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Questa collana di testi astrologi­

ci si propone di presentare al pub­


blico italiano opere di grande inte­
resse conoscitivo e applicativo del­
Ia materia trattata, scritte da alcu­
ni dei massimi studiosi mondiali
dell'arte-scienza più antica dei
mondo.
Una particolare attenzione è sta­
ta riposta nella scelta dei titoli per
interessare, oltre agli astrologi, an­
che gli addetti ai lavori nei cam­
pi della psicologia, della psicoana­
lisi, della sociologia, della semiolo­
gia, della letteratura.

ANDiu'. R\RBAULT, padre indi­


scusso dcil'astrologia moderna, è da
molti anni un amato e apprezzato
caposcuola. Nel suo cenacolo si so­
no formati gli altri « grandi » del­
l'astrologia francese.
Iniziato ancora adolesoente al­
l'Arte di Urania dal fratello Ar­
mand - alchimista - André Bar­
bault ha diretto dal 1953 al 1967
il Centro Internazionale di Astro­
logia.
Fra le sue opere di maggiore in­
teresse vanno ricordate: L'Astro­
logia Mondiale, Dalla psicoanalisi
all'Astrologia, Gli astri e la Sto­
ria, La crisi mondiale del 1965,
Astralogia e p re visione dell'auve-
1/ÌI'e. Giove & Satumo.
André Barbault è promulgatore
deil'astrologia come psicologia del­
l'inconscia ed è uno dei più grandi
conoscitori dell'animo umano at­
traverso la tastiera astrolog:ca.
ASTROLOGIA
E
ORIENTAMENTO PROFESSIONALE
ANDRÉ BARBAULT

ASTROLOGIA
E
RIENTAMENTO PROFESSIONALE

Traduzione di CLARA NEGRI

Edizioni CIRO DISCEPOLO


NAPOLI
Tirolo originale: Astrodiagnostic d1orientat�on professionnelle

Editions Tradiitionnelles

Truduz�one di
CLARA NEGRI

Tutti li diritti r1serva1li m tutti i Paesi


© by Ciro Discepolo
Napoli Viale Gi'amsci, 16
-
PREFAZIONE

Il gettare un ponte ideale tna gli aforismi dellta più


JJ.emtùza tradizione astrologica e la moderna astrologi,a a
fondo psicologico è u,n compito arduo, ma svolto d,a 'un
astrologo sensibile ie bravo come André Barbault div1enta
tln lavoro la cui lettura riveslte carattere di massima im­
j>o
. rtanza non solo per gli studiosi di astrologia ma anche
p r ì semplici appassioln'ati. Questi ultimi - lo sappiamo
bene - sono sempr,e più numerosi, ed è proprio in ,autori
come Barbault che possono trovare le giuste indicazio:ni e
gli accorti insegnamenti per indirizzarsi verso lo s,tudio
e la pratica di u.n'astnologia s.erM e a misura d'uomo, che
nulla conce·de a una qualsivoglia velleità d'improvvisazio­
ne ma si muove sul sicuro bi'n'ario di un'analisi acuta e
metodica.
Come "butte le opere del gr.ande astrologo francese,
anche ASTROLOGIA E ORIENTAMENTO PROFESSIO­
NALE ben mantiene le distanze dalla pretestuosa « scien­
tificità» di t'anti altri auftori cbe - andando a tocCìare
fatti e problemi appartenenti alla sfera dell"individua!Ae
ie del quotidiano - finiscono col cadere nel pressappochi­
smo astrologico o - peggio ancora - nel cavillo. E An­
dré Barbauit tratta l'attualissimo argpmento delle tenlden­
ze professionali ie dell'orientamento nella scelta del Mv.oro
o della professi.o111e con compelienza e semplicità da mae­
s.tro, rendendo un impagabile servigio non solo al mondo
dell'astrologia contemporanea ma anche a quello della cul­
tura e deU'informaz�on,e. Cultur,a e informazio1ne le quali
- di front:e a opere come questa - Sr.on1o costrette, per
evidenza di contenuti ,e serietà di argomentazioni, ,a smet-

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tere l'ormai vetusto re polveroso man.to dell'ostnacismo
per addivenire definitivamente dia tanto auspicata aper­
tura nei confr.onti dell'astro�ogia seria. E un.a siffatta ,aper­
tura avrebbe - oggi - il sucoulento sapore di un ago­
gnato ricorso s.torioo.
Il nrdn fracile compito del pre fatore al cospetto di
un'opera comJe ASTROLOGIA E ORIENTARENTO
PROFESSIONALE - e di un autore come André Barbrault
- diventa ancora più ,arduo, ,e deve allora trasformarsi, con
semplicità ma anche con calore, in un invito a gustare que­
st o libro, così poco po nderoso nel n umero di pagine quanto
agile nel suo contenuto di es.tnema !attualità e che si disco­
sta nettament.e da tanti t.esti astrologici oggi in circolaz�onre.
In esso il lettor.e potrà trovare risposta a numerosi intr. erro­
ga.tivi: se nron appartiene (ancorra?) 'alla sempre più frolta
schiera d.egti appass�onrati di ,as tnologia, tr.overà qui modo
di chiarirsi soelte personali ,e tendenze pr.ofess ionali più o
meno latenti, inquadr.dndole in una lo gica pratica, e « spie­
gandos i » il perché di molte sue prredisposizioni.
Se invece chi l.egge è astrrologo - o comunque cultore
dell'Arte di Urania- rileverà immediatamente la continui­
tà del discorso proposto e messo la fuoco dall'Au.tone in
«Dalla psicoanalisi all'astrologia e approfon dito, differen­
zi.andoto, �n « Giove & Saturno », « Sole & Luna », «Ura­
no & Nettuno ».
Non è superfluo sorttolinearre che ASTROLOGIA E
ORIENTAMENTO PROFESSIONALE è anch 'e sso - co­
me le altre op ere dell'Autore - un libro veramente fonda­
mentale. L'essere fi'nrarlmentre in grado di proporlo al pub­
bliero nella traduzione italiana vuol ,essere un invito - ,e al
tempo stesso un nostro impegno- a proseguire nell 'i ndele ­
bibe solco tracciato dal nostro amico e maestro frranoese
A'ndré Barbault.
ENzo AcAMPORA

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IL PROBLEMA DELLE ATTITUDINI PROFESSIONALI
DALLA TRADIZIONE AI NOSTRI GIORNI

Tra gli interessi umani che hanno costituito il campo


permanente dell'investigazione astrologica, il soggetto re­
lativo al mestieve e alla riuscita occupa un posto di primo
piano a fianco dell'importante interrogativo sulla salute
e sulla ricerca del destino amoroso.
Alle fonti della tradizione conosciuta, già ritroviamo
la testimonianza di quest'intereSise principale, poiché To­
lomeo, nel libro IV del suo Tetrabiblos, vi dedica un ca­
pitolo « Della professione », accompagnato da un altro
che tratta « Le dignità », cioè la riuscita.
Nello stile conciso dell'opera, ci è dato, all'inizio, un
codice di riferimento per determinare un « Signove della
Professione » e tm ventaglio di mestieri classificati in fun­
zione delle categorie planetarie, delle combinazioni interpla­
netarie a due a due, o anche a tre, sino ad alcune posi­
zioni di pianeti nel ·segno.
Vale la pena di conoscere questo testo fondamentale.
« Il Signore della Professione si trae da due dati:
dal Sole e dal Segno del Medio Cielo. Bisogna infatti con­
siderare il pianeta che è più ptoSISiimo al Sole e che si leva
prima di lui al mattino, come pure quello che si trova al
Medio Cielo, soprattutto se in aspetto con la Luna. Se
un solo pianeta soddisfa più d'una di tali condizioni, quel­
lo sarà il signore e il giudice della profes1sione. Se invece
soltanto un pianeta occupa uno di questi due posti, biso­
gnerà preferirlo e sceglierlo. Altrimenti, se con due pia­
neti uno è separato dal Sole e si leva prima di lui, e
l'altro occupa il Medio Cielo e guarda favorevolmente la
Luna, si consideveranno entrambi per questo giudizio. Ma

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la parte più rilevante sarà data a quello che, secondo le
prerogative sopra insegnate, avrà la maggior parte di si­
gnoria. Se invece non vi è pianeta alcuno che preceda il
Sole, e non ve ne è neppure alcuno al Medio Cielo, si con­
sidererà H Signore del Medio Cielo stesso. . . ».
Occorrerebbe fare un'esegesi di questo testo un po'
oscuro. Consideriamo solamente che esso valorizza il Sole
e il Medio Cielo, che mette in causa il pianeta mattutino
(che si 1eva prima del Sole) più vicino al Sole, e il piane­
ta che culmina, specie s·e è in aspetto con la Luna, oppure,
in mancanza, il Maestro del Medio Cielo. La posizione più
idonea in grado di condensare tutti gli indizi, sarebbe dun­
que un pianeta culminante, mattutino e più vicino al So­
le, in aspetto con la Luna e Maestro del Medio Cielo. . .

Siamo in piena ricetta magica! Però Tolomeo cancella que­


st'impressione completando il suo capitolo con una for­
m1Ùa semplificata che ci riporta .implicitamente sul valore
della dominante, del Maestro di genitura: « Sarà dunque
in questo modo che, avendo ben considerato il tutto, si
cercherà di determinare la professione. Ma la potenza dei
pianeti che dominano ne indicherà la sufficienza, la feli­
cità e la stima. Quando essi sono orientali o negli angoli,
provc o ano vantaggi, ma occidentali, o dopo gli angoli, ren­
dono soggetti agli altri . . Per qUJaltlto riguarda il tempo
.

dell'accrescimento o della diminuzione di questi dfetti,


lo si ricaverà dalla posizione dei pianeti all'angolo orien­
tale o occidentale.»
Da Tolomeo sino al XVIII secolo le indicazioni pro­
fessionali resteranno all'incirca allo stesso livello, con gof­
faggini o errori d'espressione; ad esempio Henri de B ou­
lainviller, d opo Giuntino, nel suo «Trattato di Astrolo­
gia» (1717) 'Sostituiva alla triplice angolarità degli astri
alla culminazione, alla levata e al tramonto, la nozione
delle posizioni in campo X, I e VII ...
Per quel che concerne la relazione del o dei signi-

lO
Hcatori planetari con le scelte professionali, è questione di
semplice tastiera simbolica. To1omeo stila un vasto e pitto­
resco elenco che va dai preti, àuguri e venditori di og­
getti sacri sino agli avvelenatori, lenoni e cantori di cose
lugubri ...
I suoi prospetti pr,esentano un'evidente coerenza ana­
logica: Marte oon il Sole produce gli artigiani del Fuoco
«così come i cuochi, i fonditori, quelli che fanno gli stru­
menti chirurgici, i calderai, e gli orafi»; Mercurio e [\1arte
dominanti « fanno gli scultori, gli armaioli, i forgiatori,
i lottatori, i medici, i chirurgi, i relatori, gli adulteri, i
falsari ...»
Oltre al fatto che si può più o meno trovare un de­
nominatore comune di tipo psicoJogico (l'aggressività men­
tale ad ogni livdlo per la categorie Mercurio-Matte, ad
esempio), per l'insieme delle attività prodotte dalla stessa
formula arstrale vediamo nascere in Tolomeo un approc­
cio più diretto verso la visione pskologica. In questo mo­
do, la riuscita proviroe da Giove ,e Venere �<per favori,
liberalità e onori»; «Mercurio l'acquisisce per condotta
ragionevole, per conoscenze e per f'abilità a gestire gli af­
fari degli altri, cioè la destrezza. Matte la simboleggia per
la condotta degli eserciti, per 1e vittorie o per il timore
di coloro che ·si trovano sot1lo la 'Sua potenza, cioe attra­
verso la forza» ...
Anche in questo caso, malgrado i secoli che passre­
ranno, la tradizione non verrà .superata; Boulainviller, do­
po Giuntino, distinguerà le diverse professioni umane
« in voluttuose, pre&iedute da Venere; laboriose, sotto la
direzione di Matte; e industriose, rette da Mercurio»;
inoltre la Luna « regola l'approvazione e i suffragi popo­
lari », il Sole «dà autorità e reputazione», Giove << rende
ligi all'ordine e alle regole», Saturno « alla professione
paterna» ...
Ma, a dispetto di queste indicazioni di massrima, non

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è il caso di vergognarsi della tradizione. Leggiamo le con­
clusioni a cui arriva l'appassionato Gerolamo Cardano:
« La cosa più difficile da scoprire è la professione in
un oroscopo. Essa la si ricava per congettura più che per
motivi certi... E' impossibile stabilive con precisione la
scienza dei mestieri attraverso l'oroscopo. La varietà delle
arti e delle occupazioni , la diversità dei luoghi e dei costu­
mi, le ·abitudini nazionali e le tradizioni familiari giocano
un ruolo che può essere definivo dal gusto più che dalla
necessità. La professione dipende quasi sempre dalle con­
dizioni dei genitori e dai costumi del proprio paese. Dalla
astrologia non possiamo ricavare che le indicazioni na­
turali . » (Libelli Quinque, 1556).
Eh sl! Siamo arriv:ati alla triste ma salutare 1ealtà
psicologica del problema, e qui la tradizione astrologica
ottiene la sua mutazione attraverso una metamorfosi in
astrologia moderna.
Da quell'epoca già così lontana non si conta più la
proliferazione diversificata delle attività umane nella no­
stra società. Nel 1 907 un censimento effettuato in Ger­
mania arrivava a classificave quattordicimila profes'sioni . ..
Che cosa può essere a maggior ragione oggi, tuffati come
siamo in una civiltà che si trasfom1a radicalmente? Cer­
care il mestiere di un individuo sarebbe come rischiare
una scelta di uno contro v:entimila o trentamila possibi­
lità, anche supponendo risolta la conoscenza della tota­
lità delle attività rappresentata da questa favolosa indu­
stria um.ana ...
Rispetto a quest'evoluzione dei .tempi, che cosa ab­
biamo fatto dopo la rinascita astrologica dell'inizio del
secolo?
Nel numero 23 del Cahiers Astrologiques (settembre­
ottobre 1949) il lus:semburghese Ernest Hentgès faceva il
presente censimento dei trattati astroLogici dedicati all'o­
rientamento profes1sionale:

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- MAURICE WEMYSS: The Wheel ot Life or
scientific .astrology; 4 vol., Londra, Fowler,
1927-29.
IRMA NAUMANN: Was soll ich werdte.n? Astro­
logische Berufsberatu.ng; Gorlitz, Regulus-Ver­
lag, 1927.
- VoN KL OCKLER: Berufsbegabung und Berufs­
schicks;al; L:i:psia, Astra-Verlag, 1928.
- VoN VELDEGG: Richtige Berufswahl; Da s Be­
rufshoroskop; 1929.
- HENRY BussE: Astrologiscbes A.B.C. fur die
Berufswahl; Hambourg, 1931.
- MAUDE HouGHTON CHAMPION: The Science
of Vocatioonal Astrof.ogy.
- MARCEL MERAND: L'Orientation professi/m­
nelle par l'Astrologie; Ed. J. Renard, Paris,
1942.
- ELBERT BENJAMINE : How to select a vocation.

La lista delle opere specializzate, per quanto esigua,


non deve tuttavia indurci in errore: dietro o con l'argo­
mento del mestiere, è abbordato quello del carattere. Poi­
ché l 'esercizio professionale costituisce una delle più evi­
denti testimonianze dell'esistenza di tendenze o attitudini,
i due piani •sono spesso trattati alla pari. Per cui, dirett�­
mente o indirettamente, implicitamente o esplicitatnente,
quest'argomento è abbondantemente esposto e trattato nel
corso di numerose opere: Essai d.e · psycholog�e as.trale di
Choisnard (Parigi, Alcan, 1925), Encyclope a di a of Psy­
chological Astrology di Char1es E. O. Carter (Londra,
Foulsham , 1926) . e ogni trattato, manuale, o dizionario,
. .

si fa un punto d'onore nel dare spazio a quest'importante


argomento.
D'altronde non si contano le inchieste statistic he

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più o meno ben condotte - fatte dagli stessi astrologi
su diverse categorie di individui considerati nelle loro atti­
vità sociali. Così, al CongreStso Internazionale di astrolo­
gia di Parigi del 1937 , Georges Bernoud presenta una
relaz1one su una « Statistica sulla società dei Missionari
Francesi» (365 casi). Nell'« Avvenine della ricerca scien­
tifica in astraLogia» (brossura dclostilata, 1953), Goor­
ges Moinard la Villedieu preSientava il caso di 153 leva­
triei che esercitavano nd 1953 nel dipartimento della
Senna Inferiore, caso in cui una maggioranza di 23 na­
scite in novembre segnalava la possibilità di una domi­
nante Scorpione; egli presentava anche il ca:so di 3615
istitutori e istitutrici che esercitavano nello stesso anno
e nello stesso dipartimento, arrivando a una conclusione
non significativa: « Si nasce istitutori sotto qualsiasi se­
gno zodiacale ...». Non è il caso qui di fare l'inventario
di tutte le inchleste del genere disseminate nelle diverse
pubblicazioni astrologiche. Accenniamo tuttavia a Ceux
qui nous guid1ent, (Ed. Debres1se, 1946) in cui Léon Las­
son presenta per la prima volta una somma di bilanci sta­
tistici legati ad angolarità planetarie specifiche in gruppi
professionali: militari, scienziati, politici, artisti...
A dispetto di questi lavori, che d'altronde costitui­
scono solo ricerche saltuarie e poco numerose, non siamo
davvero usciti dalle impressioni d'insieme espresse già da
Janduz nella sua Enclycloédie Astrologique fr,cmçaise (Ed.
Niclaus, 1936): «Considerata la diffusione sempre mag­
giore dell'astrologia e della sua applicazione a dati di ogni
ambiente, dal gradino più alto a quello più basso della
scala sociale, considerata la molteplicità delle profes!Sioni,
situazioni o impieghi nati dallo sviluppo di tutti i settori
dell'attività umana, della scienza, delle tecniche moderne
ecc., considerato anche - bisogna dirlo -- la rarità dei
controlli pvecisi che sono presenti ancora allo stato em­
brionale negli archivi astrologici, è giusto e prudente limi-

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tarsi, per il momento, a indicare «le attitudini evidenti
per una data profe�sione �e le pos1sibilità di elevazione»
- o non - che �sono promes,se al soggetto, eccetto nei

casi, rarissimi, in cui la professione è astralmente indicata


in modo evidentissimo. Alcuni ricercatori cominciano a
studiare « liste profes1sionali» con l'indicazione dei signi­
ficatori planetari da loro attribuiti. E' bene accettare que­
ste liste con circospezione ... »
Tuttavia su questo cammino ci aspettava una sor­
presa: un avversario ci stava apportando degli argomenti
definitivi che davano uno statuto probabilistico all'astro­
logia pro prio sul terreno delle carriere, di modo che è
proprio questo settore dell'odentamento professionale che,
fra i diversi settori dell'attività as:tmlogica, beneficia del
più importante bilancio di ricerca.
Dal suo p rimo libro: L'i,nfluenza degli astri (Ed. du
Dauphin, 1955) all'ultimo: Monognafie psicologiche: il
temperamento ,e i campioni sportivi (Laboratorio di studio
delle rdazioni fra ritmi cosmici e psicofisiologici, 1973),
Michel Gauquelin ha lavorato abbondantemente su di un
numew totale di 16.336 nascite avvenute fra il 1793 �e
il 1945, che rappresentano dieci gruppi di celebrità nel
loro campo professionale: sportivi, medici, scienziati, mi­
litari , pittori, musicisti, attori, politici, scrittori e giorna­
listi. Sappiamo che i suoi risultati statistici hanno confer­
mato, nell'insieme, l'angolarità dell'astro spe c ificamente le­
gato alla categoria professionale del suo tipo: la Luna si
leva e culmina in 1352 scrittori, Marte si leva e culmina
in 2088 sportivi, 3046 militari e 2552 medici, Giove si
leva e culmina in 1003 politici e 1409 attori, Saturn o si
l eva e culmina in 3647 scienziati... « I giovani destinati
a farsi un nome in una data attività professionale, tendo­
no a nascere quando l'uno o l'altro di questi astri si leva
o passa alla sua culm inazione superiore ... » dirà questo
autore alla conclusione dei suoi risultati.

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Al di là della costruttiva esperienza di verifica, si
presenta qui il vero approccio alla formazione astrologica
dell'orientamento professionale, poiché vi è tutto da fare
in que sto campo fino ad oggi abbandonato all'improvvisa­
zione sulla basre di idee sommarie, ed occorreva un simile
punto di appoggio positivo per far poggiare le operazioni
dell'esperto su di una conoscenza generale adatta ad a Sisi­
curarne la buona direzione e a padroneggiarne il cammino.
A questo scopo dobbiamo passare per l'insieme dei
problemi che hanno dovuto affrontave gli specialisti del­
l'orientamento professionale e della selezione del perso­
nale, tentando di beneficiare del rinnovamento delle idee,
del rilancio di modalità informative e anche delle possi­
bilità di creare una nuova conoscenza che può apportarci
diverse interpretazioni dei diversi risultati statistici ot­
tenuti.
E' questo il cammino sul quale ci stiamo impegnando .

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LA TEORIA DELL'ORIENTAMENTO
PROFESSIONALE

L'astrologo che si accosta al campo dell'orientamento


profe�sionale allo Sieopo di sfruttarlo per la propria disci­
plina, si deve basare sui capisaldi stessi istituiti dall'orien­
tamento professionale. Per prima cosa è dunque necessario
conoscere il modo in cui si è costituita questa tecnica psi­
cologica e quali problemi ha dovuto affrontare la mente
dell'uomo in questo campo.
L'attività umana dispiegata da ciascuno per sopravvi­
vere, per vivere o, ancor meglio, per realizzarsi nella so­
cietà, mette in moto l'azione d'un complesso insieme di
fattori economici, sociali, pedagogici, familiari, psicologici.
Allorché gli 'Studiosi di psicologia sperimentale si sono
t ai rapporti fra il lavoro, la psicologia e lo psi­
interessai
chismo, sono stati indotti a trarre conclusioni simili a quel­
le del dottor Henri Wallon e cioè che «lo studio del la­
voro porta a scoprire, dietro al lavoro stesso, l'individuo ... ».
«Dietro la diversità delle condizioni fisiologiche ... il lavoro
pare proprio che metta in causa delle possibilità che hanno
la loro origine nella parte più nascosta di ciascuno ».
Queste prime conclusioni non potevano che condurre
nella direzione della corrente della psicologia differenziale,
unita allo studio delle differenze di natura, di reazione e di
comportamento osservate fra gli individui e alla valuta­
zione delle loro relative superiorità o inferiorità su scala
individw'lle. Da qui nascono gli strumenti di valutazione
differenziale chiamati test, stabiliti già dalla fine del se­
rolo scorso da Binet, nel suo celebre .test di « scala me­
trica dell'intelligenza ».
Ma ben presto le menti si sono cimentate per deter-

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minare le origini delle differenze individuali. E' subito ap­
parso evidente che queste particolarità individualizzanti pa­
reva provenis,sero da disposizioni sottostanti, costituziona­
li, determinate dall'ereditarietà genetica di ogni individuo.
L'esistenza di questo substrato genetico fu violentemente
contestato da alcune correnti psicologiche ed ancor più da­
gli psicologi 'di orientamento marx�sta (si è sensb i ili alla
nozione d'ineguaglianza degli uomini alla loro nascita... ).
Molti si sono cimentati sulle famiglie di musicisti (i Bach, i
Couperins... ), di pittori (i Le Nain, i Van Loo...) , al fine
di stabilire se il talento musicale o pittorico di queste fami­
glie provenisse dalla fonte interna dell'ereditarietà o piut­
tosto dall'influenza esterna dell'ambiente familiare (imita­
zione, influenza dell',esempio, nascita del clima, inclinazione
precoce incoraggiata... ). La discussione si è spostata sull'ar­
gomento dei gemelli mono e dizigotici ed è stato gic o ofor­
za riconoscere che, per prima cosa, esistono le differenze fra
individui e, successivamente, che la loro origine è in parte
costituzionale.
Su questo filo conduttore Henri Piéwn si è impe­
gnato nello studio promosso dall'Inst i tut d'Orientation
Pro/essionnelle (1928) basandosi sulla nozione di attitudine
individuale « substrato costituzionale delle capacità » e
sul fatto che ogni individuo rappresenta una moltitudine di
attitudini tanto differenti le une dalle altre quanto possono
esserlo degli individui diversi di una popolazione in quel
che concerne una determinata attitudine. Perciò egli giun­
ge a questa conclusione: « E' possibile confermare, allo
stato attuale delle nostre conoscenze, la validità dei capi­
saldi dell'orientamento professionale, cioè l'esistenza di at­
titudini diverse nell'uomo aventi origine da una costituzio­
ne erceditaria ».
Il decreto-legge dell'Orientamento professionale, l'ap�
prendistato e i testi ufficiali susse, guenti parlano anch'essi
di determinare innanzi tutto l'attitudine individuale come

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costituente essenziale del consiglio di orientamento pro­
fessionale.
Non bisogna credere però che questi capisaldi siano
stati accettati ,senza discussioni. Bssi' sono stati anche con­
testati da coloro che dànno la priorità all'influenza am­
bientale, agli interessi economici, sociali, educativi ... e che
sono poco inclini a basarsi su una psicologia della sogget­
tività, int1.1ospettiva. Giacché, nella teoria dell'attitudine,
l'individuo intrinseco costituisce la base: quest'attitudine
è tm'emanazione specifica e il rimpmvero che Le viene fatto
è di mancare di precisione e di rappresentazione obiettiva.
Essa viene assimilata di volta in volta a una facoltà, un
dono, una disposizione, un gusto, un interesse, un'inclina­
zione, una capacità naturale .... suscettibile al massimo di
applicarsi o attaccarsi a intere gamme di oggetti. Quest'ele­
mento psicologico non è altro che la tendenza, assieme alla
sua natura ellittica e al suo carattere p1.1oteiforme.
Di f11onte a questo generico immediavo, si è ristretto
maggiormente il margine dell'essenza generale preferendo
il campo più limitato dell'attitudine profes'sionale, nella
quale l'essere umano si incontra con una professione. Per
se stessa l'attitudine non è che una disposizione innata,
cioè uno stato naturale che può restare latente: le oc­
corre un ambientJe favorevole per manifestarsi affinché la
tendenza v�enga alla luce. L'attitudine professionale rappre­
senta, in rapporto ad �ess,a, un risultato acquisito, la dispo­
sizione di nascita che si converte in possibilità professiona­
le passando attraverso l'esecuzione di un apprendistato, di
una educazione o di una semplice informazione, l'esempio
costituendo nella circostanza una acquisizione, una tendenza
che diviene espressione professionale.
Nonostante ciò, questi principi dell'attitudine pro­
fessionale, nei quali pertanto abbiamo il punto di conver­
genza di una tendenza e della sua applicazione nella prati­
ca professionale, sono stati anch'essi contestati. Pierre Na-

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ville dichiara senza ambagi: «Bisogna abbandonare l'idea
che esistono attitudini specifiche, inscriue nel temperamen­
to dell'individuo e che vengono alla luce a poco a poco ... ».
L'attitudine professionale «prodotto dialettico», risultato
d'interazioni fra l'organismo individuale e l'ambiente socio­
economico, è stata sostituita dall'autore con la nozione di
adattamento, giacché è esso che costituisce il nocciolo r:eale
del concetto di attitudine. Ma, rinunziando all'idea dell'at­
titudine pvofesrsionale a beneficio di quella di capacità di
adattamento, non si fa altro che ribaltare la difficoltà sen­
za risolverla, dando solo un altro vocabolo alla stessa realtà.
Poiché, cosa vi è dietro la «capacità di adattamento» se
non un'attitudine particolare ad adattarsi a una cosa piut­
tosto che ad un'altra? Giacché, ammette questo critico, «vi
sono tante forme di ardattamentco possibili quanti utensili,
aggeggi, macchine, procedimenti tecnici e situazioni diver­
se» (Teoria dell'orientamento professiona:le, Gallimard,
1 972) . Ma ciò non è riconoscer:e che ritorniamo all'attitu­
dine professionale stessa? Effettivamente, in fin dei conti,
parlare di adattamento non è altr:o che una maniera per
definire la facoltà dell'individuo di fronte a una specifica
realtà professionale.
Questo preambolo sulla teoria dell'attitudine mostra
in modo eloquente la complessità dell'argomento. Siamo
molto lontani dal poter pretendere di rispondere con faci­
lità alla massima di base: «Dimmi chi sei e ti dirò quel
che farai ».
I «question,ari di orientamento professionale » che con­
sistono nel chiedere ai ragazzi quali attività amano di più,
quali di meno, fra una sede di mestieri che vengono loro
presentati, non arrivano perciò a conclusioni molto chiare.
Secondo il douor Bize, uno degli autori del questionario,
il legame fra gli inter:essi e le attitudini è molto debole:
le attitudini non svolgerebbero un ruolo determinante
nella nascita dell'interesse ... Una persona che trova facile

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la matematica non è detto che debba anche amarla. Il
dato a contrario è tuttavia più sensibile: vi sono poche
pmbabilità che un soggetto si inte�essi di matematica se
la sua comprensione gli richiede sforzi troppo grandi. Allo
stesso modo l'intellettuale fisicamente maldestro è poco
incline a interessarsi di un mestiere manuale. Pertanto si
è portati a concludere che l'interesse portato da un can­
didato a uno specifico mestiere non basta a provare effet­
tivamente che questo giovane in crisi di orientamento
possegga le attitudini neces1sarie per esercitarlo; non più,
d'altronde che il non interesse, il quale non costituisce un
indice sufficientemente valido per escludere un lavoro
verso cui l'affinità realmente esistente non è rivelata...
L'orientamento professionale ha così cercato di .sta­
bilire l'attitudine attraverso il success10. « In senso ri­
stretto si intende per attiut dine professionale ogni conno�
tazione psicoHsiologica o qualsiasi insieme di caratteri la
cui presenza favorisce il successo profestsionale » (L'En­
cyclopédie Française, T. VIII, La vita mentale). E' sul
concetto di riuscita che si basa l'Orientamento professi�
nale, dichiara da par:te ·sua G. Sinoir (L'orientamento pro­
fessionale, Coli.: Que s,ais je?) la sua missione non es­
-

sendo altro che individuare i fattori personali di riuscita


attraverso le attitudini.
Ma allora, quale criterio di riuscita adottare? Vi sono
centomila modi di riuscire: ·economicamente (arricchirsi,
avere per le mani molti affari diversi...) ·socialmente (oc­
cupare un posto importante, elevarsi o brillare in socie­
tà...) intellettualmente (farsi un nome con un lavoro crea­
tivo...). La riuscita è forse un mestiere ben retribuito, la
legion d'onore, un ideale sociale, una famiglia numerosa,
veder pubblicato il proprio nome su di un giornale? ... Si
tratta perciò di stabilire in che cosa consiste questa riu­
scita futura, per orientare forze e capacità di lavoro del
giovane nella giusta di�ezione.

21
Orbene, su questa base a cui si è finalmente giunti
all'ora attuale, l 'astvologia non potrebb e trovarsi in po­
sizione m igliore per es1sere -applicata alla tecnica de1l'o­
rientamento professionale.
Fra gli dementi che determinano la riuscita, il primo
posto è occupato dal ruolo s·volto dall 'ambiente di cre ­

scita che appartiene all'essere umano, rappresentato dalla


sua sfera sociale. Prodotto di ·u n·a classe sociale, l'indivi­
duo subisce un assai livellante « destino di classe » . Le
cifre stanno a te stimoniarlo : in Francia, fra gli studenti
universitari, nel 1954, i figli di operai non erano che il
3 % ! Non bisogna quindi merav�gliarsi se nell'ascesa del­
l'individuo sulla piramide sociale, la vetta della piramide
sia occupata in modo schia:ociante dalla « classe borghe­
se » . Alain Girarci, per la Francia, fornisce un risultato
simile al bilancio dell'inchiesta prodotto negli Stati Uniti,
cioè che i 2/3 delle personalità che occupano i posti chia­
ve nei diversi settori della società « si reclutano fra il 5%
della p op olazione che appartiene al livello più agiato e più
intellettuale » (La réussite socid,e, P.U.F., 1967). Allo
stesso modo in Francia « circa i due terzi dei grandi uomini
o dei dirigenti provengono da una frangia strettissima
della popolazione che cos ituisce la classe sup eriore 'O la
t

classe possidente. La stessa percentuale si uova negli al­


lievi delle scuole superiori . Solo un quarto delle persone
provenienti da una classe sociale media. riesce a emergere
dalla propria condizione. E mentre gli operai e i coltiva­
tori rapp resentano H 75% della popolazione attiva, 1'8 %
degli individui riesce a emergere dal proprio rango » (Pier ­

rette S artin , La réussite prrofessionndle) .


E' una cosa ovvia che le astralità non sono in grado
di determinare il fattore sociale di riuscita ma gli a strolQgi
hanno sempre tenuto conto del vettore esterno alle a:stra­
lità stesse: in tutte le tradiz ioni, vien detto che lo stes,so
cielo dì un principe e di un miserabile significa una stessa

22
realtà di fondo ma ai due livelli superiore e inferiore del­
la condizione umana. « Si diverrà re o monarca, se si ap­
partiene alla loro razza , altrimenti, in caso contrario, si
di verrà simili a re » dicono a riguardo di una particolare
configurazione, gli aforismi di Schoner e Haly. E quando
Cardano dichiara : « E' più facile prendere un regno per
successione che un impero con la forza », egli pone con
chiarezza il principio d'una variazione di significato qua­
litativa e quantitativa della stessa configurazione a secon­
da dell'ambiente sociale e familiare nel quale si trova il
bimbo in culla. Sicché, la medesima culminazione di Gio­
ve non può ·in alcun modo significare la medesima poSisi­
bilità di elevazione e di riuscita nell'oroscopo di un neo­
nato figlio di un magnate della finanza e in quello di un
neonato figlio d'un bracciante confinato in un piccolo vil­
laggio di campagna . . . Se l'uno e l'altro tendono a riuscire
nella vita, i mezzi di cui dispongono alla partenza sono sen­
sibilmente ineguali; le rispettive possibilità di accedere a
posizioni superiori nella società sono quanto mai diverse.
Esiste tuttavia un altro fattore di riuscita: il fattore
personalità. Nondimeno Alain Girard ricorda che « solo
un piccolo numero di bambini del gruppo sociale favo­
rito raggiunge veramente la riuscita » e vi sono quelli,
fra i diseredati della società, che passano davanti agli
altri e s'impossessano dei primi posti. Al di là del « de­
stino di classe » vi è dunque un « destino individuale »,
forza interna che emana dalla persona, potenza psicologi­
ca dell'individuo. Ed è su questo fattore intrinseco, spe­
cificatamente umano, che si rende utile l'informazione
astrologica.
Troviamo infatti i bilanci statistici di M. Gauquelin
su campioni di popolazione composti dalle categorie di
individui che ·S'i 1sono maggiormente distinti nei loro ri­
spettivi campi professionali: gli sportivi selezionati, gli
scienziati membri di istituti, i militari capi d'armata, i

23
politici a livello nazionale e governamentale, i divi. . . In­
fatti è s tato sottoposto a test il Hor fiore dei vari strati
sociali . Sappiamo d 'altronde che i risultati statistici evi­
denziano in modo particola.re 1e personalità più rappre­
sentative di ogni gruppo: campioni �s'partivi, primi mini­
stri . . . Sicché è fuor di dubbio che è proprio la riuscita
in se stessa che ha valore indicativo in questi bilanci sta­
tistici .
I risultati d'altronde non fanno che confermare - è
bene ricordarlo - ciò che insegna la tradizione, almeno su
quel che riguarda il fenomeno di angolarità . Fa testo quel
che dice Tolomeo al capitolo « Delle Dignità » (cioè del­
la riuscita) nel suo Y,etrabibtos:

« Le dignità si ricavano dai due luminari e dai


pianeti che li circondano. Allorquando i due lumi­
nari sono in segni maschili e negli angoli ( . . . ) nasce­
ranno principi e 1sovrani. . . . Quando i pianeti che
fungono da �guardiani sono pure negli angoli ( . . . ) essi
danno al nativo una meravigliosa potenza e l'impero
del mondo ( . . . ) . Se i guardiani non sono negli ango­
li, il nativo s arà privo di splendore e resterà senza
poter pervenire a carica alcuna . Se i luminari non
sono posti agli angoli ( . . . ) si avranno allora dei sog­
getti completamente miserabili. Attraverso tale con­
siderazione generale, noi possiamo conoscere sia il
prestigio di alcuni sia la bassezza degli altri . »

Pertanto ci è permesso trarre delle conclusioni pre­


cise di considerevole portata pmtica :
In margine e al di là delle barriere economiche, sco­
lari e mondane della promozione sociale, la nascita sotto
una specifica an'golarità planetaria costituisce un fattore
di massima qualificazione che porta alla riuscita allorché
l'individuo s'orienta in un campo professionale collJSono

24
al tipo di professione che corrisponde al pianeta angolare
alla nascita. Questa è una configurazione « vivaio di gran­
di uomini », i quali sono diventati tali essendosi orientati
nella dir·ezione adatta alla tendenza del loro pianeta an­
golare .
Già con questo abbiamo una base potente per lavo­
rare efficacemente nel campo dell'orientamento professio­
nale.

25
NATURA DELLE CORRELAZIONI
NELL'ORIENTAMENTO PROFESSIONALE

Il problema principale della pratica dell'orientamen­


to professionale sta nel tentativo di s tabilire una relazio­
ne fra una natura umana e una profes,sione o una carriera.
Si tratta infatti - partendo da una conoscenza del­
l'essere umano - di individuare un mestiere che con­
venga al suo temperamento, che sia possibilmente il più
conforme ai suoi gusti, alle sue disposizioni e alle sue '

attitudini.
« Ogn i individuo deve estsere utilizzato in b ase ai ca­
ratteri suoi specifici ( . . . ) giacché la felicità di ciascuno di­
pende dail'ardattJa:rsi esattamente al tipo di lavoro che
svolge » , dichiara Alexis Carrel. Piuttosto che fare enormi
sforzi per ademp iere a un compito al di sotto delle pro­
prie possibilità, è preferihile sentirsi a proprio agio e ec­
cellere nell'attività superiore che conviene a sé stes·s i. Per
pervenirvi, bisogna accordare il lavoro alla personalità,
dunque cercare il lavoro in cui quest'ultima può dare il
meglio di se stessa per riUJScire nel modo più completo.
Ma, come abbiamo visto, l'elaborazione della .teoria
che determina la pratica è molto laboriosa e problematica
perché la relazione condizionale dei due termini presenti
passa per una mediazione di estrema complessità . Di fron­
te a un individuo col suo carattere , le sue necessità, le
sue tendenze e i suoi mezzi , si trova un lavoro che è un
complesso bio-psico-sociale e il passaggio dall'uno all'al­
tro costituisce una vera mutazione, quella dell'essere con
la funzione.
E' Stato naturalmente stabilito un ponte fra l'uno
'

e l 'altro, trasferendo le proprietà del primo stato alle ca-

27
ratteristiche della seconda condizione. Dato fondamentale,
l'attitudine è divenuta il criterio oggettivo della suddivi­
sione dei ,diversi reparti professionali ; attraverSio questi
metodi si è proceduto alla classificazione delle molteplici
famiglie di mestieri. Infatti, nel definire gli impieghi in
termini di attitudini richieste, sono state stabilite le mo­
nografie professionali o « professiogrammi » .
All'industria il manovale, al commercio l'uomo de­
gli scambi, all'amministraz1one quello degli incartamenti,
delle cif11e e dei regolamenti . . . Oltre a questa classifica­
zione globale psico-morfologica si presentava l'inventario
delle attitudini umane nel lavoro : attitudine sensoriale
(vista, udito etc.), sensorio-motrice, accoppiando sensi e
gesti (abilità manuale, riflesso condizionato . . . ) , mentale
(memoria, attenzione, osservazione, giudizio . . . ) . A partire
da qui, si tratta di guidare la più o meno grande somi­
glianza fra « il profilo attitudinale » del soggetto con i
criteri umani delle diverse professioni che gli sono aperte .
Ma la trasposizione dell'essere nel campo della vita
professionale non si lascia fare tanto facilmente. Pierre
Naville si lamenta del « mare inquietante del catalogo
d'attitudini » e afferma « l'impossibilità obiettiva, in un
gran numero di professioni, di pervenire a precisare le
disposizioni specifiche » richieste.
Già Henri Wallon aveva �seriamente messo in guar­
dia: « Non è necessario domandarsi se queste classifica­
zioni in tipi psicomorfologici siano fondate o meno; ba­
sta constatare che �essere non possono essere trasposte in
modo puro e semplice dal loro campo a quello della vita
profeSJsionaJe le cui realtà e le cui condizioni rispondono
chiaramente a ·strutture molto differenziate . . . L'opposizio­
ne del tipo s1stemati:co, asltratto, costruttivo o schizoide
al tipo a reazioni facili in sintonia con l'ambiente o con
gli avvenimenti, lungi dall'identificarsi con differenti ca­
tegorie professionali, si trova all'interno d'una stessa pro-

28
fessione e risponde a impieghi, fors'e a modi diversi, ma
di eguale utilità. In questo modo Ostwald dtstingue, fra
gli scienziati, i « classici » la cui produzione lenta, co­
struttiva, convemporaneamente critica e sintetica si orien­
ta verso la ricerca di formule definite e i « romantici » le
cui reazioni, idee, immaginazione hanno una profusione
sempre in rapporto coi bisogni della ricerca o della speri­
mentazione. Le stesse :sovrapposizioni si osservano fra gli
altri tipi e le corrispondenti professioni » . E conclude :
« Non è vero che il manovale debba essere obbligatoria­
mente un muscolare né che l'intellettuale debba essere un
c·erebrale. Le inversioni sono frequenti. In realtà il tipo
non specifica il contenuto dell'attività. Esso può anche
darle la sua fisionomia ma ess·a mette in opera altre spe­
cie di attitudini » . (Prindpes de psychologie appliquée) .
Nel nostro linguaggio, per fare un esempio, non è
neces,sario avere Marte dominante per essere un capo mi­
litare anzi, al contrario, si può anche avere una Venere
dominante. Giacché si può essere generale senza avere
le qualità d'un militare ma avendo l'arte di piacere I
. . .

bilanci statistici ·sono pieni di insegnamenti al riguardo.


Al limite, vediamo sfuggire in parte il primo legame che
ci era sembrato decisivo.
Ai nostri giorni si arriva alle seguenti conclusioni di
Maurice Reuchlin : « Stabilire obiettivamente le attitudini
richieste per l'esercizio d\ma certa funzione è un compi­
to che sembra relativamente semplice al senso comune.
Ma un approccio più analitico e sistematico mostra, c·on­
tro ogni sentimento d'evidenza che provano generalmente
i professionisti stessi, che la loro testimonianza diverge
moltissimo riguardo a tm dato mestiere e che l'accordo
spesso non si realizza per l'es1senziale che sulle attitudini
richieste per ogni mestiere : es,sere intelligente, avere il
gusto del lavoro, essere attento, avere coscienza profes·
sionale. Inoltre le esigenze d 'un mestiere evolvono molto

29
presto nella nostra epoca e, nella mi,sura in cui sarebbe
possibile stabilire 'categorie d'impieghi corrispond enti a
grandi tipi d 'esigenze . Un dato impiego potrebbe mo�to
facilmente passar:e rapidamente da una categoria a un'al­
tra. . . » (Orientamento scolastico e professiomrle) .
La difficoltà nella quale ci troviamo è dunque quella
di non poterei fidare di corr elazioni specifiche, dato che ca­
ratteri molto diversi possono riuscire altrettanto bene nel­
la stessa pvofessione avendo, ognuno d 'essi , tma mo tiva­
·

zione solida, un interesse che risveglia l'intelligenza e mo­


bilita la personalità . Difatti, ·ad ·esempio , si vedono riusci­
re altrettanto bene nello stesso posto persone che hanno
nature differenti le une dalle altre e che impiegano i loro
modi specifici di riuscita. A partire da questo momento la
correlazione non è più dunque (o talmente) fra il caratte­
re e il mestiere o la riuscita nel mestiere ma fra il carattere
e lo stile di comportamento e di riuscita prof essionale .
Il centm di gravità della ricerca correlaziona1e si spo­
sta così dalla ,sfera del contenente formale d 'un quadro
professionale a quella del contenuto della personalità nel
quadro stesso : ognuno ha il •suo modo di s volgere un la­
voro . Nella stes1sa pmfession e, uomini dotati di qualità
diverse, o anche opposte, pos1sono arrivare, con mezzi di­
versi e c ontrari, agli stessi risultati positivi che consacrano
la loro riuscita !
Questa constatazione, che obbliga a pvendere in con­
siderazione il contenente e il contenuto, la forma e il
fondo, porta a una no!lione di capitale importanza : la re­
lazione fra totalità umana e totalità professionale.
Non è uno, o più elementi dell'individuo che hanno
un valore determinant'e nell'opzione profes sionale ma un
insieme della personalità . Infatti si è dovuto riconoscere
che l'azione tecnologica la più semplice implicava in un
certo senso l 'intervento dell'intera personalità . Nel c aso
degli automobilisti, ad esempio, il « profilo » met teva in

30
rilievo un insieme di tratti : acutezza visiva, finezza di tat­
to1 rapidità di riflessi etc . , che tuttavia non prendevano
il loro vero 'Significato ,e il loro valore pro fessionale che
in una più va:sta struttura d 'insieme in cui non erano estra­
nee le considerazioni sulla vita privata: vita sentimentale,
amicizie, idee politiche. . . Si deve dunque concludere che
il comportamentJo individuale in un dato compito viene
sempre influenzato dalla storia singola particolare .
Lipmann ha d 'altronde distinto le profes:sioni a vari
livelli , in elementari, le quali non implicano che esevcizi
e attività limitate e poco avvincenti ; in attività di livello
medio, di modo che già l'insieme della personalità ne vie­
ne coinvolto; oppure in attività superiori in quanto su­
bordinate alla personaHtà tutta che ne imprime lo stile. Di
fronte a questa priorità del generale , non bisogna troppo
meravigliarsi se Guy Palmade dichiara : « .. . la funzione
pedagogica, la funzione commerciale, il lavoro del ricer­
catore . . . vengono definiti non solo dalle operazioni e dalle
abitudini di lavovo ma esse hanno anche un signi ficato che
definisce dei tipi d'uomini nell'accezione più completa del
termine » . Non è dunque solo mn qualche attitudine par­
ticolare ma con la personalità globale del s oggetto che bi­
sogna collegare l'uomo al suo lavoro; e per collegare il
lavoro all'uomo è più facile fare un pronostico relativo a
una carriera in generale nel suo insieme economico, socia­
le, inte llettuale e spirituale che su un semplice particolare
di mestiere. Tutto l'intevesse umano per il lavoro passa
necessariamente per questo complesso sintetico.
Tuttavia, nel quadro relazionale fra totalità umana
e totalità pmfessionale, si presenta un'altra nozione im­
portante, riscontrata in ogni campo dell'esistenza: la qua­
lità plastica della tendenza.
Un'attitudine è una disposizione a svilupparsi di pre­
ferenza in una direzione piuttosto che in un'altra e che,
sulla via preferenziale, è in gra:do di adattarsi a diverse

31
ftmzioni a seconda dell'ambiente in cui si situa . La dispo­
sizione naturale a tendere i muscoli, dichiara P. Naville,
« può dar luogo a un eo::ellente lottatore come a un vir­
tuoso della pialla : tutto dipenderà dal ruolo svolto dai
fattori ambientali . Le disposizioni naturali avranno avuto
poco gioco nella scelta effettiva del mestiere esercitato » .
« La plasticità delle tendenze, la loro compensazione, le
loro sostituzioni e i loro transfert quasi infiniti non fanno
che confermare la stessa cosa. Che un gioielliere diventi
facilmenne un operaio montatore o che uri operaio monta­
tore si adatti facilmente alla tecnica dei lavori d'intarsio
non si spiega solamente con le analogie meccaniche dei
movimenti bensì con l'iillserzione di queste diverse opera­
zioni tecniche nelle comuni sfere sociali . Il concetto mo­
derno della ripartiz1one professionaJe d'altronde suppone
- continua l'autore - un certo grado d'int,erscambiabi­
lità umana nei diversi mestieri . Ciò non significa che non
importa chi può fare non importa cosa, ma suppone che
non esiste fatalità ereditaria sospesa su di uno specifico
gruppo sociale » . Conviene, in fin dei conti, appoggiarsi
sulla nozione di polivalenza delle possibilità umane da cui
proviene l'idea di ridassificazione, rettificazione, cambia­
mento, riadattamento; bisogna rinunziare a voler determina­
re delle scelte precise, dettagliate, a favore di delimitazioni
più ampie, fors'e più vaghe ma che lasciano più facilmen­
te a capacità eccezionali la possibilità di farsi valere » .
Questi dati generali mi fanno tornare al breve studio
da me pubblicato venticinque anni fa, nel n° 23 di « Ca­
hiers astrologiques » (s-ettembre/ottobre 1 949), intitolato:
« Considerazioni astro-psicologiche sulla vocazione » . Ne
riporto i passaggi più salienti :
« La vita professionale occupa, al nostro stadio
di civiltà, un largo campo della nostra attività al pun­
to tale che essa ci polarizza ·e ci blocca nella vita : II
commerciante, il funzionario, l'artigiano, l'operaio,

.32
l'industriale, rl coltivatore, il procacciatore d'affari,
il tecnico, l 'imprendit:ore . . . posseggono una mentalità
e un modo d 'essere dovuti aHe loro stesse funzioni;
per cui es1ste una tipologia professionale giacché se
l'organo crea la funzione, la funzione sviluppa l 'or­
gano. Ma se ogni profe ssione influenza parzialmente
il carattere, è altrettanto vero che il carattere origi­
nario ha svolto un ruolo importante nella scelta, se­
guendo delle linee di forza in parte svelate dai tests.
Oggi lo psicologo, sotto le opz1oni tecniche dietro
le attitudini, vede le pulsioni profonde di principali
tendenze e complessi e anche di personlità globa­
a

li, anche in coloro che non svolgono un lavoro di lo­


ro gusto e che pres:entano forti conflitti.
Andando più oltre, gli psicologi indicano, d1e­
tro la scelta d'un mestiere, d'una cardera, la tradu­
zione di preferenze intime non già per un certo tipo
di esercizio bensì per uno stile di vita o per una
scelta precisa che soddisfa un orientamento generale,
essenzi1ale, della personalità. Queste preferenze pos­
sono ·sbocciare in occupazioni apparentemente molto
diverse ma che hanno una comune giustificazione
psicologica. Si sceglie meno un mestiere che un ge­
nere di vi.ta in rdazione a una personale storia psi­
chica pnoven.�.e,nt,e d.all'1ambi,e,nte in cui si vive » .

Il mestiere, in un oroscopo, deve quindi essere in­


dividuato in valori psi:cologici. Difatti esso si inscrive in
termini di inclinazioni istintive, di bisogni vitali, di ten­
denze. E' quindi necessario estrapolare il significato psico�
logico delle configurazioni, e convertire il loro simboli­
smo in linguaggio di tendenze. Accettando questa posizio­
ne si studia il soggetto slotto il ·suo originale aspetto di­
namico . P11endiamo ad esempio uno studente che, con il
Leone all'Ascendente, ha l'Ariete in campo X e Marte in

33
Gemelli congiunto a Mercurio . Entrato a Saint-Cyr, inizia
la carriera militare. Per ragioni indipendenti dalla sua vo­
lontà (quadrato di Marte con Urano in VIII) deve ri­
nunziare a questa carriera; inizia allora la professione di
avvocato. InutHe dire che, da una professione all'altra,
egli cerca di soddisfare i suoi istinti combattivi, di r:ealiz­
zare socialmente la Slua mentalità aggressiva (Mercurio­
Matte) . Dall'ottica logica vi è un abisso fra il militare e
l'avvocato ma dail punto di vista psicologico (che sarebbe
il piano del determinismo astrale) è sempre lo stesso per­
sonaggio a realizzarsi : H combattente. Solo le armi utiliz­
zate e gli oggetti d 'attacco e di difesa differiscono, nella
misura in cui dalla prima alla seconda situazione vi è spo­
stamento dalla tendenza ma,rziana alla tendenza mercu­
riana . In questo modo si &oopre, quando numerosi me­
stieri si succedono in una lunga carriera e sono in rappor­
to con la stessa configurazione, (cosa non sempre necessa­
ria) la medesima tendenza dietro occupazioni apparente­
mente molùo diverse, la realizzazione dello s tesso tema
psicologico, il compimento di destini dal significato egua­
le. Sappi:amo infatti che l 'energia psichica, in virtù della
« plasticità » delle tendenze, è capace di numerose trasfor­
mazioni e di diver:se espresiSioni, tanto svariate quanto la
vita ,stessa. E' dunque basilare, nel nostro studio astralo­
gioo - che resta, non dimenticmamolo, uno studio di sin­
tesi - ritrovare i diversi travestimenti della stessa ten­
denza nell'evO'luzione di una vita, sia nella successione dei
mestieri che nel concatenamento di esperienze diverse.
Per ben analizzare le tendenze che sono a monte di
una carriera, è necessario conoscere i diversi meccanismi
psicologici att'l:iaverso i quali operano le tendenze stesse .
In generale la vocazione traduce una pu:lsione di nu­
merose tendenze che soddisfa un orientamento essenziale
della personalità . E' quel che accade quando la ,sintesi del­
l'omscopo contribuisce a determinare la carriera (inter-

34
vento della dominante, dell'Ascendente, del Medio Ciel o,
dei Luminari, di Mercurio ) . Ma troviamo anche la posj­
zione determinata da un ristretto gruppo planetario. Spes­
so abbiamo una semplice configurazione: congiunzione o
aspetto planetario, che si esprime tuttavia in funzione del­
l'insieme tematico (caso del nostro giovane studente con
la sua congiunzione Mercurio-Marte in un tema a domi­
nante di grandezza e di esibizione : Ascendente-Leone, So­
le in X opposto a Giove . . . ) .
111 ca:so più sempHce è quello in cui la professione
soddisfa direttamente una struttura fondamentale della
personalità, formata attorno a una tendenza dominante o
sublimata. Un esempio tipico è fornito da Napoleone III,
la cui particolare configurazione : congiunzione So1e-Marte
(Maestro del Medio Cielo) in Ariete e opposta a Urano
s 'inscrive nei dati generaJ.i; Ascendente Capricorno, Satur­
no Medio-Cielo, con Nettuno in X, Giove trigono Medio
Cielo e sestil.e Ascendente e Luna in I . In questo modo
possiamo dedurre: tendenza arutorritaria dominante che dà
il gusto del potere ; da ciò la vocazione politica di Napo­
leone III. Gli psic()llogi ci danno numerosi esempi di rea­
liz�azione diretta di tendenza o di sublimazione : la ten­
denza esibizionista si soddisfa nella danza o nel teatro
(luminare in risalto) ; la sublimazione erotica è frequente
nelle vocazioni d'artista (congiunz1one Sole-Venere) . L'a­
patia affettiva e la paura di vivere fanno i burocrati. (Sa­
turno, Vergine) . L'introversione e il disadattamento vi­
tale possono spingere alle matematiche (Saturno) ; l 'indi­
pendenza al lavoro artigianale, aUa professione liberale
(Giove, Urano) .
La scelta del mestiere diviene più complessa allor­
ché, invece di soddisfare direttamente una tendenza do­
minante, essa avviene, al contrario, come reazione com­
pensatrice di una tendenza rifiutata. Un dato esploratore
o capitano prese il ,suo s1lancio verso l'avv·entura in un'in·

35
fanzia sacrificata e frustrata che esplose in desiderio di
azione senza limiti. In tal caso il movente a·strologico si
trova in una dissonanza planetaria che rivela un conflitto,
in special modo un quadrato che implica generalmente una
formazione reazionale. Poss�amo domandarci, ad esem­
pio, in quale misura il destino politico di Hiùer non sia
imputabile al quadrato di Saturno in X con Venere-Marte
Toro fra VII-VIII, cioè a un'inferiorità artistica o eroti­
ca ? Qualcuno pretende che il rifiuto subì.to alle porte di
una accademia artistica decise la sua vocazione politica.
Un insuccesso amoroso può anche essere la causa.
Accade talvolta che la compensazione divenga sur­
compensazione a seguito d'un capovolgimento di forze; il
mestiere viene aJlora s,oelto proprio a dispetto della ten­
denza dominante del soggetto. L 'esempio illustre è quello
di Demostene che da baLbuziente divenne oratore . Secon­
do una statistica ricordata da Adler, il 70 % dei pittori
soffrirebbe d'un difetto visivo . . .
Che H marziano sia portato verso un mestiere attivo,
combattivo, aggressivo, il venusiano verso un mestiere di
fascino, lo jupiteriano verso una profes,sione liberale, ge­
rarchica, spettaoolare . . . ciò è esatto ma presuppone sem­
plic·emente che gli individui non si indirizzano VJerso que­
sti mestieri e professioni che in virtù d'una affinità natu­
rale. Cioè il lavoro esercitato non è che un mezzo , una
« materia » che permette alla persona di esprimersi, di
realizzarsi . Fra tutte 1e attività, il s oggetto si indirizza di
preferenza su quelle che si a(X)ordano col suo tipo : il mar­
ziano ardente e combattivo cercherà piuttosto un lavoro
nel quale potrà bruciare la sua vitalità, affermare la sua
potenza conquistatrice, il suo istinto di attacco e di dife­
sa : carriera militare, industria!le . . . ma ciò è relativo. Spes­
so l'individuo pa;ssa altre, si dà a un lavoro molto diverso
dal suo tipo, ma realizza ugualmente in quest'attività i
carattr?ri tipici che gli sono propri.
Vi sono molti marziani metallurgici o macellai, giac­
ché la materia di questa professione si adatta ad essi che
si trovano « nel loro elemento » . Vi sono forse meno mar­
ziani poeti, giacché l 'attività poetica è agli antipodi dal
dinamismo fisico del loro pianeta. Tuttavia esistono, (Bec­
que e Zoh sono degli esempi fra tanti altri) e quando il
marziano poetizza, allora è tutt:a la sua natura marziana,
appassionata, virile, combattiva, presa da una realtà bru­
tale, che si realizza nella sua parola .
In verità, non bisogna dar troppo peso all'etichetta
professionale, poich é ciò che conta non è tanto il mestiere
su cui l 'individuo si dirige, bensi appunto quello che l 'in­
dividuo vi apporta, quel che ·lo fa « divenire » , e che
- in una parola - lo realizza. Bisogna piuttosto vedere
il contenuto più del contenente, il programma realizzato
dall'individuo più del quadro nel quale tende a realizza­
re questo programma. Il fondo dinamico è là, nettamente
determinato; cosa importa la materia che utilizzerà o la
forma che sceglierà per realizzarla ? Infatti tutto accade
come se il soggetto avesse la possibilità di scegliere fra
numerose professioni : il nostro ·studente è passato dal mi­
litare all'avvocato; domani fors·e si lancerà nel giornali­
smo che lo tenta egualmente. E' però certo che egli segue
sempre una stessa linea direttrice, che realizza le s tes:se
tendenze, e lo steSiso programma interno .
Perciò non possiamo dire : « Avrete una data profes­
sione », ma « nella vostr.a professione svolg.erete questo
ruolo e, per svolgere questo ruolo, sceglierete di prefe­
renza quest'attività piuttosto che un'altra e potrete sce­
gliere fra numerose attività » .
Rispondiamo così agli psicoLogi i quali affermano che
noi abbiamo un'attività in rapporto con la nostra perso­
nale storia psichica . L'oroscopo rivela in primo luogo qua­
le personalità e quale programma interiore l 'individuo
realizza nella sua carriera. L'astrologia permette quindi di

37
rivelare una v.ocaziorne di ruolo più che una vocazione di
mestiere .

Dopo aver precisato che solo il temperamento affio­


rava dietro il mestiere s'celto, concludevo lo studio su que·
sM base: « Il ruolo che l'individuo svolge diet:w la sua
professione conta quanto (Sie non più) l'opzione per un
dato mestiere. E' più chiaramente definito il programma da
realizzare che la scelta professionale: si sceglie un mestiere
per svolgere un ruolo. Per cui, essendo la personalità uma­
na dinamica e plastica, le sue tenden:èe le permettono vasti
margini di gioco sulla scacchiera dei mestieri » .
Venticinque anni dopo questi studi, i bilanci statisti­
ci di Gauquelin confermano largamente le idee generali .
E' un dato di fatto che « il marziano sia più portato
verso un lavoro attivo, combattivo, aggressivo . . . una car­
riera militare o industriale . . . - . L'oogolarità di Marte in
3046 uomini d'arme (capi militari) l'ha inoltre conferma­
to. E' anche stato confermato che vi sono meno « poeti
marziani » : in 51 O O artisti e ,SICrittori, in particolare nel
gruppo di poeti . . . M a è anche indiscusso che il marziano
non sceglie obbligatoriamente un lavoro marziano ed è
anche quel che capita più sovente. Giacché non si diventa
obbligatoriamente militari o sportivi professionisti perché
si ha una natura marziana. Nondimeno si os1serva, in que­
sti casi, che ,egli esercita da marziano il lavoro scelto.
Scegliere un lavoro in affinità col proprio tipo costi­
tuisce un modo per realizzarsi in un campo professionale
adatto all'espressione della propria personalità ; da qui
nasce il fatto che la maggior parte dei capi militari arrivati
al vertice della gerarchia militare (i graduati più decorati
dell 'arma) siano marziani ; oppure che « più un attore
raggiunge la celebrità e più è probabile che egli sia nato
con Giove alla levata o alla culminazione » (Gauquelin) .

38
Nelle sue ultime ricerche sul campo dell'analisi fat­
toriale a livdlo delle connotazioni caratteriali s tudiate nel
quadro del profilo�tipo, Gauquelin giunge alle stesse rcon­
clusioni del mio studio del 1949 :
« I campioni sportivi dal cuore indomito, quelli
che hanno lasciato un nome nel Pantheon del co­
raggio e della volontà, sono nati due v01lte più spesso
degli ahri campioni dopo il passaggio di Marte all'o­
rizzonte ·e aJ Meridiano. Questi campioni « dal mo­
rale d'acciaio » . . . « sono dunque più marziani de­
gli altri. . . La posizione natale di Marte è davvero l'e­
spressione d'un temperamento; essa non ha che po­
che cose a vedere col destino professionale » (Il
dossier delle influenz.e cos.miche) . Queste ultime con­
clusioni, estratte dal suo gruppo di 2088 campioni
sportivi, si aggiungono a quelle ottenute sul gruppo
di 3647 medici e scienziati, dopo a·ver constatato una
frequenza maggiore di posizioni angolari di Saturno
nel gruppo di scienziati che avevano le caratteristi­
che specifiche della personalità-tipo, appunto, dello
scienziato (introversione, riflessione, serietà . . . ) e una
frequenza minore del1e stesse posizioni nel gruppo
degli scienziati che avevano caratteristiche opposte. » .

« La posizione di Saturno alla nascita degli s cien-


ziati appare come indicazione d'un certo temperamento.
Non è la p.vofessione di queste personalità ma il loro ca­
rattere ad essere in relazione con Saturno . . . I lati del ca­
rattere favorevoli alla riuscita nel campo scientifico for­
niscono la descrizione d'un temperamento indicato da Sa­
turno . . . L 'etichetta professionale ha perduto la sua im­
portanza; il metodo dei lati del carattere ha permesso di
andare oltre » (Il temperamento S aturno e gli uomini di
scienza: Laborratoire d)études des relations entre rythmes
cosmiques et psycbo-physiologiques, 1974 ) .

39
Possiamo fare altre citazioni dello stesso tipo : « Il
temperamento Giove spinge alla riuscita nel campo dello
spettacolo, ma si può aver riuscita in questo lavoro an­
che con un altro temperamento . . . Non esistono pianeti
projession1ali. . . Vi sono esclusivamente pianeti « tempe­
ramentali » . . . La posizione del pianeta non è altro che la
testimonianza del temperamento . . » .
.

I l celarsi del contenente formale del quadro pro­


fessionale dietro il contenuto personalizzatore del qua­
dro nel quale si manifesta la dinamica del temperamen­
to , fa dire finalmente a Gauquelin riguardo agli attori, di
cui uno è nato alla levata di Marte, il secondo alla cul­
minazione di Saturno, il terzo alla levata della Luna e
il quarto alla culminazione di Giove: « Jean-Louis Bar­
rault ha realizzato la sua vita d'uomo da sportivo, Jean
Vilar da scienziato, Gustave Nadaud da poeta e Marcel
Achard . . . da uomo di teatro » (Il dossier delle influenze
cosmiche) .
Dall'insieme di queste considerazioni generali sui rap­
porti dell'uomo con la sua professione emerge che a di­
spetto delle numerose e brillanti eccezioni, la riuscita pog­
gia, nella maggioranza, su di un rapporto di afl1nità fra
il tipo di personalit à e la categoria professionale che le
corrisponde. Conviene pvevedere, nell'orientamento pro­
fessionale, l'accordo dell'essere con la sua funzione, an­
che a livello del contenente formale del lavoro. L'indivi­
duo presenta infatti lati del carattere che si mostrano più
chiaramente e più direttamente in armonia con l'esercizio
professionale che li prolunga. Non ci vuole che un po' di
fortuna in più per poter personalizzare nel modo migliore,
attraverso il contenuto del proprio comportamento, que­
sto contenente professionale e il proprio dinamismo vi
trova il terreno pveferenziale . E' proprio lì la condizione
di riuscita più favorevole.

40
DALLA TENDENZA ALLA VOCAZIONE

Abbiamo fatto conoscenza con le difficoltà incontra­


te dall'orientamento professionale per consolidare la pro­
pria teoria, basata sulla nozione di attitudine individuale
e attitudine professionale.
La fmgilità dell'edificio - che tuttavia niente altro
pare possa rimpiazzarla - è il riflesso della precarietà
della condizione giovanile posta davanti al problema cru­
ciale della scelta lavorativa.
E' particolarmente in questo, nell'evoluzione dell'in­
fanzia mercuriana, per natura mobile, disponibile, ficca­
naso, imitativa, indecisa e diversa perché ancora indiffe­
renziata, che ci rendiamo conto che la tendenza è, gene­
ralmente, sottigliezza. La tendenza, da principio, è obbli­
gatoriamente uno s tato non rivelato fino al suo risveglio,
uno s lancio di cui bisogna prendere coscienza nella sua ap­
parizione più o meno sorda, una spinta interna discreta,
spesso facilmente neutralizzata dall'influenza degli amici
o dalle suggestioni familiari . . . La tendenza non parla che
a voce baSisa nell'adolescenza ed è chiaro che è facile ta­
citarla. E' fuor di dubbio che la prevalenza dell'ambiente
ha facile ragione contro quel che dovrebbe ess,ere l'ascolto
della voce intima del cuore con la convinzione profonda
che ne potrebbe derivare.
Torna sempre alla mente la formula di Pascal: « La
cosa più importante della vita è la scelta d'un lavoro. Il
caso ne dispone . », il caso ha il volto delle tradizioni
. .

locali, delle abitudini ambientali, dei costumi familiari o


dell'epoca . . .
E' bene sapere che diverse indagini di liceo, svolte

41
tra gli allievi delle classi finali, hanno dimostrato che il
51% dei giovani non aveva precisi progetti d'avvenire. Il
professme di psicologia Kuder dichiara : « . il caso, nella
. .

scelta d'un lavoro, svolge un ruolo decisivo. La maggior


parte degli uomini opta per questo o quel lavoro non
perché lo predilige ma perché è ammantato di un certo
prestigio o perché mette in gioco una rete d'amicizie o di
relazioni; ma nessun giovane, prima di decidere, si è de­
dicato a uno studio generale sulle diverse professioni
esistenti » .
In quanto all'influenza dei genitori, largamente so­
stitutiva alla sordina o alla carenza interna della tendenza,
essa è troppo poco differenziata e troppo esclusivamente
subordinata a fattori economici . Su un numeroso campio­
nario di genitori il cui figlio frequentava la terza classe
è stato chiesto quali vantaggi sembravano più interessanti
nella professione scelta per il ragazzo. Rispos te dominan­
ti: « Permette di guadagnare bene . » e « Offre prospet­
. .

tive per l'avvenire » .


Inoltr·e , in questo periodo di trasformazione rapida
della società, l'esperienza personale dei genitori è una
fonte d'informazione non più utilizzabile dai giovani, uno
dd tanti motivi di contestazione.
Attraverso i giudizi sui propri allievi e i suggerimen­
ti sulle possibilità di felice prosecuzione in un settore
scolastico ulteriormente formatore, gli insegnanti contri­
buiscono in modo più chiaro all'orientamento individuale.
Ma i consigli degli educatori, dietro quelli dei genitori,
non sono che un ripiego poiché sappiamo che il ragazzo
non si esprime interamente nel suo ruolo d'allievo e che
la riuscita scolastica non significa affatto riuscita in un
lavoro .
Infatti, con J'.astrologia, ci troviamo in piena psico­
logia differenziale: non è un caso se esiste un settore
specifico del lavoro, un altro che interes,sa la posizione

42
e un terzo che appartiene agli studi . Ad esempio, colui
che ha un buon Mel'Cllrio e un settore III favorevole, ha
delle « chances » di poter svolgere studi brillanti mentre
invece se da un altro lato ha un s'ettore X dissonante, ri­
schia di trovarsi più o meno male nella carriera. In que­
sto modo si è brillanti qui e zoppicanti lì, magnifici in
un campo e esecrabili in un altro, ineguaglianze che sono
ben conosciute da tutti .
E' dunque venuto il momento per stabilire i pezzi
della scacchiera astrologica, che si riferiscono alla nostra
vita professionale .
In linea generale possiamo restare fedeli all'idea­
base della tradizione tolemaica che attribuisce importanza
prindpale ai due punti dispositori o co-significatori della
professione e della riuscita: SoJe e Medio Cielo.
Per discendenza affettiva dell'immagine interiore del
padre, dell'autorità, della superiorità, il Sole è il simbolo
di ideale, di realizzazione superiore dell'io, di espressiione
soggettiva di riuscita.
Il Medio Cielo ne è la roppresentazione oggettiva,
essendo il luogo più alto del cielo del nostro sistema so­
lare: esso ha valore di elevazione, di ascensione, di cul­
minazione . « Coloro che hanno le loro stelle verticali,
s:ono innalzati dal favore popolare a grandi onori e di­
gnità . . » (Albumazar) . Da ciò nasce la qualifica data al
.

campo X che riguarda l'azione esercitata dal soggetto nel­


l'ambiente sociale, o il posto più o meno importante che
occupa : profess ione , carriera, impvese, onori, gloria . . . Ma
l'altro versante del Medio Cielo, il campo I X , è da pren­
dere nella stessa considerazione giacché è dopo la culmi­
nazione che l'angolarità dell'astro è più forte.
E' da prendere ancora in considerazione il terzo dato
del campo VI, inteso come tramonto d'astro e legato da
una parte al lavoro in quanto esercizio pratico di tipo
umano e dall'altra come lavoro inteso come obbligo, ne-

43
cessità, schiavitù . Sul tutto domina, naturalmente, la se­
gnatura della dominante, il famoso maestvo dell 'oroscopo.
Al limite, d'altronde, tutto l'oroscopo partecipa del­
la vita professionale, per il gioco di smembramento delle
pedine della scacchiera astrale; la posizione sola�e per se­
gno, casa e aspetti qualifica il sentimento della riuscita;
il Medio Cielo con l'astro culminante o , in sua mancanza,
con il suo Maestro, qualifica la natura delle tendenze in
possibilità di elevazione, l'astro dov·endo esser preso nella
totalità della sua specifica configurazione . . . .
Se ·si è poco versati per individuare quello che ognu­
no può fare meglio, - prima che l 'individuo abbia po­
tuto rivelarsi a se stesso liberando le sue aspirazioni e
doni nel confronto oon la realtà del lavoro - è che non
tutti hanno, all'inizio, il bernoccolo della matematica, del­
le lingue, della chimica o delle lette�e . . . La maggior par­
te delle volte i risultati scolastici nei diversi campi d'in­
segnamento sono medi, e i deboli scarti registrati p ossono
dimostrarsi poco significativi . L'adolescente tipo non può
che essere indeciso e incerto, più o meno propenso a la­
sciarsi decidere da inflenze estranee e a ripiegatsi su so­
luzioni facili.
Bisogna ancora tener presente che alcuni tranelli deb­
bono essere sventati. Uno di questi pericoli è il caso della
contraddizione d'un gusto imperioso dell'adolescente ver·
so una carriera che volge le spalle alla sua natura profon·
da, come accadde a Alfred de Vigny allorché si orientò
verso la carriera militare :

« Allora mi prese più che mai un amme davve­


ro eccessivo per la gloria della carriera militare . . .
Molto spesso ho sorriso di pietà per me ·stesso ve­
dendo con quanta forza un'idea si impadronisce di
noi, in che modo ci inganna e quanto tempo ci vuole
per liberarsene . . . Non fu che molto più tardi che mi

44
accovsi . . . che sotto le armi avevo trascinato in una
vita tutta attiva una vita contemplativa . . . » (Schia­
vitù e gnandezza mil.i.tare) .

Nato sotto l'opposizione d'un Nettuno alla levata a


un Matte al tramonto, con un duo zodiacale Pesci-Ariete,
questo poeta saturnino, militare rimasto « fra l'eco e il
sogno delle battaglie » , non visse la sua componente Mat­
te-Ariete che nei sogni della sua vita interiore .
Alla posizione estrema dell'indifferenziazione inizia­
le che tanti giovani conos:eono, e di qud genere di divi­
sione interiore dovuta a un'aspirazione contrariata, si pre­
senta lo •stato di « vocazione » . Ognuno ha la sua voca­
zione -- dicono - e l 'orientamento professionale permet­
terebbe di far capire al giovane la sua. Cosa che tanto
facile non è, e Pierre Naville ha ironizzato sull'argomen­
to : non esiste vocazione per i mestieri duri, sporchi, pe­
nosi, mal retribuiti.
Nondimeno la vocazione esiste, po�ché un individuo
- sentendosi chiamato a una data professione - avverte
la necessità interiore di appartenerle, di consacrarsi ad
essa, per cui la fortuna della carriera si fonde col destino
dell'individuo . Si tratta di una oondizion·e superiore di au­
torealizzazione, �sul piano dell'unità e della totalità psico­
logica .
E' facile comprendere il campo delle astralità che
tendono a questo s tato di vocaz�one : una forte angolari­
tà, un Sole dominante, un Medio Cielo valorizzato, un
Campo X importante, un Campo I occupa to, un rapporto
pianeta-segno della stessa tendenza. « Se i significatori
si ttovano nella loto aas1a e i.n uno degli angoli) il loro
effetto satà molto più gtande » (Alcabitius) . Ad esempio,
è caratteristico il caso di P1ca:s:so, il quale non si è mai
chiesto quello che doveva o poteva fare : ragazzo, già di­
segna e dipinge, influenzato dal modello paterno . . . sco-

45
prendosi della « razza » dei piuori. « Come i gatti, più
dei gatti » . Con un Sole al meridiano, Maestro dell'A­
. .

scendente e in aspetto con quest'Ascendente, il Maestro


del Medio Cielo alla levata e 4 pianeti in X.
Lo stato opposto di non disponibilità specifica o di
disponibilità a qualsiasi incarko, è generalmente indicato
da a:stra:lità senza rilievo, senza unità né dominante, so­
prattutto su un campo di tendenze poco particolareggiate.
La maggior parte dei temi si presenta in una dispo­
sizione media fra i due estremi . Essi esprimono individui
che nel loro lavoro non investono che una parte del loro
capitale vitale, e in es,so si mostrano più o meno dotati,
realizzandosi più o meno con talento e risultati felici. Co­
storo seno in particolare il. prodouo d 'una opzione pro­
fessionale in armonia oon la natura della loro personalità.
Ora che abbiamo presentato le difficoltà di tutti que­
sti problemi, possiamo accostarci senza difficoltà al cam­
po deNe oorrdazioni fra le astralità e la sfera delle atti­
vità umane .

46
LE MOTIVAZIONI PROFONDE

Attraverso il cana1e della ricerca delle pu1sioni pro­


fonde che muovono un individuo, possiamo accostarci me­
glio alla realtà d'una scelta nell'orientamooto professio­
nale .
Ponendoci su questo piano, ci rivolgiamo d'altronde
direttamente al tipo d'espressione immediato della « 'se­
gnatura astrale » che, ricordiamolo bene, parla il linguag­
gio dell'interiorità del soggettivo. Qui la nostra formula­
zione non si situa a livello d'una denotazione in cui il si­
gnificato è percepito obiettivamente come tale ma a quello
d 'una connotazione che esprime il valore soggettivo attri­
buito al significato stesso. Conosciamo questa differenza
di piano : se, ad esempio, l'uniforme denota una funzio­
ne o un grado, connota il timore, il rispetto, il prestigio
o l 'autorità che ispira. Non dimentichiamoci che la ten­
denza tocca il sensibile, il sentito, il vissuto.
Un buon lavoro suH'orienta:mento professionale deve
dunque iniziare con la ricerca delle motivazioni più forti
del ragazzo. Una professione ha tante più possibilità di
riuscita quanto più interessa (a condizione, tuttavia, di
non provocare un 'applicazione precoce troppo faticosa) ;
la fonte dell'interesse si trova tutta nella mobilitazione dei
bisogni più vitali dell'individuo.
In questa prospettiva l'opzione professionale deve
perciò, quanto più è poss�bile, cercare d 'impiegare difet­
ti e qualità, nell'interesse dell'individuo e della società,
consumando i bisogni egocentrici, esaurendo la problema­
tica psichica, in incarichi vantaggiosi, socializzando in que­
sto modo la pu1lsione istintuale nell'interesse comune. Più

47
nessuno dubita del ruolo svolto da un complesso nella
scelta d 'una vocazione. Henri Wallon ricordava :

<� Le professioni finalmente .sono state conside­


rate come una possibile trasposizione, sul piano tec­
nico e sociale, delle attività elementari e primitive di
cui l 'uomo può aver conservato il bi:sogno di sod­
disfal}e . Esse sarebbero in grado di dare sbocco a
is·tinti o complessi che in questo modo s 'incanale­
rebbero in attività utili, in luogo di minacciare con­
tinuamente l 'ordine pubblico e i costu mi. L'orienta­
mento professionale consisterebbe quindi e soprat­
tutto nello scoprire in cia1scuno le tendenz,e os,cure
che una data professione potrebbe soddi,sfare, alme­
no simbolicamente ; essa sarebbe tm'applicazione del­
la psicanalisi . In questo modo il sadismo sp:i!eghe­
rebbe le vocazioni di biologo, chirurgo o anche pe­
dagogo . . . Sono stati dati molti altri esempi che non
ceSisano di sorprendere i non-iniziati. E' tuttavia ri­
conosciuto che vi possano essere affinità affettive che
appaventano alcune professioni con alcune disposizio­
ni intime. Ma in che modo viene creata da ciascuno,
secondo i bisogni e l 'occasione, la sua personale sim­
bolica? Dai complessi affettivi alle tecniche lavora­
tive, il pas1saggio segue una predestinazione assoluta­
mente uniforme e rigorosa ? Oppure l 'equivalente di
un gesto professionale e d'un appetito occulto è pas­
sibile di variazioni che conducono ancora una volta
allo studio dell'individuo? » (\VJallon : Principes de
psychologie appliquée )
. .

E' stato precisato che bisognava scoprire nel bambi­


no contemporaneamente le sue motivazioni, il suo caratte­
re e le sue attitudini, dato che l 'attitudine rappresenta
quel che può fare, il carattere, il suo modo di fare, e la

48
motivazione quel che vuoi fare o anche le ragioni pro­
fonde di quello che fa.
Bisogna infatti 'comprendere che le motivazioni rap­
presentano la dinamica delle tendenze che alimentano l'at­
taccamento al lavoro, il capitale d'energie o di passione
che s'investe nella carriera . Riusciamo molto meglio allor­
ché ci diamo completamente a una professione, ci consa­
criamo ai nostri obiettivi esistenziali, o soddisfiamo le no­
stre fondamentali aspirazioni .
Potere, fortuna, fama . . . conosciamo l 'arcobaleno de­
gli eterni moventi che scatenano le aspirazioni umane.
Ecoo una piccola tabella delle principali categorie di mo­
tivazioni che è bene considerar·e :

l ) Desiderio di potenza, d'affermazione, di supe­


riorità, d 'autorità, di grandezza; l'ambizione
del potere ;
2) Desiderio di avere : il possesso, l'interesse, i1
denaro, il profitto; il desiderio di arricchirsi;
3) Desiderio di prestigio: reputazione, stima, me­
riti onorifici ; il desiderio di considerazione;
4) Desiderio d 'essere : la partecipazione a una fun­
zione, una realizzazione, un'opera, nell'amore
del lavoro, per raggiungere la propria realizza­
zione personale;
5) Desiderio di servire : di svolgere una funzione
utilitaria, d ' essere buono a fare qualcosa per
gli altri, di dedicarsi a una causa comune o
pubblica .

Certamente questa classificazione è ben lontana dal­


l 'essere ·esauriente ma è un necessario punto di partenza
per effettuare un sondaggio di base.
Nella prima categoria non si può avere la sensazione

49
della riuscita se non si è il principale di sé stessi, se non
si accede a un posto direttivo, al vertice del comando di
una organizzazione o di una impvesa più o meno impor­
tante (cioè fino ai consigli d'amministrazione e alle presi­
denze) oppure se non si opta per una vita politica, eser­
citando una funzione pubblica.
Nella seconda categoria è evidente che bisogna pun­
tare obbligatoriamente su una professione basata su re­
lazioni di prestigio : di affari, di commercio, dove si ma­
nipola il denaro, le entrate importanti .
Nella terza categoda l'esser soddisfatti di sé ·stessi
dipende dal rango sociale, dal titolo, dalla considerazione
altrui, dagli onori e dalle onorificenze; oppure, al di là di
questo standing mondano, dal mettersi in risalto, dal di­
venire una presenza pubblica.
Nella quarta categoria l'esigenza d'un orientamento
iniziale è meno imperiosa dei casi precedenti. Qui è prin­
cipalmente questione d 'una qualifica d'attività legata alla
pratica d'un dono in un clima di lavoro, con senso della
r·esponsabilità e armoniosa crescita professionale. Qui pri­
meggia la selettività, quale che sia la via scelta : riuscire
vuol dire svolgere un lavoro che piace in condizioni felici .
Stessa cosa per la quinta categoria nella quale non si
è costretti a una necessità imperativa e in cui è possibile
realizzarsi in tutti gli azimut; per quanto è preferibile, in
questo caso, ·scegliere una direzione nella quale si possa
meglio apprezzare il dono che si fa di sé stessi al servizio
·

degli altri.
E' relativamente facile stabilire le corrispondenze
astrologiche di queste cinque categorie :

l ) Tastiera planetaria : Giove-Saturno-Urano-Mar­


te. Tastiera zodiaca1e: Capricorno, Leone, Scor­
pione, Ariete.
Settori I e X.

50
2) Taistiera planetaria: Giove-Luna-Saturno. Ta­
stiera wdiacale: Toro, Scorpione.
Settori I I e VII I .
3 ) Tasti:era planetaria: Sole-Giove-Luna. Tastiera
zodiacale: Leone, Sagittario.
Settore I.
4) Tastiera planeetaria: Mercurio-Venere. Tastiera
zodiacale: Gemelli, Bilancia, Acquario.
Settori III, VII, XI .
5) Tastiera planetaria: Luna-Nettuno. Tastiera zo­
diacale: Cancro, Vergine, Pesci.
Settori VI e XII .

Sul piano delle motivazioni fondamentali, le infor­


mazioni ottenute possono essere determinanti allorché ci
troviamo di fronte a casi in cui la dominante concentra
una maggioranza d 'indicazioni d'una stessa categoria. Nel­
la prima, per esempio, il temperamento d'un Eugène àe
Rastignac, d'un Julien Sorel, d'un arrivista, d'un votpo­
ne o, semplicemente, d'un ambizioso che fa del lavoro il
solo suo centro d'interesse, e della riuscita il polo unico
della sua vita, centro d'opzioni professionali che ne esclu­
dono una quantità d'altre. Quale che sia la professione
scelta, scientifica, letteraria o altra, essa porta sicuramente
l'impronta dell'orientamento proveniente dall'una o dal­
l'altra di queste categorie, o dalla componente di più
categorie.
Questa prima classificazione, pur essendo preziosa
nel suo piano specifico, non rappresenta che una prima
base d'informazione. Per renderei conto della distanza che
ci separa dalla soluzione richiesta, basta confrontare que­
ste categorie di motivazioni alle nove categorie d'inte-

51
resse dei questionari sottoposti ai ragazzi (con i tests) e
che riguardano interessi scientifici, letterari, tecnici , so­
ciali, per lo •spott, per la natura, per il commercio, arti­
stici e manuali, sino alle dieci categorie di motivazioni
adottate da Yves Renaud e Thérèse Guitton nel loro stu­
dio (700 lavori secondo i vostri gusti) :
Vorrei oocuparmi di bambini, d'adolescenti;
Vorrei viaggiare, vedere paesi;
Vorrei eSJSere indipendente;
Vorrei essere utile agli altri;
Vorrei fare ricerca;
Vorrei svolgere una professione artistica;
Vorrei avere contatti;
Vorrei parlare lingue estere;
Vorrei impegnanni fisicamente;
Vorrei lavorare in un ufficio.

Non è pratico collegare nettamente gli elementi del


primo gruppo con quelli degli altri due che offrono clas­
sifiche di diverse famiglie professionali. Non è solo per­
ché tutte queste famiglie si incrociano come le configu­
razioni stesse. Difatti il consigliere d'orientamento pro­
fessionale e il professore d'educazione fisica e sportiva
sono dello stesso gruppo : « Vorrei occuparmi di bambi­
ni >) , ma il primo è anche del gruppo: « Vorrei essere uti­
le agli ·altri » , mentre il secondo appartiene al gruppo:
« Vorrei stancanni fisicamente ». E' soprattutto difficile
dare a una motivazione il nome d 'una carriera o l'aspetto
d'un lavoro, dato che le vie atte a soddisfare un desiderio
profondo sono molto esili. Lo stato soggettivo dell'indi­
viduo è davvero all'ultimo posto della rappresentazione
oggettiva del reale, Lontana come un'ombra.

52
Possiamo l}endercene ben conto attraverso lo studio
svolto da Emile Caille sulle « Motivations des carrières
administratives » (La Caractériologi,e n a 1 1 Professions
et caractères) . Difatti si potrebbe credere che la maggio­
ranza di coloro che vanno nell'amministrazione pubblica
sono motivati in modo profondo dalle realtà tangibili del­
la carriera amministrativa : stabilità d 'impiego, remune­
razione regolare la cui somma è stabilita da tariffe uffi­
ciali, avanzamenti sottoposti egualmente a regole statuta­
rie, esercizio delle proprie funzioni nel quadro d'una
grande organizzazione con la sua gerarchia, la sua rego­
larità, le sue formalità, i suoi obblighi . . . La realtà è molto
diversa: la · maggior parte di quelli che sono stati oggetto
dell'inchiesta ha dichiarato di essere entrata perché pia­
ceva, in 1seguito a una scelta più affettiva che ragionana;
altri , « in seguho a circostanze » o in mancanza d'altro;
per tradizione familiare ; alcuni per sicurezza; . . . E quando
è stato chiesto ad alcuni allievi dell'EN A quale fascino
presentava per essi il mestiere di prefetto, d'ispettore
della finanza o di divettore di ministero, hanno unanima­
mente risposto : il p otere . . .
Questa inchiesta dimostra anche quello che già si
sapeva e cioè che ogni famiglia tipo1ogica (a qualsiasi
specie appartenga) non obbedisce a una risposta-t1po . Di­
fatti il nervoso caratteriologico non cerca automatica­
mente un lavoro iti:nerante e vario ma molto spesso di­
venta funzionario proprio per rimediate alla sua irrequie­
tezza e correggere la sua instabilità, la sua indiscilina, la
sua fantasia. . . Tutte osservazioni che dovrebhero bastare
a calmare la temerarietà di quelli che pretendono, davan­
ti a un oroscopo, di indovinare il lavoro che un indiv1duo
ha scelto e svolge!
Esistono indubbiamente diversi livelli di motivazioni
che, tutti, debbono essere presi in considerazione. Si com­
prende faclmente, ad esempio, che chi ha un Sole in IV,

53
il Maestro dell'Ascendente o un accumulo planetario in
IV, possa ,essere stato in buona parte influenzato dalla
famiglia nella scelta professionale; qui una forte identifi­
cazione può anche spingere a riprendere un lavoru fami­
liare e a esercitare lo stes'so lavoro del padre; o altrimenti,
in funzione di dati astrali reazionari, a deddere un'opzio­
ne professionale radicalmente opposta . Abbiamo visto che
il programma adottato dagli autori di « 700 lavori secon­
do i vostri gusti » costituisce anche un piano di motiva­
zioni ; quest'ultimo risale a un'analisi di tendenze che stu­
dieremo più av·anti.
Qualunque cosa si�a , a livello f ondamentale dei biso­
gni essenziali che sono stati oggetto della presente ricer­
ca , noi d isponiamo d'una prima base di osservazioni chia­
rissime (lampanti) giacché qui il gioco delle op�ioni pro­
fessionali degli individui si SV'Cjlge partendo dal loro più
umano des1derio profondo.

54
LE TASTIERE PROFESSIONALI

L'esperto in astrodiagnostica, non solo non esce d alle


tendenze, ma si muove proprio al centro della semantica
astrologica. Si è obbligati a far·e scelte precise , rimpi an­
gendo che esse siano sconcertanti per la nostra logica ra­
zionale attaccata alle variazioni di valore immediato da
un gruppo a un altro , secondo le nostre quotazioni con­
venzionali di giudizio intellettuale, morale e sociaJle .
Sappiamo che le cose vanno in modo diverso nel
cammino della tendenza, il cui paral1eHsmo e le p ermu­
tazioni analogiche (come ha convenuto lo s tesso Pierre
Naville) , da fonte i·stintiva senza frontiere qualitative ,
ci fanno saltare da una categoria sociale a un'altra com­
pletamente diversa, come se la stessa nota fosse suonata
su un'altra ottava , in un cambiamento completo di re­
gistro.
Ber riprendere l'esempio più comune, vediamo Marte
che va dal militare al medico, passando per lo sportivo
o per il Pubblico Difensore . . . , come Giove va dal politi­
co al commediante s enza formalizzarsi , e i punti in co­
mune dell'attività, dell'estroversione coprono, in un cer­
to senso, le differenze tanto 'Sens :i:bili , se non addirittura
scioccanti, dei profess ionis ti appartenenti allo stesso grup­
po astrale.
Questa distensione fra i contrasti di forma e il fon­
do comune si osserva su tutte le tastiere di corrisponden­
ze. Certo, essa resta limitata nel quadro di serie relati­
vamente ristrette. Gosì, a partire dalla relazione di Marte
qon le arti meocaniche, s i comprende fadlmente il venta­
glio di pos,si!bilità nel quaJ1e Marte, associato a un valore

55
Leone, possa meglio convenire all'oreficeria o alla gioiel­
leria ; così come l'orologeria o l'arte del fabbro ferraio
con un valore Vergine o l'armaiolo con valori Scorpio­
ne . . . Si r·e sta inseriti nello stesso universo . Ma non ap­
pena si esce dalla stes·sa serie, la differenza fa pensare a
una stessa nota suonata da un violino, una tromba o un
contra:basso . . . La combinazione Marte con i valori Ver­
gine può, difatti, adattarsi sia all'operaio montatore, che
all'attrezzista, alle arti domestiche, al ginnasta, al rie­
ducatore . . . non lontano dai mezzi jupiteriani o dai mezzi
saturmm coi valori Vergine, fatti più per essere orga­
nizzatori del lavoro, ispettori del lavoro, consjglieri del
lavoro . . .
Mettiamo fianco a fianco, sotto la stessa etichetta
Toro, il cuoco, il fioraio, il muratore e il banchiere, lavo­
ri che illustrano questa contrastante varietà con lo stesso
simbolo che parla, qui, lo stes.so linguaggio « orale »: gu­
stativo, olfattivo, di materializzazione, d'appropriazione . . .
secondo una nota più lunare, più venusiana, più marz1ana
o più jupiteri:ana.
Ci accorgiamo, cosi che, molto presto , ci troviamo
al cospetto d'una molteplicità di piste e di grandi diffe­
renze . Ora, questo problema che rende tanto difficile la
nostra astrodiagnosi, proviene da una comprensione in­
completa della situazione ed è dovuto all'influenza pri­
maria dell'ambiente sociale dell'individuo, alla formazio­
ne intellettuale ricevuta, all'influenza esercitata da que­
st'ambiente sullo sviluppo o il funzionamento della sua
intelligenza, e dalla scala dell"intelligenza stessa.
Sappiamo ·Che i ragazzi degli strati sociali superiori
della popolazione apprendono meglio, a scuola, di quelli
di condizione povera, indipendentemente dai rispettivi va­
lori d 'intelligenza ; come se i primi fossero « spinti » dalla
valorizzazione del loro ambiente . La delivellazione appor­
tata dal fatto di poter proseguire gli studi e ottenere di-

56
plomi di scuole superion e sicuramente netta, fin dalla
partenza, riguardo ai diversi livelli delle classi profes­
sionali.
Poi, vi è l'intelligenza stessa. Si comprende bene
che ogni ricerca d'orientamento professionale attribuisce
una capitale importanza alla diagnosi dell'intelligenza gene­
rale e al livello intellettuale della personalità.
Così, l'astrologo ha un bell'interrogare l'oroscopo,
in particolare Mercurio e la coppia dei luminari in rela­
zione con l'Ascendente : gli sfugge un certo coefficiente
d 'evoluzione, come se non potesse soppesare direttamente
l 'intelligenza e valutarne l'importanza. Egli si trova, in
questo, allo stesso livello dello psicologo. Neanche a lui
è possibile discernere un abbozzo di principio o di fun­
zione autonoma: ogni entità del genere svanisce all'ana­
lisi dietro le manifestazioni intellettuali. Cos.tui non affer­
ra che l'intelligenza in azione, la 'sua manifestazione tro­
vandosi, in fin dei conti, legata al temperamento e al com­
portamento . Per comprenderne la condizione, è obbligato
a riferirsi allo sfondo del carattere, primttm mobile, !':in­
telligenza non essendo che uno strumento al suo servi­
zio. Si comprende ora perché Alfred Binet sia arrivato a
dire : « Non è sufficiente avere intelligenza; bisogna ser­
virsene intelligentemente ! »
E' d'altronde più interessante ancora conoscere « la
specie » d'intelligenza oltre al suo livello quantitativo.
Esistono forme di spirito amministrativo , di tecnico, di
commerciante, di giudsta, di contabile . . . in cui entrano in
gioco modi mentali, conoscenze acquisite e storia dell'in­
dividuo. . . Ma posiSiamo anche prendere in considerazione
diverse attitudini intellettuali operative : attitudine al ra­
gionamento logico, alle combinazioni, alla delucidazione . . . ;
intelligenza verbale, motrice, pratica, concettuale, analiti­
ca, sintetica . � ; memoria, 1mmaginazione . . . ; repertorio di
.

manifestazioni intellettuali secondo le . . . intelligenze degli

57
psicologi. Ma, in fin dei conti, quel che risulta dall'inve­
stigazione fatta non si separa dal resto dell'interpretazione
generale - la carta celeste riflettendo una totalità della
personalità mnana - poiché lo strumento intelLettuale
non si separa dall'attitudine psicologica al cui servizio
viene applicata.
Adesso possiamo stabilire una specie di catalogo di
linee d'orientamento, al fine d'introdurre un ordine tra le
famiglie analogiche di professioni. Si tratta di effettuare
una suddivisione di piani d'inters·ezione che permette di
ridurre la multk:liversità delle vie professionali e dei t'et­
mini comuni che confluiscono ai punti di convergenza. Ec­
co le principali tastiere zodiacali.

l . - MOTIVAZIONI. BI SOGNI PULS IONALI - TENDENZE :

Ariete: Agg11essività, bisogno di faTe, di poten2'la; virilità


conquistatrice; affermazione della violenza interiore.
Toro : Acquisire, guadagnare, possedere; tendenza agli au-
tomatismi.
Gemelli: Bisogno di movimento, di contatti, di scambi.

Cancro : Narcisismo, passività, dipendenza, istinto materno.

Loone: Narcisismo attivo, indipendenza, affermazione di


sé.
V'ergine: Conserva1.1e, controllare, padroneggiare, discipli­
nare.
Bilancia: Assimilazione; senso associativo e cooperativo.

Scorpione: Aggressività, virilità, bisogno di potenza; di­


struggere, rigenerare.

58
Sagittario: Solidarietà o indipendenza; desiderio di appa­
rire o svolgere un ruolo.
Capricorno : Tendenza a ripiegarsi, isolarsi, concentrarsi.

Acquario: Indipendenza ma cooperazione; senso innova­


tore.
Pesci: Senso comunitario, collettivista, universalista o
umanitario.

2. - FUNZIONI DOMINANTI :

Ariete: Sensibilità cenestesica, sensibilità muscolare.

Toro: Soddisfazioni orali; toccare, gustare, sentire.

Gemelli: Vedere, comprendere, sentire, parlare, esprimer-


SI , muoversi.
Cancro: Nutrire, proteggere, intrattenere, mostrarsi.
Leone: Esibizionismo; affermazione di potenza.

Vergine: Scorgere, identificare, stabilire, giustificare.

Bilancia: Comunicare, scambiare, riavvicinare, unire.

Scorpione: Sentire, fiutare, stanare, giudicare, criticare,


distruggere.
Sagittario: Collegare, congiungere, elargire, raggruppare,
unificare.
Capricorno : Pensare, astrarsi , meditare, edificare.

Acquario : Da11si a una causa o consacrarsi a qualcuno; de­


dicarsi alle riforme.
Pesci: Altruismo, devozione, abnegazione, sacrificio di sé.

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.3 . -- AZIONI O MEZZI PROFE S S IONALI :

Ariete: Agire, creare, trasformare (ricorrendo a utensilj


meccanici) .

Tot'o : Costruire, produrre, provvedere all'alimentazione,


capitalizzare (cazzuola, pialla, filiera . . . ) .

Gemelli : Parlare, leggere, scrivere, tradurre, trasmettere,


esprimere, scambiare, contare, circolare, spostare, ven­
dere, adattare.

Gancro : Procreare, riprodurre, allevare, vegliare; dedicar­


si a sé stessi , consacrarsi a sé stessi .
Leone: Creare, dirigere, brillare, valutare, mostrarsi, orien­
tare.

Vergi'ne: Controllare, contare, accumulare, classificare, con­


servare, collezionare, analizzare, scomporre, misura­
re, manipolare, verificare, regolamentare, confe­
zionare.
Bilanda: Equilibrare, conciliare, stimare, armonizzare, af­
finare, selezionare, abbellire.
Scorpione : Analizzare, sondare, diagnosticare .. criticare, di­
struggere, ricreare.
Sagitt-c�rio : Ordinare, coordinare, organizzare, distribuire,
spandere, rappresentare, legiferare.

Capricorno: Studiare, contare, analizzare, conservare, rm­


nire, stabilizzare, stabilire, controllare, proibire, am­
ministrare, governare.

Acquario: Ricercare, perfezionare, inventare, promuovere,


aiutare, orientare, insegnare, trasmettere il proprio
sapere.

60
Pesci: Curare, guarire, proteggere, salvare, assistere; na­
vigare, esplorare un illimitato, sondare un infinito,
occuparsi d'un di qua e d'un aldilà.

4. - LUOGHI PROFE S S IONALI :

Ariete : Officina, fonderia, fucina, munera; •Sporting, ca­


serma, .aula di tribunale, giardino zoologico, stalla.
Toro : Campo, giardino , cantiere; bar, ristorante, commer­
cio alimentare; Borsa, banca.
Gemelli: Tipografia, edizione, libreria, biblioteca, sala di
redazione, Radio, Poste, Telegrafo, Telefoni, stazio­
ne, strada, mercato, colonia di vacanze.
Cancro: Birreria, ristorante, magazzino, asilo infantile, ca­
mera di bambini, spiaggia, piscina, foresta, giardino,
via, fiera, folla, spettacolo, circo, pantomima, ma­
rionette.
Leone: Luoghi pubblici, spettacolo, salone, museo, espo­
sizione, concerto, teatro, assemblea, festa.
Vergine: Laboratorio, ufficio, deposito, magazzino, studio,
fabbrica, ospedale.
Bilancia: Luoghi di divertimento, distensivi, di preoccu­
pazioni estetiche o artistiche.
Scorpione: Sotterraneo, grotta, pozzo, canale, cimitero,
mattatoio, sala operatoria o di dissezione, laboratorio,
commissariato, casa di correzione.
Sagittario: Mandria, stalla, sport, ginnasio; compagnia di
trasporto, agenzia di turismo, ambasciata; Tribunale,
chiesa, luogo culturale o spirituale.

61
Caprioorno : Convento, asilo, laboratorio, biblioteca, ar­
chivi, museo, anfiteatro, grotta, miniera, cava, mon­
tagna, deserto .
Acquario : Università, scuola, centro di formazione o di
rieducazione; centro medico, psicologico, sociologico
o culturale ; aeroporto, industria d'avanguardia.
p,esci: Ospedale, ospizio, asilo, convento, laboratorio, pri­
gione; società ass1stenziale, oceano, porto .

.5 . - OGGETTI PROFE S SIONALI :

Ariete: Minetale, metallo, fuoco, macchine, motori, ani­


mali, persone.
To11o: Terra, vegetali, fiori, legno, animali; mattone, tes­
suto, cuoio, alimenti, argento.
Gemelli: Penna, carta, giornali, libri , telefono, macchina
da scrivere, calcolatrice, tipografia, giochi, mezzi di
locomozione.
Cancto: Alimenti, vestiti, bambini, animali; l '.acqua, i
liquidi; oggetti rotondi, giocattoli.
Leone: Se stesso, oggetti di valore, estetici o .artistici; la
società, la cultura.
Vergine : La salute, gli animali, gli oggettini, i prodotti
fabbricati.
Bilancia: Oggetti da regalo, di distrazione, di piacere; d'ar­
te;. le belle e buone cose.
Scorpione: L'anima, il sesso, la guerra, la morte; i •segre­
ti e i misteri.

62
Sagitta1·io: L'estero, il lontano; i cavalli, i battelli, gli
aeroplani; il legno.
Capricorno: Terr.a, minerali, insetti; pelle, cuoio, le cose
astratte, la società.
Acquario: L'uomo, i gruppi umani o la sodetà; gli appa­
recchi ultramoderni, prodotti sintetid nuovi; proto­
tipi e gadgets.
Pesci : L'infinitamente grande: il cosmo, le comunità, l'et­
nologia. . . alcune particolari sostanze: petrolio, gas,
tabacco.

Con questa classificazione planetaria si ha anche una


corrispondente suddivisione planetaria. E' su questa ta­
stiera che dovrete giostrare per scoprire le piste sulle qua­
li trovare le soluzioni professionali richieste.

63
LE COORDINATE PSICOLOGICHE

L'operazione di conversione dei dati professionali in


dati psicologici insita nella pratica d'orientamento profes­
sionale ci porta a presentare l 'insieme degli indici da pren­
dere in considerazione. Sono i grandi assi d'orientamento
del comportamento umano; essi costituiscono i primi rife­
rimenti che permettono di effettuare l'accostamento fra i
nostri due ordini di fattori.
Quantunque bisogna rinunziare a una troppo facile
tipologia dei mestieri, dopo essersi li:berati dalla stretta
nozione di « carattere » di notaio, di pizziaiuolo etc . , non­
dimeno bisogna sempre riferirsi a un certo ritra:tto-tipo
professionale.
Ogni professione necessita di qualità e .attitudini par­
ticolari, e su questo sono tutti d'accordo. Per questo mo­
tivo si è d'accordo a vedere un medico calmo, prudente,
attento; un giornalista a suo agio nell'esprimersi, un mili­
tare rude, positivo, volitivo, vigoroso etc., come è indica­
to dalle monografie professionali degli .annuali lavorativi.
Si comprende facilmente che l'energia possa essere un fat­
tore comune a professioni come quelle dei campioni spor­
tivi, dei militari (Marte) ; che la disinvoltura in società
sia una qualità specifica dei giornalisti, dei politici, degli
attori (Giove) ; che la sensibilità, l'emotività e la fantasia
abbiano campo libero fra gli uomini di lettere e gli arti­
sti (Luna) . . . D'altronde .abbiamo visto che la maggior par­
te di coloro che riescono brillantemente e si fanno un no­
me nella loro carriera, appartengono a quelli che hanno
scelto una vita professionale conforme alla loro natura
profonda: in maggioranza, i grandi medici sono nati sotto

65
un' angolarità s aturnina, come i grandi campioni spor­
tivi « dal morale d'acciaio » ,sotto quella di Marte . . .
Ecco dunque la tabella delle tastiere psicologiche da
prendere in considerazione:
In primo luogo s'impone la conversione dei fattori
specificamente astrologici del tema in riferimenti tipolo­
gici, cosa che la maggior parte degli astrologi è oramai
abituata a fare per ogni interpretazione. Conviene infatti
ricavare una « silhouette » o una linea dominante del sog­
getto da interpretare e controllare se egli entra o meno
nelle vesti preconfezionate d'uno specifico tipo. Per far
ciò, bisogna rivolgersi alle diverse classificazioni tipologi­
che utilizzate dagli esperti, ammettendo beninteso che l'in­
terprete ne conosca bene i sign1fioati .

I temperamenti (serie Ippocrate - Sigaud - Pen­


de - Allendy - Martiny - Corman) ;
La tripartizione classica: volitivo - sensitivo -
cerebrale;
I tipi di Jung;
La caratteriologia;
l tipi psicanalitici;
I tipi di Sheldon.

Le suddivisioni che derivano da questi valori gene­


rali di categoria obbligano spesso a orientamenti specifici.
E' ovvio, ad esempio, che un saturnino dal temperamento
·spiccatamente nervoso e con attitudine decisamente intro­
versa è fatto per un lavoro svolto nella calma e nell'isola­
mento: ufficio, studio, laboratorio . . . mentre uno jupite­
riano dal temperamento fortemente sanguigno e dalla pro­
nunciata estroversione è fatto per dilatarsi abbondante··
mente nello spazio, in un lavoro di movimento e di con­
tatto . . . Allo stesso modo, con una dominante Luna-Venere,

66
è difficile non prendere in considerazione i gusti artistici
del carattere Nervoso e Emotivo-poco-attivo . Egualmente
possiamo considerare, con una dominante Saturno-Marte,
interessi per la meccanica del non-Emotivo-Attivo , special­
mente nel Flemmatico piuttosto orientato verso la tecni­
ca dell'operaio specializzato, dell'ingegnere, dello scienzia­
to, del laboratorista . . . Mentre all'opposto, il Nervoso è più
incline a una professione basata sul contatto personale (in­
quirente, visitatore, artigiano, commerciante) . E come non
essere imbarazzati nel vedere un Nervoso distratto o un
Sentimentale ingaggiato in una professione di contabile
o di cassiere, quando le cifre sono piuttosto noiose? . . . In­
dicazioni d'insieme di questo tipo sgombrano il campo
tracciando le grandi tendenze.
Dietro questo primo tracciato a grandi linee, che ci
deve indicare la dominante, possiamo tornare a particolari
componenti tipologiche variabili, per delinearle isolata­
mente e studiarle più da vicino, continuando con l'ispezio­
nare un insieme di disposizioni che possono intervenire
nell'attività professionale.

Eccone un elenco, che resta aperto :

Attività-Bassività: Investigazioni dei coefficienti di


energia, di motricità, di volontà, di iniziative personali , di
non-faticabilità fra i poli estremi della survitalità, del pie­
no dispendio dinamico (dominante Fuoco, Matte, Urano,
Sole) e della sedentarietà, la pigrizia, l'atonia o l'astenia
(Luna-Saturno-Acqua) .

Emotività-lnemotività: Quanto più la prima è ani­


matrice d'interessi, coinvolgimenti passionali, favorendo
soprattutto lavori variati, diversificati, fonti di novità e
divertimenti, lavori polivalenti o itineranti, tanto più la
seconda, con la sua stabilità psichica accompagnata da
calma interiore, può essere adatta a un lavoro ripetitivo,

67
uniforme, monotono, oppure a compiti che richiedono san­
gue freddo. Quest'asse inticatore è di natura « dominan­
te >'>, d'importanza di quest'ultima (angolarità) , d'aspetto
(una dissonanza saturnina rilevante può bloccare l'emo­
tività) .
EstroVIersiooe-lntvov,ersiOine:Questa coppia costitui­
sce un orientamento primordiale dell'essere, in modo do­
minante d'esveriorizzazione e di proiezione, o d'interioriz­
zazione e di introiezione (legata principalmente alla coppia
dialettica Giove-Saturno, oltre ai partecipanti : posizione
per rapporto all'orizzonte, all'asse equinoziale . . . )
.

Primarietà-Secondarietà : Allo stesso modo, il primo


per la reattività immediata, forte e rapida ma senza du­
rata (valori Marte-Giove·Luna-Ariete-Gemelli . . . ) o accu­
mulata nell'essere e funzionando a scoppio ritardato o
lentamente (Saturno-Sole-Urano-Capricorno) . Cosl, al con­
trario dell'Ariete che parte in quarta, il Toro, ad esem­
pio, si « carica » pian piano, avanza a passi lenti ma sicuri
e capivalizza lentamente battendo sempre lo stesso chiodo . . .
Rapidità-Lentez�a : Quest'asse è simile al precedente
in quel che concerne il ritmo dell'azione e può dunque
informare sulla cadenza del lavoro. Rapido, vivace, sbri­
gativo, se non addirittura impaziente e impulsivo, con Mar­
te, Urano, Giove in assoluto (in modo principale) : al con­
trario lento, impaziente, laborioso, flemmatico con valori
Saturno-Luna-Nettuno. Si comprendono bene le partenze
rapidissime, le sgobbate folli e gli arresti improvvisi del­
l'Ariete. come gli investimenti prudenti e misurati ma or­
dinati della Vergine . . . Sicché possiamo anche entrare nel
ritmo dell'azione.
Strettez2Ja-Larghez21a: Altrettanto preziosa è la dialet­
tica caratteriologica del campo di coscienza: stretto e lar­
go, il primo focalizzato su un centro d'interesse esclusivo

68
e intenso, il secondo in diffusione libera e sparsa (stesa,
distesa) sull'insieme delle cose. La coppia Urano-Nettuno
esprime tipicamente la dialettica Stretto-Largo. In un cer­
to senso, ma in modo meno netto, la coppia Saturno-Gio­
ve. Lo Stretto è a dominante Urano-Saturno, il largo a
dominante Nettuno-Giove.
Egocentrismo-Altruismo: Su quest'asse il prrmo
polo è chiuSIUra in sé stessi, con 1a soggettività dei pro­
pri stati e percezioni, e l'egoismo può esserne la conse­
guenza; il secondo è apertura agli altri, permettendo una
obiettività dello spirito e del comportamento, la genero­
sità e l'altruismo come risultato. Possiamo trovare cop­
pie di simboli che s'alleano assai bene su quest'asse, come
ad esempio la coppia Leone-Acquario; nondimeno la va­
lutazione non è semplice, e pone il problema della maturità
affettiva, divenendo una questione d'insieme nell'orosco­
po generale.
Individualismo-sodevolezza : Simile alla precedente,
questa dialettica d'un io che afferma i suoi bi,s ogni e le
sue inclinazioni nella soggettività soddisfatta dei suoi sta­
ti, e nell'annullamento dell'Io a vantaggio dell'accoglien­
za fatta agli altri in sé richiede soluzioni differenti: il la­
voro isolato, libero dell'indipendente, dell'artigiano, del
commerciante o il lavoro in gruppo nel quale fiorisce lo
spirito collaborativo e il senso comunicativo. Col suo com­
portamento « selvaggio », l'Ariete è spesso un compagno
di squadra cattivo, a differenza della Bilancia che sa in­
quadrarsi. A titolo diverso, l'individualismo domina con
Urano, Sa:turno, il Leone, la Vergine e lo Scorpione; la
socievolezza con Giove, Nettuno, Mercurio e Venere, l'Ac­
quario e i Pesci.
Rigidità-Morbidezza: In un registro egualmente si­
milare, qui troviamo il coefficiente specifico di adatta­
mento all'ambiente, che oscilla fra la chiusura e l'apertura,

69
reticenza o permeabilità, inflessibilità o flessibilità, difesa o
ricettività . . . Qui abbiamo, in linea di ma'S sima, l'asse Secco­
Umido . Viene fatta eccezione per Mercurio, il cui Secco
costituisce un particolare tipo di scambio con l'esterno .
Dominazione-Sot1Jomissio1ne: E' la tendenza alla po­
tenza e all'autorità del trascinatore, dell'animatore, del
conduttote, del dirigent:e più o meno conquistatore, che
sconfina nella sfera altmi . . . di fronte .alla tendenza a la­
sciar correre, a seguire con più o meno modestia, all'ac­
comodamento, alla dipendenza, al bisogno di protezione . . .
A un polo Marte-Giove-Urano (soprattutto due o , più .an­
cora, tre alla volta) Leone, Ariete, Scorpione, Capricor­
no ; dall'altro la Luna, Nettuno, Venere o qualche forte
di�Ssonanza saturnina . . .
Sov11astima-Disistima : D a un lato l a sicurezza, l a pre­
senza, la convinzione personale, la fiducia in sé, l 'essere
soddisfatti di sé, fino al bisogno di farsi valere, d'es,sere
lodato, confermato . Dall'altra l'interrogativo su di sé, il
dubbio, la mancanza di fiducia, l'autocritica, l 'annulla­
mento fatto di umiltà o di sentimento d'inferiorità . . . Da
qui il fatto di rispondere o meno allo zelo, all'emulazione,
alle motivazioni dell'amor-proprio, dell'onore, del presti­
gio . . . Quanto più il primo polo è in chiave Sole-Giove­
Urano ( tanto più il secondo è in chiave Luna-Saturno­
Nettuno .
IruziJatiVIe-Inibizioni: Da un lato un comportamento
spontaneo, indipendente, coraggioso, stimolato dalla com­
petizione, col gusto del rischio , che prende facilmente le
sue decisioni e va diritto allo scopo (Marte-Giov·e ) ; 1al li­
mite, un lato rompicollo che il gusto oltranzista delle pro­
dezze porta .alle conquiste e alle avventure (con Urano) .
Dall'altro il bisogno di sicurezza, il timore, la paura, l'esi­
tazione, la timidezza del timorato, il blocco davanti alla
competizione e all'ostacolo ( Saturno-Luna) .

70
Ottimismo-:Ressimismo: Parametro di stato psichico
che si allinea ai precedenti. Concerne soprattutto la cop­
pia Giove-Saturno di cui si conosce il temperamento.
L'aspetto di Mercurio con uno di essi dà spesso una men­
talità o un clima di pensiero jupiterianeggiante o saturneg­
giante che va nel senso di quest'asse.

Astratto-Concreto: Qui ci troviamo di fronte a una


categoria ben precisa della mente che è sia incline ai va­
lori concettuali e speculativi delle cose, ai loro princìpi e
teorie, sia portata alle realtà tangibili e .alla pratica di
queste cose, sentite o vissute <Sotto un angolo utilitario.
Qui ritroviamo la coppia Saturno-Giove, sullo sfondo del­
l'asse Secco-Umido.

Metodioo-lmpvovvisatore: In un registro v1cmo pos­


siamo situare la categoria della mente riflessiva che orga­
nizza metodicamente i suoi pa&si in una disciplina di pen­
siero, specie d'astratto secondario; di fronte abbiamo l'em­
pirico improvvisatore che pensa e agisce, l'azione coin­
volgendo la mente; specie di concreto primarizzato che
in ogni situazione agisce « a caldo » . Troviamo di nuovo
la coppia Saturno-Giove, soprattutto su un fondo a do­
minante cerebrale o istintiva.

Razionale-lntuitivo: Stessa vicinanza di registro ma


questi assi paralleli non sono sovrapponibili e intercam­
biabili. Qui domina un pensiero che si organizza in fun­
zione d'un ragionamento logico più o meno impeccabile e
che si articola su obiettivi ben determinati; oppure un'in­
telligenza delle profondità interiori, tutta sensoriale e istin­
tiva, che fa appello alle funzioni oscure dell'essere e che
è mossa dall'esperienza diretta delle cose, in una specie
di partecipazione interiore. E' un po' la coppia Giove-Sa­
turno di fronte alla coppia Urano-Nettuno (per quanto
Giove pertecipa dell'intuitivo e Umno del razionale) .

71
Analisi-Sintesi: E' la percezione pm o meno acuta
dei minimi dettagli che domina, con il tentativo di affer­
rare una totalità acquisita a poco a poco, pezzo a pezzo,
aspetto dopo aspetto . . . o piuttosto la visione globale, la
percezione immediata dell'insieme restando talvolta in una
generalità approssimativa oppure andando proprio nel cuo­
re della realtà. Vi sono assi significativi a questo riguar­
do, come quello Vergine-Pesci. In margine, più distante,
troviamo il dualismo Secco-Umido nel quadro del campo
di coscienza Stretto-Largo.
Ordine-Disordine: La disposizione a riunire, a classi­
ficare i propri attrezzi e le proprie cose, a concatenare, di­
sporre le proprie attività . . . o, al contrario, a lasciare che le
cose vadano .alla deriva e si disperdano secondo le circo­
stanze, a rischio di perderle o di perdersi. Qui vi sono
due classi professionali ben catalogate, anche se le moti­
vazioni possono essere diversificate: l'ordine della Vergi­
ne non è quello di Saturno, né quest'ultimo è quello di
Giove; non più di quanto il disordine dei Pesci sia quello
dello Scorpione . . .
DiscipHna-H�ntasia: Disposizione parallela a adottare
un certo tipo di lavoro e a conformare la propria attività
alle regole che ne conseguono (Capricorno, Vergine . . . ) o,
al contrario, inclinazione ad agire un po' a modo proprio,
lasciandosi ispirare dalle circostanze, mostrandosi abile,
astuto, perspicace (Gemelli) , lasciando briglia ,sciolta alle
emozione (Cancro) .
Stabilità-Cambiamento: Da un lato continuità, re­
golarità, attaccamento, fedeltà, perseveranza, solidità; da
cui capacità di terminare le cose iniziate come la tendenza
a restare allo stesso posto; dall'altro mobilità, variabilità,
versatilità, incostanza, instabilità, rischio di abbandonare
gli affari in corso e le imprese per via . . . L'a&se Capricor­
no-Cancro è abbastanza rappresentativo d'un simile duali-

72
smo ma lo è anche la coppia Saturno-Giove di fronte al
duo Luna-Mercurio.

Espressione: L'attitudine a passare dall'atto alla sua


spiegazione, a definire le proprie ragioni, a dimostrare
quel che bisogna fal'le, a convincere delle proprie decisioni,
a trasmettere ordini espliciti, a formare e a insegnare, in
breve a farsi capire nella comunicazione professionale . Il
Campo III e Mercurio svolgono in questo caso un ruolo
determinante.
Coscienm: Il coefficiente di applicazione al lavoro ; il
gusto del lavoro ben fatto, dell'incarico coscienziosan1ente
assolto; il bisogno perfezionista delle finezze del lavoro o
della padronanza dell'arte, in un clima di esigente morali­
tà. Di fronte troviamo il lavoro pesante del noncurante,
affrettato nell'economia dello sforzo, per ,sbarazzarsene al
più presto . . . Quest'indicazione di coscienza professionale
è tributaria del rapporto fra l'individuo e il suo lavoro
e del posto che occupa la carriera nella sua vita; nondi­
meno esso varia anche in funzione della qualità del Sole
e del 1\'ledio Cielo .
Organizzazion1e : Attitudine a far funzionare in bel­
l'ordine un insieme di attività che dipendono le une dalle
altre , a qualunque livello siano, cosa che richiede secon­
darietà e ampiezza. Una segnatura Giov·e-Saturno sarebbe
ideale, specie 'se è solarizzata.
Responsabilità: L'impegno contemporaneamente mo­
rale e sociale, in piena coscienza, verso il proprio lavoro,
il proprio compito, il proprio posto, svolti con autorità
e competenza. Questo stato dipende dai rapporti fra la do­
minante , il Sole e il Medio Cielo.

Creazione: Potere creatore e realizzatore esercitato


in un campo, in virtù d'un'immaginazione feconda, d'un'in­
ventiva, d'un genio intuitivo . Novità e originalità che pos-

73
sono provenire dalla coppia dei luminari, dalla coppia
Urano-Nettuno o dalla loro fusione.
ln questo modo abbiamo, oltre alle classificazioni ti­
pologiche, una serie di 25 categorie che costituiscono assi
determinanti d'orientamento.
Abbiamo bisogno di disporre queste note informati­
ve in una tabella unificatrice, secondo il seguente modello :

4 3 2 1 1 2 3 4

Attiv1tà o, Passività

Emotività
�- ./ � -
Inemotività
7
Estroversione 0::: Introversione

Primari·età "l'o..t-- Secondarietà

Strettezza 'r-.bo Larghezza


Rapidità v Lentezza
a:::
Egocentrismo �'o Allocentrismo

etc. etc.

In essa è presentata ogni formula, con la sua cop­


pia di valori, da una parte e dall'altra della colonna cen­
trale, attorno alla quale sono ripartite le colonne di coef­
ficienti l , 2, 3 e 4 , che permettono di quotare ogni pun­
to di categoria : debole a l e forte a 4 , più vicini alla me­
dia 2 e 3 .
Ponendo un punto per ognuno d'essi e collegandoli
linearmente tutti, si ottiene così un profilo generale sulle
indicazioni della personalità. Questo « profilo di perso­
nalità » deve costituire il piano generale di conversione
dei dati psicologici in dati professionali.

74
I FATTORI DI RIUSCITA

In uno studio: « Type caractériologique .et intéret


professionnels » (La Caractériologie, n o 1 1 ) fatta a con­
clusione d'una inchiesta svolta fra una popolazione di
1 3 00 liceali, Michel Bonn è arrivato alle seguenti con­
clusioni:
l ) Vi sono attitudini caratteriologiche in alcune
professioni. Un Nervoso sarà un miglior venditore d'un
Sentimentale o d',un Flemmatico. Ma egli sarà un ingegne­
re molto meno buono d'un sanguigno . Questo non vuol
dire che dei venditori Flemmatici non potranno riuscire
in un certo tipo di mercato o di compratori ma solo che,
in generale, la vendita non conviene a un Flemmatico.
2) Risulta piuttosto che si ha tendenza a scegliere,
bene o male, un lavoro in accordo con il proprio tempe­
ramento .
3 ) Si trovano, malgrado tutto, individui con ogni
tipo di caratt•ere in ogni tipo di professione.
4) La riuscita professionale in una data profes­
sione è indipendente dal carattere. E' proprio vero stati­
sticamente? Caratteriologi come Denis risponderebbero
« no » . Un Flemmatico potrà riuscire in alcune vendite
ma in media riuscirà meno bene d'un Nervoso.
5) Lo stile in cui si svolge la professione dipen­
de dal carattere. Questo è certo.
6) La realizzazione umana e la felicità nell'eserci­
tare una professione sono più legate al carattere che non
la riuscita. Un rappresentante Flemmatico avrà molte pos­
sibilità di essere ·felice ? . . .

75
I bilanci delle .statistiche astrologiche ci apportano
delle precisioni sul v·alore di queste conclusioni .
Possiamo dire, in effetti, che la positività dei risul­
tati d'angolarità ottenuti sui gruppi professionali conferma
chiaramente la prima conclusione . Per contro, invalida
la seconda : si è molto lontani dallo scegliere un mestiere
marziano perché si è marzi.ani, come una bussola interna
che dirigerebbe il nostro ago calamitato verso il polo del
nostro pianeta dominante . . . Difatti, se dal punto di vista
probabilistico i risultati statistici sono conclusivi, ciò non
toglie che siamo molto lontani, se non lontanissimi, dal­
l'avere il 1 00 % degli sportivi o dei militari marziani . Per
questa ragione la negatività relativa di questa seconda con­
clusione conferma largamente la positività della terza con­
clusione : davvero ritroviamo ogni categoria planetaria e
zodiacale nelle professioni .
La rivelazione principale dei bilanci astrologici è rap­
portata alla quarta conclusione, poiché essi dimostrano
chiaramente che si riesce meglio nelle carriere marziane
quanto più si è marziani; ciò prova l'importanza di essere
in accordo con la prima conclusione, realizzando le con­
clusioni della seconda. Sappiamo d'altronde che la quinta
conclusione è veritiera: per riprendere gli estremi del mio
studio del 194 9 , invece d'applicarsi al « contenente » del
quadro professionale scelto, è al « contenuto » dello stile
dell'esercizio professionale che si adatta la « segnatura »
della personalità : si svolge il proprio mestiere da mar­
ziano1 se si è marziani .
In quanto all'ultima conclusione, essa è difficilmen­
te separabile dalla quarta. Naturalmente possono sempre
verificarsi delle eccezioni : la riuscita apparente che non
è altro che una brillante facciata, sino alla falsa riuscita
di colui, ad esempio, che guadagna molto o raggiunge un
posto importantissimo ma la cui indifferenza alla fortuna

76
e agli onori rivela dietro la maschera il fallimento profon­
do degli scopi essenziali non raggiunti.
Difatti, lo sappiamo bene, vi sono tutti i gradi e
tutte le qualità della riuscita, ma ciò non impedisce che
il cammino più breve che porta all'.autorealizzazione, op­
pure all'elevazione o al distinguersi in società è solo, per
chi è marziano, quello di scegliere un mestiere marziano.
« Un rappresentante di commercio Flemmatico avrà molte
possibilità di essere felice? » s 'interroga Michel Bon . . .
Questo genere d i situazione psicologica costitui•sce indub­
biamente un controsenso da evitare.
Dopo esserci dilungati sulla nozione di riuscita, in­
travista nel suo doppio aspetto, soggettivo di autorealizza­
zione e oggettivo d 'affermazione o di considerazione nella
società, ora possiamo cercare i diversi mezzi attrave1.1so i
quali l'individuo tende alla riuscita, gli « •atouts » di cui
dispone e i modi per sfruttarli.
Questo ci porta a completare la tabella delle coordi­
nate del capitolo precedente, raddoppiandola con una nuo­
va tastiera situata, questa volta, a livello di fattore di
riuscita. Ecco dunque una lista, che resta aperta, delle
vie più frequenti per raggiungere lo scopo.
Motivazioni potenti inserite in un:a grand,e energi-a :
E ' la condizione psicologica della maggioranza dei diri­
genti, padroni e capi d'imprese. Ne scatudsce facilmente
un insieme di « atouts » principali: un ascendente perso­
nale che s'impone, una volontà di sfondare, del dinami­
smo, del coraggio, efficienza, fiducia in se stessi, in breve
una forza naturale . . . Questo è lo stato-tipo d'una domi­
nante Giove-Marte o Marte-Giove; oppure d'un tipo Gio­
ve-Urano o U.vano-Giove, con Marte più o meno partecipe.
L'intelligenza : Qui la superiorità è nella finezza più
che nella forza, nella materia grigia più che nella vitalità,
nella testa più che nel muscolo. Si tratta della disposi-

77
zione a dedicare ogni ri·sorsa mentale alla professione,
sfruttando di volta in volta presenza di spirito, attenzione
vigile, osservazione, giudizio, lucidità , ingegnosità, imma­
ginazione, permettendo di capire quello che bisogna fan:
e di arrivare così a raggiungere il successo. Questo valo­
re o superiorità della mente si riferisce alla dominante
d 'una congiunzione Sole-Mercurio o alla sua presenza in
X, vicino alla culminazione, o ancora a una « segnatura »
mercuriana, oppure mercuro-uraniana, soprattutto con i
luminari ben messi.

L'.abilità : E' questa una nota particolare del registro


dell'intelligenza . La disposizione all 'abilità può implicare
tutta una strategia della riuscita : tendere al favoritismo,
puntando sulla raccomandazione, o sul savoir-faire, facen­
dosi amici tra le persone importanti, legandosi .all'uomo
che sale , neutralizzando i propri rivali . . . E' l'·arma dell'a­
bilità nel trarsi d'impiccio, dell'astuzia, della scaltrezza,
che a volte può arrivare anche a impiegare metodi sleali
o disonesti . Mercurio è certamente la pedina principale
di questa politica; una pedina tanto più maneggevole e
redditizia se si muove su una scacchiera jupiteriana.

L'adattamento : Nota nuova dello stesso r:egistro, a


livello superiore, l'adattamento costituisce una preziosa
risorsa di riuscita. In margine al conformismo ·e alla di­
sposizione delle concessioni per « inquadrarsi » , essa
permette di evolvere parallelamente all'evoluzione del­
la situazione dell'impresa o degli affari , di cambiare
con i cambiamenti del tempo per conservare il pro­
prio equilibrio. « Essere l'uomo del momento », è la f.or­
mula felice che egli tende a realizzare . E si riesce con
una base di conoscenza e di buona informazione che
permette di distinguere l'aleatorio dall'essenziale, di com­
prendere i veri valori e anche di prevedere, di promuo­
vere, d'innovare . . . Mercurio è sempre la nota principa-

78
le di quest'attitudine, soprattutto su uno sfondo Giove­
Saturno.

L'espress�on,e : Una nota egualmente v1cma a questa


tastiera è data dal dono di esprimersi. Questo « atout »
consiste a realizzare sé stessi attraverso la comunicazione
diventando il linguaggio lo strumento di quel che si co­
struisce . Procura il vantaggio di avere delle idee e di vei­
colare il proprio pensiero per mezzo del vocabolario più
appropriato; permette di saper dire quel che è necessario
al momento giusto. Al livello inferiore abbiamo il « buon
parlatore » e, a livello superiore, l'uomo dei contatti, il
narr.atore, la mente brillante . . . La qualità espressiva non
si ferma solo al linguaggio della parola; essa può espri­
mersi in un dono particolare : disegnare, suonare uno stru­
mento . . . Qui l'asse delle Case III-IX è da prendere prin­
cipalmente in considerazione, in particolare un asse spe­
cifico Mercurio-Gemelli casa III.

Il f,asc.iniO :
Qui si tratta meno di saper presentare le
cose che di presentare se stesso. Il fascino è un fattore
soggettivo e anche un coefficiente in un certo senso narci­
sistico. E' un modo d'essere che implica l'arte di piacere .
E si esercita a partire da una specie di emanazione della
per,sona in quel che ha di intimo; l'individuo si aggrappa
al suo « cachet » personale, alla singolarità dei suoi difetti
come delle sue qualità, esercitando una specie di potere
magnetico. Questa potenza attrattiva è una specie di se­
duzione, che prenda o meno l'immagine della bellezza ,
della grazia, dell'eloquenza, dell'eleganza o d'uno stato
completamente diverso a margine della qualificazione
personale specifica. E ' un importante « atout » di r�usci­
ta. E' molto più funzionante con dominan:te lunare, do­
minante venusiana, o in triplice Luna-Venere-Nettuno, m
special modo venso l'Ascendente.

79
La capacità di lavoro : Al po1o opposto naturalmen­
te si presenta l 'estrinsecazione delle proprie migliori qua­
lità, quali che siano , nell'applicazione a adempiere ai propri
compiti e a far fronte ai problemi professionali. Qui si
tratta davvero di saper lavorare, di essere capaci nel pro­
prio lavoro, di rivelare la propria competenza nell'incari­
co che si svolge. Questa virtù del lavoro, che rende il buon
lavoratore apprezzato e felice di lavorare, appartiene ge­
neralmente a un campo VI ben messo, tanto più se
anche la Vergine è ben messa; fino al caso d'una valo­
rizzazione similare del campo X e del Capricorno .

Il self con.trol: Si tratta del1a padronanza di sé, di


poter sopportare un'intensa tensione nervosa, di superare
impulsi, emozioni, ans�età nelle prove, di far fronte a si­
tuazioni critiche nella calma. E' un fattore di stabilità
emozionale, espressione d'una certa maturità psichica. Un
.simile stato contribuisce alla riuscita nell'ora della tem­
pesta, tormenta e naufragi . E' il caso d'un Sole forte, di
un Saturno potente, d'un insieme Sole-Saturno-Urano .

Il srenso uman10 : Qui intendiamo l'attitudine a una


comunicazione sensibile, che può portare a un'arte supe­
riore di influenzare gli uomini, che non sono semplicj
pedine sulla scacchiera. Si tratta di sentire, di conoscere,
di comprendere i propri collaboratori, dipendenti o supe­
riori; d 'ispirave fiducia e di dare fiducia, di sapersi circon­
dare di persone valide, di farsi ben rappresentar·e e ama­
re, in breve di vivere nella più felice r1sonanza con l 'am­
biente umano del lavoro. Qui le indicazioni più signifi­
cative sono Luna, Venere, Giove, Bilancia, Acquario , Pesci .

Il Stenso dell'organizzazione: Quale che sia il pro­


prio livello o il proprio posto, qui si tratta dj aver bene
in mente gli obiettivi da raggiungere e l'insieme dei mezzi
da mettere in movimento per raggiungerli . Questa capaci-

80
tà contribuisce a dare un buon ordine di marcia ai propri
affari e permet�e una padronanza operativa che può con­
tribuire grandemente al raggiungimento d'una realizzazio­
ne .a livello superiore.
L 'indicazione principale è Giove-Saturno che per­
mette lo sviluppo d'una simile facoltà.

Il S<e'ttso di responsabilità: E' la qualità al vertice


della padronanza d'una situazione, identica in sé stessi,
nella propria fortuna, nella propria reputazione ; un modo
di « darci sotto », di dare fondo alle proprie capacità nel­
la gravità della propria coscienza. Questa virtù •superiore
contribuisce ad .accedere alle posizioni più elevat,e . Ab­
biamo visto che in questo caso si tratta della qualità del
Sole o del Medio Cielo in vapporto con la dominante (Sa­
turno-Giove-Urano vi contri:buiscono) .
Questo campione del1e otto vie più comuni che por­
tano alla riuscita ci dà un'idea del tipo di analisi che dob­
biamo fare in un oroscopo per estrarne le possibilità di
realizzazione e successo prof.ess<ionale dell'individuo.
Infatti, in questa ricerca, non siamo poi tan�o lon-·
tani dal pensiero tradizionale che associa il simbolo pla­
netario a una tendenza principale; perciò dobbiamo la no­
stra riusci�a all'intelligenza con Mercurio, alla bellezza o
all'amore con Venere, alla forza con .Marte, alla fortuna
con Giove . . .
Colui che è abile in qualcbe cosa, quale ch.e sia, si­
curamente avrà anche l'astro che rappresenta questa cosa
in posizion1e rolto poteme alla nascita.
Questa terza sentenza del Centiloquio (.attribuita a
Tolomeo) costituisce - ogni cosa ce lo ha confermato -
la pietra angolare del giudizio astrologico sull'orientamen­
to professionale . Quest'astro « tanto poten�e » è la Do­
minante, e questa « cosa » è uno stato dell'essere corre­
lativamente predominante, uno stato umano che contri-

81
buisce a eccellere in un'attività affine alla tendenza che
gli è propria, oppure a comportarsi in modo particolare,
esprimendo questa stessa tendenza attraverso la quale può
eccellere positivamente, la prima condizione non impeden­
do la seconda perché l'una e l 'altra possono coesistere.
L'ideale dunque sarebbe, ad esempio , essendo venusiani,
di esercitare un lavoro venusiano e di esercitarlo in modo
venusiano.
Fuori dal campo della Dominante, che libera la po­
tenza centrale dell'essere (spina dorsale dalle tendenze
facili o prob1ema:tiche, bene o mal sfruttate) ritrovimno
la sfera dell'interpretazione classica dell'oroscopo, che
porta sui diversi aspetti della sua analisi. Perciò avete un
settore III ben messo (presenza del Sole, Mercurio o Gio­
ve ? . . . ) . Avrete molte possibilità di riuscire attraverso ,stu­
di brillanti e conseguendo una bella laurea . Del settore
XI ? Coltivate le vostve amicizie e conoscenza : la vostra
riuscita potrebbe essere dovuta alla simpatia di persone
importanti. Del settore VII ? La Signora Fortuna può
prendere l'aspetto d'una collaborazione fruttuosa, d'una
associazione vantaggiosa o d'una unione propulsiva, il vo­
'stro partner coniugale potrà aprirvi le porte d'un ambien­
te sociale più elevato, o alimentare, attraverso le sue pos­
sibilità bancarie, le vostre iniziative professionali etc . . .
La riuscita è un tutto; i fattori della riuscita .anche.
E' in questo spirito e in questo modo che possiamo af­
ferrarne i valori essenziali .

82
LA PRATICA DELL'ORIENTAMENTO
PROFESSIONALE

L'astrodiagnosi di orientamento professionale deve


essere intesa nel quadro e nei limiti che bisogna asse­
gnarle.
Essa devre per prima cosa capire che non ricopre la
integralità delle informazioni di tutto il sapere umano . E
non potrebbe sostituirsi infatti a una preselezione di pri­
ma importanza che proviene dalla medicina d'orientamen­
to professionale . Quest'ultima fornisce informazioni che
sfuggono al nostro piano investigativo e i cui bilanci pos­
sono avere un carattere radicalmente eliminatorio . Si trat­
t�a , in particolare, dell'esame neuro-motorio e dell',esame
sensoriale . E' ovvio, ad esempio, che una sordità taglia
automaticamente le possibilità a una professione di con­
tatto . Non ci sembra necessario insistere su una cosa del
genere.
Bisogna venere conto di questa limitazione nel ven­
taglio delle informazioni sul caso umano . Conviene anche
rispettare il tono del1a portata relativa della tendenza che
determina l'umano. A questo proposito, il problema non
consiste nel voler indovinare il lavoro che svolge il sog­
getto o prevedere quello che sceglierà (lasciate queste te­
merarietà al dilettante) ; ev�entualmente , non rsi potrà fare
altro che azzardare quello, o uno di quelli, che avrebbe
avuto desiderio di falie o che farebbe bene a fare.
L'esperto deve rifiutare di giocare all'indovino pro­
cedendo nel buio e partendo da zero , con solo l 'oroscopo
sotto gli occhi .
Egli deve innan�i tutto ricordarsi che le attività uma­
ne che si enumerano nella nostra s ocietà sono decine di

83
migliaia e che la maggior parte di quest·e gli sono scono­
sciute. Chi avrebbe potuto immaginare, ad esempio, che
la congiunzione Mercurio-Urano in Capricorno di Max
Favalelli l'avrebbe portato verso le parole incrociate sino
a farlo diventare un cruciverb1sta? Si troverebbe così più
facilmente }',ago in un pagliaio . . .
Conviene, naturalmente, operare raccogliendo più in­
formazioni possibili sul soggetto . Per prima cosa, l'esper­
to deve conoscere lo stato sociale della famiglia, gli studi
in corso o i diplomi, la sua formazione intellettuale, i di­
vertimenti, le preoccupazioni e le inclinazion i, oltre al
suo problema d'orientamento professionale . In questo mo­
do, e solo così, potrà prendere la « giusta mi·sura » delle
sue astralità e stabilirne il particolare registro.
Così si troverà di fronte a un giovane che gli sotto­
porrà un ventaglio di professioni , una costellazione di
possibilità selezionate e considerate dai genitori e da lui
stesso, livello delle sue potenzialità e virtualità d'adole­
scente.
La sua ricerca consisterà nel permettere la sceha fra
ipotesi egualmente plausibili agli occhi della ragione, mo­
strando tuttavia delle preferenze che converrà giustifica­
re, per un da:to lavoro più che per un altro. Si tratta di
sottolineare le possibilità d'accordo o di disaccordo del­
l'essere con ciascuna delLe professioni proposte - sino a
proporre altre individuate dall'esperto ma non ancor.a con­
siderate dal giovane o dai genitori - abbandonandosi a
un 'analisi su tutti i livelli ; ricerca delle motivazioni, delle
tastiere professionali, delLe coordinate psicologiche, dei
fattori di riuscita . . .
Don Néroma:n ha assai bene inquadrato l o stato men­
tale che prevale in una simile inchiesta :

« Vastrologia ci dirà, ad esempio, verso quale car­


riera dobbiamo indirizzare un ragazzo ; ma essa non ce

84
lo dirà attraverso la magia d 'un « grimoire » astrologico;
bisognerà osservare il ragazzo con i mezzi abituali e con
la lente in più fornita dall 'astrologia. Se l'interpretazio­
ne astrologica fa trovare esente da ogni rischio di malat­
tia un ragazzo manifestamente malato, il dottore dichia­
rerà il ragazzo in ottima salute e si rifiuterà di curarlo?
No. Allo stesso modo, se l'interpretazione astrologica in­
dica delle qualità pe11sonali che l'osservazione diretta non
conferma, bisognerà spegnere questa lampada. Ma se ri­
scontr.eremo accordo fra l'interpretazione e i fatti, com­
prenderemo meglio i fatti ; sapremo ad esempio se una pre­
ferenza dichiarata a ·sette anni ( « voglio fare il generale o
il marinaio ») è effimer:a e trascurabile oppure profonda­
mente radicata e imperiosa. L'oroscopo difatti può rivela­
re alcune attitudini che, in seguito alle condizioni am­
bientali infantili, non essendo state esercitate e sfrMttate
verso i sei o sette primi anni di vita, si sono irrimediabil­
mente atrofizzate, le loro virtualità si sono definitivamen­
te perdute, qualunque sforzo educativo si pos sa fare m
seguito » .

. . . Una luce in più, si, ecco cos'è l'astrodiagnosi di


orientamento professionale, che permette di fare la scelta
più illuminata.
Il problema principale risiede nel sapere quando bi­
sogna alimentare questa lampada . . .
La questione non s i pone allorché la tendenza e le
attitudini reali del ragazzo si accordano con il giudizio
dell'interprete. Potremo essere sicuri , infatti, in questo ca­
so, che i gusti e l'idea vocazionale del giovinetto seguiran­
no il loro cammino tracciando una bella carriera fatta su
misura . Ad esempio numerosi scienziati hanno scoperto la
loro vocazione scientifica fin dalla prima infanzia: Am­
père, Bichat, Cuvier, Jussieu, Linneo, Ticho-Brahe . . . pa­
rallelamente ai loro dati astrali .

85
Ma .siamo lontani da una costante . Claude Bernard
non si era creduto all'inizio destinato a una carriera lette­
raria e l'ambiente di Pasteur non vedeva in lui :un futuro
professore di disegno ? Esempi di questo genere altret­
tanto illustri abbondano . . .
Nell'età i n cui siamo costretti a scegliere i l nostro
lavoro, generamente ignoriamo chi siamo : non passiamo
tutta una vita a scoprire noi ·stessi? Nell'età lunare del­
l'infanzia, il peso della configurazione lunare di nascita
falsa il bilanciere delle pulsioni interiori, come Mercurio
nell'età della prima adolescenza . Al massimo, lo sboccio
d'una tendenza maggiore dell'individuo, senza la quale co­
stui non avrebbe la sua reale fisionomia, può bardare a
manifestarsi e> alla sua apparizione, sviare la pel:lsonalità,
falsando un orientamento già pveso; inoltre mille tenden­
ze si trasformano nelle loro espressioni nel corso degli
anni, essendo l'essere umano una realtà sensibile all'equi­
librio mobile e in continua evoluzione. Siamo nel cuore
del mistero umano e ci accorgiamo in quest'occasione di
quanto la luce della nostra lampada, per debole che sia,
abbia la sua preziosa utilità. « Non sappiamo quel che si
voleva dire quando lo si è detto ». L'autore di questo pen­
siero, Joubert, avrebbe potuto continuare : « Sappiamo
quello che siamo quando lo siamo divenuti : ma è troppo
tardi. . . >> .
E' proprio davanti alla non rivelazione dell'essere
che si pone il problema di « ·alimentare la lampada » con
l'astrodiagnosi .
Essa può provocare qualche incertezza quando, ad
esempio, l'esperto fallisce su di un lavoro che non ispi­
ra particolarmente il giovane, soprattutto se è anche ten­
tato da un'altra professione. Una tale situazione deve es­
sere oggetto d'un dialogo approfondito onde scoprire la
soluzione nell'equazione dell'interprete e dell 'interpretato.

86
Ancora maggiore è l'inqu�etudine allorché l'esperto t lì'ln
di scoraggiare una forte aspirazione che implica, malgra. 1
tutto, in un giovane la possibilità d'una realizzazione v •
cazionale . In un caso del genere, dissipa in piena consa­
pevolezza una vana illusione? O non si trova egli dav•a.nti
a un caso anomalo che infida le nostre più eclatanti v -
rità?
Davanti alla gravità delle conseguenze delle sue con­
clusioni - scegliere un mestiere è un atto di capitale im­
portanza - l'esperto ha il dovere di rimettere tutto in
discussione. E deve - in tal caso - ricordarsi che l'in­
terpretazione di un tema è un'operazione delicata che non
riesce sempre, e allinearsi all'umiltà di Keplero: « Tuna
la mia scie,nza astrologica ·non mi dà - a dire il vero -

tanta certezz,a da farmi pnedire u'n fatto sp.ecifico in pie­


na fiducia » .
Impone questo rispetto la complessità stessa della
« materia astrale » e dello stato psicologico che essa espri­
me. Noi non poSJsediamo tutte le chiavi che aprono i se­
greti di un ess·ere . Siamo ancora lontani - ad esempio -
dal padroneggiare il problema, di importanza capitale, fra
i rapporti di potenza o predominanza tra le diverse istan­
ze che costituiscono le dominanti di un oroscopo.
Abbiamo visto infatti il caso di Alfred de Vigny,
con la sua opposizione Matte-Nettuno angolari , espres­
sione del divorzio esistente fra il •suo entusiasmo impetuo­
so d'adolescente per l'esercito e il fondo della sua natura
contemplativa. . . Esaminate ora il tema di Alphonse de
Neuville (Saint-Omer, 3 1 maggio 1 9 3 5 , ore 4 , 3 0 ) . Col
suo Mart·e in Leone al Fondo Cielo e al sestile del Sole
all'Ascendente lo crederest·e un brillante militare, e in­
vece è un pittore. Un pittore in cui domina, malgrado
tutto, la vita mentale (Ascendente, Sole e Mercurio in Ge­
melli) e che ha il dono particolare da estroverso sensuale

87
di rappresentare bene il suo soggetto (congiunzione Mer­
curio-Giove) . Ma questo pittore reporter consacra il suo
pennello vigoroso, maneggiato come una sciabola, a scene
di guerra quasi sempre prese dal vivo. Egli è autore di
centinaia d 'opere infiammate, fra cui la celebre « Maison
des dernières cartouches » ; egli è, tutto sommato, il più
grande pittore di scene di guerra del suo tempo ! La tela
di fondo dei Gemelli l'ha spuntata sul sestile Sole-Ma.rte
angolare ! E che dire di Marte, Maestro dell'Ascendente,
opposto a una triplice congiunzione Sole-Mercurio-Giove
in Sagittario in I, di Henri de Toulouse-Lautrec (Albi, 24
novembre 1 86 4 , ore 6 ,00) ? Costui era fatto per una vita
da gran ·signore, sportivo, orgoglioso e brillante; l'inciden­
te che gli capitò lo fa ripiegare sulla pittura che per lui
non fu altro che un adattamento, un rifugio, quasi un ali­
bi . . : « E dire che •Se av.essi avuto le gambe un po' più
.

lunghe non avrei mai fatto il pittore . . ». Sarebbe stato


.

necessario prevedere che questa costrizione marzian.a avreb­


be apportato un ripiegarsi in sé, seguìto da una scappa­
toia verso l'arte.

Questi sono i limiti del nostro sapere, sempre più o


meno presenti, e noi non dobbiamo ignorarli . Ma questa
indispensabile coscienza professionale non deve affatto
intralciare la funzione illuminante e risolutrice dell'esperto.

Non dipende da lui trovarsi talvolta .al bivio fra l'in­


coraggiamento e la dissuasione: incoraggiamento d'un ta­
lento la cui consistenza rischia di rivelarsi fallace, di fronte
.alla dissuasione d'una via arrischiata in cui, nondimeno,
l'individuo può avere qualche possibilità di vivere una di­
smisura. Qui non vi è alcuna regola da trasmettere; se esi­
ste una legge in cui bisogna impegnarsi a tentare di rispet­
tare è quella di non interdire a un Mermoz di entrare nel­
l' aviazione né di approvare un Balzac a lanciarsi negli
affari . . .

88
Uno degli interessi più preziosi della nostra ricerca
è di permettere a volte gli accostamenti più imprevedi­
bili, gli avvicinamenti audaci nelle direzioni più prometten­
ti . . . Bisogna in ogni caso confessare che, a dispetto della
prudenza, non si può mai completamente evitare di com­
mettere errori.
Più esattamente, tanto reale e grande è il r1schio di
errore al primo livello della scelta di una tendenza profes­
sionale genetica, tanto più l 'investigazione ne esce raffor­
zata e valida al secondo livello, quello dell'individuazione
d 'una occupazione specifica.
Perciò, ad esempio, l'esperto non può affermare ca­
tegoricamen:te che uno scolaro sarà dotato per le scienze
(un Mercurio-Capricorno in aspetto con un Saturno an­
golare può corrispondere a un altro tipo d'uomo di pen­
siero) . l\1a se viene a sapere che lo è davvero, 'sarà allora
molto più in grado di consigliarlo, avuto il suo diploma
in scienze, sulla via che meglio conviene al suo carattere :
la ricerca, il professorato, l 'applicazione pratica dell'inge­
gnere, il settore pubblico o il settore privato etc. Questi
elemen:ti di secondo piano non debbono essere considerati
trascura:bili . Infatti le differenze di condizione professio­
nale sono considerevoli tra un medico di famiglia, medico
militare, medico di sanatorio, ufficiale medico o medico
di un paese del Terzo-Mondo . Così come è molto diverso
svolgere lo stesso lavoro d'impiegato in una fabbrica, in
un ufficio privato o in un ministero ; differenze di am­
biente, di clima, di circostanze, non troppo lontane da
quelle che formano la diversità delle categorie d 'una stes­
sa industria come nella pesca, la conservazione della pesca,
l 'attività nautica, la piscicultura . . . con i mestieri del mare.
Ogni individuo possiede una colorazione particolare che
segna il suo sistema di relazioni col mondo, e questa to­
nalità, preziosa da conoscere per l 'autorealizzazione del­
l'essere, non deve sfuggire alla nostra investigazione.

89
In margine all'orientamento professionale stesso si
presenta la selezione del personale per le industrie, che ha
lo scopo di sceglie11e, fra un certo numero di candidati,
l'uomo più dotato per occupare un posto specifico. Que­
sta ricerca mette in moto la stess·a tecnica, procedendo in
modo diverso : è in rapporto al posto da occupare che bi­
sogna trovare l'uomo che occorre. In questo caso allora,
conviene ricercare il postulante che più 'si avvicina al pro­
filo psicologico-tipo del posto da occupare, tenendo conto
che da un lato si presentano le necessità d 'una occupa­
zione e dall'altro si tratta di rispondere il meglio possi­
bile a queste esigenze.
In questo campo la carta del cielo è naturalmente
muta sulla competenza ed esperienza personale del candi­
dato. Essa non informa che sulla sua personalità profes­
sionale : attitudini, disposizioni, comportamento, reazioni,
sino al futuro professionale. Può essere prezioso sapere se
il candidato ha possibilità di successo e di riuscita nella
cartiera, ·se ha degli « atouts » e quando potrà usarli. Il
soggetto meglio qualificato può non trovare le circostan­
ze adatte che gli permettono di impiegare i suoi talenti
e di dare la misura del suo valore. Naturalmente possono
essere individuate delle predisposizioni agli incidenti, alle
crisi, agli insuccessi . . . Inoltre è permesso valutare le pos­
sibilità di inserimento della nuova recluta in uno specifi­
co .ambiente professionale, se possiamo comparare le astra­
lità personali con quelle dei suoi colleghi, superiori o su­
bordinati. Ad �esempio, non dobbiamo che temere una so­
vrapposizione zodiacale Sole-Marte o Marte-Sole (soprat­
tutto se uno di questi astri è dissonante, a più forte ra­
gione l'uno e l'altro) fra il candidato e il suo principale
o il suo immedia·t:o superiore) che si traduce in un dissa­
por-e finale molto pregiudizievole per gli interessi dell'in­
dustria; quando invece il rapporto Sole/Giove, Medio
Cielo/Sole, Medio Cie1o/Giove (posizioni non dissonanti)

90
costitUisce un dato di collaborazione vantaggiosa per gli
interessati . . . Vastrodiagnosi si rivela insostituibile per for­
nire d'informaz1oni queste par.ticolari categorie, informa­
zioni di grande importanza.

Siamo arrivati alla fine del nostro periplo, in pos­


·sesso d'una pratica ragionata e ordinata che non va sot­
tovalutata.
E' stato detto che il test non vale se non vale colui
che lo fa . Si può fare un test con non importa chi ( tests
proiettivi : Rorschach, Szondi . . . tests d'identificazione :
T . A .T., F .P.T . . . tests di creazione: villaggio . . . ) quello che
più conta è l'equazione fra chi fa il test e chi vi s i sotto­
pone, non essendo tuttavia trascurabile l'aspetto stretta­
mente operativo di quest 'equazione. Possiamo naturalmen­
te dire altrettanw per l'astrodiagnosi ma così come il test
vale in misura del lavoro dello sperimentatore su un test
universalmente sperimentato, allo stesso modo l 'analisi
astrologica vale tanto più quanto più essa si basa 'sull'ac­
curata applicazione d'una tecnica consacrata. Inoltre l'o­
peratore deve avere un piede nel campo dell'astrologia e
un altro nel campo specializzato dello psicotecnico o del
consulente sociale. E' ovvio che bisogna possedere una
conoscenza gener:ale della professione, della divisione de]
lavoro e della pianificazione dei mestieri, così come biso­
gna anche essere al corrente della valutazione delle pro­
fessioni tra i giovani, delle offerte d'impiego, dei possi­
bili sbocchi, possibilità di assorbimento e occasioni di
avanzamento . . . In mancanza di tale formazione, si deve
operare attingendo a una documentazione che fornisce
un simile elenco d'informazioni . Si trova attualmente in
libreria uno studio che copre molto bene questa funzione
e che può costituire una base indispensabile di lavoro ; si
tratta di « 700 mestieri s.econdo i vostri gusti » d'Yves
Renaud e Thérèse Guitton, edizioni Stock. Bisogna anche

91
sapere che ogni informazione sui mestieri è fornita dal
Centro Nazionale del Lavoro.
Un giorno verrà, sicuramente, in cui si costituirà un
�� Istituto astrologico d 'orientamento professionale » aggiun­
to all'Istituto Nazionale d'Orientamento Professionale.

92
INDICE

Prefazione 7

Il problema delle attitudici p11ofessionali dalla tradizione


ai nostJti giorni 9

La teoria dell'orientamento pmfessionale 17

Natura de1le correlazioni nell 'orientamento professionale 27

La tendenza alh vocazione 41

L e motivrudoni pttiOnde 47

Le tastiere professionali 55

l. - Motivazioni. Bisogni pulsionali. Tendenze 58

2. - Funz�oni dominanti 59

3. - Mani ·O mezzi professionali 60

4. - Luoghi professionali 61

5. - Oggetfi professkJ•nali 62

Le coordinate pscioologiche 65

I :fattori di riuscita 75

La prati{:a dell'orientamento professionatle 83

93
Compagnia Tipografica Napoletana s.r.l. - Tel. 63.19.91
Aprile 1984