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Giacomo da lentini compone una traduzione di A voi midonç di Folquet de Maselha, autore

successivo al duca d’Aquitania: Madonna dir vi voglio.


Il provenzale non è traducibile con lo steso metro in italiano, perché normalmente le parole in
provenzale hanno una sillaba in meno rispetto che in italiano.
Il provenzale ha molte parole monosillabiche, in italiano le parole monosillabiche sono spesso vuote e
parole monosillabe del provenzale corrispondono a parole bisillabiche italiane).
Tutte le parole del primo verso sono tronche, tranne una, in virtù della resistenza della A:
tròba: lat. volg. trobare, (non lat. cl.); terza persona trobat, cade la T, resta la A. L’accento
non si sposta.
L’alternanza è evidente confrontando lemmi omologhi, siano aggettivi o nomi, nei due generi:
l’opposizione femminile-maschile è resa dalla presenza o assenza della A, dalla lunghezza delle parole
e dall’accento (la parole piane sono femminili, quelle tronche maschili.

Rima: equivalenza fonica a partire dall’ultimo accento.


La rima ha un forte valore mnemotecnico.

Le rime tronche fanno parte della nostra tradizione poetica popolare, ma in ambito colto sono bandite
(nei testi siciliani si trova un solo caso di rima tronca) e vengono generalizzate dunque le rime piane.
Nel Canz. Vat. Lat. 3793 Madonna dir vi voglio è in prima posizione, riconoscendo che è la poesia da
cui tutto inizia: già dal Duecento era diffusa la consapevolezza che la poesia provenzale fosse
prioritaria, a dimostrazione che questo era un dato di indiscussa evidenza.
La tipologia ritmica tronca viene detta rima maschile e domina nella poesia provenzale. La tipologia
ritmica piana viene detta rima femminile ed è prevalente in italiano, ma presente anche in francese e
provenzale.
In provenzale non si faceva rimare una vocale aperta con una chiusa.

Metafora feudale: inventata da Guglielmo IX, è un paradosso: la donna amata viene considerata
come un signore feudale. Se il vassallo deve omaggiare il suo signore ed è suo pieno possesso, allo
stesso modo l’amante è per la donna, chiamata “midonç” (mio domino, mio signore).
Da questo concetto nasce la letteratura moderna, ma i Guglielmo IX non è ancora evidente il suo
ragionamento. Anzi, in Companho, è evidente che il ragionamento muove dal presupposto che le
donna nate nel suo territorio sono di sua proprietà.

Le coblas del componimento sono tutte unissonàns (ossia rimano tutte in -en)
Gli italiani cambiano sempre le rime da una strofa all’altra, sono singulàrs, ossia ogni strofa ha il suo
suono, pur mantenendo la stessa struttura (principio di isostrofismo, seguito da tutti i popoli della
Romania).
Dal punto di vista estetico il fatto che si debbano scegliere 27 parole con la stessa rima implica il
riutilizzo di alcune parole e la banalizzazione della rima, per evitare casi in cui si possa porre il
problema di parole che rimano solo con loro stesse.
Gli italiano fanno la scelta opposta per poter scegliere rime più difficili e rare.

Guglielmo IX ci dà modo di capire chi siano le donna di cui parla attraverso indicato geografiche.
Inoltre sono evidentemente donne dei suoi vassalli. I nomi sono esplicitati: Agnese e Arsenia. Il testo
risulta quindi una rivendicazione di potere sulle donne e sui territori. Che viene menzionato?
- la donna di Montagna: l’Aquitania comprende un massiccio centrale, unico classificabile come
altro, lontano dal duca (che ha sede ha Poitiers); il cavallo che correva d più è un riferimento a
popolazioni fiere.
- Cofolen: primo termine esplicito geografico, era un castello importante.
- Gimel: attuale Gimel le Cascades, luogo collocato sul massiccio centrale, è un riferimento al primo
cavallo/donna. Il fiume che lì crea le cascate si chiama Montan e intorno vi erano allevati cavalli di
razza: dunque i cavalli di Montanhiers sono sia i cavalli di Montan che di montagna.
- Niol: il secondo cavallo fu nutrito oltre Cofolen, ossia a Niol.
Dunque Agnese è di Cofolen, Arsenia è di Niol.
Cofolen dovrebbe essere Cofolens: la S etimologica è stata soppresso per ragioni di rime (se qui ha
operato così, perché al primo verso covinen non poteva essere nominativo con S?)