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Università degli Studi di Bergamo

Facoltà di Ingegneria

Corso di Laurea in Ingegneria Edile

GEOTECNICA

Carico limite di fondazioni superficiali

LEZIONE 9

Geotecnica. A cura dell’ing. A. Nocilla Lezione 9


FONDAZIONI
Ogni struttura, non galleggiante, è collegata al terreno e la sua parte strettamente a contatto con col terreno si
chiama fondazione.

FASI DI PROGETTO DI UN’OPERA DI FONDAZIONE


In sito
1) Indagini, rilievi, prove
In laboratorio

2) Scelta del tipo di fondazione, Superficiali

determinazione del piano di posa. Profonde


Pali

Calcolo del carico limite e verifiche di stabilità del complesso terreno-fondazione


3) Calcoli di verifica
Calcolo dei cedimenti e relativo decorso nel tempo

Programma dei lavori, metodi di scavo


4) Studio delle modalità esecutive
Scelta dei macchinari e delle attrezzature

Nel corso dei lavori


5) Capitolato speciale preventivo di spesa piano dei controlli
In fase di esercizio

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SCELTA DELLE FONDAZIONI

Limite convenzionale D/B=1/3. la resistenza e la rigidezza di un terreno omogeneo aumentano all’aumentare


della profondità (aumento tensioni efficaci)→ le fondazioni profonde incontrano terreni più resistenti e meno
deformabili e spesso la punta è spinta su uno strato rigido o formazione rocciosa. Inoltre le tensioni di taglio
sulla superficie laterale contribuiscono alla capacita portante. Questo contributo è trascurabile per le fondazioni
superficiali. Analisi costi benefici: La soluzione più conveniente può ricercarsi operando sulla struttura, come
visto,o sul terreno al fine di migliorarne le caratteristiche di resistenza e rigidezza.

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CALCOLI DI VERIFICA
CARICO LIMITE
Per la corretta progettazione delle fondazioni occorre soddisfare due condizioni:
a. Il carico di esercizio Qes deve essere minore della “capacità portante” Qlim, definita come il carico
che dà luogo alla rottura per taglio del terreno di fondazione.
b. I cedimenti debbono risultare minori del cedimenti ammissibile. Il criterio per il progetto di una
fondazione è quello di limitare i cedimenti in modo che gli edifici non subiscano danni.

FONDAZIONI SUPERFICIALI D<B

PLINTI ISOLATI FONDAZIONI PLATEE O PIASTRE DI


CONTINUE FONDAZIONE

Pianta rettangolare, Nastriformi, Altri casi


fondazione comune generalmente utilizzate
per i pilastri. Caso per muri e pareti (Bx1)
particolare:BxB
(forma quadrata)

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CARICO LIMITE DELLE FONDAZIONI SUPERFICIALI D<B
COMPORTAMENTO DELLE FONDAZIONI

Immaginiamo di applicare ad una fondazione un carico verticale Q, e di far crescere gradualmente questo carico
osservando contemporaneamente lo spostamento verticale (cedimento) w della fondazione. Il cedimento cresce
con il carico dapprima con una legge molto prossimamente lineare, e poi con un gradiente sempre maggiore
finché si raggiunge una fase finale nella quale a piccoli incrementi del carico corrispondono incrementi molto
grandi del cedimento. La curva carico-cedimento tende ad un asintoto parallelo all’asse del cedimento; il
corrispondente valore del carico viene indicato come carico limite Qlim del complesso terreno-opera di fondazione.
In realtà l’andamento della curva carico-cedimento può essere diversa a seconda del meccanismo di rottura e del
tipo di comportamento (plastico perfetto, fragile e plastico con incrudimento)

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CARICO LIMITE DELLE FONDAZIONI SUPERFICIALI D<B
MECCANISMI DI ROTTURA

Meccanismo
più frequente

Esistono più meccanismi di rottura. Il meccanismo di rottura generale (figura a), ad esempio, è caratterizzato dalla
formazione di una superficie di scorrimento; il terreno sottostante la fondazione rifluisce lateralmente e verso
l’alto. Si può osservare l’emergere di una superficie di scorrimento. A questo meccanismo corrisponde un
comportamento della fondazione di tipo plastico o fragile; il valore del carico limite è l’asintoto della curva.
Il punzonamento, figura b, è caratterizzato dall’assenza di una superficie di scorrimento bene definita.
Comportamento di tipo plastico con incrudimento, senza una chiara determinazione del carico limite (si verifica
solo in Condizioni drenate, per terreni deformabili, sabbie poco addensate o argille poco consistenti).
Esistenza di meccanismi intermedi (rottura locale).
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CARICO LIMITE DELLE FONDAZIONI SUPERFICIALI D<B
FORMULA TRINOMIA (TERZAGHI)

Dal punto di vista dell’analisi, il fenomeno della rottura generale viene affrontato modellando il terreno come un
mezzo perfettamente plastico; la soluzione del problema può essere ottenuta con varie tecniche, quali l’analisi
limite, il metodo delle caratteristiche, metodi numerici di vario tipo.
In condizioni di deformazione piana, ovvero nel caso di striscia indefinita (fondazione nastriforme), nel caso di
piano di posa e superficie del terreno orizzontali, e con carichi verticali e centrali , ricorrendo alla teoria della
plasticità, è possibile pervenire alla formula trinomia del carico limite (sovrapposizione di soluzione elementari):

Carico limite unitario qlim:


i) Stato di deformazione piana
ii) Rottura generale
iii) Piano di posa e campagna orizzontali
iiii) Carico centrato e verticale
iiiii) Terreno omogeneo

1
qlim = cN c + p0 N q + BNγ γ 2 Il valori da assumere per le caratteristiche del
terreno saranno da valutare caso per caso.
2
I valori dei coefficienti del carico limite , Nc, Nq,
p0 = γ 1 D Nγ, sono funzione del solo angolo di attrito φ!!

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CARICO LIMITE DELLE FONDAZIONI SUPERFICIALI D<B
COEFFICIENTI Nc, Nq, Nγ

I valori dei coefficienti


del carico limite , Nc,
Nq, Nγ, sono funzione
del solo angolo di
attrito φ.

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CARICO LIMITE DELLE FONDAZIONI SUPERFICIALI D<B
PRESSIONE NETTA E FONDAZIONI COMPENSATE

La pressione di contatto tra


terreno e fondazione vale:

F +W
q=
A Hp: FONDAZIONI
CONTINUE
La pressione netta è:

q n = q − p0 dove p0 è: p0 = γ D

Si noti che qn può essere positivo o negativo a seconda dei valori relativi di F , W e p0. Se qn è positivo la
fondazione subirà dei cedimenti, ma se esso è negativo la fondazione tenderà a muoversi verso l’alto. Con un
progetto accorto si può ottenere quella che viene detta una FONDAZIONE COMPENSATA, per la quale sia
qn ~ 0 e i cedimenti sono trascurabili.

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CARICO LIMITE DELLE FONDAZIONI SUPERFICIALI D<B
INFLUENZA DELLA FALDA

La formula trinomia del carico limite esprime l’equilibrio fra il carico applicato alla fondazione e la resistenza limite
del terreno. Come sempre in Meccanica dei terreni occorre però tenere conto della natura multifase del mezzo e
quindi imporre l’equilibrio in termini di tensioni totali oppure in termini di tensioni efficaci.
In pratica, come più spesso ricordato, l’approccio in termini di tensioni efficaci è il più razionale e risulta anche il più
convenite quando la rottura avviene in condizioni drenate, essendo note le pressioni neutre (processo drenato ∆u =0).
Se invece la rottura avviene in condizioni non drenate, risulta più convenite calcolare il qlim in termini di tensioni
totali.
Nel primo caso. La resistenza del terreno viene espressa dai parametri c’ e
φ’, e deve inoltre essere tenuta in conto l’azione dell’acqua sul terreno e sulla
fondazione. Il termine γ1D va inteso come tensione efficace verticale agente
alla profondità del piano di posa quindi:
1
qlim = c' N c + [γ 1 (D − a ) + γ '1 a]N q + BN γ γ '2 +γ w a
2
1
se a =0 qlim = c' N c + γ 1 DN q + BN γ γ '2
2
se d ≥ B, la presenza della falda può essere trascurata. Se d ≤ B
allora occorre interpolare linearmente:
1 ⎡ d⎤
qlim = c' N c + γ 1 DN q + BNγ ⎢γ '2 +(γ 2 − γ '2 ) ⎥
2 ⎣ B⎦

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CARICO LIMITE DELLE FONDAZIONI SUPERFICIALI D<B
INFLUENZA DELLA FALDA

Pe run terrrneo a grana fine saturo, si assume che la rottura possa avvenire avvenga in condizioni non drante a
breve termine e che la relativa ersistenza possa essere espressa in termini di tensioni totalei (φ= φu= 0; c = Cu;
γ = γsat). Ricordando che i valori dei coefficienti del carico limite , Nc, Nq, Nγ, che sono solo funzione del solo
angolo di attrito φ, si può notare che per:
φ =φu =0 si ha:
Nq = 1
Nc = 5,14
Nγ = 0

La formula trinomia si riduce a : qlim = 5.14 Cu + γ 1 D

Valida in condizioni non drenate!


γ1= γ1sat !!!

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CARICO LIMITE DELLE FONDAZIONI SU PALI
PALO SINGOLO

Resistenza alla punta Qb = qb Ab qb = Cu N c Condizioni non drenate

qb = σ ' z N q Condizioni drenate

Qs = π D ∫ τ s dz τ s = α Cu
L
Resistenza laterale Condizioni non drenate
0
τ s = σ 'h tan δ ' Condizioni drenate

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CEDIMENTI

TUTTE LE FONDAZIONI SUBISCONO DEI Alcuni più di altri. (esempio: Torre di Pisa)
CEDIMENTI perché NESSUN MATERIALE è
PERFETTAMENTE RIGIDO.

Il criterio per il progetto di una fondazione è quello di limitare i cedimenti in modo che gli edifici non
subiscano danni.

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TIPI DI CEDIMENTO

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CEDIMENTI AMMISSIBILI

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CEDIMENTI AMMISSIBILI

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COEFFICIENTE DI SICUREZZA

Se una fondazione venisse sottoposta ad un carico prossimo al valore limite, i suoi cedimenti potrebbero essere
eccessivi compromettendo l’integrità o la funzionalità dell’edificio, anche se la sua stabilità risulta assicurata. La
verifica allo stato limite ultimo nei confronti del meccanismo di rottura per carico limite deve essere eseguita
(normativa precedente agli eurocodici) calcolando il coefficiente di sicurezza globale FS come rapporto tra il
carico limite e il carico di esercizio e deve essere superiore all’unità (generalmente posto pari a 3), in modo da
garantire non superare il limite dei cedimenti ammissibili.

qlim
FS =
qes

Valori comunemente adottati

La normativa europea (eurocodici) fa invece riferimento a coefficienti di sicurezza parziali che possono essere
direttamente applicati ai parametri di resistenza del terreno.

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CORREZIONI AL CARICO LIMITE

Nell’applicazione della formula trinomia, spesso è necessario apportare delle correzioni. Generalmente infatti le
limitazioni derivanti dalle ipotesi introdotte, vengono rimosse moltiplicando i termini a secondo membro della
formula trinomia per opportuna coefficienti correttivi, ottenuti per via analitica o semi empirica. Di seguito
vengono riportate le espressioni più accreditate per tali coefficienti.

CORREZIONE PER LA FORMA DELLA FONDAZIONE

Sono stati ricavati essenzialmente sulla base di modelli in scala ridotta. Come si nota, i primi due sono maggiori
dell’unità mentre il terzo è minore. L’effetto sul carico limite unitario, comunque, è sempre un incremento rispetto
al problema di deformazione piana.

1
qlim = cN cζ c + p0 N qζ q + BNγ γ 2ζ γ
2

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CORREZIONI AL CARICO LIMITE
CORREZIONE PER L’ESISTENZA DI CARICHI INCLINATI

Nel caso in cui il carico agente formi un angolo δ con la normale alla fondazione, e quindi abbia due componenti,
una verticale qv e una orizzontale qH = qvtgδ, la rottura può verificarsi o per scorrimento al contatto tra fondazione e
terreno, oppure per rottura del piano di fondazione.

La resistenza allo scorrimento è data dall’espressione:


qH, lim = c +qv tg φ
Nella quale si è assunto che il contatto tra fondazione e terreno
abbia le stesse caratteristiche di resistenza a taglio (c, φ) del
terreno. Assunzione ragionevole per calcestruzzo gettato in opera.

La componente verticale del carico limite è calcolata moltiplicando al formula trinomia per opportuna coefficienti
correttivi:
1
qlim = cN cξ c + p0 N qξ q + BNγ γ 2ξγ
2

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CORREZIONI AL CARICO LIMITE
CORREZIONE PER L’ESISTENZA DI CARICHI ECCENTRICI

Se la risultante dei carichi applicati alla fondazione non passa per il baricentro O dell’area di impronta della
fondazione stessa ma per un punto C con eccentricità eB, eL rispetto al baricentro, si tiene conto di tale eccentricità
considerando una fondazione di dimensioni ridotte (area tratteggiata) della quale il punto C sia il baricentro. Nel
caso assai frequente di fondazione rettangolare le dimensioni della fondazione ridotta valgono:
B’ = B-2eB
L’ = L-2eL

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ESERCIZIO 1

Determinare la capacità portante di una fondazione superficiale continua di larghezza B=1,2 m alla profondità
D= 2 m in un terreno incoerente con γ = 17 kN/m3, φ’ = 32°; si consideri che la falda freatica coincida con il
piano di fondazione.

ESERCIZIO 2
Determinare la capacità portante di una fondazione superficiale continua di larghezza B=1,5 m alla profondità
D= 1.5 m in un terreno coerente per il quale da prove triassiali non drenate è risultata una resistenza non drenata
al taglio Cu = 40 kPa con γ = 17 kN/m3.
Geotecnica A cura dell’ing. A. Nocilla Lezione 9
ESERCIZIO 1

Determinare il coefficiente di sicurezza al carico limite della fondazione nastriforme rappresentata in figura nei
seguenti casi:
1) Condizioni drenate
2) Condizioni non drenate

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ESERCIZIO 2

Determinare il carico limite Qlim della fondazione nastriforme rappresentata in figura nei seguenti casi:

1) Piano di posa coincidente con il piano


campagna
2) Piano di posa a 2 metri al di sotto del P.C.
3) Falda coincidente con il piano di posa

qes

0,5 m

c’=0 2m

φ’=35°
γ sat = 20 kN/m3

Determinare il carico di esercizio ammissibile nell’ipotesi di volere garantire un valore del coefficiente di
sicurezza pari a 3.

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