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INTERVENTI

GLI EFFETTI DELLE IMPOSTE


Un’IMPOSTA il cui ammontare dipende dal VALORE DEI BENI OGGETTO DELLA TRANSAZIONE è detta IMPOSTA AD VALOREM

Un’imposta calcolata come SOMMA FISSA per unità del bene su cui grava è l’ACCISA

INCIDENZA DELLE IMPOSTE: chi sostiene il peso economico delle imposte?


(le pagano i consumatori e non solo)
- L’INCIDENZA DI DIRITTO di un’imposta stabilisce il soggetto economico che è legalmente tenuto a versare l’imposta
- L’INCIDENZA DI FATTO di un’imposta corrisponde alla VARIAZIONE nella distribuzione del reddito conseguente all’introduzione di
un’imposta (risposta alla domanda precedente)
Essa può essere totalmente diversa dalla sua incidenza di diritto (cioè spesso chi dovrebbe pagare la tassa non coincide con chi la
paga nella realtà)
- La DIFFERENZA fra incidenza di diritto e incidenza di fatto è il risultato di un PROCESSO detto TRASLAZIONE D’IMPOSTA
Supponiamo che venga introdotta un’imposta t su ogni unità di un bene acquistata, e che l’incidenza di diritto sia sul venditore (un’accisa t
su q)
I venditori sono interessati ai ricavi che ricevono dalle transazioni; in altre parole, sono interessati solo al RICAVO NETTO PER OGNI UNITA’
VENDUTA, cioè il PREZZO NETTO, e non al prezzo lordo pagato agli acquirenti (il denaro che senza tasse entrano nelle loro tasche)
Le imprese offriranno dunque una certa quantità solo se il prezzo netto – non il prezzo lordo
– è pari al corrispondente costo marginale
Ognuno, tra venditore e acquirente, vede un prezzo diverso con la differenza data dall’accisa

Ora spetta solo scegliere se prendere in considerazione il punto di vista dei consumatori o
dei venditori
INCIDENZA DI DIRITTO RICADE SUI VENDITORI
- L’accisa a carico dei venditori fa sì che, dal PUNTO DI VISTA DEI CONSUMATORI, la
curva di OFFERTA si SPOSTI VERSO L’ALTO in misura pari a t(S’) = ogni prezzo
richiesto dal venditore va sommato all’accisa
- Dal PUNTO DI VISTA DEI VENDITORI, la curva di OFFERTA rimane la stessa = S = loro
ricevono il prezzo al netto dell’imposta
Le due curve vengono spostate proporzionalmente verso l’alto di un ammontare pari a t

- Se non ci fosse l’imposta l’equilibrio sarebbe nel punto di intersezione tra D e O


- Se vi è l’imposta abbiamo una differenza verticale = t tra prezzo pagato dai consumatori e
prezzo ricevuto dai venditori
Lo Stato si prende una somma considerevole = introduce l’accisa per ottenere un GETTITO FISCALE
L’imposta fa ridurre la quantità venduta = fa sospettare che tale azione non sia la migliore

Notiamo che:
- Pbeta > PREZZO DI EQUILIBRIO in assenza di imposte
- Ps < PREZZO DI EQUILIBRIO
-
la quantità scambiata diminuisce da Q* a QT

Gli ACQUIRENTI spendono di più e i venditori guadagnano di meno per ogni unità scambiata sul
mercato: entrambe le categorie sono INFLUENZATE NEGATIVAMENTE dall’imposta
Parte dell’ONERE FISCALE ricade quindi sui consumatori, nonostante la legge che preveda che siano i produttori a versare l’imposta
In altre parole, l’onere fiscale è stato parzialmente trasferito dai venditori  produttori
INCIDENZA DI DIRITTO RICADE SUGLI ACQUIRENTI
 Se l’incidenza di diritto ricade sugli acquirenti, allora questi ultimi considereranno il PREZZO
LORDO che devono pagare per ogni unità acquistata
 Per i venditori la curva di DOMANDA DI MERCATO (D’) equivale a quella precedente SPOSTATA
VERSO IL BASSO di una distanza pari a t, mentre dal punto di vista dei compratori la curva di
DOMANDA resta la STESSA (D)
In termini di prezzi e di quantità abbiamo gli stessi valori = il peso economico anche qui è traslato
parzialmente sulle spalle dei nostri venditori

In un MERCATO CONCORRENZIALE l’INCIDENZA DI FATTO di


un’accisa è la STESSA, indipendentemente dalla sua
INCIDENZA DI DIRITTO

Il fattore rilevante non è chi paga materialmente le imposte,


ma è l’entità del CUNEO che l’imposta introduce tra il PREZZO PAGATO dai consumatori e quello
ottenuto dai venditori

Tale peso economico come viene distribuito? Parliamo di ELASTICITA’ E INCIDENZA


1. Curva di domanda perfettamente orizzontale = compro una
qualsiasi quantità, ma ad un prezzo FISSO
Il peso economico della tassa ricade sul venditore perché vedono
il loro prezzo scendere da p* a ps
2. Curva di domanda verticale
Domanda perfettamente inelastica = consumo quella quantità
qualsiasi sia il prezzo
Il peso economico della tassa ricade sull’acquirente, ma essendo
la curva verticale quando la sposto verso l’alto e verso il basso
non succede nulla, il punto di equilibrio è sempre quello
3. Curva di offerta perfettamente orizzontale = quantità
prodotta dai venditori è irrilevante, conta il prezzo che è fisso
Il peso economico ricade sull’acquirente
4. Curva di offerta verticale = spostamento della curva di
domanda e il prezzo pagato dai consumatori è quello di
equilibrio
VINCE CHI HA LA CURVA MENO INCLINATA

ANALISI NORMATIVA DI UN’IMPOSTA SULLE VENDITE


Curve di domanda e offerta di mercato concorrenziale = in concorrenza perfetta
l’equilibrio sarebbe g(Q*;P*)
Imponiamo un’accisa sui venditori e spostiamo la curva di offerta verso l’alto con
nuovo equilibrio caratterizzato da 2 prezzi (del venditore e del consumatore) e una
quantità più bassa
h - Sovrappiù dei consumatori si riduce, così come il benessere bcgh
- Sovrappiù degli imprenditori si riduce fino ad essere hdeg
- Perdono entrambi, ma c’è un terzo in comodo = lo Stato = una parte del
sovrappiù di consumatori e produttori è stato da lui intascato

Ceg = perdita di sovrappiù che non viene trasferita a nessuno, va persa = PERDITA SECCA DI BENESSERE
Ec = CUNEO FISCALE e per imporlo devo ridurre la quantità scambiata
Tutte le tassazioni introducono distorsioni = riducono il benessere complessivo perché generano una perdita secca di benessere

 Alterando i PREZZI, l’accisa fa sì che i consumatori siano disposti a comprare, e i produttori ad offrire, una QUANTITA’ MINORE
 Anche se i produttori fossero disposti a vendere più unità di bene a un PREZZO INFERIORE a quello che i consumatori sarebbero
disposti a pagare, queste unità non vengono né prodotte, né consumate
 Bloccando questi scambi RECIPROCAMENTE VANTAGGIOSI, l’imposta fa diminuire il surplus totale di misura pari all’area ceg
 Quest’area viene detta ECCESSO DI PRESSIONE, e misura la differenza tra
PERDITA DI SURPLUS SUBITA COMPLESSIVAMENTE da consumatori e produttori – GETTITO DELL’IMPOSTA
SUSSIDI ALLA PRODUZIONE
Anche aumentare troppo la produzione può essere un effetto negativo = produci a costi troppo alti
rispetto al livello ottimale, al beneficio
Questo avviene con i sussidi alla produzione, ovvero lo Stato insoddisfatto dell’equilibrio esistente, paga
alle imprese un sussidio per unità di prodotto = si forma un CUNEO e una perdita di benessere perché
stiamo producendo di più ad un costo sociale maggiore del beneficio = altrettanto dannoso