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PINO PASCALI:
UNA SCULTURA
DELL’IMMAGINE
A SCULPTURE
OF IMAGES

Valérie Da Costa

Di scultori che fotografano le proprie sculture, From Medardo Rosso to Robert Smithson
la storia dell’arte propone esempi diversi, da including Constantin Brancusi, art history
Medardo Rosso a Robert Smithson, passando offers a few examples of sculptors who
per Constantin Brancusi. Questo è uno dei used to photograph their works. When
legami che uniscono scultura e fotografia, sculpture and photography meet, many
dato che per molti scultori la fotografia è artists see the camera as a tool to capture
prima di tutto un mezzo per catturare il mondo the world and draw inspiration from it.
e a volte trarne ispirazione. During Pino Pascali’s brief yet prolific
Nella breve ma non per questo meno intensa production (1935-1968), photography
produzione di Pino Pascali (1935-1968), figura played a decisive role in the creation of his
centrale dell’arte italiana degli anni Sessanta, sculptures. Pino Pascali is one of the most
la fotografia gioca un ruolo decisivo nella co- important representatives of Italian Art in
struzione dei soggetti della sua scultura. the 1960s.
Lavorando alla serie delle Armi – sculture re- His series Armi (Weaponry) are pieces
alizzate attraverso assemblage di oggetti di assembled from recycled materials. Since
recupero di ogni tipo che l’artista definisce the sculptures are fake weapons, the
“immagini” 1 poiché si tratta appunto di artist described them as “images” 1. From

Si ringrazia Stefano Chiodi per la rilettura di questa Thanks to Stefano Chiodi for reviewing this translation.
traduzione.
1
Article written by Pino Pascali in 1966 for the presentation
1
Testo di Pino Pascali scritto nel 1966 in occasione della of the exhibition Armi at the Sperone Gallery in Turin.
presentazione delle Armi alla Galleria Sperone di Torino. Later published in the magazine In Oltre, issue number 2,
Riprodotto nella rivista In Oltre, n°2, dicembre 1988. December 1988.
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finte armi – Pino Pascali si lancia in un va- here, Pino Pascali launched an ambitious
sto progetto fotografico che ha come sog- photographic project that depicts everyday
getto la vita quotidiana di Roma e Napoli. life in the cities of Rome and Naples.
Gli scatti, realizzati nel 1965, ritraggono His shots taken in 1965 portray the sea,
il mare, immortalano pescatori, marinai, fishermen and seamen, boats and ships,
navi e barche, passerelle e pontili e, più walkways and bridges and, more in general,
in generale, il porto di Napoli, ma anche the port in Naples, but also fountains,
fontane, botteghe, artigiani, bambini che shops, artisans, children playing in the
giocano per le vie e teatrini di strada im- streets, improvised puppets shows, swans
provvisati, cigni nel parco di Villa Borghe- in Villa Borghese and parasols at Campo dei
se e ombrelloni nel mercato di Campo dei Fiori market in Rome. Pascali represented
Fiori a Roma. Pascali fissa ciò che vede, a his surroundings in his art and very often
volte offrendone diverse prospettive: il suo offered new perspectives. Following in the
sguardo fotografico mescola umanesimo footsteps of artists such as André Kertész,
e neorealismo nella tradizione di André William Klein, Sabine Weiss or Helen Lewitt,
Kertész, William Klein, Sabine Weiss o He- his photographic eye blends elements of
len Lewitt. both humanism and neorealism.
Pino Pascali non ha mai mostrato queste Pino Pascali never exhibited these black
fotografie in bianco e nero sviluppate nel- and white photographs, which were
lo studio pubblicitario di Sandro Lodolo a developed and printed in Sandro Lodolo’s
Roma. Le considerava documenti di ricer- advertising agency in Rome. He saw them
ca prodotti per riflettere sulla creazione di as research material to assist him in the
una pubblicità per le conserve in scatola creation of a commercial for Cirio’s canned
della Cirio. tomato sauce.
In fact, in order to make a living while
Il lavoro di grafico pubblicitario, che gli developing his sculptures, Pascali worked
consente di vivere, lo occuperà tra il 1958 e as a graphic designer from 1958 to 1967.
il 1967, mentre sviluppa la sua opera scul- However, in the series of finte sculture (Fake
torea. Ma, a eccezione della pubblicità per Sculptures) the subjects of his sculptures
Radiotelefortuna (1965) – dove gli animali are never the same as the subjects of his
delle steppe africane che compongono la advertising works. The only exception is the
serie di fotografie ritoccate Africa si ritro- commercial for Radiotelefortuna (1965), in
veranno sotto forma di sculture bianche which African steppe animals portrayed
(Decapitazione del rinoceronte, Decapita- in a series of touched up photographs
zione delle giraffe, 1966) nella serie delle entitled Africa are turned into white
finte sculture – i soggetti delle pubblicità sculptures (Decapitazione del Rinoceronte,
e quelli delle sculture non si incroceranno Decapitazione delle Giraffe, 1966).
mai. However, the case of this photographic
Diversa è la situazione per questa serie di series is different as its subjects are so
fotografie che, con la varietà dei loro sog- varied (sea, piers, swans, parasols...)
getti (mare, pontili, cigni, ombrelloni…), that they will inspire some of his later
offriranno lo spunto, negli anni successi- sculptures.
Pino Pascali
Scia di nave vi, per alcune tematiche della produzione It is very likely that the series Ombrelloni
1965 scultorea. (Parasols) offered Pascali an opportunity
stampa fotografica ai sali d’argento su carta / gelatin silver print on paper La serie Ombrelloni fu probabilmente un to ponder about the new formal challenges
24x30 cm
Courtesy Fondazione Pino Pascali, Polignano a Mare
modo per Pascali di riflettere sulle nuove he would later be faced with in the series of
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Pino Pascali
Il mare Pino Pascali
1965 Barca (Santa Lucia)
stampa fotografica ai sali d’argento su carta / gelatin silver print on paper 1965
24x30 cm stampa fotografica ai sali d’argento su carta / gelatin silver print on paper
Courtesy Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma, 24x30 cm
su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali Courtesy Fondazione Pino Pascali, Polignano a Mare
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sfide formali affrontate nelle finte scul- finte sculture in 1966. These works, in fact, utilizza acqua e terra: 32 mq di mare circa, 1967, year in which the artist focused on
ture del 1966, realizzate con tela tesa su were made by stretching a piece of canvas 9 mq di pozzanghere, Confluenze, Campi the use of water and soil, are composed
centine di legno, solitamente dipinte di over a wooden frame, which was usually arati e canali d'irrigazione, Botole ovvero of a geometrical, horizontal and modular
bianco e raramente di nero, aggirando così painted white and sometimes black. By Lavori in corso – definite da Maurizio Cal- structure placed on the ground: 32 mq
i codici della scultura per creare un’opera doing so, he eluded the more traditional vesi “strutture del primario” – ricordano le di mare circa, 9 mq di pozzanghere,
leggera e manipolabile che rimanda all’i- codes of sculpture in order to create a fotografie che ritraevano il mare, le pas- Confluenze, Campi arati e canali di
dea del soggetto piuttosto che al sogget- lighter and more flexible artwork that serelle e i pontili del porto di Napoli (Mare, irrigazione, Botole ovvero Lavori in
to stesso, come ebbe modo di spiegare a would evoke the idea of the subject rather Passerella sull’acqua, Pontile), così come corso which Maurizio Calvesi described
Carla Lonzi: “A me non interessa il di den- than the subject itself, as he explained to le opere in lana d’acciaio realizzate l’an- as “strutture del primario” (“primary
tro o solo la parte epidermica, deve essere Carla Lonzi: “I am not interested in inner no successivo (Trappola, Cesto, Liane...) structures”), evoke those photographs
veramente questo leggero spessore che si or epidermal layers. My focus is really possono essere collegate alle fotografie by Pascali that portrayed the sea, the
forma intorno. È la finzione che determina on this thin layer that forms around it. delle reti delle imbarcazioni (Reti di barca, walkways and the piers in the port of Naples
automaticamente l’identificazione con Fiction automatically dictates that we Reti di nave, pag 24-25). (Mare, Passerella sull’acqua, Pontile).
una certa immagine, una certa parola sul identify a work of art with a given image, Nell’arco di due anni, tra il 1966 e il 1968, Just like the works made in steel wool the
vocabolario, cannone, scultura, Brancusi. a certain word in the dictionary, a cannon, l’artista utilizza una grande varietà di ma- following year (Trappola, Cesto, Liane…)
[…] Io fingo di fare delle sculture, ma che a sculpture, Brancusi. […] I pretend to teriali, sia naturali (terra, acqua, paglia) can be linked to the photos depicting boat
non diventino quelle sculture che fingono make sculptures. I do not wish for them to sia industriali (spazzole di plastica, lana nets (Reti di barca, Reti di nave, p. 24-25).
di essere, io voglio che diventino una cosa become those sculptures they are faking d’acciaio, pelliccia sintetica), afferman- Between 1966 and 1968, the artist used
leggera, che siano quello che sono, il che to be. I want them to turn into something do un incessante rinnovamento formale a wide range of materials that were
non spiega proprio niente, le ho fatte così, light, I want them to be what they are, e sottolineando la sua capacità di tra- both elementary (soil, water, straw) and
è andata così. Essendo quello che sono, which does not explain anything really... I sformare qualsivoglia materiale, impe- industrial (plastic brush, steel wool,
sono della tela tesa su delle centine che si have made them, that’s all. In actual fact, gnandosi ogni volta in una nuova serie di synthetic fur) thus claiming a constant
rassomigliano stranamente a delle scul- they are pieces of canvas stretched on sculture, a testimonianza della varietà formal renovation and highlighting his
ture, a delle immagini che abbiamo den- wooden frames, which strangely resemble estetica del suo lavoro, lontano da qualsi- ability to transform any material into
tro di noi”2. a sculpture as well as remind us of images asi dimensione tecnologica. “La tecnica è a work of art. Pino Pascali did this by
Grazie alle loro inquadrature, queste fo- that we have within us”2. la mia vita! Ma ogni volta cambia: trovata constantly committing to a new series of
tografie rivelano punti di vista decentra- These photographs are taken from blurred e lasciata”, come sottolinea a Marisa Vol- sculptures. This approach testifies the
ti, primi piani e contrasti di bianchi e neri points of view, which results in very pi Orlandini3 mentre lavora alle sue ultime aesthetic diversity of his work, which is far
molto accentuati. Le sequenze di un pon- prominently black and white close ups sculture in lana d’acciaio e finta pelliccia from any technological dimension.
tile di legno, di una passerella o il movi- and sharp contrasts. Pino Pascali was per la sua mostra alla 34a Biennale di Ve- “Technique is my life! But it changes all
mento del mare interessano Pascali per la fascinated by the materiality and plasticity nezia (1968), richiamando da un lato il the time: discovered and abandoned”, as
materialità e la plasticità che vi emergono. that would emerge from the sequence gesto artigianale e dall’altro il mondo del he explained to Marisa Volpi Orlandini3
La fotografia è quindi per l’artista un mez- of a wooden walkway and a pier or by the design. while he was working on his steel wool and
zo per parlare della forma, che è anche la movement of the sea. Questo insieme fotografico, unico in un’o- synthetic fur sculptures for his exhibition
sfida della sua scultura: un’inquadratura Therefore, the artist used photography pera essenzialmente scultorea, afferma at the 34th Venice Biennale (1968), thus
tronca che riecheggia una struttura/scul- as a tool to talk about form, which is also così l’esperienza di un ulteriore mezzo blending handicraft tradition and design.
tura tagliata di netto caratterizza in parti- the challenge posed by his sculpture: nella diversità delle modalità creative
colare le sue finte sculture dove la forma a truncated frame evokes a structure/ esplorate dall’artista. Queste fotografie, This unique photographic ensemble within
diventa concetto. sculpture that has been cut off. We are che sanno catturare con spontaneità le a work of art which is essentially sculptural,
Una costruzione geometrica, orizzontale referring in particular to his finte sculture vite anonime di Napoli e Roma, rivelano represents a further diverse approach
e modulare, posata a terra, è comune alle in which the form becomes concept. soprattutto un’Italia dei modi di vita tra- among the different creative methods
opere del 1967, anno in cui Pino Pascali Many of the works Pascali realized in dizionali, più vicina a quella trasmessa explored and applied by the artist. These

2
 Pino Pascali e Carla Lonzi, Discorsi, Marcatré, n°30- 2
 Pino Pascali e Carla Lonzi, Discorsi, Marcatré, issue 3
 Marisa Volpi Orlandini, Tecniche e materiali: Pino  Marisa Volpi Orlandini, Tecniche e materiali: Pino Pascali,
3

33, Lerici Editori, Milano, 1967. number 30-33, Lerici Editori, Milan, 1967 Pascali, Marcatré, n°37-40, maggio 1968 Marcatré, issue number 37-40, May 1968.
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Pino Pascali Pino Pascali


Uomo che ripara le reti Due uomini con corde
1965 1965
stampa fotografica ai sali d’argento su carta / gelatin silver print on paper stampa fotografica ai sali d’argento su carta / gelatin silver print on paper
24x30 cm 24x30 cm
Courtesy Fondazione Pino Pascali, Polignano a Mare Courtesy Fondazione Pino Pascali, Polignano a Mare
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dall’immagine cinematografica degli anni photographs, that can so spontaneously sottolinea l’attaccamento a quella terra del The return to the Mediterranean Sea4
Cinquanta che all’Italia del boom econo- capture the anonymous lives of Rome sud che torna nelle sue opere dal 1967 in highlights his love for his homeland,
mico degli anni Sessanta, ad eccezione di and Naples, reveal, in particular, how Italy poi e affiora nei soggetti delle sue sculture which characterized his works from 1967
alcune immagini di edifici moderni in co- was still anchored to a traditional lifestyle che evocano i grandi testi antichi da Esopo onwards and became the subject of those
struzione. that was closer to the cinema portrayals a Omero (Le Penne d’Esopo, L’arco di Ulisse, sculptures through which he evoked the
Lo sguardo di Pascali sull’Italia meridionale of the 1950s rather than to the image of Stuoia o Tela di Penelope) o anche alcune great ancient texts, from Aesop to Homer
non è nostalgico, contrariamente a quello a flourishing country during the economic credenze popolari come il tarantismo, am- (Le Penne d’Esopo, L’arco di Ulisse, Stuoia
di Pasolini che utilizzava la metafora della boom of the 1960s, except for a few piamente studiato dall’etnologo italiano o Tela di Penelope) as well as some popular
“scomparsa delle lucciole” alludendo alla images showing modern buildings under Ernesto de Martino5. Argomento, questo, beliefs like “tarantismo”, a topic very dear to
scomparsa di un’Italia rurale con le sue construction. che non lascerà Pascali indifferente, ripro- the Italian ethnologist Ernesto de Martino5.
tradizioni di fronte all’affermarsi del consu- Differently from Pasolini, who used ducendo a modo suo le contorsioni della ta- This topic was also very close to Pascali’s
mismo e del sistema capitalistico. A volte, the metaphor of the “disappearance of rantola sotto la sua Vedova blu (1968). heart, who represented in his own way
però, possiamo leggere una forma di italia- fireflies” to explain how rural culture and the contortions of the tarantula under his
nità nelle fotografie di Pulcinella e dei tea- traditions in Italy were being replaced by Nell’opera di Pino Pascali nessuna scultu- Vedova blu (1968).
trini di strada, di artigiani e commercianti di a consumerist and capitalistic society, ra rappresenta la figura umana, nemmeno
Napoli perché sarà proprio il personaggio di Pascali’s view on Southern Italy is not la serie dei “pezzi anatomici di donne” del Pino Pascali never represented human
Pulcinella, tratto direttamente dalla com- nostalgic. However, we can at times detect 1964, che mostra in modo generico, se non figures in his sculptures, not even in
media dell’arte, che Pascali impersonerà a sense of Italian spirit (italianità) in the stereotipato, frammenti di corpi femminili the case of “pezzi anatomici di donne”
da interprete del Carosello della Cirio, affer- photographs that portray Pulcinella and monumentalizzati (Labbra rosse, Torso di (“women’s anatomical parts”, 1964) which
mando così una peculiarità tutta italiana. the street puppet shows, or craftsmen and negra...), esposti insieme durante la sua show, in a general if not even stereotyped
Lo spirito del guitto che caratterizzava la business owners in Naples. As a matter of prima personale alla galleria La Tartaruga way, fragments of monumental female
personalità di Pascali e che si manifesta in fact, the artists dressed up as Pulcinella di Roma nel 1965. Molte sono però le foto- bodies (Labbra rosse, Torso di negra…),
alcune pubblicità si rivela anche in perfor- itself in the Carousel he realized for Cirio, grafie di ritratti di bambini e uomini su cui shown during his first solo exhibition at La
mance che accompagnano le sue sculture thus revealing a very Italian personality. Pascali posa uno sguardo attento e propone Tartaruga Gallery in Rome in 1965. Many
come Requiescat in pace Corradinus (1965) This spirit of the game characterized una lettura etnografica come testimonian- of Pascali’s photographs are portraits
o Armi (1965) con cui Pascali mette in sce- Pascali’s personality and would come za culturale e sociale di una certa Italia dei of children and men on which the artist
na se stesso, immortalato dallo sguardo fo- through in some of his advertising works as primi anni Sessanta che avrebbe potuto placed particular attention and suggested
tografico di Claudio Abate. well as in performances that accompanied trovare il suo posto se la mostra The Fa- an ethnographical interpretation of
Il Mediterraneo, che Pascali ha fotografato his sculptures such as Requiescat in pace mily of Man (MoMA, 1955), organizzata da these pictures as cultural and social
più volte nel 1965, è il soggetto della sua Corradinus (1965) or Armi (1965) in which Edward Steichen, fosse stata proposta per representations of 1960s Italy. His
opera più emblematica: 32 mq di mare circa Pascali, photographed by Claudio Abate, una seconda edizione negli anni Sessanta. interpretation could have found recognition
del 1967. Con questa installazione l’artista became part of the art work. if the exhibition The Family of Man (MoMA,
reinterpreta il mare della sua infanzia at- The Mediterranean Sea, that Pino Pascali 1955), curated by Edward Steichen, had
tribuendogli una connotazione domestica photographed more than once in 1965, been held again for a second edition in the
e artificiale che accompagna Campi arati became the subject of his symbolic 1960s.
e canali d’irrigazione, rileggendo i paesaggi artwork: 32 mq di mare circa (1967).
rurali della sua terra natale, la Puglia. With this installation he revisited the
Il mare farà da sfondo ad alcune sue azioni, sea of his childhood and credited it with
come nella sequenza a lui dedicata nel film a domestic and artificial connotation
SKMP2 (1968) di Luca Patella, dove bacia that accompanies Campi arati e canali
la testa di una statua classica immersa nel di irrigazione, thus celebrating the rural
Mediterraneo. Il ritorno al Mediterraneo4 landscapes of his homeland, Apulia.
This same sea was to be the background of 4
 Cf. Valérie Da Costa, Pino Pascali: retour a la
many of his actions, like in Luca Patella’s Mediterranée, Les Presses du réel, Dijon, 2015.
 Cfr. Ernesto de Martino, La terra del rimorso. 5
 Cf. Ernesto de Martino, La terra del rimorso.
movie SKMP2 (1968) in which he is kissing
5

 Cfr. Valérie da Costa, Pino Pascali: retour à la


4
Contributo a una storia religiosa del Sud, Il Saggiatore, Contributo a una storia religiosa del Sud, Il Saggiatore,
Méditerranée, Les presses du réel, Digione, 2015. a statue on the Mediterranean Sea. Milano, 1961. Milan, 1961.