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RIVISTA INTERNAZIONALE DI FILOSOFIA E PSICOLOGIA ISSN 2039-4667, E-ISSN 2239-2629

DOI: 10.4453/rifp.2012.0021 Vol. 3 (2012), n. 2, pp. 225-240

Ricerche

La natura della percezione. La fenomenologia


di Husserl e la psicologia della percezione
Carmelo Calì
Ricevuto il 28 febbraio 2012, accettato il 24 maggio 2012

█ Riassunto Questo articolo si concentra sul problema del rapporto tra fenomenologia e psicologia della
percezione. Nella prima parte presenterò alcuni assunti di fondo che qualificano le ricerche sulla percezione
nel campo della fenomenologia teorica (pura) e in quella della cosiddetta fenomenologia sperimentale. Suc-
cessivamente intendo approfondire l’analisi, considerando il concetto specifico di percezione impiegato da
Husserl nella sua fenomenologia e un concetto più lasco di percezione compatibile con la prospettiva psico-
logica per gettar luce sulla possibilità di un approccio integrato, mirante a unificare le analisi fenomenologi-
che e psicologiche nel pieno rispetto delle loro proprie specificità. Nella parte finale del testo cercherò di pre-
sentare alcuni elementi che accomunano l’analisi husserliana della percezione e le ricerche sulla percezione
sviluppate da una prospettiva psicologica da Paolo Bozzi e Cesare Musatti.
PAROLE CHIAVE: Percezione; Fenomenologia; Fenomenologia sperimentale; Psicologia; Scienza.

█ Abstract The Nature of Perception. The Phenomenology of Edmund Husserl and the Psychology of Perception -
This paper deals with the relation between phenomenology and the psychology of perception. In the first part
of the paper I will present some basic assumptions qualifying the investigation of perception in the fields of
theoretical (pure) phenomenology and so-called experimental phenomenology. Next, I will deepen the analysis
taking into account the specific concept of perception proper to Edmund Husserl’s phenomenology and a de-
flationary concept of perception compatible with a psychological perspective in order to shine light on the pos-
sibility of an integrative approach to perception which aims to unify the phenomenological and the psychologi-
cal analyses while fully respecting their particularities. In the last part of the paper I will try to present some
commonalities between Edmund Husserl’s phenomenological analysis of perception and the investigation of
perception developed by Paolo Bozzi and Cesare Musatti from a psychological point of view.
KEYWORDS: Perception; Phenomenology; Experimental Phenomenology; Psychology; Science.

Il problema dei rapporti tra fenomenologia spe- █ Introduzione


rimentale e fenomenologia husserliana o di deri-
vazione husserliana [è un] argomento che prima IL DIBATTITO SUL RAPPORTO TRA fenome-
o poi dovrà essere affrontato – per l’estrema ric- nologia e scienze umane e naturali ha dedicato
chezza di temi che può produrre – ma da psico- particolare attenzione alla filosofia di Husserl. Se
logi e filosofi insieme, non unilateralmente. si adotta la prospettiva della storia della scienza,
PAOLO BOZZI in particolare della psicologia della percezione, è

C. Calì - Dipartimento di Filosofia, Filologia, Arti, Storia, Critica dei Saperi - Università degli Studi di Palermo ()
E-mail: carmelo.cali@unipa.it

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ragionevole ritenere che la ricostruzione dei viduati valori, beni, qualità funzionali percepiti
rapporti tra fenomenologia e scienze si esten- con altrettanta immediatezza come elementi di
da in generale alle assunzioni qualificate sulla un unico mondo condiviso da più agenti.
natura della percezione, sulle caratteristiche Azioni, dichiarazioni, intenzioni altrui so-
formali e il contenuto dei fenomeni percettivi, no altrettanti contenuti di esperienza imme-
sul metodo osservativo più adeguato per stu- diata che contribuiscono a far percepire gli al-
diarla, di cui è possibile dimostrare la capacità tri agenti come differenti solo in quanto porta-
di generare in autonomia teorie, modelli o tori di un punto di vista diverso sulle stesse co-
esperimenti che a vario titolo si riconoscono se. Prima di aderire a qualsiasi teoria, questo
nella fenomenologia o anche di contribuire mondo è descrivibile in modo da catturare le
alla ricerca scientifica sulla percezione. evidenze che caratterizzano l’esperienza pre-
In base a questa ipotesi interpretativa, si scientifica che ciascun soggetto ne ha.
discuteranno alcuni aspetti del rapporto tra Il contenuto di queste descrizioni è deriva-
fenomenologia di Husserl e la psicologia della bile dal nucleo delle percezioni di ciascun os-
percezione. Si ricostruirà il rapporto tra feno- servatore e corrisponde alla realtà per come es-
menologia pura e psicologia della percezione sa gli appare da un determinato punto di vista
in modo deflattivo, evidenziando la possibilità ma concordemente alle apparenze che gli altri
di un’integrazione che non violi la specificità dimostrano di avere. Infatti, questo contenuto
concettuale e scientifica dei rispettivi domini. descrittivo designa tutte le componenti
Quindi, si mostrerà la condivisione di un dell’esperienza fenomenica che preservano coe-
nucleo sostanziale della fenomenologia della renza e consistenza pur attraverso le variazioni
percezione in Husserl e nella psicologia della dovute a diverse circostanze d’osservazione.
percezione di Musatti e Bozzi. Infine, si farà La percezione è forma di conoscenza privi-
riferimento ad alcuni contesti di ricerca in cui legiata del mondo naturale perché ogni sua
alcuni risultati delle analisi di Husserl possono occorrenza è dotata di un’evidenza che legit-
contribuire alla ricerca scientifica. timamente mai è messa in discussione dal-
l’osservatore ingenuo. Se si chiedesse a un os-
█ Fenomenologia e psicologia della servatore di descrivere le proprie percezioni,
percezione in Husserl questi non escluderebbe la possibilità di in-
gannarsi. Né la possibilità dell’inganno percet-
Per Husserl, la percezione assolve funzioni tivo né quella che qualcosa non confermi le
conoscitive essenziali. Essa è fonte epistemica proprietà manifestate in un primo momento o
privilegiata di accesso al mondo naturale che appaia diversamente dalle attese o difforme
dell’esperienza quotidiana e, depurata da signi- dal contesto sono però sufficienti a indurre ra-
ficati o associazioni riconducibili a credenze, gionevolmente un qualsiasi osservatore a revo-
abitudini, consuetudini pratiche, consente di care il carattere di evidenza alla percezione.
selezionare la base di evidenza delle scienze che Ogni modifica che un’apparenza percettiva
ricavano il proprio dominio dall’ambito del x subisce è sempre subordinata alla constata-
mondo naturale, come la fisica o la psicologia. zione che
Il mondo naturale è l’ambiente in cui i sog- (a) x si conforma sempre al senso specifico
getti esercitano quotidianamente le proprie di apparenza percettiva: x deve assumere valo-
capacità cognitive e agiscono. 1 Un mondo di ri determinati di forma, colore, localizzazione,
oggetti percettivi diversamente distribuiti e or- tonalità, intensità, timbro, durata e connetter-
dinati nello spazio e nel tempo, che sono esperiti si con altre variabili percettive in maniera
come indipendenti dall’osservatore nonostante compatibile;
la possibilità di entrare e fuoriuscire dal suo (b) nel caso in cui non si connetta in ma-
campo percettivo perché dotati di forme feno- niera compatibile, x deve essere sostituita dal-
meniche di costanza e identità, in cui sono indi- la percezione di x* che appare altrettanto esi-
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stente di quanto inizialmente apparisse x, co- rienza ordinaria, le variabili sperimentali sono
me quando un oggetto che sembrava ellittico estratte dalle «cose esattamente nel senso in
si mostra circolare all’avvicinarsi dell’osser- cui esse sono datità dell’esperienza» nel senso
vatore o una porzione di una superficie nera si che variano su casi di categorie quali stati di
mostra essere marrone se posta in una zona oggetti e proprietà, dipendenze funzionali, re-
diversamente illuminata. lazioni causa-effetto ciascuno osservato nelle
rispettive consuete trasformazioni e alterazio-
È per questa ragione, secondo Husserl, che i ni o sistematicamente manipolato affinché ne
casi limite di inganni e illusioni percettive non sperimenti delle altre che portino al limite le
cancellano il valore epistemico dell’evidenza precedenti in condizioni controllate. 3
percettiva, ma anzi sono utilizzati dagli osserva- La selezione di oggetti e relazioni fisiche
tori come indizi per migliorare la comprensio- tramite la constatazione o l’induzione di tra-
ne dell’effettivo stato delle cose. Per (a) e (b) il sformazioni consente di riconoscere una certa
carattere evidente della percezione è, infatti, continuità tra contenuto descrittivo percettivo
epistemicamente connesso alla certezza che gli e contenuto degli enunciati esplicativi base
osservatori sono disposti a ascrivere alle appa- della fisica senza però, allo stesso tempo, iden-
renze percettive. Le modalizzazioni della cer- tificarli. La tesi centrale è, infatti, che ogni uni-
tezza (dubbio, delusione, supposizione, possibi- tà di misura o ente fisico deve essere portatore
lità) si costituiscono, di conseguenza, come sue di indici osservabili che rendono possibile rin-
derivazioni che risultano da (una serie di) mo- tracciarne la costruzione sensata a partire
difiche o distorsioni percettive che si mostrano dall’esperienza percettiva: postulare una causa
accoppiate con apparenze percettive standard ignota o un ente non osservabile tradirebbe il
di cui costituiscono le deviazioni sistematiche. 2 significato sia dell’esperienza sia della fisica.
Secondo Husserl, ad ogni scienza corri- D’altro canto, questa tesi non implica una
sponde un dominio specifico di ricerca. Per duplicazione degli oggetti nel mondo naturale e
garantire la validità delle conoscenze, ogni nel mondo della scienza. Dal medesimo oggetto
scienza deve assicurarsi un accesso autonomo che si incontra nella percezione, la fisica ricava
ai fenomeni esclusivamente nei limiti delle un «supporto» per proprietà diversamente de-
proprietà specifiche per il dominio. I caratteri finite da quelle percettive che soddisfano criteri
di evidenza e certezza della percezione ordina- di verità e validità differenti da quelli della real-
ria la qualificano come fonte di conoscenza da tà percettiva. Le proprietà percettive però non
cui acquisire i dati delle scienze che ricavano il sono un «rivestimento» o una «maschera» di
proprio dominio dall’ambito del mondo natu- quelle fisiche perché queste
rale ricorrendo a metodi specializzati di varia-
zione del contenuto descrittivo dell’esperienza si annunciano appunto in quelle sensibili.
percettiva. […] La cosa di cui parla il fisico può essere
In generale le scienze naturali condividono data soltanto sensibilmente, tramite “modi
l’esperienza del mondo naturale e le sue fonti di manifestazioni” sensibili, e quel quid
di evidenza per la rilevanza della sperimenta- identico che si manifesta nella [loro] mute-
zione che richiede osservabilità e constatabili- vole continuità è ciò che il fisico, in rela-
tà di ciò che si suppone esistente anche nel ca- zione a tutte le possibili connessioni
so non sia direttamente percepibile. dell’esperienza (quindi percepite o perce-
In particolare, la fisica sostituisce le descri- pibili) e che possono essere prese in consi-
zioni percettive con la spiegazione causale di derazione quali “circostanze”, sottopone a
proprietà, stati, trasformazioni di oggetti o una analisi causale […] La cosa che egli os-
eventi che si manifestano nella percezione or- serva, che sottopone a esperimenti, che egli
dinaria. Almeno per il dominio fisico di ogget- vede continuamente, che prende in mano,
ti e proprietà correlabili a ciò di cui si fa espe- mette sul piatto della bilancia, introduce
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nella storta: questa e nessun altra cosa di- sempre però la forma matematica con cui
venta il soggetto dei predicati della fisica, rappresentare la connessione funzionale tra
quali sono il peso, la massa, la temperatura, proprietà misurabili in sistemi di coordinate. 6
la resistenza elettrica. Allo stesso modo, Il richiamo all’esperienza percettiva è es-
sono gli accadimenti e le connessioni per- senziale per evitare una reificazione della
cepite che vengono determinate mediante struttura matematica e concettuale della
concetti come forza, accelerazione, ener- scienza che secondo Husserl tale dovrebbe
gia, atomo, ione. 4 apparire ingiustificata agli stessi scienziati e
teorici della conoscenza. 7
La tesi della tracciabilità percettiva del Per Husserl, è innegabile che alle scienze na-
dominio della fisica riconosce la possibilità turali corrisponda un’ontologia della natura in-
che unità di misura e enti della scienza non si terpretata come dominio di oggetti governati da
presentino come apparenze di oggetti perce- leggi interconnesse. Non è però razionalmente
pibili. Husserl è consapevole in prima persona giustificato considerare le leggi della meccanica,
del fatto che la potenza esplicativa delle scien- della geometria o della fisiologia l’unica descri-
ze in genere, siano esse sperimentali, empiri- zione ammessa del mondo oggettivo al quale
che o pure, derivi storicamente dalla matema- contrapporre il mondo dell’esperienza come
tizzazione. 5 dominio della mera soggettività.
Il ricorso a funzioni algebriche, alle tecni- Tale inferenza errata misconosce le condi-
che dell’analisi, alla geometria analitica è ne- zioni che rendono sensate le costruzioni degli
cessario per trattare uniformemente tutti i ge- enti scientifici e della loro validità tramite ma-
neri di proprietà e eventi, di là dalle distinzioni tematizzazione e genera errori concettuali che
pre-newtoniane tra grandezze relative alla fi- rischiano di trasformarsi in ostacoli alla ricer-
gura, al moto o a qualità diffuse come il colore ca. Infatti, probabile conseguenza di tale infe-
o il suono. renza è l’equiparazione gli oggetti percettivi a
È l’architettura matematica condivisa dalle «una parvenza o una falsa immagine della “ve-
scienze a consentire la scoperta di leggi causa- ra” cosa della scienza fisica», così come delle
li, la formulazione di previsioni sul compor- proprietà fenomeniche a «segni» delle pro-
tamento di un sistema, date certe condizioni prietà fisiche. 8
ideali di perfetta regolarità nella co-variazione, Se divengono «l’istintivo sostegno di qual-
e le applicazioni di scienze pure come la geo- cosa d’altro a esso intrinsecamente estraneo»
metria fisica. che ne è la «causa nascosta», i fenomeni per-
Entro questa architettura condivisa, le di- cettivi sono ridotti a grandezze fisiche o fisio-
stinzioni tra le scienze si instaurano in funzio- logiche che costituiscono le uniche variabili a
ne del metodo con cui ciascuna ricava il pro- cui si riconosce un ruolo causale. La spiega-
prio dominio rilevante e lo idealizza o forma- zione della percezione è però così epistemolo-
lizza: idealizzazioni per passaggi al limite per gicamente spuria. Infatti, la relazione causale
la definizione di proprietà esattamente ripro- che si postula tra apparenze della «mera sog-
ducibili codificabili in assiomi da porre alla gettività» e grandezze non fenomeniche è
base di sistemi deduttivi, come nel caso della equivoca poiché sussiste tra enti di genere dif-
geometria; astrazioni dalle circostanze di tratti ferente: «l’essere fisico “oggettivo” e quello
non rilevanti per definire le grandezze in ter- “soggettivo” che si manifesta nell’esperienza
mini di variabili e esprimerne la correlazione immediata». Anche in questo caso, Husserl
rappresentandone la covariazione nella di- non nega che la psicologia della percezione sia
pendenza funzionale tra quantità numeriche legittimamente parte delle scienze naturali né
secondo una determinata legge matematica, che le scoperte che sulla percezione è possibile
come per la fisica. ottenere tramite le conoscenze fisiche e fisio-
Ogni dominio scientifico condividerà logiche siano interessanti. Egli intende invece
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ricavare la possibilità di un dominio che indi- alla ricerca sperimentale. Essa studia l’«e-
vidui la natura specifica delle apparenze e le sperienza psicologica» degli osservatori, un
leggi autonome che ne governano funzione, costrutto fenomenico ottenuto modificando e
ordine e connessione. Si tratta, in realtà, di variando nel modo suddetto le descrizioni
domini correlati a conoscenze autonome spe- dell’esperienza ingenua.
cificabili a differenti livelli di astrazione. 9 Al pari della geometria, il cui dominio non
A un primo livello, la psicologia della per- è vincolato dalle proprietà attuali che gli og-
cezione sostituisce le descrizioni percettive getti o lo spazio mostrano nell’esperienza or-
dell’osservatore ingenuo con la spiegazione dinaria ma anzi aperto dalla considerazione di
causale dei modi in cui gli oggetti appaiono. A strutture possibili dello spazio, anche la ricerca
differenza della fisica, essa non considera le psicologica può svincolarsi dalla descrizione di
apparenze come designatori di un supporto singole apparenze.
fenomenico per variabili di genere diverso, Come la geometria si occupa delle varietà
bensì le assume come enti di un dominio spe- possibili dello spazio indipendentemente dalla
cificato dallo spazio-tempo della fisica per forma determinata che è specificata nella
scoprirne condizioni di insorgenza, successio- esperienza ordinaria di un mondo tridimen-
ne e rapporti in funzione della loro apparte- sionale, così la psicologia pura studia le appa-
nenza a un organismo soggetto a leggi fisiolo- renze indipendentemente dal riferimento che
giche determinate. esse veicolano per un organismo soggetto a
I soggetti sono equiparati a realtà naturali determinate leggi psicofisiche.
su cui è possibile applicare metodi di misura Si giunge così alla “psicologia pura” che so-
per scoprire leggi psicofisiche di correlazione stituisce il contenuto delle descrizioni percet-
tra condizioni di stimolazione e proprietà fi- tive del mondo naturale con variabili che va-
siologiche del sistema nervoso in modo da in- riano sistematicamente sulla natura delle ap-
dagare le cause della specificità di risposta sen- parenze, sulle loro connessioni e sulle circo-
soriale. stanze osservative.
La ricerca psicologica sulla percezione non Gli enunciati della psicologia pura desi-
si esaurisce però nella psicofisica e nella fisio- gnano, allora, ogni apparenza percettiva solo
logia. Essa può costruire i propri enunciati so- come una tra le esemplificazioni della molte-
stituendo il contenuto descrittivo della perce- plicità di apparenze e connessioni possibili.
zione ordinaria dell’osservatore ingenuo con Essa analizza (i) le strutture che governano i
variabili che variano sulle proprietà interne rapporti tra parti delle apparenze percettive,
delle apparenze che consentono all’osserva- (ii) la concatenazione tra apparenze diverse
tore di riferirsi a oggetti, proprietà, stati e appartenenti ai vari generi qualitativi, (iii)
eventi manifestati. Indipendentemente dalla l’ordine di simultaneità e successione percetti-
rilevazione e misura dei parametri fisici e fisio- vi che compongono il dominio di un “a priori
logici della capacità sensoriale (Empfinden- psicologico”:
samkeit) dell’organismo, la psicologia si occu-
perà delle caratteristiche delle singole appa- Come vi è un a priori […] riguardo alla co-
renze percettive che consentono la conoscenza sa fisica, [...] allo stesso modo vi è anche un
del mondo circostante. apriori psicologico [che è analizzato]
Ciascuna caratteristica classificabile è di- quando ci trasponiamo col pensiero nei
pendente dalla costellazione di stimoli in cir- nessi percettivi nei quali una cosa giunge
costanze osservative date. Gruppi di caratteri- costantemente a datità sempre più perfet-
stiche saranno classificabili per costellazioni di ta, mantenendo sempre la propria identità,
stimoli equivalenti tra circostanze effettive di- oppure chiariamo a noi stessi che cosa è la
verse. Questo compito qualifica la psicologia causalità in quanto tale quando ci traspo-
come una scienza descrittiva che si affianca niamo dentro i nessi nei quali le interdi-
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pendenze delle modificazioni delle cose si Attraverso una distinctio phaenomenologica


mostrano gradualmente e in una conferma si modifica il contenuto descrittivo empirico e
progressiva. 10 concettuale delle proposizioni scoperte in pre-
cedenza, senza metterne in dubbio la validità,
Ciascun episodio percettivo diviene ogget- per studiare così natura e organizzazione in-
to di studio non come modo di apparire di un terna delle possibili qualità apparenti. Alla de-
singolo oggetto esistente in particolari circo- scrizione della molteplicità di apparizioni pos-
stanze di osservazione, bensì come esempio da sibili la fenomenologia eidetica pura sostitui-
cui estrarre diverse proprietà fenomeniche di sce la descrizione della struttura autonoma di
cui analizzare la struttura e le forme di combi- colori, forme o suoni.
nazione possibili indipendentemente dal rife- Quindi, la fenomenologia eidetica pura
rimento a oggetti esistenti nel mondo naturale della percezione non introduce nuovi enti in
e a singole circostanze osservative. aggiunta a quelli ordinari del mondo naturale
Le apparenze di oggetti esistenti servono dell’esperienza pre-scientifica mostrati dalle
quindi solo come esempi rappresentativi di un qualità percettive, bensì individua le proprietà
sistema di apparenze possibili al pari della necessarie de re che definiscono gli invarianti
funzione che il disegno di una figura spaziale di un definito dominio qualitativo: la catego-
assolve per una dimostrazione geometrica. ria strutturata del colore o del suono come
Per questa ragione, il carattere di esistenza campo di variabilità di tutti e soli i valori lun-
attribuito agli oggetti percettivi non vincola le go le dimensioni specifiche che spettano loro
analisi della psicologia pura della percezione. per natura (Wesen).
Il suo dominio è costituito dalle forme della Per esempio, qualsiasi colore varia in tona-
percezione considerate in «incondizionata lità, saturazione, luminosità e le variazioni so-
generalità» con l’obiettivo di spiegare i fattori no connesse da relazioni specifiche. Ciascuna
interni al sistema delle apparenze. variabile cromatica assume valori determinati
Al pari della cinematica che sostituisce il a diversi livelli della struttura dello spazio
contenuto degli enunciati sulla causa del moto cromatico: singolarità (un particolare cam-
dei corpi con variabili per descriverlo quanti- pione come esempio di sfumatura blu), specie
tivamente astraendo dalle cause che lo hanno (serie turchese-blu-azzurro nel campo del blu),
generato; al pari della geometria che sostitui- genere (blu o verde nel campo del colore). I
sce il contenuto di enunciati sulle trasforma- valori assunti sono quelli ammessi entro i
zioni dei corpi dovuti a cause reali con la de- campi a ciascun livello dello spazio cromatico
scrizione del sistema di tutte le deformazioni e ogni variazione avviene entro i limiti che de-
possibili delle figure. finiscono ciascun livello in conformità ai vin-
Dallo stesso ambito della percezione del coli imposti dalla natura del colore. Un dato
mondo naturale è possibile, per Husserl, rica- cromatico è analizzabile, quindi, come una
vare un dominio di analisi ancora più astratto. particolare combinazione di valori di tonalità,
Se si fanno variare arbitrariamente le proprie- saturazione, luminosità la cui occorrenza è
tà di una apparenza percettiva considerata nel una particolare apparenza che implica sempre
suo contesto reale o di una serie possibile la realizzazione dei valori possibili nelle forme
qualsiasi di apparenze scoperte dalla psicolo- compatibili con la posizione occupata nello
gia sperimentale e a priori, si specifica una spazio cromatico.
classe di variabili fenomeniche come indici Secondo Husserl, le descrizioni della fe-
qualificati dell’ordine e della struttura che re- nomenologia eidetica pura della percezione
gola la comparsa di ogni singola proprietà ap- dovrebbero comporre un sistema completo
parente – sia essa relativa alla forma, al colore dell’ordine dei possibili stati di cose qualitativi
o al suono – in quanto appartenente a una ca- realizzabili dai dati delle apparenze percettive
tegoria determinata. in circostanze ordinarie.
La natura della percezione 231

La sostituzione di una psicologia pura, che Apparenze distorte, ingannevoli, illusorie o


senza forzare gli intenti di Husserl è ragione- errate così come la possibilità di apparenze to-
vole definire fenomenologica perché si applica to genere differenti in mondi dalla composi-
al dominio delle forme di connessione possibi- zione fisica differente per organismi fisiologi-
li delle apparenze, con la fenomenologia può camente differenti non costituiscono casi di
avvenire a un livello di astrazione ancora violazione della sensatezza della percezione.
maggiore. Infatti, le prime mostrano comunque un signi-
Infatti, ogni conoscenza fondata sull’evi- ficato percettivo: si qualificano come tali solo
denza relativa alla molteplicità delle apparenze perché sono deviazioni sistematiche da appa-
percettive possibili e alle strutture necessarie renze normali e ottimali.
degli stati di cose qualitativi possibili può essere D’altro canto, la possibilità di una percezio-
trasformata in proposizioni descrittive che ne che restituisca un mondo fenomenicamente
esprimano le condizioni generali a cui una per- diverso per osservatori di struttura organica e
cezione ha senso. Per esempio: storia evolutiva essenzialmente diverse non è
▶ “vedere x così e così nelle circostanze y e un’assurdità. Per quanto differiscano le pro-
da z”, là dove x è qualificato secondo un punto prietà fenomeniche rilevanti che apparirebbero
di vista che rende accessibili alcuni suoi aspetti nella percezione, essa dovrà rispettare le regole
in una relazione determinata ad altri aspetti di coerenza e consistenza interne previste per
momentaneamente non visibili e ad aspetti vi- assicurare una conoscenza dell’ambiente. 11
sibili di altri oggetti che è ulteriormente specifi- Un caso immaginabile di contro-senso a
cata da rapporti di distanza-grandezza con gli parte objecti sarebbe invece una percezione
oggetti intorno così come essi appaiono da z; non selettiva per i fattori fenomenici che con-
▶ o “x visto così da z 1 rispetto ad a e così sentono di cogliere l’intero oggetto nel lato
da z 2 rispetto a b”, là dove x appare conti- che ne appare o la sua completezza quando
nuamente come lo stesso oggetto attraverso, esso appare parzialmente coperto da altri og-
per esempio, traslazioni o rotazioni rispetto a getti. Si contravverrebbe così a proprietà della
intorni percettivi diversi pur modificando natura della percezione che deve discriminare
chiarezza e distinzione del modo in cui ne ap- e unificare gli aspetti degli oggetti, quindi con-
paiono tutte o alcune sue proprietà percettive. cettualmente necessarie perché dettate dalla
È possibile immaginare, allora, di modifi- forma stessa della percezione.
carne i termini arbitrariamente in modo tale Si avrebbero, quindi, episodi percettivi
da individuare entro quali limiti le proposi- “materialmente impossibili” al pari di un suo-
zioni esprimono sensatamente le proprietà no senza timbro o di un colore privo di tonali-
cognitive specifiche della percezione in gene- tà, saturazione o luminosità o senza alcun
rale e i confini che la separano per natura dal supporto materiale su cui diffondersi. Un caso
contro-senso e dall’assoluta mancanza di sen- immaginabile di contro-senso a parte subjecti
so, vale a dire da violazioni di regole, ordine sarebbe una percezione priva di un punto di
categoriale e forme possibili di combinazione vista che vincola l’apparire di distanza, gran-
che farebbero decadere le proprietà epistemi- dezza, localizzazione dell’oggetto e i valori di
che necessarie e i criteri di validità della perce- chiarezza, intensità, date certe condizioni sog-
zione come attività conoscitiva del mondo na- gettive e ambientali.
turale. Un esempio di non senso sarebbe invece
Si apre così il dominio della fenomenologia una percezione che non offra nessun oggetto,
trascendentale, una teoria filosofica che ana- violando così il principio dell’intenzionalità, o
lizza la forma pura della percezione sostituen- che pretenda di fornire conoscenza diretta di
do a tutte le descrizioni precedenti la defini- un oggetto che per definizione è impossibile
zione delle condizioni di sensatezza a parte appaia all’osservatore in condizioni ordinarie
subjecti e objecti della percezione. o integrate da strumenti che semplicemente
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estendono discriminazione e risoluzione della █ Fenomenologia come scienza


capacità percettiva. sperimentale: chiusura epistemologica e
In questo caso, la percezione sarebbe impos- questioni di misura
sibile perché contravverrebbe alla sua forma: la
percezione dovrebbe fornire conoscenza diretta È interessante rilevare quanto il progetto di
o indiretta di un oggetto che in linea di principio Husserl di un’analisi delle forme di connessio-
sfugge alle connessioni che organizzano le appa- ne autonome dei fenomeni, al pari della rico-
renze degli oggetti nell’esperienza e alle leggi de- struzione di una grammatica come condizioni
gli stati di cose qualitativi che vi si realizzano. astratte della sensatezza dei fenomeni percet-
Per definizione, un oggetto simile non dà tivi, sia concettualmente affine alla definizione
luogo ad alcuna serie di apparenze percettive di Bozzi di una scienza della percezione come
né consistente né inconsistente ed equivale a fenomenologia sperimentale.
un’espressione linguistica priva di senso per- Per fenomenologia sperimentale Bozzi in-
ché viola le regole di buona formazione degli tende una scienza sperimentale pura che studi
enunciati come, per esempio, “verde è o”. 12 la percezione juxta propria principia: le cono-
A differenza del contro-senso percettivo, in scenze applicate al dominio della percezione
cui è sempre possibile specificare le proprietà devono essere constatabili, la teoria deve esse-
che contravvengono alla natura della perce- re composta da designatori di proprietà feno-
zione tanto da designare quali oggetti o stati è meniche, unità descrittive e esplicative devono
impossibile incontrare in un’esperienza per- essere introdotte per definizione ostensiva, le
cettiva reale o possibile, la violazione della variabili sperimentali devono avere tutte natu-
forma della percezione non consente neanche ra fenomenologica di osservabili ripetibili a
di individuare quali aspetti mancano alla per- parità di circostanze, i modelli delle condizioni
cezione per essere tale. dei rendimenti percettivi costruiti con le evi-
La fenomenologia della percezione di Hus- denze sperimentali devono poter essere con-
serl trova allora una ragione di distinzione dal- temporaneamente pezzi di fenomeni e parti
la psicologia solo nella misura in cui definisce della teoria. 13
una meta-teoria delle teorie della percezione Il dominio della fenomenologia sperimen-
descrittive e sperimentali al pari di come nel tale è ricavabile per Bozzi da una classe di fe-
progetto di Husserl la logica come forma e on- nomeni di cui è «insensato» dubitare, perché
tologia è teoria delle forme possibili di teoria. la possibilità di constatarne le proprietà evi-
Le descrizioni della fenomenologia pura e denti rispetto alle operazioni e trasformazioni
trascendentale comportano allora implicazio- ammissibili li qualifica come fenomeni ine-
ni significative per la teoria della percezione. mendabili che non rimandano o rappresenta-
Infatti, ogni conoscenza di livello più astratto no alcunché di là da sé stessi. Queste evidenze
non deve essere necessariamente esplicitata si candidano, quindi, al ruolo di esemplifica-
nell’analisi a livelli di astrazione inferiori, il che zioni di tipi di possibilità astratte di rendimen-
garantisce che le spiegazioni scientifiche non ti percettivi. 14
debbano dipendere da definizioni concettuali Bozzi esemplifica l’impossibilità logica di
o viceversa. dubitare di un fenomeno con la figura di Mül-
Tuttavia, una conoscenza astratta ottenuta ler-Lyer rispetto alla quale:
per distinctio phaenomenologica, se valida, deve (1) la proposizione «vedo due segmenti di
essere epistemicamente inclusa nelle descri- differente lunghezza» è vera;
zioni a livello di astrazione inferiore così come (2) la proposizione «vedo due segmenti di
le proprietà di ordine e struttura che appar- uguale lunghezza» è falsa, a meno che
tengono al genere colore sono parte di ogni (T 1 ) se ne muti l’apparenza, cambiando le
concreta singolarità che lo realizza nelle varia- condizioni di presentazione, isolando e distan-
bili sfumature di cui si fa ordinaria esperienza. ziando i segmenti dai settori angolari;
La natura della percezione 233

Le proposizioni cartesiane non designano


(T 2 ) la si compari con un’evidenza non ri- solo descrizioni di evidenze ma anche gli os-
levata direttamente nel fenomeno sotto osser- servabili generati da trasformazioni constata-
vazione, perché ottenuta con un’operazione bili che, applicate ai fenomeni, generano va-
che fa riferimento a unità non fenomeniche, riazioni o alterazioni ripetibili: mutare il colo-
come nel caso in cui si marca la distanza tra gli re di un quadrato di sfondo a due campioni di
estremi dei segmenti facendoli coincidere con grigio identico finché non appaiano diversi o
le punte di un compasso che mantiene la stes- di due grigi diversi finché non appaiano iden-
sa ampiezza nella trasposizione dall’uno tici; modificare i margini di una di due figure
all’altro. ricoperte dallo stesso colore finché i colori non
Quindi: appaiano diversi; spostare gli elementi disposti
(3) la proposizione «dubito che i due seg- a uguali distanze in una matrice finché non
menti siano uguali» è sensata perché è possi- emergono raggruppamenti distinti per righe o
bile constatarne il valore di verità con le modi- colonne, e così via.
fiche T 1 e T 2 ; Se p e q sono proposizioni cartesiane sulle
(4) la proposizione «dubito che le due li- due variabili, allora è possibile scoprire il rap-
nee siano diverse» è un non senso perché non porto R(p, q), che sarà esprimibile anch’esso in
esiste procedura diretta o indiretta per valuta- una proposizione cartesiana che includa nel
re la fondatezza del dubbio nell’atto stesso di contenuto la trasformazione, per poi quantifi-
osservarla. care sperimentalmente quanto la variazione di
Per dubitare sensatamente della diversità q dipenda dalla variazione di q. In questo caso,
di estensione mentre essa appare come pro- sarà possibile enunciare una nuova proposi-
prietà rilevante di un episodio percettivo biso- zione cartesiana nella forma q=f(p).
gnerebbe, infatti, riferirsi a un altro episodio L’insieme di tali fenomeni e delle proposi-
percettivo, come nella nuova evidenza di T 1 , zioni che ne descrivono proprietà, variazioni e
oppure abbandonarne l’apparenza per operare trasformazioni è il dominio che Bozzi defini-
su di essa, come nell’uso di strumenti in T 2 . sce “esperienza fenomenica”.
Di conseguenza, per Bozzi, non è possibile Tramite un nuovo genere di trasformazioni
né giustificare né rigettare il dubbio sul- è possibile poi definire un nuovo dominio di
l’apparenza della Müller-Lyer. ricerca che Bozzi chiama “esperienza epistemi-
Dati fenomenici con lo stesso valore epi- ca”. Si faccia coincidere un doppio decimetro
stemologico sarebbero l’apparenza di espan- con le estremità dei segmenti di una figura di
sione o contrazione di un disco in rotazione su Müller-Lyer, si sovrapponga uno schermo di
cui si è tracciata una spirale, a dispetto della riduzione a due figure con contorni differenti
costanza accertabile di dimensione e localizza- ricoperte da sfumature di colore apparente-
zione; due rossi che appaiono diversi, se si dif- mente diverse. Si otterranno così evidenze in-
fondono su superfici con margini differenti, compatibili con quelle dell’esperienza fenome-
oppure uguali, se osservati in isolamento. nica: i segmenti appaiono ricoprire uguali di-
Questi dati sono i contenuti di “proposizio- stanze sul doppio decimetro, i due colori ap-
ni cartesiane”: proposizioni descrittive necessa- paiono uguali attraverso il foro dello schermo
riamente vere il cui valore di verità non è pre- di riduzione.
servato se se ne modifica il contenuto con clau- Assumendo l’invarianza del doppio decime-
sole quali “sembra che”. Se un osservatore af- tro, la costanza di riflettanza della superficie
fermasse “sembra che i segmenti siano di lun- misurata da un fotometro, si constatano allora
ghezza differente”, gli si potrebbe sensatamente nuove evidenze che cadono nella percezione e
chiedere a cosa si sta in realtà riferendo per giu- appaiono reciprocamente incompatibili con
stificare le ragioni di un dubbio che non è sup- quelle espresse da proposizioni cartesiane.
portato da ciò che è sotto-osservazione. Queste nuove evidenze non sono parti del
234 Calì

mondo fenomenico, bensì pezzi di una classe Il carattere nominale della misurazione
particolare di osservabili: misure ottenute con non è sufficiente a conferirle un significato ar-
operazioni strumentali specifiche che rimanda- bitrario. Per Musatti, infatti, la stipulazione
no a referenti di là dalla esperienza fenomenica. della funzionalità della misura conserva le re-
Si tratta di enti e proprietà come per esempio la lazioni qualitative di ordine che già nella per-
lunghezza, che sono ottenuti per approssima- cezione consentono di istituire una serie ordi-
zione a un limite ideale a partire da certe pro- nata di fenomeni di estensione o temperatura
prietà fenomeniche, come l’estensione, con cui maggiore o minore dei corpi.
intrattengono relazioni specificabili. Il passaggio da una determinazione quali-
È fondamentale allora comprendere che tativa alla misura quantitativa è consentito
ruolo assegnare ai nuovi enti introdotti nel- dalla scelta di un moto uniforme, assieme a
l’esperienza epistemica perché il riferimento tutti e soli quei moti corrispondenti, o di una
alle misure non violi la chiusura di una scienza variazione di volume dei corpi che siano evi-
pura dell’esperienza fenomenica. A tal fine, dentemente idonei a supportare la definizione
Bozzi cita l’analisi concettuale di Musatti del nominale:
percorso che conduce da un sotto-insieme
qualificato di proprietà fenomeniche a un in- Esistono […] determinate indicazioni per la
sieme di referenti di misura ideali. scelta di quei fenomeni su cui fondare la de-
Musatti ricorda che ogni misura si fonda finizione convenzionale dei nostri concetti
su un rapporto funzionale istituito tra una quantitativi. E questo perché i vari concetti
grandezza e (a) la rilevazione di lunghezze con quantitativi non sono coniati isolatamente,
strumenti che registrano intervalli eguali di ma debbono costituire nel loro insieme un
spazi (percorsi da una bolla, da un raggio lu- sistema, che consenta quell’organizzazione
minoso, dal menisco di una colonna liquida) o dei dati di osservazione in cui la rappresen-
(b) il conteggio di un gruppo di elementi di- tazione scientifica della realtà consiste. 16
screti. 15
Tale rapporto funzionale è istituito da una Ciò vale anche per il principio del libero
definizione nominale: la misura del tempo con movimento, fondamento del concetto di mi-
un orologio naturale, il moto del sole, o artifi- sura, per cui deve esistere una classe di corpi
ciale dipende dalla constatazione che a spazi con la proprietà di spostarsi liberamente nello
eguali del moto apparente del sole o dell’indice spazio preservando l’invarianza delle dimen-
dell’orologio corrispondono tempi uguali, ma sioni lineari e angolari. Il principio del libero
il carattere uniforme del moto del sole o movimento non implica, però, che tutti i corpi
dell’orologio non può essere stabilito in prece- siano indeformabili, bensì esclude solo che
denza con uno strumento di misura diverso. tutti i corpi siano deformabili.
Quindi, il carattere uniforme del moto appa- Anche in questo caso, sarà possibile ricor-
rente del sole è selezionato proprio perché tale rere a evidenze relative a determinati corpi e
da dare una definizione del rapporto di fun- condizioni per il loro trasporto che valgano
zionalità alla base della misura del tempo. come indicazioni per la selezione di quei corpi
Lo stesso vale, per esempio, per la tempera- rigidi idonei a rivestire il ruolo di strumenti e
tura: che a spostamenti uguali del menisco di unità di misura. Per Musatti, si può immagi-
una colonna liquida corrispondano incrementi nare allora un percorso concettuale che dalla
o decrementi uguali di temperatura grazie alla iniziale assunzione di pari indeformabilità di
costanza del coefficiente di dilatazione del li- una classe ampia di corpi conduca a successive
quido è un fatto che è impossibile verificare se constatazioni delle differenze di comporta-
non appellandosi proprio alla proporzionalità mento dei corpi solidi a condizioni di tempe-
tra dilatazione dei corpi per assorbimento del ratura e pressione sempre più selettive fino
calore e aumento della temperatura. alla specificazione di una classe ristretta di
La natura della percezione 235

corpi ideali che preservano la rigidità in con- cosiddetto mondo esterno e «cose del-
dizioni limite e possono essere assunti come l’esperienza» dentro la mente dei soggetti.
unità campione o di misura 17. L’esperienza fenomenica si trasforma dun-
I pezzi della classe di osservabili dell’e- que nell’esperienza privata di ciascuno, nella
sperienza epistemica designano le proprietà «esperienza psicologica» dei soggetti. Una
limite di invarianza meccanica o proiettiva ot- espressione che demarcherebbe il passaggio
tenute con operazioni di misura e strumenti dalla quantità alla qualità da cui si inferisce
determinati sul materiale fenomenico. Per erronamente il carattere privato e irrimedia-
questa ragione, essi conservano una pur resi- bilmente in prima persona del dominio della
dua congruenza con la classe di fenomeni ricerca scientifica e sperimentale sulla perce-
dell’esperienza fenomenica e di conseguenza zione, la cui unica giustificazione è assicurata
possono essere utilizzati con buona affidabili- dai metodi della psicofisica o dall’adesione a
tà per costruire le condizioni stimolo ragione- una forma riduzionista.
volmente appropriate per generare le caratte- Rispetto alla fenomenologia di Husserl,
ristiche percettive dei fenomeni da studiare. quindi, la ricerca di Bozzi pare distinguersi so-
La misura delle proprietà meccaniche e lo per l’obiettivo: dalla costruzione di una me-
proiettive introdotte nell’esperienza epistemi- ta-teoria in grado da orientare la teoria della
ca consente, allora, di descriverne le proprietà conoscenza alla definizione del progetto di
fenomenologiche anche nei casi di incompati- uno studio sperimentale della percezione in
bilità grazie alla loro congruenza di principio e grado di far riferimento a conoscenze auto-
fornire così nome e generare scoperte di validità fenome-
nologica autonoma.
un importante appoggio esterno alla consi- Condivisi sono invece la specificazione di
stenza interna della teoria, in fenomenolo- una fonte di evidenza indipendente e la defi-
gia sperimentale. L’esplorazione diretta nizione delle condizioni della chiusura episte-
delle proprietà delle cose permette di co- mologica della ricerca sulla forma autonoma
struire descrizioni inter-osservative stese della percezione.
nel linguaggio comune […] e appoggiate
dall’esterno dai protocolli ottenibili dai █ Sensazione e percezione
soggetti in condizioni asettiche. In questi
contesti descrittivi sono rintracciabili con- Nella fenomenologia di Husserl, la tesi
nessioni funzionali, già esprimibili in parte dell’intenzionalità è deputata ad assolvere
in un linguaggio formalizzato. 18 l’esigenza di garantire un presupposto adegua-
to all’analisi della percezione.
La formalizzazione contribuisce alla defi- L’intenzionalità è, infatti, un carattere fe-
nizione fenomenologicamente pura delle con- nomenologico: una proprietà constatabile e
nessioni funzionali tra fenomeni integrando la descrivibile della percezione cui si ha accesso
ripetibilità inter-osservativa delle trasforma- in manifesti contesti d’esperienza. Essa non è
zioni che generano le proposizioni cartesiane. una proprietà non ordinaria degli atti percet-
Al pari di Husserl, però, Bozzi segnala il ri- tivi né una proprietà di oggetti mentali non
schio di reificare i nuovi osservabili del- ordinari, quali contenuti e immagini mentali o
l’esperienza epistemica. Se il procedimento di rappresentazioni interne.
approssimazione alle invarianze limite si tradu- Se si considera la nozione intuitiva e pre-
ce nell’assunzione che gli oggetti abbiano solo teorica che per Smith e McIntyre è un “con-
natura fisica o geometrica e che la percezione cetto-guida” della teoria di Husserl, la tesi
aggiunga solo delle qualità fenomeniche a tali dell’intenzionalità percettiva garantisce che:
proprietà reali, si incorre in una duplicazione (1) ad apparire nella percezione sia un og-
delle cose dell’esperienza: oggetti materiali nel getto, non un complesso di sensazioni o
236 Calì

un’immagine interna degli oggetti; servare l’autonomia della struttura della per-
(2) le proprietà che consentono la distin- cezione rispetto alle conoscenze filosofiche e
zione tra percezioni veridiche, ingannevoli, scientifiche che indurrebbero a introdurre nel-
errate o illusorie derivino da proprietà essen- la ricerca costrutti, come quello di sensazione,
ziali della forma delle apparenze percettive, in riconducibili a determinate interpretazioni
primo luogo dalle varietà di ordine e connes- delle conoscenze sulle cause fisiche e fisiologi-
sione dei fenomeni che determinano la possi- che soggiacenti. 21.
bilità di inconsistenze percettive. 19 Husserl interpreta invece la ricerca sulla
Alcuni commentatori hanno ritenuto che percezione come specificazione concettuale
l’impiego dell’espressione Empfindungsdaten delle condizioni della percezione rilevabili nel
da parte di Husserl sia prova sufficiente per materiale fenomenico di cui presiedono alla
ravvisarsi l’eredità di una teoria à la von formazione e descrivibili in termini di relazio-
Helmholtz che identifica la percezione con il ni e forme di ordinamento conformi a leggi. 22
risultato di un’integrazione del materiale sen- Egli analizza le condizioni di omogeneità,
soriale da parte di funzioni intellettive ritenute somiglianza, conflitto e contrasto che consen-
superiori alla mera registrazione sensoriale tono al materiale percettivo di emergere come
causalmente determinata da leggi fisiche e unità su uno sfondo, in base a una discontinui-
meccanismi fisiologici. 20 tà qualitativa, di raggrupparsi in un’unità
Nella struttura concettuale che Husserl as- chiusa e indipendente da altre unità emerse
segna all’intenzionalità, tuttavia, questa nel campo percettivo, di segregarsi in unità
espressione designa solo una parte delle appa- differenti o in parti distinguibili di una mede-
renze percettive e non sense data. Dati senso- sima unità articolata.
riali come l’essere-rosso e l’essere-rotondo non A tali condizioni si affiancano la coinci-
sono oggetti mentali portatori di qualità sen- denza per sovrapposizione, la congruenza per
sibili che catturano ciò che all’osservatore uguaglianza e i fenomeni inversi che consen-
sembra di vedere nell’esperienza degli oggetti tono di riconoscere unità percepite in momen-
intorno a sé. Infatti, non sono proprietà ti diversi come simili, identiche, diverse. Tali
dell’esperienza visiva di x, bensì qualità feno- condizioni sono anche alla base della perce-
meniche indipendenti al pari della x percepita zione di raggruppamenti di elementi come
a cui appartengono. singolarità, pluralità e molteplicità a diversi
D’altro canto, la percezione non è una serie gradi di connessione variamente vincolanti tra
di impressioni sensibili: una sfumatura di ros- componenti. Esse corrispondono, dunque, a
so è parte di un percetto solo se appare come forme di ordinamento di coesistenza e succes-
proprietà della superficie di una cosa e fa parte sione degli oggetti percettivi nel campo visivo,
della sua natura la possibilità di apparire come considerato sia isolatamente nella sua forma
la stessa in circostanze diverse a dispetto di di ordine locale sia integrato con le serie tem-
variazioni di illuminazione. porali che presentano gli oggetti che vi ap-
Quando afferma che i dati sensoriali non paiono di volta in volta localizzati.
sono sufficienti a fissare il riferimento percet- In generale, a ciascun campo percettivo
tivo, dunque, Husserl non sostiene una teoria appartengono forme di connessione e conca-
della percezione come integrazione di unità tenazione delle unità specificamente diverse: il
sensoriali atomiche. Una qualità sensibile non campo visivo presenta più serie di unità con-
è di per sé un’apparenza percettiva: una sfu- catenate di cui un punto qualifica un aspetto
matura di rosso è parte di un percetto se e solo locale di un oggetto, una linea una connessio-
se essa appare come proprietà di una cosa, in- ne in cui convergono serie di aspetti visti o vi-
tegrata a una superficie, in determinate condi- sibili di uno o più oggetti; il campo sonoro è
zioni e da uno specifico punto di vista. caratterizzato da serie di elementi in succes-
La tesi dell’intenzionalità deve allora pre- sione con gradi di continuità, intensità separa-
La natura della percezione 237

zione in fasi variabili ma è incapace di connes- cetti e degli assiomi essenziali che conducono
sioni di unità coesistenti; il campo tattile con- alla fondazione di una geometria e di una topo-
divide con la forma d’ordine locale del campo logia di questi campi» nonché delle possibili
visivo e la possibilità di invertire l’ordine di forme qualitativamente determinate che le uni-
presentazione degli elementi. tà percettive realizzano e dei casi di mutamen-
Ogni campo costituisce, quindi, un sistema to, integrazione e incompatibilità tra esse. 25
di posizioni stabili che qualifica le unità per- Musatti sostituisce la nozione di campi
cettive grazie alla proprietà per cui ciascun percettivi strutturati a quella di sensazione
punto è invariante per posizione locale rispet- della tradizione della psicologia della perce-
to alla varietà delle circostanze della percezio- zione, analizzandone la legge di composizione
ne e alle differenze di contenuto e al principio in termini di trasformazioni. Un dato percet-
per cui uno stesso punto non può essere riempi- tivo è ammesso in una classe se è possibile
to contemporaneamente da due qualità del tramite una variazione percettiva continua
medesimo genere percettivo. La composizione trasformarlo in un altro dato qualsiasi che le
delle qualità delle unità percettive dipende poi appartiene senza oltrepassare il limite di là dal
dalla natura specifica della modalità percettiva. quale diverrebbe membro di un’altra classe.
Per questa ragione, è importante ricordare Classi di dati organizzati in campi in fun-
che controparte della tesi dell’intenzionalità è zione del contributo che apportano al rendi-
l’affermazione che l’apparenza percettiva sia un mento percettivo sostituiscono nella teoria
momento essenziale degli oggetti: ogni oggetto della percezione le classi di sensazioni indivi-
necessariamente cade nella percezione in modo duate su base fisiologica.
che l’osservatore ne abbia una presentazione La prima proprietà di un campo è la conti-
completa e effettiva secondo le proprietà fon- nuità. Se si può trasformare un rosso puro pas-
damentali di forma, colore, localizzazione 23. sando attraverso le tonalità del viola in un az-
Nella storia della psicologia della percezio- zurro puro, tutti i dati ottenuti in qualsiasi
ne, tale impostazione concettuale si ritrova in momento dalla variazione saranno considerati
Musatti: dati cromatici. Essi saranno raggruppati in
una regione del campo cromatico le cui pro-
non esistono per nulla nella nostra esperien- prietà strutturali corrispondono ad altrettanti
za singoli colori o suoni, o singole impres- stati percettivi di natura specifica.
sioni di colore o suono; ma sempre ci tro- La natura di una funzione percettiva de-
viamo di fronte a una realtà, che presenta terminata, come la percezione cromatica, lun-
caratteri cromatici, sonori o altri. Il processo go la quale è possibile individuare le dimen-
di riferimento dei dati sensoriali a oggetti, o sioni in cui è analiticamente scomponibile, è
processo di appercezione, non è cioè un data dalle variabili del campo percettivo.
processo che si sovrapponga ad una prece- Dati cromatici e stati percettivi sono due
dente immediata esperienza sensoriale; e diverse esemplificazioni delle proprietà del
postulando questo processo si altera intellet- campo cromatico. Infatti, il rendimento per-
tualisticamente la natura effettiva della no- cettivo dipende dai caratteri ammessi in un
stra esperienza che è sempre immediata an- campo in relazione alle dimensioni su cui ope-
che come esperienza percettiva.24 ra la trasformazione. Le dimensioni di un
qualsiasi dato così definito corrisponderanno
È interessante notare, allora, che questa tesi agli aspetti qualitativi che si realizzano nel
generale sulla natura della percezione è corre- rendimento percettivo: tonalità, saturazione,
data dal tentativo di realizzare un compito rite- luminosità.
nuto essenziale dallo stesso Husserl: una feno- Si possono avere variazioni continue di
menologia sistematica delle forme di ordine dei ogni dimensione indipendentemente dalle al-
campi percettivi come «enucleazione dei con- tre mantenute costanti: da un rosso puro di
238 Calì

saturazione e luminosità date si passa a un az- conoscere una varietà di forme teoriche e spe-
zurro puro attraverso un viola di saturazione e rimentali di fenomenologia, con varianti di-
luminosità uguali. Si possono avere variazioni verse di scienze fenomenologiche della perce-
continue di tutte le dimensioni: da un giallo zione giustificate da argomenti concettuali,
chiaro poco saturo a un verde scuro molto sa- capaci di essere tradotti in ipotesi ben definite
turo. Quindi, la percezione di un colore è la e verificabili e soprattutto di generare scoperte
risultante dei valori assunti dalle qualità strut- e risultati inattesi in ragione delle conoscenze
turali previste. e delle assunzioni pregresse. 27
L’altra condizione necessaria per un campo L’adozione di una tale prospettiva rende
percettivo è l’indipendenza: la percezione più probabile che la ricostruzione dei rapporti
cromatica è distinta dalla percezione spaziale tra fenomenologia e scienze della percezione
poiché qualsiasi variazione su ogni dimensio- corra un minor rischio di essere distorta dalla
ne ammessa dell’una non comporta necessa- focalizzazione su singoli caso.
riamente una variazione in un dato qualsiasi La fenomenologia della percezione non sa-
dell’altra. rebbe individuata per analogia con giudizi me-
Le relazioni tra campi percettivi vincolano trici di prossimità o somiglianza rispetto a un
a parte objecti il modo in cui appaiono gli og- campione scelto, bensì da un numero minimo
getti percettivi. di elementi di conoscenza sulla percezione suf-
Da un lato, ogni sfumatura cromatica deve ficientemente astratti che è possibile dimostra-
necessariamente integrare come parti proprie re si preservino attraverso la varietà di forme di
dati qualitativi di tutte le dimensioni compo- fenomenologia teorica e sperimentale.
nenti. Dall’altro, l’apparire di dati di un campo L’assunzione condivisa dalle varie forme di
determina univocamente la necessaria occor- fenomenologia della percezione è ben riassun-
renza di dati di un altro campo: una forma ri- ta da Musatti con il rifiuto dell’impostazione
chiede un supporto spaziale in termini di loca- dualistica per cui «il mondo dell’esperienza
lizzazione, un colore richiede un supporto appare [...] due volte: una volta in quanto
spaziale in termini di superficie. mondo fisico, obiettivo che come tale è
Per Musatti, dunque, la ricerca sperimenta- senz’altro assunto come un dato, ed una se-
le mira alla scoperta delle strutture fenomeno- conda volta come prodotto della stessa espe-
logiche implicite che soggiacciono alla realiz- rienza sensoriale, e cioè come un oggetto
zazione degli effettivi rendimenti percettivi. d’indagine, nel suo costituirsi», 28 che rende-
rebbe insolubili i problemi posti dalle diverse
█ Varianti fenomenologiche capacità percettive.
e scienza della visione Le descrizioni e le scoperte rese così possibi-
li in ogni variante della fenomenologia possono
Spiegelberg ha offerto un contributo fon- allora fornire contributi in contesti definiti alla
damentale alla ricostruzione del rapporto tra scienza della percezione in genere. Anche nel
la fenomenologia di Husserl e la scienza, con caso delle varianti teoriche della fenomenolo-
particolare attenzione alla psicologia. 26 Egli gia, il livello astratto in cui sono condotte ne
assume però la teoria di Husserl come stan- preserva il carattere fenomenologico autonomo
dard rispetto al quale valutare il grado di pros- senza escludere che possano essere incluse in
simità alla fenomenologia di diverse scuole di modelli scientifici e disegni di condizioni spe-
psicologia della percezione e ricostruirne così rimentali della scienza della visione.
il contributo che le loro ricerche ne hanno de-
rivato o in rari casi le hanno fornito. █ Note
Se si adotta il punto di vista della storia del-
la scienza e della psicologia della percezione, 1
Su questi temi cfr. E. HUSSERL, Ideen zu einer
in particolare, sembra invece più proficuo ri- reinen Phänomenologie und phänomenologischen
La natura della percezione 239

Philosophie. Erstes Buch. Allgemeine Einführung in percezione è equivalente a un sistema di misura


die reine Phänomenologie (1913), in: E. HUSSERL, con aberrazioni specifiche dati determinati vinco-
Gesammelte Werke, Bd. III/I, hrsg. von K. SCHU- li fisiologici e i fenomeni sono studiati solo se ri-
MANN, M. Nijhoff, Den Haag 1976 (trad. it. Idee producibili in un modello meccanico o strumento
per una fenomenologia pura e per una filosofia fe- di misura interpretabile come parte del sistema
nomenologica, vol. I, traduzione di V. COSTA, Ein- nervoso da cui causalmente dipendono. Tutto ciò
audi, Torino 2002, pp. 13-14; 61-67); E. HUSSERL, che non è così riproducibile è ascritto a un model-
Aus den Vorlesungen Grundprobleme der Phäno- lo che postula funzioni mentali superiori irriduci-
menologie (1910-1911), in: E. HUSSERL, Gesam- bili. Per una critica fenomenologica a tale impo-
melte Werke, Bd. XIII, hrsg. von I. KERN, M. stazione un riferimento classico è E. HERING,
Nijhoff, Den Haag 1973 (trad. it. I problemi fon- Grundzüge der Lehre von Lichtsinn (1905), Sprin-
damentali della fenomenologia. Lezioni sul concetto ger, Berlin 1920.
naturale di mondo, traduzione di V. COSTA, 9
Ricostruisco la posizione di Husserl in merito da
Quodlibet, Macerata 2008, p. 13). E. HUSSERL, Phänomenologie und Erkenntnistheo-
2
E. HUSSERL, Analysen zur passiven Synthesis rie (1916), in: E. HUSSERL, Gesammelte Werke, Bd.
(1918-1926), in: E. HUSSERL, Gesammelte Werke, XXV, hrsg. T. NENON, H.R. SEPP, Nijhoff, Dord-
Bd. XI, hrsg. M. FLEISCHER, Nijhoff, Den Haag recht/Boston/Lancaster 1987, (trad. it. Fenome-
1966 (trad. it. Lezioni sulla sintesi passiva, a cura nologia e teoria della conoscenza, traduzione di P.
di P. SPINICCI, traduzione di V. COSTA, Guerini, VOLONTÉ, Bompiani, Milano 2000) e E. HUSSERL,
Milano 1993); E. HUSSERL, Erfahrung und Urteil. Aus den Vorlesungen Grundprobleme der Phäno-
Untersuchungen zur Genealogie der Logik (1939), menologie, cit. (trad. it. pp. 13-28). Quest’ultimo
hrsg. L. LANDGREBE, F. Meiner Verlag, Hamburg testo è, a mio avviso, preferibile rispetto ad altri
1985 (trad. it. Esperienza e Giudizio, traduzione di più noti in cui si affronta la questione dei rapporti
F. COSTA, L. SAMONÀ, Bompiani, Milano 2007). tra fenomenologia e scienze psicologiche perché
3
Cfr. E. HUSSERL, Ideen zu einer reinen Phäno- costruito in modo bottom up a partire dall’e-
menologie und phänomenologischen Philosophie. sperienza ordinaria e dalle esigenze delle diverse
Erstes Buch, cit. (trad. it p. 13, 14, 24, 379). scienze e della fenomenologia di ricavarne meto-
4
Ivi (trad. it. p. 131). do e domini autonomi.
5
E. HUSSERL, Die Krisis der europäischen Wissen- 10
E. HUSSERL, Aus den Vorlesungen Grundproble-
schaften und die transzendentale Phänomenologie me der Phänomenologie, cit. (trad. it. p. 30).
(1935), in: E. HUSSERL, Gesammelte Werke, Bd. VI, 11
Ivi (trad. it. pp. 27-28).
hrsg. W. BIEMEL, M. Nijhoff, Den Haag 1976, p. 41. 12
Cfr. R. LANFREDINI, Fenomeno e cosa in sé: tre
6
Sull’ideale matematico della scienza di Husserl e livelli di impossibilità fenomenologica, in: R. LAN-
la sua interpretazione alla luce dell’indecidibilità FREDINI (a cura di), Fenomenologia applicata.
nei sistemi assiomatici, dell’indeterminazione in Esempi di analisi descrittiva, Guerini, Milano
fisica quantistica, dell’imprevedibilità dei sistemi 2004, pp. 155-174.
dinamici non lineari cfr. J.J. DRUMMOND, Indirect 13
P. BOZZI, Fenomenologia sperimentale, Il Mulino,
Matematization in the Physical Sciences, in: L. Bologna 1989; P. BOZZI, Fisica ingenua. Oscilla-
HARDY (ed.), Phenomenology of Natural Science, zioni, piani inclinati e altre storie: studi di psicolo-
Kluwer, Dordrecht 1992, pp. 71-92. gia della percezione, Garzanti, Milano 1990. Su
7
Le argomentazioni e le relative citazioni seguenti questioni di storia e epistemologia cfr. L. BURI-
sono tratte da E. Husserl, Ideen zu einer reinen GANA, Circa il senso e le difficoltà di una fenomeno-
Phänomenologie und phänomenologischen Philoso- logia sperimentale, in: M. ARMEZZANI, (a cura di),
phie. Erstes Buch, cit. (trad. it. pp. 128-132). Fenomenologia e psicologia. Temi per un confronto,
8
Si noti che questa è l’assunzione alla base di una Angeli, Milano 1990, pp. 47-88; G. B. VICARIO, On
intera classe di teorie in psicologia della percezio- Experimental Phenomenology, in: S. MASIN (ed.),
ne il cui esempio standard è storicamente H. VON Foundations of Perceptual Science, Elsevier, Amster-
HELMHOLTZ, Handbuch der Physiologischen Optik dam 1993, pp. 197-220; G.B. VICARIO, La fenomeno-
(1856-1866), Bd. I-III, hrsg. von A. GULLSTRAND, logia sperimentale esiste?, in: «Teorie e Modelli»,
J. VON KRIES, W. NAGEL, Leopold Voss Verlag, vol. VII, n. 2-3, 2002, pp. 61-82.
Hamburg-Leipzig 19103.. Le conseguenze sono 14
P. BOZZI, Descrizioni fenomenologiche e descri-
notevoli per la teoria e la ricerca sperimentale: la zioni fisico-geometriche, in: «Rivista di Psicolo-
240 Calì

gia», n. 55, 1961, pp. 277-289; P. BOZZI, Esperien- MUSATTI, Condizioni dell’esperienza, cit., pp. 309-
za fenomenica, esperienza epistemica e esperienza 316, in particolare p. 309.
psicologica. Appunti per l’epistemologia del metodo 25
E. HUSSERL, Analysen zur passiven Synthesis, cit.
fenomenologico sperimentale, in: G. SIRI (a cura di), (trad. it. p. 200).
Problemi epistemologici della psicologia, Vita e Pen- 26
Cfr. H. SPIEGELBERG, Phenomenology in Psycho-
siero, Milano 1976, pp. 73-87; P. BOZZI, Fenome- logy and Psychiatry. A Historical Introduction,
nologia sperimentale, in: «Teorie e Modelli», vol. Northwestern University Press, Evanston 1972.
VII, n. 2-3, 2002, pp. 13-48. 27
Per una parziale e limitata selezione di esempi,
15
C.L. MUSATTI, La teoria generale della misura e i oltre ai testi già citati in precedenza, cfr. C.
concetti quantitativi in psicologia (1959), in: C.L. STUMPF, Tonpsychologie (1883-1890), Bonset,
MUSATTI, Condizioni dell’esperienza e fondazione Amsterdam 19652; M. WERTHEIMER, Untersu-
della psicologia, Giunti, Firenze 1964, pp. 369-387. chungen zur Lehre von der Gestalt I, in: «Psycho-
16
Ivi, p. 382. logische Forschung», n. 1, 1922, pp. 47-58; D.
17
Cfr. C.L. MUSATTI, Di alcune analogie fra problemi KATZ, Der Aufbau der Tastwelt, Barth, Leipzig
della percezione e problemi logico-matematici (1958), 1925; D. KATZ, Der Aufbau der Farbwelt, Barth,
in: C.L. MUSATTI, Condizioni dell’esperienza, cit., pp. Leipzig 1930; K. KOFFKA, Principles of Gestalt
331-350. Psychology, Harcourt, New York 1935 (trad. it.
18
P. BOZZI, Esperienza fenomenica, cit., p. 85. Principi di psicologia della forma, traduzione di C.
19
D.W. SMITH, R. MCINTYRE, Husserl and Inten- SBORGI, Bollati Boringhieri, Torino 1970); W.
tionality: A Study of Mind, Meaning, and Langu- KÖHLER, The Place of Value in a World of Facts,
age, Kluwer, Dordrecht 1982, p. 89. Liveright, New York 1938 (trad. it. Il posto del va-
20
Cfr. B. RANG, Husserls Phänomenologie der ma- lore in un mondo di fatti, traduzione di G. PORFI-
teriellen Natur, Klostermann, Frankfurt a.M. DIA, R. PORFIDIA, Giunti, Firenze 1969); A. MI-
1990, p. 202. CHOTTE, La perception de la causalité, Publica-
21
Duncker riconosce l’importanza della tesi tions Universitaires de Louvain, Louvain 1954
dell’intenzionalità per una corretta impostazione (trad. it. La percezione della causalità, traduzione
della ricerca sperimentale che non faccia ricorso di B. GARAU, Giunti-Barbèra, Firenze 1972); W.
alla nozione spuria di sensazione. Cfr. K. METZGER, Psychologie. Die Entwicklung ihrer
DUNCKER, Erscheinungslehre und Erkenntnistheo- Grundannahmen seit der Einführung des Experi-
rie des Gegenstandsbewusstsein (1935), in: K. ments, Steinkopff Verlag, Darmstadt 1963 (trad.
DUNCKER, Erscheinung und Erkenntnis des it. I fondamenti della psicologia della Gestalt, tra-
Menschlichen. Aufsätze 1927-1940, hrsg. von H. duzione di L. LUMBELLI, G. KANIZSA, Giunti, Fi-
BOEGE, H JÜRGEN, P. WALTER, Krammer, Wien renze 1971); G. KANIZSA, Grammatica del vedere.
2008 (trad. it. Teoria dei fenomeni e gnoseologia Saggi su percezione e Gestalt, Il Mulino, Bologna
della coscienza di oggetto, in: K. DUNCKER, Co- 1980. A questi testi andrebbe aggiunto tutto il la-
scienza e vita. Saggi fenomenologici (1927-1940), voro sperimentale di V. Benussi. cfr. N. STUCCHI,
traduzione di F. TOCCAFONDI, Le Lettere, Firenze Seeing and Thinking: Vittorio Benussi and the
2009, pp. 137-179). Graz School, in: «Axiomathes», vol. VII, n. 1-2,
22
E. HUSSERL, Analysen zur passiven Synthesis, cit. 1996, pp. 131-172; M. ANTONELLI, Percezione e
(trad. it. p.169). coscienza nell’opera di Vittorio Benussi, Angeli, Mi-
23
E. HUSSERL, Ding und Raum. Vorlesungen 1907, in: lano 1996.
E. HUSSERL, Gesammelte Werke, Bd. XVI, hrsg. von 28
C.L. MUSATTI, Il costituirsi dell’esperienza come
U. CLAESGES, M. Nijhoff, The Hague 1973, p. 120. problema della psicologia empirica contemporanea
24
C.L. MUSATTI, Il processo di oggettualizzazione (1934), in: C.L. MUSATTI, Condizioni dell’esperienza,
nell’esperienza sensorio-percettiva (1957), in: C.L. cit., pp. 271-278, in particolare p. 271.