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Dip.

di Ingegneria Idraulica ed Applicazioni Ambientali - Università di Palermo

Corso di Idrologia

Prof. Ing. Marcella CANNAROZZO


Dip. di Ingegneria Idraulica ed Applicazioni Ambientali - Università di Palermo

•Nubi
•Precipitazione
•Deflusso
•Infiltrazione
traspirazione
•Evaporazione
•Intercettazione
da parte delle
piante
PIOGGE
Cicloniche Orografiche Convettive
MISURIAMO LA PIOGGIA

pluviometro
Dip. di Ingegneria Idraulica ed Applicazioni Ambientali - Università di Palermo

MISURIAMO LA PIOGGIA

Definiamo: pluviometro
A = aerea dell' imboccatura in cm2
L = litri di acqua raccolti
t = numero delle ore di esposizione

I millimetri h di precipitazione nel L


periodo di t ore saranno pari a h  10000
A
Pluviografo
pluviografo
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S bocca= 0.1 m2
Hsuolo = 1.5 m

h di bascullamento
0,2 mm

Anticongelante
miscela sale – glicoetilene

Antievaporante
Olio di vasellina
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Misura della portata

Attraverso la misura del tirante idrico h Misura della velocità v, della sezione bagnata A
e l’uso di relazioni q=q(h) e uso della relazione q=v*A

Esempi di relazioni q=q(h) q  A Ri


Scala delle portate di moto uniforme
Scala di stato critico
q  A(k ) g k m
Legge di efflusso da uno stramazzo q  A 2gh
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Attraverso la misura del tirante


idrico h e l’uso di relazioni q=q(h)
Strumenti per la misura del tirante idrico h

Idrometri
Ultrasuoni
Cellule fotoelettriche

L’idrometro più semplice è l’asta idrometrica.


Asta graduata, solidamente fissata alla spalla di
un ponte o ad un muro di protezione, lunga
abbastanza da restare immersa in acqua anche
quando il livello è eccezionalmente basso e visibile
anche quando è eccezionalmente alto.
La lettura delle aste idrometriche si fa
generalmente ad ora fissa (una volta al giorno - in
Italia a mezzogiorno)
Misure idrometriche

La sezione in cui si installa l’idrometro deve essere stabile


Per migliorare la precisione delle misure è bene scegliere una sezione in cui, a parità
di variazione di portata, la variazione di livello sia particolarmente sensibile.

In linea di principio, lo zero dell’idrometro dovrebbe trovarsi ad una quota


tale che le misure di livello siano sempre positive, anche nel caso di magre
eccezionali. Quando ciò non succede la parte della scala che resta al di sotto
dello zero è graduata, come è naturale, con valori negativi.
In ogni caso si prende sempre nota della quota dello zero idrometrico rispetto
ad un caposaldo topografico posto al sicuro dalle piene, così che in caso di
distruzione dell’idrometro si possa provvedere alla sua sostituzione senza
dover determinare di nuovo la scala delle portate.
Idrometrografo a galleggiante

Le escursioni del livello del pelo


libero fanno salire e scendere il
galleggiante e il filo, mantenuto in
tensione dal contrappeso, si muove
facendo ruotare la puleggia.
Questa trasmette la rotazione ad
un secondo filo, al quale è fissato
un equipaggio mobile, che porta una
punta scrivente che può scorrere su
guide verticali. La punta scrivente
lascia una traccia su una carta
avvolta intorno ad un tamburo ad
asse verticale, tenuto in lenta
rotazione da un meccanismo ad
orologeria.
Idrometrografo a galleggiante

Il filo a cui sono fissati il


galleggiante ed il relativo
contrappeso scorre all’interno di un
tubo verticale, del diametro di
qualche decimetro, che protegge il
dispositivo di misura ed inoltre
garantisce che lo specchio d’acqua
che sostiene il galleggiante sia al
riparo da onde causate dal vento,
dal passaggio di imbarcazioni e da
altri fatti accidentali, alle quali
corrisponderebbero oscillazioni del
galleggiante del tutto prive di
significato.
Idrometrografo ad ultrasuoni

Il principio di funzionamento è basato


su di un trasduttore a ultrasuoni che
trasmette un impulso verso la
superficie da misurare (la superficie
liquida, in questo caso) e rileva l'eco
riflessa risultante.
Il tempo intercorso fra l'impulso
trasmesso e l'eco ricevuta è
convertito in una distanza.
Il sensore deve essere compensato in
temperatura, in quanto la celerità di
propagazione del segnale acustico in
aria dipende, fra l’altro, dalla
temperatura.
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Misura della velocità v, della


sezione bagnata A e uso della
relazione q=v*A

Il calcolo della sezione bagnata A si fa attraverso la misura


del tirante idrico h, effettuata in uno dei modi prima visti,
nota che sia la forma della sezione idrica.
La misura della velocità è più complicata, si può utilizzare
• un mulinello
•un misuratore a laser
•un misuratore ad ultrasuoni
Misure di portata tramite sensori ad ultrasuoni

•due trasduttori (emettono le onde


acustiche)
•due ricevitori (ricevono le onde stesse)
•un processore digitale (analizza ed
elabora il tempo di trasmissione e
ricezione).

I trasduttori emettono le onde. Le onde


che si propagano nel verso della corrente
hanno velocità maggiore di quelle che si
propagano in direzione opposta. Viene
registrata la differenza nella velocità del
suono nelle due direzioni. Dalla
differenza delle velocità è possibile
risalire alla velocità della corrente.
Cause di errore nella misura della portata:

Variazione della sezione per deposito o erosione

Esondazione a monte

Piena travolgente

Errore di misura di tirante + errore di misura di velocità


Ma l'acqua che passa in una sezione di
un corso d'acqua da dove proviene?
IL BACINO IDROGRAFICO
IL BACINO IDROGRAFICO
IL BACINO IDROGRAFICO
IL BACINO IDROGRAFICO
Ma l'acqua che passa in una sezione di
un corso d'acqua da dove proviene?
L'acqua che passa è un'aliquota di quella piovuta
sull’area contribuente ossia sul bacino sotteso

Afflusso [mm]  volume Wp che piove sul bacino di area S nel tempo t

Wp
A
S
Deflusso [mm]  volume Wq che attraversa la sezione nel tempo t
Wq q  t  1000 m3  t [s] S [km2]
D D q 
s

S S  
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Regimi pluviometrici

Massimi Minimi
TIPO
N STAGIONE N STAGIONE
CONTINENTALE ALPINO 1 ESTATE 1 INVERNO
AUTUNNO (sec.) INVERNO (pr.)
SUBLITORALE ALPINO 2 2
PRIMAVERA (pr.) ESTATE (sec.)
AUTUNNO (pr.) INVERNO (pr.)
SUBLITORALE APPENNINICO 2 2
PRIMAVERA (sec.) ESTATE (sec.)
MARITTIMO 1 INVERNO 1 ESTATE
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RE GIM E P L UV IOM E T RIC O REGIM E PLUVIOM ET RICO


CONT INENT ALE S UBLIT ORANEO A LP INO
200
200
150
150
100
%

100

%
50 50
0 0
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12

RE GIM E PL UVIOM E T RICO REGIM E PLUVIOM ET RICO


200 S UBLIT ORANE O AP P ENNINICO M ARIT T IM O
200

150 150

100
%

100
%

50
50
0
0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12
REGIMI FLUVIALI

GLACIALE
Quando gran parte del bacino si trova a quote tanto
elevate che la precipitazione è prevalentemente di tipo
nevosa

•GLACIALE
NIVEO PLUVIALE
•NIVEO PLUVIALE Quando parte del bacino è a quota molto elevata e parte
no, pertanto si verificano parimenti precipitazioni
nevose e liquide
•PLUVIALE

PLUVIALE
Quando la precipitazione di tipo nevosa è praticamente
inesistente
Regime fluviale NIVEO PLUVIALE
Regime pluviometrico SUBLITORANEO ALPINO

Tanaro a Clavesana
180
160 afflussi deflussi
140
120
100
[mm]

80
60
40
20
0

e
io
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G
M

O
Fe

c
G

No

Di
Se
Regime fluviale GLACIALE
Regime pluviometrico SUBLITORANEO ALPINO

Lys a Gressoney St. Jean


350
afflussi
300
deflussi
250

200
[mm]

150

100

50

e
e

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io

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o

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Ap

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ov
G

Se

D
N
Regime fluviale PLUVIALE
Regime pluviometrico MARITTIMO

Simeto a Giarretta
140

120 afflussi
100 deflussi

80
[mm]

60

40

20

e
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G

Se

D
N
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Coefficiente di deflusso
D 0

A

1,60
T a n a ro a C l a v e s a n a L y s a G r e s s o n e y S t. J e a n
4,00

1,20 3,00

0,80 2,00

0,40 1,00

0,00 0,00
o
rile
zo

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Simeto a Giarretta

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Di

No
Se

Di
Se
0,80
0,70
0,60
0,50
0,40
0,30
0,20
0,10
0,00
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M
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Di
Se

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