Sei sulla pagina 1di 1

MONOLOGO DI MARION TRATTO DA “IL CIELO SOPRA BERLINO”

Credo che oggi sia luna nuova. Non c’è notte più tranquilla. In tutta la città non
scorrerà sangue. Prima non ho mai giocato con qualcuno, e tuttavia non ho mai
aperto gli occhi per pensare: “Adesso è una cosa seria, finalmente sarà una cosa
seria”. Così ora sono cresciuta. Ero solo io così poco seria, è il tempo così poco serio?
Non sono mai stata solitaria, né da sola né con qualcun altro, ma mi sarebbe
piaciuto in fondo essere solitaria. Solitudine significa: “Finalmente sono tutto”.
Adesso posso dirlo perché oggi finalmente sono davvero sola. Bisognerà finirla
prima o poi con il caso. Non so se ci sia un fine, ma se ci deve essere una decisione, è
necessario che tu decida. Deciditi! Ora il tempo siamo noi. Non solo la città intera,
adesso è il mondo intero che prende parte alla nostra decisione. Ora noi due siamo
più che due solamente, ora noi incarniamo qualcosa. Ed eccoci sulla piazza del
popolo, siamo qui tutti e due e l’intera piazza è piena di gente che si augura la stessa
cosa che ci auguriamo noi. Decidiamo noi il gioco per tutti. Adesso o mai più. Tu hai
bisogno di me, tu avrai bisogno di me. Non c’è storia più grande della nostra, quella
mia e tua, quella dell’Uomo e della Donna. Sarà una storia di giganti, invisibili,
riproducibili, sarà una storia di nuovi progenitori. Guarda i miei occhi, sono
l’immagine della necessità, del futuro di tutti sulla piazza. La notte scorsa ho sognato
qualcuno, uno sconosciuto, il mio uomo. Soltanto con lui potevo essere sola e
aprirmi a lui, aprirmi tutta, tutta sua, farlo entrare dentro di me tutto intero,
avvolgerlo con il labirinto della comune beatitudine. E io lo so, sei tu quello…