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Le analisi di bilancio

• Le finalità: le analisi di bilancio possono essere


condotte per soddisfare obiettivi conoscitivi differenti
in dipendenza dei soggetti che le pongono in essere.
L’analisi di bilancio • I soggetti che promuovono l’analisi di bilancio
possono essere:
– Operatori interni all’azienda,
– Soggetti esterni.
Le riclassificazioni dello stato • L’oggetto delle analisi, in funzione delle differenti
patrimoniale e del conto economico finalita’, puo’ essere:
– Il bilancio interno,
– Il bilancio esterno (destinato a pubblicazione).

Le analisi interne ed esterne Le analisi per finalità particolari


• I soggetti che operano all’interno dell’azienda (gli
uomini dell’azienda, gli amministratori, i dirigenti) • Oltre alle analisi interne ed esterne, si
hanno per obiettivo la conoscenza più approfondita e potrebbero effettuare indagini conoscitive
dettagliata possibile del divenire della produzione
economica, e dunque degli accadimenti aziendali e anche a supporto di situazioni particolari,
dei processi di formazione dei risultati di esercizio. si pensi ad esempio ad un’analisi effettuata in
essi possono accedere al “data base” di informazioni
rappresentato dalla contabilità generale aziendale relazione ad un’operazione di acquisto
• Gli analisti esterni (banche, creditori, debitori, d’azienda, oppure al fine di ottenere un
amministrazione finanziaria) sono portatori di determinato finanziamento o per valutare le
esigenze conoscitive diverse e spesso fra loro
contrastanti; per questi soggetti è quasi sempre strategie dei concorrenti.
impossibile accedere al “data base” di informazioni
rappresentato della contabilità generale aziendale
Gli obiettivi delle analisi di bilancio Le metodologie di analisi
• La valutazione dell’assetto economico-globale • Per analizzare un bilancio è preventivamente
dell’impresa viene normalmente ricondotta a quattro necessario comprendere come, quando e perché si
dimensioni di analisi: sono formati i valori che in esso confluiscono.
• LIQUIDITA’: capacità di far fronte agli impegni • Vi sono differenti strumenti a disposizione di chi
(solvibilità) nel breve periodo vuole condurre le analisi di bilancio, quali:
• SOLIDITA’ PATRIMONIALE: capacità di far 1. la riclassificazione dello SP e del CE
fronte agli impegni (solvibilità) nel m/l periodo 2. la predisposizione di un sistema di quozienti o indici (analisi
per indici)
• REDDITIVITA’: attitudine della gestione a 3. la costruzione del rendiconto finanziario (analisi per flussi)
rimunerare tutti i fattori produttivi
• Vi sono differenti metodologie di riclassificazione
• SVILUPPO: capacità di crescita dimensionale ed dello SP e del CE, secondo l’obiettivo specifico di
operativa conoscenza che ci si prefigge di conseguire.

La riclassificazione Strutture a sezioni contrapposte e in


• LA RICLASSIFICAZIONE è una metodologia che consente di esporre
secondo una data struttura i valori contenuti nello stato patrimoniale e nel
forma scalare
conto economico.
• LA LOGICA SU CUI SI FONDA: si possono costruire schemi nei quali far • Da un punto di vista formale, lo stato patrimoniale e
confluire i valori di bilancio, relativamente più adatti di quelli legali per il conto economico possono essere strutturati:
mostrare il sistema degli equilibri patrimoniali, finanziari, monetari e
reddituali dell’azienda indagata. – A sezioni divise e contrapposte, in cui si evidenzia
• LA RICLASSIFICAZIONE DELLO STATO PATRIMONIALE la contrapposizione tra attivita’ e passivita’
permette di analizzare la struttura qualitativa e quantitativa dei valori patrimoniali o componenti positivi e negativi di
dell’attivo, del passivo e del netto del capitale di funzionamento, al fine di
verificarne la tendenziale coerenza reciproca delle loro interrelazioni reddito
sistemiche (EQUILIBRIO PATRIMONIALE E FINANZIARIO).
– In forma scalare, in cui solitamente si evidenziano,
• LA RICLASSIFICAZIONE DEL CONTO ECONOMICO consente di
evidenziare le modalità quali-quantitative che assistono la genesi del risultato insieme a risultati di estrema sintesi, uno o piu’
d’esercizio (EQUILIBRIO REDDITUALE). risulati intermedi, attraverso la somma algebrica di
• LA RICLASSIFICAZIONE DELLE SINTESI DI BILANCIO (CE e SP) classi di attivita’ e passivita’ patrimoniali o di
è strumentale/propedeutica rispetto all’analisi per indici ed all’analisi per
flussi. classi di componenti positivi e negativi di reddito
La riclassificazione dello Stato Lo schema di Stato Patrimoniale civilistico
Patrimoniale E’ UNO SCHEMA A SEZIONI DIVISE E
CONTRAPPOSTE ove:
• SI PRENDONO IN ESAME I SEGUENTI – Le attività sono riclassificate per destinazione dei valori
– Le passività e il netto sono riclassificati per natura dei valori
CRITERI DI RICLASSIFICAZIONE DELLO
– Le poste rettificative vanno iscritte in detrazione della classe di
SCHEMA LEGALE: valori cui si riferiscono
– LIQUIDITA’/ESIGIBILITA’ (O “CRITERIO
ATTIVO PASSIVO
FINANZIARIO”);
A) Crediti verso soci A) Patrimonio netto
– SECONDO LA PERTINENZA GESTIONALE. B) Immobilizzazioni B) Fondi
C) Attivo circolante C) Trattamento di fine rapporto
D) Ratei e risconti D) Debiti
E) Ratei e risconti

Il criterio “finanziario” della Criterio finanziario e orizzonte


liquidità/esigibilità temporale
• Questo criterio (noto anche come criterio finanziario) • Allo scopo di definire il tempo rispetto a cui
implica la suddivisione: parametrare i livelli di liquidità e di esigibilità, si
– delle attività in base al loro livello di liquidità distinguono le attività e le passività tra BREVE
(considerando cioè ⎯ ove esse già non esprimano liquidità TERMINE e MEDIO/LUNGO TERMINE,
⎯ il tempo del quale si necessita affinché si trasformino in assumendo convenzionalmente come discriminante un
liquidità, originando introiti finanziari), orizzonte temporale di 12 mesi.
– delle passività in base al loro livello di esigibilità • Ad evidenza, poiché si fa riferimento ad un’azienda in
(considerando cioè il tempo necessario affinché esse funzionamento, circa la quale vige il postulato
divengano esigibili, originando esborsi finanziari). contabile della continuità aziendale, si ha che le
• ciò, al fine di ottenere “indicazioni circa il grado di PARTI IDEALI DEL CAPITALE NETTO sono per
mobilità e di equilibrio finanziario dell’impresa” definizione ritenute sempre essere di LUNGO
(principio contabile n. 12 del CNDCR). TERMINE.
La costruzione dello stato patrimoniale riclassificato La costruzione dello stato patrimoniale riclassificato
• Nella costruzione dello stato patrimoniale riclassificato secondo il 2. L'esposizione delle poste attive al netto dei relativi fondi
criterio finanziario occorre compiere due tipi di riposizionamenti rettificativi
1. La classificazione secono liquidità/esigibilità – i fondi rettificativi di attività devono essere portati a riduzione delle
• occorre classificare le attività e le passività (mezzi di terzi) in poste attive cui si riferiscono, al duplice scopo di evidenziare il
relazione al loro grado di liquidabilità/esigibilità, al fine di valore netto degli investimenti operati dall'impresa e di mantenere al
collocarle negli aggregati dell'attivo corrente o dell'attivo fisso passivo dello stato patrimoniale solo quelle poste che costituiscono
netto, per quanto concerne le poste attive, e nel passivo corrente o debiti o attese di debiti (come nel caso dei fondi rischi e dei fondi
nel passivo a medio-lungo termine, per quanto riguarda invece le spese future)
poste passive – i fondi rettificativi da portare all'attivo possono essere
• in tale fase si pone talvolta la necessità di suddividere alcune voci – fondi di ammortamento: andranno in tal caso a riduzione delle voci
in due componenti, quella liquidabile/esigibile nel breve termine e delle immobilizzazioni materiali ed immateriali (il fondo
quella liquidabile/esigibile nel medio-lungo termine (ad esempio, i ammortamento anticipato, qualora privo di giustificazione economico-
mutui passivi ed i prestiti obbligazionari, per le passività, ed i civilistica deve però essere classificato nel patrimonio netto!)
crediti commerciali e di finanziamento, nel caso delle attività) – fondi di svalutazione: andranno a riduzione delle voci cui sono
• qualora la distinzione in oggetto non sia immediata e richieda intimamente collegati, essendo talvolta necessaria una scissione del
invece stime particolarmente complesse, la posta è generalmente valore complessivo del fondo (è il caso, ad esempio, del fondo
mantenuta intatta e viene classificata nell'aggregato cui appartiene svalutazione crediti, che può riferirsi sia a crediti dell'attivo corrente,
gran parte di essa (è tipico il caso del fondo T.F.R. che viene sia a crediti dell'attivo fisso netto, e, in tal caso, deve essere suddiviso
in due componenti); altri tipici fondi di svalutazione si riferiscono al
generalmente collocato nel passivo a medio-lungo termine, anche magazzino, alle immobilizzazioni materiali, immateriali ed alle
se una quota di esso sarà utilizzata nei prossimi 12 mesi) partecipazioni

Gli aggregati della riclassificazione


• Le ATTIVITA’ si distinguono in:
Lo schema di riclassificazione
– attività a breve (o correnti), laddove esse saranno
PASSIVITA' A BREVE passività esigibili
trasformate in numerario entro 12 mesi dalla data di attività liqui-
TERMINE entro i 12 mesi suc-
dabili entro i ATTIVITA' A BREVE
chiusura del periodo amministrativo, 12 mesi suc- TERMINE (passività correnti) cessivi
– attività immobilizzate (o fisse) se la loro trasformazione in cessivi (attività correnti)
numerario avverrà in un periodo superiore ai 12 mesi. PASSIVITA' A MEDIO passività esigibili
• Le PASSIVITA’ si distinguono in base al loro livello di attività liqui-
LUNGO TERMINE oltre i 12 mesi suc-
(passività consolidate) cessivi
esigibilità secondo che siano: dabili oltre i ATTIVITA' A MEDIO
– passività a breve (o correnti) ove esprimano debiti da 12 mesi suc- LUNGO TERMINE
PATRIMONIO NETTO finanziamenti vin-
cessivi (attività fisse nette)
onorare entro 12 mesi dalla data di chiusura, (mezzi propri) colati a titolo di ca-
pitale
– passività a medio/lungo termine (o consolidate) ove esse
esprimano debiti da onorarsi oltre il termine di12 mesi.
• Il PATRIMONIO NETTO va esposto separatamente rispetto
alle attività ed alle passività.
• I VALORI RICLASSIFICATI SECONDO IL CRITERIO
FINANZIARIO DEVONO ESSERE “VALORI NETTI”.
Le attività correnti Le attività immobilizzate
• Sono tali cassa e banche c/c, titoli di largo mercato, crediti • Si possono ulteriormente suddividere in:
commerciali, gli altri crediti, il magazzino, i ratei e i risconti – immobilizzazioni immateriali nette (al netto dei fondi
attivi (comunque, per la parte che si trasforma in numerario
entro 12 mesi); i risconti attivi pur rappresentando “un costo ammortamento e svalutazione),
sospeso che non ha alcun significato finanziario”, sono – immobilizzazioni materiali nette (al netto dei fondi
considerati dal Documento 12 dei principi contabili CNDCR ammortamento e svalutazione),
attività correnti. – immobilizzazioni finanziarie (partecipazioni al netto di
• le ATTIVITA’ CORRENTI si possono ulteriormente eventuali fondi svalutazione).
suddividere in:
– liquidità immediate (cassa, c/c bancari e postalli, titoli di • Nonostante si possa affermare anche per alcune
largo mercato facilmente negoziabili quali i titoli di Stato e le attività correnti (es. crediti e magazzino) il valore
obbligazioni di altre società o Enti pubblici e privati), possa essere suddiviso in una quota
– liquidità differite (crediti commerciali e altri crediti a breve permanente/strutturale ed in una speculativa/volatile,
al netto dei fondi rischi, i ratei attivi),
le difficoltà di stima fanno sì che esse siano
– disponibilità (rimanenze di magazzino),
– risconti attivi.
integralmente considerate “correnti”

Le passività correnti Le passività a medio-lungo termine


ed il patrimonio netto
• Sono rappresentate da scoperti di c/c bancario, debiti
v/fornitori altri debiti a breve (ad es. quelli tributari), • Passività a medio-lungo termine sono i fondi spese
future del passivo (esclusi quelli rettificativi), il tfr
ratei e risconti passivi. (esclusa la quota da liquidare a breve), i debiti di
• Fanno parte del passivo corrente anche le rate di finanziamento quali i mutui e il prestito
mutuo (nella componente di quota capitale) da obbligazionario (esclusi i rimborsi da effettuare
rimborsare entro i 12 mesi e la quota di TFR da entro i 12 mesi).
liquidare ai collaboratori che esauriranno il rapporto • Il patrimonio netto comprende:
di lavoro con l’impresa nel corso dei prossimi 12 – Il capitale sociale,
mesi. – Le riserve,
– L’utile o la perdita di esercizio.
Mezzi di terzi e mezzi propri Lo stato patrimoniale civilistico e il
criterio “finanziario”
PC + PM/L = MEZZI DI TERZI (MT) • Lo stato patrimoniale previsto dal codice civile presenta la tipica
a disposizione dell’azienda struttura a sezioni contrapposte, ma il criterio di riclassificazione in
esso adottato non è quello finanziario
PN = MEZZI PROPRI (MP)
• La legge dice in fatti che "gli elementi patrimoniali destinati ad
esprimente il capitale di rischio essere utilizzati durevolmente devono essere iscritti tra le
• il criterio finanziario consente di meglio evidenziare le forme immobilizzazioni", assumendo perciò come criterio di
di impiego (ATTIVITA’) delle risorse a disposizione posizionamento delle voci attive quello della destinazione durevole
(PASSIVITA’) • Lo schema prevede i seguenti aggregati di valori:
• la somma tra passività correnti e passività a medio lungo
evidenzia i capitali investiti con vincolo di restituzione (Mezzi
di terzi), mentre il patrimonio netto rappresenta i capitali di A) Crediti verso soci per A) Patrimonio netto
pertinenza dei soci vincolati a tempo indeterminato versamenti ancora dovuti B) Fondi per rischi e oneri
nell’azienda (Mezzi propri). B) Immobilizzazioni C) Trattamento di fine rapporto
C) Attivo circolante D) Debiti
D) Ratei e risconti E) Ratei e risconti

Le scelte di classificazione adottate nello stato Il criterio di pertinenza gestionale.


patrimoniale civilistico
• L'attivo appare classificato secondo un criterio di liquidità, ma:
La gestione caratteristica
– I crediti verso soci sono isolati rispetto all'attivo circolante
– le immobilizzazioni finanziarie comprendono anche la voce crediti, la
Tra le ATTIVITÀ si distinguono quelle della
quale deve essere ulteriormente distinta nella quota esigibile entro ed oltre i gestione caratteristica da quelle delle gestioni
12 mesi successivi (tale voce sembra perciò riferirsi a crediti di natura accessorie.
finanziaria, che costituirebbero immobilizzazioni a prescindere dalla data di
probabile restituzione) • la GESTIONE CARATTERISTICA è
– l'attivo circolante comprende tutti i crediti verso clienti (aventi perciò rappresentata dall’insieme delle operazioni
natura commerciale) indipendentemente dalla data di previsto incasso; aziendali che identificano la specifica “missione
questi devono poi, all'interno dell'attivo circolante, essere suddivisi nella
quota esigibile entro ed oltre i successivi 12 mesi tecnico-produttiva” tipica di un’impresa.
– i ratei ed i risconti attivi sono isolati rispetto all'attivo circolante • la gestione caratteristica è cioè costituita da tutte le
• Nel passivo non si ha una distinzione delle passività in base al attività e le passività generate dai ricavi e dai costi
criterio finanziario, ma, secondo la natura delle voci, negli immediatamente connessi con l’attività
aggregati dei fondi, dei debiti o dei ratei e risconti passivi
istituzionale dell’impresa.
• I debiti devono essere prima classificati secondo la loro natura e,
successivamente, suddivisi in relazione al grado di esigibilità
Le gestioni accessorie Lo schema di Stato Patrimoniale
secondo pertinenza gestionale
Le gestioni accessorie sono distinte in:
Anche le passività sono distinguibili a seconda che siano
• GESTIONE PATRIMONIALE, attinente alle correlate o meno alla gestione caratteristica, a prescindere
operazioni relative alla combinazione economica dalla loro esigibilità.
parziale finalizzata alla produzione di redditi ATTIVITA' PASSIVITA' E NETTO
addizionali mediante l’impiego di attività originate
dal risparmio (ad esempio, l’affitto di un fabbricato, Attività della Gestione Passività della Gestione
gli interessi e i proventi delle attività finanziarie Caratteristica: Caratteristica:
Passività caratteristiche correnti
quali titoli e partecipazioni); Attività caratteristiche correnti Passività caratteristiche a m-l
• GESTIONE FINANZIARIA, attinente alle Attività caratter. immobilizzate Passività estranee alla Gestione
Caratteristica:
operazioni relative all’acquisizione, al rimborso e Attività delle Gestioni Passività finanziarie a b-t
alla rimunerazione dei debiti di finanziamento; Accessorie: Passività finanziarie a m-l
• GESTIONE TRIBUTARIA, attinente ai rapporti
con l’amministrazione finanziaria dello stato. Attività accessorie correnti
Attività accessorie immobilizzate
Patrimonio netto

Problematiche di riclassificazione Confronto tra i due criteri


CRITERIO FINANZIARIO CRITERIO DELLA PERTINENZA GESTIONALE
Attività Passività Attività Passività
• Nel concreto, separare le attività della gestione caratteristica Criterio di In funzione della In funzione della
dalle altre gestioni (complementari) non sempre è agevole (ad riclassificazione In funzione del grado
di liquidità
in funzione del grado
di esigibilità
relazione con la relazione con la
gestione caratteristica gestione caratteristica
esempio, si pensi ad un immobile in parte utilizzato direttamente Limite per la
dall’azienda (gestione caratteristica) in parte affittato a terzi suddivisione delle
Convenzionalmente fissato in 12 mesi
Gestione Caratteristica = funzione economico-
tecnica tipica dell'azienda
voci attive a passive
(gestione patrimoniale).
• L’adozione di tale criterio richiede cioè sovente il ricorso a Attività correnti
(liquidabili entro 12
Passività correnti
(esigibili entro 12 mesi) Attività della gestione
Passività della
gestione caratteristica
"Zone" dello stato caratteristica
scissioni malcerte di valori, le quali inficiano l’attendibilità della patrimoniale
mesi)
Passività a medio-
Passività estranee alla
conoscenza. Attività immobilizzate
lungo termine (esigibili Attività delle gestioni
oltre 12 mesi) accessorie
gestione caratteristica
(liquidabili oltre 12
• Lo schema a pertinenza gestionale è importantissimo quando si mesi) Patrimonio Netto
(patrimoniale,
finanziaria, tributaria) Patrimonio Netto

vuole osservare (all’interno dell’azienda) la struttura di capitale


di diverse aree strategiche d’affari (o divisioni) in cui può essere
suddivisa la gestione caratteristica
La riclassificazione del Conto Gli schemi di riclassificazione
Economico: lo schema civilistico
• In questa sessione sono analizzati sinteticamente i
• La classificazione è operata per natura, vale a dire in conti economici riclassificati:
base alla ragione economico-aziendale dei valori • A RICAVI NETTI E COSTO DEL VENDUTO,
A) Valore della produzione nelle varianti:
B) Costi della produzione – A costo complessivo del venduto
Differenza tra valore e costi della produzione (A-B)
– A costo variabile del venduto
C) Proventi e oneri finanziari
D) Rettifiche di valore di attività finanziarie – A costo industriale del venduto
E) Proventi ed oneri straordinari – A costi della produzione ottenuta
Risultato prima delle imposte (A-B+/-C+/-D+/-E) • A VALORE DELLA PRODUZIONE E
22) Imposte sul reddito dell'esercizio VALORE AGGIUNTO
23) Utile/Perdita dell'esercizio

Lo schema di CE a costo complessivo del venduto: le La gestione operativa caratteristica/patrimoniale


gestioni che concorrono alla formazione del reddito • Gli investimenti sono generalmente suddivisi a seconda che si
riferiscono a beni/servizi utilizzati ai fini della gestione caratteristica
• La riclassificazione del conto economico comporta la ovvero a beni/servizi a questa estranei (gestione patrimoniale)
Gestione suddivisione dell'attività reddituale complessiva nelle seguenti • Investimenti estranei alla gestione caratteristica possono essere
Caratteristica
aree di gestione (o aree del conto economico), ad ognuna delle giustificati dall'esigenza di trovare remunerazione per eccedenze
+/- temporanee di liquidità create dalla gestione caratteristica, in attesa di
quali sono attribuiti i relativi ricavi e costi:
Gestione
– GESTIONE CARATTERISTICA (o tipica) reinvestirle nell'attività tipica (ad es. gli investimenti in titoli azionari
Patrimoniale
– GESTIONE PATRIMONIALE (o atipica o extracaratteristica o
ed obbligazionari che generano quale remunerazione
+/- dividendi/interessi attivi oltre agli utili/perdite da negoziazione)
Gestione
accessoria)
Finanziaria – GESTIONE FINANZIARIA • In altri casi sono prescelte forme di investimento patrimoniale di tipo
+/- – GESTIONE STRAORDINARIA duraturo quale è il caso degli investimenti in immobili non strumentali
Gestione – GESTIONE TRIBUTARIA (che generano affitti attivi oltre alle plusvalenze da alienazione) o in
Straordinaria partecipazioni (che generano dividendi unitamente alle eventuali
• Le aree della gestione caratteristica e della gestione plusvalenze/minusvalenze da alienazione)
+/-
patrimoniale costituiscono la cosiddetta area della gestione
Gestione
operativa • In virtù della differente caratteristica degli investimenti operativi tipici
Tributaria o patrimoniali, è necessario distinguere:
= • Le aree della gestione caratteristica, della gestione
patrimoniale e della gestione finanziaria costituiscono la – Il risultato operativo della gestione caratteristica
REDDITO
cosiddetta area della gestione ordinaria – Il risultato operativo della gestione patrimoniale
Le altre gestioni del conto economico I principali risultati reddituali intermedi
• Le altre aree di gestione del conto economico sono:
– La gestione finanziaria, che ricomprende tutti i valori espressivi del
costo delle fonti di finanziamento utilizzate provenienti da terzi (oneri ricavi netti di vendita
finanziari); la separazione degli oneri finanziari dai flussi reddituali Gestione costi operativi caratteristici Sommando i risultati
generati dalla gestione operativa consente di apprezzare la redditività Caratteristica
(o costo del venduto) prodotti dalle differenti
degli investimenti a prescindere dalle scelte finanziarie operate +/- aree di gestione si
Gestione proventi operativi patrimoniali
– La gestione straordinaria comprende tutti quei componenti straordinari Patrimoniale oneri operativi patrimoniali ottengono risultati
• che non sono di competenza economica dell'esercizio (ad esempio +/- reddituali intermedi assai
le sopravvenienze attive e passive) Gestione significativi ai fini delle
oneri finanziari
• che derivano da operazioni estranee all'attività ordinaria (ad Finanziaria analisi di redditività
esempio, le plusvalenze/minusvalenze derivanti dalla cessione di un +/- dell'impresa
ramo d'azienda) Gestione proventi straordinari
Straordinaria oneri straordinari
• che derivano da operazioni correlate alla gestione operativa, non +/-
ricorrenti tuttavia in modo sistematico (ad esempio, la cessione di Gestione
beni materiali strumentali alla gestione caratteristica, ma alienati ad imposte sul reddito
Tributaria
intervalli di tempo piuttosto lunghi) =
– La gestione tributaria comprende le voci reddituali necessarie per REDDITO
determinare le imposte sul reddito di competenza economica

I principali risultati reddituali intermedi Il CE a costo complessivo del venduto


Rettifiche
dei ricavi

V.N.
Costi operat.
caratterist. - C.D.V.
+RICAVI DELLE VENDITE, AL NETTO DEGLI SCONTI
o Costo del
venduto Risultato -------------- -COSTO DEL VENDUTO
(C.D.V.) della gestione
patrimoniale = R.O.G.C. =Risultato operativo della gestione caratteristica
(R.G.P.)
± R.G.P.
Oneri
finanziari -------------- +/-REDDITO DELLA GESTIONE PATRIMONIALE
Ricavi
(O.F.)
= R.O.A. +PROVENTI FINANZIARI
lordi di
- O.F.
vendita Ricavi
netti di
--------------
=Reddito operativo aziendale
vendita Risultato Risultato
(V.N.) operativo operativo
della gestione della gestione Componenti = R.D.C. -ONERI FINANZIARI
caratteristica caratteristica
(R.O.G.C.) (R.O.G.C.)
Risultato
operativo
straordinari
(C.S.) ± C.S. =Reddito lordo di competenza
aziendale
--------------
(R.O.A.) Risultato
lordo di
competenza
Imposte
sul reddito = R.A.I. +/-COMPONENTI STRAORDINARI
(R.D.C.) Risultato
ante
(IMP.)
- IMP. =Reddito ante imposte
imposte
--------------
(R.A.I.) Risult. netto
-IMPOSTE SUL REDDITO
d'esercizio
= R.N.
=Reddito netto
(R.N.)
Il CE a costo del venduto: le gestioni Problematiche applicative
• Il giudizio sull’equilibrio reddituale dell’azienda dipende dal
• Come si osserva, tale schema evidenzia IL CONTRIBUTO CHE LE differente “peso” che ciascuna gestione ha avuto nella
DIFFERENTI GESTIONI HANNO DATO ALLA FORMAZIONE DEL
RISULTATO D’ESERCIZIO. formazione del risultato finale.
• Il reddito operativo della gestione caratteristica, evidenzia il contributo • Il “reddito operativo aziendale” non comprende gli oneri
dell’insieme di operazioni che identificano l’attività economico-tecnica in finanziari, mentre include i proventi finanziari. Questi ultimi,
senso stretto dell’azienda (GESTIONE CARATTERISTICA); infatti, sono considerati redditi aggiuntivi derivanti da attività
• Il reddito operativo aziendale rende conto del contributo dei redditi di investimento delle risorse d’impresa (gestione patrimoniale).
addizionali generati dall’impiego delle disponibilità derivanti dal risparmio
(GESTIONE PATRIMONIALE); • Inoltre, particolari difficoltà possono sorgere nella
• Il reddito lordo di competenza, evidenzia l’effetto addizionale dell’onerosità riclassificazione di alcuni valori:
delle operazioni finalizzate alla copertura del fabbisogno finanziario aziendale – utili o perdite conseguenti ad attività di carattere eccezionale:
(GESTIONE FINANZIARIA); rientrano nella determinazione del reddito operativo;
• Il reddito ante imposte evidenzia l’effetto addizionale di tutte quelle – utili e perdite su cambi: rientrano nel calcolo del reddito operativo se
operazioni non inerenti alla gestione operativa (caratteristica e patrimoniale) conseguenti ad attività della gestione caratteristica; spesso, tuttavia,
o che, pur inerenti ad essa, hanno originato oneri e proventi di competenza considerando che essi derivano da mancate o errate scelte di copertura
degli esercizi precedenti (GESTIONE STRAORDINARIA); finanziaria dal rischio di cambio, sono considerati componenti della
• Per effetto della considerazione dei tributi di competenza economica gestione finanziaria
(GESTIONE TRIBUTARIA) si perviene al reddito netto. – costi sostenuti per costruzioni in economia: devono essere portati in
diminuzione del costo del venduto.

Lo schema di riclassificazione a costo “Dimensioni logico-aziendali” di


complessivo del venduto analisi del costo del venduto
V.N. • Lo schema di riclassificazione esaminato è 1. COSTI COMPLESSIVI VARIABILI DEL VENDUTO
- C.D.V. noto come schema "a costo complessivo fondato sulla distinzione tra:
-------------- del venduto" in quanto raggruppa i costi
= R.O.G.C.
della gestione caratteristica in un unico • costi variabili
± R.G.P. • costi fissi
-------------- aggregato, detto appunto costo del venduto
= R.O.A. • Nella prassi si utilizzano anche altri schemi 2. COSTI COMPLESSIVI INDUSTRIALI DEL VENDUTO
V.N.
- O.F. di riclassificazione del conto economico che - C.D.V. ? fondato sulla distinzione tra:
-------------- -------------- • costi industriali
= R.D.C.
si differenziano per le scomposizioni
= R.O.G.C. • costi commerciali
± C.S. operate all'interno dell'aggregato del
-------------- costo del venduto. • costi amministrativi
= R.A.I. • L’analisi della rilevanza delle diverse 3. COSTI DELLA PRODUZIONE OTTENUTA
- IMP.
-------------- componenti del costo del venduto consente fondato sulla distinzione tra:
= R.N. di ottenere maggiori informazioni • costi della produzione ottenuta
sull’equilibrio reddituale dell’impresa • costi della produzione venduta
Lo schema a costi variabili del venduto I costi variabili del venduto
• Il margine di contribuzione ai costi fissi evidenzia quale margine +COSTO di ACQUISTO DELLE MATERIE PRIME
resta per la copertura dei costi fissi, una volta coperti i costi +RIMANENZE INIZIALI di MATERIE PRIME
variabili. Portando in deduzione i costi fissi industriali e i costi fissi -RIMANENZE FINALI di MATERIE PRIME
commerciali e amministrativi si ottiene il ROGC =COSTO DELLE MATERIE PRIME impiegate nella produzione
+COSTO della MANODOPERA DIRETTA
• Questo schema evidenzia il diverso grado di elasticità / riidità della =COSTO primo industriale
struttura di costo aziendale +ALTRI costi VARIABILI industriali
+costi VARIABILI di vendita
+Ricavi netti delle vendite =Totale costi VARIABILI
-Costo complessivo variabile del venduto +RIMANENZE INIZIALI di SEMILAVORATI
-RIMANENZE FINALI di SEMILAVORATI
=Margine di contribuzione ai costi fissi =COSTO variabile dei prodotti ottenuti
+RIMANENZE INIZIALI di prodotti FINITI
-Costi fissi industriali -RIMANENZE FINALI di prodotti FINITI
-Costi fissi commerciali =COSTO complessivo variabile dei prodotti venduti
+costi fissi industriali
-Costi fissi amministrativi +costi fissi di amministrazione e vendita
=Reddito operativo della gestione caratteristica =COSTO complessivo DEL VENDUTO

Problematiche applicative Lo schema di CE a costo industriale


del venduto
• Come si osserva, si distinguono i costi fissi (es. gli • Questo schema permette di osservare il “peso” dei costi
ammortamenti, gli stipendi dirigenziali) dai costi amministrativi e commerciali rispetto alla rilevanza che caratterizza
variabili (es. costi per l’acquisto di materie prime, di i costi industriali.
servizi, costi di trasporto, provvigioni, royalties). • Tramite il Risultato Lordo Industriale, si misura l’efficienza della
• Si noti che: gestione industriale dell’azienda
– assume rilevanza conoscere l’esatta imputazione dei
costi fissi nella valutazione di alcuni valori che +Ricavi netti delle vendite
incidono sulla definizione del costo del venduto, -Costi industriali del venduto
come per esempio le rimanenze; =Reddito lordo industriale
– l’analista esterno potrebbe anche non essere in -Costi di vendita
grado di ottenere tutte le informazioni necessarie;
allora, egli deve necessariamente formulare ipotesi -Costi di amministrazione
di lavoro. =Reddito operativo della gestione caratteristica
I costi della produzione ottenuta Lo schema di CE a valore aggiunto
Si tratta di uno schema che evidenzia la variazione delle rimanenze +Valore della Produzione dell'esercizio
di prodotti finiti separatamente all’interno del costo del venduto: ne -Costo dei fattori produttivi esterni
deriva il calcolo del costo della produzione ottenuta =Valore aggiunto
-Costi del personale
Ricavi netti
=Margine operativo lordo
- Costo del prodotto ottenuto
+/- Variazione rimanenze prodotti finiti
C.D.V. -Ammortamenti
= Reddito Operativo Gestione Caratteristica =Reddito operativo della gestione caratteristica

La produzione dell’esercizio rappresenta il valore prodotto per il


+costi DELLE MATERIE PRIME mercato (comprende ricavi netti, variazione delle rimanenze e
+/-VARIAZIONE DELLE RIMANENZE DI MATERIE PRIME incrementi delle costruzioni in economia); il valore aggiunto
+ACQUISTI di SERVIZI evidenzia le risorse a disposizione per remunerare i fattori
+costi DEL PERSONALE produttivi interni, ovvero i diversi portatori di interessi che
+costi della produzione convergono sull’impresa (lavoro e tecnologia); il MOL (margine
+costi AMMINISTRATIVI e COMMERCIALI operativo lordo) rappresenta le risorse a disposizione per la
+/-VARIAZIONE DELLE RIMANENZE DI SEMILAVORATI remunerazione di tutti i fattori produttivi tecnologia, capitale di
=COSTO DEL prodotto ottenuto credito e capitale di rischio, dopo aver pagato le imposte

Lo schema a valore aggiunto (segue) Confronto tra i diversi schemi di


• Il valore aggiunto, in quanto differenza tra il valore della produzione ed
i costi esterni, esprime anche la capacità dell’azienda di
riclassificazione del CE
mantenere/migliorare la propria struttura di ricarichi (mark-up) sui RICAVI NETTI DI VENDITA RICAVI NETTI DI VENDITA VALORE DELLA
fattori acquistati da fornitori (in quanto tale, riflette la cd. forbice PRODUZIONE
commerciale, ovvero la gestione dello “spread” tra prezzi di vendita e - COSTO INDUSTR. DEL -COSTI VARIABILI DEL -COSTI ESTERNI
prezzi di acquisto. VENDUTO VEND.
= REDDITO LORDO = MARGINE DI = VALORE AGGIUNTO
• Il MOL (margine operativo lordo) rappresenta un risultato reddituale INDUSTR. CONTRIBUZIONE
intermedio assai importante sotto due punti di vista: -COSTI COMMERCIALI -COTI FISSI INDUSTRIALI -COSTO DEL PERSONALE
– in quanto differenza tra Valore Aggiunto e Costo del Lavoro,
riflette l’incidenza della remunerazione del fattore produttivo -COSTI AMMINISTRATIVI -COSTI FISSI = MARGINE OPERATIVO
COMMERCIALI LORDO
lavoro: i cambiamenti nel MOL, a parità di condizioni, riflettono -COSTI FISSI -AMMORTAMENTI
quindi le scelte dell’impresa in tema di organico del lavoro e di AMMINISTRATIVI
modalità di remunerazione del personale dipendente
– in quanto Reddito Operativo caratteristico del lordo degli
ammortamenti esprime un flusso finanziario potenziale della
gestione caratteristica, perché esclude da questa gestione la
principale voce di costi non finanziariamente rilevanti REDDITO OPERATIVO DELLA GESTIONE CARATTERISTICA
Il conto economico previsto dal codice civile Le aree di gestione del conto economico civilistico
• Lo schema individua una distinzione tra gestione ordinaria e gestione
straordinaria; la prima costituita dagli aggregati di cui alle lettere A, B, C e
• Il conto economico previsto dalla normativa civilistica si D
caratterizza per una struttura scalare ed una classificazione dei • Non è invece operata alcuna distinzione tra gestione caratteristica e
gestione patrimoniale, e, di conseguenza, dallo schema non emerge la
costi per natura determinazione del reddito operativo della gestione caratteristica e del
• Gli aggregati individuati nello schema sono i seguenti: reddito operativo aziendale
• Un raccordo tra reddito operativo della gestione caratteristica e risultato
emergente dalla differenza tra Valore e Costi della produzione
A) Valore della produzione comporterebbe, in prima approssimazione:
B) Costi della produzione
C) Proventi e oneri finanziari A) Valore della produzione
V.N.
D) Rettifiche di valore di attività finanziarie affitti attivi
- C.D.V.
E) Proventi e oneri straordinari B) Costi della produzione
--------------
22) Imposte sul reddito di esercizio = R.O.G.C. interessi attivi
23) Utile (perdita) dell'esercizio C) Proventi e oneri finanziari
± R.G.P. dividendi
--------------
D) Rettifiche di valore di
= R.O.A. rival./sval. su attività finanziarie
titoli e partecipazioni

La terminologia anglosassone Le varianti. Un esempio: il conto economico


Net Sales
riclassificato per le imprese commerciali
- Cost of sales (cost of goods sold) Ricavi netti di vendita
= OPERATING INCOME (EBIT = earning before interests and taxes) +/- Variazione rimanenze merci
+ / - Nel financial income / expenses - Acquisti di merci
MARGINE LORDO COMMERCIALE (o Margine di
= INCOME BEFORE EXTRAORDINARY ITEMS AND TAXES Intermediazione Commerciale)
+ / - Net extraordinary income / expenses + altri ricavi e proventi
= INCOME BEFORE INCOME TAX MARGINE LORDO COMMERCIALE E ALTRI RICAVI TIPICI
- Income taxes +/- affitti e locazioni diversi
- altri oneri esterni
= NET INCOME
VALORE AGGIUNTO
- costo del lavoro
Molto diffuso è anche il termine EBITDA (earning before - accantonamenti f.do svalut. crediti, magazzino, etc.
interests, taxes, depreciation and amortization, equivalente al M.O.L. (MARGINE OPERATIVO AL LORDO DEGLI
nostro M.O.L. (margine operativo lordo) AMMORTAMENTI)
- ammortamenti ordinari
REDDITO OPERATIVO AZIENDALE