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Appoggio & Sostegno

Lezioni di canto. Lavoriamo sul fiato: l'obbiettivo è averne una gestione costante e ben
dosata. Affronteremo una serie di esercizi che agiscono sulla pressione e il controllo
muscolare addominale e diaframmatico, aiutandoci a prendere coscienza di questo
meccanismo, a rinforzare il tono muscolare e migliorarne la gestione.
Lezioni di canto. Oggi lavoreremo sul fiato: l'obbiettivo è averne una gestione
costante e ben dosata. Affronteremo una serie di esercizi che agiscono sulla
pressione e il controllo muscolare addominale e diaframmatico, aiutandoci a
prendere coscienza di questo meccanismo, a rinforzare il tono muscolare e
migliorarne la gestione. Non da ultimo, questi esercizi sono importanti perchè
si usano - e sono ottimi - anche per il riscaldamento, argomento che affronteremo
presto con una lezione dedicata.

Parliamo dell'appoggio e del sostegno diaframmatico.


L'appoggio deriva dalla pressione che si crea tra diaframma e muscoli addominali;
durante l'espirazione il diaframma risale mentre gli addominali spingono verso il basso
ritardandone e gestendone la risalita. Questo antagonismo muscolare determina
l'appoggio.
Il sostegno è la naturale conseguenza dell'appoggio ed è la colonna d'aria che sostiene
nel vero senso della parola, il suono.
Utilizzando una metafora, potremmo dire che l'appoggio è il basamento su cui poggia la
colonna portante che è il sostegno.
E’ importante un buon equilibrio di pressione e gestione muscolare affinché il fiato sia
costante e ben dosato. Un esempio palese sono i filati vocali.
Gli esercizi che andremo a eseguire servono proprio a prendere coscienza di questo
meccanismo, a rinforzare il tono muscolare e migliorarne la gestione.

Il suono in maschera
Lezione di canto. Dopo aver affrontato la respirazione e il sostegno oggi spiegheremo
cos'è un suono in maschera e affronteremo alcuni semplici esercizi per imparare a portare
la voce in "avanti". Di riflesso, impareremo a evitare quell'effetto che in gergo si chiama,
voce "ingolata".
Lezione di canto. Dopo aver affrontato la respirazione e il sostegno oggi
spiegheremo cos'è un suono in maschera e affronteremo alcuni semplici esercizi
per imparare a portare la voce in "avanti". Di riflesso, impareremo a evitare
quell'effetto che in gergo si chiama voce "ingolata
Come abbiamo visto nelle lezioni precedenti, la produzione di un suono corretto è la
concatenazione del giusto utilizzo dei vari organi finalizzati alla fonazione. Abbiamo
parlato di respirazione costo/diaframmatica e il suo conseguente appoggio e sostegno
del suono. Ora comprenderemo dove portare questo suono.
La colonna d'aria (sostegno) che passa attraverso la trachea giunge nella laringe dove le
corde vocali, poste all'interno di quest'ultima, cominciano a vibrare e produrre suono.
Quest'ultimo ha bisogno di casse di risonanza - risuonatori - come per qualsiasi altro
strumento, così da poter acquistare corpo e volume.
Le casse armoniche in questione sono la cavità faringea, cavità orale e cavità nasale.
Quest'ultime sono modificabili in spazio e conformazione, grazie agli organi mobili: lingua,
laringe, labbra, velo palatino. Queste modifiche caratterizzano il colore, l'intensità e il
timbro vocale.
Oggi, concentrandoci su come portare il suono in avanti, impareremo di riflesso a evitare
l’effetto della voce ingolata e indietro.
Questi i quattro esercizi proposti che potrete seguire nel video.
Il primo esercizio prevede la posizione chiamata labbra a cerchio: la mandibola si
abbassa leggermente e lingua è disposta a cucchiaio, quindi tenuta bassa con la punta
appoggiata sugli incisivi inferiori. Mi raccomando, non tiratela indietro e non sollevatela.
Inizialmente concentrate il suono nel naso e per vedere se state portando effettivamente
lì il suono, durante l'emissione tappate le narici. Se il suono si interrompe state lavorando
correttamente.
Ora, dal suono racchiuso esclusivamente nel naso espandete quest'ultimo alle altre
cavità: orale, faringea e seni nasali. La sensazione sarà quella di aprire il
suono, di renderlo rotondo. Noterete che il palato molle si solleva.
A questo punto, dovreste percepire il suono sul palato in avanti e nei seni nasali;
un po' come se indossaste la forma della mascherina dell'aerosol e immaginaste di
doverla riempirla di suono.
La mia insegnante diceva: “Bisogna cercare la qualità del suono nel naso ma mai del
naso nel suono!"
Per il secondo esercizio tenete la bocca aperta e immobile. Portate il suono nel naso,
successivamente espandetelo agli altri risuonatori pronunciando tre volte: "unghò –
unghò - unghoooooooo" facendo attenzione al movimento del palato molle che si
solleverà ogni volta che dalla "U" - suono nel naso – pronuncerete gho - suono aperto
anche nella faringe e bocca -. Come indicato, nell’Unghooo finale, ricordate di tenere
la nota conclusiva lunga.
Terzo esercizio. La bocca sta ancora aperta e immobile. Eseguiamo una porzione di
scala cromatica ascendente e discendente pronunciando ogni nota con il fonema unghò.
L’ultimo esercizio parte sempre con la bocca aperta e immobile. Eseguite ancora una
scala cromatica ascendente e discendente pronunciando unghò ma, questa volta,
ampliandone l'estensione.