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Mt..5, 37: Ma it vostro parlare ivelasione « Religione Attezione @ Infrmazione Anno XI- n. 7 Ubi Veritas et lustitia, ibi Caritas ‘Ouinicinale Catolico « ANTIMODERNISTA » Fondstore: Ste. Francesco Put! Direttore: Se. Emmanuel do Tavens cid che ein pia vien dal maligno. Dicamina - Responssbiltd 15 Aprile 1985 COLASORATIONE APERTA A TUTTE TE = PENNE» PEROT = NON VOLER SAPERE GH LWA DETTO MA PONI MENTE A CIO’ CHE. DETTO™ (im. Crd UN ALTRO ORDINE IN DISORDINE LE CARMELITANE SCALZE Le Carmelitane di Metz 1983: La Vie pubblica il servizio di «due giornalisti cinvitatia condicidere per tre giorni la vita delle carmelitane di Metz» ‘ spiega la Priora Mail intfica i meazk: ttto — ella asserisee =e per aiutare le monache a dediearsi alla proghierae al lavoro. E sembra el sivis «lo inssto molto con le mie suore— confi la Priory — perché spengano le luci alle 23. Ma, a dispetto della loro stanchezza, ci sono sempre di quelle che regliano fino a tarda notte per meditare, studiare o scrivere». Una pietae uno zel0 conteo Fubbidienza e faceva osservare 5: tuna consorella rtamento com Ma anche Santa Bernardetta ha il torto di non essere nata nel XX seco «Ogni giorno — continua la Privra— diamo uno sguardo alla stampa regionale © parigina. Durante i pasti, che si prendono in silenzio, ascoltiamo [non la lettura delle vite dei Santi, ma] le ita di France Culture [servizio francese]. Ogni settimana tuna suora ® incaricata di preparare una selezione delle trasmissioni televisive i Anche dei film, ‘abiola” con Miche tui radiofon ‘che possono interessar adi! ultimamente Te Morgan», No to, mae 4 supposto cl en fatto, sono unt eccezivne pitt unica che rara. Sarebbe pereid, interessante sapere quali altri film Yedano in televisione Te nostre claustrali, di fatto ormai eselaustrate. E non basta. Col mondo, nel Carme- lo, & entrata anche la polities: andata ior parte dei Carmeli, legittimando la metamorfos lo statuto varato nel 1977 dalfallora Preposito generale P. Finian Manahan. Statuto, ad experimen tum, per cinque anni, che sostituiva alle Costituzioni definitive di Santa Teresa del 1581 le prime Costituzion del 1567 ¢ pretendeva adattarle alle diretive del Concilio tramite le cosiddette «Dichiara- sionin, divenute — superfluo precisarlo — porta di passaggio di ogni deviazione. ‘Con Favvieinars dell seadenza del disastroso esperimento, si sono moltipli- cate le suppliche alla Santa Sede dei Garmeli riselut a restar fede, contro ‘ogni pressione, alla riforma della loro Sta Fondatrice: Nel 1083, al temine del quinquennio, per ordine def attuale Pontefice, tut jconventi delle Carmel tane sealze sono stati consultati sulla questione della loro futura legislazione. isultato: il 20% (150 Carmeli su 826) ha rigettato Ie «Dichiarazioni» sto quale testo base della redi slazione le Costituzioni di ‘orte di una cos rilevante maggior ranza ¢ timoroso che il contrasto si tyamutasse in una sci 1ovo Preposito il e Sainz Aha chiestoFintervento della nta Sede per salvaguardare T unit» ‘Ondine, ovvere per impore anche a 150 Carmeli della vita conte Una doceia fredda La Santa Sede ® intervenuta con una lettera, a firma del card. Casaroli, datata 15 ottobre 1984. Si comunicano al Pre~ sito generale le disposizioni del Santo Pefie crea la legileatone definitiva deb. le Carmelitane sealze. Dopo aver rilevato che «gli arvent rmenti degli ultimi20 anni, con Tintricarsi delle tensioni e delle controversie che ne sono derivate, hanno reso la quest “grave e difficile” ata dallo ‘merosissime voci all interno della grande famiglia delle Carmelitane scalze chie~ ‘dono, con suppliche, che si sono fatt pit pressanti in questi ultimi tempi, una Tegislazionefedele al carisma teesianon puntualizza che «Punita % a, un valore di grande importanze, ma, per restare autentica, deve coniugarsi indissolubilmente con la fedelta al carisma della fondazione.[... L'uni= ‘che sideve ricercare ad ogni costonon® di natura sociologiea ¢ non risulta dalla somma dei consensi ¢ dalla [..]. Siz nell unita se c si conforma ‘a tutto cio che la santa fondatrice ha voluto», Premesso city la lettera stabilisce dove varicercato il «carisma della fondar ziones: a fuor di dubbio che il carisma della riforma teresiana trova la sua vera espressione nelle Costituzioni del 1581+. perche se le Costituzioni del 1567 esprimono git le sue intuisioni fondamentali [..] te Costituzioni del 1581, arricchite da 14 annid'esperiensa, {fissano con pit grande precisione e pit incisivo vigore la linea concreta da segui- re per la realizzazione di queste inten« ion riformat Pertanto si comunica che — secondo le disposizioni impartite personalmente dal Santo, Padre = la oruttura por tante» della legislazione delle Carmeli- tune Scalze, che sari redatta sotto la wesidenza della Sacra Congregazione Saranno fe Costturtn del ichieste dai Carmeli in minoran- 4a) € nan quelle del 1567 (rckieste di nel ioranz) is leona els Sunt Sed, bata particolarmente lanecessith della clausu- ra, conclude: «Tuttavia alle religiose [..] ‘che, dopo un periodo di prudente attesa, non riusciranno a riconoscersi in questo progetto nettampnte carmelitano-teresiae no, potranno éasere eventualmente pro- Anno XI n. 7 ~ ste altre forme di vita consacrata». at ae ioe i Carmeli devono ritornare Carmel chi la pensa diversar mente libero di andarsene. La «sorpresa» dei Carmelitani Le disposizioni del Santo Padre per vengono a Carmeliaccompagnate dana lettera del Preposito generale, nella qua- Te si professa, si «piena sottomissiones alla volonta del Santo Pade, ma siaffer ma anche che si tratta di una sotto sione evissuta nella fede e nella speranza dlavand alle ie sebpre mlatertone del Signores. E. pit esplicitamente: sindub- itamende per ke grande maggioratse dell Ordine, monathe e frat te dispose joni del Papa sono sorprendenti € attese. Di conseguenza non posso non indovinare che per molti il dolore sari grande ¢ la tentazione grave: Eppure il Preposito generale deve riconoscere che le deliberazioni del San- to Padre sono «a favore della vita pura ‘mente contemplativas. Perebé, dunque, ease giungono «sorprendenti ed inattese> alla grande maggioranza delf Ordine ear rmelitano, non solo femminile rmaschile? Evidentemente perché la grat de maggioranza dell Ordine, monache hada tempo voltato le spalle a quella vita puramente contemplativa. alla quale lo aveva riportato la riforma di Santa Teresa Come dimostrano ad abundane tiam i tre servizi sopra illustrat. Ese si riflette a quel che rappresentano per la si si -no no Chiesa gli Ordini contemplativi, si pud ben misurare Tentita della catastrofe. Un Concilio buono a tutti gli usi Nello seorrere la documentazione re= iva. a questo grande Ordine in grande Metz affermano di aver seguito, come la maggior parte dei Car tel. i cprecettdel Concise. E al Conc lio si appellano le Carmelitane di Parigi ¢ Jazille per giustificare la loro radicale worfosi, € particolarmente Taboli- jone della clausura, Dialtro canto, al Concili, ed esatta- mente al Decreto Perfectae caritatis, fanno riferimento anche i Carmeli deci 4 restare fedeli al carisma teresiano, Al Conelio te | Dickarason del , Carita seal si appella at letters della Santa Sede, re Ta clausura, che, in nome di quelle Dé chiarazioni e del a, era stata abu lita. Ancora una volta il Vatieano Il si rivela un Coneilio buono a tutti gli usi. 10 adeguare le Costitur Ma al Un primo passo indietro? ‘Comunque la lettera a firma di Casse voli ® sostanzialmente chi al punto che sare jerarla un, sia pur fel we per Faceenne al Ora, un’esperienza ormai ventennale ci autorizza ad essere diffidenti: in nome del Vaticano Il finora non ® mai v niente di buos confermarei Comunicato Stampa de L’Osservatore Romano (29 marzo 1985). Facendo riferimento alle informazioe ni diffuse dalla stampa, che «si sono soffermate in particolare al fatto che la Sania Sede ha arocatodietiamente a sé Vaggiornamento del one Carmeltane Scase iproponendo le Co- stitusioni Teresiane dellanno 1581, ¢ mettendo com fine ad aleune peri mentazioni gid concesse dalla Santa Sede ed accettate dalla maggioram- za dei Carmeli» si precisa che nelle laborazione della futura legislazione suk 1a linea tracciata dal Santo Padre, ta Congregazione peri Religiosie ali Istituti secolari [..} terra conto dello spirito ¢ delle finalita volute dalla Fondatrice S. Teresa di Gesig e delle sane tradizioni, che costituiscono il patrimonio spirituale dell Ordine. Quindi ci si giovera delle consultazioni, delle esperienze e de- gli studi fattiin questi ultimi anni. E tutto sara fatto sulla sciae la luce del Coneilio Vaticano I>. Cosi quanto sembrava caeciato dalla porta minaecia di rientrare dalla finestra tiva sapremo se am sealze, come git peri tw della Santa Sed tante speranze, rumore per nullas. La «BASE» ecclesiastica e il Concordato I malcontento della base Convegni ed incontri si sono svolt nei giorni scorsi un po° in tutta Italia — mma pecilmente Rema pelle al clero le novith rivoluzionatie del Nuo- ‘vo Concordato, Non sié trattato perd dei di caggiornamento» organi Conferenea Episcopal: sien volta la CEI ha dovato meter in mot a perfarfronteallacrescente ostilita da parte del elero, ma soprattutto dei parroci, verso le disposizioni economi- che © istituzionali previste dal Nuovo Concordato. Lo scontento della base ecclesiastica va esprimendosi con le defezioni, a volte con il mugugno, A Roma, ad esempio, durante un importante convegno svoltosi alla Pontificia Universita Urbaniana (11+ 15 marzo) il Vieariato ha dovuto mobili- tare un plotone di suore perché v ad applaudire relatori della fama di Mons Nicora e Mons. Fagiolo, per rimediare alla d stessi giorni, durante un to al EUR dalla Federazione del Clero Italiano, il relatore fins il vicepresdente dela C tellano, ha pronunciato il suo discor so aecompagnato da un continuo coro di bisbighi © di mugugni, tanto da esser costretto ad un certo punto ad alzare la voce per ricordare freddamente al pub bic che le «riformes del Nuovo isa defezione del clera. Negli 10 indet- inta Sede stessa: per tutta risposta, 'u alla fine ha praticamente negato all oratr re Tapplauso di cireostanza, Poco sensibile, ¢ a torto, al fo mentale aspetto dottrinale della m normativa concordataria, la hase eccle- sinstica si sente pera, e: 1a ragione, minacciata dalle disposizioni riguardanti ileampo deglienti ebeniecclesiastici La CEL sta cercando di impore. questa profonda sriformas istituzionale e fina ziaria alternando esortazioni, promesse ¢ rminacee, ma soprattutto mettendo il ele- +o di fronte al fatto compiuto e scarica ddogli addosso le pesanti conseguenze, Dietro le belle parole di «spiritualizca- sione della funzione ecclesiastica». di sperfetta libertx della Chiesa» e di spor tertis evangelica» — sono questi gli slo- ans ricorrenti — la Gerarchia sla ope- rando per attuare una vera e propria iazione det eorpi iotermedin esa, un accentramento bu- della CEI © una conseguente umiliazione della stessa figura del parroco, il tutto deciso e realizzato dalfalto, senza nemmeno interpellare diretti interessati, come ha dovuto an mettere lo stesso Avvenire, costretto dal mtare della. protesta a dedicare un’ intera pagina alle rimostranze del clero (23 febbraio 1985, p. 12). Per sintetizzare le conseguenze eeor nomiceristituzionali della nuova norma tivaconcordataria, ci rifaremo quial libro di denuncia, sintetico, ma organico ¢ documentario, del prof. Roberto de Mat- 4 si si no no Anno XI n. 7 tei: L"Talia Cattolica ¢ il Nuovo Concom dato (Roma 1985. richiedibile al Centro Culturale Lepanto. Via Tribuna di Tor de’ Speechi 18a, 00186 Roma). Confisea della congrua Vediamo, ad esempio, Ia. diseussa questione riguardante la cosiddetta con- grua. Com’? noto, anche se volutamente obliterato dal Governo ital vertici ecclesiastici, essa no rata dallo Stato a be . Chiesa, ma un parziale risareimento al clero della vasta spoliasione dei beni ecclesiastici attuata dalf antico Governo liberakmassonico mediante Finiqua leg- fe, confincn del 1866. Non a trata dunque di un privilegio, come ogi vor liowo darci ad intendere, ma di una loverosa, e soltanto parziale, riparazione ad un'ingiustizia € ad un ladrocinio di portata storica. Ora, costringendo il elero arinunciare alla «congrua», la Santa Sede €laCEI consentono, purnonavendone il diritto, che lo Stato italiano attui, dopo la confisea dei beni della Chiesa, anche la confisca della rendita parzialmente risa citiva a suo tempo providenzialmente ottenuta, Con aleuni secoli, le avevano devoluto. Espropriazione del diritto alla congrua Oltre a questa confisea operata dallo Stato a danno della Chiesa, con il bene lacito degli attuali verticiceclesiasticis il Kitoro Concordato prevede anche una seconda confisea, operata questa volta dalla stessa CEL, a danno dei detentori del dirito agli ufficie beni ecclesiastici Conformemente alle disposizioni del Nuovo Codice di Diritto Canonico, infat- ygruay verra sostituita da un erogato al cle mnziari ecclesia e sotto la direzione del Vescovo, che ac- centreranno tutte le offerte dei fedeli nidistribuendole @ loro volta, secondo criteri buroeratici, alle parrocchie, agli ordini religiosi e agli altri enti ecelestar sic (art 21 del testo concordatarig) 1 fedeli non potranno pit quindi, fare donazion’ an parroco{o aun Ordine, 03 un Istituto) di loro gradimento o interes: se, ma dovranno cedere le offerte ad lun‘anonima «cassa comune» diocesana, che disporrh dei donativi ridistribuendo i proventi— come ha ammesso, parlando all Urbaniana, Mons. Fagiolo — in modo da realizzare, nel clero, il maggior livel lamento possibile delle retribuzioni, Per evitare che una parte del lero goda di offerte ¢ di beni non previsti dall Istituto Centrale per il sostentamento del Clero, che coordinera dall alto i finanziamenti er conto della CEL, si sta git provvedem To — come a rferito Mons. Castellano = aun completo e rig delle rendite dei be base al quale la CEI deciderale entita dei finanziamenti. Questo & quello che avverra sotto il nome di «superamento del sistema bene- {ficiales, giudicato «medioevales, ¢ «som ‘passato» dalla Gerarchia. F facile imma- inare quanto questa centralizzazione Brrvcratica delle finance ecclesiastiche danneggeri la Chiesa, non solo perchi cerchen di realizzare un forzato colle vismo economico diocesano e interdior cesano, ma anche perché favorira la corruzione nel clero, dato che molti ecclesiastici, espropriati dalla CEI dei benefici acui avevano diritto, cercheran- no di ottenere illegalmente, e forse ille- citamente, sia dalla eassa comune dai fedeli, eit che pri onoseiuto come dirite: insomma il parroco (o Vente ec clesiastico) sara ‘ora in poi preoceupato ‘molto pitt della propria sopravvivenza tconomica che non della sua mistione sacerdotale ed evangelizzatrice. Quando 4i parla di sspirimalizzasione della furs zione sacerdotale» e di «Chiesa dei pove- ‘Tis bisognerebbe piuttosto ricordarsi del ‘motto secondo cui «chi vuol fare Tangelo diventa bestias, in questa rifles «La nuova concezione sembra im ntata a quei prineipi di livellamento e yuagliansa Contrastanti con fa stra tura gerarchica e disuguale della Chiesa. I sistema beneficiale era espressione, sul piano economico, della concesione trade sionale della Chess, i! nuovo sistema abolisce invece ogni disuguaglianza, az Zerando artfciatmente fe condizion! © conomiche di tutti gli ecclesiastic: esclue de a possibilita di una elargizione ragio- rata coortando la libertad oferta dl fedele, che non potra pitt scegliere il destinatario e la modalita della sua offer ta, ma che sara costretto ad erogare il suo denaro ad un’anonima cassa comune, che lo ridistribuira secondo criteri buro- cratici. Siamo di fronte ad una forma di socializzazione économica che penetra all interno del Corpo Mistico di Nostro Signore» (R. de Mattei, op. cit, pp. 87-8). Il Nuovo Concordato strumento ingiustizia Benché esaltato dai vertici politicied ‘ecclesiastici come strumento di m: liberth politica religiosa, il Nuovo cordato si rivela quindi inequi mente come strumento di grave in tutti i campi in eui verra applicate: in quello religioso, poiel Tapostasia dello Stato Religione, lede i diritti di Dio; in quello matrimoniale, perehé nega Teschusiva tiuriedizione ecclesiastica su quel Sar Samenta: in quello scolaatico perce riduce Finsegnamento religioso a scelta facoltativa: in quello degli enti € beni cecelesiastici, perché riduce gravemente lo stesso concetto giuridico di ente, ecclesiastico» lasciandolo a discrezione! dello Stato ¢ inoltre, come abbiamo visto, lede i diritti sia del clero e delle istitu. zioni religiose di ogni ordine e grado, si diritti det fedela che saranno.quindi sempre meno propensi a devolvere dena- roo beni immebili di cui doveanno ignorare la destinazione conereta Il Nuovo Concordato strumento dimposizione Va soprattutto osservato che questa crivoluzione coneordatariay non & stata affatto esubitay dalla Gerarchia per colpa delfinrsdenas statul, anche, fe ovemr mente i vari Governi hanno Tatto pesanti pression in tale direzione: al contrario, ‘come ha detto senza mezzi termini uno dei responsabili dell accordo di Villa Madama, Mons. Nicora, parlando alf Ur haniana, il Nuovo Concordato ® stato deliberatamente voluto dalla Santa Sede dalla CEI come strumento dituna nuova fase di collaborazione tra la Chiesa ¢ lo Stato, ¢ soprattutto come strumento mediante il juale la Gerarchia, fe i ineludibili e coercitive di legge, posse imporre alla recaleitrante base ecclesiastica quelle «riforme strutturaliy previ ‘ste dalla «nuova concezione della Chiesa» espressa dal nuovo Codice di Diritto Canonico. Altro che «liberta evangelicas, dunque! Altro che depo cizzazione della Chiesa! Il Nuovo Concordato ci darke come risultato una nazione italiana decristiar hizzata al massimo, e un mondo ecclesia- stico ancora pitt sottomesso al nefasto cspirito del mondo» ¢ dimentico della propria missione santificatrice. MD.R. Pprigione dal Tribunate di prima weconda Mansa (fr aa nonoa. 1X12. p.7)- Ore, Corte Suprema del Canada lita manda ltt che il rento funzione ibunale eve rleono- ve co che negs loro ia Sacra Gongregatione per it Calter i divito dt ssdorare Dio in ginoechio. si si_no no Anno XI n. 7 Il «CARDINALE LAICO» Veramente, Giovanni Valentini, ea oredattore del quotidiano «la Repub- Bricas (ultra laity. antieatoliea per ceecellenza), intitola il suo libro Un certo jam comune ala collang] Carlo Maria fartini. La rivoluzione del Cardinale, Sperling ¢ Kupfer editori, Milano 1984, yp. 115. dir si voglia, delf Arcivescovo di Milano, sempre gesuita, git rettore del Pontificio Istituto Biblico, gia rettore della Gre- goriana, piemontese di nascita. Progres- sista in esegesi; ora aperto ad ogni novita (© veechiume ripreso dai_neo-moder nist): paladino delle cause sball lets primo attore sempre Sinodo dei Vescovi, per «un'apertura consaperole e realistica verso il mondo vedi, ad es pp. 59-99 s). TH siitae rosso Valentin ne tesse Telogio, «Di lui [il card. Martini] si dice, innansitutto, che sara il futuro papa» (p. 2, Manca solo laacelta del nome, Per ora ¥ soltanto Fanti-papa, Fanti-Wojtyla (pp. 92-108) che ne ecu’ discon ip 02) Tantivcard. Siri (pp. 95 8). Alla morte dt Paolo Vi la stampa di sinistra latino-americana, " assecondata dalla stampa affine di altre mazioni, aveva 2 il esuo» ‘papa: Fallora card. Pironio, it denominato wescovo dei ribell-guer- riglieri montoneross: per loro il papa ilsuecessore del «sinistro» Montini, aveva gia un nome: Eduardo I tun novizio, dalla fantasia troppo accesa, fata per prova una prediea ed atone i plauso dal Superiore, ritornato in cella, inci a fantasticare sul suo avvenire, partendo appunto dalla soddisfazione ovata per il suo saggio oratorio, «Ebr Tene nognava a gechi apert¢ ripe teva a se stesso ad alta voce — appena professa, incomincer® a passare, sempre pi conosciuto ed applandito, da_un ipito all altro: alle prime elezioni, sar’ iale; quindi generale; ¢, sti Curia, per le gloria dell Or. dine, sarié ereato Cardinale: ¢ al primo conclave, per i meriti acquisiti, sard el papa. Quale nome seeglieri? Ve- oun po». Il suggerimento, reale gquestavota gli venne dalle pioneina da love il Maestro dei Novizi, aveva seguito ilsoliloquio con Tascesa fantastica: «Min- chione primo»! Ore si ipete In storia per leer nale laicos: avremo un papa elaicos: & gid pronto: Tanti papa Calo Maria Maria con il plauso vivo del partito comunista italiano (pp. 56-57). Gli resta solo da seegliere il nome. Suo cardinale segreta- rio di Stato, git cin pectores, sara il veseovo di Ivrea, il «rosso» Bettazzi, per ‘ora aceanto a lui in piazza (p. 50). Per esaltare il suo idolo, if laicista Valentini, ricorre allespediente uso: contrapporlo allo stesso pontefice, Gi Posto Ie al cardinal Sit V tini, naturalmente, parla del papa, ne puis parlare un suo pari: sanimalis homo non percipit.... E mette in mezzo il card, Siri_ proprio con una forzatura, Lai, affatto incompetente in teologia. si cerge a giudice su ha per 95-98). 1 i. Peril numero 2 (apeile- 2 di Renovatio, lat lata nel 1965 dal card stampa a Genova il professore di teologia della Universit del Lateran mone, Bee ro Gherardini, ben noto per le sue valide ed erudite pubblicazioni serisse Guardando al XX Congresso Eucaristico Nazionale (pp. 198-209), un articolo che si_sofferma a presentare a criticare principalmente il contributo su «La d= mensione cristologica della Eucaristia», mbblicato nel n 2 de af documenti di lavoro» a cura del Centro Direttivo del XX Congresso Eucaristico Nazionale (Dioeesi di Milano, settembre 1981). IL contributo «elabora, sullo fondo dell at- twale teologia sacramentaria, Tassunto della “dimensione” cristologica dell Eu caristia Il suo linguaggio — dimostra mons, Gherardini — 2 strano, oscuro, involuto, dla iniziati». Basti pensare agli iapiratori, imitati_o ricopiat: Tolandese domeni- cano E. Schillebeeckx ¢ il «funereo» gesuita Karl Rahner! Lo stesso dicasi per la dottrina, come rileva mons. Gherar dni Nessuna meraviglia: bastiricordare le correzioni imposte a Il Nuovo Catechi- smo olandese, capolavoro — sifa per dire = dello Scilebeecks rail sacrificio della Croce e il Sacrficio della Mesa: n. 6 Circa la reale pes la conversione eucaristica che g} le insiste sul termine «transustanziaziones, consacrato dal Concilio di Trento. Men tre il prof. Gherardini, eon garbata pole- ‘mica, metteva, come si suol dire, i punti aatlle i la reazione dei due «teologis ¢ signori, Giuseppe Colombo (pupillo i Carlo il teologo privato di papa Monti- ‘= nie Inor Biff fu davvero incomposta, condotta sui trampoli, Basti dire che incomincia con Pattribuire alfevangelo in Giovanni. 6 la insostenibile econ la sua morte Ges expres Cristo. ha istituito il suo corpo e il suo Espressione, — nota il Gherardi <2 difftcilmente componibile con un‘esi- gensa d'esattezza teologica, secondo la quale Ges Cristo isttut non il suo Corpo il suo Sangue, ma il sacramento del suo Corpo e del suo Sangue e cid non con la morte di croce, ma con quel gesto che anticipava nel sacramento stesso la sua , morte e con il quale abilitava i suoi ad iterare, attualizsandolo, cid che Egli per primo aveva fatto». Ebbene, nella loro invettiva contro nons. Gherardini, i due «teologi» sunnox ©. 6 e Gherardini, criticandola, wercit) San Giovanni, lo stesso Evangelo, Sennonché si da il caso che questo riferimento seritturale & soltanto, una loro... «spiritosa invenzione», I Valentini, benché laicista e affatto ignaro di teologia, avrebbe comunque potuto documentarsileggendo Eucaristia ¢ polemica, Ia spremessa redazionales alla pubblicazione integrale della pretesa risposta in realta vuota invettiva, dei due «teologi» milanesi (pp. 251-54 e 270 di Renovatio, aprile-giugno 1983). Evidentement il ecardinale laicos? aticamente, in modo o in_un altro, il documento n, 2, criticato giustamente da mons. Cherar- dini,risaliva in realta al card, Carlo Maria Martini S. J, che preferisce il linguaggio del suo ex-confratello Karl Rahner, cone tro Ia chiarezza di San Tommaso Aquino, Anche Leonardo Boft, i francescano della «liberazione», si appella al «cs nale laico». [laicista Valentini #in buon compagnia, Sempre contro Roma. Se precontroil ppaEiloro mestiere:C da scommettere che col «papa laico» it Valentini sara eletto direttore de L’Osser- tore Romano. Egli, nel suo elogio, ha messo di dire qualche parola sulf elet- tore del suo» cardinale, mons. Fran ceuco Marchisana gttsegretaro alla Congregazione per Teducazione catto- Tica ta in reel factotum tn quella Congregazione e nei maneggi curiali egli vila perl su seetion dora tiene fe fila per lui, com come mons. Capovilla faceva peril card. Montini, finché questi rimase cardinale a Milano, Natanaele si si_no no Anno XI n. 7 @ Venezia su Gente Veneta del 20 ottobre 1984 un certo don Giuseppe Visentin si rallegra che «il ritorno al edo" comune nicenocstantinopole tano sta segnando Vavvicinarsi dei prote- stant ai catole! nel riconoscimento del valore della Tradizione. Sul Gazzettina del 25 gennaio 1985, il teologo luterano Frithjof Roch serive: «Egregio cronista, ‘a nome del pastore della comunita evungelicaluterana di Venezia Sing Kleemann e dell'anziano della comunita valdormetodista di Venezia Guido Com lonna-Romano vorrei ye una precisa zione a proposito dellarticolo * mana ecumenica dei cristiani veneziani™ apparso sul Gazzettino di martedi 15-1 85 pg. 10, in cui édetto che iresponsabili delle cinque confessioni cristiane vene ziane a conclusione della settimana s° incontreranno nella basilica “pregando tusieme sulla tomba dellcangelita Marco”. Tale espressione non appar tiene al nostro linguag, ita di ‘perplessi di fron- oto infatti, che Lutero, tra Paltro, rigett) il culto dei Santi e delle loro reliquie, da sempre in onore nella Chiesa Cattolica Altr che sacicinars di pro- testanti ai eattolici ne riconoscimento del valore della Tradiziones! Qui siamo alla i dei cattol i invece, seguit | eo el © Belgio: Universita cattolica di Lovanio ha conferito la laurea honoris causa al PJ. S teologico di Mons. Ron vor df San Salvador vita del wu xink strismo, Il conferimento & stato cos motivate dal Rettore di quell Universiti: «Questa laurea honoris causa ® anche und testi monianza di sostegno alla teologia della Tiberaziones. Proprio cori! aquella teolor Ga della herasone contro a quale Sacra Congregazione per la Dottrina dek ia Fede ba tmanato' recentemente sn Soegmen ei Paesi Bassi lo espiritor antiro- aah TT, continua ad im ngregazione per l'Educa- toliea, con il suo 0 Sottosegretario Mons. Marchisano. © Francia. In occasione delf incom tro a Rueil tra ebrei e cristiani della regione parigina, La Croix (26 gennaio aprenderce 2a delle difficolta — tre soprattutto — che ostacolano ancora oggi Vincontro tra cattolicesimo ¢ giudaismo, Anzitutto i contenzioso di una storia, nella quale la Chiesa ® spesso apparsa dalla parte di coloro che perseguitavano gli ebrei: poi la ferta incancellabile dell oloeauste dell ultima guerra: ed infine il riftuto da parte dei giudei della nostra fede in un Dio Trino ¢ in un Messia figlio di Dio fatto tomo. Anche la Croce appare loro come tun permanente rimprovero>. A sentire questi novatori, non -zza nella storia di cui la Chiesa nhon sia stata complice, fino al «ravvedi- mento» del Vaticano IL, sintende. Cor munque, i redattori de La Croix si tran- o> di q tanno partlae dal asec. ita di Nostro Signore Gesin Cristo si guardano bene. Quanto alla volta negato. come &negato, ca del Sarifiio di Cito fari presto a farla sparir chiese, dalle: nostre cas tombe. Come, Waltronde, ¢ gia seompar- «a dalla copertina de La Croix, portavoce dell Episcopato francese, la cui ta pu misurarsi ietro disse ai Giudh attenuazioni e senza perifrasi (Atti, 19): «Voirinnegasteil Santo, il Giusto evi faceste dare in dono un omicida [..}. Ravvedetevi dunque e convertitevi affin- ché siano cancellati i vostri peceat Ma San Pietro — si sa, poveretto! stava ancora al sisi no no evangelico, oggi tpanzato via dalfecumenismo del Cov io Vaticano TL ‘quanto Sa @ Ii Regno del S. Cuore (settembre 1984) dei Dehoniani di Bologna, ap. 1. 1908 de ekoniad olga proprio» serive: