Sei sulla pagina 1di 3

MASSIMIZZAZIONE DEL PROFITTO

Come l’impresa decide QUANTO produrre?


 Nel caso del CONSUMATORE: l’obiettivo è AUMENTARE IL BENESSERE e CONSUMARE di più
 Nel caso dell’IMPRESA (= istituzione fatta da PERSONE): DEVE RIFLETTERE e REALIZZARE gli obiettivi delle PERSONE all’interno
(INTERESSI DEGLI STAKEHOLDER) che molto spesso sono in conflitto tra loro (in primis dei proprietari, poi dei lavoratori e di tutti gli
altri stakeholders)

Il MINIMO COMUNE DENOMINATORE è che tutte le imprese tendono a MASSIMIZZARE IL PROFITTO (non è una legge, ma semplicemente
un’ipotesi semplificatrice e generalizzatrice per poter fare uno studio generale a livello microeconomico) e tendono a seguire ciò che i
proprietari/manager/chi la controlla VOGLIONO

 Molto spesso l’obiettivo delle persone che dirigono un’impresa non è SOLO massimizzare il profitto, ma hanno anche obiettivi che
decidono di mettere prima, ad esempio il rispetto per l’ambiente, la massimizzazione del benessere dei lavoratori, l’impegno
sociale… rispettano i propri valori anche se ciò li spinge a guadagnare meno
 CURVA DI DOMANDA PER LA SINGOLA IMPRESA (indica la quantità che viene domandata alla singola impresa in base al prezzo a
cui vende il bene) = indica la QUANTITA’ di OUTPUT dell’impresa che viene domandata per ogni prezzo praticato
 CURVA DI DOMANDA INVERSA = indica il PREZZO che deve essere praticato per vendere una data quantità

Un’impresa che non fa il prezzo (price taker) decide sapendo di non poter influire sui prezzi dei prodotti
che vende o dei fattori che acquista
Un’impresa che non fa il prezzo, percepisce una curva di domanda
INFINITAMENTE ELASTICA in corrispondenza del prezzo di mercato
Qualsiasi quantità voglia vendere,
è vincolata al PREZZO DI MERCATO = lo deve vendere ESATTAMENTE al prezzo di mercato
NON AVENDO POTERE DI MERCATO non gli conviene
 Né avere un prezzo più alto = la domanda tenderebbe a zero
 Né avere un prezzo più basso = la domanda esploderebbe all’infinito e comunque essendo piccola non avrebbe alcuna influenza sul
mercato, dunque tanto vale VENDERE AL PREZZO DI MERCATO

RICAVO MARGINALE = Misura di


quanto aumenta il RICAVO TOTALE
R(Q) vendendo un’unità in più del
nostro OUTPUT

PROFITTO TOTALE = differenza tra i


costi economici

Ci resta ora trovare il livello di


produzione che massimizza il profitto
IL SOVRAPPIU’ DEL PRODUTTORE
 Il PROFITTO ECONOMICO (o sovrappiù del produttore) = è pari alla differenza tra RICAVI - COSTI EVITABILI

 Il PROFITTO TOTALE è pari al PROFITTO ECONOMICO + COSTI FISSI IRRECUPERABILI


Una volta sostenuti, I COSTI IRRECUPERABILI diventano IRRILEVANTI per le scelte d’impresa: d’ora in poi quindi
ci focalizzeremo sul PROFITTO ECONOMICO come OBIETTIVO D’IMPRESA
Da ora in poi i PROFITTI = profitti ECONOMICI e i COSTI = costi ECONOMICI

Il price taker ha dei costi medi crescenti, + produce + i costi aumentano


 Deve decidere se produrre la prima unità di un prodotto il cui costo è C1, minore del prezzo di vendita P =
allora probabilmente ha senso vendere quel prodotto
 Produce adesso la seconda unità, ma quanto mi costa? NO C2 che è il costo complessivo, ma il COSTO
MARGINALE (costo di produzione della seconda unità) = se esso è più basso del prezzo di vendita ancora
mi conviene produrre e vendere tale prodotto
 Il discorso si protrae fino a quando il costo marginale = prezzo di vendita

La forma della curva di costi è un’ipotesi = in questo caso la curva cresce esponenzialmente
Nell’origine e nel punto di contatto il profitto è ZERO
Punto critico della F(x) di profitto: pendenza della CURVA DI PROFITTO = pendenza della CURVA DI COSTO
L’OBETTIVO dell’impresa è MASSIMIZZARE IL PROFITTO, dunque:
L’intuizione economica è abbastanza
semplice:

Ci si ferma quando il
costo marginale = prezzo di vendita
Se il ricavo generato da un’unità aggiuntiva di
prodotto (MR) fosse > suo costo (MC)
Quindi l’impresa DEVE > il LIVELLO l’impresa produrrebbe quell’unità
DI PRODUZIONE finchè MR > MC e addizionale, perché i profitti aumenterebbero
fermarsi quando MR = MC Se il ricavo fosse < del costo corrispondente,
La regola precedente è valida in generale per OGNI impresa che MASSIMIZZA IL PROFITTO l’impresa non produrrebbe quell’unità
 Nel caso particolare di un’IMPRESA CHE NON FA IL PREZZO (price taker): addizionale, perché i profitti diminuirebbero
MR (Q) = p
Quindi la funzione di offerta per un’impresa che non fa il prezzo è:

LA FUNZIONE DI OFFERTA per un’impresa che non fa il prezzo COINCIDE con la CURVA DEI COSTI MARGINALI

CESSAZIONE DELL’ATTIVITA’
L’impresa deve sempre paragonare il profitto economico ottenuto quando produce con il profitto
in caso di cessazione, pari a ZERO:

Quindi per l’impresa è ottimale CESSARE L’ATTIVITA’, cioè offrire una quantità di prodotto pari a zero, se il prezzo è INFERIORE al COSTO
MEDIO:

CURVA DI OFFERTA:
- AC è COSTO MEDIO
- La curva del costo marginale interseca nel punto di minimo la curva del costo medio
Se il prezzo è al di sotto del minimo del costo medio = scelta ottimale non produrre nulla
La curva di offerta di un’impresa che non fa il prezzo
- coincide con l’asse verticale per tutti i prezzi inferiori al minimo del costo medio, mentre
- coincide con la sua curva del costo marginale per tutto il tratto che giace al di sopra della curva
del costo medio
Q* è il VOLUME DI PRODUZIONE OTTIMALE, cioè il volume che massimizza i profitti
dato il prezzo di mercato

PROFITTO ECONOMICO 1 ABEF = RICAVI p ۰ q


DCEF = COSTI ECONOMICI AC ۰ q
PROFITTO = ABCD

Per il calcolo del profitto si ricorre agli INTEGRALI = area sottostante al grafico
della curva

RECUPERA PARTE SOPRA

Cosa succede se diminuisce il prezzo? Diminuisce anche la quantità Q*


Trovare il costo medio associato a quel livello di produzione = quantità complessiva (linea blu) / quantità prodotta
Area più grande = ricavo – area più piccola costo = profitto