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Storia delle comunicazioni di massa

Capitolo 1
La stampa come mezzo di comunicazione di massa

I giornali esistono da molto prima che la stampa si sviluppasse come mass media. Perciò
conoscerne la storia permette di comprendere al meglio il ruolo dei media nella società.
Gli antenati del giornale di informazione nacquero intorno al ‘400 con l’invenzione del
torchio tipografico e dei caratteri mobili ad opera di Gutemberg. Nel ‘600 uscivano dei
piccoli fogli di informazione (i courants), delle gazzette con commenti sugli affari pubblici e
piccoli opuscoli e almanacchi. Mancava ancora la periodicità che si ha in Europa con il
primo quotidiano: il “Leipziger Zeitung”.
In Inghilterra si inizia a parlare di newspapers e la stampa inizia a diffondersi sul territorio
nazionale. Il primo quotidiano, il “Daily Courant”, riscosse successo. I giornali erano
ancora riservati ad elite sociali e perciò venivano letti e consultati nei caffè, nei pub e nelle
botteghe che li mettevano a disposizione di un pubblico sempre più alfabetizzato. I
giornali, con una tiratura non ancora elevata, acquisivano lentamente importanza come
fonte di opinione e, per questo motivo, attiravano l’attenzione dei governi che tentarono di
limitarne il potere. In Inghilterra lo Stamp Act impose ai proprietari dei giornali il pagamento
di un penny per ogni pagina e di uno scellino per ogni inserzione. Il potere della stampa
era però inarrestabile e già nell’ ‘800 la stampa rivoluzionaria si batteva per una riforma di
voto.
Nelle colonie americane la diffusione fu più rapida e nel 1690 uscì la prima testata “Publick
Occurences”, che ebbe vita breve e che poi fu sostituito dal settimanale “Boston News-
Letter”.

I cambiamenti veri si hanno a partire dall’ ‘800 quando in Inghilterra le imposte sui giornali
vengono abolite (negli USA la libertà di stampa era presente già dalla Rivoluzione).
L’industrializzazione e l’urbanizzazione portano ad uno stato di generale benessere.
Aumenta il tasso di alfabetismo e il conseguente avvicinarsi alla stampa.
Ciò che segna davvero la storia della stampa è sicuramente l’innovazione tecnologica del
tempo. Basti pensare alla linotype, alla nuova carta non più realizzata da stracci ma dalla
pasta di legno, alla lampada a kerosene e soprattutto al telegrafo di Morse. Le nuove linee
telegrafiche permisero il trasferimento di informazioni a partire da punti lontani. Si crearono
addirittura linee sottomarine che permisero alle informazioni di “attraversare l’oceano”. Dei
bollettini telegrafici si occuparono importanti fondazioni come l’Associated Press
americana. Nacquero infatti in quel periodo numerose agenzie di stampa internazionale
che permisero la raccolta di notizie su fronti più allargati.
Inizialmente i giornali in Inghilterra si trasportavano sui treni passeggeri ma a partire dagli
anni 70 dell’ 800 vennero impiegati treni specifici per il loro trasporto.
E’ in quegli anni che si sviluppa la cosiddetta “penny press”, la prima forma di stampa
popolare.Si trattava di giornali con un prezzo più basso e una tiratura più elevata.
Venivano venduti per strada dagli strilloni divenendo lentamente il frutto dell’informazione
di massa. Basti pensare al “Sun” americano o al “Daily Mail” inglese.
Tra le differenze principali rispetto alla stampa tradizionale troviamo sicuramente
l’organizzazione prettamente commerciale e dunque staccata da quelle che erano “le
piccole aziende di famiglia”. Inoltre mutano priorità nella scelta delle notizie: dalla politica
internazionale e nazionale alla vita cittadina, con eventi e personaggi fisicamente più vicini
ai lettori. Il formato tradizionale di giornale era il broadsheet, noto per la sua autorevolezza
informativa, per le informazioni verificate e per la grafica semplificata e austera. I temi
trattati erano la politica e l’economia del tempo. Sviluppatosi insieme al primo ma destinato
a segnare la storia del giornalismo di massa era invece il tabloid, grazie all’impiego di
fotografie e al particolare stile giornalistico risultava accattivante. Anche le riviste,
sviluppatosi nel corso del 700 ricoprono un ruolo importante, rivolgendosi a mercati
specifici. Tra gli esempi inglesi troviamo certamente lo “Spectator” . Negli USA si
sviluppano, durante la seconda metà del secolo, periodici importanti come per esempio il
“Cosmopolitan”.
Comunque sia, i mutamenti tecnologici portano allo sviluppo di nuove forme di
presentazione grazie anche ai progressi nella tipografia e della fotocalcografia. Si usavano
toni man mano più leggeri, sensazionalismo e temi di carattere più “umano”. I temi politici
ed economici non sparirono totalmente, semplicemente diminuì la loro importanza. Si
parla di cronache sportive, cronache nere, teatro, fumetti e naturalmente inserzioni.
Parliamo infatti di “yellow journalism” o “giornalismo scandalistico”.

Non dobbiamo per dimenticare che l’aspetto “serio” dei giornali risale all’800 con l’idea
della stampa come quarto potere, come elemento vigilante sull’operato dei governi e come
voce dell’opinione pubblica. Attraverso il giornalismo i lettori avevano l’occasione di
rompere i legami con le tradizioni e di impegnarsi nella vita civile. Al tempo stesso, grandi
aziende e banche, spesso con forti legami politici, iniziano a esercitare un crescente
controllo sulla stampa. I giornali diventano mezzi con cui si cerca di influenzare la politica
e di egemonizzare altri ceti sociali.
Si parla infatti di un giornale che ha il “potere di influenzare le masse” e questo sarà un
elemento chiave nella storia di questo media nel corso delle guerre.

Il ruolo dei corrispondenti di guerra era diventato fondamentale nel periodo che andava dal
1865 allo scoppio della prima guerra mondiale (età d’oro). Tutto ciò grazie all’avvento della
stampa popolare e alle nuove tecnologie come il telegrafo. Per fornire un esempio di come
il quarto potere avesse un ruolo chiave, dagli articoli del corrispondente del “Times”
Russell, si comprese la debolezza militare inglese durante la guerra di Crimea e l’opinione
pubblica fu scossa a tal punto da arrivare alla caduta del governo Aberdeen.
Anche la guerra ispano-americana fu influenzata dal “potere delle parole”. Si condusse
infatti una forte campagna perché gli USA muovessero guerra alla Spagna per Cuba.
Magnati della stampa come Pulitzer e Hearst, muovendo sentimenti nazionalisti e
xenofobi, pubblicarono articoli antispagnoli spesso basati su pura invenzione.
La guerra ispano-americana preparò il quadro di cronaca per la prima guerra mondiale.
Prima dell’intervento degli USA nella guerra già più di 500 inviati americani si trovavano
sul territorio europeo. I magnati di stampa, come lo stesso Hearst, crearono veri e propri
imperi. La stampa aveva molteplici ruoli:
-ruolo propagandistico;
-aumentare il morale generale;
-influenzare l’opinione pubblica di paesi neutrali e nemici.
Ex. Il Daily Mail di Northcliffe diffondeva un clima di paura con il suo essere anti tedesco.

Non resta che chiedersi come, dal punto di vista economico-organizzativo i giornali
abbiano potuto raggiungere il titolo di quarto potere. Due furono i fattori principali:
1) La pubblicità
2) Lo sviluppo di catene di giornali e periodici grazie ai press-barons.

Per quanto riguarda il primo, la sua espansione in Inghilterra cominciò con l’abolizione
della tassa sulle inserzioni. Per gli industriali era sempre più importante, nell’era del
consumismo, portare alla luce e far conoscere i propri prodotti. Dall’altra parte i giornali
necessitavano di sostegno economico. Si sviluppano perciò grandi agenzie pubblicitarie e
si fanno strada, in modo consequente, nomi di grandi inserzionisti. Si creano rapporti di
interdipendenza tra l’inserzionista, la stampa, e l’industria.

Per quanto riguarda il secondo punto, si formano le figure dei press-barons, dei magnati di
stampa, che danno vita ad una serie di catene di giornali e periodici. Il loro interesse non si
rivolge tanto alle élite e ai politici bensì a raggiungere fasce più larghe della società. Tra gli
esempi americani troviamo sicuramente Pulitzer e Hearst. Entrambi sono noti per aver
acquistato giornali importanti. Hearst in particolare aveva creato una catena nazionale di
giornali e periodici. Egli ispirò il film “Il quarto potere” di Orson Welles.
Abbiamo però un importante esempio inglese che diede vita ad una vera e propria
rivoluzione. Stiamo parlando di Northcliffe. Egli aveva creato una serie di riviste rivolte a
pubblici specifici e pubblicò il Daily Mail, un giornale del mattino.
Realizzò in seguito la sua più grande ambizione: acquisì il Times.

Negli anni 20 e 30 del 900 l’importanza della stampa crebbe grazie alla tendenza alla
concentrazione della proprietà, all’aumento delle inserzioni e agli importanti magnati di
stampa. Dovette in seguito fronteggiare gli altri media crescenti, come i successivi “anni
d’oro” della radio, inconsapevole ancora della possibilità di concertazione tra i media. Lo
sviluppo della stampa naturalmente aveva anche gettato quesiti importanti sul ruolo dei
media nell’influenzare l’opinione pubblica.