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Dott.

Alfonso Pappalardo, Geologo

Stralcio Carta Idrogeologica

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In tale contesto nel sottosuolo del sito di interesse, così come segnalato
anche dalle stratigrafie da sondaggi geognostici analizzate per il presente studio
(cfr. paragrafi precedenti), la falda superficiale, a superficie piezometrica libera,

risulta posta ad una profondità dal piano campagna mediamente compresa


tra i 17.0 ed i 20.0 m. Ovviamente, essendo essa legata agli apporti zenitali diretti,
potrà far registrare nei periodi più piovosi una significativa variazione della pro-
fondità.
In ogni caso un quadro senza dubbio più esatto della profondità di rinve-
nimento della falda nel sottosuolo del sito in esame e delle caratteristiche di per-
meabilità dei terreni del sottosuolo dell’area di sedime dell’impianto in progetto
sarà possibile realizzarlo solo dopo l’esecuzione di opportune e necessarie inda-
gini geognostiche in situ (sondaggi geognostici), anche mediante l’esecuzione di
prove di permeabilità e l’istallazione di uno o più piezometri.

7 – COMPLESSI IDROGEOLOGICI E CARATTERISTICHE DI PERMEABILITA’.

Dal punto di vista della permeabilità è possibile in generale distinguere nel


territorio in esame quattro diversi complessi idrogeologici (cfr. carta idrogeologica
presente in allegato):
• un complesso sabbioso-limoso-ghiaioso costituito da depositi di origine
eluvio-colluviale sabbioso-limosi, ad elevata componente piroclastica,
contenenti clasti carbonatici, talora abbondanti, da sabbie, sabbie li-
mose e limi, con lenti di ghiaie +/- sabbiose, di origine eluviale o fluviale.
Coincide con i terreni pleistocenico-olocenici del Sintema di Limatola e
con quelli relativi ai Depositi eluvio-colluviali olocenici.
Esso si caratterizza per una permeabilità media per porosità ed un coeffi-
ciente di permeabilità K mediamente e generalmente compreso tra 1x10-
2 m/s e 1x10-4 m/s.
• un complesso piroclastico-tufaceo suddivisibile in due sub-complessi:
o un sub-complesso prevalentemente piroclastico costituito da sab-
bie vulcaniche con livelli e livelletti di cineriti e ceneri vulcaniche,

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talora con pomici e scorie vulcaniche diffuse, livelli pomicei in ma-


trice cineritica. Coincide con i terreni pleistocenico-olocenici
dell’Unità di Casalnuovo-Casoria. Esso si caratterizza per una per-
meabilità media per porosità ed un coefficiente di permeabilità K
mediamente e generalmente compreso tra 1x10-3 m/s e 1x10-4 m/s
(Ducci D. e Onorati G., 1993).
o un sub-complesso tufaceo costituito da tufo ignimbritico da cineri-
tico a sabbioso a tratti, da ben addensato a litoide a luoghi, in fa-
cies da giallastra a grigia verso il basso. Coincide con i depositi
dell’eruzione dell’Ignimbrite Campana (39.000 anni B.P.) e si caratte-
rizza per una permeabilità generalmente bassa per porosità e per
fratturazione ed un coefficiente di permeabilità K mediamente pari
a circa 1x10-5 m/s (Celico P. et alii).
• un complesso carbonatico costituito da calcari con rare intercalazioni di
calcari dolomitici e dolomie e coincidente nel territorio in esame con i
terreni giurassico-cretacei dei Calcari con requienie e gasteropodi. Esso si
caratterizza per una permeabilità per fratturazione, e talora per carsismo,
da elevata a media verso il basso ed un coefficiente di permeabilità K
mediamente compreso tra 1x10-1 m/s e 1x10-3 m/s (da dati di letteratura).
• un complesso argilloso-marnoso costituito da argilliti scagliose, argille e
marne, con intercalazioni calcareo-marnose e calcaree, argille siltose e
marnoso-siltose con intercalazioni arenaceo-siltose. Coincide con i terreni
oligocenico-miocenici della formazione delle Argille Varicolori Superiori
dell’Unità del Sannio e con la porzione più argilloso-siltosa della forma-
zione miocenica delle Arenarie di Caiazzo. Esso si caratterizza per una
permeabilità per fratturazione, da bassa a bassissima ed un coefficiente
di permeabilità K mediamente compreso tra 1x10-6 m/s e 1x10-8 m/s (da
dati di letteratura).

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8 - CARATTERISTICHE GEOTECNICHE DEI TERRENI E MODELLO GEOTECNICO DEL

SOTTOSUOLO.

Per quanto riguarda l’individuazione delle caratteristiche geotecniche


dei terreni costituenti il sottosuolo del sito coinvolto dal progetto in esame, si fa
presente che esse sono state qui desunte, in mancanza di indagini geognostiche
svolte per il presente studio direttamente sull’area, da dati derivanti da lavori
svolti nel tempo in aree ricadenti nello stesso territorio o ad esso assimilabili dal
punto di vista geologico e litostratigrafico, unitamente da dati presenti nella let-
teratura scientifica.

In realtà per il presente studio sono stati presi in considerazione soprattutto


i dati geotecnici (derivanti da prove penetrometriche continue e da analisi di labora-
torio su campioni di terreno prelevati durante i sondaggi), forniti dalla Committenza
(New Green Fuel S.r.l.), provenienti da uno studio geologico condotto da altro tec-

nico nel Luglio 2002 riguardante il progetto esecutivo per la razionalizzazione ed


ampliamento area di insediamenti produttivi alla località Capitone.

In particolare sono stati presi in considerazione i dati relativi ad una prova


penetrometrica dinamica continua (P1 con profondità raggiunta di 6.7 m dal piano
campagna locale) realizzata con penetrometro DL-20 (60°) ed eseguita proprio in

corrispondenza dell’area in esame (cfr. stralcio carta ubicazione indagini presente


nel paragrafo 5) nel Giugno 2002.

Allo scopo, per il presente studio, i dati penetrometrici relativi a tale prova
sono stati opportunamente rielaborati (cfr. tabulati allegati) mediante un soft-
ware dedicato (Dynamic Probing® della Geostru®), ottenendo i principali parame-
tri geotecnici dei diversi terreni presenti nel sottosuolo del sito in esame nei primi
metri di profondità.

Sulla base dei risultati di tale rielaborazione è stato possibile, seppur in via
approssimativa e preliminare, ricostruire per l’area in esame un modello geotec-
nico del sottosuolo, così come di seguito riportato e presente anche tra gli ela-
borati allegati.

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In ogni caso un quadro senza dubbio più esatto delle caratteristiche geo-
tecniche dei terreni presenti nel sottosuolo dell’area di sedime dell’impianto in
progetto sarà possibile realizzarlo solo dopo l’esecuzione di opportune e neces-
sarie indagini geognostiche in situ (sondaggi geognostici, prove SPT in foro di sondag-
gio, prove penetrometriche dinamiche continue, ecc.), ben distribuite sull’intera

estensione del sito.

9 - CARATTERISTICHE SISMICHE DI SITO.

Come già detto in precedenza l’area su cui è previsto l’intervento in


esame risulta posta nel territorio comunale di Sant’Agata de’ Goti, nella Provin-
cia di Benevento e, quindi nella Regione Campania.
Sulla base della D.G.R. n° 5447 del 2002 il territorio comunale di Sant’Agata
de’ Goti risulta classificato dal punto di vista sismico come Zona 2.

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Inoltre, nell’ambito dell’Ordinanza P.C.M. n° 3274 del 2003 lo stesso territo-


rio comunale di Sant’Agata de’ Goti risulta collocato dal punto di vista sismico
nella Zona 2 sulla base dei valori di accelerazione orizzontale del suolo (ag), con
probabilità di superamento del 10% in 50 anni (vedasi tabella sottostante).

da Allegato 1 all’ Ordinanza 3274/03 – “Criteri generali per l’individuazione delle zone sismiche”

Sulla base di tali classificazioni macrosismiche il valore di accelerazione


orizzontale del suolo (ag), con probabilità di superamento del 10% in 50 anni, da
assegnare al territorio di Sant’Agata de’ Goti è di 0.25 g.
Per una stima più puntuale di ag nell’ambito del territorio di Sant’Agata
de’ Goti è possibile ricorrere agli elaborati grafici prodotti nell’ambito del

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Progetto DCP-INVG S1 relativo alle valutazioni di ag (16mo, 50mo e 84mo percentile)


con le seguenti probabilità di superamento in 50 anni: 81%, 63%, 50%, 39%, 30%,
22%, 5%, 2%, rispettivamente corrispondenti a periodi di ritorno di 30, 50, 72, 100,
140, 200, 975 e 2475 anni.
I valori di pericolosità sismica riportati dalle seguenti carte sono espressi in
termini di accelerazione massima del suolo (ag = frazione della accelerazione di gra-
vità), riferita a suoli rigidi (Vs30 > 800 m/s ovvero cat. A, punto 3.2.1 del D.M. 14.09.2005),

con probabilità di eccedenza in 50 anni pari a: 81%, 63%, 50%, 39%, 30%, 22%, 5%
e 2%.
Per primo viene riportato qui di seguito la carta relativa all’intero territorio
comunale di Sant’Agata de’ Goti in riferimento ai valori di ag con probabilità di
superamento del 10% in 50 anni e 50mo percentile.

In tale carta si nota come i valori di ag partendo dalla porzione nord-orien-


tale del territorio di Sant’Agata de’ Goti, ove essi sono nell’ordine di 0.175-0.200
g, tendano a decrescere progressivamente verso SW, ove assumono valori vicini
a 0.125-0.150g.

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Volendo esaminare con un maggiore dettaglio la porzione di territorio di


più diretto interesse, appaiono utili le seguenti carte:

Valori di ag con probabilità di superamento del 10% in 50 anni e 50mo percentile

In tal caso per l’area in esame è previsto un valore di ag compreso tra


0.150-0.175 g

Valori di ag con probabilità di superamento del 10% in 50 anni e 84mo percentile

In tal caso per l’area in esame è previsto un valore di ag compreso tra


0.150-0.175 g

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Valori di ag con probabilità di superamento del 5% in 50 anni e 50mo percentile

In tal caso per l’area in esame è previsto un valore di ag compreso tra


0.200-0.225 g

Valori di ag con probabilità di superamento del 2% in 50 anni e 50mo percentile

In tal caso per l’area in esame è previsto un valore di ag compreso tra


0.250-0.275 g

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Per valutare la bontà della corrispondenza della distribuzione statistica dei


valori di ag stimati nell’ambito del Progetto DCP-INVG S1 per l’area in esame con
quelli reali di sito è necessario ricorrere alla procedura di analisi contenuta nelle
Norme Tecniche per le Costruzioni 2018 (D.M. del 17-01-2018).
In tali Norme Tecniche si afferma come ai fini della definizione dell’azione
sismica di progetto, l’effetto della risposta sismica locale si valuta mediante spe-
cifiche analisi. In alternativa, qualora le condizioni stratigrafiche e le proprietà
dei terreni siano chiaramente riconducibili alle categorie definite nella Tab. 3.2.II
(cfr. tabella sottostante), si può fare riferimento a un approccio semplificato che si

basa sulla classificazione del sottosuolo in funzione dei valori della velocità di
propagazione delle onde di taglio, VS.

Tabella 3.2.II da NTC 2018

I valori di VS sono ottenuti mediante specifiche prove oppure, con giustifi-


cata motivazione e limitatamente all’approccio semplificato, sono valutati tra-
mite relazioni empiriche di comprovata affidabilità con i risultati di altre prove in
sito, quali ad esempio le prove penetrometriche dinamiche per i terreni a grana
grossa e le prove penetrometriche statiche.

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La classificazione del sottosuolo si effettua in base alle condizioni stratigra-


fiche ed ai valori della velocità equivalente di propagazione delle onde di taglio,
VS,eq (in m/s), definita dall’espressione:

con:
§ hi spessore dell’i-esimo strato;
§ VS,i velocità delle onde di taglio nell’i-esimo strato;
§ N numero di strati;
§ H profondità del substrato, definito come quella formazione costituita da roc-
cia o terreno molto rigido, caratterizzata da VS non inferiore a 800 m/s.
Per le fondazioni superficiali, la profondità del substrato è riferita al piano
di imposta delle stesse, mentre per le fondazioni su pali è riferita alla testa dei
pali. Nel caso di opere di sostegno di terreni naturali, la profondità è riferita alla
testa dell’opera. Per muri di sostegno di terrapieni, la profondità è riferita al piano
di imposta della fondazione.
Per depositi con profondità H del substrato superiore a 30 m, la velocità
equivalente delle onde di taglio VS,eq è definita dal parametro VS,30, ottenuto po-
nendo H=30 m nella precedente espressione e considerando le proprietà degli
strati di terreno fino a tale profondità.
Nel nostro caso, le caratteristiche litostratigrafiche e geotecniche dei ter-
reni presenti nel sottosuolo dell’area in esame e la mancanza in esso di un sub-
strato rigido (con Vs maggiore o uguale a 800 m/s) nei primi 30/35 m di profondità
dal piano campagna, ed escludendo la presenza di orizzonti litologici in cui si
possano verificare condizioni di inversione nelle velocità o fenomeni di liquefa-
zione, consentono di fare riferimento ad un approccio semplificato, attribuendo
al sottosuolo una delle categorie di Tabella 3.2.II (Categorie di sottosuolo) ed utiliz-
zando il parametro VS,30.
In riferimento al sito di interesse, al fine di attribuire al suo sottosuolo una
delle Categorie di Tabella 3.2.II, sono stati presi in considerazione i risultati di

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un’indagine sismica di tipo Down-Hole (cfr. figure sottostanti) realizzata da altro


tecnico nel 2002 nell’ambito di uno studio riguardante il progetto esecutivo per
la razionalizzazione ed ampliamento area di insediamenti produttivi alla località
Capitone. Tale indagine è stata realizzata all’interno del foro del sondaggio Sv1
(cfr. stralcio carta ubicazione indagini presente nel paragrafo 5).

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Sulla base dei risultati ottenuti da tale indagine sismica, relativa ai terreni
posti nei primi 9 metri di profondità del sottosuolo, ed assegnando ai restanti ter-
reni presenti, fino al raggiungimento della profondità di 30 m, dei valori di mas-
sima così come riportati nella letteratura scientifica e/o rilevati da chi scrive du-
rante altre indagini sismiche eseguite su aree con sottosuolo litologicamente as-
similabile a quello qui in esame (tufo ignimbritico – Vs=400-450 m/s; terreni argilloso-
marnoso-arenacei molto fratturati e degradati – Vs=400-500 m/s), è possibile ipotizzare

un valore di Vs,30 per il sottosuolo in oggetto pari a circa 290-300 m/s.

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Sulla base di tali analisi è possibile assegnare in via approssimativa e preli-


minarmente all'area in questione una Categoria di sottosuolo C (tabella 3.2.II –
NTC2018).

Ovviamente anche per quanto riguarda la sismica un quadro senza dub-


bio più esatto delle caratteristiche sismiche del sottosuolo dell’area di sedime
dell’impianto in progetto sarà possibile realizzarlo solo dopo l’esecuzione su di
essa di più complete indagini sismiche.
Inoltre, tenendo conto della morfologia della zona (zona nel complesso pia-
neggiante), in cui ricade il sito di interesse, morfologia caratterizzata da pendenze

nel complesso sempre inferiori ai 15°, è possibile attribuire all'area una Categoria
topografica T1 (tabella 3.2.III – NTC2018).

Successivamente secondo i dettami delle NTC2018 è necessario, per pro-


cedere nel calcolo della risposta di sito, collocare il punto dell’area di interesse
all’interno di un reticolo di riferimento dopo aver preventivamente stabilito le sue
coordinate (longitudine e latitudine).
Mediante l’ausilio di un software dedicato si ottengono i seguenti risultati
per un punto dell’area di coordinate 14,440° di longitudine e 41,101° di latitudine:

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Fase 1

In questa prima fase di calcolo, per il punto in esame, si determinano i


valori delle costanti ag, Fo e Tc* (in seguito specificate) riferite a suoli rigidi (cfr. alle-
gato A ed allegato B del D.M. 14.01.2008) e relativa ad un periodo di ritorno TR

dell’azione sismica.
Fase 2

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Avendo considerato nella seconda fase il sottosuolo del punto prescelto


come categoria di sottosuolo C (Tab. 3.2.II – NTC2018), le caratteristiche della su-
perficie topografica come T1 (Tab. 3.2.III – NTC2018), una vita nominale VN
dell’opera in progetto maggiore o uguale a 50 anni ed una classe d’uso pari a
III, si ottengono i seguenti valori:

ove:
§ PVR è la probabilità di superamento nella vita di riferimento VR;
§ TR è il periodo di ritorno dell’azione sismica;
§ ag è l’accelerazione al suolo espressa come frazione di g (accelerazione di
gravità);
§ Fo è il valore massimo del fattore di amplificazione dello spettro in accelera-
zione orizzontale;
§ Tc* è il periodo d’inizio del tratto a velocità costante dello spettro in accelera-
zione orizzontale;
§ SLO è stato limite di operatività;
§ SLD è lo stato limite di danno;
§ SLV è stato limite di salvaguardia della vita;
§ SLC è lo stato limite di prevenzione del collasso.

Infine, viste le caratteristiche geomorfologiche, geologiche (assetto strati-


grafico e litologia) e soprattutto idrogeologiche (assenza di falda idrica a profondità
inferiore ai -15.0 m dal p.c. locale) del sottosuolo dell’area coinvolta dal progetto in

esame, nonché le proprietà litologiche e geotecniche (caratteristiche granulome-


triche, addensamento, successione stratigrafica, ecc..) dei litotipi ivi presenti fino a

profondità tecnicamente significative, si esclude la possibilità che durante un

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evento sismico si possano verificare fenomeni di liquefazione dei terreni (vedasi


paragrafo 7.11.3.4 delle N.T.C. 2018).

10 – CONSIDERAZIONI TECNICHE E CONCLUSIONI.

L’area in esame ricade nella porzione occidentale del territorio comunale


di Sant’Agata de’ Goti, in una zona di fondovalle a morfologia pianeggiante, o
comunque a bassissima acclività, interposta tra le incisioni torrentizie del Vallone
Capitone e del Vallone Sanguinito.
In virtù delle sue caratteristiche morfologiche intrinseche (zona pianeg-
giante con pendenze non superiori a 1°-2°) e dell’assenza su di essa di fenomeni di

dissesto in atto, l’area interessata dal progetto in esame può essere considerata
geomorfologicamente stabile.
Infatti, nell’ambito della cartografia allegata al Piano Stralcio per l’Assetto
Idrogeologico PSAI dell’Autorità di Bacino dei Fiumi Liri-Garigliano e del Volturno,
ora Distretto Idrografico dell’Appennino Meridionale, l’area non risulta compresa
tra le zone a Rischio di Frana.
Inoltre, nell’ambito della cartografia relativa all’Inventario dei Fenomeni
Franosi in Campania l’area non risulta coinvolta da fenomeni franosi in atto o
quiescenti.
Essa non è solcata direttamente da corsi d’acqua o impluvi torrentizi e
non risulta compresa nell’ambito del Piano di Gestione del Rischio di Alluvione
del Distretto Idrografico dell’Appennino Meridionale tra le zone a Pericolosità
Idraulica ed a Rischio Idraulico.
Il suo sottosuolo è costituito per i primi 5.0-6.0 m di profondità, al di sotto di
un primo orizzonte di terreno pedogenizzato, ad elevata componente pirocla-
stica, da terreni piroclastici prevalentemente sabbiosi, di colore nel complesso
giallo ocra, a diverso grado di addensamento, seguiti da un orizzonte di spessore
variabile, da punto a punto, tra i 15.0 e i 25.0 m di tufo ignimbritico, inizialmente
di colore giallastro da sciolto a litoide verso il basso, poi grigiastro a tratti litoide.

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Tale orizzonte tufaceo risulta deposto su un substrato “roccioso” di base


costituito da argille arenacee e marnose, di colore giallastro all’esterno per alte-
razione, con clasti eterometrici ed eterogenei (calcarei, ecc.), il tutto a formare
un insieme (struttura) caotico a prevalente componente argillosa (matrice). Tali
terreni rappresentano con buona probabilità una delle porzioni, prevalente-
mente argilloso-siltose, della formazione delle Arenarie di Caiazzo.
Le caratteristiche di permeabilità, pur nel complesso non elevate (cfr. pa-
ragrafo 7), dei terreni piroclastico-tufacei presenti al di sopra del suddetto sub-
strato argilloso-marnoso-siltoso di base, relativamente impermeabile, consen-
tono la presenza in essi di una falda, a superficie piezometrica libera.
Essa, nel sottosuolo del sito in esame, è posta, sulla base delle conoscenze fin qui
acquisite, ad una profondità dal piano campagna locale mediamente com-
presa tra i 17.0 ed i 20.0 m.
Il progetto in esame prevede necessariamente tutti gli accorgimenti indi-
spensabili (impermeabilizzazione di tutte le superfici a contatto con il terreno di sedime,
ecc.) al fine di evitare la dispersione di inquinanti potenzialmente pericolosi nel

sottosuolo e quindi di preservare l’integrità della falda presente.


Dal punto di vista geotecnico il sottosuolo del sito in esame, nelle prime
decine di metri risulta costituito da una sequenza di terreni, prima di natura piro-
clastica, poi tufacea, a granulometria variabile, sia in senso verticale che oriz-
zontale, ma prevalentemente sabbiosa.
Dal punto di vista sismico, sulla base delle conoscenze sino ad ora rag-
giunte, è possibile assegnare, seppur in via approssimativa e preliminarmente,
all'area in questione una Categoria di sottosuolo C (tabella 3.2.II – NTC2018).
Inoltre, tenendo conto della morfologia della zona (zona nel complesso pia-
neggiante), in cui ricade il sito di interesse, morfologia caratterizzata da pendenze
nel complesso sempre inferiori ai 15°, è possibile attribuire all'area una Categoria
topografica T1 (tabella 3.2.III – NTC2018).
Ovviamente un quadro senza dubbio più esatto delle caratteristiche lito-
stratigrafiche, geotecniche e sismiche del sottosuolo dell’area di sedime dell’im-
pianto in progetto sarà possibile realizzarlo solo dopo l’esecuzione di opportune

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e necessarie indagini geognostiche e sismiche ben distribuite sull’intera esten-


sione del sito.
I dati tecnici (stratigrafici, idrogeologici e geotecnici) proposti nei paragrafi
precedenti potranno essere utili per la definizione di una prima ipotesi di strutture
fondali da adottare per le strutture previste in progetto e per programmare la
necessaria campagna di indagini da eseguire per la progettazione definitiva.
In virtù di quanto sino ad ora detto è possibile affermare che non esistono,
allo stato attuale delle conoscenze, particolari problemi geologici e/o geomor-
fologici che siano di impedimento alla realizzazione del progetto in esame.

Esso nel suo complesso risulta pienamente fattibile e compatibile dal


punto di vista geologico ed idrogeologico con le attuali condizioni del territorio
in cui andrà a collocarsi.

Pagani: Aprile 2018

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COMMITTENTE: Spett.le “New Green Fuel S.r.l.


LOCALITÀ: area P.I.P., località Capitone – S. Agata de’ Goti (BN).

APPENDICE

ALLEGATI

ü Stralcio Carta Topografica d’Italia I.G.M. scala 1: 25.000;


ü Stralcio Aerofotogrammetria a scala 1: 5.000;
ü Carta Geologica a scala 1: 5.000 con legenda;
ü Sezione Geologica A-A’;
ü Carta dell’Idrografia a scala 1:5.000;
ü Carta Clivometrica a scala 1:5.000;
ü Carta Geomorfologica a scala 1:5.000 con legenda;
ü Carta Idrogeologica a scala 1:5.000 con legenda;
ü Stralcio “Carta del Rischio di frana” (da cartografia a scala 1: 25.000 allegata
al P.S.A.I. dell’Autorità di Bacino dei Fiumi Liri-Garigliano e Volturno, ora Distretto
Idrografico dell’Appennino Meridionale);

ü Stralci “Carta della Pericolosità Idraulica” e “Carta del Rischio Idraulico”


(da cartografia a scala 1: 5.000 allegata al Piano di Gestione del Rischio
di Alluvione del Distretto Idrografico dell’Appennino Meridionale);
ü Modello Geologico del sottosuolo;
ü Rielaborazione prova penetrometrica dinamica continua DL-20(60°);
ü Modello Geotecnico del sottosuolo.

Lavoro: Relazione geologica ed idrogeologica finalizzata alla realizzazione di un impianto di pro-


duzione di biometano.