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In Chiostro è un format che abbiamo creato questa estate.

La prima uscita ufficiale è avvenuta per le Notti dell’Archeologia, cercando di far riscoprire ai
presenti una delle avventure archeologiche di questo territorio: il rinvenimento della grande tomba
etrusca dei Calisna Sepu.
La seconda uscita ha riguardato la storia di Abbadia a Isola, portando il pubblico a conoscere e
scoprire non solo i fatti ma anche il monumento e la sua storia.
Questa terza uscita è invece dedicata al Natale, tenendo sempre la barra dritta sulla Storia.
Continueremo poi a narrare in altri appuntamenti; che saranno anche diversi da quelli svoltisi ma
che riguarderanno sempre e comunque il passato, sia remoto sia recente, ma pur sempre il passato.
Stiamo per esempio lavorando per avere qui un grande “ancor man” della Storia, se così si può
definire, come Alessandro Barbero… ma non solo lui.
Il motivo di questa nostra scelta è semplice, lo abbiamo detto già altre volte.
Noi crediamo fermamente, con certezza inossidabile, al valore della cultura; una cultura che deve
essere narrata, mai tediosa, alla portata di tutti.
Cultura per le masse, come si diceva una volta, ma nella sua migliore accezione e mai banalizzata.
Abbiamo fiducia cieca nel suo valore e nell’essere strumento di crescita, di appagamento, nel creare
buoni cittadini, nel coltivare il senso dell’etica e del rispetto.
Inoltre è per noi un volano per il territorio.
Un territorio, il nostro, destinato a divenire oggetto di racconto continuo per potere essere davvero
apprezzato e per avere la voglia di tornarci.
O semplicemente, se ci vivi, di sapere dove ti muovi; facendo nascere, perché no, quel sano orgoglio
identitario, sano si badi bene, che fa crescere ancora di più una comunità con i suoi ricordi, le sue
certezze, il suo sforzarsi con piacere per valorizzare il proprio patrimonio materiale e immateriale.
Oggi la Convenzione di Faro, una convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore dell’eredità
culturale, è stata ratificata, finalmente, anche dal Governo Italiano.
La Convenzione di Faro definisce “eredità culturale”:
«un insieme di risorse ereditate dal passato che le popolazioni identificano, indipendentemente da
chi ne detenga la proprietà, come riflesso ed espressione dei loro valori, credenze, conoscenze e
tradizioni, in continua evoluzione».
E chiama “comunità di eredità”:
«un insieme di persone che attribuisce valore ad aspetti specifici dell’eredità culturale, e che
desidera, nel quadro di un’azione pubblica, sostenerli e trasmetterli alle generazioni future».
Questo è anche il nostro obiettivo; far crescere la nostra popolazione in tali termini.
Perseguendo anche le altre finalità di questa Convenzione; cioè «mettere in luce il valore
dell’eredità culturale attraverso la sua identificazione, studio, interpretazione, protezione,
conservazione e presentazione»; la necessità che l’eredità culturale sia finalizzata all’arricchimento
dei «processi di sviluppo economico, politico, sociale e culturale e di pianificazione dell’uso del
territorio».
Pertanto, ogni nostro passo, da quando questa Giunta Comunale si è insediata, è stato così
modellato e lo saranno tutti quelli che in questo quinquennio faremo.
Non è un caso la scelta di Abbadia a Isola come sede stabile di grandi iniziative, come palcoscenico
della cultura e come prossimo - in parte lo è già – patrimonio recuperato per i cittadini e per tutti;
un patrimonio, oltre che fatto vivere, che deve essere promotore di interrelazioni, confronti,
scambio, ulteriore crescita.
In questo crediamo, in questo persevereremo.
Grazie per essere presenti anche quest’oggi.
La Giunta del Comune di Monteriggioni.
Oppure: Marco Valenti Ass…. ecc ecc