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Segni e memorie

Opere grafiche di Gianni Longinotti


Segni e memorie
Opere grafiche di Gianni Longinotti
Palazzo Zukermann
Padova
27 ottobre - 2 dicembre 2018
Mostra promossa da

Comune di Padova
Assessorato alla Cultura
Settore Cultura, Turismo, Musei e Biblioteche
Organizzazione generale Servizio Mostre
Marilena Varotto Comunicazione e promozione
istituzionale
Mostra a cura di Stefano Annibaletto
Mario Longinotti Marta Bianco
Andrea Longinotti Patrizia Cavinato
Elisabetta Vanzelli Elisabetta Chino
Rocco Roselli
Testi
Elisabetta Vanzelli Progetto grafico
Citazioni Mario Longinotti
Gianni Longinotti Elisabetta Vanzelli
Segreteria organizzativa Crediti fotografici
Maria Pia Ferretti Archivio Famiglia Longinotti
Oscar Breda
Servizio amministrativo
Archivio Foto Lux - Padova
Ornella Saglimbeni
con la collaborazione di Allestimento
Maria Grazia Peron Gruppo Fallani
Roberta Corà
Si ringraziano i prestatori per la gentile concessione delle opere
ISBN: 978-88-943077-2-6

Partners
I disegni nell’opera d’arte di Gianni Longinotti
Occupandoci, in più occasioni, si è sempre trascurato, quasi
della pittura e delle incisioni di deliberatamente, di indulgere su
Gianni Longinotti, si è sempre un aspetto, non meno significante,
trascurato, quasi deliberatamente, di e forse più misterioso, dell’arte
indulgere su un aspetto, non meno primaria di questo Maestro: il
significante, e forse più misterioso, disegno. Quel capitolo dell’arte che
dell’arte primaria di questo Maestro: Albrech Durer, in un memoriale
il disegno. Quel capitolo dell’arte saggio a Norimberga nel 1525, definì
che Albrech Durer, in un memoriale “L’arte della Misura”. Intendendo
saggio a Norimberga nel 1525, definì dare a questa identità espressiva una
“L’arte della Misura”. Intendendo collocazione primaria rispetto ai
dare a questa identità espressiva una valori pittorici dei maestri del suo
collocazione primaria rispetto ai tempo ricollegandosi ovviamente
valori pittorici dei maestri del suo a Mantegna. Occupandoci, in più
tempo ricollegandosi ovviamente occasioni, della pittura e delle
a Mantegna. Occupandoci, in più incisioni di Gianni Longinotti,
occasioni, della pittura e delle si è sempre trascurato, quasi
incisioni di Gianni Longinotti, deliberatamente, di indulgere su
si è sempre trascurato, quasi un aspetto, non meno significante,
deliberatamente, di indulgere su e forse più misterioso, dell’arte
un aspetto, non meno significante, primaria di questo Maestro: il
e forse più misterioso, dell’arte disegno. Quel capitolo dell’arte che
primaria di questo Maestro: il Albrech Durer, in un memoriale
disegno. Quel capitolo dell’arte che saggio a Norimberga nel 1525, definì
Albrech Durer, in un memoriale “L’arte della Misura”. Intendendo
saggio a Norimberga nel 1525, definì dare a questa identità espressiva una
“L’arte della Misura”. Intendendo collocazione primaria rispetto ai
dare a questa identità espressiva una valori pittorici dei maestri del suo
collocazione primaria rispetto ai tempo ricollegandosi ovviamente
valori pittorici dei maestri del suo a Mantegna. Occupandoci, in più
tempo ricollegandosi ovviamente occasioni, della pittura e delle
a Mantegna. Occupandoci, in più incisioni di Gianni Longinotti,
occasioni, della pittura e delle si è sempre trascurato, quasi
Studio via Vescovado anni ‘70 incisioni di Gianni Longinotti, deliberatamente, di indulgere su

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un aspetto, non meno significante, “L’arte della Misura”. Intendendo occasioni, della pittura e delle primaria di questo Maestro: il
e forse più misterioso, dell’arte dare a questa identità espressiva una incisioni di Gianni Longinotti, disegno. Quel capitolo dell’arte che
primaria di questo Maestro: il collocazione primaria rispetto ai si è sempre trascurato, quasi Albrech Durer, in un memoriale
disegno. Quel capitolo dell’arte che valori pittorici dei maestri del suo deliberatamente, di indulgere su saggio a Norimberga nel 1525, definì
Albrech Durer, in un memoriale tempo ricollegandosi ovviamente un aspetto, non meno significante, “L’arte della Misura”. Intendendo
saggio a Norimberga nel 1525, definì a Mantegna. Occupandoci, in più e forse più misterioso, dell’arte dare a questa identità espressiva una
“L’arte della Misura”. Intendendo occasioni, della pittura e delle primaria di questo Maestro: il collocazione primaria rispetto ai
dare a questa identità espressiva una incisioni di Gianni Longinotti, disegno. Quel capitolo dell’arte che valori pittorici dei maestri del suo
collocazione primaria rispetto ai si è sempre trascurato, quasi Albrech Durer, in un memoriale tempo ricollegandosi ovviamente
valori pittorici dei maestri del suo deliberatamente, di indulgere su saggio a Norimberga nel 1525, definì a Mantegna. Occupandoci, in più
tempo ricollegandosi ovviamente un aspetto, non meno significante, “L’arte della Misura”. Intendendo occasioni, della pittura e delle
a Mantegna. Occupandoci, in più e forse più misterioso, dell’arte dare a questa identità espressiva una incisioni di Gianni Longinotti,
occasioni, della pittura e delle primaria di questo Maestro: il collocazione primaria rispetto ai si è sempre trascurato, quasi
incisioni di Gianni Longinotti, disegno. Quel capitolo dell’arte che valori pittorici dei maestri del suo deliberatamente, di indulgere su
si è sempre trascurato, quasi Albrech Durer, in un memoriale tempo ricollegandosi ovviamente un aspetto, non meno significante,
deliberatamente, di indulgere su saggio a Norimberga nel 1525, definì a Mantegna. Occupandoci, in più e forse più misterioso, dell’arte
un aspetto, non meno significante, “L’arte della Misura”. Intendendo occasioni, della pittura e delle primaria di questo Maestro: il
e forse più misterioso, dell’arte dare a questa identità espressiva una incisioni di Gianni Longinotti, disegno. Quel capitolo dell’arte che
primaria di questo Maestro: il collocazione primaria rispetto ai si è sempre trascurato, quasi
disegno. Quel capitolo dell’arte che valori pittorici dei maestri del suo deliberatamente, di indulgere su
Albrech Durer, in un memoriale tempo ricollegandosi ovviamente un aspetto, non meno significante,
saggio a Norimberga nel 1525, definì a Mantegna. Occupandoci, in più e forse più misterioso, dell’arte
“L’arte della Misura”. Intendendo occasioni, della pittura e delle primaria di questo Maestro: il
dare a questa identità espressiva una incisioni di Gianni Longinotti, disegno. Quel capitolo dell’arte che
collocazione primaria rispetto ai si è sempre trascurato, quasi Albrech Durer, in un memoriale
valori pittorici dei maestri del suo deliberatamente, di indulgere su saggio a Norimberga nel 1525, definì
tempo ricollegandosi ovviamente un aspetto, non meno significante, “L’arte della Misura”. Intendendo
a Mantegna. Occupandoci, in più e forse più misterioso, dell’arte dare a questa identità espressiva una
occasioni, della pittura e delle primaria di questo Maestro: il collocazione primaria rispetto ai
incisioni di Gianni Longinotti, disegno. Quel capitolo dell’arte che valori pittorici dei maestri del suo
si è sempre trascurato, quasi Albrech Durer, in un memoriale tempo ricollegandosi ovviamente
deliberatamente, di indulgere su saggio a Norimberga nel 1525, definì a Mantegna. Occupandoci, in più
un aspetto, non meno significante, “L’arte della Misura”. Intendendo occasioni, della pittura e delle
e forse più misterioso, dell’arte dare a questa identità espressiva una incisioni di Gianni Longinotti,
primaria di questo Maestro: il collocazione primaria rispetto ai si è sempre trascurato, quasi
disegno. Quel capitolo dell’arte che valori pittorici dei maestri del suo deliberatamente, di indulgere su
Albrech Durer, in un memoriale tempo ricollegandosi ovviamente un aspetto, non meno significante,
saggio a Norimberga nel 1525, definì a Mantegna. Occupandoci, in più e forse più misterioso, dell’arte
Padova 30 settembre 2000
Elisabetta Vanzelli

8 9
Opere

11
Il Cardinale
monotipo su vetro, 1956

13
Testa di anziana Le lavoratrici
monotipo, 1958 carboncino su carta, 1957

14 15
Fabbrica Il ricco Epulone
monotipo, 1960 litografia, 1964

16 17
Esposizione cartella incisioni “Il Drago: No al Nazismo”, Cuneo 1968

“Certamente io non accontento nessuno, perché non sono un


pittore politico e non mi identifico con i sistemi di vita attuali.
Come ho detto ‘No al nazismo’, dico no al capitalismo occidentale,
alle ingiustizie dei governi sudamericani, alle violenze
pseudoproletarie e ai regimi dittattoriali dell’Urss e dei paesi
dell’Est. La mia è solo una ricerca di giustizia umana, di una
integrità e di una coscienza sociale …”
La guerra e non abbiamo capito
incisione a bulino, acquaforte acquatinta su zinco, 1967

18 19
Non debbono più tornare Fantasmi
incisione a bulino, acquaforte acquatinta su zinco, 1967 incisione a bulino, acquaforte acquatinta su zinco, 1967

20 21
la modella I cinque giorno di primavera
acquaforte acquatinta a colori su zinco, 1968 acquaforte acquatinta a colori su zinco, 1971

24 25
studio “Dina” L’uomo di Arad
matita su carta, 1970 matita e acquerello su carta, 1974

26 27
Serie Il mondo del silenzio “il paziente” Serie Il mondo del silenzio “L’ammalata”
incisione, acquaforte acquatinta su rame, 1976 incisione, acquaforte acquatinta su rame, 1976

28 29
Memoria Ritratto di Dina
incisione, acquaforte acquatinta su rame, 1977 incisione, acquaforte acquatinta su rame, 1978

30 31
Esposizione serie incisioni “Questi nostri giorni”, Galleria Magarte, Padova 1979

“La riflessione sul problema del terrorismo, presente in


‘Questi nostri giorni’ (perché nacque e si sviluppò) la violenza,
il falso perbenismo, l’abuso di potere, il vedere una democrazia
così vergognosamente applicata, sono problemi che lasciano
dentro di me un grande desiderio di sapere 'perchè' e la ricerca
di una risposta non ancora appagata mi spinge doverosamente a
discutere e a trattare queste quotidiane situazioni.”
Questi nostri giorni “L’attentato”
incisione, acquaforte acquatinta su rame, 1978

32 33
Questi nostri giorni “Funerali di Stato” Questi nostri giorni “In nome del popolo italiano”
incisione, acquaforte acquatinta su rame, 1978 incisione, acquaforte acquatinta su rame, 1978

34 35
Studio via Soncin primi anni ‘80

“Ho studiato anatomia dai libri di medicina e dal vivo, sul volto
di mia madre morente e sui pazienti. Nei fogli ho voluto fissare gli
ultimi giorni, gli ultimi momenti della sua esistenza.
É forse questo un nostro muto colloquio.
Ci siamo parlato così poco nel tempo vissuto assieme
che ora i rimpianti per il ‘tempo perduto’ si presentano crudeli.”

studio, 3a Divisione medica donne


tec. mista, 1980

38 39
studio “Vivere a Palermo” studio in memoria di Sacco e Vanzetti
china su carta cina, 1991 china su carta cina, 1991

42 43
Studio via San Pietro, anni 2000

“L’esperienza di allora si fonda con quella di oggi: in un


ambientazione della memoria i personaggi contemporanei
risultano soli o incapaci di comunicare, si veda la serie dei disegni
‘Rivisitazione di un mondo perduto’.
Per mio conto, concludendo, pur nella ‘separatezza’ ho sempre
cercato di raccontare e di esprimermi con estrema linearità,
tenendo presente che l’importante per un uomo
è sapere di non aver ingannato se stesso ...”
Da “Rivisitazione di un mondo perduto” studio n. 1
tec. mista, 2000

44 45
Da “Rivisitazione di un mondo perduto” studio n. 2 Da “Rivisitazione di un mondo perduto” studio n. 5
tec. mista, 2001 tec. mista, 2000

46 47
GIANNI LONGINOTTI ( Padova, 1927-2007 )

Sponsor ufficiale Gianni Longinotti nasce a Padova il 20 ottobre 1927. Si rivelerà


come una delle personalità artistiche di riferimento, per
l’originalità delle sue tematiche. L’incontro con il pittore Dal
Gesso lo avvicina alla pittura e, dal 1946, inizia a frequentare
l’Accademia di Belle Arti di Venezia da libero uditore, è allievo
di Guido Cadorin e frequenta Felice Carena.
preziosi di produzione propria e grandi firme
Ai temi di denuncia sociale e politica, seguirono in un secondo
momento motivi legati alla vicenda personale dell’artista:
L’Orafo non è un lavoro. È un mestiere diventato Arte. venne a consolidarsi quella poetica della memoria, di una
contemplazione del passato che caratterizzerà da quel momento
l’intera parabola pittorica di Longinotti
(nelle figure femminili è spesso ravvisabile il ritratto della
moglie Dina). Verso la fine degli anni Sessanta iniziarono i primi
riconoscimenti a livello nazionale e importanti collaborazioni
con prestigiose gallerie d’arte, quali la galleria Levi di Milano,
l’Arcobaleno e La Barcaccia di Roma, con la partecipazione alle
quadriennali e triennali di Roma, Milano,Torino. Si susseguirono
numerose mostre personali e partecipazioni collettive, sia in
Italia sia all’estero.

realizzato dalla Casa Editrice


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Padova, ottobre 2018

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