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.Wolters Kluwer
lnserto

Infortuni sul lavoro: responsabilità


penale del datore
a cura di Carinelo Minnella - Awocato

Obbligo'di vigilanza del datore di lavoro nea al processo produttivo o alle mansioni di sua
specifica competenza. Si è dunque affermato il con-
Cassazione penale, sez. quarta, sentenza 17 giugno cetto di comportamento "esorbitante", diverso da
- 7 settembre 2015, n. 36040 - Dal modello "iper- quello "abnorme" del lavoratore,
protettivo" al modello "colluborativo" di responsabí- Il primo riguarda quelle condotte che fuoriescono
lit à antinfo rtunis tic a dall'ambito delle mansioni, ordini, disposizioni im-
E pur vero che il sistema della normativa antinfortu-
partiti dal datore di lavoro o di chi nefa Ie veci, nel-
nistica si è lentamente trasformato da un modello I'ambito del contesto lavorativo, il secondo, quello,
" iperprotettivo ", interamehte incentrato sulla
figura abnorme, già costantemente delinea,to dalla giuri-
del datore di lavoro che, in quanto soggetto garante
sprudenza di questa Corte, si riferisce a quelle con-
era investíto di un obbligo di vigilanza assoluta sui
dotte poste in essere in maniera imprevedibile dal
lavoratorí (non soltanto fornendo i dispositivi di:sicu-
prestatore di lauoio al difuo,ri del contesto lavorati-
rezza idonei, ma anche confrollando che di questi i
vo, cioè, che nulla hanno a che vedere con l'attività
lavoratori facessero un corretto uso, anche imponen-
svolta.
dosi contro la loro volontà), ad un modello "collabo-
rativo" in cui gli obblighi sono ripartiti tra più sog- La recente normativa (T.U.n. 81/2008) impone anche
getti, compresi i lavoratori, normativamente afferma- ai lavoratori di attenersi alle specifiche disposizioni
to dal Testo Unico della sicurezza sul lavoro (Decreto cautelari e comunque di agire con diligenza, pruden-
za e perizia
Legislativo 9 aprile 2008, n. 8t), ma ciò non ha
escluso, per la giurisprudenza di questa Corte, che Le tendenze giurisprudenziali si dirigono anch'esse
permane la responsabilità del datore di lavoro, lad- verso una maggiore considerazionè della responsabi-
dove la carè:nza'dei disposifivi di sicurezza, o anche lità dei lavoratori (c.d. "princípio di autoresponsabi-
la mancata adozione degli stessi da parte del lavora- lità del lavoratore").
tore, non può certo essere sostituiti dall'ffidamento In buona sostanza, si abbandona il criterio esterno
sul comportamento prudente e diligente di quest'ulti- delle mansioni e si sostituísce con il parametro della
mo. prevedibilità intesa come dominabilità umana del fat-
D all' irrilevanza del c ornp ortamento del lav orstore tore causale.
aI concetto di urea di rischio. Il datore di lavoro non ha più, dunque, un obbligo di
In giurisprudenza, dal principio "dell'ontologica irri- vigilanza assoluta rispetto al lavoratore, come in pas-
levanza della condotta colposa del lavoratore" (che sqto, ma una volta che ha fornito tutti i mezzi idonei
si rifà spesso all'art. 2087 cod. civ.), si è giunti - a se- alla prevenzione, egli non risponderà dell'evento de-
guito dell'íntrodùzione del D. Lgs 626/94 e, poi del rivante da una condotta imprevedibilmente colposa
T.U. B1/2008 -'aI'ricorso del concetto di "area di ri- del lavoratore. ,'

schio" (Sez. 4, Sentenza n. 36257 del 0l/07/2014 Ud, Nel caso specifico; l'imputato, quale datore di lavoro,
Rv. 260294; Sez. 4; Sentenza n. 43168 del l7/06/2014 era ritenuto responsabile del delitto di lesioni perso-
Ud. Rv. 260947; Sez. 4, Sentenza n. 21587 del nali aggravate per,avere consentito - in violazione
23/03/2007 Ud. Rv. 236721) che iI datoire di lavoro è della disposizione antinfortunistica di 'cui all'art. 52
chiamato a valutare in via preventiva. Strettamente D.P.R. n. 1641.1956 - che i lavoratori allestissero un
connessa all'area di rischio che I'imprenditore è te- trabattello alto circa sette metri e vi salissero al di so-
nuto a dichiarare (c.d. DVR), si sono individuati i pra per eseguire lavori di montaggio di pannelli inso-
criteri che consentissero di stabilire se la condotta norizzanti sulla parete di un edificio, senza che la
del lavoratore dovesse risultare appartenente o estra- struttura fosse ancorata alla parete, in mancanza di un

Diritto & Pratica del Lavoro 4312015


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idoneo dispositivo antiribaltamento, e montata in mo_ edili; in tale qualità non si era attivato per íl previo
do irregolare, avendo solo tre punti di appoggio, in distacco dell'energia elettrica.
quanto uno dei piedi era poggiato su di un blocco di A quest'ultimo riguardo, gli ermellini ricordano che
cemento che non si trovava allo stesso livello della in tema di violazioní prevenzionistiche vige il princi_
superficie su cui erano poggiati gli altri piedi. Sta di p-io di effenività, oggi assurto a dignità dí noima del
fatto che il trabattello, nel corso dei predetti lavori, diritto positivo con l,art. 299 n. AilZOOe; principio in
cedette e rovinò al suolo, uno dei lavoratori, schiac-
forza del quale una determinata qualin ai ,ttt"ro
ciato dalla struttura riportando gravissime lesioni. prevenzionistico va affermata non solo sulla base del
La Suprema Corte ha confermato la sentenza di con_ dato formale ma anche sulla scorta del ruolo concre_
danna del datore di lavoro essendo rimasta provatala tamente assunto dal soggetto.
maîcata adozione di quei presidi necessari, nello Cassazione penale, sez. quarta, sentenza 6 agosto
svolgimento del lavoro affidato alla persona offesa, 2015, n. 34299 - Freposto di diritto e di futto
per prevenire gli inforhrni. Per i giudici di legittimità non bisogna sovrappowe
Correttamente, pertanto, Ia Corte di merito ha fatto lo.fsyr? del preposto "di diritto", quale corri$onde
riferimento alla giurisprudenza di legittimità, ché con alla definizione normativa (secondo-la definizione rla_
tranquillante uniformità-, ha affermato che l,obbligo ta dal D.Lgs n. 8l del 2008, art. 2, chà più o meno
di prevenzione si estende agli incidenti che derivilo espressamente si richiama nel rícorso; ovvero perso_
da negligenza, imprudenza e imperizia dell,infortuna- na delegata, ai sensi del citato D.Lgs. n. Al deî 200g,
to, essendo esclusq, la responsabilità det datore di la- art. l6), a quella'del "preposto dlfatto". Se per la
voro e, in generale, del destinatario dell,obbligo, solo prima è necessario, tra l,altro, che eglirabbia rîcevu-
in presenza di comportamenti. che presentino i carat- to un incarico dal datore di lavoro e che abbia rice_
teri dell'eccezionalità, dell'abnormità; dell,esorbitan- vuto direttive per l'esecuzione dei lavori (cfr. art. 2
za rtspetto al procedimento lavorativo, alle direttive cit), nel caso di assunzÌone difatto del R. ta deriva_
organizzative ricevute e alla comune prudenza. Ed è zione della posizione di garanzía dal concreto esple_
significativo che, ín ogni caso, nell,ipotesi di infortu- tamento dei poteri tipici del preposto segnala che
nio sul lavoro originato dall,assenza o dall,iniloneità non vi è alcuna preliminare investitura di parte del
delle misure di prevenzione, nessuna effìcacía causa- datore di lavoro. Lo si ricava, oltre che da ina anali-
le venga attribuita al comporta*"rtol d"l lavoratore si strutturale del fenomeno, dàlla chiara lettera del
infortunato, che abbia dato occasione all'evento. D;Lg1 8I del 2008, art. 299, per il quale ,,Le posi-
quando questo sia da ricondurre, comunque, alla ,n
zioni di garanzia relative ai soggetti ài cut all,alrt. 2,
mancanza o insufficienza di quelle cautele che, se comma I, lett. b), d) ed e), gralano altresì su coluf il
adottate, sarebbero valse a neutralizzare proprio il quale, pur sprovvisto di regolare investitura, eserciti
rischio di sffitto comportamento. in concreto i poteri giuridici riferiti a ciascuno dei
Cassazione penaleo sez. quartao sentenza 14 mag- soggetti ivi definiti"
gÍo - 25 agosto 2015, n. 35534 - Indivíduuzione dlt- Cassazione penale, sez. quarta, sentenza 14 aprile
I'effettivo datore dí lavoro - 25 agosto 2015,n.35519 - Rapporto difatto càn te
L'art.299 del Testo Unico della salute e sicurezza del maestranze operanti nel locus tnTorUni
"

l-av-9ro (D.Lgs. n. 81/2008) prevede che I'acquisizione Come è stato messo in luce nelle sentenze di merito.
della veste di garante può aver luogo per èffetto di la presenza dell'imputato sul cantiere immediatamen-
una formale investitura, ma anche a seguito dell'eser- te prima dell'evento evidenzia in capo al medesimo le
cizio in concreto di poteri giuridici riferiti alle diverse carenze derivanti dall'aver omesso di curare la predi_
figure. sposizione delle più elementari cautele previste'in ca-
Secondo l'accertamento condotto nei gradi di merito. so di lavori del tipo di quetli in corso.'prescindendo,
la vittima stava eseguendo dei lavori1i ampliamento infaui, dall'intreccio tra Ie attivítà delle due ditte ope_
di un fabbricato rurale - ed ín particolare la copertu- ranti sul cantiere e dei lavori compiuti in promiscùità
ra di parte dell'immobile mediante Ia posa di armatu- tra le stesse, nonché dalla mancon"o di un piano
rq metallica e getto di calcestruzzo - utílizzando il Operatívo di Sicurezza al fine di valutare i rischi del-
mezzo d'opera Fiat lveco sul quale era montato un l'opera, tutte circostanze pure rilevanti ai finí del giu-
braccio meccanico di sollevamento, quando questo dizio di responsabilitò e correttamente evidenzlate
veniva accidentalmente a contatto con i conduùori di dai giudici del merito, balza evidente la posizione di
corrente elettrica in media tensione che attraversava- garanzia gravante sull'imputato in ragione del rap_
no I'area sovrastante, cagionando lafolgorazione del porto di fatto con le maestranze operanti in loco. La
lavoratore. Corte territoriale, invero, con argomentazione inec-
L'evento veniva attribuito all'imputato perché questi cepibile, h-a posto in evidenza come I'imputato, ge-
veniva individuato come effettivo committente dei la- stendo difatto i lavoratori propri e della società edile
vori,-ancorche la proprietaria dell,ímmobile
fosse la nel cantiere, abbia assunto nei confronti del lavorato-
moglie, e quindi come soggetto che aveva la piena di- re una posizione di garanzia per la direzione dei la-
sponibilità del fondo sul quale sorgevano le opere vorí in concreto svoltct.

Diritto & Pratica del Lavoro 4glZOlS ill


Inserto
Cassazione penale, sez. terza, sentenza 16 settem- dovendolo desumere dal d.lgs. n. 626 del 1994, art.
bre 2015, n. 37378 - Infortunio mortale nel corso dí 4, comma 5, lett. n), che, ponendo Ia regola di con-
un rapporto luvorativo di natura 'futtuale" dotta inforza della quale il datore di lavoro "prende
La sentenza ímpugnata ha fondato, senza illogicità appropriati provvedimenti per evitare che le misure
od incongruenze, I'affermazione di responsabilità sul- tecniche adottate possano causare rischi per la salute
le dichiarazioni del teste M.8., di cui è stata motiva- della popolazione o deteriorare l'ambiente esterno",
tamente ritenutq I'attendibilità secondo cui tra I'im- dimostra che le disposizioni prevenzionali sono da
putato ed ilfratello, M.5., era intercorso, per circa considerare emanate nell'interesse di tutti, anche de-
dieci anni, un rapporto lavorativo di naturafattuale gli estranei al rapporto di lavoro, occasionalmente
(nei primi tempi articolato in otto ore giornaliere e presenti nel medesimo ambiente lavorativo, a pre-
successivamente invece di carattere saltuario) il cui scindere, quindi, da un rapporto di dipendenza diret-
svolgimento avrebbe imposto l'adozione di tutte quel- ta gon il titolare dell'impresa.
le misure, la qui mancanza è stata attestata in giudi-
zio dai testi appartenenti al dipartimento di pqeven- Contenuto dell'obbligo di prevenzione
ziorye sui luoghi di,.lavoro, finalizzate a garantire la infortuni
s alvaguardia dell' incolumità del lavoratore (dec eduto
a seguito di infortunio il Tribunale ha in- Cassazione penale, sez. quarta, sentenza L0 - 27 lu-
-o.ccorsogli);
l'imputato glio 2015, n.32761 - Il nuovo sístema di sícurezza
fatti specificato come non sia stato in gra-
do di esibire la documentazione comprovante I'adem- aziendale si conlîgurú corne procedìmento di pro-
pimento di quanto gli incombevo per legge sia sotto gramma4ione della prevenzione globale dei rischi
il pròfilo della redazíone del documento di valutazio- La,Suprema Corte (Sez. 4, n. 49821 dèl 23/11/2012,
Lovison,.' Rv,',2 5 4094) ha anche fornito un, a'nalítico
ne dei rischi, sia sotto il profilo della nomina di un
medico competente a valutare I'idoneítà del lavorato- Qùadro delle attuali posizioni di'garanzía nel sistema
della sicurezza del lavoro, sottolineando come le stes-
re, sia sotto il profi.lo dell'obbiligo di infoimazione e
se si conformino intorno all'idea centrale di rischio.
formazione circa i rischi connessi all'attività ktviora- La vigente tutela penale dell'integrità psicofisica dei
tiva, sia infine sotto il profilo della messa a disposi-
lavoratori risente, infatti, della scelta difondo del le-
zione del lavoratore di una scala prowista dei neces-
gislatore di attribuire rilievo dirimente aI concetto di
sari dispositivi di sicurezza. prevenzione dei rischi connessi all'attività lavorativa
Cassazione penale, sez. quarta, sentenza 12 giugno
e di ritenere che la prevenzione si debba basare sulla
- 24 agosto 2015, n. 35336 - Le norme antinfortani- programrnazione del sistema di sicurezza aziendale
stiche.io'n so,no dettate soltanttò per ta'iutelu dei ta- nonché su un modello di gestione del rischio da atti-
voratori, m'a'anche a tuteta dei tàrzí vità lavorativa. Sono stati, così, delineati i compiti di
La Cassazione ha síà avuto condivisamente modo di una serie di soggetti - anche dotati di specifiche pro-
affermare che è di-decisivo rilievo, in particolare, il
disposto dell'art. 2087 cod. civ., in foria del quale, il fessionalità -, nonché degli stessi lauoratori, funqio-
nali ad individuare ed attuare le misure più adeguate
datore di lavoro, anche al di Ià delle disposizioni spe- a prevenire í rischi connessi all'esercizio dell'attività
cifiche, è comunque costituito garante àell'incolumità d'impresa. Le forme di protezione antinfortunistica,
fisica e della salvaguardia deila personalità morale dopo l'entrata in vigore dei decreti d'ispirazione co-
di quanti prestano- la loro opera nell'imp,resa; con munit ari a, tendono, in paro le, ipalmente a
I'ovvi.a conseguenza che, ove eg'li non'oqteriiperi al- .altre. .p.riic
minimizzare i rischi, bilanciando gli interessi connes-
I'obbligo d.t tutèlo; l'evento lesivo correitamentè gli si alla sicurezza del lavoio con quellí che vi pos'sano
vi èn è itupiutat Ò: in: forz a' del mec cianis mo' p,rèiisfo dal- entrare in potenziale contrasto.
I'art';4A,"còmma 2,'cod. pen. Tale obbligo'è di così Ne disceide una diversa prospettiva dalla quale il
ampia portata che non può distinguersi, al riguardo, giudice del merito è tenutò ad accertare Ia sussísten-
che si tratti di un lav;oratore subordinato, di un sog- za delle posizioni di garanzia e le, conseguenti, re-
getto a questi e:quiparato (cfr D.P.R. n. 547 del 1955, sponsabilità penali per omissione di dovute cautele;
art, 3, comma 2),o, anche, di persona estranea al- se il nuovo sistema di sicurezza aziendale si cònfigu-
I'ambito imp'renditoriale, purché sia rawisabile il ra come procedimento di programmazione della pre-
nesso'causale tra l'info;rtunio e la violazione'della di- venzio:ne globale dei rischi, si tratta, in sostanza, di
sciplina sugti obblighi di sicurezza. Infatti; secondo ampliare il campo di osservazione dell'evento infortu-
assunto pacifico e condivísibile, le norme antinfortu- nistico, rícomprendendo nell'ambito delle omíssioni
nistiche non sono dettate soltanto per Ia tutela dei Ia- penalmente rilevahti, tutti quei comportamenti dai
voratori, ossia per eliminare'il rischio che i lavorato- quali sia derivata una carente programmazione dei
ri possano subire danni nell'esercizio della loro atti- rischi. E evidente, da questa diversa prospettíva, il ri-
vità, ma sono dettate anche a tutela dei terzi. cioè di lievo che assumono,,innanzitutto, i compiti nort dele-
tutti coloro che, per una qualsiasi legittima ragione, gabili di predisposizione'del documento di valutazio-
accedono là'dove vi sono macchine che. se non muni- ne dei rischi e di nomina,del responsabile del servizio
te dei presidi antinfortunistici voluti dalla legge, pos- dí prevenzione e protezione da parte del datore di la-
sono essere causa di eventi dannosi. Ciò. tra l'altro. voro.

IV Diritto & Pratica del Lavoro 4312015


Insertm
Il giudice del merito è, dunque, in primo luogo tenuto me antinfortunistiche previste, n,ta deve attittarsi e
ad individuare l'area di rischio Ià cut correna pre_ controllare <sino alla pedanteria>, che tali norme
venzione avrebbe evitato l,evento. Con la precisàzio_ siano assimílate dai lavoratori nella ordinaria orassi
ne che, dal raccordo delle norme di matrice comuni_ di lavoro (Sez. 4, n. 6486 del 03/03/1995, Graisi, Rv.
taria dettate dal D.P.R. 24 lugtio 1996, n.459 con il 201706; ma vds. anche, nello stesso senso, Sez. 4. n.
sistema prevenzionistico in vigore, si è desunta un,an_
13251 del 10/02/2005, Kapelj, Rv. 231156, secondo
ticipazione della tutela antinfortunistica al momento cui <in tema di infortuni sul lavoro, il compito del da_
della costruzione, vendita, noleggio e concessione ín
tore di lavoro è articolato e comprende l,istruzione
uso delle macchine, parti di macchine o apparecchi
dei lavoratori sui rischi corutessi à deturminate attivi_
in genere, coinvolgendosi nella responsabllltà per ta
tà, la necessità di adottare le previste misure di sícu_
mancata rispondenza dei prodotti alle normative di
rezza, Ia predisposìzione di queste, il controllo, conti_
sicurezza tut-ti gli operatori ai quali siano imputabili
nuo ed effettivo circa la concreta osservanza delle
dette attività. Sí è, in sostanza, introdotto ui ,,mini_
misure predisposte per evitare che esse venlano ,rq_
mum tecnologico obbligato comune', (Sez. 3, n.37408
scurate e disapplicate, il controllo infine su1 corretto
del 24/06/2005, Guerinoni, n.m.) chei, da un lato. ha
esteso ad altri operatori I'obbligo di controllo della
utilizzo, in termini di sicurezza, degli strumentí di la_
regolarità della macchina o delpezzo prima che gli 9 sul processo stesso di lavorazione>).
"7fo luce
AIIa di tali univoche indicazioni normative e siu_
$!gs-si vengano messi a disposizione del lavoratoie;
d,'!l!? canto, si è attribuito tale obbtigo a soggetti in_ risprudenzíali, non può dubitarsi che, lungi dat plter_
dividuati come costruttori in senso giltridiroT"l *o"_ si considerare adempiuto l,obbligo grarpnt" ,ui doto_
chinario quando, ad esempio, purlisultando il mac_ re di lavoro in mate-ria antinforlunitici con la previ_
si-o;ne di corretti protocolli operativi, il ^rturro
c-omposto di pezzi prodotti da altre ditte, fatto
",lr.ryqlro
l'obbligo di controllare Ia regolarità del macchínario che questi siano stati non occasionalmenie violati va_
nel suo complesso al fine di ottenere la certificazione Ie di per sé a dimostrare un atteggiamento lontano
necessaria per immetterlo sul mercato speiti ad una dal contenuto ben più attivo e soinnziale che a tale
impresa in particolare, in ipotesi incaricàta di assem_ obblìgo occorre assegnare.
blare tutte le componenti (Sez.4, n. 4923 del Cassazione penale, sez. quarta, sentenza 10 agosto
I5/12/2009, dep. 2010, Bonfìslioli. n.m.). 2015, n. 34706 - Le sítuazíoni.di rischio ,nooo"indí-
Cassazione pènale, sez. quirta,-senténza Z0 mas- vídu ute om; nico mp re n s iv am ente
gio - I7-agosto 2015, n. 34818 - Compìto del respol_ Appare chiaro, sulla base di una disamina contenuti_
sabíle alla sicurezza complesso ed articolato stica del Tbsto unico sulla salute e Ia sicurezza sul la_
Secondo paciJìca interpretazione dí tale fondamentale voro, approvato con Decreto Legislativo n. gl/200g,
disposizione, il compito del datore diTavoro non si che Ie situazioni di rischio, derivanti dall,uso delle
esaurisce nella predisposizione di adeguati mezzi di attrezzature di lavoro risultano essere state individua-
prevenzione e protocolli operativi, essendo Io stesso ( omnicgmprensiuamente, privilegiando il profilo
tenuto ad accertarsi che Ie dísposizioni ímpartite ven_ funzionale e individuando, appunto,-la generaTe iate_
gano nei fatti eseguite e'ad íntervenire pàr prevenire goria di rischio intesa prevenire, resa, tuttavia, con_
i! yer!ficarsi di incidenti (Cass. civ. Se2. livoro, 09_ cretamente specffica dalla puntuale correlazione
fun_
03-1992, n. 2835), attivandosí per far cessare even- zionale, mediante I'uso dei necessari presidi i,op_
tuali manomissioni o modalità d,uso pericolose da prontamento delle cautele del caso, alle quali"it
[a_
lqrte dei dipendenti (Cass. cív. Sez. iaroro, 27-05_ rante è tenuto (artt. 69-ZI del T.U.)
1986, n. 3579) o il mancato impiego degli strumenti Pertanto, non par dubbio, che la norma, ora abroga_
prevenzionali messí a disposiiiole $el 4, n. 6486 ta, posta a tutela del rischio da uso di ascensori e
del 03/03/1 995, Grassi, Rv. 201 700. montacarichi nei luoghi di lavoro (art. l9g det D.p.R.
Si è in tal senso precisato che, in tema di sicurezza n. 547/1955), sia stata sostituita (in quanto lafatti_
antinfortunistica, il compito del datore di lavoro, o specíe rientra fra quelle ridefinite, in relazionè alla
del dirigente cui spetta la sicurezza del lavoro, è mitol_ cgte-goria del rischio), senza soluzione di continuità,
teplice e articolato, e va dalla istruzione dei lavora_ dalla discíplina di cui al cit. T.(1. n. gI det 2008.
tori sui rÌschi di determinatí lavori e dalla necessità Cassazione penale, sez. quarta, sentenza 12 giugno
di adottare certe misure di sicùrezza, alla predisposi_ - 24 agosto 2015, n.35332 - Omessa valutazìóne-del
zione di queste misure, aI controllo continuo, pres_ rischio specíJìco
sarrte, per imporre che i lavoratori vi si adegiino e Nel caso in esame, si rimproverava all'imputato, qua-
sfuggano alla superficiale tefiazione di trascurarle. le titolare dell'omonima impresa individuàle, per òol_
Il responsabile della sicurezze,, sia egli o meno l,im- pa generica e violazione degli artt. 20g7, cod..^civ, l g,
prenditore, deve avere la cultura e la 28,29 e 37 del D.Lgs. n. 81/2008, di avere fatto ese_
forma mentis
del garante del bene costituzionalmenté rilevante co_ guire.alla vittima (con soli 14 giorni di esperienza la_
stituito dalla integrità del lavoratore ed ha perciò il vorativa) lavori boschivi di sramatura in iona monta_
preciso dovere non di limitarsi a assolverà formal_ na con pendenza dal 5 al 75%o, non formandolo ed in_
mente il compito di informare í lavoratori ,ull" ,or_ formandolo adeguatamente sul rischio derivante dal

Diritto & Pratica del Lavoro 4gl2O1S


V
lnserto
rotolamento dei honchi tagliati, da uno dei quali ven- plicabilità dell'art. 1I del D.P.R. 164 del 1956 sotto
ne schiacciato, causandone la morte immediata. il profilo che tale norma è reato proprio che compor-
Secondo la pronuncia di legittimità, l'omessa valuta- terebbe la responsabilità del solo datore di lavoro;
zione del rischio specifico è indubbiamente rimasta owero in quanto la disposizione è stata modificata in
provata. senso meno restrittivo d. 106 del 2009. Sotto il primo
Dalla senten:,za d'appello, sul punto rimasta incontro- profilo' è'sufficiente osservare che l'obbligo di ade-
versa, si ricava che Iq giovane vittima, non solo era guata protezione (da intendersi nel senso sopra preci-
quasi del tutto priva di esperien2a, ma si era anche sato) cui è subordinata la possibilità di lavorare a di-
dimoptrala, nel breste periodo durante il quale aveva stanza inferiore a quella dt l"gg", di cui all'art. lI, è
svolto l'attività lauarativa, anche scarsamente in gra- genericamente indîrizzato nei conflonti di chi dirige i
do di sottrarsi al'rischio specifico derivante dai com- lavori e Ia sanzione prevista dall'art. 77 fa carico a
piti lavorarlri xssgnatigli (assunta il 3/I/2011, il datore di lav;oro e dirigenti; mentre sotto il secondo
gíorno 10/l/2011 era incorsa in un serio infortunio, va ribadito'che in tema di infortuni sul lavoro. ooiché
egsendosi procurata una ferita alla mano con la mo- le norme che'discíplinano"gli obblighi dei sàggetti
tosega e tornata al lavoro l'l/2/2011, il giorno dieci cui è'ffidato iI compito di tutelare Ia Salute dei lavo-
successivo era incorsa nell'infortunio mortale qui in ratori n:on hanno nzioùe integra,trice del precetto
es?fle),: :,. -i,..i , :,.,,, ;. penale, m.a quella di indittiduazíòne delle persone al-
La circostanza che il lavoratore fosse stato affìancato Le'sualì incombe it dovere di osservare e far osserva-
ad un operaio autonomo, boscaioli," proprio reie rego'tè di'è'àatie'ta., la loro modfficazíonè nel sen-
per Ie modalità concrete che "rp"ito
caratterizzarono lo svol- so di rimodulazione desli obblishi di tutela non rica-
gimento dell'attività lavorativa, rende palese la sotto- de sotto la disciplina délla succéssione delle leggi pe-
lalutazío,ne del rischio specifico. La vittima, infatti, nàti nel tempo e nton può quindi avere come"àftétto
lasciata ad operare da sàla Q'operaio autonom,o so- quello di rendere legittima una condotta precedente-
praggiunse solo dopo, quando s'accorse che il gíova-
mente vietata in vista della valutazione della respon-
ne non riipondeva aí suoi richiami), in un contesto a
sabilità penale dell'imputato (ex aliis, Sez. 4
specifica ed elevata pericolosità, sia che abbia inav- 25110/2006 n.2604 Rv. 235780)
vertitamente spinto il pesante e lungo segmento di
Cassazione penale, sez. quarÍa, sentenza 14 luglio -
tronco (in precedenza facente parte di un albero ta-
11 settembre 2015, n. 36882 - Se miaica; la form.a-
gliglo dal boscaio.lo esperto), int.ento all'opera di ri-
zione non ha nessuina fficacia ìt comporta-
pulitura dei rami, o che vi abbia urtato, o ancora, "outol"
-che mento dèll'infortunato che ha dato occasíone all'e-
camminandovi sopra Io abibia messo in movimen-
vento
to (peraltro iI predeito segmentto era stato'collocato
in una posizione di quietè precaria, appoggíato co- Nell'ipotesi di infortunio sul lavoro originato oltre
che dall'assenza o dall'inidoneità delle misure di ore-
m'era a dei gracili rami, che lo bloccavano al terre-
venzione, an;che dalla mancata formazione del dtpen-
no ,"or""rol, quel che'é certo"è che I'op'eraio auto-
nomo non oipeiò all'interno di uno standard operati- dente, nessuna fficacia causale viene attribuita al
vo di sicurèzza, frutto di una adeguata valutazíone comoortamento lel lavoratore infortunato. che abbia
del rischio tp""ifi"o, specie in reùzione alla píù che dató occasione all'evento, quaido questo sia da ri-
evidente inesperienza ed imperizia della giovane vitti- condurre, comunque, alla màncata càmunicazione da
ma:.t:" ' " '' parte det datole di lavoro di quelle cautele che, se
Cassazione penale, sez. quarta, sentenza 10 agosto adottate, sarèbbero valse a. neutralizzare proprio il
2015, n. 34704 - Obblighi deí soggettì cuí è affidato rischio di siffatto comportamento.
il compito di tutelare la salute deí lavoiatorí e suc- Cassazio-ne penale, sez. quartao sentenza 26 feb-
cessiohe dette leggi penali nel ienpo" ' braio - 4 agosto 20150 n.34085. Prassi "tollerata"
Sus s'is te anche Ia ràsp ort obitiià' dett imputatol, vuoí
I di rímozione del presídio di sicureua e responsubíli-
che si abbia rigqardi alla qualità di cooidinatore per tà datoriale
la pro gettaztoiie e'. l' es ecuzione. dal medesimo rivesti- Nel caso di specie, l?imputato è stato ritenuto colpe-
ta, che gli imponeva di veríficare, attrave:rso una at- vole del reato di lesioni colpose gravi, aggravate dalla
tenta e costante opera di vigilanza, l'eventuale sussi- violazione di norme sulla preveriziotte a"gli infortuni
stenza di obiettive situazioni di pericolo nel cantiere sul lavoro, in pregiqdìzio di'un lavoratore.
anziché limitarsi a raccomandaie genericamente I'a- Secondo I'accusa, condivisa dai giudici del merito,
dozione di una rnodalità operativa-pericolosa e vieta- I'imputato, nella qualità di amministratore delegalo di
ta (Sez. 4 26/10/2011 n.:46820:Rv."252139:'Sez. 4 una s.r.l., e quindi di datore di,lavoro della vittima,
tù06/2011 n. 321"42,R,i, 25112,v; sez. 4: del per colpa generica e specifica, quest'ultima individua-
I 7/0 I 12 0 1 3' n. 7 44 3', Rn;' 2 5 5 I 0 2) ;' uuoi. che'si abbia ri- ta nella violazione degli artt. 35, comma 4; lett. b e
suardo aila'aatorizzazíone da lut data a'tali moìdalità 89, comma 2, del D,Lgs. n. 626194, ha determinato
óperative che ne ha comportato, come ritenuto dal un infortunio a causa del quale il dipendente ha subi-
girdt"" di appello, una diretta aisunzione di respon- to lesioni alle mani. con consezuente stato di malattia
sabilítà. Entrambi i ricorrenti hanno sostenuto l'inap- per un periodo rnpé.iot" ai quianta giomi.

vl Diritto & Pratica del Lavoro 4312015


f;nserto
L'infortunio si è verificato mentre il lavoratore, ca- dotta del lavoratore, e ne hanno rilevata I'impruden-
pofficina da dieci anni, era intento alla registrazione za laddove alle operazioni di registrazione e di col-
ed al collaudo finale di una macchina fresatrice pro- laudo egli procedeva dopo avere disinserito il sistenta
dotta dall' azienda. Nel I' e s e guire tal e op era zione, 1l la- di sicurezza ("per vederci meglio"). Imprudenza, tut-
voratore è rimasto ferito alle mani, avendo volonta- tavia, giustamente ritenuta, alla stregua dei principi
riamente disinserito il sistema di sicurezza, di cui era affermati sul punto da questa Corte in numerose de-
fornita la fresatrice, che, quando la macchina era in cisioni, talune delle quali espressamente citate nelle
movimento, faceva abbassare automaticamente il car- sentenze di merito, del tutto ininfluente ai finí della
ter di protezione. Tale imprudente manovra, secondo esclusione della responsabilità del datore di lavoro,
quanto riferito dallo stesso lavoratore infortunato e da la cui posizione di garanzia, è stato giustamente af-
alcuni suoi compagni di lavoro, costihriva una prassi fermato, gli impone di tutelare il lavoratore anche
operativa che egli utilizzava normalmente "per veder- dagli incidenti dovuti a sua disattenzione o impruden-
ci meglio".
Le Corte d'appello, dopo avere escluso che I'imputato Salvo che la condotta dello stesso si riveli del tutto
avesse in alcun modo violato il dovere di formazione abnorme, imprevedibile ed esorbitante rispetto alle
e di informazione del dipendente, che aveva una spe- mansioni affidate; laddove è stato tuttavia ritenuto,
cifica e pluriennale competenza ed esperienza, aven- in tema di infortuni sul lavoro, che il conceÍto di "ab-
do anche partecipato alla progettazione della macchi- normità" implica che il lavoratore abbia posto in es-
na alla quale era addetto, e dopo avere dato atto del sere una condotÍa del tutto avulsa rispetto alla msn-
concorso di colpa della vittima nella determinazione sioni ffidategli, una condotta imprevedibile, ontolo-
delf infortunio, ha rilevato un specifico profilo di col- gicamente lontana dalle ipotizzabili ícelte del lavora-
pa nella condotta dello stesso per avere quantomeno tore. Ipotesi giustamente esclusa nel caso del (lavora-
tollerato la pericolosa prassi operativa instauratasi tra tore), la cui condotta è stata rnotivatamente ritenuta
i lavoratori, inforza della quale il collaudo delle mac- del tutto riconducibile nell'ambito dei compiti allo
chine aweniva previa esclusione del sistema di sicu- stesso assegnati, e quindi prevedibile, in quanto cor-
îezza. Prassi a fronte della quale I'imputato aveva te- relata al desiderio dell'operaio di espletare la propria
nuto un atteggiamento negligente, avendo omesso di ordinaria attività di lavoro più facilmente e veloce-
vigilare e di intervenire per impedirla. mente.
Il datore di lavoro ricorre in cassazione sostenendo Non può, quindí, condividersi, e non rileva nel caso
che nessun addebito di colpa possa muoversi all'im- in esame, la tesi del datore di lavoro, secondo cui
putato e che f infortunio è stato causato dalla condot- non sarebbe stato provato che egli fosse a conoscen-
ta abnorme del lavoratore, idonea ad interrompere za di taLe prassi, atteso che l'ignoranza della stessa,
qualsiasi nesso causale fra un'eventuale condotta ne- ove effettívamente riscontrabile, non ne esclude la re-
gligente del datore di lavoro e I'evento determinatosi. sponsabilità per il reato contestato.
Sembra, infine del tutto evidente il rapporto causale
Il lavoratore, invero, disattendendo precise ed a lui tra la condotta addebitata all'imputato e l'evento ve-
note norme antinfortunistiche, aveva consapevolmen-
te disinserito il sistema di sicurezza, pur essendo per-
rfficatosi, laddove si consideri che, se costui ayesse
rispettato i propri doveri, come sopra richíamati, il
fettamente consapevole dei rischi cui andava incon-
lavoratore non avrebbe iniziato. tanto meno conti-
tro. Si è trattato, quindi, secondo il ricorrente, di un
nuato, a svolgere le mansioni ffidategli con le stesse
comportamento gravemente colposo del lavoratore, al
rischíose modalità oper:ative, e dunque l'incidente
quale deve unicamente ricondursi l'infortunio, con
non si sarebbe verificato.
conseguente esonero di responsabilità del datore di
lavoro.
Gondotta abnorme del lavoratore
Quanto àl tema della prassi operativa instauratasi nel-
I'azienda, osserva il ricorrente che essa non ha avuto nella produzione dell'infortunio
alcuna influenza causale, avendo la stessa corte terri- Il tema della condotta cosiddetta abnorme del lavora-
toriale osservato che nessun rilievo può avere il fatto tore è da valutare in applicazione dell'art. 41, comma
che gli altri operai potessero non avere ricevuto un'a- 2, cod. pen., a norrna del quale il nesso eziologico
deguata formazione e informazione sui rischi che può essere interrotto da una causa soprawenuta che
comportavano gli interventi sulla macchina. Se una si presenti come atipica, estranea alle normali e pre-
prassi è esistita, si sostiene nel ricorso, essa non ha vedibili linee di sviluppo della serie causale attribui-
avuto alcuna effrcacia causale. Non è, stato, peraltro, bile all'agente e costituisca, quindi, un fattore ecce-
in nessun modo accertato che l'imputato avesse tolle- zionale.
rato una prassi pericolosa, non essendo stato mai pro- Cass. pen,, sezione quarta, n.49821 del23lIl/20I2
vato che lo stesso ne fosse stato a conoscenza né che (Lovison, F'v.254094) richiama le pronunce della
un controllo più pressante da parte del datore di lavo- Corte nelle quali si è ritenuto che il comportamento
ro awebbe impedito l'evento. del lavoratore avesse interrotto il nesso di causalità
Per la Suprema Corte il ricorso è infondato tn quanto tral'azione o I'omissione del datore di lavoro e l'e-
i giudici del gravame hanno ben considerato la con- vento e, in dettaglio, le seguenti:

Diritto & Pratica del Lavora 4312015 vtl


Inserto
1,) un dipendente di un albergo in una località terma- 4) la condotta colposa del lavoratore è stata, in altra
le, terminato il turno di lavoro, si era diretto verso pronuncia, ritenuta idonea ad escludere la responsabi-
l'auto parcheggiata nei pressi e, per guadagnare tem- lità dell'imprenditore, dei dirigenti e dei preposti in
po, invece di percorrere la strada normale, si era in- quanto esorbitante dal procedimento di lavoro al qua-
trodotto abusivamente in un'area di pertinenza di un le egli era addetto oppure concretantesi nella inosser-
attiguo albergo ed aveva percorso un marciapiede po- vanza di precise nonne antinforfunistiche (Sez. 4, n.
sto a margine di una vasca con fango termale alla 1484 del08/11 11989, dep.1990, De11'Oro, Rv.
temperatura di circa 80 gradi, L'area era protetta da 183199). In alcune sentenze il principio è stato riba-
ringhiere metalliche ed il passaggio era sbarrato da dito, e si è altresì sottolineato che la condotta esorbi-
due catenelle, mentre non esisteva alcuna protezione tante deve essere incompatibile con il sistema di lavo-
all linterno dell' areà stessa, sui'passaggi che fiancheg- razione o, pur rientrandovi, deve consistere in qualco-
giavano le vasche. In prossimità dell'area, si trovavano sa di radicalmente, ontologicamente, lontano dalle
segnali di pericolo. L'uomo, che conosceva molto be- ipotizzabili e, quindi, prevedibili, imprudenti scelte
ne la zena, aveva scavalcato le catenelle e si e4a in- del lavoratore nella esecuzione del lavoro, tali non es-
camminato lungo i marciapiedi, ma aveva messo un sendo i comportamenti tipici del lavoratore abituato
piede in fallo cadendo nella vasca e perdendovi la vi- al,lavoro di routine (Sez. 4, n. 40164 del03/0.612004,
ta,(Sez. ,4,'n.'II311 del 0710511985, Bernardi, Rv. Giustiniani, F.v.229564; 5e2..,4, n. 9568 del
171215). La pronunzia assolutoria, confermata dal L1/02/1991, Lapi, Rv. 188202); in altre si è sostenuto
giudice di leeittimità, era motivata dal fatto che il la- che I'inopinabilità può essere,desunta o dalla estra-
ioratore . orior..rru benis simo .i,luo shi' e:'fosisè rbén neità al processo produttivo, o, dall',estraneità alle
consapevole dei pericoli derivanti díl fango ad alta mansioni'attribuite (Sez. 4. n. t2115 del 03/0611999.
temperatura, dai vapori che ne emanavano e-dal buio; Grande; Rv, 214998; Sez. 4,'rr-. 8 676.del I4l06lL9g6',
2) un operaio addetto ad una pala meccanica che si Ieritano, Rv. 206012), o dal caratterc del tutto anoma-
era improwisamente bloccata era sceso dal mezzo lo della condotta del lavoratore (Sez. 4, n.2172 del
senza spegnere il motore e, sdraiatosi sotto di essa tra 1.3 / ll/ L984, Accetfura, Rv. 1 72 1 60).
i cingoli, aveva sbloccato a mano la frizione difettosa Cassazione penale, sez. quarta, sentenza 20 mag-
sicché il veicolo, muovendosi, 1o aveva travolto. La gio,- 17 agosto 2015, n. 34818 - Comportamento del
Corte ha, in tale occasione, affermato il principio che Iuvoratore eccezíonale' e ímpreuedíbíle ;
Ia responsabilità' delf imprenditore devè essere'esclu- E palesemente.destituito di fondamento il terzo moti-
sa allorchó I'inforfunio si sia verificato a causa di'irna vo del ricorso con il quale si censura'come illogica
condotta del lavoratore inopinabile'ed' esoibitante dal la:valutazio.ne del comportamento della vittima, rite-
prócedimento'di lavoro cui è addetto, oppure a causa nuta in sentenza inidonea a comportare I'interntzione
di inosservanza di preci se di sposizioni antinfortunisti- del nesso causale con Ie condotte ad essi ascritte.
che (Sez. 4, n.3510 del I0/lLll989, Addesso, Rv. Correltamente, invero, la. Corte territoriale ha esclu-
183633), 'i I ::: ''frl
" so che tale fficacia interruttiva potesse attribuirsi al-
,;l;t"ratore, addetto ad una macchina dotata di Ia condotta imprudente del lavoratore: ,,,,
fresatrice" con il compito di introduryi manualmente E ::fiato, al:riguardo che;: secondo' costante insegna-
deeli elementi di lesnà. aveva inserito la mano all'in- mento di questa Corte, poiché Ie norme di prevenzio-
terno dell'apparato, per rimuovere residui di lavora- ne antinfortunistica mirano, a tutelare., il lavoratore
zione, subendone I'amputazione. L'imputazione ri- anche,in:ordine ad incidentí che possano derivare da
gùardaVà il rèàto di cui-all'art. 590 cod. pen.''in iela- sua neglígenza, imprudenza e imperizia, il comporta.
zioné all'art 68 D.P.R. n. 547155 per la mancata ado- mento cinòmalo del lavoratore può acquisire valore
zione di idonei dispositivi di sicurezza. La Corte di di causa soprawenuta da sola sfficiente a cagionare
Appello aveva affermato la responsabilità del titolare l'evento, tanto da escludere la responsabilità del da-
della ditta e del preposto ai lavori. La Corte di Cassa- tore di lavoro e, in generale, del destinatario dell'ob-
zione ha, invece, annullato con rinvio ai giudice di bligo di adottare le misure di prevenzione, solo quan-
merito perché verificasse se I'incongruo intervento do esso sia assolutamente estraneo al processo pro-
del lavoratore fosse stato richiesto da particolari esi- duttivo o alle mansioni attribuite, risolvendosi in un
genze tecniche, osseryando che L' operazione compiu- comportamento del tutto esorbitante e imprevedibile
ta era rigorosamente vietata; ehe,la macchina era do- rispetto al lavoro posto in essere,'ontologicamente
tata di idoneo strumento aspiralore; che il lavoratore avulso da ogni ipotizzabile intervento e prevedibile
era perfettamente consapevole. che la fresatrice fosse scelta del lavoratore. Tale risultato, invece, non è
in movimento; che qualunque accorgimento tecnico collegab.ile al' comportamento, ancorché awentato,
volto ad obbligare lloperatore a tenere am-bo le mani disattento, imprudente, negligente del lavoratore, po-
impegnate per far andare la macchina avrebbe dovuto sto in essere nel contesto dell'attívità lavorativa svol-
fare i c.onti con il tipo di lavorazione, nel quale la ma- ta, non essendo esso, ín tal caso, eccezionale ed im-
nualità dell'operatore era totalmente assorbita nell'in- prevedíbile (v. ex multis Sez. 4, n. 23292 del
troduzione del legno nell'apparato (Sez. 4, n. 10733 2B/04/2011, Millo, Rv. 250710; Sez. 4, n, 15009 del
del 25 I 09 / 1.995, Dal Pont, Rv. 203223\, I7/02/2009, Liberali, Rv. 243208; Sez. 4, n. 25532

vill Diritto & Pratica del Lavoro 4312015


Inserto
del 23/05/2007, Montanino, Rv.236991; Sez.4, n. Nel caso deciso, 1'amministratore unico di una socie-
25502 del I9/04/2007, Scanu, Rv. 237007; Sez. 4, n. tà è stato giudicato colpevole del delitto omicidio coi-
47146 del 29/09/2005, Riccio, Rv. 233186). poso er art.589, commi I e2,cod. pen., rimprove-
Tanto premesso, del tutto plausibile è I'accertamento randogli di aver awiato lavori di manutenzione di un
che hanno compiuto i giudici di merito circa la non capannone, al fine dí eliminare le infiltrazioni d'umi-
abnormità del comportamento del lavoratore, posto dità passanti attraverso la copertura, costituita dala-
che, seppure imprudente e pericoloso, esso è certa- stre di fibrocemento, awalendosi per la stesura di un
mente riconducibile al novero delle violazioni com- manto di malta di rinforzo, fra gli altri, della collabo-
portamentali che i lavoratori perpetrano quando ri- tazione di un autonomo lavoratore, venuto a morte a
tengono di aver acquisito piena padronanza del luo- cagione delle lesioni riportate cadendo al suolo dal
go di lavoro e degli impianti in esso presenti. In predetto tetto, che non ne aveva sorretto il peso, di
quanto tali esso era ben prevedibile e avrebbe dovuto avere omesso di predisporre le necessarie protezioni,
essere netrtralizzato o impedito attraverso gli oppor- al fine d'impedire il verificarsi d'infortuni; di avere
tuni accorgimenti e Ia necessaria vigilanza. omesso di designare il coordinatore per l'esecuzione e
Cassazione penale, sez. quarta, sentenza 7 settem- di predispone il piano di sicurezza e coordinamento;
bre 2015, n. 36035 - Abnormítù possibile anche ove di avere omesso di fornire alla vittima dettagliate in-
la condotta del lavoratore ríentri nelle sue mansio- formazioni sui rischi specifici derivanti dall'ambiente
ní? di lavoro.
La consolidata giurisprudenza di legittimità ha preci- Per la Suprema,Corte, La ratio del discrimine è la
sato che la colpa del lavoratore, eventualmente con- stessq: poiché il garante deve assicuryre il bene del-
corrente con la violazione della normatfua antinfortu- l'integrità fisica e della vita del garantito, il quale da
nistica addebitata ai soggetti tenuti a osservarne le solo, per una pluralità di ragioni non sarebbe in gra-
disposizioni, non esime questi ultimi dalle proprie re- do di pienamente tutelarsi, il concorso (invero fre-
sponsabilità, poiché I'esistenza del rapporto di cau- quente) della colpa di quest'ultima o di altro sogget-
salítà tra la violazione e I'evento morte o lesioni del to, la cui attività o anche sola presenza risulta legitti-
lavoratore che ne sia conseguito può essere esclusa mamente inserita nel processo lavorativo, non elide
unicamente nei casi in cui sia provato che il compor-
affatto la penale responsabilità dei primi. Salvo l'e-
mergere di condotte che per la loro anomalta, bizzar-
tamento del lavoratore fu abnorme, e che proprio
questa abnormità abbia dato causa all'eventoj ab-
ria o abnormità non erano talí da indurre il garante
ad una precipua preventiva percezione del rischio.
normità che, per Ia sua stranezza e imprevedibilità si
La razionale ricostruzione del fatto operata dal giu-
ponga al di fuori delle possibilità di controllo dei ga-
dice dell'appello rende evidente la macroscopica in-
ranti. Pur non potendosi in astratto escludere che
possa ríscontrarsi abnormità anche in ipotesi nelle fondatezza della pretesa dei ricorrenti. Non è dato ín
alcun modo cogliere in cosa sia consistita la bizzar-
quali la condotta del lavoratore rientri nelle mansio-
ría comportamentale, l'anomala ed ímprevedibile
ni che gli sono proprie, ove la stessa sia consistita in
condotta del lavoratore, il quale, dovendo manoyrare
un'azione radicalmente ed ontologicamente lontana con un comando a distanza la pompa, onde consenti-
dalle ipotizzabili e; quindi, prevedibili, imprudenti re soddisfacente distribuzione del materiale fluído,
scelte del lavoratore nella esecuzione del lavoro, qui gli si fosse reso necessario, o anche solo utile, o ap-
la detta ipotesi, comunque, residuale, non ricorre. parentemente tale, condurre tale operazione dalla co-
Incombe sul garante il precipuo obbligo d'impedire pertura.
prevedibili imprudenti condotte dei lavoratori e, co- Anche se può assumersi come possibile che all'evento
munque, di coloro che si trovino legittimamente al- possa aver concorso una manovra erronea del pre-
l'interno dell'area di lavoro. detto lavoratore autonomo deve escludersi, secondo
È utite, poi, ricordare che questa Corte ha avuto mo- la logica comune, che nel caso in esame una tale ma-
do di affermare reiteratamente I'estrema rarità dell'i- novra possa considerarsi avulsa dalle mansioni svol-
potesi in cui possa configurarsi condotta abnorrne te, abnorme e, pertanto, imprevedibile da parte del
anche nello svolgimento proprio dell'attività lavorati- soggetto tenuto alla garanzia. Esattamente al contra-
va, escludendola tutte le volte ín cui il lavoratore río dell'assunto trattasi, invece, di un tragico evento
commetta imprudenza ffidandosi a procedura meno occorso nell'esercizio e a causa dello svolgimento
sicura, ma apparentemente più rapida o semplice, dell'attività lavorativa, come tale del tutto prevedibile
che non gli venga fficacemente preclusa dal datore e prevenibile dai garanti.
di lavoro (Sez. IV n. 952 del 27/11/1996; Sez. Il4 n. Cassazione penale, sez. quarta, sentenza 9 settem-
40164 del 3/6/2004; Sez. IV, n, 2614/07 del bre 2015, n.36473 - Infortunío durante ìl disíntasa-
26/10/2006). mento di una macchina: comportamento abnorme
Cassazione penale, sez. quarta, sentenza 20 mag- del lavoratore o responsabilitù datoriale?
gio - 10 agosto 2015, n. 34701- Quando ls condotta La Corte di Appello di Milano ha riformato la senten-
'del lavoratore può considerarsi abnorme e impreve- za emessa dal Tribunale di Milano, con la quale il da-
dibile? tore di lavoro era stato giudicato responsabile dell'in-

Diritto & Pratica del Lavoro 4312015 IX


lnserto
fortunio sul lavoro e condannato alla pena ritenuta Se, da un lato, è stato posto I'accento sulle mansioni
equa nonché al risarcimento dei danni in favore della del lavoratore, quale criterio idoneo a discriminare il
parte civile. comportamento anomalo da quello che non lo è, nel
I fatti, per come ricostruiti nei gradi di merito, risulta- concetto di esorbitanza si è ritenuto di includere an-
no incontroversi. Il 15.7 .2008 il frantoio per la frantu- che I'inosservanza di precise norme antinfortunisti-
mazione di materiali inerti al quale era adibito il B.A. che, owero Ia condotta del lavoratore contraria a
presentò un,intasamento, ovvero una marcia a vuoto p;recise dírettive organizzative ricevute, a condizione
degli organi della frantumazione (le Ímascelle'r), do- che l'infortunio non risulti determinato da assenza o
vuto alla presenza di due massi caduti nella tramog- inidoneità delle misure di sicurezza.
gia di cariCo. Il,,lavoratore prowide quindi a spegnere In sintesi, si può cogliere nella giuiisprudenza di le-
l'irnpianto e, dopo essersi aalato alllinterno del fran- gittimità la tendenza a considerare interruttiva del
toio, imbracòrcon delle cinghie uno dei due massi; nesso di condizionamento la condotta abnorme del
quindi conliutilizzo'di una gru rimosse il masso ripo- lavoratore non solo quando essa si collochi in qual-
nendolo su un piano del frantoio. Mentre era inlento che modo al difuori dell'area di rischio definita dalla
a imbracare il secondo masso, il primo gli rovinò ad- lavorazione in corso ma'anche quando, pur collocan-
dosso, procurandogli una frafiura:scomp-osta ed espo- dosi nell' area' di rís chio, sia esorbitante dalle: precise
sta alla samba destra.,iòon suecesjiva inabilità ad at- direttive ricevute ed, in. sostanza., co;nsapevolmente
tendere àll" srr" occupazioni per un tempo superiore a idonea a neutralizzare i presidi antinfortunistici posti
quarantagio111i.',:,,: :'' ì,' in essere dal'datore di lavoro; cionondímeno, que-
La Suprema,Corte ritiene,fondato'il ricorso del lavo- st'ultimo, dal canto suo, deve aver previsto il risòhio
, t l. . ,., I ,. .,,'.,. :'
fatofg. , ,,
,',r, :.r ed adottato Ie misure prepenzionístiehe esigibili in re-
Il caposaldo sul quale poggia la sentenza impugnata laìione alle particolarità del lavoro.
é rappresentato dalla qualificazione della condotta Dai principi così richiamati si putò, dunque, svíluppa-
del lavoratore, sulla cui fisionomia non v'é discussio- re il seguente corollario: si dette ritenere,abnorme o,
ne, quale condotta esorbttante dalle mansioni a1fida-
comunquq eccezionale ed, in quanto tale, idoneo ad
tegli e pertanto causa soprawenuta da sola sfficien-
interrompere il nesso di causa tra la condotta dato-
te a cagionare l'eventoi, secondo la previsione del-
riale e I'evento iI comportamento del lavoratore esor-
l'art. 4l cpv. cod. p€tr:
bitante dalle precise direttive impartitegli, owero ten-
Nel formulare il proprio giudizio la Corte di Appello,
dente a superare le barriere poste a presidio della
che pure si rifa'a,príncípi più volte espressi dal giudi-
sua sicurezza, a condizione che il datore di lavoro
ce di legittimità, incorre in errore laddove assume íl
abbia adottato le misure prevenzionístiche esigibili in
concetto di mansiont, in termint,tali da farlo coinci-
relazione alle particolarítà del lavoro.'
dere con la singola operazione compiuta dal lavora-
tore. Infatti, la Corte di'strettuale ha affermato.che La giurisprudenza di legittimità è, infatti, ferma nel
sostenere'che non possa discutersi dí responsabilità
non rientrave,tra te,'mansioni del B.A. rimuovere Ie
(o anche solo di corresponsabilità) del lavoratore per
pietre bloccatesi nel frantoio; e non considera che il
medes imo, era inuec e effeniv amente add etto all'im -
l'infortunio quando'il sistema della sicurezza appron-
pianto, essendo Iaàibitòl àll a:,sua, alimentazi one, e che tato dal datore di lavoro presenti delle eyidenti criti-
in caso'di intasqmento,'delllapparecchio la prima mn- cità (Sez. 4, n. 22044 del 2/05/2012, Goracci, n.m.;
novra prevista era qu.elLa dí utilízzare delle.aste per Sez. 4, n. 16888 del 07/02/2012, Pugli;ese,'Rv.
tentare lo sblocco dell'impianto e solo in caso di in- 252373; Sez, 4; n. 21511 del 15/04/2010, De Vita,
n. m.). Le dispos izioni antinfortunistiche p ers eguono,
successo chìàmate il:caporcava p,er decidere se risol-
vere I'inc'onvenien/e aprendo là "mascelle": Sicché, infatti, il fine di tutelare il lavoratore anche dagli in-
da un canto risulta accertatÒ che al B.A. era ffidato fortuni derivanti da sua colpa, onde I'area di rischio
anche il compito di prowedere aI disintasamento del- da gestire include il rispetto della normativa preven-
la macchina, sia pure solo in prima battuta; dall'al- zionale che si impone ai lavoratori, dovendo il datore
tro, la indubbia imprudenza commessa dal lavoratore di lavoro dominare ed evitare I'instaurarsi, da parte
non si pone in rapporto di 'eccentricità' (per usare degli stessi destinatari delle direttive di sicurezza, di
l'espressione dellu Corte territoriale) rispetto allo prassi di lavoro non corrette e per tale ragione forie-
svolgimento delle mansíoni ffidategli ma anzi rap- re di pericoli (Sez. 4, n, 4lI4 del 13/01/2011, n.,4114,
presenta una modalità,di soluzione di un problema Galante, n.m,; Sez. E n. 32357 del l2/08/2010 Maz-
che si opponeva'dll'espletamento dei compiti; che in zei, Rv. 2479962).
ipotesi fosse anche trasgressiva delle disposizioni im- Cassazione penaleo sez. quarta, sentenza 10 agosto
I a t o gl i t al I a n ó n ab nòi trntt à
p ar t í t e". d a I t' imp r e s a nul 2015, n. 34695 - Caso fortaito e interiuzione del
di quel comportamento. nesso eziologico tra la condotta e I'evento . .

Cassazione penale, sez. quarta, sentenza lO - 27 lu- I1 caso conoreto vedeva,un cantiere non'adequata-
glio 2015, n.32761 - Analìsi dei casi dí comporta- mente'transennato e'infortunio mortale di un terZo. ,

mento ubnorme del lavoratore e valutazione del ri- Per qu.anto riguarda poi la dedotta interruzione'del
schio dello' speciJíco macchinario nesso di causalità per lo scoppio dello pneumatico

x Diritto & Pratica dél l-avoro 4312015


Insertm
parimenti è da condividere la motivazione sul punta l'accadimento, pure eccezionale, poîeva in concreÍo
dell'impugnata sentenza. essere previsto ed evitato se l'agente non fosse stato
In sostanza, anche se nel ricorso non lo si specifica, imprudentemente negligente o imperito) non è possi-
nel momento in cuí si rappresenta che lo scoppio del- bile parlare propriamente di fortuito in senso giuridi-
lo pneumatico (non addebitabile a colpa dell'imputa- co. (Cass. IV 9 dicembre l9BB, Savelli, RI/ 180850).
to) si atteggia come causa sopravvenuta, che si è in- Orbene, per il caso sottoposto al nostro esame è un
serita nel corso normale degli eventi provocando un dato di fatto oggettivo che lo pneumatico in questione
cambiamento nel loro usuale succedersi, si invoca il era usurato e che era del tutto prevedibile, anche in
caso fortuito di cui all'art. 45 cod. pen. laddove si ragione del carico trasportato dalla macchina, che lo
pone l'accento sulla istantaneità dello scoppio. stesso potesse scoppiare, come in effeUi è accaduto,'
Ebbene, la rilevanza giuridica del casofortuito è ine- il che esclude che possa configurarsi il caso fortuíto,
sorabilmente legata ad un'azione umana, come rico- consístente, come già evidenziato, in quell'aweni-
nosce la dottrina assolutamenîe prevalente, e come è mento imprevisto e imprevedibile che si inserisce
rilevato dalla stessaformulazione dell'art. 45 cod. d'improwiso nell'azione del soggetto e non può in al-
pen. che, adoperando I'espressione <commettere>, cun modo, nemmeno a titolo di colpa, farsi risalire
suppone la presenza di un comportamento umano, at- all'attività psichica dell'agente.
tivo o negativo. Dall'incrocio di questo con I'avveni- Cassazione penale, sez. quarta, sentenza 7 settem*
mento casuale deriva Ia produzione dell'evento, nel bre 2015, n.36024 - Se vi è concorso dí condotta
senso che questo, secondo il principio della equiva- colp;sss del lavoratore íl rísurcímento va ridotto
lenza delle cause, è eziologicamente riconducibile al- Peraltro, con riguardo alla doglíanza delle parti civi-
la condotta dell'uomo, il quale tuttavia non ne ri- Ii ricorrenti, cilca I'erronea ltduztíne, neîla misura
spoin;de per I'intervento delfattore causale imprevedi- di un terzo (corrispondente all'entità del concorso di
bíle. Dunque, il caso fortuito presuppone I'integrità colpa riconosciuto in capo al lavoratore M.M.) del-
del rapporto di causalità materiale tra la condotta e l'importo liquidato a titolo di risarcímento del danno
I'evento, collocandosi come causa (soggettiva) di o di mera prowisionale, con riguardo ai pregiudizi
esclusione della punibilità. Questa concezione è con- vantati iure proprio (e non iure successionis) dai
trastata da quella, oggettiva, secondo la quale il for- prossimi congiunti dello stesso M.M., ossen)a il colle-
tuíto escluderebbe il rapporto materiale. In linea di gio come del tutto correttamente la corte d'appello si
principio, questa Corte ritiene che Ia concezione sog- sia sul punto allineata al cònsolidato insegnamento
gettiva risponda compiutamente alla logica del siste- della giurisprudenza dí legittimità, di recente confer-
ma normativo, sia perché l'art. 45, pur non definendo mato dalle sezioni civili di questa corte, ai sensi del
il fortuito, si riferisce a questo come ad un evento quale, in materia di responsabilità civile, in caso di
(imprevedibile) che si inserisce nel corso di un'azio- concorso della condotta colposa della vittima di un
ne umana, sia perché la tesi che esclude il rapporto illecito mortale nella produzione dell'evento dannoso,
di causalità determinerebbe il carattere pleonastico il risarcimento del danno, patrimoniale e non, patito
iure proprio dai congiunti della vittima deve essere
dell'art. 45, che sarebbe un duplicato dell'art. 4l cpv
c.p.; il che sembra inammissibile, per la presunzíone
ridotto in misura corrispondente alla percentuale di
colpa ad essa ascrivibile (Cass. Civ., Sez. 3, Sentenza
di coordinata razionalità che deve pur assistere la re-
n. 23426 del 04/11/2014, Rv. 633334).
dazione di un testo normativo improntato a sistemati-
cità. D'altro canto, questa medesima teoria finisce
per ammettere che il caso fortuito esclude la colpevo- Posizioni di garanzia in materia
Iezza, sia pure come conseguenza riflessa del venir di sicurezza sul lavoro
meno del rapporto di causalità materiale (Sez. 4, Cassazione penale, Sez. Unite, sentenza 24 aprile -
Sentenza n. 10823 del 25/02/2010 Ud. Rv. 246506, 18 settembre 2014, n. 38343 - Indívíduazíone dei
Sez. 4, Sentenza n. 44548 del 17/09/2009 Ud. , Rv. "soggetti" garanti nelle realtà aziendali complesse:
245469; Cass. S.U. 14 giugno 1980, Felloni; confor- datore di lavoro, dirigente, preposto
mi Cass. IIi 18.12.1997, Rosati, RV 209868, CP (Fattispecie che riguarda l'evento disastroso verifica-
1999, 988; Cass. IV 30.10.199A, Lo Nigro, RV tosi poco dopo la mezzanolte nello stabilimento della
rB607s). ThyssenKrupp acciai speciali Terni s.p.a. ove, a se-
Dunque, I'accadimento fortuito, per produrre il suo guito dello sviluppo di un incendio, si formava una
effetto di escludere la punibilità dell'agente - sul nuvola incandescente di olio nebulizzato - flash fire -
comportamento del quale viene ad incidere - deve ri- che si espandeva improwisamente per un'ampiezza
sultare totalmente svincolato sia dalla condotta del di 12 metri ed investiva gli operai che si erano al.vici-
soggetto agente, sia dalla sua colpa. Ne consegue nati alf incendio con estintori a breve gittata, senzala-
che in tutti i casi in cui l'agente abbia dato material- sciare loro possibilità di scampo)
mente causa al fenomeno - solo, dunque, apparente- Restando all'ambito causale, altro tema che coinvol-
mente fortuito - owero neí casi in cui, comunque, è ge tuîti gli imputati riguarda la delicata problematica
possibile rinveníre un qualche legame di tipo psicolo- della selettiva individuazione dei garanti nell'ambito
gico tra ilfortuito e il soggetto agente, (nel senso che delle organizzazioni complesse: questione sulla quale

Diritto & Pratica del Lavoro 4312015 XI


Inserto
queste Sezioni Unite sono chiamate ad un approfon_ Dette definizioni di carattere generale subiscono spe_
dimento chiarfficatore. cificazioni in relazíone a diversi fattori, quali tt seito_
L'argomento è stato di recente ripetutamente esami_ re di attività, la conformazione giuridica- d ell, azi en d a,
nato dalla Suprema Corte (Sà2. q, n. 49821 del la sua concreta organizzazione, le sue dimensioni. Ed
23/11/2012, Lovíson, Rv. 254094; Sez.4, n. 3273g del è ben possibile che in un,organizzazione di qualche
28/05/2013, Gandolla Rv. 256d37; Cass., Sez. 4, n. complessità vi siano diverse persone,
17074 del 08/05/ 2012, Moncada, non massimata) "on"dirurrn
competenze, chíamate a ricoprire i ruoli in questione.
con esiti consonanti, che vanno qui ripetuti ,iiori]í.
Queste considerazioni di principio evideniiano che,
La materia è Siatd parzialmentà dtsàfulnatu " sin dai soprattutto in realtà complesse come quella in esame.
primt'atti normativi di settore infine unita- nell'ambito dello stesso organisrno può riscontrars'i
riamente trattata nel Testo unico "d;;;;;
sulla siiurezza del Ia presenza di molteplici figure di garanti. Tale com_
lavoro di cui al D.Lgs. n. BI det 2008, peraltro rece- plessità suggerísce che l,individuaiione della resnon_
perydo Ia si-stemazioie dell'istituto chi íi era sabilità penale passa non di rado attraverso unà o"_
formata
nel corso di una lunga giurisprudenza. curata analisi delle diverse sfere di competenza ge_
Come è noto, il sislem"a preienzt:oniitico è tradi)io- stionale ed organizzativa all,interno di úti_
nalmente fondato su diverse figure di garanti che in_ tuzione. "lor"uno giu_
rilevana da un lato le categorie
lunqye_,
carnano distintefunzioni e díverst ltvellt di responsa_ ridiche, i modelli di agente, dall,ahro i concreti ruoli
bilità organizzativa e gestionale. La prima e fonda_ esercitati da ciascuno. Si tratta, in breve, di una ríco_
mentale figura è quella del datore di lavoro. ií tratta gnizíone essenzíale per un,imputazione chte ,iitii
del soggetto che ha la_responsabilità dett,organizza_ se,re personalizz-ata,-in conformità ai sommi principi ^-
zione dell'azienda o dell,unità produttiva m quanto cle Sgvlrnano I'ordinamento penale; per eviiare l,in_
esercita i poteri decisionali e di spesa. La defiiizione discriminata, quasi automatica attribuzione dell,ille_
contenuta nel T.U. è simile a quella espreisa nella cito a diversi soggetti.: , .

normativa deglt anni 90 ed a q;"ilt lr;r;piriíilàí


la giurisprudenza; e sottolinea il ruolo di dóninus dt
Cassazion_e penaleo Sez. Unite, sentenza 24 aprile _
18 settembre 2014, n. 38343 - Indíviduaziohe det
fatto dell'organizzazione ed il concreto esercizio di "contenuto" della posízione di guranzia: ìl garante
plteri d.egilionali e di spesa. L,ampíezza e la natura come gestore di un rischia
(j ngteri è ora anche indírettameitq definita dall,art. L'analisi dei ruoli.e delle resp,onsabilità.viene tema-
l6 che, con riferimento alla delega difunzíoni, si oc_ tizzata entro Ia categoria.giuridica. delLa posizione di
cupa del potere dí organizzazione, geitione, controllo garanzia. Si tratta, come è ben noto;.di-espressione
e spesa. clye espr-ime in modo condensato l,obbligo: giuridico
Il dírigente costituisce iI livello di responsabitità in_ d! impedire l'evento che fonda Ia respowabtlttà tn or_
termedio: è colui che, attua Ie dírenive del datore di dine ai reati commissivi mediante omisston'e, ai sensi
I av o ro,' o r g anizz an d o It attivi t à, I av o r ativ a e vi g i I ando dell'art. 40 capoverso del cod. pen...euesto..classíco
su di essa, in virtù di competenze professioloU at inquadramento deve ess ere riviiitato. -
poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura " In realtà il termine "garante" viene ampiamente uti_
dell'incarico conferitogli. II dirigenle, dunque, ai sen_ Ilzzato nella'prassi al-9le in situazíoni ielle qu"lili a
.presenza di causalità commissiva e non. ómissiva;
si della normativa richiamata, nell,ambito del suo in
ed. ha.assunto,un signtficato più ampio di quello ori_
elevato ruolo nell'organizzazione delle attività, è te-
nuto a cooperare,coi il dator" di lavoro nell,assicu- gtnorto, cU cm occorre acquisíre consapevolezza.
rare I'osservanza della disciplina legale nel, su6;s6m_ A tale riguardo, occorre preliminarmeite considerare
plesso; e, quindi, nell,attuizion" d'"illi ia"*rú"'"rt che la causalità condizionalistica,.essendo basata in
che I'ordinamento dema.nda al datoú di lavoro. Tale chiave logica, è caratterizzata dalla costitutiva, onto-
l9Sic1i.rydffiren_za per il rilievo, per il ruolo qualita-
ruolo, naturalmente, è conformato ai poteri gestionali
di cui dispone concretamente- Ciò che rileva, quindi. tivo delle singole condizioni, che sono tutte ier defi_
nizi-one equistalenti. Ne discende l,esigenza it argtia_
non è solo e non tanto la qualifica astratta, ma^ anche
re I'eccessiva forza espansiva dell,lmputazionZ del
e soprattutto Iafunzione asseghata e'svoha.
Infine, il preposto è coluí che sovraíntende alle attivi_ fatto determínata dal condizionalismo. Tale esigenza
è alla base della causalità giuridíca e costituisu ura
tà, attua le direltjve ricevute controllandone l,esec:Lt-
cast'ante del diritto penale moderno,:sia in ambito
zione, sulla base e nei limiti di poteri gerarchici e
teorico che giurisprudenziale.
funzi ona.li (eqtat! alla n atura dàll, inc ar-ic o. La necessità di limitare I'eccessiva ed indiscriminata
Per ambedue le ultime figure occorre tener conto da ampiezza dell'imputazíone oggettiva generata dal
un lato dei poteri g"roírit"i
scono base e limite della responsabilità; "f""tioiin ìhe costitui-
e dall,altro
condizionalismo è alla base di classiche elaborazioni
t-eoriche: lo.'causalítà adeguata, Ia causa fficie:nte,
deil ruolo di vigilanza e contiollo. Si può' díre;tí"'lii-
Ia; causalítà umana, Ia teorla del rischio. Tale istanza
y?:."!" si tratta di soggetti Ia cui sfeia di responsabi- si rínviene altresì nel controverso art. 4I cpv. cod.
ltta e conJormata sui poteri dí gestíone e controllo di pen. L'esigenza cui tali teolie tentano di coúsponde-
cui concretamente dispongono. ,
re è sempre la medesima: tentare di límitare; iepara-

xtl Diritto & Pratica del Lavoro 4312015


Enserto
re le sfere di responsabilità, in modo che il diritto pe- malto dissimile, Sez. 4, n. 11311 del 07/05/1985, Ber-
nale possa realizzere la sua vocazione ad esprimere nardi, Rv. 171215).
un ben ponderato giudizio sulla paternità delltevento Ancora, il tema dell'interruzione del nesso causale ri-
illecito. carre con insistenza proprio nell'ambito di processi
II contesto della sicurezza del lavoro fa emergere con inerenti ad infortuni sul lavoro.
particolare chiarezza la centralità dell'idea di ri- In sintesi, si può cogliere in tale orientamento della
schio: tutto il sistema è conformato per governare giurisprudenza l'ímplicita tendenza a considerare in-
I'immane rischio, gli indícibili pericoli, connessi al terruttiva del nesso di condizionamento la condotta
fatto che l'uomo si fa ingranaggio fragile di un appa- abnorme del layoratore quando essa si collochi in
rato gravido di pericoli. Il rischio è categorialmente qualche guisa al di fuori dell'area di rischio definita
unico ma, naturalmente, si declina concretamente in dalla lavorazione in corso. Tale comportamento è
diverse guise in relazione alla dffirenti situazioni la- "interruttivo" (per restare al lessico tradizionale)
vorative. Dunque, esistono diverse aree di rischio e, non perché "eccezionale" ma perché eccentrico ri-
parallelamente, distinte sfere di responsabilità che spetto al rischio lavorativo che il garante è chiamato
quel rischio sono chiamate a governare. Soprattutto a governare. Tale eccentricità renderà magari in
nei contesti lavorativi più complessz, si è frequente- qualche caso (ma non necessariamente) statistica-
mente in presenza di dffirenziate figure di soggetti mente eccezionale il comportamento ma ciò è una
investiti di ruoli gestionali autonomi a diversi livelli conseguenza accidentale e non costituísce la reale
degli apparati; ed anche con riguardo alle diverse ragione dell'esclusione dell'imputazion e oggettiva
manifestazioni del rischio. Ciò suggerisce che in mol- dell'evento.
ti cast occorre configurare già sul píano dell'imputa- Riconosciuta la sfera di ríschio ,orl" orno che desi-
zione oggettiva, distinte sfere di responsabilità gestio- gna I'ambito in cui si esplica I'obbligo di governare
n'ale, separando le une dalle altre. Esse conformano le situazioni pericolose che conforma l'obbligo del
e limitano l'imputazione penale dell'evento al sogget- garante. ne discende altresì la necessità di individua-
to che viene ritenuto "gestore" del rischio. Allora, si re concretamente la figura istituzionale che può esse-
può dire in breve, garante è il soggetto che gestisce il re razionalmente chiamata a governare il rischio me-
rischio. desimo e la personafisica che íncarna concretamente
Cassazione penale, Sez. Uniteo sentenza 24 aprùe - quel ruolo.
18 settembre 2014. n. 38343 - La diversítù deí ríschí Que:sta enunci.azione richíede, tuttavia, di essere
"sepatd" le sfere di responsabílìtù chiarita: occolTe gua.rdarsi dall'idea ingenua, e forie-
L'esigenza di delimitazione delle sfere di responsabi- ra di fraintendimenti, chs 1t sfera di responsabilità di
lità è tanto intensamente connessa all'essere stesso ciascuno possa essere sempre definita e separata con
del diritto penale quale scienza del giudizio di re- una rigida linea di confine; e che questa stessa linea
sponsabilitò, che si è fatta strada nella giurispruden- crei la sfera di competenza e responsabilità di alcuno
za; attraverso lo strumento normativo costituito dal' escludendo auîomaticamente quella di altri. In realtà
l'art. 4l cpv. cod. pen. Infatti, la diversità dei rischi le cose sono spesso assai più complesse. Basti consi-
interrompe, per meglio dire separa le sfere di respon- derare la transitività delle condizioni che si susse-
sabilità. guono all'interno di una catena causale; l'intreccio di
L'ordine di idee cui si fa cenno si rinviene, sia pure obblighi che spesso coinvolgono diversefigure e di-
talvolta inconsapevolmente, nella giurísprudenza di versi soggetti nella gestione dí un rischio; la com-
Iegíttimità. Così, ad esempio, nel caso di abusiva in- plessa figura della cooperazione colposa. Questa se-
troduzione notturna da parte del lavoratore nel can- rie di dffirenti connessioni, con il suo carico di com-
tiere irregolare, si è distinto implicitamente tra ri- plessità, rende chiaro quanto delicata sia l'indívidua-
schio lavorativo e rischio da ingresso abusivo ed è zione di aree dí competenza pienamente autonome
stata annullata Ia pronunzia di condanna anche se il che giustifichino Ia compartimentazione della respon-
datore di lavoro ayeya violato le prescrizioni antin- sabilità penale; tanto più in un contesto come quello
fortunistiche (Sez. 4, n. 44206, del 25/09/2001, Intre- del diritto penale del lavoro imperniato sulla figura
vado, Rv. 221149). La vittima è occasionalmente un del datore di lavoro che è gravato da una pervasiva
lavoratore, ma la situazione pericolosa nella quale si posizione di garanzia. Lo scopo del diritto penale,
è verificato l'incidente non è riferibile al contesto del- tuttavia, è proprio quello di tentare di governare tali
Ia prestazione lavorativa, sicché non entrano in que- intricati scenarí, nella già indicata prospettiva di ri-
stione la violazione della normativa antinfortunistica cercare responsabilità e non capri espiatori.
e la responsabilità del gestore del cantiere. AI mo- Cassazione penale, sez. quarta, sentenza 9 settem-
mento dell'incidente non era in corso untattivitò lavo- bre 2015, n.36474 - "Interferenze" e confini delle
rativa. Pertanto il caso andava esamínato dal dffi- posizioní dí garunzia
rente punto di vista delle cautele che devono essere Il 13 giugno 2005 si stavano eseguendo due distinte
approntate dal responsabile del sito per inibire la pe- lavorazioni: la realizzazione di un muro di terra órma-
netrazione di estranei in un'area pericolosa come un ta per ottenere una rampa di accesso al GRA e la si-
cantiere edile (nello stesso senso, in contesto non stemazione ad arca carrabile della zona sottostante al

Diritto & Pratica del Lavoro 4312015 xill


lnserto
muro medesimo. Il muro di terra armata veniva rea_ prese esecutrici la cui presenza non previsîa
é come
lizzato mediante la posa in opera di pannelli in ce- contemporanea.
mento con sagoma ad incastro, ancorati da funi di ac_ Cassazione penale, Sez. Unite, sentenza 24 aprile -
ciaio e bandelle. I lavori nell'area sottostante quel 13 18 settembre2014, n.38343 - Nascita e conforma_
giugno consistevano nella realizzazione di una cunet- zione della posizione di garansia
ta"alla francese" per lo scolo delle acque meteoriche. Le considerazioni sopra esposte trovano fondamento
A questi ultimi attendeva la squadra di operai della in alcune norme del T.U. in materia di salute e sicu-
quale faceva parte il F.8,, comandata dal DS.M.. Nel rezza sul lavoro (D.Lgs n. BI del 2005) che, sebbene
corso dei lavori, ilmezzo d'opera condotto da G.p., contenute in un testo normativo successivo ai fatti, ri-
ehe op.erava per la posa dei pannelli nel livello supe_ percorrono arresti della giurisprudenza ed aiutano a
riore della costruenda Íampa, urtava un pannello di capire come nasce e si conforma la posizione di ga_
cemento che cadeva sul F.8., intento al làvoro nella ranzia, id est la responsabilità gestoria che, in cAso
zona sottostante il muro armato, cagionandone il de- di condotte colpose, può fondarlta responsabilità pi-
cesso. n-al-9. Di grande ínteresse è l'art. 299: l,acquisiziàne
I giudici di merito hanno ritenuto che nell'occasiòne della veste di garante può aver luogo per- effetto di
non si fósse tènuto conto della interferenZa tra lavora- una formale investitura, ma anche a seg;uito dell,eser-
zioni diverse e dei conseguenti rischi per i lavoratori, cizio in concreto di poteri giuridici riferiti alle diver_
e quindi che del sinistro dovesse rispondere il DS.M.: se figure.
che in qualità di caposquadra presénte sul posto peí Un'ulteriore indicazione normativa per individuare in
conto della società A.A., a conoscenza del òoncomi- concreto i diversi ruroli deriva dall,àrt, ZA, ,"totiii it-
tante svólgimento delle duè latorazioiri'(èntrambi, fa-
I
la'valutazione dei rischi ed al'documento,sulla, sicu-
centi capo alla predetta A.A.)e délÉ assenza,di misu. rezza; che costituisce una sorta di statutoi,della silu,
re prevenzionistiche, awebbe dovuto dare osni disoo- rezza aziendale. La v'alutazione riguarda ,,tutti i ri-
sizione necessaria. Quanto all'A.A., al medelimo, nel- schi per la sicurezza e la salute dei lavoratori,,. II do-
la qualità di legale rappresentante della A.A. s.r.l., i cumento deve contenere la valutazione dei rischi, l,in-
giudici di merito hanno attribuito l'omessa valutazio- dividuazione di misure di prevenzione e protezione,
ne nell'ambito del POS del rischio derivante dall'in- l'individuazione delle procedure, nonché dei ruoli che
terferenza, non considerata accidentale, delle due la- vi devono provttedere, affidati a soggetti muniti di
vorazioni, entrambe ad essa affidate. adeguate competenze e poteri. Si ttatta quindÌ di una
Per la Suprema Corte, I'assunto difondo della Corte sorta di rnappq dei poteri e delle.responsabilità cui
territoriale è che le aree interessate alle lavorazioni qgnuno dovrebbe poter accedere per acquisire le in-
er an o i ei ti c alm ent e c orri sp ò niA i i i"' ; ;; ;; ; - fo rm az io ni p er tin enti. .

no contestualmente in esecuzione; ""ti mentre; ";


costituiva
Mettendo insieme le indicazioni che pervengono dalle
evenienza non incidente sulla identifìcazione di un norme fin qui indicate che, come si è già accennato,
rapporto di interferenza tra le lavorizioni la posizio- regepisaono indirizzî della prassi ed attingono alla
ne di volta in volta assunta lungo i fronti di làvoro da sfera della:sensatezza, si può concludere,ihe ruolí,
coloro che attendevano alle operazioni di posiziona- competenze e poteri segnano le diverse sfere di re-
mento del muro e da coloro che attendevano alla rea-
sponsabilítà gestionale ed al contempo definiscono la
Iizzazione della cunetta. L'affermazione coglie certa-
concreta conformazione, la latitudiie detle posizioni
dí garanzia, la sfera di rischio che deve essere gover-
mente il segno: nei suoi presupposti fattuali, perché
nata.
si è già rammentato (e lo afferm.a anche il ricàrrente)
La sfera di responsabilità organizzativa e giuridica
che il G.P. in quella giornata, prima di essere chíà-
così delineata è per così dire originaria. Essa è gene-
mato a rimuovere il terreno, stava effettivamente at-
rata dall'investítura formale o dall'esercizio di fatto
tendendo al posizionamento dei pannelli e che i lavo-
de(9 funzioni tipichè delle diverse figure di gaíanti.
ri ry9n erano terminati neppure in prossimità del pan- Nell'individuazione del garante, soprattutto nàtte tsti-
nello poi caduto, non essendo state ancora disposte
tuzign! complesse, occorre partire dalla identificazio-
le bandelle; nella sua consonanza a diritto, atteso
ne del rischio che si è concretizzato, del settore, in
che di lavorazioni interferenti deve parlarsi ogni vol-
orizzontale, e del livello, in verticale, in cui si colloca
ta che lo svolgímento di píù lavorazioni faccia emer- il soggetto che era deputato al governo del rischio
g:re per qiò steqso un rischio aggiuntivo" il quale può stesso, in relazíone al ruolo che questi rívestiva. Ad
derivare anche dafattori diversi dalla coniestuatità esemp,io, semplfficando nel modo più banale, potrà
delle operazioni, come ben evidenzia, nell,ambito del- accadere che rientri nella sfera di responsabilità del
la díscipljna dei cantieri temporanei o mobili e,,a ri: preposto I'íncidente occasionato dalla concreta ese-
guardo di quello che potrebbe definirsi come rischio cuzione. della prestazione lavorativa; in quella del di-
interferenziale in senso proprio,), la previsione del- rigente il sinistro riconducibile al dettaglio dell,orga-
l'art, 90, co. 4 D.Lgs. n. 8I/2008, chè impone Ia no- nizzazione dell'attività lavorativa; in quella del dato-
mina deí coordinatori per la progettazione e per l,e- re di lavoro, invece, l'incidente derivante da scelte
secuzione anclte nel caso dí lavori assegnati ad im- gestionali di fondo. Naturalmente, il quadro proposto

xrv Diritto & Pratica del Lavoro 4glZOlS


Inserto
è molto semplificato ed idealizzato e diviene non di circostanza che la vittima, esperto lavoratore, era
rado assai più complesso nella realtà; quando, come stato assunto da pochi giorni.
nel caso in esame, le scelte di fondo sono il frutto Cassazione penale, sez. quarta, sentenza 17 feb-
dell'azione concertata di diverse figure che a quelle braio - 17 luglio 2015, n. 31223 - Caratterì della po-
scelte hanno contribuito. sizione dí garanzia e índívíduazione dei "garanti"
Per ciò che qui maggiormente interessa, nell'ambito Come precisato da questa Corte, in materia di infor-
di organizzazioni complesse, d'impronta societaria, tuni sul lavoro, gli obblighi di prevenzione, assicura-
la veste datoriale non può essere attribuita solo sulla zione e sorveglianza gravanti sul datore di lavoro,
base di un criterio formale, magari indiscriminata- possono essere trasferiti con conseguente subentro
mente estensivo, ma richiede dí considerare l'organiz- del delegato nella posizione di garanzia chefa capo
zazione dell'istituzione, I'individuazione delle figure al delegante, a condizione che il relativo atto di dele-
che gestiscono i poteri che danno corpo a tale figura ga riguardi un ambito ben definito e non l'intera ge-
ed ai quali si è soprafatto cenno. stione aziendale, sia espresso ed effettivo, non equi-
Cassazione penaleo sez. feriale, sentenza 13 agosto voco ed investa un soggetto qualfficato per professio-
- 15 settembre, n. 37267 - Nascìta non contrattuale nalità ed esperienza che sia dotato dei relativi poteri
dellu posízíone di garan4ía di organizzazione, gestione, controllo e spesa. (cfr.
Giova, altresì, rammentare come Ia gíurisprudenza Sez. U, Sentenza n. 38343 del 24/04/2014, Rv.
cívile di questa Corte abbia affermato anche di re- 261108 ), elementi tutti che ricorrono nel caso di spe-
cente come, in tema di responsabilità da illecito cie.
omissivo del gestore di impianto sciistico, l'omittente Quanto in particolare alle rispettive posizioni di ga-
risponde del, danno derivato a terzi non solo quando ranzia degli altri ricorrenti, occorie in primo luogo
debba attivarsi per impedire I'evento in base ad una rilevare che in tema di infortuni sul lavoro, qualora
norma specifica o ad un rapporto contrattuale, ma vi siano più titolari della posizíone di garanzia, cia-
anche quando, secondo le circostanze.del caso con- scuno è per intero destinatario dell'obbligo di tutela
creto, insorgano a suo carico, per i principi di solida- impostogli dalla legge fin quando si esaurisce il rap-
rietà sociale di cui all'articolo 2 della Costituzione, porto che ha legíttimato la costituzione della singola
doveri e regole di azione la cui inosservanza integra posizione di garanzía, per cui I'omessa applicazione
un' omis sione imputabile. di una cautela antinfortunistica è addebitabile ad
Ne consegq,e che iI medesimo non è tenuto, dí norma, ognuno dei titolari di tale posizione (Sez. 4, n. 18826
a vígilare sulla condotta dei singoli utenti, attesa la del 09/02/2012 ,Rv. 253850).
natura intrins ecarnente p eric ol o s a dell' attività sp orti- La normativa concernente il tema della sícurezza del
va esercítata sulle piste da sci, le dimensioni solita- lavoro individua, ínfatti, diverse posizioni di garan-
mente ragguardevoli di queste ultime, nonché la nor- zia, la principale delle quali certamente riguarda il
male i.mprevedibilità, anche per la contestuale inci- datore di lavoro, che organizza e gestisce l'esecuzio-
denza di 'fattori" naturali non goiernabili dal gesto- ne dell'opera, ma che coinvolgono, oltre al commit-
re, delle condotte degli utenti, salvo che alleghi e tente, diversefigure professionali, tra le quali vi sono
provi I' interv enuta s egnal azione dell' anomalo co m - il responsabile dei lavori ed il coordinatore per l'ese-
portamento dello sciatore, owero la diretta percezio- cuzione dei lavori. Quanto in particolare al responsa-
ne di tale comportamento da parte degli addetti al- bile dei lavori, ad esso compete di svolgere tutti i
l'ímpianto (che avrebbero dovuto allertare un accor- compiti propri del datore di lavoro in materia di sicu-
to titolare della struttura), la cui mancata considera- rezza, tra cui quello di verificare l'adempimento, da
zione costituisce omissione inescusabíle (v. Cass. Sez. parte del coordinatore per l'esecuzione dei lavori, de-
III 22 ottobre 2014 n. 22344). gli obblighi, per quanto oggi interessa, di cui al
Cassazione penale, sez. quarta, sentenza T luglio - D.Lgs. n. 494 del 1996, art. 5, comma l, lett. a). Egli
17 agosto 2015, n. 34820 - Posizione di garanT,ía ha quindi l'obbligo di cooperare all'attuazione delle
connessa alla sfera di ríschío da gestíre misure di prevenzione e protezione adottate in favore
Questa Corte ha in numerose occasioni (da ultimo dei lavoratori, e pertanto assume, nei confronti di
Sezioni Unite penali 24 aprile 2014, ThyssenKrupp) questí ultimi, una posizione di garanzia in relazione
chiarito che la figura del garante è strettamente con- ai rischi specifici connessi all'ambiente di lavoro nel
nessa alla sfera di rischio che occorre gestire. Dun- quale essi sono chiamati ad operare.
que, correttamente si configura quella del datore di Per quanto riguarda il coordinatore per I'esecuzione
lavoro per i deficit di organízzazione e gestione delle dei lavori, osserna Ia Corte che a tale figura profes-
lavorazioni che presentino rischi sistemici non gover- sionale la legge (D Lgs n. 494 del 1996, art. 5) attri-
nati efficacemente. Tuttavia, nel caso concreto, né buisce compiti specifici e precisi obblighi, che lo in-
nella prima sentenza né in quella d'appello si indica- dividuano quale titolare di un'autonoma posizione di
no le univoche fonti di prova che dimostrano l'esi- garanzia, che si ffianca a quelle degli altri soggetti
stenza di una prassi consolidata e non di contingenti destinatari della normativa antinfortunistica. In par-
violazioni delle prescrizioni. L'incertezza su tale pun- ticolare, per quanto qui interessa, al coordinatore per
to di decisivo rilievo è ulteriormente alimentata dalia l'esecuzione dei lavori è attribuito, tra gli altri, il

Diritto & Pratica del Lavoro 4312015 XV


lnserto
compito di vigilare sulla corretta osservanza, da par- i datori di lavoro e per i dirigenti e preposti, prender-
te delle imprese, delle disposizioni contenute nel pia- si cura della salute e dell'integrità fisica dei lavorato-
no di sicurezza e di coordinamento e la scrupolosa ri, accertarsi del costante e completo rispetto, da
applicazione delle procedure di lavoro, a garanzia parte di costoro, dei presidi antinfortunistici e garan-
dell'incolumítà dei lavoratori. Allo stesso spetta, al- tire, in caso di inadempienze, l'osservanza delle nor-
tresì, di verificare l'idoneità del piano operativo di si- me di sicurezza previste dalla legge. In proposito, è
curezza e di assicurarne,la coerenza rispetto al piano stato da questa Corte affermato che "... il committen-
di sicurezza e coordinamento, di adeguare i piani in te ed il responsabile dei lavori devono verificare l'a-
relazione all'evoluzione dei lavori ed alle eventuali dempimento da parte dei coordinatori degli obblighi
mòdffiche intertenute, verificando che le imprese ese- di assicurare e di verificare il rispetto, da parte delle
cutrici adeguino i rispettivi Pos. ímprese esecutrici e dei lavoratori autonomi, delle di-
Ancora, sembra opportuno richíamare il disposto di sposizioni contenute nel piaho di sicurezza e di coor-
cui aI D.Lgs. n. 494 del 1996, art, 6, comma 2, come dinamento, nonché la corretta applícazione delle pro-
modificato'dal D.Lgs n. 528 del 1999, il quale preve- cedure dt lavoro.'Ne consegue che al committente ed
dq,che "La dèsigpazione del coordinatore per ld pro-
al responsabile,dei lavori ion è auribuito dalla legge
gettazione e del coordinatgre per l'psecuzione, non
esonera il committente o il Tespo,nsabile.dei lavori
il compito di verffiche meramente formali, ma uia
p o s i zi on: è dí gar anzí a p ar tí è o I arm èrit e :amp i a, c o m -
d a I I e resp o n s ab i lit à co nne s s q, al_l a v erifipa d ell Iad e m -
prendente I'esecuzíone di controlli sostanziali ed inci-
pimento degli obblighí di cui all'artt. 4, comma 1, e
sivi su tutto Quel che concerne i temi della prevenzio-
art. 5, comma I, lett. a)". Con tali precisi riferimenti,
ne, della sicurezza del luogo di lavoro e della tutela
il legislatore ha, non solo delineato in termini specifi-
ci gli obblighi dei committenti e dei responsabili dei della salute del lavoratore, eccertendo, inoltre, che i
lavori, ma ne ha anche ampliato i contenutí, dispo- còordinaiòri aiÌempiàno agli obblight suglt'stessí in-
nendo che essi sono chiamati a svolgere unafunzione combenti in dètta m'ateria" (Cass. n.'14407/ll).
di super-controllo, di verifica ch"e i cooidinatori Cassazione penale, sez. quarta, sentenza 4 agosto
adempiano agli obblighi su loro incombenti, quale 2015, n.34088 - Posízione di garanzía del R(IP (re-
quello consistente, non solo nell'assicuraie, ma anche sponsabíle aníco del procedimento)
nel verificare il rispettoì, da parte delle imprese ese- A carico del RUP (responsabile unico del procedi-
cutrici e dei lavoratori autonomi, delle disposizioni mento) grava una posizione di garanzia connessa ai
contenu,te nel piano di sicurezza e di coorîinamtento compíti di sícurezza, non solo nella fase geinèfi.ca dei
di cui all'art. i2, nonché la: c:orretla'ópplicazione del- lavori, laddove vengono redatti i píani di sicurezza,
le prgèedure di layo,ro Le modtfiche'àpportate all'o- ma anche durante il loro svolgimento, fase nella qu;a-
riginario testo legislativo hanno quindi rafforzato la le vige l'obbligo di sorveglialne la coTretta attuazio-
tutela dei lavoratori ríspetto ai rischi connessi con ne, controllando anche l'adeguatezza e la'specificità
l'esecuzione dei lavolî,àràndo delineato'per i còm- dei piani di sicurezza.rispetto allà loro finalità,
mittenti e per i responsabili dei lavori pòsizioni di preordina.ta
'sez.
alla incolumità dei lavoratori (cfa Cass.,
saranzia ipecifichè e notevolmente amoie. dovendo 4,' sent. n.f Sgf' detl'8.11 .Z0l 3', Rv. 259123: Cass..
éssi. sia oure in term' ' queur';' prev$tr per
]nt atverst aa sez. 4, sent. n. 4Igg3 del 14.06.2011, Rv. 25192il.

xvl Diritto & Pratica del Lavoro 4312015


DIRITTOaPRATICA
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Inserto

Inforfuni sul lavoro: responsabitità


penale del datore
a cura di Carrnelo Minnella - Awocato

Delega della posizione di garanzia Cassazione penale, sez. quarta, sentenza l7 feb-
braio - 17 luglio 2015, n. 31223 - Requìsiti della de-
Cassazione penale, Sez. Unite, sentenza 24 aprile - lega
18 settembre 2014, n. 38343 - Fonte normativa e Come precisato da questa Corte, in materia di infor-
conftni applicativi tuni sul lavoro, gli obblighi di prevenzione, assicura-
L'investitura del garante può essere non solo origina- zione e sorveglianza gravanti sul datore di lavoro,
ria ma derivata. Anche qui recependo gli orientamen- possono essere trasferiti con conseguente subentro
ti della prassi, l'art. 16 del Testo Unico sulla salute e del delegato nella posizíone di garanzia chefa capo
la sicurezza sul lavoro (Decn Legislativo n. 81/2008) al delegante, a condizione che il relativo atto di dele-
ha chiarito che la delega deve essere specifica, deve ga riguardi u.n ambito ben definito e non l'intera ge-
conferire poteri di organizzazione, gestione, controllo stione aziendale, sia espresso ed effettivo, non equi-
e spesa ben definiti, ad un soggetto qualificato per voco ed' investa un soggetto qualificato per professio-
profes sionalità ed esperienza. nalità ed esperienza che sia dotato dei relativi poteri
La materia della delega richiede un chiarimento di di organizzazione, gestione, controllo e spesa. (cfr.
fondo piuttosto importante. E dffisa I'opinione (e la Sez. Un., Sentenza n. 38343 del 24/04/2014, Rv.
si rinviene spesso negli atti giudiziari) che i poteri e 261108 ), elementi tutti che ricorrono nel caso di spe-
le responsabilitò del dirigente e del preposto nascano cie.
necessariamente da una delega. Al contrario, le -figu- Cassazione penale, sez. quarta, 6 agosto 2015, n.
re dei garanti hanno una originaria sfera di respon- 34299 - Delegante uìmperfetto'
sabilítò che non ha bisogno di deleghe per essere Occorre tenere distinta Ia tematica della delega di
operante, ma deríva direttamente dall'investitura o funzioni prevenzionistiche, la quale richíede per la
dal faxo. La delega è invece qualcosa di diverso: es- sua fficacia - in primo luogo nei confronti del dele-
sa, nei limiti in cui è consentita dalla legge, opera la gante - Ia ricorrenza dei requisiti esplicitamente elen-
traslazione dal delegante al delegato di poteri e re- cati dal menzionato art. I6 (tra i quali va rinvenuto
sponsabilità che sono propríe del delegante medesi- anche quello della specificità dell'oggetto: Sez. 4A,
mo. Questí, per così dire, si libera di poteri e respon- sent. n. 11442 del 23.11.2012, Donadon, n.m.) da
sabilítà che vengono assunti a titolo derivativo dal quella evocata dal "principio di effettività" (D.Lgs.
delegato. La delega, quindi, determina la riscrittura n. 81 del 2008, art. 299). Infatti, in tema di tutela del-
della mappa dei poteri e delle responsabilità. Resi- la sicurezza e della salute dei lavoratori può affer-
dua, in ogni caso, tra l'altro, come l'art. 16 del T.U. marsi che il principio di effettività, se vale ad elevare
ha chiarito, un obbligo di vigilanza "alta", che ri- a garante colui che di fatto assume e svolge i poteri
guarda il corretto svolgimento delle proprie funzioni del datore di lavoro, del dirigente o del preposto, non
da parte del soggetto delegato. Ma ciò che qui mag- vale a rendere efficace una delega priva dei requisiti
giormente rileva è che non vi è effetto liberatorio di legge; se nonostante tale carenza il delegato verrà
senza attribuzione reale di poteri di organizzazíone, chiamato a rispondere del proprio operato sarà in
gestione, controllo e spesa pertinenti all'ambito dele- quanto egli ha dssunto di fatto i compiti propri del
gato. In breve, la delega ha senso se il delegante datore, del dirigente o del preposto, e non per la esi-
(perché non sa, perché non può, perché non vuole stenza di una delega strutturalmente dffirme dal mo-
agire pers onalmente) trasferisc e incomb enze proprie dello normativo.
ad altri, cui attribuisce effettivamente i pertinenti po- Correlativamente, il delegante " imperfetto " manterrà
teri. su dí sé tutte le funzioni prevenzionistiche che I'atto

tl Diritto & Pratica del Lavoro 4412O15


lnserto
non è valso a trasferire ad altri e i suoi doyeri non si all'adempimento degli obblighi limitatamente all'in-
ridurranno all'obbligo di vigilanza di cui all'art. 16 carico conferito al responsabile dei lavori> (art. 6,
D.Lgs. cit. comma l, D.Lgs. n. 494/1996).
Cassazione penale, sez. quarta, sentenza 20 mag- Il committente o il responsabile dei lavori (ove dal
gio - 1.7 agosto 2015, n. 34818 - La delega non può primo nominato) può poi nominare un coordinatore
essere attribuita dal commìttente ad an responsabíle per la progettazione o per I'esecuzione dei lavori con
dei lavori índìvíduato nel datore di lavoro dell'ím- i compiti previsti rispettivamente dagli artt. 4 e 5
presa esecutríce D.Lgs. cit., essendo anzi a ciò obbligato nei casi pre-
La Suprema Corte ha rigettato il ricorso proposto dal vistí dall'art, 3, comma 3 (cantieri la cui entità pre-
legale rappresentante della società committente dei sunta è pari o superiore a 200 uomini-giorno; cantie-
lavori edili, il quale contestava la ritenuta inidoneità, ri i cui lavori comportano i rischi particolari elencati
a ottenergli I'esonero da ogni responsabilità, della no- nell'allegato II).
rnina, con espresso atto di conferimento, del respon- Con Ia precisazione però che, mentre la nomina del
sabile dei lavori e del servizio di prevenzione e prote- responsabile dei lavori esonera il committente <dalle
zione. respons abilità connes s e all' adempimento degli obbli-
Correttarnente invero tale esonero è stato nella specíe ghi limitatamente all'incarico conferito al responsa-
escluso stante la coincidenza nella stessa persona del bile deí lavori> (art. 6, comma 1, D.Lgs, n.
ruolo di appaltatore e di responsabile dei lavori per 494/1996), Ia nomina del coordínatore per la proget-
conto del committente, ossia del ruolo di controllato tazione o per l'esecuzione dei lavori esonera il com-
e controllore, tale da svuotare del tutto di significato mittente (o il responsabile dei lavori dal primo even-
gli obblighi di controllo posti a carico del committen- tualmente nominato) dalle responsabílità connesse ai
te. compiti che per legge ne definiscono il ruolo, con
AI riguardo, giova brevemente rammentare che con iI esclusione di quelle correlate alla verifica dell'adem-
Decreto Legislatívo 14 agosto 1996, n. 494, di attua- pimento degli obblighi di cui all'articolo 4, comma I
zione della direttiva 92/57/Cee concernente Ie pre- (redazíone del piano di sicurezza e delfascicolo per
scrizioni minime di sicurezza e di salute da attuare la protezione dai rischi) e 5, comma l, Iettera a) (vi-
nei cantieri temporanei o mobíli Ia figura del com- gilanza sul corretto svolgimento dell'attività di coor-
mittente trova esplicito riconoscimento e definizione dinamento e controllo circa l'osservanza delle dispo-
<íl soggetto per conto del quale l'intera opera viene sizioni contenute nel piano di sicurezza e dí coordina-
realizzata>s: art. 2, comrna l, lett. b) e ne vengono mento).
esplicitatí gli obblighi (art. 3). Se ne ínferisce che il commíttente, o il responsabile
L'indíviduazione di tale peculiare figura di garante dei lavori in sua vece, ha un peculiare ruolo in tema
nasce dall'esigenza, sottesa alla complessiva configu- di alta vigilanza sulla sicurezza del cantiere, che può
razione del sistema di protezione in materia di sícu- essere delegato ai coordinatori per la sicurezza, con
rezza sul lavoro, di dar rilievo nel particolare conte- le limitazioni che si sono accennate.
sto dell'attività cantieristica di cui qui si tratta, oltre Tale impostazione della disciplina rende dunque chia-
che alla figura del datore di lavoro, anche a quella ro che, per ciò che attiene alla sicurezza, il commit-
del committente, che è il soggetto che normalmente tente (o il responsabile dei lavori, ove nominato in
c onc epis c e, pro gr ammq pro gett a, finanzia l' op er a. sua vece) si trova in un ruolo critico-dialettico neí
Proprio per tal motivo la legge gli attribuisce alcuni confronti del datore di lavoro dell'impresa esecutrice
obblighi sia nellafase progettuale che in quella ese- che, nqturalmente, è a sua volta portatore di plurimi
cutiva, destinati ad interagire e ad integrarsi con obblighi in tema di sicurezza.
quelli di altre Jìgure di garanti legali. Ciò giustifica il tenore dell'art. 2, lett. fl che, nel deJì-
In particolare, l'art. 6, comma 2, del D.Lgs. n. 494 nire Ia figura del coordinatore per I'esecuzione dei
del 1996 - norma di chiusura Ia cui violazione è in lavori, dispone che si tratti di soggetto diverso dal
particolare nella specie contestata all'imputato - co- datore di lavoro dell'ímpresa esecutrice. E infatti na-
stituisce chiararnente il commíttente quale garante turale che venga esclusa la possibilità che soggetto
dell' effenività dell' op era' di coordinamento p os ta in controllante e soggetto controllato sí identiJìchino.
capo ai coordinatori per la progettazione e per Ia A maggior ragione, però, è da escludere che il so-
esecuzione. vraordinato ruolo di responsabile dei lavori (cui, co-
La normativa, peraltro, prevede ragionevolmente la me si è prima esposto, può essere assegnato dal c:om-
possibilità che il committente non possa o non voglia mittente un íneludíbile ruolo di alta vigilanza sulla si-
&estire in proprio tale ruolo. curezza del cantíere), possa essere attribuito al dato-
E quindi possibile che egli designi íl responsabile dei re di lavoro dell'impresa esecutrice. Con maggíore
lavori che viene definito (art. 2) come il soggetto che precisione, è da escludere che la delega in tema di si-
può essere incaricato dal committente ai fini della curezza possa essere attribuita dal committente ad un
progettazione, dell'esecuzione o del controllo dell'e- responsabile dei lavori indivíduato nel datore di lavo-
secuzione dell'opera, con il conseguente esonero del ro dell'impresa esecutrice. Una tale eventualità, in-
committente medesimo < dalle respons abilità conness e fatti - come già condivisibilmente osservato da questa

Diritto & Pratica del Lavoro 4412015 ill


lnserto
Corte (Sez.4, n. 1490 del 20/11/2009, dep.20I0, Fu- zioni delle misure prevenzionali e protettive sulla ba-
magalli, non massimata, sul punto) - <riprodurrebbe se degli obblighi sullo stesso incombenti ex art.7
ad un più alto livello di responsabilitò, l'inconcepibi- D.Lgs. n. 626 del 1994 (cfr Sez. 3, Sentenza n. 1825
le identificazione tra controllore e soggetto controlla- del 04/11/2008, Rv. 242345).
to per ciò che riguarda la sicurezza del cantiere. La Con riguardo a tali ipotesi, la responsabilità del
conclusione qui enunciata discende, come si vede, in committente (pur rimanendo legata agli eventi cau-
modo obbligato sia dalla logica dell'intreccio deglí salmente collegati alle proprie omissioni colpose,
enunciati testuali; sia dalla conformazione del siste- specificamente determinate dalle l"gg", che risultino
ma di protezione che, come si è accennato, esclude la imputabili alla sfera di controllo dello stesso commit-
sovrapposizione, in capo allo stesso soggetto, dei tente: v. Sez. 4, Sentenza n. 6784 del 23/01/2014, Rv.
ruoli di controllore e di controllato>. 259286) chiede d'essere commisurata all'esatto
Cassazione penaleo sez. quarta, sentenza 10 agosto adempimento degli obblighi d'informazione (da ga-
2015, n. 34704 - Nomina di un responssbile dei la- rantire all'appaltatore) riguardanti i rischi propri
vort e ambíti resìdualí di responsabilítà del cornmit- dell'ambiente di lavoro e dí cooperazione all'appre-
tente stamento delle misure di protezione e prevenzione
Secondo la giurisprudenza di questa Corte (Sez. 4 (Sez. 3, Sentenza n. 6884 del 18/II/2008, Rv.
28/5//2013 n.37738, Gandolla Rv 256635) in tema di 242735), con la conseguenza che I'eventuale respon-
prevenzione degli infortuni sul lavoro, il committente, sabilità ascrivibile all'appaltatore non esclude quella
che è il soggetto che normalmente concepisce, pro- del committente, chiamato in ogni caso a rispondere
gramma, progetta efinanzia Ltn'opera, è titolare "ex dell'evento lesivo qualora questo sia causalmente ri-
lege" di una posizione di garanzia che integra ed in- collegabile a-una sua omissione colposa (Sez. 4, Sen-
teragisce con quella di altre figure di garanti legali tenza n. 37840 del 01/07/2009, Rv. 245275).
(datori di lavoro, dirigenti, preposti etc.) e può desi-
Al riguardo, è appena il caso di ribadire in questa se-
gnare un responsabile dei lavori, con un incarico for-
de I'orientamento anche di recente riaffermato da
malmente rilasciato accompagnato dal conferimento
questa corte di legittimita, ai sensi del quale, in mate-
di poteri decisori, gestionali e di spesa, che gli con-
ria di infortuni sul lavoro, l'appaltatore deve ritenersi
senta di essere esonerato dalle responsabilità, sia pu-
responsabile per la mancata adozione di misure atte a
re entro i limiti dell'incarico medesimo efermo re-
prevenire il rischio di infortuni a carico dei propri di-
stando la sua piena responsabilità per la redazione
pendenti; misure da individuarsi di volta in volta in
del piano di sicurezza, delfascicolo di protezione dai
ragione delle peculiarità della sede di lavoro (Sez. 4,
rischi e per la vigilanza sul coordinatore in ordine al-
Sentenza n.3774 del 09/10/2014, Rv. 262123), do-
Io svolgimento del suo incarico e sul controllo delle
vendo dunque I' appaltatore necessariamente aweder-
disposizioni contenute nel piano di sicurezza [nel ca-
si della specifica situazione nella quale all'occorrenza
so di specie, si è ritenuta integrata la penale responsa-
è chiamato ad operare.
bilità della committente in quanto era ben consapevo-
le del rischio tanto che aveva chiesto lo spostamento Cassazione penale, sez. quarta, sentenza 7 luglio -
della linea elettrica, poi però autorizzando-l'inizio dei 24 agosto 2015, n. 35339 - Più titolari di posizioni
lavori senza attendere che un tale spostamento (previ- di garanzia (appaltatore e committente)
Se più sono i titolari della posizione di garanzia ov-
sto per il giorno successivo) fosse stato effettuato.
Non giovano alla ricgrrente le assicurazioni fornite vero dell'obbligo di impedire I'evento, ciascuno è per
dai coimputati cirCa il fatto che i lavori sarebbero av- intero destinatario dell'obbligo di tutela imposto dal-
venuti con la massima attenzione e con il braccio in la leggefino a quando si esaurisce il rapporto che ha
oizzontale per non interferire con la linea elettrica, legittimato la costituzione della suddetta posizione di
dal momento che la sua specifica posizione di garan- garanzia per cui I'omessa applicazione di una caute-
zia le impediva di fare affidamento su tali generiche la antinfortunistica è addebitabile ad ognuno dei tito-
e inadeguate assicurazioni da parte di soggetti come lari di tale posizione.
lei gravati da un obbligo di sicurezzal. La Corte territoriale, su appello del P.M., nel caso
specifico, rawisava la responsabilità anche dei com-
ll dovere di sicurezza nei Iavori svolti mittenti assolti ín forza delle carenze rilevate ed in
particolare della mancanza di qualsiasi direttiva o in-
in esecuzione di un contratto di appalto dicazione ai lavoratori in una fase particolarmente
o di prestazione d'opera critica delle lavorazioni confornitura di attrezzature
Cassazione penale, sez. quarta, sentenza 7 settem- del tutto inadeguate al montaggio in sicurezza dello
bre 2015, n.36024 - Concorso dí responsabilità dí specifico pilastro.
commíttente e appaltatore Ora, benché in tema di prevenzione degli infortuni
Secondo I'insegnamento della giurisprudenza di le- sul lavoro, il dovere di sicurezza, con riguardo ai la-
gittimità in tema di prevenzione degli infortuni sul la- vori svolti in esecuzione di un contratto di appalto o
voro, nel caso di prestazione lavorativa in esecuzione di prestazione d'opera, sia riferibíle, oltre che al da-
di un contratto d'appalto, il committente è costituito tore di lavoro (di regola l'appaltatore, destinatario
come corresponsabile con I'appaltatore per le viola- delle disposizioni antinfortunistiche), anche al corn-

tv Diritto & Pratica del Lavoro 4412015


Inserto
mittente, e non possa esigersi da quest'ultimo un con- Nel caso concreto, I'imputato aveva consentito che i
trollo pressante, continuo e capillare sull'organizza- lavori venissero svolti da una squadra di operai (della
zione e sull'andamento dei lavori, questo, se effettua- quale faceva parte la vittima), senza previamente as-
to, non è certo determinante ai fini dell'esclusione sicurarsi che fossero stati approntati i necessari presi-
della responsabilità del committente medesimo: infat- di di sicurezza e seîza previamente aver verificato
ti, occorre verificare in concreto quale sía stata l'in- competenze e professionalità d'imprese e lavoratori,
cídenza della sua condotta nell'eziologia dell'evento, anche autonomi.
afronte delle capacità organizzative della ditta scelta In particolare si rimproverava al titolare di un'impre-
per I'esecuzione dei lavori, e riguardo alla specificità sa agricola, di essersi awalso per il montaggio della
dei lavori da eseguire, ai criteri seguiti dallo stesso copertura di una serra dell'attività delf infortunato, il
committente pe7 la scelta dell'appaltatore o del pre- quale, fatto salire all'altezza di circa quatho metri con
statore d'opera, alla sua ingerenza nell'esecuzione I'ausilio delle braccia meccaniche di un trattore, nel
dei lavori oggetto di appalto o del contratto di pre- corso delle operazioni di stesura del telo, privo di
stazione d'opera, nonché alla agevole ed immediata strumenti di protezione, era precipitato al suolo, pro-
percepibilità da parte del committente di situazioni di curandosi lesioni gravi.
pericolo (Cass. pen. Sez. I4 n. 3563 del 18.1.2012 Per la Suprema Corte, non si rinviene ragione alcuna
Rv. 252672).
per potersi escludere Ia posizione di garanzia del
Ed anzi, si è anche detto, it committente, è titolare di committente, pacificamente sussistente, in quanto
un'autonoma posizione di garanzia e può essere soggetto che normalmente concepisce, programma,
chiamato a rispondere dell'infortunio subito dal lavo- progetta e finanzia un'opera, è titolare "ex lege" di
ratore qualora I'evento si colleghi causalmente ad
una posizione di garanzia che integra ed interagísce
una sua colpevole omíssione, specie nel caso in cui
con quella di altre figure di garanti legali (datori di
la mancata adozione o I'inadeguatezza delle misure
lavoro, dirigenti, preposti etc.) e può designare un re-
precauzionali sia immediatamente percepíbile senza
particolari indagini (Cass. pen. Sez. IU n. 10608 del sponsabile dei lavori, con un íncarico formalmente
4.12.2012, Rv. 255282, citata nell'impugnata senten-
rilasciato accompagnato dal conferimento di poteri
'zd. decisori, gestionali e di spesa, che gli consenta di es-
Infatti, il subappalto dell'esecuzione dei lavori ad aI- sere esonerato dalle responsabilità, sia pure entro i
tra ditta, che abbia così assunto il ruolo concreto di limiti dell'incarico medesimo e fermo resiando la sua
impresa esecutrice dei lavori, non vale ad escludere piena responsabilità per la redazione del piano di si-
la responsabilità del subappaltante committente, atte- curezza, delfascicolo di protezione dai rischi e per Ia
so che in caso di lavori affidati in appalto la ditta, vigilanza sul coordinatore in ordine allo svolgímento
appaltante o subappaltanie, deve fornire le informa- del suo incarico e sul controllo delle disposizioní
zíoni necessarie suí rischi specifici e sulle misure da contenute nel piano di sicurezza (Cass.,'Sez. 4, n.
essa stessa adottate in relazione all'attività da svolge- 37738 del 28/5/2013, dep. I3/9/2013, Rv. 256635).
re, ed entrambe le ditte debbono cooperare all'attia- Cassazione penale, sez. quarta, sentenza 20 mag-
zione delle misure di prevenzione e^protezione per i gio - 17 agosto 2015, n. 34818 - La responsabilità
rischi ínerenti all'esecuzione dell'opera appaltata; del committente però non è automatíca
c.osi che in presen-za di tale obbligo generale di colla- Questa Corte ha invero più volte precisato che, con
borazione antinfortunistica è esclusa la possibilità riferimento ai lavori svolti in esecuzione di un con-
che il solo ffidamento a terzi della esecuzione dei la- tratto di appalto o di prestazione d'opera, se è vero
vori liberi l'appaltante, o il subappaltante, dalla pro- che - come s'è sopra argomentato - il dovere di sicu-
pria responsabilità prevenzionale (cfr Cass. pen. Sez. rezza è riferibile, oltre che al datore di lavoro (di re-
III, n. 15927 del 12.1.2006, Rv. 234311 e successive gola I'appaltatore, destinatario delle disposizioni an-
conformi) e si creino, di conseguenza, zone di impu- tinfortunistiche), anche al committente, con conse-
nità nell'ambito della concatenazione di successivi guente possibitità, in caso di infortunio, di intrecci di
subappalti. responsabilità, coinvolgenti anche il committente me-
Cassazione penale, sez. quarta, sentenza 12 giugno desimo, è però altrettanto vero che tale principio non
- 24 agosto 2015, n. 35336 - Responsabílitù di an può essere applicato automaticamente, non potendo
committente per caduta di un lavoratore autonomo esigersi dal committente un controllo pressante, con-
II committente, pur assumendo un ruolo suo specíJì- tinuo e capillare sull'organizzazione e sull'andamento
co, non è esonerato dalla posizione dí garante, fermo dei lavori.
restando il concorso di colpe altrui, ove I'evento deb- In questa prospettiva, perfondare la responsabilità
ba ricollegarsi, in tutto o in parte alla sua condotta del committente, non si può prescindere da un attento
colposa omíssiva o commissiva, come quando per- esame della situazione fattuale, al fine di verfficare
mette lo svolgimento dei lavori in situazioni nelle quale sia stata, in concreto, I'effeUiva incidenza della
quali emerga situazione di pericolo, dovuta allo stato condotta del committente nell'eziologia dell'evento, a
dei luoghí e/o all'impiego di determinati mezzi, o fronte delle capacitò organizzative della ditta scelta
quando si sia ingerito. per I'esecuzione dei lavori.

Diritto & Pratica del Lavoro 44l2O1S v


lnserto
A tal fine, vanno in particolare considerati: la speci- in quota debbano essere adottate, seguendo lo svilup-
ficità dei lavori da eseguire (diverso, in particolare, è po dei lavori stessi, adeguate irnpalcature o ponteggi
il caso in cui il committente dia in appalto lavori re- o idonee opere prowisionali o comunque precauzioni
lativi ad un complesso aziendale di cui sia titolare, atte ad eliminare i pericoli di caduta di persone e di
da quello dei lavori di ristrutturazione edilizia di un cose conformemente. II legislatore ha, dunque, impo-
proprio immobile, come nel caso in esame); i criteri sto una maggiore cautela rispetto a quella che era
seguiti dal committente per la scelta dell'appaltatore prevista prima della riftrma effettuata ai sensi del D.
o del prestatore d'opera (quale soggetto munito dei Lgs n. 106/2009, la quale prevedeva che le cautele
titoli di idoneità prescritti dalla legge e della capaci- medesíme dovessero essere adottate nei lavorí che
tà tecnica e professionale proporzíonata al tipo di at- fossero eseguiti ad un'altezza superiore ai m 2. La
tività commissionata ed alle concrete modalità di norma si riferisce, dunque, a lavori non eseguiti ad
espletamento della stessa); I'ingerenza del commit- altezza d'uomo, bensì ad un'altezza dal suolo - qua-
tente stesso nell'esecuzione dei lavori oggetto del- lunque essa sia - che ne renda più dfficile e rischiosa
I'appalto o del contratto di prestazione d'òpera; non- l'esecuzione, tanto da rendere necessario il ricorso a
ché, la percepibilítà agevole ed immediata da parte misure capaci di prevenire il rischio di cadute. Una
del committente di eventuali situazioni di pericolo (v. modifica, quindi, che ha, in tale materia, ampliato i
in tal senso, Sez. 4, n. 3563 del 18/01/2012, Maran- casí di ricorso alle opere prowisionali e a sistemi di
gio, Rv. 252672; Sez.-4, n. 1508j, del 08/04/2010, Cu- protezione per lavori come quello che avrebbe dowúo
smano, non mess, sul punto). eseguire il t1C. che, per completare l'erezione del mu-
Cassazione penale, sez. quarta, sentenza 14mtg- ro fino all'ahezza di metri 3,5 dal suolo, doveva ne-
gio - 25 agosto 2015, n.35534 - Il commìttente è cessariqmente awalersi di un ponteggío. Dunque, nel
esonerato da responsahilitù quando le precauzíoní caso di specie, sono stati giustamente individuati,
richìedano una specifica competenza tecnica nella condotta dell'ímputato, i profili di colpa espres-
In tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro, il samente contestata nel capo d'ímputazione, giusta la
committente è esonerato dagli obblighi in materia an- regolazione applicabile " ratione temporis ".
tinfortunistica, con esclusivo riguardo alle precauzio-
ni che richiedono una specifica competenza tecnica Tenuità del fatto, elemento psicologico
nelle procedure da adottare in determinate lavorazio- e quantum della pena
ni, nell'utilizzazioie di speciali tecníche o nell'uso di Il 2 aprile 2015 è entrato in vigore il decreto legislati-
determinate macchine; mentre non può andare esente vo 16 marzo 2015, n. 28, recante disposizioni in ma-
da responsabilità ove abbia omesso di attivarsi per teria di non puriibilità per particolare tenuità del fatto.
prevenire il rischio non specffico (cfr. Sez. 3, n. Con tale intervento normativo il legislatore - dando
12228 del 25/02/2015 - dep. 24/03/2015, Cicuto, Rv. atfuazione all'art. 1, comma 1, lettera m, della legge
262757, in tema dí caduta dall'alto di un operaio 28 aprile 2014, n.67 contenente deleghe al Governo
operante su un lucernaio). Com'è quello del rischio in materia di pene detentive non carcerarie e di rifor-
di contatto con linee elettriche soprastanti l'area di ma del sistema sanzionatorio - ha conciliato i principi
lavoro. costituzionali dell'obbligatorietà dell'azione penale
Cassazione penale, sez. quarta, sentenza 12 giugno (art. Il2 Cost.) e della necessaria finalità rieducativa
- 24 agosto 2015, n. 35336 della pena (art.27 Cost.), che presuppone la propor-
Peraltro, I'evidenza delle precauzioni mancate e del zionalità tra la sanzione irrogata e la condotta di reato
grave rischiofatto assumerefonno sì che qui non ri- commessa.
levi l'esonero ritenuto nei soli casi in cui le predette Il nuovo istituto ruota intorno all'introduzione del-
precauzioni richíedano una specifica competenza tec- l'art. 13l-bís del codice penale, rubricato <<esclusione
nica nelle procedure da adottare in determinate lavo- della puníbilità per particolare tenuità del fatto>, íl
razioni, nell'utilizzazione di speciali tecniche o nell'u- cui comma I recita: <tnei reati per i quali è prevista
so di determinate macchine. la pena detentiva non superiore nel massimo a cinque
Infine, deve, senz'altro affermarsi che nel caso in esa- anni, owero la pena pecuniaria, sola o congiunta al-
me risulta palese che l'evento debba ritenersi causal- la predetta pena, Ia punibilità è esclusa quando, per
mente collegato a plurime omíssíoní colpose, specífi- le modalità della condotta e per I'esiguità del danno
camente determinate, imputabili alla sfera di control- o del pericolo, valutate ai sensi dell'art. 1j3, primo
Io dello stesso committente, col che pienamente si comma, cod. pen., I'offesa è di particolare tenuità e il
giustffica I'estensione della responsabilità dell'even- comportamento risulta non abituale>>.
tuale appaltante (la cui configurabilttà è rimasta pe- Cassazione penale, sez. primao sentenza 5 agosto
raltro nebulosd. 2015, n. 34208 - Reati derívantí da infortuní sal la-
Cassazione penaleo sez. quarta, sentenza 6 agosto voro e particolare tenu,ità del fatto
2015, n. 34289 - Lavori in quota e necessítà dì ade- Príva di fondamento si rivela la richiesta, articolata
guatí ponteggí e parapetti soltanto all'udienza di discussione, volta ad ottenere
L'art. 122 D.Lgs. n. 81/2008, corne modificato dal- l'applicazione del disposto dell'art. 131-bis cod. pen.,
I'art. 77 D.Lgs. n. 106/2009, prevede che nei lavori coma introdotto dal D.Lgs. n. 28/2015, che prevede

vl Diritto & Pratica del Lavoro 4412015


lnserto
quale causa di non punibilità la speciale tenuità del colare tenuità del fatto alle violazioni antinfortunisti
fatto; il provvedimento normativo che ha introdotto che previste dal D.Lgs. n. 81/2008.
tale istituto non prevede una disciplina transitoria, Cassazione penale, sez. quarta, sentenza 20 mag-
ma la natura sostanziale dell'istituto ed i suoí effetti gio - 17 agosto 2015, n. 34818 - Elemento psicologí-
favorevoli per il reo inducono a rawisarne l'applica- co legato a reati commessí in violazíone di disposí-
bilità astratta anche con effetto retroattívo a fattispe- zío ni antinforta nistic h e
cie concrete di reato, commesse prima dell'entrata in Né vale sul punto invocare (come fa il ricorrente) l'i-
vigore della disposizione che lo regola, secondo la gnoranza di un tale requisito (ossia della necessaria
previsione generale dell'art. 2 cod. pen., comma 4. alteritò del responsabile del lavoro rispetto alla per-
Inoltre, a norma dell'art. 609 cod. proc. pen., comma sona dell'appaltatore, perché la nomina del responsa-
2, poiché I'introduzione nell'ordinamento di tale cau- bile dei lavori possa produrue il richiamato effetto
sa di non punibilità è awenuta in momento successi' escludente la responsabílità), trattandosi di condizio-
vo alla celebrazione del giudizio di appello, il che ne ne discendente direttamente dalla legge.
ha precluso materialmente ogni possibilità di dedu- Giova infatti rammentare che, ai sensi dell'art. 5 cod.
zione nella più appropriata sede di merito, deve rite' pen., nel testo risultante a seguito della sentenza del-
nersi che la stessa sia applicabile, nella sussistenza la Corte cost. 24 marzo 1988, n. 364, che ne ha di-
dei relativi presupposti, anche nel giudizio di legitti' chiarato Ia illegittimità costituzionale <nella parte in
mità. cui non esclude dall'inescusabilità dell'ignoranza del'
Al riguardo, non può prescindersi dalla considerazio- la legge penale I'ignoranza inevitabile>, l'ignoranza
ne del circoscritto perimetro dei poteri cognitivi, pro- della legge penale scusa l'autore dell'illecito qualora
pri del giudizio di cassazione, nel quale non sono sia inevitabile, e quindi incolpevole, facendo venir
consentiti accertamenti difatto; pertanto, il ricono- meno l'elemento soggettivo del reato, anche se con-
scimento della non punibilità per speciale tenuità del trawenzionale.
fatto postula la verifica dell'astratta applicabilità Come chiarito dalla costante giurisprudenza di que-
dell'istituto al caso concreto alla stregua dei presup- sta Corte tale condizione deve ritenersí sussistente,
posti dettati dal parametro normativo di riferimento per il cittadino comune, specie se non fornito di spe-
e, in caso di esito positivo, I'annullamento della sen- cifiche competenze, allorché lo stesso abbia assolto
tenza impugnata con rinvio al giudice di merito per- aI dovere di informazione con la normale ed ordína-
ché proceda alla relativa declaratoria sulla scorta ria diligenza attraverso Ia coruetta utilizzazione dei
d el l' apprezz amento in concreto dell' effeuiv a gr avit à mezzi d'informazione, d'indagine e di ricerca che cia-
della fattispecie. In tal senso risulta essersí pronun- scuno ha a disposizione in riferimento al settore di
ciata questa Corte, sez. 3, con la sentenza nr. 15449 attività cui inerisce la disciplina predisposta alle nor-
del 15 aprile 2015, alle cui affermazioní di principio me violate (Sez. I, n. 25912 del 18/12/2003, dep.
si ritiene dt dover dare continuità per la loro piena 2004, Garzantí, Rv, 228235; Sez. l, n. 10167 del
condivisione 05/09/1995, Nitti, Rv. 202541).
Tanto premesso, esclusa dunque I'astratta incompati- Tale presupposto non può certo nella specíe rawisar'
bilità dell'ístituto col gíudizio di cassazione, nel caso si, considerata la particolare qualifica del legale rap'
di specie la considerazione in questa sede conducibi- presentante di società operante nel campo dell'edili-
le alla stregua delle valutazioni espresse dai giudici zia, tale da potersi ragionevolmente ipotizzare la pos'
di meríto ai fini della commisurazione del trattamen- sibilità di awedersi, con l'ordinaria diligenza esigibi-
to sanzionatorio e dell'accusa come formulata nei ca- le da tale profilo professionale, della quonto meno
pi d'imputazione induce ad escluderne l'applicabilità: dubbia coerenza, rispetto agli scopi della norma, del-
sotto il primo profilo l'imputato non risulta condan- la detta sovrapposizione dei ruoli di responsabile e
nato alla pena minima edittale, il che significa che appaltatore dei lavori e considerato, comunque, che
I' apprezzamento delle caratteristiche specifiche della nessuna allegaztone o prova è stata offerta circa le
vicenda ha giustificato punizione a tale soglia supe- ricerche e le indagini svolte in argomento.
riore. Inconferente è poi certamente al riguardo la circo-
Quanto all'altro aspetto in considerazione, le condot- stanza che la prima sentenzq della cassazione che, a
te antigiuridicke ascritte al ricorrente risultano esse- quanto consta, ha esplicitamente affermato la detta
re state plurime e reiterate nel tempo, il che contrasta incompatibilità, ossia il citato precedente di Sez. 4, n.
con il disposto dell'art. 131-bís cod. pen., terzo com- 1490 del 2010, sia stata emessa in epoca successiva
ma, il quale esclude esplicitamente la causa di esen- aI fatto, trattandosi di arresto volto a chiarire un
zíone dalla pena quando i reati "abbiano ad oggetto contenuto già comunque desumibile dal chiaro detta-
condotte plurime, abituali e reiterate", configurando to normativo, come tale per nulla innovativo, né tanto
in tal modo un'espressa condizione ostativa all'am- meno contrastato da precedenti dffirmi.
missione al beneficio. Si consideri peraltro che, secondo paciJìco índirizzo,
Invece, Cassazione penale, sez. quarta, 10 agosto anche l'incertezza derivante da contrastanti orienta-
2015, n. 34696, ha ritenuto applicabile la nuova di- menti giurisprudenziali nell' interpretazione e nell' ap -
sciplina, introdotta dal D.Lgs. n.28/2015, della parti- plicazione di una norma - ipotesi nel caso di specie

Diritto & Pratica del Lavoro 4412015 vtl


lnserto
comunque non ricorrente - non abiliterebbe da sola lative al giudizio di comparazione tra circostanze ag-
ad invocare Ia condizione soggettiva d'ignoranza ine- gravanti ed attenuanti, effettuato in riferimento ai
vitabile della legge penale; al contrario, il dubbio criteri di cui all'art. 133 cod. pen., sono censurabili
sulla liceità o meno deve indurre il soggetto ad un at- in cassazione solo quando siano frutto di mero arbi-
teggiamento più attento, jino cioè, secondo quanto trio o ragionamento illogico (Sez. 3, n. 26908 del
emerge dalla sentenza 364 del I9B8 della Corte Co- 22/04/2004, Ronzoni, Ru 229298)
s tituzionale, all' astensione dall'azione s e, nonostante Parimentí, con specífico riferimento alla quantifica-
tutte le informazioni assunte, permanga I'incertezza zione della pena, trovasi condivisibilmente precisato
sulla liceità o meno dell'azione stessa, dato che il che <la determinazione della misura della pena tra il
dubbio, non essendo equiparabile allo stato d'inevita- minimo e il massimo edittale rientra nell'ampio pote-
bile ed invincibile ignoranza, è inidoneo ad escludere re discrezionale del giudice di merito, il quale assol-
la consapevolezza dell'illiceità (v. Sez. 2, n. 46669 del ve il suo compito anche se abbia valutato globalmen-
23/11/2011, De Masi, Rv. 252197; Sez. 6, n. 6175 del te gli elementi indicati nell'art. 133 cod. pen.> (Sez.
27/03/1995, Bando, Rv. 201518). 4, n. 41702 del 20/09/2004, Nucifuro, Rv. 23A278).
Cassazione penale, sez. quarta, sentenza 20 fnag- In relazione alle esposte coordinate è da escludersi
gio - 17 agosto 2015, n.34818 - Sulle circostanze che, nel caso in esame, Ia quantificazione della pena
del reato e qusntum della.pena ovvero íl giudizio di comparazione tra circostanze
Sono destituite di fondamento le doglianze svolte in eterogenee siano frutto di arbitrio o di illogico ragio-
ordine aI diniego della circostanza attenuante di cui narnento.o che, comunque, si espongano a censura di
all'art. 62 n. 5 cod. pen.. vizio di motivazione, avendo il giudice a quo ampia-
Il riconoscimento dell'attenuante in parola presuppo- mente e specificamente motivato su entrambi tali
ne, infatti, secondo il testuale e univoco disposto del- punti facendo in particolare riferímento alla gravità
la norma, il concorso del <<fouo doloso della persona del fatto e all'elevato grado di colpa ravvisabile in
offesa>; è necessario dunque che Ia persona offesa capo al prevenuto: il contrario assunto del ricorrente
preveda e voglia I'evento dannoso come conseguenza integra censura di merito, a carattere meramente va-
della propria cooperazione attiva o passiva al fatto lutatívo e opposítivo, come tale inammissibile in que-
delittuoso dell'agente (Sez. I, n. 29938 del sta sede.
l4/07/2010, Meneghetti, Rv. 248021); la condotta
della persona offesa deve, pertanto, collegarsi sul Responsabilità da reato delle imprese
piano della causalità psicologica alla condotta del legate agli infortuni sul lavoro
soggetto attivo del reato, nel senso che Ia persona of-
fesa deve agire con dolo ossia deve volere lo stesso tt dato normativo
evento avuto di mira dall'agente (v. ex multis Sez. I, L introduzione della responsabilità da reato degli enti,
n. 14802 del 07/03/2012, Sulgea non mass, sul punto; da parte del Decreto Legislativo 18 giugno 2001, n.
Sez. 4, n. 17602 del 15/04/2010, Fiorentino, Rv. 231 (Disciplina della responsabilità amminístrativa
247340; Sez. l, n. 13764 del 11/03/2008, Sorrentino, delle persone giurídiche, delle società e delle asso-
Rv. 239798; Sez. 5, n. 7570 del 22/04/1999, Traversa, ciazioni anche prive dí personalità gíuridica), ha in-
Rv. 213639 Sez. 1, n. 9352 del 09/05/1994, La Verga- trodotto nell'ordinamento italiano una severa discipli-
ta, Rv. 199834): condizioni tutte nella specie certa- na repressiva predisposta per coinvolgere e responsa-
mente non rawisabili e,correttamente ritenute insus- bilizzare l'ente collettivo nella prevenzione dei reati
sistenti dalla Corte territoriale sulla base dell'owio che possono essere commessi dai soggetti intemi al-
rilievo che la condotta della víttima, consistita nella I'ente.
imprudente rimozione dei bancali posti a protezione I1 citato decreto prevede che sia gli enti forniti di per-
dei varchi d'accesso al vano ascensore, non aveva sonalità giuridica sia le società e le associazioni an-
certo di mira il tragico evento che ne è seguito. che prive di personalità giuridica possono essere chia-
Sono altresì infondate le censure svolte in punto di mate direttamente a rispondere dei reati commessi dai
mancata concessione delle attenuanti generiche e di dirigenti, dai dipendenti o da coloro che operano in
quantífi c az i o n e d el I a p ena. nome e per conto dell'ente collettivo.
E appena il caso di rammentare al riguardo che, in I1 decreto parla espressamente di responsabilità am-
tema di valutazíone dei vari elementi per la conces- ministrativa e non penale. Tuttavia, la competenza è
sione delle attenuanti generiche, owero in ordine al quella del giudice penale e le severe sanzioni previste
giudizio di comparazione e per quanto riguarda la per l'ente sono già ltilizzate sia nel diritto penale
determinazione della pena ed i limiti del sindacato di classico sia nella disciplina delf illecito amministrati-
legittimità su detti punti, la giurisprudenza di questa vo.
Corte non solo ammette la cd. motivazione implicita La responsabilità della persona giuridica è aggiuntiva,
(Sez. 6, n. 36382 del 04/07/2003, Dell'Anna, Rv. e non sostitutiva, rispetto a quella delle persone fisi-
227142) o conformule sintetiche (tipo <si ritíene che, che resta regolata dal diritto penale comune. Ri-
congruo): v. Sez. 6 , n. 9120 del 02/07/1998, Urrata, spetto a questa è inoltre autonoma: tanto è vero che
Rv. 211583), rna afferma anche che le statuizioni re- la responsabilità dell'ente sussiste anche quando l'au-

vill Diritto & Pratica del Lavoro 4412015


Inserto
tore del reato non è stato identificato o non è imputa- In relazione ai delitti di omicidio e lesioni personali
bile. colpose da infortunio o malattia da lavoro, I'interesse
Tra i reati di cui possono rispondere le persone giuri- o vantaggio dell'ente, che non può - come è owio -
diche, indicati tassativamente nel D.Lgs. n. 231 del riferirsi all'evento lesivo, dovrà essere valutato in ri-
200l,la legge 3 agosto 2007,n.I23,ha inserito l'art. ferimento alla condotta inosservante: potrebbe, ad
25 septies, la responsabilità delle società gli enti è esempio, consistere in un risparmio sui costi della si-
stata collegata per la prima volta ai delitti colposi, cutezza.
quali I'omicidio colposo e le lesioni personali colpo- Sono previste le seguenti condizioni di esonero dalla
se, commessi con violazione della normativa in mate- responsabilita: del reato commesso da "subaltemi", la
ria di sicurezza e igiene del lavoro. responsabilità della persona giuridica è esclusa <<se
In particolare, l' art. 25 septies, rubricato <<omicidio I'ente, prima della commissione del reato, ha adotta-
colposo o lesioni gravi o gravissime commesse con to ed fficacemente attuato un modello di organizza-
violazione delle norme sulla tutela della salute e sicu- zione, gestione e controllo idoneo a prevenire reati
rezza sul lavoro>>, nel testo attuale (come sostituito della specie di quello verificatosi> (art. 7 D.Lgs. n.
dal D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 8l), recita: 23v200r).
I. In relazíone al delitto di cui all'articolo 589 del Se invece il reato è stato commesso da un soggetto
codice penale, commesso con violazione dell'articolo apicale, secondo un'inversione dell'onere della prova
55, comma 2, del decreto legislativo attuativo della (a volte molto complessa), <d'ente non risponde se
delega di cui alla legge 3 agosto 2007, n. 123, in ma- prova che ...>> (art. 6 D.Lsg. n. 231/2001):
tería di salute e sicurezza sul lavoro, si applica una . sono stati adottati ed efficacemente attuati, prima
sanzíone pecuniaria in misura'pari a 1.000 quote. della commissione del fatto, modelli di organizzazio-
Nel caso di condanna per Ìl delitto di cui al prece- ne e gestione idonei a prevenire reati della specie di
dente periodo si apptióano le sanzioni interdiîtive di quello verificatosi;
cui alltarticolo 9, comma 2, per una durata non infe- . il compito di vigilare sul funzionamento e I'osser-
riore a tre mesi e non superíore ad un anno.
vanza dei modelli è stato affidato ad un organismo
2. Salvo quanto previsto dal comma 1, in relazione al
dell'ente dotato di autonomi poteri di iniziativa e con-
delitto di cui all'articolo 589 del codice penale, com-
trollo;
messo con violazione delle norme sulla tutela della . il reato è stato coÍrmesso eludendo fraudolentemen-
salute e sicurezza sul lavoro, si applica una sanzione
te i modelli di organizzazione e di gestione;
pecuniaría in mísura non inferiore a 250 quote e non . non vi è stata omessa o insufficiente vigilanza da
superiore a 500 quote. Nel caso di condanna per il
parte dell'organismo di vigilanza.
delitto di cui al precedente periodo si applicano le
sanzioni interdittive di cui all'articolo 9, comma 2, Le sanzioni applicabili agli enti sono la sanzione pe-
per una durata non inferiore a tre mesi e non supe- cuniaria, le sanzioni interdittive, la confisca, che è
riore ad un anno. sempre disposta ed ha per oggetto tl prezzo o il pro-
3. In relazione al delitto dí cui all'articolo 590, terzo fitto del reato, e la pubblicazione della sentenza. Si
comma, del codice pena,le, commesso con violazione tratta di sanzioni molto severe, non solo per la loro
delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul incidenza sul patrimonio dell'ente, ma anche perché
lavoro, si applica una sanzione pecuníaria in misura quelle a carattere interdittivo possono inibire in modo
non superiore a 250 quote. Nel caso di condanna per grave la stessa attività aziendale
il delitto di cui al precedente periodo si applicano le Il D.Lgs. n.231del 2001 ha previsto l'applicazione
sanzioni interdittive di cui all'articolo 9, comma 2, della sanzione pecuniaria secondo il modello "per
per una durata non superiore a sei mesi. quote". Significa che il Giudice dapprima determina
I soggetti dal cui reato deriva la responsabilità degli il numero delle quote (non inferiore a 100 e non su-
enti sono i soggetti in posizione apicale, ossia le per- periore a 1000) tenendo conto di parametri sostanzia-
sone che rivestono funzioni di rappresentarua, ammi- li, quali la gravita del fatto, i[ grado di responsabilità
nistrazione o direzione dell'ente, e i soggetti sottopo- dell'ente, le attività svolte per eliminare o attenuare
sti alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti le conseguenze del fatto e per prevenire la commis-
apicali. sione di ulteriori reati; determina poi I'importo della
L'ente collettivo può essere imputato del reato com- quota (fra un minimo di 258 ad un massimo di 1549
messo, da uno dei soggetti di cui si è appena detto, a euro) tenendo conto delle condizioni economiche e
vantaggio o nelf interesse dell'ente stesso. L'interesse patrimoniali dell'ente.
sussiste se il fatto è stato commesso al fine di awan- Le sanzioni interdittive cui I'ente può essere condan-
taggiare I'ente, mentre il vantaggio è da valutare ex nato sono I'interdizione dall'esercizio dell'attività, la
post itt base ai concreti effetti del reato. Ne consegue sospensione o la revoca di autorizzazioni o licenze, il
che la responsabilità dell'ente collettivo è esclusa se divieto di contrarre oon la Pubblica Amministrazione,
il soggetto ha agito per esclusivo interesse proprio o I'esclusione da ftnanziamenti, agevolazioni, contributi
dr terzi. e sussidi, e il divieto di pubblicizzarebeni o servizi.

Diritto & Pratica del Lavoro 4412015 lx


Inserto
La giurisprudenza zazione dell'illecito ed indipendentemente dalla fina-
lizzazione originaria del reato.
Cassazione penale, sezione seconda, sentenza 10
Tuttavia, gradualmente, la giurisprudenza si è awia-
luglio 20150 n. 29512 - Reato corflmesso a vantaggio
ta verso una concezione oggettiva non solo del van-
o nell'interesse dell'ímpresa. Natura della responsa-
tgsgio ma anche dell'interesse.
bilítà detta socìetà
E stato, infatti, rilevato che <[...J Se non può sussi-
Il principio di diritto sancito dalla pronuncia di legit- stere dubbio alcuno círca il fatto che I'accertamento
timità è il seguente: I criteri ascrittivi della responsa-
bilità da reato degli enti, rappresentati dal riferimen- di un esclusivo interesse dell'autore del reato o di
terzi alla sua consumazione impedisca dí chiamare
to contenuto nell'art. 5 del D.Lgs. 231 del 2001 al-
I'interesse o al vantaggio, evocano concetti distinti e
I'ente a rispondere dell'illecito amministrativo ex
devono essere intesi come criteri concorrenti, ma co-
D.Lgs. n. 231/2001 (in questo senso anche Sez. 6, n.
munque alternativi. L'interesse va inteso come proie-
36083 del 9 luglio 2009, Mussoni e altri, Rv.
zione finalistica dell'azione da valutarsi ex ante; il
244256), ciò peraltro non significa che il criterio del
vantaggio va, invece, apprezzato come potenziale ed vantaggio perda automaticamente di significato. In-
effettiva utilità anche di carattere non patrimoniale fatti, ai fini della configurabilità della responsabilità
ed accettabile in modo oggettivo, da valutarsi ex dell'ente, è sfficiente che venga provato che lo stes-
post. so abbia ricavato dal reato un vantaggio, anche
Più preqisamente, per gli Ermellini, il D.Lgs. n. 231 quando non è stato possibile determinare I'effettivo
del 2001 stabilisce,,agli artt. 5 e 6, i criteri ín base ai interesse vantato ex ante alla consumazione dell'ille-
quali il reato commesso dalla persona fisíca può es- cito e purché non sia, come detto, contestualmente
s ere attribuito alla persona. giuridica.
stato accertato che quest'ultimo sia stato commesso
L'art. 5 individua il c.d. criterio di imputazione og- nell'esclusivo interesse del suo autore personafisica
gettiva, e norma del quale l'ente risponde solo dei o di terzi. Appare, dunque, conetto attribuire alla no-
reati commessi nel suo "interesse o vantaggio". zione di interesse accolta nel primo comma dell'art.
È controverso it significato da attribuirà ai suddetti 5 una dimensione non propriamente od esclusivamen-
lemmi. te soggettiva, che determinerebbe una deriva psicolo-
Secondo la Relazione governativa al D.Lgs. (p.3.2.) gica nell' accertamento della fattíspecie che invero
<[...J la formula costituisce I'espressione normativa non trova effettiva giustificazione nel dato normativo.
aèl òttato rapporto di immedesimazione organica. È E infatti evidente come la legge non richieda neces-
appena il caso di aggiungere che il richiamo all'inte- sariamente che l'autore del reato abbía voluto perse-
resse dell'ente caratterizza in senso marcatamente guire I'interesse dell'ente perché sía configurabile la
soggettívo la condotta delit|uo,sa della persona fisica responsabilità di quest'ultimo, né è ríchiesto che lo
e che si accontenta di una verifica ex ante: viceversa, stesso sia stato anche solo consapevole di realizzare
il vantaggio, che può essere tratto dall'ente anche tale ínteresse attraverso la propria condotta. Per con-
quando la personafisica non abbia agito nel suo in- verso, la stessa previsione contenuta nell'art. I lett.
teresse, rtchiede sempre una verifica ex posb). a) del decreto - per cui la responsabilítà dell'ente
In dottrina, si contendono il campo, sulla questione, sussiste anche quando I'autore del reato non è identi-
due tesi: quella monistíca, il cui approdo finale è la ficato o non è imputabile - e I'introduzione negli ulti-
sottovalutazione del criterio del vantaggio, e quella mi anni di ipotesi dí responsabilitò dell'ente per reati
dualística secondo Ia quale I'art. 5 d.lgs. cit. prevede di natura colposa, sembrano negare una prospettíva
due autonomi e alternativi criteri. di tal genere. Il concetto di interesse mantiene invece
La giurisprudenza di questa Corte (Cass. 3615/2005 anche e soprattutto una sua caratterizzazione oggetti-
Rv. 232957; Cass. 10265/2013 riv. 258575; Cass. va, evidenziata proprio dal disposto del secondo com-
24559/2013 riv 255442; SSUU 38343/2014 Rv. ma dell'art. 5, il che consente per I'appunto di con-
261114), ritiene che i due criteri d'imputazione del- servare autonomia concettuale al termine vantaggio,
l'interesse e del vantaggio si pongono in rapporto di pure contemplato dalla norrna menzionata tra i crite-
alternatività, come confermato dalla congiunzione di- ri ascrittivi della responsabilità. In altri termini I'in-
sgiuntiva <o>> presente nel testo della disposizione. teresse dell'autore del reato può coincidere con quel-
La suddetta giurisprudenza, presta formale adesione lo dell'ente (rectius: la volontà dell'agente può essere
alla Relazione governativa: si legge, infatti - in spe- quella di conseguire I'interesse dell'ente), ma Ia re-
cie nelle massìme - che il criterio dell'interesse espri- sponsabilità dello stesso sussiste anche quando, per-
me una valutazione teleologia del reato, apprezzabile seguendo il proprio autonomo interesse, I'agente
ex ante, al momento della commissione del fatto, e obiettivamente realizzi (rectius: la sua condotta illeci-
secondo un metro di giudizio marcatamente soggettí- ta appaia ex ante in grado di realizzare, giacché ri-
vo ín relazione all'elemento psicologico della specifi- rnane irrilevante che lo stesso effettivamente venga
ca personafisica autore dell'íllecito; il criterio del conseguito) anche quello dell'ente. In definitiva, per-
vantaggio ha, invece, una connotazione essenzial- ché possa ascriversi all'ente la responsabilità per il
mente oggettiva, come tale valutabile ex post, sulla reato, è sfficiente che la condotta dell'autore di que-
base degli effetti concretamente derívati dalla realiz- st'ultimo tenda oggettivamente e concretamente a

x Diritto & Pratica del.Lavoro 4412015


lnserto
realizzare, nella prospettiva del soggetto collettivo, Più esattamente è stato precisato che <il sistema nor-
anche I'interesse del medesimo (in senso analogo mativo introdotto dal D.Lgs. n. 231 del 2001, coniu-
Sez. 5, n. 40380 del 26 aprile 2012, Sensi, Rv. gando i tratti dell'ordinamento penale e di quello
253355, in motivazione)>: Cass. 10265/2013 cit. amministrativo, configura un tertium genus di re-
In particolare, relativamente alla nozione dell'inte- sponsabilità compatibile con i principi costituzionali
resse esclusivo dell'agente che ha commesso il reato di responsabilità per fatto proprio e di. colpevolezzo),
presupposto, si è osservato che va individuata nei sicché grava sulla pubblíca accusa I'onere di dimo-
<fuui illeciti posti in essere nel loro interesse esclusi- strare I'esistenza dell'illecito dell'ente, mentre a que-
vo, per unfine personalissimo o di terzi. In sostanza, st'ultimo incombe I'onere, con effetti liberatori, di dí-
con condotte estranee alla politica di impresa>: Cass. mostrare di aver adottato ed fficacemente attuato,
3615/2005 cít. prima della commissíone del reato, modelli di orga-
A contrario, ed in positivo, si può quindi ritenere che nizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della
Ie condotte dell'agente poste in essere nell'interesse specie di quello verificatosi: S.U. cit.
dell'ente sono quelle che rientrano nella politica so- Dal combinato disposto delle suddette norrne, il siste-
cietaria ossia tutte quelle condotte che trovano una ma delineato dal D.Lgs. cit. può essere, quíndi, rico-
spiegazione ed una causa nella vita societaria. struito nei seguenti termini:
Più agevole la definizione del <vantaggiots che va in- - I'ente è responsabile ove la pubblica accusa provi
teso come la <potenziale o effettiva utilità, ancorché che il soggetto che ricopre al suo interno sia posizio-
non necessariamente di carattere patrímoniale, deri- ni apicali, sia subordinate, ha commesso il reato pre-
vante dalla commissione del reato presupposto>: supposto nell'interesse (inteso come proiezione finali-
Cass. 24583/2011 Rv. 249822 (in motivazíone), valu- stica dell'azione) o a vantaggio (inteso come poten-
tabile "ex post", sulla base degli effetti concretamen- ziale ed effettiva utilità anche di carattere non patri-
te derivati dalla realizzazione dell'illecito. moniale ed accettabile ín modo oggettivo) dell'ente;
Sí può, quindi, affermare che, mentre è indubbio che - se Ia suddetta prova non viene data o fallisce, I'en-
l'interesse va valutato ex ante (perché si ha riguardo te, anche se non ha adottato alcun modello di orga-
al momento ín cui I'agente ha agito), ed il vantaggio nizzazione e di gestione idonei a prevenire reati, non
va valutato ex post (perché si ha riguardo al risultato può essere ritenuto responsabile di alcunché;
conseguito dall'azione dell'agente), al contrario, va - se la suddetta prova, invece, vienefornita, I'unico
sempre più sfumando I'indagine sull'atteggiamento modo per I'ente di sfuggire alla declaratoria di re-
psicologico dell'agente relativamente all'interesse sponsabilità per íl reato presupposto, è quello di di-
che lo ha sorretto nell'azione illecita, richiedendosi mostrare di avere adottato un idoneo modello di or-
sólo la proiezione finalistica della condotta. ganízzazione e di gestíone idonei a prevenire reati.
Appaiono, infatti, decisivi gli argomenti secondo i Il principío di diritto che, quindi, deve enunciarsi è il
quali la teoria soggettivisticafacendo dipendere I'e- seguente: <I criteri ascrittivi della responsabilità da
sístenza dell'illecito dalla soggettíva rappres entazio- reato degli enti, rappresentati dal riferimento conte-
ne, eventualmente erronea, dell'autore delfatto, non nuto nell'art. 5 del D.Lgs. 231 del 2001 all'interesse
è compatibile né con l'ípotesí della responsabilità o al vantaggio, evocano concetti distinti e devono es-
dell:ente nel caso della mancata ídentificazione del- sere intesi come crtteri concorrenti, rna comunque al-
I'autore del reato ac art. 8, comma 1, ieu. a), D.Lgs. ternativi. L'interesse va inteso come proíezione finali-
cit. (sarebbe, infatti, impossibile accertare se l'ignoto stica dell'azione da valutarsi ex ante; iI vantaggio
autore del reato agì o meno nell'ínteresse dell'ente) va, invece, apprezzato come potenziale ed effettiva
né con le ípotesi di responsabilità derivanti da reati utilità anche di carattere non patrimoníale ed accet-
colposi dove fosse ipotizzabile la colpa incosciente. tabile in modo oggettivo, da valutarsi ex post>.
I successivi art. 6 e 7 individuano, invece, il c.d. cri- Inoltre, per la Suprema Corte, è manifestamente in-
terio di imputazione soggettiva, in base al quale l'en- fondata la questione di legittimità costituzionale del-
te non rísponde se risultí adottato un modello di or- l'art. 19 del D.Lgs. n.2311200I per la semplice ragio-
ganizzazione e gestione, idoneo ad impedire la com- ne, prospettata già dallo stesso ricorrente, che <il cri-
missione di uno dei reati realizzati da un soggetto terio di responsabilità della persona giuridica è auto-
che ricopre al suo interno sia posízioni aptcali, sia nomo rispetto a quello stabilito per I'imputator>, sic-
subordinate. ché non è ipotizzabile la violazione di alcuna nonna
Sul punto, questa Corte ha rilevato che <dall'esame costituzionale.
del D.Lgs. n. 231 del 2001, e particolarmente dagli In altri termini, ciò che rileva è che, al momento della
artt. 5 e 6, scaturisce il principio di diritto secondo commissione dei reati presupposti, questi erano già in
cui I'ente che abbia omesso di adottare e attuare il vigore, ed era prevista la confisca per quei reati.
modello organizzativo e gestionale non risponde per Che, poi, la confisca per equivalente sia stata intro-
il reato (ríentrante tra quelli elencati negli artt. 24 e dotta per le persone fisiche successivamente alla
26), commesso dal suo esponente in posizione apicale commissione del reato, non influisce, per la ricorren-
soltanto nell'ipotesi di cui al D.Lgs. cit., art. 5, com- te, in alcun modo sulla propria autonoma responsabi-
ma 2t>: Cass. 36083/2009 riv 244256. lità (del tutto diversa, rispetto a quella penale ed am-

Diritto & Pratica del Lavoro 4412015 xl


lnserto
ministrativa, tant'è che è qualificata come un tertium Il giudicante riteneva non direttamente rilevante il te-
genus rispetto alle prime due) trattandosi di scelta le- ma della riconducibilità dell'evento ad una manovra
gislativa incensurabile. impropria dell'infortunato, che in ipotesi aveva dato
Cassazione penale, sez. quarta, sentenza 23 giugno il via libera al collega, mantenendo o ponendo la ma-
- 16 luglio 2015, n. 31003 - Frattara di una tnano no attorno al mandrino, owero ad una scelta impro-
del lav or atore : r esp ons abílítù ammínìstrativa del- pria del manovratore che aveva proceduto allo sgan-
l'ímpresa per il vantaggìo ottenuto dal rìsparmìo di cio senza attendere il via libera del collega.
spesa per il dispositivo dí sicurezza mancante In ogni caso, infatti, si apprezzava un profilo di colpa
E principio ormai consolidato quello secondo cui, in del datore di lavoro, che aveva consentito che a cura-
materia dt responsabilità amministrativa ex art. 25 re I'operazione fossero due lavoratori, come in astrat-
septies D.Lgs. n. 231/2001, I'interesse e/o il vantag- to possibile, ma senza installare sul macchinario un
gio vanno letti, nella prospettiva patrimoniale del- dispositivo di sicurezza fquale quello poi fatto instal-
l'ente, come risparmio di risorse economiche conse. lare dagli organi di vigilanzal cioè un sistema di dop-
guente alla mancata predisposizione dello strumgnta- pi comandi tale da consentire lo sgancio della bobina
rio di sicurezza owero come incremento economico solo con I'esplicito consenso dei lavoratori.
conseguente all'aumento della produttività non osta- L'evento, pur in astratto riconducibile a manovra er-
colata dal pedissequo rispetto della normativa pre- ronea di uno dei due lavoratori, non poteva conside-
venzionale (cfr autorevolmente, per utili spunti, Se- rarsi evento eccezionale, siccome cornunque verifica-
zioni Llnite, 24 aprile 2014, Espenhahn ed altri). tosi nell'ambito delle ordinarie mansioni lavorative.
In altri termini, nei reati colposi l'interesse/vantaggio Fondato era l'addebito anche a carico dell'ente che
si ricollegano al risparmio nelle spese che I'ente do- comunque aveva tratto un vantaggio dalla predisposta
vrebbe sostenere per I'adozione delle m,isure precau- modalità di orgarizzazione del lavoro, sul rilievo che
zionali ovyero nell'agevolazione [sub specie, dell'au- fosse <<congeniale alle modalità della produzione scel-
mento di produttivitàJ che ne può derivare sempre te nel suo interesse, I'esposizione a tale rischio del
proprio lavoratore>.
per I'ente dallo sveltimento dell'attivítà lavoratíva
"favorita" dalla mancata osservanza della normativa Con il ricorso, l'imputato contesta il giudizio di re-
sponsabilità, riproponendo la questione dell'abnormità
cquÍelare, íl cui rispetto, invece, tale attività avrebbe
"rallentato " quantomeno neí tempi. del comportamento del lavoratore che, si argomenta,
contrawenendo a quanto aveva sempre fatto, nel cor-
In questa prospettiva, la motivazione della condanna so della manovra di sganciamento aveva inopinata-
regge al vaglio di legittimità ove si consideri che da
mente manowato sulla macchina con la mano destra
questa risulta che I'addebito colposo è stato basato
e non con la sinistra, per sganciare il mandrino di si-
anche e soprattutto nel non aver predisposto quel di-
nistra, finendo per rimanere coinvolto nell'incidente.
spositivo di sicurezza, poi imposto dagli organi di vi- La società, con il ricorso, dapprima ripropone il tema
gilanza.
dell'abnormità del comportamento del lavoratore, che
C.S. e la I. s.p.a. ricorrono avverso la sentenza di cui si rifletterebbe anche sulla responsabilità dell'ente, e
in epigrafe che, sotto il profilo della responsabilità poi, con più ampi argomenti, focalizza llattenzione
penale, ha riconosciuto il primo, nella qualità di lega- sui profili dell' interesse/vantaggio, di cui all'articolo
le rappresentante della I. s.p.a e datore di lavoro di 5 del D.Lgs. n. 231 del 2001, che costituisce uno dei
R.R., colpevole del reato di lesioni personali colpose presupposti della responsabilità amministrativa.
aggîavato dalla violazione delle nonne antinfortuni- Sul punto si sostiene che un comportamento occasio-
stiche in danno del lavoratore dipendente R.R., e, sot- nale del lavoratore non potrebbe mai fondare la re-
to il profilo della responsabilità dell'ente ex D.Lgs. n. sponsabilità dell'ente.
231 del2001, ha affermato la responsabilità della I. Si sostiene ancora che contraddittoriamente, in primo
per I'illecito di cui all'articolo 25 septies del citato grado si sarebbe fondato l'addebito sulla velocizza-
decreto legislativo. zione dell'attività derivante dall'impiego di due per-
La vicenda processuale ha ad oggetto le lesioni gravi, sone, mentre in appello si sarebbe basata la afferma-
consistite nella frattura di alcune ossa della mano de- zione del parametro dell'interesse/vantaggio sulla
stra e in un ferita lacero contusa alla stessa mano, su- congenialitàper l'azienda delle modalità di organiz-
bito dal lavoratore R.R. che, mentre con un collega zazione del lavoro prescelte, pur tali da esporre al ri-
era intento ad effettuare un'operazione di scarico di schio il lavoratore.
una grande e pesante bobina di carta [operando I'altro La Suprema Corte ritiene infondato il ricorso sul pun-
lavoratore, sulla consolle di comando del macchinario to, a fronte di una decisione satisfattivamente motiva-
che comandavala discesa della bobina, mentre il ta quanto alla ricostruzione dell'incidente [qui non di-
R.R. provvedeva all'effettuazione manuale dello versamente ricostruibile], ai profili di colpa e, per
sgancio dei mandrini che fissavano l'albero della bo- quanto intere s sa, all' insus sis tenza di c omportamenti
bina alla macchina], rimaneva con la mano schiaccia- abnormi del lavoratore.
ta sotto la bobina, avendo il collega già proweduto Anche a voler ammettere l'errore del lavoratore nel-
all'operazione di sgancio. I'uso di una mano anziché dell'altra [in ciò è argo-

xll Diritto & Pratica del Lavoro 4412015


Inserto
mento nel ricorso, per fondare I'abnormità], questa alla mancata predisposizione dello strumentario di
sola circostanza non varrebbe per escludere la respon- sicurezza owero come incremento economico conse-
sabilità del datore di lavoro, risultato in colpa [nei guente all'aumento della produttivitò non ostacolata
termini, come sopra ricostruiti nella sentenza impu- dal pedissequo rispetto della normativa prevenziona-
gnata che ha fondato I'addebito di responsabilità sulla le [cfr autorevolmente, per utili spunti, Sezioni unite,
omessa predisposizione di un dispositivo di sicurezza, 24 aprile 2014, Espenhahn ed altriJ.
fatto installare solo successivamente all' infortuniol. In altri termini, nei reati colposi l'interesse/vantaggio
Vale in primo luogo il principio secondo cui, in caso si ricollegano al rísparmio nelle spese che l'ente do-
di infortunio sul lavoro, non è consentito al datore di vrebbe sostenere per l'adozione delle misure precau-
lavoro invocare a propria discolpa, per farne discen- zionali owero nell'agevolazione [sub specie, dell'au-
dere I'interruzione del nesso causale (articolo 41, mento di produttivitàJ che ne può derivare sempre
comma 2, cod. pen.), la legittima aspettativa della di per l'ente dallo sveltimento dell'attività lavorativa
ligenza del lavoratore, allorquando lo stesso datore di 'favorita" dalla mancata osservanza della normativa
lavoro versi in re illicita per non avere, per propria cautelare, il cui ríspetto, invece, tale attività avrebbe
colpa, impedito I'evento lesivo cagionato dallo stesso "rallentato'l quantomeno nei tempi.
infortunato, consentendogli di operare sul luogo di la- In questa prospettiva, la motivazione della condanna
voro in condizioni di pericolo, allorquando appunto regge al vaglio di legittímità ove si considert che da
la condotta sia stata posta in essere nell'ambito del- questa risulta che I'addebito colposo è stato basato
I'attività.lavorativa e delle mansioni demandate (Se- anche e soprattutto nel non aver predisposto quel di-
zione fV; 24 gennaio 20t3,De Vincentis). spositívo di sicurezza, poi imposto dagli organi di vi-
E principio qui calzante, ove si consideri che proprio gilanza.
a seguito delllinfortunio si sono adottate prescrizioni Ciò che consente di ricondurre l'omissione originaria
dirette a modificare I'attività lavorativa, con la previ- ad un risparmio di spesa che, satisfattivamente fonda
sione di dispositivo di protezione, all'epoca mancan- I' ipotes i dell' interess e/vantaggio di cui all' articolo 5.
te. E questo in termini ampiamente satisfattivi ed inte-
Ma vale anche l'altro principio secondo cui la con- grativi rispetto ad una motivazione - quale quella so-
dotta colposa del lavoratore infortunato non assurge a pra menzionata- che appare non completa e non
causa sopravvenuta da sola sufficiente a produrre l'e- c omp I etam ent e s atisfattiv a.
vento quando sia comunque riconducibile all'area di Tribunale Milano, Vf sezione penale, sentenza 26
rischio propria della lavorazione svolta: in tal senso il giugno 2014 - Esclusìone della responsabílìtà ammí-
datore di lavoro è esonerato da responsabilità solo nistratíva della società per insussistenza del reato
quando il comportamento del lavoratore, e le sue con- presupposto
seguenzo, presentino i caratteri dell'eccezionalità, Chiamato ad accertare se il tragico investimento, da
dell'abnormità, dell' eso rbitanza rispetto al procedi- parte di un fteno, del dipendente di una società ope-
mento lavorativo e alle direttive di organizzazíonen- rante su un cantiere ferroviario fosse riconducibile,
cevute (Sezione'IIy', 25 giugno 20 14, Brancaccio). come sostenuto dalla Pubblica Accusa, alla violazio-
Ciò perché si esclude tradizionalmente che presenti le ne della normativa in tema di salute e sicurezza sui
caratteristiche dell' abnormità il comportamento, pur luoghi di lavoro e se, pertanto; fosse rawisabile una
imprudente, del lavoratore che non esorbiti completa- responsabilità anche ai sensi del D.Lgs. n.23112001.
mente dalle sue attribuzioni, nel segmento di lavoro Si ricorda che, data l'entità dell'opera, il committente
attribuitogli e mentre vengono utilizzati gli strumenti aveva appaltato i lavori ad una società la quale, a pro-
di lavoro ai quali è addetto, essendo l'osseryanza del- pria volta, aveva affidato I'esecuzione di singole atti-
le misure di prevenzione ftnalizzata anche a prevenire vità ad altri enti.
errori e violazioni da parte del lavoratore (cfr. Sezio- Secondo I'assunto accusatorio, la responsabilità degli
ne IV, 5 giugno 2008, Stefanacci ed altri; nonché, Se- enti coinvolti si riconnetteva: I) alla mancata predi-
zione feriale, 12 agosto 2010,Mazzei ed altro). sposizione di un Piano di sicurezza e coordinamento
Per la Suprema Corte, inoltre, infondato, anche se @sc) idoneo; II) all'omissione di un adeguato coordi-
non inammíssibile, è il ricorso proposto nell'interesse namento tra il Piano operativo di sicwezza (Pos) del-
della societò. la subappaltatrice e il Psc; III) all'aver consentito la
Quanto al primo motívo, valgono i rilievi sopra svi- prassi di allestire il cantiere in presenza del binario
luppati sulla non configurabilità dell'ipotesi dell'ab- attivo; IV) al non aver valutato il rischio di investi-
normità interruttiva il nesso causale. mento nella fase di approntamento di cantiere.
Quanto all'altro motivo, dí indubbio spessore, vale Per quello che più rileva in questa sede, alle tre So-
quanto segae. cietà implicate veniva addebitata la violazione degli
E principio ormai consolidato quello secondo cui, ín arít. 5, 6,25-septies, D.Lgs, n. 2311200I, in relazione
materia di responsabílità amministrativa ex art. 25 al delitto di omicidio colposo (art. 589, comma 2,
septies D.Lgs n. 231/2001, l'interesse e/o il vantaggio cod. pen.). Tale reato sarebbe stato commesso nelf in-
vanno letti, nella prospettiva patrimoniale dell'ente, teresse o vantaggio degli enti medesimi, a motivo
come risparmio di risorse economiche conseguente dell'inosservanza degli obblighi di adozione di Mo-

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Inserto
delli organizzativi idonei a prevenire l'infortunio del responsabile. La responsabilità penale presuppo-
mortale verificatosi. sta può essere ritenuta incidenter tantum (ad esempio
Benché gli enti siano stati assolti <perché il reato pre- perché non si è potuto individuare il soggetto respon-
supposto non sussiste>, il Tribunale meneghino non sabile o perché questi è non imputabile) e ciò non
si è limitato a valutare llidoneità del coordinamento ostante può essere sanzionata in via amministrativa
tra tutte le imprese operanti nel cantiere e ad esclude- la società.
re la commissione di un omicidio colposo da parte Anche I'intenzione soggettiva del legislatore (che, in
delle persone fisiche, ma è entrato ugualmente nel questo caso, emerge dalla relazione governativa, trat-
merito dell'adeguatezza dei Modelli organizzativi e tandosi di decreto legislativo) è chiara in tal senso,
della sussistenza, nel caso concreto, di un interesse o affermando che il titolo di responsabilità dell'ente,
vantaggio riconducibili alle persone giuridiche coin- anche se presuppone la commissione di un reato, è
volte. Ciò, probabilmente, è da ricondursi a due ordi- autonomo rispetto a quello penale, di natura,perso-
ni di ragioni: da un canto, l'axt. 30 D.Lgs. n. 81/2008, nale. Dice la relazione mínisteriale che non vi sareb-
nel richiamare i modelli adottati er D.Lgs. n. be ragione di e.scludere, in queste ipotesi, Ia respon-
23112001, richiede un accertamento specifico che de- sabilità dell'ente. Quello della mancata identificazio-
termina il sorgere di un sistema di controllo aziendale ne della persona fisica che ha commesso íl reato è,
integrato; dall'altro, non essendo aggiornati i Modelli infatti, un fenomeno tipíco nell'ambito della respon-
orgarúzzativi in esame, si è ritenuto correttamente op- sabilità d'impresa: anzi, esso rientra proprio nel no-
portuno, comunque, valutarne l:efficacia in un'ottica vero delle ipotesi in relazione alle quali píù forte si
sostanzialistica volta aualomzzare le politiche azien- awertiva l'esigenza di sancire la responsabilità degli
dali in materia di anti-infortunistica. enti (viene portato I'esempio ai casi di c.d, imputa-
Tfibunale Torino, sez. f, sentenza 10 gennaio 2013 zione soggettivamente alternativa, in cui iI reato (per-
- Esclusione della responsabilítà amminìstrativa del- fetto in tutti i suoi elementi) risulti senz'altro ricon-
la società ducibile ai vertíci dell'ente e, dunque, a due o più
Non sussiste la responsabilità dell'ente in ordine al- amministratori, ma manchi o sia insufficiente la pro-
I'illecito di cui all'art. 25 septies D.Lgs. n. 231 del va della responsabilità individuale di costoro). L'o-
2001 posto che I'erore occasionale da parte del sog- messa disciplina di tali evenienze - prosegue la rela-
getto qualificato, non è sufficiente a fondare Ia re- zione - si sarebbe dunque tradotta in una grave lacu-
sponsabilità dell'ente, se non affermando I'automati- na legislativa, suscettibile di infirmare Ia ratio com-
smo tra esercizio delle funzioni all'interno dell'ente e plessiva del prowedimento. Sicché, in tutte le ipotesi
p er s eguim ent o d e I l' int e re s s e dell o s t e s s o, afferm az ío - in cui, per la complessítà dell'assetto organizzativo
ne che violerebbe il principio di colpevolezza richie- interno, non sia possibile ascrivere la responsabilità
sto anche dall'art. 5 D.Lgs. n. 231 del 2001, norma penale ín capo ad uno determinato soggetto, e ciò
che svolge una funzione selettiva nell'ambito della re- nondimeno risulti accertata Ia comrnissione di un
sponsabilità delineata dal citato decreto. reato, I'ente ne dovrà rispondere - ricorrendone tutte
Cassazione penale, sezione prima, sentenza 2 set- Ie condizioni di legge - sul piano ammínistrativo.
tembre 2015, n. 35818 - Impresa e persone ftsíche Infine, anche la ratio oggettiva della norma - quale
vìaggiano sa bìnaú processualí dílferenti emerge sistematicamente dal complesso delle disposi-
Le dfficoltà di accertamento del reato delle persone zioni sulla responsabilità arnministratíva degli enti -
fisiche che commettono reatí a vantaggío o nell'inte- persegue laJìnalità di sanzionare I'ente collettivo
resse della socíetò o dell'ente non pregiudicano la ogni volta che le persone che rivestono funzioni dí
declaratoria di responsabilità dell'impresa, trattan- rappresentanza, di amministrazione o dí direzione
dosi di responsabilítà autonomamente individuabili. dell'ente (o sulle quali queste esercitano, anche di
A norma dell'art. B del D.Lgs. n. 231/2001, Ia cui ru- fano, Ia gestione e il controllo) commettono dei reati
bríca è intitolata <<Autonormia della responsabilità nel suo interesse o a suo vantaggío>>: Cass.
dell'ente>, <la responsabilità dell'ente sussiste anche 20060/2013 Rv. 255414.
quando: a) I'autore del reato non è stato identiJìcato; Cassazione penale, sezione quarta, 25 febbraio
b) il reato si estingue per una causa diversa dall'am- 2015, n. 8531 - Omessa adozione del modello di or.
nistia [...J>. ganizzazione e gestione ex D,Lgs. n. 231/2001
Questa Corte ha rilevato che <Il senso letterale della Con sentenza resa in data 22110/2012, il Tribunale di
norrna è chiarissimo nell'evidenziare non tanto I'au- Varese ha condannato la F. Hotel s.r.l e la Italy Pools
tonomia delle due fattispecie (che anzi I'illecito am- s.r.l, in persona dei rispettivi legali rappresentanti, al-
ministrativo presuppone - e quindi dipende da - la sanzione pecuniaria di Euro 15.480,00 ciascuna
quello penale), quanto piuttosto I'autonomia delle (pari a 60 quote delf importo di Euro 258,00 I'una),
due condanne sotto il profilo processuale. Per la re- in relazione alf illecito loro ascritto ai sensi del
sponsabilità amministrativa, cioè, è necessario che D.Lgs. n. 23I del 2001 , art. 12, comma 2, perché,
venga compiuto un reato da parte del soggetto ricon- avendo i rispettivi amministratori, soggetti in posizio-
ducibile all'ente, ma non è anche necessario che tale ne apicale (tali M. e B.), commesso il delitto di cui
reato venga accertato con individuazione e condanna all'art.590, comma 3, cod. pen., in violazione delle

xtv Diritto & Pratica del Lavoro 4412015


lnserto
nonne per la prevenzione degli inforhrni sul lavoro, sussistenza del necessario presupposto fondante la
non avevano adottato alcun preventivo modello di or- responsabílítà amministrativa delle società odierne
ganizzazione e di gestione relativo a una politica ricorrenti, consistente nella pretesa avyenuta com-
aziendale per la salute della sicurezza (ai sensi del- missione di un reato di lesioni personali gravi, ai
l'aît. 6, comma 2,lett. a,b, c, d, e), idoneo a preveni- sensi del D.Lgs. n. 231 del 2001, art. 25 septies.
re reati della stessa specie; fatti accertati in (onrssrs). L'accoglimento di tale motivo d'impugnazione vale
Avverso tale sentenza, hanno proposto ricorso per ad assorbire Ia rilevanza di utte le restanti doglianze
cassazione entrambe le società, censurando la senten- in questa sede avanzata dalle società ricorcenti.
za impugnata per violazione di legge e vizio di moti- Cassazione penaleo sezione quarta, sentenza 25
vazione, avendo il tribunale di Varese erroneamente giugno - 16 ottobre 2013, n. 42503 - Sanzioni ìnter-
ritenuto applicabile, a carico di detta società, la disci- dittive a carico dell'enle
plina di cui al D.Lgs. n. 231 del2001, non essendosi In tema di responsabilità amministrativa degli enti,
verificata alcuna ipotesi di lesione grave secondo le laddove si verta in ipotesi di commissione del reato
descrizioni di cui all'art. 583 cod. pen., atteso il con- presupposto di lesíoii colpose gravi o gravissime ag-
tenimento entro 40 giorni della durata della malattia gravate dalla víolazione delle norme sulla sicurezza
occorsa alla persona offesa, a seguito del reato ascrit- del lavoro (art. 590, comma 3, le sanzioni inter-
to all'amministratore della società. dittive previste dal comma 3".p.),
dell'art. 25 sèpties
Sul punto, il giudice a quo sarebbe incorso in un'evi- D.Lgs. 8 giugno 2001 n. 231 devono essere applicate
dente contraddizione nel ritenere superiore a 40 gior- obbligatoriamente.
ni la durata della malattia della persona offesa conse- Con sentenza del29/1I/2012, emessa ai sensi dell'art.
guente alla commissione del reato presupposto, es- 444 c.p.p., il Tribunale di Ancona, sez. dist. di Seni-
sendosi il tribunale basato su una comunicazione Asl gallia, applicava nei confronti di C.P. la pena di euro
awenuta in data (omissis), a soli 20 giorni dalla veri- 600 di multa per il delitto di lesioni colpose in danno
fi cazione dell'infortunio. dell'operaio M.M. (acc. in (ozrssr's)).
La Suprema Corte ritiene fondato tale motivo illustra- Al C. era stato addebitato che, in qualità di datore di
to da entrambe le società ricorrenti. lavoro del M., aveva consentito che il lavoratore ope-
Osserva il collegío come, in conformità al D.Lgs. n. rasse presso un trapano privo di dispositivo automati-
231 del 2001, art. 25 septies, comma 3, la responsa- co di blocco, in caso di apertura del coperchio per la-
bilítà giuridica dell'ente, ai sensi del decreto legisla- vori di regolazione, di tal che il M., nello svolgere ta-
tivo richiamato, richiede, con riferimento alla com- le operazione, riportava l'amputazione di una falange.
missione del reato di lesioni colpose, I'awenuta veri- Con la sentenza il Tribunale applicava, in osservanza
ficazione di un'ipotesi di lesione grave (ai sensi del- delle disposizioni sulla responsabilità degli Enti, ai
I'art. 583 c.p.), ossia di una lesione comportante, tra sensi del D.Lgs. 231 del2001, afi. 63, alla s.r.l.
Ie altre ipotesi, la determinazione di una malattia del- "Ciacci Piero & amp; C." la sanzione pecuniaria di
la durata superiore ai 40 giorni. euro 10.000, nonché le misure interdittive di cui al-
Nel caso di specie, il tribunale dí Varese ha ritenuto I'art. 9, comma 2, D.Lgs. cit., per la durata di mesi
sussistente un'ipotesi di malattia della durata supe- due.
ríore a 40 giorni dapprima richiamando una comuni- Awerso la sentenza ha proposto ricorso per cassazio-
cazione (non meglio precisata) in data 30/3/2009 (e, ne il difensore del C., nella qualità di legale rappre-
pertanto, di soli quattro giorni dopo la verificazione sentante della società, lamentando, tra gli altri, a)
dell'infortunio), e in seguito sottolineando testual- I'erronea applicazione della legge per avere il giudice
mente come <la persona offesa perrnaneva in infortu- disposto le sanzioni interdittive alla società, ai sensi
nio quantomeno sino al 15 aprile 2009, con una du- dell'art. 9, comma 2,benché ricorressero le circostan-
rata di malattia quíndi superiore a giorni 40 (cfr. co- ze di esclusione di cui all'art. 17, lett. a, b e c (per
rnunicazíone ínchiesta infortuni in data 15/4/2009))), avere riparato le conseguenze del reato); b) la manca-
incorrendo nell'evidente errore di ritenere superiore ta concessione della sospensione condizionale della
al termine di 40 giorni l'intervallo di tempo intercor- pena.
so tra la Qata dell'infortunio del 26/3/2009 e quella La Suprema Corte ritiene infondato il ricorso, ricor-
relativa alla <comunlcazione inchieste tnfortuii> del dando che l'art. 25 septies, comma 3, stabilisce che
I 5/4/2009, successiva di soli 20 giorni al ridetto in- <In relazione al delitto di cui all'articolo 590, terzo
fortunio. cornma, del codice penale, commesso con violazione
Né il giudice a quo ha avuto cura di riportare e pre- delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul
cisare l'eventuale contenuto della comunicazione ri- lavoro, si applica una sanzíone pecuniaria in misura
chiamata al fine di motivare la ritenuta durata degli non superiore a 250 quote. Nel caso di condanna per
effetti dell'infortunio in esame oltre il limite dei 40 il delitto di cui al precedente período si applicano le
giorni. sanzioni interdittive di cui all'art. 9, comma 2, per
L' evidente contraddittorietò dell' argomentazione cos ì una durata non superiore a sei mesi>.
rassegnata dal giudice a quo impone di ritenere non Da tale disposizione si evince che in caso di commis-
adeguatamente motivata la decisione concernente la sione del delítto di lesioni aggravate dalla violazione

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Inserto
delle norme sulla sicurezza del lavoro, le sanzioni in- vede che le sanzioni interdittive si applicano in rela-
terdittive devono es sere applicate obbligatoriamente. zione ai reati per i quali sono espressamente previste
Cons egue che correttamente il difens ore-procuratore quando ricorra almeno una delle due condizioni del
speciale nella sua proposta ne ha fatto menzione e le- profitto di rilevante entità, ovvero della reiterazione
gittimamente il giudice le ha applicate. degli illeciti.
Quanto, infine, alla doglianza relativa al mancato ri- Ora, dal solo testo della sentenza non viene dato di ri-
conoscimento della sospensione della pena (alla qua- levare né la peculiare rilevanza del profitto - comun-
Ie non era condizionata la richiesia di patteggiamen- que inteso, vista la natura colposa del reato - né tan-
to), essa è fondata. Invero il beneficio richiesto non tomeno la reiterazione dell'illecito. Di conseguenza,
può trovare applicazione nel sistema sanzionatorio l' applicazione delle misure interdittive sembra. venire
delineato dalla L. n. 231 del 2001, relativa alla re- qui proposta quale automatica, senza passare per il
sponsabilità degli enti, la quale ha natura ammini- vaglio delle condizioni di cui all'art. 13; il che appare
strativa ed ove, pertanto, non possono trovare appli- non solo contrastante con pronunce preesistenti della
cazione istituti giuridici specificamente previsti per Ie Cassazione (da ultimo, cfr. Cass. pen., sentenza n.
sanzioni di natura penale (cfr sul punto anche Gass. 4703 del2012) ma anche con la stessa lettera del det-
20/3/2012, n. 10822 del 2012). tato normativo. Infatti, il rinvio operato da parte del-
La Suprema Corte sembra introdurre con la sentenza l'art. 25 septies, terzo comma, alla regola generale di
in commento un nuovo principio interpretativo del- cui all'art. 9 del decreto in materia di sanzioni inter-
I'ambito di applicabilità delle sanzioni interdittive al- dittive, risulta formulato analogamente alle altre di-
l'ente ex D.Lgs, n.23112001- quantomeno con rife- sposizioni del medesimo tenore presenti negli articoli
rimento ai reati in materia di sicurezza sul lavoro - immediatamente precedenti e successivi, owerosia
tale da consentire un'estensione capace di,serissime senza introdurre criteri peculiari applicabili alle sole
conseguenze sotto il profilo pratico, anche con riferi- ipotesi in materia di salute e sicureiza sul lavoro: dal
mento alla continuità aziendale. momento che I'art. 9, comma 2, individua nel com-
L'iter logico seguito dalla Corte con riferimento al- plesso le tipologie di sanzioni interdittive possibili, è
l'applicazione di misure interdittive appare invece de- invece rimessa all'art. 13 I'identificazione dei criteri
stare una serie perplessità. di applicabilità delle stesse, mentre il successivo art.
Inprimis,la Corte rileva che 1o stesso difensore della l7 identifica alcune peculiari ipotesi di non irrogazio-
società, nel domandare l'applicazione della sanzione ne di queste a seguito di rÌpar:azione delle conseguen-
su richiesta ex art.63 D.Lgs. n. 23112001, aveva indi- ze del reato - valide owiamente laddove altrimenti le
cato le sanzioni interdittive quali applicabili, e di con- sanzioni interdittive avrebbero potuto e dovuto appli-
seguenza il lamentare successivamente I' irrog azione carsi in conformità alle regole generali sopra illustra-
delle stesse appare fortemente anomalo. Tuttavia la te!
quarta Sezione si spinge oltre, effettuando alcune va- In tal senso, il fatto che nelle valutazioni in diritto
lutazioni di carattere generale che necessitano di ap- della pronuncia in commento siano presenti espressi
profondimento. In termini estremamente sintetici riferimenti all'art. 9, comma 2, ed all'art 17 D.Lgs.
(laddove non apodittici) la Corte propone quale iter n.23112001ma non ve ne siano all'art.13 del decreto
logico il seguente: dal momento che I'art. 25 septies stesso, sembra awallare una sorta di nuovo criterio
D.Lgs. n.2311200I dispone al comma 3 che in iaso interpretativo in base al quale si creerebbe un auto-
di condanna in relazione al delitto di cui all'art. 590, matismo tra la presenzanella norma "incriminatrice"
comma 3, cod. pen. commesso con violazione delle di un rinvio all'art.9, comma2, e l'effettiva applica-
nonne sulla tutela della salute e sisnezza sul lavoro, zione delle misure interdittive.
si applichino le sanzioni interdittive di cui all'art.9, Dal momento che, come sopra illustrato, una simile
coÍrma 2, per una durata non superiore a sei mesi, se interpretazione non appare lineare con riferimento al-
ne deve evincere che in caso di commissione del de- l'impianto normativo del decreto, sembra a questo
litto in esame le sanzioni interdittive debbano essere punto auspicabile che un futuro intervento della Su-
applicate obbligatoriamente. prema Corte possa contribuire a fare migliore chia-
Tale ricostruzione dell'obbligatorietà tout court del- rezza sul punto, augurandosi che nel frattempo le
I'applicazione delle sanzioni interdittive per i casi di Corti di merito non si sentano aatoizzate da un simi-
cui all'art. 25 septies lascia notevolmente perplessi le precedente a "sorpassare" la nlevanza dei requisiti
quantomeno in relazione al fatto che nelle proprie di cui all'art.13 ai fini dell'effettiva irrogazione di
motivazioni la Cassazione non ha preso in considera- sanzioni che, per la loro stessa natura, possono avere
zione (quantomeno in termini espressi) il dettato del- conseguenze serissime sull'ente e sulle relative possi-
l'art. 13 DLgs, 23112001, il quale espressamente pre- bilità di soprawivenza nel mercato.

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