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Ascoltare musica per studiare funziona davvero?

Basta entrare in una qualsiasi biblioteca per


rendersi conto di quanti studenti studino indossando delle cuffie. Ma studiare con la musica ci aiuta
sul serio? Vediamo cosa dice la scienza al riguardo.

“Senza la musica per decorarlo, il tempo sarebbe solo una noiosa sequela di scadenze produttive e
di date in cui pagare le bollette.”
Frank Zappa.

La musica ha un ruolo fondamentale nella vita di ognuno di noi. Ha il potere di migliorare il


nostro umore, farci assaporare le gioie del momento presente, far svanire le amarezze delle vita.

Ma usare la musica per studiare è efficace come molti credono?

Musica per studiare: cosa dice la scienza

Ascoltare musica per studiare e per concentrarsi ha dei benefici?

Ti cito ad esempio uno studio di Annette M. B. de Groot sull’influenza della musica di sottofondo
nell’apprendimento delle lingue.In questo esperimento gli studenti sono stati sottoposti a tre
sessioni di apprendimento e a distanza di una settimana hanno poi affrontato un test di lingua. Il
primo gruppo ha cercato di memorizzare i vocaboli utilizzando della musica classica per studiare,
l’altro invece ha svolto lo stesso compito immerso nel silenzio.Nello studio di de Groot i risultati
migliori nel test finale sono stati ottenuti da chi ha appreso i nuovi vocaboli ascoltando la
musica.

Studiare con la musica non funziona in tutte le fasi dell’apprendimento e per tutti gli
studenti…

Un altro studio ha cercato proprio di capire se la musica per studiare funzioni durante tutte le fasi
dello studio e per tutti gli studenti.

Innanzitutto è stato scoperto che la musica migliora o addirittura ostacola l’apprendimento a


seconda della fase di studio che stiamo affrontando.In altre parole, puoi tranquillamente
continuare ad ascoltare le tue playlist preferite mentre leggi, ma devi imparare a metterle in pausa
quando svolgi degli esercizi o quando ripeti ciò che hai appreso.Per quanto possa sembrare
paradossale, gli studenti introversi tendono ad avere difficoltà se utilizzano la musica per studiare.
Al contrario, gli studenti con personalità estroversa studiano meglio se impiegano delle musiche per
concentrarsi.
… e non tutta la musica funziona allo stesso modo

1. Silenzio.
2. Musica ritmata e “aggressiva”.
3. Musica rilassante.

Per quanto riguarda lo studio della matematica, gli studenti sono riusciti a risolvere i problemi
aritmetici sia usando la musica rilassante per studiare, sia in condizioni di silenzio. In entrambi i
casi gli alunni hanno ottenuto gli stessi risultati in termini di precisione, ma gli studenti che hanno
studiato col sottofondo musicale rilassante sono stati più rapidi.Dallo studio è emerso che le
performance sono state migliori quando gli studenti avevano studiato ascoltando musica
rilassante, mentre è stato riscontrato un netto calo con la musica più ritmata e aggressiva.In
conclusione: se vuoi studiare con la musica, magari evita l’heavy metal o la musica
elettronica!

Musiche per concentrarsi: la guida definitiva

1. Quando decidi di studiare con la musica fai attenzione a questi elementi

Come abbiamo già visto, ascoltare quella che in genere viene definita musica rilassante, dove il
ritmo e il tempo sono costanti, è molto meglio per la nostra produttività rispetto ad un genere di
musica ritmicamente complessa, con cambi di tempo e uno stile “aggressivo”. Per queste ragioni
uno dei migliori generi musicali per lo studio è la musica classica (sì, esatto: Mozart, Chopin e
compagnia bella!).

In ogni caso ricorda: quando studi metti da parte le tue canzoni preferite e in generale evita come
la peste quelle cantate!.

È possibile, però, osservare che ascoltare musica strumentale favorisca l’incremento delle
prestazioni nello studio. Questo perché non vi è alcuna voce che possa distrarti da ciò che stai
facendo, ma funge da dolce sottofondo.
Quindi qual è la risposta definitiva? Che cosa dice la scienza riguardo alla musica per studiare?

Ascoltare la musica classica aiuta a studiare meglio perchè favorisce uno stato mentale ed emotivo
ideale per migliorare l’ apprendimento. Infatti i primi studi risalgono partire dalla seconda metà del
1900.

Effetto Mozart

L’ effetto Mozart dimostra che la musica classica aiuta a studiare. Più precisamente questo studio
dimostra che sottoporre uno studente a 10 minuti di una Sonata di Mozart aumenta la capacità di
comprensione di un testo nonchè la memorizzazione dello stesso. Questo studio condotto nel 1993
presso un’ università della California è sicuramente uno dei più prestigiosi.

In genere la musica migliore ha un ritmo lento che va dai 60 a massimo 80 BPM.Questo studio
rivela che ascoltando musica classica è possibile migliorare le performance nella matematica di
oltre 10 punti in una scala che arriva fino a 100. Inoltre anche la comprensione delle materie
linguistiche ed umanistiche migliora.Secondo la dottoressa la musica migliora lo studio perchè
rilassa la mente, favorisce il pensiero logico e dona a tratti uno stato di eccitazione utile per
migliorare l’ apprendimento e la comprensione del testo.

Conclusione
Diversi studi sostengono che la musica classica aiuta a studiare.
Anche per studiare ci vuole ritmo. I genitori si ricredano: fare i compiti in un ambiente tranquillo e
silenzioso non è sempre meglio. Un sottofondo cadenzato, dalla pioggia battente alla musica pop,
può invece aiutare a studiare meglio e più velocemente la matematica, ad esempio. Ma anche le
lingue straniere e le materie creative tipo arte e tecnica. E chi potrebbe trarre giovamento dai ritmi
di sottofondo sono soprattutto i ragazzi introversi, adolescenti oppure studenti universitari.

Che Rihanna, Miley Cyrus e Katy Perry siano finite in cima alle classifiche delle playlist per
aiutare gli studenti a fare i compiti e prendere voti migliori possa sorprendere genitori e insegnanti
non ci sono dubbi, ma Emma Gray (esperta del British Cognitive Behaviour Therapy and
consuelling di Londra) le liste le fa davvero da qualche anno includendoci le canzoni che hanno
ritmi fra i 60 e gli 80 battiti al minuto (come We can’t stop di Miley Cyrus e Mirrors di Justin
Timberlake) perché calmano l’ansia e aprono la mente all’apprendimento e al pensiero logico.
Poi ci sono i ritmi più forzati (come Satisfation dei Rolling Stones o Firework di Katy Perry)
he pare eccitino il cervello quel tanto che serve per renderlo disponibile ad imparare le lingue
o le materie creative, dall’arte alla tecnica. Ma sembrano funzionare anche Per Elisa di
Ludwig van Beethoven e il concerto per pianoforte e orchestra n.21 in C major di Mozart.

Il silenzio invece è deleterio, soprattutto per i più introversi di carattere, conclude l’indagine.

Quali brani ben ritmati sono stati usati per l’esperimento? Duo pour Bruno di Franco Donatoni,
St.John Passion BWV245 di Johann Sebastian Bach, Cantus in memoriam de Benjamin Britten di
Arvo Part, il primo movimento da Kammermusik n. 1 di Paul Hindemith e la IV Sinfonia di
Ludwing Van Beethoven .

E la pioggia migliore quale è? 75 minuti di tuoni e pioggia scrosciante. E se non piove? Quella
usata dagli studiosi si può scaricare da Youtube ed ha già 9 milioni e mezzo di visualizzazioni. (
http://bit.ly/2FCqe6b)

Infine, cosa funziona meglio, la musica o il temporale? Pare quest’ultimo se la musica non è
ritmata e vivace.