ossa che mi - E’una pianta carnivora? sono ambigui ed i loro vestiti troppo stretti e
sembrano umane, non ho voglia d’indagare su - No, è un animale, una scilla corti: sembra che si siano tutti abbigliati con i
questi aspetti e proseguo. d’acqua dolce, ed il fiume ne è loro abiti da ragazzo.
I marciapiedi qui hanno molte pietre divelte e pieno: per questo non è saggio Alcuni scivolano sulla strada con strani pattini
sull’asfalto crepato della strada col gesso vedo avvicinarsi troppo. e vanno molto veloci.
disegnati dei giochi di ragazzi: qualcuno allora - Mangiano anche le persone? Sono tutti in pantaloncini corti o minigonne
è stato qui recentemente. - Sì, le trascinano in acqua e le quasi inesistenti e tutti si muovono in fretta,
Mi sento osservato e mi giro verso un muro strappano a morsi. alcuni addirittura mi urtano.
sbrecciato. Chiunque fosse la dietro, s’accorge - Non lo sapevo, grazie per avermi Le abitazioni sono adesso disegnate con volute
che l’ho visto e fugge veloce. Lo chiamo, ma avvertito. geometriche ed alcune ricordano disegni
quell’indistinta figura è già sparita. Risalgo veloce verso il ponte, voglio psichedelici.
Torno all’auto e proseguo il mio viaggio, calorosamente ringraziare il pescatore per Vi sono molti negozi con vetrine illuminate.
guido fino a notte inoltrata, mi fermo seguendo avermi salvato la vita, ma di lui non v’è Mi fermo ad osservare le vetrine e scorgo

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Progetto Babele – Numero Zero

esposti oggetti impossibili, le insegne poi all’interno c’è luce e non comprendo da dove Fuori alcuni ragazzi dagli occhi piatti stanno
sembrano dipinte con volute colorate. provenga. Una parete si colora ed appaiono provando la mia bicicletta: cazzo! ecco
Eppure sono sicuro che quello è un alfabeto, immagini, è una specie di TV e quello dov’era finita! Però me l’hanno riportata.
ma chissà da dove l’hanno preso. Proseguo ed dev’essere l’equivalente del nostro Vedo che uno di loro già riesce a stare in
ora le abitazioni sono proprio tutte a pianta telegiornale, solo che parlano in una lingua equilibrio.
rotonda e gli abitanti che incontro hanno tutti, incomprensibile ed hanno tutti quegli strani Gli sorrido.
proprio tutti, quegli assurdi occhiali con le occhi piatti, brutti no, ma inquietanti.
lenti bianche. Dopo il tg c’è musica ed un programma così
C’è un giardino pubblico con fiori e panchine: strano come non ne ho mai visti. È ormai già un bel po’ di tempo che mi trovo
mi fermo. Mi ritrovo a letto nudo con la padrona di casa in questo luogo, lo so la strada prosegue
Sto mangiando dei biscotti e sono seduto su e solo allora mi rendo perfettamente conto che ancora verso nord, ma mi è passata la voglia di
una panchina che pensavo di pietra, invece è a parte gli occhi e la lingua proprio andare avanti.
tiepida e soffice, quando un ragazzo si siede impossibile, questa è giovane e molto, molto Tornare indietro, non se ne parla neppure, non
accanto a me. È quasi nudo con quei suoi bella, troppo per me. rientrava nei miei programmi.
vestiti striminziti, osservo meglio quei buffi Malgrado sia un po’ sull’arrugginito Comincio ad imparare la loro lingua e qui mi
occhiali, ma solo allora mi accorgo che sono i nell’argomento riesco lo stesso a fare una trovo così bene come non sono mai stato.
suoi occhi: ovali, bianchi, piatti, lisci. buona figura, ed io sono il primo ad esserne La mattina quando mi rado la barba, mi
Anche lui mi osserva, prima incuriosito, poi meravigliato. osservo attentamente allo specchio e sono
quando mi vede alzare di scatto, s’alza pure lui Al mattino la colazione è servita, le mie cose ringiovanito di diecine d’anni: chissà perché?
e mi rivolge alcune parole in un linguaggio che avevo nello zaino sono già state disposte La ragazza è sempre così affettuosa con me e
gutturale che non capisco. Allora lui emette un nella stanza e quella strana TV è già in non mi lascia mai, sono felice d’averla
fischio e dopo pochi secondi appare una funzione. incontrata. Mi riempie sempre di piccoli regali,
bellissima ragazza vestita in nero, anzi molto Il caffè è buono, anche se non credo proprio ho imparato anch’io a scivolare sulla strada
poco vestita in nero. Il ragazzo se ne va ed io che sia caffè, ed una tazza colma di cioccolato con le loro scarpe anti-g che lei ovviamente mi
rimango con questo schianto quasi nuda e caldo mi aspetta: sono certo che non si tratta di ha regalato. Anche questo sapone da barba, il
vedo che quelli che credevo occhiali, sono cioccolato, ma di qualcosa di altrettanto rasoio, il dopobarba e la crema da spalmare
occhi anche per lei. gradevole. sugli occhi sono suoi regali.
Con gli stessi versi del ragazzo, che ora è Sul tavolo c’è un pacchetto di sigarette La crema da occhi poi è fantastica, i miei occhi
sparito, lei vuol dirmi qualcosa, le faccio dall’aspetto alquanto strano: è tutto azzurro ovali bianchi assumono ora variazioni
segno che non ho capito nulla e le sorrido. con arabeschi in oro. cromatiche madreperlacee.
Anche lei mi sorride e mi fa cenno di seguirla, Dopo il caffè ed il cioccolato accendo una Delle volte mi sembra proprio che questo
così dopo una lunga passeggiata mi ritrovo sigaretta tolta da quel pacchetto assurdo, posto sia veramente troppo per me e mi
all’interno d’una casa rotonda e lei mi offre del l’assaporo, il gusto è lievemente speziato e chiedo: “Dove sarà l’imbroglio?”
cibo, poi mi dà da fumare ed infine mi serve devo dire che è veramente ottima.
un liquore dal sapore gradevolissimo e Forse era questo il posto che ho cercato per © Vittorio Baccelli
leggermente alcolico. tutta la vita: lei mi osserva con quegli strani
C’è calore qui, e c’è musica, è strano ma c’è occhi, mi prende la mano, la bacia e mi
sempre musica. Fuori ora è notte, ma sorride.

Chi e’Vittorio Baccelli? Scrittori :


Alessandro Baricco parlando di
Vittorio Baccelli (baccelli1@interfree.it) è nato a Lucca nel 1941, ha Sir A.Conan Doyle :
conseguito una laurea in lettere presso l'Università degli Studi di Pisa,
libera laurea in Scienze Umane e Sociali presso la Città studio di In tv rispunta Asprilla, pensa te,
Urbino, Master in Scienze biomediche con la Pacific Western entra nell’area di qualche stadio
University di Los Angeles. inglese, morbido pallonetto, gol.
Attivo nel mondo dell'arte fin dagli anni 60, è poeta, scrittore e In un pub all;angolo di
collagista. St’Andrew Square, spunta invece
la figura paciosa di Arthur
E' stato il direttore del mitico giornale underground “FUCK” e
Conan Doyle, in cornice,
successivamente de “La rivolta degli straccioni”. naturalmente, foto anni venti.
Ha partecipato a rassegne multimediali e di mail art in tutto il mondo, è Scriveva sciatto ma aveva del
l'ideatore dei progetti “millennium” e “luther blissett experience” genio. Ed era di Edimburgo. Era
convinto di aver pubblicato libri
E' presente in numerose pagine web e collabora a varie riviste letterarie, ha pubblicato: fondamentali (tomazzi di storia e
di spiritualismo), pero’ il mondo
La città sottile Stampa Alternativa Roma 1979 da lui volle solo e sempre
Holmes: mi immagino che se ne
L'anima delle cose Tipografica Pistoiese Pistoia 1981
mori’ un po’ triste, con la
La mail art scrive al domani Centro Documentazione, Pistoia 1990 desolazione addosso di chi ha
Poetica italiana di frontiera negli anni 70 Centro Documentazione, Pistoia 1996 cucinato fagiano ripieno e tutti a
Storie di fine millennio Prospettiva Editrice, Siena 2000 lodare le patate lesse di contorno
45 lezioni sul vuoto Montedit, Melegnano 2001 …

Il suo ultimo libro : Mainframe edito da Prospettiva Editrice Siena e’recensito a pagina 20. Tratto da : Barnum 2
Altre cronache dal grande show
Altre informazioni (e numerosi testi on line) nella sua homepage : http://baccelli1.interfree.it Feltrinelli Editore

"La vita è breve, l'arte lunga, l'occasione fugace, l'esperimento pericoloso e il


giudizio difficile"
Ippocrate

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Progetto Babele – Numero Zero

REVIEWS

tavola, circondato dalle sue odiate


Da Panama in poi… cipolle… Mainframe
Autore : Alberto Mariotti Mi ha particolarmente interessato la
descrizione della barca bloccata dalla
Autore Vittorio Baccelli
Edizioni Liberodiscrivere bonaccia. Qualcosa del genere avevo
scritto anch’io nel mio “Il Colombo
Divergente” (ed era stata per me
occasione per seguire il divagare della
fantasia dei marinai in mondi fantastici).
Nel testo di Mariotti ritrovo, ottimamente
descritte, narrate da chi le ha vissute
veramente, proprio quelle sensazioni che
mi ero immaginato potessero avere degli
uomini impotenti contro la forza
“immobile” della natura.
Con Alberto ho potuto vivere in queste
pagine, come se fossi stato in barca con
lui, il fastidio per una cucina ripetitiva, Editrice Prospettiva
cattiva, aliena, il disagio per il senso di ISBN 88-87926-58-1
bagnato, la difficoltà a vivere a stretto Collana I ridotti n. 59
Collana: Il libro si libera pag. 122 € 5,16
contatto con estranei per un lungo
ISBN: 88-7388-002-9
Pagine: 104
periodo, la nostalgia di casa, delle
Prezzo Euro: 9,81 persone e delle cose lasciate, l’incertezza
del futuro, insomma tutte le sensazioni ed La fantascienza ha ancora un futuro? Esiste
i sentimenti, piccoli e grandi che un una fantascienza italiana? A leggere
Il 28 novembre 2001 ho incontrato a “Mainframe” di Vittorio Baccelli la risposta a
Milano Alberto Mariotti. Presentavamo simile lungo viaggio può destare.
E’ un racconto che consiglio anche a chi queste domande parrebbe senz’altro positiva.
entrambi i nostri libri alla FNAC di Baccelli non è un autore “affermato” ma ha già
Milano, che li distribuisce. non ama particolarmente il mare e la al suo attivo diverse opere, al punto che lo
Il racconto di Mariotti, “Da Panama in navigazione ma che gli amanti della vela considererei un autore emergente ormai
poi… ”, edito da Liberodiscrivere, mi non dovrebbero perdersi. prossimo alla “superficie”. E di questa
incuriosiva particolarmente anche per un convinzione ho avuto piena conferma
motivo personale e l’ho quindi letto con Penso che sentiremo ancora parlare di leggendo “Mainframe”. Si tratta di una
questo ragazzo e delle sue avventure. raccolta di racconti ma pervasi da una tale
grande interesse. Nello scrivere il mio unità da renderli quasi capitoli del medesimo
romanzo su Cristoforo Colombo, infatti, Teniamolo d’occhio!
romanzo. Questo grazie anche alla presenza di
la mia maggior difficoltà era stata proprio alcune “invenzioni” come il Cronodrome e la
la descrizione del viaggio per mare. Era Firenze, 5.2.2002 TRI-TV o della yakuza, l’onnipresente mafia
un tipo di esperienza che non avevo Recensione di Carlo Menzinger giapponese.
vissuto e non ero riuscito a leggere molto “Mainframe” è una girandola di invenzioni,
in proposito. ***** alcune tipicamente fantascientifiche, altre che
Per Alberto deve essere stato molto Il libro può essere ordinato a mescolano alla fantascienza il fantasy, come
Alberto.Mariotti@edisport.it o acquistato gli Elfi che, incredibilmente, vivono
diverso. In questo libro narra un viaggio sull’Appennino Tosco Emiliano, e la pura
in barca che ha veramente fatto: da su www.liberodiscrivere.it.
fantasia, come per la donna del fiume. Non
Panama alle Hawaii e da queste alle mancano neppure episodi di sesso, che a volte
Galapagos. Una vera avventura. Una L’INCIPIT : quasi sfociano nel genere horror (e penso al
grandissima distesa di mare da superare piercing estremo praticato da una dei
vivendo in condizioni non proprio delle "Tutti fuori!" personaggi).
più agiate. Il nostro Mariotti non ha L'urlo di Malcolm spezzò E’ un libro che gli amanti della fantascienza
scoperto l’America ma il suo viaggio è improvvisamente il silenzio della divoreranno tutto d’un fiato ma che chiunque
notte, ma fu percepito solo come puo’ apprezzare, se non altro per lo spirito di
stato davvero importante. Se si pensa poi indagatore dell’animo umano e dei suoi sogni
a quanto questo autore sia giovane non si un'eco confusa dall'equipaggio
di Vittorio Baccelli.
può che apprezzare due volte la sua che dormiva. Stava per accadere
impresa ed il resoconto che ne ha fatto. qualcosa, ma la stanchezza e il Non voglio inoltrarmi ulteriormente nella
Scrive con uno stile essenziale, da sonno distorcevano la realtà descrizione di quest’ottima raccolta per non
cronista attento, con periodi brevi, trasformandola in un sogno togliere il gusto della lettura. Vorrei solo
descrizioni sincere e concrete. lontano. Con il trascorrere dei ricordare che il libro è edito da prospettiva
“Da Panama in poi… ” si legge con secondi le voci dei sogni si editrice (www.prospettivaeditrice.it).
piacere e l’autore-protagonista coinvolge facevano sempre più nitide,
sempre più forti. Sempre più Recensione di Carlo Menzinger
abilmente il lettore nelle sue sensazioni e
pare davvero di vivere con lui in nette. Sempre più reali… .
N.d.r. : Di Vittorio Baccelli, in questo numero,
quell’angusta e “poco areata” cabina, trovate l’ottimo racconto breve : Precipitando
sotto quella pioggia, in quella bonaccia, a Da Panama in poi… ed il racconto di SF La Strada.

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Progetto Babele – Numero Zero

LE INTERVISTE IMPOSSIBILI DI ALEX E PUX

Alex&Pux lavorano al soldo di Cronaca Acuta, il settimanale più venduto del paese (tradotto in sedici
lingue, tra cui l'italiano). Per gravissimi dissesti economici (il padrone della baracca ha distrutto il
testarossa alla terza curva del Passo della Cisa), Cronaca Acuta è sul punto di chiudere battente. Quello
che resta della redazione sta disperatamente cercando di comunicare con i due cronisti sguinzagliati in
giro per il mondo, i quali, sebbene non ricevano uno stipendio da oltre sei anni, continuano a spedire le
loro interviste attraverso fax, e-mails e poste prioritarie
.

Intervista a : Willy il Coyote


Siamo diretti agli studios della Warner Bros, federali. Dentro
nel bel mezzo del deserto texano. Se avessimo Ci guardiamo intorno. Camminiamo tra c'erano almeno
preso la Puxmobile a quest'ora saremmo già candelotti di dinamite, propulsori destinati ad mille roadrunner,
arrivati. Invece siamo sballottati da tre ore su esplodere in volo, razzi con le micce sempre immersi in grandi
un cazzo di gippone da yankee senza troppo corte, barattoli di colla potentissima, vasconi con del
ammortizzatori, impolverati come una bazooka con la canna otturata, bimotori a liquido verdastro.
bomboniera di cristallo a forma di cacciatore quattro ruote senza freni adeguati, fionde in Cosa dovevo fare
con il cane, assetati come cactus (Alex ha grado di spedire un coyote in atmosfera e di allora? Inseguire
riempito le borraccie con il fertilizzante della farlo tornare giù tutto spennacchiato e tutti quei gallinacci
kenzia). fumante. e rischiare ogni
volta le penne? Da
Posteggiamo davanti all'enorme cancello Ci dica tutto, Willy, siamo tutto orecchie. allora non mi sono
colorato di giallo. Siamo un pò emozionati. Da (Willy si accomoda su un razzo con scritto impegnato più di
qui partirono i primi nostri punti esclamativi, ASP) tanto. Mi facevo le
qui ebbe inizio la delicata alchimia della risata mie otto ore agli
a squarciagola. Da qua parte insomma il sogno Allora, io ho un filmato amatoriale girato negli studios e ho tirato
di noi bambini seduti per terra a gambette anni sessanta. Queste immagini sono state avanti così
incrociate, davanti agli schermi curvi del naturalmente tagliate dalle pellicole originali. trent'anni.
bianco e nero, trepidanti di eccitazione quando Sapete com'è. I personaggi piacevano, gli
partiva quella sigla scoppiettante sponsors facevano grande pressione sui nostri Ma adesso che ho quel filmato per le mani.......
parapappapappaparapappapapaà. agenti, cossicchè queste immagini non le ha
mai viste nessuno. Grandioso Will. Non vediamo l'ora di vederlo,
Stiamo per citofonare quando gneeec il dai mettilo su.
cancello si apre. Escono mototopo e autogatto, Non mi dica che.....
a piedi. Sono alti rispettivamente dieci e trenta Si, si, ora lo prendo ragazzi, dov'era finito già?
centimetri. Sfido io, sono un topo ed un gatto. Certo. Avete capito bene. Siete scaltri. Quel Ah! Eccolo qua .... NOOOOOOOO!! Come
Si, ma alla tele sembravano più grandi. bastardo di Roadrunner l'avevo acchiappato. diavolo sei entrato gallinaccio della
Era già un anno che andavano avanti le maloraaaaa
Ci ferma un addetto alla sicurezza, che a prima riprese, e per l'occasione avevo costruito un
vista sembra essere un equino con auricolare e congegno perfetto che aveva funzionato come Roadrunner sfonda la finestra (ragazzi, dal
cercapersone. un orologio, ero riuscito ad arpionarlo. vivo è veramente enorme), con due zampate
L'avevo legato come un salame e me l'ero tramortisce Willy e se ne vola via con il
Abbiamo un appuntamento con Willy il cucinato allo spiedino bivaccato in cima alla pizzone della pellicola stretto nel becco,
coyote. Siamo Alex e Pux di Cronacacuta. montagna, quella da cui il fetente mi faceva ridendo a crepapelle.
sempre precipitare. Verso valle vedevo la
Si, un attimo che ve lo cerco troupe che si arrampicava a fatica sulle rocce. Non è possibileeee! Non ho nemmeno una
cshhh..pthh..shhh.."Gugliè, ci stanno due di Facevano troppo ridere quegli uomini ciccioni macchina che funziona! Sono tutte in
Cronacacuta pettè... Come dici? Che ne sacci' e goffi, con i loro impermeabili neri e gli elaborazione, poi il disegnatore me le deve
io se è fallita. Li faccio entrare? Vabbè. occhiali scuri. Ci hanno messo tre ore per ancora colorare! Presto! Le chiavi della vostra
Entrate pure guagliò! raggiungermi, mi urlavano di lasciarlo libero. macchina!
Lascialo libero, lascialo libero!Lasciarlo
Il cavallo che sembra un pony vestito da asino libero? Dopo tutta la fatica che ho fatto e tutte Quali chiavi?
ci accompagna verso la grotta di Willy il le figure di merda che ha fatto fare al
coyote. sottoscritto? Lo so, lo so, era un collega, ma Quale macchina?
era proprio stronzo anche fuori dal lavoro, mi
La porta di legno è disegnata già aperta, per tormentava sempre con degli scherzi sadici. Ma non le avevo date a te?
cui entriamo senza indugi. Così hanno ramazzato le ossa e tagliato la
pellicola. Ma pochi giorni fa mi vedo arrivare Ma non guidavi tu?
Dentro alla grotta, accatastati, tutti gli oggetti sto pacco senza mittente, lo apro, e.... che gioia
che ci hanno sempre fatto tifare per lui, povero ragazzi. Questo nastro prova che non sono Ma non l'abbiamo lasciata a Montevideo?
fantasioso quadrupede, personificazione stessa quell'imbecille per cui mi hanno fatto passare
dell'essenza della sfiga, una vita ad inseguire per tutti questi anni. AAAARRRGGGGHHHHH!!!!!
un dannato pennuto che per noi ha
rappresentato sempre la quintessenza Ma, allora vuole dire che.... Willy si lancia come un razzo
dell'irraggiungibile. all'inseguimento, Alex e Pux si fiondano
Hey, ma siete proprio intelligenti allora. Certo! rispettivamente nei veicoli di mototopo e
Accomodatevi, vi manda Checco vero? Quello che si vede ancora oggi è un clono. La autogatto, i quali pur sapendo di rischiare il
produzione l'aveva messo in conto, e un giorno posto (è vietatissimo interferire nelle storie
Per lo scoop! mi hanno mostrato un capannone nascosto delle altre serie) non si tirano indietro per
Si, per lo scoop. nella foresta, supersorvegliato da agenti aiutare il coyote. Autogatto guida come un

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Progetto Babele – Numero Zero

forsennato, sembra debba schiantarsi contro ad


un macigno, poi sterza, rischia il capottamento E noi che avevamo sempre sognato di assistere Ma sì, andiamo da Checco.
e rischizza via, mentre Pux cerca inutilmente alla scena della cattura, sempre evitata per un
l'attacco delle cinture. Mototopo si fionda nella soffio, rimaniamo lì senza parole, mentre il Checco? Pronto, sì. No, Willy non poteva
foresta dietro ad una scorciatoia e per fortuna nostro amato coyotino si dispera e si butta per venire, ma ti saluta. Si, il solito tavolo.
Alex non può vedere gli alberi schiviati per un terra battendo i pugni nella sabbia, sollevando Mezz'oretta e siamo da te...
pelo (lo sciarpone del rattocentauro le sventola nuvolette disegnate che si dissolvono nell'aria. Alex e Pux
sugli occhi) ma riesce solo a sentire i vuoti Davanti ai nostri occhi scorre la sigla
d'aria causati dai voli fra i dirupi e dalle scoppiettante, mentre ancora una volta, in
impennate sui dossi. primo piano, beep beep ci strizza l'occhio NON VI E’BASTATO?
ridendo, le sue zampe centrifugano per un
Willy il coyote estrae un razzo teleguidato e lo attimo nel vuoto e lo si vede sfrecciare via Le interviste impossibili della simpatica
dirige verso il pennuto che astutamente gli come una saetta verso il deserto, zig-zagando coppia di cronisti ALEX e PUX sono on
lancia contro la bobina del filmato inedito e si tra i cactus, lasciandosi dietro una crudele scia line sul sito :
dilegua verso l'orizzonte. Dalla cima di una che ha un altra volta il sapore della beffa.
montagna, dentro ad un cannocchiale che ci http://www.mask23.freeserve.co.uk
contendiamo tutti e quattro, vediamo Willy ci saluta con l'espressione più /alex_&_pux.htm
l'ennesima, crudele esplosione. Vediamo i abbacchiata del mondo, le orecchie afflosciate
mille lapilli di celluloide in fiamme volare in sul muso, un fazzoletto bianco agitato con la Ed altre esilaranti trovate vi aspettano
cielo scomposti, mentre Willy schizza a destra zampa destra, cento sigh e sob partono dalla nella rubrica SKAZZOSELLO al sito:
e a sinistra, cercando disperatamente di punta del suo nasone morbido, anche se di
raccogliere i frammenti sparsi nel deserto. cartone.
http://www.granbaol.org/dahome/n
Aspettate! Con un pò di pazienza forse.... Fuori piove. Alex e Pux si guardano smarriti. um43/skazzosello4.htm

Lascia stare 'Will. Lascia stare - gli E adesso? Buon Divertimento!


sussurriamo sconsolati, dirigendoci verso di lui
per consolarlo. Da Checco all'osteria?

L’ANGOLO DI PASQUINO di Oscar Dabbagno

Ogni numero di Progetto Babele sara’corredato della sua buona dose di “pasquinate”. Siete avvisati… ed ora, signori
e signore, leggete (e meditate).

ER VEGGENTE
LA PACE LA TOLLERANZA
Ciai probblemi de lavoro?
Questa l'avevo scritta 3 giorni dopo l'inizio dei Quarche brutta malattia? - Scusi signò, nun me ricordo quale,
bombardamenti Americani in Afganistan, ma,
Nun capischi quale sia ma da ‘ste parti c’era ‘na casetta,
purtroppo oggi ha una valenza più generale.
Tra l'amici, 'tacci loro, indove c’abbitava ‘na vecchietta:
quello annato co tu moje? volevo fà l’auguri de Natale! –
Ner cielo ce volava la Colomba
'Sto fardello te voi toje?
immacolata e bianca de la pace:
- Te sei sbajato, quà nun c'è
quarcuno j'ha sparato e sò tre sere
Voi sapere se 'r futuro, ... ma aspetta ...
che 'nvece passa 'n cacciabombardiere!
nella vita e nell'amore, E’vero c’era ... stava tanto male ...
...Da quarche parte 'n'omo morto giace,
te riserva der dolore? è morta e j’hanno fatto er funerale!
'na madre piagne er fijo su la tomba!
Se 'r domani è più sicuro? - Davero ... nun me dica ... poveretta ...
Se partenno in aeroplano
Aritorni tutto sano? Ricordo ancora quanno l’incontrai:
la gente pe’la strada l’insurtava,
Colui che sorride quando le Io ciò pronta la risposta! ma quella nun se la pijava mai,
cose vanno male, ha già
Leggo drento la mia sfera,
pensato a chi dare la colpa.
Vedo e tutto poi s'avvera, rideva e predicava fratellanza!-
Legge di Jones senza manco fallo apposta! -Che sa per caso come se chiamava?”
Ciai domanne? Allora falle! Certo signò ... era la Tolleranza!-
Però...grattate le palle!

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Progetto Babele – Numero Zero

TRADUCENDO TRADUCENDO

Molti dei nostri collaboratori vivono lontano dall’Italia. Alcuni di loro arrotondano lo stipendio lavorando per agenzie di
traduzione. Traducono manuali d’uso di calcolatrici giapponesi ed istruzioni per il montaggio di sedie made in taiwan. E si
annoiano a morte. Cosi’per distrarsi, ogni tanto provano a tradurre qualcosa che li aiuti a stimolare le utlime cellule cerebrali
rimaste sane. Ogni numero di Progetto Babele ospitera’una di queste traduzioni.
Buona lettura.

Sherlock Holmes ed il caso dei tre studenti di Sir Arthur Conan Doyle
In una inedita traduzione a cura di Andrea Ternera

Fu nel La sua discrezione è nota quanto la sua abilità e d’esame assieme, ora si trovavano sparsi per la
novantacinque lei è l’unico al mondo che possa aiutarmi. La stanza.“
che, per una imploro, signor Holmes, di fare il possibile.” Holmes si mosse per la prima volta. “La prima
combinazione Il carattere del mio amico non era certo pagina si trovava sul pavimento, la seconda
di eventi sui migliorato da quando era stato privato del vicino alla finestra e la terza era ancora dove
quali non mi congeniale scenario di Baker Street. Senza i l'aveva lasciata”, disse.
soffermerò, suoi taccuini, i suoi reagenti chimici ed il suo “Esattamente signor Holmes, lei mi sorprende.
Sherlock disordine domestico, non riusciva a trovarsi a Come è possibile che lei lo sappia?”
Holmes ed io suo agio. Si strinse nelle spalle con poco cortese “Per cortesia, continui il suo interessante
trascorremmo accondiscendenza, mentre il nostro visitatore, racconto.”
alcune con parole concitate e gesticolando con fare “Per un istante ho persino pensato che Bannister
settimane in eccitato, continuava la sua storia. : “Mi lasci si fosse preso l’imperdonabile libertà di
una delle spiegare, signor Holmes, domani sarà il primo esaminare le mie carte. Lui ha negato, tuttavia,
nostre celebri giorno di esami per la Fortesque Scolarship. Io con la più completa franchezza ed io sono
città universitarie, e fu proprio in quel periodo sono uno degli esaminatori. La mia materia è il sicuro che stava dicendo la verità. L’unica
che ci capito il piccolo, ma interessante, caso greco, ed uno dei primi esercizi consiste proprio alternativa era che qualcuno, passando, avesse
che sto per raccontarvi. nella traduzione di un lungo brano in Greco che visto le chiavi sulla porta e, sapendo che ero
Ovviamente, ogni dettaglio che potesse portare lo studente non ha mai visto prima. Questo uscito, fosse entrato per cercare il testo
il lettore ad identificare il college o le persone brano è stampato su di un foglio che viene dell’esame. C’è in ballo una grossa borsa di
coinvolte nella vicenda, sarebbe quantomeno distribuito il giorno dell’esame e sarebbe, studio, per gli studenti è una occasione
inopportuno. Uno scandalo cosi imbarazzante è ovviamente, un immenso vantaggio se lo importante, ed un uomo senza scrupoli potrebbe
bene che svanisca in silenzio. Tuttavia, con la studente potesse prepararlo in anticipo. Questo facilmente correre qualche rischio pur di
dovuta cautela, il fatto in se può essere è il motivo per cui viene posta grande trovarsi in vantaggio rispetto ai suoi compagni.
raccontato, dal momento che consente di attenzione nel mantenere segreto il testo. Oggi, Bannister era assolutamente sconvolto per
illustrare quelle qualità, per le quali il mio alle tre circa, sono arrivate le prove di stampa l’accaduto. É quasi svenuto quando ha scoperto
amico era cosi interessante. Proseguiro’ quindi dalla tipografia. L’esercizio consiste in un che i fogli erano stati senza dubbio copiati. Gli
la mia narrazione, cercando di evitare quesgli mezzo capitolo tratto da Tucidide. Io lo devo ho dato un po’ di brandy e l’ho lasciato
elementi che potrebbero servire a collegare rileggere con molta attenzione, in quanto il testo accasciato su di una sedia mentre procedevo ad
l’evento ad un particolare luogo o ad una deve essere assolutamente corretto. Alle quattro una accurata ispezione della stanza. Mi sono
particolare persona e limitandomi a riportare i e trenta non avevo ancora terminato. Tuttavia accorto subito che l’intruso aveva lasciato altre
fatti, cosi’come si svolsero. avevo promesso ad un amico che avrei preso un tracce, oltre alle carte in disordine. Sul bancale
Ci eravano stabiliti in un appartamento te ne suo alloggio, cosi appoggiai i fogli ricevuti della finestra c’erano schegge di legno
ammobiliato nelle vicinanze di una biblioteca, dalla tipografia sulla mia scrivania e lasciai il provenienti da una matita che era stata
dove Sherlock Holmes stava compiendo mio appartamento. Sono stato assente per temperata. C’era anche una punta di grafite
laboriose ricerche su certi antichi documenti, un’ora circa. Sicuramente saprete, signor spezzata. Evidentemente il furfante copiando i
ricerche che lo avrebbero condotto a risultati Holmes, che tutte le porte della nostra facoltà fogli in gran fretta, aveva rotto la sua matita ed
cosi strepitosi che saranno probabilmente sono doppie, costituite da una porta interna e da era stato costretto a farle nuovamente la punta.”
l’argomento di uno dei miei futuri racconti. Fu una pesante porta di quercia all’esterno. Nel “Eccellente”, disse Holmes che stava ritrovando
qui che, un pomeriggio, ricevemmo la visita di momento in cui stavo avvicinandomi alla porta il suo buon umore mano a mano che la sua
un nostro conoscente, il Signor Hilton Soames, esterna del mio appartamento, rimasi sorpreso attenzione veniva catturata dal racconto. “La
professore al St. Lukes College. Il signor vedendo una chiave su di essa. Per un momento fortuna è stata dalla sua parte… ”
Soames era un uomo altro e magro, dal carattere pensai che fosse la mia ma, tastandomi la tasca, “ E questo non è tutto. Ho un nuovo scrittoio,
eccitabile e nervoso. Lo conoscevo come un mi resi conto che era impossibile. Per quanto ne con una elegante copertura in cuoio rosso. Sono
uomo costantemente agitato, pure, in quella sapevo l’unico duplicato esistente apparteneva pronto a giurare, e cosi pure Bannister, che era
particolare occasione, si trovava in un tale stato al mio servitore Bannister, l’uomo che ha liscio e senza graffi. Ora, ho trovato un taglio
di incontrollabile nervosismo che, era ovvio, riordinato la mia stanza per più dieci anni e la netto lungo circa tre pollici – non un semplice
qualcosa di assolutamente inusuale doveva cui onestà è assolutamente al di sopra di ogni graffio, un vero taglio. Non soltanto questo, sul
essere accaduto. sospetto. Infatti, la chiave nella serratura era tavolo ho trovato anche una piccola quantità di
“Io spero, signor Holmes, che lei possa effettivamente la sua: Bannister era entrato nel fango, o argilla, contenente parti di quella che
dedicarmi qualche ora del suo prezioso tempo.É mio appartamenteo per vedere se volessi un te sembra essere segatura di legno. Sono sicuro
accaduto un incidente molto grave al St. Luke ed aveva poi lasciato, incautamente, la chiave che questi segni sono stati lasciati dall’uomo
College e, davvero, non fosse stato per la nella porta quando se n’era andato. La sua visita che ha copiato i fogli. Tuttavia non c’erano
fortunata combinazione della sua presenza in nel mio studio doveva certamente risalire a impronte di scarpe o altre tracce della sua
città, non avrei proprio saputo cosa fare.” pochi minuti dopo che io me n’ero andato. Non identità. Non sapevo cos’altro fare quando,
“Sono molto impegnato al momento e non sono mi ci volle molto per accorgermi che questa improvvisamente, mi sono ricordato della sua
in cerca di distrazioni.“ rispose il mio amico dimenticanza, che non avrebbe avuto nessuna presenza in città e sono venuti direttamente qui
“Preferirei che ricorreste all’aiuto della polizia.” importanza in un’altra occasione, aveva causato per sottoporle la faccenda. Mi aiuti, signor
“No, no, signor Holmes, una cosa del genere è la più deprecabile delle conseguenze. Nel Holmes. Ora può ben capire il mio problema. O
totalmente impossibile! Una volta che si è momento in cui posai gli occhi sul mio tavolo, trovo il colpevole o devo spostare l’esame fino
invocato l’aiuto della legge, non è più possibile mi accorsi immediatamente che qualcuno aveva quando non avrò preparato un nuovo testo, e dal
arrestare il moto degli eventi e, questo, è uno di rovistato tra le mie carte. Ricordavo di avere momento che questa cosa non può essere fatta
quei casi in cui, per il buon nome del college, è lasciato i tre fogli che costituiscono il testo senza una spiegazione ufficiale, ci sarà
assolutamente essenziale evitare ogni scandalo. sicuramente un tremendo scandalo che

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Progetto Babele – Numero Zero

infangherà non solo la nostra facoltà ma l’intera essersi completamente ripreso. Lo aveva “Speravo che, se la carta su cui stava scrivendo
università. Più di ogni altra cosa, desidero che lasciato su di una sedia, vero? Quale sedia?” era sottile, alcune tracce si fossero depositate su
questa incresciosa faccenda sia risolta in “Quella vicino alla finestra.” questa superficie lucida. No, non vedo nulla.
silenzio e con discrezione.” “Vedo. Vicino al tavolino. Potete entrare, ora. Non credo che ci sia altro che possiamo
“Sarò felice di indagare su questa storia e di Ho finito col tappeto. Adesso diamo scoprire, qui. Occupiamoci ora della scrivania.
darle tutto l’aiuto che potrò.” disse Holmes un’occhiata allo scrittoio. Del resto quello che è Suppongo che questo sia il fango nero di cui mi
alzandosi ed infilandosi l’impermeabile “Il caso successo qui è molto chiaro. Il nostro uomo è ha parlato. Forma vagamente piramidale e
non è del tutto privo di interesse. Ha ricevuto entrato ed ha preso i documenti, un foglio per scavata, noto. Come dice lei, sembra che ci
qualche visita dopo che i fogli le erano stati volta, dal tavolo centrale. Li ha portati sul siano pezzetti di segatura all’interno. Molto
consegnati?” tavolo sotto la finestra perché da lì avrebbe bene, questo è molto interessante. E per quel
“Si, il giovane Daulat Ras, uno studente indiano potuto controllare se lei stesse attraversando il che riguarda il taglio… è una vera lacerazione.
che vive nella stessa ala della facoltà, è passato Inizia con un sottile graffio e finisce in uno
per chiedere alcuni dettagli in merito strappo dalla forma irregolare. Le sono molto
all’esame.” grato per avere sottoposto questo caso alla mia
“Al quale era iscritto?” attenzione, signor Soames. Dove conduce
“Si.” quella porta?”
“Ed i fogli erano sul suo tavolo?” “Alla mia camera da letto.”
“ Sono quasi certo che fossero rovesciati a “Siete stato la da quando questa storia è
faccia in giù” iniziata?”
“Ma avrebbe comunque potuto riconoscerli “No, sono venuto direttamente da lei.”
come prove d’esame?” “Mi piacerebbe dare un’occhiata. Che
“ É possibile.” affascinante esempio di camera ‘vecchio stile.
“Nessun altro nella sua stanza?” Potete attendere un momento mentre esamino il
“No.” pavimento? No, non vedo nulla. Che mi dice di
“Nessun altro era al corrente che quei fogli cortile ed essere pronto a scappare.” questa tenda? Lei ci appende gli abiti dietro. Se
sarebbero stati nel suo studio?” “Tuttavia non avrebbe potuto vedermi.” disse qualcuno fosse costretto a nascondersi in questa
“Nessuno, a parte il tipografo.” Soames ”In quanto sono rientrato dalla porta stanza, dovrebbe farlo qui, dal momento che il
“Ne era al corrente anche questo signor laterale.” letto è troppo basso ed il guardaroba troppo
Bannister? “ “Questo è un punto importante! In ogni caso stretto. C’è nessuno qui?”
“No, certamente no. Nessuno lo sapeva.” non me ne ero dimenticato. Lasci che dia Mentre Holmes apriva la tenda, io mi ero
“Dov’è Bannister, ora?” un’occhiata ai tre fogli. Niente impronte accorto, da una certa rigidità dei suoi
“Era molto scosso, pover’uomo. L’ho lasciato digitali. No. Bene… ha preso questo per primo movimenti, che era pronto per un’emergenza. In
semi-svenuto su di una sedia. Avevo fretta di e l’ha copiata. Quanto tempo può essere realtà la tenda aperta non mostro altro che tre o
correre qui da lei.” necessario per farlo, usando ogni possibile quattro completi agganciati ad una serie di
“Ha lasciato la porta aperta?” abbreviazione? Un quarto d’ora, non meno. Poi attaccapanni. Holmes si volto e si fermò
“Ho messo al sicuro i testi d’esame prima di l’ha gettato via ed è passato al successivo. Era bruscamente osservando il pavimento.
uscire.” sicuramente nel mezzo dell’operazione quando “Aha… cos’è questo?”, disse.
“Dunque il fatto si riduce a questo, signor lei è ritornato obbligandolo ad una precipitosa Era una piccola piramide di materiale nero
Soames, a meno che lo studente indiano abbia ritirata. Decisamente precipitosa, visto che non simile ad argilla, esattamente come quella
riconosciuto i fogli che lei aveva sul tavolo ha neppure avuto il tempo di rimettere i fogli al trovata sul tavolo dello studio. Holmes la
come prove d’esame, l’uomo che li ha copiati li suo posto, cosa che le avrebbe impedito di raccolse e la osservò alla luce della lampadina
ha trovati per caso, senza sapere che fossero lì.” scoprire che qualcuno era stato qui. Non si è elettrica, tenendola sul palmo della mano.
“Questo è quello che penso anch’io” accorto di passi affrettati sulle scale mentre “Il suo visitatore sembra avere lasciato traccia
Holmes gli rivolse un sorriso enigmatico. entrava dalla porta esterna?” di sè tanto nella camera da letto quanto del
“Bene.” Disse “facciamo un giro. Non è uno dei “Non mi pare.” salotto, signor Soames.”
suoi casi, Watson. Completamente intellettuale, “Bene, ha scritto cosi furiosamente che ha “Ma cosa poteva cercare qui?”
niente di fisico. Ma ci segua, se vuole. Ora, spezzato la sua matita ed ha dovuto temperarla “Penso che sia abbastanza chiaro. Lei è
signor Soames, siamo a sua disposizione!” nuovamente. Questo è un dettaglio interessante, rientrato da una direzione inattesa, cosicché non
Il salotto del nostro cliente guardava sull’antico Watson. La matita non era una matita di tipo se ne deve essere accorto se non quando lei era
cortile macchiato di licheni del vecchio college comune. Era di dimensioni pressoché normali, già sulla porta. Cosa avrebbe potuto fare? Ha
attraverso una finestra alta e stretta, dai vetri con una mina molto morbida ed il colore del raccolto tutto quello che avrebbe potuto tradirlo
lattiginosi. Una porta sormontata da un arco rivestimento era blu scuro. Il nome del ed è corso verso la sua camera da letto per
gotico conduceva ad una scala di pietra fabbricante era impresso in lettere argentate e la nascondersi.”
consumata. Al piano terra c’era l’alloggio parte rimanente non poteva essere più lunga di “Buon Dio, signor Holmes, lei intende che, per
dell'insegnante, al piano di sopra abitavano tre un pollice e mezzo. Trovi questa matita, signor tutto il tempo che stavo parlando con Bannister
studenti, uno per ciascun lato del pianerottolo. Soames, ed avrà trovato il suo uomo. Se in questa stanza, il nostro uomo era qui,
Era già il crepuscolo quando raggiungemmo il aggiungo che possiede anche un coltello dalla prigioniero, se solo lo avessimo saputo?”
luogo in cui si erano svolti i fatti. lama larga e poco affilata, il suo compito “Questo è quello che emerge dagli indizi
Holmes si fermò ed osservò attentamente la dovrebbe essere ulteriormente facilitato.” presenti.”
finestra. Quindi le si avvicinò e, in punta di “Posso seguire gli altri punti, ma questa “Deve esserci un’altra spiegazione, Mr.
piedi ed allungando il collo, studiò attentamente osservazione sulla lunghezza della matita… ” Holmes. Non so, avete osservato la finestra
l’interno della stanza. Holmes raccolse una scheggia di legno con le della mia camera da letto?”
“ Deve essere entrato attraverso la porta, non lettere NN seguite da un pezzo di legno pulito. “Vetri opachi, intelaiatura in piombo, tre
c’è nessun altro accesso alla stanza.”, disse la “Vede?” finestre separate, una montata su cardini e larga
nostra colta guida. “No, temo che anche ora… ” a sufficienza da consentire il passaggio di un
“ Certamente “ disse Holmes, e sorrise in modo “Watson, devo riconoscere di essere stato uomo.”
singolare lanciando un’occhiata al nostro spesso ingiusto con lei. Non è l’unico… Signor “Esattamente, e guarda su di un angolo del
compagno “Bene, se non c’è niente da scoprire Soames, cosa potrebbe rappresentare questa cortile cosi da essere parzialmente nascosta.
qui, faremmo bene ad andare dentro.” doppia N? Si trova alla fine di una parola. Lei L’uomo avrebbe potuto entrare da li, lasciare
Il professore aprì la porta esterna e ci condusse sicuramente sa che Johann Faber è il più diffuso quelle tracce passando attraverso la camera da
dentro la stanza. Ci fermammo sulla soglia, fabbricante di matite. Non è forse chiaro che letto e, infine, trovando la porta aperta, essere
mentre Holmes esaminava il tappeto. resta della matita soltanto quanto, solitamente, scappato attraverso quella.”
“Pare proprio che non ci siano impronte qui.” segue la scritta Johann?” Holmes scosse la testa con impazienza.
disse “ Del resto, si fatica ad immaginare un Holmes inclino il tavolo, in modo da esporlo “Cerchiamo di essere pratici” disse “Se ho ben
giorno più asciutto. Il suo servitore sembra lateralmente alla luce della lampada elettrica. capito ci sono tre studenti che usano la stessa

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Progetto Babele – Numero Zero

scala e che passano regolarmente di fronte alla “Come è capitato che la chiave sia rimasta nella quando ebbe compreso il motivo della nostra
sua porta.” porta?” visita.
“Si, esatto” “Avevo il vassoio per il te tra le mani. Pensavo C’erano alcuni elementi di architettura
“E sono tutti iscritti a questo esame?” di tornare per prendere la chiave ma me ne sono medioevale davvero interessanti all’interno
“Si” dimenticato.” dell’appartamento. Holmes fu cosi affascinato
“Ha qualche motivo per sospettare di uno di “La porta esterna ha una chiusura a scatto?” da uno di essi, che insistette per farne una copia
loro prima che degli altri?” “No, signore.” sul suo blocco per gli appunti. Ruppe la propria
Soames esito .“ É una faccenda molto “Quindi è rimasta aperta tutto il
delicata”, disse, “ Non è piacevole sospettare di tempo?”
qualcuno quando non ci sono prove “ “Si, Signore.”
“ Ci parli dei suoi sospetti. Io cercherò le “Chiunque nella stanza avrebbe
prove” potuto uscire?”
“ Le descriverò, in poche parole, il carattere dei “Si, Signore.”
tre uomini che vivono in quest’ala del college. “Quando il signor Soames è
Il primo è Gilchrist, ottimo studente ed atleta, ritornato e l’ha chiamata, lei era
gioca nella squadra di Rugby ed in quella di molto scosso?”
Cricket ed ha vinto un ‘Blue per la corsa ad “Si, signore. Una cosa del genere
ostacoli ed il salto in lungo. É una persona non è mai successa nel corso di
affabile ed alla mano. Suo padre era il famoso tutti gli anni che sono stato qui.
Sir Jabez Gilchrist, che si rovino al gioco dei Sono quasi svenuto, signore.”
cavalli. Il mio studente è stato lasciato solo ed “Cosi mi è parso di capire. E
in grandi ristrettezze, ma è assai industrioso ed dove si trovava quando ha
è un ottimo lavoratore. Se la caverà bene. Il iniziato a sentirsi male?”
secondo appartamento è abitato da Daulat Ras, “Dove mi trovavo, signore?
l’indiano. É un tipo calmo ed imperscrutabile, Perché? Qui, qui vicino alla
matita, dovette chiederne una in prestito al
al pari della maggior parte degli indiani. Se la porta.”
nostro ospite ed, infine, chiese in prestito anche
cava bene negli studi, anche se il greco è il suo “Questo è strano, dal momento che poi si è
un coltello per rifare la punta della propria. Lo
punto debole. É metodico e costante. L’ultimo seduto su quella sedia laggiù, vicino alla
stesso curioso incidente accadde
alloggio, è abitato da Miles McLaren. É un tipo finestra. Perché ha ignorato queste altre sedie?”
nell’appartamento dell’indiano. Un tipo basso e
veramente brillante, quando decide di “Non ne ho idea, signore. Non aveva nessuna
silenzioso dal naso aquilino che ci guardo
impegnarsi… uno degli intelletti migliori importanza per me dove sedermi.”
curiosamente e che fu palesemente felice
dell’università. Ma è instabile, dissoluto e privo “Non credo che fosse consapevole di quello che
quando gli studi architettonici di Holmes
di principi. É stato sul punto di essere espulso stava facendo, signor Holmes. Non si sentiva
furono, infine, terminati. Soltanto al terzo
per uno scandalo legato al gioco delle carte, il molto bene… era molto spaventato.”
tentativo la nostra visita non ebbe successo. La
primo anno. Non ha fatto nulla per tutta la “Dunque lei è rimasto qui quando il suo
porta non venne aperta al nostro bussare e
durata del corso e deve sicuramente guardare padrone se n’è andato?”
null’altro che un torrente di male parole ci
con terrore a questo esame.” “Soltanto per un minuto. Poi ho chiuso a chiave
arrivò da dietro di essa. “ Non mi importa chi
“Quindi è di lui che lei sospetta?” la porta e me ne sono andato nella mia stanza.”
siate. Potete andarvene al diavolo.” Ruggì la
“Non mi permetterei di affermarlo. Tuttavia, dei “Ha sospetti su qualcuno? “
voce arrabbiata “Domani è giorno di esami e
tre, è sicuramente il meno improbabile.” “ Oh, non mi permetterei mai, signore. Non
non voglio essere disturbato da nessuno!”
“Esatto. Ora è tempo di incontrare il suo credo che ci sia un solo gentiluomo in questa
“Un vero maleducato” disse la nostra guida,
servitore, il signor Bannister.” università capace di compiere un’azione simile.
arrossendo per la rabbia, mentre ci ritiravamo
Bannister era un ometto sulla cinquantina, No, signore. Non lo credo”.
lungo le scale. “ Naturalmente non si è reso
pallido, rasato di fresco e dai capelli grigi. Stava “La ringrazio, questo può bastare. “, disse
conto che ero io a bussare, ma ciononostante, la
ancora soffrendo per l’improvvisa violazione Holmes “ Oh, no. Un momento, ancora una
sua condotta è stata molto scortese e, dopotutto,
della quieta routine della sua vita. La sua faccia cosa. Lei non ha detto a nessuno dei tre
date le circostanze, piuttosto sospetta.”
cascante si agitava per il nervosismo e le sue gentiluomini cui presta servizio, che quaggiù è
La risposta di Holmes fu abbastanza curiosa:
dita non riuscivano a stare ferme. successo qualcosa?”
“Mi sa dire esattamente la sua altezza?”
“Stiamo investigando su questa infelice “No signore, non ho detto una parola.”
“In verità, signor Holmes, non sono del tutto
vicenda, Bannister.”, disse il suo padrone. “Lei non ha visto nessuno di loro?”
sicuro, è più alto dell’indiano ma non cosi alto
“Si, signore.” “No, signore.”
come Gilchrist. Direi pressappoco cinque piedi
“Mi pare di capire”, disse Holmes, “ che lei “Molto bene. Ora, signor Soames, se vuole
e sei pollici.”
abbia lasciato la sua chiave nella porta.” cortesemente seguirmi, faremo una passeggiata
“Questo è molto importante” disse Holmes “Ed
“Si, signore.” nel cortile.”
ora, Mr. Soames, le auguro la buona notte.”
“Non è stata forse una straordinaria coincidenza Tre quadrati di luce gialla brillavano sopra di
La nostra guida emise un grido di sorpresa e
che lo abbia fatto proprio nel giorno in cui il noi nell’oscurità.
disappunto. “Buon Dio, signor Holmes, di
testo dell’esame si trovava nella stanza?” “I suoi tre uccelletti sono nei loro nidi.” Disse
sicuro lei non sta per lasciarmi solo in questa
“ É stata una sfortunata coincidenza, signore. Holmes guardando verso l’alto. “ Cos’è quello?
terribile situazione! Lei non capisce la mia
Ma era capitato, occasionalmente, altre volte.” Uno di loro sembra piuttosto nervoso.” Era
posizione. Domani è il giorno dell’esame. Devo
“A che ora è entrato nella stanza?” l’indiano, la cui sagoma apparve
fare qualcosa questa notte stessa. Non posso
“Erano circa le quattro e trenta, quella è l’ora improvvisamente dietro alla tenda. Stava
permettere che l’esame si svolga regolarmente
del te, per il signor Soames.” camminando velocemente su e giù per la sua
se uno dei fogli d’esame è stato copiato. La
“Per quanto tempo è rimasto nella stanza?” stanza.
situazione deve essere affrontata.”
“Quando ho “Mi piacerebbe dare un’occhiata ad ognuno di
“Per il momento dovrà lasciare le cose come
visto che era loro” disse Holmes, “É possibile?”
sono. Sarò qui domani mattina presto e potremo
assente, me ne “Non c’è nessun problema. “, rispose Soames
discutere nuovamente la questione. É possibile
sono andato “Questo edificio è certamente il più vecchio
che, a quel punto, io sia in grado di indicarle
immediatament dell’intero college e non è inusuale che qualche
quale decisione prendere. Nel frattempo non
e.” visitatore voglia dare un’occhiata intorno. Mi
faccia nulla, assolutamente nulla.”
“Ha osservato segua e la condurrò personalmente.”
“D’accordo, signor Holmes.”
le carte che “Niente nomi, per cortesia.”, disse Holmes, nel
“Cerchi di non preoccuparsi. Noi troveremo
erano sul momento in cui bussammo alla porta di
sicuramente un modo per risolvere il suo
tavolo?” Gilchrist. Un ragazzo magro e dai capelli
problema. Prenderò con me il fango nero ed
“No, signore! ondulati ci aprì la porta e ci invito ad entrare
anche i trucioli della matita. Arrivederci.”
Certamente no.”

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Progetto Babele – Numero Zero

Quando fummo fuori, nell’oscurità del cortile, “Penso di si” “La prego di chiudere la porta” disse Holmes
guardammo di nuovo verso le finestre. “Ha, dunque, raggiunto una conclusione?” “Ed ora, Bannister, vuole, cortesemente, dirci la
L’indiano passeggiava ancora nella sua stanza. “Si, mio caro Watson, ho risolto il mistero.” verità a proposito dell’incidente di ieri?”
Gli altri erano invisibili. “Ma quali nuove prove ha raccolto?” L’uomo sbianco fino alla radice dei suoi capelli.
“Bene, Watson, cosa ne pensa?” chiese Holmes, “Non è stato senza ragione che mi sono alzato “Le ho già detto tutto quanto sapevo, signore.”
quando fummo sulla strada principale “ É un all’improbabile orario delle sei e trenta. Ho “Non ha proprio niente da aggiungere?”
piccolo gioco di società… un po’ come il trucco lavorato duramente per un paio d’ore e “Nulla, signore.”
delle tre carte, non è vero? Ci sono tre uomini, camminato per almeno cinque miglia. Dia “Bene, in questo caso vedrò di darle qualche
deve essere stato uno dei tre. Devi soltanto fare un’occhiata qui.” suggerimento. Quando si è seduto su quella
la tua scelta... Qual’è la sua scelta, Watson?” sedia, lo ha fatto per nascondere la presenza di
“Il tipo maleducato dell’ultimo appartamento. un oggetto che avrebbe rivelato l’identità
É quello con i precedenti peggiori. Ed anche dell’uomo che era stato in questa stanza?”
l’indiano è un tipo sospetto. Perché mai La faccia di Bannister era spettrale.
dovrebbe passeggiare tutto il tempo nella sua “No, signore. Assolutamente.”
stanza?” “ É solo una teoria” disse Holmes con voce
“Non significa nulla, molti uomini lo fanno gentile “Devo ammettere che, onestamente, non
quando stanno cercando di imparare qualcosa a posso provarlo, ma sembra probabile dato che,
memoria.” nel momento in cui il signor Soames voltava la
“Ci guardava in modo sospetto” schiena, lei ha permesso all’uomo che si
“Cosi farebbe anche lei, se il giorno prima di un trovava nell’altra stanza di andarsene.”
esame, nel momento in cui ogni istante è Bannister si inumidì le labbra.
fondamentale, un gruppo di estranei entrasse “Non c’era nessun uomo nell’altra stanza,
nella stanza in cui lei sta studiando. No, non ci signore.”
vedo nulla di strano in tutto questo. Neppure “Ah, questo è un peccato, Bannister. Fino a
nelle matite o nei coltelli… É stato tutto questo momento lei poteva anche aver detto la
soddisfacente. Ma quel tipo mi incuriosisce verità, ma, da questo istante, so per certo che lei
davvero.” sta mentendo.”
“Chi?” La faccia dell’uomo assunse un espressione
“Bannister, il servitore… . Qual è il suo ruolo in insolente.
questa storia?” “Non c’era nessuno, signore.”
“Mi ha impressionato per la sua completa “Suvvia, Bannister!”
onestà.’” “No, signore. Non c’era nessuno, davvero.”
“Lo stesso vale per me. É questa la parte “In questo caso, lei non ha più informazioni
curiosa. Perché un uomo completamente onesto utili per noi. Le dispiacerebbe tuttavia restare
dovrebbe… Bene, bene. Ecco una grossa nella stanza? In piedi laggiù, vicino alla camera
cartoleria. Possiamo cominciare da qui le nostre da letto. Ora, Soames, vorrei chiederle la
ricerche.” cortesia di salire nella stanza del signor
C’erano soltanto quattro cartolerie di una certa Nel palmo della sua mano c’erano tre piccole Gilchrist e di chiedergli di scendere.”
importanza in città, in ciascuna di esse Holmes piramidi di fango nero. Un istante dopo il professore era di ritorno
mostro la sua matita e chiese di acquistarne una “ Com’è possibile, erano soltanto due ieri.” portando con se lo studente. Gilchrist era un
simile. Tutti furono concordi nel rispondere che “E ce n’è una di più questa mattina. É un fatto uomo di bell’aspetto, alto, agile, dal passo
una simile matita poteva essere ordinata ma che che il luogo da cui proviene la numero tre e elastico e dal viso aperto e piacevole. I suoi
non era di tipo usuale e che, quindi, non ne certamente lo stesso da cui provengono anche la preoccupati occhi blu guardarono ciascuno di
avevano a disposizione. Il mio amico non numero due e la numero uno. Che ne dice, noi ed, infine, si fermarono con un’espressione
sembro deluso da questo fallimento ma si Watson? Muoviamoci e togliamo l’amico di allarme su Bannister immobile nell’angolo
strinse nelle spalle in una rassegnazione quasi Soames dal suo dolore.” opposto della stanza.
divertita. Lo sfortunato insegnante era in uno stato di “Per cortesia chiuda la porta” disse Holmes
“Niente di buono, mio caro Watson. Questo, compassionevole agitazione quando lo “Ora, signor Gilchrist, siamo completamente
che avrebbe dovuto essere l’indizio migliore, e incontrammo nel suo appartamento. Nel giro di soli qui, e nessuno saprà mai nulla di quello che
l’unico conclusivo, si è rivelato inutile. E poche ore sarebbe dovuto iniziare l’esame e lui ci diremo. Quindi possiamo essere
tuttavia, ho pochi dubbi che riusciremo a ancora non sapeva se avrebbe dovuto rendere assolutamente sinceri. Vorremmo sapere come
ricostruire il caso con sufficiente chiarezza pubblica la notizia o lasciare che il colpevole sia accaduto che un uomo rispettabile come lei
anche senza di esso. Per Giove, amico mio, potesse concorrere con il resto degli studenti. abbia commesso un’azione tanto disdicevole
sono quasi le nove e la padrona di casa aveva Faticava a stare in piedi, per la grande come quella di ieri.”
detto qualcosa a proposito di piselli verdi alle agitazione mentale, e quando vide Holmes gli Lo sfortunato giovane fece un passo indietro e
sette e trenta. Se continua nel suo eterno fumare corse incontro con le braccia spalancate. lancio un’occhiata piena di rancore e di
e nella sua irregolarità ai pasti, mi aspetto che “Grazie al cielo è qui! Avevo paura che avesse disapprovazione a Bannister nell’altro angolo.
presto le venga imposto di smettere , e che rinunciato, disperando di trovare una soluzione. “No, no, signor Gilchrist, signore, non ho detto
dovrò anch’io seguirla in questa caduta. Non Cosa devo fare? L’esame potrà avere corso?” una parola… . Non una parola!” piagnucolo il
prima, però, di avere risolto il mistero del “Si, può procedere con l’esame. Senza dubbio.” servitore.
professore spaventato, del servitore disattento e “ Ma questo furfante? “ “No, però lo ha fatto ora… ” disse Holmes “Ora,
dei tre intraprendenti studenti”. “ Non parteciperà all’esame.“ signore, le dovrebbe essere chiaro che, dopo le
Holmes non fece altri accenni alle vicende di “ Sapete chi e?” parole di Bannister, lei si trova in una posizione
quel giorno, anche se sedette a lungo, perso nei “ Penso di si, e se questa storia non deve che non le concede alcuna via di fuga, e che la
suoi pensieri, dopo la nostra cena consumata in diventare pubblica, dovremmo attribuire a noi sua unica possibilità è una onesta confessione”
ritardo. Alle otto del mattino entro nella mia stessi un certo potere e risolvere il caso Per un momento Gilchrist, con le mani alzate,
stanza giusto nel momento in cui avevo finito di all’interno di una piccola corte marziale privata. tentò di controllare il proprio imbarazzo. Un
lavarmi. Si sieda qui, Soames, se vuole. Lei qui, Watson. istante dopo si inginocchio vicino al tavolo
“Bene, Watson, è ora di andare al St. Luke. Io prenderò la poltrona centrale. Credo che ora coprendosi la faccia con le mani ed esplose in
Pensa di poter fare senza colazione?” siamo sufficientemente impressionanti da una tempesta di violenti singhiozzi.
“Certamente.” spaventare un cuore colpevole. Per cortesia, “Suvvia” disse Holmes gentilmente “ è umano
“Soames sarà in uno stato di terribile agitazione suoni il campanello!” commettere errori e nessuno di noi la sta
fino a che non saremo in grado di dargli qualche Bannister entro, ed indietreggio evidentemente accusando di essere un crudele criminale. Forse
buona notizia.” sorpreso e spaventato dal nostro aspetto di sarebbe più semplice per lei se fossi io a
“Ha qualche buona notizia da dargli?” giudici. raccontare al signor Soames cosa è successo, e

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Progetto Babele – Numero Zero

lei può correggermi laddove mi dovessi nella camera da letto. Se osservate “No di certo.” disse sinceramente Holmes
sbagliare. Possiamo procedere in questo modo? attentamente, il taglio sulla scrivania, è leggero balzando in piedi. “Bene, Soames, direi che
Mi ascolti e vedrà che non le faccio torto. Dal ad un lato, ma si approfondisce in direzione abbiamo risolto il suo piccolo problema e che la
momento che lei mi ha detto, signor Soames, della camera da letto. Questo è sufficiente a nostra colazione ci aspetta a casa. Andiamo,
che nessuno, neppure Bannister, avrebbe potuto dimostrare che la scarpa è stata tirata in quella Watson! Per quanto la riguarda, signore. Sono
sapere che i documenti erano in questa stanza, il direzione e che il colpevole si è rifugiato là. Un certo che un brillante futuro la aspetta in
caso ha iniziato ad assumere una prospettiva po’ di terra si è staccata dai tacchetti ed è Rhodesia. Questa volta lei è caduto in basso. Ci
ben definita nella mia mente. Si poteva rimasta sul tavolo, un altro campione è caduto mostri, in futuro, quanto in alto può arrivare.”
escludere, ovviamente, lo stampatore. Avrebbe nella camera da letto. Potrei aggiungere che ho
potuto esaminare comodamente i fogli nel suo camminato fino alle piste di atletica questa Sir Arthur Conan Doyle
ufficio. Anche l’episodio dell’indiano era mattina ed ho notato che questa solida argilla Trad. Andrea Ternera 2002
irrilevante. Se i testi d’esame erano arrotolati, nera è usata nella pista per il salto in lungo. Ne
non avrebbe potuto in alcun modo riconoscerli. ho preso un campione, insieme ad un po’ di
D’altro canto, sembrava una coincidenza quella segatura di legno che viene sparsa sulla L’autore : Sir Arthur Conan Doyle
impossibile che qualcuno avesse avuto il pista per evitare che l’atleta possa scivolare. Ho
coraggio di entrare in questa stanza esattamente detto il vero, signor Gilchrist?“
il giorno in cui i testi si trovavano sul tavolo. Lo studente si era rialzato in piedi. “Si, signore,
Ho subito scartato anche questa possibilità. è tutto vero.” disse.
L’uomo che era entrato nella stanza, sapeva che “Per tutti i Santi! Non ha nulla da aggiungere?”
i documenti si trovavano qui. Come aveva strillò Soames.
potuto saperlo? Quando sono entrato nella sua “Si, signore, ho qualcosa da aggiungere, ma lo
stanza ho esaminato la finestra. Lei mi ha shock di questa umiliazione mi ha sopraffatto.
sorpreso pensando che stessi contemplando la Ho qui una lettera, che ho scritto per lei questa
possibilità che qualcuno, in pieno giorno e mattina presto. Nel mezzo di una notte insonne.
pienamente visibile attraverso una qualunque Prima che sapessi che la mia azione era stata
delle finestre che si aprono sul cortile, avesse scoperta. Eccola, signore. Lei può vedere che
potuto entrare da li. Era un’idea completamente ho scritto ‘Ho deciso di non partecipare
assurda. Stavo cercando di capire quanto all’esame, mi è stato offerto un incarico nella
avrebbe dovuto essere alto un uomo per vedere, Polizia Rhodesiana e partirò al più presto per il (Edimburgo 1859 / Crowborough 1930)
passando nel cortile, le carte disposte sul tavolo. Sud Africa.”
Io sono alto sei piedi, e potevo farlo con un “Mi fa piacere udire che non aveva intenzione Conan Doyle studio’ presso lo Stonyhurst
piccolo sforzo. Nessuno che fosse più basso di di approfittare del suo sleale vantaggio. “ disse College in Austria e l’Universita’ di
me ci sarebbe riuscito. Può già vedere come mai Soames “Ma per quale motivo avete cambiato Edimburgo, dove si laureo’ in medicina
stavo pensando che, se uno dei tre studenti fosse preso questa decisione?” nel 1885. Dopo avere lavorato come
stato un uomo di altezza inusuale, sarebbe stato Gilchrist indico Bannister “Quello è l’uomo che medico di bordo su di una baleniera
il più probabile colpevole. Una volta dentro la mi ha indicato la giusta via.”, disse. decise di stabilrsi in Inghilterra e di aprire
stanza, ho avuto fiducia nelle sue osservazioni “Venga qui, Bannister.”, disse Holmes “Le sarà un studio a Southsea. Non divenne mai un
relative al tavolino. Ma non avevo modo di chiaro ora, da quel che ho detto, che lei era medico di successo, e di questo possiamo
dedurre nulla di utile dal tavolo centrale, fino al l’unico che avrebbe potuto lasciar uscire questo essere grati, fu infatti durante le lunghe
momento in cui lei ha menzionato che Gilchrist ragazzo. Dal momento che lei era rimasto nella ore di inattivita’tra la visita di un paziente
era un atleta nel salto in lungo. A quel punto stanza e che deve aver chiuso la porta a chiave ed il successivo che, per ingannare la
l’intera vicende si è chiarita e tutto quello di cui nel momento in cui se n’è andato. Infatti una noia, inizio’ a scrivere le storie di
avevo bisogno erano alcune chiare prove. Che fuga da quella finestra era assolutamente Sherlock Holmes. La singolare ed
ho rapidamente ottenuto. Questo è ciò che improbabile. Potrebbe ora chiarirci l’ultimo innovativa figura del detective di Baker
accadde: questo ragazzo aveva passato l’intero mistero di questa vicenda e cioè la ragione delle Street colpi’ immediatamente la fantasia
pomeriggio ai campi di atletica allenandosi nel sue azioni?” degli inglesi e decreto’ il successo di
salto. É ritornato portando con se le sue scarpe “ É abbastanza semplice, signore, se solo lei Conan Doyle. Successivamente, durante
da saltatore, che sono dotate, come sicuramente avesse saputo… ma anche con tutta la sua abilita la guerra Anglo-Boera, Conan Doyle fu
sa, di tacchetti molto acuminati. Passando lei non poteva sapere Molto tempo fa, ero corrispondente di guerra dal Sudafrica.
davanti alla finestra ha visto, grazie alla sua domestico del vecchio Sir Jabez Gilchrist, il Ritornato in patria scrisse un libro di
altezza, questi documenti sul suo tavolo ed ha padre di questo gentiluomo. Quando egli cadde memorie che gli valse la nomina a
intuito di cosa si trattava. Non sarebbe accaduto in rovina, venni in questo college come Baronetto. Negli ultimi anni di vita, a
comunque nulla se, passando davanti alla porta, servitore, ma non ho mai dimenticato il mio seguito della morte del figlio durante la
non si fosse accorto che le chiavi erano state vecchio datore di lavoro soltanto perché era Prima Guerra Mondiale, si interesso’ allo
dimenticate nella serratura per una distrazione caduto in disgrazia agli occhi del mondo. Ho spiritismo scrivendo saggi ed articoli e
del suo servitore. Lo deve aver preso un badato a suo figlio al meglio che ho potuto, nel tenendo numerose conferenze. Il suo
impulso irresistibile di entrare e di vedere se, nome dei vecchi tempi. Bene, signore, quando ultimo lavoro e’ “The Edge of Unknown”
davvero, si trattasse delle bozze del testo entrai in questa stanza ieri, dopo che il signor ( 1930 ) in cui spiega le sue esperienze
d’esame. Non era un’azione pericolosa, avrebbe Soames mi aveva chiamato, la prima cosa che psichiche. ( C.Ventura )
sempre potuto fingere di essere entrato soltanto vidi furono i guanti beige del signor Gilchrist
per porle qualche domanda. Quando si accorse appoggiati sulla sedia. Conoscevo bene quei
che erano davvero le bozze dell’esame, fu in guanti e capii subito cosa significassero. Se il
quel momento, che cedette alla tentazione. Mise signor Soames li avesse visti, il gioco sarebbe
le scarpe sul tavolo. Che cosa aveva appoggiato finito subito. Mi sono lasciato cadere sulla sedia
sulla sedia vicino alla finestra?” e niente avrebbe potuto muovermi fino a che il Philip St.John Basil Rathbone.
“I guanti.”, rispose il giovane. Holmes guardo signor Soames non è venuto a cercarla. Quindi (1892 Johannesbourg – 1967 New York)
Bannister con sguardo trionfante. arrivò il mio povero giovane padrone, lo stesso
“Mise i guanti sulla sedia e quindi prese le che avevo cullato sulle mie ginocchia quando Le immagini in questa pagina (i fan lo
bozze ad una ad una per copiarle. Pensava che il era un bambino e mi confessò l’accaduto. Non avranno capito) raffigurano Basil
professore sarebbe rientrato dal cancello era forse naturale, signore, che cercassi di Rathbone (e Nigel Bruce as Dr.Watson).
principale e che avrebbe potuto vederlo dalla aiutarlo e non era altrettanto naturale che Rathbone interpreto’ Holmes in 14
finestra. Ma, come sappiamo, lui tornò invece cercassi di parlargli come il suo povero padre, pellicole (tra il 1939 ed il 1946) e ne fu,
dalla porta laterale. Improvvisamente lo udì morto, avrebbe fatto, per convincerlo che non probabilmente, la miglior incarnazione
aprire la porta. Non c’era via di fuga. Dimenticò poteva approfittare di una cosa del genere? cinematografica.
i guanti, ma raccolse le scarpe e si precipitò Potete condannarmi per questo, signore?”

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Progetto Babele – Numero Zero

CESSO CON LE POESIE una raccolta poetica di Oscar Dabbagno fabgra@hotmail.com

La breve raccolta "cesso con le poesie", richiede un minimo di spiegazione preliminare. L'idea di base è stampare delle poesie sulla CARTA
IGIENICA, da leggere mentre uno si trova "in seduta"! La trovata è stata mutuata da una discussione in Forum ed è nata così, quasi per gioco questa
raccolta.
Tentativi del genere sono già stati fatti (io ricordo le barzellette sui rotoloni e recentemente frasi d'amore sulla carta per la cucina). Io ho cercato di
tradurre in modo "spiritoso" i diversi punti di vista: della carta igienica "in primis" ma anche di noi autori che o per sfortuna o per miopia altrui o
per i casi della vita restiamo frustrati nel nostro anonimato. Chiedo scusa per i versi forse non sempre ortodossi mentre sconsiglio fortemente la
lettura a chi è privo di sense of humor ed autoironia ed ai deboli di "naso"!
Se poi qualcuno vorrà mettere in pratica la mia splendida idea, contattando direttamente le fabbriche di carta igienica, mi candido immediatamente
a proseguire la mia raccolta!

MI PRESENTO TUTTO PASSA DEMOCRAZZIA REALE!

Faccio un lavoro sporco: Seduto già da un`ora sulla tazza, Ciai mai pensato quanno sei ner cesso,
mi rotolo e contorco ho riflettuto molto ed il pensiero che quello è `r posto indove l`uguajanza
e faccio la bislacca che ho appena partorito m`imbarazza, se formalizza! In quella circostanza,
pulendo la tua cacca! però mi sembra giusto e veritiero: er poveraccio e l`omo de successo,
Non sono fotogenica, "Il tempo passa svelto e tutto intacca, er Papa er Presidente e `r manovale,
sono la carta igienica! qualunque cosa poi, finisce in cacca!" qualunque cosa sia ... cacano uguale!

RAZZA ARIANA?
PUNTI DI VISTA CONSTATAZIONE DOLOROSA
E` singolare come a questo Monno,
Non è che non mi piaccia, ce sia da sempre l`odio più profonno, Questi non sono certo grandi versi,
ma un pò vorrei vedere pe` chi è diverso e nun è tale e quale! ma tanto andranno certamente persi,
la tua espressiva faccia Io penso che alla fine, bene o male, quando tu tirerai quella catena:
invece del sedere! er nero er giallo, de qualunque razza, per questo chiedo: "varrà mai la pena,
Tu mi dirai "curiosa" cacamo tutti quanti nella tazza, sudare e faticare come un mulo,
ma nel tuo caso strano, pure `r razzista truce e prepotente... per raccontare gioie ed impressioni,
la faccia e il deretano, magari la farà più puzzolente! scrivere frasi piene d`emozioni,
sono la stessa cosa? se dopo tu ti ci pulisci il culo?"

IN BREVE: La Sesta Vittima di Fabio Monteduro


Un serial killer, un maniaco, si aggira per la citta’. La polizia non ha una traccia su cui indagare. Chi sara’ il misterioso
assassino? Un pazzo evaso dal manicomio, un irreprensibile direttore di banca, un insospettabile padre di famiglia, oppure… .
Scopritelo leggendo questo sorprendente racconto breve di Fabio Monteduro!

L’uomo, in realtà poco più che un ragazzo, sedeva immobile sulla panchina del parco. Le sue mani erano l’unica cosa che si muovesse e si capiva
che era un moto incontrollato ed incontrollabile. Si guardava intorno roteando appena gli occhi, quasi che il solo fatto di restare immobile potesse
allontanare la strana sensazione che gli attanagliava il cuore e la mente. Vicino a lui c'era un giornale abbandonato che si muoveva appena nel
vento del tramonto.
''E' LA QUINTA VITTIMA DEL MANIACO - ''urlava'' in prima pagina - LA POLIZIA… - non si leggeva altro.
Un passero andò a posarsi sullo schienale della panchina, a pochi centimetri dall'uomo ed egli trasecolò, quasi che quello fosse una specie di
mostro alieno. L'uccello volò via spaventato almeno quanto lui ed andò a posarsi su un albero poco distante, guardando quello strano personaggio
uscito da chi sa dove. La bocca dell'uomo s'inarcò appena in un sorriso quasi dolce, ma i suoi occhi rimasero fissi a guardare il vuoto davanti a se.
Poi cominciò a borbottare frasi senza senso.
Poco più avanti, all’imbocco della via asfaltata, una vecchia veniva verso di lui aiutandosi con un nodoso bastone di quercia; era curva sotto il
peso degli anni e i suoi capelli erano bianchi e filiformi, tenuti insieme da un cerchietto di plastica dall’aria poco costosa. L’uomo la scorse con la
coda dell’occhio e finalmente mosse la testa; il suo sguardo cadde su mani tremanti che avevano già cominciato a contrarsi e poi sulla vecchia
che, intanto, a dispetto dell’età, aveva già dimezzato la distanza che li divideva. Un senso di panico attanagliò la gola dell’uomo e un fremito gli
percorse la schiena, mentre dentro di se tornavano a diffondersi le tenebre della sua atroce follia. Allora i suoi occhi guizzarono a destra e a
sinistra, per controllare che non arrivasse qualcuno, poi abbassò la testa e un ghigno malevolo apparve sulle sue labbra, mentre i suoi denti
digrignavano. La vecchia era adesso a meno di tre metri da lui, sempre a spingersi con fatica e ad appoggiare il suo peso considerevole su quel
bastone di legno. L'uomo la guardò di sottecchi e già pregustava il senso di potere che lo pervadeva ogni qualvolta sottostava al suo impulso
omicida: la mollezza del collo sotto le sue dita forti, gli occhi della vittima che tendono a spingersi fuori, quasi a cadere dalle orbite… la lingua
che esce concitata alla ricerca spasmodica ed inutile dell'aria, in una parola il senso estremo di potere su un altro essere umano. L'uomo guardò la
vecchia, si alzò e le poggiò una mano sulla spalla per farla voltare verso di se. Fu allora che il viso della donna, percorso da miriadi di rughe,
compassato e stanco, mutò improvvisamente in un'espressione di furia terribile. Alzò il bastone al di sopra della spalla e lo calò con violenza
sulla testa del maniaco.
Si udì un impercettibile ''crok'' e l'uomo cadde all'indietro sulla panchina del parco, mentre sangue copioso gli ricopriva il viso, e gli occhi,
stavolta moribondi, continuavano a fissare il nulla.

La vecchia poggiò nuovamente il bastone sul selciato e riprese a spingersi stancamente verso l'interno del parco, il volto di nuovo stanco e
atavico e mentre si muoveva parlava sussurrando al marito morto anni prima: ''Te l'avevo detto di non fare il furbo con me, Tom … ti avevo ben
avvertito di non toccarmi mai più… ''.
© Fabio Monteduro
hard.mount@libero.it

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Progetto Babele – Numero Zero

HORROR

LA SEDIA di Fabio Monteduro


... ci fu un rumore fievole, strusciante e cigolante e Federica aprì gli occhi nell'oscurità quasi totale: la sedia
a rotelle era lì, a sfidare l'impossibile, e le offriva il suo sedile, quasi ad invitarla a salirci sopra... magari
per sempre.
La stanza era pulita, asettica, chiusa al mondo carrozzella con il tessuto scozzese, rosso, nero scoprì un buco nero dentro di sè, una sorta di
esterno così come può esserlo una vita che e verde e ricordava gli occhi di lei, quello universo sconosciuto che lo fece rabbrividire
sfilaccia i suoi legami con l’esistenza stessa; i sguardo di chi è consapevole di essere da capo a piedi.
monitor marcavano il trascorrere del tempo prigioniero in un corpo paralitico per il resto - Che succede? - chiese Federica allarmata.
con i loro “bip” di controllo, facendo da della vita. Non erano molte le cose che Alex - No… niente... e solo che... - l’immagine della
contrappunto alla pioggia che picchiava sui ricordava della sua infanzia, ma non poteva carrozzella gli attraversò la mente come un
vetri, come se il cielo stesso piangesse quella certo aver dimenticato il giorno in cui sua lampo ed Alex ricordò di averla ancora, quella
disgrazia. madre aveva tentato di dar fuoco a quella sedia: era in soffitta, sotto un lenzuolo, chiusa
Stefano era lì, sdraiato ad occhi chiusi sul carrozzella, riuscendo soltanto ad ustionarsi un e appoggiata ad una parete.
letto, nascosto alla vista da bende e gessature. braccio e a bruciacchiarne superficialmente lo - Allora? - lo incalzò Federica.
Federica gli teneva la mano, gli occhi tumidi schienale di iuta. Era stato allora che Luisa, - Ho io la sedia - disse di getto.
di pianto, un leggero tremolio che le muoveva sorella di sua madre, era andata a vivere con - Come?
la bocca - “Non ha ancora ripreso loro. - La sedia a rotelle. Non occorre che l’affitti,
conoscenza...” - aveva balbettato al telefono e in soffitta ne ho una.
prima ancora di capire chi fosse, Alessandro - E perché mai? - chiese Federica.
aveva intuito la sciagura. - Era di mia madre e poi... ma è una storia
- Ha detto qualcosa il medico? - chiese troppo lunga e vecchia, l’importante e che
Alessandro con un filo di voce, non sapendo abbiamo risolto il problema, no?
bene come frenare la carica ottenebrante di Federica fece sì con la testa, ma non sembrava
quel silenzio spettrale. molto convinta.
- Come? - fece Federica alzando lo sguardo su - Su, non stare a preoccuparti. Domani mattina
di lui. andrò a recuperarla e verrò in ospedale... va
Alex fu investito da un senso di depressione bene alle dieci?
sorprendente, nel vedere il volto della donna - Sì - fece Federica.
del suo migliore amico, bello e solare di solito, Ma anche quando se ne andò, mezz’ora dopo,
così privo di luce. non era affatto persuasa.
- Vuoi venire via per un momento? - disse
l’uomo, ma lei scosse la testa, con vigore. La sedia. Quella sedia.
- E se morisse? - disse all’improvviso e a Perché mai avesse deciso di prestarla al suo
quelle parole tremò. miglior amico era per Alex, un mistero uguale
- Nessuno ha detto che ciò accada - provò a Poi Caterina era morta, caduta dalle scale della almeno a quello che l’aveva indotto a non
farle forza Alex, e forse anche a se stesso. loro casa, una villetta a tre piani nella zona gettarla via. Ricordava molto bene quando
- Ma non lo hai visto? E’ tutto rotto... meno popolosa della città ed Alex non aveva l’aveva portata in soffitta: era successo il
Ad Alex scappò un sorriso, nonostante tutto. mai capito come ciò potesse essere accaduto… giorno del funerale di sua zia Luisa e lui aveva
- Com’è successo? - chiese finalmente. era in camera sua, quella sera, aveva sentito il soltanto diciotto anni. Quanta acqua sarebbe
- E’ questo tempo odioso... continua a piovere trambusto, era uscito di corsa e aveva visto sua passata sotto i ponti della sua vita prima che se
e le strade sono ridotte ad acquitrini... stava madre ai piedi delle scale, vicino alla ne ricordasse... Era salito ansimante e l’aveva
tornando a casa… e… e... io… voglio restare carrozzella capovolta e sua zia Luisa che odiata quella sedia, detestata nel modo in cui si
sola… scusami - disse Federica con la voce piangeva lacrime inconsolabili. “Io non può detestare un oggetto, in quel modo
rotta dal pianto, si voltò e affondò la testa tra volevo... - aveva farfugliato la donna quel particolare che, più tardi, anche Federica
le braccia. Alex la guardò ancora per un giorno, in preda ad una crisi isterica - ma lei è avrebbe sperimentato. Il giovane Alex aveva
momento, poi si alzò ed uscì dalla stanza così testarda”… aperto la porta della soffitta, quel giorno, ed
sentendosi avvilito come poche altre volte aveva acceso la luce ed era entrato, sempre
nella sua vita. Ottobre era infine passato e la festa di tutti i con la sedia ripiegata tra le braccia; si era
Santi aveva portato, finalmente, una buona guardato intorno e, prima di porla in un
Il gelo entrò nella vita di Alex Martini quella notizia con sè: Stefano si era svegliato e il angolo, si era chiesto perché mai non fosse
sera di fine ottobre, ma tramava per farlo già chirurgo aveva sciolto la prognosi. andato a buttarla; era stato un pensiero quasi
da molto prima, almeno da quando sua madre - Non potrà camminare per molti mesi, inafferrabile, ma che l’aveva gettato per un
aveva avuto l’incidente. Era fermamente purtroppo, ma almeno è vivo e presto tutto momento in uno stato di totale confusione.
convinto che l’unica cosa realmente buona, tornerà come prima - disse Federica ad Alex Forse non se ne era nemmeno reso conto,
accadutagli negli anni, era stata l’amicizia di quando andò a trovarlo. perché l’aveva poggiata al muro, poi l’aveva
Stefano. Lo conosceva da venti anni, dal - Ora avrai mille cose da fare? - le chiese Alex. coperta con un vecchio lenzuolo e lì era
giorno, cioè, in cui si erano passati “spinelli” - E si, ma è un sollievo. Innanzi tutto debbo rimasta, nel silenzio, nel buio e nella
di hashish ad un concerto dei Police, a Milano, prendergli una sedia a rotelle; il dottore che lo polvere… come in attesa… per tutti quegli
nel 1980... un sacco di tempo, a ben vedere. ha operato ha detto che per almeno due mesi anni.
Ma ad Alex non sembrava poi così tanto, non deve assolutamente caricare peso sulle Alex scosse la testa e provò spavento; Federica
anche se ben due matrimoni si erano gambe, quindi... se ne era andata via da un po’, almeno venti
consumati sulle sue spalle: proprio lui, figlio di Alex la fermò con un gesto della mano e minuti, e l’ultima cosa che ricordava era di
divorziati, che si ritrovava a contemplare lo rimase pensieroso per un momento, mentre aver pensato di mangiare qualcosa, poi c’era
stesso fallimento dei suoi genitori e non una Federica lo guardava con espressione stato questa specie di “black out” e lui si era
ma per ben due volte! Poi c’era stato interrogativa. Furono molti i pensieri che ritrovato davanti alla porta della soffitta, al
l’incidente: Caterina, sua madre, era stata balenarono nel cervello di Alex in terzo piano della sua casa. Come diamine era
investita da una moto, aveva perso l’uso delle quell’istante: sua madre, sua zia Luisa, la sua giunto fin lassù? Non gli era mai piaciuto quel
gambe ed era stata costretta a vivere il resto adolescenza strana di cui non serbava molti posto e da quello che poteva ricordare non
della sua vita su una sedia a rotelle. Alex ricordi; e ancora, lo “zio” Dante, figura vaga e c’era mai salito volentieri. Forse era l’aria
ricordava bene il giorno in cui era tornata a non meglio identificata della sua infanzia. viziata, forse la penombra perenne, sta di fatto
casa dall’ospedale; ricordava quella Questo ed altro ancora egli pensò e nel farlo che ogni qual volta era salito con un senso di

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Progetto Babele – Numero Zero

oppressione che anche in età adulta non era Così dicendo aveva afferrato la giacca ed era - Ma... io...
riuscito a rimuovere. Alex si girò per uscita sbattendo la porta. - Hai sognato - fece Stefano e la strinse a se -
andarsene, ma come guidato da una volontà Le cose erano andate così, per un po’, ma alla Era solo un incubo.
diversa dalla sua, allungò invece la mano ed fine, inevitabilmente, Stefano si era convinto; - Un incubo... si... un incubo… - Federica
aprì la porta - “Ormai sono qui - pensò, di tanto in tanto provava a mettersi in piedi e tentava di convincersi, ma nella sua mente la
tentando di fare il disinvolto - tanto vale con le sue grucce compiva ogni giorno un sedia era ancora lì, minacciosa e reale.
portarla giù, quella sedia” . Accese la luce e se percorso superiore. - Su, vieni qua.
la ritrovò davanti, aperta, efficientissima, quasi Ma la sedia era sempre lì, muta e paziente. Stefano spense di nuovo la luce e tornò a
che il solo aver pensato di poterla riutilizzare sdraiarsi, facendo accoccolare la ragazza
le avesse ridato vita. Afferrò la sedia e la - Mi sembra ora di riportare quest'arnese ad vicino a se. Dopo un po’, un bel po’,
richiuse di scatto, poi spense la luce e Alex, no? - disse una sera Federica indicando dormivano entrambi e la porta tornò ad aprirsi
cominciò a scendere le scale, sentendosi ad un la sedia a rotelle. Ormai Stefano la usava di e la sedia scivolò cigolante fino a fermarsi ai
sol tempo atterrito e stralunato. Un altro buco rado, essendo quasi in grado di muoversi con piedi del letto.
nero andò a forgiarsi nel suo cuore. una sola stampella. Il ragazzo la guardò, ma E lì rimase per tutta la notte.
non disse nulla… quasi provando una sorta di Il giorno dopo Federica, prima ancora che
Stefano era entusiasta. Si era fatto caricare assurdo dispiacere, al pensiero che quella sedia Stefano si svegliasse, caricò la sedia sulla sua
sulla carrozzella ed aveva preso a girare per il fosse portata via. S.W. e la riportò ad Alex.
corridoio dell’ospedale davanti alla sua stanza. - Su, andiamo a letto - continuò Federica.
- Non fosse per questo segno qui dietro - disse Spinse la sua sedia fino alla camera ed aiutò L’ultima volta era stata qualche anno prima e
indicando la bruciatura sullo schienale della Stefano a sdraiarsi, poi la portò fuori, nel forse per questo Alex si sentiva così nervoso.
sedia a rotelle - sembrerebbe nuova di zecca. corridoi e, per buona misura, chiuse anche la Michela era una ragazza semplice e carina con
Ma dove l’hai presa? porta. Non c'era nulla da fare, aveva odiato lunghi capelli neri; i suoi occhi erano stati un
Federica sembrava un po’assente; guardava il quella sedia sin dalla prima volta che l'aveva richiamo irresistibile per Alex che pure aveva
suo ragazzo muoversi su quel trabiccolo e in vista, anche se non avrebbe potuto spiegare il giurato, dopo che anche Carla, la sua seconda
cuor suo tremava. perché di tanto astio… certo, a nessuno può moglie, se ne era andata, che non avrebbe più
- Ehi, bellezza - la richiamò Stefano - Dove piacere un oggetto del genere, vista la sua guardato in quel modo una donna. Ma ciò non
l’hai presa? - e fece un gesto ad indicare la triste funzione, ma quello che provava può essere. Al di là dei luoghi comuni, un
sedia. Federica era un sentimento per lei alieno, uomo è un uomo e una donna attraente non
- E’di Alex - fece la ragazza. almeno se si considera che era rivolto ad un può passare inosservata. Così era stato con
Alex confermò con un sorriso ed un cenno oggetto inanimato… Michela, che pure aveva dieci anni meno di
della testa. Si spogliò e si sdraiò anche lei, vicino a lui. Si erano incontrati in un pub e, adesso
- La tua? Mai saputo che collezionavi Stefano, poi fecero l’amore e fu molto bello. poteva ammetterlo senza falsi pudori, era stato
carrozzelle... Alla fine Stefano si addormentò e Federica se il classico colpo di fulmine
Si guardarono in faccia e scoppiarono a ridere, ne rimase a pensare a tutti quei mesi orribili, a Adesso la aspettava a casa sua e, dopo due
felici di lasciare quell'ospedale, finalmente. tutto quel tempo all’ospedale e, dulcis in settimane che si frequentavano, sperava che
E, si… erano stati felici quel giorno, ma i mesi fundo, a quella sedia che, inutile negarlo, la fosse giunto finalmente il giorno tanto atteso.
seguenti furono un calvario. Non è facile terrorizzava. Si girò su un fianco ed Le voleva bene, ma soprattutto la desiderava;
vivere con una persona, per quanto indietreggiò fino a sentire il corpo di Stefano, impazziva per il profumo del suo corpo e per il
temporaneamente, menomata e Federica se ne caldo e silenzioso, e quasi si assopì, poi ci fu sapore dei suoi baci e da quando l’aveva
rendeva conto giorno dopo giorno. Capiva la un rumore fievole, strisciante e cigolante e lei invitata a cena non aveva fatto altro che
situazione di Stefano, ci mancherebbe altro, aprì gli occhi nell’oscurità quasi totale: la immaginarsela nel suo letto. Già, perché
ma anche lei era insofferente ormai e non sedia era lì, a sfidare l’impossibile, e le offriva negarlo?
erano state le poche le volte che si erano il suo sedile, quasi ad invitarla a salirci sopra... Si guardò intorno e vide la sedia a rotelle che
insultati vivacemente. magari per sempre. La luce che filtrava dalla gli aveva riportato Federica, ancora dove lei
- Te ne stai tutto il giorno su quella maledetta porta aperta e che giungeva dalle finestre della l'aveva lasciata: chiusa vicino alle scale.
sedia - gli aveva detto un giorno in cui si cucina, le conferiva un alone diabolico e nel La prese e corse a riporla nuovamente in
sentiva a pezzi. momento in cui la ragazza si rese conto di ciò soffitta e di nuovo si era chiesto perché non
- Forse non l’hai notato - le aveva risposto che vedeva, la sedia si mosse verso di lei, fino fosse andato, invece, a gettarla. Ma il
Stefano - ma non è una mia scelta e dopo a cozzare contro il bordo del letto. Federica campanello aveva suonato ed era Michela,
essermi fatto tre mesi d’ospedale, tre mesi in urlò e il suo fu un grido terribile che fece sfavillante nella sua bellezza e con una gonna
cui me ne sono stato per lo più sdraiato, saltare Stefano dal letto; se le sue gambe non così corta da far preludere una serata
l’unica cosa che vorrei fare è mettermi a fossero state in così precarie condizioni è straordinaria. Questo era importante, non la
correre. probabile che sarebbe fuggito fin fuori alla sedia... e così era stato per tutta la sua vita.
Federica l’aveva guardato e aveva provato casa. Federica si voltò verso di lui e prese a
vergogna. Aveva aperto la bocca, forse per scuoterlo; Stefano accese la luce e poté vedere 1964.
scusarsi, ma Stefano non gliene aveva dato il il suo sguardo e pensò, per un attimo, che L’anno dell’incidente di Caterina; l’anno in cui
tempo. Federica fosse impazzita. la madre di Alex perse l’uso delle gambe. Ma
- E adesso non ricominciare con la solita solfa. - Che succede? Che c’è Federica? CHE non fu quello l’anno peggiore, su questo Alex,
Sono quasi più stufo di te che di questa SUCCEDE? se solo ne fosse stato consapevole, avrebbe
carrozzella... - e aveva preso a spingersi via. - LA SEDIA... LA SEDIA... OH, MIO DIO... - potuto giurare. I guai erano cominciati prima,
Federica si era messa a piangere e si era la ragazza era fuori di se. molto prima, ed esattamente nel 1957, ad un
inginocchiata vicino a lui. - Calmati. Quale sedia? anno dalla sua nascita.
- Mi dispiace così tanto... ma tu te ne stai tutto - LA’! NON LA VEDI? - fece Federica Caterina e Luciano si erano sposati da tre anni
il giorno seduto, non provi mai ad alzarti, sempre urlando e indicava dietro di se, ma e il loro era sempre stato un matrimonio
come ti ha detto il terapista e meno ti eserciti, senza avere il coraggio di voltarsi. particolare, soprattutto dal punto di vista
più tempo dovrei stare qui sopra, lo sai. E io la - Federica. Calmati! - le ingiunse Stefano e la sessuale e questo, in gran parte, per il modo di
odio questa disgraziata! - Federica aveva colpì con uno schiaffo. vedere la vita di Caterina, convinta cattolica.
colpito la carrozzella con un pugno e si era La crisi isterica sembrò calmarsi e la ragazza Se ciò non fosse stato già sufficiente, sua
rialzata. precipitò sul cuscino, singhiozzante. moglie era anche appoggiata in tutto e per tutto
- Ho paura. Davvero non puoi comprendere - Si può sapere che ti prende? - fece Stefano da sua sorella Luisa, una donna dal carattere
che tremo alla sola idea di alzarmi? E’se non con dolcezza e la abbracciò. forte e risoluto che non permetteva alla sorella
riesco più a camminare? - MA SEI CIECO? NON LA VEDI? - riprese di distrarsi dal suo compito (che era quello, a
- Smettila! - gli aveva urlato Federica - la ragazza divincolandosi e finalmente si voltò, sentire lei, di servire il Signore) nemmeno per
Smettila o giuro che la butto via questa sedia ma davanti a lei, di fianco al letto, non c’era un momento. Poi c’era stato il “fattaccio”,
maledetta. nulla e la porta era ancora chiusa. come lo definiva Luisa, e questo aveva gettato

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Progetto Babele – Numero Zero

Caterina nello sconforto più totale. C’era un - NO! - ripeté Caterina. cui dodici anni prima aveva “agognato” la
uomo, nella congrega che frequentavano, si - Non sai quello che dici. morte della sorella; abbassò gli occhi e per
chiamava Dante ed era il più arguto di tutti; - Smettila! Smettila! Non farete del male ad l'ultima volta la ragione le illuminò la mente:
era lui che si faceva carico delle incombenze Alex, io ve lo impedirò. si rese conto allora che la sedia dov’era seduta
ed era lui che parlava quando si chiedevano Così dicendo Caterina aveva voltato la sedia era quella sedia. Ne riconobbe il tessuto
preghiere per il mondo e per le loro anime per andarsene nella sua camera e un rigurgito scozzese e la bruciatura sullo schienale di iuta.
soggiogate dal demonio. Era così diverso d’odio aveva aggredito il cuore di Luisa: non Con uno scatto d'ira afferrò le grandi ruote e si
Dante da Luciano; erano davvero all’opposto e se ne sarebbe rimasta immobile a guardare spinse verso le scale, lasciandosi cadere…
una notte, durante una convivenza fuori città, Caterina rovinare tutti loro; non avrebbe come sua sorella ed esattamente come lei, morì
Dante e Caterina si erano incontrati nel osservato impotente la sua unica sorella spezzandosi il collo. Alex uscì dalla sua stanza
corridoio dell’albergo e senza dirsi una parola addentrarsi per le vie del male. e vide sua zia in terra e per un momento gli
si erano rinchiusi nella stanza di lui. Non c’era “Perché non cadi? - pensò e in quel momento sembrò di precipitare indietro nel tempo:
stato amore, non c’era stata passione, solo un era ciò che più desiderava al mondo - Perché invece di Luisa vide sua madre, in un
breve e scellerato orgasmo che aveva reso non precipiti dalle scale con quella tua dannata accavallarsi di disastri temporali. Poi corse a
Caterina madre di Alessandro. Quando Luisa carrozzella? Perché non ti rompi l’osso del chiamare l’ambulanza, ma fu inutile: Luisa era
aveva saputo era quasi impazzita dal dolore e collo?” morta. Quando Alex tornò a casa quella sera,
aveva ingiunto a sua sorella di tacere la sua Quest’ultimo pensiero fu come se l’avesse cominciò a piangere, sentendosi per la prima
colpa e di far credere a tutti, anche a Dante, detto a voce alta. Caterina si voltò verso di lei, volta, davvero solo al mondo. Chiuse la sedia e
che il figlio che portava in grembo fosse di la bocca atteggiata in una O di sorpresa, e vide andò a sistemarla in soffitta, dove rimase per i
Luciano. E così era stato. Ma le cose erano sua sorella con le mani sulle orecchie, quasi a successivi venti anni.
cambiate da allora e quel sottile filo che univa non voler sentire nulla del resto del mondo,
le vite di Caterina e Luciano si spezzò quasi a far sì che i suoi pensieri si Michela era troppo bella… quasi un sogno e
all'improvviso, forse proprio a causa di quella materializzassero. Vide qualcos’altro, per un quando si avvicinò a lui per baciarlo, Alex
congrega che tanto sembrava assorbire della momento, una figura immota vicino sua credette di svenire… Dio… il suo profumo:
vita di Caterina. Così Luciano se ne era sorella, una bestia oscena e silenziosa, messa ma di che marca era? L'uomo che lo aveva
andato, sconfitto e senza nemmeno nessun nell’identica posa di Luisa, con le mani sulle creato doveva essere un genio.
rimorso per quello che credeva suo figlio. orecchie e gli occhi fissi sulla sua carrozzella... Ci volle poco per ritrovarsi sdraiati sul letto
L’incidente avvenne tre mesi dopo la ''fuga'' di e questa cominciò a muoversi, prima piano, della camera di Alex e fecero l'amore come lui
Luciano e quando quel motociclo investì poi con uno scatto improvviso si lanciò verso non ricordava fosse possibile… anche quella
Caterina, rompendogli due vertebre e le scale, rovinando fino al pavimento del ragazza doveva essere una specie di genio…
rendendola paralitica, Luisa la convinse che primo piano: Caterina si spezzò il collo e morì sì, un genio dell'amore.
era per la sua “colpa” che Dio la stava sul colpo, Luisa cominciò ad urlare ed Alex Erano quasi le due del mattino quando si
punendo e il fatto che Dante sarebbe morto uscì dalla sua stanza, strillando anche lui e addormentarono: la testa di Michela poggiata
pochi mesi dopo per un cancro alla prostata, vedendo sua madre in terra, poi corse fuori a sul suo petto, la sua mano a cingerle i fianchi:
non avrebbe fatto altro che aumentare le chiamare aiuto. I vicini avvertirono no, con lei non sarebbe andata come con le
convinzioni di Luisa. l’ambulanza, poi, dopo che ebbero portato via altre, lei era diversa. Fu questo l’ultimo
Un giorno di molti mesi più tardi, Luisa aveva il corpo senza vita di Caterina, lo pensiero che lo accompagnò nel mondo dei
messo a letto il piccolo Alex, che aveva ormai riaccompagnarono a casa... da sua zia. Poi sogni.
sei anni; poi, come ogni sera, aveva c'era stato il funerale e dopo Luisa aveva preso Alle quattro in punto Michela si svegliò,
cominciato a tirare la sedia con Caterina, su la sedia a rotelle ed era andata a riporla in doveva andare in bagno. Si alzò lentamente,
per le scale. soffitta, quindi aveva chiesto ed ottenuto di cercando di non svegliare Alex ed uscì dalla
- Io lo so cosa vuole il Signore da noi... - aveva potersi occupare di suo nipote, dimentica stanza. Richiuse delicatamente la porta e si
detto Luisa, sbuffando e tirando per far salire completamente di come avesse “voluto” e voltò per cercare l’interruttore, fu allora che
alle ruote della sedia un gradino alla volta. ''provocato'' la morte della sorella ed anche dei sentì un rumore dietro di se, come un cigolio
Caterina non aveva detto nulla, ammutolita propositi di sacrificare il bambino all’altare sommesso. Allungò la mano ed accese la luce
dalla soggezione che aveva per sua sorella. della sua congrega di pazzi. Da quel giorno e per poco non stramazzò al suolo dalla paura:
- Dio sa tutto! Dante è morto, Caterina. Tu sei nulla più ebbe importanza per lei e il suo c’era una sedia a rotelle dietro di lei; era di
sopra questa sedia, davvero non vedi il Suo cervello, lentamente, cominciò ad andarsene tessuto scozzese e la ragazza si chiese perché
disegno? - e con un ultimo sforzo l’aveva alla deriva. mai Alex avesse un oggetto tanto strano in
issata sul ballatoio del secondo piano. Passarono dieci anni ed una domenica mattina casa. Si ripromise di chiederglielo la mattina
- Hai ragione - disse Caterina e scoppiò a Alex fu svegliato da una telefonata: era un dopo e si voltò per raggiungere il bagno: la
piangere - come sempre... poliziotto che gli comunicava tristemente che sedia si mosse. Michela, incredula, fece un
- Su, non fare così... tu e Dante avete sua zia Luisa aveva avuto un incidente e che in passo indietro e quella si spostò in avanti.
sbagliato… ed avete pagato duramente la quel momento si trovava in ospedale. Alex era - Ma che diamine... - cominciò.
vostra sfida… ma Dio è buono e ti da ancora il uscito immediatamente e quando era arrivato La sedia le si avventò contro.
modo di rimediare. da sua zia l'aveva trovata sul letto, La ragazza urlò ed Alex uscì correndo sul
- Che vuoi dire? anestetizzata: avevano dovuto amputagli ballatoio, trovandosi davanti a una scena da
- Vuole tuo figlio, davvero non lo capisci? entrambe le gambe all’altezza del ginocchio. film del terrore. Poi la sedia raggiunse
- Mio figlio? Era stata travolta da un tram. Michela, la issò sul suo sedile e si scagliò
Luisa alzò le mani al cielo e gridò rapita. Dopo molti mesi la donna era tornata a casa e verso le scale.
- Non ha forse chiesto il suo unico figlio ad la sua mente aveva smesso di funzionare quasi - NOOOO!!!! - urlò Alex e il suo grido si fuse
Abramo? Non gli ha forse detto di sacrificare del tutto; sistemata sulla sedia che era stata di con quello di Michela.
Isacco nel Suo nome? Alex è il figlio della Caterina, era Alex, ora, a doversi prendere La carrozzella si bloccò sul primo gradino e
colpa, è lui che Iddio ti chiede. cura di lei e andò così per i successivi due per qualche secondo restò in bilico, quasi che
- Mio figlio? - ripeté Caterina e finalmente anni, fino a quando, una mattina di novembre, la forza dell’amore che i due provavano l’uno
capì: l'immagine di Alex, sdraiato sull’altare due giorno dopo il diciottesimo compleanno di per l’altra, avesse in qualche modo potuto
tra di loro le riempì la mente. Alex, la donna uscì dalla sua stanza, al fermarla. Poi precipitò da basso, con un
- NO! - urlò e Luisa trasalì. secondo piano della casa e prese a spingersi rumore di ferraglia e di ossa rotte. Alex si
- No? – ripeté sua sorella ed era disorientata, verso il ballatoio; ormai la sua mente era quasi lanciò sul parapetto e vide Michela in terra,
quasi che avesse sentito la più grande assurdità completamente andata, non essendo più assurdamente nella stessa posizione di sua
della storia dell’uomo. nemmeno in grado di controllare i suoi bisogni madre, il suo collo era girato verso di lui...
- Mi hai sentito? - continuò Caterina e voltò la corporali. C’era un’infermiera che aiutava troppo girato e i suoi occhi lo fissavano
sua sedia verso di lei - Non avrete mio figlio! Alex ad assisterla, ma quella mattina, come attoniti. La sedia era in fondo alle scale,
- Dio stesso ha sacrificato Gesù per l’umanità spesso accadeva, era in ritardo. Luisa arrivò rovesciata, con le ruote che continuavano a
e tu... fino al parapetto e si fermò quasi nel punto in girare lentamente. Fu allora che Alex capì, fu

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Progetto Babele – Numero Zero

quello il momento in cui i “buchi neri” della di Alex Martini che, quando giunse finalmente nemmeno un muscolo del suo corpo e non
sua infanzia si illuminarono all’improvviso. in ospedale, fu introdotto immediatamente in poteva nemmeno parlare o sentire... oh, ma in
Vide la bruciatura sullo schienale e ricordò di sala operatoria. Ma non ci fu molto da fare. Il quanto a capire... Alcune ore dopo l’intervento
sua madre e di quella congrega di cui lei e sua suo corpo aveva subito ustioni di terzo e chirurgico, infatti, Alex era stato come
zia facevano parte. Ora era chiaro: le due quarto grado, soprattutto il viso era storpiato scagliato di nuovo nel proprio corpo e la prima
donne avevano fatto qualcosa, qualcosa di da una smorfia sbilenca che gli dava l’aspetto sensazione che aveva avuto era stata quella di
talmente orrendo da dare vita a quella sedia a di un clown ridanciano; la trave che gli era entrare in una macchina avariata, in cui nulla
rotelle, una vita demoniaca. caduta addosso gli aveva disintegrato tre più funzionasse. Aveva provato a muoversi e a
- Maledetta - urlò e improvvisamente la sedia vertebre e i suoi centri motori se ne erano parlare, ma l’unica cosa che sembrava
compì una capriola e si capovolse tornando andati all'altro mondo. Alex era ancora vivo funzionare era la vista. Vedeva le infermiere
nella posizione originale, poi si allontanò, da quando uscì, sette ore dopo, dalla sala affaccendarsi presso di lui ed una di esse, di
sola, in direzione della cucina. Il gridò morì operatoria, ma ormai era come un vegetale: era tanto in tanto, irrorargli del collirio negli
sulle labbra di Alex che cominciò a scendere le tetraplegico e completamente catatonico. occhi. Era muto ed era anche sordo e non
scale, lentamente: dov’era andata quella Nelle rovine della casa di Alex i pompieri come può esserlo qualcuno che
dannata? I suoi occhi caddero su Michela, trovarono il corpo di Michela, quasi temporaneamente perde l’uso dell’udito, in
sempre immobile ai piedi delle scale. completamente carbonizzato ed anche i resti di quel caso si potrebbe avvertire un suono basso
- Oh, Michela. Povera Michela... - cominciò a una sedia a rotelle... e costante che copre tutto il resto, Alex era nel
piangere e le chiuse delicatamente gli occhi. - E’ stato fatto il possibile, per lui - fece il più completo oblio uditivo, dove nessun
Fu allora che la sedia sbucò alle sue spalle e lo chirurgo - ora bisognerà vedere come reagirà rumore, per quanto potente o sofisticato,
colpì in pieno, mandandolo a sbattere contro il alle terapie... ma non sono molto ottimista. poteva raggiungerlo. Era prigioniero in una
muro. Alex riuscì a scansarsi, appena un Si trovavano nella stanza di Alex, sdraiato sul macchina inservibile e non aveva modo alcuno
attimo prima che la sedia lo colpisse di nuovo letto e completamente immobile. Stefano era per comunicare con il resto del mondo…
e corse in cucina: doveva prendere dell'alcol attonito, Federica terrorizzata.
per dare fuoco a quella follia ambulante. - Morirà? - fece la ragazza. L’auto di Federica si fermò davanti alla
Arrivò trafelato e terrorizzato e riuscì a - Diciamo che il pericolo di vita è scongiurato, clinica, appena dietro l’ambulanza che aveva
prendere la bottiglia di alcol etilico di color però il vostro amico ha perso completamente e portato Alex, poi lei e Stefano scesero
rosa proprio mentre la sedia si catapultava con molta probabilità permanentemente, l’uso lentamente. Alex fu accompagnato in una
nuovamente su di lui. Svitò il tappo della delle gambe e delle braccia... nemmeno il collo stanza sulla lettiga e i suoi due amici non gli
bottiglia e correndo le la lanciò il liquido è più in grado di muovere e poi... - il medico si lasciarono mai andare le mani. Piangeva tutti e
addosso, poi afferrò il suo accendino e fece bloccò e guardò il povero Alex. due, perché si sentivano come se lo stessero
altrettanto: ci fu una vampata e le fiamme si - E poi? - lo esortò Stefano che pensava a accompagnando al cimitero. Ma Alex li
propagarono immediatamente... ma ciò non quanto assurda fosse la vita: pochi mesi prima vedeva e gridava in cuor suo alle sue mani di
fermò la sedia che continuò ad inseguirlo: ora, era lui in quell’ospedale ed Alex veniva a stringersi, almeno un attimo, un solo secondo
con tutte quelle fiamme che la avvolgevano, trovarlo. per far capire loro che poteva sentirli. Ma le
dava ancora di più l’idea della sua possessione - Voi siete i suoi migliori amici - riprese il sue mani erano morte, le sue gambe erano
demoniaca. Alex riuscì a scartare il primo chirurgo - e non voglio mentirvi. Alessandro è morte, solo la sua ragione era sopravvissuta,
attacco e si lanciò verso la sala; mentre la quasi un vegetale, ormai. Non è in grado di per impazzire al più presto, sperava.
sedia, nel suo tragitto, incendiava le tende ed il muoversi con nessuna parte del corpo, ha - Torneremo a trovarti - fece Federica e lo
divano, l’intera casa cominciò a bruciare. Alex perso l’uso della parola e dai nostri test risulta baciò sulla guancia.
fece per nascondersi in bagno, ma la che non può più nemmeno sentire. - Sì - confermò Stefano. I due si presero per
carrozzella fu più veloce e colpì la porta nel Stefano lasciò la stampella con qui ancora si mano e si allontanarono a testa bassa.
momento in cui stava tentando di chiuderla, aiutava e cadde di schianto su una poltrona per
facendolo cadere; poi si fermò a pochi metri da lo shock. - Buongiorno - fece un’infermiera grassottella
lui, sempre crepitando per il fuoco che - Come...? all’indirizzo di Alex - vogliamo andare alla
l'avvolgeva. - Purtroppo è così. Dio... o la natura... o che so finestra? Così potrà vedere i suoi amici... dal
- Ancora non sei contenta? Non hai ancora io, è stato davvero crudele con lui. Non sarà momento che la vista è l’unica cosa che le
saziato la tua fame infernale? - disse e professionalmente corretto da dire, ma sarebbe rimane.
nonostante tutto non riusciva a credere ai stato meglio se fosse morto. Si fece aiutare da un inserviente e lo fece
propri occhi. Nessuno al mondo avrebbe - Che si può fare per lui? - chiese Federica, sedere su una sedia a rotelle, una di quelle con
potuto convincerlo che quello che sentì subito piangendo. lo schienale alto e un apposito aggeggio che
dopo fu il frutto della sua immaginazione, ma - Pochissimo, purtroppo. Non è in grado di gli mantenesse dritto il collo, poi lo portò
se mai avesse potuto raccontarlo, Alex avrebbe intendere e soltanto il tempo ci dirà se il suo vicino alla finestra. Stefano e Federica, da
giurato di aver sentito distintamente un “No”. cervello potrà farlo tornare almeno ad un basso, lo videro a gli mandarono un saluto, poi
Il terrore più cieco si impadronì di lui ed Alex livello umano di coscienza… altrimenti si salirono sulla loro auto. Una lacrima uscì
si lanciò e verso la porta: doveva uscire da dovrà pensare alla donazione degli organi… solitaria dall’occhio sinistro di Alex e fu allora
quella casa in fiamme, doveva allontanarsi da purtroppo… che egli notò il riflesso sul vetro e quel riflesso
quell’assurdo attrezzo di morte. Ma ciò - Che gli succederà? - chiese Stefano, sempre gli rivelò il grande specchio dietro di sè. Vide
significò la fine per lui. Appena giunto nei più sbigottito. la sua schiena e vide anche dov’era stato
pressi dell'uscita, con la sedia alle sue - Tra qualche tempo dovremo dimetterlo... è sistemato: una sedia a rotelle nera e grigia, ma
calcagna, una trave di legno si staccò dal inutile che stia qui, posso consigliarvi una lo schienale era a disegno scozzese, nero,
soffitto e gli precipitò in pieno sul collo: Alex clinica di lunga degenza. Lì, almeno, si rosso e verde e con una grande bruciatura. Le
non sentì dolore, perché in meno di una prenderanno cura di lui… finchè non si pupille di Alex si allargarono e si allargarono
frazione di secondo passò dal terrore all’oblio deciderà se… ancora... mentre nella sua mente esplodeva un
ed entrambi erano assoluti. - Nessuna donazione, per ora… e in ospedale grido muto ed eterno.
lo accompagneremo noi - disse Federica e La sedia era tornata.... alla fine...
I pompieri arrivarono in fretta, ma della casa poco dopo se ne andarono.
non restò praticamente nulla. Fu un vero Ma Dio... o la natura... o chissà chi, era stato
miracolo quello che permise a due di loro di ben più crudele di come aveva descritto il © Fabio Monteduro
portare via il corpo apparentemente senza vita medico; Alex non era in grado di muovere hard.mount@libero.it

" Terra di uomini duri, la bassa, che oggi se n'è perso lo stampo, che camminavano a testa bassa, cotti dal solo d'Estate e gelati dalle nebbie
d'Inverno, che se gli scappava il porco in chiesa, facevano la fame, piuttosto che entrare a riprenderselo.
Uomini che con l'ultimo filo di voce, in punto di morte, potevi sentirli sussurrare al prete :
' Ah, don Francesco, puvret! Am fi pena cun i voster pateravegloria.' ".
" Sei un puro di cuore, e chi ti salverà dal Paradiso? Si, anarchico, te ne accorgerai. Litigheremo insieme per l'eternità: questo è il mio scherzo
da prete. "
da 'L'ultimo anarchico' di Don Francesco Fuschini

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Progetto Babele – Numero Zero

L’AUTORE DEL MESE : Daniela Manzini Kuschnig


L’autore del mese del numero zero di P.B. e’Daniela Manzini Kuschnig, o D.M.K., come ama firmarsi. Vi invitiamo a
leggere i due splendidi racconti qui pubblicati ed a cercare altro suo materiale in rete ed in libreria: credeteci, ne vale
la pena.

I gatti sono verdi


Dedicato a M. C. della 1a H
E qualcosa mi si accartoccia dentro. Mi si Adesso scrivo one, two, three, four, riga per
Gli altri, i miei compagni, hanno dodici prof. accartoccia sempre qualcosa dentro, nella riga e poi porto il quadernone alla prof che lo
Io ho anche la Lella. Che poi si chiama testa, nel petto, dipende, quando sono gentili guarda e scrive Molto Bene nonostante i gatti
Gabriella, ma io la chiamo Lella. E’ una prof con me. Non mi capita mai con la Lella. E poi verdi come l’ erba.
tutta per me, che a scuola mi siede vicino e mi io non mi chiamo Max. Chiedo d’ uscire. “ Manca poco alla
aiuta durante le lezioni, con i compiti campana. Non puoi aspettare? “
insomma. La prof scrive Molto bravo sotto il compito. “ Ma io devo far pipì! “
Ma stamattina non c’ è. L’ ho chiesto alla Mia madre, quella di adesso, sarà contenta. Poi Mi dice: “ Vai. “
Maria che è la bidella, l’ altra bidella si chiama la prof disegna, non è brava come la Lella, ma Esco dall’ aula. Non è proprio che non ce la
Paola, questa è una scuola con sei classi sole e ci prova, dei gatti, in colonna: un gatto e sotto faccio più a tenerla, ci riuscirei fino alla
ci sono solo due bidelle. “ Dov’ è la Lella? “ due gatti e sotto ancora tre gatti fino a quattro campana, ma è che proprio non ce la faccio più
ho chiesto. gatti. a stare in classe. Devo muovermi. Cammino
“ E’ a casa. Ha l’ influenza. “ mi ha risposto la “ Adesso li colori “, dice, “e qui, vedi, proprio saltando su un piede lungo il corridoio verso il
Maria. di fianco scrivi i numeri, così: one, bagno. Passo davanti alla vetrata da dove si
E allora? Io che cosa faccio qui, senza la two........vero che lo sai fare? “ Scuoto la testa, vedono i prati che salgono su su per il fianco
Lella? Ho lo zaino con i miei quadernoni e le perché è una cosa difficile da fare tutto da della montagna: c’ è il sole. Fuori c’ è il prof
matite colorate, ma la Lella non c’è. solo. di ginnastica con la prof che insegna a
“ Ci sono le prof, sta’ tranquillo “ mi ha detto La Lella mi ha già spiegato i numeri in inglese. disegnare. Di colpo si abbracciano. A lei gli
la Maria, che è gentile e sorride sempre. Questa è la prof d’ inglese. Che parla strano. occhiali vanno di traverso sul naso. Sono buffi,
Appunto. Torno al mio banco con il così, nel sole. Abbracciati. Quando ripasso,
Ma le altre prof sono le prof di tutti quanti, la quadernone che ciondola fra le mani. dopo essere stato in bagno, non ci sono più.
Lella è solo mia. E’ speciale. Quando parla la Matteo mi tira una pallina di carta. Gli faccio Vado piano piano per il corridoio, così passa
capisco e se non capisco lei ripete e mi disegna una linguaccia. Fuori c’ è il sole. Chissà dov’ è più tempo. Chissà se la Lella viene domani?
le figure che io coloro e vicino ci scriviamo i la Lella. A casa sua. E’ malata. Ma dov’ è casa Lo chiedo alla Maria che arriva con la scopa e
nomi, prima li scrive lei e poi io li copio in sua? La Lella non abita a Monterenzio. il secchio. “ Non lo so. Non pensarci. “
stampatello, sono bravo a scrivere in Nessuna prof abita a Monterenzio. Vengono “ Io voglio la Lella. “
stampatello. La Lella dice che presto presto ogni mattina dalla città. E poi tornano giù, in “ Ma non vuoi che si curi per bene? “
imparo anche anche a scrivere nell’ altro città. Ogni giorno così. Certo che sì. Ma voglio anche che stia con me.
modo, che è più difficile e non lo so fare. Guardo i gatti. Prendo i colori. Di che colore Entro in classe.
sono i gatti? Coloro il primo di nero, i due La prof adesso sta facendo le domande. Una a
C’ è il sole stamattina. Mia madre che poi è nella riga sotto di marrone, i tre sotto ancora li ciascuno. Anche a me.
una delle mie madri, io lo so che ce ne ho un’ faccio rossi, io un gatto rosso l’ ho visto una “ What’ s your name? “ Qualcosa mi si
altra che non vedo da tanto di quel tempo da volta, ma gli altri quattro di che colore li accartoccia dentro, nella testa e nel petto, un
aver paura di dimenticarla, ma me la tengo in faccio? groviglio. Però lo so che cosa vuole che
mente la mia prima madre, capelli neri come i risponda.
miei, occhi scuri come i miei, la madre di Qualcosa mi si accartoccia dentro. In testa. Li “ Massimo “ dico.
adesso ha detto: “ Sta finendo l’ inverno. “ A faccio verdi. “ Good “, dice lei “ Bravo, Max “
me piace quando viene il bel tempo, perchè
posso star fuori con gli amici. Ne ho tanti d’ Matteo ride. Guarda i miei gatti verdi e ride.
amici, tutti quelli delle elementari che adesso Mi tira una pallina di carta. Ride anche Pietro.
sono con me in prima media. Quando fa bel Mi chiama Max, ma io mi chiamo Massimo.
tempo stiamo fuori casa a giocare al pallone, a Qualcosa mi si accartoccia dentro. Nel petto. Ho undici anni e una prof di sostegno che si
correre, a far scherzi. Viviamo in un paese chiama Gabriella, ma che io chiamo Lella, e
piccolo, in montagna e tutte le case sono sui La prof d’ inglese smette di parlare e guarda tanti amici che sanno un mucchio di cose e
lati della strada che l’ attraversa. Sono 27 case: Matteo e Pietro e me. delle volte mi prendono in giro e poi ho due
le ho contate un giorno. Ne ho contate 27 e poi Poi si alza e viene verso di noi. Io guardo il madri, anche se una non la vedo mai. Però me
ho smesso. Più in là non so contare, ma la sole fuori dalla finestra. la ricordo. Con i capelli neri, come li ha la
Lella dice che imparerò a contare fino a cento. “ Che cosa c’è? “ chiede la prof. Lella. La Lella che dice che imparerò anche a
Comunque di case ne mancavano poche, così “ Ha fatto i gatti verdi! “ ride Matteo scrivere in corsivo.
mi sono detto: “Controlla il tuo lavoro. “ dice la prof. Io credo che sì, gliela farò. Anche se lei ogni
“ Monterenzio ha 27 case. “ Si china, guarda i miei gatti: sono proprio tanto sta a casa, perché ha l’influenza.
Adesso sono in classe e fuori c’ è il sole e verdi.
dentro non c’è la Lella. “ Perché li hai colorati di verde? mi chiede Fuori c’ è sempre il sole e, ecco, suona la
La prof di tutti fa lezione. Parla strano. Mi Non ci sono gatti verdi, lo sai. “ campana dell’ intervallo. La prof apre la
chiede se voglio che Salvo venga ad aiutarmi. Non lo so perché li ho fatti verdi. Non grande finestra che dà sul prato e noi usciamo
No che non voglio. Non mi piace, Salvo. Una rispondo. Però l’ erba è verde e anche le tutti insieme a correre sull’ erba che è proprio
volta voleva mettermi una nota sul foglie, è un bel colore il verde, è profumato, verde come i miei gatti. Proprio così.
quadernone. E poi non è un prof vero, ma uno ecco.
che doveva andar via a fare il soldato, ma ha “ Sono i gatti di ET! “ dice Pietro. La prof si © D.M.K
scelto di venire ad aiutare a scuola, una cosa gira e gli dice di far silenzio.
così. Mi si accartoccia sempre
Chi è ET? Non so perché loro sanno tante cose
La prof che parla strano è bassa e vecchia. Non che io non so, ma la Lella dice che non devo qualcosa dentro, nella testa, nel
è cattiva. Le porto il quadernone. preoccuparmi, dice che vado bene, che poco petto, dipende, quando sono
Lo sfoglia, guarda i miei compiti, poi dice: “ alla volta le imparerò anch’ io tutte le cose e a gentili con me.
Bravo, Max “ scrivere in corsivo anche. Proprio così.

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Progetto Babele – Numero Zero

Daniela Manzini Kuschnig, in breve:


Il “no” di D.M.K.
Insegnante di lingua inglese, dmk è redattrice della rivista Il Club degli autori
Il fumo della sigaretta si snodava in un filo (Melegnano, Milano) e redattrice - capo dell’ omonimo sito internet, per cui ha
leggero davanti alla sua mano. Bianco e
sottile. E poi si sfaceva in niente. Distolse lo
scritto articoli per la sezione “Antologia dei poeti del '900".
sguardo. Mosse la mano. Scenerò nel E’ responsabile di www.clubpoeti.it. Collabora a siti web di letteratura - da R&L a
posacenere di vetro, imitazione cristallo Dad@mag - con racconti, poesie e sintesi critiche.
(ipermercato, L. 3 200). Sue poesie, racconti, articoli compaiono in diverse riviste, Il Club degli autori,
Si concentrò su pensieri in fuga nell' aria a Poesia (Crocetti Ed.), Laboratorio di Parole, Private, ed altre.
spirali tondeggianti e cercò di fermarne uno.
Acchiapparne uno e legarcisi strettamente Riconoscimenti :
pareva fondamentale. Magari era soltanto un
passo avanti.
Suonò il telefono. Allungò la mano. Esitò un - primo premio per la narrativa nel concorso M. Yourcenar 96
attimo. Poteva non rispondere. - sesto posto nella sezione poesia M. Yourcenar 96
Ma avrebbe richiamato. Di sicuro. Sollevò il - secondo posto nel J. Prévert 1997
ricevitore. - segnalazione con merito all’Andrea Barbato e al G. Guareschi 98
Disse: "Pronto." - primo premio nella sezione narrativa del premio letterario “Città di
" Sono io, cara” fece la voce e continuò: Orzinuovi”.
“Tu devi capire ..." - primo premio nel concorso Fogli… dal cassetto 1999 (sez. narrativa) indetto
Ecco, dunque. La mente era già bloccata su
quelle tre parole, lunghe come una vita passata
dall’associazione Juvenilia (San Lazzaro di Savena, Bologna)
sotto un acquazzone. E come sempre era - segnalazione con merito al premio Navile 2000(Bologna)
aggrovigliata, un intreccio di fili di ferro, duro
e rugginoso. Capitava sempre così. Pubblicazioni:
Tu devi capire. O le varianti. Tu devi fare, tu
devi andare, tu devi pensare. − Colours of women (poesie) Spiragli 30, Ed. Nuovi Autori 1995
Devi. La parola chiave. − Incontri (racconti) Ed. Montedit, ottobre 1997
Intanto aveva scostato il ricevitore
dall'orecchio. Perché aveva acchiappato, non − Co- autrice di “ 50 racconti brevi brevi “, Ed. Ellin Selae, aprile 1998
un pensiero, per quello avrebbe dovuto − Co-autrice di " Edizioni Internet", Artecom 1999, Roma
arrampicarsi su per i muri, ma un'immagine, − Con ali raccolte (poesie) Ed. Montedit, aprile 2000
fluida e senza tempo. Di sole e d' alberi verdi. − Co - autrice di "Cesare perduto nella pioggia" Ed. Di Salvo, 2000
Di terra profumata. Di una casa bianca con il − Il monte (romanzo) Ed. Di Salvo, luglio 2000
tetto a tegole rosse e fiori al balcone e aiuole
davanti. Ma era passato troppo tempo. No. Altra parola chiave. guardarle fisso con il cipiglio dell’
Non si torna indietro. A volte si riesce a No. insofferenza.
cambiare l' oggi, ma a riguadagnare il passato, E l' aveva sprecata per un ragazzo che, come Una che era rimasta senza l’ unica persona a
no. La voce schizzava fuori dal ricevitore, gli altri che portavano le stampe, finiva per cui non importava niente che lei fosse elegante
sbavature di parole friggevano nell' aria. suonare al suo campanello, perché sapeva che e tirata, quel suo uomo a cui piaceva andare
Lo appoggiò, piano, sulla mensola, si alzò lì c' era sempre qualcuno che apriva. C' era per i campi fra il fango d' inverno e l' erba alta
dalla sedia e andò in cucina. Si versò da bere, sempre qualcuno in casa: era scontato. Lei era di primavera e che se, alla sera, spogliandosi,
si sentiva la gola gonfia e stretta, sfilò un' altra scontata. Stavolta quel qualcuno non avrebbe si trovava una zecca sul polpaccio, sorrideva e
sigaretta dal pacchetto posato sul tavolo, l' aperto, però. diceva: " Guarda, ci sono già ."
accese. La voce continuava. La sua mente era No. Se lo rigirò in bocca quel monosillabo, no, Come fosse la cosa più normale del mondo,
diventata un intrico di rovi. no, no, suonava bene, era appena nato, sapeva come in effetti era per uno come lui che amava
Non ci si passava lì in mezzo. Una lucertola, di verde e di fresco, profumava di nuovo. la terra e la coltivava e teneva i cani in casa,
forse. Sì, una lucertola ce l' avrebbe fatta. Riprese il ricevitore in mano. già, che andavano in giro per le stanze, stavano
S' avvicinò alla finestra, guardò attraverso la ".... non è che io abbia l' intenzione di perdere la sera in salotto e, se solo giravi l’ occhio,
tenda di pizzo bianco. Non c' era niente da il pomeriggio a parlarti, tu devi capire che ho saltavano sul divano, mettendosi comodi che
vedere, se non il muro della casa di fronte, altre cose da fare e sono tutte più interessanti era una meraviglia guardarli. E loro due, lei e
come sempre. Eppure era già qualcosa: come che stare a ripetere le stesse cose a chi non il suo uomo, se ne stavano sul tappeto davanti
buttare un occhio su altra gente, dare una vuol capire ....Tu devi renderti conto che al camino, a sentir crepitare i legni fra le
sbirciata al fatto che altri erano lì, vicini. Da finora ho portato pazienza, ma se mi costringi, fiamme.
morir dal ridere. Vicini? Come se fossero su posso perderla e allora voglio vedere che cosa Ma adesso, che era libera da quel suo nessuno,
un altro pianeta. farai ....Tu devi ragionare una volta per tutte e lei era una da guidare, da prendere per mano,
Si allontanò dalla finestra e sentì lo sfrigolio devi, dico devi, adeguarti ...." perché imparasse tutte le belle cose che la vita
della voce, acuta. Avvertì una fitta, la solita "No. " disse piano e riappese il ricevitore. offre a chi sa godersela, un' inetta di ex
fregatura, il senso di colpa. Bisognava essere Cambiò idea, lo sollevò e lo lasciò sulla qualcosa, a cui bisognava dire come era
ingrati per comportarsi così. mensola, staccato. opportuno che si vestisse, dove era opportuno
O vigliacchi. No, non era vigliaccheria. Se Ci aveva ragionato, oh, se ci aveva ragionato! che andasse, chi era logico che frequentasse.
avesse detto quello che voleva, avrebbe Per tanto di quel tempo da perderne il ricordo Ma sì. Una così. Docile. Che non discuteva.
sentito lo stesso, identico senso di colpa, e non aveva trovato niente, mai niente di Accese un' altra sigaretta. Accese la
proprio per ciò che le sarebbe uscito di bocca. adeguato. televisione, la spense, mise su un cd, il primo
Tanto valeva allora continuare quella finzione. In ultimo che cos' era, lei? che le capitò e la colonna sonora del Titanic
Mentre stava per riprendere in mano il Una che non sapeva giocare a bridge. lavò i muri bianco avorio della stanza, si
ricevitore, suonarono alla porta. Un suono Una che non amava fare shopping. diffuse lentamente fino negli angoli
solo, breve, tagliò l' aria e si cristallizzò per un Una che non ne voleva sapere di riprendere la impolverati della mente, spruzzò acqua salata
istante come l' unica vera realtà del momento. vita di sempre, adesso che era rimasta sola, sui pensieri, ne fece precipitare alcuni sul
Chiese nel citofono: " Chi è? " senza l' unica persona che aveva saputo farla fondo e altri portò a galla e sensazioni
"Pubblicità in buca. Mi dà il tiro? " ridere delle sciocchezze di cui la vita è piena e dimenticate esplosero in mille colori come
"No." Le venne spontaneo. Ecco. Così che diventano tragedie se solo ti provi a fuochi artificiali, la sensazione di come ci si
semplice. sente a fare uno sberleffo e poi correre via,

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Progetto Babele – Numero Zero

dando la mano ai ricordi, per rifarsi una vita a


modo proprio. PAUSA CAFFE’di Giuseppe Al Khougia
Andò allo specchio, si fissò dritta negli occhi,
arricciò le labbra, arrotondò i contorni, disse: Ho molto tempo da perdere, quindi scrivo
"no".
Che magia. Era come aver imparato a parlare.
qualcosa per Progetto Babele, almeno per la sua
Prese le forbici dal cassetto in cucina. Tornò pausa caffè. Io e il mio assistente ci siamo
allo specchio: si fronteggiò. interrogati sull'opportunità di scrivere un libro
Con calma, a gesti decisi e pensati, ciocca fatto tutto di insulti, quindi lui mi ha sconsigliato
dopo ciocca si tagliò i capelli che in quegli
ultimi mesi ogni settimana, dico, ogni
di impegnarmi nella realizzazione di un progetto
settimana s' era lasciata acconciare da un siffatto perché, è l'opinione del mio assitente, qualsiasi lettore non
coiffeur che qualcuno aveva deciso andava verrebbe stimolato da un libro come questo, ma sicuramente irritato, per
bene per lei. Perché era ora, adesso che lui non non dire, disgustato da un libro che fosse fatto tutto solo di insulti.
c' era più, che rimparasse a stare al suo posto,
a presentarsi come ci si aspettava.
"Vero, cara? " Posso anche concordare con il mio assistente, ma la sfida di creare un
Sì. Certo. grosso libro fatto solo di insulti continua a stimolare... che cosa? - il mio
Vuota dentro come un astuccio rovesciato. Sì, desiderio, non dico la mia fantasia, perché in questo momento non ho la
aveva detto. Sì.
minima idea degli insulti che sarebbe il caso di produrre per costruire il
“ Non pare fatto proprio per te quest’ abito, libro suddetto. Insultare, e il mio assistente è d'accordo, vuole dire
cara? Lo prendiamo.” aggredire, letteralmente saltare addosso, a me sembra che questa
Sì. Perché no? prospettiva sia comunque desiderabile, in fondo si tratta di amore, forse di
" Non è un bell' uomo, cara? "
Sì. Certo.
un tipo particolare di amore, magari inquinato dall'odio, che può
" E' vedovo, sai, anche lui. Ti trova... così... comunque svilupparsi con tensione acerba in tutti gli amanti del mondo,
fine. Sei contenta, cara?” voglio dire, il mio assistente è d'accordo. Facciamo un libro fatto solo per
" Sì.” l'amore, e per l'odio, cioè degli insulti più volgari e più spettacolari, più
Come no.
Disarmata. Imbelle. Timorosa.
abusti e più triviali che circondano invariabilmente il mondo dell'amore e
Sapeva che dall' altra parte della linea, quello degli amanti.
qualcuno fissava il no che lei aveva impostato
via etere, scuotendo la testa con incredulità. La pausa è finita, il caffè anche
Che poi sarebbe diventato orrore, poi sarebbe
naufragato nel non mi puoi trattare così, il
ribaltamento del devi trattarmi così....
All’ altro capo della linea c' era, lo sentiva, la
convinzione che sarebbe caduta di nuovo nel Mi presento: Daniela Manzini Kuschnig .
solito ricatto del ....”con quello che ho fatto per
te...”, insieme alla convinzione che si sarebbe
sentita in colpa. Già.
Le venne da ridere. Dal profondo di tutta la Chi sono? Bella domanda. Una quasi vecchiaccia, perfida per di più. Dicono.
sua indifesa docilità. La normale evoluzione di una ragazza introversa. Dico io. Ma la cosa non mi
Sì, era nell' aria, si stava concretizzando, interessa più di tanto. Non adesso. Non più.
probabilmente stava già rifacendo il numero, Comunque non mi piace parlare di me, dei miei gusti, delle mie abitudini.
per incominciare, anzi riprendere con più
fervore il discorso. Avrebbe trovato occupato.
Così lascio perdere subito.
No. Che chiamasse. Di me voglio dire solo questo.
Prese con due dita il ricevitore, lo fissò un Ho sempre scritto, da che ho memoria, cioè quasi scrivevo, prima ancora che alle
momento, poi lo posò con delicatezza al suo elementari mi insegnassero a fare le aste (ai miei tempi si insegnava a maneggiare
posto. Che chiamasse. E che fosse breve. la matita facendo lunghe righe piene di aste), ma sistematicamente ho sempre
Lei aveva un monte di cose da fare. Non aveva buttato quello che avevo scritto. Non so, era come se nel momento stesso in cui
più tempo per sentirsi in colpa, per essere finivo "un pezzo" avessi risposto al bisogno che me l'aveva fatto scrivere e perciò
grata, di che cosa, poi?, per stare ad ascoltare
non fosse più necessario tenerlo in vita. In altre parole, scrivevo solo per me, per
la lista dei suoi nuovi doveri e, a dirla tutta,
non ne aveva neppure voglia, no, lei voleva parlarmi, per sentirmi, per ascoltarmi. Una volta fatto questo, non esisteva ragione
uscire a comprarsi un film in cassetta e una al mondo perché collezionassi tanti fogli.
cena cinese con cui condire il film e poi voleva Ho scritto quando ero adolescente per superare il limite dell' incomunicabilità e
farsi una doccia megagalattica e ascoltare lo della solitudine (e non vi dico una parola di più, tanto lo sanno tutti che gli
stereo fino a notte fonda e ricordare e pensare adolescenti sono una razza a parte). Ho scritto da adulta perché avevo voglia di
e pensare e ricordare, per ritrovare il suo ieri e parlare, di raccontare, di mettermi alla prova anche se solo fra me e me. Ho scritto
nell’ ieri riprendere se stessa e ricostruire il parecchi racconti giorno per giorno, notte dopo notte, con perseveranza, con grinta
suo sorriso e ritrovarsi in un amore che
perché c'era qualcosa che volevo dire. E volevo poi solo mettere insieme storie che
nessuno poteva seppellire, annullare,
cancellare, niente e nessuno lo poteva e poi nulla avessero da spartire con il fantastico o il meraviglioso, ma che fossero ben
domani....Dio, quanti no voleva dire, domani! radicate nella realtà. Avete presente: piedi ben saldi a terra? Così. Storie che
Allungò la mano, prese una sigaretta dal potevano essere VERE. Mi è piaciuto scriverle.
pacchetto, l’ accese, ne fissò la punta rossa, E sempre mi sono resa conto che scrivere è bello. Perché ti prende, ti coinvolge, ti
scosse la testa come a chiedersi la ragione di fa vivere vite fuori dalla tua, parallele alla tua. E tira fuori il meglio di te.
tutto quel fumare, andò al posacenere di finto Il filo che sotto la pelle corre a congiungere fantasia, sentimento, emozione e ne fa
cristallo e la spense torcendola, fino a un tutt'uno. Volta per volta, una cosa nuova.
sbriciolarla.
Bene, direi che può bastare così. Credo. Spero.
Il telefono squillò.
© D.M.K.

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Progetto Babele – Numero Zero

NOIR

Becky di Ivan Visini


Mi sta venendo mal di testa, Becky non c'è, doveva lavorare stasera, e mi ha lasciato regalandomi un forte abbraccio
ed un bacio da far venire un capogiro, dicendomi che tutto cambierà un giorno... non sarà sempre così.
Una piccola opera d'arte immersa nei corpicino esile, sicuramente la spalancati e lucenti e già si sta' alzando
pensieri comprimerà da qualche parte, ovvio... dal letto...
sdraiata sul nostro letto tra enormi e nulla si crea e nulla si distrugge... hm...
morbidi cuscini in piuma d'oca. “Che fai?”
La luce che penetra dalle ante “Doccia!... vieni?” Sorride
semichiuse. Scendo le scale, salgo le scale, scendo le maliziosamente facendo un cenno col
Non riesco a capire quale momento del scale, salgo le scale, seguo le regole capo misto ad ammiccamento di
giorno sia, come se stessi seguendo un rituale conseguenza.
potrebbe essere mattina come magico che mi porterà al conseguimento “E' una proposta?”
pomeriggio. Ma poco importa. d'un nuovo stato mentale: la stanchezza.
C'è rumore fuori, ragazzini che giocano Lei si avvicina a me e mi mette le mani
nel parco di fronte a casa, m'avvicino alla Senza dar troppo peso a questa sulle spalle...
finestra e faccio in modo che il sole possa condizione porto la colazione in camera,
stravolgere l'ambiente di cui io sono solo Lei sta ancora sonnecchiando, allora “Vuoi una risposta vocale, o ti basta
sterile ornamento. senza far troppo rumore poggio il vassoio quella che ho intenzione di darti nella
sullo scrittoio ed accendo lo stereo a doccia???”
Bang! Bang! Bang! bassissimo volume, tanto per creare “Ehmm... non parlo più!”
un'atmosfera migliore.
Con il pollice e l'indice aperti simulo una The Cure liberano melodie nell'aria, L'acqua comincia a scrosciare spingendo
pistola, forse farebbe troppo rumore come se fossero neri corvi imprigionati in un po' di vapore contro la ceramica delle
però... meglio col silenziatore, e allora, una gabbia di fuoco, con la loro “If only pareti, e presto lo specchio mostra solo
che suono fa' un colpo di pistola in tal tonight we could sleep”. Il giusto l'annebbiata visione di un ubriaco.
caso? risveglio, col sapore della notte che I vestiti ricoprono il pavimento in ordine
Trovato. lascivo scorre ancora tra le papille casuale, ed i primi baci non tardano ad
gustative. arrivare.
FFuck!... FFuck!... FFuck!... Lei ha una pelle talmente morbida da
Quindi mi avvicino al letto, e faccio stupire, ed il suo profumo m'inebria
Divertente questo gioco... ma forse, come scivolare la mano sulla schiena di Becky, mandandomi in estasi. Beh, però adesso
ogni cosa che faccio, prima o poi mi piano piano... toglietevi dai piedi, uscite dal bagno,
annoierebbe... è sempre così. uscite dalla mia testa, un po' di privacy
Riporto le ante nella condizione iniziale e “Hey, piccola...” perDio!
le ombre giocano con i riflessi sullo “Mmm... !?”
specchio dell'armadio. “Fame?” Il ventilatore appeso al soffitto dondola
Sembrano tante spade che sezionano la “Hmm...” come in bilico, mi chiedo se sono io
luce, e fotone dopo fotone il pavimento si sdraiato dal lato giusto della realtà oppure
riempie di cadaveri iridescenti. Mica male come risposte, hehe... se è lui a trovarsi dalla parte esatta...
è una delle cose per cui l'adoro, non è mmm... è lui che dondola, o sono io con
Senza far rumore scendo in cucina, un dolcissima? tutto il mio mondo che dondoliamo?
caffé non me lo toglie nessuno, e già che
ci sono preparo qualcosa anche per Mi siedo accanto a lei, sul letto, Mi sta venendo mal di testa, Becky non
Becky. lentamente si gira verso me e con gli c'è, doveva lavorare stasera, e mi ha
La stanza oltre le scale è grande e occhi semichiusi accenna qualcosa di lasciato regalandomi un forte abbraccio
luminosa, merito delle porte a vetro che simile ad uno stanchissimo sorriso, le ed un bacio da far venire un capogiro,
coprono l'intera lunghezza della parete poso un bacio sulla fronte, lei si mette dicendomi che tutto cambierà un giorno...
che da' sul giardino... comunque seduta e sbadiglia... non sarà sempre così.
preferirei ci fosse meno luce, immagino Già, lo so'... cioè, io lo spero.
che non esista un luogo eternamente “Cos'è questo fracasso?”
immerso nella penombra, però. “Ragazzini nel parco...” Guardo la sveglia sul comodino.
Mi avvicino alle tende e sciolgo i nodi “Vivi?” Mezzanotte.
che le trattengono ai lati, in modo che “Eh, beh... attualmente si, direi...” Non ce la faccio a stare rinchiuso qui,
scendano morbidamente a coprire i “Hm.” con uno scatto mi alzo e cerco dei vestiti
cristalli, da mettermi, qualcosa che non dia
beh, così va meglio. L'ambiente si fa' più La colazione come previsto svanisce nel nell'occhio. Odio quando mi osservano.
delicato al mio senso e io sono più felice. Nulla, sempre che il suo stomaco possa
In un attimo la macchina del caffé mi esser definito in questo modo, Esco con passo rapido da casa e passo
chiama a voce alta, allora preparo il naturalmente. davanti all'auto ma non ho voglia di
vassoio con qualcosa di buono che guidare. Mi dirigo verso il locale di
sicuramente la mia piccola peste divorerà Ora s'è completamente ripresa, sembra Becky a piedi, non resisto più, le
in un nanosecondo. Non so' come riesca a che nutrirsi le abbia fatto svanire il prenderò le mani e le dirò di guardarmi
far stare tutta la roba che mangia in quel sonno, completamente, gli occhi sono negli occhi, che devo parlarle, e le dirò

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Progetto Babele – Numero Zero

che sono venuto a prenderla per proferir verbo alcuno.


andarcene lontani da questo schifo, per “Amore, che ci fai qui?” E sorride.
scappare da qualche parte, per cambiare Becky dietro me ha paura, lo sento
vita... si le dirò così e me la porterò via, “Sono venuto a prenderti tesoro, non ce benissimo.
costi quel che costi. la faccio più, non sopporto più questa Mi dice di non farlo, non di nuovo, di
vita, non voglio che continui a lavorare non cedere, mi dice che ce ne andremo
I neon fluo s'alternano ai lampioni ed una qui. Ce ne andiamo, stanotte stessa, subito, senza neppure cambiarsi.
scia blu/viola/giallo precede i miei passi. ovunque... non me ne frega nulla di cosa
Ecco, sono arrivato, sopra di me una sarà il futuro, né di come vivremo, perché Tutto inutile...
scritta rossa, un lungo tubo luminescente certamente sarà meglio di ciò che sei la mia mano scivola lenta ad accarezzare
scrive sul muro “Crazy Dolls”. E' il costretta a fare.” la carotide del maiale, e con altrettanta
posto. delicatezza le mie dita iniziano a
I suoi occhi sono ora illuminati da un stringere con forza crescente quella gola
Il cristallo oscurato della porta d'ingresso desiderio di vita che non possedevano sputa merda... lui si divincola, grida ma
riflette la mia immagine in perenne fino ad un istante prima, e le sue mani mi presto le parole soffocano indecifrabili e
distorsione, o forse... sono realmente ciò stringono le braccia con forza quasi muoiono sul nascere, il barista e altre
che vedo... volesse assicurarsi che stesse vivendo la persone corrono verso me, le donne
materiale realtà, e non solo un sogno. gridano e scappano, ma le mie mani sono
Entro e subito vengo avvolto da una saldate a quella gola e non hanno nessuna
digradante atmosfera fumosa che “Oh, dici davvero? Io, io... non so' cosa intenzione di mollare la presa, in un
circonda non solo il mio corpo, ma anche dire...” batter di ciglio le dita penetrano e
la mia mente, annebbiandola, e “Non parlare, non ce n'è bisogno, vai a stringono le corde vocali di un corpo
costringendola a cibarsi di tossine cambiarti e andiamocene ormai senza più anima... ma forse,
psycho-evanescenti. immediatamente!” l'anima non risiedeva in questo putrido
Non vedo altro che luci colorate essere.
blinkeggiarmi davanti agli occhi, e Dietro me s'avvicina un tipo basso e
mescolarsi nei riflessi dorato/jazz del sax grassoccio sulla cinquantina, calvo e con ...
solitario ben lontano dal palco. il riflesso sudaticcio delle luci al neon far
bella mostra sul cranio. Ciò che successe in seguito lo ricordo
Mi aggiro tra i tavoli ma non vedo vagamente, qualcuno mi picchiava tra le
Becky, quindi proseguo verso il bancone “Hey! amico, se vuoi compagnia sono 50 luci annebbiate ed io disteso con la faccia
del bar per chiedere informazioni al pezzi all'ora, non me ne fotte un cazzo schiacciata sul pavimento vedevo solo gli
barman con il papillon, oddio... io odio il cosa fai con le mie troie, ma devi occhi del mio Amore annegare tra le
papillon... e chi lo porta. pagare.” lacrime, mentre un'enorme peso sulla mia
Mi ricorda tanto schiena mi bloccava il respiro.
cresime/comunioni/matrimoni con tanto Resto per un istante immobile
di parenti al seguito. Un uomo che porta guardandolo fisso negli occhi, becky mi - Black Out -
quel... “coso” , dev'esser proprio stringe il bicipite sinistro con forza e mi
disperato secondo me. strattona con l'intenzione di trattenermi, Sono tutti morti ormai, tutti tranne Becky
ma io sono immobile ed assottiglio lo che viene ogni giorno a donarmi un bacio
Nel breve tragitto che mi separa dal mio sguardo come se i miei occhi fossero la ed un sorriso; dice che presto le cose
futuro informatore incrocio indigeni ghigliottina che giudicherà quell'uomo. cambieranno, che ce ne andremo da qui,
dall'aspetto ambiguo, abbracciati a che mi porterà via e vivremo felici
ragazze le cui grazie sono ben esposte e “Troie?” insieme, senza più soffrire, senza più
non lasciano spazio alla fantasia “Certo amico, cosa credevi, che fosse? dolore... io le credo, so' che sarà così,
imponendosi con arroganza davanti agli un'oratorio?” certamente. DEVE essere così.
occhi, e non solo a quelli... “Troie?”
L'essere umano vende se stesso in cambio “Hey! Ma sei coglione o cosa? Tira fuori E quando se ne va, mi ritrovo come
di carta colorata a cui da' un valore i soldi o vattene affanculo da qualche sempre a dondolare in mezzo a questa
inconcepibile, non trovo nulla di più altra parte, e datti una mossa, perché LE stanza rimembrando quel ventilatore da
sporco del denaro, anche igienicamente MIE TROIE hanno del lavoro da fare. soffitto che osservavo nella vecchia casa
parlando, tutti lo maneggiano lasciando i dove io e Lei dividevamo l'aria.
propri schifosissimi germi sguazzare nel La fune che teneva in sospensione la Adesso sono io quel ventilatore, ho
sudore appiccicoso che viene ghigliottina venne istantaneamente rubato la sua realtà e l'ho fatta mia, ed ora
rapidamente assorbito dalla carta stessa. mollata, senza rimorso, senza paura. appeso a testa in giù al soffitto oscillo
E queste donne accettano che tali SSSSHHH!!!! il sibilo della lama che sbattendo qua e là i pensieri contro pareti
schifezze vengano infilate nei propri scorre lungo le guide e... di pallida gommapiuma.
indumenti intimi, ben a contatto con la SSSSSZZZACK!
pelle; mi fanno pena. © Ivan Visini
“Troie... eh?” this_twilightgarden@libero.it
“Desidera?”
Mi avvicino a lui fino a sentire la
Proprio nell'istante in cui questa domanda mefitica produzione del suo corpo
Non credere nè agli specchi nè ai
rituale viene verbalmente formulata, mi profanare le mie narici, poggio giornali.
sento scivolare sotto la giacca braccia che lentamente una mano sulla sua spalla John Osborne
cingono la mia vita fluidamente... mi giro sinistra e stringo con decisione senza mai
e Becky mi guarda con dolcezza. distogliere lo sguardo dal suo, e senza

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Progetto Babele – Numero Zero

IL ROMANZO (A PUNTATE)

Take Five di Gery Palazzotto


“Gli occhi sono ciechi, concedendomi un preavviso di un paio di
“Take Five”, il romanzo a
quando la mente giorni con immagini nebbiose.
si occupa d’altro” Avevo accumulato un abbondante ritardo
puntate che ci terra’ compagnia
Publilio Siro sul secondo appuntamento della giornata nei prossimi numeri di ‘Progetto
e, idea fulminante, decisi di non babele’, è un piccolo giallo, o
UNO presentarmi nemmeno. Così almeno avrei forse un blues palermitano.
goduto di un discreto margine sul terzo E’ la storia di un uomo che non
Guardai l’orologio, tardi come sempre. appuntamento. ha tempo, di un uomo che corre
Una folata calda che sapeva di olio fritto La vita del giornalista è un palloncino sempre, per via del lavoro e per
e le voci indistinte di una piccola folla di galleggiante nell’aria: fluttua ammirata e indole. Un giorno, a causa di un
turisti mi avevano destato da un sonno apparentemente libera. Ma dentro è un
piccolo imprevisto, è costretto a
apparente di pensieri lievi: una vacanza gas leggero, quasi il nulla.
imminente ma ancora da definire, Mi ero tuffato di nuovo nella cronaca
fermarsi. Sull’autobus che da
l’incipit di una recente lettura piacevole, della città dopo un lungo periodo di Mondello (località balneare
la sete di birra gelata. quello che nei giornali si chiama palermitana) lo riporta in città,
Guardai l’orologio e mi promisi che un “cucina”. Per mesi avevo passato le rilegge gli eventi di un anno
giorno o l’altro lo avrei tolto dal polso giornate a sublimare storie altrui in poche prima.
per cambiare il corso di una vita sempre parole, titoli, occhielli, sommari. Ero Complice una misteriosa visione,
appesa alle lancette. Ogni scatto una allenatissimo nell’esercizio di questa scoprirà che le verità che lo
goccia di sudore in più, ogni scatto un pratica fredda: ridurre a una mera hanno sostenuto fino a quel
impegno da onorare in meno. questione di colonne i fatti della vita. Un
momento sono quantomeno
Addentai il gustoso panino che grondava incidente stradale, tre colonne; se c’è la
trigliceridi e chissà quanti misteriosi foto delle vittime magari cinque… Un
deboli.
veleni dal sapore gradevole. Il sole mi omicidio, nove colonne: ma tutto dipende
costrinse a socchiudere gli occhi, da dove e com’è accaduto. La vita umana Gery Palazzotto è un giornalista
riconsegnandomi a oziose meditazioni. non ha un valore universale per i giornali, palermitano, trentanovenne,
è un parametro commerciale legato alle appassionato di musica e nuove
potenzialità economiche che derivano tecnologie. Attualmente lavora al
dalla notizia stessa. Al giornale di Giornale di Sicilia di Palermo ed è
Palermo, e soprattutto ai suoi lettori, un vice-redattore capo delle cronache
morto di Cuneo interessa pressappoco siciliane.
nulla, salvo che quel pover’uomo non
dimostri, post mortem, di aver lasciato un e-mail: g.palazzotto@tin.it
segno da queste parti: una parentela
siciliana, una degna permanenza in avari… ”. E quella mattina avevo deciso
queste contrade, un legame criminale con di regalarmene un po’, annullando
una delle mille bande di casa nostra. l’appuntamento e scegliendo di indugiare
Allora sì, potrebbe anelare ad almeno due per qualche minuto sotto il sole di
colonne in cronaca per una degna Mondello, forte e massacrante come il
sepoltura. panino con le panelle che mi trovavo tra
Negli ultimi tempi avevo maturato tutto le fauci.
il cinismo necessario per ricominciare a Il palermitano a Mondello stima
vivere fuori dalla “cucina”, una stanza opportuno abbandonare ogni contatto col
con luci al neon e senza finestre che mi tempo. Affronta in auto code
teneva al riparo dal mutare delle chilometriche senza mai scoraggiarsi,
condizioni atmosferiche, dall’alternarsi mentre altrove scalpita davanti al
del giorno e della notte, dallo scorrere semaforo rosso che sta per dare la luce
delle stagioni. verde.
“L’isolamento mantiene giovani”, mi La pausa pranzo in questa piazza rimanda
diceva un collega più anziano dallo più al viavai dello struscio paesano che
scalpo bicolore, sul quale in troppi all’esigenza di un pasto soddisfacente.
Vivevo un periodo di catastrofe premevano indicandogli che era giunto il Guardai l’orologio, cominciava ad esser
tecnologica: i miei due computer mi momento di cambiare il parrucchino. tardi anche per il terzo appuntamento.
avevano abbandonato; il telefono La comitiva di turisti, interessata più ai Appena il tempo di trangugiare l’ultimo
cellulare aveva deciso che anche comodi gradini che alle indicazioni boccone (con annesso pezzo di
quell’unica telefonata che un’amica mi dell’accompagnatore, circondò la fontana tovagliolino di carta immancabilmente
regalava ogni due giorni era troppo per asciutta al centro della piazza. attaccato alla panella) e mi diressi verso
lui; il condizionatore si era preso un Un frammento delle “Lezioni l’auto abbarbicata sul marciapiede, tra un
periodo di ferie e naturalmente in agosto; Americane” di Italo Calvino scheggiò i cassonetto dei rifiuti e una macchinona
persino il vecchio televisore di casa miei pensieri: “Nella vita pratica il da leasing aziendale.
aveva anticipato il suo pensionamento, tempo è una ricchezza di cui siamo

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Progetto Babele – Numero Zero

Non arrivai ad aprire lo sportello. Lo le mie ginocchia: tutto in quel bus era
Ascolta la sua voce sguardo mi cadde sulla ruota anteriore caldo e unto.
sinistra: era a terra. Un impeto d’ira La vecchina mi passò davanti e scelse un
mosse le mie labbra in un’imprecazione, posto distante da me. Avrei pensato che,
Come scossa di corrente, il caldo fece il resto. Mentre il panino per effetto dell’afa, volesse star lontana
bussava violentemente alla porta dello da ogni essere vivente a sangue caldo, se
infuocato, incandescente, stomaco, il mio pugno creava con rabbia non si fosse appollaiata accanto a una
avviluppa la sua preda una sorta di portacenere sul cofano del ragazza. Sì, era me che voleva evitare:
trabiccolo. Andai per cercare la ruota di forse odiava il jazz.
ancor prima che la veda. scorta, quando un pensiero mi raggelò: La sentii dire alla ragazza: “Questo caldo
dovevo farla riparare a Natale, dovevo. toglie la voglia di respirare… ”
La fermata dell’autobus apparve come L’autista procedeva a scossoni tenendo
Proverai sulla tua pelle un’oasi nel Sahara, forse per effetto di un un braccio fuori del finestrino. Nel bus
miraggio che me la faceva sembrare semi deserto, sei, sette persone in tutto si
Il suo tocco vellutato, comoda e riparata dal sole. Mentre mi lasciavano piegare dai sussulti di quella
il suo soffio delicato, arenavo sulla panchina sgangherata presi guida oziosa e sciagurata. Come fuscelli
coscienza di quanto tempo era passato da spazzati dallo scirocco, i passeggeri della
la sua polvere di stelle. un simile evento. Venti anni, forse più… linea 806 ondulavano con rassegnazione,
dai tempi della scuola. forti di una speranza: il vento finirà,
Mi resi conto di essere impreparato ad questo martirio a quattro ruote anche.
In un volo senza ali, aspettare qualcuno o qualcosa. I ritmi Pronosticai che il lento viaggio attraverso
serrati della vita avevano riempito a tal la savana che divide Mondello da
tra diamanti, gemme e opali, punto gli spazi vuoti della mia esistenza Palermo, pochi ma sofferti chilometri,
sempre lì sarà, al tuo fianco, da rendere sempre più raro il dialogo avrebbe previsto poche fermate. A
muto coi pensieri. quell’ora solo gli incoscienti e gli sfigati
spumeggiante come il mare, Canticchiai involontariamente, ne ebbe (come me) avrebbero sfidato quelle
contezza anche la scura vecchina seduta temperature.
ti cullerà quando sei stanco, al mio fianco che mi spiò con la coda “Take Five” tornò implacabile, ma
solo per poi ricominciare. dell’occhio e incurvò verso il basso le qualcosa interruppe il mio assolo.
labbra.4 Improvvisamente un venticello fresco mi
“Take five”, ecco cos’era. Un vecchio procurò un brivido.
Già ti segue da lontano motivo di Dave Brubeck, passato alla L’ape.
storia per i mille arrangiamenti che lo Era lì, pochi metri avanti a me.
non ti abbandona un solo avevano trascinato dalla polvere del jazz Gettai lo sguardo fuori del finestrino, mi
istante, al glamour della pubblicità attraverso le sembrò che il bus avesse accelerato. I
atmosfere sulfuree dell’acid rock. pensieri cominciarono ad affluire con tale
pronto a prenderti per mano forza che non mi resi conto di aver
Avevo appena preso coscienza della mia cercato sostegno con una mano,
con effetto devastante. esecuzione, fischiando non più appoggiandomi al sedile accanto. Riuscii
sommessamente e agitando la testa con solo a ripromettermi di non usarla fin
gli occhi socchiusi, quando la vecchina si quando non l’avrei lavata. Poi tornai tra
mosse di scatto. le spire di quello stato di catalessi che mi
Da un raggio di sole si farà All’orizzonte il bus arrancava con un apriva gli occhi del ricordo, lasciandomi
pesante sbuffo nero. temporaneamente cieco davanti a tutto il
trasportare Appena salito, l’esercizio di equilibrismo resto.
fu un successo. Guadagnai un posto per L’ape era la chiave della memoria. Era
quando alla tua porta verrà a sedermi senza toccare nulla, nonostante i l’elemento che catalizzava una reazione
bussare, sussulti procurati dall’autista che chimica innescata un anno prima.
evidentemente aveva scelto di limitare
dalla sua bellezza ti lascerai l’uso della frizione. Ero, in qualche © Gery Palazzotto
ammaliare modo, riuscito a evitare di mettere le (continua)
mani su qualunque cosa che non fossero
e non vorrai più lasciarlo
andare. Vedi, amico, scrivere è molto di più che mettere parole in fila su un foglio.
Se tu scrivi, non importa come tu consideri la cosa...

Chiamalo soffice, dolce tepore Puoi scrivere pensando all'arte, alcuni lo fanno.
Puoi scrivere pensando alla fama... questo è quello che fa la maggior parte degli
oppure semplicemente scrittori.
Molti pensano a scrivere per i soldi, anche se non lo dicono.
chiamalo amore.
Ma la verità è che lo scrittore non sa per quale motivo scrive.

Scrive perchè deve, e perchè non conosce altro modo per affrontare i propri demoni.
Enrico Arlandini
Genova Michele Medda
enarland@tin.it da "La prigione di carta"

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Progetto Babele – Numero Zero

Un racconto di MENZINGER

LA POLTRONA
ArredaMenti
Anselmo sedeva sulla sua vecchia e colline. Preferiva la vista più domestica qualche secondo. Gli pareva di vivere un
comoda poltrona. Ci si sedeva da quando del giardino e, comunque, anche il incubo ma poi si disse:
era bambino. Era sempre stata in quella giardino non suscitava i suoi entusiasmi.
stanza ed in quella casa. Almeno per “Cose che capitano… che tristezza! Tutto
quanto lui riuscisse a ricordare. Sopra di Erano dunque svariati giorni che finisce in questo mondo”. Sbarrò anche
lui, come sempre, gli faceva luce una Anselmo non apriva la porta della sala. quelle due porte e cercò di dimenticarsi
lampada con un gran paralume bianco. Fu quindi con grande stupore che della cosa.
Le tende di velluto verde erano state s’accorse che questa non c’era più.
tirate, come ogni sera. Anselmo stava Ed, in effetti, qualche tempo dopo se ne
leggendo, per l’ennesima volta, Oblomov “Ecco cos’era quel rumore” pensò allora era quasi dimenticato. Il suo inconscio
di Ivan Goncarov. Era arrivato al punto in Anselmo “i tarli si sono mangiati la sala”. però ne doveva essere tormentato. Tanto
cui era scritto: “Così, per esempio, un che non uscì più da quelle tre stanze per
giorno era crollata una parte della galleria Ed in effetti era stato più o meno così. O tutto l’inverno e per l’intera primavera.
che girava attorno a un lato della casa e meglio, i tarli aveva sgretolato le basi Quando doveva uscire di casa passava
aveva seppellito sotto alle sue macerie della stanza che, si era piegata su se dalla porta di servizio, attraversava il
una chioccia coi pulcini… ”. Anselmo stessa, senza gran rumore ed era scivolata giardino senza voltarsi e tornando a casa
leggeva rilassato quando sentì un rumore. nel dirupo. teneva lo sguardo basso sul sentiero,
Non un gran rumore, non un botto, uno quasi si vergognasse di guardare “quella
scoppio o qualcos’altro d’eclatante ma Anselmo, dicevamo, era stupito ed anche casa” negli “occhi”.
solo un piccolo, leggero rumorino. Come dispiaciuto ma non amava
di qualcosa che rode, piano piano. particolarmente la sala. Decise pertanto Comunque quel percorso gli era talmente
di chiudere bene la porta, aggiungendo penoso che evitava il più possibile di
“I soliti tarli” pensò Anselmo e riprese la una sbarra trasversale per impedire uscire.
lettura. Il rumore continuò per tutta la l'accesso di eventuali malintenzionati e di
sera e lo cullò anche quando era a letto. non pensarci più. In estate si fece coraggio e s’affacciò sul
Dapprima Anselmo gli porse l’orecchio lungo corridoio che portava all’ala nord. I
con una certa preoccupazione poi cadde Trascorse così vari altri mesi. I tarli, però, tarli dovevano essersi moltiplicati a
addormentato. non parvero soddisfatti dall’abbondante dismisura o dovevano avere ormai un
pasto ed il loro rumore continuò a farsi appetito insaziabile: il corridoio e tutto il
La cosa si ripeté anche il giorno dopo e sentire, forse ancora più forte o, forse, era resto della casa non c’erano più.
per molti giorni a seguire. Ormai quel l’orecchio di Anselmo che adesso lo Rimanevano solo quelle tre stanzette ed il
lento rosicchiare era diventato il rumore sentiva maggiormente, ripensando al giardino. Anselmo reagì con la sua ormai
di sottofondo di quella vecchia casa dove danno subito. sperimentata rassegnazione.
Anselmo viveva e dove prima di lui
avevano vissuto i suoi genitori ed i suoi Lo studio di Anselmo era all’estremità L’inverno successivo, dopo essere uscito
nonni paterni. più a sud della casa. Alla sala divorata per alcuni acquisti impellenti, Anselmo
dai tarli si arrivava percorrendo un lungo fece ritorno alla vecchia casa. Capirete la
Anselmo ormai era pensionato ed aveva corridoio su cui s’affacciavano alcune sua disperazione quando si accorse che
fatto di quella casa il suo piccolo mondo. camere da letto in disuso. Accanto allo della sua casa non era rimasto più nulla.
Si aggirava tra le stanze con i mobili studio c’erano la stanza dove dormiva Un colpo di vento, più forte di altri,
ormai d’antiquariato, accarezzava con lo Anselmo e la cucina. aveva soffiato giù nel dirupo quelle mura
sguardo le lunghe file di libri, i quadri, i sgretolate e tutto il loro contenuto.
tendaggi. Talora s’affacciava alla finestra Il pensiero di quella sala sparita così,
per vedere di fuori. Il giardino era sul lato quasi nel nulla, rattristava talmente Questa storia mi è stata raccontata da
meridionale, mentre verso nord la casa Anselmo che aveva quasi smesso di Anselmo, un vecchissimo barbone che
s’affacciava direttamente su un piccolo recarsi in quell’ala della casa e la sua vita dorme, coprendosi con dei cartoni, su una
dirupo. Nulla di maestoso. si svolgeva soprattutto tra lo studio, la poltrona scassata, in cima ad una piccola
Essenzialmente una scarpata di dieci o cucina, dove consumava anche i suoi scarpata. Ho provato a cercare con lui i
dodici metri. Quel tanto però che dava pasti, e la camera da letto. resti della sua casa di un tempo, ma a
l’impressione a chi si affacciasse dalla parte la poltrona ed una vecchia raccolta
sala di essere ad un terzo piano o forse ad Per nulla ammaestrato dal precedente di racconti di Buzzati, con un pezzo di
un quarto. Non essendoci altre case nelle evento, Anselmo rimase sbigottito giornale come segnalibro alla fine della
vicinanze, questo permetteva di godere quando, aprendo la porta delle due storia intitolata "Eppure battono alla
una bella vista sulle colline. Anselmo camere da letto più a nord, scoprì che porta", non sono riuscito a trovare nulla.
però si affacciava raramente verso nord e anch’esse avevano fatto la stessa triste
di rado si recava in sala. Preferiva il suo fine della sala. Un vento invernale gli © Carlo Menzinger
studiolo, con la vecchia poltrona ed il soffiò sulla faccia. Rimase fermo per 3.4.2001
lume bianco. Non amava guardare le

Sempre andare controvento, solo così è possibile alzarsi in volo.


Proverbio cinese

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Progetto Babele – Numero Zero

FANTASCIENZA

Dim Secret
di Lostchild
Ci sono persone che non smettono mai di cercare la verita’.

Mark entrò dalla porta blindata dell'ascensore, dell'edificio, eccetto l'acciaio ed il similvetro. pensò tra se e se, ma nessuno doveva sapere,
l'unica via di accesso per i laboratori della Mark non si alzò subito, prima nascose il nessuno, neanche lui. Quando l'ascensore lo
Think Soft Corporation. Per ottenere l'accesso software al quale lavorava all'interno di riportò nei laboratori, Mark si sedette
all'area ricerche bisognava inserire una K-Card qualche file di sistema, lontano da sguardi nuovamente davanti alla sua scrivania e si
a doppio codice nell'apposito congegno posto indiscreti. Poi si avviò rapidamente verso immerse nel suo lavoro. Niente avrebbe potuto
sul lato destro dell'ascensore e digitare una l'ascensore interno che portava ai piani distogliergli lo sguardo da quel monitor ormai,
password a otto cifre, rendendo il sistema superiori, se così si può dire visto che l'area per Mark quel lavoro era al di sopra di
invalicabile contro ogni tentativo di intrusione. dei laboratori si trovava ventiquattro piani qualunque priorità. Cinque ore dopo era
Mark quel sistema di sicurezza lo conosceva sotto il livello del terreno. Una volta all'interno ancora lì, con gli occhi fissi sullo schermo e la
bene visto che lo utilizzava ogni mattina da dell'ascensore, Mark digitò il numero del piano fronte colma di sudore, concentratissimo, tanto
circa sei anni. Lasciandosi la porta alle spalle dell'ufficio del presidente della T.S.C.: da non accorgersi che il suo turno lavorativo
percorse il lungo tunnel metallico. Quello che l'ultimo, il venticinquesimo. Dopo essere era finito e che nell'enorme sala semibuia non
per Mark poteva sembrare un comune entrato nell'ufficio, Mark rimase quasi vi era più nessuno. Quando si rese conto di che
corridoio, per qualsiasi altra persona che vi accecato dal riflesso del sole sulle superfici in ora fosse, Mark registrò il suo operato
fosse entrata per la prima volta sarebbe carbonio, il che lo riempì di gioia dato che solo sull'unità discomagnetica e tornò
apparso un capolavoro di ingegneria: superfici poche volte si poteva concedere questo immediatamente a casa, così la chiamava lui,
sferiche in tecno-polimero e acciaio, luci a anche se in realtà era un piccolo bunker per le
sensori ottici e termici, telecamere a farslight ricerche. Dopo essere entrato la porta si chiuse
vision e molti altri congegni in grado di alle sue spalle, la luce si accese e la solita voce
garantire il più alto grado di sicurezza femminile lo accolse. Mark si tolse
possibile. Al passaggio di Mark, le luci ai lati immediatamente gli auricolari, si sedette
del lungo corridoio sferico si accesero, ma lui velocemente alla scrivania, accese il suo
ne avrebbe volentieri fatto a meno, dato che le computer ed infilò frettolosamente il disco
riteneva fastidiose e accecanti, e poi quel nell'apposita unità. Dopo aver scaricato i dati
corridoio avrebbe potuto percorrerlo anche al dal disco continuò a battere codici sulla
buio. Una volta entrato nell'immensa sala che tastiera per altre quattro ore, intento a finire il
pareva interamente di plexiglass, Mark fu suo lavoro. Il volto di Mark era pieno di
accolto, come tutte le mattine, da una voce stanchezza ormai, i suoi occhi erano gonfi e
femminile che sembrava provenire da ogni arrossati, ma quegli stessi occhi un attimo
direzione: "Buon giorno signor Steyr". A dopo si riempirono di gioia, quasi
quella voce Mark non faceva nemmeno più lacrimavano: il lavoro era finito. Ci era riuscito
caso, anzi, delle volte avrebbe voluto togliersi finalmente, dopo sei lunghi mesi di lavoro era
gli auricolari pur di non sentirla ma il riuscito a bypassare il sistema di sicurezza
regolamento non lo permetteva, dato che in della Think Soft. Non era stato facile, anzi, per
caso di necessità gli auricolari sarebbero stati chiunque altro sarebbe stato quasi impossibile,
l'unico mezzo per rintracciarlo. Mark accese il ma non certo per chi aveva contribuito a
suo computer, inserì la chiave d'accesso e progettarlo... e Mark era uno di quelli, o
aspettò che si caricasse il sistema: per lui quei almeno così credeva. Finalmente tutto quello
2,3 secondi erano un'eternità e non smetteva che la Think Soft nascondeva era lì, e qualcosa
mai di ribadire che quei computers erano nascondeva, ne era certo. Troppi erano i
troppo lenti per poterci lavorare sospetti, troppe erano le risposte vaghe sui
dignitosamente, anche se sapeva benissimo piacere, inoltre solo l'ultimo piano dell'edificio lavori della corporazione. Tutti i dubbi di
che erano tra i più veloci sul mercato. Senza non era sotterraneo. "Signor Steyr, mi sta Mark stavano per trovare una risposta, scritta
dir niente si sedette sulla sua sedia e guardò le ascoltando?" - disse DeKoll riportandolo alla probabilmente da qualche parte all'interno di
scritte che apparvero sullo schermo: l'orologio realtà. "Mi scusi signor presidente, dica pure" - quelle pagine, centinaia di pagine, di dati e di
elettronico segnava le "05:00 del 03 / 06 / replicò Mark con tranquillità. "La vedo sempre progetti, di cui Mark non perse neanche una
2021". Mark sapeva che l'orologio era un'ora molto impegnato signor Steyr, eppure il suo parola. I suoi occhi fissavano impietriti il
avanti ma non aveva né il tempo né la voglia lavoro sembra non procedere, e io vorrei contenuto di quelle pagine, ma la sua mente ne
di riprogrammarlo, anche se infondo quello era sapere il perché!" - chiese il presidente. "Be', il era già all'interno. Mentre migliaia e migliaia
il suo lavoro da tutta una vita: programmare. sistema del software tende a confondere il di lettere scorrevano rapidamente sotto il suo
Poco dopo l'avvio del Silicon Graphics posto codice di...." "Si risparmi le tecno-cretinate naso, Mark sorrise, un sorriso dietro il quale
sulla sua scrivania, Mark si mise a lavorare in signor Steyr, mi dia una percentuale!" - lo nascondeva un'immensa soddisfazione. Quella
silenzio e per più di tre ore non fece altro che interruppe DeKoll. "Be', è completo circa per stessa soddisfazione si stava lentamente
battere codici che apparivano simultaneamente il 70%, signora" - rispose Mark con un po' di tramutando in agitazione, sapeva che ciò che
sullo schermo di plexiglass e silicio. Il signor paura. Il volto del presidente della Think Soft stava leggendo avrebbe potuto costargli la vita,
Steyr, così veniva chiamato Mark da tutti i divenne cupo e apparentemente turbato. "Ora ma la sua fierezza bastava a reprimere ogni
suoi colleghi, fu interrotto dalla voce può andare signor Steyr, ma si ricordi che altro sentimento. Le pagine virtuali stavano
autoritaria della signora DeKoll, il presidente l'abbiamo assunta perché è uno dei migliori ancora scorrendo, quando sullo schermo tutto
della Think Soft Corporation, che richiedeva la programmatori in circolazione e non penso che si fermò improvvisamente. Tutta l'euforia che
sua immediata presenza nell'area un piccolo problema riesca a metterla in crisi, qualche attimo prima saturava la stanza svanì,
pianificazioni. La voce del presidente non crede?" - disse DeKoll alzando la voce. per lasciare il posto al più assoluto silenzio.
risuonava in modo diverso rispetto alle altre "Ha assolutamente ragione signora DeKoll, Anche Mark si era stranamente immobilizzato,
negli auricolari di Mark, come se vi fosse un non la deluderò..." - così dicendo, Mark si come se nelle sue vene scorresse ghiaccio. La
eco di sottofondo, forse dovuto al materiale allontanò verso il corridoio che lo avrebbe sua testa non si mosse, come paralizzata
con cui era rivestito l'ufficio di DeKoll: riportato all'ascensore. "Se solo la signora davanti al monitor. Sapeva che ciò che avrebbe
polimero e carbonio 14, questi erano gli unici DeKoll sapesse a cosa sto lavorando..." - trovato in quegli archivi avrebbe potuto dare
materiali che si potessero osservare all'interno una svolta ai suoi dubbi sulla Think Soft,

41
Progetto Babele – Numero Zero

sapeva che l'organizzazione aveva degli strani sbagliato. Con questi pensieri in testa, Mark si razza..." In quell'istante, gli occhi di Mark si
e oscuri contatti, solo non pensava che avvicinò al computer e protese la mano verso sgranarono, la vista si fece sempre più sfocata,
leggendo quelle pagine avrebbe sconvolto ogni l'interruttore. Quando il suo dito ne fu a fino al buio più assoluto. Quando i suoi occhi
sua concezione mentale. La Think Soft qualche centimetro, una voce grossa e si riaprirono, la luce della stanza lo abbagliò.
Corporation nascondeva qualcosa di grosso, e vibrante, come se possedesse l'accento di una Era sdraiato sul letto, ancora completamente
pur di custodirne il segreto avrebbe scatenato lingua sconosciuta, avvolse la stanza. "Che vestito, come se si fosse addormentato
una guerra. Solo in quel momento Mark si rese cosa ha scoperto, signor Steyr?" - disse. Al improvvisamente. Quando si alzò dal letto si
conto di quali catastrofiche proporzioni poteva pronunciare di quelle parole, Mark ritirò diresse lentamente verso la porta del bagno,
avere la sete di potere della corporazione. velocemente il braccio e si allontanò dal l'aprì e si avvicinò allo specchio. Guardò la sua
Quando finalmente riuscì a distogliere lo monitor. "Allora? Che cosa ha scoperto, signor immagine riflessa, notò una cicatrice alla base
sguardo dal video, che per quasi cinque minuti Steyr?" - ripeté nuovamente quella strana del collo, non ricordava come se la fosse
l'aveva ipnotizzato, Mark tolse rapidamente il voce. "Co... come sa il mio nome?"- chiese procurata, e non gli interessava. Non faceva
disco, lo infilò in tasca e premette il tasto di Mark con il dubbio che gli invadeva la mente. male, nemmeno un po', come se ce l'avesse da
spegnimento del computer, poi si mise gli "Io so cose che lei non può neppure tutta una vita, e forse era così. Mark distolse lo
auricolari e corse verso la porta. Di solito si immaginare, signor Steyr..." - così rispose sguardo dallo specchio e premette il tasto
apriva automaticamente, ma quella volta non quella voce, che invece di colmare il dubbio di accanto il lavandino, da cui uscì un getto
fu così. Un brivido di paura percorse la Mark ebbe l'effetto contrario. "Cosa intende d'acqua che lui usò per sciacquarsi la faccia.
schiena di Mark, una sensazione che mai dire?" - domandò Mark, ancora lì, ad almeno Dopo essersi asciugato si incamminò, come
aveva provato prima. Delle grosse gocce di tre metri dal computer. Non giunse alcuna tutte le mattine, verso la Think Soft
sudore gli coprirono la fronte e il suo respiro risposta. "Come fate a sapere che ho Corporation, verso il suo lavoro. Per lui era un
divenne affannoso. Il suo cuore aveva scoperto... un momento... voi mi state giorno come un altro, un martedì qualunque,
cominciato a battere più velocemente, e più controllando, non è così?" - esclamò Mark ma Mark stava custodendo, senza saperlo, il
passavano i secondi più accelerava. Si guardandosi attorno. "Eh, non è così?" Per vago ricordo del più grande, remoto e
avvicinò nuovamente alla porta e iniziò a qualche secondo, nella stanza vi fu un silenzio pericoloso segreto dell'universo...
schiacciare con forza l'interruttore per vuoto, si udiva solamente il respiro affannoso
l'apertura manuale: la porta non si aprì. A quel di Mark. "Tutti voi siete controllati, tutti, solo © Lostchild
punto si guardò attorno con le mani nei capelli; che non lo sapete..." - spiegò la strana voce, nullablu@libero.it
la spia del computer era accesa. "L'avevo così calma da far paura. "Noi chi?!" - chiese
spento..." - pensò tra sé e sé. Con quella Mark con voce tremante. "Noi chi?!" - ripeté.
confusione mentale si era probabilmente "La vostra razza signor Steyr, la vostra

NON SOLO RACCONTI – a cura di C.Ventura

WEIRD TALES – Storia breve di un mito


Il primo numero di Weird Tales vide la luce nel Marzo del 1923. Per usare le parole di Henneberg, il
fondatore, l’obiettivo della rivista era “dare agli autori un media dove esprimersi con piena liberta’ a
tutto beneficio della letteratura”.

Fin dall’inizio fu chiaro come la personalita’ della rivista fosse qualcosa di unico e mai visto prima
tra le riviste pulp. Poeti ed autori appassionati od ossessionati dalla ricerca del proprio lato oscuro,
avevano trovato il loro mezzo di espressione. Henneberger stesso, del resto, era un viscerale
appassionato delle opere di Poe. La qualita’ delle opere, va detto, era a dir poco altalenante, eppure,
occasionalmente, qualche vero capolavoro faceva la sua apparizione tra le pagine di Weird Tales, e’
il caso di "A Square of Canvas" di Anthony M. Rud o di “The Basket” di Herbert J. Mangham.
.
Ma, certamente, la grande scoperta della rivista fu l’uomo che Stephen King ha chiamato “Il principe
barocco di Weird Tales” : il visonario H.P. Lovecraft creatore del ciclo di Cthulhu e di
indimenticabili invenzioni quali il Necronomicon il libro maledetto che non deve essere visto da
occhi umani. Lovercraft stesso incoraggio’ altri autori ad usare le sue creazioni in ungioco letterario
che ancora oggi confonde i lettori sino a farli dubitare della reale esistenza di una qualche Teologia La copertina del n.1 : Marzo 1923
degli Antichi.

L’eta’d’oro. Dopo 14 numeri di qualita’ variabile, il redattore capo Baird fu sostituito da Farnsworth Wright, che aveva cooperato sino ad allora
in qualita’di lettore dei manoscritti. Con Wright, un uomo alto e magro afflitto dal morbo di parkinson, inizio’ l’epoca aurea di Weird Tales, che,
nel successivo ventennio, avrebbe pubblicato alcune delle piu’strane ed originali storie mai presentate al pubblico di lingua inglese.
Sebbene a Wright vada riconosciuto il merito di avere realmente creato quel paiolo ribollente di visioni poetiche e surreali che fu Weird Tales,
egli fu anche responsabile del rifiuto di alcune storie destinate a diventare classici. In particolare, rifiuto’ alcuni degli ultimi lavori di Lovecraft
contribuendo ad aggravarne lo stato di depressione ed a convincerlo ad abbandonare defininitivamente la scrittura. Ironicamente, quando la fama
di Lovecraft inizio’ a diffondersi (dopo la sua morte avvenuta nel 1937) la rivista dovette ricomprare e ripubblicare tutta la sua produzione per
soddisfare le sempre piu’ pressanti richieste dei lettori.
Altri autori pubblicati durante la gestione Wright furono: Clark Ashton Smith, Robert Howard, Robert Bloch, Manly Wade Wellman, Donald
Wandrei, e persino Tennessee Williams (la cui prima opera pubblicata fu proprio "The Vengeance of Nitocris" apparso su Weird Tales)

Il Declino Problemi finanziari funestarono tutta l’esistenza di Weird Tales (a dispetto del valore letterario e dell’unicita’). Anche la salute di
Wright andava peggiorando ed egli fu sostituito nel 1940, a pochi mesi dalla morte, da Dorothy McIlwraith che, pur avendo buone capacita’,
mancava dell’intuito di Wright ed in piu’ dovette confrontarsi con una drammatica riduzione del budget per l’acquisto delle storie. Molte degli
autori classi d’altra parte, erano morti o erano passati a lavori meglio pagati. McIlwraith dovette basare la produzione su ristampe di vecchie
storie e non fu in grado di organizzare una nuova generazione di scrittori. O forse, semplicemente, I tempi erano cambiati.
Pure, durante la sua direzione apparvero storie di autori come Ray Bradbury, Fritz Leiber, Richard Matheson, Theodore Sturgeon, e Joseph
Payne Brennan. Infine, l’ultimo numero di Weird Talesvide la luce nel Settembre del 1954.
Molte delle storie apparse su W.T. non sono mai piu’ state pubblicate ed esistono al mondo solo una dozzina di collezioni complete della rivista.
Sempre piu’ fragili per via della bassa qualita’ della carta usata, quella stessa carta pulp che da il nome alle riviste popolari americane e che,
sbriciolandosi, odora di cannella e legno di sandalo. Che sia il profumo dei sogni quando si trasformano in polvere?
C.Ventura

42
Progetto Babele – Numero Zero

ALCHIMIE a cura di Francesca Baldassarri

E se ‘alchimia’ era il sapere, era la


Pietra Filosofale, per trasformare,
e-
per far sì che il piombo divenisse
-mi dissi- oro – allora ALCHIMIE non
sarebbe bello guardare cosi, potrebbero essere quegli attimi,
quelle parole, quei paesaggi o libri
ci proverò a guardare così.
o viaggi o una strada - che sta tra
due punti fisici oppure no - che poi
Quel giorno invece, quel giorno si arriva alla fine e: si è diversi da
quel che si era?
Un giorno - un giorno stavo davanti al mare, e lo guardavo
camminavo e andavo a lavoro, nel suo dondolio e respiravo l’aria e E la prima Alchimia saranno i
una giornata come tante, poi, nel naso avevo il mare VIAGGI: una partenza, un
percorso, un arrivo, a volte un
a un certo punto, e negli occhi l’aria che mi portava il
ritorno, e succede sempre qualcosa,
ho visto una farfalla, rumore di onde, che anche a tornare al punto di
lì, che volava a pochi passi da me - e lì, partenza abbiamo ormai nei piedi
tutti i passi che abbiamo fatto e le
ed era leggera, lieve- di fronte al mare,
cose che abbiamo visto.
e da quel giorno lì davanti col mare nel naso,
a volte immagino di essere farfalla capii che è facile, davvero facile, E la seconda Alchimia saranno i
LIBRI: a seguire il tracciato delle
e di posarmi passo dopo passo essere onda,
lettere, foglio dopo foglio, si arriva
-lieve. ci vuole un niente, ad essere onda. alla fine e quando alziamo gli
Basta respirare il rumore del mare. occhi, nello svanire lento dell’eco
Una volta delle ultime righe, sappiamo che
abbiamo, da qualche parte
ero seduta che aspettavo un treno -e Non molto tempo fa, stavo scrivendo nell’anima, un pezzetto in più – un
pioveva e scrivevo su un foglio bianco come pezzo che prima non c’era.
e quella volta lì sentii la pioggia -e questo
E la terza Alchimia saranno gli
la sentii con i brividi – avevo la E mentre scrivevo parole che non ATTIMI: che sono piccole cose,
pioggia addosso- sapevo, sono istanti brevi un lampo, e poi,
ero seduta all’asciutto, e sentivo la seppi qualcos’altro -d’un tratto passato, rimane qualcosa, magari
impercettibile, magari immenso: e
pioggia addosso e dentro, che mi sapevo l’attimo dopo abbiamo altri occhi
tamburellava –dentro- che le parole sono magiche –e, per guardarci
con i brividi, e scuoteva con il vento quando finisci-
di acqua che cade- una volta che hai finito di scrivere
Chi e’?
che strano sai qualcosa-
Francesca è
- che strano sentirsi pioggia. alla fine sai qualcosa- contraria alle
qualcosa che, prima di poggiare la descrizioni
sommarie,
E poi un giorno, penna sul foglio, soprattutto se
riguardano
un giorno ero su un autobus non sapevi. cose lunghe,
e mi trovai davanti due occhi, tipo
'Una Vita’
due occhi di bambino E, per saperne di piu’ non avete che da Quindi niente
prenotare il numero uno di Progetto biografia, che
che guardavano, limpidi, limpidi e Babele. Dal prossimo numero, infatti, sia una foto a
alchimie sara’ un ospite regolare della parlare
precisi testata.

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Progetto Babele – Numero Zero

INQUADRATURE rubrica a cura di Rocco Chimera

Francesco Paolo Mancini, caposcuola degli emozionisti


Francesco Mancini, nato a Roma nel 1943 e, solo non avesse capito che erano i suoi stessi
penso, ancora vivente malgrado il diabete, quadri a guardarlo storto. Così si convinse che
l’ipertensione e la cocsartrosi; è un artista che la tomba di un vero artista era proprio questo:
dio in persona ha voluto creare pittore. A parte una stanza con dei quadri appesi, cornici e
che ad un certo punto della sua vita, il quotazioni fasulle. Tornò nella strada, dove è
Mancini, si domandò di come avesse dipinto le da decenni ormai, alla Flash Art, ovvero
mele il Padre Eterno se fosse stato un artista. costruzioni dell’opera nel momento
Un interrogativo alquanto desueto, per un dell’ispirazione, anche quando dopo non avere
anima in movimento come quella di questo fatto nulla per tutto il giorno si disegna nel
pittore. Le mele, è meglio ricordarlo ancora, tram che ci porta a casa. Tutto è lecito:
sempre frutto proibito e della discordia sono acquerello, oli, tempere ma è lo smalto il
state. Appunto, un critico esperto, pagato dal principe dei colori. Proprio questo maledetto
new magazine tal dei tali, a tiratura nazionale, che tra i colori è quello più difficile da
avrebbe sicuramente commentato così: “ addomesticare. Così nasce il metodo Mancini,
L’artista usa le mele come veicolo il rullo e le passate a più di una mano. Daniele
dell’eternità.” Una stupidaggine: quelle mele, Luzzo scrisse che vedere Mancini creare e la
Francesco Mancini, le avrebbe mangiate per cosa più irrazionale che esista. Non si capisce
fame e senza pensarci due volte. Già, perché, il se l’immagine che esce fuori già esista in
nostro artista ha conosciuto pure il colore natura oppure è prodotta dalla mente. Smalti
pittore astratto vieni snobbato dal resto
della fame, ovvero un grigio cacca, sfumato che diventano persone, campi, paesaggi. Alla
dell’umanità. E se fai questo mestiere e non
verde, un poco sbiadito come colore che per fine sembra che sono questi quadri affamati
hai uno stile, sei un bastardino senza collare.”
meglio definirlo è indefinito. Questo, se non delle nostre emozioni e non il contrario. Ecco
Il succo è che la pittura non è un mestiere ma
altro, per averlo provato sulla propria pelle. Sì, finalmente il perché della scelta della strada.
una ragione di vita, non solo: ogni opera, sia la
infatti, artisti non si nasce, ma si muore, Nell’arte non è ammessa la mediocrità del
più piccola che la più grande, deve trasmettere
mentre lui lo vive il fattaccio. Tutta la sua vita compromesso sulle idee; l’emozionismo è la
una emozione per la creazione in se stessa,
è vita d’artista, ma non per scelta. Nasce da nostra stessa vita che Francesco Paolo Mancini
libera da costrizioni stilistiche o usando tutti
una ragazza madre che lo affida ad una vende, a pochi soldi ai passanti, perché ognuno
gli stili conosciuti, magari insieme. E’ il Carpe
famiglia della ciociaria; se lo riprende a sei di noi è degno di avere dipinta una emozione.
Diem di artisti che vengono immortalati in
anni per portarlo in un posto dove ci sono tanti
movimento, davanti al passante che lo vede
bambini con cui giocare… .. troppi, quasi © Rocco Chimera
all’opera, per la strada.
duemila: l’orfanotrofio San Giuseppe. Qui
Questa è bella! Ma, allora, abbiamo solo
gioca al pallone e studia pochissimo; si Francesco Paolo Mancini in breve:
parlato del caposcuola dei madonnari, pittori
accorgono di lui solo alla fine, anni dopo, 1967, mostra personale alla Size Art,
da strada uno ogni angolo? Potrebbe essere
quando scrive e legge in un teatro di Frascati, presentazione Herman Gatt;
così; cosa importa se è così? Per dovere di
l’addio al collegio. In quella occasione 1973, partecipa alla biennale collettiva "mass
cronaca bisogna dire che pure Francesco Paolo
l’arcivescovo di Milano, Monsignor Montini made of gold" a Torino
Mancini il suo approccio lo ebbe con le
sale sul palco e gli va a stringere la mano. E’ 1973, collettiva "The Roman forum"
gallerie d’arte. Iniziò con un tal Guidi di
un fuori programma… .diventerà Papa Paolo Hasbrouck U.S.A.;
Milano che, diligentemente, dava in omaggio
VI. Dall’orfanotrofio alla vita, lavoro e posto 1973, collettiva "The Roman forum"
una opera del nostro a chi acquistava un
dove dormire. Trova sia l’uno, che l’altro. Torremolinos, Spain.
dipinto di un certo costo del suo negozio. Finì
Abita in una pensioncina di ballerine e Alcuni riconoscimenti:
che per tutti gli anni settanta, il maestro
mignotte, gente per bene e seria che va a 1971 Medaglia d’Oro Moncalieri (To)
Mancini era famoso e quotatissimo sia in Italia
messa ogni domenica dopo il lavoro. Un 1972 Medaglia d’Oro mostra collettiva banca
che in Germania. Veniva venduto,..
giorno una delle sue amiche, che lo vogliono C.R.T.
udite..udite, con il certificato di garanzia al
bene, gli regala dei colori ad olio, erano del 1972, Cup. Arnaud mostra collettvia Banca
fianco del quadro. Avrebbe continuato così se
figlio, ma quello non ne voleva sapere, era S.Paolo di Torino
portato ad altro, magari farà l’avvocato, come
quel detto: “Tutti i grandi avvocati sono figli
di puttana… ” Insomma fu l’inizio di uno che
da allora non si è più fermato. Fermato che ha
girovagato in lungo e largo, sempre alle prese
con situazioni allucinanti ed assurde, che unite
al suo eclettismo ed alla sua profonda umanità,
forgiano il sale indelebile della sua storia.
Durante la sua carriera, arriva al punto di
assoldare mercanti che piazzano le sue opere
dicendo che è un genio. Devono solo dire
questo, lui non ci riesce, forse perché geniale
c’è davvero. Un problema, però, se lo pone. La
pittura racchiusa in un quadro, chiuso a sua
volta in una cornice sembra una cassa da
morto, con il morto dentro. Arriva a pensare
che l’arte è un passatempo, ed il quadro un
feticcio. Insoddisfatto Paolino, sempre così,
perseguitato dal tristume pure quando si
diverte a San Remo: il festival, i fiori, il sole,
le donne e le bische. Giunge così nel suo vago
brancicare ad una conclusione quanto meno …
terrificante: “ se sei un pittore classico
figurativo vieni snobbato dall’elitè, se sei un

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Progetto Babele – Numero Zero

L’ISOLA DELLA POESIA a cura di Antonio Cangiano

Benvenuti nell’isola della poesia!


NON VORREI CREPARE
In questa rubrica, ad ogni uscita di
Progetto Babele, potrete trovare Non vorrei crepare
splendide poesie, famose ma ignote a Prima di aver conosciuto
molti, scelte e selezionate I cani neri del Messico
accuratamente per voi. Che dormono senza sognare...

Per render lieto il vostro primo ...Non vorrei crepare


approdo su quest’isola, ho scelto Senza sapere se la luna
Dietro la faccia di vecchia moneta
“Non vorrei crepare” di Boris Vian,
Abbia una parte puntuta
Se il sole sia freddo
Se le quattro stagioni
Siano poi veramente quattro...

...Il buono e il cattivo


Non mi tormenterebbero
Se sapessi
Che ci sarà una prima volta
E troverò pure
Tutto ciò che conosco
Tutto ciò che apprezzo
E sono sicuro che mi piace...

...Non vorrei crepare


Prima di aver consumato
La sua bocca con la mia bocca
Il suo corpo con le mie mani
Il resto con i miei occhi.
Non dico altro bisogna
Restare umili...
...Non vorrei crepare
che risuona come un vero e proprio
Prima che abbiano inventato
inno alla vita. Boris Vian fu Le rose eterne
ingegnere, poeta e jazzista, visse nel La giornata di due ore
pieno del periodo esistenzialista Il mare in montagna
francese. In questa poesia mostra il La montagna al mare
suo totale amore per la vita, la sua La fine del dolore
capacità di stupirsi e sognare, a I giornali a colori
partire dalle cose più semplici e La felicità dei ragazzi
modeste. Ironia della sorte, Boris E tante cose ancora
Che dormono nei crani
Vian morì a soli 39 anni di
Degli ingegneri geniali
tubercolosi. Dei giardinieri allegri
Di socievoli socialisti

Di urbani urbanisti
E di pensatori pensierosi...
Poesia
...Non vorrei crepare
Nossignore nossignora
" Ritenete che la poesia sia una Prima d’aver assaporato il piacere che tormenta
buona cosa? Il gusto più intenso
Eppure Poe era un ubriacone, Non vorrei crepare
Coleridge un morfinomane, Byron un Prima di aver gustato
pervertito e Verlaine un degenerato. Il sapore della morte...
Ma bisogna sempre distinguere
l'uomo dalla sua arte...."
Boris Vian ( 1920 –1959 )
Sir Arthur Conan Doyle

45
Progetto Babele – Numero Zero

AL CINEMA CON POESIA a cura di FRANCESCA LAGOMARSINI

VIAGGIO A KANDAHAR THE OTHERS


REGIA E SCENEGGIATURA DI
MOHSEN MAKHMALBAF REGIA E SCENEGGIATURA DI
ALEJANDRO AMENABAR
L’immagine
iniziale è quella INTERPRETI: Nicole Kidman, Fionnula Flanaghan, Christopher
di un disco nero Eccleston, Alakina Mann, James Bentley.
su sfondo oro
sbiadito, due
dischi Il film, uscito a settembre, è uno dei migliori
sovrapposti, della stagione passata: l’isola di Jersey, fra le
quelli di un coste dell’Inghilterra e la Francia, fa da sfondo a
eclisse vista dai
fori del burqa di
questa vicenda enigmatica. Siamo nel 1945, la
una donna. seconda guerra mondiale è finita, una donna
Ci immergiamo vive con i suoi due figli Anne e Nicholas, nella
subito nel solitudine di una remota casa vittoriana
racconto quasi attendendo il marito che non torna dal fronte. La
giornalistico di clausura forzata della protagonista e dei figli,
questa donna ammalati di una strana forma di “allergia” alla
che si immerge luce del sole si lega alla presenza inquietante di
volontariament
e nelle ombre
tre nuovi domestici, figure chiave del film. Fino
del mondo all’epilogo finale il regista, Alejandro
afghano per raggiungere la sorella ed impedirle di Amenabar sembra giocare con il soprannaturale
togliersi la vita prima dell’ultima eclissi del millennio. ispirandosi ai classici della letteratura del terrore
Attraverso il deserto tra Iran ed Afghanistan si compie come il gotico inglese in cui gli stessi elementi,
questo “viaggio di ritorno” irto di pericoli, che costringe gli oggetti concorrono a creare distorsioni e
la protagonista a nascondere la propria identità e, suggestioni ad Henry James, fino ad Emily
contemporaneamente, si svolge l’elemento Dickinson, soprattutto per il costante
essenzialmente poetico del film: la costante registrazione
delle sensazioni, delle voci del deserto e delle persone
riferimento al tema della morte, dell’aldilà.
che incontra durante il viaggio. E’ il dialogo Le ataviche paure del buio, del ritorno dei
immaginario e struggente con la sorella che si intreccia morti, l’orrore anche dei rapporti familiari,
con le aberrazioni della miseria, della fame, delle sono gli elementi basilari della narrazione e
mutilazioni rilevate durante il cammino a tenere alto il l’effetto è quello di spiazzare lo spettatore
livello del film. che rimane affascinato dai colori della
Le immagini mozzafiato del deserto, del cielo infinito fotografia, sempre piuttosto scuri e ,
che lo avvolge si alternano come episodi di vita, di soprattutto, dalla prova di Nicole Kidman
prigionia fisica e spirituale in cui uomini e donne sono
relegati dalla “tradizione”.
che interpreta il ruolo della madre, con tutte
Si va dal giovane allievo che non riesce a leggere in le sue sfaccettature, aggiungendo un tocco di
modo soddisfacente il Corano e viene cacciato dal freddezza e anche di follia. Il dubbio che si
Mullah suscitando la disperazione della madre già insinua è infatti legato al mon do dei vivi più
vedova, alla folle corsa dei mutilati verso le protesi che dei morti ma le dimensioni si mischiano
paracadutate sul campo della Croce Rossa. La sensazione talmente bene che solo nel finale abbiamo un
è che certi episodi volessero essere dipinti dal regista con chiarimento.
ironia e sarcasmo ma non sempre l’operazione è riuscita; Il regista non lascia in sospeso nulla, scioglie il
la sensazione più ricorrente è il disagio, la
consapevolezza di assistere ad una farsa fin troppo
mistero e proprio in questo sta l’originalità del film,
realistica e soprattutto di essere beffati dal finale. nel fornire una spiegazione che, comunque è tutt’altro
C’è curiosità verso questo film, lo dimostra la presenza che razionale come nel gotico inglese, ad esempio. In
di un pubblico nelle sale numeroso nonostante non si questo caso scopriamo che è il nostro mondo che il
tratti di un film né leggero né divertente. soprannaturale teme e ciò credo sia veramente
C’è desiderio di sapere, di calarsi in questa scomoda particolare, sicuramente una scelta vincente.
realtà non più così lontana ma che ormai noi occidentali
avvertiamo sulla pelle e quello che risulta più evidente ai
nostri occhi sempre più disincantati e che il rispetto per
quanto di più sacro abbiamo, la vita, sia spesso per quelle La valutazione: < 50% Pessimo!
popolazioni un valore
calpestato, sop rattutto per i
50% a 60% noioso
bambini costretti a crescere 60% a 70% mediocre
troppo in fretta. Vivere 70% a 80% buono, gradevole
diventa, quindi, solo 80% a 100% ottimo!
sopravvivere e tutto ciò
nell’indifferenza altrui e dello
splendido deserto afghano…

Utopia : obiettivo meraviglioso e irraggiungibile. Irraggiungibile perchè meraviglioso e, forse, meraviglioso perchè
irraggiungibile.
Salvatore D'Agata
46
Progetto Babele – Numero Zero

A BEAUTIFUL MIND IL FAVOLOSO MONDO DI AMELIE


- GENIO E MALATTIA MENTALE - REGIA DI JEANNE-PIERRE JEUNET
INTERPRETI: Russel Crowe, Jennifer Connelly, Ed
INTERPRETI: Audrey Tautou e Mattieu Kassovitz
Harris, Paul Bettany.
IL RECUPERO DELLA SOLIDARIETA’ E DELLA GIOIA DI VIVERE
La regia tradizionale
di Ron Howard non si
smentisce in questo Il film propone subito rapide sequenze e si snocciola
pluri-premiato film. limpidamente come un racconto fiabesco. Si intuisc e
Inquadrature dirette, immediatamente, però, che non ha niente a che fare con la
fotografia nitida e banalità perché ci propone visioni nuove del mondo, della
ritmo incalzante, vita.
almeno nella prima L’inizio, il racconto dell’infanzia di Amélie Poulaine è
parte incorniciano le strepitoso, drammatico e divertente allo stesso tempo; la
vicende personali mancanza d’amore, la rigidità e la perdita precoce della
dello studente John madre producono i loro effetti: Amélie è una ragazza
Forbes Nash, timida, introversa, che si costruisce un mondo
vincitore di una immaginario molto rassicurante. Sensibile ed intuitiva la
prestigiosa borsa di sua mente si popola di sogni ma è con il ritrovamento di
studio per lo un vecchio scrigno in un anfratto di casa che inizia il
sviluppo di teorie cambiamento reale. Infatti Amélie inizia con quel
economico- ritrovamento, a proiettare la sua vita in quella altrui o ,
matematiche. meglio, a dedicarsi alla felicità altrui.. Rimarrà nella memoria la scena in cui consegna il
Le difficoltà, le delusioni dello studio si intrecciano, poi, vecchio cimelio al legittimo proprietario a distanza di 30 anni, cimelio che riporta
con una fantomatica spy-story che ci fa realmente ricordi teneri e struggenti..
credere al coinvolgimento del geniale matematico in Le lacrime dell’uomo sono, a quel punto,
intricate questioni internazionali. anche quelle dello spettatore che si chiede,
Tutto si scioglie, poi, lentamente e dolorosamente con incredulo, se è mai realizzabile quel livello
l’evolversi della malattia di Nash alla quale assiste lo di bontà nelle nostre esistenze così pervase
spettatore e che è probabilmente l’aspetto più dalla fretta e dal disinteresse; possiamo
controverso del film. quindi riuscire ancora a occuparci di ciò
L’interpretazione eccezionale di Crowe da vita ad una che è “ALTRO” rispetto a noi stessi?
drammatica macchietta e sottolinea un tema, quello della Proiettarsi all’esterno, uscire dalle proprie
malattia mentale che viene a coesistere con il genio, tutto nevrosi, certamente potrebbe essere un
riassunto nelle espressioni del suo volto, ora sorridente, modo anche per migliorare noi stessi, a
ora folle, ora terrorizzato. patto però di non essere alieni a sé, di non
Avrebbe sicuramente meritato il premio Oscar Russell voler fuggire le proprie paure; questo in sintesi potrebbe essere il messaggio del film.
Crowe anche soltanto per la mimica che ha reso al Amélie riesce nel suo intento anche se saranno gli “altri” ad
personaggio: la camminata sofferta, la timidezza dei aiutarla; anche per questo il film fa riflettere e discutere
gesti, lo sguardo stravolto, ma sia le polemiche per lo soprattutto in questi tempi di violenza, di guerre feroci al limite
sguardo bonario con cui il regista ha dipinto Nash dell’odio… lei ed il suo mondo sono per i nostri occhi, il nostro
(trascurando presunte tendenze omosessuali e anti- intimo un piacevole toccasana… !
semite), sia la ritrosità dell’attore che ha snobbato il Concludo con la citazione di una poesia di Jacques Prévert che
premio, non hanno giovato alla consegna della statuetta. mi sembra renda, almeno in parte, l’atmosfera straordinaria della
In ogni caso resta la storia di un uomo fragile ma forte, Parigi del film:
anche dell’amore di una donna, nell’affrontare i propri
demoni ed imparare a convivere con essi. L’unica, ma Canzone
proprio l’unica, perplessità sta nelle scene finali forse un Che giorno siamo noi
po’ troppo striminzite e semplificate, anche nel rapporto Noi siamo tutti i giorni
tra Nash ed i suoi fantasmi ma per il resto la qualità del Amica mia
film, ed il voto che attribuiamo, è ovviamente alto. Noi siamo tutta la vita
Il tema del genio (in campo scientifico come artistico) e Amore mio
della sua coesistenza con la Noi ci amiamo e noi viviamo
malattia mentale è rappresentato Noi viviamo e noi ci amiamo
emblematicamente dal caso di E noi non sappiamo che cosa è la vita
Vincent Van Gogh; al proposito E noi non sappiamo che cosa è il giorno
una lettura consigliata caldamente E noi non sappiamo che cosa è l'amore
sono le “Lettere e Theo” in cui
l’artista si esprime così: Jacques Prévert Jacques Prevert

“Nella mia febbre cerebrale o follia, non so come


AL CINEMA CON POESIA
chiamarla, i miei pensieri hanno navigato molti vuole essere una rubrica a completa disposizione dei lettori, un luogo per scambiarsi
mari… … .” opinioni e discutere di cinema.
e ancora… . .” Preferisco dipingere gli occhi degli Se avete commenti, osservazioni o semplicemente se volete segnalare un film che vi
uomini che le cattedrali perché negli occhi degli ha colpito, scrivete a progetto_babele@yahoo.it.
uomini c’è qualcosa che non c’è nelle cattedrali,
per quanto maestose ed imponenti siano… ” Passeremo la vostra e-mail alla curatrice di questa rubrica!

Perché l'Amore è duro come la Morte / Il desiderio è spietato come il sepolcro


Carboni roventi sono i suoi fuochi / Una scheggia di Dio infuocata io sono
Dal Cantico dei Cantici

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Progetto Babele – Numero Zero

LA POSTA DEI LETTORI

Ovvio che questa rubrica e’vuota… questo e’il numero ZERO!

Quello che vogliamo e’che non resti vuota… e per questo abbiamo bisogno di tutti voi. Vi e’piaciuta la
rivista? Scriveteci a progetto_babele@yahoo.com. Non vi e’ piaciuta? Ancora meglio, I complimenti ci
fanno piacere, ma le critiche ci aiutano a migliorare!

I CONCORSI LETTERARI

Questospazio e’a completa disposizione dei lettori : segnalateci concorsi letterari, premi,
corsi, conferenze, presentazioni di libri, daremo ampio spazio alla vostra iniziativa.
Scrivete a : progetto_babele@yahoo.it.
IL RACCONTO DEL NONNO La "scheda di deposito" è prelevabile dal sito 3° Premio Letterario K
Bando di partecipazione Internet www.laterradeiracconti.it oppure può "Una lettera contro il razzismo"
essere richiesta direttamente alla Casa dei
Nell'ambito del progetto la terra Racconti, al Comune o alla Pro Loco di Vallo E' indetto da Prospektiva Rivista letteraria,
dei racconti, il Comune di Vallo di Nera (PG). Prospettiva editrice, Ass. Pace nel Mondo, il
di Nera in collaborazione con la Tutte le operazioni di partecipazione al 3° Concorso K "Una lettera contro il
Regione dell¹Umbria, la Concorso possono essere facilmente e razzismo". Il concorso è aperto ad ogni autore
Provincia di Perugia, la "Pro direttamente effettuate dal sito Internet senza limiti di età, provenienza, razza,
Loco", l'IRRE Umbria e il www.laterradeiracconti.it. religione, e si divide in due sezioni: a)
CEDRAV, indice un concorso letterario per Sempre attraverso il sito Internet i concorrenti narrativa; b) poesia. Gli scrittori dovranno
racconti che traggano origine da miti, potranno seguire tutte le fasi del concorso. inviare entro il 30 maggio 2002 alla Direzione
leggende, storie popolari. Queste "rivisitazioni Centrale della Rivista Letteraria Prospektiva,
narrative" possono essere svolte sia in prosa Spedizione In alternativa all'invio via Nicolao Arcangelo, 2/c - 00053
che in versi, in lingua o in dialetto. telematico, si possono spedire gli elaborati a: Civitavecchia (Roma), un racconto di non oltre
La Casa dei racconti, 06040 Vallo di Nera dieci pagine o alcuni componimenti lirici,
Tre le sezioni: la prima, a tema libero, è (PG). La spedizione deve essere effettuata specificando nella busta "Concorso K". I
individuale e aperta a tutti; la seconda, entro e non oltre il 30 giugno 2002 (per gli lavori potranno essere consegnati anche presso
anch'essa a tema libero, è riservata agli alunni invii tradizionali, farà fede il timbro postale). lo stand della casa editrice al Salone del Libro
delle scuole di ogni ordine e grado, che di Torino.
possono partecipare individualmente o a Valutazione. Il tema è quello del razzismo vissuto e narrato
collettivi di gruppo, di classe, d'Istituto; la Le opere pervenute saranno valutate da un in piena libertà. Il razzismo in tutte le sue
terza, aperta a tutti, ha come tema ³il male e il giuria nominata dal Comune di Vallo di Nera forme ed espressioni, dalle più brutali a quelle
rimedio². articolata in tre commissioni in corrispondenza meno visibili. La forma narrativa è
delle sezioni del concorso. Il giudizio della completamente libera. La partecipazione è
Ogni singola opera non deve essere inferiore giuria del concorso è insindacabile. completamente gratuita. La giuria presieduta
alle dieci pagine e non può superare la Premiazione da Andrea Giannasi, dopo attenta analisi,
lunghezza di trenta pagine, ognuna di 30 assegnerà ad ogni sezione i seguenti premi: 1°
righe per 60 battute, equivalenti a 1.800 La premiazione avverrà il 10 agosto 2002 a - Targa, attestato, pubblicazione e recensione
battute per pagina. Vallo di Nera nell'ambito delle manifestazioni sulla rivista letteraria "Prospektiva". 2° e 3° -
"Festivallo". Premi Il premio consiste nella Attestato, pubblicazione e recensione sulla
Modalità di partecipazione. pubblicazione delle opere vincitrici in volumi rivista letteraria "Prospektiva".
Possono partecipare autori italiani e stranieri separati (uno per ogni opera). Ad ognuno dei I lavori premiati e segnalati saranno pubblicati
con opere in lingua italiana e dialettale (con vincitori spetteranno n. 30 copie della propria dalla Prospettiva Editrice in un libro che sarà
traduzione). Gli autori devono inviare una opera pubblicata. I vincitori, pena la non inviato gratuitamente a ciascun vincitore del
copia di ogni opera iscritta al Premio. L¹opera attribuzione del premio, dovranno essere concorso. Il giudizio è insindacabile. Il
deve essere inedita. Il numero massimo di presenti alla premiazione. materiale inviato non verrà riconsegnato. La
opere per ogni singolo autore è di tre. Sono segreteria del Premio informerà tutti i
ammesse anche opere in forma orale (cassetta) Importante: La partecipazione al concorso partecipanti sull'esito finale del concorso.
o visuale (video) purché accompagnate con la comporta la totale accettazione del presente
trascrizione del testo. I testi devono essere regolamento e l'automatica cessione a titolo Per ricevere ulteriori informazioni scrivere a:
dattiloscritti o stampati da computer. I testi gratuito dei diritti per la pubblicazione
inviati al concorso non saranno restituiti. dell'opera. I dati richiesti ai partecipanti Prospektiva Rivista Letteraria,
L'invio può essere fatto anche per il tramite saranno finalizzati esclusivamente alla via Nicolao Arcangelo, 2/c
della posta elettronica all'indirizzo: gestione del Premio (ai sensi della Legge 00053 Civitavecchia (Roma)
concorso@laterradeiracconti.it. n.675/96). FORM PER IL DEPOSITO DEI prospektiva@iol.it
In questo caso, i testi devono essere in formato RACCONTI chi racconta cognome e nome
.doc di Word o nei formati standard .rtf o .txt. indirizzo telefono e-mail età PROSPETTIVAEDITRICE
In ogni caso le opere devono essere corredate www.prospettivaeditrice.it
da una "scheda di deposito" debitamente www.prospektiva.it
compilata e da una cartella di Un amico è un uomo che sa tutto di INFOLINE 347 9390943
autopresentazione, che sarà utilizzata in caso te, e nonostante questo gli piaci. Tel. 0766 544240
di vittoria per i risvolti di copertina. Elbert Hubbard Fax. 0766 544240

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Progetto Babele – Numero Zero

I NOSTRI AUTORI

In ordine rigorosamente sparso, presentiamo gli autori apparsi su queste pagine:

Claudio Palmieri : (pseudonimo di M.C.B.) ha trentotto Un'esperienza di socializzazione del suo percorso creativo è
anni ed e' Abruzzese. Vive in Svizzera dove lavora stata la frequentazione, a Milano, del laboratorio di scrittura
come ingegnere aeronautico. Claudio, appassionato di creativa di Renzo Casali, regista e attore della Comuna Baires.
volo e di letteratura, scrive racconti da qualche anno Ha avuto riconoscimenti in alcuni concorsi letterari ed un suo
e da poco ha cominciato a pubblicare i propri testi su romanzo breve, "Kamaloka", sarà pubblicato da Prospettiva
alcuni siti per "e-writers". editrice.
Altre sue opere si prossono trovare presso il Club Ghost di
La sua pagina web e': http://it.geocities.com/claupalm/ Collegno (TO) (www.clubghost.it)"
Il suo indirizzo e-mail e': claupalm@yahoo.com.

Silvia Rossetti : nata a Roma il 13 aprile 1970. Laureata in


Alessandra Libutti : Nata a Roma, laureata in Lettere. Vivo a lettere moderne (indirizzo storico moderno). Insegnante
Londra da quasi dieci anni, sono sposata da tre, mamma da due elementare. Collabora come giornalista non professionista per
mesi. Lavoro come design coordinator alla Virgin (Megastores) alcune piccole testate.
ma adesso sono in maternità. Nei primi anni '90 ho scritto su
qualche rivista di cinema e musica. Nel '94 ho pubblicato un
libro-intervista alla punk band Wire per la collana Sconcerto di Thomas Pololi: Thomas vive
Stampa Alternativa. Attualmente scrivo sulla rivista online conflittualmente il rapporto
www.granbaol.org. Il mio primo romanzo "Thomas Jay" è sogno/realtà ossia ciò che deve
finalista al Premio Italo Calvino. e ciò che
vuole fare.
Frequenta passivamente il
Carlo Menzinger di Preussenthal : nato primo anno di scienze della
a Roma il 3 gennaio 1964, dove frequenta comunicazione ("è inutile"
il Liceo Classico e si laurea in Economia e dice).
Commercio. Lavora a Firenze nel Mentre sua madre dice di lui:
marketing di una merchant bank. "un giorno di questi lo mando a
E’sposato ed ha una figlia. fare il muratore".
Nel 1989 pubblica la raccolta di poesie
“Viaggio intorno allo specchio” (Ed.
Gabrieli – Premio Ala della Vittoria). Enrico Arlandini
Alla fine del 2000 comincia a pubblicare Lui si definisce: un esordiente a lungo termine.
su internet racconti e poesie (vedi www.scrivo.too.it) su Oltre ad aver partecipato a diversi concorsi letterari ha
Scrittura Fresca, SF2, Liberodiscrivere, Non Solo Parole, Parole pubblicato alcune poesie sulla rivista Virgole e un racconto su
di Donna, L’Isola del Tesoro, Scrivi.com, Bookcafé, Araba Inchiostro.
Fenice, Eptafuso, Poeti e Poesie, Yourwriters, Il Denaro e Ha quasi 26 anni, abita a Genova, ed e’ un accanito lettore di
Liberosesso e altri siti. gialli, thriller e romanzi horror (in particolare Stephen King)
Nell’ottobre 2001 pubblica con LIBERODISCRIVERE il nonche’appassionato di musica anni 80 e tifoso del Genoa.
romanzo ucronico IL COLOMBO DIVERGENTE, scritto tra il
1994 ed il 1997.
A Novembre 2001 partecipa alla raccolta “E il naufragar m’è
dolce in questo mare” di Aletti Editore. VUOI COLLABORARE CON NOI?

Siamo in cerca di autori


LOSTCHILD :, bambino perduto...
Perduto tra le immense speranze che ci accolgono e ci redattori e collaboratori.
accompagnano in questo misterioso bosco... Un bosco ove
soltanto un richiamo può condurci all'uscita... La voglia di
saziare la nostra curiosità... Visita il nostro sito

WWW.PROGETTOBABELE.IT
Paolo Durando : Nato a La Spezia 39 anni fa, vive a Treviglio,
dove insegna lettere alle superiori. Nei suoi romanzi e racconti si
avvale di simboli, miti, semiosi del passato e del presente per un oppure scrivi a :
"fantastico antropologico", trasversale a fantascienza, fantasy,
horror.
Si ritiene un estimatore di quel filone "praghese" (Kubin, progetto_babele@yahoo.it
Meyrink e, ovviamente, Kafka) che in Italia ha avuto, tra i pochi
epigoni, T. Landolfi.

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Progetto Babele – Numero Zero

di se e delle disgrazie umane, dal basso del suo punto


RINGRAZIAMENTI d'osservazione. Consapevole di essere un perfetto "signor
Nessuno", difende questo privilegio a colpi di Sonetti:
Ringraziamo in ordine quasi alfabetico :
FRANCESCA : La primavera del 1976
Henrik Albrizio, Enrico Arlandini, Marco portò con sé nel bel mezzo dell'Italia, oltre
Attina', Bruno Baldo, Giorgio Bo, Antonio ai pollini e alle prime allergie, una piccola
Cangiano, Sandro Carnevali, Rocco Chimera, principessina azzurra che già a 2 anni
Ioan Daniel Cuculiuc, Paolo Durando, leggeva tutto quello che le capitava
Francesco Favaro', Fabrizio Ferrara, Fabrizio sott'occhio, dalle etichette degli
Foni, Fabrizio Graziani, Gaetano Guerrieri, omogeneizzati, alle favole. La sua voracità
Francesca Lagomarsini, Alessandra Libutti, di conoscenza la porta ad intraprendere studi
Daniela Manzini Kuschnig, Sarapatrizia oscuri di numismatica e di viaggi e uno di questi, in modo
Marson, Carlo Mezinger, Silvia Molesini, Fabio ancora più oscuro, la porta a scoprire i computers.
Monteduro, Marco Mussini, Gery Palazzotto, Poi ad un certo punto, scopre che, mettendo tutto assieme, si
Claudio Palmieri, Stellario Panariello, Marco possono creare cose - e cose belle e tante cose - ed allora ci
Pezzati, Daniele Pighin, Thomas Pololi, Joseph prova e non smette più. Uno strano nuovo viaggio, in verità,
Queen, Antonia Romagnoli, Silvia Rossetti, tutto da scoprire e da inventare e tutto da leggere
Guido Schiena, Taggia, Laura Tomasi, Ivan
Visini, Fiamma, Libera Eva, Lostchild, Fabio Monteduro: nato a Roma 39 anni fa; scrittore per pura
Giuseppe Al Khougia, Francesca ed Eva passione. Inizia a scrivere alla fine degli anni '80, anche se già in
Malagon Esteo (per la pazienza dimostrata). precedenza si era cimentato con brevi racconti.
L'incontro editoriale con il maestro del genere horror Stephen
King, gli apre le porte di questo mondo fantastico e pauroso, ma
Che con il loro impegno, hanno reso
con il passare del tempo il suo modo di scrivere si discosta
possibile la realizzazione di questo numero sempre più dalle linee guida dello scrittore americano.
di PROGETTO BABELE. I suoi romanzi e i suoi racconti brevi, spesso ambientati in Italia,
sono sempre più frequentemente improntati al genere
Ancora una volta "drammatico" che al vero e proprio horror, ma la
GRAZIE! differenza tra questi due generi, nel suo caso, è sempre molto
sottile.

DISTRIBUISCI
Francesca Lagomarsini : sono nata a Genova il 2/12/71, vivo a
Genova in una zona di campagna, scrivo poesie e racconti, amo
PROGETTO BABELE!
in particolare la poesia al “femminile” di E. Dickinson e Alda
Merini.
Scrivo da quando sono bambina, ho partecipato a diversi Ti e’piaciuto quello che hai letto?
concorsi, pubblico su “Liberodiscrivere” e “Scritturafresca” in
Internet. Ho pubblicato a mie spese la mia prima raccolta dal
Allora, per favore, passa questa copia di
titolo “Libellule”.
Il mio sogno è pubblicare una raccolta di poesie e fiabe Progetto Babele ad un amico, oppure
illustrata dai miei disegni e anche quello di viaggiare intorno al fanne una fotocopia e lasciala in una
mondo facendo la giornalista letteraria… amo in particolare il biblioteca, in un circolo culturale, in un
cinema europeo (francese ed inglese). bar.

Ivan Visini (alias Darkflame) è nato a Brescia il 13 Luglio Segnala Progetto


1977.
Al momento non esistono sue pubblicazioni cartacee, in Babele
compenso vari suoi lavori, racconti e poesie, sono sparsi nella
rete come ceneri del suo stesso "Io". ad un amico!
Tra i vari stili provati, predilige quello
cyberpunk/horror/noir/introspettivo/gotico/romantico/dec-
adente, ovviamente, tutti miscelati tra loro. (Probabilmente)
te ne sara’grato!
Oscar Dabbagno (in arte Fabrizio Graziani)
38 anni. Sposato. Ha dato il "meglio" di se contribuendo (invero
molto modestamente) al mettere al mondo la sua splendida
bambina che oggi ha 4 anni.
Ex nuotatore, ex magro, ex ingegnere, ex un pò di tutto, coltiva
da molto tempo, l'insana passione di scrivere poesie in dialetto
romanesco, incurante di chi gli dice che quel genere non ha
www.progettobabele.it
futuro. Fatalista e sognatore, predilige l'ironia, sorridendo spesso

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