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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)


Materia che può essere inserita nell’ambito pubblicistico poiché il processo riguarda la
collettività, materia che ha anche forti connotazioni privatistiche
Processo-->contenitore pubblicistico-->contenuto privatistico
Diritto processuale civile: all’inizio chiamato procedura civile perché veniva studiato da
pratici che studiavano come fare un’impugnazione ecc, perciò aveva un ambito
strettamente normativo e veniva visto come un insieme di regole. Adesso invece si é
scoperto che non sono meramente regole ma vi sono molti istituti del diritto privato
Giudicare: valutare un fatto del passato come giusto/ingiusto, lecito/illecito, secondo il
criterio fornito dal DIRITTO VIGENTE ed enunciare di conseguenza la regola giuridica
concreta destinata a valere come disciplina della fattispecie presa in esame. Solo
l’operazione logica del giudizio espressa dal giudice ha valore imperativo ed efficacia
vincolante
Esecuzione forzata: mediante l’esecuzione forzata gli Organi Giudiziari provvedono a
dare attuazione pratica effettiva a ciò che la legge dispone per i singoli casi concreti

-->Giudice é libero da vincoli nell’esercizio della sua funzione, é tuttavia tenuto ad


operare in applicazione della legge della quale é l’interprete qualificato. Norma
giuridica astratta e statica, il giudice deve cercare di intendere la norma in tutto il suo
significato (non solo in connessione con l’ordinamento e colmando le lacune della legge)
ma ripensando la norma stessa nel contesto di una realtà sociale carica di esigenze e
nuovi valori sforzandosi di esprimere le esigenze e i valori della società del suo tempo
NB: fine ultimo dell’attività del giudice é la giustizia e per suo mezzo la pace sociale

GIURISDIZIONE--> tema molto mobile con grande flessibilità. presupposto processuale


che fa sì che il giudice possa emettere una sentenza in merito alla causa.
Esercitata dal giudice ordinario ed é soggetta a limitazioni
Due definizioni rilevanti di giurisdizione
1. Chiovenda--> l’attuazione della volontà concreta della legge mediante la
sostituzione dell’attività di organi pubblici ad un’attività altrui, sia
nell’affermare l’esistenza della volontà della legge, sia nel mandarla
praticamente ad effetto. Rapporto tra legge e giurisdizione: il giudice é
chiamato a provvedere quando é mancata da parte di taluno l’osservanza di
ciò che la legge dispone
2. Carnelutti--> la giusta composizione delle liti.
LITI: conflitto di interessi regolato dal diritto
GIUSTA: composizione che avviene secondo il diritto
Attuazione del diritto come mezzo per raggiungere lo scopo ultimo del conflitto di
interessi, cercando così di cogliere la materia a cui la legge viene applicata e il
risultato pratico
NB: giurisdizione attività che vien definita in maniera diversa secondo angolazioni
diverse, nessuna però riesce a dare una definizione soddisfatti a del concetto di
giurisdizione perché nel tempo é andato cambiando e sviluppandosi, la giurisdizione può
però essere considerata come l’attività degli organi dello stato diretta a formulare e ad
attuare praticamente la regola giuridica concreta che disciplina una determinata
situazione giuridica a norma del diritto vigente
GARANZIE COSTITUZIONALI ED INTERNAZIONALI DELLA GIURISDIZIONE
Costituzione contiene alcune norme dirette a garantire che il processo si svolga in modo
equo, cioè con la possibilità per tutti gli interessati di far valere le loro ragioni sia
come attori che come convenuti
-->Garanzia di GIUSTO PROCESSO in
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• ambito internazionale art. 6 Conv. Europea per la Salvaguardia dei Diritti Umani
(1950) e in
• ambito nazionale art. 111 COST. (riformato nel 1992): la giurisdizione si attua
mediante il giusto processo regolato dalla legge. Ogni processo si volge nel
contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a un giudice terzo e
imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durata
Principi fissati dalla Costituzione e dagli atti internazionali
A. INDIPENDENZA DEL GIUDICE--> necessaria ad assicurare l’imparzialità
“giudice soggetto soltanto alla legge”, non dipende da alcun potere superiore e
da vincoli gerarchici. NB:non contraddice in caso di impugnazione che il giudice
superiore possa modificare quanto stabilito dal giudice inferiore, avendo entrambi
uguale dignità e garanzie di indipendenza
Giudice imparziale: il giudice terzo é ineliminabile, deve esser neutrale; giudice
deve essere terzo rispetto alle parti in causa, estraneo alle loro posizioni ed
interessi. Se sussistono convinzioni e presupposti per non essere neutrale il
giudice deve in primo luogo astenersi, se il giudice non si dovesse astenere c’e la
possibilità di ricusarlo attraverso un determinato procedimento
B. GARANZIA DEL GIUDICE NATURALE--> evitare che una controversia possa essere
rimessa ad un organo giudiziario creato appositamente per giudicarla.
Art. 25 COST: nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per
legge
Giudice precostituito per legge: giudice istituito secondi criteri generali fissati in
anticipo e non in vista di singole controversie
-->Questa regola serve per non avere la possibilità di scelta del giudice anche se
ci sono delle deroghe
ESEMPIO 1: controversie contrattuali
ESEMPIO 2: Nei casi in cui ci sono più attori e più convenuti (processi
litisconsortili) “se vengono citate tre persone di tre città diverse la legge
permette di scegliere dove instaurare il giudizio”. Per eludere l’art. 25 COST si
simula un litisconsorzio, la legge però
rifiuta la domanda con convenuto fittizio perché é contraria all’art. 25 COST

C. DIRITTO DI ACCESSO AI TRIBUNALI


Art. 24 COST:Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e
interessi legittimi.
(1° Comma)--> norma costituzionale che da voce al principio della domanda
Ci sono casi in cui l’istanza della domanda non é sull’iniziativa di una delle parti
ma su iniziativa del PM-->situazioni legate soprattutto ad interessi familiari o che
riguardano un interesse collettivo per cui l’azione prescinde dall’interesse del
singolo
Differenza tra diritto e interesse legittimo: interesse legittimo riguarda i rapporti
con la pubblica amministrazione (ha poteri discrezionali che devono essere spesi
senza violare la legge), quando l’amministrazione ha un potere discrezionale da
spendere rispettando delle regole, se queste regole sono disattese nasce un
interesse legittimo in capo ad un soggetto leso dalla PA
Ordinamento prevede una distinzione di giurisdizione, bisogna andare nella giusta
giurisdizione per porre una specifica domanda.

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-->arbitrato obbligatorio (INCOSTITUZIONALE): legge permette di deferire la


controversia a dei giudici privati (arbitri), questo spetta alle parti. In passato
invece ad esempio per gli appalti pubblici era obbligatorio ricorrere all’arbitrato
(corte costituzionale ha dichiarato l’arbitrato obbligatorio incostituzionale perché
viola l’art. 24 impedendo di andare in giudizio rivolgendosi a un giudice)
Ci sono situazioni in cui prima di andare in giudizio é necessario compiere prima
un’adempimento (notiziare l’assicuratore e non si può andare in giudizio prima
che siano passati 60gg)
▪ Mediazione--> questioni di carattere successorio, non si può andare
subito dal giudice. Processo in cui si cerca di arrivare a una soluzione
“amichevole”. Quando la legge impone questo non viola l’art. 24 perché
non vieta di andare in giudizio ma impone la mediazione PRIMA del
giudizio. Questo serve per cercare di diminuire il numero di processi, i
ruoli dei magistrati si addensano e quindi il processo non riesce più a
dare soluzioni in tempi ragionevoli. Nel 2010 la norma era stata
dichiarata incostituzionale per eccesso di delega perché per la
mediazione non sono necessari gli avvocati, salvo poi essere reinserita
con modifiche
Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e
difendersi davanti ad ogni giurisdizione.
NB: tutti possono agire in diritto ma i diritti vanno difesi in maniera opportuna,
con le opportune tutele
La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari
Quando il professionista sbaglia la scelta giudiziale, paga di tasca sua perché é
tutta responsabilità professionale (ritardo nella consegna delle prove utili alla
cancelleria)
NB: Mutamenti di carattere giurisprudenziale possono portare alla commissione di
errori. Una norma può essere interpretata in modi diversi e scegliere tra varie
soluzioni, se fino a un certo momento storico si é utilizzata una certa soluzione
tra le possibili interpretazioni, a volte può capitare che i giudici di cassazione
cambino idea su un determinato tipo di interpretazione e preferiscano applicarne
un’altra, il cambiamento dell’interpretazione “in corsa” può creare difficoltà
all’avvocato. Mutamento interpretativo nelle regole processuali e molto
pericoloso perché si può portare alla commissione di errori e per questo
nell’ambito processuale il mutamento di interpretazione deve essere per i casi
dell’avvenire
NB: divieto di autotutela: funzionale a garantire la pace sociale, viene garantito
anche a livello costituzionale
D. PRINCIPIO DEL CONTRADDITTORIO--> giudice non può procedere ne giudicare
senza aver chiamato davanti a se tutte le parti per ascoltare le loro ragioni.
Esigenza di giustizia dare a tutte le parti l'occasione è possibilità di difendersi
prima che il giudice pronunci il giudizio
Nel processo ci deve essere il contraddittorio: componente ineliminabile del
processo
Art 24 COST: La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del
procedimento.
Art. 111 COST: ogni processo di deve svolgere nel contraddittorio delle parti
Art. 101 CodProcCiv: principio del contraddittorio va inteso come necessità che
alle parti sia data una possibilità effettiva di discussione e trattazione su tutte le
singole questioni che possono rilevare per la decisione della causa.
Specificamente per le questioni rilevabili d’ufficio che il giudice ritenga di porre a
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fondamento della decisione, il giudice ha il dovere di concedere alle parti dei


termini per la loro trattazione e discussione
NB: non si può fare un processo se il contraente non é stato messo nelle
condizioni di partecipare--> ECCEZIONE: ci sono alcune deroghe che però non
violano il dettame costituzionale
E. GIUDIZIO DEVE COMPIERSI IN UN TEMPO RAGIONEVOLE
Art 111 COST: La legge ne assicura la ragionevole durata
ragionevole durata: la ragionevole durata si ha se il processo rimane racchiuso
nell’arco di un triennio, nel caso in cui così non fosse si ricorre alla Legge Pinto
(89/2001) che ha lo scopo di far avere ristori economici alle parti in caso di
processo di durata superiore al triennio. Diritto si esercita mediante domanda da
proporsi al Presidente della Corte d’Appello entro il temine di decadenza di 6
mesi dal momento in cui il procedimento si è concluso con provvedimento
divenuto definitivo
F. PROCESSO DEVE SVOLGERSI IN MODO EQUO-->ponendo le tute le parti nella
condizione di poter far valere e difendere adeguatamente le proprie ragioni
Art. 111 COST: giusto processo deve svolgersi in condizione di parità tra le parti
G. PUBBLICITÀ DEL GIUDIZIO-->consentire il controllo dell’opinione pubblica
sull’esercizio della giurisdizione, salva la possibilità di ESCLUSIONE DEL PUBBLICO
dalle udienze per varie ragioni (buon costume, ordine pubblico)
Art. 128 CodProcCiv: deve essere pubblicata l’udienza in cui si discute la causa
Art. 133 CodProcCiv: la sentenza é resa pubblica mediante deposito in cancelleria

GIURISDIZIONE ORDINARIA
La funzione giurisdizionale é esercitata in materia civile e penale dagli organi giudiziari
“ordinari”, chiamati anche magistratura:
o Giudice di Pace--> organi unipersonali
o Tribunale--> organi che possono essere unipersonali o collegiali
o Corte d’Appello--> organi collegiali
o Corte di Cassazione--> organi collegiali
-->alla giurisdizione civile ordinaria appartengono tutte le materie non espressamente
escluse e ha ad OGGETTO rapporti giuridici di natura privata e pubblica dai quali si
originano diritti soggettivi a favore dei titolari

LIMITI ALLA GIURISDIZIONE ORDINARIA


1. Confini che la giurisdizione italiana impone a se stessa nei suoi rapporti con
l’estero
2. Poteri della Pubblica Amministrazione
3. Specialità sulla controversia

-->Giurisdizione Italiana<--
NB: lo stato non può non tenere conto dell’esistenza degli altri Stati, aventi anche essi
propri organi giurisdizionali perciò non ha ragione di interessarsi di controversie
estranee al proprio ambito di sovranità e di sottoporre ai giudici controversie che
non riguardino la vita concreta ed effettiva del paese.
CODICE PROC. CIVILE 1942:
-->criterio della cittadinanza del convenuto

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• Cittadino italiano poteva essere in ogni caso convenuto davanti a giudici italiani
indipendentemente da qualsiasi nesso di collegamenti della lite con il territorio
italiano.
• Straniero nom era soggetto alla giurisdizione italiana a meno che non fossero
ricorrenti situazioni relative al soggetto straniero, tali da collegare la vicenda
litigiosa con l’ordinamento italiano. Questi elementi vengono denominati
momenti o criteri che si distinguono in
Subiettivi: si riferiscono ai soggetti
Obiettivi: si riferiscono alla controversia
Questi elementi servono a determinare se la competenza é giurisdizionale o
internazionale
LEGGE 218/1995--> Legge di riforma del diritto internazionale privato
Abroga gli articoli 2, 3, 4, 37 2° Comma del CodProcCiv
-->abbandonato il criterio generale della cittadinanza del convenuto, viene data
rilevanza alla residenza o domicilio del convenuto. Giurisdizione autorità italiana
sussiste indipendentemente dalla cittadinanza del convenuto se costui ha la residenza o
il domicilio sul territorio dello Stato, di conseguenza giurisdizione di un giudice italiano
può non sussistere nei confronti di un cittadino italiano domiciliato all’estero
Criteri aggiuntivi idonei a determinare la giurisdizione italiana:
❖ Materia Contrattuale: se in Italia deve essere eseguita o é stata eseguita
l’obbligazione dedotta in giudizio, indipendentemente da residenza/domicilio
❖ Illecito: se in Italia é avvenuto l’evento dannoso
NB: queste competenze speciali fanno parte di un Regolamento della CE (Regolamenti di
Bruxelles) e possono essere applicate sia a soggetti che hanno il domicilio in uno Stato
contraente del regolamento sia in uno Stato non europeo purché l’oggetto della
controversia rientri nelle materie regolate dal testo comunitario (art. 3 ln 218/1995)
NB: in caso di materie estranee al regolamento comunitario la giurisdizione é del giudice
del luogo di residenza dell’attore nei confronti del convenuto straniero NON avente ne
residenza ne domicilio in Italia. Le materie sono:
a) Nullità, annullamento, separazione personale e scioglimento del matrimonio se
uno dei due coniugi é cittadini italiano
b) Filiazione, rapporti personali tra genitori/figli, se uno dei genitori o il figlio é
cittadino italiano o risiede in Italia
c) Materia successoria se il defunto era cittadino italiano al momento della morte

Art 5 CodProcCiv: Perpetuatio Iurisdictiones--> stato di fatto e legge che esiste al


momento in cui la domanda é stata proposta, tutte le modificazioni successive sono
irrilevanti sia per la giurisdizione che per la competenza (frazione della giurisdizione)
Art 8 218/95:Se la domanda é posta a un giudice privo di giurisdizione o competenza e
successivamente interviene una disposizione normativa che attribuisce o la giurisdizione
o la competenza. In questo caso la sopravvenuta legge ha un effetto salvifico sul
processo perché va a sanare una situazione errata in origine rendendo corretto il giudice
sotto il profilo della giurisdizione o competenza
-->DEROGABILITÀ DELLA GIURISDIZIONE ITALIANA
Codice Procedura Civile prevedeva l’INDEROGABILITÀ DELLE COMPETENZE
GIURISDIZIONALI (art. 2 CodProcCiv): Nel disegno originario la giurisdizione era visto
come l’esercizio della sovranità: non erano previste interferenze straniere
Giurisdizione incontra dei limiti rispetto alla giurisdizione straniera, convenuto straniero
può essere convenuto in giudizio solo se ci sono dei particolari aspetti.
NB: Il giudice italiano non ha giurisdizione quando il convenuto é uno stato straniero
quando la questione é legata allo IUS IMPERI
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ESEMPIO: incidente nella zona di Cernis, un caccia americano aveva tranciato i cavi di
una funivia, oppure anche per la questione dei Bond Argentini, oppure persone lese in
tempo di guerra (II GUERRA MONDIALE)--> se in questi casi vi é l’esercizio dello ius
imperi il giudice italiano non ha giurisdizione come nel caso del Cernis (esercitazione dei
caccia sono esercizio di ius imperi) così come nel caso dei Bond argentini mentre nel
caso del risarcimento dei danni di guerra é stata concessa la giurisdizione perché in
questo caso vi é la lesione dei diritti fondamentali e inviolabili.
LEGGE 218/1995--> abroga l’art 2 CodProcCiv che proclamava l’inderogabilità per
accordo tra le parti della giurisdizione italiana a favore della giurisdizione straniera
Art. 4 ln218/1995: stabilisce l'accettazione e deroga della giurisdizione:
1. Giurisdizione sussiste anche se in realtà fa difetto in base ai criteri dell’art. 3
ln218/1995 se viene:
• ACCETTAZIONE ESPRESSA: le parti l’abbiano convenzionalmente accettata
e l’accettazione sia provata per iscritto oppure se il convenuto “compare
in processo senza eccepire il difetto nel primo atto difensivo”
• ACCETTAZIONE TACITA: mancata e tempestiva eccezione da parte di chi ne
avrebbe interesse
2. Giurisdizione italiana può essere oggetto di deroga convenzionale a favore di
giudice/arbitro straniero purché la deroga sia provata per iscritto e la causa verta
su diritti disponibili.
NB: la deroga non ha effetto se la normativa interna prevede una competenza
territoriale inderogabile (materia di lavoro)
Art. 5 ln 218/1995: non sussiste giurisdizione italiana rispetto ad azioni reali aventi ad
oggetto beni immobili situati all’estero, deve inoltre ritenersi inefficace l’eventuale
deroga convenzionale alla giurisdizione italiana a fronte di azioni relative a immobili
situati in Italia
-->LITISPENDENZA ALL’ESTERO (giurisdizione italiana)
Art. 3 CodProcCiv: (abrogato) irrilevanza per l’ordinamento italiano della pendenza
davanti a un giudice straniero della medesima causa o di altra con questa connessa
Giudizio che pende davanti a due giudici di due stati diversi, in questo caso il giudice
italiano andava avanti senza tenere conto del giudicato straniero
Un cittadino straniero non poteva essere convenuto davanti a un giudice italiano anche
se residente o avente domicilio in Italia
Art. 7 Legge 218/1995--> giudice italiano, davanti al quale sia eccepita la previa
pendenza dinanzi a giudice straniero di domanda avente il medesimo oggetto e il
medesimo titolo, sospende il giudizio se ritenga che il provvedimento straniero possa
produrre effetto per l’ordinamento italiano
-->provvedimento di sospensione subordinato alla ricorrenza di due requisiti:
▪ Giudizio pendente all’estero sia anteriore a quello iniziato in Italia
▪ Valutazione dell’idoneità del provvedimento straniero a produrre
effetti nell’ordinamento italiano

-->ESENZIONE DELLA GIURISDIZIONE


In virtù di una norma di diritto internazionale a cui il diritto italiano si conforma (art. 10
COST) sono esenti dalla giurisdizione gli Stati in tutto ciò che costituisce esercizio della
sovranità. La giurisdizione italiana si applica con le stesse limitazioni stabilite nei
confronti dello straniero, quando la loro attività riguarda rapporti di diritto primato

-->LIMITI DELLA GIURISDIZIONE NEI CONFRONTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

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Al singolo non spetta né un diritto soggettivo, né un interesse legittimo ma un interesse


semplice che NON può essere fatto valere dinanzi ai giudici--> IMPROPONIBILITÀ
ASSOLUTA DELL’AZIONE
NB: questo limite alla giurisdizione ordinaria é stabilito nelle materie soggette
all’insindacabile disciplina discrezionale della Pubblica Amministrazione

-->GIURISDIZIONI SPECIALI
Limite alla giurisdizione ordinaria
• Giurisdizione amministrativa: la PA non ha necessità di rivolgersi al giudice per
ottenere dai cittadini l’adempimento dei propri obblighi perché dispone del
potere di costringerli ad obbedire ai suoi atti
Interesse Legittimo: interesse di un soggetto trova indirettamente protezione
nella legge perché si trova a coincidere con un interesse pubblico che la legge
intende tutelare nel disciplinare l’esercizio del potere della PA: di conseguenza
l’inosservanza della norma lede, insieme con l’interesse pubblico, anche
l’interesse del singolo
➔ Tribunale Amministrativo Regionale e Consiglio di Stato provvedono alla tutela
nei confronti della PA degli interessi legittimi
Giurisdizione esclusiva: materie indicate all’art. 133 L.n. 104/2010, materie in
cui la giurisdizione ordinaria civile per le cause che hanno ad oggetto diritti
soggettivi contro la pubblica amministrazione sono devolute al TAR e al Consiglio
di Stato (materia urbanistica ed edilizia, controversie in tema di pubblici servizi)
• Altre giurisdizioni: secondo articolo 102 COST Le giurisdizioni speciali esistenti
dovevano essere sottoposte a revisione nel termine di 5 anni, non essendo
successo la giurisprudenza ha affermato che questo termine non risulta perentorio
e perciò sia da considerarsi legittima la continuazione delle loro attività

DIFETTO DI GIURISDIZIONE
presupposto processuale=giurisdizione.
-->situazione in cui si trova il giudice ordinario in conseguenza alle limitazioni poste al
suo potere dalle ipotesi dall’art. 37 CodProcCiv e cioè:
▪ Nei confronti di soggetti con domicilio all’estero
▪ Nei confronti della PA
▪ Nei confronti delle giurisdizioni speciali
Art 37 CodProcCiv:Il difetto di giurisdizione può essere rilevato, in qualunque stato e
grado del processo, soltanto dal convenuto costituito che non abbia espressamente o
tacitamente accettato la giurisdizione italiana. È rilevato dal giudice d'ufficio, sempre
in qualunque stato e grado del processo, se il convenuto è contumace, se ricorre
l'ipotesi di cui all'articolo 5, ovvero se la giurisdizione italiana è esclusa per effetto di
una norma internazionale.
NB: Il giudice prima di entrare nel merito della questione guarda se vi sono i presupposti
processuali.
-->Difetto di giurisdizione era rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado del procedimento,
ovvero teoricamente può essere rilevato anche in Cassazione.
Se la parte tace il difetto può essere rilevato d’ufficio dal giudice in qualsiasi stai e
grado compreso appello e Cassazione. Questa regola va bene in un contesto dove la
giurisdizione era ritenuta un elemento rappresentativo della sovranità
Fa eccezione all’art 37 CodProcCiv il difetto di giurisdizione nei confronti di persona con
domicilio all’estero e deve farlo nel primo atto o prima difesa utile se si ritiene che il
giudice italiano non abbia giurisdizione --> limitazione viene meno se il convenuto

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accetta la giurisdizione italiana (accettazione tacita non eccependo il difetto di


giurisdizione del giudice italiano)--> Legge 218/95 art. 11
Il difetto può essere rilevato d’ufficio dal giudice per azioni reali relative ad immobili
situati all’estero o proprio riguardo agli immobili stessi (situati all’estero) se il

CONTUMACIA-->un soggetto citato in giudizio non si costituisce, costituzione in giudizio é la


presentazione che la parte convenuta fa di se stessa davanti all’autorità giudiziaria presentando gli atti
e documenti utili alla causa (anche l’attore deve presentarsi e portare documenti e iscrivere la causa al
ruolo altrimenti anche lui risulta contumace). La presenza si intende presenza all’udienza
Post 218/95 la giurisprudenza ha cominciato ad affermare che nelle giurisdizioni domestiche bisogna
vedere se il giudice di primo grado ha fatto una pronuncia sulla giurisdizione che é stata impugnata o
meno

convenuto é contumace

Se la pronuncia non é stata impugnata il giudice del grado superiore non può rilevare
nulla. Art. 37 CodProcCiv si applica solo se sulla questione il giudice non si é pronunciato
o se la questione di giurisdizione é stata impugnata
Pronuncia Implicita: limite all’applicazione art 37 CodProcCiv quando giudice (di primo
grado o appello) abbia pronunciato sul merito senza che abbia formato oggetti di
impugnazione la pur implicita affermazione d’essere, quel giudice, dotato di
giurisdizione sulla causa a lui proposta

REGOLAMENTO DI GIURISDIZIONE--> art 41 CodProcCiv


Mezzo per ottenere più rapidamente una decisione definitiva sulla giurisdizione, PRIMA
che sulla questione si pronuncino i giudici investiti della causa. Anziché farla decidere al
giudice ciascuna delle parti può farla decidere direttamente alla Corte di Cassazione la
cui decisione é vincolante per ogni giudice ed esclude qualunque ulteriore
discussione sul punto decisivo anche in un altro processo
Ciascuna parte può chiedere proprio perché c’e un interesse delle parte attrice a
chiedere se c’e giurisdizione o meno per evitare uno spreco di tempo e per questo
che non è un metodo di impugnazione perché si fa valere finché il processo non é
ancora terminato e la causa non é decisa nel merito
NB: regolamento di giurisdizione ha l’effetto di provocare direttamente il giudizio delle
Sezioni Unite senza attendere che la causa vi pervenga tramite la trafila di impugnazioni
-->uso abusivo del regolamento da parte dei soggetti convenuti, spesso propensi a
sollevare questioni (pur palesemente infondate) di giurisdizione al solo fine di provocare
la sospensione del processo è così il suo rallentamento. Legislatore é intervenuto
affermando che con regolamenti di giurisdizione il giudice che si deve esprimere nel
merito può anche decidere di non sospendere il processo sul merito quando si ritiene
che la questione di giurisdizione sia palesemente inammissibile e la causa va avanti. Se
la corte di cassazione afferma che la giurisdizione non c’é si perde tutto ciò che é stato
fatto
-->Regolamento di giurisdizione non é un mezzo di impugnazione--> Si tratta di un
mezzo eccezionale e straordinario per sostituire al giudizio del giudice della causa
quello dell’organo supremo; perciò la decisione della Corte Suprema appartiene al
procedimento di primo grado e non pregiudica in alcun modo la questione di merito ne
qualsiasi altra questione della causa (art. 386 CodProcCiv)
NB: il regolamento di giurisdizione é proponibile soltanto finche la causa non sia decisa
nel merito del processo di primo grado. Decisa nel merito é intesa come atta a

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precludere la proposizione del regolamento qualsiasi pronuncia decisoria emessa in


primo grado anche se relativa a questioni di rito o alla stessa questione di giurisdizione.
Art 41 CodProcCiv: Finché la causa non sia decisa nel merito in primo grado, ciascuna
parte può chiedere alle sezioni unite della Corte di cassazione che risolvano le
questioni di giurisdizione di cui all'articolo 37 CodProcCiv(1).
-->Regolamento di competenza é un mezzo di impugnazione ordinaria mentre il
regolamento di giurisdizione non lo é perché il regolamento può essere chiesto solo
finché la causa non é decisa nel merito. Nel regolamento di competenza si va ad
impugnare il provvedimento che chiude il processo. La decisione della corte di
cassazione sulla giurisdizione é VINCOLANTE
-->Anomalo il fatto che ciascuna parte possa chiedere il regolamento di giurisdizione,
questo però permette anche all’attore verificare se realmente il giudice che ha scelto
per proporre la domanda ha la giurisdizione per potersi nel merito
L'istanza si propone con ricorso a norma degli articoli 364 e seguenti, e produce gli
effetti di cui all'articolo 367 (2).
La pubblica amministrazione che non è parte in causa può chiedere (3) in ogni stato e
grado del processo che sia dichiarato dalle sezioni unite della Corte di cassazione il
difetto di giurisdizione del giudice ordinario a causa dei poteri attribuiti dalla legge
alla amministrazione stessa, finché la giurisdizione non sia stata affermata con
sentenza passata in giudicato [324] (4).
Regolamento veniva sempre usato dalla PA in maniera abusiva per lasciare in stand-by il
processo
QUESTIONE DI LEGITTIMITÀ--> Cassazione giudice di legittimità: funzione nomofilattica;
quando si va in cassazione, essa svolge una funzione che permetta di consentire la
chiara e uniforme interpretazione della legge. Corte stabilisce in via definitiva se vi é o
meno la giurisdizione
Quando si va in cassazione con i mezzi di impugnazione ordinari (art 360 CodProcCiv :
motivazioni dell’impugnazione) e la cassazione dà ragione alla parte che fino a quel
momento era “nel torto” (in tutte le sedi non gli é stato rilevato il difetto di
giurisdizione) e quindi viene tolta la giurisdizione che essendo un presupposto del
processo, quest’ultimo crolla e la sentenza viene cassata per mancanza di giurisdizione.
NB: Differenza tra utilizzo art 41 e l’utilizzo dei mezzi di impugnazione sono i tempi più
brevi in cui si riceve un giudizio da parte della Cassazione sulla giurisdizione

TRASLATIO IUDICII--> decisione sulla giurisdizione


La causa può essere nuovamente iniziata avanti al giudice straniere o al giudice speciale
italiano munito di giurisdizione, questa possibilità non ci sarà se é stato rilevato un
difetto di giurisdizione ASSOLUTO, dovuto a improponibilità della domanda.
-->Sanatoria del difetto di giurisdizione per i casi in cui sia in gioco il riparto di
giurisdizione tra giudici ordinari e speciali
-->L.n. 69/2009: il giudice che, in materia civile, amministrativa, contabile, tributaria
o di giudici speciali, dichiara il proprio difetto di giurisdizione indica altresì, se
esistente, il giudice nazionale che ritiene munito di giurisdizione. La pronuncia sulla
giurisdizione resa dalle Sezioni Unite della Cassazione è vincolante per ogni giudice e
per le parti anche in altro processo
-->dopo il passaggio in giudicato della pronuncia che dichiara il difetto di giurisdizione vi
é un termine di tre mesi (dal passaggio in giudicato della pronuncia declaratoria di
giurisdizione) entro il quale la domanda può essere riproposta davanti al giudice dotato
di giurisdizione. Due vantaggi se il termine viene rispettato:
• Non si potrà sollevare la questione di giurisdizione davanti al secondo giudice

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• Effetti processuali e sostanziali della domanda restano collegati al momento


dell’inizio della causa davanti al primo giudice
-->in mancanza di riassunzione, si verifica l’estinzione del processo
NB: imposto al giudice che declina la giurisdizione di indicare sempre qual é il giudice
che ritiene fornito di giurisdizione
GIURISDIZIONE COSTITUZIONALE
-->Corte Costituzionale: affidato in via esclusiva il controllo della costituzionalità delle
leggi, limita il potere dei giudici ordinari e speciali
NB: se in un giudizio sorge un dubbio sulla legittimità costituzionale di una norma di
legge che dovrebbe trovare applicazione nel giudizio stesso, e se la questione non é
infondata, il giudice deve sospendere il processo è rimettere la decisione sulla
questione alla Corte Costituzionale (art. 134 COST)
-->Corte effettua un controllo di legittimità in via incidentale
-->Quando la Corte dichiara l’illegittimità costituzionale di una norma, questa cessa di
avere efficacia per tutti e a tutti gli effetti dal giorno successivo alla pubblicazione della
decisione

ARBITRATO
Le parti possono sottrarre una loro causa alla cognizione del giudice se convengono di
farla decidere da arbitri di propria scelta. Esistono due tipi di arbitrato
a) Arbitrato rituale: art 806 ss CodProcCiv--> gli arbitri pronunciano una decisione
chiamata LODO, che sin dalla sua pronuncia ha efficacia vincolante per le parti e
può acquistare forza di titolo esecutivo mediante un decreto dell’autorità
giudiziaria
NB: per far decidere la controversia da arbitri rituali le parti devono stipulare un
accordo che può avere due forme:
o COMPROMESSO: stipulato dalle parti quando già é sorto il contrasto, con il
fine di farlo decidere agli arbitri anziché al giudice (art. 806 CodProcCiv)
o CLAUSOLA COMPROMISSORIA: stipulata dalle parti in occasione di un
contratto concluso tra le stesse, quando queste intendono far decidere a
un arbitro anziché a un giudice le controversie che potranno sorgere dal
contratto stesso (art. 808 CodProcCiv)
b) Arbitrato irrituale: prevede esplicitamente che le parti possiamo stabilire che la
controversia sia definita dagli arbitri mediante la determinazione contrattuale.
Per far valere quanto stabilito dal lodo, la parte interessata deve adire l’autorità
con i medesimi strumenti processuali che sono a sua disposizione per far valere
quanto previsto in qualsiasi contratto

GIURISDIZIONE E RAPPORTI INTERNI (Art. 11 CodProcCiv)


Davanti al giudice amministrativo si possono discutere anche su diritti soggettivi, il
giudice amministrativo ha giurisdizione anche per quanto riguarda i diritti soggettivi
(questioni urbanistiche, pubblico impiego); inizialmente si andava dal giudice
amministrativo solo per quello che concerneva interessi legittimi
Corte Costituzionale 2004: contesta il criterio di semplificazione scelto dal legislatore e
la dichiara incostituzionale.
Differenza tra diritto e interesse legittimo: interesse legittimo riguarda i rapporti con la
pubblica amministrazione (ha poteri discrezionali che devono essere spesi senza violare
la legge), quando l’amministrazione ha un potere discrezionale da spendere rispettando
delle regole, se queste regole sono disattese nasce un interesse legittimo in capo ad un
soggetto leso dalla PA
NB: Dal ’98 la giurisdizione dei rapporti di lavoro é stata devoluta al giudice civile
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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

Hanno rilevanza le situazione che hanno a che fare con la declaratoria di


incostituzionalità.
Se il decreto non viene convertito nei tempi in legge é come se non ci fosse mai stato

Art. 2-3-4 del CodCiv sono stati abrogati con la legge del 1995
Le parti si aspettano che venga promosso un provvedimento che accolga la domanda
della parte che l’ha posta. Provvedimento diventa definitivo quando non sarà più
impugnabile. Provvedimento viene impugnato quando il provvedimento non ci soddisfa
appieno; ci sono dei termini per impugnare il provvedimento. Finché il processo rimane
aperto la questione non é stabile, quando viene chiuso il provvedimento diventa cosa
giudicata e di conseguenza diventa stabile.
La decisione del giudice non esclude che la questione possa esser rimessa in discussione
Le decisioni del giudice non riguardano solo questioni di litigiosità, può riguardare anche
la gestione del patrimonio di un minore
Esempio: un figlio minorenne eredita da un miliardario un’ingente quantità di denaro, i
genitori gestiscono il patrimonio del minore ma non possono gestirlo autonomamente,
per la vendita di un immobile bisogna prima passare dal giudice, nonostante il padre e la
madre siano d’accordo per questo atto di disposizione é necessario passare dal giudice
tutelare
--> definizione giurisdizione:

• Anni 50: INCOMUNICABILITÀ DELLE GIURISDIZIONI: giurisdizione divisa in plessi


giurisdizionali, ci sono diversi ambiti giurisdizionali (civile, amministrativa,
tributaria, penale, contabile, militare, costituzionale). I vari plessi giurisdizionali
non possono comunicare ( tra di loro e ognuno ha il proprio ambito
ESEMPIO: avvocato ha proposto una domanda alla giurisdizione civile per un
interesse legittimo (spetta alla giurisdizione amministrativa), se sbagliavi
giurisdizione venivi mandato in una giurisdizione giusta e potevi far valere il tuo
interesse legittimo solo se erano ancora validi i limiti temporali, se questi erano
superati l’interesse non poteva più essere fatto valere.
• 1995: legge processuale 218--> abroga gli articoli 2-3-4 del CodProcCiv
cambia la nozione classica, possibilità di poter derogare la nozione classica per
quanto riguarda il convenuto straniero. Le parti possono derogare in forma scritta
in favore di giudici Esteri e anche in favore di arbitrati esteri, purché sia
esplicitato questo fatto tra le deroghe
Litispendenza viene considerata positivamente, l’attività giurisdizionale di uno
stato straniero viene tenuta in considerazione sempre tenendo conto dei
regolamenti CE
É possibile convenire in giudizio uno straniero che abbia domicilio o residenza in
Italia sempre tenendo conto dei regolamenti CE
• 2004 in poi: é stato stravolto il dogma dell’incomunicabilità delle giurisdizioni,
tra la giurisdizione amministrativa e civile, tra tributaria e civile, la
comunicabilità ha l’effetto di portare un ben ficco ovvero la domanda giudiziale
produce degli effetti: impedimento della decadenza e altri effetti che sono
chiamati EFFETTI SOSTANZIALI E PROCESSUALI DELLA DOMANDA. Gli effetti della
domanda giudiziali rimangono fermi

DIFETTO ASSOLUTO DI GIURISDIZIONE


MAGISTRATURA: persone che compongono gli organi che compongono l’autorità
giudiziaria vengono definiti magistrati
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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

Art. 104 COST: la magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni


altro potere
-->indipendenza della magistratura allo scopo di metterla al riparo da indebite pressioni
degli altri poteri dello Stato e dei privati--> CSM organo al quale é conferito
l’autogoverno della magistratura (assunzione, assegnazione, trasferimenti ecc)
Art. 106 COST: giudici sono nominati per concorso è inoltre sono INAMOVIBILI, cioè non
possono essere dispensari dal servizio ne trasferiti senza il loro consenso

GIUDICE
Giudice di primo grado:
• Giudice di pace: introdotto con la legge 374/91. Nominato all’incarico dopo un
giudizio di idoneità che deve accertare l’esistenza di alcuni requisiti. Presta il suo
servizio per quattro anni (magistrato onorario)
• Tribunale: giudice di tribunale è un magistrato dipendente dallo stato a tempo
indeterminato. Accede all’incarico tramite concorso pubblico e cessa il ruolo solo
per: dimissioni volontarie, anzianità o a seguito di provvedimento disciplinare
Giudice di secondo grado:
Corteo d’appello
Giudice di legittimità:
✓ Corte di Cassazione: unica per tutto il territorio nazionale

COMPETENZA
Competenza è la quantità di giurisdizione assegnata in esercizio a ciascun organo.
-->le norme che la definiscono hanno lo scopo di distribuire equamente tra i diversi
giudici il carico delle controversie sottoposte alla giurisdizione ordinaria
-->Mancanza di competenza impedisce al giudice di decidere nel merito, ma lo vincola,
al contempo, ad indicare il giudice davanti al quale il processo può continuare, se
tempestivamente riassunto
-->Competenza determina in quali casi e nei riguardi di quali controversie il giudice ha il
potere di provvedere. Determina in astratto il gruppo di controversie che sono
attribuite al giudice stesso
NB: per ciascuna possibile causa esiste un giudice competente--> giudice naturale. Nel
caso in cui ci sia più di un giudice competente si avrà competenza concorrente
-->Competenza presupposto processuale: requisito di validità del processo e dei suoi
atti; ne consegue che gli atti del giudice incompetente sono nulli
NB: art. 50 CodProcCiv-->Se la riassunzione della causa davanti al giudice dichiarato
competente avviene nel termine fissato nella ordinanza dal giudice e in mancanza in
quello di tre mesi dalla comunicazione della ordinanza di regolamento o della ordinanza
che dichiara l’incompetenza del giudice adito, il processo continua davanti al nuovo
giudice.
Se la riassunzione non avviene nei termini su indicati, il processo si estingue
-->Questione di competenza é trattata come preliminare e deve essere decisa prima di
ogni altra, prima solo la regolarità della domanda introduttiva
-->competenza si determina sulla base della domanda che viene proposta al giudice,
poiché su di essa egli si deve pronunciare per giudicarla fondata o infondata
NB: art. 5 CodProcCiv--> giudice deve pronunciarsi con riguardo alla legge vigente al
momento della proposizione della domanda, non hanno rilevanza i successivi mutamenti
della legge o dello stato medesimo, che farebbero venire meno la domanda
-->atteggiamento del convenuto nel processo può ampliare la materia di discussione
senza modificare/allargare l’oggetto della domanda ne spostare la competenza

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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

-->assegnazione della causa é fatta dal presidente del tribunale e non può essere
mutata, salvo che debbano riunirsi due cause pendenti davanti a sezioni diverse
D. Lgs. 51/1998--> i tribunali di maggiori dimensioni con sedi territorialmente
distaccate considerano queste ultime come mere articolazioni del medesimo
ufficio
NB: questione di competenza quella che sorge quando si discute se di una controversia
debbano conoscere i giudici ordinari o gli arbitri nominati dalle parti (eccezione di
arbitrato)
Art. 819-ter CodProcCiv: L'eccezione di incompetenza del giudice in ragione della
convenzione di arbitrato deve essere proposta, a pena di decadenza, nella comparsa di
risposta. La mancata proposizione dell'eccezione esclude la competenza arbitrale
limitatamente alla controversia decisa in quel giudizio.
CRITERI DI DISTRIBUZIONE DELLA COMPETENZA (CAP. 25)
-->Ordine Verticale: criterio per materia e per valore. Distribuire le cause tra gli organi
giudiziari di diverso tipo. Competenza distribuita tra giudice di pace e tribunale, dopo
la soppressione delle preture e il trasferimento delle relative competenze al tribunale
--> Ordine Orizzontale: criterio per territorio: distribuire le cause tra i molti organi del
medesimo tipo localizzati in luoghi diversi sul territorio dello stato. Dopo aver
determinato se una causa appartiene al giudice di pace o al tribunale, bisognerà
stabilire davanti a quale giudice di pace/tribunale la causa dovrà essere proposta
NB: distribuzione delle competenze é fatta dalla legge ed é inderogabile (art. 6
CodProcCiv--> competenza non può essere derogata per accordo delle parti, salvo nei
casi stabiliti dalla legge)
Criteri riferibili al PROCESSO DI PRIMO GRADO: quando questo sia esaurito, la
designazione del giudice competente per l’appello é data automaticamente dalla sede
del giudice di primo grado. Appello va sempre proposto al giudice immediatamente
superiore nella cui circoscrizione ha sede il giudice di primo grado

COMPETENZA PER VALORE (CAP. 26)


-->stabilita per il solo processo di cognizione e con riguardo al valore economico del
bene a cui si riferisce la domanda, nei limiti in cui esso é fatto oggetto della domanda
Art. 7 CodProcCiv: Il giudice di pace è competente per le cause relative a beni mobili di
valore non superiore a cinquemila euro, quando dalla legge non sono attribuite alla
competenza di altro giudice
-->al giudice di pace spetta anche la competenza mista: per materia ma con limite del
valore (valore della controversia non deve superare i 20.000€)
-->tribunale ha competenza residuale. Art. 9 CodProcCiv: Il tribunale è competente per
tutte le cause che non sono di competenza di altro giudice.
NB: base per la determinazione del valore di una causa é la domanda--> art. 10
CodProcCiv: Il valore della causa, ai fini della competenza, si determina dalla domanda
a norma delle disposizioni seguenti. A tale effetto le domande proposte nello stesso
processo contro la medesima persona si sommano tra loro
Criteri di determinazione valore della causa:
• Oggetto: esistenza/validità rapporto giuridico obbligatorio--> valore si determina
solo da quella parte che forma oggetto della domanda
• Oggetto: divisione--> valore si determina sulla base della massa attiva da dividersi
• Oggetto: beni mobili/somme di denaro--> valore si desume dalla somma indicata
o dal valore dichiarato dall’attore

COMPETENZA PER MATERIA (CAP. 27)


Art. 7 CodProcCiv: giudice di pace é competente qualunque ne sia il valore:
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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

1) per le cause relative ad apposizione di termini ed osservanza delle distanze stabilite


dalla legge, dai regolamenti o dagli usi riguardo al piantamento degli alberi e delle
siepi;
2) per le cause relative alla misura ed alle modalità d’uso dei servizi di condominio di
case;
3) per le cause relative a rapporti tra proprietari o detentori di immobili adibiti a civile
abitazione in materia di immissioni di fumo o di calore, esalazioni, rumori, scuotimenti
e simili propagazioni che superino la nomale tollerabilità;
3-bis) per le cause relative agli interessi o accessori da ritardato pagamento di
prestazioni previdenziali o assistenziali
Art. 9 CodProcCiv: Il tribunale è esclusivamente competente per le cause in materia di
imposte e tasse, per quelle relative allo stato e alla capacità delle persone e ai diritti
onorifici, per la querela di falso, per l’esecuzione forzata e, in generale, per ogni causa
di valore indeterminabile.
NB: al tribunale spettano tutte le competenze per materia che erano del pretore anche
se non espressamente dichiarato dalle singole norme

COMPETENZA PER TERRITORIO (CAP. 28)


Competenza per territorio distribuisce le cause tra i molti giudici uguali per tipo secondo
due diretti e principali:
❖ Facilitare la difesa delle parti, in particolare quella del convenuto
❖ Disporre che il processo si svolga davanti al giudice che, per la sua sede, possa
esercitare la sua funzione nella maniera più efficiente
-->Due diverse tipologie di competenza per territorio:
▪ Competenza territoriale semplice: se la norma si ispira la facilitare la difesa delle
parti la competenza può essere prorogata o derogata dalle parti
Legge stabilisce un foro generale--> foro del convenuto, davanti al quale una
persona può essere convenuta in giudizio per qualsiasi causa, almeno che non sia
espressamente deferita ad altro foro
➢ Art. 18 CodProcCiv: foro generale delle persone fisiche--> dove il
convenuto ha la residenza o il domicilio (se sconosciuti, dove ha dimora).
Se risultano tutti e tre sconosciuti, nel luogo in cui risiede l’attore
➢ Art. 19 CodProcCiv: foro generale persone giuridiche e associazioni--> sede,
stabilimento (con Rappresentante autorizzato a stare in giudizio per
l’oggetto della domanda). Società senza personalità giuridica e associazioni
non riconosciute hanno sede dove svolgono la loro attività in modo
continuativo
▪ Competenza territoriale funzionale: se la norma si ispira all’esercizio efficiente
da parte del giudice la competenza é improrogabile e inderogabile
Fori speciali esclusivi di carattere funzionale: improrogabili dalle parti
o Art. 25 CodProcCiv: cause in cui é parte un’amministrazione dello Stato-->
luogo in cui ha sede l’ufficio dell’avvocatura dello Stato
o Art. 26 CodProcCiv: cause per l’esecuzione forzata su cose mobili o
immobili--> luogo in cui le cose si trovano
o Art. 26-bis CodProcCiv: cause per espropriazione forzata di crediti-->
residenza/dimora/domicilio del terzo debitore
o Art. 27 CodProcCiv: cause di opposizione esecuzione/atti esecutivi-->luogo
dell’esecuzione
o Azioni possessorie--> luogo in cui é avvenuto il fatto denunciato ( si evince
da art. 27 CodProcCiv)

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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

Fori speciali facoltativi: concorrenti con il foro generale a scelta dell’attore


Art. 20 CodProcCiv: Per le cause relative a diritti di obbligazione è anche competente il
giudice del luogo in cui è sorta o deve eseguirsi l’obbligazione dedotta in giudizio. Per
luogo in cui é sorta l’obbligazione si intende:
o Obbligazione contrattuale-->luogo in cui fu concluso il contratto
o Obbligazione ex delicto--> luogo in cui si verificò l’evento dannoso
o Risarcimento danni inadempienza contrattuale--> luogo in cui doveva eseguirsi
l’obbligazione originaria
Fori esclusivi speciali: derogano anche al foro generale ma sono prorogabili dalle parti
✓ Art. 21 CodProcCiv: cause relative a diritti reali su beni immobili, apposizione di
termini e osservanza distanze legali nel piantamento alberi/siepi-->se l’immobili
é compreso in più circoscrizioni é competente ogni giudice in cui si trova una
parte dell’immobile
✓ Art. 22 CodProcCiv: cause ereditarie-->ultimo domicilio del convenuto
✓ Art. 23 CodProcCiv: cause tra soci e condomini--> luogo dove ha sede la società,
luogo dove si trovano i maggiori beni comuni del condominio
✓ Art. 24 CodProcCiv: cause relative a gestioni tutelarsi e patrimoniali--> luogo
dell’esercizio della tutela o amministrazione

MODIFICAZIONI DELLA COMPETENZA PER RAGIONE DI CONNESSIONE (CAP. 29)


-->Due azioni si dicono connesse quando hanno in comune almeno uno degli elementi di
identificazione (identità di soggetti, causa pretendi e petitum). Proposizione in un unico
processo allo scopo di farle decidere SIMULTANEAMENTE
Problema: azioni appartengono alla competenza di giudici diversi--> regole della
competenza subiscono alcune modificazioni (artt. 31-36 CodProcCiv): deroga alla
competenza per ragioni di connessione
• Cumulo Oggettivo: più domande proposte nello stesso processo, dallo stesso
attore, contro lo stesso convenuto e davanti a un giudice competente per tutte
per territorio; il valore della causa si ricava sommando il loro valore
• Cause Accessorie: valore della domanda accessoria si somma a quello della
domanda principale, possono essere presentate tutte e due riunite davanti al
giudice competente per territorio per la domanda principale (art. 31 CodProcCiv)
• Cumulo Soggettivo: domande di più attori contro più convenuti connesse per
titolo o oggetto possono proporsi in un unico processo.
NB: se le domande appartengono a giudici diversi possono essere proposte davanti
al giudice del luogo di residenza e domicilio di uno dei convenuti
• Cause di Garanzia: domanda di garanzia può essere proposta davanti al giudice
per la causa principale (anche se appartenente alla competenza di un altro
giudice)
NB: se la domanda di garanzia eccede la competenza per valore del giudice
adito, il giudice rimette entrambe le cause al giudice superiore assegnando alle
parti un termine perentorio per la riassunzione. Spostamento di competenza
possibile solo in caso di GARANZIA PROPRIA e non di GARANZIA IMPROPRIA
(legittima la riunione dei processi solo se appartengono alla competenza dello
stesso giudice secondo le regole ordinarie
• Accertamenti Incidentali: se l’accertamento incidentale non rientra nella
competenza del giudice davanti al quale pende la causa, causa principale deve
essere rimessa al giudice superiore che deve essere competente anche per la
causa pregiudiziale; giudice della causa PREGIUDIZIALE attrae a se anche la
causa principale (art. 34 CodProcCiv)

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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

NB: Causa Pregiudiziale: accertamento di una questione, debba fungere da


presupposto, logico o giuridico, a quello di una successiva, c.d. Pregiudicata
• Eccezione di Compensazione: quando in COMPENSAZIONE viene opposto un
credito il cui valore eccede la competenza del giudice adito, l’intera causa dovrà
essere rimessa al giudice superiore (art. 35 CodProcCiv)
• Cause Riconvenzionale: “con la domanda riconvenzionale, il convenuto
abbandona l’atteggiamento di mero contrasto della domanda dell’attore e cerca
di rendere il processo funzionale all’affermazione di un proprio diritto
soggettivo, tentando di ottenere dal giudice una pronunci costitutiva,
modificativa o estintiva”
Giudice competente per la causa principale può essere competente per la
domanda riconvenzionale se non eccede la sua competenza per materia o valore,
altrimenti la causa viene rimessa a un giudice superiore.
-->la riconvenzione è proponibile anche se apparterrebbe per territorio a un
giudice diverso (art. 36 CodProcCiv)
Art. 40 CodProcCiv Comma 6:le cause che sarebbero di competenza del giudice di pace
possono essere proposte innanzi al tribunale ai sensi degli artt. 31-36 CodProcCiv
-->Competenza del giudice di pace è sempre derogabile per ragione di connessione in
favore del tribunale

COMPETENZA ASSOLUTA E RELATIVA (CAP. 30)


1. COMPETENZA ASSOLUTA: improrogabili dalle parti
• Competenza per materia
• Competenza territoriale funzionale: cause previste art. 70 CodProcCiv
(cause matrimoniali, separazione coniugi), processi di esecuzione e di
opposizione alla stessa, processi cautelari, processi possessori e casi in cui
l’inderogabilità è disposta per legge
• Competenza per valore
2. COMPETENZA RELATIVA: prorogabile dalle parti--> competenza territoriale
semplice
Le parti possono accordarsi per derogare uno o più affari determinati e l’accordo
deve risultare da atto scritto

INCOMPETENZA (CAP. 31)


Art. 38 CodProcCiv: per tutte le ipotesi di incompetenza sono eccepite “a pena di
decadenza, nella comparsa di risposta tempestivamente depositata”, pertanto il
convenuto può sollevare la relativa eccezione solo entro un limite temporale molto
ristretto--> 20 giorni prima dell’udienza
NB: trascorso questo termine l’eccezione del convenuto è definitivamente preclusa
-->competenza non prorogabile per accordo delle parti (competenza per materia, valore
e territorio funzionale) la mancanza di competenza è rilevabile d’ufficio dal giudice
anche se il convenuto nulla abbia eccepito in proposito: limite temporale della prima
udienza di trattazione (giudice istruttore verifica d’ufficio la regolarità del
contraddittorio. Giudice ha il potere di correggere egli stesso i vizi)
-->competenza prorogabile tra le parti (competenza per territorio semplice) escluso il
potere di rilievo d’ufficio da parte del giudice se il convenuto non ha eccepito
tempestivamente la mancanza di competenza, la questione rimane preclusa e si ha una
proroga di competenza.
• Onere del convenuto: non può limitarsi a contestare la competenza territoriale
del giudice adito, ma dovrà positivamente indicare il luogo della sua residenza e
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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

così indirettamente l’ufficio giudiziario competenze a pena di inefficacia della


sua eccezione
-->Semplificazione della Decisione: decisione endoprocessuale che esonera il giudice
dal decidere sull’eccezione nel caso in cui l’attore aderisca all’eccezione del convenuto
(art. 50 CodProcCiv: riassunzione della causa)
Se la causa è riassunta entro 3 mesi davanti al giudice indicato, il processo
prosegue davanti a lui e la sua competenza non sarà più contestabile in alcun
modo
Se la causa NON è riassunta entro 3 mesi, il processo si estingue e l’indicazione
perde ogni efficacia avendo l’accordo tra le parti portata solo endoprocessuale e
non ha valore per un nuovo processo

ECCEZIONE DELLA LITISPENDENZA, CONTINENZA E CONNESSIONE (CAP.32)


Criteri che concorrono a determinare il giudice che nel singolo caso dovrà decidere la
causa
a. Litispendenza: pendenza del processo, problema che sorge quando la stessa
azione sia stata proposta in due diversi processi (aventi uguali parti, causa
petendi e petitum)
NB: situazione anomala perché su un dato oggetto non può esserci più di un
processo (ne bis idem) per evitare la formazione di due giudicati che possano
configgere tra di loro; pertanto:
▪ Due processi pendono di fronte a due giudici/uffici giudiziari diversi, il
giudice adito per secondo dovrà dichiarare con ordinanza la litispendenza e
disporre la cancellazione della causa dal ruolo
▪ Se due processi pendono davanti al medesimo ufficio giudiziario il giudice
ordina, anche d’ufficio, la riunione dei due processi (art. 237 CodProcCiv)
Litispendenza può dividersi in:
➢ Litispendenza semplice: litispendenza senza che un giudice ne sia
attualmente investito
➢ Litispendenza qualificata: pendenza di una lite davanti a un giudice
determinato
b. Continenza: parziale litispendenza, davanti a due giudici diversi pendono due
cause identiche quanto a soggetti e causa petendi, mentre il petitum è diverso
perché in una di esse è maggiore e contiene interamente l’altro. Art. 39 Comma
2 CodProcCiv stabilisce che:
o Se il giudice preventivamente adito è competente anche per la causa
proposta successivamente, il giudice di questa dichiara con ordinanza la
continenza e fissa un termine perentorio entro il quale le parti devono
riassumere la causa davanti al primo giudice
o Se il giudice preventivamente adito non è competente anche per la causa
successivamente proposta, la continenza e la fissazione del termine sono
da lui pronunciate
NB: anche la continenza DEVE essere dichiarata d’ufficio
c. Connessione: proposte davanti a giudici diversi più cause che per ragioni di
connessione possono essere decise in un unico processo, il giudice fissa con
ordinanza alle parti un termine perentorio per la riassunzione della causa
accessoria davanti al giudice della causa principale
-->Connessione non può essere eccepita dalle parti ne rilevata d’ufficio DOPO
la prima udienza

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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

NB: se le cause connesse pendono davanti al medesimo ufficio giudiziario si


applica l’art. 274 CodProcCiv con conseguente riunione d’ufficio in un unico
processo

FORMA DEI PROVVEDIMENTI CHE DECIDONO LE QUESTIONI DI COMPETENZA (CAP.33)


Legge 69/2009: sulla competenza il giudice deve decidere con ordinanza,
indipendentemente dal modo in cui la questione è stata sollevata
-->adozione motivazione più snella
NB: escluso il regime generale dell’ordinanza (inimpugnabilità, revocabilità e
modificabilità delle ordinanze nel corso del processo
Art. 42 CodProcCiv: ordinanza sulla competenza è soggetta ad impugnazione tramite il
regolamento di impugnazione
-->possibilità di adottare la forma dell’ordinanza è ammessa solo se la pronuncia è
limitata alla competenza: se insieme a tale questione il giudice decide altre questioni
che rendono necessaria la sentenza sarà esclusa la possibilità di pronuncia con una
ordinanza.
EFFICACIA DEI PROVVEDIMENTI CHE DECIDONO LA QUESTIONE DI COMPETENZA
Legge stabilisce alcune regole per le pronunce che decidono sulla questione di
competenza (emessa come ordinanza o sentenza)
• Pronunce soggette all’impugnazione speciale-->regolamento di competenza, in
via esclusiva o in concorso con l’impugnazione ordinaria
• Art. 50 CodProcCiv: riassunzione della causa
➢ Incompetenza dichiarata per ragioni di materia: giudice davanti al quale il
processo fu riassunto non può giudicare liberamente sulla propria
competenza ma deve chiedere il regolamento di competenza,
pronunciando ordinanza con disposizione di remissione alla cancelleria
della Corte di Cassazione
➢ Incompetenza dichiarata per ragioni di territorialità funzionale: pronuncia
che dichiara l’incompetenza del primo giudice rende incontestabile sia
l’incompetenza Che la competenza del giudice in essa indicato come
competente.

REGOLAMENTO DI COMPETENZA (CAP. 34)


Istituto per ottenere rapidamente una decisione VINCOLANTE sulla competenza-->Corte
di Cassazione
Due situazioni possono dare luogo al regolamento di competenza
1. Decisione del giudice adito sulla propria competenza non accettata dalle parti:
proposta di impugnazione (istanza del regolamento di competenza) che salta
l’istanza intermedia e arriva direttamente alla Corte di Cassazione
Regolamento necessario: se il regolamento si pronuncia solo sulla
competenza. Si ha regolamento necessario se: 1) il giudice si dichiara
incompetente, 2) se il giudice avendo anticipato la definizione della
questione abbia emesso un’ordinanza con cui si è limitato a dichiararsi
competente
Regolamento facoltativo: se il giudice nel dichiarasi competente si è
pronunciato anche sul merito della domanda o su questioni diverse dalla
competenza, provvedimento è soggetto sia la regolamento che
all’impugnazione ordinaria
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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

2. Conflitto virtuale di competenze: dopo la pronuncia di incompetenza, le parti


non l’abbiano impugnato e abbiano riassunto il processo davanti al giudice in essa
indicato.
-->Conflitto virtuale di competenze avviene nei casi di incompetenza per materia
o per territorio funzionale (improrogabile): essendo già stata emessa una
pronuncia di incompetenza, con una seconda pronuncia di incompetenza ci
troveremmo davanti a un conflitto negativo di competenza.
La legge impone al secondo giudice, nel caso in cui si ritenesse incompetente, di
non dichiarare l’incompetenza e richiedere d’ufficio il regolamento. In questo
modo il conflitto non arriva a concretizzarsi
Incompetenza per valore o territorio semplice: secondo giudice non può
richiedere il regolamento d’ufficio e rimane vincolato all’indicazione contenuta
nella pronuncia del primo giudice, in seguito alla quale il processo davanti a lui è
stato riassunto
-->richiesto il regolamento di competenza d’ufficio, le parti alle quali è comunicata tale
ordinanza possono nei 20 giorni successivi depositare scritture difensive e documenti
-->decisione della Corte sempre emessa con ordinanza resa in camera di consiglio che:
• Statuisce sulla competenza
• Da i provvedimenti necessari per la prosecuzione
-->pronuncia regolatrice della Corte di Cassazione vincola in modo assoluto alla propria
statuizione sulla competenza e conserva tale efficacia anche nel caso che il processo si
estingua e la stessa domanda venga ripresa ex novo

GARANZIA SPECIFICA DI IMPARZIALITA’ DEL GIUDICE E SUA RESPONSABILITA’


ASTENSIONE DEL GIUDICE (CAP. 35)
Giudice deve essere del tutto estraneo agli interessi che sono coinvolti nella causa e non
essere legato alle parti da particolari rapporti personali-->garanzia di imparzialità
Art 51 CodProcCiv: serie di fattispecie nelle quali è fatto obbligo al giudice di astenersi:
A. Se ha interesse nella causa o in altra vertente su identica questione di diritto
B. Se egli stesso o la moglie è parente fino al 4° grado, o convivente abituale di una
delle parti o dei difensori
C. Se egli stesso o la moglie ha causa pendente/grave inimicizia/rapporti di credito/
Debito con una delle parti o alcuno dei suoi difensori
D. Se ha dato consiglio o prestato patrocinio o deposto come testimone nella causa
E. Se è tutore/curatore/procuratore/agente/datore di lavoro di una delle parti o se
è amministratore di una persona giuridica con interesse nella causa

RICUSAZIONE DEL GIUDICE (CAP. 36)


Art. 52 CodProcCiv: casi in cui l’astensione è obbligatoria, ciascuna parte può proporre
la ricusazione del giudice o di uno dei giudici del collegio mediante ricorso contenente i
motivi specifici e i mezzi di prova
-->ricorso deve essere depositato in cancelleria 2 giorni prima dell’udienza (se al
ricusante è noto il nome dei giudici che sono chiamati a decidere la causa) o prima
dell’inizio della trattazione o discussione (se il ricusante non conosce i nomi dei giudici
chiamati a decidere la causa)
NB: la ricusazione sospende il processo, non potendo alcun atto essere compiuto dal
giudice nei cui confronti è proposta la ricusazione
Art. 53 CodProcCiv: sulla ricusazione decide:
o Presidente del tribunale se è ricusato un giudice di pace
o Collegio se è ricusato uno dei componenti del tribunale o corte

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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

Processo di ricusazione si conclude con ordinanza non impugnabile dopo aver


ascoltato il giudice ricusato. Inoltre l’ordinanza designa il giudice che deve sostituire
quello ricusato; se l’’ordinanza dichiara inammissibile o rigetta la ricusazione provvede
sulle spese e condanna la parte o il difensore che l’ha proposta al pagamento di pena
pecuniaria NON SUPERIORE a euro 250.
NB: le parti devono provvedere alla riassunzione della causa nel termine perentorio di 6
mesi
-->previsto che in ogni altro caso in cui esistono gravi ragioni di convenienza, il giudice
può richiedere al capo dell’ufficio l’autorizzazione ad astenersi; quando l’astensione
riguarda il capo dell’ufficio, l’autorizzazione è chiesta al capo dell’ufficio superiore. Si
parla in tal caso di astensione “facoltativa” (detto impropriamente, perché comunque
doverosa se vi sono gravi ragioni di convenienza)
NB: La differenza rispetto alle ipotesi previste per legge, risiede sia nell’impossibilità
per le parti di ricusare il magistrato, sia nella necessaria autorizzazione all’astensione

RESPONSABILITÀ’ DEL GIUDICE (CAP. 36-BIS)


Art. 55 CodProcCiv: prevede la responsabilità civile del giudice solo quando,
nell’esercizio delle sue funzioni, fosse imputabile di dolo, frode o concussione, ovvero
avesse rifiutato, omesso o ritardato di provvedere sulla domanda delle parti--> abrogato
e intera materia sostituita dalla legge 117/1988 che aggiunge la colpa grave. Non può
dar luogo a responsabilità l’attività di interpretazione delle norme, nè quella di
valutazione del fatto e delle prove. Ipotesi di colpa grave sono:
• Grave violazione di legge determinata da negligenza inescusabile (giudizio di
diritto)
• Affermazione (determinata da negligenza inescusabile) di un fatto la cui
esistenza è stabilmente esclusa dagli atti del procedimento o negazione
(determinata da negligenza inescusabile) di un fatto la cui esistenza è
stabilmente inclusa negli atti del procedimento (giudizio di fatto)
NB: alla base della responsabilità sta sempre la negligenza inescusabile
-->azione di responsabilità per il risarcimento non può essere proposta direttamente
contro il magistrato ma contro lo Stato Nella persona del PCdM
-->alla domanda fa seguito un giudizio di ammissibilità da parte del tribunale che può
essere impugnato prima in appello e successivamente in Cassazione.
Nel caso in cui la domanda venga dichiarata inammissibile i motivi possono essere:
1) non rispetto dei termini previsti
2) richiesta su rivela manifestamente infondata
Nel caso in cui la domanda sia dichiarata ammissibile si svolge il giudizio è se la
domanda verrà accolta lo Stato potrà rifarsi nei confronti del singolo magistrato (rivalsa
non può essere superiore ad 1/3 dell’annualità dello stipendio

ORGANI COMPLEMENTARI E AUSILIARI DEL GIUDICE


1. Cancelliere e ufficiale giudiziario
Ufficio giudiziario comprende: giudice, cancelliere ed ufficiale giudiziario
Cancelliere: organo con funzioni di assistenza agli atti del giudice, in particolare
certificazione e documentazione (artt. 57-58 CodProcCiv)
Ufficiale Giudiziario: organo con funzione di notificazione degli atti ed
esecuzione forzata
2. Incaricati giudiziari
Ausiliari del giudice, persone estranee all'ordine giudiziario alle quali può essere
affidato l’incarico di compiere attività di assistenza agli organi giudiziari nello
svolgimento delle loro funzioni (consulente tecnico e custode)
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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

• Consulente Tecnico: compimento di singoli atti o corso dell’intero processo


deve compiere delle indagini che richiedono particolari cognizioni tecniche
di cui il giudice stesso non sia fornito. Scelta del consulente deve essere
fatta tra persone iscritte in albi speciali presso ogni tribunale
Il consulente fornisce in udienza i chiarimenti richiesti dal giudice
• Custode: persona a cui viene affidata la conservazione e l’amministrazione
dei beni pignorati o sequestrati

COMPENSO DELL’AUSILIARE DEL GIUDICE (CAP. 40)


Ausiliare del giudice ha diritto ad un compenso per l’opera prestata viene stabilito con
decreto dal giudice dell’esecuzione

LE PARTI NEL PROCESSO (CAP. 41)


Parti: persone che pongono in essere l’atto o che sono i soggetti del rapporto, soggetti
del processo diversi dal giudice di cui confronti quest’ultimo deve pronunciare il suo
provvedimento.
NB: domanda giudiziale determina quali sono le parti: quella che chiede al giudice di
provvedere su un determinato oggetto (attore) e quella nei cui confronti il
provvedimento é chiesto (convenuto)
-->nei casi di rappresentanza volontaria e rappresentanza legale per parte si intende il
rappresentato. Dal rappresentato va distinto il sostituto processuale, il quale
proponendo la domanda in nome proprio é invece parte del processo.
NB: tutti coloro che non sono parti del processo sono, rispetto al processo, terzi.
La posizione di parte si acquista:
Per effetto della domanda introduttiva del processo
Per effetto di successione nella posizione della parte originaria
Per effetto di intervento, volontario o coatto, in un processo pendente

CAPACITÀ DELLE PARTI (CAP. 42)


Capacità delle parti é un presupposto processuale è un requisito di validità della
domanda: se il giudice rileva l’incapacità di una parte dovrà dichiarare con sentenza la
nullità della domanda. Difetto di rappresentanza/assistenza/autorizzazione porta il
giudice ad assegnare un termine entro il quale si potrà regolarizzare la posizione
dell’incapace
✓ Capacità giuridica: idoneità ad essere parte di un processo
✓ Capacità di agire: capacità di stare in giudizio da se e compiere validamente atti
processuali.
✓ Legittimità formale: possibilità di esercitare validamente i diritti processuali
spettanti alla persona. In caso di difetto di legittimazione formale i diritti
processuali vengono acquistati da terzi che agiscono per nome e per conto della
parte che essi rappresentano (presupposto processuale)

RAPPRESENTANZA DEGLI INCAPACI E DELLE PERSONE GIURIDICHE (CAP. 43)


Art. 75 CodProcCiv: le persone che non hanno il libero esercizio dei diritti non possono
stare in giudizio se non rappresentate, assistite o autorizzate secondo le norme che
regolano le loro capacità.
-->persona incapace sta in giudizio per mezzo del rappresentante legale
➢ Minore: genitore esercente la patria potestà o tutore-->autorizzazione del giudice
tutelare per atti che eccedono ord. amministrazione
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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

➢ Interdetto: tutore
-->semi-capace/minore emancipato/maggiore inabilitato stanno in giudizio con
assistenza del curatore
-->persone giuridiche ed enti stanno in giudizio per mezzo di organi che li rappresentano
per legge o per statuto
o Persone giuridiche pubbliche:
▪ Regioni: presidenti
▪ Province: presidente giunta provinciale
o Persone giuridiche private:
-Società commerciali: soci o amministratori con rappresentanza
-Condominio di edifici: amministratore
NB: se manca la persona a cui spetta la rappresentanza o l’assistenza, autorità
giudiziaria può nominare un curatore speciale art. 78 CodProcCiv. Istanza si propone al
giudice di pace o al presidente dell’ufficio giudiziario, il giudice provvede con decreto

LIMITI ALLA RAPPRESENTANZA VOLONTARIA (CAP. 44)


Art. 77 CodProcCiv: procura deve essere conferita espressamente per iscritto, tranne per
gli atti urgenti e le misure cautelari, e può essere conferita soltanto a chi sia
procuratore generale del rappresentato, oppure procuratore preposto a determinati
affari del rappresentato stesso (entro i limiti di tali affari)
-->persona capace può conferire ad altri il potere di rappresentarla nel processo.
Legittimazione formale sarà l’effetto della volontà del rappresentato, espressa con
procura
Rappresentanza tecnica: rapporto tra la parte e il suo difensore è di mandato con
rappresentanza e gli atti del difensore sono compiuti in nome e per conto della parte,
sulla quale ricadono effetti favorevoli e sfavorevoli.
Ius Postulandi: potere che il difensore esercita nel modo che egli ritiene più conforme
agli interessi del rappresentato con lealtà e probità
NB: ministro del difensore sempre necessario tranne di fronte al giudice di pace per
cause che non eccedono euro 516,46-->art. 82 CodProcCiv. Davanti a tribunale e corte
d’appello le parti devono stare col ministero di un procuratore legalmente esercente,
per la Cassazione ci vuole un avvocato iscritto nell’apposito albo

PROCURA ALLE LITI (CAP.46)


Art. 83 CodProcCiv: Procura alle liti deve essere conferita con atto pubblico o scrittura
privata autenticata.
Mandato del difensore si perfeziona tramite atto tipico che assume la forma di procura
-->in virtù della procura il difensore assume il ministero necessario per rappresentare il
suo assistito nel processo nei casi previsti dalla legge
-->abilitato a ricevere e compiere, nell’interesse della parte stessa, tutti gli atti del
processo che dalla legge non sono espressamente riservati alla parte
NB: non può compiere atti che importano disposizioni del diritto in contesa, se non ne
ha ricevuto espressamente il potere.
Procura alle liti può essere:
Generale: rilasciato per un numero imprecisato di controversie, anche future
Speciale: per un processo determinato. La procura si presume conferita soltanto
per un determinato grado del processo quando nell’atto non è espressa volontà
diversa.
Art. 83 CodProcCiv: La procura speciale può essere anche apposta in calce o a
margine della citazione, del ricorso, del controricorso, della comparsa di risposta
o d'intervento, del precetto, o della domanda d'intervento nell'esecuzione,
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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

ovvero della memoria di nomina del nuovo difensore, in aggiunta o in


sostituzione del difensore originariamente designato. In tali casi l'autografia
della sottoscrizione della parte deve essere certificata dal difensore. La procura
si considera apposta in calce anche se rilasciata su foglio separato che sia però
congiunto materialmente all'atto cui si riferisce, o su documento informatico
separato sottoscritto con firma digitale e congiunto all'atto cui si riferisce
mediante strumenti informatici, individuati con apposito decreto del Ministero
della giustizia. Se la procura alle liti è stata conferita su supporto cartaceo, il
difensore che si costituisce attraverso strumenti telematici ne trasmette la copia
informatica autenticata con firma digitale, nel rispetto della normativa, anche
regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei
documenti informatici e trasmessi in via telematica. (1)
La procura speciale si presume conferita soltanto per un determinato grado del
processo quando nell’atto non é espressa volontà diversa
-->Procura può essere sempre:
1. Revocabile dalla parte
2. Rinunciabile dal difensore
NB: revoca e rinuncia non hanno effetto sull’altra parte e in genere nel processo finché
non avviene la sostituzione del difensore
-->difensore ha diritto al compenso per l’opera prestata
-->gratuito patrocinio: parte povera che dimostri il fondamento alle sue domande può
essere ammessa al gratuito patrocinio
-->La parte può farsi assistere da uno o più avvocati che coadiuvano il difensore, può
esserci anche l’assistenza di un consulente tecnico

POSIZIONI DELLE PARTI (CAP. 48)


Struttura del processo prevede almeno due parti, una contrapposta all’altra.
• Parte attiva: propone la domanda (iniziativa del processo). Onere di
portare a conoscenza dell’altra parte la domanda è di chiamarla ad
assistere al processo per svolgere la sua difesa (principio del
contraddittorio)
• Parte passiva: acquista la qualità di parte in virtù di atto altrui
Processo di cognizione: parte attiva-->attore, parte passiva-->convenuto
Processo di esecuzione: parte attiva-->creditore, parte passiva-->debitore
Fase di impugnazione: parte attiva a chi propone l’impugnazione (appellante nel
processo d’appello, ricorrente in Cassazione), la parte passiva prenderà il nome di
appellato nell’appello e intimato in Cassazione
Domanda riconvenzionale: domanda posta dal convenuto che va oltre alla domanda di
rigetto dell’attore. Per quanto riguarda questa domanda è il soggetto che l’ha posta che
assume la posizione di attore

SUCCESSIONE NEL PROCESSO (CAP.49)


Si può acquistare la qualità di parte anche per successione:
❖ Successione universale di un altro soggetto nella sua posizione giuridica.
Successore subentra in TUTTI i suoi rapporti giuridici
Art. 110 CodProcCiv: processo prosegue col successore universale
NB. Se vi sono più successori essi prenderanno il posto come litisconsorti necessari
❖ Successione a titolo particolare nel diritto controverso
Art. 111 CodProcCiv: continuazione del processo con la parte originaria ed
estensione dei suoi effetti al successore se la successione avviene:
✓ Per atto tra vivi: processo prosegue tra le parti originarie
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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

✓ A causa di morte: il processo è proseguito dal successore universale poichè


è lui che subentra nella posizione giuridica del defunto e nella sua qualità
di parte nel processo pendente
In entrambi i casi la parte non è o non è più titolare del diritto o del preteso
diritto che egli difende nel processo--> sostituto processuale: colui che agisce nel
processo in nome proprio nei casi tassativamente indicati dalla legge per far
valere un diritto altrui, è quindi parte ma non titolare del diritto fatto valere
-successore a titolo particolare può essere chiamato nel processo/intervenire se le
altre parti vi acconsentono. Al successore a titolo particolare non intervenuto nel
processo la sentenza non è opponibile in due casi:
✓ Possesso di buona fede: acquisto della proprietà di un bene mobile
indipendentemente dal diritto di chi glielo ha trasferito
✓ Sentenza pronunciata su domanda che deve essere trascritta e l’acquirente
abbia trascritto il suo atto di acquisto precedentemente alla trascrizione
della domanda
-sostituto processuale continua il processo, la sentenza che verrà pronunciata nei
suoi confronti avrà efficacia anche verso di lui e verso il successore a titolo
particolare che, anche se rimasto assente, potrà impugnarla

PLURALITA’ DELLE PARTI


LITISCONSORZIO (CAP. 50)
Può essere:
-->litisconsorzio attivo: più attori
-->litisconsorzio passivo: più convenuti
-->litisconsorzio misto: più attori e più convenuti
Inoltre può essere:
• Originario: processo instaurato sin dall’inizio con pluralità di parti
• Successivo: alle due parti originarie se ne aggiungono altre nella pendenza della
lite
Litisconsorzio necessario: domanda proposta dall’attore può avere per oggetto un
rapporto giuridico sostanzialmente plurilaterale
i. Art. 102 CodProcCiv: decisione non può che pronunciarsi nei confronti di più parti,
queste debbono agire o essere convenute nello stesso processo
ii. Legge stabilisce la necessità del litisconsorzio: domanda di divisione deve proporsi
nei confronti di tutti gli eredi
iii. Casi non disciplinati dalla legge: litisconsorzio necessario quando il provvedimento
che si domanda può essere pronunciato soltanto se è simultaneamente efficace di
fronte a più soggetti
Base del litisconsorzio necessario: legittimazione ad agire necessariamente congiuntiva
nei confronti dei titolari di un rapporto giuridico dedotti in giudizio
NB: la proposta solamente nei confronti di alcuni deve essere dichiarata inammissibile.
Art. 102 2° Comma CodProcCiv: processo promosso da alcune o contro alcune soltanto
delle pratiche devono agire od essere convenute nello stesso processo, il giudice ordina
l’integrazione del contraddittorio in un termine perentorio da lui stabilito.
-->Onere non adempiuto nel termine: processo si estingue.
-->giudice non ordina l’integrazione: sentenza inefficace per tutti
Litisconsorzio facoltativo: parti agiscono o sono convenute nello stesso processo per più
cause tra loro connesse.
Litisconsorzio facoltativo proprio-->Art. 103 CodProcCiv: più parti possono agire o
essere convenute nello stesso processo, quando tra le cause che si propongono esiste
connessione per: Oggetto (petitum), Titolo (causa petendi) dal quale dipendono
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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

Litisconsorzio facoltativo improprio: decisione dipende dalla risoluzione di identiche


questioni (anche se non vi è identità di petitum o causa petendi): si avrà un
litisconsorzio facoltativo improprio per il quale si presuppone la competenza del giudice
per tutte le cause
Separazione delle cause: istanza di tutte le parti, quando la riunione ritarderebbe o
renderebbe troppo gravoso il processo
Litisconsorzio unitario: litisconsorti deducono in giudizio una situazione sostanziale
unitaria: esercizio da parte di più condomini dell’azione impugnativa della medesima
delibera assembleare
NB: tutte le azioni di impugnazione devono essere istituite congiuntamente e decise con
unica sentenza

INTERVENTO IN CAUSA (CAP. 53)


Ingresso di un terzo in un processo già pendente. Può derivare da:
o Atto di un terzo: di sua spontanea volontà interviene nel processo pendente tra
altri (intervento volontario)
o Chiamata del terzo nel processo per volontà delle parti: per interesse proprio
delle parti o per adempiere ad ordine del giudice (intervento coatto)
NB: sebbene i terzi non possano essere pregiudicati da una sentenza pronunciata tra
altri, potrebbero trovarsi a subire indirettamente le conseguenze della sentenza
-->in tutti i casi l’intervento del terzo gli fa acquistare la qualità di parte, poiché
implica una domanda del terzo contro una od entrambe le parti o viceversa
INTERVENTO VOLONTARIO
Art. 105 CodProcCiv: prevede diverse specie di intervento volontario
Intervento principale: colui che interviene in un processo tra altre persone per
far valere in confronto di tutte le parti un diritto relativo all’oggetto o
dipendente dal titolo dedotto nel processo medesimo. Proposta di una domanda in
contrasto con quelle di tutte le parti che sono già in causa-->processo diventa
trilaterale, ciascuna parte è in lotta con le altre due
Intervento principale è una opposizione anticipata volta a impedire una
pronuncia che pregiudicherebbe i diritti del terzo
Intervento adesivo autonomo: terzo che fa valere un proprio diritto relativo
all’oggetto dipendente dal titolo dedotto in giudizio, ma nei confronti di alcuna/e
parti soltanto. Il terzo si presenta quale soggetto di un rapporto diverso ma
connesso per l’oggetto o per il titolo con quello già dedotto in processo--
>litisconsorzio facoltativo
Intervento adesivo dipendente: interviene per sostenere le ragioni di una delle
due parti quando vi sia un proprio interesse. Intervento adesivo non fa valere un
proprio diritto ma si limita ad appoggiare la domanda di una parte, in quanto ha
interesse che quest’ultima vinca. Legge ammette il terzo ad intervenire per
proteggere questo suo interesse mediante l’appoggio che dà a una delle due
parti. Legittimazione secondaria, terzo che interviene nel processo acquista la
posizione di parte subordinata, non può proporre domande diverse da quella di
appoggio
Intervento del co-legittimato: terzo che propone la medesima domanda già
proposta da una delle parti. Azione esercitata dal terzo é identica a quella fatta
valere dalla parte a cui il terzo si affianca, sufficiente che la domanda sia
proposta da uno solo dei legittimati concorrenti
-->il terzo che intende intervenire deve costituirsi presentando in udienza o depositando
in cancelleria una comparsa, con le copie per le altre parti, i documenti e la procura

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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

Art. 268 CodProcCiv-->intervento può avere luogo sino a che non vengono precisate le
conclusioni
-->possibilità di intervento tardivo, imposte all’interveniente, allo stesso regime
stabilito per le parti. Terzo potrà spiegare domande ed eccezioni solo entro il medesimo
termine fissato al convenuto per la costituzione col deposito della comparsa di risposta
-->modificazione di domande, eccezioni e conclusioni già formulate sarà consentita
anche al terzo, ma solo ove egli le abbia tempestivamente proposte
-->intervento principale e intervento adesivo autonomo non saranno proponibili oltre i
termini stabiliti per la costituzione del convenuto
-->intervento co-legittimato e intervento adesivo dipendente saranno proponibili Dino
a quando non saranno precisate le conclusioni
INTERVENTO A ISTANZA DELLE PARTI
Art. 106 CodProcCiv: ciascuna parte può chiamare nel processo un terzo al quale ritiene
comune la causa o dal quale pretende la causa venga garantita
Casi in cui la parte fa intervenire un terzo:
➢ Comunanza di cause: una causa a cui il terzo sia giuridicamente interessato,
tenendo conto che la parte, quando fa intervenire il terzo, ha di mira un interesse
proprio
Chiamata del terzo pretendente: il terzo (estraneo al processo) pretende di esser
titolare del diritto fatto valere dall’attore contro il convenuto, e il convenuto
voglia farlo intervenire affinché sia accertato quale tra attore e il terzo sia il vero
titolare del diritto fatto valere contro di lui
Chiamata del terzo vero legittimato od obbligato: convenuto ritenga che il terzo
sia il vero legittimato od obbligata a contraddire alla domanda contro di lui
proposta
Chiamata del terzo garante: terzo titolare di un rapporto subordinato o
dipendente da quello dedotto in giudizio, cosicchè la sentenza pronunciata si
ripercuoterà i suoi effetti sul rapporto del terzo
Chiamata semplice e chiamata in garanzia: non è esclusa che una delle parti
possa proporre anche altra domanda contro l’intervenuto e che questi ne possa
proporre contro uno od contro entrambe. Chiamata di Garanzia la parte oltre a
chiamare in causa il garante può proporre nello stesso processo in via eventuale la
domanda di regresso contro di lui, deducendo il diritto di garanzia e chiedendo la
condanna del terzo
NB: convenuto che intende chiamare in causa un terzo deve, a pena di decadenza, farne
dichiarazione nella comparsa di risposta e chiedere al giudice istruttore lo spostamento
della prima udienza allo scopo di consentire la citazione del terzo nel rispetto dei
termini
-->parte che chiama in causa il terzo deve depositare la citazione notificata entro il
termine di 10 giorni dalla notifica della citazione stessa-->termine ordinatorio,
inosservanza non é causa di improcedibilità della domanda nei confronti del terzo
-->terzo deve costituirsi almeno 20 giorni prima dell’udienza fissata dal giudice
istruttore ed indicata nell’atto di citazione. Terzo può considerarsi un convenuto in
seconda battuta
NB: terzo che intende a sua volta chiamare un terzo-->il terzo deve fare dichiarazione di
tale volontà a pena di decadenza nella comparsa di risposta ed essere poi autorizzato
dal giudice
INTERVENTO A ISTANZA DEL GIUDICE
Art. 107 CodProcCiv: il giudice, quando ritiene opportuno che il processo si svolga in
confronto di un terzo al quale la causa è comune , ne ordina l’intervento. In seguito
all’ordine di intervento il terzo diventa litisconsorte necessario.
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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

Ordine di chiamata da parte del giudice può essere:


❖ Ordine di integrazione del contraddittorio: Necessità del litisconsorzio che trova
fondamento nella domanda iniziale
❖ Intervento del terzo per ordine del giudice: valutazione di una comunanza della
lite con la posizione soggettiva del terzo, opportunità di processo simultaneo
anche nei confronti del terzo
Art. 270 CodProcCiv: chiamata di un terzo per ordine del giudice--> può essere
ordinato in gin momento dal giudice istruttore per un’udienza che
all’occorrenza egli fissa
NB: giudice può sollecitare la chiamata in causa del terzo negli stessi casi in cui la
chiamata potrebbe essere per volontà stessa delle parti. Invito alle parti a chiamare il
terzo, con l’implicita avvertenza che il giudice non è disposto a decidere la causa finché
il terzo non sia stato chiamato.
Differenza tra art. 102 CodProcCiv (intervento del terzo è necessario per integrare il
contraddittorio-->ha per causa la necessità del litisconsorzio) e art. 107 CodProcCiv
(intervento del terzo è soltanto opportuno-->ha per conseguenza la necessità del
litisconsorzio)

ESTROMISSIONE DI UNA PARTE (CAP. 57)


Uscita di una parte dal processo--> si produce per effetto di una pronuncia del giudice
che libera o esclude una parte dalla partecipazione ulteriore al processo e può
riguardare sia una parte originaria che una parte intervenuta successivamente nel
processo.
-->estromissione ha luogo quando
• il giudice accerta il difetto dei presupposti particolari che condizionano la
presenza della parte nel processo o
• venga a mancare la domanda proposta in giudizio

INTERVENTO DEL CREDITORE NELL’ESECUZIONE (CAP. 58)


Creditori hanno uguale diritto ad essere soddisfatti sui beni del debitore, salve le cause
legittime di prelazione. Differenza tra creditori privilegiati (con diritto di prelazione) e
creditori non privilegiati:
▪ Creditori privilegiati viene notificato un avviso-->invito all’intervento
▪ Creditori non privilegiati non viene notificato l’avviso-->possibilità di intervento
dipende dalla loro diligenza e tempestiva conoscenza del processo di esecuzione
pendente
NB: poteri dei creditori intervenuti differiscono a seconda che siano o meno muniti di
titolo esecutivo-->documento che consente di esercitare l’azione esecutiva

QUALITÀ DI PARTE (CAP. 59)


Per il solo fatto di partecipare ad un processo la persona acquista la capacità di parte
che porta ad essere titolari di situazioni soggettive attive e passive
Poteri e diritti processuali: facoltà di compiere un determinato atto processuale
in ordine a un proprio interesse
Poteri giuridici: contenuto generico e risultano dallo svolgimento attività
giuridica. --> argomentazioni di fatto e diritto atte a sorreggere le
proprie domande
Diritti soggettivi: specifici e condizionati ad una determinata situazione
processuale
-->impugnare la sentenza per il soccombente
Oneri, obblighi e soggezione:
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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

-->onere: comportamento che taluno deve tenere se si vuole conseguire un


risultato favorevole al suo interesse. Onere si accompagna ai poteri e ai diritti
processuali di cui sin costituisce il lato negativo
-->obblighi per le parti: le quali sono tenuti giuridicamente a rispettarli
-->soggezione: situazione in cui si trova la parte che che è costretta a subire gli
effetti di un provvedimento dell’organo giurisdizionale. Assoggettamento alla
potestà dell’organo

OBBLIGO DI LEALTÀ (CAP. 60)


Art. 88 CodProcCiv: dovere per le parti e i loro difensori di comportarsi in giudizio con
lealtà e probità. Giudice può esercitare un controllo sull’attività delle parti per
prevenire o impedire ogni forma di contegno sleale e per sventare le manovre scorrette
Obbligo di osservare le regole della morale sociale e del buon costume: i contendenti
devono rispettarsi reciprocamente nella loro veste di contraddittori in giudizio e quindi
evitare manovre che impedirebbero all’altra parte di far valere le sue ragioni dinanzi al
giudice.
NB: rientra nell’attività proibita tutto ciò che turba la piena e regolare applicazione del
principio del contraddittorio
Art. 89 CodProcCiv: correttezza formale degli scritti presentati e dei discorsi pronunciati
dinanzi al giudice. Possibilità di assegnare alla persona offesa una somma a titolo di
risarcimento del danno anche non patrimoniale sofferto

ONERE DI ANTICIPAZIONE DELLE SPESE (CAP. 61)


All’inizio del processo e nel corso del processo ciascuna parte deve provvedere alle
spese degli atti che compie e di quelli che chiede, e deve anticiparle per gli atti
necessari al processo, quando l’anticipazione è posta a suo carico dalla legge o dal
giudice
NB: mancata anticipazione è di ostacolo al compimento dell’atto o lo rende inefficace

ONERE DI RIMBORSO DELLE SPESE (CAP. 62)


Anticipazione delle spese ha valore provvisorio. Quando il processo si conclude il costo
può andare totalmente a carico di una delle due parti-->parte dovrà rimborsare all’altra
le spese che ha anticipato
-->spese gravano sul soccombente poiché sarebbe ingiusto gravare il vincitore
-->vincitore deve ottenere il suo diritto integro e non diminuito delle spese di causa.
Obbligo viene meno quando il convenuto abbia dimostrato che il suo comportamento non
ha causato la lite
NB: per soccombente si intende la parte le cui domande non sono state accolte
-->Caso di soccombenza reciproca o se concorrano gravi ragioni il giudice può
compensare (parzialmente o per intero) le spese tra le parti
-->Pluralità di soccombenti: giudice condanna ciascun soccombente in ragione del
rispettivo interesse nella causa; può anche pronunciare condanna solidale
NB: nel processo di esecuzione il soccombente è a priori il debitore

DISTRAZIONE DELLE SPESE (CAP.63)


Spese possono essere anticipate dal difensore

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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

Art. 93 CodProcCiv: il difensore con procura può chiedere che il giudice, nella stessa
sentenza in cui condanna alle spese la controparte, distragga in favore suo e degli altri
difensori gli onorari non riscossi e le spese che dichiara di aver anticipate
La parte può chiedere al giudice la revoca del provvedimento qualora dimostri di aver
soddisfatto il credito al difensore per onorari e spese

RESPONSABILITÀ AGGRAVATA (CAP. 64)


Responsabilità aggravata a carico del soccombente che riguarda il risarcimento degli
ulteriori danni causati dal processo-->art. 96 CodProcCiv
➢ Litigante temerario: soccombente che abbia resistito in giudizio con mala fede o
colpa grave, cioè quando sapeva di avere torto
➢ Chi abbia eseguito un provvedimento cautelare, quando si accerti che ha agito
senza la normale prudenza e che non esiste il diritto per cui quegli atti sono stati
compiuti
➢ Legge 69/2009: possibilità che, in ogni caso il giudice, al momento della
liquidazione della spesa a carico del soccombente, possa condannarlo anche
d’ufficio (senza necessità di una domanda) al pagamento in favore della
controparte di una somma ulteriore “equitativamente determinata”. Attribuito al
giudice il potere discrezionale di ampliare il contenuto della condanna alle spese
del soccombente, risarcimento forfettario per i danni causati dall’altra parte
-->Nelle prime due ipotesi è necessaria l’istanza della parte

ONERE DELLA CAUZIONE (CAP.65)


Art. 98 CodProcCiv: incostituzionale – contrario al princ. Uguaglianza--> diritto di
ottenere il rimborso delle spese causate dall’altrui domanda infondata rischia di
rimanere insoddisfatto se colui che ha proposto la domanda è insolvibile. Istituto cautio
pro expensis
PUBBLICO MINISTERO
Uffici del PM formano la magistratura requirente che ha il compito di porre al giudice
delle domande
-->compito del PM: opera nell’interesse pubblico che ha per oggetto l’applicazione della
legge da parte degli organi giurisdizionali in quei casi in cui le norme giuridiche sono
dettate da considerazioni di utilità generale o sociale-->organo istituito per
promuovere l’attuazione delle norme di ordine pubblico (promozione
giurisdizionale)

ATTRIBUZIONI DEL PM NEL PROCESSO CIVILE (CAP.67)


Attribuzioni del PM nel processo civile rappresentano un temperamento e un correttivo
del principio dell’iniziativa di parte e del principio del dispositivo-->tutela
giurisdizionale dei diritti è prestata su domanda di parte e, quando la legge lo dispone,
su istanza del PM o d’ufficio
Artt. 69-70 CodProcCiv: attribuzioni PM
• Esercizio azione civile nei casi stabiliti dalla legge
• Intervento obbligatorio in cause determinate dalla legge
• Intervento facoltativo in cause in cui ravvisa “pubblico interesse”
• Intervento nelle cause di fronte alla Cassazione
• Proposta alla Cassazione di “ricorso nell’interesse della legge”
NB: al PM si applicano solo le regole relative all’astensione degli giudice

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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

AZIONE DEL PM (CAP. 68)


PM: esercizio azione civile nei casi stabiliti dalla legge (tassativi). Legge concede
l’azione civile al PM (legittimazione ad agire) per la tutela della legge per mezzo della
proposizione della domanda in sostituzione di quella del titolare del rapporto che non
vuole o non può agire.
NB: PM che propone la domanda è parte del processo

INTERVENTO DEL PM (CAP. 69)


Art. 70 CodProcCiv: casi di intervento del PM in un processo pendente. Categorie in cui
l’intervento è obbligatorio-->pena: nullità rilevabile d’ufficio
▪ Cause che egli stesso può proporre--> è parte del processo e ha gli stessi poteri
che competono alle parti. Se le sue domande non vengono accolte potrà
impugnare la sentenza
▪ Cause matrimoniali (anche separazione coniugi)--> potere di impugnazione nelle
cause matrimoniali con esclusione per quelle di separazione dei coniugi
▪ Cause riguardanti stato e capacità delle persone
▪ Altri casi previsti dalla legge
▪ Ogni causa di fronte alla Cassazione
NB: negli altri casi elencati potrà produrre documenti, dedurre prove e prendere
decisioni nei limiti delle domande delle parti-->posizione subordinata alle parti; non può
impugnare la sentenza. Compito di accogliere o rigettare le domande formulate dalle
parti
-->Nei casi di intervento obbligatorio, il PM può chiedere la revoca della sentenza
pronunciata senza il suo intervento o che sia effetto di collusione tra le parti per
frodare la legge
Corte Costituzionale: dichiarato incostituzionale art. 70 CodProcCiv nella parte in cui
prescrive come obbligatorio l’intervento del PM nei giudizi tra genitori naturali che
comportino provvedimenti relativi ai figli.
-->se il PM ha notizia di un processo in cui ritiene di dovere/potere intervenire può
richiedere al giudice gli atti. Intervento può avvenire in qualsiasi stadio del processo

PM NEL PROCESSO DI CASSAZIONE (CAP. 70)


PM si limita ad essere presente a tutte le udienze della Corte e ad esporre oralmente le
sue conclusioni su tutti i ricorsi che vengono sottoposti all’esame della Corte

INIZIATIVA DEL PROCESSO (PRINCIPIO DELLA DOMANDA): ONERE E DIRITTO (CAP. 71)
-->Iniziativa del processo spetta alla parte interessata (eccezionalmente dal PM), in
quanto il giudice non procede d’ufficio e non prende in esame controversie se no lo
chiede l’interessato
-->iniziativa si esercita proponendo nelle debite forme la domanda in giudizio
Art. 2907 CodCiv: alla tutela giurisdizionale provvede l’autorità giudiziaria su domanda
di una parte e, quando la legge lo dispone, su istanza del PM
Art. 99 CodProcCiv: chi vuol far valere una diritto in giudizio deve proporre la domanda
al giudice competente
-->iniziativa rappresenta un diritto della parte, diritto di provocare esercizio della
giurisdizione con riguardo ad una situazione giuridica di cui il soggetto è interessato-->
scopo: ottenere dal giudice protezione del proprio interesse minacciato.
NB: parte indica l’oggetto del giudizio, giudice non può pronunciarsi oltre i limiti della
domanda: corrispondenza tra richiesto e pronunciato-->art. 112 CodProcCiv
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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

Art. 24 COST: tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi
legittimi. La difesa è un diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento. Così
viene assicurato:
Principio del contraddittorio
Possibilità per tutte le parti di comparire dinanzi al giudice per difendere le
proprie ragioni
AGIRE: perseguire in giudizio la tutela del proprio diritto
AZIONE: designa il corrispondente del diritto

DIRITTO E PROCESSO (CAP. 72)


Ordine giuridico costituito da due sistemi di norme distinti e coordinati
-->rapporti giuridici sostanziali: diritti e obblighi corrispondenti (ai diritti)
-->processo: Messi giuridici per tutelare il diritto

AZIONE (CAP. 73)


Differenze tra diritto soggettivo sostanziale e azione
DIRITTO SOGG. SOSTANZIALE AZIONE
OGGETTO: provocare un’attività degli
OGGETTO: prestazione della controparte
organi giudiziari
Diretto alla controparte: natura privata/
Diretta allo Stato: natura pubblica e
pubblica e contenuto variabile a seconda
contenuto uniforme
della fattispecie
o Potere di agire riconosciuto a tutti: tutela dei propri diritti ed interessi legittimi,
non spetta a chiunque chieda la tutela del diritto altrui-->legittimazione ad agire
o Spetta solo quando ci sia bisogno di tutela: diritto/interesse legittimo non è stato
soddisfatto come avrebbe dovuto, è stato contestato o minacciato-->interesse ad
agire
Azione: titolari di un vero diritto che, con riferimento ad una situazione concreta, mira
ad ottenere un giudizio sulla domanda stessa per giudicarla fondata o non fondata e per
accordare o negare la tutela domandata--> potere processuale di ottenere la
pronuncia di un provvedimento giurisdizionale di tutela nel merito del diritto/
interesse legittimo che colui che esercita l’azione afferma violato.
Azione si riferisce a una concreta fattispecie per affermare la lesione di un diritto/
interesse legittimo che si individua con 3 elementi precisi:
✓ Soggetti: attore/convenuto
✓ Causa Petendi: diritto/rapporto giuridico che viene posto a fondamento della
domanda
✓ Petitum: concreto provvedimento che viene domandato al giudice per la tutela
del diritto leso o minacciato
-->Se in un caso determinato mancano le condizioni dell’azione o una di esse
(legittimazione ed interesse ad agire) si dice che c’è carenza di azione: giudice dovrà
rifiutare un giudizio sul merito
NB: azione come diritto al processo e al giudizio di merito NON garantisce un risultato
favorevole nel processo. Risultato dipenderà dalla fondatezza della domanda
Diritto d’azione è un diritto di impulso e di iniziativa con cui un singolo muove
l’esercizio di una funzione pubblica dalla quale spera di ottenere la protezione delle
proprie ragioni

POSSIBILE OGGETTO DELL’AZIONE


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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

Diritto di azione esiste solo in virtù di un oggetto idoneo-->oggetto non idoneo, azione
non ammissibile
-->ammissibilità domanda di accertamento negativo: parte chiede al giudice di
dichiarare l’inesistenza di obblighi o doveri a suo carico nei confronti di un’altra parte
-->inammissibilità azione di accertamento di meri fatti o questioni giuridiche: non è
possibile porre fatti ad oggetto di un’autonoma decisione. Eccezioni: verificazione
scrittura privata e querela di falso, unici casi in cui semplici fatti sono oggetto di
autonomo accertamento nel nostro diritto
-->ammissibilità di decisione su certe questioni giuridiche che sono rilevanti come
premesse per sapere se certi diritti esistono o meno. Accertamento è ammissibile,
regola generale è quella per cui è sempre ammissibile l’accertamento della nullità o
inefficacia di atti giuridici
Esempio: azione volta a far dichiarare la nullità di un contratto

CONDIZIONI DELL'AZIONE (CAP. 74)


Condizioni: interesse e legittimazione ad agire-->condizioni vanno accertate in giudizio
preliminarmente all’esame del merito. Mancanza crea una carenza d’azione che può
essere sanata anche durante il processo; importante è che le condizioni sussistano al
momento al momento in cui viene decisa la causa
❖ Interesse ad agire-->art. 100 CodProcCiv: per proporre una domanda in giudizio o
per contraddire alla stessa è necessario avervi interesse
Sorge dalla necessità di ottenere dal processo la protezione di un interesse
sostanziale e presuppone l’affermazione della lesione di questo interesse e
idoneità del provvedimento domandato a proteggerlo e soddisfarlo.
Interesse ad agire dato dal rapporto di utilità corrente tra la situazione
antigiuridica che viene denunciata (lesione del diritto) e il provvedimento che si
domanda per porvi rimedio
❖ Legittimazione ad agire: titolarità attiva e passiva dell’azione
Art. 100 CodProcCiv: interesse ad agire deve esistere in capo a colui che propone
la domanda--> un estraneo non può validamente far valere l’altrui interesse ad
agire
Legittimazione è una condizione del provvedimento di merito sulla domanda,
indica per ciascun processo le parti legittime-->devono essere presenti affinchè
il giudice possa provvedere sopra un dato oggetto
o Legittimazione attiva: l’azione spetta a colui che la invoca per se, con
riferimenti a un rapporto giuridico dal quale sia possibile pretendere una
tutela a suo favore
Art. 81 CodProcCiv: fuori dai casi espressamente previsti dalla legge,
nessuno può far valere nel processo in nome proprio un diritto altrui
NB: appartenenza all’attore dell’interesse ad agire
o Legittimazione passiva: spetta al contro interessato, colui nei confronti
del quale il provvedimento domandato produrrà i suoi effetti
o Legittimazione straordinaria: diritto di far valere in processo un diritto
altrui (sostituto processuale), il quale esercita in nome proprio un’azione
che, pur spettando secondo regole ordinarie ad altri, viene conferita
eccezionalmente a lui in via straordinaria in considerazione di un
particolare interesse suo personale
Esempio: azione surrogatoria--> creditore può esercitare le azioni spettanti
al suo debitore verso terzi al fine di preservare la garanzia del suo credito
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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

AZIONE ESISTENTE E AZIONE FONDATA


Azione esistente: diritto a provocare l’esame e la decisione del merito. Decisione potrà
essere favorevole o sfavorevole
Azione fondata: attore ha ragione e deve perciò ottenere quanto richiesto (azione
esistente e fondata)

CLASSIFICAZIONE DELLE AZIONI (CAP. 76)


Classificazione che fa riferimento alla specie e alla natura del PROVVEDIMENTO
DOMANDATO
➢ Azioni di cognizione
➢ Azioni esecutive
➢ Azioni cautelari
NB: a queste categorie corrispondono altrettante categorie di processi

AZIONI DI COGNIZIONE
AZIONI DI COGNIZIONE COME DIRITTI AL GIUDIZIO DI MERITO (CAP. 77)
-->azioni che instaurano un processo di cognizione e conducono alla pronuncia di una
decisione, funzione specifica di provocare un giudizio che consisterà nell’accogliere o
rigettare la domanda proposta dall’attore. Questo avviene sulle basi dell’accertamento
della situazione giuridica esistente tra le parti-->giudice formula nella sentenza la
regola giuridica concreta che disciplina il caso che ha formato oggetto del processo
Esempio: tizio deve/non deve a Caio 1000 euro
-->Azione di cognizione è il diritto al giudizio sul merito della domanda
NB: se l’attore non riesce a dimostrare in fatto e in diritto la sua domanda, il giudice
dovrà rigettarla

OGGETTO DELLA COGNIZIONE: FATTO E DIRITTO (CAP. 78)


Accertamento dei fatti: scopo di scoprire la verità relativamente alle circostanze
di fatto rilevanti per la causa
-->Istruzione Probatoria: insieme degli atti che hanno lo scopo di scoprire la verità
sulle circostanze di fatto
-->Fatti giuridici: fatti a cui il diritto collega la costituzione, modificazione o
estinzione di un rapporto, diritto o stato giuridico:
▪ Fatti costitutivi: producono la nascita di un effetto giuridico
▪ Fatti modificativi: modificano l’effetto giuridico
▪ Fatti estintivi: producono l’estinzione
▪ Fatti impeditivi: quando si accompagnano a fatti costitutivi, rappresentano
un impedimento alla produzione del loro effetto normale
Applicazione del diritto: valutazione giuridica del fatto condotta in conformità col
diritto vigente-->dal fatto devono essere dedotte le conseguenze stabilite in via
astratta dal diritto, allo scopo di accertare se la domanda proposta è infondata o
meno
Giudice deve scegliere e individuare le norme applicabili al caso, interpretarle
correttamente e infine farne esatta applicazione concreta

QUESTIONE DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE DELLA NORMA


Art. 134 COST: riserva decisione del quesito alla Corte Costituzionale
Giudice può trovarsi a dover affrontare in via preliminare il quesito se una norma sia
valida e legittima. Quesito rimesso alla Corte Costituzionale, la quale, se riconosce la
contrarietà della norma alla Costituzione dichiara la norma annullata e il giudice non
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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

potrà farne applicazione, in caso contrario la norma rimane in vigore e dovrà essere
applicata dal giudice (questione pregiudiziale costituzionale)

QUESTIONE DI LEGITTIMITÀ O INTERPRETAZIONE DELLA NORMA COMUNITARIA


Se il giudice constata che una norma è contraria al diritto comunitario deve applicare
direttamente il diritto comunitario
Se sorge un dubbio sull’interpretazione da dare alla norma comunitaria, il giudice (in
base al TFUE), può chiedere alla CG di sciogliere il dubbio risolvendo la questione
NB: se il dubbio sorge davanti al giudice di ultima istanza il ricorso alla CG è obbligatorio
-->processo resta sospeso fino a che la CG non abbia risolto la questione (questione
pregiudiziale comunitaria)

OGGETTO DELLA COGNIZIONE: AZIONE ED ECCEZIONE (CAP. 79)


Attore deve domandare un fatto concreto, che ritiene giuridicamente fondato e idoneo a
rimuovere la situazione antigiuridica denunciata. Attore con la sua domanda indica e
fornisce la materia sulla quale il giudice dovrà portare il suo esame
-->se il convenuto nega il fatto costitutivo che l’attore ha posto a fondamento della
domanda, il suo contegno non esce dai limiti di una generica attività difensiva e non
sposta i termini della controversia
-->convenuto può anche contrapporre ai fatti costitutivi dell’attore, dei fatti
modificativi, estintivi o impeditivi: eccezione di adempimento-->affermazione da parte
del convenuto di un fatto estintivo, modificativo o impeditivo, diretta ad ottenere il
rigetto dell’azione
NB: la proposizione dell’eccezione allarga la materia della causa-->introduce fatti
diversi da quelli affermati dall’attore. Riguardo a questi fatti si deve distinguere:
• Fatti di cui il giudice deve tenere conto d’ufficio (effetto ipso iure)
• Fatti che non producono il loro effetto estintivo o impeditivo se il convenuto
non li fa espressamente valere allo scopo di rigettare l’azione (effetto ope
exceptionis), se non viene opposta il giudice può non tenere conto di quel fatto
• Domanda riconvenzionale: convenuto propone a sua volta una domanda contro
l’attore
• Eccezione processuale: rilievo da parte del convenuto di invalidità del processo o
di inammissibilità del giudizio di merito (difetto di giurisdizione)

OGGETTO DI COGNIZIONE: MERITO (QUESTIONI PREGIUDIZIALI) E QUESTIONI PRELIMINARI


(CAP. 80)
Merito della causa: tutte le questioni la cui risoluzione può essere direttamente o
indirettamente influente per tale decisione, formano il merito della causa
-->Principio economia dei giudizi: giudice deve tenere conto dei fatti accaduti fino al
momento in cui è possibile portarglieli a conoscenza, ultimo momento utile è la
rimissione della causa in decisione (NB: in questa fase ogni attività istruttoria è
preclusa)
-->Giudice dovrà assolvere il convenuto se si sono verificati fatti estintivi e
condannarlo se si sono verificati fatti costitutivi
QUESTIONI PREGIUDIZIALI
NB: non sempre tutte le questioni conosciute diventano oggetto di vera e propria
decisione-->per decidere intorno alla domanda il giudice deve conoscere questioni
riguardanti esistenza/inesistenza di uno stato/rapporto giuridico che pur non formando
oggetto della domanda rappresenta un antecedente logico di questa (questione
pregiudiziale di merito)

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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

Questione pregiudiziale forma oggetto di cognizione, ma non di decisione con effetti di


giudicato
-->Esame della questione pregiudiziale avviene incidenter tantum: passaggio obbligato
dell’iter logico della decisione vera e propria
-->Parti possono chiedere che il giudice decida sulla questione pregiudiziale: domanda
di accertamento incidentale-->amplia l’oggetto del giudizio e del giudicato andando a
comprendervi la questione pregiudiziale
-->Legge può trasformare obbligatoriamente la questione pregiudiziale in causa
pregiudiziale: accertamento accidentale ex lege
NB: solo le questioni pregiudiziali che hanno le caratteristiche necessarie possono
essere proposte come autonome controversie:
▪ Pregiudizialità logica: questioni che costituiscono antecedenti logici della
decisione
▪ Pregiudizialità giuridica: questioni che oltre che ad essere antecedenti logici
potrebbero essere proposte come autonome controversie

QUESTIONE PRELIMINARE DI RITO


Esame del merito presuppone validità del processo e ti esistenza dei requisiti
d’azione. In ogni singolo processo vi è una fase logicamente preliminare destinata al
controllo ed eliminazione dei difetti che invalidano il processo. Questioni che provocano
la QUESTIONE PRELIMINARE DI RITO sono:
Validità e regolarità formale degli atti processuali (nullità della domanda)
Presupposti processuali: condizioni di regolare costituzione del rapporto
processuale che ostacolano la trattazione ed esame del merito. Sono presupposti
processuali:
o giurisdizione e competenza del giudice
o capacità e legittimazione formale delle parti
o Assenza di impedimenti derivanti dalla litispendenza e dal compromesso
Condizioni dell’azione: requisiti costitutivi dell’azione, la cui assenza toglie alla
domanda l’efficacia di provocare la trattazione e il giudizio sul merito
-->requisiti sono indispensabili perché il giudice possa passare alla trattazione e
all’esame sul merito. Differenze:
• Nullità della domanda non impedisce la sua riproduzione
• Difetto di presupposti processuali implica l’impossibilità dell’esercizio di
quell’azione in quel processo.
NB: non è di ostacolo alla proposizione della medesima domanda in un altro
processo
• Difetto delle condizioni dell’azione riguarda l’azione che non potrà proporsi in
altro processo finché non mutano le circostanze di fatto rilevanti
-->Rilevabilità delle questioni di rito:
➢ Art. 156 CodProcCiv: nullità atti processuali
➢ Difetto di presupposti processuali e condizioni d’azione è di regola rilevabile
d’ufficio se non condizionato dall’eccezione di un parte (eccezione processuale--
>qualunque deduzione opposta dal convenuto che valga a destituire il fondamento
della domanda dell’’attore)
➢ Art. 38 CodProcCiv: incompetenza
➢ Art. 39 CodProcCiv: litispendenza e competenza
➢ Art. 37 CodProcCiv: difetto di giurisdizione

GIUDIZIO DI DIRITTO E GIUDIZIO DI EQUITÀ (CAP. 81)

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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

Giudizio di diritto--> art. 113 CodProcCiv: attività di giudicare strettamente legata al


diritto vigente, salvo che la legge gli attribuisca il potere di decidere secondo equità
Giudizio di equità-->ricavare il criterio del suo giudizio con maggiore libertà da diverse
fonti, adattandolo alle circostanze particolari del caso concreto
NB: equità correttivo alla rigida applicazione della regola astratta, che permette di
conformarla alle necessità del singolo caso rifacendosi a un criterio etico- giuridico
diffuso nella società del suo tempo
-->Equità può essere usata come precetto generale, applicabile a tutti i casi identici ai
quali è stato applicato. Giudice di pace decide secondo equità le cause che non
superano euro 1100
Art. 114 CodProcCiv: tutti i giudici eccetto quello di pace giudicano secondo equità
quando la causa riguarda fatti disponibili e le parti ne fanno concorde richiesta.
Sentenza d’equità non è appellabile e può essere impugnata solo in Cassazione; sono
appellabili le sentenze del giudice di pace ma solo per violazione di norme sul
procedimento
CLASSIFICAZIONE DELLE AZIONI DI COGNIZIONE (CAP. 82)
AZIONI DI MERO ACCERTAMENTO
Scopo di eliminare l’incertezza intorno all’’esistenza/inesistenza di un rapporto
giuridico: sentenza di mero accertamento/dichiarativa
Azione ha l’unico scopo di accertare quale sia la situazione giuridica esistente tra le
parti. Inoltre:
✓ Sentenze di accertamento in casi espressamente previsti dalla legge: sentenze
che dichiarano la nullità o simulazione di un contratto
✓ Eccezionali casi in cui la sentenza ha per oggetto semplici fatti giuridici:
autenticità/falsità scrittura privata
✓ Sentenze di accertamento che rigettano la domanda , poichè accertano
l’inesistenza del diritto o del rapporto fatto valere dall’attore
-->attore può proporre un’azione di accertamento tutt'e le volte che che vi sia un
interesse esistente, e che questo interesse riguardi l’incertezza intorno a esistenza,
contenuto, modalità di un rapporto giuridico-->incertezza deve produrre un danno e
deve essere obiettiva ed attuale per poter rendere ammissibile l’azione di accertamento
-->Domanda di accertamento incidentale: si può proporre in un processo pendente per
chiedere che su una questione pregiudiziale venga pronunciata una decisione vera e
propria con efficacia di giudicato

AZIONE DI CONDANNA
Azione che chiede la condanna dell’altra parte
-->sentenza di condanna possiede efficacia esecutiva, vale come titolo esecutivo
permettendo a colui che è indicato come creditore di chiedere l’esecuzione forzata
contro il condannato
Effetti duplici:
❖ Accerta l’esistenza del diritto a una prestazione e il suo inadempimento
❖ Conferisce al titolare del diritto una nuova azione-->azione esecutiva
❖ Titolo esecutivo valido per iscrivere ipoteca giudiziale sui beni del debitore e
allunga il termine del diritto alla prestazione per il quale è stata pronunciata
l’ipoteca
NB: condanna provvedimento ulteriore e consequenziale all’accertamento e consiste
nell’applicazione della sanzione stabilità dalla legge per l’atto illecito commesso
dall’altra parte
Esempio: assoggettamento del debitore alle misure esecutive

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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

-->azione di condanna ha come sua causa una situazione di fatto in cui l’attore denuncia
la lesione di un suo diritto ad opera di un’altra persona tenuta verso di lui a dare, fare o
non fare
-->interesse ad agire è dato dalla necessità di ottenere una sentenza, la quale accerti
l’esistenza del diritto ed il suo in soddisfacimento, e condanni il debitore
all’adempimento
NB: certezza dell’inadempimento è dunque il presupposto logico necessario della
condanna, azione di condanna da luogo ad una cognizione ordinaria intorno
all’esistenza del diritto ed al suo inadempimento
-->Condanna anticipata: condanna pronunciata prima che consti nell’inadempimento
• Inadempimento non si è ancora verificato-->condanna in futuro
Si ammette quando, anche se l’obbligo non è ancora scaduto, si ravvisa probabile
che alla scadenza l’obbligo non verrà adempiuto spontaneamente
• Non si ha piena certezza dell’adempimento-->azione sommaria di condanna
Art. 278 CodProcCiv: condanna generica-->già accertata la sussistenza del diritto, ma è
ancora controversa la quantità della prestazione dovuta, il giudice può limitarsi a
pronunciare la condanna generica alla prestazione, rinviando al proseguimento del
processo la liquidazione dovuta:
➢ Condanna generica è vera condanna
➢ Sentenza di liquidazione è una sentenza d’accertamento-->si limita a liquidare il
quantum integrando quella precedente condanna
Azione sommaria di condanna:Legge concede a favore di determinati diritti di credito il
privilegio di poter ottenere la condanna è la conseguente azione esecutiva in modo più
rapido del normale-->prima del pieno accertamento dei presupposti
-->condanna può essere pronunciata quando sono incerti ma molto verosimili l’esistenza
del diritto e l’inadempimento. Processo continua in seconda fase nella quale avrà luogo
una piena cognizione dei presupposti logici di condanna
NB: casi tassativamente previsti dalla legge-->azione di condanna può condurre alla
pronuncia di una condanna incompleta nei suoi normali presupposti: azione sommaria
di condanna
-->figura speciale di azione di condanna, diretta alla pronuncia di un provvedimento di
cognizione semplificato e incompleto, necessariamente provvisorio e condizionato,
poichè dipende dalla seconda fase del processo
Due figure di azioni sommarie di condanna:
o Condanna con riserva di eccezioni: azione di condanna è fondata su documenti di
particolare qualità, può portare alla condanna senza che alcune eccezioni del
debitore vengano prese in esame, rimanendo riservate all’ulteriore fase del
processo
o Condanna inaudita altera parte: senza previo contraddittorio
Ammissibile a favore dei creditori di una somma di denaro o di una quantità
determinata di cose fungibili. Se esistono le condizioni previste e senza sentire il
debitore, il giudice ingiunge di pagare la somma o consegnare la cosa nel termine
di 40 giorni, con avvertimento che nello stesso termine può essere fatta
opposizione (senza opposizione: esecuzione forzata), in caso di opposizione il
giudizio si svolge secondo le regole del processo ordinario
AZIONI COSTITUTIVE
Azione che tende a una sentenza che costituisca, modifichi od estingua un rapporto
giuridico
-->precedentemente vi è l’accertamento della sussistenza delle condizioni volute dalla
legge perché possa prodursi il mutamento giuridico
Esempio azioni esecutive:
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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

❖ Azione di separazione personale dei coniugi e di divorzio


❖ Azioni di recessione del contratto per lesione o inadempimento
NB: sentenza costitutiva producono difetti EX NUNC (dal momento in cui passano in
giudicato)
-->sentenza costitutiva eccezione alla regola della natura dichiarativa della funzione
giurisdizionale: la legge attribuisce alla parte il diritto di ottenere il mutamento della
situazione giuridica ad opera della sentenza. Quando il diritto è fatto valere in via
eccezionale (eccezione di dolo, violenza, Errore) esso è diritto all’annullamento del solo
diritto fatto valere dall’attore con la sua domanda, non tocca l’atto da cui sorge, per
annullare l’atto il convenuto deve chiedere l’annullamento in via riconvenzionale.
FIGURE ANOMALE
Per gli scopi a cui tendono si allontanano dalle azioni tipiche o hanno una composizione
mista
✓ Sentenza dichiarativa di fallimento: può essere pronunciata anche su richiesta del
debitore o su istanza del PM. Contenuto accerta i presupposti del fallimento,
stato di insolvenza dell’imprenditore e produce effetti costitutivi sulla capacità e
sul patrimonio del fallito
✓ Sentenza che dichiara l’inefficacia del licenziamento del lavoratore e la
reintegrazione nel posto di lavoro
✓ Decreto che ordina la cessazione del comportamento antisindacale del datore di
lavoro e la rimozione degli effetti

IDENTIFICAZIONE DELLE PARTI (CAP. 87)


Elementi importanti per l’identificazione dell’azione sono: parti, causa e oggetto
-->quando in due domande tutti gli elementi sono uguali l’azione proposta è la stessa
➢ Parti: attore e convenuto. Soggetto attivo e passivo della domanda
➢ Causa (causa petendi): fatto giuridico che l’attore pone a fondamento della sua
domanda ossia il titolo dell’azione
Fatto da cui sorge il diritto che l’attore pretende far valere/rapporto giuridico da
cui quel diritto viene fatto derivare
Si distinguono:
o Casi in cui l’identificazione dell’azione esige l’indicazione del fatto
costitutivo (domande eterodeterminate)
o Casi in cui l’azione è identificata dalla semplice indicazione del diritto
esercitato (domande autodeterminate)
➢ Oggetto: ciò che si domanda al giudice, individuato con riguardo:
▪ al tipo di provvedimento che si chiede (oggetto immediato)
Esempio: condanna/sequestro
▪ Al bene a cui il provvedimento dovrebbe riferirsi (oggetto mediato)
Esempio: fondo/somma

CONNESSIONE DELLE AZIONI (CAP. 88)


Due azioni sono connesse se, pur essendo diverse, hanno almeno uno degli elementi di
identificazione in comune
Rapporto tra azioni rilevante perchè consente la proposizione congiunta in un unico
processo
• Connessione soggettiva: due azioni oggettivamente diverse sono connesse per il
solo fatto che concorrono tra le medesime persone-->identità di soggetti
Art. 104 CodProcCiv: consentito il cumulo in un solo processo ma il giudice può:
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o Disporre la loro separazione-->istanza di tutte le parti, riunione


ritarderebbe il processo
o Può decidere su alcune azioni ordinando la continuazione dell’istruzione
sulle altre
• Connessione oggettiva: due azioni sono connesse quando hanno in comune uno o
entrambi gli elementi oggettivi (causa petendi/causa e petitum/oggetto)
In questo caso le azioni:
▪ Possono essere proposte congiuntamente in un solo processo,
soggetti diversi si avrà litisconsorzio
▪ Essere riunite se proposte separatamente
▪ Essere separate se ritenuto opportuno
-->Casi speciali di connessione:
Accessorietà-->azione (accessoria) è dipendente per titolo all’altra (principale), in
tal modo che la decisione sull’azione accessoria dipenda dalla decisione
sull’’azione principale
Garanzia: Casi in cui una parte, se rimane soccombente in causa, ha diritto al
risarcimento del danno da un terzo (garante), le due azioni sono connesse e
possono essere proposte nello stesso processo, per essere decise simultaneamente
-->Caso in cui un terzo (garante) sia tenuto a rispondere delle obbligazioni di una
parte (garantito) in virtù di un rapporto sostanziale nascente da contratto
Esempio: compratore, convenuto in giudizio da Tizio, che si pretende proprietario
della cosa comprata, oltre a chiamare in causa il venditore può proporre contro di
lui nello stesso processo l’azione per essere risarcito dall’evizione
Azione di garanzia può essere:
o Eventuale: proposta in caso di soccombenza del garante nell’azione
principale
o Formale/reale: quando il garantito si trova in causa perché gli è stato
contestato da un terzo un diritto a lui trasmesso dal garante
o Semplice: quando il garantito si trova in causa con un terzo per
un’obbligazione, alla quale corrisponde l’obbligo di rivalsa del garante
o Impropria: quando manca la connessione e i rapporti giuridici sono collegati
soltanto di fatto--> vendita successiva della stessa merce
Pregiudizialità: rapporto che corre tra l’azione principale è l’azione di
accertamento incidentale che una delle parti può proporre per la decisione su una
questione pregiudiziale
Riconvenzione: azione che il convenuto può proporre contro l’attore, affinchè sia
conosciuta e decisa simultaneamente con l’azione principale
NB: ammissibile solo quando l’azione riconvenzionale abbia un particolare vincolo
di connessione con l’azione principale
Connessione Impropria: si ha quando la decisione dipende totalmente o
parzialmente, dalla risoluzione di identiche questioni anche se le azioni sono
totalmente diverse

CONCORSO DI AZIONE (CAP. 89)


Due diritti vengono chiamati concorrenti quando sono collegati tra loro dal punto di vista
funzionale in modo che la soddisfazione di uno di essi estingue anche l’altro
✓ Concorso obiettivo-->all’identità delle persone e del petitum corrispondono varie
cause petendi
Esempio: il prenditore di una cambiale, che può pretendere il pagamento della
somma dovuta sia in base alla cambiale, sia in base al rapporto fondamentale

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Esperimento vittorioso di una delle azioni di condanna estingue anche le altre,


viene meno l’interesse ad agire per ottenere una seconda condanna, dato che
l’esecuzione potrebbe farsi una sola volta
✓ Concorso Subiettivo: a soggetti diversi spettano azioni diverse, obiettivamente
identiche per identità della causa e del petitum
Esempio: azione di annullamento di una deliberazione invalida dell’assemblea di
una società per azioni, che spetta ad amministratori/sindaci/soci assenti/
dissenzienti
Esercizio vittorioso dell’azione di uno dei legittimati estingue le azioni
concorrenti, perchè il risultato ottenuto giova a tutti gli interessati

AZIONI ESECUTIVE
ESECUZIONE IN GENERALE (CAP. 90)
Attività degli organi giudiziari con cui mirano a porre in essere coattivamente un
risultato pratico equivalente a quello che avrebbe dovuto produrre un altro soggetto in
adempimento di un obbligo giuridico
-->mezzo con cui l’ordine giuridico reagisce a una particolare forma di illecito, che
consiste nella trasgressione di una regola giuridica concreta, da cui sorge l’obbligo di un
determinato comportamento di un soggetto a favore di un altro

PRESUPPOSTO PRATICO DELL’ESECUZIONE FORZATA (CAP. 91)


-->inadempimento di un obbligo di contenuto patrimoniale da parte dell’obbligato, con
conseguente lesione del diritto soggettivo correlato
-->Inadempimento può essere costituito da un fatto positivo/negativo/omissione
(obbligazione di dare, fare o non fare)
-->Processo di esecuzione coglie i rapporti giuridici nel momento in cui vi fu violazione
del diritto e li assume a proprio oggetto per quell’aspetto in cui, in conseguenza della
violazione, presentano un contenuto obbligatorio

SANZIONE (CAP. 92)


Sanzione è la misura stabilità dal diritto come conseguenza del fatto illecito
NB: quando l’infrazione del diritto non integra la figura del reato, la sanzione non è
diretta a punire il responsabile ma solo a riparare il danno provocato al creditore dalla
violazione del diritto
-->Sanzione esecutiva è quella misura che procura il soddisfacimento coattivo del diritto
del creditore mediante l’esercizio del potere degli organi giurisdizionali
NB: obbligazione sempre incoercibile: diritto non può direttamente costringere il
debitore a tenere il comportamento cui è obbligato; interesse del creditore rimane
egualmente soddisfatto se egli ottiene il bene a cui ha diritto per opera di un terzo o per
l’attività degli organi giudiziari. Finalità riparatoria e satisfattiva dell’esecuzione sarà
concretamente raggiunta quando si farà conseguire al creditore lo stesso bene che
aveva diritto di ricevere dall’obbligato

AZIONE E RESPONSABILITÀ ESECUTIVA (CAP. 93)


NB: processo di esecuzione ha luogo solo per iniziativa delle parti
-->azione esecutiva: diritto di attuazione della sanzione. Diritto soggettivo processuale
che si dirige verso lo Stato affinché compia gli atti per l’attribuzione della sanzione
-->azione esecutiva del creditore corrisponde alla responsabilità esecutiva del debitore--
>stato di soggezione all’attuazione della sanzione è dell’attività degli organi
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giurisdizionali che possono prendere i beni del debitore per soddisfare il creditore senza
che il debitore possa opporsi

TITOLO ESECUTIVO (CAP. 94)


Esecuzione è subordinata a condizioni di ammissibilità che garantiscono una grande
probabilità di esistenza del diritto del creditore
-->esecuzione configurata come un processo chiuso dal quale è esclusa ogni indagine di
merito ma in cui è fatta salva la possibilità che dall’esterno sopraggiunga l’ordine di
fermarsi ed eventualmente ristabilire lo stato anteriore delle cose (opposizione:
autonomo processo di cognizione)
Titolo esecutivo: atti necessari e sufficienti a legittimare la domanda con cui si propone
l’esecuzione. Categoria dei titoli esecutivi è formata sulla base di una valutazione della
legge circa la loro idoneità a fornire un’adeguata garanzia dell’esistenza del credito.
NB: azione esecutiva è un’azione astratta non essendoci certezza dell’esistenza
-->sono titoli esecutivi anche i documenti che attestano l’esistenza degli atti, documenti
di cui il creditore deve essere munito per poter chiedere l’esecuzione agli organi
competenti
Si possono distinguere:
❖ Requisiti sostanziali: riguardano l’atto, requisiti del diritto di procedere
all’esecuzione forzata e possono venir contestati con l’opposizione all’azione
❖ Requisiti formali: riguardano il documento, requisiti di regolarità del documento
notificato al debitore e possono venir contestati con l’opposizione degli atti
esecutivi

CLASSIFICAZIONE DELLE AZIONI ESECUTIVE (CAP. 95)


▪ ESPROPRIAZIONE: ha luogo quando il creditore ha diritto a ricevere una somma di
denaro
Art. 2910 CodCiv: il creditore per conseguire quanto gli è dovuto, può fare
espropriare i beni del debitore
Espropriazione: trasferimento della proprietà della somma dovuta dal debitore al
creditore. Se la somma non è in forma liquida viene ottenuta mediante la vendita
dei beni del debitore
▪ ESECUZIONE PER SPOSSESSAMENTO: non si è adempiuto l’obbligo di consegnare
una cosa determinata-->scopo di far conseguire all’avente diritto l’acquisto
forzato del possesso della cosa dovuta
▪ ESECUZIONE PER TRASFORMAZIONE: non si è adempiuto un obbligo di fare/non
fare ed è diretta a far compiere ed è diretta a far compiere (a spese
dell’obbligato) l’obbligo al quale era tenuto, o far distruggere ciò che è stato
fatto in violazione dell’obbligo
NB: caso speciale-->esecuzione specifica dell’obbligo di concludere un contratto

ESECUZIONE PROCESSUALE INDIRETTA


NB: sanzione esecutiva non può funzionare nei casi in cui l’obbligo rimasto inadempiuto
non può essere soddisfatto se non tramite l’attività dell’obbligato:
o Obblighi di fare infungibili: consistenti in prestazioni la cui utilità è strettamente
legata ad irripetibili caratteristiche personali dell’obbligato
Esempio: creditore ha diritto all’esecuzione della prestazione di un’artista, non
avrebbe senso procurargli l’opera di un diverso soggetto tramite l’intervento degli
organi giudiziari
o Obblighi di non fare infungibili: astensione da condotte pregiudizievoli

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Esempio: astensione da condotte costituenti concorrenza sleale o condotte lesive


della reputazione, nome o immagine altrui
-->Esecuzione processuale indiretta fondata sull’imposizione all’obbligo di sanzioni
penali/amministrative/pecuniarie che, nel presentare un male maggiore rispetto
all’ottemperazione del provvedimento, lo inducano ad adempiere
-->art. 614-bis legge 69/2009: quando pronuncia condanna all’inadempimento di obblighi
di fare/non fare infungibili, il giudice, su richiesta dell’attore, fissa anche la somma
dovuta dall’obbligato per ogni violazione o inosservanza successiva o per ogni ritardo
nell’esecuzione del provvedimento
NB: applicazione delle misure coercitive si risolve in una sentenza di condanna
pecuniaria nell’ambito dello stesso processo di cognizione

AZIONI CAUTELARI
AZIONE CAUTELARE IN GENERALE (CAP. 96)
Diretta ad assicurare l’efficace svolgimento e il proficuo svolgimento della cognizione e
dell’esecuzione.
Azione cautelare-->azione diretta a porre in atto una cautela ed è sempre legata da un
rapporto di complementarietà ad un’azione principale dato dal fatto che la cautela
chiesta ha lo scopo di garantire il proficuo risultato dell’azione principale.
NB: azione autonoma che può essere accolta/respinta. Condizioni che subordinano
l’accoglimento dell’azione cautelare sono:
➢ Probabile essenza di un diritto di cui si chiede la tutela nel processo principale
➢ Fondato timore che, mentre si attende questa tutela, vengano a mancare le
circostanze di fatto favorevoli alla tutela stessa
-->giudice decide intorno a questi due punti, concedendo o negando la cautela, con un
provvedimento che ha valore di verificazione nel caso concreto dell’esistenza dei
presupposti di fatto stabiliti dalla legge per l’esercizio del potere cautelare del giudice
Provvedimenti cautelari sono sempre destinati a durare per un tempo limitato, infatti
quando il processo principale giunge alla conclusione si avranno due possibilità:
▪ Diritto riconosciuto: esso potrà ricevere piena tutela e soddisfazione
▪ Diritto inesistente: misura cautelare diviene inefficace

AZIONI CAUTELARI NOMINATE E INNOMINATE (CAP. 97)


NB: azioni cautelari sono tipiche--> non si possono chiedere provvedimenti cautelari
diversi da quelli stabiliti dalla legge (azioni cautelari nominate)
Provvedimenti d’urgenza: provvedimenti cautelari che possono essere emanati fuori dai
casi previsti dalla legge quando c’è il pericolo che, durante il tempo che serve per far
valere un diritto in via ordinaria, questo sia minacciato da un pregiudizio imminente e
irreparabile. Questi prendono il nome di provvedimenti cautelari innominati ai quali
corrisponde una azione cautelare innominata.
Provvedimenti interinali: danno alla questione una soluzione provvisoria, valevole fino a
che non sopraggiunga la decisione della causa
Esempio: assegno alimentare provvisorio, nomina del tutore/curatore provvisorio nei
processi di interdizione/inabilitazione

GLI ATTI
NOZIONE DI ATTO PROCESSUALE (CAP. 98)
Atti processuali si distinguono dagli atti giuridici perchè appartenenti al processo.
Esercitano un effetto giuridico diretto ed immediato sul rapporto processuale in quanto
lo costituisco, lo svolgono e lo concludono
NB: NON rientrano nella categoria degli atti processuali:
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• Semplici attività di fatto dei soggetti del processo che abbiano scopo preparatorio
Esempio: studio carte processuali del giudice
• Atti compiuti dalle parti fuori dal processo, anche se possono essere coordinati al
processo
Esempio: rilascio della procura alle liti al difensore
• Atti di terzi posti in essere nel processo-->
Esempio: deposizione di un testimone
Sono invece atti processuali:
Produzione in giudizio di documenti-->procura, elezione del domicilio
Assunzione della testimonianza da parte del giudice e la sua verbalizzazione
Atto Processuale: dichiarazione/manifestazione del pensiero, fatta volontariamente da
uno dei soggetti del processo, la quale rientri in una delle categorie di atti previsti dalla
legge processuale ed appartenga ad un procedimento, con efficacia costitutiva,
modificativa od estintiva sul corrispondente rapporto processuale.
NB: regolati dalla legge processuale e dalla legge vigente al momento in cui l’atto viene
compiuto

SOGGETTI DEGLI ATTI PROCESSUALI (CAP. 99)


Atti processuali sono atti dei soggetti del processo e si distinguono in:
✓ Atti dell’organo giurisdizionale--> sono atti processuali oltre a quelli del giudice
anche quelli degli organi minori (cancelliere è ufficiale giudiziario, ausiliari del
giudice)
✓ Atti delle parti: atti posti in essere personalmente dalle parti o in loro nome dai
difensori
✓ Atti processuali del PM sia quando è parte del processo sia quando svolge i poteri
di parte che ti sono stati attribuiti

CONTENUTO DEGLI ATTI PROCESSUALI


Soggetti pongono un contenuto variabile da caso a caso:
▪ Giudice: previste diverse specie di provvedimenti
▪ Cancelliere: redazione verbali, comunicazioni, pubblicazione delle sentenze
▪ Ufficiale Giudiziario: notificazioni, pignoramento
▪ Parti: domande riguardo al merito e istanze relative al processo e in particolare
istanze istruttorie (produzione di prove e dichiarazioni)
NB: grande varietà di atti processuali non permette di formulare delle regole generali

FORMA DEGLI ATTI PROCESSUALI


Modalità di espressione della lingua, del tempo e del luogo in cui viene posto l’atto
processuale costituiscono la sua forma
Forma deve rispondere alla necessità tecnica di far conseguire all’atto il suo scopo e di
farlo pervenire alla conoscenza del suo destinatario
-->Legislatore ha subordinato l’efficacia degli atti all’osservanza di determinati requisiti
di forma, a seconda del tipo di atto. Formalismo necessario per assicurare il regolare
e spedito movimento del processo

VOLONTÀ NEGLI ATTI PROCESSUALI


Atti processuali sono atti volontari-->risultato della volontà del soggetto che li pone in
essere
NB: il formalismo non consente di dare alcuna rilevanza alla reale volontà del soggetto--
> adempimento delle prescrizioni stabilite dalla legge fa conseguire all’atto degli effetti
propri, rimanendo irrilevante l’interna intenzione del soggetto agente
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ATTO E PROCEDIMENTO (CAP. 103)


Atti processuali collegati e coordinati ad un gruppo di atti che prende il nome di
procedimento. Atti collegati dall’unità di scopo-->tutti mirano alla preparazione
dell’atto finale del procedimento
Struttura del procedimento: atto iniziale-->domanda di parte/atto finale--
>provvedimento giudice
-->Solo l’atto finale ha efficacia esterna, ovvero non meramente processuale. Effetti
degli altri atti sono interni allo stesso procedimento, in quanto lo fanno proseguire verso
l’atto finale
-->atto finale ha doppia efficacia:
o Piano sostanziale: ha effetti propri dell’attuazione del diritto che sono vari a
seconda della natura del provvedimento. Efficacia sostanziale è presente quando
la domanda iniziale viene accolta o rigettata
o Piano processuale: chiude e perfeziona il provvedimento
Validità atti processuali: ciascun atto ha i suoi requisiti ed è condizionato alla validità
del procedimento a cui appartiene e agli atti anteriori dai quali formalmente e
logicamente dipende

REGOLAMENTO LEGALE DELLA FORMA DEGLI ATTI PROCESSUALI


Art. 121 CodProcCiv: principio della libertà delle forme-->gli atti del processo, per i
quali la legge non richiede forme determinate, possono essere compiuti nella forma più
idonea al raggiungimento del loro scopo
Art. 121 CodProcCiv: principio della strumentalità delle forme--> le forme non hanno un
valore intrinseco proprio, ma sono poste solo come un mezzo per raggiungere
pienamente lo scopo di ciascun atto e la necessità della loro osservanza va considerata
in rapporto al raggiungimento dello scopo
Art. 122 CodProcCiv: in tutto il processo è prescritto l’uso della lingua italiana. Quando
deve essere sentito chi non conosce la lingua italiana, il giudice può nominare un
interprete che presta giuramento davanti al giudice di adempiere fedelmente al suo
ufficio
Art. 123 CodProcCiv: quando occorre procedere all’esame di documenti che non sono
scritti in lingua italiana, il giudice può nominare un traduttore, il quale presta
giuramento a norma dell’articolo precedente
Art. 124 CodProcCiv: se nel procedimento deve essere sentito un sordo, un muto o un
sordomuto, le interrogazioni e le risposte possono essere fatte per iscritto
Mezzo di espressione per i vari atti forma orale o scritta, se l’atto è orale esso viene
documentato nel processo verbale
-->alcune attività devono compiersi pubblicamente cioè alla presenza di chiunque voglia
assistervi
NB: non sono pubbliche quelle del giudice istruttore e quelle del giudice dell’esecuzione
-->sentenze deliberate in segreto ma rese pubbliche mediante deposito in cancelleria e
chiunque può prenderne visione

UDIENZE (CAP. 105)


Udienze: periodi di tempo in cui il giudice siede in una sala dell’ufficio giudiziario e
prende contatto personale con le parti, i loro difensori ed eventualmente i terzi di cui
deve ricevere le dichiarazioni. Assistiti dal cancelliere che dirige il processo verbale
sotto la direzione del giudice
-->Udienza può essere diretta da un solo giudice o dal presidente del collegio
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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

TERMINI (CAP. 106)


Termini per lo svolgimento del processo sono stabiliti dalla legge o stabiliti dal giudice
(anche a pena di decadenza) solo se il giudice lo permette espressamente-->art. 152
CodProcCiv
Termini si distinguono in:
Dilatori (intermedi): devono trascorrere prima che possa compiersi un
determinato atto (termine per comparire)
Acceleratori: entro i quali può farsi un certo atto (termini per impugnazioni)
Si distinguono in:
✓ Ordinatori: scopo di regolare le attività processuali secondo Le necessità
del normale andamento del processo. Inosservanza non produce decadenza
alla facoltà di compiere l’atto in ritardo ma conseguenze svantaggiose
dipendenti dalla situazione processuale venutasi a creare; questi atti
possono essere abbreviati o prorogati dal giudice anche d’ufficio (proroga
non può avere durata superiore al temine ordinario
✓ Perentori: non possono in alcun modo essere abbreviati o prorogati e la
loro decorrenza comporta decadenza dalla facoltà di compiere l’atto
NB: i termini stabiliti dalla legge sono ordinatori tranne quando la legge stessa
li dichiari perentori
Computo dei termini: calendario comune
• Giorno iniziale: giorno in cui è avvenuto il fatto da cui il termine deve decorrere
(non si computa nel termine)
• Giorno finale: computato nel termine, se il giorno è festivo scadenza prorogata al
primo giorno seguente non festivo

SOSPENSIONE DEL TERMINE NEL PERIODO FERIALE


Sospensione dei termini processuali nel periodo 1o agosto – 15 settembre di ogni anno. I
termini processuali nel periodo feriale sono sorpresi e riprendono il loro corso alla
scadenza di questo periodo
NB: esclusi i processi urgenti: cause di alimenti, procedimenti cautelari e di opposizione
all’esecuzione

PRECLUSIONE (CAP. 107)


Preclusione: perdita od estinzione del diritto di compiere un atto processuale.
Preclusione dovuta a:
❖ Decorrenza del termine
❖ Mancato esercizio del diritto nel momento opportuno
❖ Incompatibilità con un’attività già compiuta
❖ Aver già una volta esercitato il diritto

ATTI DEGLI ORGANI GIURISDIZIONALI


PROVVEDIMENTI DEL GIUDICE (CAP. 108)
Provvedimenti: dichiarazioni di pensiero del giudice, espresse nella forma determinata
dalla legge, nell’esercizio della potestà giurisdizionale
3 tipi di provvedimento:
✓ Sentenza-->provvedimento decisorio: statuisce sui diritti delle parti, accogliendo
o rigettando le domande proposte in giudizio
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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

✓ Ordinanza
✓ Decreto
Decreto e ordinanza sono provvedimenti ordinatori: provvedono allo svolgimento del
processo, impiegando si di solito l’ordinanza quando si pronuncia nel contraddittorio
delle parti o il decreto
Art. 131 CodProcCiv: mancando una prescrizione legale espressa, il giudice è libero di
pronunciare il provvedimento nella forma che ritiene più idonea, scegliendo uno dei tre
tipi di provvedimento previsti dalla legge
Art. 111 7° Comma CodProcCiv: contro le sentenze e contro i provvedimenti sulla libertà
personale, pronunciati dagli organi ordinari e speciali, è sempre ammesso il ricorso in
Cassazione per violazione della legge-->norma usata per risolvere i casi in cui la legge
dispone che un provvedimento decisorio venga pronunciato (sentenza) nella forma
dell’ordinanza o del decreto
NB: maggior peso al contenuto sostanziale rispetto alla forma-->provvedimenti decisori,
anche se aventi forma di ordinanza o decreti, sono impugnabili per ricorso in Cassazione
Caso in cui il giudice pronunci erroneamente un provvedimento in forma diversa da
quella prescritta dalla legge per quel determinato contenuto: eventuale errore del
giudice non è rilevante e l’atto è assoggettato alla disciplina dettata dalla legge per
quello che è il suo contenuto

SENTENZA
Atto di giudicare-->atto finale del processo con cui il giudice formula il suo giudizio
Art. 279 CodProcCiv: giudice pronuncia sentenza
• Quando definisce il giudizio decidendo questioni di giurisdizione
• Quando definisce il giudizio decidendo su questioni pregiudiziali attinenti al
processo o questioni preliminari di merito
• Quando definisce il giudizio decidendo totalmente nel merito
• Quando definendo alcune delle questioni ai numeri 1, 2, 3 non definisce il giudizio
e impartisce distinti provvedimenti per l’ulteriore istruzione della causa
Sentenza può essere:
Definitiva: sentenza che definisce il giudizio, conclude ed esaurisce il processo in
quell’istanza. Sentenza definitiva è la sentenza finale del procedimento di primo
grado o di quella fase che si è svolta davanti ad un dato organo giurisdizionale
Non Definitiva: sentenza che non definisce il giudizio, cosicchè il processo debba
continuare dopo la sua pronuncia. Con essa il giudice decide una parte della
materia controversa
Art. 132 CodProcCiv: contenuto della sentenza
▪ Indicazione del giudice che l’ha pronunciata
▪ Indicazione delle parti e dei loro difensori
▪ Conclusioni del PM e delle parti
▪ Concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione
▪ Dispositivo (decisione presa dal giudice riguardo alla materia che gli è stata
sottoposta), la data della deliberazione e la sottoscrizione dei soli presidente e
dal giudice estensore
NB: mancata menzione delle parti, conclusioni PM o parti, non è motivo di nullità della
sentenza ma si potrà rimediare con procedimento della correzione
Art. 111 COST: obbligo di motivazione garantito dalla Costituzione. Eventuale
inosservanza è di per se motivo di impugnazione della sentenza. Mancanza della
sottoscrizione del giudice rende la sentenza giuridicamente inesistente

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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

NB: se per errore la sentenza è stata sottoscritta da un giudice diverso da quello che
doveva sottoscriverla la giurisprudenza ritiene che si possa provvedere alla rettifica col
provvedimento della correzione
-->con l’atto del deposito e a datare da esso la sentenza diviene giuridicamente
esistente, e da quel momento non può essere revocata o modificata, tranne che per
mezzo delle impugnazioni

ORDINANZA
Funzione di provvedere allo svolgimento del processo, contenuto meramente ordinario
-->può anche presupporre la risoluzione di una questione dubbia e controversa fra le
parti, specialmente di carattere istruttorio--> art. 134 CodProcCiv
• Pronunciata in udienza(trattazione della causa davanti al giudice istruttore):
inserita nel processo verbale
• Pronunciata fuori dall’udienza: scritta in calce fuori dal processo verbale, con
data della sottoscrizione del giudice. Cancelliere comunica alle parti l’ordinanza
pronunciata fuori dall’udienza, salvo che la legge ne prescriva la notificazione
NB: ordinanza revoca bile da parte del’’organo che l’ha pronunciata e in ogni caso dal
collegio. Di regola non pregiudica la decisione della causa

DECRETO
Forma più semplice del provvedimento giudiziale. Impiegato quando non vi è
contraddittorio tra le parti
-->decreto pronunciato d’ufficio o su istanza anche verbale della parte
-->decreto non è revocabile ne impugnabile (di regola)
-->Decreto datato e sottoscritto dal giudice o dal presidente se organo
collegiale+cancelliere
NB: decreto no motivato, salvo che la motivazione sia espressamente prescritta dalla
legge

ATTI DEL CANCELLIERE: LE COMUNICAZIONI (CAP. 112)


Art 136 CodProcCiv: comunicazione sono gli atti con cui il cancelliere nei casi previsti
dalla legge o dal giudice, dà notizia al PM, alle parti, agli altri ausiliari del giudice e ai
testimoni, dei provvedimenti che li riguardano
Biglietto di cancelleria in carta non bollata è consegnato dal cancelliere al destinatario,
che ne lascia ricevuta o è rimesso all’ufficiale giudiziario per la notifica
NB: biglietto si compone di due parti uguali, una delle quali è consegnata al destinatario
e l’altra è conservata nei fascicoli d’ufficio

NOTIFICAZIONI (CAP. 113)


Notificazione atto dell’ufficiale giudiziario, con cui viene portato a conoscenza del
destinatario un altro atto, redatto per iscritto, di cui viene consegnata una copia
conforme all’originale
NB: notificazione atto distinto da quello dell’atto che viene notificato
Per formalità e modalità della notificazione la legge dispone che:
Ufficiale giudiziario può sempre eseguire la notificazione mediante consegna
della copia nelle mani proprie del destinatario. Se il destinatario si rifiuta di
ricevere la copia, ufficiale ne dà atto nella relazione-->notificazione si considera
fatta nelle mani del destinatario
Se il destinatario non viene rintracciato la notificazione viene fatta per
equipollenti. Destinatario viene cercato:
✓ Casa di abitazione
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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

✓ Ufficio/sede lavorativa
Se non viene trovato la copia dell’atto può essere consegnata a:
-una persona di famiglia
-addetto casa/ufficio/azienda
NB: persona non deve essere minore di 14 anni o palesemente incapace
In mancanza di tali persone: copia può essere consegnata al portiere
dell’abitazione/ufficio/azienda o in mancanza ad un vicino di casa che accetti
di riceverla e ne dà notizia al destinatario tramite lettera raccomandata.
In caso di irreperibilità/rifiuto/incapacità, ufficiale deposita la copia nel
comune dove la notificazione deve eseguirsi
Se il destinatario ha eletto il proprio domicilio presso una persona o ufficio,
consegna può essere fatta alla persona o al capo dell’ufficio in qualità di
domiciliatario, nel luogo indicato dall’elezione
Se non espressamente vietato dalla legge, la notifica può essere fatta a mezzo
del servizio postale
Notifica alle persone giuridiche: eseguita nella loro sede mediante consegna
della copia al rappresentante o alla persona incaricata di ricevere le notificazioni
Notificazioni all’amministrazione dello Stato: presso avvocatura dello Stato
Forme speciali di notificazione o consegna della copia:
▪ Se il destinatario non ha residenza fissa/dimora/domicilio in Italia, e non vi è
eletto domicilio o costituito procuratore--> atto notificato mediante l’affissione
di copia nell’albo dell’ufficio giudiziario davanti al quale si procede
▪ Se non sono conosciuti residenza/dimora /domicilio del destinatario e non vi è
procuratore--> ufficiale deposita la copia nella casa comunale dell’ultima
residenza o, se questa ignota, in quella del luogo di nascita del destinatario
▪ Giudice può prescrivere anche d’ufficio che la notificazione sia prescritta in modo
diverso dalla legge anche per mezzo di telegramma

NOTIFICAZIONE PER PUBBLICI RECLAMI


Legge prevede il caso che la notificazione nei modi ordinari sia difficile, il capo
dell’ufficio giudiziario davanti al quale si procede può autorizzare la notificazione
per pubblici proclami.
NB: istanza delle parti o del PM

ATTI DELLE PARTI


FORMULA ED EFFETTI DEGLI ATTI DI PARTE
Anche per gli atti processuali di parte vale il principio di libertà delle parti
-->devono essere orali e fatte in udienza è devono essere documentati nel processo
verbale
❖ Risposte all’interrogatorio non forma
❖ Risposte all’interrogatorio formale
❖ Prestazione del giuramento
Altri atti devono essere fatti per iscritto in particolare urli con cui si propongono le
domande
In relazione ai loro effetti gli atti processuali possono essere distinti in:
• Atti causativi: immediatamente e per se stessi operativi del loro effetto sulla
situazione processuale (costituzione in giudizio, rinuncia agli atti)
• Atti induttivi: sono diretti ad ottenere dal giudice un provvedimento favorevole e
ad influire sulla sua convinzione intorno alla fondatezza delle ragioni della parte
che compie l’atto

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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

REQUISITI DEGLI ATTI SCRITTI


Art. 125 CodProcCiv: salvo che la legge disponga altrimenti, citazione/ ricorso /
comparsa / controricorso/precetto debbono indicare:
o Ufficio giudiziario
o Parti
o Oggetto
o Ragioni della domanda
o Conclusioni o istanze
Questi devono essere riportati tanto nell’originale quanto nelle copie da notificare,
devono essere sottoscritti dalla parte se sta in giudizio personalmente, altrimenti dal
suo procuratore
Sottoscrizione: indica la provenienza dell’atto ed è perciò normalmente indispensabile
per identificarne l’autore.

INVALIDITÀ DEGLI ATTI


DISCIPLINA DELL’INVALIDITA’ DELL’ATTO PROCESSUALE (CAP. 117)
Atto processuale viziato quando manca di alcuni dei requisiti di forma prescritti dalla
legge o necessari per il raggiungimento del suo scopo
Principio della strumentalità delle forme-->subordina l’’invalidità dell’atto al rapporto
tra il vizio e lo scopo dell’atto, sancendo la nullità solo quando l’atto, per effetto del
vizio, non ha potuto raggiungere il suo scopo.
NB: per scopo si intende lo scopo obiettivo-->funzione tecnica che la legge gli ha
assegnato

NULLITÀ DELL’ATTO (CAP. 118)


Si annullano gli atti mancanti degli elementi che ne costituiscono lo scopo obiettivo
dell’atto
Art. 156 CodProcCiv: stabilisce 3 regole
➢ Non può essere pronunciata la nullità per inosservanza di forme di alcun atto del
processo, se la nullità non è comminata dalla legge
➢ Nullità può essere pronunciata quando l’atto manca dei requisiti formali
indispensabili per il raggiungimento dello scopo
➢ Nullità non può essere mai pronunciata, se l’atto ha raggiunto lo scopo a cui è
destinato
Limite alla pronuncia della nullità:
❖ Nullità relative: possono pronunciarsi solo ad istanza della parte interessata e
sono dunque nullità sanabili-->mancato rilievo della nullità rende irrilevante il
vizio dell’atto, poichè non ha leso in modo apprezzabile il legittimo interesse
l’atto conserva la validità
❖ Nullità assolute: devono considerarsi obiettivamente rilevanti perchè determinate
dalla mancanza di un requisito che la legge considera indispensabile al buon
andamento della funzione giurisdizionale--> pronunciate dal giudice e
normalmente insanabili
NB: la legge può considerare la possibilità di una convalida
Art. 157 CodProcCiv:
1° Comma: quando sussiste una nullità a norma art. 156, essa non può essere
pronunciata senza istanza della parte, a meno che la legge non disponga che sia
pronunciata d’ufficio
2° Comma: Nella prima ipotesi (1° Comma), soltanto la parte nel cui interesse è
stabilito un requisito può opporre la nullità dell’atto per mancanza del requisito stesso,
ma deve farlo nella prima istanza o difesa successiva all’atto/notizia di esso
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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

3° Comma: nullità non può essere opposta dalla parte che vi ha dato causa, nè da quella
che vi ha rinunciato anche tacitamente
NB: art. 157 CodProcCiv non riguarda le nullità assolute che devono essere pronunciate
dal giudice d’ufficio

DECADENZA (CAP. 120)


Decadenza-->caso di inosservanza dei termini (caso particolare di invalidità dell’atto)
NB: quando un termine è perentorio o stabilito a pena di decadenza, l’atto compiuto
dopo la sua scadenza è inefficace, essendo si estinto per decadenza il diritto a compiere
l’atto.
-->Decadenza determina un’invalidità assoluta e irrimediabile, salvo casi eccezionali
in cui è ammessa una rimessione in termini

ESTENSIONE E PRONUNCIA DELLA NULLITÀ CAP. 121)


Se la nullità è insanabile o non sanata, colpisce anche gli atti successivi che dipendono
dall’atto nullo
NB: Omissione di un atto rende NULLI gli atti che lo PRESUPPONGONO
-->nullità dell’atto iniziale (costitutivo del processo) comporta la nullità dell’intero
processo
Art. 159 CodProcCiv: principio conservazione degli atti processuali--> nullità di un atto
non importa quella degli atti precedenti, né quella degli atti successivi che ne sono
INDIPENDENTI-->nullità di una parte dell’atto non colpisce le altre parti che ne sono
indipendenti
-->Nullità deve essere pronunciata dal giudice. Dichiarazione di nullità ha valore di una
semplice constatazione e certificazione dell’invalidità dell’atto

NULLITÀ DELLA SENTENZA (CAP. 123)


Sentenza dichiarativa di nullità: processo nullo può portare alla pronuncia di una
sentenza valida. Sentenza che dichiara la nullità di tutto il processo è di per se
pienamente valida come atto conclusivo del processo
Nullità originaria è derivata della sentenza: sentenza nulla se giudica nel merito o
provvede su altre questioni nonostante la nullità od omissione degli atti anteriori
da cui dipende
Art. 158 CodProcCiv: nullità derivante da vizi relativi alla costituzione del giudice
o intervento del PM è insanabile e deve essere rilevata d’ufficio
Sentenza può essere nulla per il vizio che si sia verificato nella sua formazione:
▪ Vizio costituzione del giudice-->irregolare composizione dell’organo che ha
pronunciato la sentenza
▪ Difetto della motivazione intorno ad un punto decisivo della controversia
Principio della conversione dei motivi di nullità in motivi di impugnazione della
sentenza:
legge dispone che le impugnazioni possano servire anche per provvedere sulle
eventuali nullità della sentenza: i motivi di nullità possono essere fatti valere solo
per mezzo delle impugnazioni, nei limiti e secondo le regole proprie
dell’impugnazione. I motivi di nullità diventano motivi di impugnazione, nella
quale sentenza rimangono assorbiti
Nullità dei provvedimenti non decisori: regole valgono tanto per le sentenze,
quanto per i provvedimenti in forma diversa che hanno contenuto decisorio,
anche se dichiarati dalla legge non impugnabili, che sono soggetti al ricorso per
Cassazione (art. 111 COST)

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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

INESISTENZA DELL’ATTO (CAP. 124)


Sentenza inesistente-->mancano il minimo di requisiti costitutivi che è indispensabile
per la sua esistenza giuridica. Non esiste una sentenza se chi la pronuncia non è un
giudice, se in essa non è contenuto un giudizio, se mancano le parti o se manca il
documento scritto
NB: Art. 161 CodProcCiv--> sempre inesistente la sentenza in cui manchi la sottoscrizione
del giudice

NULLITÀ DELLA NOTIFICAZIONE (CAP. 125)


Art. 160 CodProcCiv: nullità notificazione secondi i casi previsti agli artt. 156-157
CodProcCiv. Notificazione è nulla:
✓ Se non sono osservate le disposizioni riguardanti la persona alla quale deve essere
consegnata la copia (se l’ufficiale giudiziario non rispetta l’ordine di preferenza
stabilito dalla legge)
✓ Se vi è incertezza assoluta sulla persona a cui è fatta la consegna--> se la persona
è indicata genericamente ma non individuata
✓ Se vi è incertezza assoluta sulla data della notificazione-->non si può in alcun
modo desumere dalla relazione dell’ufficiale giudiziario la data della
notificazione
NB: la comparizione del citato sana ogni vizio sulla notificazione

RINNOVAZIONE DELL'ATTO NULLO (CAP. 126)


Mezzo che permette di riparare il danno della nullità degli atti processuali. Parte
interessata all’effetto cui l’atto era destinato può in ogni caso provvedere a rinnovarlo
se la situazione processuale prodottasi a seguito della nullità lo consente
Art. 162 CodProcCiv: il giudice che pronuncia la nullità deve disporre, quando sia
possibile, la rinnovazione degli atti ai quali la nullità si estende
NB: nuovi atti prendono il posto di quelli invalidi e li sostituiscono in ogni loro effetto,
anche se nel frattempo si sono verificate preclusioni
-->rinnovazione non possibile se:
• Invalidità dell’atto è derivata dalla sua tardività per decorrenza di un termine
perentorio che determina la decadenza
• Situazione attuale non permette più al processo di “ritornare sui suoi passi”

EFFICACIA DELLA SENTENZA


SENTENZA (CAP. 127)
Con la sentenza culmina e si conclude il processo di cognizione--> atto di pronuncia del
giudizio, contiene l’enunciazione formale e solenne della regola giuridica concreta
destinata a disciplinare il caso sottoposto al giudice dalle parti
-->atto a cui si tende e che si compie col procedimento
-->Efficacia della sentenza: efficacia che essa possiede prima ed indipendentemente dal
suo passaggio in giudicato. Efficacia fin dal momento in cui il suo iter formativo si
perfeziona con la pubblicazione.
NB: giudizio può essere rinnovato o riveduto e la sentenza impugnata-->efficacia della
sentenza è in tutto o in parte sospesa-->sospensione non elimina l’efficacia: impedisce
solo di essere operante. Quando decorso i termini o esaurite le impugnazioni, la
sentenza passa in giudicato acquista una nuova qualità: diviene immutabile e
incontestabile--> suoi effetti si consolidano e non possono essere rimossi

EFFICACIA DEGLI ATTI DEI PUBBLICI POTERI (CAP. 128)

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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

Sentenza si qualifica per la sua attitudine a produrre unilateralmente e in modo


vincolante nella sfera giuridica dei soggetti gli effetti certativi e modificativi conformi
a ciò che essa dispone
-->Imperatività degli atti dello Stato è indipendente da validità e stabilità formali;
perciò gli atti dei pubblici poteri dello stato sono imperativi non appena raggiungono la
perfezione del compimento del prescritto iter di formazione

EFFICACIA DELLA SENTENZA (CAP. 129)


Sentenze che pronunciano sul processo sono solo collegate in via strumentale e
sussidiaria alla funzione giurisdizionale
NB: atto giurisdizionale in senso stretto è solo la sentenza che pronuncia totalmente o
parzialmente sul merito della domanda
-->se la sentenza decide il merito, decide sui diritti o sullo status delle persone che
furono parti nel processo e la statuizione è vincolante per le parti e deve essere da
tutti riconosciuta e rispettata come tale.
-->imperatività diviene stabile e indiscutibile in conseguenza dell’immutabilità che la
sentenza ha acquistato con il suo passaggio in giudicato
-->efficacia della sentenza è l’imperatività spettante alla sentenza quale atto dei
pubblici poteri

ANALISI DELL'EFFICACIA DELLA SENTENZA (CAP. 130)


Gli effetti della sentenza sono diversi a seconda del contenuto della decisione
• Decisioni sul processo: se sorgono questioni sulla regolarità/validità del processo
il giudice deve pronunciarsi su di esse. Nel pronunciarsi su tali questioni il giudice
può:
o Definire il processo
o Non definire il processo
o Ritenere valido il processo e decidere insieme anche nel merito
NB: decisioni sul processo producono un effetto vincolante strettamente
interno al processo-->no rilevanza fuori dal processo
-->le stesse questioni non possono essere ripresentate nello stesso processo ma
potrebbero essere presentate in un altro processo, anche se instaurato sulla
stessa domanda
• Decisioni sulle condizioni dell’azione: esistenza /inesistenza dell’interesse ad
agire o legittimazione ad agire. Sentenza può essere definitiva o non definitiva,
ma dato il suo oggetto può essere rilevante anche al di fuori del processo in cui fu
pronunciata
• Decisioni sul merito: sulle domande delle parti, per accoglierle o rigettarle.
o Accertamento: quando la sentenza accoglie un’azione di accertamento/
rigetta la proposta dichiarandola infondata
o Condanna: sentenza oltre ad accertare l’esistenza del diritto e
l’inadempimento del convenuti, lo condanna a subire la sanzione prevista
dalla legge
o Mutamento giuridico: quando la sentenza costituisce/modifica/estingue un
rapporto giuridico
• Sentenze di merito: possono essere
o definitive: sentenza decide totalmente il merito è pone fine al processo
o non definitive: sentenza decide parzialmente il merito, ovvero solo su
alcune domande, mentre per le altre è necessaria un’ulteriore istruzione

EFFETTI SECONDARI (CAP. 131)


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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

Effetti secondari rispetto agli effetti dichiarativi, costitutivi ed esecutivi. Effetti disposti
dalla legge come conseguenza immediata e automatica di alcuni effetti principali
-->effetti secondari non sono oggetto di domanda delle parti, ma seguono ex lege al
prodursi dell’effetto principale a cui accedono
Esempio: sentenza di condanna è titolo per iscrivere ipoteca sui beni del debitore

EFFICACIA DELLA SENTENZA NELLA PENDENZA DELLE IMPUGNAZIONI (CAP. 132)


Quando la sentenza raggiunge la perfezione con il compimento del suo procedimento di
formazione è munita della sua efficacia tipica
NB: la legge può sospendere la sua efficacia allo scopo di differire ad un tempo
successivo la sua effettiva operatività-->DISCIPLINA DELLA LEGGE INCOMPLETA
Art. 282 CodProcCiv: sentenza di primo grado è provvisoriamente esecutiva tra le parti
Art. 337 CodProcCiv: esecuzione della sentenza non è sospesa per impugnazione di una
delle parti
Art. 283 CodProcCiv: giudice d’appello, su istanza di parte, proposta con impugnazione
principale o incidentale, quando sussistono gravi e fondati motivi, anche in relazione di
impossibilità di insolvenza tra le parti, sospende in tutto o in parte l’efficacia esecutiva
o esecuzione della sentenza impugnata.
-->efficacia della sentenza è del tutto indipendente dalla cosa giudicata ed è sospesa
solo nei casi previsti dall’art. 337 CodProcCiv: quando l’autorità di una sentenza è
invocata in un diverso processo, questo può essere sospeso se tale sentenza è impugnata
-->giudice di un diverso processo è vincolato dagli effetti dichiarativi o costitutivi di una
sentenza tutt’ora impugnabile: se la sentenza è impugnata, può sospendere il processo
in attesa dell’esito dell’impugnazione
Art. 336 CodProcCiv: riforma o Cassazione parziale ha effetto anche sulle parti della
sentenza dipendenti dalla parte riformata o cassata--> armonia tra i giudicati:
presuppone l’efficacia pregiudiziale della sentenza nella pendenza dell’impugnazione

EFFICACIA INTERNA AL PROCESSO (CAP. 134)


Efficacia interna può avere contenuto:
Ordinatorio: rimessione del processo da parte del giudice d’appello al primo
giudice
Decisorio: sentenza decide questioni relative al processo/questioni preliminari di
merito/ parte del merito senza definire il processo. Sentenza vincola il giudice
della causa nel proseguimento del processo e nelle decisioni che dovrà
pronunciare.
NB: efficacia interna opera dal momento stesso in cui la sentenza viene pubblicata ed
anche se contro la stessa è proposta impugnazione
-->Art. 336 CodProcCiv: se sentenza è riformata o annullata con sentenza passata in
giudicato, cadono anche gli atti o provvedimenti da essa dipendenti

OGGETTO E LIMITI IMPERATIVITÀ DELLA SENTENZA (CAP. 135)


Limiti oggettivi efficacia della sentenza: efficacia sentenza strettamente limitata
dall’oggetto su cui ha pronunciato, identificato con i tre elementi: soggetti, causa
petendi e petitum.
NB: sullo stesso oggetto non può essere proposta una nuova domanda, ne può essere
pronunciata una nuova sentenza--> Se in un altro processo verrà proposta una domanda
diversa ma logicamente dipendente dalla prima decisa, la sentenza vincolerà il giudice a
considerarla come premessa conformemente decisa alla prima sentenza
Oggetto dell’efficacia della sentenza si deve distinguere in:

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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

✓ Efficacia Interna: efficacia all’’interno del processo comprende tutte le questioni


decise dal giudice ed esclude che sulle questioni si possa decidere nuovamente
nello stesso processo (preclusione di rinnovare la stessa questione nello stesso
processo)
✓ Efficacia Esterna: efficacia che la sentenza spiega fuori dal processo in cui fu
pronunciata è limitata solo al concreto provvedimento contenuto nella sentenza--
>efficacia vincolante riguarda la situazione contenuta nella sentenza è destinata
a disciplinare il caso dedotto in giudizio

EFFICACIA DELLA SENTENZA, LE PARTI E I TERZI (CAP. 136)


PARTI
Con la proposizione della domanda introduttiva sorge tra il giudice e le parti una
situazione nuova, consistente nell’assoggettamento delle parti alla potestà decisoria
del giudice-->giustificazione che la statuizione contenuta nella sentenza sia
vincolante per le parti

TERZI
• TERZI INDIFFERENTI: per questi terzi la sentenza non ha particolare significato,
dovranno subire le conseguenze (utili o dannose) delle sentenze pronunciate tra
altri, sentenze che per altro non alterano in alcun modo i loro diritti
• TERZI TITOLARI DI RAPPORTI DIPENDENTI: terzi che sono titolari di un rapporto di
dipendenza logica e giuridica con le parti, per cui la decisione sul rapporto che fu
oggetto di giudizio influisce nel rapporto col terzo. Questi terzi sono interessati e
devono rispettare la sentenza pronunciata tra le parti e ne consegue che il loro
rapporto ne esce di riflesso modellato in armonia con ciò che la sentenza ha
disposto-->efficacia riflessa:
o Il terzo non ha partecipato al processo e così non ha potuto svolgere le sue
difese, avrebbe potuto intervenire adesivamente, per appoggiare o supplire
la difesa della parte adiuvata, ma può aver ignorato l’esistenza del
processo mentre era pendente
o Legittimazione subordinata consente al terzo di intervenire adesivamente
su un processo altrui, gli consente quindi di contestare la sentenza in
ipotesi come ingiusta e, se la dimostrazione gli riesce, ottenere la
disapplicazione nei suoi confronti della decisione
NB: art. 404 CodProcCiv: terzi mediamente interessati possono anche
proporre opposizione ordinaria di terzo contro la sentenza
• TERZI TITOLARI DI RAPPORTI PERMANENTEMENTE DIPENDENTI: rapporto facente
capo al terzo è legato a quello principale da un nesso di dipendenza giuridica così
stretto che il terzo è esposto a subire tutti gli effetti delle vicende relative al
rapporto principale
Dipendenza permanente: rapporto del terzo dipende da quello principale anche
per tutte le vicende annesse
Art. 1595 CodProcCiv: nullità o risoluzione di locazione ha effetto anche nei
confronti del sub-conduttore e la sentenza pronunciata fra locatore e conduttore
ha effetto anche contro di lui
• TERZI TITOLARI DI DIRITTI INCOMPARABILI: terzi che si affermano titolari di un
diritto autonomo incompatibile con la situazione contenuta nella sentenza. Anche
questi terzi possono proporre ordinaria opposizione contro la sentenza (art. 404
CodProcCiv) e, se vengono convenuti in giudizio sul fondamento della sentenza,

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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

possono anche in quella sede contestare la sentenza, semplicemente provando il


loro diritto
ESEMPIO: chi ritiene di essere proprietario di un determinato bene e che la
sentenza pronunciata in causa tra altri ha dichiarato appartenere a una delle due
parti in causa

COSA GIUDICATA
ESSENZA DELLA COSA GIUDICATA (CAP. 137)
-->sentenza passata in giudicato: divenuta immutabile. Immutabile è anche la
statuizione che nella sentenza è contenuta
Efficacia Negativa: sentenza era già efficace in proprio e per sua naturale attitudine, ma
da questo momento non potrà proporsi una nuova domanda sullo stesso oggetto e tra le
stesse parti. Se proposta dovrà essere rigettata in accoglimento dall’eccezione NE BIS IN
IDEM. Giudice obbligato a non pronunciarsi sull’oggetto del precedente giudizio
Efficacia Positiva: è tra le stesse parti sorge una controversia su un rapporto giuridico
logicamente dipendente da quello su cui fu pronunciato, il giudice non deve fare altro
che accogliere il rapporto o stato pregiudiziale come certo è non più discutibile
NB: in caso di pronuncia conforme sullo stesso oggetto, l’ordinamento non ha motivo di
reagire. Nel caso di pronuncia difforme sullo stesso oggetto e tra le stesse parti la
sentenza è
viziata e può essere revocata o annullata in Cassazione ma se passa in giudicato prevale
in confronto alla precedente
Cosa giudicata: immutabilità e indiscutibilità che sopravvengono con la preclusione delle
impugnazioni ordinarie e conseguente consolidazione della sentenza e dei suoi effetti

FORMAZIONE DELLA COSA GIUDICATA (CAP. 138)


Art. 324 CodProcCiv: cosa giudicata formale-->dispone che si intenda passata in
giudicato la sentenza che non è più soggetta ne a regolamento di competenza, ne
appello, ne a ricorso per Cassazione, ne a revocazione per motivi di cui ai numeri 4 e 5
dell’art. 395 CodProcCiv.
Sentenza passata in giudicato anche se soggetta a impugnazioni straordinarie numero 1,
2, 3 e 6 art. 395 CodProcCiv e art. 397: opposizione di terzo
Cosa giudicata formale: data dal passaggio in giudicato della sentenza-->preclusione di
impugnazioni ordinarie Immutabilità intesa come procedimento di cui la cosa giudicata
determina la fine
Cosa giudicata sostanziale: art. 2909 CodCiv-->accertamento contenuto nella sentenza
passata in giudicato fa stato a ogni effetto tra le parti, i loro eredi o aventi causa. Cosa
giudicata sostanziale si designa come autorità della cosa giudicata. Immutabilità intesa
come cosa giudicata rivolta verso l’esterno dando forma definitiva all’efficacia della
sentenza come unica e non discutibile
Cosa giudicata disposta all’art. 324 CodProcCiv e all’art. 2909 CodCiv
Cosa giudicata sostanziale disposta dall’art. 2909 CodCiv impedisce la riproposizione
della stessa domanda in un processo ed esercita efficacia positiva nel processo tra le
stesse parti su un rapporto giuridico logicamente dipendente

LIMITI SOGGETTIVI (CAP. 140)


Regola fondamentale che limita alle parti del processo l’autorità della cosa giudicata--
>solo le parti sono vincolate alla sentenza ovvero hanno potuto difendere le loro ragioni
nel processo.
Art. 2909 CodCiv equipara alle parti i loro eredi o aventi causa ovvero color che sono
subentrati alle parti per successione o atto tra vivi nel rapporto su cui la sentenza si è
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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

pronunciata. Identica situazione per i Terzi succeduti alla parte mentre era pendente il
processo perché:
▪ Se successori a titolo universale sono subentrati al dante causa anche nel processo
e nella qualità di parti
▪ Se successori a titolo particolare sono vincolati alla sentenza secondo le regole
della sostituzione processuale--> sostituto processuale assume la veste di parte a
tutti gli effetti con tutti i diritti e gli obblighi che ne derivano ma visto che fa
valere in giudizio un altrui diritto la sentenza produce effetti nei confronti del
sostituito. NB: tutti i casi di sostituto processuale sono anche casi di litisconsorzio
necessario
Differente la condizione dell’avente causa che ha acquistato il diritto precedentemente
al processo in cui fu pronunciata la sentenza:
❖ Se subentrato nell’intero rapporto controverso, è chiaro che il dante causa non ne
era più titolare e difettava perciò della legittimazione per essere parte nel
processo, con la conseguenza che la sentenza non può avere nessun effetto nei
confronti del vero legittimato
❖ Se invece ha acquistato un diritto dipendente da quello di cui è titolare il Dante
causa, allora la sua posizione è automa ed egli non è soggetto nel giudicato
formatosi nei confronti del Dante causa, bensì soltanto alla sua efficacia
DANTE CAUSA: colui dal quale un soggetto acquista a titolo derivato un diritto per atto
tra vivi o mortis causa

GIURISPRUDENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE (CAP. 143)


Efficacia riflessa di un giudicato sui terzi potrebbe ammettersi solo quando il rimedio
all’opposizione di terzo sia previsto e nel caso in cui i terzi non siano chiamati ad
intervenire
Tutti possono riconoscere il giudicato tra le parti, ma i terzi NON possono essere
pregiudicati nei loro diritti. Tutti devono riconoscere la sentenza, ovvero le parti sono in
soggezione rispetto all’efficacia della sentenza. Effetti della sentenza possono essere:
• Effetti di mero fatto: siano essi sfavorevoli o meno ai loro interessi, i terzi nulla
devono/possono fare per esserne avvantaggiati o evitare di esserne danneggiati
• Effetti giuridici: pregiudizio giuridico sarebbe quello che risentirebbe il terzo che
si affermi titolare di un diritto o di uno stato incompatibile con la statuizione
contenuta nella sentenza, se non gli fosse data la possibilità di difendere il suo
diritto in un regolare processo
Interesse ad agire del terzo: dato dal pregiudizio che la sentenza potrebbe recare al suo
diritto
➢ Opposizione del terzo: conduce all’annullamento della sentenza, nella misura in
cui pregiudica il diritto del terzo
➢ Contestazione incidentale: può portare alla disapplicazione della sentenza nei
confronti del terzo
NB: terzi sono soggetti all’efficacia della sentenza ma NON all’autorità della cosa
giudicata, in conformità della salvaguardia del diritto di difesa previsto dall’art. 24
COST

CASI SPECIALI (CAP. 145)


SUCCESSORI: le statuizione contenenti nella sentenza passata in giudicato sono
vincolanti oltre che per le parti, per gli eredi e per gli aventi causa

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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

NB: la legge assoggetta i successori a titolo universale/particolare ad un


trattamento uguale a quello riservato alle parti, purchè la soggezione sia
posteriore alla formazione del giudicato
SOSTITUZIONE PROCESSUALE: legge conferisce ad un terzo la legittimazione
straordinaria a dedurre in giudizio un diritto altrui, i titolari del rapporto stesso
sono vincolati dalla cosa giudicata tanto se furono chiamati a partecipare al
giudizio, quanto se non lo furono
OBBLIGAZIONI SOLIDALI:art. 1306 CodCiv--> sentenza pronunciata tra il creditore
e il debitore in solido, o tra il debitore e uno dei creditori in solido, non abbia
effetto contro gli altri debitori o creditori,ma possa essere da essi opposta al
creditore o rispettivamente al debitore se loro favorevole
RAPPORTI DI STATO: giudicati tra questioni di stato tra persone, pronunciate tra i
legittimi contraddittori, siano vincolanti per tutti
BREVETTI: le sentenze che dichiarano la nullità di un titolo di proprietà
industriale hanno efficacia erga omens
CONCORSO SOGGETTIVO DI AZIONI: tutte le impugnazioni relative alla medesima
deliberazione devono essere istituite congiuntamente e decise con unica
sentenza, e l’annullamento delle delibere ha effetto rispetto a tutti i soci

OPERATIVITÀ DELLA COSA GIUDICATA (CAP. 146)


Autorità della cosa giudicata va considerata come una forma stabile dell’imperatività
degli atti statali. Perciò è d’ordine pubblico l’osservanza dell’autorità dell’atto
giurisdizionale e i giudici sono tenuti ad attenervisi, qualunque sia l’atteggiamento
tenuto dalle parti

PROVA (CAP. 148)


Prove: mezzi che servono a dare la conoscenza di un fatto e perciò a fornire la
dimostrazione è a formare la convinzione della verità del medesimo fatto
-->Prova è dunque tutto ciò che serve a convincere il giudice dell’esistenza/inesistenza
di un fatto (mezzo di prova). Prova può anche essere intesa come risultato che i mezzi di
prova mirano ad ottenere
Istruzione Probatoria: fase del processo diretta a formare e raccogliere le prove
necessarie. Insieme delle attività processuali dirette a raccogliere ed elaborare i mezzi
di prova disponibili, in modo che il indice li possa usare nella decisione della causa
-->Le parti affermano dei fatti e deducono da essi delle conseguenze giuridiche: giudice
dovrà procedere alla verificazione dell’esattezza delle affermazioni fatte dalle parti e
le prove sono i mezzi per fare questa verificazione.

NORME SULLA PROVA (CAP. 149)


NB: giudice non può mettersi liberamente ad indagare intorno ai fatti della causa. Legge
regola i mezzi di prova di cui è consentito l’uso nel processo e le forme della loro
produzione ed assunzione
Norme sulle prove separate in due gruppi:
➢ Norme che regolano ammissibilità ed efficacia dei mezzi di prova--> CodCiv
➢ Norme che regolano l’assunzione delle prove nel processo-->CodProcCiv

NATURA DELLE NORME SULLA PROVA (CAP. 150)


Prova destinata a formare la sua convinzione intorno ai fatti della causa e a costituire
perciò il fondamento della sua decisione
Norme sulla prova sono norme semenzali-processuali: norme che si limitano a
disciplinare i modi e le forme per l’evidenza delle prove nel processo
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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

NB: devono sempre trovare applicazione le norme sulle prove che sono in vigore nel
momento in cui il processo si svolge--> in materia di prova vale la lex fori (applicazione
delle norme dell’ordinamento giuridico a cui il giudice appartiene) anche se il rapporto
controverso sia regolato da una legge straniera

GRADUAZIONE DELLA PROVA (CAP. 151)


Richiesto il massimo rigore per la prova dei fatti relativi al merito della causa: fatti
devono essere pienamente provati, necessario dare al giudice una sicura convinzione
intorno alla verità del fatto che fu allegato nel processo
Semiplena Probatio: si raggiunge il risultato di rendere solo credibile/verosimile un
fatto, in modo tale che non rimanga esclusa la prova del contrario (art. 2736 CodCiv:
prova vera/incompleta)
NB: basta dare una prova attenuata di semplice verosimiglianza in tutti i casi in cui la
legge richiede che un’affermazione o una domanda venga giustificata o resa verosimile
-->Prova può essere sottoposta a istruzione preliminare
-->Provvedimenti cautelari o provvisori: prova deve essere preceduta dall’assunzione di
sommarie informazioni

OGGETTO DELLA PROVA (CAP. 152)


Oggetto della prova sono i fatti della causa--> tutte le circostanze di fatto allegate dalle
parti a fondamento delle loro domande o eccezioni. Alle parti incombe l’onere di
allegare i fatti che ritengono idonei a giustificare le loro domande
NB: non è compito del giudice indagare su fatti che non sono stati affermati dalle parti e
sottoposti al suo esame
-->se altre circostanze vengono menzionate o risultano dagli atti o esperimenti
istruttori, e al giudice sembrano rilevanti, egli può richiamare su di essi l’attenzione
delle parti e farli diventare oggetto di prova
Fatto principale: fatto posto a fondamento della domanda od eccezione delle parti
Fatti secondari: circostanze e fatti semplici che servono ad integrare il fatto principale è
dei quali il giudice può chiedere chiarimenti, spiegazioni ed eventuali dimostrazioni
NB: fatti per divenire oggetto di prova devono essere rilevanti: tali che la dimostrazione
della loro esistenza/inesistenza sembri influente per la decisione della causa. La
rilevanza di un fatto, agli effetti della prova, va misurata in concreto, con riferimento
all’azione proposta nel processo.
--> PROVA DIRETTA: fatti a cui può ricollegarsi un’efficacia costitutiva/ modificativa/
estintiva/impeditiva nei confronti della domanda
-->PROVA INDIRETTA: fatti dalla cui prova può ricavarsi di fatti aventi efficacia
costitutiva/ modificativa/estintiva/impeditiva
Sono oggetto di prova solo i fatti controversi e non quelli allegati concordemente
Norme giuridiche non formano oggetto di prova: esse sono note al giudice il quale
potrà è dovrà applicarle secondo la sua scienza e conoscenza (art. 113 CodProcCiv: il
giudice nel pronunciare la causa deve seguire le norme del diritto)
-->nei casi in cui si devono applicare norme giuridiche, di cui non si può pretendere ne
presumere la conoscenza da parte del giudice (consuetudine, diritto straniero, diritto
locale o speciale) incombe sulle parti l’onere di assisterlo nella ricerca diretta a capire
quali siano le norme applicabili

NON CONTESTAZIONE E SUOI EFFETTI (CAP. 46 BLU)


Art. 115 CodProcCiv: Salvi i casi previsti dalla legge, il giudice deve porre a fondamento
della decisione le prove proposte dalle parti o dal pubblico ministero, nonchè i fatti
non specificatamente contestati dalla parte costituita.
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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

Il giudice può tuttavia, senza bisogno di prova, porre a fondamento della decisione le
nozioni di fatto che rientrano nella comune esperienza.
-->la mancata contestazione dei fatti allegati dalla controparte costituisce un
comportamento rilevante ai fini della definizione del thema probandum, in quanto
esonera l’organo giudicante dal dedicare alcuna istruzione probatoria ai fatti non
contestati.
-->attività di contestazione dev’essere posta in essere da ciascuna delle parti del
processo in relazione alle allegazioni delle proprie controparti
NB: non contestazione deve vertere sui fatti allegati in giudizio dalle parti mentre é
esclusa la ricostruzione giuridica, che resta un compito esclusivo dell’organo giudicante
FATTI NOTORI (CAP. 153)
Fatti che sono noti alla generalità delle persone di media cultura nei tempi e nel luogo
della decisione, in modo che non possa aversi alcun dubbio sulla loro esistenza o modo di
essere
NB: prova nulla in virtù della notirietà di tali fatti

DISPONIBILITÀ DELLA PROVA (CAP. 154)


Parti: onere di allegare i fatti che ritengono rilevanti nella causa e onere di fornire le
prove dei fatti che hanno allegato
Art. 115 CodProcCiv: limite ai poteri del giudice-->salvo i casi previsti dalla legge, deve
porre a fondamento della decisione non solo i fatti provati ma anche le prove proposte
dalle parti o dal PM nonchè i fatti non specificatamente contestati dalla parte costituita.
Giudice non può assumere iniziative istruttorie
Principio dispositivo: spetta alle parti indicare gli elementi di prova utili ai fini della
decisione ed il giudice non può attingere al di fuori del processo la conoscenza dei fatti
da accertare
NB: non costituiscono infrazione al principio del dispositivo:
• Consulenza tecnica
• Art. 117 CodProcCiv: interrogatorio libero delle parti-->funzione esplorativa ed
integrativa
• Art. 118 CodProcCiv: ispezione di persone o cose
-->quando è oggetto del processo un rapporto che non è nella disponibilità delle parti il
principio del dispositivo è attenuato perchè l’ordinamento non può affidare alle parti la
ricerca della verità. PM deve intervenire nel processo con facoltà di integrare le
iniziative istruttorie delle parti.
-->divieto del giudice di servirsi della sua eventuale conoscenza personale dei fatti della
causa
NB: quando viene introdotto nel processo un elemento di prova, esso è acquisito alla
causa e non può essere più sottratto e può perciò essere utilizzato sia dalla controparte
sia dal giudice

VALUTAZIONE DELLA PROVA (CAP. 155)


Art. 116 CodProcCiv: acquisito alla causa il materiale probatorio, il giudice deve
valutarlo secondo il suo prudente apprezzamento
Regole della prova legale: dispongono in modo vincolante intorno all’efficacia di alcune
prove. Casi eccezionali e tassativi in cui il giudice non può valutare la prova, ma deve
limitarsi a constatare il risultato dell’esperimento e se questo corrisponde al modello
previsto dalla legge, dedurne l’effetto stabilito dalla legge--> CONFESSIONE: fa piena
prova e libera il giudice dalla necessità di indagare caso per caso intorno alla sua
credibilità. Giudice deve formare il suo convincimento attraverso l’uso della ragione e

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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

del buon senso, guidato dall’esperienza (massime di esperienza: giudizi di carattere


generale che gli consentono di apprezzare l’attendibilità e efficacia di una prova)
NB: quando per apprezzare una prova occorrono cognizioni particolari, proprie di una
determinata disciplina il giudice potrà rivolgersi e farsi assistere da un consulente
tecnico

ONERE DELLA PROVA (CAP. 156)


Parti hanno l’onere di dare prova dei fatti allegati alla causa
Tra le due parti soccombe quella che avrebbe dovuto provare un fatto che invece è
rimasto incerto
Art. 2697 CodCiv: chi vuol far valere in giudizio un diritto, deve provare i fatti che ne
costituiscono il fondamento; chi eccepisce l’inefficacia di tali fatti ovvero eccepisce che
il diritto si sia modificato o estinto su cui l’eccezione si fonda
-->attore deve provare i fatti costitutivi che sono a fondamento della sua domanda
-->convenuto deve contrapporgli un’eccezione e provare i fatti impeditivi, estintivi o
modificativi che possono giustificare il rigetto della domanda dell’attore
NB: difficoltà nella distinzione tra fatti costitutivi e altri fatti che, sebbene
indispensabili, non devono considerarsi integranti del fatto costitutivo (incapacità delle
parti, illiceità dell’oggetto)
Presunzioni Legali: espedienti di tecnica legislativa, diretti a facilitare la posizione del
titolare del rapporto o dello status mediante la semplificazione analitica della
fattispecie. Si presume taluno degli elementi che dovrebbero formare parte integrante
della fattispecie costitutiva
Regola dell’onere della prova acquista maggior rilievo nel momento in cui il giudice deve
giudicare: in questo momento il giudice deve trarre le conseguenze della prova
mancata, pronunciando in senso sfavorevole alla parte che avrebbe dovuto fornirla
(mancato adempimento dell’onere ad opera della parte che ne era gravata)

PROVA DIRETTA, INDIRETTA E CONTRARIA (CAP. 157)


PROVA DIRETTA: ha per oggetto il fatto stesso che deve essere provato, cioè quel
fatto che è immediatamente rilevante per il giudizio. È prova diretta:
o prova che offre alla percezione del giudice il fatto stesso--> corpo persona
infortunata
o Prova che presenta al giudice un’idonea rappresentazione del fatto stesso--
> foto dell’arto infortunato
PROVA INDIRETTA: prova che ha per oggetto un fatto diverso (indizio), dal quale
può essere dedotto logicamente il fatto rilevante per i giudizio
-->Presunzione: deduzione dal fatto provato della verità del fatto rilevante nel
processo, operazione di elaborazione delle prove raggiunte con altri mezzi.
Presunzioni lasciate alla prudenza del giudice, il quale deve ammetterle solo se
sono gravi, precise e concordanti
PROVA CONTRARIA: prova che ha lo scopo di dimostrare l’inesistenza del fatto
medesimo

MEZZI ISTRUTTORI E MEZZI DI PROVA (CAP. 158)


Mezzi istruttori: attività che nel loro insieme formano l’istruzione della causa
Mezzi di prova: persone e cose da cui si vogliono trarre elementi di conoscenza utili alla
ricerca della verità
✓ Prove precostituite: prove formate prima del processo
✓ Prove semplici/costituende: prove di cui bisogna farsi assunzione nel processo e la
loro assunzione ha luogo per mezzo di un procedimento istruttorio
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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

LA CONSULENZA TECNICA
NATURA E FUNZIONI DELLA CONSULENZA TECNICA (CAP. 159)
Scopo di integrare le conoscenze del giudice nei vasi in cui per valutare una prova sono
necessarie cognizioni tecniche di cui il giudice non é fornito.
-->Iniziativa consulenza tecnica spetta
-->Considerata come mezzo ausiliario d’integrazione delle conoscenze e attività del
giudice

NOMINA DEL CONSULENTE TECNICO (CAP. 160)


Art. 191 CodProcCiv: nomina può avvenire nel momento in cui il giudice ne ravvisi
l’occorrenza
-->Ordinanza di nomina fissa l’udienza nella quale dovrà comparire il consulente
NB: possono essere nominati più consulenti soltanto in caso di grave necessità o quando
sia consentito dalla legge
-->Consulente non iscritto a un albo: può ricusare la nomina
-->Consulente ISCRITTO a un albo: obbligo di prestare servizio ma può addurre un motivo
di astensione
Consulente può essere ricusato secondo art. 51 CodProcCiv
Art. 193 CodProcCiv: giuramento del consulente-->All’udienza di comparizione il giudice
istruttore ricorda al consulente l’importanza delle funzioni che è chiamato ad
adempiere, e ne riceve il giuramento di bene e fedelmente adempiere le funzioni
affidategli al solo scopo di fare conoscere ai giudici la verità

ATTIVITÀ DEL CONSULENTE (CAP. 161)


Art. 194 CodProcCiv: il consulente tecnico assiste alle udienze alle quali é stato invitato
dal giudice istruttore, compie indagini anche al di fuori della circoscrizione giudiziaria,
da se o insieme col giudice. Può essere autorizzato a domandare chiarimenti alle parti.
-->Quando il consulente svolge indagini senza il giudice, deve comunicare alle parti ora e
luogo delle operazioni
NB: giudice ha sempre facoltà di chiedere la rinnovazione delle indagini già eseguite se
ritenute non esaurienti

ESAME CONTABILE (CAP. 162)


Art. 198, 199, 200 CodProcCiv
-->quando necessario esaminare documenti computabili e registri: giudice può darne
incarico al consulente tecnico. Affidato anche il compito di tentare la conciliazione tra
le parti-->consulente tecnico sente le parti e, previo consenso di tutte, può esaminare
documenti e registri non prodotti in causa

CONSULENTE TECNICO DI PARTE (CAP. 163)


Legge dispone che il giudice istruttore con ordinanza di nomina del consulente, assegni
alle parti un termine entro il quale possono nominare un loro consulente tecnico (art. 87
CodProcCiv, art. 201 CodProcCiv)
-->Consulente della parte partecipa all’udienza e alla camera di consiglio ogni volta che
vi partecipa anche il consulente del giudice per chiarire e svolgere le sue indagini
tecniche. Fornisce al suo assistito osservazioni e consigli nella preparazione degli scritti
difensivi
NB: se autorizzato, può depositare una propria relazione scritta

IL DOCUMENTO (CAP. 164)


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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

Documento: cosa che rappresenta o raffigura un fatto, in modo da dare a chi l’osserva
una certa conoscenza di esso.
-->Documenti importanti come mezzi di prova qualora rappresentino fatti
giuridicamente rilevanti
Nel documento si distinguono due elementi:
➢ Elemento materiale (carta)-->estrinseco
➢ Contenuto intellettuale e figurativo--> intrinseco
Documenti possono distinguersi in:
Dichiarativi: contenuto una dichiarazione dell’autore del documento
Narrativi: tutti gli altri
Narrativo-dichiarativi: autore del documento riferisce una dichiarazione fatta da
altra persona
NB: atto giuridico dato dalla dichiarazione, documento é solo il mezzo che la contiene
-->Documento viene attribuita la qualità che è propria della dichiarazione che contiene
• Confessorio-->dichiarazione di un fatto contrario all’interesse di colui che fa la
dichiarazione
• Dispositivo/costitutivo-->stipulazione contrattuale
• Riproduttivo-->rappresenta una dichiarazione già fatta precedentemente
• Copia-->documento che riproduce un altro documento

DIVERSE FUNZIONI DEL DOCUMENTO (CAP. 165)


Rilevanza giuridica del documento può assumere gradazioni diverse
▪ Incorporazione del diritto nel documento: diritto menzionato nel documento non
può essere trasferito, ne esercitato senza il regolare possesso del documento (tit.
Credito)
▪ Documento di legittimazione: documento serve a facilitare l’adempimento di una
obbligazione mediante l’identificazione dell’avente diritto
▪ Scrittura assunta dalla legge a requisito di forma per l’esistenza dell’atto
giuridico, in modo che l’atto risulta nullo se non fatto in quella forma
▪ Scrittura prevista per la prova dell’atto

SOTTOSCRIZIONE E DATA (CAP. 166)


Legge stabilisce che chi sottoscrive assume la paternità dell’intero documento, anche se
questo non fu da lui formato in tutto o in parte
NB: Sottoscrizione deve sempre essere autografata--> quando vera si dice AUTENTICA
-->Per atti pubblici e scritture private la sottoscrizione é un requisito di perfezione ed
efficacia probatoria
-->Data indica tempo e luogo in cui il documento fu formato e in alcuni casi é essenziale
(testamento)

ATTO PUBBLICO (CAP. 167)


Documento redatto da un notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato ad attribuirgli
pubblica fede nel luogo dove l’atto é formato
-->Possiede massima efficacia probatoria
-->Requisiti essenziali:
✓ Redatto e sottoscritto da un pubblico ufficiale investito della funzione
documentaria in quel luogo e per quella categoria di fatti
✓ Requisiti di forma legali
-->atto pubblico fa piena prova della data di formazione e della provenienza del
documento

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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

• Piena prova estrinseco-->della sua formazione e della sua provenienza dal


pubblico ufficiale che lo ha sottoscritto
• Piena prova intrinseco-->per ciò che riguarda le affermazioni di ciò che le parti
hanno dichiarato o fatto in sua presenza
NB: atto pubblico prova che le dichiarazioni furono fatte, ma nulla può dire sulla
corrispondenza di queste alla reale volontà delle parti, ne sulla validità o efficacia delle
dichiarazioni stesse

SCRITTURA PRIVATA (CAP. 169)


Ogni documento scritto la cui formazione non abbia costituito esercizio di una pubblica
funzione
-->Munita di sottoscrizione autografa e autore della scrittura é colui che l’ha
sottoscritta, anche se il testo fu formato in tutto o in parte da altri o con mezzo
meccanico
NB: nella scrittura privata la presenza della sottoscrizione non é sufficiente ad
identificare l’autore. Necessario accertare la verità della sottoscrizione. Accertamento
può essere ottenuto con:
Autenticazione--> fatta dal notaio o da altro PU a ciò autorizzato che attesti che
la sottoscrizione é stata apposta in sua presenza
Riconoscimento-->fatto da colui contro cui la scrittura é prodotta in giudizio
Verificazione--> si ricorre a questo metodo in mancanza degli altri due
Art. 2702 CodCiv: La scrittura privata fa piena prova, fino a querela di falso, della
provenienza delle dichiarazioni da chi l’ha sottoscritta, se colui contro il quale la
scrittura è  prodotta ne riconosce la sottoscrizione, ovvero se questa è legalmente
considerata come riconosciuta

TELEGRAMMA (CAP. 170)


Necessario accertare la sua provenienza: se l’originale consegnato all’ufficio di partenza
fu sottoscritto dal mittente e se la sua sottoscrizione fu autenticata dal notaio
-->se non ricorrono queste circostanze il destinatario dovrà chiedere al giudice che
ordini all’amm. dei telegrafi di depositare in cancelleria l’originale consegnato
all’ufficio di partenza
-->CONTENUTO: legge presume che fino a prova contraria esso sia conforme all’originale

CARTE E REGISTRI DOMESTICI (CAP. 171)


Annotazioni e appunti non sottoscritti, fanno prova contro chi li ha scritti, quando
enunciano espressamente:
❖ Un pagamento ricevuto
❖ Annotazione fatta per supplire alla mancanza di un titolo in favore di chi é
indicato come creditore

SCRITTURE CONTABILI DELLE IMPRESE COMMERCIALI (CAP. 172)


Obbligo per le imprese commerciali di tenere in buon ordine i registri della contabilità
-->libro giornale e libro degli inventari sono obbligatori per tutti gli imprenditori e
devono essere bollati e vidimati a norma di legge.
-->Registrazioni contenute nei libri contabili e nelle altre scritture contabili delle
imprese fanno prova contro l’imprenditore
NB: non é possibile scindere il loro contenuto--> non può servirsi della prova solo per
quanto riguarda i fatti a se favorevoli

RIPRODUZIONI MECCANICHE (CAP. 173)


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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

Art. 2712 CodCiv: Le riproduzioni fotografiche, informatiche o cinematografiche, le


registrazioni fonografiche e, in genere, ogni altra rappresentazione meccanica di fatti e
di cose formano piena prova dei fatti e delle cose rappresentate, se colui contro il
quale sono prodotte non ne disconosce la conformità ai fatti o alle cose medesime.
DOCUMENTO INFORMATICO: inteso come vero e proprio documento seppur formato
mediante un calcolatore elettronico e archiviato nella memoria fissa di questo
-->documento informatico in senso stretto ha efficacia probatoria ex art. 2712 CodCiv,
salva la contestazione della parte nei confronti della quale il documento é prodotto in
giudizio
NB: efficacia di prova di take documento é soggetta alla discrezione del giudice
Documento informatico sottoscritto con firma digitale, in quanto idoneo a fornire
un’univoca attribuzione al firmatario, acquista efficacia di prova legale fino a querela di
falso

COPIE DEGLI ATTI (CAP. 174)


Copia: riproducendo un altro documento, fornisce immediatamente la prova del fatto in
esso rappresentato. Efficacia probatoria dipende dalla sua fedeltà nella riproduzione
dell’originale e dall’attendibilità di quest’ultimo.
Si distinguono:
• Copie pubbliche (disciplinate dalla legge)--> copie di atti pubblici fanno fede
come gli originali, copie delle scritture private depositate presso pubblici uffici e
spedite da pubblici depositari autorizzati hanno la stessa efficacia della scrittura
originale da cui sono estratte
• Copie private--> non disciplinate dalla legge
NB: l’efficacia probatoria della copia che presenta cancellazioni, abrasioni o altri difetti
esteriori é rimessa all’apprezzamento del giudice

DOCUMENTO RICOGNITIVO (CAP. 175)


Dichiarazione confessorio dell’esistenza del documento originale del quale riproduce il
contenuto: fa piena prova delle dichiarazioni contenute nel documento originale, se non
si dimostra, producendo l’originale, che vi é stato errore nella ricognizione.

PRODUZIONE DEL DOCUMENTO (CAP. 176)


Per adempiere la funzione probatoria--> documenti devono essere dati in visione al
giudice secondo le modalità che consentano alla controparte di conoscerli e di
discuterne il contenuto
Produzione dei documenti: atto con cui questi vengono posti dalla parte a disposizione
del giudice
-->ciascuna parte ed il loro procuratore costituito hanno il diritto di esaminare i
documenti dei fascicoli delle altre parti e di farsene rilasciare una copia dal cancelliere
NB: documenti sono acquisiti al processo e non possono essere ritirati dal fascicolo in cui
sono inseriti

ESIBIZIONE DEI DOCUMENTI (CAP. 177)


Art. 210 CodProcCiv: Negli stessi limiti entro i quali può essere ordinata a norma
dell’articolo 118 l’ispezione di cose in possesso di una parte o di un terzo, il giudice
istruttore, su istanza di parte, può ordinare all’altra parte o a un terzo di esibire in
giudizio un documento o altra cosa di cui ritenga necessaria l’acquisizione al processo.
Nell’ordinare l’esibizione, il giudice dà i provvedimenti opportuni circa il tempo, il
luogo e il modo dell’esibizione.

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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

Se l’esibizione importa una spesa, questa deve essere in ogni caso anticipata dalla parte
che ha proposta l’istanza di esibizione.
Art. 118 CodProcCiv: Il giudice può ordinare alle parti e ai terzi di consentire sulla loro
persona o sulle cose in loro possesso le ispezioni che appaiano indispensabili per
conoscere i fatti della causa, purchè ciò possa compiersi senza grave danno per la parte
o per il terzo, e senza costringerli a violare uno dei segreti previsti negli articoli 351 e
352 del codice di procedura penale.
Se la parte rifiuta di eseguire tale ordine senza giusto motivo, il giudice può da questo
rifiuto desumere argomenti di prova a norma dell’articolo 116, secondo comma.

ORDINE DI ESIBIZIONE (CAP. 178)


Quando concorrono tutti i requisiti, il giudice istruttore può ordinare alla parte o al
terzo di esibire in giudizio il documento o altra cosa, dando provvedimenti opportuni
circa tempo, luogo e modo d’esibizione
-->se esibizione comporta una spesa essa deve essere anticipata dalla parte che ha
proposto l’istanza di esibizione (art. 210 CodProcCiv)
Art. 211 CodProcCiv: Quando l’esibizione  è ordinata ad un terzo, il giudice istruttore
deve cercare di conciliare nel miglior modo possibile l’interesse della giustizia col
riguardo dovuto ai diritti del terzo, e prima di ordinare l’esibizione può disporre che il
terzo sia citato in giudizio, assegnando alla parte istante un termine per provvedervi.
Il terzo può sempre fare opposizione contro l’ordinanza di esibizione, intervenendo nel
giudizio prima della scadenza del termine assegnatogli.

COMUNICAZIONE ED ESIBIZIONE DELLE SCRITTURE CONTABILI (CAP. 179)


Art. 2711 CodCiv--> nelle controversie relative allo scioglimento di società, alla
comunicazione dei beni e alla successione per causa di morte, il giudice istruttore possa
ordinare, su istanza di parte, la comunicazione integrale dei libri, delle scritture
contabili e delle corrispondenze.
-->se l’imprenditore non esegue l’ordine di comunicazione, si potrà procedere a
esecuzione forzata

PROBLEMA DELLA FALSITÀ DEI DOCUMENTI (CAP. 181)


-->ESTRINSECO: verità o falsità di un documento é data dal rapporto tra la realtà è
l’apparenza del documento
Documento vero se appare esattamente per quello che é
Documento falso se vi é contrasto tra la sua apparenza e la sua realtà
Falsità materiale del documento--> risultato di:
o Contraffazione: formazione ex novo di un documento in modo che appaia
formato da persona diversa da colui che ne é stato l’autore
o Alterazione: mutamento apportato ad un documento già formato in modo
che ne consegua in tutto o in parte il risultato indicato.
NB: documento non materialmente falso si dice GENUINO
-->INTRINSECO: verità o falsità del documento é data dal rapporto tra la verità dei fatti
e le affermazioni contenute nel documento
➢ Documento falso quando il suo contenuto non corrisponde a verità. Se la falsità si
verifica nella parte narrativa del documento prende il nome di falso ideologico,
falsità interna che colpisce il contenuto
NB: Un documento si chiama veritiero quando non è ideologicamente falso

RILEVANZA GIURIDICA DELLA FALSITÀ (CAP. 182)


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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

Falsità giuridica fa venire meno la funzione probatoria del documento


-->due procedimenti per accertare la veridicità di un documento:
• Verificazione di scrittura privata
• Querela di falso
NB: tanto la domanda di verificazione quanto la querela di falso possono proporsi sia in
via incidentale che in via principale
Scrittura privata dotata di efficacia probatoria purché sia stata riconosciuta o verificata

RICONOSCIMENTO SCRITTURA PRIVATA (CAP. 183)


Necessità di accertare l’autenticità della sottoscrizione o della scrittura
-->RICONOSCIMENTO: dichiarazione confessoria di chi ha scritto o sottoscritto il
documento che riconosce la scrittura o la sottoscrizione come propria
-->DISCONOSCIMENTO: formale e specifica negazione che scrittura o sottoscrizione sia di
propria di colui che ne appare l’autore
Scrittura privata si ha per conosciuta quando:
✓ Art. 293 CodProcCiv (3° comma): In ogni caso il contumace che si costituisce può
disconoscere, nella prima udienza o nel termine assegnatogli dal giudice
istruttore, le scritture contro di lui prodotte.
✓ Se la parte comparsa non la disconosce, o non dichiara di conoscerla nella prima
udienza o nella prima risposta successiva alla produzione

VERIFICAZIONE DELLA SCRITTURA DISCONOSCIUTA (CAP. 184)


Se la parte che ha prodotto la scrittura intende avvalersene nonostante il
disconoscimento, deve chiederne la verificazione-->art. 216 CodProcCiv: proporre nel
processo pendente una domanda incidentale di accertamento della genuinità della
scrittura stessa, proponendo mezzi di prova utili e producendo o indicando le scritture
che possono servire di comparazione
Art. 219 CodProcCiv: Il giudice istruttore può ordinare alla parte di scrivere sotto
dettatura, anche alla presenza del consulente tecnico. Se la parte invitata a comparire
personalmente non si presenta o rifiuta di scrivere senza giustificato motivo, la scrittura
si può ritenere riconosciuta.

GIUDICATO
Norme di riferimento:
Art. 324 CodProcCiv: S’intende passata in giudicato la sentenza che non è più soggetta
né a regolamento di competenza, né ad appello, né a ricorso per cassazione, né a
revocazione per i motivi di cui ai numeri 4 e 5 dell’articolo 395.
-->giudicato formale. Si ha giudicato formale quando la sentenza non viene impugnata o
ultimato l’iter delle impugnazioni
Art 2909 CodCiv: giudicato sostanziale! importante per i limiti soggettivi. Giudicato
sostanziale incontra 3 limiti:
• Oggettivi: stabilire il “perimetro” della sentenza norma su cui si fonda l’art. 34
CodProcCiv: Il giudice, se per legge o per esplicita domanda di una delle parti è
necessario decidere con efficacia di giudicato una questione pregiudiziale che
appartiene per materia o valore alla competenza di un giudice superiore, rimette
tutta la causa a quest’ultimo, assegnando alle parti un termine perentorio per la
riassunzione della causa davanti a lui

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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

o Soluzione restrittiva del giudicato!Si guarda solo cosa ha domandato la


parte. Con riferimento all’art. 34 CodProcCiv si ha il giudicato solo nelle
questioni previste dalla legge o se le parti lo hanno domandato
o Soluzione allargata del giudicato! art. 34 CodProcCiv è una norma sulla
competenza e non può essere applicata per il giudicato. Il limite è più
largo quando è più ristretta la possibilità di articolazione sulla causa
petendi
• Soggettivi: la sentenza fa stato tra
o Parti!chi è posto in grado di partecipare nel processo (anche colui che non
si è costituito nel processo!contumace)
o Soggetti subentrati in pendenza di giudizio (art. 110 CodProcCiv), nei casi
di successione nel processo l’erede diventa parte.
-erede: se un soggetto diventa successore dopo che la sentenza è stata
pronunciata non si è più successori ex art. 110 CodProcCiv, ma la sentenza
può esssere comunque efficace nei confronti dell’erede
-avente causa: colui che acquista il diritto a titolo derivato in pendenza di
giudizio. Casi in cui l’attore ha trasmesso la domanda giudiziale
• Cronologici: cronologia del processo
o Atto di citazione
o Notifica dell’atto
o Iscrizione causa al ruolo
o Giudice istruttore va a vedere la VOCATIO IUS (indica la data dell’udienza)
o Precisazione delle conclusioni
o Sentenza
!Giudicato: situazione che rende la sentenza immutabile e irretrattabile

PRECLUSIONE
Nel diritto processuale significa che la parte non ha più la possibilità di fare qualcosa
che prima aveva la possibilità e facoltà di fare.
-->Inizialmente assenza di barriere temporali, successivamente inserite dal legislatore
-->Giudice giudica in base a una ricostruzione dei fatti, si basa sui documenti
➢ Fatti sopravvenuti: sono coperti dal giudicato? I fatti che sopravvengono possono
essere spesi nel processo anche se vi é una barriera preclusiva
NB: barriera vale solo per ciò che si poteva dedurre anteriormente all’inizio del
processo e non per ciò che non era possibile rilevare

TRASCRIZIONE
-->Forma di pubblicità
-->Meccanismo di opposizione
Art. 2643 ss CodCiv--> articoli di riferimento istituto
-->trascrizione domanda giudiziale crea un effetto prenotativo--> se la sentenza sarà
favorevole all’attore, l’attore se ha trascritto la domanda giudiziale potrà farla valere
contro l’avente causa (chi ha acquistato il bene in pendenza di giudizio dal convenuto)

TERMINI
• PERENTORIO: fissato dalla legge
• ORDINATORIO: si può chiedere al giudice, prima della scadenza del termine, la
fissazione di un termine più ampio. Si diversifica dalla rimessione dei termini (art.
153 CodProcCiv) perché la rimessione viene usata quando vi sono cause di forza
maggiore che non permettono il rispetto del termine

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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

DOMANDA GIUDIZIALE
Domanda rivolta al giudice per chiedere la tutela conseguente alla lesione di un diritto
-->3 elementi:
✓ Diritto soggettivo di cui si chiede tutela
✓ Lesione del diritto
✓ Provvedimento
-->EFFETTI DELLA DOMANDA GIUDIZIALE
Meramente procedimentali: quando si fa la domanda si ha il potere di proporre un atto
successivo rispetto a quello che si ha compiuto
Processuali: proposizione della domanda determina effetti a livello di competenza e
giurisdizione. Inoltre la domanda é irrinunciabile senza il consenso dell’altra parte
NB: possibile succedere nel processo-->successione di erede
Sostanziali: proponendo la domanda ho effetti sul diritto sul quale chiedo una tutela.
Gli effetti sostanziali prodotti dalla domanda sono
❖ Prescrizione estintiva--> (diritto sostanziale) esercitare il diritto per
interromperla.
Art. 2943 CodCiv--> prescrizione si interrompe quando vi é la notifica dell’atto
che da il via al processo. Nel processo la prescrizione ha due effetti:
-->PERMANENTI: prescrizione corre fino a che non si arriva a una pronuncia che
passa in giudicato
-->ISTANTANEI: se alla notifica dell’atto c’é un fenomeno che porta all’estinzione
del processo
NB: Domande giudiziali si propongono con atto di citazione--> atto introduttivo del
processo ordinario di cognizione.
Art. 163 CodProcCiv: atto di citazione
VERIFICAZIONE IN VIA PRINCIPALE (CAP 185)

La domanda di verificazione si può proporre anche in via principale in un processo ad


hoc —> necessario dimostrare l’esistenza dell’interesse ad agire , che consisterà nella
possibilità di doversi servire della scrittura come prova in un processo da promuovere
ecc. Se il convenuto riconosce la scrittura le spese saranno a carico dell’attore.

QUERELA DI FALSO (CAP 186)

La querela di falso può proporsi in ogni stato e grado del processo principale a patto che
la proponibilità della stessa non sia esclusa dalla espressa preclusione di nuove
conclusioni. La querela. non può proporsi perché urterebbe il giudicato se la veritàà del
documento sia stata accertata con sentenza passata in giudicato tanto civile , quando
penale.
Querela —> proponibili vs qualsiasi specie di documento e quindi atto pubblico, scrittura
privata. Finché non p stata riconosciuta , la scrittura è più facile disconoscerla.
La querela si deve proporre dalla parte personalmente o a mezzo di procuratore
speciale , con dichiarazione presentata all’udienza e allegata al verbale. Se la
dichiarazione è fatta personalmente in udienza da un analfabeta , provvede il
cancelliere a raccoglierla.
Intervento del PM obbligatorio.
N all’udienza in cui si presenta la querela si forma processo vero Ale d deposito nelle
mani del cancelliere del documento impugnato. Il processo verbale è redatto in
presenza del PM e delle parti e devecontenere la descrizione dello stato in cui il
documento si trova com indicazione delle cancellature abrasioni ecc.

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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

Se il documento impugnato di falso si trova presso un depositario il giudice può


ordinarne il sequestro.

DECISIONE SULLA QUERELA (CAP 187)

La querela è un’azione di accertamento per sé stante. Il giudice istruttore può rimettere


le parti al collegio per la decisione sulla querela indipendentemente dal merito del
processo principale —> separazione della causa di falso da quella principale agli effetti
della decisione.

In caso di remissione separata, il giudice istruttore può disporre , che la trattazi0e della
causa principale continui davanti a sé relativamente a quelle domande che posso essere
decise indipendentemente dal documento impugnato. La dentrnza ja per oggetto la
dichiarazione della falsità o verità del documento . Controverso è il punto se tale
dihciarazione abbia efficacia o no erga omnes. —> accertamento della verità o falsità di
documenti ha efficacia per tutto ma con autorità di giudicato per le sole parti.
Se la sentenza rigetta la querela di falso, ordina la restituzione del documento e dispone
a una pena pecuniaria , se accerta la falsità da disposizioni ex art. 537 c.p.c.

QUERELA DI FALSO IN VIA PRINCIPALE (CAP 188)

La querela si può impugnare anche in via principale in un processo a sé stante , che ha


come unico oggetto la dichiarazione di falsità del documento. 

L’azione si propone nell forme normali e con atto di citazione e si osservano le
disposizioni per la querela incidentale.

CONFESSIONE E INTERROGATORIO / GIURAMENTO

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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

LA TESTIMONIANZA

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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

L’ISPEZIONE (212-213)

LA CONFESSIONE E L’INTERROGATORIO
La legge definisce la connessione come “ la dichiarazione che una parte fa ella verità dei
fatti ad essa sfavorevoli e favorevoli all’altra parte” (Art. 2730 c.c.)

Oggetto della confessione sono fatti della causa e i fatti sfavorevole al dichiarante. La
dichiarazione di una parte, che afferma come vero uno o più fatti, sarà confessione se
avrà per oggetto fatti sfavoreboleri alla parte stessa e favorevoli all’avversario.
Solo i fatti che devono essere provati dalle parti (perciò la confessione non può avere ad
oggetto ile norme giuridiche , che il giudice conosce ed applica liberamente (principio
iura novit curia).
Differente è il caso in cui la dichiarazione di carattere confessori abbia per contenuto
anziché i fatti , l’intera pretesa avversaria ossia il diritto o il rapporto giudico fatto
valere dalla controparte.
Si considera la confessione come ua dichiarazione di verità , ossia una dichiarazione
testimoniale con la quale la parte dichiara ciò che sta attorno ai fatti della causa. 

“La volontà di fare dichiarazione nella dichiarazione che sia vero il fatto che viene
confessato indipendentemente dalla consapevolezza delle conseguenze che possono
verificarsi” 

E’ lecita la dimostrazione della NON verità del fatto confessato , quando si provi l’errore
del di colui che ha fatto la confessione del fatto medesimo, cioè l’erronea condizione
che il fatto fosse vero.
Per essere efficace la confessione deve provenire da persona capace di disporre del
diritto.

CONFESSIONE GIUDIZIALE
LA CONFESSIONE è GIUDIZIALE QUANDO è RESA IN GIUDIZIO , SPONTANEA QUANTO
PROVOCATA DA UN INTERROGATORIO FORMALE (2733 C.C. —> 228 C.P.C.)

La confessione giudiziale può essere spontaneamente sia in forma orale, sia in forma
scritta.

Orale —> quando viene resa al giudice in udienza e i tal caso dovrà essere documentata
verbalmente (raramente è difficile che la parte si trovi a contatto col giudice)

le risposte che le parti dato al giudice in sede di interrogatorio informale non possono

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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

valere come confessioni tant’è che la legge ha previsto che dalle risposte ricevute il
giudice può derivare elementi di convinzione soggetti al libero apprezzamento ma non
PROVE LEGALI.
La confessione può essere fatta in forma scritta quando è contenuta in uqlaisi atto
processuale firmato opersonalmente dalla parte (229 c.p.c).
la confessione giudiziale: “essa forma piena prova contro colui che l’ha fatta , purché
non verta su fatti relativi a. diritti non disponibili”
L’efficacia di piena prova ha il significato di escludere, nei confronti della confessioni
ogni libertà di apprezzamento da pare del giudice che è vincolato a considerare il fatto
come pienamente e definitivamente provato. 

La confessione è dunque un tipico esempio di prova legale (116 c.p.c.) 

la confessione oltre che vincolante per il giudice non può nemmeno essere , non può
nemmeno essere smentita dal confitente o combattuta con la semplice prova contraria:
essa cioè “ non può essere revocata se non si prova che è stat determinata da errore di
fatto o di violenza.”
In caso di litisconsorzio necessario la confessione resa da alcuni soltanto dei litisconsorzi
non potendo valere per gli altri è liberamente apprezzato dal giudice (Art. 2733, 3° co.)
Litisconsorzio facoltativo —> Nel litisconsorzio facoltativo la decisione essendo divisibile
ha effetti legali nei confronti del confitente ed è un semplice argomento di prova verso
gli altri.

TUTTE QUESTE AFFERMAZIONI PERO’ HAN FATTO PER MOLTO TEMPO DUBITARE CHE LA
CONFESSIONE SIA UNA PROVA SIA PURE LEGALE. ESSA SAREBBE UN NEGOZIO GIURIDICO
CON CUI LA PARTE DISPORREBBE DEL PROPRIO DIRITTO UN NEGOZIO GIURIDICO
PROCESSUALE CON CUI IL CONFITENTE DISPORREBBE DEL MATERIALE IN CUSA
COSTRINGENDO IL GIUDICE A POORRE I FSATTI CONFESSATI A FONDAMENTO DLELA SUA
DECISIONE, MA SONO ENTRAMBE OPINIONI INACCETTABILI .

1° OPINIONE —> NON SPOEGA DI QWUALE DIRITTO DISPONGA DEL CONFITENTE NEL CASO
CHE IL FATTO CONFESSATO SIA VERO.
2° —> NON TIENE CONTO CHE NELL’ACCERTAMENTO DEI FATTI ALLEGATI E NELLA
VALUTAZIONE DELLE PROVE FORNITE LA DECISIONE DEL GIUDICE NON E’ DETERMINATA DA
ATTIVITA’ DELLE PARTI E DAL SUO LIBERO APPREZZAMENTO O DA UNA VALUTAZIONE
ASTRATTA DELLA LEGGE.

CONFESSIONE STRAGIUDIZIALE
Quando è fatta dalla parte o da chi la rappresenta ha la stessa efficacia probatoria di
quella giudiziale , tranne se è fatta ad un terzo è liberamente apprezzata dal giudice.
tale confessione deve essere pronta in giudizio.

INTERROGATORIO FORMALE
Il mezzo per provocare la confessione giudiziale è l’interrogatorio formale. L a parte che
vuole interrogare l’avversario sui fatti della causa deve proporre la domanda su cui
questi è invitato a rispondere , deducendosi per articoli separati e specifici - capitoli
separati”.
Il giudice istruttore ammette con ordinanza , con ordinanza , l’interrogatorio su singoli
capitoli secondo le solite regole (quando li si ritenga ammissibili e rilevanti) fissando
modi e tempi per la sua assunzione.
L’ordinanza dovrà essere comunicata alle parti se pronunciata fuori dall’udienza e
notificata in ogni caso alla parte contumace.
Nell’assunzione dell’interrogatorio non possono farsi domande sui fatti diversi da quelli
formulati ne i capitoli ad eccezione delle domande su cui le arti per concordato e che il

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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

giudice ritiene simile ma il giudice può riviere i chiarimenti opportuni sulle risposte
date. (230, 3° co c.p.c.)
la parte interessata deve rispondere personalmente; essa non può servirsi di scritti
preparati ma il il giudice istruttore può consentire di valersi di note o appunti quando
deve far riferimento a nomi o cifre (231 c.p.c.)
Se la parte non si presenta all’udienza fissata o rifiuta di rispondere senza giustificato
motivo il collegio potrà ritenere con ammessi i fatti dedotti nell’interrogatorio: ficta
confessio; se il giudice istruttore riconosce giustificata la mancata presenza di una parte
, dispone una nova udienza per l’assunzione

INTERROGATORIO LIBERO
Interrogatorio di dichiarazione. Il giudice può, in ogni stato e grado del processo ,
ordinare la comparizione personale elle parti in contraddittorio tra loro per interrogarle
in merito alla causa.
L’interrogatorio libero è più vicino alla fase preparatoria che a quella istruttoria del
processo. —> mira a fare si che le parti possano chiedere la loro dichiarazione di fatto e
la loro conclusioni.
Tale interrogatorio LIBERO mira prima di tutto a giovare alla parte interrogata per dar
modo di spiegare dal giudice le ragioni o di proporre la propria difesa. Tale
interrogatorio libero è diretto è messo per permettere al giudice d avere una visione più
semplice e diretta del contrasto esistente tra le parti.

IL GIURAMENTO
Dagli scritti difensivi di parte il giudice trae il maggior numero delle notizie che gli
serviranno a ricostruire storicamente il caso su cui p chiamato a giudicare.Le
dichiarazioni delle parti sentenziano diversi gradi di sattendiilitò a secondach l fatto
dichiarato sia favorevole o sfavorevole. Massimo, favorevole - minimo, sfavorevole.
Possibile accrescere con mezzi estrinseci l’attendibilità della dichiarazione di un fatto
anche favorevole, e ciò si ottiene costringendo a rispondere sottili vincolo del
giuramento.
Il nostro legislatore Jha conservato il giuramento nella sua figura tradizionale di prova
solenne e formale, sottratta alla libera valutazione del giudice 8sorta di rimedio esterno
nel caso di mancanza di prove) 

giuramento —> dichiarazione con cui una parte asserisce come vero un fatto nella forma
grave e solenne prevista dalla legge. Esso ha nel processo l’effetto di determinare
l’assuzione del fatto stesso come pienamente e definitivamente provsto. 

Il giramento è di due specie:

1) decisorio —> una parte deferisce all’altra per fare dipendere la decisione totale o
parziale della casa 

2) supplettorio —> deferito d’ufficio dal giudizio ad un delle due parti al fine di decidere
la causa quando le eccezioni / domande non sono pienamente provate (2736 c.p.c)

poiché, oggi, la legge definisce il giuramento come anche un mezzo per la decisione
parziale della causa esso è divenuto un mezzo di prova che non consente alcuna
decisione ulteriore sul suo risultato ma solo unicamente del singolo fatto rilevane che ne
fa oggetto.

Se il giuramento è prova, va detto che è prova legale, la prova legale assoluta perché
pur possedendo un minimo di efficacia probante naturale , riceve dalla legge un
massimo di efficaci probatoria legale che vincola il giudice e non può in n nessun grado
essere contestata.

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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

REQUISITI DI CAPACITA’
L’atto di deferire o riferire il giuramento decisorio può provenire soltanto dalla parte
personalmente , purché sia capace di disporre.
Se la parte è persona incapace o una persona giuridica, l’atto sarà compiuto da chiunque
legittimato ad agire in nome e per conto di essa.

OGGETTO
Il giramento non può essere deferito quando ha per effetto un fatto relativo ad un
rapporto giuridico di cui le parti non possono disporre (2739 c.c.). Sarà bene precisare
che la disponibilità/indisponibilità va esaminata con riguardo al rapporto giuridico per il
quale il fatto è rilevante sia esso o meno l’oggetto principe della domanda/eccezione.
ma se il processo ha carattere dispositivo il giuramento può avere per oggetto vincolante
i fatti e perciò può essere deferito su qualsiasi fatto rilevante per la decisione:

1- il fatto dve essere porpoo della parte a cui si deferisce cioè un fatto/atto da essa
compiuto, oppure un fatto altrui purché a lui volto.
2 - non può essere un fatto illecito
3 Il giuramento non può essere diretto a negare un fatto risultante da atto pubblico
poiché la prova può essere distrutta solo con querela di falso

EFFICACIA
L’efficacia del giuramento è rigorosamente fissata dalla legge nel senso che in caso di
prestazione il fatto dichiarativo rimane pienamente provato e nessuna prova contraria
può essere ammessa.
L’effetto del giuramento prestato è sottratto a qualsiasi discussione anche anche se in
sede penale è dichiarata la sua falsità, ciò non ha alcuna conseguenza nel processo
civile, si potrà soltanto domandare il risarcimento deo danno dall’autore del falso
giuramento (2708 c.c. , 2°co)

DEFERIMENTO E RIFERIMENTO
IL DEFERIMENTO è RIPORTATO IN MANIERA DIVERSA A SECONDA DELLA SPECIE DI
GIURAMENTO: 

1- GIURAMENTO DECISORIO: DEFERITO DA UNA PARTE ALL’ALTRA la quale viene così, quasi
sfidata a dichiarare , col vincolo del giuramento , il fatto che è favorevole. D’altro lato
la parte che deferisce il giuramento manifesta la sua fiducia nella sincerità
dell’avversario.

Il deferimento è atto di parte e può essere compiuto in qualcuno stato e grado del
processo finché questa si trovi davanti al giudice istruttore: perciò anche in appello e
nel rinvio la dichiarazione deve essere fatta dalla parte o dal procuratore con mandato
speciale o con atto sottoscritto dalla parte.

La legge consente alla parte di riferite il giuramento alla parte. che l’ha deferito purché
il fatto che forma oggetto sia comune ad entrambe. 

Se RIFERIMENTO —> ha lo scopo di acquistare la posizione delle parti di fronte questa
prova ed è una garanzia della sua attendibilità. 

deferimento e riferimento son revocabili, finchè l’avversario dichiari di essere pronto a
giurare.
2- Il giramento supplettorio è invece deferito d’ufficio dal giudice ed assume le
caratteristiche di prova sussidiaria, che ricorre ad essa quando su un fatto rilevante è
già acquisita una semipiena probatio, che fa ritenere credibile il fatto anche se non c’è
un attendibilità assoluta. 

I tal caso è lecito al giudice interpretare il materiale probatorio esistente deferendo il

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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

giuramento a quello delle due parti che gl sembri più idoneo a fornire una notizia certa
attorno al fatto medesimo., 

il giuramento è prestato personalmente dalla parte ed è ricevuto dal giudice istruttore,
il quale deve ammonire il giurante sull’importanza morale dell’atto e sulle conseguenze
penali delle dichiarazioni false e quindi lo invita a giurare.
La prestazione s’intende mancata se la parte che deve giurare non si presenta
all’udienza fissata o se , comparendo, aggiunge alla formula stabilita per legge dalle
parti 

se si tratta di giuramento decisorio la parte può riferire il giuramento , anziché
prestarlo. 

La parte che non è comparsa può giustificarsi.

Giuramento supplettorio —> quello deferito d’ufficio dal giudice a una delle parti al fine
di decidere la causa quando la domanda o le eccezioni non sono pienamente provate ,
ma no sono del tutto sfornate di prova, ovvero quello che è deriso al fine di stabilire il
valore della cosa domandaTa se non si può accertarlo diversamente (2736, 2° co, c.c.)

LA PROVA DEI TESTIMONI

TESTIMONIANZA—> E’ la Narrazione che fa una persona deo fatti a lui monti per dare
conoscenza a altri. la sua funzione è di rappresentare un fatto privato e renderlo
presente a chi lo ascolta (strumento fondamentale per la ricostruzione storica dei fatti).
La testimonianza può avere ad oggetto non solo le percezioni dirette del fatto da parte
del testimone ma anche il ricordo di fatti pregressi.

Purtroppo la testimonianza non è una prova molto sicura, per cui la percezioni dei
testimoni mancano spesso di precisione ed esattezza e soffrono di alterazione della
realtà. La legge quindi digita della prova testimoniale e pone limitazioni alla sua
ammissibilità. Quando è ammissibile è soggetta al libero apprezzamento del giudice.

LIMITAZIONI ALL’AMMISSIBILITA’ DELLA PROVA


esclusa la prova per testimoni per tutti gli atti per i quali la forma scritta è stabilita
come requisito di validità. Tttavia se il contraente ha perduto il documento ka prova
testimoniale può essere ammessa per provare che l’atto fu fatto nella forma scritta
voluta dalla legge.

Se il contraente ha senza sua colpa perduto il documento la prova testimonial e può
essere ammessa pe provate che l’atto fu fatto nella forma scritta voluta dalla legge.
La prova testimoniale non è ammessa quando abbia per oggetto un contratto un
pagamento o una remissione di debito per un valore eccedente euro 2,58. Limite tenuto
per favorire la prova scritta , più affidabile , tale divieto viene mantenuto a causa della
poca fiducia che riscuote la prova testimoniale. —> facoltà del giudice di consentire la
prova testimoniale in considerazione delle circostanze sopra indicate o di altre relative
al caso particolare.
Infine la prova testimoniale è ammessa:

- Quando vi è un principio di prova per iscritto 

- Quando il contraente è stato nell’impossibilità morale o materiale di procurarsi prova
scritta

- Quando il contraente ha perduto il documento che gli forniva la prova
I TESTIMONI - CAPACITA’
I TESTIMONI SONO DEI TERZI , CIOè DELLE PERSONE DIVERSE DALLE PARTI IN CASUA, CHE
VENGONO CHIAMATI DINANZI AL GIUDICE PER DICHIARARE Ciò CHE SANNO IN MERITO ALLA
CAUSA.


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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

Sono, dunque, sono esclusi dal prestare testimonianza anche oloro cui spetta la
legittimazione formale, in sostituzione della parte che difetta della capacità
processuale. 

A maggior garanzia dell’attendibilità della testimonianza , la legge esclude che possano
essere sentiti come testi quei terzi che per ragioni diverse , considera particolarmente
interessati all’esito del giudizio e perciò primi della necessaria imparzialità e/o serenità.
Le deposizioni testimoniali assunto vs. Art. 246 devono considerarsi inefficaci e però sul
giudice nel decidere la causa non ne deve tenere conto.

OBBLIGO DI DEPORRE
I testimoni sono obbligati a rendere le loro deposizioni; ritratta di un o obbligo giuridico
pubblico che la legge impone a coloro che , per aver avuto conoscenza dei fatti della sua
, possono e percio debbono prestare la loro collaborazione all’amministrazione della
giustizia. L’obbligo implica:
Obbligo di comparire davanti al giudice nel momento nel luogo da lui ordinato ; tale
obbligo è sanzionato da una pena pecuniaria da 100 a 1000 euro e il giudice può disporre
l’accompagnamento forzato del teste all’udienza; l’obbligo di comparire viene meno per
il testimone che si trovi in impossibilità materiale di farlo
L’obbligo di fornire gli elementi per la propria identificazione
3) L’obbligo di prestare giuramento
4) L’obblio di rispondere alle domande del giudice dicendo verità , null’altro che la
verità
Il teste ha diritto di astenersi al deporre per motivi di segreto prof. e d’ufficio.

DEDUZIONE DELLA PROVA


La possa testimoniali dev essere proposta dalle parti e precisamente da quella che ha
interesse alla sua assunzione. , mia spetta al giudice ammetterla caso per caso. 

La deduzione della prova deve avveenire nei modi indicati dall’art. 244. c.p.c. mediane
formulazione in articoli separati dei fatti sui quali deve avvenire l0’esame e indicazione
specifica della persona da interrogare.
La deduzione può essere fatta dall’attore o dal convenuto rispettivamente nell’atto di
citazione e nella comparsa di risposta.

AMMISSIONE DELLA PROVA


All’ammissione della prova provvede il giudice istruttore con ordinanza.Dovrà stabilire il
luogo e giorno e ora dell’assunzione. Questa avverrà di regola nella sede del tribunale,
ma potrà anche farsi in luogo diverso. Il giudice è autorizzato a ridurre le liste dei
testimoni che gli appariscano sovrabbondanti e potrà fare a meno di ascoltare anche gli
altri quando avrà abbastanza prove per giudicare.

ASSUNZIONE DELLA PROVA


I testimoni ammessi devono comparire dinanzi al giudice nel luogo, giorno ed ora fissati.
A tale scopo deve essere loro notificata , un’intimazione contenente le indicazioni
suddette e il nome del giudice istruttore che assume la prova e la causa nella quale
debbano essere sentiti.

I testimoni posso tuttavia comparire spontaneamente anche senza aver ricevuto
l’intimazione; ma se i testimoni non compatiscono e la parte ha omesso di intimarli, sul
giudice può dichiararla decaduta dalla prova. Se invece il giudice ritiene ammessa
l’assenza può fissare nuova udienza. Il testimone deve prestare giuramento e fornire
successivamente le sue generalità e dire se ha rapporti di parentela con alcuna delle

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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

parti in causa.

Le parti possono fare osservazioni sull’attendibilità dei testimoni. 

Compiute queste formalità preliminari il giudice il giudice assume la deposizione del
teste, interrogandolo sui fatti intorno ai quali è chiamato a deporre e rivoglendogli tutte
le domande ritenute utili.
IL TESTE deve risponder oralmente e non si deve servire di scritti preparati ( a meno che
gli sia concesso farlo PER NOMI E CIFRE).

GIURISDIZIONE (CAP. 1)
PRINCIPI GENERALI E GARANZIE RELATIVE ALLA GIURISDIZIONE E PROCESSO
Art. 111 Cost: la giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge.
Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti
ad un giudice terzo e imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durata.
-->norma ampliata dalla legge Cost. n. 2/1999 e art. 6 CEDU
NB: Corte Costituzionale giudica solo della legittimità della norma di legge; Corte CEDU
giudica sulla lesione Diritto a equo processo (può derivare dalle regole del processo
interno o dal suo svolgimento nel caso concreto). Differenze:
• Sentenza resa dalla Corte CEDU vincola gli Stati ma non ha effetto diretto negli
ordinamenti nazionali
• Sentenza Corte Costituzionale di accoglimento comporta la cessazione
dell’efficacia della norma di legge dichiarata costituzionalmente illegittima
GARANZIE MAGISTRATURA
Indipendenza e terziarietà del giudice--> Art. 101 Cost: la giustizia è amministrata in
nome del popolo (principio della sovranità popolare). I giudici sono soggetti solo alla
legge (principio della divisione dei poteri)
-->giudici vincolati agli atti dello stato che abbiano forza di legge
-->Imparzialità si divide in:
➢ Imparzialità soggettiva: assenza di partito preso e di preconcetto del giudice
➢ Imparzialità oggettiva: viene meno se le funzioni da lui precedentemente svolte
nella medesima causa lo fanno apparire come giudice parziale
NB: problema dell’incompatibilità del giudice derivante dal ruolo che il giudice ha
svolto prima del processo o in altre fasi dello stesso
Art. 102 Cost: l’esercizio della funzione giurisdizionale è attribuita ai magistrati
ordinari istituiti e regolati dalle norme sull’ordinamento giudiziario
-->divieto di istituire giudici straordinari o speciali: possibilità di istituire sezioni
specializzate per determinate materie all’interno degli organi giudiziari ordinari
NB: possibile la partecipazione di cittadini idonei ma estranei alla magistratura
Art. 107 Cost--> magistrati sono inamovibili. Eguaglianza tra i magistrati, si distinguono
solo in base alle loro funzioni
Art. 104 Cost: la magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni
altro potere.
-->particolari garanzie previste per i PM che devono assicurare l’indipendenza dei giudici
e delle giurisdizioni speciali e degli estranei che partecipano all’amministrazione della
giustizia
GARANZIE DEL PROCESSO
Garanzia del giusto processo: processo deve essere regolato dalla legge.
-->principio di proporzionalità:. Giudice deve poter mantenere un potere discrezionale
in ordine a lacune o aspetti procedimentali di dubbia interpretazione
DIRITTO DI ACCESSO AI TRIBUNALI E DIRITTO D’AZIONE

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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

Art. 6 CEDU: soggetto ha il diritto che la sua causa sia esaminata equamente da un
tribunale
Art. 24 Cost: tutti possono agire in giudizio per la tutela dei loro diritti o interessi
legittimi--> diritto d’azione
-->assicurare la possibilità di richiedere la tutela delle situazioni sostanziali
giuridicamente rilevanti che si assumono esser state minacciate o violate--> tutela deve
avere carattere di effettività ed essere in forma esecutiva e coattiva
GARANZIA DEL GIUDICE NATURALE
Art. 25 Cost: nessuno può esser distolto dal giudice naturale precostituito per legge.
-->diritto di conoscere in via preventiva la giurisdizione presso la quale agire o essere
convenuti
PRINCIPIO DEL CONTRADDITTORIO, DIRITTO DI DIFESA E PARITÀ DELLE PARTI
Art. 24 Cost: difesa é un diritto inviolabile in ogni stato e grado del processo
Art. 111 Cost: ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti in condizioni di
parità
Art. 24 e 111 Costituzione racchiudono i seguenti principi:
✓ Garanzia della conoscenza: convenuto deve conoscere la domanda proposta
contro di lui e gli elementi di fatto e di diritto dedotti
✓ Garanzia del dialogo: possibilità del dialogo tra le parti durante il processo
✓ Garanzia della prova: riconosciuta possibilità, per ciascuna parte, di essere
ammessa a provare in giudizio l’inesistenza dei fatti dedotti in giudizio dalla
controparte
NB: la garanzia del contraddittorio vale per ogni tipo di processo
GARANZIA DELLA MOTIVAZIONE
Art. 111 Cost: tutti i provvedimenti giurisdizionali devono essere motivati
Duplice funzione di garanzia:
Rassicurare i cittadini sulla razionalità dello svolgimento del giudizio e affidabilità
esercizio giurisdizione
Controllo del provvedimento ai fini delle impugnazioni
NB: la motivazione della sentenza consiste nella succinta esposizione dei fatti rilevanti
della causa e delle ragioni giuridiche della decisione, anche con riferimento a
precedenti conformi
DURATA RAGIONEVOLE DEL PROCESSO
Art. 11 Cost-->causa deve essere esaminata entro un tempo ragionevole
NB: ragionevole durata valutata in base alla complessità della causa, comportamento
delle parti e comportamento delle autorità
-->Principi cardine della normativa sulla ragionevole durata sono:
▪ il procedimento è finalizzato a ottenere il ristoro di tutti i danni subiti, a motivo
della violazione del principio della ragionevole durata del processo
▪ principio si considera rispettato se il processo non eccede la durata di 3anni in
primo grado, 2 anni in secondo, ed 1anno nella fase in Cassazione. Per
l’esecuzione forzata il termine è considerato ragionevole se il procedimento si
conclude in 3anni, e per le procedure concorsuali in 6anni
▪ il procedimento può esser attivato solo dopo che il provvedimento emessa dal
giudice è passato in giudicato, e a pena di decadenza entro 6mesi da tale
momento
▪ la competenza è attribuita alle Corti d’Appello
▪ la domanda si propone con ricorso, con onere per il ricorrente di produrre tutta la
documentazione necessaria a verificare l’irragionevole durata del processo
▪ Prima fase rapida e sommaria e seconda parte di eventuale opposizione (deve
concludersi entro 4 mesi con decreto impugnabile per Cassazione)
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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

▪ non è riconosciuto alcun indennizzo: in favore della parte soccombente che sia
stata condannata per responsabilità aggravata (art. 96 CodProcCiv--
>responsabilità aggravata) o che abbia rifiutato la proposta formulata

RILIEVO DEL DIFETTO DI GIURISDIZIONE (CAP. 7)


Art. 37 CodProcCiv-->difetto assoluto di giurisdizione del giudice ordinario neo confronti
PA e giudici speciali.
NB: difetto di giurisdizione può essere rilevato d’ufficio in ogni stato e grado del
processo a condizione che non si sia formato il giudicato
-->difetto di giurisdizione italiana nei confronti del convenuto. Si distingue nei casi in
cui:
o Convenuto sia costituito: convenuto ha il preciso onere di eccepire il difetto di
giurisdizione nel primo atto difensivo--> difetto di giurisdizione può essere
rilevato in ogni stato e grado del processo SOLO dal convenuto costituito che non
abbia espressamente o tacitamente accettato la giurisdizione italiana
o Convenuto sia contumace: il difetto di giurisdizione può essere rilevato d’ufficio
NB: difetto di giurisdizione é rilevato dal giudice in qualsiasi stato e grado del
processo quando:
❖ Convenuto é contumace
❖ Ipotesi di azioni relative a beni immobili all’estero
❖ Giurisdizione é esclusa da una norma di diritto internazionale

MOMENTO DETERMINANTE DELLA GIURISDIZIONE (CAP. 8)


Art. 5 CodProcCiv: la giurisdizione e la competenza si determinano con riguardo alla
legge vigente e allo stato di fatto esistente al momento della proposizione della
domanda, e non hanno rilevanza rispetto ad esse i successivi mutamenti della legge o
dello stato stesso
-->Perpetratio Iurisdictionis
-->giurisdizione e competenza rimangono fissate presso il giudice individuato sulla base
del diritto vigente alla data della domanda, senza che su tale disposizione possa influire
il successivo mutamento della normativa

ORGANI GIUDIZIARI CIVILI (CAP. 12)


Giudice di tribunale: accede all’incarico tramite concorso pubblico (accedono solo i
laureati in giurisprudenza)
Cessazione ruolo: dimissioni/anzianità/provvedimento disciplinare
Tribunale suddiviso in sezioni: mera ripartizione interna del medesimo ufficio
giudiziario, dettata da ragioni organizzative e di funzionamento del ruolo
-->Giudice di pace: magistrato ordinario. Requisiti per l’idoneità: il possesso di una
laurea in giurisprudenza; l’aver superato l’esame di abilitazione all’esercizio della
professione forense; l’avere un’età compresa tra i 30 e i 70 anni.
NB: magistrato ordinario presta il suo servizio per quattro anni rinnovabili al massimo
per due periodi di altri 4 anni ciascuno e percepisce un’indennità parametrata al lavoro
effettivamente svolto

CONNESSIONE DI CAUSE E DIVERSITÀ DI RITI (CAP. 21)


Possibilità di decidere congiuntamente cause trova un possibile ostacolo: nelle norme
ordinarie di competenza e differenza di riti-->nell’ambito dei processi di cognizione su
diritti esistono diversi riti speciali:
Rito del lavoro: rito generale per le controversie di lavoro e previdenziali
Rito delle locazioni:
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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

Rito delle controversie agrarie


Processo speciale per le opposizioni alle ingiunzioni sanzionatorie amministrative
Rito camerale

GIUDICE UNICO E GIUDICE COLLEGIALE (CAP. 22)


Art. 50-bis CodProcCiv: Il tribunale giudica in composizione collegiale:
1) nelle cause nelle quali è obbligatorio l’intervento del pubblico ministero, salvo che
sia altrimenti disposto-->rinvio all’art. 70 CodProcCiv per il quale il PM deve intervenire:
nelle cause che egli stesso potrebbe proporre o nelle cause in cui ha azione
2) nelle cause di opposizione, impugnazione, revocazione e in quelle conseguenti a
dichiarazioni tardive di crediti di cui al regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, e alle
altre leggi speciali disciplinanti la liquidazione coatta amministrativa;
3) nelle cause devolute alle sezioni specializzate;
4) nelle cause di omologazione del concordato fallimentare e del concordato
preventivo;
5) nelle cause di impugnazione delle deliberazioni dell’assemblea e del consiglio di
amministrazione, nonchè nelle cause di responsabilità da chiunque promosse contro gli
organi ammmistrativi e di controllo, i direttori generali, i dirigenti preposti alla
redazione dei documenti contabili societari e i liquidatori delle società, delle mutue
assicuratrici e società cooperative, delle associazioni in partecipazione e dei consorzi;
6) nelle cause di impugnazione dei testamenti e di riduzione per lesione di legittima;
7) nelle cause di cui alla legge 13 aprile 1988, n. 117.
7-bis) nelle cause di cui all’articolo 140-bis del codice del consumo, di cui al decreto
legislativo 6 settembre 2005, n. 206.
Il tribunale giudica altresì in composizione collegiale nei procedimenti in camera di
consiglio disciplinati dagli articoli 737 e seguenti, salvo che sia altrimenti disposto.
-->Regola della collegialità vale per la Corte d’appello che giudica col numero
invariabile di tre votanti
-->Cassazione: in ciascuna sezione giudica col numero di 5 votanti, a Sezioni Unite
giudica col numero invariabile di 9 votanti
NB: revocazione/opposizione altri mezzi di impugnazione sono decise dal giudice unico o
collegialmente a seconda che la sentenza sia stata emessa dal tribunale in composizione
monocratica o collegiale
CARATTERI GENERALI DEL PROCESSO DI COGNIZIONE (CAP. 23)
Riforma processo di cognizione Legge N. 535/1995--> valorizzazione principi di oralità,
immediatezza e concentrazione attraverso le seguenti innovazioni:
❖ Istituzione del giudice unico di tribunale relegando a casi eccezionali la decisione
in composizione collegiale
❖ Introduzione di un sistema di preclusioni volto a scandire le varie fasi del processo
❖ Previsione di provvedimenti anticipatorie di condanna, da emanarsi in sede endo-
processuale
❖ Esecuzione provvisoria sentenza di primo grado
❖ Trasformazione del giudizio d’appello da “nuovo processo” a “revisione della
prima istanza”
-->regolamentazione dell’iter e modalità di svolgimento del processo di cognizione:
➢ Rimodellare il rapporto tra le fasi di preparazione, trattazione e istruzione della
causa
➢ Introduzione di nuove e specifiche regole in materia di notificazione
➢ Ampliamento termini di comparizione
➢ Apportando modifiche e correzioni alla disciplina ordinanze anticipatorie
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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

Tripartizione in: processo ordinario (tutti i processi non riconducibili alle altre due
ripartizioni), rito del lavoro (procedimenti con poteri ufficiosi del giudice nella fase
istruttoria) e procedimento sommario di cognizione (riti improntati a una accentuata
semplificazione).

TERMINI PROCESSUALI E RIMESSIONE IN TERMINI (CAP. 24)


-->Svolgimento del processo scandito mediante la fissazione di termini, volti a
disciplinare e collocare nell’iter del giudizio il compimento dei singoli atti processuali
-->Termini legali: stabiliti dalla legge
-->Termini giudiziari: stabiliti dal giudice
Distinzione tra:
• Termini ordinatori-->previsti per il compimento di determinati atti. No sanzioni in
caso di inosservanza
• Termini perentori: in caso di mancato rispetto comportano una decadenza o
preclusione dal successivo compimento dell’atto per il quale erano deputati.
Possono essere stabiliti dal giudice (anche a pena di decadenza), solo se la legge
lo permette espressamente
NB: art. 294 CodProcCiv--> la parte che dimostra di essere incorsa in decadenza
per per causa ad essa non imputabile può chiedere al giudice di essere rimessa in
termini. Giudice provvede mediante procedimenti di rimessione in termini del
contumace che si costituisce tardivamente

CALENDARIO DEL PROCESSO (CAP. 24-BIS)


-->fissazione ad opera del giudice di un calendario del processo
Sentite le parti al termine dell’udienza di trattazione, giudice provvede alla
pianificazione delle attività tenendo conto di natura/urgenza/complessità della causa.
-->Mancato rispetto dei termini fissati dal calendario da parte del giudice, del difensore
o del consulente tecnico d’ufficio può costituire violazione disciplinare.
NB: termini possono essere prorogati in caso di gravi motivi sopravvenuti

MEDIAZIONE E RAPPORTI COL PROCESSO (CAP. 24-TER)


Procedimento attraverso il quale le parti cercano di comporre la lite e raggiungere un
accordo tramite l’ausilio di un mediatore, soggetto terzo, competente e imparziale

PROCESSO CIVILE TELEMATICO (CAP. 24-QUATER)


Sistema che sia in grado di consentire l’esecuzione delle operazione che sono
concorrenti e funzionali al processo (deposito atti, trasmissioni comunicazioni e
notifiche ecc) con l’utilizzo di strumenti informatici e telematici
Regolamento PCT ha alcune regole:
▪ Compiere tutti gli atti e i provvedimenti del processo attraverso documenti
informatici
▪ Redigere il processo verbale mediante strumenti informatici
▪ Allegare in copia informatica la procura alle liti
▪ Depositare la relazione relativa alla consulenza tecnica d’ufficio in formato
digitale
Obblighi relativi al PCT che hanno modificato le norme processuali--> Legge N. 221/2012
✓ Obbligo di trasmissione dei biglietti di cancelleria, comunicazioni e notificazioni
per via telematica
✓ Obbligo del deposito telematico degli atti processuali
✓ Istituzione di pubblici elenchi per notificazioni e comunicazioni. Possibilità di
notifica attraverso indirizzo PEC degli atti civili per avvocati e procuratori legali
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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

STRUTTURA E FUNZIONE FASE PREPARATORIA (CAP. 25)


-->scopo di individuare:
Soggetti del processo
Delimitazione oggetto del processo
-->Principio di Preclusione: consente di evitare l’eccessivo dilatarsi dei tempi
processuali, assicurare ordine e rigore allo svolgimento del giudizio
-->Principio di Elasticità: sistema non esclude la possibilità, in alcune ipotesi, di
proporre domanda successiva agli atti introduttivi, quando ciò si renda necessario a
seguito delle difese di una delle due parti (fa salva la deduzione di fatti sopravvenuti)

ATTO DI CITAZIONE (CAP. 26)


Atto scritto di parte che da avvio al giudizio--> requisiti di contenuto e forma sono
predeterminati dal legislatore
Art. 163 CodProcCiv: La domanda si propone mediante citazione a comparire a udienza
fissa.
Il presidente del tribunale stabilisce al principio dell'anno giudiziario, con decreto
approvato dal primo presidente della corte di appello, i giorni della settimana e le ore
delle udienze destinate esclusivamente alla prima comparizione delle parti.
L’atto di citazione deve contenere:
1) l’indicazione del tribunale davanti al quale la domanda è proposta;
2) il nome, il cognome, la residenza e il codice fiscale dell'attore, (1) il nome, il
cognome, il codice fiscale, la residenza o il domicilio o la dimora del convenuto e delle
persone che rispettivamente li rappresentano o li assistono. Se attore o convenuto è
una persona giuridica, un’associazione non riconosciuta o un comitato la citazione deve
contenere la denominazione o la ditta, con l’indicazione dell’organo o ufficio che ne ha
la rappresentanza in giudizio;
3) la determinazione della cosa oggetto della domanda;
4) l’esposizione dei fatti e degli elementi di diritto costituenti le ragioni della
domanda, con le relative conclusioni
5) l’indicazione specifica dei mezzi di prova dei quali l’attore intende valersi e in
particolare dei documenti che offre in comunicazione;
6) il nome e il cognome del procuratore e l’indicazione della procura, qualora questa
sia stata già rilasciata--> deve inoltre contenere Codice Fiscale, indirizzo PEC e numero
di fax
7) l’indicazione del giorno dell’udienza di comparizione; l’invito al convenuto a
costituirsi nel termine di venti giorni prima dell’udienza indicata ai sensi e nelle forme
stabilite dall’art. 166, ovvero di dieci giorni prima in caso di abbreviazione dei termini,
e a comparire, nell’udienza indicata, dinanzi al giudice designato ai sensi dell’art. 168-
bis, con l’avvertimento che la costituzione oltre i suddetti termini implica le decadenze
di cui agli artt. 38 e 167-->Decadenza facoltà di eccepire l’incompetenza, formulare
eccezioni di merito, proporre domande riconvenzionali e chiamare in causa un terzo
L'atto di citazione, sottoscritto a norma dell'art. 125, è consegnato dalla parte o dal
procuratore all'ufficiale giudiziario, il quale lo notifica a norma degli artt. 137 ss-->
la notifica viene effettuata al convenuto
-->atto di citazione svolge duplice funzione:
Palesare la pretesa che la parte intende far valere in giudizio tramite richiesta di
tutela giurisdizionale-->funzione svolta attraverso l’indicazione delle parti
segnate in rosso nell’articolo
Instaurare un contatto tra le parti private (attore-convenuto)--> Vocatio in Ius

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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

-->atto recettizio con il quale un soggetto cita il convenuto a comparire ad udienza


fissata
NOTIFICAZIONE
La notifica della citazione al convenuto segna il momento iniziale della pendenza della
lite. Da questo momento si determinano gli effetti dell’atto di citazione, quali, ad
esempio:
-->la litispendenza, cui si ricollegano anche gli istituti della continenza e della
connessione;
-->la perpetuatio iurisdictionis, ossia la fissazione del momento determinante per la
valutazione dei presupposti di giurisdizione e competenza del giudice adito, rendendo
irrilevanti successive modificazioni dei pre- supposti di fatto o di diritto (art. 5
CodProcCiv);
-->l’interruzione della prescrizione (art. 2943 CodCiv);
-->la sospensione della prescrizione fino al passaggio in giudicato della sentenza (art.
2945 CodCiv);

TERMINI PER COMPARIRE (CAP. 29)


Attore deve rispettare i termini dilatori ex art. 163-bis CodProcCiv, i quali hanno lo
scopo di garantire al convenuto un periodo minimo di tempo per la predisposizione
delle proprie difese. Si deve trattare di termini liberi, per cui non deve calcolarsi né il
termine iniziale né il termine finale.
Tra il giorno della notifica della citazione e quello dell’udienza di comparizione devono
intercorrere termini liberi non minori di 90 giorni, se il luogo della notificazione si trova
in Italia, e di 150 giorni se si trova all’estero.
-->Termine ha natura dilatatoria: termine per la difesa
-->Urgenza della decisione: consentita l’abbreviazione fino alla metà dei termini di
comparizione su richiesta dell’attore nelle cause che richiedono pronta spedizione.
Onere della costituzione, almeno 10 giorni prima dell’udienza, riduce a 35 giorni il
termine massimo per la difesa del convenuto.
NB: valutazione discrezionale da parte del Presidente del Tribunale
--> Per impedire condotte dilatorie dell’attore, il quale abbia indicato, per la prima
udienza, una data molto avanti nel tempo, l’art. 163-bis Comma 3 CodProcCiv prevede
la possibilità, per il convenuto, di chiedere l’anticipazione dell’udienza.
NB: Questo principio non lede il diritto di difesa del convenuto, quando questo deriva da
sua iniziativa

REGIME DELLA NULLITÀ E NULLITÀ DELLA CITAZIONE (CAP. 30)


Art. 164 CodProcCiv: divide nullità dell’atto di citazione in due categorie
• Nullità derivanti da:
o Omissione/Assoluta incertezza del requisito di indicazione del tribunale
davanti al quale la domanda é proposta
o Omissione/assoluta incertezza requisito di indicazione data udienza di
comparizione
o Termine a comparire inferiore a quello stabilito dalla legge
o Mancanza avvertimento ex art. 163 CodProcCiv
--> se il convenuto non si costituisce il giudice, rilevata la nullità della
citazione, ne dispone d’ufficio la rinnovazione entro un termine perento-
rio. La rinnovazione sana i vizi, e gli effetti processuali e sostanziali della
domanda si producono sin dal momento della prima notificazione.

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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

NB: rinnovazione non viene eseguita, il giudice ordina la cancellazione


della causa dal ruolo e il processo si estingue con la conseguenza che gli
effetti processuali e sostanziali della domanda non si produrranno.
-->Se il convenuto si costituisce, la costituzione sana i vizi della citazione.
Tuttavia, se il convenuto ritiene, in concreto, di non aver potuto
predisporre tempestivamente le proprie difese a causa dell’inosservanza
del termine a comparire o della mancanza dell’avvertimento, il giudice
fissa una nuova udienza nel rispetto dei termini, ma se il giudice,
nonostante l’eccezione del convenuto, omette di fissare la nuova udienza,
la sanatoria non si verifica e la nullità permane
• Nullità derivante da:
o Omissione/incertezza assoluta del requisito della cosa oggetto della
domanda
o Mancanza esposizione fatti costituenti le ragioni della domanda--> nullità
dell’atto di citazione vale solo per le domande etero-determinate (fondate
su un diritto di credito)
-->Se il convenuto non si costituisce, assegna all’attore un termine
perento- rio per rinnovare la citazione, fissando anche il giorno
dell’udienza;
-->Se il convenuto si costituisce, fissa un termine perentorio per integrare
la domanda.
-->Se la rinnovazione o l’integrazione avvengono, la sanatoria opera ex
nunc, ossia non ha efficacia retroattiva, con la conseguenza che alle
decadenze maturate nel frattempo non è più possibile porre rimedio
Se, invece, la rinnovazione o l’integrazione non avvengono, si ha
l’estinzione del processo in caso di mancata rinnovazione, o la nullità nel
caso della mancata integrazione.

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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

COSTITUZIONE DELL’ATTORE (CAP. 31)


Art. 165 CodProcCiv
La costituzione in giudizio è l’atto con cui l’attore e il convenuto assumono la presenza
ufficiale nel processo depositando in cancelleria il fascicolo contenente gli atti
introduttivi.
La parte non costituita è dichiarata contumace, mentre la parte che, pur essendosi
costituita, non compare alle udienze, si dice assente. La regolarità della costituzione è
verificata d’ufficio dal giudice istruttore alla prima udienza.
-->attore deve costituirsi entro 10 giorni dalla notificazione dell’atto di citazione
-->costituzione si ha con il deposito presso la cancelleria del giudice adito di un fascicolo
di parte contenente l’originale dell’atto di citazione, la procura e i documenti offerti in
comunicazione.
NB: la parte che si costituisce per prima, é tenuta a presentare, all’atto di costituzione,
la nota di iscrizione al ruolo

COSTITUZIONE DEL CONVENUTO (CAP. 32)


Art. 166 CodProcCiv
Convenuto deve costituirsi almeno 20 giorni prima dell’udienza fissata nell’atto di
citazione, depositando in cancelleria la comparsa di risposta con la copia della citazione
notificata, la procura e i documenti che offrono in comunicazione
-->Convenuto per predisporre la difesa deve, deve essere ammesso ad esaminare il
fascicolo dell’attore: attribuito alle parti/difensori muniti di procura il potere di
esaminare il fascicolo dell’attore e di farsi rilasciare copia degli atti e documenti inclusi
-->La comparsa di risposta è il primo atto difensivo del convenuto ed è, come la
citazione, un atto doppiamente recettizio: indirizzato all’attore e giudice.
Art. 167 CodProcCiv: comparsa di risposta il convenuto deve
✓ proporre tutte le sue difese, prendendo posizione sui fatti posti dall’attore a
fondamento della domanda;
NB: la non contestazione ha effetti vincolanti per il giudice, il quale deve
astenersi da qualsivoglia controllo probatorio del fatto non contestato e ritenerlo
sussistente, poiché l’atteggiamento difensivo del convenuto esclude il fatto stesso
dall’ambito degli accertamenti richiesti.
✓ Proporre (pena di decadenza) eventuali domande riconvenzionali e le eccezioni
processuali e di merito non rilevabili d’ufficio.
NB: Se è omesso o assolutamente incerto l’oggetto o il titolo della domanda
riconvenzionale, il giudice assegna al convenuto un termine perentorio per
integrarla. Restano ferme le decadenze maturate e salvi i diritti acquisiti
anteriormente all’integrazione;
✓ chiamare un terzo in causa, chiedendo la fissazione di una nuova udienza ex art.
269 CodProcCiv-->chiamata in causa di un terzo. Il provvedimento del giudice di
fissazione di una nuova udienza per consentire la citazione del terzo nel processo,
chiesta tempestivamente dal convenuto, è discrezionale, potendo il giudice
rifiutare di fissare una nuova prima udienza per ragioni di economia processuale e
per motivi di ragionevole durata del processo

ISCRIZIONE CAUSA AL RUOLO, DESIGNAZIONE GIUDICE ISTRUTTORE E DEFERIMENTO


UDIENZA (CAP. 33)
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Causa viene iscritta al ruolo all’atto della prima costituzione di una delle parti
-->Cancelliere iscrive la causa al ruolo generale e forma il fascicolo d’ufficio
-->Cancelliere presenta il fascicolo al presidente del tribunale per nomina del giudice
istruttore e assegnazione alla sezione
Art. 168-bis CodProcCiv--> designazione del giudice istruttore. duplice finalità:
Accelerare investitura del giudice--> prescrizione: trasmettere il fascicolo al
giudice istruttore subito dopo la designazione
Consentire al giudice di tenere la prima udienza
NB: se nel giorno fissato il giudice istruttore non tiene l’udienza, la comparizione delle
parti é d’ufficio rimandata all’udienza immediatamente successiva tenuta dal giudice
designato
Fascicoli delle parti: atti e documenti di causa sono inseriti in sezioni separate del
fascicolo di parte. Cancelliere sottoscrive l’indice del fascicolo ogni volta che viene
inserito in esso un atto o un documento
-->alle parti e ai loro difensori é richiesta gestione logica e ordinata del fascicolo e degli
atti in esso contenuti

RITARDATA E MANCATA COSTITUZIONE DELLE PARTI: CONTUMACIA (CAP. 34)


Cadenza degli atti delle parti é stabilita: obbligo per l’attore di costituirsi in tempo utile
per consentire al convenuto la consultazione, prima della costituzione, dei documento e
della procura offerti in comunicazione dall’attore
-->convenuto se non vuole incorrere nella decadenza domanda riconvenzionale ed
eccezioni in senso stretto, deve costituirsi nei termini e nelle forme stabiliti, anche
quando l’attore non si sia ancora costituito e di conseguenza senza conoscere i
documenti offerti dall’attore
NB: se nessuno delle parti si costituisce nei termini stabiliti il processo entra in uno stato
di quiescenza e può essere riassunto entro 3 mesi dalla scadenza del termine stabilito
per la costituzione del convenuto: altrimenti si estingue

PROCESSO CONTUMACIALE (CAP. 35)


-->dichiarata la contumacia, il relativo processo si svolge secondo le regole normali,
non essendo data rilevanza alla contumacia come elemento determinante della
domanda dell’attore.
NB: non prevista la sentenza contumaciale
-->alla mancata costituzione viene attribuito comportamento neutro, frutto di libera
decisione della parte di non difendersi all’interno del processo ma che comunque non
implica alcuna conseguenza negativa per chi lo pone in essere
-->devono essere personalmente notificate al contumace:
• Ordinanza che ammette l’interrogatorio formale o il giuramento in considerazione
degli effetti della mancata risposta al primo e mancata prestazione del secondo
• Ordinanza che dispone l’ispezione sulla persona del contumace o delle sue cose in
possesso, in considerazione degli argomenti di prova che possono essere tratti a
suo danno dal rifiuto di eseguire l’ordine
• Ordinanza che dispone l’esibizione di un documento o di una cosa in possesso
della parte contumace
• Verbale in cui si da atto della produzione della scrittura privata non indicata in
atti notificati in precedenza-->fine di consentirne il tempestivo disconoscimento
• Comparse contenenti domande nuove o riconvenzionale da chiunque proposte
• Sentenze
-->Salva la possibilità di costituzione tardiva, anche oltre la prima udienza per ciascuna
delle parti, quando l’altra si sia tempestivamente costituita
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NB: restano ferme per il convenuto le decadenze ex art. 171 CodProcCiv: Se nessuna
delle parti si costituisce nei termini stabiliti, si applicano le disposizioni dell’art. 307,
primo e secondo comma
Se una delle parti si è costituita entro il termine rispettivamente a lei assegnato,
l’altra parte può costituirsi successivamente fino alla prima udienza, ma restano ferme
per il convenuto le decadenze di cui all’articolo 167
La parte che non si costituisce neppure in tale udienza è dichiarata contumace con
ordinanza del giudice istruttore, salva la disposizione dell’art. 291
-->convenuto potrà chiedere la rimessione in termini se dimostra che la nullità della
citazione o della sua notificazione gli ha impedito di avere conoscenza del processo
e che la costituzione é stata impedita da causa a lui non imputabile

TRATTAZIONE DELLA CAUSA: PREMESSE (CAP. 36)


Art. 180 CodProcCiv--> regole generali dell’oralità della trattazione e della necessaria
redazione di un processo verbale che documento i tempi e le attività della causa

UDIENZA DI PRIMA COMPARIZIONE E TRATTAZIONE (CAP. 37)


Riforma 2005: esclusa la dissociazione tra la prima udienza di comparizione e la prima
udienza di trattazione (art. 183 CodProcCiv). Prima udienza fissata nell’atto di citazione
è costituisce il termine ultimo per la costituzione tempestiva di una parte se l’altra si é
costituita nel termine a ,di assegnato
-->giudice deve provvedere alla verifica d’ufficio della regolarità del contraddittorio e
all’emanazione dei provvedimenti per:
• l’integrazione del litisconsorzio necessario
• Sanatoria difetti di rappresentanza, assistenza e autorizzazione -->udienza di
prima comparizione e trattazione sede per ovviare difetti inerenti presupposto di
legittimazione processuale o corretta devoluzione del mandato al difensore della
parte
Art. 182 CodProcCiv: Il giudice istruttore verifica d’ufficio la regolarità della
costituzione delle parti e, quando occorre, le invita a completare o a mettere in
regola gli atti e i documenti che riconosce difettosi
Quando rileva un difetto di rappresentanza , di assistenza o di autorizzazione
ovvero un vizio che determina la nullità della procura al difensore, il giudice
assegna alle parti un termine perentorio per la costituzione della persona alla
quale spetta la rappresentanza o l’assistenza, per il rilascio delle necessarie
autorizzazioni, ovvero per il rilascio della procura alle liti o per la rinnovazione
della stessa.
• Vizi di notificazione della citazione
NB: giudice prima di procedere all’esame di merito deve occuparsi di tutte le questioni
attinenti ai presupposti processuali che siano rilevabili d’ufficio o dalle parti e
assumere i provvedimenti conseguenti. Esisti dell’attività saranno diverso a seconda
della natura della questione sollevata:
✓ Provvedimenti ordinatori di un processo che continua davanti allo stesso giudice
✓ Provvedimenti per il trasferimento del processo al giudice indicato come
competente
✓ Provvedimenti relativi alla rimessione della causa in decisione
Art. 183 2° Comma CodProcCiv-->nell’ipotesi in cui il giudice pronunci i provvedimenti,
nuova udienza essere sia un’udienza di trattazione che una nuova prima comparizione
delle parti: seconda udienza nella quale occorrerà verificare di nuovo la correttezza
processuale del giudizio.
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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

NB: solo dopo tale verifica preliminare potrà avviarsi la trattazione nel merito della
causa
-->Esauriti adempimenti preliminari: trattazione destinata al chiarimento delle
allegazioni delle parti tramite il loro interrogatorio e precisazione ed eventuale
modificazione delle domande.

INTERROGATORIO LIBERO DELLE PARTI E TENTATIVO DI CONCILIAZIONE (CAP. 39)


Interrogatorio ha luogo nelle ipotesi in cui le parti presentino un’istanza congiunta al
giudice istruttore--> favorire il contatto tra le parti e il giudice nelle ipotesi in cui le
parti ritengano auspicabile il dialogo ed il raggiungimento di un accordo tramite gli uffici
del giudice
Art. 117 CodProcCiv: Il giudice, in qualunque stato e grado del processo, ha facoltà di
ordinare la comparizione personale delle parti in contraddittorio tra loro per
interrogarle liberamente sui fatti della causa. Le parti possono farsi assistere dai
difensori-->indipendentemente da qualsiasi istanza di parte
NB: nelle due ipotesi (istanza delle parti, disposizione d’ufficio) il giudice procede
liberamente all’audizione di entrambe le parti (devono essere interrogate in
contraddittorio tra loro) o dell’unica parte presente--> scopo probatorio
dell’interrogatorio
Art. 116 CodProcCiv-->autorizza il giudice a desumere gli argomenti di prova dalle
risposte delle parti
-->interrogatorio riferito ai fatti della causa, ma deve ritenersi che esso possa estendersi
agli elementi di diritto portati dall’attore a sostegno della domanda è dal convenuto a
fondamento delle sue difese/eccezioni. Maggiore ampiezza necessaria per varie ragioni:
• Possibilità del giudice di tentare la conciliazione della lite
• Giudice può coordinare còn i risultati dell’interrogatorio la facoltà di modificare
domande, eccezioni e conclusioni già formulate
• Estensione dell’interrogatorio si ricollega al potere-dovere del giudice di
chiedere i chiarimenti necessari a indicare le questioni rilevabili d’ufficio delle
quali ritiene opportuna la trattazione
NB: consentito a ciascuna parte di farsi rappresentare nell’interrogatorio da un
procuratore. Procuratore deve essere a conoscenza dei fatti della causa e le sue risposte
saranno valutate come quelle della parte, così come la mancata comparizione che sia
ingiustificata
Art. 185-bis CodProcCiv: Il giudice alla prima udienza ovvero fino a quando è esaurita
l’istruzione, deve comunicare alle parti una proposta transattiva o conciliativa. Il
rifiuto della proposta transattiva o conciliativa del giudice, senza giustificato motivo,
costituisce comportamento valutabile dal giudice ai fini del giudizio
-->Giudice può ricorrere alla conciliazione delle parti dalla prima udienza fimo
all’esaurimento dell’istruttoria.
NB: le parti restano libere di accettare o meno la proposta formulata dal giudice, in caso
di rifiuto le possibili conseguenze sono la condanna a tutte le spese relative a quella
parte del processo svolta successivamente alla proposta rifiutata

PROPOSIZIONE DI NUOVE DOMANDE ED ECCEZIONI E MODIFICAZIONE DI QUELLE PROPOSTE


(CAP. 40)
-->Nella stessa udienza l’attore può proporre le domande e le eccezioni che sono
conseguenza della domanda riconvenzionale o delle eccezioni poste dal convenuto
-->prima udienza attore può essere autorizzato a chiamare un terzo
Art. 183 CodProcCiv-->se richiesto, il giudice concede alle parti una serie di termini per
il completamento delle proprie difese. Termine perentorio con durata fissa:
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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

❖ Termine di ulteriori 30 giorni per il deposito di memorie limitate alle sole


precisazioni o modificazioni delle domande, delle eccezioni e delle conclusioni già
proposte
❖ Termine di ulteriori 30 giorni per replicare alle domande ed eccezioni nuove o
modificate dall’altra parte, per proporre eccezioni che sono conseguenza delle
domande ed eccezioni medesime

DEDUZIONI ISTRUTTORIE (CAP. 47)


-->giudice istruttore può ritenere matura la causa senza bisogno di assunzione di mezzi
di prova quando si tratti di:
➢ Causa di puro diritto
➢ Causa documentale--> le parti abbiano depositato tutti i documenti a loro
disposizione
-->Riforma 2005: previsione di identici termini per ampliamento, modificazione dei fatti
di causa, deduzione delle istanze istruttorie e produzione di documenti. Al termine
della prima udienza di comparizione e trattazione della causa le parti avranno due
alternative:
• Chiedere la delibera del giudice sull’ammissibilità e rilevanza dei mezzi di prova
fino a quel momento proposti
• Chiedere la concessione dei termini
-->Libertà delle deduzioni istruttorie: (nei limiti temporali fissati dai termini
giudiziali). Nuovi documenti e nuovi mezzi di prova possono essere prodotti e dedotti
senza alcuna autorizzazione, ovvero senza nessuna indagine del giudice sulla possibilità
di dedurli sin dall’inizio del processo
NB: preclusione, che si verifica con la scadenza dei termini fissati, concerne acquisizione
al processo di tutto il materiale probatorio.
Preclusioni non sono valide per:
o Disconoscimento scrittura privata
o Istanza di verificazione
o Querela di falso
Principio della non contestazione: i fatti NON contestati non hanno bisogno di prova
NB: eccezioni in senso lato e contestazioni possono essere rilevate o proposte in
qualsiasi momento del processo per consentire la garanzia della difesa-->limite nella
precisazione delle conclusioni

AMMISSIONE DELLE PROVE E POTERI ISTRUTTORI DEL GIUDICE (CAP. 48)


Art. 183 CodProcCiv: il giudice provvede sulle richieste istruttorie fissando l’udienza
per l’assunzione dei mezzi di prova ritenuti ammissibili e rilevanti. Se provvede
mediante ordinanza emanata fuori udienza, questa deve essere pronunciata entro 30
giorni
-->interpretazione che lasci aperta al giudice la possibilità di fissare l’udienza per
l’ammissione dei mezzi istruttori o riservarsi su di essi nella prima udienza di
comparizione e trattazione, provvedendo poi allo scioglimento della riserva entro il
termine di 30 giorni (termine che decorre dall’ultimo termine per la deduzione della
prova contraria)
-->Ordinanza fuori udienza: nel qual caso sono scritte in calce al verbale o in un foglio
separato, datato e firmato dal giudice (o dal presidente, nel caso di giudice collegiale).
-->Prova documentale e prova costituenda possono essere rilevanti rispetto a uno dei
termini introdotti nel processo con la domanda originaria, domanda riconvenzionale o
altre eccezioni.

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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

NB: principio che regola ammissione e assunzione di prove nel processo é che il giudice
deve porre a fondamento della decisione le prove proposte dalle parti o dal PM, salvi i
casi previsti dalla legge
Art. 183 CodProcCiv: nel caso in cui vengano disposti d’ufficio mezzi di prova con
ordinanza, ciascuna parte può dedurre, entro un termine perentorio, assegnato dal
giudice con l’ordinanza medesima, i mezzi di prova che si rendano necessari in
relazione ai primi disposti dal giudice.
-->ammissibilità e rilevanza non sarebbero però sufficienti all’ammissione qualora i
mezzi di prova non fossero raccordati a quelli disposti d’ufficio e non si concretassero
nella deduzione di una prova contraria sui fatti ammessi a prova dal giudice. Prova
contraria può essere:
Prova contraria diretta: dimostrare in modo immediato la falsità del fatto addotto
a prova col provvedimento del giudice
Prova contraria indiretta: mira a provare il fatto principale in via presuntiva,
attraverso la dimostrazione di fatti diversi e secondari

ASSUNZIONE DELLE PROVE (CAP. 49)


-->quando dispone mezzi di prova, il giudice istruttore, se non può assumerli nella stessa
udienza, stabilisce il tempo, il luogo e il modo dell’assunzione
-->giudice che procede all’assunzione pronuncia con ordinanza su tutte le questioni che
sorgono nel corso della stessa. Dell’assunzione deve redigerai processo verbale, che
riporti le dichiarazioni delle parti e dei testimoni
Principio di acquisizione processuale: una volta dedotte le prove sono comuni alle
parti e pertanto la rinuncia di una di esse non é sufficiente per escluderle dal processo
-->giudice istruttore dichiara chiusa l’assunzione quando sono eseguiti i mezzi ammessi o
quando, dichiarata la decadenza, non vi sono altri mezzi da assumere

TESTIMONIANZA SCRITTA (CAP. 51)


Art. 257-bis CodProcCiv: potere conferito al giudice di assegnare un termine alla persona
indicata come testimone per rispondere per iscritto alle domande sulle quali deve essere
interrogato.
-->due condizioni per le quali il procedimento ha applicazione
• Accordo di tutte le parti opposte in causa
• Giudice é tenuti a decidere se escludere o meno le forme tradizionali per
l’audizione dei testi, tenuto conto della natura della causa e di ogni altra
circostanza
-->procedimento per la formazione della testimonianza scritta prevede che l’organo
giudicante disponga che la parte richiedente provveda alla compilazione di un modello
di atto contenente i capitoli di prova ammessi in giudizio e provveda alla relativa
notificazione al teste. L’organo giudicante esaminate le dichiarazioni e le risposte
scritte, potrà disporre la comparizione del teste per procedere all’audizione
NB: testimonianza scritta acquista il connotato di prova precostituita ed esente dalla
procedura di assunzione prevista per la testimonianza orale

PROVVEDIMENTI ORDINATORI (CAP. 52)


Giudice istruttore esercita tutti i poteri intesi al più sollecito e leale svolgimento del
procedimento
Art. 117 CodProcCiv: le ordinanze, motivate, non possono pregiudicare la decisione della
causa, e possono essere sempre modificate o revocate dal giudice che le ha pronunciate
NB: non sono modificabili ne revocabili dal giudice:

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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

▪ Ordinanze pronunciate sull’accordo delle parti, in una materia della quale queste
possono disporre
▪ Ordinanze dichiarate non impugnabili dalla legge
▪ Ordinanze per le quali la legge disponga uno speciale mezzo di reclamo
-->nei processi a decisione collegiale il collegio dispone di un potere generale di
controllo sulle ordinanze. Le parti possono proporre al collegio tutt'e le questioni
risolute dal giudice istruttore con ordinanza revocabile.
Art. 178 CodProcCiv: reclamo immediato al collegio contro l’ordinanza del giudice
istruttore, che non operi in funzione di giudice unico, ma solo per l’ipotesi di ordinanza
che dichiara l’estinzione del processo

ORDINANZA DI PAGAMENTO DELLE SOMME NON CONTESTATE (CAP. 53)


Art. 700 CodProcCiv: tecnica dell’anticipazione: tutela giurisdizionale realizzata
mediante provvedimenti che anticipano, in tutto o in parte, il contenuto della pronuncia
definitiva, anche al di fuori dei particolari presupposti del provvedimento d’urgenza
Art. 186-bis CodProcCiv: ordinanza per il pagamento di somme non contestate--> su
istanza di parte il giudice istruttore può disporre, fino al momento della precisazione
delle conclusioni, il pagamento delle somme non contestate dalle parti costituite
NB: provvedimenti può essere emesso solo nei confronti delle parti costituite e non delle
parti contumaci
-->ordinanza può avere per oggetto solo il pagamento di somme e non anche
l’adempimento di ogni altra obbligazione
-->ordinanza di pagamento si fonda sulla non contestazione del diritto a una somma di
denaro, vantato dalla controparte
-->soggetto alla disciplina delle ordinanze revocabili
NB: la contestazione del diritto é inoltre considerata sufficiente sia per un ordine di
pagamento, che per la decisione della causa quando manchi una contestazione
successiva. Se questa non vi é stata, il giudice, nel momento della decisione, dovrà
adeguarsi alla non contestazione del diritto, confermando l’ordinanza.
-->se il processo si estingue, la conservazione dell’efficacia esecutiva dell’ordinanza
lascia integro il potere di contestazione, che potrà essere successivamente esercitato in
un nuovo processo a cognizione piena

ORDINANZA DI INGIUNZIONE (CAP. 54)


-->ordine di pagamento o di consegna
Presupposti:
Può essere richiesto quando l’attore abbia proposto domanda di condanna
Quando si affermi creditore di una somma o di una determinata quantità di cose
fungibili, avente diritto alla consegna di una cosa mobile determinata
Quando abbia dato prova scritta del diritto fatto valere
--> Se l’istanza é proposta fuori dall’udienza, il giudice dispone la comparizione delle
parti ed assegna il termine per la notificazione. L’ordinanza contiene l’ingiunzione di
pagamento o di consegna, ossia l’ordine all’altra parte di pagare la somma o consegnare
la cosa o quantità di cose chieste
Art. 639 CodProcCiv: Quando la domanda riguarda la consegna di una determinata
quantità di cose fungibili, il ricorrente deve dichiarare la somma di danaro che è
disposto ad accettare in mancanza della prestazione in natura, a definitiva liberazione
dell’altra parte.
-->ordinanza deve contenere i provvedimenti di liquidazione delle spese e delle
competenze e la relativa ingiunzione di pagamento. Ordinanza può essere dichiarata
provvisoriamente esecutiva:
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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

✓ Credito fondato su cambiale-a/b-a/c-certificato di liquidazione di borsa-atto


ricevuto da notaio o se vi sia pericolo di grave pregiudizio nel ritardi comprovante
il diritto fatto valere
✓ Quando la controparte non sia rimasta contumace se la resistenza della
controparte non sia fondata su prova scritta o pronta soluzione
-->provvisoria esecutorietà non può mai essere disposta ove la controparte abbia
disconosciuto la scrittura privata prodotta contro di lei o abbia proposto querela di falso
contro atto pubblico
NB: querela di falso può essere proposta in via principale o incidentale, nel processo nel
quale l’ingiunzione sia stata richiesta
-->se il processo si estingue, l’ordinanza, che non ne sia già stata munita, acquista
efficacia esecutiva, diviene sia esecutiva che definitiva ed immutabile, come il decreto
ingiuntivo quando sia dichiarata l’estinzione del processo di opposizione
-->ordinanza deve essere notificata personalmente al contumace entro 60 giorni dalla
pronuncia se la notificazione avviene sul territorio dello Stato. Ordinanza deve anche
contenere l’espresso avvertimento che, ove la parte non si costituisca entro il termine
di 20 giorni dalla notifica, diverrà esecutiva. Mancata costituzione nel termine indicato
comporta la definizione del giudizio rispetto alla domanda per la quale l’ingiunzione é
stata proposta.
-->applicazione analogica art. 650 CodProcCiv (opposizione tardiva): ammettersi
un’iniziativa del convenuto per la riassunzione del processo e la sua costituzione tardiva,
quando ricorrono i presupposti

ORDINANZA SUCCESSIVA ALLA CHIUSURA DELL'ISTRUZIONE (CAP. 55)


Esaurita l’istruzione, il giudice istruttore, su istanza della parte che ha proposto
domanda di condanna al pagamento di somme o alla consegna o al rilascio di beni, può
disporre con ordinanza il pagamento o la consegna o il rilascio, nei limiti per cui ritiene
raggiunta la prova
-->ordinanza provvedimento anticipatorio della sentenza, e si fonda sulla cognizione
piena dei fatti e può essere emanata solo alla chiusura della fase di istruzione, prima
della rimessione della causa in decisione
-->ordinanza pronunciata in contraddittorio, dopo aver sentito le parti. Rientra tra i
provvedimenti a stabilità limitata: revocabili solo con sentenza che stabilisce il giudizio
NB: competenza ad emetterla é solo del giudice istruttore
-->se dopo la pronuncia dell’ordinanza, il processo si estingue, l’ordinanza acquista
efficacia di sentenza impugnabile sull’oggetto dell’istanza. Conversione da ordinanza a
sentenza opera solo con riferimento all’oggetto dell’istanza
Art. 186-quater CodProcCiv: Esaurita l’istruzione, il giudice istruttore, su istanza della
parte che ha proposto domanda di condanna al pagamento di somme ovvero alla
consegna o al rilascio di beni, può disporre con ordinanza il pagamento ovvero la
consegna o il rilascio, nei limiti per cui ritiene già raggiunta la prova. Con l’ordinanza il
giudice provvede sulle spese processuali.
-->ordinanza non potrà essere pronunciata, se la domanda di condanna é accessoria o
dipendente di una domanda diversa, che non sia di mero accertamento

CRISI DEL PROCEDIMENTO


RIUNIONE E SEPARAZIONE DI PROCEDIMENTI (CAP. 56)
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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

Contemporanea pendenza di più processi, relativi alla stessa causa o a cause connesse
davanti allo stesso giudice, da luogo ad altri provvedimenti volti a favorire la
realizzazione del processo simultaneo-->assegnazione delle cause allo stesso giudice/
persona fisica
-->riunione nell’ipotesi di pendenza di lui procedimenti per la stessa causa innanzi al
medesimo giudice/persona fisica, può essere disposta anche d’ufficio ma dopo aver
instaurato il contraddittorio tra le parti. Se invece le cause pendono davanti a giudici-
persone fisiche diversi dello stesso organo giudiziario, il potere di dare luogo alla
riunione spetta al presidente
-->disposta la riunione, la trattazione prosegue congiuntamente sulla materia dedotta a
oggetto dei diversi giudizi e il processo deve ritenersi unico
NB: il giudice può valersi di tutti gli elementi emersi in ciascun procedimento
anteriormente alla riunione
-->nel caso di giudizi connessi siano pendenti in grado diverso, la riunione deve essere
disposta solo dopo che sia stato verificato che ciò non determini per la causa la perdita
di un grado di giudizio
-->solo dopo la riunione il processo é unico: applicazione regole litisconsorzio
facoltativo
NB: una volta che la riunione sia stata ordinata, il giudice può discrezionalmente
provvedere alla separazione delle cause riunite-->separazione viene disposta nel caso in
cui:
Vi sia istanza di tutte le parti
Prosecuzione del processo simultaneo sia idoneo a provocare aggravi o ritardi
nella procedura

SOSPENSIONE DEL PROCESSO (CAP. 57)


Diverse figure di sospensione del processo
SOSPENSIONE NECESSARIA: art. 295 CodProcCiv--> arresto del processo imposto dalla
pendenza di un differente processo dalla cui definizione dipende la decisione della
causa. Presenza di un nesso di pregiudizialità intercorrente tra i giudizi, tale per cui il
diritto/rapporto oggetto di uno di essi integri parzialmente la fattispecie dedotta
nell’altro
-->giudice dispone che il processo sia sospeso in ogni caso in cui egli stesso o un altro
giudice deve risolvere una controversia dalla cui definizione dipende la decisione di un
altra causa
-->sospensione del processo civile:
❖ Deve essere ordinata solo sulla base di specifiche disposizioni di legge quando il
nesso si delinei tra controversie devolute a giurisdizioni diverse
❖ Disposta sulla valutazione logico-giuridica della relazione tra le cause, quando le
controversie siano pendenti dinanzi a giudici civili diversi
Art. 295 CodProcCiv: opera per regolare i giudizi legati dal nesso di pregiudizialità-
dipendenza:
➢ Quando la controversia pregiudiziale sorga per via di accertamento incidentale
ma le regole della competenza inderogabile impediscano la rimessione di tutta la
causa al giudice superiore
➢ Quando per lo stato dei due processi separatamente promossi, non possa operarsi
la rimessione o la riunione della causa al giudice preventivamente adito o allo
stesso giudice, se le cause connesse pendono davanti a giudici diversi ma del
medesimo organo giudiziario

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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

-->sospensione quando sia proposta querela di falso di fronte al Giudice di Pace o Corte
d’Appello. Questi sono tenuti a sospendere il processo in attesa che la controversia sulla
querela venga risolta dal Tribunale-->giudice inderogabilmente competente per materia
SOSPENSIONE VOLONTARIA
-->disposta dal giudice istruttore su istanza di tutte le parti
-->sospensione può essere disposta solo ove sussistano giustificati motivi per una sola
volta e per un periodo non superiore a 3 mesi
SOSPENSIONE IMPROPRIA
In realtà il processo prosegue per lo svolgimento di una sua fase speciale davanti ad un
altro giudice, titolare per legge di una competenza esclusiva per decidere una delle
questioni del processo. Si verifica quando:
✓ Proposto un regolamento di giurisdizione
✓ Proposto regolamento di competenza
✓ Accolta istanza di ricusazione del giudice
✓ Giudice rimette alla Corte di Giustizia UE la decisione, in via pregiudiziale, delle
questioni relative all’interpretazione dei trattati
✓ Atti trasmessi alla Corte Costituzionale per risoluzione della questione di
legittimità costituzionale di una legge
FATTISPECIE SPECIALE
Art. 337 2° Comma CodProcCiv: Quando l’autorità di una sentenza  è invocata in un
diverso processo, questo può essere sospeso se tale sentenza è impugnata.
-->disposizione si applica fuori dai casi in cui la sospensione del giudizio sulla causa
dipendente sia imposta da una disposizione espressa o il processo pregiudicante sia stato
definito con sentenza non passata in giudicato

INTERRUZIONE DEL PROCESSO (CAP. 58)


Fattispecie interruttive sono:
• Morte/perdita della capacità di stare in giudizio di una delle parti o del suo
difensore legale
• Cessazione della rappresentanza
• Morte/radiazione/sospensione del procuratore
NB: qualora uno di questi eventi si verifichi occorre consentire il ristabilimento del
contraddittorio
-->necessario distinguere se l’evento interruttivo avvenga prima o dopo la costituzione
in giudizio
o Evento che colpisce la parte sopravviene prima della costituzione in cancelleria o
in udienza davanti al giudice istruttore-->processo interrotto
NB: se coloro ai quali spetta proseguirlo si costituiscono volontariamente o l’altra
parte provvede a citarli in riassunzione osservati i termini il processo continua
-->evento interruttivo colpisce l’attore: deposito di una comparsa di comparizione
con le modalità previste
-->evento interruttivo colpisce il convenuto: coloro che subentrano al convenuto
possono costituirsi nelle forme stabilite all’udienza o rimanere inerti e attendere
che l’altra parte provveda alla citazione in riassunzione
o Evento che colpisce la parte sopravviene dopo la costituzione della parte a mezzo
di procuratore. Procuratore ha il potere di dichiarare l’evento interruttivo in
udienza o notificarlo alle parti-->potere determina l’interruzione del processo,
salva la costituzione volontaria o la riassunzione

CANCELLAZIONE CAUSA DAL RUOLO ED ESTINZIONE DEL PROCESSO (CAP. 59)

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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

Estinzione del processo costituisce una forma anomala di chiusura anticipata del
processo
-->due cause in grado di provocare l’estinzione del processo:
• Rinuncia agli atti--> deve avere ad oggetto gli atti del giudizio e per essere
efficace dev’essere accettata dalle parti costituite che potrebbero avere
interesse alla prosecuzione. La rinuncia agli atti non tollera alcuna apposizione di
condizioni o riserve.
NB: rinuncia dichiarata con ordinanza, giudice istruttore deve liquidare con
ordinanza non impugnabile le spese dovute dal rinunciante alle altre parti
• Inattività delle parti-->omissione di un atto di impulso processuale, che
costituisca l’esercizio di un potere-onere della parte. Sei ipotesi:
o Contumacia dell’attore: se il convenuto non fa richiesta di proseguire il
processo il giudice dispone che la causa sia cancellata dal ruolo-->processo
si estingue
o Mancata costituzione del convenuto: se viene rilevato un vizio che porta
alla nullità della notificazione di citazione l’attore deve provvedere a
rinnovarla entro un termine perentorio. Se la rinnovazione non viene
eseguita, giudice ordina la cancellazione della causa dal ruolo-->processo si
estingue

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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

o Mancata costituzione di tutte le parti nei termini rispettivamente stabiliti.


Processo deve essere riassunti davanti allo stesso giudice nel termine di 3
mesi altrimenti si estingue. NB: anche nel caso in cui venga riassunto, il
processo si estingue se nessuna delle parti si sia costituita o se, nei vasi
previsti dalla legge il giudice ordini la cancellazione della causa dal ruolo
o Mancata chiamata del terzo il cui interventi sia stato ordinato dal giudice:
processo deve essere riassunto entro 3 mesi
o Mancato rispetto di chiamata del litisconsorzio necessario assente nel
contraddittorio
o Mancata comparizione delle parti all’udienza: art. 181 CodProcCiv--> Se
nessuna delle parti compare alla prima udienza, il giudice fissa un’udienza
successiva, di cui il cancelliere dà comunicazione alle parti costituite. Se
nessuna delle parti compare alla nuova udienza, il giudice ordina che la
causa sia cancellata dal ruolo e dichiara l’estinzione del processo.
Se l’attore costituito non comparisce alla prima udienza, e il convenuto
non chiede che si proceda in assenza di lui, il giudice fissa una nuova
udienza, della quale il cancelliere dà comunicazione all’attore. Se questi
non comparisce alla nuova udienza, il giudice, se il convenuto non chiede
che si proceda in assenza di lui, ordina che la causa sia cancellata dal ruolo
e dichiara l’estinzione del processo
-->estinzione opera di diritto ed é dichiarata dal giudice istruttore o dal collegio (anche
d’ufficio) con ordinanza
-->RECLAMO: ordinanza impugnata se emanata dal giudice istruttore che non operi in
veste di giudice unico. Reclamo proposto nel termine perentorio di 10 giorni.
Collegio provvede con sentenza se respinge il reclamo, con ordinanza non impugnabile
se lo accoglie
NB: contro la sentenza che respinge il reclamo si può fare appello per querela di nullità,
visto che finalizzato al mero annullamento della sentenza del collegio
-->estinzione rende inefficaci gli atti compiuti, ma non le sentenze di merito
pronunciate nel corso del processo e le pronunce che regolano la competenza

FASE DECISORIA
RIMESSIONE DELLA CAUSA IN DECISIONE (CAP. 60)
-->terminata la fase di trattazione della controversia si apre la fase conclusiva: fase di
decisione
Art 187 CodProcCiv-->condizioni in presenza delle quali il giudice istruttore rimette le
parti davanti al collegio
• Il giudice istruttore, se ritiene che la causa sia matura per la decisione di merito
senza bisogno di assunzione di mezzi di prova, rimette le parti davanti al
collegio.
Tutti i fatti della causa sono pacifici tra le parti-->controversia di puro diritto
• Può rimettere le parti al collegio affinché  sia decisa separatamente una
questione di merito avente carattere preliminare, solo quando la decisione di
essa può definire il giudizio.
Decisioni su questioni relative all’intervento, quando il giudice non ritenga di
deciderle insieme col merito
• Il giudice provvede analogamente se sorgono questioni attinenti alla giurisdizione
o alla competenza o ad altre pregiudiziali, ma può anche disporre che siano
decise unitamente al merito.
Alternativa tra procedere ad un’istruzione probatoria che potrebbe risultare
inutile a seguito della definizione del processo in rito e rimettere la causa in
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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

decisione e procedere immediatamente alla risoluzione della questione


pregiudiziale
Rimessione parziale: non investe il collegio della decisione dell’intera controversia
-->collegio pronuncia ordinanza quando provvede su questioni relative all’istruzione
della causa senza definire il giudizio

ATTIVITÀ PRELIMINARI ALLA DECISIONE (CAP. 61)


Giudice istruttore, quando rimette la causa al collegio, invita le parti a precisare a lui le
conclusioni che intendono sottoporre al collegio stesso, nei limiti di quelle formulate
negli atti introduttivi.
NB: conclusioni di merito devono essere interamente formulate anche nei casi in cui la
rimessione sia disposta per la decisione separata di una questione pregiudiziale o
preliminare dato che anche in queste ipotesi la rimessione investe il collegio di tutta la
causa
-->giudice deve fissare un’udienza per la precisazione delle conclusioni successi alla
chiusura dell’istruzione probatoria
NB: consentito alle parti abbandonare, non riproducendole, alcune conclusioni che
abbiano formulato in precedenza o di limitarne qualitativamente la portata
-->comparse conclusionali: possibilità di depositare gli atti difensivi finali da depositarsi
entro 60 giorni dalla rimessione della causa in decisione
NB: giudice istruttore può fissare un termine più breve ma non inferiore a 20 giorni

UDIENZA DI DISCUSSIONE E DECISIONE DEL COLLEGIO (CAP. 62)


-->rimessa la causa al collegio, la sentenza é depositata in cancelleria entro 60 giorni
dalla scadenza del termine per il deposito delle memorie di replica (È l'atto di parte che
serve a replicare alle deduzioni avversarie formulate in comparsa conclusionale. Non
può contenere alcuna nuova conclusione e le parti possono rinunciare a depositarla)
-->esigenza di una discussione orale può derivare dalla complessità della causa e dal
desiderio di coinvolgere pienamente il collegio nella discussione.
-->chiusa la discussione il collegio delibera la sentenza in camera di consiglio-->decisione
presa a maggioranza dei voti
NB: alla decisione possono partecipare solo i giudici che hanno assistito alla discussione
-->motivazione redatta dal giudice relatore: colui che conosce meglio i fatti della causa,
precedentemente ha ricoperto il ruolo di giudice istruttore)
-->collegio pronuncia con ordinanza quando provvede solo su questioni relative
all’istruzione della causa senza definire il giudizio e quando decide questioni di
competenza
-->collegio pronuncia con sentenza quando definisce il giudizio decidendo questioni di
giurisdizione, competenza o pregiudiziali attinenti al processo o preliminari di giudizio o
decide totalmente nel merito

DECISIONE TRIBUNALE IN COMPOSIZIONE MONOCRATICA (CAP. 63)


Previsione di due percorso processuali alternativi per la fase decisoria davanti al giudice
monocratico:
❖ Decisione a seguito di trattazione mista o scritta
❖ Decisione a seguito di trattazione orale
NB: in entrambi i casi il giudice istruttore designato decide con tutti i poteri del collegio
-->Art. 281-quater CodProcCiv: decisione del tribunale in composizione monocratica
-->Art. 281-quinquies CodProcCiv: decisione a seguito della trattazione mista o scritta
-->Art. 281-sexies CodProcCiv: decisione a seguito di trattazione orale

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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

RIPARTIZIONE TRA GIUDICE MONOCRATICO E COLLEGIO (CAP. 63)


-->spetta al giudice istruttore valutare se la causa debba essere decisa da lui come
giudice monocratico debba essere rimessa al collegio
• Rimessione della causa al giudice monocratico--> art. 281-septies: Il collegio,
quando rileva che una causa, rimessa davanti a lui per la decisione, deve essere
decisa dal tribunale in composizione monocratica, rimette la causa davanti al
giudice istruttore con ordinanza non impugnabile
• Rimessione della causa al tribunale in composizione collegiale--> art. 281-octies:
Nel caso in cui il tribunale in composizione monocratica rilevi che la causa
assunta da lui in decisione in funzione di giudice monocratico non è di sua
spettanza, invita le parti a precisare di nuovo le conclusioni per poi rimettere la
causa al collegio, provvede a norma degli art. 187-188-189 CodProcCiv. Se il
tribunale collegiale non concorda con la valutazione del giudice istruttore relativa
alla collegialità della decisione, può revocare l’ordinanza di rimessione e
restituire la causa allo stesso giudice istruttore.
NB: sulla spettanza del potere decisiorio il collegio vincola il giudice istruttore,
ma questi non vincola il collegio
• Art. 50-quater CodProcCiv: esclude che le regole di ripartizione delle materie tra
giudice collegiale e giudice monocratico possano essere ricomprese tra quelle che
disciplinano la regolare costituzione del giudice
• Connessione tra cause che devono essere decise dal tribunale in composizione
collegiale e cause che devono essere decise dal tribunale in composizione
monocratica-->giudice istruttore ne ordina la riunione e, all’esito dell’istruttoria,
le rimette al collegio, il quale si pronuncia su tutte le domande, a meno che
disponga la separazione
• Art. 50-bis CodProcCiv: [I] Il tribunale giudica in composizione collegiale:
1) nelle cause nelle quali è obbligatorio l’intervento del pubblico ministero, salvo
che sia altrimenti disposto;

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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

2) nelle cause di opposizione, impugnazione, revocazione e in quelle conseguenti


a dichiarazioni tardive di crediti di cui al regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, e
alle altre leggi speciali disciplinanti la liquidazione coatta amministrativa;
3) nelle cause devolute alle sezioni specializzate;
4) nelle cause di omologazione del concordato fallimentare e del concordato
preventivo;
5) nelle cause di impugnazione delle deliberazioni dell’assemblea e del consiglio
di amministrazione, nonchè nelle cause di responsabilità da chiunque promosse
contro gli organi amministrativi e di controllo, i direttori generali, i dirigenti
preposti alla redazione dei documenti contabili societari e i liquidatori delle
società, delle mutue assicuratrici e società cooperative, delle associazioni in
partecipazione e dei consorzi;
6) nelle cause di impugnazione dei testamenti e di riduzione per lesione di
legittima;
7) nelle cause di cui alla legge 13 aprile 1988, n. 117;
7-bis) nelle cause di cui all’articolo 140 bis del codice di consumo, di cui al
decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206.
Il tribunale giudica altresì in composizione collegiale nei procedimenti in camera
di consiglio disciplinati dagli articoli 737 e seguenti, salvo che sia altrimenti
disposto.

POSSIBILI OGGETTI DELLA SENTENZA (CAP. 65)


-->Causa: determinata dalla domanda che pone un vincolo per l’oggetto della pronuncia
giudiziale, nel senso che il giudice deve pronunciare su tutta la domanda e non oltre i
limiti di essa, applicando nella decisione le norme di diritto salvo che la legge gli
attribuisca il potere di decidere secondo equità
NB: la domanda delimita l’oggetto del processo, sulla cui decisione si formerà la cosa
giudicata sostanziale
-->Questioni: costituiscono punti dubbi attinenti al processo o al merito, di fatto o di
diritto, che il giudice deve conoscere e sui quali si pronuncia ai fini della decisione sulla
causa
-->Eccezioni processuali: punti dubbi la cui soluzione in senso positivo é idonea ad
impedire una decisione sul merito della domanda.
-->Eccezioni di merito: costitutive da fatti impeditivi, modificativi o estintivi del diritto
fatto valere dall’attore
Sotto un altro profilo le eccezioni possono distinguersi in:
▪ Eccezioni in senso lato: possono essere rilevate anche d’ufficio se risultano dagli
atti del processo
▪ Eccezioni in senso stretto: possono essere fatte valere solo dalla parte interessata
-->Art. 279 CodProcCiv: impone al giudice e al collegio di pronunciare sentenza nei
seguenti casi:
Quando definisce il giudizio, decidendo questioni di giurisdizione
Quando definisce il giudizio, decidendo questioni pregiudiziali attinenti al
processo o a questioni preliminari di merito-->questioni sugli impedimenti
processuali di una decisione di merito (questione pregiudiziale attinente al
processo) e questioni come nullità del contratto, prescrizione o decadenza
(questioni preliminari di merito)
NB: sulle questioni pregiudiziali processuali il giudice pronuncerà una sentenza
idonea a chiudere il processo davanti a se anche quando dichiarerà la nullità del
processo o carenza di altro presupposto processuale. Effetto sarà diverso a
seconda della questione accolta:
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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

o Sentenza dichiara nullità del procedimento per vizio vocatio in ius non
impedisce la riproposizione della domanda. Atti compiuti nel processo nullo
non conservano efficacia
o Mancanza di presupposti processuali impedisce la decisione sul merito,
effetti della sentenza diversi a seconda della natura e rilevanza del
presupposto mancante
o Sentenza che dichiara difetto di giurisdizione: improponibilità della
domanda solo se si tratta di un difetto assoluto-->il giudice che ha
pronunciato la sentenza é ogni altro giudice difettano di giurisdizione
o Ordinanza che dichiara incompetenza: deve designare il giudice
competente e il processo potrà continuare dinanzi a lui
Sentenza definitiva quella con la quale il giudice pronuncia sul merito della
domanda ed eccezioni delle parti
Causa rimessa in decisione da parte del giudice istruttore affinché sia decisa
separatamente una questione di merito avente carattere preliminare quando la
decisione di essa può definire il giudizio è quando siano sorte questioni attinenti
alla giurisdizione o alla continenza o ad altre questioni pregiudiziali
Più cause cumulate non tutte mature per la decisione. In tal caso, il giudice può
decidere quelle che appaiono già sufficientemente istruite e disporre con distinti
provvedimenti la separazione delle altre cause e l’ulteriore istruzione riguardo
alle medesime

TIPOLOGIA DELLE SENTENZE DI MERITO (CAP. 66)


La sentenza di merito giudica sul rapporto giuridico o sul diritto oggetto della domanda
proposta dall’attore o dal convenuto in via riconvenzionale
SENTENZA DI ACCERTAMENTO
-->accertata e dichiarata l’esistenza di un diritto, rapporto giuridico, status personale.
-->effetto della sentenza di accertamento é quello di creare una situazione di certezza
legale sul rapporto oggetto della pronuncia
SENTENZA DI CONDANNA
-->giudice accerta la lesione di un diritto dell’attore, derivante da un inadempimento o
da un illecito
-->sentenza di condanna, oltre ad essere un titolo esecutivo, produce altri due effetti:
• Iscrizione di ipoteca giudiziale
• Prolunga il termine per la prescrizione
Accanto alla sentenza di condanna piena, l’ordinamento ammette altre specie di
condanne:
✓ Condanna con riserva di eccezioni: prevista espressamente nei casi di eccezioni di
compensazione avente ad oggetto un credito contestato e che ecceda la
competenza per valore del giudice adito
✓ Condanna in futuro: tutela eccezionale, erogata prima che l’inadempimento
dedotto si sia verificato, efficace solo dal momento nel quale l’inadempimento si
avveri
✓ Condanna condizionale: legittimità di tale contenuto è ammessa quando
l’efficacia della condanna è subordinata al verificarsi di determinati eventi futuri
ed incerti o al sopravvenire di un termine, in quanto accerta l’esistenza attuale di
esigere una determinata prestazione e il condizionamento attuale di tale obbligo
al verificarsi di una circostanza ulteriore
✓ Condanna a favore di terzi: pronunciata con deroga al principio della domanda,
per ragioni che possono definirsi sociali
SENTENZA COSTITUTIVA
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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

-->costituisce, modifica, estingue un rapporto giuridico nei soli casi previsti dalla legge
-->esecuzione specifica dell’obbligo di concludere un contratto, producendo gli effetti
del contratto non concluso
SENTENZA INIBITORIA
Proibisce la continuazione o reiterazione di un comportamento illegittimo e impartisce
gli opportuni provvedimenti affinché vengano eliminati gli effetti. In tali casi il giudice
ordina la cessazione delle turbative, la cessazione del comportamento illegittimo e la
rimozione degli effetti

SENTENZA DI CONDANNA GENERICA E PROVVISIONALE (CAP. 67)


Art. 278 CodProcCiv: Quando è già accertata la sussistenza di un diritto, ma è ancora
controversa la quantità della prestazione dovuta, il collegio, su istanza di parte, può
limitarsi a pronunciare con sentenza la condanna generica alla prestazione, disponendo
con ordinanza che il processo prosegua per la liquidazione.

In tal caso il collegio, con la stessa sentenza e sempre su istanza di parte, può altresì
condannare il debitore al pagamento di una provvisionale, nei limiti della quantità per
cui ritiene già raggiunta la prova.
-->legge permette il frazionamento della decisione sul merito della controversia
mediante pronunce separate sull’esistenza del debito e della quantità della prestazione
dovuto
-->la sentenza di Condanna generica è una sentenza di condanna non definitiva, eppure
idonea a formare giudicato sul tema deciso
NB: liquidazione della prestazione rinviata alla fase successiva del medesimo processo
-->presupposto condanna generica è accertamento pieno dell’esistenza del diritto
alla prestazione
-->con la sentenza che accerta l’esistenza del debito, il collegio può anche condannare il
debitore al pagamento della quantità per cui ritiene già raggiunta la prova

PRONUNCIA SULLE SPESE E SUI DANNI (CAP 68)


il giudice deve condannare la parte soccombente al rimborso delle spese al favore
dell’altra parte, liquidano inoltre l’ammontare degli oneri dovuti per la difesa
Art. 91 CodProcCiv: se il giudice accoglie la domanda i misura non superiore
all’eventuale proposta conciliativa, condanna la parte che ha rifiutato senza giustificato
motivo la proposta al pagamento delle spese del processo matura post formulazione
della proposta salvo facoltà di compensazione spese.
Il giudice dispone del potere di compensare le spese tra le parti se vi è soccombenza
reciproca o ricorrono altre gravi e eccezionali ragioni: esplicitamente indicare nella
motivazione.
Giudice può escludere ripetizione delle spese sostenute dal vincitore se le ritiene
eccessive o superflue
-->3 ipotesi di responsabilità aggravata per danni derivanti dia processo:
▪ se risulta che la parte soccombente ha agito o resistito i giudizio con mala fede
(litigante temerario)
▪ Il litigante che non si è accorto, causa malafede, dell’inesistenza del diritto da
lui vantato.
▪ Parte che agisce senza ala normale diligenza e prudenza
Art. 96 CodProcCiv —> giudice quando pronuncia sulle spese può decidere di condannare
la parte soccombente al pagamento di una somma equitativamente determinata.

INTRODUZIONE DELLE ASTREINTES (CAP 69)

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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

Art. 614 bis c.p.c. —> Con il provvedimento di condanna all'adempimento di obblighi
diversi dal pagamento di somme di denaro il giudice, salvo che ciò sia manifestamente
iniquo, fissa, su richiesta di parte, la somma di denaro dovuta dall’obbligato per ogni
violazione o inosservanza successiva, ovvero per ogni ritardo nell’esecuzione del
provvedimento (non applicato alle controversie di lavoro subordinato, pubblico o privato
e ai rapporti di co.co.co )
-->Il giudice individua i via preventiva una somma di denaro che l’obbligato sarà tenuto
a corrispondere a favore della parte vittoriosa in ogni ipotesi di inottemperanza o
ritardata ottempera za al provv. di condanna. Occorre che la somma sia commisurata
alle condizioni economiche del debitore. Per le obbligazioni di non far fungibili e
infungibili deve considerare, il giudice, oltre al danno an che il valore della
controversia, natura della prestazione e ogni circostanza utile come condizioni
soggettive del debitore, tipo di violazione posta in essere.
possibili cumulabilità della misura ex art. 614-bis CodProcCiv
-->Giudice è abilitato a concedere la misura sanzionatoria a condizione che ciò non
risulti manifestamente iniquo; è richiesto dunque all’autorità giudicante di valutare
tutte le circostanze del caso affinché il provvedimento non sia contrario all’equità e
affinché lo strumento dell’esecuzione indiretta non diventi un mezzo che vada a svilire
in maniera eccessiva l’obbligato. Quanto al regime di stabilità, la norma non prevede
alcuno strumento di revisione o riforma della misura coercitiva.

DIVULGAZIONE DELLA SENTENZA (CAP 70)


Tra i possibili contenuti della sentenza, la legge prevede anche l’ordine del giudice di
disporre la pubblicità della decisione di merito, su istanza di parte, e a cura e spese del
soccombente, quando questa possa contribuire a riparare il danno. Di pubblicità della
sentenza di può parlare anche con riferimento all’ordine impartito da un pubblico
ufficio, di preciso all’ufficiale di stato civile, e al conservatore dei registi immobiliari, di
annotare nei relativi registri i contenuti della decisione.

ESECUTORIETÀ DELLA SENTENZA (CAP 71)


Art. 282 CodProcCiv: stabilisce che la sentenza di primo grado è provvisoriamente
esecutiva tra le parti. esecutive le sentenze di condanna, idonee a costituire titolo
esecutivo. È da escludere che l’esecutorietà provvisoria possa applicarsi alle sentenze di
mero accertamento. L’autorità di tali sentenze, indipendente dall’esecutorietà e può
determinare la sospensione del processo pregiudicato, se la sentenza è impugnata. La
sospensione durerà sino alla formazione del giudicato nella causa di accertamento.

NOTIFICAZIONE DELLA SENTENZA (CAP 72)


La notificazione ai fini della decorrenza del termine per l’impugnazione è fatta
dall’ufficiale giudiziario su istanza di parte, a norma dell’art. 170 c.p.c. Il rinvio a tale
art. lascia intendere che la notificazione debba esser effettuata al procuratore
costituito o, se la parte si è costituita personalmente, nella residenza dichiarata o nel
domicilio eletto.

CORREZIONE E INTEGRAZIONE DEI PROVVEDIMENTI DEL GIUDICE (CAP 73)


La correzione è un particolare rimedio offerto per ovviare alle ipotesi in cui il giudice sia
incorso in omissioni o in errori materiali o di calcolo: non per vizi di giudizio, ma per
errori nella dichiarazione, nell’espressione della decisione assunta, emendabili senza
necessità di scendere nuovamente ad alcun esame della causa. possibile il ricorso
all’istituto in esame indipendentemente dall’eventuale avvenuta proposizione
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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

dell’appello. Il procedimento, instaurato mediante ricorso allo stesso giudice che ha


pronunciato il provvedimento che si intende correggere, prevede un’alternativa: a) se
tutte le parti concordano nel chiedere la correzione, il giudice provvede con d.; b) se la
correzione è richiesta da una sola delle parti, il giudice, con d. da notificare assieme al
ricorso, fissa l’udienza di comparizione e provvede quindi, sentite le parti, con
ordinanza, che dev’essere annotata sull’originale provvedimento. La sentenza può esser
impugnata nel termine ordinario ma decorrente dal giorno nel quale è stata notificata
alle parti l’ordinanza di correzione, a cura del cancelliere.

PROCEDIMENTO SOMMARIO DI COGNIZIONE


PREMESSA (CAP 74)
rito sommario: caratterizzato da una maggiore elasticità e semplicità nelle forme e
destinato a concludersi in tempi rapidi, ma la possibilità per le parti di ricorrere a tale
rito è stata limitata dal legislatore: d.lgs. 150/11, finalizzato alla riduzione e
semplificazione dei riti speciali, ha ampliato, con un’elencazione specifica, il novero
delle controversie che debbono necessariamente esser decise secondo le forme del rito
sommario di cognizione: sono state convogliate le controversie in materia di liquidazione
degli onorari e diritti degli avvocati, d’immigrazione, riconoscimento della protezione
internazionale e ricongiungimento familiare, di trattamento sanitario obbligatorio, di
discriminazione. Le forme del rito sommario sono incompatibili con le norme
caratterizzanti il giudizio da trattarsi in grado d’appello, ma anche con alcuni tratti
distintivi propri del rito del lavoro, primo tra tutti l’inserimento in un sistema di
preclusioni iniziali.

FASE PREPARATORIA (CAP 75)


ITER PROCEDIMENTALE PER IL RITO SOMMARIO: introduzione della causa —> ricorso.
Ottenuto il d. di fissazione di udienza da parte del giudice designato è disposto che il
ricorso debba esser notificato al convenuto, almeno 30gg prima della data fissata per la
sua costituzione, ossia 40gg prima dell’udienza. Non sono spiegate le conseguenze
ricollegabili alla mancata notificazione o alla notificazione in un termine insufficiente a
consentire il periodo di tempo minimo previsto per la difesa del convenuto, quindi in
difetto di previsioni di legge sul punto, la soluzione più coerente consiste nell’ipotizzare
una nullità sanabile.
Costituzione della parte convenuta —> 10gg prima dell’udienza, previsto che la
comparsa di costituzione e di risposta abbia un contenuto analogo a quello previsto per
il processo ordinario di cognizione e, analoghe sono le attività che devono esser
compiute tempestivamente a pena di decadenza.

PROCEDIMENTO E ISTRUTTORIA (CAP 76)


Il legislatore disciplina due ipotesi nelle quali il processo sommario non è idoneo a
proseguire sino all’esame di merito. Il legislatore ha disciplinato in modo specifico
l’ipotesi in cui il giudice ritenga di dichiarare la propria incompetenza —> pronuncia
deve avvenire con ordinanza. Le disposizioni del 3° e 4° co., art. 702-ter CodProcCiv,
consentono all’organo giudicante di non dare corso al processo nelle forme sommarie,
qualora tale scelta risulti incompatibile con la complessità suggerita dal contenuto delle
difese delle parti le quali siano tali da rendere preferibile un’istruzione da svolgersi
nelle forme ordinarie. Il legislatore ha previsto, per l’ipotesi in cui sia la sola domanda
riconvenzionale, a causa del contenuto delle difese alla stessa conseguenti, a dover
esser trattata col processo sommario, che la stessa venga separata dal giudizio
principale per esser trattata in un autonomo processo con le forme ordinarie. In tutte le
ipotesi nelle quali il giudice ritenga di procedere con la conversione del rito da
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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

sommario a ordinario, il procedimento seguirà le forme del rito ordinario, muovendo


dalla fissazione dell’udienza che il giudice sarà tenuto a indicare dopo l’esame degli atti
introduttivi.

FORMA DELLA DECISIONE E REGIME DI STABILITÀ (CAP 77)


Processo sommario è destinato a concludersi con un provvedimento avente la forma
dell’ordinanza, ma con effetti e con un contenuto equiparabile a quello della sentenza,
pertanto la scelta operata ha come scopo principale quello di suggerire che il
procedimento si concluda con un provvedimento caratterizzato da un contenuto
sintetico. Disposizione contenuta in art. 702-ter CodProcCiv, art. 702-quater —> Il
giudice, se ritiene di essere incompetente, lo dichiara con ordinanza.
Se rileva che la domanda non rientra tra quelle indicate nell’articolo 702-bis
CodProcCiv: il giudice, con ordinanza non impugnabile, la dichiara inammissibile. Nello
stesso modo provvede sulla domanda riconvenzionale.
Se ritiene che le difese svolte dalle parti richiedono un’istruzione non sommaria, il
giudice, con ordinanza non impugnabile, fissa l’udienza di cui all’articolo 183. In tal caso
si applicano le disposizioni del libro II.
Quando la causa relativa alla domanda riconvenzionale richiede un’istruzione non
sommaria, il giudice ne dispone la separazione.
Se non provvede ai sensi dei commi precedenti, alla prima udienza il giudice, sentite le
parti, omessa ogni formalità non essenziale al contraddittorio, procede nel modo che
ritiene più opportuno agli atti di istruzione rilevanti in relazione all’oggetto del
provvedimento richiesto e provvede con ordinanza all’accoglimento o al rigetto delle
domande.
L’ordinanza è provvisoriamente esecutiva e costituisce titolo per l’iscrizione di ipoteca
giudiziale e per la trascrizione.
Il giudice provvede in ogni caso sulle spese del procedimento ai sensi degli articoli 91 e
seguenti.

702 quater —> L’ordinanza emessa ai sensi del sesto comma dell’articolo 702-ter
produce gli effetti di cui all’articolo 2909 del codice civile se non è appellata entro
trenta giorni dalla sua comunicazione o notificazione. Sono ammessi nuovi mezzi di
prova e nuovi documenti quando il collegio li ritiene indispensabili ai fini della
decisione, ovvero la parte dimostra di non aver potuto proporli nel corso del
procedimento sommario per causa ad essa non imputabile. Il presidente del collegio può
delegare l’assunzione dei mezzi istruttori ad uno dei componenti del collegio.

PROCEDIMENTO DAVANTI AL GIUDICE DI PACE

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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE (LIBRO VERDE + LIBRO BLU)

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