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Diritto canonico

manuali:

• Errazuriz M., Corso fondamentale del diritto nella Chiesa, 2 voll. (per la consultazione)
• Cenalmor-Miras, Manuale di diritto canonico

Fondamento del diritto canonico →Cioè il diritto lo abbiamo inventato noi o è voluto da Cristo
stesso?

Definizioni di diritto canonico:

• complexus legum (della Chiesa) (il primo codice nasce in un epoca in cui si deve mostrare
che la Chiesa è una società perfetta, sovrana e indipendente; così la Chiesa ha anche le
proprie leggi);
• a metà del XX secolo si cerca di proporre uno studio sistematico del codice invece che di
una presentazione esegetica così si parla di Sistema normativo della Chiesa per dire che il
complexus legum ha una sua struttura;
• Ordine ecclesiale giusto qui si introduce il termine giusto;
• a Monaco di Baviera (Mersdorf) si cerca un fondamento teologico per il diritto canonico →
un discepolo diceva che la caratteristica del diritto canonico è che la legge invece di essere
rationis ordinatio, la legge ecclesiastica è una fidei ordinatio e il concetto chiave è la
comunino cioè fides ordinatio per promuovere la communio;

Tutte e quattro hanno in comune il fatto che centrano l'attenzione sulla norma → normativismo,
cioè far dipendere il diritto e la norma. Optatam totius dice di insegnare il diritto alla luce del
mistero della Chiesa, se non so cosa è la Chiesa non posso fare diritto canonico. Ma dobbiamo
partire anche da una nozione corretta del diritto; dal XIX secolo in poi è prevalsa la concezione
positivistica del diritto. Il diritto romano diceva che il diritto è ciò che appartiene a ognuno (=
suum), siccome appartiene a ciascuno bisogna darglielo.

Diritto quale oggetto della virtù della giustizia

La persona ha un domino dei suoi atti, ha la libertà, in modo tale che la sua condotta è sua.
jus = suum → iustitia est constans et perpetua voluntas ius suum cuique tribuendi (la giustizia
è la virtù (abito della volontà) di dare a ciascuno il suo diritto).
Questa è la concezione classica del diritto. Il diritto è la scienza del giusto e dell'ingiusto. San
Tommaso quando parla della giustizia premette una questione su cosa sia il diritto e dice il diritto è
ipsa res iusta (il diritto è l'oggetto della virtù della giustizia).
Nota: il diritto nella sua prima realtà la ipsa res giusta (quello che io devo dare); il diritto soggettivo
invece sarebbe il potere, una facoltà su una cosa (ho diritto a …) e non va confusa la ipsa res con il
potere, ciò che devo dare all'altro è la cosa, se un altro ha un potere è perché lo ha di suo. (il potere
è derivato, poiché la cosa è mia allora ho potere) il diritto è la distribuzione delle cose non del
potere.
La giustizia è dare a ciascuno il suo che in alcuni casi è dare ma in molti altri è rispettare quello che
è suum. Le stesse cose materiali possono essere diritto di più persone (es. la lezione di scuola è
diritto degli studenti ma anche del professore).
Poi la giustizia fa riferimento all'uguaglianza:
• tutti gli uomini sono uomini;
• uguaglianza nel dare a ciascuno il suo ma il giusto. Il giusto è l'uguale.
L'uguaglianza può essere
• la ipsa res: esempio io devo restituire un trelefono devo dare proprio quello
• di equivalenza: dare 100$ non devo dare la stessa banconota basta che equivalga
• distributiva: l'uguaglianza non è dare lo stesso a tutto ma dare quello che spetto; ex dare i
voti l'uguaglianza significa dare a ciascuno il suo voto ma non significa dare a tutti lo stesso
voto → uguaglianza di proporzionalità;

Alcune volte il dovere di giustizia viene perché bisogna riparare (perché ho tolto un diritto) es. ho
tolto la buona fama. Come faccio a restituire? È difficile stabilire la proporzionalità e l'equivalenza.
La scienza di determinare il diritto è la scienza giuridica. Il prototipo del giurista è il giudice che ha
il compito di dire il diritto. Perché si possa parlare di diritto occorre che ci siano:
• fondamento: circostanza o condizione che consenta ad un soggetto di essere titolare di
diritti; fondamento ultimo è la dignità umana, poi ci può essere un fondamento prossimo che
sono solo per alcuni es. ho diritto di votare che è riservato ai cittadini (essere cittadino è il
fondamento prossimo)
• titolo: ciò che attribuisce esattamente una cosa, un diritto ad un soggetto. (es titolo di
proprietà, titolo di viaggio)

Ho diritto di andare sull'autobus ma devo avere il biglietto, il biglietto mi attribuisce il diritto di


viaggiare sul bus; può succedere che il titolo sia anche il fondamento, succede per i diritti
fondamentali (esempio diritti dell'uomo) ma anche per diritti prossimi come il battesimo è
fondamento e titolo per i diritti del fedele.

Rapporto diritto - legge

La legge non è il diritto, perché il diritto è la ipsa res. Può succedere che facendo delle leggi si
creano nuovi diritti (esempio ho il diritto di circolare ma poi viene il codice della strada che genera
nuovi diritti) allora la norma può essere causa (cioè genera diritti) ma anche misura; in definitiva la
norma è titolo del diritto.
La norma viene perché l'ha data chi ne ha il potere oppure perché ho stipulato un contratto. Non
tutti i diritti hanno come causa la legge, (salire sull'autobus con il biglietto, io ho deciso di comprare
il biglietto). Anche i diritti fondamentali posso essere dichiarati o riconosciuti dalla legge ma non
posso essere costituiti dalla legge.

Terminologia

regola e norma sono la stessa cosa

norma può essere:


• legge → norma scritta emanata da un'autorità
• consuetudinaria
• pattizzia

Nota: la legge è un tipo di norma.

La conoscenza giuridica consiste nel conoscere il diritto (ius) e non la legge:


• iusti atque iniusti scientia
• ars boni et aequi
il compito del giurista è la iuris dictio; il giudice è il prototipo del giurista perché dice lo ius;
dicendo lo ius fa due cose (nota: questa è una cosa pratica, è un'arte prudenziale):
• identifica lo ius;
• delimita lo ius;

per fare questo posso esaminare il titolo; lo scopo del giurista non è conoscere le leggi, ma capire le
leggi e interpretarle per capire quale è il diritto di ciascuno.

Quello che abbiamo detto vale in generale per il diritto, la differenza del diritto canonico sta nel
fatto che lo applichiamo nella Chiesa. Quello che cambia rispetto al diritto è l'oggetto formale.
Certo il giurista deve studiare la legge per determinare il diritto.

Il diritto nel mistero della Chiesa

nell'ambito della Chiesa esiste il diritto o esistono i diritti? O sono uno sviluppo umano? Gesù
Cristo ha fondato una Chiesa giuridica? Per esempio non si può avere la grazia di diritto. Ancora il
diritto è essenziale per la Chiesa? Può esistere la Chiesa cattolica senza il diritto?

Chi nega che il diritto ci sia derivano da una scarsa comprensione della natura della Chiesa o del
diritto. Le obiezioni più antiche vengono dal montanismo che colgono la chiesa più nella
dimensione spirituale. Il protestantesimo però è la critica che più ci coinvolge. Lutero per rompere
la comunione con Roma quello che fece fu il bruciare un'edizione del corpus iuris canonici. Le
comunità riformate hanno un diritto che loro stesse dicono che non è essenziale e lo riferiscono a
cose patrimoniali che non toccano l'essenza della Chiesa. Il problema è che la Chiesa è la comunità
dei credenti ma anche la mediatrice (cosa che i protestanti dimenticano). La fondazione del diritto
sta nell'adagio ubi societas ibi ius e anche considerare l'elemento gerarchico della Chiesa che fa
stabilita Cristo (lui fa gli apostoli e a loro dà una potestà che non dà agli altri), se è genrarchica ha
potestà quindi emana leggi. Questo è l'argomento tradizionale. Un altro tema è quello di dire che la
Chiesa è una societas perfecta cioè sa può raggiungere i propri fini senza altri aiuti (in particolare lo
stato)
Ancora è dire che il diritto c'è fin dall'inizio della storia della Chiesa.

Problemi sono:
• visione del diritto come prodotto umano (ubi societas...)
• visione del diritto come prodotto del potere, della potestà della gerarchia;
• idea del diritto legalista, ciò emana da un'autorità che si fonda in Gesù;

Cerchiamo ora di dare un fondamento migliore:

Osserviamo la realtà della Chiesa.

LG 8 dice che la Chiesa è una realtà complessa composta da un elemento umano e uno divino e ha
un'analogia con il Verbo Incarnato. La parola Chiesa rimanda all'assemblea che a sua volta rimanda
alla Parola e ai sacramenti. La Chiesa è una communio fidei e communio sacramentorum. Proprio
nella Parola e nei sacramenti si trova il fondamento del diritto, perché i sacramenti e Parola sono la
ipsa res iusta. Vediamolo con i sacramenti che sono segni segni sensibili della grazia che producono
grazia.
• Segni sensibili = res;
• grazia che si produce ex opere operato → non dipende dalla santità del “ministro”, il
ministro ha ricevuto il mandato di amministrare i sacramenti; esempio del postino: A decide
di scrivere a B. B non ha diritto di ricevere la lettera, che è una grazia. Ma A lascia nella
posta la lettera. Il postino ha il compito di distribuire la posta. Dal momento in cui A ha
imbucato la lettera, il postino deve dare la lettera e B ha il diritto di ricevere. A imbucando la
lettera ha costituito un diritto che prima non c'era.
In ordine c'è:
1. atto costitutivo del diritto, che non è un atto giusto nel senso di atto dovuto, avrei potuto non
farlo;
2. ma una volta che il diritto è costituito, c'è l'atto dovuto;

Cristo nello stabilire i sacramento ha stabilito un diritto, è grazia che però ha dato.

Per la lettura: Ius ecclesiae, Le radici sacramentali del diritto canonico, 17(2005), 629 – 658.

Se questo è il diritto canonico, cosa è la conoscenza del diritto?


È un'arte cioè una scienza pratica, un saper determinare il diritto. È anche una scienza, cioè cerca le
cause e persegue una conoscenza sistematica. È vero che per capire i diritti devo andare a vedere i
titoli. In molti casi il titolo è la legge. Il canonista non è colui che sa la legge, studia la legge in
maniera strumentale per capire come stabilire i diritti. L'oggetto di interesse non è la legge ma i
titoli che possono derivare dalla legge. A noi interessa l'aspetto formale delle cose, il concetto
giuridico è reale, perché è un aspetto della realtà, ma non vuole esaurire la realtà, non dà definizioni
essenziali → quindi non prendere le definizioni del diritto per altri campi.

Il diritto è l'oggetto della giustizia; ma siamo nella Chiesa dovrebbe interessarci la carità, la
misericordia e l'azione della Chiesa è un'azione pastorale. Allora che relazione hanno queste cose tra
di loro?
Dare a ciascuno il suo è un'azione buona, oltre a dargli il suo io mi perfeziono perché agisco anche
bene. La giustizia è una virtù, la carità è anche una virtù. Quindi non sono in opposizione. Dare a
ciascuno il suo può essere fatto con carità. es. io posso pagare un debito, ma desiderare non pagarlo.
Così compio il giusto ma non lo faccio con carità. Per il giurista sei a posto ma per il moralista c'è
un problema. Il giurista si preoccupa dell'atto esterno. La giustizia è essenziale, non c'è carità senza
giustizia. Io non posso dare a Dio quello che è mio se prima non ho dato all'altro quello che è suo.
(es. andare al ristorante dare la mancia ma non pagare il conto....). La misericordia va oltre la
giustizia ma mai va contro la giustizia. Nella vita della Chiesa è essenziale la giustizia che però non
ci porterebbe da nessuna parte, la vita umana non è caratterizzata solo dalla virtù della giustizia (es.
dici anche Buongiorno che è affabilità).
Dopo il CVII si è creato di fatto un anti-giuridismo, associando al diritto l'idea di rigidità
contrapponendolo alla spontaneità. Lo si vede ad esempio nelle norme della liturgia. La questione è
che, oltre ad un problema di obbedienza e a un problema liturgico, c'è un problema giuridico perché
i fedeli hanno il diritto di ascoltare la messa secondo la disciplina della Chiesa, perché tu non sei il
proprietario della liturgia.

Sviluppo storico del Diritto canonico

Nescine quid ante quam natus sis accident, id est semper esse puerum. Cicerone → conosci la storia

Nell'ambito della storia del diritto canonico si è soliti distinguere tra la storia delle istituzioni (es. il
papato, la parrocchia) e storia delle fonti (fonti normative); c'è poi anche la storia della scienza
canonica (che come scienza nasce nel XII secolo sempre accanto allo studio civile). La storia del
diritto canonico dovrebbe essere la storia dei dubbi giuridici e delle loro soluzioni. Quali sono stati i
problemi più rilevanti e quali le soluzioni adottate → il che sarebbe come dire la storia della Chiesa
vista dal punto di vista giuridico.
1. fino a Nicea sorgono questioni soprattutto di ordine organizzativo → sviluppo della
gerarchia;
2. dopo Nicea ci sono il problema dei laspi e il problema della penitenza → libri penitenziali;
rapporto Chiesa – società civile.
3. Riforma gregoriana, inizia a svilupparsi la scienza del diritto canonico; problemi legati alla
regolamentazione della vita religiosa.
4. Fonti:
1. decreto di Graziano (circa 1140), in realtà è un manuale per l'insegnamento (Concordia
canonum discordantium); prende le fonti (auctoritates) normative precedenti (=canoni
conciliari, testi dei papi e dei padri), li sistematizza e li armonizza; ma per armonizzarli
nasce la scienza giuridica; insieme alle auctoritates c'erano anche i dicta gratiani che
erano suoi commenti. Questo manuale, nato come un fatto “privato”, divenne di fatto
una legge della Chiesa
2. decretali, lettere che erano risposte del papa a vescovi che inviavano dubbi. Si fecero
diverse raccolte di decretali, poi Gregorio IX incaricò san Raimondo da Penafort di fare
una raccolta complessiva → Decretali di Gregorio IX nel 1234; questa raccolta fu poi
inviata a tutte le università.
3. Tutte queste decretali (a partire da Graziano) sono quelle che formano il cosiddetto
Corpus iuris canonici ← collezione giurisprudenziale (cioè sono casi concreti) quindi
non si può applicare semplicemente la decretale ma si usa con ragionamento analogico.
4. Il concilio di Trento oltre a definire dogmi introduce cambiamenti nell'organizzazione e
disciplinari. Dopo Trento nasce la curia come la conosciamo con le congregazioni.
5. Dopo il XVI problema dell'espansione missionaria della Chiesa.
6. XIX-XX il CVI definisce la potestà del Sommo Pontefice ha una potestà universale,
suprema e diretta. Già nel CVI era nata l'idea del codice (nel XIX secolo le società civile
si dotano di un codice), poi san Pio X riprende l'idea anche se ci sono resistenze perché
l'idea codificatrice viene dal razionalismo dice faccio una legge uguale per tutti che
prevede ogni possibile situazione; ma la risposta è prendere la tecnica codificatrice senza
prendere l'ideologia. In definitiva si iniziarono i lavori → codice pio-benedettino. Il
problema è che il codice ha creato una mentalità normativistica.

Diritto costituzionale canonico

Non esiste una costituzione anche se fu pensato da Paolo VI un lex ecclesiae fundamentalis. Ad
ogni modo la Chiesa ha una struttura dalla quale promanano delle esigenze giuridiche (diritti e
doveri); la Chiesa è costituita così, cioè in un certo modo, e pertanto ci sono delle esigenze. La
Chiesa è il popolo di Dio e anche per questo ci sono delle esigenze giuridiche. Al popolo di dio ci si
incorpora con il battesimo → la Chiesa è il corpo dei Christifideles. Nella Chiesa, nel popolo di
Dio, Cristo ha dato un posto speciale agli apostoli a cui succedono i vescovi. Non c'è nessun
membro della Chiesa che sia più membro degli altri perché il battesimo è lo stesso → principio di
uguaglianza fondamentale; qui c'è un concetto da tenere presente → fedele; il decreto di Graziano
raccoglieva un testo di san Gerolamo che dice che ci sono due classi di cristiani, nel medioevo
questo è stato frainteso distinguendo troppo tra gerarchia e popolo, religiosi e laici, Chiesa docente
e Chiesa discente; ← questo è un modo di pensare erroneo. I fedeli sono membri attivi, la
responsabilità di estendere la Chiesa è di tutti; tutto quello che si può applicare ai battezzati vale per
tutti. Esistono dei diritti fondamentali il cui titolo è l'essere battezzato per cui valgono per tutti né
più né meno. Il concetto di fedele ci porta ad un concetto di uguaglianza. C'è pi un altro principio
che è il principio gerarchico, la Chiesa costituzionalmente non è democratica perché la potestà non
sta nel popolo, ma nel mandato di Cristo rivolto ad alcuni. Il principio gerarchico è per una funzione
ministeriale=di servizio, questo servizio è di amministrazione dei sacramenti, predicazione
(garantire la dottrina) e governare il popolo di Dio, ma il fatto di essere governante non è che è più
fedele. (Agostino diceva “cum vobis sum christianus, pro vobis episcopus”; nome di grazia è
cristiano, il vescovo è una carica). La potestas è un domino sulla funzione ma non sulle persone o
sulla Chiesa. L'arte giuridica non solo deve delimitare materialmente (lei devo 140 £) ma è anche
delimitare il contenuto del diritto. Avere la potestas significa avere il dominio di un potere per
servire (es. governare non è per il beneficio del governante ma della comunità), il proprietario ha il
dominio della cosa per goderne come vuole.
La razionalità della legge; ci sono due diverse posizioni: per san Tommaso la legge è un'ordinatio
rationis invece Suarez diceva che la legge è un ordine voluto dall'autorità che ne ha potere. La legge
se non è un ordine disordina perciò io non ho dovere di adempiere una legge ingiusta.

I diritti e doveri fondamentali

Il tema del fondamento sarebbe quella condizione che consente alla persona di essere titolare di
diritti. Quando il titolo del diritto coincide con il fondamento allora parliamo di diritti fondamentali.
Nella Chiesa esistono diritti fondamentali perché il battezzato è anche uomo. Ci sono diritti umani
nella Chiesa: diritto alla fama o il diritto all'intimità. Poi ci sono i diritti fondamentali dei fedeli cioè
qui diritti che dipendono dal fatto di essere battezzati. Il CDC 208-223 parla di diritti e doveri
fondamentali. Il codice è una legge ordinaria tuttavia questi canoni hanno valore costituzionale.
Questi diritti sono: permanenti, irrinunciabili.

Si possono fare diverse classificazioni:


1. diritti umani:
1. diritto alla fama (può essere lesa con false accuse e calunnie), vale sempre la
presunzione di innocenza (non significa non avere sospetti, ma significa che finché non
viene provata la colpevolezza non posso punire) (però nulla vieta che prenda dei
provvedimenti);
2. diritto all'intimità
3. diritto al principio di legalità penale (non esiste nessun delitto e pertanto non si può
imporre nessuna pena se non c'è un legge penale previa) la pena è per corregge e per
rimuovere lo scandalo; nella Chiesa non vige con coerenza questo principio;
2. diritti riguardanti i sacramenti
1. diritto a riceverli: canone 213 che è legato a LG dove si dice abundanter che è
chiaramente un criterio di interpretazione
2. diritti al culto
3. diritto e dovere di conservazione dei sacramenti (dovere che appartiene a tutti perché
sono beni di tutti)
4. diritto a ricevere la Parola
5. diritto all'educazione cristiana i cui debitori sono i genitori, ma anche poi la gerarchia
6. diritto a ricevere il Magistero autentico della Chiesa (c'è anche il dovere di aderire al
Magistero)
7. diritto ad approfondire lo studio (ricercare la verità)
8. diritto a diffondere la parola
3. diritti della libertà
1. tutto quello che riguarda questioni temporali
2. diritto di scegliere la propria condizione di vita
3. diritto di seguire il proprio metodo di vita spirituale conforme alla dottrina della Chiesa
4. libertà di scelta dei mezzi salvifici
5. diritto all'apostolato (che è anche un dovere morale ma non giuridico)
6. diritto di unione e di associazione
4. diritti nei confronti della gerarchia
1. diritto di petizione (silenzio amministrativo, bisogna rispondere; fa parte del buon
governo)
2. diritto all'informazione sulla Chiesa
3. diritto al retto governo
4. diritto alla tutela giudiziaria (rivendicare i miei diritti) implica anche il diritto al giusto
processo

Doveri giuridici sono tali perché qualcun altro ha un diritto; si ha il dovere di rispettare i diritti
altrui, ma anche la comunità in quanto tale ha dei diritti nei confronti dei singoli.
1. dovere di mantenere la comunione → opinioni contrarie al Magistero, attentato alla
gerarchia
1. dovere di sostenere la Chiesa (economicamente e con la preghiera)
alcuni dei doveri fino a che punto sono giuridici e non invece sono solo morali? Il dovere giuridico
è sempre morale inoltre il dovere giuridico nasce da un diritto di qualcuno, se non è così allora è un
diritto morale (es il dovere alla santità non dipende dal diritto di qualcuno → quindi è morale, e poi
la santità è interno → non ha nemmeno valore giuridico, non si può misurare)

l'ordo è una funzione pubblica all'interno della Chiesa. Questo ha delle conseguenze giuridiche, la
ragion d'essere del l'ordo non è assumere uno stato di vita o scegliere una spiritualità (anche se
l'ordo le determina), ma svolgere una funzione pubblica in favore dei fedeli e cioè amministrare in
persona Christi la parola e i sacramenti. Poi l'ordo è strutturato gerarchicamente: vescovi, presbiteri
(collaboratori del vescovo), diaconi; → l'ordo è una funzione pubblica gerarchicamente strutturata;
non esiste un diritto fondamentale dei fedeli di far parte dell'ordo clericorum. L'ordo non è
un'associazione ma una funzione pubblica alla quale si accede volontariamente.
Conseguenze giuridiche dell'ordo
1. incardinazione: tutti i chierici devono essere incardinati; modo di legare il fedele ordinato
all'ordo che è gerarchico; il principio fondamentale è che non può esistere un chierico
acefalo; i vescovi non sono incardinati ma fanno parte del collegio se sono ordinati e hanno
la comunione con il Romano Pontefice; il vescovo sarà vescovo di una circoscrizione
ecclesiastica; i presbiteri e diaconi devono essere incardinati 265 l'incardinazione può
avvenire in una circoscrizione ecclesiastica oppure istituto di vita consacrata o società di vita
apostolica ← enti associativi che hanno la capacità di incardinare; il fedele ordinato ha tre
esigenze da chiarire: missione (i preti sono collaboratori di un vescovo non del collegio
episcopale), disciplina (la funzione pubblica deve essere esercitata gerarchicamente),
sostentamento (il CVII abolisce il sistema dei benefici, dicendo che l'incardinazione è
centrata soprattutto sulla missione); nota: gli istituti di vita consacrata e le società di vita
apostolica non hanno un pastore con funzione episcopale, sono associazioni → in questo
caso si incardinato perché sono garantiti la disciplina e il sostentamento, la missione viene
per gli accordi (es un francescano viene ordinato ma poi è mandato dal suo superiore in una
certa diocesi ecco la missione); la Chiesa dà ai superiori degli istituti e delle società la
potestà necessaria in particolare di dire chi si può ordinare e chi no e poi se può ricevere le
facoltà ministeriali.
2. Lo statuto giuridico del chierico → sulla base dello stesso statuto di tutti i fedeli (ha i diritti
e dovere dei fedeli) in più per la sua funzione (265 e seguenti) ha diritti e doveri propri.
Quando uno viene ordinato ha diritto a esercitare l'ordine, non ha diritto a un certo ufficio
ma si a esercitare il ministero, ha diritto al sostentamento; dovere di obbedienza di svolgere
il suo ministero ordinato gerarchicamente; ci sono anche doveri che sono restrizioni (no
commercio, politica); dovere del celibato
3. l'ordo dà un carattere che non si perde mai (c'è anche la nullità dell'ordine ma è difficile)però
quello che si può perdere è la condizione giuridica di chierico; può avvenire per via penale
oppure per un rescritto della Santa Sede su richiesta dell'interessato il qual può comprendere
anche la dispensa dal celibato; mantiene i diritti e doveri dei fedeli ma non quelli del
chierico;
4. la formazione dei chierici: diritto della Chiesa a formare i fedeli che intendono svolgere la
funzione dell'ordo; diritto della comunità che i sacerdoti siano formati adeguatamente;
diritto di conoscere l'idoneità del candidato, il vescovo o il superiore che ha la potestà di
incardinare la può conoscere esternamente; da parte del candidato c'è il diritto di essere
formato, non ha diritto all'ordinazione ma ha il diritto del buon governo (se uno entra in
seminario con l'aspettativa di essere ordinato ha diritto di un giudizio giusto → elementi che
facciano dubitare positivamente sull'idoneità del candidato); ha diritto a ricevere la risposta
negativa se manca l'idoneità;

Domande per l'esame

1. Nozione realistica di diritto. Che cosa può essere diritto


2. La formula classica della virtù della giustizia
3. Nozioni di titolo e fondamento del diritto
4. Le giustificazioni del diritto nella Chiesa
5. Perché si può affermare che i sacramenti hanno una dimensione giuridica?
6. Compatibilità tra giustizia e necessità pastorali
7. Il Decreto di Graziano
8. Il Corpus Iuris Canonici: composizione e promulgazione
9. Fondamento e portata del principio di uguaglianza fondamentale dei fedeli
10. I diritti alla formazione cattolica (can. 217), alla libertà scientifica (can. 218)e il dovere di
accogliere il Magistero
11. Il diritto di iniziativa, il diritto di associazione e il dovere di conservare la comunione
ecclesiastica
12. La libertà nella scelta di tipo di vita (can. 219) e il dovere di obbedienza ai Pastori (can. 212)
13. Il diritto ai mezzi di santificazione e il diritto di petizione
14. Concetto e funzione dell’incardinazione
15. Enti con capacità di incardinare (cfr. can. 265)
16. I principali doveri dei chierici
17. L’obbligo del celibato: fondamento e disciplina attuale
18. Cause e conseguenze della perdita della condizione clericale
19. Necessità della preparazione di chierici e la presenza dei seminari