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SISTEMA SOLARE, L'ESISTENZA DI

UN PIANETA NOVE É MOLTO


PROBABILE
FRANCESCO LA TEANA – 28 FEBBRAIO 2019 ( SITO )

Un gruppo di scienziati ha analizzato i dati osservativi sugli oggetti della


fascia di Kuiper degli ultimi 20 anni arrivando alla conclusione che vi
sono buone probabilitá che l'ipotesi del cosiddetto "Pianeta Nove" sia
corretta.

IL SISTEMA SOLARE E LA FASCIA DI KUIPER IN UNA ILLUSTRAZIONE DELLA NASA

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Un per il momento ancora misterioso “Pianeta Nove” potrebbe in un futuro non troppo lontano
prendere il posto del declassato Plutone nel conteggio dei pianeti che compongono il nostro
Sistema Solare. Se le cose andranno effettivamente cosí e quanto tempo sará necessario perché ció
avvenga dipende dalla velocitá con cui procederanno le nuove ricerche che dovranno confermare
(o eventualmente smentire) le conclusioni, pubblicate in un articolo comparso su Phyics Reports,
a cui sono arrivati gli scienziati K. Batygin, M.E. Brown, F.C. Adams, J.C. Becker.

Il gruppo di studio ha analizzato i dati osservativi sugli oggetti della fascia di Kuiper degli ultimi
20 anni, arrivando alla conclusione che vi sono buone probabilitá che il cosiddetto “Pianeta Nove”
esista davvero. L'ipotesi di base da cui sono partiti é che l'insieme degli oggetti che orbitano nella
cosiddetta Fascia di Kuiper, un nutrito numero di corpi ghiacciati che ruotano intorno al Sole su
un'orbita piú grande di quella di Nettuno, possa rappresentare la chiave di volta per stabilire
l'esistenza del “Pianeta Nove”. Infatti, oltre a una serie di comportamenti prevedibili, questi
oggetti mostrano fenomeni dinamici che non possono essere spiegati per mezzo delle interazioni
con il sistema solare di otto pianeti e che invece, con l'ipotesi dell'esistenza del “Pianeta Nove”,
trovano spiegazione.

Gli autori ne elencano fondamentalmente quattro:

1) le orbite di molti di questi oggetti hanno un periodo di rotazione intorno al sole superiore a
4.000 anni e sono raggruppate insieme nello spazio. L'influenza gravitazionale del "Pianeta Nove"
puó render conto pienamente della creazione dell'allineamento osservato, e contribuisce,
contemporaneamente, a mantenere le orbite stabili;

2) gli stessi oggetti dotati di un lungo periodo di rotazione, possiedono anche un perielio (distanza
minima oggetto-Sole) molto elevato, superiore a 40 Unitá Astronomiche (una Unitá Astronomica
é la distanza media Terra-Sole, cioé circa 149,6 milioni di chilometri). Anche in questo caso
l'influenza gravitazionale del “Pianeta Nove”, che determina l'allineamento delle orbite, riesce a
rendere conto degli elevati valori di perielio;

3) molti oggetti transnettuniani presentano un'elevata inclinazione delle orbite (superiore a 50°).
Mentre queste elevate inclinazioni non sono un prodotto naturale del processo di formazione del
sistema solare, esse si verificano facilmente con l'influenza di un nono pianeta;

4) questi oggetti, infine, presentano moti retrogradi nel cielo (moti apparenti che si svolgono sulla
sfera celeste che tornano indietro formando un cappio). In questo caso diverse simulazioni
numeriche hanno evidenziato la possibilitá che l'influenza del nono pianeta possa generare tali
moti.

I dati principali di questo ipotetico pianeta sono stati individuati, sia per quanto riguarda la sua
massa, che puó variare tra 5 e 10 masse terrestri, sia per quanto concerne i dati della sua orbita.
Tuttavia finché il “Nono Pianeta” non sará confermato dalle osservazioni, vi sará sempre la
possibilitá che l'ipotesi sia sbagliata e che molti conti possano tornare anche con ipotesi
alternative.

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IPOTESI ALTERNATIVE
Gli autori infatti elencano diverse ipotesi presentate nel corso di questi ultimi anni, divise in due
grandi filoni di ricerca e che non fanno riferimento all'esistenza del pianeta aggiuntivo.

1) Ipotesi delle distorsioni osservative. Forse la spiegazione piú probabile é che non vi sia alcuna
spiegazione. Cioé si puó immaginare uno scenario in cui le strategie di osservazione e la casualitá
combinate insieme riescono a produrre un modello uguale a quello dei dati osservati, come é stato
proposto recentemente da alcuni astrofisici.

2) Ipotesi della gravitá propria degli oggetti della fascia di Kuiper. Una classe di modelli
presuppone che le osservazioni siano corrette e che non siano causate dall'esistenza di un pianeta
ancora non osservato, ma che vengano prodotte dalla gravitá collettiva degli stessi oggetti della
lontana cintura di Kuiper.

SCOPERTE SUL SISTEMA SOLARE


La storia dell'esistenza di un pianeta oltre Nettuno é molto lunga. Una delle prime proposte risale
addirittura al 1848, da parte di Jacques Babinet, poi vi furono le previsioni di David Todd nel 1877
su un pianeta alla distanza di 52 Unitá Astronomiche. Camille Flammarion ipotizzó un pianeta a
48 UA nel 1884 e George Forbes due a 100 e 300 UA. Probabilmente, la previsione planetaria piú
emblematica puó essere attribuita a Percival Lowell, che ha sostenuto, anche economicamente, la
ricerca di un fantomatico “Pianeta X”, arrivando persino a fondare l'Osservatorio Lowell in
Arizona nella speranza di trovarlo.

In realtá, dall'introduzione del telescopio come strumento privilegiato di osservazione da parte di


Galileo, sono stati classificati come pianeti solo Urano e Nettuno. Mentre innumerevoli
osservazioni hanno permesso di aumentare la vasta collezione di corpi minori. Tra questi va
considerato anche Plutone, inizialmente considerato pianeta, con notevoli difficoltá ad
individuarne la massa (intorno al 1920 era stata fissata in circa 7 masse terrestri, poi diminuita nel
1931 ad una massa comparabile con quella della Terra e poi giú, giú, fino al valore piú recente del
2006 di circa 2 millesimi della massa terrestre), fino al declassamento a pianeta nano nel 2006.

Come si vede, la partita é ancora aperta e il suo svolgimento é abbastanza in linea con quello delle
scoperte sul Sistema Solare avvenute in precedenza, fatto di ipotesi apparentemente molto
verosimili, ma rapidamente poi abbandonate.

Questa volta peró vi sono alcuni dati osservativi che trovano risposta tutti insieme solo per mezzo
del “Pianeta Nove”, anche se non tutti concordano.