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I

MANN LIBRI D’ITALIA BRIZZI DIARIO DI LETTURA


La nuova Oltre il padre Crescere I pallini
montagna padrone con Silvio di Morandini
Magica edizione Ledda: ritorna I Fonzie alieni Tra il cinema
del capolavoro un caso del 1975 alla malapolitica e Dostoevskij
FORTE P. II ONOFRI P. V BOATTI P.IX SANTOLINI P.XI

NUMERO 1741
ANNO XXXIV
SABATO 20 NOVEMBRE 2010

URGE
tuttoLIBRI Anteprima Yehoshua ci invita a scoprire Agnon, premio Nobel
TUTELARE nel 1966, capostipite della letteratura ebraica moderna: nel suo
IL FUTURISTA romanzo «Appena ieri» una vitale dialettica tra laicità, fede e arte
MARINETTI

C’è un cane
ABRAHAM
B. YEHOSHUA
Tutti coloro che amano
Alcune fra le opere di
i sacri valori della Shemuel Yosef Agnon, vissu-
democrazia e della to fra il 1888 e il 1970, sono già
libertà devono essere state tradotte in italiano. Ma
grati a Gianfranco Fini la mia impressione è che, pur-

matto e savio
che li ha rivendicati troppo, questo scrittore così
contro il cupo galeone importante nel contesto ebrai-
berlusconiano, sempre co, premio Nobel per la lette-
più procedente su ratura nel 1966 nonché, alme-
rotte illiberali. no secondo la mia modesta
opinione, uno fra i più signifi- SHEMUEL YOSEF AGNON
E nulla da dire sul fatto
cativi e originali autori della Appena ieri
che, creando una

a Jerusalem
letteratura universale nel No- trad. di Elena Loewenthal
nuova entità partitica, vecento, sia ancora pressoché Einaudi, pp. 776, € 32
Fini l’abbia voluta sconosciuto al pubblico dei let- Anticipiamo qui la prefazione
battezzare nel nome tori italiani. Appena ieri è rite- di Abraham B. Yehoshua
del futuro e della nuto da molti il romanzo più
libertà, termini importante di Agnon e l’opera
generici su cui nessuno più significativa nella storia
può rivendicare un della letteratura ebraica del tistica esige libertà, la religiosi-
copyright. XX secolo. È stato pubblicato tà che governava i fedeli ebrei
in Terra d’Israele nel 1945, dispersi in tutto il mondo e sot-
Comprensibile anche
cioè prima della fondazione toposti a regimi stranieri ha re-
che i giornalisti, per dello Stato ebraico. so possibile solo uno stile di vi-
necessità congenita di Con una pazienza epica, ric- ta rigoroso e delimitato da una
abbreviare, si siano ca di ispirazione, vi si narrano disciplina interiore tesa costan-
precipitati a inventare le vicende di un giovane ebreo temente all’osservanza religio-
una sigla ridotta. di nome Isacco Kumer, che dal- sa nel contesto chiuso della co-
Poteva saltarne fuori la Galizia arriva in Terra munità, dove la libertà creati-
un efficace va era alquanto limitata. Solo a
«futurliberismo», Un giovane sionista partire dalla metà del XIX se-
abbastanza colo, quando per l’ebraismo è
in Israele all’inizio cominciato il processo di eman-
rispondente al nome
intero della nuova del ’900 e l’amore per cipazione, è esplosa di colpo
una potente, impressionante
formazione. una ragazza di famiglia energia creativa rimasta re-
Ma «Futuristi» no, ultraortodossa pressa per secoli e secoli. Per
questo non va, questo ci stupisce tanto il gran
il termine è già d’Israele all’inizio del XX seco- numero di artisti ebrei in tutti i
saldamente occupato, lo nei panni dell’ardente sioni- campi, nel corso di questi ulti-
sarebbe una beffa del sta ansioso di dedicarsi al lavo- mi duecento anni.
destino che proprio in ro manuale e rigenerare la na- Più di tutti gli scrittori e i
coda al centenario di zione ebraica nella patria avi- poeti di prima e dopo di lui,
ta; ma queste sue aspirazioni Agnon è riuscito a stabilire
Marinetti si spendesse
unite al destino e al suo perso-
il nome del suo nale conflitto interiore fra laici-
movimento, non dico tà e vita religiosa, lo conduco-
Una scrittura ricca
per una causa indegna, no infine a legarsi a una ragaz- di humour, la capacità
ma comunque rivolta za che proviene da una fami- di guardare negli abissi
ad altri scopi. glia ultraortodossa di Gerusa-
In questo caso, lemme, dove il nostro eroe an- dell’anima: ad esempio
dovrebbe funzionare drà incontro a un destino tanto con occhi di un randagio
davvero un copyright a tragico e tanto strano.
tutela della sigla, o Che cosa contraddistingue una complessa dialettica fra
Shemuel Yosef Agnon dagli al- l’antica cultura ebraica e le ten-
quanto meno dovrebbe
tri scrittori in ebraico suoi con- sioni della modernità. La sua
vigilare, a impedire temporanei? Secondo me, una opera attinge tanto alla tradi-
l’usurpazione, l’intera combinazione particolare e ra- zione ebraica quanto ai modelli
categoria di chi ama e ra di artista legato, per coscien- europei di scrittura nelle sue
pratica la cultura nelle za e cultura, alla civiltà e alla varie forme, e si dispiega lungo
sue forme più letteratura europea classica, e ben sessant’anni. La sua lingua
avanzate. al tempo stesso di credente nel- tutta particolare, tanto da esse-
la fede ebraica e osservante re definita come «agnonica»,
dei precetti, in assidua frequen- non è solo un tramite, piutto-
tazione di quei giacimenti te- sto una forma espressiva unica
stuali che costituiscono la tra- carica di mistero, ricca di voci,
RENATO BARILLI dizione d’Israele. humour e ironia, causticità, di
Considero particolare que- frasi composte da un’afferma-
sta combinazione, perché il zione e dal suo contrario, di re-
nesso tra fede religiosa e crea- lativismo e uso «sovversivo»
TUTTOLIBRI tività artistica nelle sue forme delle fonti. Per questo Agnon si
più diverse è sempre stato pro- rivela sempre un’esperienza
A cura di: blematico, per l’ebraismo. Mol- eccitante e una sfida per i letto-
LUCIANO GENTA
con BRUNO QUARANTA
to diversamente dal cattolicesi- ri, gli studiosi e i creativi, e con-
mo, che ha assegnato una va- tinua a essere una fonte di ispi-
tuttolibri@lastampa.it lenza rituale alla pittura e alla razione per chiunque.
www.lastampa.it/tuttolibri/
scultura, alla musica e alla let- Ebreo religioso, Agnon non
teratura, gli spazi di attività ar- soltanto incarna un’eccezione
LA STAMPA tistica nel contesto della fede
ebraica sono sempre stati mol-
ti angusti. Mentre l’attività ar- Shemuel Yosef Agnon in un’illustrazione di Stefano Frassetto per TuttoLibri p Continua a pag. VI
II Scrittori stranieri
FELICE
PIEMONTESE Mann Una nuova splendida edizione del capolavoro,
Si fa un po' fatica a
immaginarselo, l'austero e nella magistrale traduzione di Renata Colorni
tormentato scrittore mitte-
leuropeo Sándor Márai, im-
mergersi nella ribollente re-
altà napoletana (e negli anni
dell'immediato dopoguerra,
poi), alle prese con pescatori,
vinai, venditori di trippa e di
La montagna è
diventata magica
noccioline, insomma quello
che si definisce il popolino.
Eppure, si sa che Márai,
fuggito nel 1948 dall'Unghe-
ria, in cui era stata instaura- «Eruzione del Vesuvio», dipinto di Turner, 1817
ta la dittatura comunista, vis-
se per quattro anni a Napoli,
abitando a Posillipo, che allo- LUIGI Di tutto ciò il buon Ca-
ra era quasi un villaggio se- Marai La stagione sotto il Vesuvio FORTE
storp, un borghese di cultura
parato dal resto della città, La montagna magica media, senza grandi ambizio-
popolato appunto da povera dell’autore ungherese di «Braci» non è un inedito romanzo di ni, non ha alcuna idea quando
gente che, a quanto pare, Thomas Mann, ma il titolo fa visita al cugino malato Joa-
non aveva ancora vissuto il scelto dalla bravissima tra- chim Ziemssen al Berghof, il
processo di incanagliamento
che l'avrebbe trasformata in
quel che è ora.
Da quell'esperienza, lo
Redimere duttrice Renata Colorni per
la nuova splendida edizione
nella collana dei Meridiani a
cura di Luca Crescenzi della
sanatorio dove finirà per tra-
scorrere non una ventina di
giorni come previsto ma ben
sette anni, fino allo scoppio

il mondo
scrittore trasse un libro, Il grande opera nota da noi fi- della prima guerra mondiale.
sangue di San Gennaro, pub- no a ieri come La montagna Un appassionante proces-
blicato per la prima volta nel incantata, che lo scrittore di p Thomas Mann so di maturazione attende il
1957 e che, a parecchi anni di Lubecca pubblicò con enor- p LA MONTAGNA MAGICA protagonista, all'insegna dei
distanza dalla sua «scoper- me successo di pubblico e p a cura e con introduzione grandi temi della decadenza
ta» con Braci, viene ora offer-
to al pubblico italiano da

«Il sangue
a Posillipo critica nell'autunno del 1924,
cinque anni prima di riceve-
re il Nobel.
Non è facile rinunciare al
vecchio sintagma a cui era-
p
p
p
di Luca Crescenzi e un saggio
di Michael Nuemann
traduzione di Renata Colorni
Mondadori
pp. CLXXXIII- 1422, €60
cari a Mann già al tempo dei
Buddenbrook: dalla malattia
all'inclinazione verso la mor-
te, dall'amore di Hans, in que-
sto caso, per la russa Clawdia
p Mann pubblicò il romanzo nel
di San Gennaro»: vamo affezionati: ben conno- 1924, 5 anni prima del Nobel. Il ti- Chauchat prossimo al cupio
ipotesi su un suicidio tava l'atmosfera trasognata tolo La montagna incantata fu
del romanzo, quel clima di coniato da Lavina Mazzucchetti. Nel sanatorio di Davos
nella cornice di un serra lambito da un alito di
reportage antropologico morte e ravvivato dal chiac- un appassionante
chierio di anime peregrine. processo di maturazione,
Adelphi, che sta proponendo Un titolo talmente radicato
tutta l'opera, assai disegua- nell'immaginario dei lettori all'insegna dei grandi
le, di Márai. come nel nostro canone della temi della decadenza
Tutta la prima parte del letteratura europea del '900
romanzo, in effetti, somiglia da sembrare immodificabile. dissolvi, fino allo sguardo rapi-
a una sorta di reportage an- Lo aveva coniato nel lontano to su un'epoca che si sta ina-
tropologico nel quale si de- p Sándor Márai 1925 Lavinia Mazzucchetti, bissando.
scrivono, con simpatia, usi p IL SANGUE DI SAN GENNARO la germanista amica di Castorp è una specie di so-
costumi e comportamenti di p a cura di Donato A. Sciacovelli Mann, e da allora rimase ta- stanza alchemica che il narra-
quella singolare etnia costitu- p Adelphi le, mentre altre lingue euro- tore utilizza nei suoi esperi-
p pp. 346, € 19
ita perlopiù da gente poveris- Sándor Márai pee preferirono l'aggettivo Renata Colorni, traduttrice menti non solo per evocare la
sima ma che aveva la ventu- «magico», del tutto plausibi- problematicità di quegli anni,
ra di abitare in un luogo bel- che l'arrivo di una coppia di pagna del suicida rendono, le se si guarda l'originale, ma anche per una riflessione
lissimo, che non a caso aveva stranieri introduce nella quoti- ognuno naturalmente espri- Zauberberg, a cui viene da as- tuare le intenzioni dell’autore, sul proprio percorso di scritto-
tanto interessato scrittori, dianità del villaggio. mendo il suo punto di vista, sul sociare per analogia Zauber- che la magistrale versione del- re tedesco che ancora nelle
poeti, vedutisti (lo scrittore Si fantastica, si fabbricano gesto dell'uomo. Con ossessi- flöte, per l'appunto Il flauto la Colorni (sì, davvero magica Considerazioni di un impolitico
abitava con la moglie a po- castelli in aria, si diffonde la va ripetizione di quel concetto magico di Mozart. se si pensa alla complessità del 1918 si batteva per la cultu-
chissima distanza dalla «fe- voce che lui, lo straniero mi- di «redimere il mondo» (solo Certo, come evidenzia della prosa di Mann!) trasmet- ra, romantica utopia contrap-
nestella» di Marechiaro). sterioso, si sia assunto il com- l'individuo può farlo, non gli anche l'ottimo commento di te con raffinata musicalità al posta alla civilizzazione, alla
Piccoli racconti, spesso pito di «redimere il mondo», e Stati, i regimi, le ideologie) me- Crescenzi, nel romanzo si sempre più incantato lettore. modernità, all'idea stessa di
vere e proprie scenette tea- quindi di compiere non si sa diante il sacrificio di se stessi, intersecano esperienze eso- Seguire il protagonista ragione illuministica. Una dia-
trali, eventi più o meno signi- bene quale genere di miraco- su cui s'innesta il tema, di cer- teriche e occultistiche, i Hans Castorp, giovane inge- lettica che nella Montagna ma-
ficativi, raccontano la vita di li. E a un certo punto la scena to drammaticamente sentito personaggi trascolorano gnere di Amburgo, nel suo sog- gica riemerge attraverso le
questi popolani, «professioni- cambia completamente, per- dall'autore, dell'esilio, della fra mito e realtà, metamor- giorno in un lussuoso sanato- contrapposte figure dell'italia-
sti dell'attesa», convinti che ché lo straniero - uno scienzia- perdita d'identità, dello spae- fosi oniriche e processi al- rio sulle montagne di Davos, no Settembrini, liberale e mas-
solo un miracolo potrà trarli to un tempo famoso, fuggito samento come condizione irri- chemici, fluido romantico e che richiamano il Venusberg sone e dell'ebreo gesuita
fuori da una condizione d'in- dall'Est e in attesa di recarsi mediabile («una patria la si malia erotica, per non parla- del Tannhäuser, è ancor oggi Naphta, profeta dell'irraziona-
digenza che, in molti casi, la negli Stati Uniti o in Austra- può perdere solo in maniera in- re del sostrato fiabesco del- un'avventura affascinante, lismo e mistico del terrorismo
guerra ha reso insopportabi- lia - muore, suicida (prefigu- condizionata e definitiva»). la narrazione. quasi temeraria. Ci si inoltra religioso e politico.
le. Siamo spesso ai limiti dell' rando il gesto che, molti anni E' la parte più interessante Insomma, la magia è tutt' nella cultura europea della Come Castorp anche Mann
oleografico («il mandolino, dopo, compirà lo stesso del romanzo, anche se spesso altro che fuori luogo, e il nuo- modernità poco prima della era stato a Davos, nel maggio
quando finisce in mani napo- Márai, quasi novantenne). declamatoria e ripetitiva, con vo titolo, già proposto negli sua disfatta, rivisitandone le del 1912 in visita alla moglie
letane, comincia a suonare E una metà, circa, del ro- richiami impliciti alle teorie Anni Cinquanta dal grande lontane origini in un gioco di Katja ricoverata in un sanato-
da solo»), da cui Márai si sal- manzo, sarà dedicata alle mo- esistenzialiste allora in voga, traduttore Ervino Pocar ma rifrazioni che accostano paro- rio per una lieve forma polmo-
va per l'uso insistito del para- nologanti testimonianze che innervate da un drammatico rifiutato da Mondadori, anzi- dia e tragedia, amore e morte, nare. Fu allora che maturò
dosso e per l'alone di mistero un poliziotto, un frate e la com- vissuto autobiografico. ché tradire sembra accen- illuminismo e oscurantismo. l'idea di un racconto, un breve

GABRIELLA A raccontare il presente è il


BOSCO Mauvignier Una guerra che brucia cugino del protagonista, Rabut,
La ferita è ancora che con lui ha condiviso l’espe-
aperta e sanguina. Sono passa- ancora nella memoria dei francesi rienza della guerra in Algeria.
ti cinquant'anni, e la Francia la Ma nel tempo d’attesa che sepa-
ricorda in modi e tempi conso- ra i fatti avvenuti dalla denuncia
ni, ma la guerra d’Algeria con-
tinua a tormentare le coscien-
ze con la forza dirompente del
trauma. Dalle pagine di un ro-
Una spilla d’oro non ancora decisa nei confronti
di Bernard, l’esperienza di ieri
riemerge. Oggi Rabut condanna
Bernard, perché apparentemen-
manzo, Degli uomini, scritto da
qualcuno che nel 1961 non era
neppure nato, Laurent Mauvi-
gnier - oggi quarantatreenne -
riapre la ferita p
p
Laurent Mauvignier
DEGLI UOMINI
te è incapace di leggere il senso
di ciò che lui stesso narra. E allo-
ra ecco che il racconto si fa cora-
le, e dalle voci di chi lo visse la ri-

dell’Algeria
quella ferita torna a tracimare, p trad. di Yasmina Melaouah costruzione di quel passato trau-
a dire l’irrisolto che la mantie- p Feltrinelli, pp. 206, €16 Laurent Mauvignier matico porta a galla i margini
ne bruciante e che impedisce della ferita, il senso di colpa non
la cicatrizzazione. redimibile dei sopravvissuti, di
In esergo, Mauvignier tra- coloro che dovendo portare il pe-
scrive un passo di Jean Genet, gerla, fino a diventare egli stes- voluta dagli dei ma dagli uomi- gna, ovvero Bernard, il perso- preso i soldi per quel regalo? Il so di tutti coloro che sono morti
tratto dal Funambolo: «E la so quella ferita, come un cuore ni, vuole fugare. La storia inse- naggio che nel romanzo incar- sospetto è nella mente di tutti ne sono stati schiacciati, nel cor-
tua ferita dov’è? Mi chiedo do- dolente». Sono parole senza gna: che il torto inflitto ad A si na il dolore e l’impossibile re- gli invitati, che respingono l’uo- po e nell’anima. L’epilogo è poeti-
ve risieda, dove si celi la ferita speranza, che fanno pensare a ritorcerà su B, su C, su D... Per- denzione, entra in scena nelle mo, sono diffidenti e, peggio, camente, umanamente tragico.
segreta in cui ogni uomo corre una sorta di destino tragico cui ché l’odio non rimesti odio, o la vesti del maledetto. Porta in do- rancorosi nei suoi confronti. Questo è un romanzo che na-
a rifugiarsi se qualcuno atten- non ci si può sottrarre. Ma for- violenza non produca violenza, no alla sorella Solange, nel gior- L’unica è Solange, ad albergare sce dall’urgenza improvvisa di
ta al suo orgoglio, quando se quella è l’impressione che perché l’incomprensione e la di- no del suo sessantesimo com- nel cuore un lumino di dubbio. testimoniare, e la scrittura lo di-
qualcuno lo ferisce. La gonfie- l’autore, giovane ma non abba- visione non dilaghino ammor- pleanno, un gioiello prezioso, Umiliato, Bernard aggredisce ce: ansimante, rotta, veloce. La
rà, questa ferita, la riempirà. stanza per non sentire nel tessu- bando l’esistenza degli indivi- una spilla d’oro. Ma è una spe- un amico arabo della sorella, traduzione di Yasmina Mela-
Sarà così il suo foro interiore. to sociale le conseguenze di un dui, l’unica via è non innestarli. cie di barbone, che beve ed ema- Chefraoui. Beve ancora, minac- ouah ne rende tutta la determi-
Ogni uomo sa come raggiun- passato di colpa, una colpa non Feu de Bois, Fuoco di Le- na cattivo odore. Dove può aver cia moglie e figli di quell’uomo. nazione addolorata.
Tuttolibri
SABATO 20 NOVEMBRE 2010
LA STAMPA III

MASOLINO
D’AMICO

Due brevi romanzi di


costume, Diario di un lady di
Bloc notes
provincia e Gabbia per amanti; A BOLOGNA E A TORINO
entrambi dal tono ironico (spe-
cialmente il primo)e scritti da
Letture
donne, Delafield e Powell, e = Sarà Bernard Manin,
con protagonista femminile, docente alla New York University
uno del 1930, uno del 1957. e all’Institut d’Etudes Politiques,
La diarista di quello più an- a tenere l’annuale Lettura del
tico non è, diversamente da co- Mulino (oggi h. 11,30 a Bologna,
me può far pensare il titolo ita- aula magna dell’Università).
liano, una nobildonna (nel suo Tema della lezione: «L’avvocato
mite snobismo, ella non osa Delafield-Powell Tra un villaggio del diavolo in democrazia: il
nemmeno specificare per inte- ruolo del contraddittorio nella
ro il cognome delle vere «la- inglese e l’Ohio, sul filo dell’ironia deliberazione politica».
dy» con cui ha contatti), bensì A Torino, il 25 novembre, Circolo
una semplice signora borghe- dei Lettori, via Bogino 9, h. 18,
se che abita in un villaggio in-
glese molto tipico dove condu-
ce una vita molto convenziona-
le, annotando tutti i giorni,
Le signore conferenza di Bernhard
Waldenfels, fra i maggiori
fenomenologi contemporanei,
allievo di Merleau-Ponty, su

così goffe
non senza sottolineare comi- «Prestate attenzione
camente le proprie goffaggini, all’estraneo». Organizza la
quello che le succede: vale a di- Scuola di alta formazione
re le vicissitudini dei suoi bam- filosofica diretta da Ugo Perone.
bini, i silenzi del coniuge, spes-
so gravidi di disapprovazione,
i vani tentativi per far cresce-
re piante in soffitta, i rapporti
con le altre signore del posto,
tra cui la sciocca moglie del vi-
e così graziose A LUCCA
Per Tobino
= «La Toscana di Tobino:
letteratura e arte nel Novecento»
cario e la lamentosa anziana Questa Christine, abitante è il tema del convegno a Lucca il
Mrs Blenkinsop. in una cittadina di provincia del- 26 e il 27 novembre.
l’Ohio con la madre abbandona- Ricorderanno fra gli altri l’autore
«Diario di una lady ta dal marito e un’altra sorella, delle «Libere donne di Magliano»
è stata notata per la sua grazia e che nasceva cento anni fa
di provincia»: quando docilità da una ricca e valetudi- Alfonso Berardinelli, Andrea
la figlia si fidanza; naria signora del posto, che se Cortellessa, Filippo La Porta.
l’è presa in casa come qualcosa
«Gabbia per amanti»: tra un’infermiera e una dama di AL GAMBRINUS
sognando il miliardario compagnia. Spinta dalla madre,
Con Sennett
Christine non si è opposta, ben-
Un ritratto giovanile di Thomas Mann Il grande avvenimento del- ché tenesse molto ad andare al- = Il sociologo Richard
l’annata coperta dal diario è il p E.M.Delafield l’Università, l’inconfessata at- Sennett, autore di L’uomo
«pendant umoristico» alla no sull'ingenuo Castorp si pro- fidanzamento della figlia di co- p DIARIO DI UNA trazione essendo il nipote della artigiano (Feltrinelli), è tra i
Morte a Venezia. Ma il trauma iettano le ombre di Odisseo ed stei con un giovanotto che ha LADY DI PROVINCIA miliardaria, che è un ragazzo vincitori del Premio «Gambrinus
della guerra trasformò quel Enea così come il primario del un lavoro sull’Himalaia; altri p trad.di Monica Pareschi aperto e gentile, particolarmen- - Giuseppe Mazzotti», con
p Neri Pozza, pp. 188, € 15
progetto in un «romanzo di sanatorio, il consigliere momenti memorabili sono più te con lei. Ma gli anni sono pas- Domenico Luciani e Monique
formazione» e in un viaggio Behrens richiama Radaman- o meno riuscite feste di benefi- sati, il nipote della miliardaria si Messer (a loro cura: Petrarca e i
iniziatico fra caratteri eccen- to, il cui ordine è quello degli cenza, brevi visite di amiche è sposato ed è andato a vivere al- suoi luoghi, Fondazione
trici e classiche icone: quei inferi, e la bella madame Chau- che vivono altrove, una picco- trove, e Christine si è lasciata vi- Benetton/Canova) e Christoph
malati che, simili a ombre dell' chat cela in sé la vocazione di la vacanza che la nostra eroi- ziare dai viaggi in prima classe, Ransmayr (La montagna volante,
Ade, s'aggirano per il Berghof Venere e di Persefone. na si concede nel sud della dai bei vestiti con cui la sua pa- Feltrinelli). Oggi a San Paolo di
come sul proscenio di un'apo- La montagna magica non è Francia. Il tema ricorrente è drona si diverte a ricoprirla, da- Piave (Tv) la premiazione del
calisse che inghiottirà con Ca- solo un complesso panorama la continua mancanza di dena- gli incontri con personaggi di super vincitore.
storp, tornato nelle «terre bas- epocale, la mappa di un'intera ro della narratrice, spesso co- un mondo nel quale altrimenti
se» a combattere, il mondo in civiltà fagocitata dalla follia e stretta per pagare piccoli debi- non avrebbe mai avuto modo di UN «APPELLO» POLEMICO
dall'istinto di morte, ma il te- ti a stratagemmi come impe- mettere piede.
stamento di un grande intellet- gnare il suo anello più prezio- Però non è felice, e un bel
Con Pennacchi
Castorp e Madame
Chauchat, personaggi
tuale che volta pagina, abban- so; una modesta eredità che giorno approfittando di un’occa- = Con Canale Mussolini
dona i fantasmi decadenti in capita al marito porta una ben- p Dawn Powell sione favorevole, scappa, senza Antonio Pennacchi ha vinto il
che trascolorano fra nome dell'amore e scopre il gu- venuta boccata d’aria. Non è p GABBIA PER AMANTI bagagli e senza progetti, a Pari- premio «Asti d’Appello”
sto della democrazia. Dal suo chiaro se sia questo laconico p trad. di Silvia Castoldi gi, convinta di aver fatto perde- riservato a titoli secondi e terzi
mito e realtà, fluido disorientamento lo scrittore marito a tenerla a stecchetto, p Fazi, pp. 206, €17,50 re le sue tracce e di poter final- classificati ai grandi premi.
romantico e malia erotica accede a una superiore umani- in ogni caso i tempi sono cam- mente avere un’esistenza auto- Inevitabili le polemiche:
tà e nel ritratto di un'Europa biati assai. noma. Ma è come liberare in un Pennacchi è stato primo allo
cui lo scrittore aveva creduto al tramonto lascia trasparire La protagonista continua a cio il piano, cuce quel tanto che bosco un animale allevato in cat- Strega! Urge Cassazione.
fin da ultimo. l'imperativo assoluto della lot- ricevere intimazioni di credi- le consente di modificarsi i vesti- tività... Tra flashback che ci rag-
Non a caso taluni personag- ta a ogni forma di barbarie. tori ed è spesso costretta a far- ti, si arrabatta a parlare dei libri guagliano sui precedenti, l’azio- A IMPERIA
gi affondano le loro radici nel E quasi inavvertitamente si prestare somme irrilevanti, del momento con interlocutori ne procede senza farci balenare
sottosuolo mitico perché la ge- ecco scaturire il suo romanzo ma ha una grande casa con che con ogni probabilità non li troppe speranze per Christine,
L’addio a Lanteri
ografia culturale e simbolica moderno: un vertiginoso viag- giardini e campo da tennis, hanno letti nemmeno loro. che sarà intelligente ma dopo = Nei giorni scorsi se ne è
della Montagna magica abbrac- gio mitopoietico fra parodia e più cameriera, cuoca e made- Poco più attezzata all’indi- quel primo passo non dà prova andato Elio Lanteri, ligure tra
cia epoche in un fantasmagori- saggismo. Una storia ermeti- moiselle francese per la bam- pendenza è del resto la giovane né di energia né di iniziativa. Dolceacqua e Imperia, amico di
co intreccio di richiami e leit- ca, la definisce lui, sottratta bina. Certo, da sola non sa- americana di Gabbia per aman- Per sua fortuna, la Powell fi- Francesco Biamonti, a sua volta
motiv costruiti con arte musi- al tempo e impastata di so- prebbe cavarsela. Come po- ti, autrice Dawn Powell, la cau- nisce per impietosirsi e le conce- scrittore. Nel 2009 aveva
cale (è noto l'interesse dello gno, ma con il presagio degli trebbe? Non le hanno insegna- stica rivale di Dorothy Parker de un finale meno disastroso di pubblicato per Transeuropa La
scrittore per Wagner). Perfi- incubi futuri. to niente di utile, suona maluc- riscoperta da Gore Vidal. come potevamo temere. ballata della piccola piazza.

DAVIDE do in un'Utopia possibile di ritor-


SAPIENZA Paasilinna «L’allegra apocalisse»: no ai valori e ai ritmi della Terra.
È un lavoro particolar- E attraverso una serie di vi-
mente affascinante quello che una paradossale favola bucolica cissitudini che coinvolgono pa-
Iperborea conduce da molti an- rallelamente il microcosmo che
ni con l'opera del finlandese Ar- il nipote va costruendo in un'
to Paasilinna. Il geniale scritto-
re di Kittilä, in Lapponia, dive-
nuto famoso in Italia con L'an-
no della lepre nel 1994, sa coniu-
Rinascere dopo area selvaggia della Finlandia
(le foreste del Kainuu), e quelle
di un distante mondo pratica-
mente chiuso fuori, si svolge
gare una scrittura lineare a
slanci narrativi che come i feno-
meni atmosferici delle sue ter-
re, risultano imprevedibili, mi-
steriosi, eppure sempre capaci
il caos nucleare, p
p
p
Arto Paasilinna
L'ALLEGRA APOCALISSE
l'apocalisse - «le tenebre nuclea-
ri» della terza guerra mondiale -
e una distante rinascita della ci-
viltà, il cui centro è proprio la co-
munità diretta da Eemeli.

nella foresta
trad. di Nicola Rainò
di farci ritornare sulla strada p Iperborea, pp. 320, €16 Arto Paasilinna L'allegra apocalisse è una fa-
maestra dopo lo spaesamento vola. Gli avvenimenti esterni so-
iniziale. Dal vasto repertorio no giganteschi, ma l’Associazio-
dello scrittore, oggi quasi set- ne Funeraria di Eemeli Toropai-
tantenne, Iperborea ha sempre ritroso, sicuro di poter trovare del libro è talmente paradossale dell'orso (2008), storie talmente ti spinge a considerare normale nen ne resta colpita solo margi-
scelto con cura titoli che predili- sorprese avvincenti. da non poter mai essere definita (in)verosimili da apparire plausi- tutto ciò che è imprevedibile, que- nalmente, e per questo cresce e
gono un percorso artistico più Leggere oggi L'allegra apoca- inverosimile, nonostante episodi bili. Paasilinna cattura il lettore sto senza forzare con scelte artifi- suo malgrado diventa simbolo di
che di uscite cronologiche delle lisse (uscito in Finlandia nel 1992) al limite della follia (l'interramen- senza circuirlo, preferendo orien- ciose la storia. Per questo una fra- una civiltà che riparte da capo.
sue opere. Forse questo ha fat- lascia a bocca aperta per la surre- to di una bomba H in un bosco al tare il pensiero verso punti di vi- se semplice, seria, piazzata a un Paasilinna pare voler dire che se
to spostare su Paasilinna i no- ale attualità degli ingredienti nar- confine tra Russia e Finlandia!). sta inusuali eppure allineati alla terzo del libro - «la foresta cam- l'uomo è convinto di potersi er-
stri riflettori in maniera discon- rativi e del tema tanto in voga al- Non che Paasilinna utilizzi que- particolare mentalità del suo po- bia un uomo» -, ci svela come il gere a dominatore del pianeta
tinua, ma può essere interes- la vigilia del 2012 (no: Paasilinna sto registro per la prima volta: ac- polo, così unico tra quelli scandi- bizzarro testamento del «grande Terra, sbaglia. E che l'unica co-
sante per il lettore attento parti- non fa esplodere la Terra in quell' cadeva anche in Lo smemorato di navi. La sottile linea che separa bruciachiese Asser Toropai- sa che funziona davvero, se vis-
re dal «nuovo» romanzo per anno). Ma c'è di più: la favola bu- Tapiola (2001), Piccoli suicidi tra la normalità e l'assurdo fa di L'al- nen», per mano del nipote predi- suta con il dovuto rispetto, è la
percorrere questo cammino a colica raccontata nelle pagine amici (2006) e Il migliore amico legra apocalisse un romanzo che letto Eemeli, si sta materializzan- natura madre.
IV Scrittori italiani

PAROLE Ammaniti Le giornate troppo


IN CORSO brevi di un adolescente in clausura
GIANLUIGI BECCARIA ANGELO

Oratio
GUGLIELMI

Non mi piacciono i ro-


manzi scritti in una notte come
sembrerebbe essere IO E TE di
Cara mamma
e ratio fan
come scio
Ammaniti. Eppure so che Sten-
dhal ha scritto La certosa di

la Nazione Parma in poche settimane (per


lo più lo ha dettato) e Dostoe-
vskij Delitto e castigo in due me-

C
he si sia faticato non poco
a diventare nazione, ed
avere le stesse parole «in
corso» sulla penisola intera, è sto-
si pressato dall'editore della ri-
vista dove il romanzo appariva
in puntate settimanali (o quin-
dicinali?). Scrivere di getto è la-
sciare posto ai pensieri più faci-
bene, chiuso
ria nota. Conosciamo le tormen-
tate vicende della nostra «pa-
tria», oggi incredibilmente sog-
getta a folli proposte di cancella-
li, propositi appena spuntati,
suggestioni deteriori; sì, que-
sto è vero, ma non è anche ve-
ro, lo andiamo dicendo da tem-
giù in cantina
zione. Sentiamo di tanto in tanto po, che lo scrittore davanti al
parlare di secessione di una par- foglio bianco sa che quel che si la vecchiaia, il primo per impara-
te di pianura che un tempo, dico- accinge a scrivere è sempre sul re a vivere l'altro per imparare a
no, fu dei Celti, o di «centomila punto di deragliare prendendo morire. Dunque sono al centro
fucili pronti a scendere / da non strade che l'autore non aveva del dramma esistenziale di un uo-
so che vallate» (Fernando Bandi- previsto né immaginato? E che mo e concorrono a fare di lui un
ni, «Discorso ai bambini della è proprio questo andare a ran- adulto. Quale è l'adulto che IO E
pianura», nelle Quattordici poe- dagio attirati dall'ultimo odore TE propongono e quali angosce
sie, Brescia, 2010). È pur vero co- la spia della creatività di una e afflizione ha patito per diven-
munque che per molti secoli pa- storia e di un autore? tarlo? Lorenzo (è il nome del pro-
tria ha indicato la città di prove- Comunque ho appena ap- tagonista del racconto) è un ra-
nienza (la «nobil patria» di Fari- preso, leggendo una sua inter- gazzo di appena quattordici anni
nata è Firenze; il titolo Patria di inquieto e introverso: non gli
una delle Myricae di Pascoli ad «IO E TE»: un ragazzo, piacciono i compagni di scuola p Niccolò Ammaniti
altro non si riferisce che alle cam- con i jeans ostentatamente buca- p IO E TE
pagne di San Mauro). E ancora non potendone più ti, le felpe e le scarpe di pezza, p Einaudi, pp. 116, € 10
oggi, a 150 anni dall'Unità rag- dei genitori che che all'uscita si riuniscono in Niccolò Ammaniti,nato a Roma nel 1966, Premio Strega 2007 con «Come Dio comanda»
giunta, ci sono italiani che sento- gruppo scegliendosi per prestan-
no di appartenere più alla «picco- lo vorrebbero normale, za fisica (e bravura nello sport), parlando con il padre evviva! no- stra Olivia (non la vede da dieci giardo. E Lorenzo esce dalla can-
la» che alla «grande patria». Ri- imita la normalità si appartano, parlano a voce alta, stro figlio è un ragazzo normale) anni), la ricorda bella ma ora la tina, sfidando il rischio di essere
torna lo spirito di fazione comu- si vantano promettendosi di rive- e in realtà il giorno della parten- sa sbandata e drogata (hanno lo scoperto (il portiere è sempre lì
nale che ha lasciato i suoi segni vista, che Ammaniti le sue sto- dersi ancora nel pomeriggio. za si chiude nella spaziosa canti- stesso sciagurato padre), riesce a fingere di spazzare) e corre al-
anche nel paesaggio, con la fore- rie le tiene in incubazione per Non gli piacciono ma anche un na della casa in cui abita dove de- in qualche modo a penetrare nel- la ricerca di un qualche soccor-
sta di torri che minacciose oc- anni (anche dieci e più come ca- po' li invidia perché non ne può cide di passare beato i cinque la cantina alla ricerca di soldi so per Olivia. Rientra con un sac-
chieggiano sulle nostre colline? piterà al suo prossimo roman- più di starsene sempre solo a leg- giorni della settimana bianca per la dose. Lorenzo terrorizza- chetto di aspirine e altri sedativi
Lo spirito di fazione ha radi- zo) prima di metterle su carta. giucchiare (solo Stephen King), (ogni giorno anzi più volte al gior- to vede saltare la sua bugia. (li ha rubati dal comodino della
ci antiche, Dante ha ampiamen- E quando ha deciso di scriverle sognare e giocare con la playsta- L'anormalità è entrata nel suo ri- nonna morente) e anche riesce,
te disseminato di faziosi i gironi è capace di impuntarsi anche tion. Anzi non ne può più dei suoi La durezza di vivere fugio costringendolo a proteg- gabbando il portiere, a salvare
infernali e i gradini del Purgato- mesi per un solo aggettivo o su genitori che lo vorrebbero nor- gersi anche con la violenza. La la sua bugia: e chissà che a qual-
rio, come ci ha fatto notare Pie- un semplice dubbio di sintassi male, uno come tutti gli altri con e la ricerca del suo sorellastra se ne deve andare e cosa non gli sia servita (certo so-
tro Trifone nella sua Storia lin- e poi rimettersi al lavoro e in i quali uscire, litigare, picchiarsi (im)possibile senso, se resiste anche a calci e pugni. lo a lui) se dieci anni dopo (ora
guistica dell'Italia disunita (il poche notti concluderlo. E que- e andare a ballare. Alla fine Lo- Volano gli schiaffi e ogni altro ha 24 anni) lo sorprendiamo nell'
Mulino, 2010). Ma Dante ha pu- sto è capitato a IO E TE roman- renzo stufo sceglie di acconten- non una storia colpo e pedate finché all'ultima obitorio di Cividale del Friuli do-
re segnato la data d'inizio della zo decisamente più complesso tarli (il suo problema è soprattut- generazionale colluttazione Olivia ( che da trop- ve è accorso solitario visitatore
nostra unità ideale, a partire di quel che appare. Dire che è to la madre, il padre in fondo si fa pe ore manca della sua dose sal- a salutare Olivia stesa su un ta-
dal De vulgari eloquentia, dove un romanzo in cui l'autore ri- gli affari suoi) e decide per la loro no comunicando alla mamma, vifica) cede e crolla. Suda, tre- volo ancora bellissima.
l'Italia è vista come spazio geo- torna sul tema dell'adolescen- tranquillità di imitare la normali- che non smette di perseguitarlo, ma, sviene. Sembra morta. E allora quale è il tema di IO
grafico su cui una lingua lettera- za a lui così caro dal tempo (for- tà. Finge di farsi invitare dalla che sta bene e scia). L'anormalità, che Lorenzo in E TE? Né l'ambiguità della ado-
ria si diffonderà, la lingua alme- tunato) di Io non ho paura è una bella della classe a passare una Tonno, nutella e Cocacola, e fondo corteggia e insieme teme, lescenza, né l'inadeguatezza
no di una poesia illustre. Si trat- tentazione cui qualcuno sven- settimana nella sua casa di Corti- qualche gioco al computer, ralle- si manifesta in tutta la sua dram- dei genitori, né la poesia della
ta di una nuova «conquista intel- turatamente cederà. na, lo comunica alla madre che grano le sue giornate troppo bre- matica presenza, scoprendo an- solidarietà; è la durezza di vive-
lettuale», di un'idea che da allo- I temi essenziali della vita di per l'emozione scoppia in lacri- vi. Finché un incidente inatteso cor più che la fragilità di Olivia la re e la ricerca del suo (im)possi-
ra farà «costantemente parte un uomo sono l'adolescenza e me (la sente urlare al telefono arriva a disturbarlo: la sorella- sua (di Lorenzo) pochezza di bu- bile senso.
del patrimonio culturale italia-
no fino ai nostri giorni e, spera-
bilmente, nel futuro» (così scrive
Francesco Bruni nel suo bel volu-
me Italia. Vita e avventure di Cavina L’infantile (e tragica)
un'idea, appena uscito anch’es-
so dal Mulino). Dante comincia gioia per il lavoro ben fatto
pensare a un volgare letterario
del sì di ampio respiro, fondato

Nella cava
BRUNO
QUARANTA
su un gruppo non solo di toscani
(Cino, Cavalcanti, Dante stes- Coltivare, non sbricio-
so), ma sul gruppo meridionale lare. Nella cava come nella vi-
dei siciliani già fioriti al tempo ta. L’operaio di Cristiano Cavi-
di Federico II, e accoglie nella fe-
derazione dei lirici anche un bo-
lognese, Guinizelli.
La parola letteraria ha prefi-
na che non è andato «oltre i
tre anni di scuola professiona-
le», che non ha «il patentino
per la filosofia», è un moralista
di gesso c’è p
p
Cristiano Cavina
SCAVARE UNA BUCA

un filosofo
gurato la nazione prima che essa non tracotante, naïf, involonta- p Marcos y Marcos
esistesse realmente. E questa rio, una goccia che scava ine- p pp. 205, € 14,50
idea fu definitivamente acquisi- sorabilmente e giocosamente Cristiano Cavina è nato nel 1974
ta nel Cinquecento, quando i con- la nostrana, contemporanea
cetti dell'umanesimo, cioè il valo- scorza, corazza, apatia.
re culturalmente aggregativo as- Scavare una buca è una sor- simo mondo di B.C. sfiorando l’Eden («non fosse ci, «il più vecchio di tutti», lo zio taccate al volante» - che tesau-
segnato alla parola (l'oratio) e al ta di favola manuale, artigiana- «Sulla tabula rasa della prei- stato per la polvere, avresti det- Jair («un indaffarato Mastro rizzerà la disgrazia salvando la
pensiero (la ratio), conferiranno le, ad accenderla è una sapien- storia la nostra “roba” - osser- to di lavorare in paradiso») per- Geppetto») & C. che una matti- ditta e indignando il donchi-
un valore imprescindibile alla za istintiva, quella che orienta vavano Fruttero e Lucentini ché - come mediterà Primo Le- na - accolti in cantiere dalle nuo- sciottesco, «candido» suo auto-
scrittura come condizione neces- il punteruolo pneumatico co- lettori della striscia (così noi vi, una verità che la letteratura ve divise - riassaporano, se mai re; Edmeo che, coronato il so-
saria alla durata. La fede nel va- me quella che nutre la scrittu- lettori di Cavina, «scendendo di tanto in tanto rivernicia, da l’avessero smarrita, l’infantile gno piccolo borghese di una vil-
lore perenne dei testi starà alla ra di Cristiano Cavina, tosca- con la torcia elettrica in una ultimo, da penultimo, l’Alessan- gioia natalizia. I veicoli grandi la in collina, patirà la nemesi o
base della nostra storia non solo namente cronachistica (ancor- mano e la scatola con la dinami- dro Defilippi di Manca sempre tre volte un carrarmato docili chissà quale sortilegio: la mor-
linguistica. Non dobbiamo di- ché l’autore sia radicato nel- te nell’altra») - la nostra una piccola cosa - «l’amare il come il «vecchio camioncino te, nella nuova cava, del figlio,
menticare che, sulla via dell'inte- l’Appennino faentino, a Caso- “roba”, per noi troppo ovvia, or- giocattolo senza una ruota» che «la sponda del ribaltabile lo ave-
grazione e del riconoscimento, la Valsenio), ossia essenziale, mai, o troppo aggrovigliata, vie- «Scavare una buca»: inorgoglisce un figlio del maieu- va colpito in fondo alla nuca, do-
l'ambito in cui si è realizzato un ossia brillantemente nuda. ne di colpo a ritrovare spicco, tico io narrante. I tom tom per ve finiva l’elmetto...».
valore in grado di unire più di Seguendo i randagi eroi consistenza, individualità, nel una favola «vera» che chiamare in superficie come le I misteri, le ombre, i dera-
ogni cosa l'Italia non è stato tan- che «coperti di polvere di ges- bene o nel male». non affoga nell’idillio, ricetrasmittenti di plastica. gliamenti, fuori e dentro la gal-
to il mercato, o la politica ideale so» scintillano «come qualsia- «La nostra “roba”»: ciò che Ma la favola di Cavina è ve- leria. «Gli strati della pietra -
della democrazia moderna, o il si altra cosa nel raggio di due siamo, ciò che non riusciamo a una scrittura ra, dunque non affogata nell’idil- scolpisce Cristiano Cavina - si
principio della tolleranza o altro, chilometri», ci si scopre cala- essere, la tavole in frammenti, i brillantemente nuda lio. Accade che la polvere di ges- leggono alla stessa maniera di
tutte entità fondamentali, ma ti in un’atmosfera fumettisti- frammenti che cercano di ri- so insegua e segni come «la scia un libro, solo che sono scritti
«moderne»: è stato invece un va- ca, come scenario un paesag- comporsi... Cristiano Cavina, proprio lavoro costituisce la di una sventurata cometa». Su in tutt’altra lingua. E’ un alfa-
lore culturale antico, la lingua e gio preistorico («la parte sel- scavando una buca, ricorda migliore approssimazione con- tutti Edmeo e Cavalletta, che beto che pochi sanno alla per-
la letteratura, a prefigurare vatica della montagna» che che una sola urgenza giustifica creta alla felicità sulla terra». «sono entrati in cava con quat- fezione». Bisogna sudare co-
l'unità, evidenziata sin dalle Ori- domina «tutto l’orizzonte il lavoro e l’esistenza oltre il la- Sono felici e serissimi come tro braccia e ne sono usciti con me la pietra, per conquistarlo.
gini. La lingua è venuta prima possibile»), eco, perché no?, voro: «Ci piace fare le cose co- bambini gli aristocratici di Cri- uno: il sinistro di Cavalletta»; Imparando a non mettere,
della nazione, e l'ha fondata. di Johnny Hart, dell’antichis- me devono essere fatte». Così stiano Cavina in miniera. Il Nec- Edmeo - le braccia «rimaste at- mai, una pietra sopra.
Tuttolibri
SABATO 20 NOVEMBRE 2010
LA STAMPA V

150
MASSIMO ria: per diventare finalmente
ONOFRI

Quando arrivò in li-


uomini in un'umana accezione.
Il punto di forza del libro, ad
DIALOGHI
breria, nel 1975, per i tipi del-
l’editore Feltrinelli, Padre
ogni modo, non sta qui - solo
qui -, nella rappresentazione
IN VERSI
padrone esplose subito come dettagliata e onesta, sino all'im- MAURIZIO CUCCHI
un caso molto più che lette- pudicizia e allo scandalo, d'un
rario: non per niente, dopo
aver conquistato il premio
Viareggio «Opera prima», e
mondo (e della concezione su
cui s'appoggia), o di quelle
equazioni tra natura e cultura
Koch,
soltanto due anni dopo, era
già a disposizione nelle sale
(d'una cultura che si pretende
natura). Sta nella sua lingua:
le midolla
la sua riduzione cinemato-
grafica, tutt’altro che disdi- Libri d’Italia non per caso, i suoi lettori mi-
gliori furono linguisti come Tul- del male
cevole, proposta dai fratelli Verso il 2011 lio De Mauro. Una lingua in cui,
Taviani, vincitrice della Pal- per stare alla citazione appena
ma d'oro a Cannes. E divam- riportata, l'italiano scritto vale milio Zucchi (Parma,
pò, il caso, cogliendo di sor-
presa i lettori, nonostante
quelli fossero gli anni in cui,
- nei confronti del sardo orale
(il logudorese) riportato tra pa-
rentesi sulla pagina - come una
E 1963), figura tra le più in-
teressanti della generazio-
ne di mezzo, è un poeta che non
dato per morto ancora una conquista di cultura, che ha già manca di coraggio. Lo dimostra
volta il romanzo, trovavano in sé il momento della coscien- senza equivoci il suo poemetto Le
facile accesso sul mercato le za e del giudizio, insomma del midolla del male (Passigli, p.70,
testimonianze di studenti e riscatto. Solo in tal senso tutta €10), che nell’introduzione Giu-
operai, di femministe, di gio- una metaforica recuperata dal seppe Conte definisce «un mo-
dialetto, e che attinge al lessico mento di poesia compiuto e solen-
Un autobiografico della natura (d'una natura vis- ne. Di tensione etica severa e dol-
suta profondamente e quotidia- cissima». Zucchi punta decisa-
racconto di formazione p Gavino Ledda namente), può guadagnare, tra- mente a un progetto di poesia
con il lieto fine, p PADRE PADRONE
p B.C.Dalai, pp. 213, €11,90
scritta in questo italiano singo- dentro il cuore della storia, di po-
larissimo, momenti di grande esia narrativa realizzata attorno
per niente conciliato, Gavino Ledda: dal suo romanzo i fratelli Taviani hanno tratto un film originalità e, insieme, di demi- a fatti atroci avvenuti negli Qua-
d'una emancipazione ranta, protagonista Pietro Koch,
Torna un «caso» del 1975: la sua orrenda e replicata Villa
vani in rivolta contro la fami- Triste, la sua banda di torturato-
glia, tra Cooper e Laing. Ledda Il Patriarca padrone in Sardegna: come andò ribellarsi per entrare ri nella quale compaiono anche
Certo, gli estremi del docu-
irreversibilmente in crisi la civiltà agro-pastorale nella Storia, divenendo Osvaldo Valenti e Luisa Ferida:
mento linguistico, antropolo- «Cocainomane e ufficiale / della
gico e sociologico dal caratte- così finalmente uomini Decima Mas, / Valenti si poteva
re sconvolgente c'erano tutti: in una umana accezione procacciare / soldi con le rapine.
quello che portava alla ribalta
della modernità la feroce con-
dizione sociale di un'isola sel-
vaggia, arcaica e fuori dal
tempo, spogliata d'ogni arca-
Fare a pezzi stificazione critica, come, per
esempio, nel caso di tutti quegli
epiteti con cui il «padre padro-
ne» è evocato: «uragano puniti-
La droga era / una certezza; l'av-
vocato Trinca, / anche lui tossico-
mane e mondano / consigliere di
Koch, vedeva crescere / il suo pu-
pillo in crudeltà ed eleganza».

la legge del padre


dia, vissuta e raccontata dal- vo», «furia educativa», «ciclo- Certo, la scelta del racconto e
l’interno, senza alcun compia- ne pedagogico». delle vicende tragiche comportano
cimento e idoleggiamento Credo si possa dirlo con una dei rischi, che Zucchi si assume, e
estetico. Padre padrone, col certa sicurezza: se Grazia De- sono essenzialmente due, opposti:
suo realismo franco e asciut- ledda fu la madre di ogni Sarde- la possibile discesa in un prosasti-
to, è un racconto di formazio- gna ancorata a riconoscibili co- co descrittivo, quasi didascalico, e
ne autobiografico, che cono- dici antropologici, se Salvatore l'elevarsi spinto della voce. D'altra
scerà il lieto fine, per niente che sarà preparata da una se- classe». Ci vorranno quasi ven- spesso, si rivolge al padre), s'ag- Mannuzzu (in ciò discendente parte c'è una autentica accensione
conciliato, d'una emancipa- verissima pedagogia delle per- ti anni perché Gavino, approfit- grappa a riti e comandamenti di Giuseppe Dessì), viceversa, interna che regge tutto il poemetto,
zione: epperò il viaggio del- cosse a sangue, e consegnata ai tando del servizio militare, e ri- che hanno l'inesorabilità di leg- resta il figlio d'un disconosci- nel quale l'autore riesce a misura-
l’apprendistato resta tra i più fasti solitari di una sessualità presi gli studi, trovi il coraggio gi naturali. Scrive Ledda nell’ul- mento di quei codici (pena, in re con attenzione i passaggi dal re-
duri affidati in sorte a un per- cruenta e ferina: «E una matti- di ribellarsi definitivamente e tima bellissima pagina, dopo caso contrario, un'ingiustifica- citativo al canto, con punte vertica-
sonaggio (figuriamoci, poi, se na di febbraio, mentre la mae- abbandonare così la casa pater- aver riflettuto sull’analogia tra bile regressione nell’oleografia li di forte concisione drammatica.
quel personaggio è un uomo stra si sforzava di farmi scrive- na per Salerno, andando a inse- il comportamento dei servi e d'una tradizione che non esiste Baldo Meo, romano, nato nel
in carne e ossa). re alla lavagna, mio padre, sor- gnare in un istituto privato: quello dei cani: «L'ordine socia- più), Gavino Ledda ci appare, '57, propone un testo, Epifanio e
Gavino non ha nemmeno retto dalla convinzione morale che è poi il punto in cui il ro- le del pastore coincideva con un con Padre padrone, lo scrittore altre meditazioni (Lietocolle,
sei anni, e poco più d'un mese di essere il mio proprietario, manzo si chiude. intimo ordine diventato biologi- d'un conflitto drammatico p.54, €10) che è a sua volta un po-
di frequenza scolastica, quan- con lo sguardo terrificante di La civiltà agro-pastorale sta co. Contravvenire alle leggi del («dramma patriarcale» lo chia- emetto articolato in capitoli, sul
do il padre, un gigante impos- un falco affamato (de unu asto- per entrare irreversibilmente padre equivaleva, dunque, a ne- ma lui), lo scrittore d'una testi- modello del sonetto, ma di tono e
sibile da scalare, si presenta a re famidu) dalla strada fulminò in crisi: e proprio per questo, gare l'ordine naturale e immu- monianza lancinante, il narra- impianto in qualche modo oppo-
scuola per iniziarlo a una vita la scuola. La raggiunse con im- forse, il «patriarca» (che è poi tabile delle cose». Ma equivale- tore di un'offesa e di una perdi- sti a quelli di Zucchi. Poeta di non
violenta e muta di pastore, peto fragoroso piombando in l'appellativo con cui Ledda, più va, anche, a entrare nella Sto- ta, altrettanto irreparabili. comune sapienza e raffinatezza
stilistica, forse legato più ad im-
portanti esperienze anglo-ameri-
cane (come quelle dei grandi T.S.
scheletri che armadi. Ma que- Eliot e Wallace Stevens in primo
L’altro Sud Sono in agguato sta volta il gioco è sfacciato, luogo) che alla nostra tradizione
provocatorio: il ritorno a ca- recente, Meo sorprende per l'im-
il feuilleton e la caricatura sa di Giovanni Pentecoste - peccabile qualità del suo procede-
Fonzi - anticipa quello dal re riflessivo, un procedere per
niente freddo, che si svolge nella

Sembra
SERGIO carcere del fratello Nando,
PENT
arrestato per una falsa de- concretezza delle immagini, sem-
Oltre Saviano, il nuncia d'omicidio. Il paese pre giostrando a un elevato livello
Sud Italia è divenuto - per sta per festeggiare il Santo di controllo intellettuale : «Sono
autori e editori - facile terre- Patrono, i riccastri brindano, l'uomo delle differenze, / un lento
no d'ispirazione e conqui-
sta. Un Sud senza leggi se
non quella della malavita,
un Sud sbandato, colluso,
il West tra clan p
p
Vins Gallico
PORTAMI RISPETTO
la teppaglia comincia a tre-
mare mentre arrivano le pri-
me rese dei conti, in attesa
della carneficina finale con
apologeta del rito esclusivo / di
preparare con cura i piatti per i
morti. / A te che arrischi un passo
in questa stanza / ricordo un lupo

e carneficine
disoccupato e disperato, in- p Rizzoli Nando Pentecoste asserra- affamato che si volta, / gli occhi
capace di rialzare la testa. p pp. 582, € 20 gliato - con la figlia del sinda- iniettati di visioni remote».
La denuncia è un conto, il co cattivane in ostaggio - in Si confrontino con lui, i nostri
luogo comune un altro di- un bar da selvaggio West. lettori, prendendo esempio dall'
scorso. E di luoghi comuni Corruzione, falsi indizi, ri- impeccabile esattezza della paro-
sono infarciti due romanzi grottesco nasce la larga cam- tica a risultare incisiva arma torno dell'eroe, vendetta tru- la e della forma che esibisce, dei
dedicati ai malesseri meri- pata di un romanzo che colti- di denuncia. Lo scopo di Gal- culenta: un Di Monopoli di- suoi modi felicemente compassati,
dionali: Portami rispetto, va crimini e sentimenti, quel- lico è quello di costruire un' vertente e cazzuto come sem- ma che raggiungono, come nota
dell'esordiente calabrese li della inquieta protagonista architettura di amore e mor- pre, ma questa volta la simbo- Mario Santagostini nell’ introdu-
Vins Gallico, sorta di gene- che trova il suo momento di te in cui trovino spazio attua- logia diventa caricatura, la zione «lampi di acutezza semivi-
roso fotoromanzo in terra gloria nel disvelamento di lità, cronaca e crimine, ma provincia pugliese laida e fe- sionaria». Alessandro Polcri, qua-
di 'ndrangheta, e La legge di oscuri segreti della 'ndran- anche passione, ironia e rive- roce sembra più l'anticamera rantenne professore a New York,
Fonzi, terzo western puglie- gheta. La lotta tra i clan dei lazioni da feuilleton, che infi- di un inferno metaforico che dopo la pubblicazione di Brucia-
se di Omar Di Monopoli. latitanti Don Rocco e Don ne prevalgono e fanno pende- un luogo disagiato ma, credia- re l'acqua, mi fa leggere inediti
Gallico si muove sul ter- re la bilancia dalla parte di mo, non così disumano. For- nei quali si avverte subito una non
reno dei conflitti malavito- La torrida Calabria un robusto, generoso intrat- se la facilità a infierire su un comune energia espressiva. Forse,
si, in una Calabria sottopo- tenimento. contesto disastro ha fatto il a volte, il «discorso» in versi e un
sta al giogo dei capibasto- di Vins Gallico In quanto al buon Di Mo- p Omar Di Monopoli suo tempo: sarebbe il momen- suo inturgidirsi prevalgono atte-
ne, durante un agosto torri- e la Puglia inferno nopoli, se il suo La legge di p
p
LA LEGGE DI FONZI
ISBN
to di ricostruirla con le nuove nuando un poco l'effetto. Ecco un
do e spietato. La giovane Fonzi si fosse intitolato «Ehi, generazioni, questa Italia al- esempio medio del suo lavoro, che
giornalista Tina Romeo si metaforico amico, è tornato Pentecoste: p pp. 295, € 14 ternativa, anziché mortificar- è comunque interessante: «Il vacu-
trova a dirimere un'aspra di Omar Di Monopoli hai chiuso!», sarebbe stato la nelle sue già ridondanti ba- um è la sua ragione di esistere / ve-
questione di morti ammaz- più che accettabile. L'autore lordaggini. E poi, scusate, ma dilo come la tana dove scappare
zati, con i cadaveri carbo- Peppe si trasforma in un gio- è bravo, folgorante, lo abbia- ruggiti sub-umani, è l'arma esisterà da qualche parte un da te stesso / avvertilo come una
nizzati di due presunti ma- co a scacchi in cui l'unica pe- mo già rilevato nelle prove vincente delle sue storie ne- narratore che scrive in positi- risorsa al tuo degenerare quoti-
novali del crimine che si ri- dina è la bella giornalista, precedenti: l'uso di un lin- re. La sua Puglia è il West di vo sul nostro Sud? O da Ro- diano / infliggilo ai suoni che ti op-
veleranno invece giovani mentre tutt'intorno piovono guaggio frenetico, onirico, Sergio Leone, luogo di barba- ma in giù, come sostengono i primono / spalmalo sulla palpe-
calciatori greci fuggiti dal cadaveri, in una sorta di go- brutalizzato da invettive dia- rie in cui non esiste la legge e «nobili» federalisti celtici, è bra con cui vorresti vedere...».
ritiro. Da questo equivoco liardica eliminazione che fa- lettali, sputazzi sintattici e anche i notabili hanno più proprio tutto da buttare? dialoghi@lastampa.it
VI Odissea ebraica
TRE STUDI SUL TALMUD: COME SALVARSI DALLA CATASTROFE ebrei, caduta Gerusalemme nel 70, distrutto il Tempio, “oggettivo” e diritto positivo, tra jus fondato su una verità
Il futuro è nel forno di Akhnai perduto tra le fiamme appiccate dai legionari di Roma il
centro politico e quello religioso. È Il forno di Akhnai
sovrumana e lex come deliberazione umana». Tra la volontà
di salvare dalla catastrofe i fondamenti della dottrina (Eliezer)
= Come affrontare una catastrofe? Come uscirne? (Giuntina, pp. 251, € 16), che Stefano Levi Della Torre, Vicky e quella di salvare la coesione sociale (Yehoshùa).
Abbandonando o salvando che cosa? Ostinandosi a cercare Franzinetti e Joseph Bali, acuti studiosi dell’ebraismo - e Un crescendo di sorridente ironia precipita in una catena di
quale continuità? Rimbalzati qua e là nei millenni del mondo, professionisti ben radicati nella società -, hanno tratto dal morti, sollevando questioni decisive. Dove si fonda l’autorità:
tali problemi continuano a riproporsi alle collettività e alle Talmud Babilonese. Siamo presso Giaffa tra il I e il II secolo. sulla voce di Dio o sul parere di una maggioranza? Qual è il
culture afflitte dagli sconvolgimenti attuali. Tra «diaspore Alcuni rabbini discutono se un forno per alimenti, in formelle rapporto verità-convenzione, verità-decisione, cioè tra la
migratorie e squilibri di ricchezza», «personalizzazione del sigillate con sabbia, sia puro come sostiene Eliezer o rischi «verità - teologica, filosofica, scientifica - e la responsabilità
potere e potere impersonale dei flussi economici e finanziari», impurità come sostengono Yehoshùa e gli altri. Né una voce politica»? Fiabesco e paradossale, il racconto si addensa di
genti sconfitte e disperse vagano in cerca di un futuro. Tre dal cielo né i miracoli (o le magie) di Eliezer convincono gli metafore sociali, giuridiche, etiche. Dalla razionalità e
intellettuali si chiedono quale futuro, che cosa contribuisca a antagonisti, che unanimi lo radiano dalla comunità. Come dall’emotività di storie individuali il commento si spinge a
determinarlo. E cercano una risposta in un’antica parabola settecento anni prima l’Antigone di Sòfocle, la tragedia del scandagliare cime abissali.
«Il Rabbi» di autore anonimo che risale a un disastro: la sconfitta e la dispersione degli forno di Akhnai rappresenta il conflitto «tra diritto Alberto Sinigaglia

ELENA
LOEWENTHAL Anteprima Moni Ovadia presenta «Ascesa
La storia è per defini-
zione contro natura: diventa e caduta di una nazione» di Kriwaczek,
tale, e dunque narrabile, nel
momento in cui sovverte l'ordi- una fonte cruciale della cultura europea
ne fisiologico delle cose. Non
per nulla nella Bibbia tutto co-
mincia - e ricomincia - ogni vol-
ta che nel corso delle genera-
zioni umane si verifica uno
scarto inatteso, un trauma che
conduce in una direzione di-
Soffia libero
lo spirito yiddish
versa da quella lineare.
La storia ebraica prende
infatti le mosse quando Gia-
cobbe, secondogenito di Isac-
co, si sostituisce a Esaù e ottie-
ne per sé quel diritto di primo-
genitura che nell'antica socie-
tà tribale significa tutto. E' in- MONI le e immane voragine della di-
OVADIA
negabile che si tratti di una struzione degli ebrei d’Europa –
frode ai danni del fratello mag- L’opera di Paul il 90% dei quali appartenenti al-
giore, orchestrata di comune Kriwaczek Yiddish. Ascesa e l’Ostjudentum, gli ebrei centro-
accordo con la niente affatto caduta di una nazione rappre- orientali che abitarono, crearo-
imparziale madre Rebecca. senta un importante punto di no e animarono la Yiddishkeit -
Però, senza questo meccani- Seder in una casa boema del XVIII secolo (da «The Jews », ed. Köneman, 1992) svolta e in buona misura una ha condizionato e orientato la
smo che procura alle vicende pietra miliare negli studi sul- quasi totalità degli studi su quel
un andamento diverso da quel- la Yiddishkeit, ovvero su quel- mondo e ha finito col mettere in
lo che la natura delle cose la umanità straordinaria che secondo piano gli aspetti vitali
avrebbe innescato, la storia Shlomo Sand Una tesi provocatoria: si espresse nella lingua yid- costitutivi di quella specifica
ebraica non sarebbe comincia- dish e sulla spiritualità, la cul- umanità, ha sottostimato le sue
ta: Giacobbe è infatti il padre perché «non esiste» la storia d’Israele tura e i modi di vita che la ani- p Paul Kriwaczek relazioni proficue con il mondo
delle dodici tribù. Il cruciale marono. Gli ebrei dell’Europa p YIDDISH. Ascesa circostante dell’Europa slava,
momento in cui il padre Isac- centro-orientale seppero co- e caduta di una nazione cristiana e cattolica.
co impartisce la sua benedizio-
ne alla persona sbagliata è
dunque il punto d'inizio di un
lungo, millenario percorso.
La benedizione struire un capolavoro inegua-
gliato: una nazione e un popo-
lo dell’esilio, fra i confini, ol-
tre i confini, a cavallo dei con-
p
p
p
p
trad. di Federica Giardini
Lindau, pp. 536, € 34
in libreria dal 25 novembre
Anticipiamo qui l’introduzione
di Moni Ovadia. Paul Kriwaczek,
Kriwaczek dimostra con ori-
ginalità e un piglio non accade-
mico che la nazione dello yid-
dish non fu e non è solo patrimo-

sbagliata
Questa contrapposizione fini, una nazione non vincola- nato a Vienna nel 1937, scampò nio dell’ebraismo tour court,
tra natura e storia è in fondo il ta a uno specifico territorio, ai nazisti rifugiandosi in Svizzera ma fu nel senso più stretto par-
né a vocazioni nazionaliste e in Inghilterra. Il suo libro « è il te vitale e pulsante del corpo eu-
tentativo di salvare il passato
Una semplificazione con il loro tristo bagaglio di yiddish dall’oblio, di mettere in-
ropeo e dei suoi destini. A segui-
eserciti, guerre, conquiste, sieme gli indizi che gli storici ci to dell’emigrazione dalle gran-
rischiosa prima
ancora che sul piano
politico sul piano
del popolo eletto eppure nazione e popolo in
tutto e per tutto, con lingua,
cultura, letteratura, tradizio-
ni, organizzazioni, scuole, am-
sventolano sotto il naso senza
mai arrivare al dunque».
di Russie e dalla Mitteleuropa
verso le Americhe ed in partico-
lare verso gli Stati Uniti di mi-
lioni di ebrei, sospinti ad abban-
metodologico ministrazione, nazione e po- donare i luoghi in cui avevano
Certamente gli ebrei non so- polo che si riconobbero inte- soggiornato per secoli dalle per-
leitmotiv dell'esperienza ebrai- no una razza, come avrebbero riormente in quanto tali. secuzioni zariste, dall’antisemi-
ca, durante la Bibbia e anche voluto Hitler, Mussolini e tanti Tutto questo era già noto. tismo fascista e dalle dure con-
dopo. La sopravvivenza dell' altri. Ma è altrettanto poco so- Numerosi saggi, romanzi, arti- dizioni di esistenza, l’humus del-
identità in un contesto privo di stenibile l'idea che siano una coli, studi hanno indagato que- lo yiddish ha impollinato di sé
coordinate nazionali e in quel- comunità religiosa e nient'al- sto mondo nelle sue articola- tutto l’Occidente.
la situazione di perenne emer- tro. C'è, certo, qualcosa di inaf- zioni e nelle sue diverse speci- Ma c’è una ricaduta ancora
genza che è la Diaspora, fatta ferrabile nella coesione che ha ficità, da quella spirituale reli- più dirompente nella visione di
di esclusione per un verso e unito per secoli e millenni le co- giosa a quella socio-politica, questo studioso-narratore, essa
precarietà per l'altro, è sem- munità d'Israele sparse ai da quella letteraria a quella mette in evidenza un aspetto fi-
pre stata una sfida all'annien- quattro angoli del mondo: ma il umoristica, da quella tragica a nora sottaciuto e apre un inedi-
Moni Ovadia
tamento e alle circostanze ov- fatto che una disamina di que- quella lirico-poetica. L’abissa- to orizzonte a futuri studi ma,
vie. Difficile, se non impossibi- p Shlomo Sand sta coscienza nazionale sia co-
le, inquadrare la storia d'Israe- p L'INVENZIONE sa ardua non è una buona ra-
DEL POPOLO EBRAICO
le entro i canoni della regolari- p trad. di Elisa Carandina gione (e men che meno una mo-

Il cane matto di Agnon


tà, di ciò che sembra comune a p Rizzoli, pp. 534, €21,50 tivazione dottrinale) per disco-
tutte le storie di tutti i popoli. noscerla a priori.
Mentre questa mancata Sand opera in sostanza una
«assimilabilità» dell'esperien- tesi, in cui lo studioso presenta semplificazione rischiosa non
za ebraica è in fondo la cifra alcuni casi di ambigue manife- tanto sul piano politico - per
stessa, la definizione di questa stazioni dell'identità nazionale quanto il libro sia stato accolto ABRAHAM YEHOSHUA duale e nazionale, dando a tut- La tensione narrativa si
identità, per Shlomo Sand, (ovviamente non sul piano mo- in Israele come una provocazio- to ciò un’espressione artistica muove nel romanzo fra due cit-
professore di Storia contempo- rale ma in quanto ad aderenza ne estrema ai danni dell'identità irripetibile. tà agli antipodi malgrado sia-
ranea all'università di Tel
Aviv, essa diventa una sorta di
ai canoni): là dove, cioè, i confini
religiosi e politici dell'autoco-
israeliana - ma anche e prima p Segue da pag. I
Appena ieri è stato scritto
quasi tutto durante la seconda
no distanti soltanto una ses-
santina di chilometri. Per un
negazione globale del «siste- scienza ebraica sembrano più Non è stata solo nel panorama smaccatamen- guerra mondiale. A prima vista verso Giaffa (che diventerà
ma» ebraico. sfuggenti. Come ad esempio la te laico della letteratura ciò può sembrare un poco stra- poi Tel Aviv, e con il passar de-
Questa è la tesi che guida tanto misteriosa quanto sugge- una serie di dettami ebraica, ma esprime anche no: mentre una larga parte del gli anni esprimerà l’energia lai-
L'invenzione del popolo ebraico stiva vicenda dei Cazari, etnia religiosi a tenere l’immenso potenziale che pos- suo popolo veniva sterminata, e ca d’Israele) e per l’altro Geru-
(ora in italiano per Rizzoli) dal- caucasica convertitasi all'ebrai- siede l’incontro fra la fede più che mai in quell’Europa del- salemme, la città storica che
la prima alla cinquecento e cin- smo nell'alto Medioevo. coesa la comunità ebraica e l’arte. Un incontro l’Est in cui egli era nato e che concentra in sé così tanti sim-
quantaquattresima pagina. Vi- E' pur vero che ogni storia nei secoli e nei millenni che è ancora tutto da svilup- ben conosceva, lo scrittore na- boli religiosi. Il fatto che in
sto che la storia ebraica sfugge porta con sé una misura di mito pare. La multiforme produ- zionale sceglie di rivolgere lo questo romanzo Gerusa-
ai parametri sociologici, visto e che probabilmente il 70 d.C., ancora come un'approssimazio- zione di Agnon comprende sguardo indietro, verso l’inizio lemme finisca per conquistare
che il popolo ebraico non è defi- che segna la distruzione del ne metodologica. racconti brevi, novelle e ro- del secolo XX, per affrontare il nostro eroe sionista, il quale
nibile sul piano etnico e politi- Tempio di Gerusalemme ad ope- Se l'esperienza ebraica è in- manzi, in un ampio spettro di con questo romanzo epico dal preferisce come moglie una
co, allora molto semplicemen- ra dei Romani e convenzional- fatti un'eccezione al corso «nor- forme espressive che spazia- ritmo largo e fitto di dettagli sto- fanciulla gerosolimitana reli-
te tutto ciò significa che non mente avvia la Diaspora, non male» delle storie nazionali - an- no dal realismo puro sino alla rici impeccabili, le radici del sio- giosa a una donna telaviviana
esistono né l'una né l'altro. rappresentò una cesura così che se in fondo ogni popolo ha la fantasia più sconfinata. I di- nismo e l’intima dialettica fra emancipata, è in fondo una
Per avvalorare questa ne- drastica come suggerisce la sua propria, di storia nazionale, e i versi luoghi e tempi – tortuo- concezioni nazionali laiche e co- sorta di presagio del futuro: a
gazione, Sand prende le mos- percezione a posteriori. Ma di parametri socio-politici valgono samente legati alla biografia dici religiosi. La scelta di un pro- distanza di sessantacinque an-
se dagli esordi biblici e giunge qui a negare in toto la legittimità fino a un certo punto -, ciò non personale di Agnon – in cui si tagonista passivo e in un certo ni, il sionismo laico sta di fatto
sino al sionismo nelle sue più della storia ebraica e trasfor- basta per negarla. La disamina svolgono le sue trame, non senso sprovveduto, ma soprat- ancora conducendo la sua bat-
attuali manifestazioni. Prece- marla in una congerie di indivi- di Sand si ferma invece a questo compromettono il tratto iden- tutto non intellettuale, ha per- taglia ideologica e politica con-
duto da una introduzione ge- dui accomunati «semplicemen- punto, con un moto espositivo tificativo del grande scritto- messo allo scrittore di guarda- tro quegli ambienti religiosi se-
nerale sul concetto di popolo, te» da una serie di dettami reli- circolare che riporta costante- re, che è riuscito a calarsi ne- re alle cose attraverso i fatti e condo cui non esisterebbe al-
ne risulta un lungo excursus a giosi, ne passa eccome. mente al presupposto d'inizio. gli abissi dell’animo indivi- gli eventi, e non le idee astratte. cun Israele senza la Torah.
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SABATO 20 NOVEMBRE 2010
LA STAMPA VII

DALLA PARTE DEI PALESTINESI EBREI IN SPAGNA: UN SAGGIO E UN ROMANZO TRA NAZISMO E FASCISMO
Perché le bombe sulle scuole? Il mondo sefardita Identità di un genocidio
= Nel libro Pianificare l'oppressione. Le complicità = Sefarditi sono gli ebrei discendenti dalla comunità che = La strage nazista degli ebrei, un genocidio, non il
dell'accademia israeliana, a cura di Bartolomei, Perugini e fiorì in Spagna sino al termine del Quattrocento, quando genocidio, come Donald Bloxham precisa nel sottotitolo
Tagliacozzo (edizioni Seb 27, pp.194, € 12,50) parlano le vennero cacciati dai Re Cattolici, provocandone la diaspora del suo lavoro Lo sterminio degli ebrei (Einaudi, pp. 378,
nude cifre, riferite tutte alla realtà scolastica. Dall’ottobre nell’intera Europa. Georg Bossong, docente di Filologia € 28, traduzione di Sara Marchesi). Perché «se è vero che
2000 al giugno 2008 (prima dell’operazione Piombo Fuso) romanza nell’Università di Zurigo, ripercorre la storia l’Olocausto fu in un certo senso un processo europeo,
658 studenti sono stati uccisi, 4852 feriti, 738 imprigionati. millenaria dei Sefarditi per il Mulino (trad. di Alessandra tuttavia esso ebbe luogo nel contesto di altri processi
Tra i docenti, 37 sono stati uccisi, 55 feriti, 190 detenuti. Saccon, pp. 131, € 13). Sefardita si intitola un romanzo europei di esclusione omicida, di disordine geopolitico e
Certo le fonti sono schierate, fino a proporre un discutibile sulle «identità multiple» di Éliette Abécassis (Tropea, trad. di ristrutturazione economica». Un storia nella Storia è
boicottaggio delle istituzioni culturali israeliane. Resta il di Ester Borgese, pp. 352, €18): una donna d’oggi, radici in quella che ricostrusice Anna Pizzuti (Vite di carta, Donzelli,
fatto che così si spegne la speranza di una nuova classe Marocco, nata a Strasburgo, sposa a Tel Aviv, fa i conti con pp. 230, €24): 28 ebrei stranieri internati dal fascismo in
dirigente palestinese. [g. d.l.] la storia della sua famiglia e del suo popolo. un paese laziale, di cui 16 saranno deportati. «1943» di Ben Shahn

fardita che nella gemmazione MASSIMO


della nazione yiddish. Quest’ul- RAFFAELI Battini L’antisemitismo camuffato
tima ha avuto e conserva un’im- Non è un caso che il
portanza strategica per l’intero termine «intrigo» nel senso da anticapitalismo, a destra e sinistra
mondo occidentale, basti pensa- di cospirazione o complotto
re al suo ruolo negli Stati Uniti si leghi per etimologia a quel-
e, per ciò che la nazione più po-
tente del pianeta rappresenta
nei processi di globalizzazione,
la sua influenza socio-culturale,
lo di «trama» narrativa. La
sua potenza funzionale è du-
plice: da un lato sa rendere
evidente e tangibile ciò che
Colpire l’ebreo
per spegnere
pur se segnata da una progres- per sua natura resterebbe in-
siva diluizione, si riverbera nel- vece misterioso e occulto,
la cultura di tutto il pianeta. dall’altro semplifica il molte-
La futura Europa se non vuo- plice e spiega la realtà dopo
le crescere e morire come pura averla vincolata a un mecca-
entità economico-merceologica
deve farsi carico della variegata
e molteplice ricchezza delle sue
energie, maggioritarie e di mi-
noranza, centrali e periferiche,
nismo inderogabile di causa-
effetto. Ovvio che lo schema
del complotto sia tuttora
prediletto dalla fiction (per
esempio da DeLillo, Philip
tutti i Lumi
alluvionali ed interstiziali, non Roth o, si parva licet, Ian Fle-
per mettere un fiore all’occhiel- ming e Umberto Eco) come
lo dei suoi politici, ma per fare è ovvio sia stato utilizzato
prosperare un continente di pa- nella costruzione dei due fal-
ce e di accoglienza. si che precedono in effigie,
ma si dovrebbe dire predi-
Gente dell’esilio, spongono, l'annientamento
degli ebrei d'Europa, cioè il
fra i confini, oltre verbale apocrifo che inchio-
i confini, a cavallo dò il capitano Alfred
Dreyfus e il centone celeber-
dei confini: un polline rimo, ascrivibile alla polizia
per tutto l’Occidente zarista, che va sotto il nome
di Protocolli dei Savi di Sion.
Personalmente ho dedicato E' noto che quest’ultimo
gran parte della mia vita, delle allucina la cosiddetta que-
mie forze e della mia ricerca spi- stione ebraica nei termini di
rituale alla Yiddishkeit. una congiura di plutocrati il
Nel quadro dei miei limiti so- cui fine è la distruzione del-
no riuscito a creare nel mio Pae- le società tradizionali e dun-
se, l’Italia, e per suo tramite nel- que il possesso del pianeta
la mia nazione, l’Europa, una
piccola utopia teatral-musicale Un paradigma comune
che, contro tutte le previsioni,
ha riscosso un inaspettato e pro- per Fourier e Maurras,
lungato successo. Mi hanno Proudhon e Orano:
spesso chiesto come mi spiegas-
«Il Muro del pianto» dipinto di Gerôme, 1880, (da «The Jews », ed. Köneman) si la misura del consenso che «Il socialismo «I Talmudisti» di Max Weber, 1934 (da «The Jews », ed. Köneman)
ero riuscito a conquistarmi. Il degli imbecilli»
soprattutto, inaugura una nuo- intime di noi cittadini del vec- mirabile lavoro di Paul Kriwac- Drumont, firmatario di La
va consapevolezza in merito al chio continente sono molteplici: zek è la migliore delle risposte a tramite lo spargimento di France juive, 1885, il bestseller
senso di quella sconvolgente quella greca e quella ellenistica, questi interrogativi e a molti al- calamità, guerre e rivoluzio- di chi a lungo fu ritenuto sini-
eredità e chiama gli europei ad quella cattolica e quella arabo tri. Lo raccomando con tutto il ni. Se, per rendersi credibi- strorso) fino all'eclettismo ide-
un nuova responsabilità verso mussulmana, quella cristiana cuore a coloro che vogliono en- le, un simile complotto ha ologico di Paolo Orano, l'auto-
le proprie radici passate e la protestante e quella cristiana trare in relazione con le iride- dovuto riplasmare e connet- re di Gli ebrei in Italia (’37), ex
propria identità presente e futu- ortodossa, quella laica liberale, scenze più «celate» della nostra tere in sequenza lineare il sindacalista rivoluzionario poi
ra. Non è richiamandosi a gene- quella rivoluzionaria socialista intimità occidentale, con i reces- coacervo di luoghi comuni fascista e propulsore del razzi-
riche fondazioni giudaicocristia- e quella riformista. Fonte cru- si più splendenti del luogo che che da secoli bollavano gli smo autarchico. Scrive in pro-
ne che l’Europa unita troverà la ciale e preziosa ancorché mino- abitiamo e del nostro animo pro- ebrei, la storiografia succes- posito Battini: «Tali piattafor-
propria anima. Le culture e le ritaria è stata ed è quella ebrai- fondo tramortito dal marasma siva alla Shoah li ha deco- me rivelavano certo una com-
fonti che hanno irrigato le fibre ca, sia nella sua linea ispano-se- della volgarità. struiti mirando soprattutto prensione inadeguata dei mec-
al lungo periodo dell’antigiu- p Michele Battini canismi finanziari e industria-
daismo cristiano e all'antise- p IL SOCIALISMO li moderni, ma sapevano parla-
DEGLI IMBECILLI
mitismo biologico che in Ita- p Bollati Boringhieri re alla pancia dei petits, biso-
«cane matto» –, è stato da par- sarebbe troppo lungo elenca- lia culmina nel Manifesto del- p pp. XXXI-293, €18 gnosi di capri espiatori e di ri-
te dello scrittore un atto di co- re tutti i diversi significati che la razza (luglio del ’38), ante- sposte semplici alla domanda
raggio, una sfida. Diversamen- gli sono stati attribuiti. Quan- prima della persecuzione ve- sulle ragioni della depressione
te dal protagonista del roman- do a me, credo che proprio ra e propria. medievale degli ebrei), sia ai economica che non cessava di
zo, il cane Balac non è né passi- perché il protagonista del ro- Molto meno indagati, vi- processi di secolarizzazione e affliggerli, e la spiegazione del-
vo né taciturno, bensì loquace, manzo, Isacco Kumer, è così ceversa, sono i tratti persi- di liberalizzazione cui infatti la crisi in termini di congiura
pieno di pensieri e dotato di passivo e taciturno, Agnon ab- stenti dell’antisemitismo gli ebrei d'Occidente parteci- ebraica contro l'economia na-
una coscienza storica e mitolo- bia voluto incarnare la sua co- economico-sociale cui uno parono in maniera massiccia. zionale, le risorse nazionali,
gica, oltre che di un’acuta pro- scienza in un cane capace di storico dell’Università di Pi- Lo sguardo è diagonale, da de- costituiva una rappresentazio-
spettiva sociologica. In veste esprimere le contraddizioni in- sa, Michele Battini, ora dedi- stra a sinistra, e focalizza figu- ne efficace del nemico».
site nel sionismo: sorto, davve- ca Il socialismo degli imbecilli, re e gruppi intellettuali che,
Un battaglia contro ro con tragico ritardo, per da- uno studio necessario (accu- con le relative distinzioni, coo- Trasformare
re una normalità a un popolo il rato, ricco di apporti biblio- perarono alla costruzione di
quegli ambienti cui rapporto con il proprio am- grafici e tuttavia accessibile un medesimo paradigma. il perseguitato
religiosi secondo cui biente naturale s’era concluso ai profani) il cui titolo ripren- Il denominatore comune di in persecutore: la via
a suo tempo con una terribile de una frase che il vecchio un antisemitismo talora sotta-
non esisterebbe alcun sofferenza. Ma non ci si può August Bebel, della II Inter- ciuto o implicito è il rimpianto facile del complotto
Shemuel Yosef Agnon Israele senza la Torah sbagliare: il tessuto ideologico nazionale, a suo tempo ave- di società chiuse e organiche per fuggire la realtà
del romanzo è occultato in un va riferito all’antiebraismo così come la preventiva ostili-
A metà del libro c’è poi in di cane, è libero di vagare per realismo spinto che esprime camuffato da anticapitali- tà al mercato e alla finanza ri- Trasformare il perseguita-
serbo per i lettori una sorpre- tutti i quartieri di Gerusa- una variegata galleria di per- smo. Il volume è scandito in tenuta una usura tout court: to in persecutore, cioè imputa-
sa: la figura di un cane randa- lemme, ebraici e non, tratteg- sonaggi affascinanti, fra i qua- cinque saggi raccordati, il si va dal tradizionalismo fran- re il diverso dopo averlo travi-
gio di nome Balac che accom- giando questi luoghi e i loro li compaiono anche delle figu- periodizzamento va dal seco- cese con venature legittimiste sato in un cospiratore sangui-
pagnerà Isacco Kumer in ve- abitanti con assoluta libertà. re storiche di quel periodo. E lo XVIII al XX, l'orizzonte è (Maurras, Barrès, il Déat teo- nario, è la risposta semplice al-
ste di coprotagonista. Incasto- Chi è questo animale che fa non mancano suggestive de- la cultura europea secondo rico del socialismo nazionale) la difficile domanda che ogni
nare in un romanzo decisa- irruzione in un romanzo tanto scrizioni di situazioni umane. un'ottica comparatista. al cattolicesimo sociale decli- crisi presenta agli individui:
mente realistico una tale misu- realistico? Che ruolo ha? Che Ma bisogna soprattutto porre Battini coglie l'origine nato in chiave neocomunita- ora come allora, pur in conte-
ra di surreale e fantastico – in cosa esprime? Il «cane matto» mente allo humour di Agnon, dell'antisemitismo economi- ria e antimodernista, a zone sti totalmente diversi, la conti-
figura di cane randagio che ha dal canto suo fatto ammat- che è secondo me il segreto co-sociale nel risentimento e decisamente ambigue della nua evocazione di complotti
Isacco Kumer, in quel momen- tire molti critici letterari, arro- della sua forza e della sua at- nella reazione sia alla civiltà stessa tradizione socialista testimonia che non solo essa è
to imbianchino, lega a sé pen- vellatisi nel tentativo di defini- tualità letteraria. dei Lumi, laica e cosmopoli- (qui non esclusi Fourier, Prou- la più facile ma, purtroppo, la
nellandogli sul pelo le parole re il suo ruolo entro il libro, e (trad. di Elena Loewenthal) ta (quella che aprì il ghetto dhon e ovviamente Edouard più accattivante.
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Passato e presente SABATO 20 NOVEMBRE 2010
LA STAMPA IX

Particolare
Vita e Storia La generazione «Happy days» dalla
locandina
raccontata da Brizzi, aliena alla malapolitca del film
documentario

I fratelli di Fonzie
di Claudio
Lazzaro
«Camicie
verdi»,
un viaggio
nella cultura

cresciuti con Silvio


della Lega
p Enrico Brizzi Nord
p LA VITA QUOTIDIANA IN
ITALIA AI TEMPI DEL SILVIO
p Laterza, pp. 304, €12

Un
fotomontaggio Società e Stato La privata ricerca
nel sito
noiblogger. di benessere genera pubblico rancore
com:
nella
emblematica
foto della festa
di compleanno
per la giovane
Quelli del fare,
ma solo
Noemi
cui partecipò
Berlusconi p Beppe Severgini
si intrufola p LA PANCIA DEGLI ITALIANI
p Rizzoli, pp. 194, €16
il Fonzie di
«Happy days»,
scelto da Brizzi
come
compagno
di viaggio per
per se stessi
le sue memorie LELIO degli esclusi e dalle professioni
DEMICHELIS
della che «incorporano nel loro codi-
generazione Un magma, la Lega. ce «deontologico» la produzio-
Anni Ottanta Fatto di devolution fallita e ne e la manutenzione della socie-
ora di federalismo più o me- tà (medici, insegnanti, avvoca-
no hard, di mixofobia, anti- ti); e la comunità operosa (nuovi
culturalismo, celodurismo, imprenditori, rete, ecc.). Oggi
p Bill Emmott comunità di territorio dei vince l’alleanza tra rancore e
p FORZA,ITALIA «padroni a casa nostra». Le- operosità, combinando «protoli-
GIORGIO gruppo i personaggi del Palazzo passato che la percorre. E' lo p Rizzoli, pp. 252, €19,50 ga di lotta e ora di governo, berismo e comunitarismo in ma-
BOATTI
- da Pertini a Cossiga, e poi Cra- stesso sentimento a cui Aldo che intercetta e moltiplica i teria sociale e neocolbertismo in
La Storia maestra di xi, i leghisti, tutto il manipolo Cazzullo dà piena voce in Viva «pessimi umori» di un Nord politica economica». Un’egemo-
vita? Non scherziamo. Basta dei leader maximi di una sini- l'Italia. Risorgimento e Resistenza che tutto sembra perdonare nia da spezzare «attraverso una
guardarsi attorno, anche in stra votata a collezionare ogni perché dobbiamo essere orgogliosi alla Lega, perché la Lega è proposta contro-egemonica, an-
questo declino dell’era berlu- possibile sconfitta, da Veltroni della nostra nazione, una cavalca- un lovemark potente e (ad og- cora però tutta da costruire»,
sconiana, per capire che non a D'Alema a Bertinotti, e poi il ta attraverso un secolo e mezzo gi) inattaccabile. basata su forme di «comunitari-
funziona sempre così. La Sto- Cavaliere, cucinato ovviamente di storie di gente per bene che sa- Da quando è nata, la Lega smo maturo e libertario» per
ria va per tentativi. Una volta in ogni possibile contesto - saet- rebbe meglio non dimenticare e sembra cambiata più volte, un’alleanza virtuosa tra comuni-
salita in cattedra volentieri bal- tano come inafferrabili eroi di che invece i martellamenti me- ma è sempre la stessa, dice tà operosa e comunità di cura.
betta. Perde il filo e fallisce. un fumetto che via via perde le diatici di anni e l'incultura di mol- Roberto Biorcio, ne La rivinci- Libro denso e condivisibile.
Patetico e frustrante, alme- battute, la trama, lo sfondo. ti governanti hanno ridotto, nel ta del Nord. Nonostante errori Con qualche punto di personale
no da noi, è il suo accanimento Eroi più alieni di quelli che migliore dei casi, a un album di e fallimenti anche nel celebra- dissenso. Come sulla «comuni-
nel proporre pedagogiche e il- Brizzi e i suoi coetanei, quando sgangherate figurine, ad un luo- to modello veneto, secondo tà», anche quella nuova che Bo-
luminanti contrapposizioni - erano piccoli, hanno visto usci- go, il Bel Paese, dove ci si trova a p Aldo Cazzullo Sebastiano Canetta ed Erne-
per tre volte gli italiani messi di re, brandendo «alabarde spazia- vivere, neppure tanto contenti. p VIVA L’ITALIA! sto Milanesi, in Legaland. Una
fronte al Cavaliere in regolari li... lame rotanti... magli spazia- Un'Italia che pare tutto fuor- p Mondadori, pp.158, € 18,50 Lega che ha rilegittimato per-
consultazioni elettorali hanno li», dal piccolo schermo. Ma il ché una comunità nazionale del- sino la pratica della caccia ai
ponzato e lo hanno scelto. Di te- modello al quale allora - forse an- la quale si è consapevolmente diversi, ora analizzata da Gré-
sta o di pancia. Di pancia so- parte. Questo sentimento punti- goire Chamayou in Le cacce
prattutto, come spiega Beppe Sguardi sull’Italia con glioso da ritrovare, quale antido- all'uomo (dagli indiani, ai mi-
Severgnini nel suo disincanta- to alle diffuse amnesie, percorre granti sulla gru di Brescia, la
to La pancia degli italiani. Berlu- Severgnini e Emmott, anche le pagine memorabili di «caccia» è per le destre «una
sconi spiegato ai posteri. Cazzullo e Bocca: Giorgio Bocca raccolte in Fratel- forza sociale capace di fornire
Però un appassionato os- li coltelli. 1943-2010. L'Italia che la base della loro egemonia»).
servatore di cose italiane co- tra ieri e oggi, sperando ho conosciuto. Sono libri che Fon-
me l’ex-direttore dell’Econo- in un diverso domani zi, dinoccolato precettore della Il sociologo Bonomi
mist Bill Emmott autore di generazione di Happy days, se p Aldo Bonomi
Forza, Italia è convinto che in cora oggi - si ispiravano questi potesse darebbe da leggere ai auspica una comunità p SOTTO LA PELLE
DELLO STATO
futuro faremo la cosa che ci ri- ragazzi non era né Goldrake né suoi giovani amici, coetanei o capace di includere Rancore, cura, operosità
sulta più difficile: cambiare il Jeeg Robot ma il Fonzie, ironico quasi di Brizzi. Per ricominciare p Giorgio Bocca
Paese iniziando a cambiare e autoironico catalizzatore dei da capo un'altra vita. E, forse, p FRATELLI COLTELLI e curare: l’alternativa p Feltrinelli, pp. 190, €14
p Feltrinelli, pp. 334, €19 p Roberto Biorcio
noi stessi. Anzi, dopo aver per- sogni di tante lolite ma, prima di un'altra Storia. alla cultura della Lega p LA RIVINCITA DEL NORD
corso in lungo e in largo la pe- tutto, carismatico patriarca, gboatti@venus.it p La Lega dalla contestazione
nisola per un anno, Emmott af- saggio e fraterno, di quel model- E poi, il saggio di Aldo Bo- al governo
ferma di essere sicuro che, an- lo di comunità in fieri che era il nomi, Sotto la pelle dello stato: p Laterza, pp. 196, €18
che se non ce ne accorgiamo serial Happy days. ultima tappa del viaggio che p S. Canetta - E. Milanesi
ancora, qualcosa del genere Ecco: la ricostruzione di Briz- Bonomi sta compiendo nei p LEGALAND
p Manifestolibri, pp. 176, €18
sta già accadendo. zi si volge alla quotidianità di que- rancori collettivi e territoriali, p G. Chamayou
Forse bisogna rovesciare sti anni berlusconiani con disin- nel lavoro che cambia tra «nu- p LE CACCE ALL'UOMO
prospettiva come fa con genia- cantata ironia e puntuali riferi- da vita» e «vita nuda», nei con- p trad. di Marco Bascetta
le approccio e felice scrittura menti alla mutazione dei nostri flitti tra luoghi e flussi, nella p Manifestolibri, pp. 174, €22
Enrico Brizzi ne La vita quoti- connazionali, indotta dal grande nuova borghesia, nella classe
diana in Italia ai tempi del Sil- incantatore televisivo. Da quella che si fa moltitudine; ma an- nomi cerca da tempo. Perché la
vio. Nelle quasi trecento pagi- televisione in cui Brizzi stesso, che nelle frustrazioni di una comunità, che è sì «parola fanta-
ne di quella che finisce con l'es- autore di successo, fa episodiche società senza futuro, chiusa in smagorica», non può però esse-
sere l'irresistibile, esilarante e incursioni - dal Costanzo show a una «guerra civile molecola- re libertaria, né aperta. Solo la
coinvolgente biografia di una Marzullo sino alla abbastanza re» di tutti contro tutti, per un società (diversa dalla comunità)
generazione, nata negli Anni surreale partecipazione quale biocapitalismo «che punta a può esserlo, perché fondata su
Settanta e che si sta approssi- giurato al Festival di Sanremo - fare della persona un soggetto cittadinanza e diritti uguali an-
mando a passi veloci alla qua- traendone gag tanto ironiche incessantemente desiderante, che per i «diversi» da noi, che la
rantina, c'è l'intera parabola quanto implacabili, anche verso che scambia libertà e opportu- comunità invece nega o limita
dell'era berlusconiana che ci ri- di sé e tutto il mondo mediatico nità con rischio, insicurezza e privilegiando il «noi». Contro i
guarda tutti. Però non è la Sto- ed editoriale che lo circonda (ir- spaesamento». In Italia, vissu- populismi serve una «cittadi-
ria - con la bacchetta in mano, resistibile il ritratto del suo «sco- to tra populismo territoriale nanza attiva» e una «narrazio-
e la lavagna accanto - a decifra- pritore», l'editore Max Canalini). del rancore di marca leghista; ne» in termini di governo del
re la filigrana dell'era berlusco- Ma in Brizzi c'è anche uno populismo edonistico e virtua- cambiamento, non di adatta-
niana e a scrivere le tappe inar- sguardo più ampio e profondo. le del berlusconismo; e populi- mento; soprattutto se è lo stesso
restabili del futuro che sta die- E' diretto sulle cose che contano smo giustizialista. capitalismo a fare narrazione di
tro l'angolo. A farlo, invece, è la e lascia trapelare, con sentimen- Un libro denso, ma di facile se stesso e a farci vivere sempre
vita. La vita maestra di Storia. to forte, la voglia di un Paese di- lettura. Che ha per sottotitolo: più nel segno della community.
Nel libro di Brizzi non è lo verso e la nostalgia di una comu- Rancore, cura, operosità. Per- Totalmente d’accordo, inve-
spettacolo che si svolge sul nità non arroccata in se stessa, ché sulla scena ci sarebbero ce, con Bonomi sul fatto che og-
palcoscenico del potere e del- non più magnetizzata da idoli oggi tre forme di comunità: gi a mancare sia la «comunità
la politica a tenere la scena. sbirluccicanti e autoreferenziali del rancore, la più diffusa e di politica» (meglio, la «società»
Nelle pagine dell'autore di ma consapevole della robusta fili- maggiore successo; di cura, politica). Urge una nuova «poli-
Jack Frusciante è uscito dal grana civile e dello spessore del fatta da chi si prende carico tica della speranza».
Tuttolibri
X Classifica SABATO 20 NOVEMBRE 2010
LA STAMPA

I
tre moschettieri son diventati quattro, è arrivato il difendersi dalla «manomissione delle parole» (tema anche poi si allunga lo sguardo ai primi 20, sale McEwan (15˚)
AI PUNTI D’Artagnan Faletti con il suo Venditore di donne, sal- dell’ultimo aureo libretto di Zagrebelsky da Einaudi, Sulla con il suo scienziato mediocre, alla faccia del Nobel, bulimi-
LUCIANO GENTA tando subito al secondo posto, sia pure con un netto di- lingua del tempo presente, confidando in una risorgente co e ancor più inetto marito e amante; ed entra il Vespa sta-
stacco dal Falsario di Eco, sempre primo ma con una velo- consapevolezza della necessità di reagire e porre fine alla gione autunnale (17˚), bignamone in oltre 800 pagine per i
cità di corsa ridotta quasi della metà rispetto a sabato scor- narcotizzantemanipolazione da Grande Fratello, quello di 150 anni dell’Unità, da Cavour a Berlusconi. Nelle tabelle
E’ arrivato sa: i 100 punti valgono ora un po’ più di 20 mila copie, come
sempre nel nostro campione di sole librerie. Mentre Amma-
Orwell ovviamente).Chiudono la lista dei primi 10 gli oro-
scopi di Fox. Dunque, fin qui l’unica novità che potrebbe in-
dei generi appaiono il romanzo della Bignardi, i thriller di
Kepler e Carlsson, il dopo Medjugorje di Brosio illuminato
niti ha superato d’un soffio Camilleri, sopra quota 10 mila. fastidire i complottardi del Cimitero di Praga è il Bravo dalla Madonna, il Cyrano raccontato ai ragazzi da Benni:
il venditore A interrompere una classifica tutta italiana c’è soltanto
Follett. Dopo, si infilano le duellanti della cucina Clerici e
manager pappone, meno losco di Simonini pur con tutti i
suoi traffici nella Milano alla vigilia degli Ottanta, più
ecco, forse è lui lo spadaccino gran suggeritore che oggi più
ci sarebbe d’aiuto, per cantare con Guccini: «Signori imbel-

di donne Parodi, con i loro ricettari sceneggiati in tv. Seguono il gial-


lo metafisico di Veronesi e la grammatica di Carofiglio per
commedia che giallo, dove non si ammazza solo il sabato,
ma di Scerbanenco resta al massimo la posta del cuore. Se
lettati / io più non vi sopporto». Specie quelli, direbbe Bra-
vo, che mettono il cazzo alle statue.

I PRIMI DIECI INDAGINE NIELSEN BOOKSCAN

100 51
1 2 61
3 4 50
5 31

Il cimitero Appunti Io e te Il sorriso La caduta


di Praga di un venditore di Angelica dei giganti
di donne
ECO FALETTI AMMANITI CAMILLERI FOLLETT
BOMPIANI B. C. DALAI EINAUDI SELLERIO MONDADORI

28 25 22 19 17
6 7 8 9 10
Le ricette Cotto XY La L’oroscopo
di casa Clerici e mangiato manomissione 2011
delle parole
CLERICI PARODI VERONESI CAROFIGLIO FOX
RIZZOLI VALLARDI FANDANGO RIZZOLI CAIRO PUBLISHING

Narrativa Narrativa Saggistica Varia Tascabili Ragazzi


italiana straniera
1. Il cimitero di Praga 100 1. La caduta dei giganti 31 1. La manomissione delle parole 19 1. Le ricette di Casa Clerici 28 1. La solitudine dei numeri primi 13 1. Il mare dei mostri 10
ECO FOLLETT CAROFIGLIO CLERICI GIORDANO RIORDAN
19,50 BOMPIANI 25,00 MONDADORI 13,00 RIZZOLI 15,90 RIZZOLI 13,00 MONDADORI 17,00 MONDADORI

2. Appunti di un venditore... 61 2. L’uomo inquieto 16 2. La pancia degli italiani 16 2. Cotto e mangiato 25 2. Il piccolo principe 8 2. Addio, Fairy Oak 6
FALETTI MANKELL SEVERGNINI PARODI SAINT-EXUPERY GNONE
20,00 B. C. DALAI 19,00 MARSILIO 16,00 RIZZOLI 14,90 VALLARDI 7,50 BOMPIANI 15,90 DE AGOSTINI

3. Io e te 51 3. Solar 14 3. Il cuore e la spada 12 3. L’oroscopo 2011 17 3. Gomorra 7 3. Sesto viaggio nel regno... 5
AMMANITI MCEWAN VESPA FOX SAVIANO STILTON
10,00 EINAUDI 20,00 EINAUDI 22,00 MONDADORI 10,00 CAIRO 10,00 MONDADORI 23,50 PIEMME

4. Il sorriso di Angelica 50 4. L’esecutore 9 4. Viaggi e altri viaggi 11 4. L’unica cosa che conta 9 4. È una vita che ti aspetto 7 4. La storia di Cyrano... 4
CAMILLERI KEPLER TABUCCHI MORELLI VOLO BENNI
14,00 SELLERIO 18,60 LONGANESI 17,50 FELTRINELLI 17,50 MONDADORI 9,00 MONDADORI 12,90 L’ESPRESSO

5. XY 22 5. Mangia prega ama 8 5. I segreti del Vaticano 10 5. Instant English 6 5. Uomini che odiano le donne 6 5. Finale a sorpresa 4
VERONESI GILBERT AUGIAS SLOAN LARSSON GARLANDO
19,50 FANDANGO 18,50 RIZZOLI 19,50 MONDADORI 16,90 GRIBAUDO 13,80 MARSILIO 11,00 PIEMME

6. Leielui 16 6. Lo strano caso di Stoccolma 7 6. Terroni 10 6. È facile smettere di fumare... 5 6. Il giorno in più 6 6. Il mio primo dizionario. Nuovo MIOT 4
DE CARLO CARLSSON APRILE CARR VOLO -
18,50 BOMPIANI 12,90 NEWTON COMPTON 17,50 PIEMME 10,00 EWI 12,00 MONDADORI 9,90 GIUNTI JUNIOR

7. Momenti di trascurabile... 15 7. Medusa 7 7. Leopardi 9 7. Tutto quello che non vi ho detto 4 7. La regina dei castelli di carta 5 7. Caccia al libro d’oro 3
PICCOLO CUSSLER; KEMPRECOS CITATI BRIGNANO LARSSON STILTON
12,50 EINAUDI 19,60 LONGANESI 22,00 MONDADORI 19,90 RIZZOLI 13,80 MARSILIO 14,50 PIEMME

8. Persecuzione 11 8. Le valchirie 6 8. Profumo di lavanda 9 8. The secret 4 8. Un posto nel mondo 5 8. Rapunzel. L’intreccio della torre 3
PIPERNO COELHO BROSIO BYRNE VOLO -
20,00 MONDADORI 18,00 BOMPIANI 19,50 PIEMME 18,60 MACRO EDIZIONI 12,00 MONDADORI 3,50 WALT DISNEY

9. Le luci nelle case degli altri 10 9. Ritratto di un gruppo... 6 9. I vinti non dimenticano 9 9. La paura è una sega mentale 3 9. La ragazza che giocava col ... 5 9. La storia de I promessi sposi 3
GAMBERALE SEPÚLVEDA PANSA GIACOBBE LARSSON ECO
20,00 MONDADORI 16,00 GUANDA 19,50 RIZZOLI 16,00 MONDADORI 13,80 MARSILIO 12,90 L’ESPRESSO

10. Un karma pesante 10 10. La figlia sbagliata 5 10. C’era una volta l’Italia 8 10. Vini d’Italia 2011 3 10. L’ombra del vento 5 10. Il principe di Atlantide 2
BIGNARDI DEAVER CAPRARICA - RUIZ ZAFÓN STILTON
18,50 MONDADORI 18,50 RIZZOLI 18,50 SPERLING & KUPFER 30,00 GAMBERO ROSSO 13,00 MONDADORI 23,50 PIEMME

LA CLASSIFICA DI TUTTOLIBRI È REALIZZATA DALLA SOCIETÀ NIELSEN BOOKSCAN, ANALIZZANDO I DATI DELLE COPIE VENDUTE OGNI SETTIMANA, RACCOLTI IN UN CAMPIONE DI 900 LIBRERIE.
SI ASSEGNANO I 100 PUNTI AL TITOLO PIÙ VENDUTO TRA LE NOVITÀ. TUTTI GLI ALTRI SONO CALCOLATI IN PROPORZIONE. LA RILEVAZIONE SI RIFERISCE AI GIORNI DAL 7 AL 13 NOVEMBRE.

P I
erché «dopo 23 anni abbia- le»), quella che in genere latita è co- l nuovo che avanza. Ovvero mica offusca l'eventuale conte-
mo sentito il bisogno di lan- PROSSIMA erenza di gusto e rigore nelle scelte. tanti piccoli «nuovi» che in- CHE LIBRO FA nuto. Hanno fatto un sondaggio:
ciare una nuova collana? E’ a partire da questa riflessione crinano abitudini e gerar- il 55% dei lettori (piuttosto: dei
Negli ultimi tempi, più della metà MENTE che sono nate le nostre Ombre». chie: è così che cambia il mon- ...A NEW YORK guardatori) vorrebbe altre re-
dei libri che ci vengono proposti MIRELLA APPIOTTI Curiosa coincidenza: Ombra do, anche quello editoriale. GIOVANNA ZUCCONI censioni così, ma solo da parte
sono gialli o thriller. Perfino alcu- della svedese Karin Alvtegen, se- Classifiche. Le più impor- dei critici buffi. Buffi? Urge in-
ni autori storici di Iperborea, co- condo l’Herald «una Ruth Rendell tanti sono da sempre quelle del formare Lorenzo Mondo & c. che
me Bjorn Larsson, Lars Gustavs-
son, Torgny Lindgren, ci hanno
Ombre al suo meglio», è anche il primo tito-
lo di «il rosa e il nero» di nottetem-
New York Times, che le pub-
blica dal lontano 1935. Alle 14
Recensire il nuovo mansionario del critico
prevede soprattutto divertimen-
consegnato romanzi ascrivibili a
questo genere. In mezzo a una ple-
tora di thrilleroni commerciali, ci
del Nord po con cui Ginevra Bompiani apre
ad un filone non molto lontano dal-
la filosofia di Iperborea: «grande
liste già in pagina si aggiunge
ora quella degli e-books: le cui
vendite, annuncia la Associa-
Franzen to veloce. Inutile avere cultura,
scrittura, sapienza, e forse an-
che leggere non serve più.
siamo imbattuti in un filone che ci
ha affascinati. Romanzi che usa-
e notti nere leggibilità tenendo alta la qualità
della scrittura». Accanto a questo
tion of American Publishers,
sono aumentate del 190% in un
in videoclip Scrittori. Ricordate la solitu-
dine, l'ispirazione, la vocazione
no la scrittura popolare dei gialli «nerissimo», Il vecchio farabutto, anno, e per alcuni editori an- individuale? James Frey (quello
per parlare delle ombre della so- un «rosa» molto singolare di Kál- che grandi ammontano ormai della finta autobiografia In un
cietà...». mán Mikszáth, uno dei massimi al 10% delle vendite. milione di piccoli pezzi) invece
E’ così che Emilia Lodigiani, scrittori ungheresi tra ‘800 e ‘900. Critica. Il critico letterario di sparire per la vergogna ha
fondatrice della sigla specializza- Seguiranno, nel 2011, altri due noir: del Washington Post, mr Ron fondato una factory per copro-
ta in letteratura che viene dal di Dan Turèll, classico danese «di- Vergogna ancora della Altvegen e Charles, ha recensito Free- gio del critico imita quello della durre bestseller per ragazzi in-
nord, ha deciso di varare, per l’ap- vertente e amarissimo» sulla crisi Hanno rapito Alain Delon di dom di Jonathan Franzen, e comicità televisiva. Come se Pie- sieme a giovani autori. Li paga
punto, «Ombre», le cui tre prime dei valori, ambientato nella zona Benjamin Berton. Ma la novità ve- ora passa in rassegna i finali- tro Citati videorecensisse imi- 250 dollari a libro.
uscite «emblematiche» saranno, malfamata di Copenhagen; e, anco- ra è l’invito già rivolto a un grup- sti del National Book Award. tando Aldo, Giovanni e Giaco- Librerie. Barnes & Noble sta
dal 6 dicembre: Tuo sino alla ra dalla Danimarca, Il fuggitivo, petto di nomi italiani di cartello a Solo che non scrive: gira un vi- mo. Il critico fa cucù da dietro sperimentando un nuovo model-
morte del norvegese Gunnar thriller politico di Olav Hergel. scrivere per la nuova collana, deoclip e lo pubblica nel sito uno scaffale, strabuzza gli occhi, lo commerciale, per fronteggiare
Staalesen, una storia tragica con «Se ultimamente - osserva la «d’amore o di morte o di entram- del giornale. Montaggio, gesti- si sdraia su un letto d'ospedale, il calo di vendite di libri. Vende-
piccolo arcobaleno finale tra la patronne - un thriller nordico sem- be». Invito accettato, purché sotto colazione, tono della voce, luci, indossa tre paia di occhiali uno rà giocattoli. Per ora, qualche se-
gioventù bruciata delle periferie bra obbligatorio per i principali edi- pseudonimo (veniale snobismo inquadrature, testo, gag (mol- sopra l'altro, eccetera. Dice qual- zione dedicata ai libri rimarrà,
di Bergen; Assassinio di lunedì tori italiani (e non mancano le «per- d’autore). tissime le gag): tutto il linguag- cosa? E chi lo sa, seguirne la mi- ma il nuovo - appunto - avanza.
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Diario di lettura SABATO 20 NOVEMBRE 2010
LA STAMPA XI

Morando Morandini

Il critico cinematografico
EGLE
SANTOLINI I PREFERITI
Spiaggia di Levanto,
luglio del 1949. Una bella ragaz-
za sulla sdraio tiene in mano I
fratelli Karamazov. Il giovanot-
f
to arrivato da Como, tale Mo-
rando Morandini già malato di
cinema, compie 25 anni quel
giorno e ha tre proponimenti
per il futuro: vuole imparare a
guidare, a ballare e a tirare di
boxe. Teorizza le amicizie fem- LEOPARDI
minili prive di complicazioni Poesie e prose
sentimentali, ma non può pre-
Mondadori, 2 voll., € 110
vedere quella Laura che al ma-
re si porta Dostoevskij: «Con «E’ stato una malattia per
Tolstoi e Gogol, uno dei russi tutta la vita. Anche se lo
preferiti da mia madre». Due Zibaldone l'ho letto tardi»
anni dopo, Laura se la sposerà.
Staranno insieme per cin-
quant'anni, fino alla morte di
lei. E insieme firmeranno, dal
1998, un fortunatissimo Dizio-
f
nario dei film per Zanichelli,
giunto alla tredicesima edizio-
ne, che ora Morandini conti-
nua, in collaborazione con una
dei tre figli, Luisa («Ma il nome
di mia moglie appare sempre
sulla copertina»). Di lui dicono ROBERT L. STEVENSON
che è «il più francese dei critici L’isola del tesoro
cinematografici italiani» (e
Einaudi, pp. XVIII-244, € 11
una collega americana giudicò
anche, dopo averlo visto recita- «Che passione i grandi
re in Prima della rivoluzione di romanzi di avventura
Bertolucci, che quella era «la anglosassoni»
più bella faccia di comunista
mai vista sullo schermo»). Ha
sempre pensato che chi fa il
suo mestiere e si limita ad an- La vita. Morando Morandini è nato a Milano nel 1924. Critico cinematografico. Ha frequentato il liceo classico Volta
a Como. Giornalista professionista. Prima all'Ordine di Como, poi a Stasera, alla Notte, e infine per trent'anni al
f
Un’opera fortunata Giorno. A lui è dedicato il documentario di Danile Segre Je m’appelle Morando. Alfabeto Morandini
curata a lungo Le opere. Il Morandini 2011 (Zanichelli, libro e cd.rom con 7000 immagini, € 16,60; in versione on line tutte le schede delle
con la moglie Laura, precedenti edizioni); Ermanno Olmi (Il Castoro); Dizionario del cinema junior (con la figlia Luisa, per Gallucci). Con il
nipote Morando Morandini jr ha scritto I Morandini delle donne. 60 anni di cinema italiano al femminile (Jacobelli)
conosciuta nel segno
di Dostoevskij GEORGE BERNANOS
Romanzi
dare al cinema si perde, oltre a
Mondadori, pp. CXVIII-1410, € 60
un bel po' di divertimento, an-
che molti preziosi strumenti di Fu il primo a recensire i film con le «stellette»: il prologo «Scoperto dopo il ‘45.
analisi. «In un decalogo che
una volta scrissi per i giovani al «Dizionario» che dal 1998, aggiornato ogni anno, Un autore molto amato dal
cinema»
critici, misi come primo co-
mandamento: leggere! E non è il repertorio più completo sullo schermo internazionale
solo testi specializzati, beninte-

“Zero pallini li dò
so. Il cinema è un crocevia tra tanti nuovi talenti, da Giu-
arti figurative, letteratura, tea- seppe Tornatore a Antonio
tro e musica: diffidare dai cine- Rezza?
fili puri che vivono in sala, a «Proprio per niente, non mi va
meno che non siano imberbi. di leggere un libro soltanto
Sa quanti bei libri non riesco a perché è di moda. Casomai
leggere perché vedo troppi aspetto due o tre anni, lascio

soltanto a Foscolo”
brutti film? E quanto rimpian- che il tempo aiuti a giudicare.
go di andare troppo poco a tea- Per esempio quel libro di Pao-
tro, io che adoro gli attori?». lo Giordano, La solitudine dei
Sul tavolino da notte di numeri primi: già immagino co-
Morando, nell'appartamento me possa essere, che bisogno
dove abita, da solo, in Porta c'è di andarlo a leggere? A dir-
Vigentina a Milano, al mo- la tutta, non credo che piaces-
mento occhieggiano tre libri sto all'esame di maturità. E ho cato di leggere in originale, tutto il resto. Dopo il '45 avevo se neanche a Saverio Costan-
di poesia. «Due persi in chissà preso soltanto sette, io che di so- magari con il testo a fronte». TORINOFILMFESTIVAL scoperto un altro dei miei prefe- zo, il regista che ne ha tratto
quale trasloco e poi ricompra- lito ero molto bravo in italiano. Lei ha cominciato a lavorare Cinema e letteratura, al Torino riti, Bernanos: un autore molto un film, ma gli davano un bud-
ti, i Sonetti di Shakespeare e Anni dopo ho scoperto il pamph- giovanissimo nei giornali. Film Festival (dal 26 novembre amato dal cinema, fra l'altro, se get ricco ed è naturale che ab-
Foglie d'erba di Walt Whit- let di Gadda, Il guerriero, l'amaz- «La mia tessere di giornalista al 4 dicembre) diretto da pensa al Diario di un curato di bia accettato».
man. L'altro mai letto prima, zone, lo spirito della poesia nel ver- professionista è datata primo Gianni Amelio. Si potranno campagna di Bresson e a Sotto il Che cosa leggeva ai suoi figli
le Poesie d'amore di Prévert. so immortale del Foscolo, e ne ho luglio 1947. Prima all'Ordine di acquistare nella sale Massimo e sole di Satana di Pialat». bambini?
Ambrosio a prezzi speciali i libri
Ma di poesia non ho più potu- condiviso ogni parola. Leopardi, Como, poi a Stasera, alla Notte, dei due registi cui il Festival E oggi? «Poco o nulla, ho il rimpianto
to fare a meno da quando, invece, è stato una malattia per dove c'inventammo una pagi- dedica due rassegne: John «Faccio il possibile, ritagliando- di essere stato un padre assen-
nell'adolescenza, ho incontra- tutta la vita. Anche se lo Zibaldo- na degli spettacoli rivoluziona- Huston, a cura di Emanuela mi il tempo tra una schedina e te. Ho recuperato coi nipoti,
to gli ermetici». ne l'ho letto molto tardi». ria per l'Italia, con i celebri pal- Martini (Il Castoro) e Vitalij l'altra. Perché il Dizionario è un
Diceva dei russi trovati in Gli ermetici, l'odio per il Fo- lini per giudicare i film, e infine Kanevskij.La tenacia impegno pressante: continuo ad «I giovani scrittori?
casa. Proprio all'inizio, pe- scolo muscolare: s'intuisce per trent'anni al Giorno». dell’innocenza» dedicato al andare al cinema tutti i giorni, e
rò, è stato un altro regalo Com'era la Milano degli Anni russo, autore, fra l’altro, di prima che arrivasse lei, per Non li frequento.
Sta’fermo, muori, resuscita, a
di sua madre a segnarle la «Ungaretti, Quasimodo, Cinquanta? E chi frequenta-
cura di Stefano Francia di Celle
esempio, stavo scrivendo la voce Giordano e i Numeri
vita. va, lei, tra gli intellettuali del- di Somewhere della Coppola. Ma
«Avrò avuto 15 o 16 anni, era Saba furono una specie la città?
(Edizioni Museo Nazionale del
Cinema). i libri sono sempre tre o quattro primi? Già immagino
un'edizione Bompiani, titolo di contravveleno alla «È difficile spiegare come fosse Il 1 dicembre sarà assegnato il alla volta, spesso letti in viaggio, come possa essere...»
Come si scrive un film. Non ri- a chi non c'era. Più viva, più spe- Gran Premio Torino a John e quant'era bello farlo in treno,
cordo l'autore, ma la dedica è retorica, al trionfalismo ranzosa senz'altro. Al contrario Boorman: sarà presentato Un prima che i cellulari diventasse- soprattutto con Francesca (Fa-
indimenticabile: "A Morando dei miei anni giovanili» di quello che accade oggi, si era tranquillo weekend di paura, il
film con cui il regista inglese
ro così invasivi! Ho rottamato go, fotografa, figlia di sua figlia
che vuol fare il regista". ben consci di avere un futuro. Ci l'ultima automobile da quattro Lia e dello scenografo Amedeo
François Truffaut diceva che una certa insofferenza per la vedevamo spesso a cena, in ca- nel 1972 fu candidato anni: da allora giro in tram col li- Fago, ndr). Insieme leggiamo i
all’Oscar.
nessun bambino ha mai sogna- retorica e il trionfalismo di sa, con Oreste del Buono e Gian- Fra i membri della giuria del
bro in tasca. Poi c'è chi pensa a giornali, li commentiamo. E in-
to di diventare critico cinema- quegli anni. siro Ferrata. Ed ero particolar- Festival (a presiederla è Marco farmi leggere per obbligo. Per sieme abbiamo composto un
tografico. Nemmeno io, all'ini- «Appunto: una specie di con- mente affezionato a Franco Loi, Bellocchio) vi è lo scrittore esempio mi hanno messo nella altro libro di famiglia, Dall'una
zio, avevo le idee chiare». travveleno. L'altra passione che avevo conosciuto quando la- americano Joe R. Lansdale , di giuria del Nonino: guardi qui, sul all'altra, con le mie poesie e le
Negli anni della scuola qua- travolgente, con Ungaretti, vorava alla radio svizzera» cui esce, da Fanucci, il nuovo tavolo, i titoli che devo esaurire sue foto, dedicato a Laura.
li autori l'hanno accompa- Quasimodo e Umberto Saba, Gli amori letterari di quel pe- romanzo Davil Red (traduzione prima di Natale: Chomsky, Ja- Laura, la ragazza della spiag-
gnata? sono stati i grandi romanzi riodo? di Luca Conti, pp. 283, €17). vier Marìas, Alistair Horne, Ri- gia. A proposito: lei, quel Do-
«Ho frequentato l'Alessandro d'avventura anglosassoni. Ste- «Anche bizzarri. Per esempio il Nel programma del Festival, il chard Ford: scrittore di raccon- stoevskij, mica lo stava leggen-
film Mr Nice, tratto
Volta di Como: un liceo classi- venson e Jack London, in parti- trascuratissimo Alfredo Oriani, ti, molto interessante. È una for- do sul serio. Le amiche le ave-
dall’autobiografia di Howard
co non intitolato a un letterato. colare: L'isola del tesoro e Zan- pescato veramente a caso, in bi- Marks, di cui l’editore Giano
mula che mi è sempre piaciuta». vano detto che arrivava que-
Della triade Manzoni-Foscolo- na Bianca, naturalmente, e poi blioteca, sfogliando certi scheda- pubblica ora il thriller Gli Non frequenta i giovani scrit- sto intellettuale supercilioso, è
Leopardi era il secondo che tutto il resto. Lì è nato l'amore ri. Saltò fuori Fuochi di bivacco, uomini preferiscono il diavolo. tori italiani, lei che da diretto- andata in libreria e l'ha com-
non mi andava giù, ma è pro- per la letteratura inglese e una sua raccolta di saggi. Mi en- Info: www.torinofilmfest.org re del Festival di Bellaria ha prato per farmi colpo. Acci-
prio quello che mi hanno chie- americana. Che ho sempre cer- tusiasmarono, passai a leggere aiutato a venire al mondo denti se c'è riuscita».

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