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-Sono vetrificati in superficie o di semplice terracotta?

Di terracotta.
-Vedi anche pentole di metallo?
Sì, anche quella, abbastanza grossa, con cui si cucina, sul focolare. Sono scure, molto scure. Non
vedo manici.
-Hanno la ruggine?
Non ne vedo.
-La pentola è appesa od appoggiata sul fuoco?
È un po’ svasata sulla bocca, però non riesco a vedere bene come sono fatti gli agganci: la vedo
appesa con dei ganci. C’è un anello… corde… C’è una donna con un mestolo di legno; sta girando…
sta facendo una specie di minestra.
La pentola è simile a quello di Fig. 12
Passiamo adesso a esaminare gli abiti…
Fig. 12 – Aspetto del calderone descritto dalla regredente
-Cosa succede in queste capanne in questa mattina, mentre la vita riprende?
C’è molta attività, molta animazione… C’è chi va e chi viene…Vedo che cucinano… Vedo il fumo
salire dal focolare… Sento il buon odore di ciò che stanno cucinando… Vedo una specie di brodo,
non tanto denso. Una donna lo sta mescolando e ha come un velo in testa: i capelli sono coperti.
Ha una specie di foulard, un fazzoletto di tela… scuro... nero... Sento un gran vociare: sento la vita,
tanta vita… Vedo anche bambini, un ragazzino…
-Come sono vestiti?
Con pelli, prevalentemente con pelli.
-È estate, inverno o mezza stagione?
C’è piuttosto freddo. Ho la sensazione che stiamo andando verso la stagione fredda. Le donne
sono coperte ed hanno calzari ai piedi.
-Guardati: come sei vestito?
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Sono vestito con un cappello, calzari ed un abito corto di pelle agganciato sulla spalla sinistra con
qualcosa che sembra un anello di colore sul dorato… Non è giallo: è più come ottone, un colore un
po’ più bronzeo, come il bronzo lucidato. I calzari sono lunghi, vanno su praticamente fino al
ginocchio. Sono di pelle di animale e vanno su con dei legacci che si attorcigliano formando un bel
disegno… Sono fatti con molta cura.
Le risposte confermano che gli abiti sono prevalentemente di pelle, anche se
esiste la tela, visto che la donna ha una specie di fazzoletto in testa, per di più
nero, cioè tinto. I calzari sono simili a quelli di Fig. 13.
Fig. 13 – Aspetto dei calzari descritti dalla regredente.
-Cosa stai facendo?
Mi vedo camminare, nel villaggio che si sta risvegliando al mattino… Ho un legame con la donna
che sta preparando da mangiare… La vedo da dietro: non è mia madre, è mia moglie. Abbiamo dei
figli…
-La riconosci come una persona che hai incontrato anche in questa vita?
No.
-Ci sono dei figli tuoi, lì vicino?
Percepisco che ho dei figli, che il bambino che vedevo era mio figlio e che questa donna è mia
moglie…
-Qual è il tuo compito?
Stiamo facendo un magnifico villaggio per le cerimonie. Questo vale per tutti. Io ho un ruolo
bellissimo di aiuto/apprendista per la costruzione.
-Anche le altre persone nel villaggio lavorano?
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Sì, lavorano anche loro per costruire questo grande villaggio cerimoniale, molto importante. Sono
state fatte prima le capanne per viverci, per far vivere quelli che dovranno lavorare lì, poi abbiamo
iniziato a costruire questo villaggio… C’è già tutta l’indicazione di come dovrà diventare. Vuol
essere uno dei più bei villaggi cerimoniali dell’isola.
Le risposte precedenti confermano quanto già si sapeva, sia pure con qualche
dettaglio in più.
I DIRETTORI DEI LAVORI
-Chi ha fatto la pianificazione del villaggio?
È una decisione che è stata presa dai 12 alti sacerdoti che sono lì.
La prossima domanda serve per chiedere conferma di quanto precedentemente
affermato.
-Io sono tra questi, oppure no?
Sì (sorride), ci sei. Hai il ruolo di mandare avanti tutto il progetto, di fare in modo che si realizzi.
Questi 12 hanno tutti il compito di mandare avanti il progetto: il loro ruolo è paritario. Le loro
discussioni avvengono nella capanna delle riunioni e ognuno porta il suo contributo, poi le
decisioni vengono prese in comune: vedo molto bene. Il progetto è stato fatto precedentemente e
lì è stata costruita questa capanna delle riunioni, dove i 12 si riuniscono e decidono sempre
insieme, mai separatamente.
Interessante modalità di gestione all’unanimità dei lavori. Deve trattarsi di
uomini particolari, che si rispettano profondamente l’un l’altro: una specie di
Tavola Rotonda di Arturiana memoria.
Vediamo come si scambiano informazioni…
-Fanno dei disegni su qualche tipo di supporto, per sapere come diventerà il villaggio, o lo sanno
semplicemente a memoria?
Prima che arrivassero qui è stato deciso altrove da altri, riuniti in un Nuraghe dove vengono prese
le decisioni più importanti, di fare il villaggio cerimoniale il quel luogo, poi loro sono arrivati lì con il
seguito ed hanno cominciato a costruire le capanne ed il resto…
-Quelli nel Nuraghe si trasmettono le informazioni telepaticamente, oppure a voce?
Sono informazioni che giungono dall’esterno e riguardano quello che è giusto fare, che si deve
fare. È una connessione molto profonda, per cui vengono decise delle cose molto importanti
unendo le forze… Loro si mettono in connessione e capiscono cos’è giusto fare, cosa va fatto e
come va fatto. È molto semplice, come se l’avessero tutti nella mente… l’hanno tutti nella mente.
Questa modalità fa sospettare una forma di trasmissione telepatica non solo
nell’ambito di “quelli del Nuraghe”, ma anche tra loro e altri.
È il caso di fare una domanda di conferma.
-Questi sacerdoti di grado elevato sono tutti pari grado o c’è qualcuno di grado superiore?
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Quelli