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Al Sindaco Dott.

Davide Carlucci
Al Presidente del Consiglio dott.ssa Francesca Pietroforte
Al Segretario Generale dott.ssa Rosella Giorgio

Acquaviva, 06.12.2019

Oggetto: MOZIONE “DIVIETO ADOZIONE 5G SUL TERRITORIO COMUNALE”

Gentilissimi,
è a tutti noto che l’introduzione di nuove tecnologie è stata in un mondo “tradizionale”
accompagnata da paure irrazionali e da scetticismi infondati. Questo è per l’appunto ciò che è
accaduto nel passato, quando le tecnologie non erano ancora diventate parte integrante del nostro
quotidiano, quando non vi eravamo ancora del tutto abituati. Oggi le tecnologie sono
dappertutto, sono spesso ciò a cui ci aggrappiamo nelle nostre esistenze, non possiamo farne a
meno e appena c’è una innovazione tecnologica, un nuovo modello di cellulare, ci sono code
davanti ai negozi di consumatori ansiosi di sperimentare l’evoluzione tecnologica.
Ciò che è in questione in relazione al 5g è un duplice argomento: da un lato la crescente
consapevolezza che le tecnologie legate all’uso delle radiofrequenze possano avere effetti sulla
salute umana, dall’altro la hybris della tecnica che si ritiene slegata da ogni forma di garanzia per la
salute dell’uomo, tanto da non fornire adeguati riscontri in grado di smentire i pericoli legati
all’uso di questa tecnologia.

L’uso di radiofrequenze è stato in più occasioni collegato allo sviluppo di tumori ed altre
patologie. Ciononostante nel corso degli anni gli studi effettuati sono stati scarsi, osteggiati in
tutti i modi dalle multinazionali della telefonia mobile, e per molti versi ambigui nelle loro
conclusioni. Voglio citarne due: il primo “Epidemiology of Health Effects of Radiofrequency Exposure”1
risale al 2004 nel quale pur non raggiungendo un consenso il team di studiosi sottolineava che le
ricerche erano lacunose, effettuate per intervalli di tempo ristretti, non applicate ai bambini e via
dicendo e suggerivano nuovi studi epidemiologici; il secondo, del 2019 e collegato al 5g è invece
“Health effects of Radiofrequency Electromagnetic Fields (RF EMF)” di Alicja Bortkiewicz che
conclude lo studio affermando: “The problem of health effects of RF EMF has not been definitively resolved,
but due to the results of previous research on possible health effect of RF EMF, it seems necessary to use
precautionary principles and ALARA (As Low as Reasonably Achievable) principles, when the new sources of
electromagnetic emissions will be planned and installed.”2

Ecco, il nostro mantra dovrebbe essere per l’appunto quell’ALARA la cui definizione vi riporto
dal dizionario Treccani: “ALARA Nella fisica sanitaria, sigla di As Low As Reasonably Achievable: ogni
esposizione alle radiazioni deve essere tenuta tanto bassa quanto è ragionevolmente ottenibile sulla base di
considerazioni sia economiche sia sociali. Il principio è usato soprattutto laddove i limiti di esposizione non sono

1 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1253668/
2 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6685799/
definiti sulla base di una soglia, ma sulla base di un ‘rischio accettabile’: in queste circostanze è ragionevole
minimizzare un rischio che si può presumere esista anche a livelli inferiori ai limiti raccomandati, considerato che
ciò che costituisce un rischio accettabile può variare molto da individuo a individuo.”

Le radiofrequenze millimetriche che useranno la banda a più alta frequenza, quella dai 26 ad oltre
i 100 GHz, potranno penetrare i primi due millimetri della nostra pelle, il che viene considerato
un minore effetto collaterale, esclusivamente termico. Eppure la letteratura scientifica si è
soffermata ad esempio sui potenziali effetti che tale esposizione alle radiofrequenze millimetriche
potranno esserci sulla cornea3. Così come sulle ghiandole sudoripare e via dicendo. Per tutti i dati
scientifici relativi mi rifaccio all’Appello Internazionale “Stop 5g” sottoscritto da numerosi
scienziati a livello mondiale e che ha come corifeo italiano l’Istituto Ramazzini di Bologna.

Ciò che tuttavia sgomenta è la hybris tecnologica ovvero l’assoluta sottomissione degli enti
preposti a regolamentare l’uso delle tecnologie alla tecnologia stessa e alle società che la
propongono per il proprio profitto. In condizioni di normalità ci sarebbero dovuti essere studi
multidisciplinari ed internazionali sul 5g prima della sua applicazione. Sperimentazioni dei
potenziali effetti sulla salute umana e sull’ambiente. Ma nulla di tutto ciò è stato operato. Anzi,
sia negli Stati Uniti che nell’UE si sono attivate procedure e regolamentazioni volte a facilitare lo
sviluppo di questa nuova tecnologia già ampiamente adottata nell’estremo oriente (Corea e Cina)
anche con scopi strategici a livello geopolitico.

Nella residua sovranità che compete ad un Comune abbiamo dunque tutto il diritto di far valere
il principio di precauzione nell’adozione di questa nuova tecnologia. Lo dobbiamo ai nostri figli,
ai nostri anziani, ai nostri cittadini tutti. E dobbiamo farlo non certo per introdurre politiche
antiscientifiche o ottocentesche, ma perché il nostro compito non può essere svolto
adeguatamente in assenza di confortanti se non definitivi dati scientifici, rivenienti da adeguate
sperimentazioni, sui potenziali rischi per la salute umana che l’adozione di questa tecnologia
comporta.

Il filosofo Emanuele Severino ha d’altro canto evidenziato che : “l’incremento indefinito della
potenza tecnica tende a diventare, esso, lo scopo di tutte le forze che si illudono di poter
illimitatamente servirsi dello strumento apparentemente ‘neutrale’ della tecnica”. In questo
contesto “anche i governi che oggi rivendicano il loro carattere ‘politico’ sono gli esecutivi
dell’ordinamento capitalistico. Il capitalismo ha sconfitto il socialismo reale. Le sinistre
occidentali, che ancora qualche decennio fa intendevano trasformare il comunismo in
socialdemocrazia, si sono ormai lasciate alle spalle anche il progetto socialdemocratico, che sia
pure in modo democratico intende accantonare il capitalismo. Nonostante la sua crisi profonda,
l’economia di mercato è oggi la forza più potente”. Così accade che “la politica si assume il
compito di gestire al meglio le risorse tecniche allo scopo di favorire la sopravvivenza e il
potenziamento dell’ordine capitalistico”4.

Noi non facciamo politica per eseguire gli ordini né del capitalismo, né della tecnica, ma per
salvaguardare i nostri cittadini. Dunque, in assenza di evidenti dati che scartino i potenziali rischi
per la salute umana connessi al 5g:

3 https://link.springer.com/article/10.1007/s10762-018-0497-z
4 E. Severino, Il Tramonto della Politica, Rizzoli, Milano 2017, pp.225-26.
SI IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

A varare un’Ordinanza che vieti a chiunque la sperimentazione o l’installazione del 5G sul


territorio del Comune di Acquaviva, applicando il principio precauzionale sancito dall’Unione
Europea all’art.191 del Trattato, in assenza di una valutazione scientifica la più completa possibile,
e nella sussistenza di potenziali rischi per la salute umana connessa all’esposizione costante dei
cittadini alle radiofrequenze.

Cordialmente,

Francesco Colafemmina