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TUTTO È INIZIATO COSÌ
TUTTO È INIZIATO COSÌ
CAMPIONATO

MILAN
28 AGOSTO 2009
MILAN - INTER
IL TREMORE DEI NEMICI
0-4
SECONDA GIORNATA
28 AGOSTO 2009
MILAN
Storari, Zambrotta, Nesta, Thiago Silva, Jankulovski, Gattuso,
Pirlo, Flamini (1’ st Seedorf), Ronaldinho (19’ st Huntelaar),
Pato, Borriello (1’ st Ambrosini)

INTER
Julio Cesar, Maicon, Lucio, Samuel, Chivu, Zanetti, Stankovic,
Thiago Motta (15’ st Muntari), Sneijder (28’ st Vieira), Milito
(34’ st Balotelli), Eto’o

Arbitro: Roberto Rosetti


CLASSIFICA
Genoa 6
Juventus 6
Lazio 6
Sampdoria 6
Parma 4
Inter 4
Fiorentina 4
Napoli 3
Milan 3
Palermo 3
Siena 3
Bologna 2
Bari 2
Livorno 1
Udinese 1
Cagliari 1
Atalanta 0
Catania 0
Chievo 0
Roma 0
Reti: 29’ Thiago Motta, 36’ Milito (r), 46’ Maicon, 22’ st Stankovic
CAMPIONATO Espulsi: Gattuso
Non è dato di sapere se Wesley Sneijder avrà dei nipoti. Nel caso succedesse, il 29 di agosto completo da quarantotto ore, di cui qualcuna gli sarà pure servita per dormire. La partita
del 2009 glielo potrà raccontare come il giorno del suo debutto a San Siro, con la valigia perfetta lo è perfino nel risultato, una sorta di rito di passaggio fra l’Inter che era e quella
ancora mezza sfatta, perché è atterrato da quarantotto ore e si sta giocando il derby. E che è. La rete di Thiago Motta, prima della serie e prima doccia fredda sul Milan, è quella
se proprio volesse rivangare un’amarezza, quel tiro che a sei minuti dal fischio d’inizio di un campione nuovo, realizzata sul passaggio di un altro campione nuovo, Diego Milito,
lo avrebbe consegnato direttamente e senza tappe intermedie alla leggenda meritava e mette i rossoneri nella condizione di reagire, di finire in affanno, di cercare di abbattere
una sorte migliore. Ma giusto quello, che lui è già leggenda, quando all’ottantanovesimo per contenere e infatti abbattono Eto’o, ed è il rigore per Milito. Le altre due reti sono della
minuto del derby 273 la fetta nerazzurra del pubblico invita il Milan e i suoi ad andare cosiddetta vecchia guardia. Douglas Maicon ha avuto tentazioni eccellenti, ma alla fine è
al cinema. Pensare che normalmente si sogna, la partita perfetta, senza avere neanche qui, in questo 29 settembre, a segnare la terza rete. E Dejan Stankovic, anche lui oggetto di
il coraggio di confessarsela fino in fondo, soprattutto se è un derby. Chi non sogna e se sirene tentatrici, è all’Inter a segnare la quarta, splendida rete. Il rumore dei nemici diventa
sogna probabilmente si sveglia subito, prende nota e immediatamente dopo si attiva per adesso il tremore dei nemici. Così la partita perfetta, che include un gol annullato a Samuel
trasformare il tutto in realtà è Josè Mourinho, regista impeccabile di una squadra che non Eto’o in fuorigioco, e alcuni tentativi andati male di pochissimo, è una consacrazione di chi
avrà eroi solitari, ma metterà in scena un’interpretazione di gruppo invidiabile. Mourinho ha saputo far bene nelle ultime quarantotto ore e di chi ha fatto bene nelle ultime stagioni,
magari è un genio, è quello che volete, ma è l’opposto di un matto. È uno che sceglie non solo in campo. Al novantesimo, parte il coro, ora e sempre, Moratti presidente. Noi,
mosse, uomini, parole, perfino le pause fra una parola e l’altra. Sceglie i fili d’erba. Non c’è come post scriptum, auguriamo buona vacanza, ma chissà se la fanno, a Marco Branca e a
nulla di casuale nella partita perfetta. C’è una organizzazione in campo che sembrerebbe Lele Oriali. Forse erano meno provati da giocatori.
frutto di settimane, mesi di lavoro, e invece non è così. A conti fatti, non è solo Sneijder
a debuttare dopo quarantotto ore dall’arrivo, è anche Mourinho che ha una squadra al

Un poker al Milan, non avremmo potuto chiedere di meglio.


E’ un onore aver segnato per questa squadra, nel derby: un grazie ai miei compagni
Thiago Motta
DINAMO KIEV
INTER

20 OTTOBRE 2009
E’ stata la vittoria del coraggio,
abbiamo lottato fino alla fine,
fino all’ultimo respiro,
e siamo stati premiati.
Abbiamo un cuore immenso

Wesley Sneijder
DINAMO KIEV - INTER

1-2
GIRONE, QUARTA GIORNATA
DINAMO KIEV
Bogush, Eremenko, Khacheridi, Almeida,
Magrao, Mikhalik, Vukojevic, Shevchenko,
Ninkovic, Yarmolenko, Milevskiy (25’ st
Gusev)

INTER
Julio Cesar, Maicon, Lucio, Samuel (34’ st
Muntari), Chivu (1’ st Balotelli), Zanetti,
Cambiasso (1’ st Thiago Motta), Stankovic,
Sneijder, Milito, Eto’o

CHAMPIONS LEAGUE
20 OTTOBRE 2009 CLASSIFICA GIRONE F
Arbitro: Bertrand Layec Inter 6 Barcellona 5
Reti: 21’ Shevchenko, 41’ Milito st, 44’ st Sneijder Rubin Kazan 5 Dinamo Kiev 4

INTERPRETI
Si vola a Kiev con la consapevolezza di
giocarsi tutto, in termini europei. A Kiev
che spinge alle corde l’avversario, con
una tattica semplice, intontirlo prima che
il virus A H1N1 ha percentuali di contagio si ricordi il proprio valore. Quando segna
altissime, addirittura si parte senza sapere Schevchenko, l’Inter precipita all’ultimo
se il sindaco ucraino ce la farà ad annullare posto del girone e precipita, pare, senza
la partita, se vincerà l’Uefa che non vuole speranza. Fuori, fuori dalla Champions.
annullarla, se l’idea folle di spostarla a Josè Mourinho si siede in panchina, da solo,
Berlino potrà avere un seguito. Kiev è e fissa la Dinamo Kiev che è già rientrata
bellissima, come è sempre stata. Ma la in campo. Ha uno sguardo furioso. Ai suoi
favola della Kiev rinata e ricca si infrange ha ribadito che bisogna vincere. Cambia
all’ospedale dei bambini dove l’Inter va subito. Entra un’altra Inter in campo,
a portare regali. Bedi Moratti, Luis Figo e più forte e più debole. Nel senso che si
l’amministratore delegato Ernesto Paolillo. rivelerà più coraggiosa e fatalmente meno
Giocatori blindati, non si rischia con bambini coperta, ma è l’Inter che si vede in quello
così malati di trasmettere l’influenza e il sguardo di Mourinho. Un gruppo con un
fatto è che i giocatori non sono proprio carattere indomito, premiato da due reti
in salute. Protagonista dell’iniziativa l’ong che apparivano improbabili solo un minuto
‘Soleterre’. La favola della pandemia è prima, non improbabili perché l’Inter non se
ridimensionata nei racconti del taxista le meritasse, ma perché pareva un destino
e dell’interprete. Serve, dicono loro, a già segnato anche solo considerando le
far vendere mascherine. Il fatto è che occasioni mancate di pochissimo. Non solo
i negozi più affollati della città sono dentro, dentro la Champions, ma in vetta
proprio le farmacie. Allenamento nel tardo al girone folle, difficilissimo, spietato che la
pomeriggio al Lobanoski, nelle orecchie le sorte ha orchestrato. Chi esce da ultima, è
parole di Kazaiev, allenatore della Dinamo la Dinamo Kiev, fino al quarantunesimo del
che ritiene di aver una squadra migliore dei secondo tempo prima in classifica. Milano
nerazzurri. La squadra si chiude su se stessa, accoglie i nerazzurri nell’alba deserta, sono
la conta dei disponibili, fra febbricitanti e le cinque del mattino quando tutti tornano
infortunati non trapela. Fa buio presto a a casa, le sei di Kiev, da cinque ore ricorrono
Kiev. È come se il giorno della partita volesse cento anni dalla nascita di Angelo Moratti.
arrivare in fretta. Il mercoledì il Barcellona In qualche modo misterioso, il percorso
gioca anche lui nel gelo, tre ore prima dei di questa incredibile rimonta porta alla
nerazzurri. Loro nel Tatarstan, a Kazan memoria altre partite, il Liverpool, per
e rimediano solo un pareggio. A questo esempio, o l’Intercontinentale del settembre
punto, le cose si complicano nel girone. La 1964, sotto il segno di un Angelo custode.
Dinamo ci crede in maniera forsennata, è Domenica sera c’è la Roma a San Siro.
così che iniziano la partita. Sono un pugile
A vincere è la forza del gruppo, il nostro orgoglio.
Questa vittoria è dedicata a Chivu:
Cristian, i tuoi compagni e i tuoi tifosi ti aspettano

Samuel
­INTER-SIENA
4-3
INTER
Julio Cesar, Maicon, Lucio, Cordoba, Zanetti, Stankovic
1’ st Arnautovic), Thiago Motta (22’ st Stevanovic),
Quaresma (1’ st Samuel), Sneijder, Pandev, Milito

SIENA
Curci (1’ st Pegolo), Rosi, Cribari, Brandao, Del Grosso,
Vergassola, Codrea, Ekdal (36’ st Jarolim), Reginaldo (27’ st
Fini), Maccarone, Jajalo

DICIANNOVESIMA GIORNATA CAMPIONATO


9 GENNAIO 2010 CLASSIFICA
Inter 45 Parma 28 Livorno 21
Arbitro: Sebastiano Peruzzo
Reti: 18’ Maccarone, 24’ Milito, 36’ e 43’ st Sneijder, Milan 40 Genoa 28 Lazio 20
38’ Ekdal, 20’ st Maccarone, 48’ st Samuel Napoli 33 Bari 28 Bologna 17
Espulsi: Cribari Juventus 33 Cagliari 27 Catania 15
Roma 32 Sampdoria 26 Atalanta 14
Fiorentina 30 Chievo 24 Siena 12
Palermo 30 Udinese 22

LA DANZA DELLA PIOGGIA


Piove su Milano da quarantotto ore quando a San Siro l’Inter si scalda per la sfida con il Siena. Scaldarsi
è un termine abbastanza approssimativo, giusto la definizione dell’allenamento pre-gara. Il caldo abita
da qualche altra parte, qui no di certo. Si rivede Ricardo Quaresma, i soliti noti, le assenze sono tante.
Per Goran Pandev è la prima assoluta da titolare in prima squadra nerazzurra a San Siro, qualcosa che da
titolare in Primavera avrà chissà quanto sognato. L’uomo della pioggia, al secolo Josè Mourinho, organizza
lo schieramento in campo. E che partita sia. Lo chiamiamo l’uomo della pioggia perché anche questa sera,
notturna di anticipo al sabato, se la prenderà addosso tutta manco non avessero inventato le panchine al
coperto. Quando segna Maccarone, per inciso uno splendido gol, a San Siro non frega niente, tanto l’Inter
è l’Inter e il Siena solo Siena. Errore madornale. Nessuno si stupisce quando Diego Milito principescamente
pareggia i conti. È Milito, mica Maccarone, no? E la partita è ancora aperta. È talmente aperta, che il Siena
si gioca tutto, e se Wesley Sneijder, davvero un’intuizione geniale strappata al Real Madrid, esattamente
come fu il ripescaggio di Esteban Cambiasso, decide di rimontare con una rete altrettanto bella, rimangono
pochi minuti per gioire. Questi pareggiano. San Siro, imbevuto di pioggia e di umidità, traccheggia. L’uomo
della pioggia non avrebbe mai voluto far entrare bambini nel fuoco, ma tant’è. Entrerà Arnautovic, entrerà
Stevanovic. Equilibri incerti, squadra incerta, risultato orrendo. La realtà dei fatti, è che il Siena vince a San
Siro. E’ qui che entra in gioco la classe, dei singoli e del carattere di squadra. È qui che c’è la differenza,
basta un fallo, su Samuel, a decretare la punizione. È Sneijder due. E qui l’uomo della pioggia, che ha
solo iniziato la sua danza, punta su Walter Samuel in posizione inedita. Sta azzardando. E ce la fa. Samuel
segna. Samuel sconfigge cabale, numeri di mancate sconfitte in casa del mister, imbattuto da otto anni,
procura adrenalina altissima. È una partita da ricordare, Inter Siena, ultima prima del derby in casa. Sarà la
prima di Josè Mourinho in cui utilizza nell’analizzare quanto successo la parola fortuna almeno tre volte.
Peccato per chi non c’era, San Siro celebra la danza della pioggia.
INTER-SAMPDORIA

0-0
VENTICINQUESIMA GIORNATA
20 FEBBRAIO 2010
CAMPIONATO
Arbitro: Paolo Tagliavento
Espulsi: Samuel, Cordoba, Pazzini

INTER SAMPDORIA
Julio Cesar, Maicon, Cordoba, Storari, Zauri, Gastaldello,
Samuel, Zanetti, Stankovic, Lucchini, Ziegler, Semioli
Cambiasso, Muntari (35’ pt (39’ st Padalino), Palombo,
Lucio), Sneijder (36’ st Thiago Poli (34’ st Tissone),
Motta), Milito (26’ st Pandev), Guberti (11’ st Mannini),
Eto’o Pazzini, Pozzi

CLASSIFICA
Inter 55 Genoa 38 Udinese 27
Milan 51 Cagliari 38 Lazio 25
Roma 50 Fiorentina 34 Catania 24
Juventus 41 Bari 32 Livorno 23
Napoli 40 Chievo 32 Atalanta 21
Palermo 40 Parma 30 Siena 17
Sampdoria 40 Bologna 28
LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI
Era un romanzo meraviglioso di qualche anno fa, si titolava ‘la solitudine dei numeri primi’
e apparentemente davvero non ci prende con lo stadio di San Siro, considerevolmente
primo, primo in classifica, sarà ancora più evidente dopo, nelle parole che condannano in
coro quanto successo. La cosa incredibile è che il coro è unanime, anche se di solito si tende
pieno per la venticinquesima giornata di campionato. Inter contro Sampdoria, tempo di a provare almeno a discutere. L’eroe d’Italia si chiama Tagliavento, un cognome da eroe
Carnevale ambrosiano. Inter che impara un nuovo gioco, il calcio a nove. Almeno, a questo risorgimentale, definito coraggioso. La solitudine dei numeri primi si traduce poi in silenzio,
punto che nessuno azzardi più quella spericolata teoria su tenerezze arbitrali, la lista degli silenzio che non riguarda lo stadio, incredibilmente corale nella critica civilissima che a un
episodi contrari sarebbe lunga e tediosa, c’è, è dettagliata, non ha portato a danni veri certo punto lo vede sventolare fazzoletti bianchi in segno di protesta, qualcosa che forse
perché oggettivamente questa è una squadra fortissima, un numero primo indivisibile nasce al primo arancio, lì c’è una zona coreografica di un club autodefinitosi i Templari. Sta
negli intenti, e come i numeri primi del romanzo, è solo. Dopo le espulsioni di Samuel e di fatto, che è lo stadio intero che si pronuncia. Gente, che parrebbe non sapere nulla di
Cordoba, con geometrie da ristudiare in campo, con la seria possibilità di agguantare anche calcio.Mercoledì sera, per Inter Chelsea, questo stesso stadio sarà pieno. A volte avventure
la vittoria, l’Inter si gioca più della metà della partita mettendoci tutta se stessa per non come questa di Inter Sampdoria potrebbero tagliare forza e nervi, altre volte, possono
cedere. Sacrificio, fatica, botte. Ci si prende tutto sulle spalle. Ma la solitudine del numero servire a tirar fuori ancora più grinta. Di sicuro, c’è solo che adesso è tempo di Champions.
INTER
JUVENTUS
INTER-JUVENTUS

2-0
CAMPIONATO
TRENTAQUATTRESIMA GIORNATA
16 APRILE 2010
Una vittoria importantissima, una gara sofferta ma equilibrata.
Siamo un po’ stanchi, ma con intelligenza si superano anche queste difficoltà

Javier Zanetti

IL 14 NON SI TOCCA
°
San Siro, San Siro con quel 14 bene in mente, la Juventus, quella nuova, che
arriva al riscaldamento con tante facce vecchie di gente che c’era, il volto
nuovo di Blanc è un po’ pallido. In campo Del Piero e Cannavaro, il capitano
che rivendica e l’altro che parlava di Giacinto con Moggi, Giacinto che
aveva difeso Zaccheroni, e Zaccheroni che adesso difende solo se stesso.
Juventus che parte cattiva, finisce preda della propria cattiveria e prosegue in dieci, il pallone che non entra nella porta di Buffon, sembra stregato, ci prova Eto’o, va fuori di poco Milito,
ci tenta Walter Samuel, ci riprova Milito, a ogni tentativo San Siro ha un moto di speranza, di fierezza. Vale la pena ricordarsi di quel gol incredibile, degno di Pelè, che segna Douglas
Maicon al trentesimo del secondo tempo, esulta con la faccia stravolta dalla gioia, fa segno che tutto resta qui, lui e pure lo scudetto. San Siro in piedi, crepacuore scongiurato, anche
se qualche crepa nei cuori nerazzurri la settimana di passione appena trascorsa l’ha lasciata, rendersi conto che stanno cercando di spacciare una vittima per colpevole è veramente
avvilente. Al quarantasettesimo, è Samuel Eto’o a sancire la vittoria, di nuovo lui, una specie di uomo del destino, in campionato, in Coppa Italia, in Champions League. Nel frattempo,
il cielo arruffato di Milano non è nulla a fronte del cielo avvelenato di tutta Europa, il Barcellona subisce il blocco dei voli e la domenica prende un pullman, fa una tappa a Cannes e
arriva a Milano, una trasferta epica a modo suo. Mancano poche ore alla semifinale di andata, l’Inter si concentra solo su se stessa, San Siro questa volta sarà davvero tutto esaurito.

CLASSIFICA
Roma 71 Napoli 52 Bari 43 Lazio 37
JUVENTUS INTER
Inter 70 Juventus 51 Chievo 41 Bologna 36 Buffon, Zebina, Cannavaro, Chiellini, Julio Cesar, Maicon, Lucio, Samuel, Arbitro: Antonio Damato
Milan 64 Genoa 48 Cagliari 41 Atalanta 34 Grosso, Marchisio (33’ st Salihamidzic), Zanetti, Thiago Motta (1’ st Stankovic), Reti: 30’ st Maicon, 47’ st Eto’o
Sampdoria 57 Parma 46 Catania 40 Siena 30 Melo, Sissoko, Diego, Del Piero (42’ pt Cambiasso, Pandev (10’ st Balotelli), Espulso: Sissoko
Palermo 55 Fiorentina 46 Udinese 39 Livorno 26 Poulsen), Iaquinta (27’ st Amauri) Sneijder (44’ st Muntari), Eto’o, Milito
BARCELLONA-INTER INTER

1-0
Julio Cesar, Maicon, Lucio, Samuel, Zanetti,
Chivu, Cambiasso, Thiago Motta, Sneijder
(22’ st Muntari), Eto’o (41’ st Mariga), Milito
(36’ st Cordoba)

BARCELLONA
Valdes, Dani Alves, Tourè, Piqué, G. Milito
(1’ st Maxwell), Busquets (18’ st Jeffren),
Xavi, Keita, Messi, Ibrahimovic (18’ st
Bojan), Pedro

CHAMPIONS LEAGUE SEMIFINALE DI RITORNO


28 APRILE 2010 Arbitro: Frank De Bleeckere
Reti: 39’ st Piquè Espusli: Thiago Motta

CAMP MOU
Su Barcellona splende una luna bassa e gialla,
alla sera, che ha qualcosa di maligno. E’ proprio
Motta quando è troppo presto per dire che tutto
è perduto e troppo tardi per ridisegnare tutto se
gialla, se ne sta appesa a un cielo terso, tempo non resistere, Massimo Moratti e il suo aplomb
bellissimo in questo angolo di Catalunya, britannico di fianco a Laporta, i cinquemila
i cinquemila nerazzurri che sono riusciti a nerazzurri che si impongono a tratti sul roboante
conquistare un biglietto del Camp Nou per la boato dei blaugrana, Maicon altissimo e Messi
semifinale di Champions League sono anche loro piccolissimo, Ibra che ha sbagliato squadra, Julio
un po’ appesi al cielo. Lassù in cima, in uno stadio Cesar che non sbaglia, resistere intanto che
che non lesina spese all’ultimo slogan coniato da l’orologio sembra sempre più lento, il gol loro, in
un pubblicitario che finirà smentito da se stesso. fuorigioco, la seconda occasione, fallo di mano e
La remuntada ha agitato Barcellona da otto poi, l’Inter è libera. L’ultima beffa, di una settimana
giorni, da che l’Inter ha battuto seccamente il di intimidazioni velate o chiare, sta nell’ aprire
Barca per tre reti a uno, e loro hanno denunciato un ventaglio di acqua sull’Inter che festeggia
l’arbitro, alimentato il mito, sciorinato maglie, la finale, una doccia fredda sotto la luna gialla.
annunciato il corteo dei cento motorini, montato Chissenefrega, della remuntada, chissenefrega
decine di spot fasulli. Novanta minuti di passione, dell’inferiorità numerica, chissenefrega del loro
novantamila tifosi del Barcellona urlanti, uno gol. Il Camp Nou diventa il Camp Mou, una corsa
speaker blaugrana che bombarda di voci anche folle verso la gioia di esserci, di lavorare, pensare,
il riscaldamento delle squadre, nessun rispetto, progettare una finale. Soli, senza esserlo, con la
le ventoline che bagnano il campo, mentre ci nostra gente, scansando tutto, un calcio italiano
sono i primi collegamenti, le squadre, una contro così degradato, lo stesso giorno in cui la parola
l’altra, Goran Pandev che compare e scompare radiazione assume un valore storico, e poi Milano
dalla formazione, Cristian Chivu che si prepara all’alba del giorno dopo, il soffocante, caldissimo
in una manciata di attimi, poi i bambini, l’inno, abbraccio di una folla chiamata e corrisposta.
e poi ancora un arbitro che butta fuori Thiago
Un sogno che si realizza, siamo in finale. Grazie ragazzi, grazie Mourinho: siete fantastici

Massimo Moratti
VAMOS A
MADRID
Ecco il primo titolo, è nostro:
ce lo siamo meritato e ci dà la morale giusta
per raggiungere anche gli altri due obiettivi

Diego Milito

INTER-ROMA

1-0
INTER
Julio Cesar, Maicon, Cordoba (39’ pt
Samuel), Materazzi, Chivu, Stankovic, Zanetti,
Cambiasso, Thiago Motta, Sneijder (5’ pt
Balotelli, 48’ st Muntari), Milito, Eto’o

ROMA

FRATELLI D’ITALIA
Julio Sergio, Burdisso (1’ st Motta), Mexes, Juan,
Riise, De Rossi, Pizarro (1’ st Totti), Perrotta, Taddei,
Toni (18’ st Menez), Vucinic

FINALE COPPA ITALIA CLASSIFICA

L’INTER S’È DESTA


5 MAGGIO 2010 Inter 76
Roma 74
Milan 67
Genoa 48
Parma 46
Fiorentina 46
Catania 41
Bologna 40
Lazio 40
Sampdoria 63 Bari 46 Atalanta 35
Arbitro: Nicola Rizzoli
Palermo 61 Chievo 44 Siena 30
Reti: 40’ pt Milito
Napoli 56 Udinese 43 Livorno 29
Espulsi: Oriali, Totti
Juventus 55 Cagliari 43
Dando per assodato che il Pupone è un bene nazionale, un po’ nervoso, ma sarà l’età, o l’uso del telefonino, dicono faccia male all’Olimpico il regista è stordito e schiaccia i tasti degli
inni sbagliati prima di una partita in campo neutro il campo neutro può essere invaso con la simpatica e sportiva intenzione di stendere Cambiasso ci dobbiamo vergognare, e poi mica
si discute con gli allenatori altrui il suddetto campo neutro, casa dei rivali, non ha neppure consentito una vendita di biglietti equa dando tutto questo e altro per scontato, il giorno che
celebra l’Unità d’Italia, la Tim Cup, vecchia cara Coppa Italia, la vince l’Interzionale. Surreale l’inizio, inno a parte. Quel vedere Sneijder arrendersi al male, lui che è una leggenda di piccolo
grande uomo sordo a dolore, fatica e stanchezza, mette un po’ in crisi. D’altronde, gli altri, si dice nei bar, menano come fabbri. C’è Mario. Non è una sorpresa, il Mister è uno immune
dai luoghi comuni, colpa che sta espiando in un mondo che di luoghi comuni vive. Il Mister è uno che rischia, ha una vita sola e la cala nel presente. Il presente sono tre obiettivi, la Tim
Cup, il campionato e dopo, solo dopo, Madrid. Ci andiamo dopo a Madrid. Dopo questa sera romana, e dopo quella rete incredibile di Milito, al secolo Diego, che prima e dopo la rete
farà una fatica inenarrabile, come Eto’o, ha fatto chilometri correndo al servizio degli altri, come Zanetti, uno che davvero non ha un’età perché non esiste nessun registro anagrafico
che possa dichiarare che età abbia. Avrà ragione Materazzi, grazie Mexes e con buona pace dei cazzotti. Mat. Uno che sta nella fila dietro, è un campione del mondo e diventa una linfa
vitale della squadra. Cordoba. Uno zitto, che ha poche occasioni e ne aveva tante. Sfortunato, nella circostanza. Julio Cesar, uno che non può per ruolo concedersi nessuna distrazione.
Motta, un combattente vero. Cambiasso, viene il fiatone solo a guardarlo, Maicon, uno invalicabile, Chivu, e poi Samuel e Muntari. E poi la panchina, la felicità nello spogliatoio, la gente
che acclama. È il primo titulo. La caccia agli altri due è più che aperta.
TIM CUP 2010

I
DEL
IL SONNO
EL GIUSTO
Vince sempre chi merita.
Dedicato a tutti quelli che in questo momento sono felici
José Mourinho

SIENA-INTER CAMPIONATO
SIENA

0-1
TRENTOTTESIMA GIORNATA Curci, Rosi, Terzi, Cribari (1’ st
Brandao), Del Grosso, Codrea (36’

16 MAGGIO 2010 st Reginaldo), Ghezzal, Vergassola,


Ekdal, Jajalo, Maccarone (8’ st
Calaiò)

CLASSIFICA
Inter 82
Roma 80
Milan 70
Parma 52
Genoa 51
Bari 50
INTER Udinese 44
Cagliari 44
Bologna 42
Julio Cesar, Maicon, Materazzi,
Sampdoria 67 Fiorentina 47 Atalanta 35
Samuel, Zanetti, Thiago Motta (8’
Palermo 65 Lazio 46 Siena 31
Arbitro: Emidio Morganti st Pandev), Cambiasso, Balotelli (14’
Napoli 59 Catania 45 Livorno 29
Reti: 12’ st Milito st Stankovic), Sneijder (28’ st Chivu),
Juventus 55 Chievo 44
Eto’o, Milito
LA FESTA DEL DICIOTTESIMO
Cronaca di un giorno, uno solo ci è concesso, prima di ripartire verso Madrid, con Milano sotto il sole e Siena piovosa, i tifosi già in piazza Duomo, qualcuno che ha una sciarpa col
numero 18, uno che ha capito che questo anno è anche contro le scaramanzie, ma siccome il giorno è all’inizio pensi che sia lui a sbagliare. Invece chissenefrega, il pomeriggio è solo
l’inizio della notte, un pomeriggio in cui chiunque entri in campo, chi c’era già, chi c’è sempre stato, chi è arrivato quest’anno, chi deve ancora dimostrare, chi difende, chi attacca, chi fa
la regia, chi passa da una parte all’altra del campo, farà di tutto per vincere. Cronaca di un giorno qualunque di una stagione straordinaria, messa insieme pezzo dopo pezzo, un puzzle
complicatissimo giocato su tre fronti, senza mai mollare un millimetro alla competizione che ti mettevi davanti. Cronaca di un compleanno, il secondo vittorioso, e allora signor Presidente,
bari sulla data di nascita, e faccia finta anche di festeggiare un genetliaco sabato prossimo. Si saranno sbagliati all’anagrafe di Boscochiesanuova. Cronaca di un giorno nella vita del
Mister più corteggiato d’Europa, che si dichiara così stanco da non sapere come arrivare al pullman, figurarsi andarsi a vedere un filmato del Bayern. Forse l’ha fatto, nella notte. La sua
forza sta nel non mettersi limiti, e gli altri lo guardano e prendono esempio. Ecco perché siamo qui, per diciotto volte campioni d’Italia di cui le ultime cinque, consecutivi. Perché c’erano
quei giocatori in campo, e in panchina, e c’erano tutti. C’era il Presidente, che ha forgiato una squadra anche fuori dal campo. E c’era Mourinho e il mondo nerazzurro è incredibile. Ecco
perché oggi abbiamo lasciato tutti al palo. Fuori da tutto, perfino dalla Coppa Italia, che anni fa sembrava un ripiego e non lo è.
22 MAGGIO 2010 ORE 19.00

MADRID
22 MAGGIO 2010 ORE 19.00

MADRID
bayern in
nter
MADRID, BERNABEU
22 MAGGIO 2010 ORE 20.30
BAYERN MONACO-INTER
INTER!!!
È l’alba ad essere magica. La luce del sole, il
cielo terso, il ritorno a casa, con cinquantamila

0-2
tifosi che hanno invaso San Siro. Cronaca

BAYERN MONACO
del ritorno più meraviglioso che ci possa
essere, cronaca di ventiquattro ore vissute
Butt, Lahm, Van Buyten, Demichelis, Badstuber, pericolosamente, sul filo di lana del traguardo
Robben, Van Bommel, Schweinsteiger, che non puoi neanche accettare di mancare. Solito iter per la squadra, riunione tecnica,
Altintop (18’ st Klose), Muller, Olic (29’ st Gomez) pranzo, riunione tecnica, merenda e poi entri sul campo del Bernabeu, manco c’erano loro

INTER
Julio Cesar, Maicon, Lucio, Samuel, Chivu
quando qui si è vinto, cosa saranno stati, un accenno di vita, un presagio, e poi, nel calcio
e nella vita, ogni storia è diversa dall’altra. Manto erboso perfetto, organizzazione dell’Uefa
(23’ st Stankovic), Zanetti, Cambiasso, Pandev quasi militare. Neanche le coreografie sono libere, sono tutte provate e approvate. Un
(34’ st Muntari), Sneijder, Eto’o, esercizio sconosciuto a San Siro, ventimila fortunati, presenti, gli altri a casa, ovunque,
Milito (46’ Materazzi) perché l’Inter sarà anche adesso l’orgoglio di Milano, ma abita nel mondo. Ventimila

FINALE 22 MAGGIO 2010 Arbitro: Howard Webb


Reti: 35’ e 25’ st Milito
accampati, pieni di energia, sicuri non del risultato, semmai del valore. Gente fiera, partita
nella notte, arrivata senza una stanza, accaldata, stanca, ma non conta nulla. Conta solo
esserci. Con sulle spalle gli altri, milioni, che non sono qui, ma te li porti appresso. Due stretto i denti quando era chiaro che non si poteva vincere, ha tenuto botta a bordate di
reti. Non che il Bayern lesini, Julio Cesar fa miracoli. Uno, all’inizio del secondo tempo, fa cattivo gusto mediatiche, nessuno oggi dichiara ancora apertamente la realtà. Negli anni
scattare in piedi quella curva rossastra del Bayern. Ma sono due. Le firma Milito, che ha il di questa presidenza, che vista con orgoglio dietro le quinte è generosa, oltre ogni limite,
numero 22 sulle spalle, ha segnato 22 gol in campionato e se volessimo filosofeggiare sui senza compromessi, limpida e intelligente, come è stata quella di un padre di cui neanche
numeri, questo è l’anno 102 della storia dell’Inter, abbiamo vinto tre titoli, e scandendo gli si accetta il confronto, perché ti ha insegnato a vivere, si è arrivati a una proclamazione
anni della storia, 1 più due fa tre, e la data è ancora il 22 maggio. In realtà le firma tutta che non ha confronti in Italia. Il volo, due ore nel cielo, ma anche l’attesa dello slot, persi a
la rosa, chi è sceso in campo e chi non c’era, chi ha dato pochi minuti e chi ha giocato Madrid in mezzo ad altri charter di tifosi, a farsi scattare foto con la Coppa, negli aereoporti
sempre, settecento presenze per Javier Zanetti, le firma la panchina, le firmano quelli che si non hanno una lista preferenziale per i Campioni d’Europa, i campioni d’Italia, i vincitori
sono sciolti in lacrime. Le firma chi ci ha creduto. Eto’o quanti chilometri avrà fatto, senza della Tim Cup. Si scende dall’aereo con quella Coppa in mano, Javier Zanetti da un lato, e
aver nulla da chiedere al suo personale palmares in questa stagione? Per dirne un altro, Angelomario Moratti dall’altro. Due simboli, due che hanno visto tutto. L’alba di San Siro
Cambiasso, quanto ci ha messo fatica? Motta, per dirne un altro ancora, quanto veleno accende il nuovo giorno. Mai nessuno così in Italia. Pochi nel mondo.
digerisce in tribuna per la squalifica? L’Inter è un modo di intendere la vita, l’elenco non
ha senso, al Bernabeu c’erano tutti, anche quelli che non c’erano. Massimo Moratti aveva
quindici anni in meno quando ha deciso di regalare sogni comprati a carissimo prezzo.
Ha lottato contro tutti per mantenerli sani e integri, non è mai sceso a compromessi. Ha
Stravolti dalla felicità. Questa è la gioia di una vita e
quasi non riesco a rendermene conto. Grazie, a tutti voi
CIAO MOURINHO
CIAO MOURINHO